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Due invenzioni ambientali ed energetiche per il vertice di Marrakech 2016

Ogni anno si dice che nel prossimo vertice mondiale sull’ambiente si giocherà una partita fondamentale per il Pianeta, ma non succede mai niente di veramente importante perché chi partecipa a questi vertici non ha nessun asso nella manica da mostrare agli altri partecipanti e tutto si rimanda al vertice successivo. Quest’anno (2016) il vertice è già iniziato a MarraKech, in Turchia, il 7 novembre e continuerà fino al 18 novembre.  Se i delegati dei 196 Paesi partecipanti si presentano di nuovo senza soluzioni, ne ho pronte due, appena depositate come brevetti italiani, ma che hanno un anno di tempo per diventare brevetti internazionali.  Queste invenzioni sono pronte a ridurre quasi a zero i costi energetici e a moltiplicare contemporaneamente la protezione dell’ambiente, sempre che qualcuno dei partecipanti all’importante raduno, comprenda l’importanza di questi brevetti. Il dubbio è legittimo poiché degli oltre trenta brevetti ambientali ed energetici del sottoscritto, non ne è stato compreso nemmeno uno dai poteri politici scientifici economici preposti alla difesa dell’ambiente. Gran parte dei precedenti brevetti, purtroppo, erano dedicati alla depurazione globale dell’ambiente e alla trasformazione del CO2 in carbonati nelle acque. Se, nonostante la delusione di non essere stato compreso, ho continuato a depositare brevetti, è dovuto al fatto che comprendo la posizione degli addetti ai lavori, pubblici e privati: è molto difficile per loro ammettere che è tutto da rifare, a livello depurativo ed energetico. Ma, prima o poi dovranno cedere, anche se continueranno a non spendere un euro per finanziare le mie invenzioni, costringendo il sottoscritto a sprecare, oltre il proprio tempo, anche i pochissimi risparmi. Giacché la proprietà intellettuale non protegge gli inventori ma soltanto chi ha il potere di industrializzare le idee. Se le cose sono organizzate in questo modo, gli inventori non dovrebbero pagare le tasse di mantenimento dei brevetti fino a quando qualcuno non le industrializza, fermo restando la tutela legale dell’invenzione.  Anche la mancata tutela degli inventori dimostra l’arroganza del potere economico mondiale e la scarsa importanza che danno ai problemi ambientali. Basti pensare a come sono pagati gli uomini di spettacolo e i calciatori, mentre gli inventori si devono indebitare per depositare brevetti di pubblica utilità e dopo non trovano finanziatori. Non perché i progetti non siano validi ma perché nessuno ha il coraggio  di demolire sistemi sbagliati portati avanti per intere generazioni.  

Qualcuno, ipocritamente, potrebbe dire che le invenzioni di pubblica utilità non dovrebbero essere brevettate. Sarebbe giusto se la classe politica e scientifica che governa l’ambiente e l’energia, a livello mondiale, avesse afferrato i concetti fondamentali della progettazione globale, ma questi, purtroppo, non sono pubblicati in nessun libro di nessuna università del mondo. La protezione globale dell’ambiente si può trovare solo su un piccolissimo sito  web: http://www.spawhe.eu. Infatti, anche le università tacciono su questi argomenti, per non ammettere banali errori di progettazioni non realizzate con un’ottica globale.  A livello internazionale i governi stanno spendendo a, carico dei contribuenti, moltissimi miliardi di dollari per catturare il CO2 è interrarlo nelle profondità terrestri, che è una soluzione pericolosa e insostenibile, pur di non ridurre la dimensione degli impianti termici che è l’unico modo per chiudere il ciclo del carbonio correttamente, producendo carbonati nelle acque, come ha proposto il sottoscritto. Infatti, l’abbinando della gestione delle acque, compresi i depuratori, ai cicli energetici termici è la condizione fondamentale per proteggere l’ambiente senza emissioni di CO2, se vogliono continuare a usare l’energia fossile, ma tutto avrebbe dovuto essere progettato al posto giusto, della giusta dimensione e con i giusti processi descritti nel sito web citato. Le università, che sono radicate localmente, in tutti i territori del mondo, non hanno dato nessun contributo allo sviluppo globale della protezione dell’ambiente e alla produzione di energia sostenibile interattiva con l’ambiente, perché le singole facoltà non collaborano con le altre facoltà, nell’ambito dello stesso ateneo, ma si gemellano con facoltà scientifiche di paesi lontani con lo stesso indirizzo scientifico, creando lobby scientifiche, parallele a quelle economiche. Tutte in concorrenza tra loro. 

Oggi, per partecipare a un convegno internazionale sulle biotecnologie, idrologia, economia, energia solare, eolica, nucleare, etc. è necessario pagare migliaia di euro. Queste grandissime lobby hanno impedito la nascita di soluzioni trasversali come quelle messe insieme dal sottoscritto con l’esperienza trasversale di tecnico installatore di impianti industriali, ambientali ed energetici.   

 Il sistema globale di protezione dell’ambiente “SPAWHE” (synergic plants, hydroelectric energy, artificial welling) è composto da molti brevetti internazionali e nazionali tra loro collegati, che abbracciano l’intero pianeta, compresi gli oceani, e salvano il salvabile, come le reti fognarie (modificandole). SPAWHE non può salvare le grandi centrali termiche e nemmeno i grandi depuratori, che lontani dall’inquinamento, soprattutto dall’aria inquinata, sprecano soltanto risorse energetiche. Oggi, purtroppo, anche i brevetti delle macchine ambientali delle aziende private, sono nel segno dei sistemi depurativi ed energetici parziali, che sono inadeguati alla protezione globale. L‘innovazione globale termica e depurativa è diventata impossibile a causa della complicità oggettiva dovuta agli errori di progettazione da nascondere e degli investimenti sbagliati da difendere. Dovrebbero entrare nel mondo dell’ambiente e dell’energia nuove idee, nuove aziende, nuovi investitori, ma sono ostacolati da capitolati di appalti pubblici obsoleti e da normative legislative che non possono avanzare se non avanza lo stato dell’arte globale, il quale può avanzare soltanto se gli enti pubblici collegano gli impianti tra di loro per realizzare cicli globali, ma come detto, gli impianti non si possono collegare se non sono stati progettati appositamente per essere collegati.  In questo contesto gli Imprenditori privati non possono fare nulla di concreto, se non concentrarsi, almeno sul settore energetico, per produrre energie più pulite.  Purtroppo, per il sottoscritto, anche le nuove energie sono sbagliate e stanno creando nuove categorie di imprenditori che dovranno difendere investimenti sbagliati.  Le rinnovabili che si stanno diffondendo maggiormente sfruttano il sole e il vento. Queste sono energie a senso unico, che prelevano energia dall’ambiente, ma non interagiscono chimicamente con lo stesso, quindi, non sono, interattive. Inoltre, hanno bassissimi rendimenti, grandi ingombri, alti impatti ambientali, alti oneri di smaltimento dei materiali. Anche migliorando i rendimenti, non potranno mai raggiungere livelli elevati. Non si può ritenere interattiva nemmeno l’energia biologica, poiché si limita soltanto a emettere CO2 nell’ambiente biologico al posto di quello fossile. Potrebbe essere interattiva se neutralizzasse nelle acque il CO2 biologico producendo carbonati. In tale caso, sottrarrebbe CO2 all’ambiente. Ma questo progetto rientrava negli obiettivi dei brevetti insabbiati, non in quelli della classe dirigente mondiale (http://www.spawhe.eu/the-role-of-biological-energy/). Non è interattiva nemmeno l’attuale energia idroelettrica, che è a senso unico e in molti casi favorisce le alluvioni, poiché le grandi piogge, trovando i bacini naturali e artificiali già pieni, l’ acqua si riversa a valle con maggiore quantità e violenza. Invece,  sarebbero interattive  con l’ambiente,  le energie idroelettriche pressurizzate sommerse in bacini  e pozzi inquinati. Infatti, i titoli delle due nuove invenzioni sono: “impianti idroelettrici pressurizzati sommersi in bacini e pozzi con sollevamento e ossigenazione”, pubblicate su http://www.spawhe.eu/the-pressurized-submerged-hydroelectric/. Con queste invenzioni, mentre si produce energia con altissimi rendimenti, si potrà avere anche lo scambio chimico naturale tra l’acqua inquinata e l’ossigeno, andando a depurare tutte le acque che non passano attraverso i depuratori. Soprattutto,  quelle nei fondali profondi dei porti e delle città lagunari come Venezia, Amsterdam.  Infatti, queste due nuove invenzioni consentirebbero la costruzione di autentiche centrali idroelettriche nei fondali inquinati dei laghi e dei mari e anche nei pozzi con una versione speciale.  Oggi è un grande controsenso non produrre energie interattive e, contemporaneamente, spendere miliardi di dollari in energia fossile per depurare soltanto la piccola quantità di acqua che passa attraverso i depuratori. Ma negli stessi depuratori non conviene continuare a consumare energia per ossidare le acque attraverso i diffusori di aria. Conviene ossidare le acque producendo energia idroelettrica pressurizzata, come descritto negli stessi depositi di brevetto, con l’aiuto delle di Dalton ed Henry vecchie di due secoli e la modifica delle pompe di circolazione, che dovranno essere con la doppia alimentazione separata fino alla girante.  Queste innovazioni, che nessuno ha mai pensato di usare abbinando i processi depurativi alla produzione di energia, potevano nascere fin dall’inizio dell’epoca industriale perché anche le pompe centrifughe e le turbine sono nate prima.  Anche questi sistemi possono rientrare, a pieno titolo nella protezione globale dell’ambiente e se il sottoscritto li ha scoperti e proposti, probabilmente, deve ringraziare, proprio coloro che hanno taciuto sulle versioni precedenti di depurazione globale, collegate alla pulizia dell’energia fossile. Ma chi non ha voluto pulire l’energia fossile con la depurazione globale, sta già dimostrando che non vuole nemmeno l’energia idroelettrica interattiva. Infatti, le prime invenzioni del sottoscritto su questi argomenti hanno oltre due anni e le pompe con la doppia alimentazione separata, oltre un anno e non hanno ancora trovato finanziamenti.  Tuttavia, solo queste invenzioni possono rottamare le centrali termiche e il sistema C.C.S. (carbon capture and Storage). Nei confronti dell’idroelettrico pressurizzato, l’energia fossile non è soltanto inquinante, ma anche antieconomica.  Più tempo trascorre per passare all’idroelettrico sommerso compresso, più ci rimettiamo, soprattutto se dobbiamo acquistare il petrolio e il gas. Ma a dire il vero, anche se fossimo un paese ricco di petrolio e gas, il costo dell’estrazione e della raffinazione è già superiore al costo dell’energia idroelettrica sommersa compressa. Chi non ci crede non deve far altro che riprendere i libri e rimettersi a studiare i principi basilari sui quali si basano queste invenzioni che, per il sottoscritto non hanno bisogno nemmeno di prototipi per essere dimostrate. Bisogna soltanto essere aggiornato sulle scienze e sullo stato dell’arte delle tecnologie elettromeccaniche per metterle insieme adeguatamente.   Ma se proprio i delegati dei 196 paesi hanno dei dubbi, non penso che sia un problema organizzare una piccola colletta tra i vari governi per stabilire chi ha torto o ragione. Se teoricamente, il sottoscritto è riuscito a far entrare nella camicia di un pozzo un serbatoio pressurizzato con aria e acqua per produrre l’energia necessaria per sollevare  e ossigenare le acque, perché non dovrebbe essere possibile far entrare lo stesso sistema nel cofano di un mezzo di trasporto terrestre marino o aereo, per produrre solo energia?  Come illustrato sullo stesso sito web http://www.spawhe.eu/hydroelectric-power-auto-with-torque-peripheral-to-the-wheels/? Tacere sulle invenzioni che non provengono dai poteri forti dell’economia mondiale non aiuta nessuno. 

Chi sono gli oltre 9.500 visitatori che mi hanno fatto l’onore di visitare il mio piccolo sito web  http://www.spawhe.eu? Non hanno lasciato commenti di approvazione o disapprovazione dei progetti ambientali esposti? Io non penso che siano casalinghe, ma tecnici che non vogliono o non possono esprimere la loro opinione liberamente.  Anche se non lasciano commenti, io spero che i visitatori diventino almeno 9.500.000 perché i sistemi globali di protezione dell’ambiente che io ho messo a punto dopo una vita di lavoro, come ho scritto sopra, sono ignorati anche dalle migliori università del mondo. Se le nuove generazioni vogliono imparare, dove devono studiale?

I vertici mondiali sull’ambiente e l’energia, se non conoscono le soluzioni globali energetiche e protettive dell’ambiente, a che servono? Di che cosa parlano?

Possibile che i responsabili mondiali dell’ambiente e dell’energia non riescono a comprendere che almeno l’ottanta percento dell’inquinamento dell’acqua e dell’aria si può eliminare producendo l’energia in modo razionale, con costi di investimenti e di gestione centinaia di volte inferiori all’energia prodotta con il carbone?

 Nei depositi di brevetto ci sono anche i calcoli del rapporto tra l’energia spesa e prodotta, sfruttando la forza accumulata con l’aria compressa e la seconda bocca di alimentazione delle pompe modificate, che consentono il riciclo dell’acqua a bassissimo costo. Qualcuno si assumi la responsabilità di contestare tali calcoli ufficialmente, nell’interesse dell’intero pianeta.

Cordiali saluti

Luigi Antonio Pezone.

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