Il reato di omissione è il pane quotidiano delle scienze, burocrati e governi mondiali.

Il reato di omissione è il pane quotidiano delle scienze, burocrati e governi mondiali. 

 (Ventesima lettera aperta alla Corte di Giustizia Internazionale e alle Nazioni Unite).

RIASSUNTO

Ho trovato molto interessanti seguenti documenti disponibili in rete:

1) https://video.repubblica.it/dossier/migranti-2019/gino-strada-emergency-chi-ci-governa-dovrebbe-essere-processato-per-crimini-contro-l-umanita/329569/330170, dove Gino Strada, presidente di “Emergency” afferma: “Siamo governati da persone che non hanno alcuna considerazione per la vita umana. Persone che dovrebbero essere portate davanti alla Corte Internazionale dell’Aia per crimini contro l’umanità”.

2)  https://www.conoscenzealconfine.it/l-ultima-previsione-di-hawking-una-razza-di-super-umani-artificiali-conquistera-il-mondo/, dove il grande scienziato, scomparso il mese di marzo dell’anno scorso affermava in varie fasi: “Sono certo che nel corso di questo secolo si scoprirà come modificare sia l’intelligenza che gli istinti come l’aggressività”; “Probabilmente ci saranno leggi contro l’ingegneria genetica per gli esseri umani, ma qualcuno non riuscirà a resistere alla tentazione di migliorare le proprie caratteristiche, come la memoria, la resistenza alle malattie e la durata della vita“; “Una volta che questi super-umani appariranno, ci saranno grossi problemi politici con gli esseri umani non migliorati, perché non saranno più in grado di competere e, forse, moriranno o diventeranno ininfluenti. Invece, nascerà una razza che si auto-progetterà e che continuerà a migliorarsi a un ritmo sempre crescente”.  

Hawking faceva riferimento a certe tecniche di manipolazione del DNA, come il “Crispr”, una tecnologia nota già da sei anni che consente agli scienziati di manipolare i geni scartando quelli dannosi o aggiungendone altri nuovi. La tecnologia Crispr è già in uso, ad esempio, al Great Ormond Street Hospital for Children di Londra, dove si utilizzano tecniche di editing genico, per trattare una forma di leucemia che altrimenti sarebbe incurabile. Il professore di Scienze del clima presso il Dipartimento di Scienze della Terra, University College London, Chris Rapley ha affermato “Probabilmente gli umani sono arrivati ad un momento critico. Il futuro sembra disperatamente cupo. Forse gli scienziati ingegnerizzano geneticamente un sistema circolatorio che ci permetterà di sopravvivere in un ambiente con poco ossigeno, come sarà quello della terra quando il fitoplancton si sarà estinto?”

I problemi che affronta Gino Strada, sono molto diversi da quelli che si poneva Stephen Hawking, negli ultime mesi della propria vita, ma entrambi mettono in evidenza la poca trasparenza di governi mondiali e anche  della ricerca pubblica mondiale. Gino Strada, denuncia il disinteresse dei governi verso i grandi problemi sociali, come il problema dei migranti, l’equità della distribuzione della ricchezza mondiale, la sostenibilità delle cure mediche, la reale protezione dell’ambiente, la reale ricerca di soluzioni sostenibili depurative ed energetiche.  Stephen Hawking non era contrario alla ricerca genetica ma si preoccupava degli esseri umani non migliorati in una società dove la scienza lavora in modo non trasparente per creare una super razza, non accessibile a tutti. Ho evidenziato in grassetto l’ultima frase attribuita al professor Chris Rapley che riassume quello che si preparano a fare i grandi centri di ricerca pubblici e privati, nel segreto dei loro laboratori per difendere la razza superiore dall’inquinamento che loro stessi hanno prodotto. Molto stranamente, qualcosa di simile a quello che si propongono questi centri di potere occulti, lo ha già depositato il sottoscritto democraticamente, come brevetto italiano con il nome “cuore artificiale ossigenatore del sangue”. Il quale  funzionerebbe con gli stessi principi energetici che il sottoscritto propone da cinque anni a tutte le autorità mondiali, compresi i Giudici Internazionali e le Nazioni Unite per combattere il riscaldamento globale: le sinergie tra i principi di Pascal, Henrye Torricelli, le pompe modificate leggermente per recuperare l’acqua e il sangue e fungere anche da turbine per produrre l’energia che alimenta il sistema energetico e depurativo mondiale o quello circolatorio e depurativo  dell’uomo. Più energia produrremo nel Pianeta più lo proteggeremo dall’invecchiamento. Altrettanto varrebbe per il cervello umano, sostituendo man mano le parti usurate non recuperabili con organi elettromeccanici, ed eliminando quelle che in età avanzata, diventerebbero inutili (apparati digerente, respiratorio, urinario).   

DESCRIZIONE

Gli attuali governi mondiali, comprese le Nazioni Unite, solo apparentemente sono democratici, se si analizzano le scelte che fanno, non dal punto di vista politico ed economico, ma dal punto di vista scientifico dell’organizzazione del lavoro globale. Le vicende della Brexit inglese, del successo che sta avendo il muro di separazione tra gli Stati Uniti e il Messico, l’avanzata dei partiti populisti conservatori in Europa, dimostrano che la maggioranza degli elettori dei singoli paesi ragionano egoisticamente. Pertanto gli elettori possono essere facilmente manovrati dai centri di potere politici ed economici che chiudono le frontiere e promettono l’abbassamento delle tasse. Anche se il secondo aspetto non riesce, questo non aiuta le opposizioni che predicano la fratellanza e la equa distribuzione del lavoro e della ricchezza perché i migranti rappresentano una concorrenza per le fasce più deboli. Quindi, non solo i problemi ambientali ed energetici, anche quelli sociali, non si possono più risolvere politicamente ma scientificamente e giuridicamente. Purtroppo, oggi, sia la scienza, sia la giustizia non sono imparziali. Per prima cosa deve essere riformata la scienza pubblica mondiale che deve diventare un esempio da imitare per la scienza privata e un punto di riferimento affidabile per i legislatori e giudici nazionali e internazionali. Infatti, sia i legislatori che giudici quando legiferano o emettono le sentenze importanti ascoltano i consiglieri scientifici. Per evitare che i consiglieri scientifici consiglino nel modo sbagliato i legislatori e i giudici nazionali e internazionali, è necessario modificare l’organizzazione del lavoro mondiale aggiornando lo stato dell’arte in tutti i settori senza possibilità di fraintesi scientifici. Come ho già scritto in un recente articolo è necessario proibire nel mondo intero le invenzioni incomplete della scienza (http://www.spawhe.eu/qualcuno-nel-mondo-dovrebbe-vietare-le-invenzioni-incomplete-della-scienza/). Infatti, il sottoscritto che è stato un progettista e installatore di impianti industriali e ambientali può affermare con certezza che nell’intero pianeta non esiste nessun impianto industriale o ambientale completo perché sia la scienza pubblica sia le multinazionali, lavorano a compartimenti stagni, essendo specializzati in settori specifici. Questo ha condizionato il corretto sviluppo industriale, ambientale, urbanistico, agricolo, alimentare, sanitario mondiale. Solo attraverso lo studio dell’organizzazione del lavoro globale potevano essere individuati i difetti degli impianti antropici mondiali e quindi, anche i difetti dell’attuale modello di sviluppo mondiale e le possibili soluzioni alternative. Purtroppo, tutti continuano a migliorare il proprio specifico settore, migliorando i rendimenti. Ma non accorgendosi che usando le sinergie e l’interattività, i rendimenti non sarebbero soltanto migliorati ma moltiplicati e l’inquinamento eliminato.   Il sottoscritto, con l’esperienza acquisita in una vita di lavoro, per dimostrare il modo in cui si progettano gli impianti globalmente, da pensionato in dodici anni di lavoro ha depositato circa quaranta brevetti di pubblica utilità nazionali, che non hanno trovato interlocutori nei governi e nella scienza pubblica italiana. Per ragioni di costi, solo sei li ha trasformati in brevetti internazionali, dimostrando che il problema non è soltanto italiano ma mondiale.  Questi brevetti riguardano il risparmio idrico, la depurazione dell’acqua dell’aria, la produzione di energia nelle versioni fisse e mobili con sistemi sostenibili e interattivi che sul pianeta Terra non sono mai stati realizzati e sperimentati, proprio a causa dell’attuale modo di lavorare a compartimenti stagni degli enti di ricerca pubblici e delle multinazionali. Lo scopo del mio lavoro non era quello di ottenere la proprietà industriale delle mie invenzioni, ma quello di mettere il dito nella piaga mondiale degli attuali sistemi depurativi ed energetici che hanno prodotto il riscaldamento globale proprio perché sono stati progettati in modo incompleto dagli enti pubblici e dalle multinazionali. In questo lavoro, per fortunate circostanze, io sono andato molto oltre gli obiettivi che mi proponevo, sconfinando anche nel settore sanitario con l’invenzione del cuore artificiale ossigenatore del sangue. Io sono certo di non aver messo soltanto un dito nella piaga delle progettazioni mondiali ma un coltello molto affilato. Se ho sbagliato qualche dettaglio, non penso che abbia importanza.  La cosa importante non è correggere i miei errori, che se ci sono, sono soltanto virtuali e non ci ha rimesso nessun governo e nessuna multinazionale. La cosa importante è correggere gli errori reali che hanno portato al riscaldamento globale e a uno sviluppo economico insostenibile, che non sono soltanto errori tecnici e scientifici, ma anche legislativi e giuridici, proprio a causa del lavoro a compartimenti stagni e della mancata trasparenza delle leggi che regolano il lavoro mondiale. Infatti non ci vorrebbe molto a legiferare che tutti i lavori antropici che aprono cicli chimici o biologici li devono anche chiudere in modo neutro o positivo per l’ambiente. Se i legislatori e i giudici nazionali e internazionali, che non sono dei tecnici, autonomamente, hanno deciso che lo stato dell’arte scientifico e tecnologico mondiale non consente di chiudere i cicli, oppure di non aprirli, hanno commesso anche loro il “reato di omissione di atti pubblici”, non verificando le soluzioni proposte dal sottoscritto. Non solo depositate presso gli organi ufficiali ma anche pubblicate in rete e inviate per mail agli enti pubblici interessati.   

L’errore principale che commettono quelli che hanno studiato senza comprenderli i principi generali dell’energia è la differenza tra l’elettricità e l’energia primaria che serve per produrla. 

La termodinamica serve a produrre calore, non elettricità. L’energia elettrica si produce in molti modi, ma il modo più efficiente è attraverso l’elettromagnetismo e questo si produce facendo ruotare delle spazzole magnetiche (rotore) in un campo elettrico avvolto a solenoide (statore). Più grande è il rotore che gira, maggiore è il numero di spazzole rotanti, maggiore è la quantità di energia prodotta. Ma per far girare il rotore è necessaria un’energia primaria che deve costare poco e deve essere pulita.  Solo inventori e scienziati incompetenti hanno usato energie primarie indirette o inquinanti per fare girare il rotore. Tra le energie indirette c’è il calore, l’energia solare, l’elettrolisi, la chimica, la biologia. Quelle dirette sono l’idroelettrico e l’eolico, ma quello più conveniente e il sistema idroelettrico perché l’acqua ha una densità ottocentotrenta volte superiore all’aria. Il metodo migliore in assoluto è il sistema che consente il riciclo dell’acqua. Sarebbe bastato ricordare che l’energia è dovuta al prodotto della portata per la pressione per la densità del fluido per comprendere che nessuna energia termica, prodotta con combustibili e gas di combustione a senso unico, si può avvicinare al rendimento di un’energia che sfrutta densità del liquido molto superiore e la pressione statica dell’aria compressa che può raggiungere anche migliaia di bar, per giunta, senza disperdersi nell’ambiente, ma dissolvendosi leggermente nell’acqua  fino al punto di saturazione depurandola. Ma sul pianeta Terra, oltre a energie antieconomiche e non compatibili con l’ambiente, dall’avvento dell’era industriale, stiamo producendo energia idroelettrica senza riciclare l’acqua, con impianti che sfruttano a senso unico il flusso dell’acqua, attraverso il salto idraulico e le correnti fluviali.  Questi impianti idroelettrici, in molti casi, hanno prodotto più disastri che benefici per accumulare l’acqua per mezzo di dighe, che hanno creato disastri alluvionali e siccità estive.

Il sottoscritto ha brevettato due sistemi per produrre energia idroelettrica riciclando l’acqua e molte applicazioni degli stessi, dichiarati “moto perpetuo” dagli uffici brevetti, come se fossero la massima autorità scientifica mondiale. Mentre sono soltanto i custodi dei depositi dei brevetti originali, affinché, nell’interesse della intera comunità mondiale, sia accertata la verità scientifica, senza ombra di dubbi. A questo proposito, con la presente, sono arrivato a scrivere venti lettere aperte alla Corte di Giustizia Internazionale e alle Nazioni Unite. Sono loro che devono fare chiarezza. Io aspetto soltanto che si decidano a farlo e continuerò a scrivere articoli come questo, fino a quando non lo faranno. 

L’energia idroelettrica con il salto idraulico e una fonte energetica che si consuma e termina quando non finisce l’acqua nel bacino superiore. L’unico principio energetico generale che può assicurare la continuità di esercizio all’infinito senza combustibili, catalizzatori, consumando soltanto l’usura dei materiali è proprio quello fluido dinamico che può sfruttare nello stesso impianto la pressione dell’aria e la circolazione acqua per mezzo di pompe e turbine, poiché l’energia elettrica prodotta dai generatori di corrente accoppiati alle turbine e sempre superiore all’energia assorbita dai motori accoppiati alle pompe, ovviamente, in circuiti aperti alla pressione atmosferica  o pressurizzati con autoclavi dotati di un serbatoio aperto che consente il recupero del liquido che ha prodotto l’energia per mezzo di una pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante.

Almeno qualche governante mondiale dovrebbe chiedersi: come mai, nonostante le migliorie tecnologiche apportate alle caldaie ai motori alle turbine a gas e a vapore la percentuale di CO2 nell’ambiente continua crescere. Io l’ho già spiegato ma non sono stato creduto. È stato sbagliato il principale principio energetico dell’energia terrestre mondiale, che non è termodinamico ma fluido dinamico. Da quanto scritto sopra, con il senno di poi, dovrebbe essere evidente, ma la cosa buffa è il fatto che il sottoscritto ha individuato l’energia idroelettrica sommersa e compressa, non dalla fisica e dalla chimica generale, ma dallo studio dell’organizzazione scientifica globale del lavoro, al fine di pulire soltanto l’energia fossile. Infatti, l’organizzazione scientifica del lavoro non può sbagliare, essendo la ricerca della migliore soluzione innovativa allo stato dell’arte sia dal punto di vista tecnico che economico. Infatti, l’organizzazione del lavoro è stata applicata soprattutto nell’industria manifatturiera per incrementare i ritmi produttivi delle aziende, migliorando i sistemi di automazione, i trasporti interni e sostituendo le operazioni manuali dell’uomo con robot in molte applicazioni. Ma paradossalmente proprio l’industria più avanzata al mondo, quella dei trasporti, ha sbagliato la fonte primaria dell’energia, che poteva essere individuata soltanto studiando l’organizzazione del lavoro ambientale.

Come ha insegnato Frederick Taylor nel 1911, se scomponiamo le attività lavorative in piccole operazioni elementari, la soluzione migliore è sempre una sola. Questa soluzione cambia continuamente con l’avanzamento dello stato dell’arte e si incrocia con le operazioni elementari delle altre attività lavorative che contemporaneamente subiscono altri avanzamenti dello stato dell’arte.  Dovrebbe essere ovvio che prima di fare grandi investimenti e opere pubbliche bisognerebbe fare delle attente verifiche dello stato dell’arte mondiale dei settori coinvolti e metterli insieme correttamente. Le multinazionali hanno usato gli insegnamenti di Taylor per incrementare la produttività industriale. I legislatori e i giudici avrebbero dovuto imporre anche la chiusura dei cicli chimici, biologici, nucleari, alle attività civili e industriali, ma prima li avrebbero dovuti chiudere negli impianti pubblici. Non avendo fatto questo, tutti i governi mondiali hanno commesso e commettono il gravissimo reato di omissione e non individuando le migliori soluzioni, non possono nemmeno correggere le invenzioni private che continuano a inquinare l’ambiente nonostante l’avanzamento dello stato dell’arte, che non può essere totale, se si utilizzano principi energetici sbagliati. Il sottoscritto parlerà di questi argomenti al congresso “RECYCLING 2019” che si terra a Roma il 22 e 23 maggio 2019. Sarà un piccolo altoparlante gentilmente concesso gratuitamente dagli organizzatori al sottoscritto. Infatti i congressi sono finanziati dalle aziende partecipanti e i relatori pagano per far conoscere le loro innovazioni. Il sottoscritto, essendo un pensionato, non rappresenta nessuna aziende pubblica e privata. Quindi, non ha sponsor. Pur ricevendo molti inviti soprattutto all’estero, anche senza pagare, normalmente non partecipa ai congressi perché le spese dei viaggi rappresentano un notevole costo per un comune pensionato. Ha accettato di partecipare a questo congresso che è abbastanza vicino a casa.

Io ho già spiegato in diversi articoli le motivazioni che mi hanno indotto a seguire passo dopo passo gli impianti depurativi dell’acqua e dell’aria per individuare anche i difetti dei sistemi energetici. In ogni pubblicazione, per non dire sempre le stesse cose, aggiungo sempre qualche nuova notizia.  Questa volta voglio parlare del primo impianto che mi ha dato lo spunto di partenza. E’ stato  l’impulso di migliorare i  sistemi fognari, in quanto, nel libro  ” Il trattamento delle acque inquinate” di Esther, Ribaldone, Bianucci era riportato che il    “Water Pollution Research Laboratory” di Stevenage (U.K.), consigliava il dosaggio di una piccola quantità di calcio negli scarichi fognari (50 – 70 mg/l) per evitare la formazione dell’idrogeno solforato nelle fogne e pertanto evitare l’acidificazione dei fanghi e delle acque di scarico e pertanto ridurre anche i costi delle depurazioni.

Purtroppo, nessuno nel mondo intero aveva mai trovato il modo di fare questo dosaggio, data l’immensa ramificazione dei sistemi fognari. Il sottoscritto pensò che l’unico modo per dosare capillarmente il calcio nel sistema fognario era quello di affidare il compito agli utenti e di abbinarlo al risparmio idrico. Ovviamente gli apparecchi di dosaggio e il servizio di manutenzione li avrebbero dovuti fornire i comuni, mentre gli utenti sarebbero stati compensati del fastidio attraverso il risparmio idrico. Fu la prima idea che il sottoscritto sviluppo nell’anno in cui andò in pensione con il deposito di brevetto italiano CE20060014 del 22.05.2006, che, l’anno successivo trasformò nel brevetto europeo EP 1 860 072 A2, data di pubblicazione 28.11.2007 Bollettino 2007/48, a cui le autorità italiane ed europee non risposero. Pertanto, all’attività di inventore, incominciai ad abbinare anche l’attività di scrittore per stimolare il dibattito sulle mie soluzioni, che non c’è mai stato. Il seguente articolo, pubblicato verso il mese di giugno 2009 sulla rivista italiana http://www.lexambiente.it/rivista.html, riassume il funzionamento degli impianti domestici mai realizzati in nel mondo. Io ritengo che la soluzione descritta sia ancora valida in quanto lo stato dell’arte del risparmio idrico domestico e della prevenzione depurativa fognaria non è mai stato raggiunto e rappresenta una prova importante dei reati di omissione   dei governi e della scienza pubblica mondiale. Ecco uno stralcio dell’articolo: 

LA FLOCCULAZIONE IN CASA, OPPORTUNITÀ AMBIENTALE INATTESA E STRATEGICA.

“ L’impianto di recupero e scarico delle acque domestiche con maxi cassette  per fortunate circostanze, oltre a consentire il risparmio idrico  del  25 – 30 % del nostro consumo pro-capite, crea una condizione ideale per ottenere mediante il dosaggio di prodotti flocculanti, ulteriori  benefici effetti ambientali, non ripetibili in qualsiasi ciclo  depurativo della acque di scarico esistente, sia per l’abbattimento del fosforo, sia per la prevenzione dell’idrogeno solforato, sia per correggere il PH degli scarichi, sia per migliorare l’efficienza dei trattamenti depurativi che seguono.

Grazie alla posizione strategica, rappresentata dai nostri appartamenti, “l’idea” può diventare “l’uovo di Colombo ambientale”. Basta ritardare di pochi metri l’intervento, uscendo semplicemente dal locale in cui si origina lo scarico, che si ricade nella tipologia di impianti già esistenti, che pur utilizzando tecnologie più sofisticate hanno fallito nell’opera di prevenzione che, tuttora, manca ai sistemi depurativi. Non solo del nostro Paese. Non bisogna meravigliarsi se questa proposta prevede l’immissione della soluzione flocculante direttamente nella maxi cassetta di scarico (appositamente concepita per questo impianto) perché i fanghi prodotti nella stessa, con acqua filtrata e decantata, ancora priva delle deiezioni umane, saranno nell’ordine di pochi grammi per litro e non sedimenteranno, in quanto estratti dal fondo a tramoggia ad ogni scarico. Per constatarlo basta un piccolo esperimento che ognuno può fare in casa propria, lavandosi le mani, o radendosi con del sapone da barba   in una bacinella e svuotando il contenuto in una bottiglia da un litro, successivamente aggiungendo 300 – 400 mg di calce idrata.  Una leggera agitazione e la successiva decantazione possono dare l’idea dei fanghi prodotti. Se si considera che molta acqua, viene introdotta nello scarico completamente pulita, l’idea che ci saremo fatti con il semplice esperimento sarà certamente approssimata per eccesso.  La sedimentazione effettiva avverrà nella fossa imhoff o nel sedimentatore dell’impianto di trattamento locale che seguirà, senza interferire eccessivamente con il processo biologico che avverrà con il materiale organico che sarà introdotto successivamente attraverso i wc. Per rafforzare questa proposta, voglio ricordare che negli impianti di depurazione non si può anticipare la precipitazione chimica per non danneggiare il processo biologico, essendo già accomunati nel liquame i composti organici e inorganici; Inoltre, la presenza di detersivi nel liquame rallenta il processo biologico. Gli impianti privi di trattamento terziario, per abbattere i composti inorganici (tra i quali, principalmente il fosforo) sono costretti a precipitare chimicamente anche le sostanze organiche producendo fanghi in eccesso e non riciclabili.  Gli impianti dotati di trattamento terziario, successivi al processo biologico, hanno necessità di vasche aggiuntive enormi per la miscelazione, flocculazione, aerazione, decantazione, estrazione fanghi, trattando anche le acque che originariamente non avrebbero avuto bisogno del trattamento (piovane e di origine industriale, teoricamente già trattate alla fonte). I nuovi sistemi di rimozione del fosforo che utilizzano “reattori biologici”  devono essere monitorati e guidati in continuo affinché possano dare i risultati  auspicati, quindi difficilmente saranno applicati negli impianti di  minori dimensioni. Fermo restando che i fanghi prodotti con i più efficienti sistemi depurativi se contengono, come inevitabilmente contengono, sostanze indesiderate, come i metalli pesanti, non sono riciclabili.  Pertanto la rimozione del fosforo, anticipata nel nuovo sistema di scarico dei nostri appartamenti, essendo mirata alla sola acqua interessata all’impiego dei detergenti comporta minori dosaggi, un più facile contatto con soluzione coagulante. Inoltre utilizzando nel processo la calce, consente di stabilizzare il PH in ambiente basico e, trovandosi in una posizione strategica per l’intero sistema depurativo, previene la formazione di idrogeno solforato nella rete fognaria e migliora il rendimento dei  processi depurativi finali. Continuare a trascurare questa opportunità ambientale significa continuare a sprecare enormi risorse finanziarie, consumi energetici, spazi preziosi, con un risultato depurativo insoddisfacente e nessuna prevenzione ambientale.

Del processo di coagulazione, con la calce, si è parlato nel precedente articolo “Undici ragioni per rivalutare le fosse Imhoff”, in questo, parliamo del sistema adoperabile per la preparazione e il dosaggio dei flocculanti nei nostri appartamenti, strategici, per diffondere la prevenzione. Ricordo soltanto che è stato previsto di utilizzare la calce per trattare le acque di scarico sanitarie dei bagni che saranno utilizzate per la pulizia del wc, mentre quelle della cucina, più inquinate, saranno trattate con cloruro ferrico, allume o solfato di alluminio, che sono acidi. E’ preferibile un acido in quanto oltre alla precipitazione dei fosfati provoca la disgregazione delle cellule delle sostanze grasse facilitandone l’eliminazione.  Consideriamo di usare quello più comunemente usato negli impianti di depurazione che è il più economico e di cui posso citare degli esempi di dosaggio disponibili: cloruro ferrico. L’azione del cloruro ferrico è molto rapida in quanto il prodotto, molto solubile in acqua, diventa insolubile a PH superiori a 6,5, formando fiocchi che inglobano le particelle sospese nell’acqua, ripetendo lo stesso fenomeno che avviene con la calce in ambiente basico, superiore a PH 10.

I fanghi prodotti sono leggermente acidi e si depositeranno in un pozzetto condensa grassi da dove, tramite un semplice interruttore di livello a galleggiante, saranno estratti con l’acqua e immessi nella fossa Imoff, nella quale potranno essere digeriti e contribuire alla normalizzazione del PH della stessa (con questo procedimento i grassi galleggeranno perennemente e man mano che si disgregheranno, grazie al ph acido dell’acqua sottostante, saranno trasferiti nella fossa Imhoff). Con lo spurgo periodico della fossa, avverrà pure l’asportazione dei grassi resistenti dal pozzetto. Mentre l’azione della calce ai fini dell’abbattimento dei fosfati, anche con un eccesso di dosaggio, si esaurirà appena lasciata la maxicassetta per il rapido abbassamento del PH al di sotto del valore 10, l’azione del cloruro ferrico continuerà nel pozzetto e nella fossa Imhoff, fino al completo esaurimento dello stesso e fino a quando permarrà lo stato basico o neutro del bagno.

 Con la nascita di questi impianti e la formazione di una apposita cultura gestionale, si potranno individuare nuovi additivi e nuovi dosaggi. Per il momento, attenendoci all’esperienze fatte negli impianti di depurazione abbiamo una valida base di partenza per la progettazione dell’impianto.

Secondo ” Il trattamento delle acque inquinate” di Esther, Ribaldone, Bianucci con il liquame  domestico  grezzo si possono ottenere i seguenti risultati:

Reagente           Dose          PH              Tempo di sedim.         PO4finale        Bod5         Cod             Sost. Sosp.

FeCl3                 50  mg/L       6                        25 min                  2,6 mg/L        91 mg/L      151 mg/L    38 mg/L

CaO                   250  mg/L   10                       15 min                  2,5 mg/L        68 mg/L      112 mg/L     40 mg/L

Poiché l’acqua domestica che usiamo, ancora priva del carico organico dovuto ai wc, non è paragonabile, nemmeno lontanamente, al liquame grezzo, ed essendo i tempi necessari alla sedimentazione compatibili con l’impianto di scarico progettato, considerando anche i volumi di acqua accumulata nelle maxi cassette, esistono tutti i presupposti per aspettarsi, con minori dosaggi, dei risultati migliori di quelli riportati nella tabella sopra riportata. Secondo lo stesso testo altri fattori possono influenzare positivamente la coagulazione, come il Ph della soluzione, la temperatura, il tempo di reazione, la combinazione dei due reagenti insieme, l’agitazione della miscela sospensione reagenti. Questi fattori avvantaggiano  ulteriormente la soluzione domestica, in modo particolare la  temperatura, mediamente più alta;   l’uniformità della qualità dell’acqua trattata;   i piccoli volumi in gioco che consentono una miscelazione più uniforme; inoltre, la vicinanza dei due impianti può consentire la combinazione dei due reagenti, se ritenuta opportuna, Faccio questa ultima precisazione perché, se da un lato auspicabile la massima precipitazione, che richiederebbe la somministrazione di un acido in un ambiente fortemente basico, il nostro obiettivo è anche quello di stabilizzare il PH tra il valore 7 e 8  Per agevolare il successivo processo biologico che le acque subiranno, prevenendo contemporaneamente la formazione di idrogeno solforato.

Il funzionamento dei due impianti è uguale, con la sola differenza, che la pompa  di  sollevamento della cucina. anziché sollevare l’acqua alle maxicassette dei wc, la  manda a una maxicassetta  di scarico delle acque della cucina, che costituisce una vasca di contatto e che scarica direttamente nella colonna  delle acque grigie  con un intervallo temporizzato (che assicura il tempo di contatto necessario al coagulante) o più semplicemente, prevedendo un livellostato di massimo livello, raggiunto il quale, si effettuerà automaticamente uno scarico di circa 5-6 litri di acqua. In tale modo la  maxicassetta lavorerà sempre al massimo livello è  lo scarico sarà casuale, fermo restando che nelle ore notturne si potrà scaricare automaticamente l’intero accumulo, trattato abbondantemente,  per consentire la ripresa del ciclo il giorno successivo.

 Come sopra detto, per entrambi gli impianti, l’immissione della soluzione coagulante avverrà direttamente  nella maxicassetta, perfettamente dosata, in quanto simultanea al funzionamento della pompa di sollevamento e proporzionale alla portata della stessa.  La reazione chimica avverrà interamente nelle maxicassetta di sciacquo. All’interno delle maxicassette sarà montata una mini elettropompa sommersa che avrà la funzione di  assicurare un leggera agitazione dell’acqua in modo da  favorire la reazione chimica e  consentire il deposito  solo dei  fiocchi di fango  di maggiori dimensione, più utili al successivo processo depurativo. Essendo la larghezza interna della maxicassetta di soli 74 mm, come le normali cassette da incasso, tutta l’acqua presente nella cassetta sarà interessata alla moderata agitazione in senso rotatorio, con ascensione da un lato, discesa dal lato opposto e precipitazione centrale, nella zona di scarico.  Non sarà consentita però la sedimentazione dei fanghi in quanto questi saranno estratti ad ogni scarico. Il fondo a tramoggia della maxicassetta e l’elevata velocità di efflusso nella sezione di uscita garantiranno la costante pulizia del fondo e della sede di chiusura; il peso dell’otturatore e il rivestimento in neoprene garantiranno la tenuta anche in presenza di fiocchi. L’ otturatore sferico rivestito in neoprene è il sistema più affidabile sperimentato  nelle valvole di ritegno usate nei sollevamenti fognari. Considerando che in una abitazione, normalmente, sono presenti più wc, al fine di evitare di avere più impianti dei due indispensabili, tutte le acque sanitarie  saranno convogliate a un unico pozzetto di sollevamento e ci sarà una sola maxicassetta (capacità utile 50 L) dalla quale l’acqua dosata sarà trasferita per mezzo di una pompa  a una mini cassetta (capacità utile 20 L), costruita con lo stesso criterio costruttivo della maxi (fondo a tramoggia, pompa di agitazione, livellostato, eventuale pompa di trasferimento). Da questa, in cascata potrà alimentarsi il terzo wc e via di seguito.  L’acqua all’uscita sarà addolcita, chiarificata e disinfettata (non bisogna dimenticare che sia la calce che il cloruro ferrico sono anche dei potenti disinfettanti) con la presenza di fiocchi di fango.

Prendiamo ad esempio un impianto domestico di una famiglia   che consuma 1000 l di acqua al giorno e utilizza i dosaggi riportati nella tabella sopra riportata:

 300  litri vengono scaricati attraverso gli  sciacquoni nella  dorsale delle acque nere;

 650 litri, attraverso l’impianto di neutralizzazione della cucina, nel pozzetto condensa grassi;

50 litri vanno scaricati non trattati, per operazioni di pulizia e sfioro nelle acque grigie, insieme alle acque della cucina.

I 300 litri che passano nella maxicassetta wc consumano ( 300 x  0, 25) = 75 gr/die di idrossido di calce  e 75 litri di acqua di diluizione, che richiedono altri 18,75 gr (75 x 0,.25), Approssimiamo il fabbisogno giornaliero a 95gr/die [useremo una soluzione di appena lo 0,126 % che corrisponde a 1,26 gr/L (= 95/75), ampiamente al di sotto della bassa soglia di solubilità della calce (1,7gr/L)]. Considerando che la pompa di sollevamento dell’acqua di recupero è di 10 lt/min =  600 lt/h; il tempo di funzionamento giornaliero è di 0,5h (300/600); la portata della pompa dosatrice sarà di 150 lt/h. Infatti, la condizione indispensabile, per un perfetto dosaggio è il funzionamento simultaneo della pompa di sollevamento con quella di dosaggio, che permette anche di evitare costose strumentazioni di misura e controllo. L’acqua di diluizione potrà essere presa  dalla stessa maxicassetta di sciacquo per non consumare acqua potabile. Anzi, potremo prelevare dalla maxi cassetta di scarico della cucina, quella che utilizzeremo per la diluizione della calce. In questo modo potremo sommare gli effetti dei due coagulanti, che sono stati positivamente  sperimentati  dallo svizzero Wuhrmann, come dalla tabella appresso riportata:

Reagente                Dose                PO4 totale iniziale          PO4 totale finale 

FeCl3                     2  mg/L Fe                                                          

CaO                       250 mg/L                 15  – 23 mg/L                0,9  – 1,7 mg/L  

 Da questa tabella risulta evidente, l’importanza dell’aggiunta del cloruro ferrico, anche se limitata a soli 2 mg/L Fe. Nella soluzione domestica proposta possiamo ottenere questo effetto a costo zero. 

-I 650 litri che passano nella maxicassetta della cucina, vengono trattati   con cloruro ferrico e, ipotizzando il dosaggio del testo, richiedono  50 mg/L. La quantità di cloruro Fe  100% giornaliera sarà  di 650 X 0.05 = 32,5 gr . Considerando che il prodotto è solubile, prevediamo una soluzione diluita al 40% che richiede un consumo di   81,25 gr (0,08125 Kg) giornalieri di soluzione (32.5*100/ 40). Poiché  la pompa di sollevamento dell’acqua di recupero è sempre di 600lt/h; il tempo di funzionamento giornaliero è di 1,08 h (650/600); la portata della pompa dosatrice sarà di 0.11 L/h, considerando il peso specifico della soluzione pari a 1,42 kg/l ( 0,08125*1,42).

Esaminiamo come si potrebbero utilizzare i due reagenti in combinazione, senza eccessivi costi impiantistici:

 Prelevando dalla maxicassetta della cucina l’acqua di dosaggio  per i wc, già dosata con i 50 mg/L di cloruro ferrico,  aggiungeremo alla soluzione [(150/600)* 50)] circa 12.5 mg/L di cloruro ferrico che assumono una notevole  importanza , sia come flocculazione , sia come risparmio idrico.

Come anticipato, i dosaggi ipotizzati sono stati presi dal testo di depurazione, riguardanti liquame grezzo, ma e lecito ipotizzare che nella realtà diminuiranno notevolmente, in particolare per il cloruro ferrico,. Personalmente ipotizzo che possano bastare solo10-15 mg/L.  Per questo motivo la condizione  favorevole creata dagli impianti di recupero non è più ripetibile negli altri processi depurativi. I coagulanti non  fanno distinzioni tra composti organici e inorganici trasformano tutto indistintamente in fango. Anticipando i tempi di intervento, con piccoli quantitativi di additivi, non facciamo altro che abbattere i composti presenti  al momento nell’acqua, che includono il 100% del fosforo, lasciando al processo biologico la rimozione dei composti  organici che saranno immessi successivamente dai wc. Questa condizione è esclusiva degli impianti di recupero così come sono stati concepiti, non potrebbe ripetersi nemmeno se fosse realizzato un impianto di depurazione per ogni appartamento, se si esce impiantisticamente dal locale in cui si originano gli scarichi  e si trascura l’utilizzo delle maxi cassette di scarico. Difficilmente si potrà ridurre il quantitativo di calce, essendo questo legato all’alcalinità dell’acqua usata e non ai solidi sospesi, Ma il prodotto è eco compatibile per eccellenza e limitato solo a un terzo dell’acqua trattata. Anche il timore della manipolazione del prodotto poco solubile, dovrebbe essere accantonato perché come si è visto, nell’ambiente domestico, per i piccoli quantitativi di acqua trattati, si potrà usare una concentrazione ampiamente al di sotto della soglia di solubilità. In nessun altro impianto di depurazione si potrà usare una concentrazione così bassa.  Quindi anche un impianto poco usato non creerà nessun problema di intasamento dei tubi dovuto alla precipitazione del carbonato di calcio proprio per i piccoli quantitativi in gioco. Questa bassa concentrazione, consentirà di utilizzare, componenti impiantistici estremamente economici, la stessa elettropompa dosatrice del latte di calce potrà essere una normalissima elettropompa sommergibile con girante a palette in pvc, per dare un idea, del tipo usato negli acquari.

I supposti 50 litri (stimati per eccesso) non trattati beneficeranno indirettamente del trattamento chimico: il troppo pieno dell’impianto dei bagni sarà collegato al pozzetto di sollevamento della cucina, dove potranno essere trattati; il troppo pieno del pozzetto della cucina, collegato allo scarico delle acque grigie dirette al pozzetto condensa grassi, dove l’effetto del cloruro ferrico residuo sarà sempre presente

Attenendoci ai valori del PH finale riportato dal testo di depurazione, i 300 litri scaricati direttamente nella fossa insieme al materiale organico abbiano un PH  medio pari a 10,5  e i 700 lt che passano attraverso il pozzetto condensa  grassi abbiano un PH  pari a 6  il PH medio nella fossa sarà  circa 7,35 [ (300×10,5 + 700x 6) / 1000 ]   che è la condizione ideale per ottenere e mantenere nel tempo la fermentazione metanica, compensando anche i fenomeni  naturali di acidificazione del liquame e prevenendo la formazione di idrogeno solforato.

Un altro correttivo che potrà essere adoperato per correggere verso l’alto il Ph nella fossa Imhoff è quello di montare nella maxi cassetta dei bagni, in posizione alta, una elettropompa che trasferisce, con intervalli temporizzati, una piccola quantità di acqua basica alla maxi cassetta della cucina. La stessa, potrà funzionare, automaticamente, con il massimo livello della maxi cassetta, evitando lo sfioro, che scaricherebbe, inutilmente ai fini del processo, l’acqua nel wc.

 Oggi la legislazione ambientale accetta la soglia minima PH 5,5 – 9. 5 che le reti fognarie e l’ambiente non possono permettersi (in particolare per gli scarichi in acque superficiali), solo perché manca un sistema di prevenzione come quello in oggetto. Con questo sistema, il gestore accorto, potrà tarare gli impianti di scarico a zone, prevenendo la formazione di idrogeno solforato, anche in funzione della distanza dell’impianto di depurazione. Ripeto, il tutto può essere ottenuto senza strumentazione di controllo, perché le caratteristiche degli scarichi potranno variare in campi non tollerati solo cambiando notevolmente la durezza dell’acqua in ingresso.

Trattandosi della grande maggioranza degli scarichi, la sperimentazione del sistema  è doverosa per i risparmi economici, energetici e gestionali che comporta insieme al risparmio idrico, l’abbattimento del fosforo ben al di sotto della tabella, la produzione locale di fanghi riciclabili e infine, ma non ultimo per importanza, la prevenzione della formazione di idrogeno solforato nella rete fognaria grazie alla stabilizzazione del ph in un campo moderatamente basico, auspicata dall’autorevole “Water Pollution Research Laboratory” di Stevenage (U.K.)

La pubblicazione di questo articolo, nel mese di giugno 2009, suscitò l’interesse dell’allora presidente dell’Enea Luigi Paganetto, che mi inviò una mail con il seguente numero di protocollo:

Prot. ENEA/2009/370587/PRES datata 2/07/2009, nella quale, l’ex presidente dell’ENEA (ente nazionale energia e ambiente italiano), il Prof. Luigi Paganetto, mi invitava a un incontro nella loro sede di Bologna, scrivendomi testualmente: “Al fine di approfondire gli aspetti tecnici e le implicazioni economiche dei sistemi e delle tecnologie da lei prospettate, la prego di voler contattare il Dr…………., responsabile della Sezione Metodi di Analisi e Prevenzioni del Rischio Antropico, che potrà organizzare un incontro con gli esperti del settore” Purtroppo, per motivi sconosciuti al sottoscritto, i collaboratori del Presidente ritardarono l’incontro, e mi convocarono nella seconda metà del mese di settembre 2009, facendomi fare tra andata e ritorno circa 1100 km di treno solo per comunicarmi, che il prof. Paganetto non era più il presidente dell’Enea, e loro non potevano più occuparsi dei miei brevetti, non avendo fondi sufficienti nemmeno per portare avanti i loro brevetti. Pertanto non ci fu nessuna discussione tecnica sui miei brevetti. Tutto questo poteva essermi comunicato anche con una semplice mail, senza farmi sostenere anche i disagi le spese di viaggio. Questo è il livello di comportamento degli enti di ricerca italiani e probabilmente, mondiali, nei confronti degli inventori privati.   Successivamente, L’ENEA, come tutti gli altri enti di ricerca italiani e mondiali, non ha risposto all’invio delle mie pubblicazioni, benché abbia presentato brevetti molto più importanti di quelli elaborati fino al 2009.

Ho citato l’impianto della “flocculazione in casa” che è uno dei brevetti concessi al sottoscritto che il reato di omissione da parte dei governi, la scienza pubblica e legislatori italiani ed europei e mondiali non hanno apprezzato. Se qualcuno nel mondo avesse voluto realizzare almeno il risparmio idrico con il mio sistema nessuno avrebbe potuto impedirlo perché la proprietà industriale il sottoscritto l’ha lasciata decadere, non potendo pagare inutilmente le tasse di mantenimento e quella intellettuale non è mai esistita. Pertanto, al sottoscritto non spettano nemmeno i diritti di autore, che mi spetterebbero se avessi scritto un libro, che si scopre interessante dal punto di vista letterario, dopo molti anni, che è stato trascurato.

Tuttavia, questo impianto rappresenta il primo esempio di “organizzazione del lavoro ambientale” perché coloro che hanno pensato che le depurazioni dell’acqua e dell’aria possano avvenire senza organizzare capillarmente il lavoro mondiale sono degli sprovveduti anche se sono stati premiati con premi Nobel. Infatti chi riceve questi ambiti premi, dal punto di vista morale, non può tacere sugli aspetti generali dell’organizzazione del lavoro mondiale, che è anche alla base dello sviluppo economico sostenibile. Soprattutto, gli economisti che sono i più ascoltati dai governi mondiali, non possono prescindere dall’organizzazione del lavoro globale, che nel settore pubblico mondiale lascia molto a desiderare. I tecnici pubblici non si devono offendere, ma se non si decidono a stabilire dei cicli depurativi globali, partendo anche dei piccoli impianti domestici, e dalle modifiche delle ciminiere e delle fognature il riscaldamento globale non si può combattere. Ma non si può combattere nemmeno la disoccupazione. I governi senza idee, insieme a legislatori, scienziati pubblici, economisti e giudici, non comprendono che è meglio creare lavoro utile alla protezione dell’ambiente che pagare sussidi di disoccupazione.  Tutti gli impianti pubblici mondiali, energetici e depurativi sono incompleti dal punto di vista ambientale.

I governi pensano di risolvere i problemi dell’inquinamento urbano con le auto a batteria, ma aggravano quello del riscaldamento globale, e rendono meno efficienti e antieconomici i mezzi di trasporto, perché per alimentare le batterie bisogna incrementare di molto la produzione di energia fossile. 

Comunque, il sistema domestico l’ho ripresentato in una nuova versione abbinato a un articolo dal titolo “LA PROGETTAZIONE AMBIENTALE SOSTENIBILE E’ UN DOVERE SOCIALE DELLE ISTITUZIONI MONDIALI” (ttp://www.spawhe.eu/la-progettazione-ambientale-sostenibile-e-un-dovere-sociale-delle-istituzioni-mondiali/). Questo articolo è stato anche la tredicesima lettera aperta (senza risposta) alla Corte di giustizia internazionale e alle Nazioni Unite.

 Il nuovo titolo dell’impianto è “MINI SISTEMA DI DEPURAZIONE ACQUA DOMESTICA PRODUTTORE DI ENERGIA IDROELETTRICA”. E’ stata eliminata la depurazione chimica che sarebbe stata troppo fastidiosa per gli utenti, ma conservando solo il risparmio idrico, questa volta abbinato alla produzione di energia idroelettrica pressurizzata, che consente la depurazione dell’acqua parziale soltanto attraverso l’ossidazione dell’acqua dovuta al principio di Henry. Di seguito si riporta la modifica dell’impianto e il riassunto: 

Nel frattempo il mondo non si è accorto di questo virtuale avanzamento dello stato dell’arte perché i governi, la scienza pubblica e le multinazionali, che insieme hanno inquinato e riscaldato il pianeta, non sono interessati al contributo degli inventori privati, che non hanno i soldi per dimostrare le loro invenzioni. Mentre i burocrati degli uffici brevetti, senza competenze tecniche e scientifiche sufficienti, continuano a dichiarare che l’energia non si può produrre con il sistema idroelettrico compresso. All’ufficio brevetti italiano ho risposto nel seguente modo:

 Oggetto: In riferimento alla lettera ministeriale datata 24/ 10 / 2018, relativa alla domanda 102018000004864, ricevuta per posta elettronica certificata, il sottoscritto vi informa che WO 2015/083776 A1, considerato rilevante dall’ufficio brevetti europeo, non ha nulla che vedere con la soluzione proposta dal sottoscritto, in quanto l’impianto illustrato in tale brevetto è un impianto depurativo completo (8) che riguarda molti appartamenti consumatori di acqua (4) costituiti da cucine, wc e impianti similari. La fonte primaria di energia di tale impianto è l’energia solare e batterie di accumulatori. L’energia idroelettrica prodotta in questo impianto è solo una piccolissima parte di energia prodotta dall’impianto per mezzo dell’acqua di scarico dei singoli appartamenti, che sfrutta l’energia potenziale, dovuta alla caduta dell’acqua dall’alto.

Il sistema proposto dal sottoscritto è molto più semplice e sostenibile. Non esce dal singolo appartamento, e si limita solo a recuperare le acque sanitarie, escludendo quelle della cucina che contengono grassi e che richiedono un trattamento più completo, che non si può fare nel poco spazio di un appartamento. Pertanto, il sottoscritto recupera soltanto le acque che usa per la pulizia del wc e con il piccolo impianto produce contemporaneamente energia idroelettrica attraverso lo sfruttamento della pressione dell’aria compressa contenuta in una piccola autoclave che, che utilizza il principio di Henry per depurare gratis l’acqua solubilizzando l’ossigeno dell’aria nell’acqua.

Pertanto, tutti i castelli in aria costruiti allegando il documento del brevetto WO 2015/083776, non servono a niente, perché non riguardano un sistema chiamato appositamente “MINI SISTEMA DI DEPURAZIONE DOMESTICA PRODUTTORE DI ENERGIA IDROELETTRICA”, il quale non è altro che un impianto produttore di energia idroelettrica compressa che produce energia riciclando l’acqua e depurandola gratis solo per essere utilizzata allo scopo di pulizia dei wc e per altri usi non potabili. Quindi non ha nulla a che vedere con un impianto di depurazione completo che non può essere concepito appositamente per depurare soltanto le acque di un singolo appartamento, sia dal punto di vista economico, sia per gli ingombri necessari.   

L’esaminatore Europeo, non comprendendo questi concetti elementari, ha confrontato il mini sistema con un impianto di depurazione completo e senza nessun parere scientifico scritto da una autorità scientifica superiore continua a scrivere che l’energia idroelettrica non si può produrre attraverso il sistema descritto del sottoscritto in quanto contraria al primo principio della termodinamica. Io ho già scritto anche in altre applicazioni che la termodinamica non c’entra nulla con la produzione di energia idroelettrica pressurizzata con l’aria compressa, in quanto dipende soltanto della fluidodinamica, dal modo in cui si costruiscono le pompe, le turbine o le pompe usate come turbine e dall’elettromagnetismo usato per produrre energia elettrica.

Il mio sistema, non compreso dagli uffici brevetti, che a parere del sottoscritto, sui brevetti di pubblica utilità, non devono esprimere giudizi scientifici, sta ricevendo molti consensi scientifici, come

Riportato anche nel documento allegato:

Comunque, per il sottoscritto, che si occupa di impianti di pubblica utilità energetici e depurativi sostenibili non è importante ricevere il riconoscimento di un brevetto, se le autorità pubbliche mondiali non sono disposte a realizzarlo, avendo, sbagliato insieme alle multinazionali i principi fondamentali delle energie e delle depurazioni.  Infatti è un controsenso concedere i brevetti su tali impianti e non finanziarli, per non ammettere gli errori che hanno commesso. Infatti, se li finanziano, sarebbero costretti a demolire tutti gli impianti sbagliati mondiali, con in conseguente crollo delle borse mondiali.   Al sottoscritto sono stati concessi 14 brevetti nazionali, uno europeo e cinque internazionali riguardanti soprattutto i sistemi depurativi interattivi, che non sono mai stati finanziati da nessuno. Lo studio di questi sistemi interattivi hanno portato al concepimento delle energie interattive idroelettriche sommerse e compresse, sulle quali gli uffici brevetti mondiali si stanno giocando quel poco di reputazione che avevano affermando che l’energia non si produce dal nulla, mentre gli scienziati pubblici e privati si nascondono, perché hanno consentito l’inquinamento e i riscaldamento del pianeta, rimettendoci anche economicamente, poiché nessuna delle attuali energie mondiali è contemporaneamente energetica e depurativa e nessuna può essere prodotta a un costo così basso, perché nessuna può sfruttare  staticamente la forza gravitazionale e la pressione dell’aria compressa. Io queste cose le ho spiegate in molte pubblicazioni. Se gli uffici brevetti non riescono a comprenderle, lascino la patata bollente alla scienza che deve rispondere direttamente, assumendosi le proprie responsabilità. Naturalmente, la presente lettera la trasmetto anche la Ministro dello Sviluppo economico, per fargli comprendere che non ci può essere nessuno sviluppo economico sostenibile né italiano, né mondiale, se non si riconoscono prima gli errori fondamentali commessi dalle generazioni passate. Il ministro in carica, Luigi Di Maio, essendo giovane, e alla prima esperienza governativa, non può essere garante di un sistema che non ha mai funzionato e che ha protetto soltanto la proprietà industriale. Questo sistema non ha mai protetto gli inventori che rappresentano i cittadini comuni che non hanno accesso a laboratori di ricerca pubblici e privati e a nessun tipo di finanziamento, che sono gestiti dai centri di potere. Infatti, gli inventori, sono l’unica categoria di lavoratori che non hanno diritto ai diritti di autore sulle opere di intelletto pubblicate, anche se, in seguito alle pubblicazioni, verranno realizzate, nonostante abbiano depositato i brevetti.” 

Anche Questa lettera non è servita niente perché gli Uffici brevetti continuano a scrivere le stesse cose e l’attuale governo italiano si comporta come i precedenti, senza spendere un euro per verificare le semplici invenzioni di pubblica utilità prodotte dal sottoscritto per correggere quelle complesse inquinanti e incomplete prodotte degli enti pubblici e dalle multinazionali. La situazione è molto grave perché il riscaldamento globale è il frutto di un grosso malinteso scientifico semplice da risolvere con piccoli impianti dimostrativi e chi non vuole realizzarli, non solo non potrebbe governare, ma dovrebbe addirittura essere interdetto all’accesso alle cariche pubbliche mondiali. 

La storia del secolo scorso e quella attuale ha visto soltanto statisti mondiali e locali parlare di politica e di economia. Nei miei settanta anni di vita, non ho mai visto nessuno di loro esprimere concetti di crescita sostenibile, che avrebbe dovuto comprendere un avanzamento industriale e ambientale equilibrato. In altre parole, tutti gli impianti mondiali, industriali, agricoli, urbani, avrebbero dovuto essere progettati globalmente chiudendo tutti i cicli che si aprono, oppure evitando di aprire cicli che non si è in grado di chiudere completamente (termici, chimici, nucleari). Non esistendo, sia nel secolo scorso che in quello attuale, statisti all’altezza di comprendere questi concetti; non esistendo nemmeno consiglieri scientifici in grado di consigliarli, ai vertici mondiali passati e presenti, si è sempre parlato solo di sviluppo economico. Dal vertice di Kioto si è incominciato a parlare soltanto della riduzione della quantità di CO2 nell’atmosfera, ma senza mai entrare nei dettagli di come progettare i nuovi impianti, per non disturbare i poteri economici che basano la loro economia sul petrolio e derivati. Per salvare l’economia del petrolio, e gli impianti attuali, perfino gli scienziati dell’IPCC, premiati con il Nobel nel 2007, vicini alle Nazioni Unite, hanno sostenuto il sistema C.C.S. che non neutralizza il CO2 ma lo nasconde pericolosamente nel sottosuolo.  Solo per fare qualche prototipo di C.C.S. e individuare qualche sito di stoccaggio nel sottosuolo nel mondo sono stati spesi almeno una cinquantina di miliardi di dollari nel mondo intero. Stranamente, questi grandi scienziati, non si sono accorti che le energie interattive che propone il sottoscritto sono nate proprio dallo studio della pulizia razionale dell’energia fossile che non può essere fatta senza coinvolgere l’acqua e il materiale calcareo come ha fatto la natura nell’era primordiale per assorbire tutti i gas indesiderati a base di idrogeno e carbonio non respirabili dagli uomini, dagli animali e dalle vegetazioni. Questi grandi scienziati non hanno tenuto conto nemmeno dell’incidente avvenuto nel lago Nyos (Camerun) nel 1986 dovuto alla fuoriuscita di CO2 e altri gas compressi nel sottosuolo, che costo la vita a 1740 persone e a circa 3500 capi di bestiame.   

Se almeno gli enti pubblici mondiali, oppure le Nazioni Unite avessero provato a realizzare qualche impianto completo, almeno virtualmente, come ha fatto il sottoscritto, pulendo seriamente l’energia fossile, probabilmente, si sarebbero accorti, che sul pianeta Terra, c’è un solo modo per produrre energia sostenibile, ed è l’unico che non è mai stato realizzato. La scienza mondiale, se avesse indagato nella giusta direzione, con i potenti mezzi a disposizione che aveva, poteva arrivare subito alle soluzioni individuate del sottoscritto, fin dall’avvento dell’era industriale. Non cercando di dividere l’atomo, ma semplicemente, osservando che la gravità sul pianeta Terra aveva addensato i gas atmosferici, i quali reagendo chimicamente e fisicamente hanno creato oltre alla fotosintesi clorofilliana anche le correnti marine, i pozzi artesiani e altri fenomeni, che sfruttano la pressione statica dell’atmosfera, sia per incrementare la produzione alimentare (fotosintesi e fitoplancton), che per sollevare le acque, sfruttando il principio dei vasi comunicanti. Il quale non potrebbe esistere senza la pressione atmosferica.

 Indagando su questi fenomeni, anche con l’aiuto di principi fisici già legiferati da secoli, il sottoscritto ha individuato nel 2014 l’energia idroelettrica sommersa, semplicemente intubando (teoricamente) dalla superficie di un bacino l’acqua e mettendo in serie una pompa con la mandata verso il basso e una turbina che scarica l’acqua nel fondale. Questo semplice sistema può produrre energia all’infinito perché l’energia cinetica che si sviluppa nel tubo di discesa (1/2 m* v2) fa risparmiare energia al motore che alimenta la pompa, mentre incrementa l’energia elettrica che produce il generatore di corrente accoppiato alla turbina, che rallentando la velocità dell’acqua, trasferisce tutta la sua forza all’albero del generatore di corrente. Infatti, con questo sistema potremmo produrre energia elettrica sfruttando l’energia di posizione dell’acqua di superficie rispetto a quella che si trova nel fondale. Chi asserisce che la pressione statica dell’acqua all’uscita della turbina si oppone si sbaglia perché le pressioni interne ed esterne al tubo di discesa sono uguali. Chi asserisce che l’acqua che esce consuma energia per la risalita si sbaglia perché uscendo in una grande superficie la velocità di risalita sarebbe uguale a zero. L’energia elettrica prodotta è dovuta alla energia potenziale trasformata in cinetica (m*g*h) in quanto il circuito idraulico è un circuito aperto e risente della forza di gravità.

 La scienza mondiale è colpevole di non aver spiegato nelle scuole e nelle università questo concetto e gli uffici tecnici mondiali dall’avvento dell’era industriale non hanno sfruttato questa immensa energia pulita che si può produrre dappertutto, sfruttando gratis un effetto della forza gravitazionale, meno appariscente dell’energia idroelettrica con il salto idraulico perché avviene nell’ambito dello stesso volume di acqua, ma perfettamente uguale, a parte il fatto che è necessario inserire una pompa con la mandata verso il basso che vince lo stato di inerzia dell’acqua superficiale. Ovviamente, questa pompa, per assorbire meno energia, deve essere inserita più in basso possibile per aumentare il battente positivo che produce energia nella turbina. Infatti, nei calcoli idraulici, per determinare la prevalenza di una pompa si sottrae sempre il battente positivo sulla pompa. Se io non avessi ragione, noi non potremmo scaricare le acque parzialmente depurate dai depuratori o quelle piovane nelle condotte sottomarine che poggiano sui fondali anche a cento metri di profondità, perché la pressione idrostatica si opporrebbe all’uscita dell’acqua della condotta sottomarina. Invece, l’acqua esce regolarmente da tale condotta perché le pressioni idrostatiche interne ed e esterne alla condotta si equivalgono e basta una piccolissima energia cinetica prodotta con un piccolissimo dislivello a consentire lo scarico dell’acqua che proviene dall’esterno a qualsiasi profondità. Questo avviene anche perché siamo nel campo della fluidodinamica e la densità dell’acqua dotata di energia cinetica che esce e uguale a quella del mare con una piccola differenza dovuta alla maggiore salinità. La pressione statica non può opporsi all’energia sviluppata all’interno delle proprie molecole, essendo l’acqua incomprimibile. Infatti, tutte le particelle o molecole di acqua che si muovono nella direzione della forza gravitazionale si avvantaggiano contemporaneamente sia della gravità che della pressione atmosferica. Quest’ultima è una forza separata aggiuntiva che vale 1kg a cm2 che sul pianeta terra è sempre presente, ma nella fluido dinamica si sente maggiormente in quanto nei circuiti aperti accompagna il flusso dei liquidi a senso unico nella direzione della forza gravitazionale. Dove entra la gravità entra anche la pressione atmosferica. Questo è il caso del tubo di discesa dell’acqua che con la pompa posta nel fondale, rompe lo stato inerziale solo nei centimetri quadrati corrispondenti alla sezione del tubo di discesa, creando la forza peso (m*g) che si esprime in Newton, mentre l’acqua circostante al foro è soltanto massa senza accelerazione che si esprime in kg. Lavorando con la mandata della pompa orientata verso il fondale sotto un alto battente positivo costringiamo la pompa a lavorare con la massima portata e prevalenza negativa. Non a caso la prevalenza di una pompa è la capacità di sollevare l’acqua e si misura in metri di colonna d’acqua. Se la pompa si trova sotto un battente di venti metri di colonna di acqua e pompa verso il basso la prevalenza è negativa, nel senso che la pompa quando inizia a girare rompe lo stato d’inerzia, ma poi è difficile fermarla perché tutta la colonna di acqua (m*g*h) acquista la velocità = √2*g*h, che con un battente positivo di 20 m (h) sarebbe di 14 m/s, che sottratta dalle perdite di attrito nel tubo di discesa e allo sbocco sommerso (V2/2g), comunque sarebbe una velocità notevole, considerando che nei tubi idraulici e nelle pompe la velocita si calcola nell’ordine dei 2-3 m/s proprio per ridurre le perdite di carico e il consumo di energia in calore.  Pertanto, ponendo subito dopo la pompa una turbina, oppure una pompa usata come turbina (alimentata al contrario) che rallenta la velocità del flusso, trasmettiamo tutta l’energia (1/2*m*V2) alla sporgenza d’albero solidale al rotore di un generatore di corrente, il quale pure ha la propria massa che si oppone al movimento. Ma, come, sappiamo l’elettromagnetismo sta facendo passi da giganti e i rotori assorbono sempre meno energia, come se non avessero massa. Addirittura, stiamo assistendo su Youtube a filmati che mostrano generatori di corrente non collegati a nessuna fonte energetica, a cui è sufficiente dare soltanto lo spunto energetico iniziale per produrre energia (https://www.youtube.com/watch?v=EmdKVecQhXs). E qui ritorniamo al concetto di moto perpetuo e di massa in movimento, che è fondamentale per comprendere l’energia interattiva, che propone il sottoscritto, in quanto, in passato la massa veniva definita come la quantità di materia che costituisce il corpo. Oggi la fisica fornisce una definizione molto più rigorosa: “La massa di un corpo è la misura della sua inerzia, cioè, della resistenza che il corpo oppone a tutte le variazioni del suo stato di quiete o di moto”. Nel caso dell’idroelettrico sommerso e compresso il corpo non si muove. Si muove soltanto l’acqua all’interno del volume accumulato e tramite le macchine si produce energia meccanica, che trasformata in elettromagnetica può arrivare a potenze elevatissime, che senza combustibili, fanno muovere il corpo che contiene il volume di acqua e aria che forniscono l’energia primaria all’elettromagnetismo che alimenta i motori delle ruote o delle eliche. Io dico che soltanto con questo tipo di energia potremo conquistare anche lo spazio senza mettere in pericolo la vita degli uomini e soltanto con questa energia e il cuore artificiale ossigenatore del sangue possiamo allungare la vita dell’uomo.

Oggi, purtroppo, i peggiori nemici del progresso e delle invenzioni sostenibili sono all’interno delle istituzioni pubbliche mondiali, scientifiche, politiche, legislative e giuridiche. Io spero che si accorgano che non si può obbedire agli ordini ciecamente. Almeno da pensionati, trovino il coraggio di ragionare liberamente nell’interesse dei nipotini, perché per i figli è già troppo tardi. 

Invece, un circuito chiuso, anche se pressurizzato, non può essere trasformato in un circuito energetico perché non può sfruttare nessuna energia di posizione dell’acqua, pertanto, se inserissimo una turbina, produrrebbe meno energia di quanta ne consuma la pompa. 

Mentre, nel caso dell’energia idroelettrica compressa deve essere rivista anche la versione aggiornata della massa da parte della fisica. In quanto, il corpo si muove autonomamente, non in base alla termodinamica che produce gas e vapori che fanno muovere pistoni e turbine a gas. L’energia è prodotta è prodotta a freddo  a bordo del sistema, senza nessuna fonte esterna.  Infatti, è sufficiente aprire la valvola che collega l’autoclave pressurizzata con aria compressa che alimentando la turbina, la quale alimenta contemporaneamente anche il generatore di corrente, che alimenta l’intero sistema, producendo una quantità di energia molto superiore all’energia, assorbita dal motore che fa girare la pompa di circolazione dell’acqua, che lavora con le pressioni equilibrate in aspirazione e mandata. La pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante consente di approfittare della depressione creata al centro della girante di far entrare di nuovo nel circuito  di riciclo l’acqua scaricata dalla turbina, in un ciclo infinito, limitato solo dall’usura delle macchine e dalla quantità di aria che gradualmente si dissolve nell’acqua per effetto della legge di Henry.  

Sia la fisica classica newtoniana che la fisica quantistica, che la teoria della relatività, si sono occupate della materia e delle particelle e di tutte le loro interazioni, nello spazio e nell’atmosfera, trascurando gli aspetti fluidodinamici interattivi tra l’acqua e l’aria come li ha affrontati il sottoscritto, partendo da una condizione favorevole energetica che in natura esiste soltanto mettendo insieme nello stesso impianto  turbine e pompe modificate, dove queste ultime non devono sollevare le acque, ma soltanto assicurare la circolazione per vincere lo stato d’inerzia. L’energia la produce il battente idrostatico e la pressione dell’aria atmosferica o dell’aria compressa, sempre riciclando l’acqua e senza disperdere la pressione che viene sfruttata staticamente. Queste condizioni favorevoli non esistono sfruttando altre fonti energetiche, perché i combustibili e i prodotti chimici sono a pagamento, e l’energia solare ed eolica sono ingombranti, anti economiche e discontinue.   Per quanto tempo ancora deve durare il silenzio mondiale su questi argomenti?   

Nessuno vuole spiegare le ragioni per le quali i governi e la scienza mondiale a cinque anni dalla Invenzione dell’idroelettrico sommerso non vogliono accettare questo regalo fornito dalla natura, da Newton, dalla fluidodinamica, da chi ha inventato le pompe le turbine i motori elettrici i generatori di corrente elettrica e da parte del sottoscritto che ha fatto queste semplici riflessioni, purtroppo, con molto ritardo.  Dovrebbero chiedere scusa al mondo intero tutti gli addetti ai lavori che erano in condizioni di pensare a queste soluzioni. Anche il sottoscritto che ci ha pensato con una quarantina di anni di ritardo, rispetto a quando ha iniziato lavorare con gli impianti idraulici. Ma io credo di essermi fatto perdonare, approfondendo ancora di più l’argomento in questi cinque anni di rifiuti e di silenzi, inventando anche l’energia idroelettrica compressa, ancora più difficile da comprendere per chi non ha voluto comprendere quella semplicemente sommersa. Infatti, la vera energia mondiale è quella idroelettrica compressa che riduce gli ingombri proporzionalmente alla pressione di esercizio e può essere usata su tutti gli impianti mobili e nel cuore artificiale.  Ma pensiamo anche ai sommergibili che oggi viaggiano grazie ad immensi accumulatori di energia e devono risalire i superficie per prendere l’aria comburente necessaria ai motori termici. Ovviamente quando finisce il combustibile, il sommergibile e le batterie diventano un peso morto in fondo al mare. Ma anche per gli aerei, le auto, i mezzi agricoli è la stessa cosa. Pensiamo, soprattutto, alle grandi calamità mondiali (terremoti, maremoti, alluvioni).  Con gli attuali sistemi, l’energia viene a mancare quando più è necessaria alla sopravvivenza umana. Mentre l’energia idroelettrica compressa montata su un’auto o una barca, un aereo, potrebbe portarci dappertutto senza fermarci a fare la fila ai distributori di carburante o alle colonnine di distribuzione elettrica, che non funzioneranno. Inoltre, lo stesso mezzo di trasporto, funzionerebbe da gruppo elettrogeno per illuminarci e riscaldarci, se saremo costretti a vivere in condizioni di emergenza. I politici mondiali, attenendosi allo stato dell’arte attuale, credono di essere realisti, invece, proprio perché non sono scienziati e inventori, dovrebbero avere più fantasia e chiedere cose che possono sembrare impossibili allo stato dell’arte.  Come ho scritto in un articolo, l’impossibile è già stato pensato. Devono soltanto pretenderlo, senza farsi prendere in giro dai poteri occulti che hanno riscaldato e inquinato inutilmente il pianeta dividendo le competenze scientifiche, in modo che nessuno potesse individuare le energie interattive http://www.spawhe.eu/cop23-l-impensabile-e-gia-stato-pensato-con-l-energia-interattiva/. Ovviamente, il ragionamento vale anche per giudici nazionali e internazionali che devono condannare anche i reati di omissione.  Il sito web http://www. Spawhe.eu è un catalogo di occasioni depurative ed energetiche mancate e dei relativi reati di omissioni pubbliche. 

I costruttori mondiali dei mezzi di trasporto si stanno arrampicando sugli specchi, purtroppo, con successo, con il consenso dei governi mondiali con auto a batteria e motori ibridi, pur di non dare ragione alla natura, a Newton, Henry, Pascal, Torricelli, Planck, Hertz, Pacinotti, Tesla, e allo stesso Einstein che ha preso sempre le distanze dall’energia nucleare. Le gare automobilistiche, di moto, barche, aerei, con motori termici che non hanno un futuro dovrebbero essere abolite e sostituite con gare che usano motori sostenibili, che assicurano anche l’autonomia energetica. Il pianeta Terra non è eterno. Molti segnali mostrano che sta invecchiando e l’uomo sta collaborando. Molti scienziati autorevoli lo dicono, anche se non conoscono o fingono non conoscere le energie interattive, che propone il sottoscritto, per non farsi nemici potenti.  L’incremento dei rendimenti elettromagnetici, che sta avvenendo negli ultimi anni aiuta senz’altro ad alleggerire i sistemi, ma per sviluppare grandi potenze energetiche e necessaria una fonte primaria di energia. Questa è appunto l’energia interattiva tra acqua, aria, la gravitazione diretta con l’energia idroelettrica sommersa, o indiretta con quella compressa.

Sebbene la WIPO sia un organo delle Nazioni Unite, e queste siano ben rappresentate dai più importanti scienziati dell’ambiente e dell’energia mondiale, a cinque anni di distanza, continuo ancora a ricevere l’accusa di moto perpetuo dagli uffici brevetti. E’ evidente, che la mano destra delle istituzioni pubbliche mondiali non sa quello che fa la sinistra. Ma stranamente, anche la mano della Corte di Giustizia Internazionale, che fa parte delle stesse Nazioni Unite e gli stessi vertici, non sanno cosa fanno negli uffici periferici nazionali e centrali della WIPO. Non è possibile che di fronte ai gravissimi problemi ambientali che stiamo vivendo le idee degli inventori siano bocciate dagli uffici periferici senza coinvolgere apposite commissioni scientifiche. Non parliamo del fatto che solo gli inventori nel mondo intero non abbiano i diritti di autore, come gli altri autori di opere di intelletto. Infatti, i diritti di autore seguono la proprietà industriale, non quella intellettuale.  Viene da chiedersi, in quale mondo vivono i politici, i legislatori, e i giudici nazionali e internazionali?

 Probabilmente, questi indirizzi mail a cui ho inviato diciannove lettere aperte non sono funzionanti perché nessuno ha mai risposto alle mie lettere aperte: secretariat@unfccc.int, press@unfccc.int, vacancies@unfccc.int,  information@icj-cij.org, achats@icj-cij.org. Il presente articolo lo invierò anche ai seguenti indirizzi: NCModule@unfccc.int, GEFModule@unfccc.int, FSFModule@unfccc.int, FSFModule@unfccc.int, GHGdata@unfccc.int, ttclear@unfccc.int, webmaster@unfccc.int, Spero che qualcuno mi suggerisca anche qualche altro indirizzo utile.

Di fronte a reati di omissione così madornali è logico perdere la fiducia negli organi istituzionali ma non la speranza che le cose possano cambiare, almeno per le generazioni future. Anche se le mie soluzioni restano soltanto teoriche, nessuno mi ha impedito di brevettare il “welling artificiale” che si basa sullo stesso sistema e che  potrebbe sfamare l’intero popolo mondiale sollevando i carbonati e il calcio solubilizzati in oltre quattro miliardi di anni nelle profondità oceaniche per mezzo dell’effetto venturi individuato da Giovanni Battista  Venturi (1746 – 1822), che nessuno ha preso in considerazione, sia per combattere l’acidificazione oceanica, sia per produrre artificialmente il fitoplancton e zoo plancton, che sarà certamente più economico della coltivazione della terra (http://www.spawhe.eu/artificial-welling-files/). Infatti, la semplice depressione prodotta da una strozzatura che aumenta la velocità del flusso dell’acqua di superficie che scende nelle profondità e risale in superficie, potrebbe far entrare nell’acqua di superficie il calcio e i carbonati. Anche in questo caso, essendo un circuito aperto, abbinando in serie pompe e turbine la produzione di energia prodotta dalla turbina, sarebbe molto superiore di quella assorbita dalla pompa, perché si sfrutta la forza gravitazionale (m*g*h) vincendo lo stato inerziale e l’energia meccanica si trasforma in elettromagnetismo che fa girare il motore della pompa all’infinito fino a quando non si consumano i materiali per usura. E’ ovvio che i principi fisici individuati da Newton, Torricelli, Pascal, Venturi, Henry, sono importanti, ma senza l’elettromagnetismo che trasforma l’energia meccanica in elettrica e ne restituisce una piccola parte per far girare il motore che vince lo stato inerziale il sistema non può funzionare. Ma questo non è moto perpetuo perché la forza primaria è quella gravitazionale e noi la possiamo dosare posizionando la pompa a profondità diverse e regolando il numero dei giri, mentre la turbina accoppiata all’alternatore serve a trasformare l’energia cinetica in elettro magnetica. Ovviamente, una volta che questa energia è stata trasformata in elettricità, può uscire dall’acqua e alimentare tutto quello che ci serve e creare isole artificiali che vivono di pesca e di turismo.  Nemmeno il brevetto italiano N. 102016000058416 del 07/06/2016 dal titolo “SISTEMA DI GALLEGGIAMENTO CON TUBI IN POLIETILENE ESTRUSI, NERVATI, RINFORZATI E RIEMPITI DI POLISTIROLO” ha trovato interlocutori pubblici e privati, che si può scaricare da http://www.spawhe.eu/artificial-welling-italian-files/, ha trovato interlocutori.  Questo sarebbe un modo molto più intelligente per usare i derivati del petrolio, ma i governi e gli imprenditori mondiali pensano soltanto a produrre combustibili che inquinano e sono antieconomici.  Infatti, se ho ragione da vendere sull’energia sommersa e il welling artificiale, potrei aver ragione anche sulle altre invenzioni depurative ed energetiche interattive che nessuno ha finanziato senza mai darmi una spiegazione tecnica e scientifica. La gravità è meglio della manna caduta dal cielo perché attraverso l’addensamento dell’aria atmosferica ci fornirebbe gratis tutta l’energia che serve progettando correttamente gli impianti energetici mondiali.  Purtroppo, gli scienziati, invece di sfruttare gli effetti pratici utili all’uomo si concentrano soltanto a comprendere i misteri dell’universo, mentre l’avidità e l’ignoranza scientifica produce invenzioni incomplete in tutti i settori delle attività antropiche. Io non dico che i misteri dell’universo non debbano essere scoperti, perché questi misteri appassionano anche il sottoscritto, ma    almeno spendessero qualche parola in favore degli inventori che cercano di correggere le invenzioni terrestri della scienza. 

Gli enti morali, i sindacati, le associazioni ambientali non possono lasciare tutto nelle mani degli organi di progettazione pubblici e delle multinazionali. Criticando soltanto. Devono anche loro entrare nei dettagli scientifici e tecnici. Giovanni Battista Venturi era un sacerdote, oltre a essere uno scienziato. Una volta le Chiese erano anche punti di riferimenti scientifici. Oggi si occupano soltanto di teologia.   Le motivazioni morali sono alla base per vincere l’inquinamento e cercare soluzioni depurative ed energetiche sostenibili.  Il sottoscritto ha iniziato l’attività di inventore da pensionato perché troppe cose non lo convincevano dal punto di vista scientifico e tecnico. Per poterle contestare non bastano le parole. Bisogna pubblicare le soluzioni, entrando nei dettagli. Se i dettagli nessuno li comprende, nemmeno i costruttori delle pompe e delle turbine, vuol dire che lo stato dell’arte delle scienze e delle tecnologie è stato monopolizzato dalle alleanze dei centri di potere, che non lasciano nemmeno le briciole economiche alle sperimentazioni degli inventori privati. Gli uffici brevetti si comportano in modo opposto al mandato ricevuto, perché un’invenzione per definizione è qualcosa non facilmente comprensibile dagli affetti ai lavori. Gli uffici brevetti non sono addetti ai lavori. Io sono un addetto ai lavori, con quasi cinquanta anni di esperienza. Se gli altri addetti ai lavori ancora non rispondono, probabilmente, hanno ricevuto l’ordine di non rispondere.     

La scienza mondiale è colpevole anche di non aver usato il concetto dell’energia idroelettrica sommersa nell’ambiente atmosferico in impianti non sommersi ma sempre completamente pieni di acqua, e sempre accoppiando insieme nel punto più basso una pompa e una turbina, che invece di scaricare l’acqua a valle perdendola per sempre, la scarica in un tubo di maggiori dimensioni rispetto al tubo di discesa collegato direttamente al bacino superiore. Questa soluzione, spiegata ampiamente nei depositi di brevetti e in molte pubblicazioni tra le quali http://www.spawhe.eu/relativty-and-technology-in-the-new-hydroelectric-energy/,  avrebbe simulato l’effetto dell’energia sommersa, producendo un poco meno energia istantanea, ma senza disperdere le acque e producendo energia per tutto l’anno, invece che solo quando i bacini superiori sono pieni. Soprattutto, non ci sarebbe stata la necessità di costruire grandi dighe che hanno favorito le alluvioni. La scienza mondiale non avendo compreso il concetto che avrebbe dovuto accoppiare insieme le pompe e le turbine, non lo ha trasmesso nemmeno nelle scuole e ancora oggi nessuno ha realizzato impianti fluidodinamici aperti e razionali che avrebbero prodotto energia pulita tutto l’anno, riciclando l’acqua ed evitando siccità e alluvioni.

Se almeno i professori insegnassero la fisica correttamente alle scuole medie inferiori e superiori, almeno i figli potrebbero trasmettere i concetti basilari dell’energia interattiva ai genitori. Prima o poi, qualcosa dovrebbe arrivare anche ai ministri e capi di governo che parlano di crescita e di economia, senza accorgersi che sono stati sbagliati i principi fondamentali. In queste condizioni, la crescita non riesce nemmeno a riparare i danni che produce.  Purtroppo, nemmeno i giovani che marciano con Greta Tumberg, entrano in questi dettagli. Comprendono che le cose non funzionano. Ma non hanno punti di riferimento scientifici formativi, per individuare gli errori e correggerli. Anche i premi Nobel, come tutti si mantengono sul generico. Io insisto, soprattutto sull’energia idroelettrica sommersa perché è quella più semplice da comprendere e nonostante tutto, sono cinque anni che la spiego senza successo. Insegnare non è il mio mestiere. Ma è anche vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Quali sono le ragioni per le quali nessuno si batte per le sperimentazioni delle soluzioni interattive?

E’ ovvio che se gli enti pubblici mondiali, e tra questi gli uffici brevetti che fanno capo alle Nazioni Unite, con la WIPO, boicottano senza approfondirle queste soluzioni semplicissime, dichiarandole “moto perpetuo”, senza coinvolgere ufficialmente la scienza mondiale, che è la vera responsabile di queste incomprensioni, diventa impossibile combattere il riscaldamento globale. Fino a quando i massimi livelli scientifici mondiali non si assumono le loro responsabilità sui principi generali energetici più e meno favorevoli alla produzione di energia, in funzione dell’ambiente in cui si opera, del modo in cui si costruiscono e si usano le pompe e le turbine, le pressioni positive e negative sulle pompe, le pressioni statiche e dinamiche dell’aria compressa nei serbatoi autoclave e la direzione del flusso dell’acqua, che deve essere a senso unico. Non come le attuali autoclavi. Gli attuali impianti dal punto di vista depurativo non sfruttano il principio di Henry e dal punto di vista energetico, funzionano come attenuatori del colpo di ariete e per ridurre il numero delle partenze dei motori delle pompe. Non produrranno mai energia elettrica sostenibile.           

Per questa ragione, ho detto sopra che abbiamo sbagliato l’hardware mondiale energetico e depurativo. Il software che è stato sviluppato correttamente può fare ben poco per rimediare. Infatti, i governi, gli enti pubblici, le multinazionali, gli imprenditori, la scienza, gli uffici brevetti, che non hanno compreso l’energia idroelettrica con il riciclo dell’acqua in circuiti aperti, che sfruttano soltanto l’energia di posizione dell’acqua di superficie appositamente intubata ed energizzata con una pompa, che rompe lo stato d’inerzia localmente nella direzione della forza gravitazionale, difficilmente potevano comprendere le elaborazioni successive, che hanno portato il sottoscritto ad aumentare la pressione degli impianti per renderli più piccoli e utilizzarli anche sui mezzi di trasporto. Io penso che chi ha compreso concetti complicatissimi della fisica, della chimica della matematica e gli stessi costruttori di pompe e turbine comprendono quello che scrivo, altrimenti non avrebbero lasciato soli gli uffici brevetti a scrivere stupidaggini sul moto perpetuo e sul primo principio della termodinamica che non centra niente con la fluidodinamica alla pressione atmosferica e compressa.

Io sono certo al 100% che come funziona l’energia idroelettrica sommersa funzionerà anche quella compressa, ma anche se mi sbagliassi, solo la prima potrebbe già sostituire l’intera energia fossile mondiale e alimentare le costose auto a batteria e mezzi di trasporto e lavoro a batteria. Invece i governi mondiali mostrano compattamente la loro ignoranza, insieme ai loro (autorevoli?) consulenti su principi fisici che non hanno bisogno di nessuna sperimentazione essendo stati individuati e sperimentati, separatamente, molto prima dell’era industriale. Il sottoscritto ha soltanto trovato il modo di vincere lo stato di inerzia spendendo poca energia rispetto a quella prodotta, sia negli impianti fissi che mobili. Se c’è consumo di energia e materiali, acqua, aria, pressione, circolazione fluidica, elettromagnetismo nei motori e generatori di corrente, come fa    ad essere moto perpetuo?  Come ho scritto sopra, la gravità è una manna caduta dal cielo. Chi non ha saputo distinguere un circuito fluidodinamico aperto da uno chiuso e non ha saputo mettere insieme correttamente pochi elementi non ha raccolto questa manna, ma insiste con voler separare l’atomo. A quale scopo?   

Probabilmente, se questi ragionamenti fossero stati fatti, anche da Einstein e gli scienziati del suo tempo, non ci sarebbero state nemmeno la prima, la seconda guerra mondiale e la bomba atomica. Se qualche statista mondiale del presente e del passato, fosse stato capace di ragionare globalmente nell’interesse di tutti e almeno per curiosità, avesse ordinato la sperimentazione di semplici prototipi dimostrativi che sarebbero costati pochissimo. Ma questo avrebbero potuto farlo anche gli enti morali e le associazioni che raccolgono fondi e finanziamenti per proteggere l’ambiente (http://www.spawhe.eu/also-churches-and-associations-should-learn-to-design/).  Ma non lo hanno fatto. Sono stati silenziosi come la scienza i politici e gli imprenditori, che hanno buoni motivi per nascondere i propri errori.

Nella società attuale, a parole, la classe dirigente mondiale pubblica e privata, apprezza la creatività degli inventori, ma nella realtà premia soltanto le alte specializzazioni che indagano sempre nella stessa direzione perché devono difendere gli investimenti già fatti e le alleanze che hanno prodotto l’attuale modello di sviluppo. Invece, il ragionamento trasversale è essenziale per studiare i problemi da diverse angolazioni e trovare soluzioni sinergiche e interattive. Il ragionamento trasversale non si apprende nelle scuole, nell’industria e nei laboratori di ricerca, ma facendo lavori che sono legati contemporaneamente allo sviluppo tecnologico e all’organizzazione del lavoro dei diversi settori delle attività umane. In particolare legati alla installazione degli impianti di produzione industriali, ambientali, energetici. Ancora oggi gli addetti ai lavori di questi tre settori ragionano con mentalità diverse tra loro. Solo l’industria ha sviluppato l’organizzazione del lavoro correttamente, ma solo al fine di incrementare la produzione. Preoccupandosi soltanto di risparmiare energia e di rispettare le normative ambientali. Invece, sviluppando gli impianti globalmente sotto gli aspetti industriali, ambientali ed energetici, per chiudere tutti i cicli che si aprono il sottoscritto si è accorto che l’energia non va risparmiata perché non costa nulla, se prodotta nel modo giusto, e protegge l’elemento principale produttore di energia che è l’acqua. Infatti, se l’energia meccanica è prodotta dalla pressione * la densità del fluido* la portata, non ha senso produrre l’energia con un gas che ha una densità 830 volte inferiore all’acqua. Per giunta, per produrre questo gas bisogna fare appositi processi di estrazione, raffinazione, commercializzazione, distribuzione, riscaldamento, filtrazione, depurazione. Mentre noi, esseri terrestri, abbiamo a disposizione l’aria che è già parzialmente compressa alla pressione di un bar e l’acqua che è incomprimibile che ha una densità superiore circola nell’impianto, come circola nei mari gratuitamente per effetto delle perturbazioni atmosferiche e termiche. Per poter sfruttare la circolazione naturale in una piccola scala locale era sufficiente intubare dall’alto l’acqua e sfruttare a senso unico il flusso dell’acqua nel senso della forza gravitazionale mettendo in serie una pompa e una turbina, dove la pompa deve soltanto vincere lo stato di inerzia iniziale e poi l’energia si produce all’infinito, sfruttando sempre la stessa energia di posizione dell’acqua di superficie rispetto a quella che si trova nel fondale. Questo è possibile perché le pressioni statiche interne ed esterne al tubo di discesa si equivalgono, mentre nel tubo di discesa invece si sviluppa anche una energia cinetica dovuta a m*g*h, la quale trasferita alla turbina consente di produrre energia elettrica. Essendo la pressioni statiche equilibrate tra l’acqua che esce dalle turbina e quella presente nel fondale non ci sono problemi a far uscire l’acqua nel fondale. Per produrre l’energia idroelettrica anche negli impianti mobili usando la pressione di una autoclave che è molto superiore a quella atmosferica bisogna fare lo stesso ragionamento di equilibrare le pressioni statiche tra l’acqua che deve produrre energia passando attraverso la turbina e l’acqua dotata di pressione statica presente nell’autoclave. Ovviamente, l’impianto è più complesso rispetto a quello alla pressione atmosferica, ma molto più semplice ed economico di un impianto termico, nucleare, solare. Infatti, l’energia idroelettrica compressa avviene in due fasi che avvengono contemporaneamente all’entrata e all’uscita dell’autoclave con un flusso a senso unico:

L’acqua che entra è circa il doppio di quella che esce perché per equilibrare le pressioni statiche nella pompa di circolazione è stata inventata dal sottoscritto la pompa centrifuga con la doppia alimentazione separata fino alla girante, la quale è uguale alle altre pompe con girante chiusa, ma l’alimentazione è divisa in due o quattro settori ermeticamente separati che arrivano radenti alle pale della girante. Pertanto, alimentando metà della pompa con l’acqua riciclata internamente all’autoclave e l’altra metà con l’acqua scaricata alla pressione atmosferica, data la rotazione della girante, supponiamo a 1.500 giri/sec, ogni settore riceve i due flussi con pressioni diverse in successione nel tempo di 1/1.500 sec. Essendo il centro della girante il punto dotato della massima velocità e della massima depressione l’operazione di ingresso dell’acqua con minore pressione è favorita, successivamente la sezione di passaggio all’interno della girante aumenta e si espande anche la pressione in tutte le direzioni per il principio di Pascal. Pertanto, all’uscita della pompa abbiamo la somma delle due portate ma con una sola pressione che è quella dell’autoclave, pur avendo speso l’energia elettrica che richiede un riciclo interno che non deve vincere la pressione idrostica, che altrimenti si opporrebbe. Ovviamente, per il principio dell’impenetrabilità dei corpi, l’acqua che entra in eccesso viene espulsa dall’uscita che alimenta la turbina con la forza dell’aria compressa del cuscino di aria, senza che questo possa espandersi, come avviene nelle attuali autoclavi.         

Con il senno di poi bisognerebbe riconoscere che sia l’energia idroelettrica sommersa che quella compressa sono semplicissime da comprendere e anche che erano sotto gli occhi di tutti e che nessuno vedeva. Ma le autorità dell’ambiente, quelle dell’energia, le scienza, i petrolieri, i costruttori di pompe, di turbine, di motori termici, di caldaie, pannelli solari, pale eoliche, fanno finta che questa energia non esista e tutti si nascondono dietro gli uffici brevetti che la dichiarano “moto perpetuo” calpestando i principi scientifici di Torricelli, Pascal, Henry, quelli dell’elettromagnetismo e dell’impenetrabilità dei corpi, sui quali si basa questa energia.   

 Le sinergie tra questi principi sono state individuate dal sottoscritto per via indiretta,  cercando di depurare più razionalmente l’ambiente, come doveva essere fatto dall’inizio dell’era industriale, modificando le ciminiere e le fognature e seguendo l’inquinamento passo dopo passo, controllando tutti i parametri necessari, per neutralizzare il CO2, ma anche per produrre acque neutre o alcaline, non acide come quelle che producono gli attuali depuratori. Chi ha realizzato gli attuali grandi impianti mondiali energetici e depurativi ha sbagliato tutte le proporzioni dei componenti reagenti, perché non si è posto il problema che i componenti dovessero reagire tra loro. 

Come avrebbero potuto interagire questi componenti se nessun governo mondiale ha voluto modificare le ciminiere, le fognature e tutti hanno posto i depuratori delle acque a decine di chilometri dalle città dove si produce l’inquinamento atmosferico. La figura sotto mostra come avrebbero essere realizzati gli impianti globali per depurare insieme acqua e aria atmosferica, ma i brevetti di questi impianti i governi mondiali, di comune accordo, li hanno fatti decadere, nonostante, abbiano ricevuto il riconoscimento di brevetti internazionali.

 Negli articoli pubblicati su http://www.spawhe.eu/open-letters-to-the-european-commission/ io ho protestato perché la commissione europea non prende i nessuna considerazione i brevetti ambientali globali del sottoscritto regolarmente depositati, e indicono gare di appalto per soluzioni di semplice filtrazioni dell’aria, che non risolvono i problemi, spendendo inutilmente i soldi dei contribuenti.  Ovviamente, queste lettere non hanno avuto nessuna risposta, come non l’anno avute quelle indirizzate agli enti pubblici italiani e internazionali, compresi i giudici internazionali.

Queste stesse autorità politiche e religiose, stanno accogliendo la ragazzina Greta Thumberg con gli onori di un capo di stato, soltanto perché, lei o l’organizzazione mediatica che le sta dietro, hanno trovato il modo di smuovere milioni di sostenitori, compreso il sottoscritto. Ma ragionando obiettivamente, quali soluzioni può portare una bambina senza esperienza? Perché i sostenitori di Greta Thumberg non entrano nel dettaglio delle soluzioni dicendo chiaramente quello che vogliono? E’ ovvio che non lo sanno. Vogliono soltanto un mondo migliore. Ma un mondo migliore non possono crearlo le stesse persone che hanno creato il mondo attuale e che rifiutano il confronto con chi propone soluzioni concrete senza il sostegno mediatico alle spalle.  

Riporto in word quello che è scritto in piccolo nella figura:

LO SCONOSCIUTO PRINCIPIO DELLA IMPENETRABILITÀ DEI CORPI. Il prossimo 22 maggio proverò per la prima volta a parlare in inglese al congresso internazionale “Recycling 2019” dello sconosciuto principio della impenetrabilità dei corpi che tutti credono di conoscere. Io non ho mai parlato la lingua inglese, benché la scrivo dal 2014 sul sito web http://www.spawhe.eu, quando ho compreso per la prima volta il mistero di questo principio che tutti credono di conoscere. Non si sa con precisione chi ha scritto per la prima volta di questo principio, essendo, soprattutto, logico, più filosofico che scientifico. Infatti, non è necessario disturbare la scienza per affermare che “ un corpo fisicamente non può occupare il posto occupato da un altro corpo”. Questo principio però nella fisica quantistica, nucleare, e meno rigoroso rispetto alla fisica tradizionale. In quanto le molecole e gli atomi di avvicinano, reagiscono, si miscelano, e in presenza di elettromagnetismo, elementi catalizzatori, gravità, i corpi si possono anche aggregare completamente. Ma il sottoscritto vuole restare nel campo della fisica ordinaria. In particolare della fluidodinamica, dov’è Giovanni Battista Venturi (1746 -1622) si accorse che facendo un foro su una strozzatura di un tubo idraulico, dove aumenta la velocità dell’acqua, e diminuisce la pressione, attraverso quel foro, invece di uscire l’acqua, può entrare aria o un altro fluido aspirato dallo stesso foro. Anche le pompe centrifughe aspirano acqua dall’esterno per effetto della depressione che si crea al centro della girante per effetto della forza centripeta prodotta dalla velocità di rotazione e quindi anche attraverso le pompe, se dividiamo ermeticamente l’alimentazione in più parti possiamo fare entrare fluido diversi nel flusso principale ma con portate molto superiori a quelle consentite dal sistema Venturi, fino a raggiungere quasi il 50 per cento della portata totale. Ovviamente, i circuiti devono essere aperti o Pressurizzati, ma questi ultimi devono essere dotati di un circuito di riciclo collegato alla pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante e una uscita del fluido che deve necessariamente uscire per fare entrare quello nuovo. Ovviamente, nel circuito pressurizzato il fluido che viene espulso, esce con la pressione del cuscino di aria compressa dell’autoclave, in quanto la pressione si espande in tutte le direzioni per il principio di Pascal, anche se il fluido è entrato nella pompa attraverso una alimentazione secondaria con la sola pressione atmosferica. Pertanto, se dal circuito pressurizzato si fa uscire la stessa quantità di fluido idraulico che entra dall’esterno senza far variare il volume totale del liquido presente nella autoclave, e quindi senza far espandere il cuscino di aria, il principio della impenetrabilità dei corpi diventa il migliore principio energetico mondiale terrestre, poiché l’acqua che viene espulsa può alimentare una turbina con relativo generatore di corrente elettrica. Ma è anche il miglior principio depurativo, a causa del principio di Henry, che dissolve l’ossigeno contenuto nell’aria compressa proporzionalmente alla pressione dell’autoclave, nell’ acqua. Sul mio sito web http://www.spawhe.eu, sono riportate moltissime applicazioni di questo principio elementare, contemporaneamente energetico e depurativo, che gli uffici brevetti dichiarano “moto perpetuo”, mentre la scienza internazionale, le multinazionali e tutti i politici e gli imprenditori mondiali fingono di non comprendere.  E’ bastata la voce innocente di Greta Thumberg a risvegliare le coscienze ambientali dei capi di governo mondiali? A me sembra che Greta non abbia fatto vedere nessun progetto. Semplicemente ha chiesto che si diano da fare.  Ma cosa possono fare i politici se la scienza mondiale, pubblica e privata, ha sbagliato il principale principio elementare dell’energia e delle depurazioni? Mi viene il dubbio che i politici mondiali, cercano di farsi soltanto una foto con la ragazzina, per far vedere che sono dalla sua parte. 

Oggi siamo in una situazione paradossale. Le invenzioni utili ma scomode, come quelle del sottoscritto, se si diffondono prima di realizzarle per cercare i finanziatori, nessuno le realizza perché nessuno ci guadagna, dovendo demolire prima gli impianti sbagliati, soprattutto pubblici. L’inventore ci rimette, poiché, non trovando i finanziatori nel tempo concesso dalle regole della proprietà industriale, perde tutti i diritti internazionali e nazionali. Nello stesso tempo non può pagare inutilmente le tasse di mantenimento dei brevetti concessi e nemmeno spendere i soldi per fare ricorsi legali contro i brevetti non concessi, poiché una eventuale vittoria legale, non comporterebbe lo stesso il finanziamento della soluzione proposta.

Chi ha stabilito queste regole ha danneggiato lo sviluppo e l’economia mondiale. Se si continua a nascondere gli errori di progettazione globale diventa sempre più difficile proteggere l’ambiente e la vita umana. Quindi, almeno le Nazioni Unite, dovrebbero diffondere le innovazioni, dimostrando con dei prototipi che esistono anche i vantaggi economici oltre a quelli ambientali, energetiche, dell’alimentazione sostenibile, e della salvaguardia della vita umana. Solo un organismo importante come le Nazione Unite può chiedere a una Nazione importante come la Cina di demolire una centrale a carbone appena costruita che produce 6.000 Mw/h, ma lo può fare soltanto dimostrando materialmente che l’energia interattiva è centinaia di volte più economica del carbone e quindi anche del gas e del petrolio. Perché le Nazioni Unite non dimostrano queste cose, che per il sottoscritto, possono essere dimostrate?

Pertanto, i problemi non sono soltanto tecnici e scientifici, ma soprattutto di trasparenza istituzionale mondiale. Il mese di aprile 2019 è stato caratterizzato da due avvenimenti importanti a livello mondiale, molto diversi tra loro, che dimostrano che non abbiamo la vera democrazia e non abbiamo nemmeno la capacità di proteggere il patrimonio dell’umanità.

Mi riferisco all’arresto di Julian Assange, che oltre ad essere un fatto di gravità inaudita sia in tema di libertà di informazione che per le libertà individuali e collettive, assesta un altro duro colpo al mito di Internet, inteso quale illimitata possibilità di accedere liberamente a tutte le informazioni e conoscenze, e come strumento in grado di mettere in trasparenza i meccanismi del potere politico e finanziario mondiale. Ma anche scientifico, perché la scienza appartiene ai centri di potere e non ammette i propri errori essendo protetta dai legislatori e non condannata dai giudici.

L’altro episodio è l’incendio della cattedrale di Notre Dame di Parigi, dove abbiamo scoperto che uno dei patrimoni di arte più importanti del mondo non aveva una efficiente protezione antincendio.  Per il sottoscritto, sono due facce della stessa medaglia perché i centri di potere politici ed economici nascondono le proprie inefficienze dietro ai segreti di stato. Oggi anche le cattive progettazioni ambientali, energetiche, industriali, sono diventate segreti di stato, se coinvolgono uno sviluppo economico alternativo all’attuale sistema mondiale. Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c’entra l’impianto antincendio di Notre Dame? Io dico che la situazione è generale perché a causa delle cattive e incomplete progettazioni è a rischio l’intero patrimonio mondiale. Oggi la distribuzione idrica mondiale è completamente sbagliata perché assorbe energia invece di produrla. Mentre quella energetica e ancora peggio perché costa troppo ed è anche inquinante. Realizzando impianti idroelettrici pressurizzati con riciclo di acqua che produrrebbero energia sia distribuendo le acque che depurandole, possiamo abbinare gli impianti antincendio alle depurazioni che sollevano le acque automaticamente solo quando avviene un incendio. Sarebbe costato pochissimo un impianto antincendio a zone con rilevatori di fumo abbinato alla produzione energetica e alla depurazione delle acque del fiume senna che costeggia la cattedrale.  Si allega di seguito uno schema di impianto mai realizzato sul pianeta Terra, sebbene sia semplice.

Ovviamente, lo stesso tipo di impianto realizzato in una scala più grade può difendere dalle alluvioni e dalle acque alte delle maree ossigenando le acque mentre produce energia perché ogni volta che l’acqua riciclata passa attraversa l’autoclave assorbe una quantità di ossigeno per il principio di Henry. 

In questi impianti l’acqua che produce energia, che ossigena l’altra acqua presente nel bacino e che in caso di necessità, spegne gli incendi, o viene sollevata in altri canali per evitare le alluvioni o le alte maree, è l’acqua che viene espulsa dall’autoclave per il principio dell’impenetrabilità dei corpi.  Infatti, per la fisica classica “Se un corpo costituito da materia occupa uno spazio, questo spazio non può essere occupato da un altro corpo” Per la fisica quantistica le cose sono diverse, ma noi ci fermiamo a quella classica, in quanto, introducendo più acqua di quella che esce dall’autoclave nel circuito di riciclo di un’autoclave, questa viene espulsa  da un foro di uscita, se questo foro di uscita è chiuso, l’acqua non può entrare a meno che non usiamo una pompa che comprime il cuscino di aria. Ma parlando di pompa di riciclo significa che usiamo una pompa a bassissime prevalenza e che non è in grado di comprimere il cuscino di aria. Solo usando una pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante possiamo introdurre in bassa pressione più acqua di quanta la stessa pompa ne ricicla con l’altra alimentazione che ha una pressione statica superiore. 

Più o meno, lo stesso sistema lo usiamo per fare entrare acqua ricca di carbonio e calcio nella tubazione di riciclo dell’acqua di superfice marina che facciamo scendere nelle profondità oceaniche, ma in tale caso la depressione non la produce la rotazione della girante della pompa, ma una strozzature secondo il sistema venturi. Come si vede nella figura allegata sotto. 

Questi sono i settori in cui ho cercato di dare il mio contributo, proponendo la depurazione globale, l’energia interattiva, il welling artificiale, il cuore artificiale ossigenatore del sangue. Ognuno di questi argomenti, non rappresenta una sola invenzione ma diverse, ed esiste un filo logico energetico e depurativo che li collega tutti insieme. Mentre la scienza pubblica mondiale, nonostante i vertici e i convegni che fa a tutti i livelli, questi collegamenti non li ha mai cercati. Ovviamente, non li ha trovati. Ma li sta anche ignorando, sia per depurare le acque senza costi energetici sfruttando i principi di Henry e Dalton, invece di utilizzare soffianti e diffusori. Sia per sfruttare correttamente i principi di Torricelli e Pascal insieme ai fini energetici, come non è mai stato fatto: utilizzando la circolazione dell’acqua, che ha una densità 830 volte superiore ai gas per produrre energia e utilizzando l’aria che si può comprimere a qualsiasi pressione come fonte energetica statica, non dinamica. Infatti, la pressione statica dell’aria non si consuma se utilizzata senza espansioni e compressioni. Non come avviene nei motori termici e nelle turbine a gas e vapore, che oltre tutto, utilizzano combustibili inquinanti e a pagamento. Negli attuali impianti non c’è economia e c’è un accanimento sadico e ignorante contro l’ambiente. Per utilizzare la pressione a volume costante era necessario far circolare l’acqua o il sangue o qualsiasi altro liquido a senso unico, come in un circuito chiuso pressurizzato che consuma poca energia per la circolazione, e inserire in tale circuito, il liquido di rinnovo che viene espulso dal sistema per effetto dell’impenetrabilità dei corpi e utilizzato per produrre energia in una turbina, che scarica alla pressione atmosferica. L’Unico modo per fare entrare l’acqua scaricata della turbina nel circuito di riciclo pressurizzato, fino ad ora era per effetto venturi, ma questo sistema ne può far entrare soltanto una piccola percentuale. Utilizzando l’invenzione delle pompe con la doppia alimentazione separata fino alla girante ne può entrare molta di più (quasi il 50% dell’intera portata). Infatti, è vero che le pompe sono nate per sollevare le acque e continueranno a essere usate per questo quando sono molto sporche e contengono corpi solidi in sospensione, ma quando sono abbastanza pulite, è più conveniente utilizzarle per vincere lo stato di inerzia dell’acqua e produrre energia cinetica sfruttando il battente idrostatico in impianti sempre pieni e alimentare turbine che producono energia elettrica. Se è necessario sollevare le acque pulite conviene modificarle e renderle con la doppia alimentazione separata fino alla girante in modo che con una alimentazione si ricicla l’acqua con maggiore pressione all’interno della girante equilibrando le pressioni in aspirazione e mandata e con l’altra alimentazione si fa entrare nella girante l’acqua da sollevare. Il guadagno energetico è immenso perché possiamo recuperare gratis l’acqua scaricata dalle turbine idrauliche e produrre energia sempre con la stessa acqua. Questo sistema può risolvere con maggiore efficienza tutti i sistemi energetici e depurativi mondiali, compreso quello del sangue umano. Mentre il sistema venturi può essere usato per estrarre delle profondità marine (oltre i 4.000 m) il calcio e il carbonio che si trova in alte concentrazioni solubilizzato dalle altissime pressioni e creare il welling artificiale.  Oltre tutto, assieme al welling artificiale possiamo realizzare la dissalazione sostenibile (http://www.spawhe.eu/sustainable-desalination/ ) e isole galleggianti con i derivati del petrolio. Paradossalmente, di fronte ai grandi maremoti che potrebbero avvenire per disastri astrofisici e nucleari, i posti più sicuri al mondo sarebbero proprio le zone oceaniche più lontane dalle terre emerse. Ma anche su questo fronte siamo completamente impreparati. E stiamo bruciando le risorse che potrebbero salvarci e realizzare continenti galleggianti. Quindi con tutte le cose sbagliate da rottamare e da costruire diversamente, c’è lavoro per tutti, invece, si costruiscono muri per separare i ricchi dai poveri e si elargiscono sussidi di disoccupazione per acquistare consensi elettorali. Questa è la politica dell’ignoranza e di chi non conosce la scienza la tecnologia e l’organizzazione del lavoro.

Mi sono sempre chiesto chi può essere il regista mondiale di questo silenzio mondiale sulle soluzioni ambientali ed energetiche sostenibili. Le lobby, le mafie, la corruzione? Sono arrivato alla conclusione che sarebbe meglio essere governati e giudicati dai computer che dagli uomini. Soprattutto, da computer quantici che non danno una sola soluzione, dimostrando di essere più democratici e preparati degli attuali ministeri dello sviluppo mondiale, che decidono di non rispondere a chi è in minoranza, anche se ha studiato i problemi globalmente e imparzialmente. Ascoltano soltanto chi si riunisce in associazioni di categorie per farsi sentire e quindi può creare disordini nelle piazze. Il ragionamento e la cultura individuale dell’uomo singolarmente non è preso in considerazione, se non è inserito nei sistemi di potere.  

Paradossalmente, l’ignoranza scientifica globale dilaga soprattutto negli ambienti economici tradizionali che governano le progettazioni pubbliche mondiali e le grandi industrie tradizionali. Quello che io chiamo hardware mondiale per distinguerlo dal nuovo settore (software) che utilizza tecnologie più leggere, soprattutto, informatiche ed elettroniche. Tutti i paesi stanno facendo passi da giganti nel nuovo settore e stanno continuando a sbagliare gli investimenti nei vecchi settori che hanno sbagliato i principi energetici. L’Italia che non è cresciuta abbastanza nel nuovo settore, vuole sbloccare cantieri fermi del vecchio settore che è completamente fallimentare senza nemmeno sperimentare le energie interattive, nonostante siano nate in Italia. Altro che sbloccare i cantieri. E’ necessaria una nuova rivoluzione culturale mondiale proprio per cambiare le grandi opere mondiali che hanno prodotto solo disastri ambientali ed economici. L’Italia che potrebbe essere in prima fila nel nuovo modo di progettare l’hardware mondiale, anche in questo settore continuerà ad essere il fanalino di coda, ignorando i propri inventori liberi dai vecchi centri di potere.     

Di fronte ai grandi problemi non risolti dalla scienza mondiale, ecco quello che mi scrive l’ufficio brevetti italiano a nome del ministero dello sviluppo economico italiano, rimproverandomi di violare il primo principio della termodinamica. Addirittura mi rimproverano di avere osato riproporre nel cuore artificiale, un’invenzione già rifiutata, dall’alto delle loro onnipotenti conoscenze scientifiche e tecnologiche. Ovviamente, senza rendersi conto che la prima legge della termodinamica non c’entra nulla con le mie invenzioni. E senza comprendere che l’energia non viene dal nulla, nonostante lunghissime spiegazioni fatte dal sottoscritto, ma viene dall’aria compressa sfruttata staticamente, come spiegato ampiamente nel deposito di brevetto e anche in questo documento.

Riporto di seguito anche una lettera di rifiuto riguardante una invenzione precedente, ma ricevuta proprio mentre scrivevo questo articolo, nella quale, finalmente, l’ufficio brevetti ha compreso che il primo principio della termodinamica non c’entra niente con il sistema che propongo e quindi ne ha omesso la citazione. Ma continua a parlare di moto perpetuo, appoggiandosi al parete tecnico interno dell’UIBM, che per il sottoscritto, non è qualificato per esprimere giudizi scientifici su questo argomento. Infatti, questi consulenti dichiarano che il sottoscritto ha concepito delle pompe che estraggono energia dal flusso dell’acqua. Cosa che il sottoscritto non ha mai scritto nei depositi di brevetto e negli articoli che ha pubblicato. In quanto le pompe con la doppia alimentazione separata fino alla girante, che sono un brevetto internazionale (WO2017/042847) servono a far rientrare attraverso la seconda alimentazione della pompa ermeticamente separata dalla prima, la stessa quantità di acqua scaricata dalle turbine che producono energia idroelettrica, nel circuito di riciclo interno dell’autoclave. Quest’acqua viene espulsa immediatamente dall’autoclave per il principio dell’impenetrabilità dei corpi dalla pressione dell’aria compressa, che attraverso l’uscita che alimenta la turbina. Questo si può anche intuire attraverso il principio di Torricelli che dice che la velocità di uscita dell’acqua da un foro di un serbatoio è uguale alla radice quadrata di 2*g*h, dove g è l’accelerazione di gravità, h è la pressione totale sull’asse del foro di passaggio. Pertanto, l’energia elettrica la produce l’energia di pressione, trasformata in energia cinetica che attraversa la turbina, ma poiché nello stesso istante, attraverso il circuito di riciclo con la pompa modificata entra di nuovo la stessa quantità di acqua, il volume di aria compressa non varia e quindi l’aria compressa lavora staticamente (come lavora la pressione atmosferica sui pozzi artesiani). In altre parole, l’aria compressa essendo elastica, si comporta come una molla che espelle l’acqua indesiderata che produce energia passando attraverso la turbina. Questi concetti che la scienza mondiale non ha compreso e non ha sfruttato, evidentemente, non possono essere compresi dall’ufficio tecnico dell’UIBM, che non ha compreso nemmeno quelli più semplici espressi dalla già menzionata energia idroelettrica sommersa, che utilizzano pompe normali con la mandata orientata verso il basso, per incrementare ancora di più la forza gravitazionale e sfruttare l’energia di posizione dell’acqua di superficie rispetto a quella dei fondali. Questa questione, come detto sopra, va avanti dal 2014, mentre i massimi livelli della scienza mondiale continuano a tacere.

Non ho ancora finito di scrivere questo articolo, che ricevo un’altra lettera perfettamente uguale. Cambia soltanto la data, il numero di protocollo e il numero di riferimento del brevetto rifiutato con l’accusa di moto perpetuo.

Non ho ancora finito di scrivere questo articolo, che ricevo un’altra lettera molto simile. Questa volta non parlano di moto perpetuo perché l’oggetto della lettera si riferisce alla “pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante” che ha ricevuto il titolo di brevetto internazionale con il numero WO20171042847, data di pubblicazione 16/03/2017.
La mia battaglia personale contro la burocrazia mondiale avrebbe stimolato la scrittura di un nuovo romanzo da parte del mio scrittore preferito, Franz Kafka (scrittore ebreo, nato a Praga nel 1883, morto a Vienna nel 1924) che descriveva mirabilmente i paradossi della burocrazia e della giustizia del suo tempo. L’ufficio brevetti Italiano nel 1919, sta superando se stesso, in un paese che ha perso la strada della crescita da moltissimi anni. Nella corrispondenza precedente al posto del brevetto industriale italiano, trascurando che avevo già ottenuto il brevetto internazionale, mi avevano offerta di concedermi i diritti del modello di utilità, come se la mia invenzione fosse un fatto ornamentale, non funzionale delle pompe. Per quanto abbia inviato a questi signori centinaia di pagine che dimostrano che le pompe con la doppia alimentazione separata sono una delle invenzioni più importanti di tutti i tempi, non solo presenti ma soprattutto futuri. Perché fino ad oggi nessuno ha voluto realizzarle. Ovviamente, io che non so che farmene dei brevetti se nessuno è interessato a realizzarli, non ho accettato di essere titolare di un modello di utilità. Cosa se ne fa un inventore pensionato di un modello di utilità? L’unica cosa che interessa agli inventori è il riconoscimento dei diritti di autore che se la legge fosse uguale per tutti toccherebbero anche a loro, quando si accerta la verità scientifica dell’invenzione, senza tante furbizie burocratiche e legislative. A questo devono rispondere i Giudici Internazionali se non vogliono giocarsi anche loro la reputazione. Per il sottoscritto, senza le pompe con la doppia alimentazione separata fino alla girante non si esce dai guai che hanno combinato gli inventori che hanno inventato gli attuali impianti termici e depurativi. Ecco cosa scrive l’ufficio brevetti italiano, tra l’altro sbagliando il mio cognome dopo tanti anni che mi scrivono.

Riporto di seguito quello che è riportato sul retro di tutti i documenti di rifiuto dei brevetti ricevuti:

Come si vede dai documenti non ho riportato il nome del dirigente che ha firmato perché la mia non è una battaglia personale ma contro il sistema generale dei brevetti, che va oltre la WIPO e riguarda direttamente i massimi vertici delle Nazioni Unite e la corte di giustizia internazionale.

Nella sostanza, oggi in Italia, un inventore che propone una soluzione scientifica intellettuale di pubblica utilità nel campo dell’ambiente, dell’energia, della sanità, attraverso un deposito telematico che fortunatamente dal 2015 costa soltanto 50 euro (prima costava minimo 200 euro e i cosi aumentavano con il numero delle pagine), per fare un ricorso legale, deve spendere euro 580,85 (518 + 8,85+16 + 38) più le spese legali. Per ottenere che cosa nel caso in cui vincesse il ricorso?  La risposta è: Nulla. Perché il sottoscritto ha ricevuto il riconoscimento di quattordici brevetti nazionali, quasi tutti di pubblica utilità, senza che nessuno sia stato finanziato dagli enti pubblici italiani. Di questi, uno è stato trasformato in brevetto europeo che riguardava il risparmio idrico domestico e la prevenzione dell’idrogeno solforato nelle fogne, e cinque sono stati trasformati in brevetti internazionali che riguardavano il sistema di depurazione globale che avrebbe trasformato le fognature in un sistema depurativo completo che avrebbe neutralizzato anche il CO2 che avrebbe dovuto essere catturato modificando le ciminiere e neutralizzato producendo carbonati nelle acque. Gli enti pubblici mondiali hanno taciuto su queste invenzioni e hanno speso molti miliardi di dollari per sperimentare il sistema C.C.S. che avrebbe dovuto catturare i CO2 e nasconderlo, senza neutralizzarlo, in cavità terresti a mille metri di profondità da individuare. Ovviamente, questa pazzesca soluzione è fallita ma ugualmente nessuno ha preso in considerazione la mia soluzione che avrebbe significato la modifica di tutti gli impianti fossili mondiali e i depuratori delle acque, poiché per neutralizzare il CO2 gli impianti dovevano essere proporzionati appositamente. Non è possibile realizzare centrali termiche da migliaia di Mw/h disposte a caso sul territorio, senza prevedere cicli depurativi completi, che avrebbero comportato una distribuzione dell’energia più razionale, collegata alla presenza della distribuzione idrica e depurativa. Chi ha progettato gli attuali impianti termici ha dimostrato una totale incompetenza depurativa e chi ha progettato gli attuali depuratori delle acque ha trascurato i cicli depurativi globali che avrebbero dovuto produrre acque neutre, non acide, come quelle che producono attualmente. Il quinto brevetto internazionale sono le pompe con la doppia alimentazione separata fino alla girante, già citate sopra, senza le quali non è possibile creare un modello di sviluppo alternativo, all’energia fossile. Ma nemmeno le pompe con la doppia alimentazione separata sono state finanziate.

Negli impianti pubblici mondiali depurativi ed energetici lo sviluppo mondiale è condizionato dalle normative e dalle progettazioni pubbliche. Le aziende private partecipano alle gare di appalto e producono i componenti elettromeccanici. Pertanto, le aziende private non sono stimolate a cambiare i sistemi energetici e depurativi ma soltanto a superare lo stato dell’arte tecnologico al fine di conquistare una maggiore quota di mercato.   Quindi, sul pianeta Terra, nessuno mette in discussione i sistemi energetici e depurativi esistenti, ma tutti si battono per aumentare i rendimenti. Invece, per il sottoscritto, non basta aumentare i rendimenti, perché gli  enti pubblici mondiali, avendo dimostrato con le soluzioni che hanno appaltato nel mondo intero, di non conoscere l’organizzazione scientifica del lavoro, realizzando impianti sproporzionati nelle dimensioni, incompleti nei cicli depurativi, disposti a caso sul territorio. Sicuramente non avrebbero mai individuato le energie interattive idroelettriche sommerse e compresse, che ha individuato il sottoscritto,  perché, queste energie potevano essere individuate soltanto attraverso lo studio dell’organizzazione del lavoro, che io non ho imparato nei venti anni che ho trascorso a realizzare impianti pubblici, ma nei diciassette anni precedenti.  Infatti, dal 1970, ho partecipato, partendo da zero a realizzare lo stabilimento dell’Alfa Romeo di Pomigliano di Arco in provincia di Napoli, seguendo i cicli di lavoro di stampaggio delle lamiere, dei reparti di lastrosaldatura, lavorazioni meccaniche, reparti di verniciatura, costruzione della selleria e lunghissimi reparti di montaggio, dove ogni operazione doveva essere fatta, al posto giusto e al momento giusto, altrimenti non sarebbe mai stato possibile produrre mille auto in un solo giorno. Per puro caso io ho imparato l’organizzazione del lavoro che mi ha portato a modificare gli impianti energetici e depurativi mondiali, nel paese nativo dell’attuale ministro italiano del lavoro e dello sviluppo economico, quando egli non era ancora nato. Mi chiedo dove ha imparato il ministro l’organizzazione del lavoro e soprattutto i suoi collaboratori che lavorano agli uffici brevetti, che dichiarano i miei brevetti “moto perpetuo”?  La presunzione e l’ignoranza organizzativa degli enti pubblici mondiali hanno progettato il riscaldamento globale, gli imprenditori privati li hanno assecondati e avendo fatto investimenti sbagliati mantengono il silenzio insieme alla scienza, mentre i sindacati e le associazioni ambientali, che non sono mai entrati nel dettaglio delle soluzioni partecipano al silenzio perché non hanno saputo fare il loro lavoro di opposizione.  Probabilmente, tutte queste categorie di persone sarebbero felici se io mi sbagliassi. Ma se mi sbaglio che ci rimette sono anche loro e i loro figli. Dovrebbero fare il tifo per le mie soluzioni anche se non ci credono perché hanno imparato a memoria la favoletta del moto perpetuo.

Quando nel 1987 cambiai lavoro per occuparmi della installazione degli impianti pubblici di sollevamento, distribuzione idrica, depurazione, produzione di energia, la prima cosa che notai furono proprio i cicli depurativi incompleti e l’impossibilità di completarli razionalmente non esistendo collegamenti tra un impianto e l’altro, a parte il sistema fognario, che invece di aiutare peggiora la situazione distruggendo il processo biologico e il potere energetico dei fanghi.  Ma solo da pensionato ho potuto esprimere liberamente la mia opinione.  Mente producevo brevetti ambientali scrivevo anche articoli per farli comprendere a chi avrebbe dovuto intervenire.  Sulla rivista italiana Leambiente.it il 02/02/2009 pubblicai un articolo dal titolo” l’oro che avvelenano le autorità mondiali dell’ambiente. Il 04/04/2009, pubblicai “la prevenzione dell’idrogeno solforato nella rete fognaria” il 30/11/2009 “Undici ragioni per rivalutare le fosse Imhoff” Questi articoli sono stati pubblicati successivamente anche da altre riviste  https://eco-sostenibile.blogspot.com/2013/12/loro-che-avvelenano-le-autorita.html. Quindi, la mia è una lunga battaglia contro la disorganizzazione del lavoro ambientale che producono gli enti pubblici mondiali. Non è un caso che io ho trovato dopo molti anni di lavoro solitario le soluzioni che loro non avrebbero mai trovato, perché non avevano e non hanno ancora un metodo di lavoro per cercarle.  Addirittura, fingono ancora che non esistono.

Solo attraverso lo studio dell’organizzazione del lavoro è stato possibile da parte del sottoscritto l’accorpamento dei cicli depurativi dell’acqua e dell’aria perché il CO2 è contenuto nei fumi e si può neutralizzare soltanto chimicamente producendo carbonati nell’acqua. E’ ovvio che questa soluzione non poteva essere proposta dai costruttori di auto aerei e barche e nemmeno dai costruttori di mezzi agricoli.  Ma gli enti pubblici non hanno cercato la neutralizzazione chimica come ha fatto il sottoscritto. Pertanto, non hanno approfondito nemmeno i vari aspetti fisici dell’acqua e dell’aria come l’effetto venturi, il principio di torricelli, quello di Pascal, quello di Henry, i sistemi di circolazione di acqua e aria nelle autoclavi, il modo in cui funzionano le pompe e le turbine. Per economizzare i processi e azzerare l’inquinamento, una sola è la soluzione migliore. Questa soluzione, come diceva Frederick Taylor, si può trovare soltanto attraverso l’organizzazione scientifica del lavoro analizzato globalmente.  Questa soluzione è universale e riguarda sia gli impianti energetici fossili mobili che quello fissi, ma riguarda anche i cicli depurativi, perché azzera completamente l’inquinamento dell’aria e la quantità di CO2 prodotta. Più energia produrremo più depureremo le acque.

 Le auto a batteria sono un’altra stupidaggine mondiale e i sindaci, come pappagalli, che non ragionano si apprestano ad attrezzare le postazioni di carica, senza chiedersi, quale sia la fonte primaria di energia e senza comprendere, che il trasporto e la trasformazione dell’energia, abbasserà ancora di più i rendimenti energetici, pertanto aumenteranno ancora di più le emissioni di CO2. Senza chiedersi come faranno a lavorare a batteria le macchine agricole i grandi mezzi di trasporto, le navi, gli aerei?    Mentre i vari rami della scienza continuano a tacere sulla sola fonte energetica interattiva mondiale, che è quella idroelettrica sommersa e compressa. Non quella con il salto idraulico, che disperde l’acqua e produce siccità e alluvioni.

Oggi il reato di omissione è il pane quotidiano degli enti pubblici mondiali, che si nascondono dietro le specifiche competenze dei dipendenti, per non affrontare i problemi globalmente, come invece, dovrebbe avvenire se si rispettasse gli articoli 1, 2, 15, 48, 54, 58 del “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli stati per atti internazionalmente illeciti”, sottoscritti da quasi tutti i cento novantasei stati sovrani, presso le stesse Nazioni Unite nell’anno 2001.  In questo documento sono contemplate non solo le responsabilità di governi, ma anche quelle individuali dei singoli funzionari. 

Per il sottoscritto, la proprietà industriale sui brevetti di pubblica utilità deve essere abolita. Non solo per evitare conflitti di interessi tra inventori pubblici e aziende private, ma anche per togliere dall’imbarazzo gli esaminatori dei brevetti, che non sono in grado di giudicare scientificamente le invenzioni.  Oggi tutti fanno finta di non comprendere dove è il problema, ma fino a quando i legislatori non vietano la vendita dei brevetti pubblici ai privati non si può creare nessuno sviluppo sostenibile. Perché i controllori e i controllati sono interessati a non far crescere lo stato dell’arte di comune accordo, per continuare a sfruttare brevetti che non valgono niente, soprattutto, se tali soluzioni incidono sui grandi impianti mondiali pubblici, i trasporti, la sanità e la distribuzione della ricchezza mondiale.  

Secondo il Codice della Proprietà Industriale italiano le invenzioni degli universitari o di dipendenti di Enti Pubblici di Ricerca sono regolate dai seguenti articoli:

Art 65(1) CPI: Se il rapporto di lavoro intercorre con un’università o con una pubblica amministrazione avente tra i suoi scopi istituzionali finalità di ricerca, il diritto spetta al ricercatore.

Art 65(2)(3) CPI: Suddivisione dei proventi tra inventore (non meno del 50%) e Università (tra 30 e 50%).

Bisogna precisare che il Codice della Proprietà Industriale, non fa nessuna distinzione tra brevetti commerciali e brevetti di pubblica utilità, per cui gli enti di ricerca pubblici preferiscono lavorare su quello che richiede il mercato, soprattutto, le multinazionali che acquistano i brevetti.

Io penso che questi due articoli spieghino perfettamente le ragioni per le quali gli inventori privati non ricevono nessuna collaborazione dagli enti di ricerca pubblici, anche se come nel caso del sottoscritto, si occupano della protezione dell’ambiente e della produzione di energia sostenibile. Probabilmente, anche all’estero esistono articoli legislativi simili. Se consideriamo che i ricercatori pubblici prendono un regolare stipendio e che le tasse di deposito e di mantenimento le pagano i contribuenti, dovrebbe essere ovvio che esistono enormi conflitti di interesse, che non possono consentire la collaborazione con gli inventori privati che vogliono mettere a disposizione la propria esperienza per risolvere i problemi ambientali ed energetici, che sono principalmente di competenza pubblica. Purtroppo, i legislatori e i giudici nazionali e internazionali non se accorgono. Oppure fingono di non accorgersene. 

Oggi asserire che l’energia non si crea dal nulla è una banalità scientifica perché la fisica quantistica che si occupa specificamente dei misteri energetici dell’universo, sta usando computer quantici per cercare di comprendere i misteri delle origini della materia, dell’elettromagnetismo e della gravità universale. Il computer quantico è in grado di processare – nello stesso momento, attraverso il calcolo parallelo, più soluzioni ad un singolo problema anziché svolgere calcoli sequenziali come avviene ora con l’elaborazione elettronica.

Oggi le uniche certezze le possiedono gli ignoranti che hanno imparato a memoria i principi della termodinamica che hanno riscaldato il pianeta, perché chi ha insegnato tali principi nelle università mondiali   non ha saputo insegnare anche la neutralizzazione degli effetti collaterali della produzione di calore, soprattutto, l’inquinamento, ma anche le ragioni per le quali hanno accettato  il basso rendimento dei motori e delle centrali termiche che non superano il rendimento del 35 – 40 % del potere calorifero inferiore del combustibile, mentre l’energia dell’aria compressa sfruttata staticamente, non solo non costa niente, ma non ha limiti di pressione. Doveva solamente essere inventata la soluzione per inserire di nuovo l’acqua che produce energia di nuovo nelle autoclavi attraverso il circuito di riciclo con la doppia alimentazione che accompagna il fluido con flussi separati fino a dentro la girante.   Altre certezze le hanno i politici e gli economisti di opposte tendenze, che fanno i professori quando sono all’opposizione e producono disastri ambientali ed economici quando governano. Mentre ai comuni mortali si vieta il risparmio idrico razionale, la modifica delle ciminiere, delle fogne dei depuratori, le energie interattive e Il cuore artificiale ossigenatore del sangue, che si propone semplicemente di farlo sopravvivere con l’aiuto delle conoscenze scientifiche e delle tecnologie, che possono contribuire a sostituire gli organi troppo malandati, nei laboratori segreti dei centri di potere, si sperimentano uomini geneticamente modificati e nei centri super segreti militari si sperimentano flotte aerospaziali, addirittura, si sospetta, collaborando con gli alieni ( https://www.conoscenzealconfine.it/progetto-segreto-solar-warden/).

La figura sopra riporta il cuore artificiale proposto dal sottoscritto con il relative riassunto. Per il sottoscritto, del cuore artificiale ossigenatore del sangue potranno avere bisogno anche i superumani di cui scriveva Hawking, perché comunque non saranno immortali, e comunque possono avere degli incidenti mortali. Infatti, chi sarà a rischio di incidenti mortali potrà farsi installare delle prese a innesto rapido sul torace che collegate a un cuore artificiale, invieranno immediatamente sangue e ossigeno al cervello (http://www.spawhe.eu/cuore-artificiale-ossigenatore-del-sangue-autonomo-energeticamente/ http://www.spawhe.eu/artificial-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/). Infatti, con le tecniche attuali dei massaggi cardiaci e pacemaker solo il due – tre per cento delle persone sopravvivono all’arresto del cuore. Oggi la vita dell’uomo è troppo breve per accumulare conoscenze intellettuali ed esperienze. Non tutto si può trasmettere ai discendenti attraverso le pubblicazioni teoriche. Anche modificando geneticamente l’uomo, non è detto che la durata della vita umana aumenti di molto.  Mentre il cuore artificiale, basato sulla tecnologia e la scienza, ossigenando semplicemente il cervello in qualsiasi condizione climatica può allungare di molto la sopravvivenza intellettiva umana. Pensiamo soltanto a quante conoscenze avrebbe potuto approfondire il cervello di Einstein se fosse stato trasferito in un corpo artificiale con i progressi che stanno avvenendo nella cibernetica e la robotica. Come ho già scritto, Io penso che l’anima dell’uomo, se esiste, è racchiusa nel proprio cervello, a prescindere dal DNA, modificato o non modificato. E’ il cervello che dobbiamo tutelare, fino a quando è in grado di ragionare. Oggi non sappiamo quanto può sopravvivere alla morte del corpo un cuore artificiale ossigenatore.  Io penso che il cervello bene nutrito e ossigenato possa sopravvivere anche per diverse centinaia di anni. Questa meravigliosa invenzione è stata pubblicata su importanti riviste scientifiche internazionali, a dispetto degli uffici brevetti mondiali e di molti scienziati che non distinguono un circuito fluido dinamico aperto da uno chiuso e a cosa può servire quel principio fisico che sembra inutile, come l’impenetrabilità dei corpi. Purché per corpi intendiamo le molecole dei liquidi e dei gas, non gli atomi, né i corpi solidi, che non rientrano nella fisica che studia la circolazione energetica e depurativa fluidodinamica. Alla quale appartengono anche le invenzioni riguardanti il welling artificiale, le dissalazioni con circolazioni di resine di scambio ionico in sfere forate, l’alcalinizzazione sostenibile dell’acqua in serre calcaree, i generatori di corrente idroelettrici compressi che possono sostituire tutti gli attuali motori termici e caldaie, la distribuzione idrica a gradini che difende anche dalle acque alte e dalle siccità. Tutte queste invenzioni importantissime per l’umanità richiedono l’intervento della Corte di Giustizia Internazionale per l’accertamento della verità scientifica, che chi ha contribuito a riscaldare il pianeta vuole evitare. E’ necessaria anche la modifica dell’attuale sistema dei brevetti che impedisce  l’accesso ai diritti di autore agli inventori che non trovano finanziatori nei  brevi tempi che concedono i legislatori e con pagamenti di tasse  ingiustificate dal punto di vista morale su soluzioni di pubblica utilità.  Oggi è scandaloso anche il fatto che le pubblicazioni scientifiche di pubblica utilità debbano pagare gli editori e gli organizzatori dei congressi per essere diffuse, al pari delle invenzioni commerciali delle multinazionali. Non si comprende come l’organizzazione delle Nazioni Unite possano partecipare attivamente a questo sistema e come possano, attraverso la WIPO, richiedere il pagamento di tasse di deposito e di mantenimento sui brevetti di pubblica utilità che dovrebbero essere diffusi, non protetti industrialmente. Ovviamente, il sottoscritto, che in tredici anni di attività di inventore ha già speso 20.000 euro solo per rispettare i requisiti formali dei depositi nazionali e internazionali, senza avere nessun diritto di autore con le leggi attuali, anche se le invenzioni risulteranno esatte, non paga nessuno e agli editori scrive la seguente lettera:

Caro editore, tu puoi visitare il mio sito web (http://www.spawhe.eu), scegliere il file che vuoi e pubblicarlo, citando la fonte. Se hai bisogno della versione originale in formato word, io la spedisco. Io scrivo articoli che pubblico sul mio piccolo sito web (http.//www.spawhe.eu) che ha pochi visitatori, che parla soltanto delle mie invenzioni che riguardano sistemi energetici e depurativi interattivi che non sono mai state realizzati in nessuna parte del mondo.  Io sono onorato se pubblicate anche voi i miei articoli ma non pago tasse di pubblicazione a nessun editore perché nessuno mi ha mai pagato per il mio lavoro. Io pubblico i miei articoli anche sul mio sito web dove i lettori possono comprendere meglio il mio lavoro che altrimenti si disperderebbe nella grande rete di internet. Un solo articolo non è sufficiente a far comprendere gli errori commessi congiuntamente dagli enti pubblici e dalle multinazionali, che continuano a commettere impunemente, perché nessuno ha realizzato studi globali energetici e depurativi contemporaneamente, come ha fatto il sottoscritto. Io non guadagno meriti per le pubblicazioni perché non sono un accademico, ma un pensionato inventore. Non guadagno soldi dalle mie invenzioni perché i legislatori non riconoscono la proprietà intellettuale separata da quella industriale.  Tuttavia la gente deve sapere che potrebbero esistere le energie interattive molto più efficienti, economiche e addirittura protettive dell’ambiente e della salute umana. Io penso che gli editori non devono pubblicare solo articoli originali. Devono soprattutto pubblicare articoli che parlano di soluzioni scientifiche e tecnologiche sostenibili mai realizzate dagli enti pubblici e dalle multinazionali nonostante siano state pubblicate. Continuando a pubblicarle, prima o poi, i responsabili dei governi e delle multinazionali devono spiegare le ragioni per le quali non vogliono realizzare queste soluzioni. Io non dico che sono sbagliati i principi fondamentali delle energie e delle depurazioni, ma che sono sbagliati gli impianti mondiali che non li hanno messi insieme correttamente. Sbagliare è umano, ma sbagliare tutti insieme e perseverare per intere generazioni, non è certamente umano. Se non rispondono i governi e le multinazionali, prima o poi, dovranno rispondere i responsabili delle Nazioni Unite e i Giudici della corte di giustizia internazionale, che hanno già ricevuto 19 lettere aperte dal sottoscritto senza rispondere. Anche questo non è umano, ma si può comprendere perché i funzionari pubblici e i giudici non possono rispondere direttamente. Le risposte a loro volta le devono avere dalla scienza mondiale, che divisa in moltissime ramificazioni, non è rappresentata da nessuno globalmente. Purtroppo gli impianti interattivi che servono alla sopravvivenza del pianeta e a prolungare la vita dell’uomo hanno bisogno di una scienza applicata globalmente. Quando le Nazioni unite e i giudici internazionali si decideranno a ordinare la sperimentazione pratica dei sistemi interattivi per non perdere altro tempo in inutili e parziali consulenze, sarà sempre tardi per il pianeta e il popolo mondiale.  Nel frattempo, io continuerò a scrivere lettere aperte.   

Agli organizzatori dei congressi scrivo la seguente lettera. Molto più breve:

Io vi ringrazio per il vostro invito, ma non posso partecipare, per motivi economici perché sono un inventore privato non finanziato da nessuno. Nel frattempo, se siete interessati, potete accedere alle mie pubblicazioni su http://www.spawhe.eu, che riguardano in particolare le energie interattive, che comprendono anche il cuore artificiale ossigenatore del sangue autonomo energeticamente. Queste energie sono considerate dagli uffici brevetti “moto perpetuo” mentre la scienza mondiale che ha riscaldato il pianeta con energie non interattive, tace. Ovviamente, non ha inventato nemmeno il cuore artificiale ossigenatore del sangue. Io non pago per partecipare a conferenze e video conferenze.  Io aspetto che la verità scientifica venga fuori spontaneamente e che ognuno si assuma le proprie responsabilità di fronte alle generazioni future.

Alcune riviste scientifiche pubblicano ugualmente le mie pubblicazioni e alcuni organizzatori di congressi accettano la mia partecipazione senza alcun pagamento. Io li ringrazio ma partecipo soltanto a quelli vicini a casa, perché ho una certa età e anche le spese di viaggio per un pensionato sono un problema.     Si riporta di seguito la prima pagina della importante rivista “Medical e Clinical Research” che pubblicano il cuore artificiale ossigenatore del sangue.

Con questo cuore che ha anche capacità ossidative, essendo autonomo energeticamente, quando, sarà sperimentato e perfezionato, insieme a i progressi che contemporaneamente avverranno nella cibernetica e robotica, si potrà anche arrivare a recuperare il cervello umano, nutrirlo e ossigenarlo per governare un corpo parzialmente o totalmente meccanizzato. Io sono certo che questa soluzione sia abbastanza a portata di mano. Personalmente, se sarò ancora in vita quando tutto sarà pronto, mi verranno volentieri come cavia, per continuare ad essere vicino alle persone che amo senza essere un peso, ma un punto di riferimento utile, come lo sono attualmente. La carne è debole, le malattie e gli incidenti che possono avvenire sono tanti. Come ho detto sopra, anche i superuomini, che stanno programmando nei laboratori segreti potranno avere bisogno di pezzi di ricambio e di un cuore artificiale. Personalmente, non sono un superuomo, anzi, sono abbastanza malandato, essendo diabetico, con la pressione alta, la prostata e la tiroide ingrossate e sedici centimetri di colon asportati. Nonostante questi difetti, penso di rientrare nella media dello stato di salute delle persone settantenni. Se la situazione non peggiora improvvisamente e il cervello resta funzionante, nella situazione attuale potrei anche vivere ancora per quindici, massimo venti anni. Se invece, lo stato dell’arte del cuore artificiale ossigenatore del sangue, la cibernetica e la robotica fossero più avanzate, non ci sarebbero limiti agli anni che potrei ancora vivere. Ma questo non avverrà subito e non sarà la mia generazione a sperimentare il cuore artificiale ossigenatore del sangue, perché se funziona il cuore artificiale significa che il mondo intero ha sbagliato l’intero sviluppo industriale. Infatti, il cuore artificiale, si basa sull’energia idroelettrica compressa, che la scienza mondiale finge di non conoscere per non ammettere che ha sbagliato il principale principio energetico terrestre, che non è termodinamico, ma fluidodinamico sinergico tra acqua e aria atmosferica. Sostituendo il sangue all’acqua, per la proprietà transitiva, in risultato non cambia. Infatti, l’attuale sviluppo mondiale, sta facendo passi da giganti nelle nuove tecnologie riguardanti soprattutto la comunicazione, che essendo più leggere, per semplicità, le chiamo “software mondiale” che riguardano informatica, elettronica, cibernetica, robotica, elettromagnetismo, ma l’hardware, rappresentato dalle grandi opere pubbliche energetiche depurative, infrastrutturali e la grande industria siderurgica e dei trasporti, è notevolmente arretrato. Nessun governo mondiale lo vuole aggiornare per non ammettere che fin dall’avvento dell’era industriale, sono stati sbagliati i principi fondamentali dell’energia. Il cuore artificiale ossigenatore del sangue non lo hanno inventato nei laboratori di ricerca medica, ma lo ha inventato il sottoscritto che è un progettista di impianti industriali e ambientali, indesiderati dagli attuali progettisti dell’hardware mondiale, che ancora insistono a produrre energia con il carbone, il petrolio, il gas, il nucleare, l’idroelettrico tradizionale, il solare e l’eolico. Infatti, quello che manca alla cibernetica e alla robotica per fare il salto di qualità è il ragionamento e la sensibilità umana. Allora, perché non trasferire il cervello umano in un corpo artificiale che conserva il DNA umano nel cervello alimentato con il cuore artificiale ossigenatore del sangue, che oltre a ossigenarlo, potrebbe facilmente, anche nutrirlo con apposite soluzioni energetiche dosate nel sangue?  Quando saremo troppo vecchi e malandati, o colpiti da un tumore allo stadio terminale, potremo anche rinunciare all’apparato digerente, respiratorio, urinario, e trasferire il cervello in un robot dotato di un cuore artificiale ossigenatore autonomo energeticamente. I vecchi del futuro consumeranno un centesimo dell’ossigeno attuale e meno di un centesimo di alimentazione.  Probabilmente saranno più saggi e onesti degli attuali governanti. Sicuramente più esperti. Resisteranno meglio dei giovani ai cambiamenti climatici, ma anche a disastri nucleari prodotti dall’uomo o naturali, che molti scienziati temono, come asteroidi vaganti e l’inversione dei poli magnetici della terra, che sembra stia iniziando prima del previsto. Quest’ultimo fenomeno, che è già avvenuto circa 170 volte negli ultimi 80.000 anni. I governi mondiali e le Nazioni Unite, non lo hanno preso nella minima considerazione, ma sconvolgerebbe magneticamente e geologicamente la terra distruggendo molte opere dell’uomo realizzate ai posti sbagliati. Soprattutto, le città vicine a mari, a causa degli immensi tsunami che avverrebbero.  

Il cuore artificiale è stato considerato moto perpetuo dagli uffici brevetti, che sono dei burocrati che certamente non possono rappresentare la scienza. Mentre la scienza, nel segreto dei laboratori e nelle basi militari “top secret” va molto oltre il moto perpetuo. Tuttavia, ufficialmente, continua a dimostrare di non saper progettare gli impianti depurativi ed energetici mondiali, altrimenti non avremmo gli attuali problemi ambientali e la genetica non si porrebbe il problema di modificare geneticamente l’uomo per farlo vivere senza ossigeno. Mentre, per il sottoscritto, che ha ipotizzato uno sviluppo sostenibile alternativo con le attuali tecnologie, gli essere umani, potrebbero continuare a vivere come sono attualmente, con una normale vita sessuale e riproduttiva e una successiva vita da bisnonni cibernetici, robotici, efficienti e con sentimenti umani. Il contrario della nostra attuale vecchiaia che ci vede con un cervello che vorrebbe ancora giocare e saltare con i nipotini e i muscoli e gli arti che non rispondono. 

Io penso che Come è nata l’associazione Emergency, e Medici senza frontiere, debba nascere anche qualche associazione che finanzi la scienza e le invenzioni libere dagli attuali centri di potere poco trasparenti pubblici e privati. Oggi gli inventori che non appartengono ai centri di potere, non hanno nessun punto di rifermento mondiale, in quanto la WIPO (world, Intellectual, property organization) pur essendo un organo delle Nazioni Unite, protegge soltanto la proprietà industriale di quelli che hanno accesso ai finanziamenti e hanno i soldi per pagare le tasse di mantenimento dei brevetti. Tutti gli altri inventori privati partecipano senza speranza alle lotterie sociali occupandosi di piccole invenzioni e piccole start up (http://www.spawhe.eu/la-lotteria-della-competizione-innovazione-sociale-europea/ http://www.spawhe.eu/la-lotteria-della-competizione-innovazione-sociale-europea/). Le invenzioni ambientali, energetiche non rientrano nelle categorie che possono partecipare a queste lotterie, dove partecipano migliaia di invenzioni, e fanno vincere invenzioni di piccola utilità sociale, per giunta scelte dalle commissioni che fanno parte dei centri di potere che ostacolano le innovazioni non desiderate.   

 Come scritto sopra, secondo alcuni articoli pubblicati in rete, esiste una super scienza segreta che non sappiamo a che livello sia arrivata, mentre noi conosciamo soltanto quella maldestra, che sta continuando a commettere errori banali sui problemi ambientali, energetici e la sanità mondiale.  La scienza che conosciamo, insieme all’energia fossile che ha prodotto il riscaldamento globale, da oltre un secolo sta cercando di dividere l’atomo, ma senza riuscire a neutralizzare le scorie radioattive. Questa scienza maldestra, molto stranamente, non è riuscita nemmeno a neutralizzare il CO2, che è semplice da neutralizzare. Lo ha neutralizzato virtualmente il sottoscritto in brevetti nazionali e internazionali che nessuno ha finanziato: prima separandolo dall’aria, essendo più pesante (tramite le ciminiere modificate), e poi facendolo reagire chimicamente con l’acqua e il materiale calcareo che è ampiamente presente in natura.  Ma i governi mondiali e i loro consulenti scientifici del secolo scorso, non ci hanno nemmeno provato perché avevano troppa fretta di creare la ricchezza e i benessere sociale, soprattutto, per motivi politici ed elettorali. Hanno creare uno sviluppo pieno di difetti, dove i vari rami della scienza, che non dialogano tra loro. Gli scienziati della scienza maldestra hanno pensato soltanto a portare a casa uno stipendio, senza indagare su quello che fanno i rami della scienza confinanti. La stessa cosa fanno i progettisti pubblici e privati dei grandi  impianti pubblici mondiali. In Italia, il Consiglio dei Ministri del 20 marzo 2019 ha approvato il Decreto Legge “Sblocca Cantieri”, che entrerà in vigore al più presto per sbloccare la stagnazione dell’economia. Io vorrei sapere come fanno i nuovi ministri delle infrastrutture, dei trasporti, dello sviluppo economico che sono stati sempre all’opposizione a sbloccare cantieri che sono stati fermi per decenni per la poca trasparenza degli appalti ma anche per evidenti incapacità di progettazione. Per il sottoscritto, i due problemi non possono essere separati, perché la corruzione e la poca trasparenza può far levitare i costi delle opere, ma dopo gli impianti dovrebbero almeno funzionare. Io posso assicurare con brevetti internazionali concessi e non finanziati che l’attuale classe dirigente mondiale non ha voluto sperimentare la depurazione globale per pulire l’energia fossile. E non ha voluto nemmeno sperimentare l’energia interattiva che sostituirebbe completamente l’energia fossile e consentirebbe di realizzare anche il cuore artificiale ossigenatore. Quali cantieri vogliono sbloccare?  E meglio tenere fermi i cantieri fino a quando non si applicano correttamente i principi generali dell’energia.  

Cordiali saluti

Luigi Antonio Pezone