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A cosa servono i trattati internazionali se nessun governo li rispetta?

La bufala della lotta al riscaldamento globale.

Il riscaldamento globale è una bufala? Secondo il presidente americano Trump e i propri consiglieri la risposta è affermativa. Per la maggioranza scientifica mondiale il riscaldamento è reale. Per il sottoscritto, invece, per quanto possa sembrare impossibile, a causa della grandissima quantità di personaggi scientifici, politici, tecnici, economici coinvolti, la vera bufala è la lotta al riscaldamento globale, che gli organi istituzionali mondiali stanno portando avanti, prima e dopo il protocollo di Kioto. Infatti, ci sono precise responsabilità scientifiche, tecniche, economiche e legislative, per le scelte che hanno portato al riscaldamento globale, essendo sbagliati tutti gli impianti depurativi ed energetici, fin dall’avvento dell’epoca industriale. Il riscaldamento globale è diventato reale, perché nessuno ha applicato l’organizzazione del lavoro industriale all’ambiente e alla produzione di energia per pulire l’energia fossile attraverso uno studio razionale del LAYOUT del territorio, che avrebbe portato alla depurazione dell’acqua e dell’aria insieme in impianti di minori dimensioni, ma più completi disposti diversamente sul territorio che avrebbero prodotto un’energia interattiva e protettiva dell’ambiente, di tipo biologico, affiancata a quella fossile, proprio per chiudere i cicli inorganici che producono CO2, SOX e NOX, quelli fisici, che producono polveri sottili, e quelli biologici e della chimica organica, in impianti comuni, definiti dal sottoscritto, impianti sinergici globali (http://www.spawhe.eu/energy-right-at-the-right-time/, http://www.spawhe.eu/european-environmental-competition/, http://www.spawhe.eu/the-role-of-biological-energy/). I silenzi raccolti, a livello mondiale, dal progettista di queste soluzioni sulla pulizia dell’energia fossile, che avrebbe prodotto, anche acque alcaline, consumando il CO2 in serre calcaree con piogge artificiali, hanno portato lo stesso progettista, ad approfondire l’argomento dell’energia interattiva anche in un’altra direzione, che si è rivelata ancora più efficiente, sulla quale gli enti pubblici e privati mondiali non hanno mai indagato dall’avvento dell’epoca industriale. Infatti, nel mondo è mancato l’uovo di colombo in materia di energia, che consentirebbe di produrre energia pulita per ventiquattro ore al giorno e trecentosessantacinque giorni all’anno, con qualsiasi clima e temperatura (anche al polo nord), nei nostri appartamenti nei pozzi, fiumi e laghi e sui mezzi di trasporto, senza combustibili e senza pannelli solari, Il sistema si chiama energia idroelettrica pressurizzata con il riciclo dell’acqua. Si basa principalmente, sulla “comprimibilità” dell’aria e la “non comprimibilità dell’acqua”. Nella versione con minore quantità di acqua che si può usare per produrre energia in un appartamento oppure su un auto per sostituire il motore termico. Servono: Un serbatoio di acqua pressurizzato con l’aria compressa, una valvola motorizzata all’uscita dell’acqua che alimenta una turbina, un serbatoio alla pressione atmosferica che raccoglie l’acqua scaricata dalla turbina, una elettropompa di nuova concezione con la doppia alimentazione separata fino alla girante, completa di tubi di alimentazione e valvole di ritegno unidirezionali, la quale, ha la mandata collegata all’entrata dell’acqua nel serbatoio pressurizzato e le due aspirazioni collegate rispettivamente alle uscite dell’acqua del serbatoio aperto e pressurizzato. Pertanto, l’alimentazione collegata al serbatoio aperto fa entrare di nuovo l’acqua scaricata dalla turbina nella pompa di riciclo con la doppia alimentazione separata, mentre l’alimentazione collegata al serbatoio pressurizzato ricicla l’acqua all’interno dello stesso, equilibrando la pressione idrostatica in aspirazione e mandata della pompa e pertanto, consentendo l’entrata dell’acqua esterna nella girante della pompa e nel circuito di riciclo pressurizzato. Ma, essendo il serbatoio pressurizzato già pieno di acqua e aria compressa ai massimi livelli, nello stesso istante, la stessa quantità di acqua che entra dall’esterno è espulsa dal cuscino di aria compressa da un’altra uscita, producendo nuova energia nella turbina. Si consuma soltanto l’energia per far circolare l’acqua con un bassissimo assorbimento di energia nell’ambito del volume di acqua accumulato senza dover vincere la pressione dell’aria compressa sull’acqua perché non è varia né il volume dell’acqua, né la pressione dell’aria compressa. Tuttavia, l’acqua espulsa dal cuscino di aria produce energia nella turbina in quantità proporzionale alla portata e alla pressione dell’aria compressa. Supponendo di avere un piccolo impianto domestico pressurizzato a 4,0 bar con una portata di 7, 5 L/s, una pompa di riciclo monostadio a doppia alimentazione DN65 e una pompa multi stadio usata come turbina di pari portata, avremo una produzione di energia nell’alternatore accoppiato alla turbina di 1,76 Kw, ma prodotta con la forza del cuscino di aria, senza espansione, che fa uscire l’acqua alla pressione di 4 bar. Il consumo energetico del sistema, di 0,183 KW è dovuto solo al funzionamento della elettropompa di riciclo dell’acqua. Pertanto Il rapporto tra l’energia spesa e consumata è pari a 9,61 (1,76 / 0, 183). Questi impianti non sono mai stati realizzati in nessuna parte del mondo, perché: 1) le pompe con la doppia alimentazione separata non esistono (sono state appena brevettate dal sottoscritto); 2) gli impianti autoclave attuali non funzionano con l’acqua che circola a senso unico senza far espandere il cuscino di aria, ma funzionano facendo espandere e comprimere il cuscino di aria con l’acqua che entra ed esce dal serbatoio; 3) non sono mai stati realizzati impianti idroelettrici con il riciclo dell’acqua istantaneo, con pompe e turbine nello stesso impianto. Se utilizziamo lo stesso impianto (DN 65 e 7,5 L/s) per sostituire il motore termico di un automobile ma con una pressione di 40 bar, avremo una produzione di energia dieci volte superiore (17,6 Kw) con un consumo energetico quasi identico (0,366 Kw), pertanto il rapporto tra l’energia spesa e consumata diventa pari a 48, 08 (17,6 / 0, 366). Se consideriamo che il rendimento medio del motore termico montato sull’automobile è circa il 35% del potere calorifero inferiore del combustibile, possiamo ricavare il rapporto di convenienza tra un motore idroelettrico compresso e un motore termico, che uguale a 137,39 (48,08 / 0,35). Questo rapporto di convenienza esclude il costo dei combustibili, la maggiore complessità degli impianti termici, gli oneri per la filtrazioni dei fumi, etc. Quindi, il rapporto di convenienza effettivo  tra energia fossile ed energia idroelettrica pressurizzata si può addirittura raddoppiare. Ma l’uovo di colombo energetico è anche un uovo di colombo depurativo perché l’acqua che attraversa i serbatoi pressurizzati con l’aria compressa, assorbe l’ossigeno, contenuto nell’aria proporzionalmente alla pressione di esercizio, per le notissime legge di Dalton ed Henry. Per cui, quando l’acqua è scaricata dalla turbina in un bacino o un pozzo, contenete acque inquinate alla pressione atmosferica, l’ossigeno traportato dalle acque pressurizzate, ossida anche le acque del bacino o del pozzo inquinato. Inoltre, questo modo di produrre energia, non costando quasi niente, può creare piogge artificiali su materiali calcarei in serre chiuse per sottrarre CO2 all’ambiente. La situazione è paradossale anche dal punto di vista legislativo, perché il legislatore ha accomunato ai brevetti sia la proprietà intellettuale che, quella industriale. Per cui all’inventore privato, che ha inventato queste soluzioni, che non può permettersi la proprietà industriale, non è riconosciuta nemmeno la proprietà intellettuale se non riesce a vendere i brevetti al migliore offerente. Ma gli enti pubblici non acquistano i brevetti dai privati, anzi vendono anche i loro brevetti alle multinazionali e nemmeno queste ultime li acquistano perché prima gli enti pubblici dovrebbero modificare normative. Intanto, l’inventore deve pagare le tasse di deposito come se fosse un industriale, non un inventore. Tutto questo succede mentre gli enti pubblici mondiali, tacendo, commettono il gravissimo reato di omissione di atto di ufficio contemplato negli articoli 1, 2, 15, 48, 54, 58 del “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli stati per atti internazionalmente illeciti”, sottoscritti da quasi tutti i cento novantasei stati sovrani, presso le stesse Nazioni Unite nell’anno 2001, proprio per prevenire e punire gravi reati ambientali, con effetti internazionali.

Che cosa sono le cattive progettazioni che gli enti pubblici mondiali e le multinazionali non vogliono cambiare con la complicità dei legislatori? E, a volte, anche con la complicità di finte opposizioni governative? Le quali, non sapendo progettare, non possono nemmeno battersi per soluzioni veramente alternative. Si devono accontentare del male minore esistente allo stato dell’arte, che è sempre nelle mani di chi in un modo o nell’altro, ha comunque, non solo riscaldato il pianeta, ma anche danneggiato l’economia di tutti i paesi, dovendo pagare combustibili e tecnologie inefficienti che non servono.  Per il sottoscritto il regime dei brevetti deve continuare ad esistere per accertare l’originalità mondiale delle invenzioni, ma le invenzioni di pubblica utilità, devono essere messe a disposizione di tutte le aziende pubbliche e private. Ovviamente, gli inventori privati che si occupano di tali problemi, non devono pagare le tasse degli industriali, ma quelle che pagano musicisti e scrittori, ricevendo soltanto i diritti di autore, dovuti alla proprietà intellettuale. Oggi, invece succede che gli inventori sono costretti a pagare le tasse degli industriali, ma gli enti pubblici e le multinazionali ignorano le invenzioni, mentre i legislatori e le Nazioni Unite e le opposizioni non intervengono. Pertanto, il riscaldamento globale che è un colossale problema reale, i responsabili mondiali, pubblici e privati, dell’ambiente e dell’energia, lo vogliono combattere con una colossale bufala creata dagli scienziati, dai tecnici e dai legislatori, che non hanno saputo o voluto progettare e legiferare globalmente, come si poteva e ancora si può fare, senza formule segrete, secondo http://www.spawhe.eu, che è soltanto il sito web di un pensionato senza soldi, che ha dovuto anche indebitarsi, per pagare tasse non dovute, per dimostrare, tramite i brevetti, archiviati in siti come https://worldwide.espacenet.com/?locale=en_EP, che queste soluzioni logiche, energetiche e protettive dell’ambiente, nessuno le ha mai cercate in centocinquanta anni di sviluppo industriale. E’ pazzesco pretendere il pagamento delle tasse di deposito e di mantenimento dei brevetti dagli inventori privati, che al massimo si battono soltanto per avere il riconoscimento della proprietà intellettuale dei brevetti. Se i legislatori si fossero comportati allo stesso modo nei confronti degli scrittori e dei musicisti, non esisterebbe nemmeno la cultura, perché scrittori e musicisti dovrebbero pagare le tasse prima di trovare gli editori o le case discografiche. Infatti, oggi la cultura, per fortuna esiste, mentre la protezione dell’ambiente e l’energia sostenibile non esiste in nessuna parte del mondo. Questo è dovuto al fatto che la cultura limitandosi soltanto alla diffusione di parole non smuove molta ricchezza, mentre le idee energetiche, industriali e depurative alternative, porterebbero, inevitabilmente, a una più equa distribuzione della ricchezza mondiale. Questo dovrebbero comprendere le opposizioni mondiali. Ma come fanno a comprenderlo, se i migliori cervelli, le multinazionali, se li vanno a prendere direttamente nelle università prima che imparino a ragionare con la loro testa, mentre quelli che vincono i concorsi pubblici, pur essendo bravi, non saranno mai messi nelle condizioni di combattere contro il sistema che li nutre e li sostiene? Queste sono le ragioni per le quali, le organizzazioni internazionali e nazionali hanno paura soprattutto delle idee semplici e nuove che possono provenire, a sorpresa, soltanto dai piccoli inventori privati. Se questo non fosse vero gli inventori privati non sarebbero oggetto di vessazioni legislative internazionali.  Se questo non fosse vero, qualcuno nel mondo si accorgerebbe che le attuali nuove energie sono già vecchie di diverse decine di anni e i brevetti sui principi sui quali si basano sono ampiamente decaduti. In assenza di idee veramente nuove competono soltanto sul miglioramento tecnologico, per avvicinarsi al massimo al costo dell’energia fossile. Ma questo miglioramento sta avvenendo grazie a incentivi pubblici. Se tali energie si basassero su principi energetici efficienti, già sulla carta avrebbero dimostrato un’efficienza, che secondo le molte applicazioni pubblicate dal sottoscritto, nell’energia idroelettrica compressa, invece varia da decine o centinaia di volte superiore a quella fossile. Dove è la scienza? Soprattutto, quella pubblica, che è pagata dai cittadini del mondo, che non risponde? Lasciando la patata bollente nelle mani di politici, economisti e legislatori, che non sanno come comportarsi?  

Cordiali saluti

Luigi Antonio Pezone

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