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La lotteria della competizione innovazione sociale europea.  

(Quattordicesima lettera aperta alla Corte di Giustizia Internazionale e alle Nazioni Unite)

Io partecipo alla  “Competizione Innovazione Sociale Europea 2018” anche se questa competizione è un’autentica lotteria, per far conoscere le mie soluzioni ambientali, che vanno oltre questo concorso, in quanto, ritendo che l’attuale modello di sviluppo è insostenibile e non può esser compreso da chi non osserva lo sviluppo da diversi punti di vista scientifici e pratici che si possono acquisire solo dopo molti anni di esperienze trasversali, che la società moderna non consente di acquisire, poiché  premia gli specialisti in singoli settori. Il ragionamento globale è essenziale per sviluppare progetti innovativi sociali sostenibili. Ma è anche difficile che questi progetti possano essere compresi dai giudici di questi tipi di concorsi, se non conoscono il progetto globale di riferimento. Infatti, un progetto globale sostenibile deve essere diviso in molti progetti tra loro collegati che si dividono i compiti, non l’obiettivo. Nel concorso sociale del 2015 ho partecipato con 15 progetti tra loro collegati che non sono stati compresi perché non esiste nessun progetto globale di protezione dell’ambiente ma soltanto generici impegni a contenere il riscaldamento globale attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 che invece continuano ad aumentare. Gli enti pubblici mondiali realizzano gare di appalto e concorsi monotematici, scoordinati tra loro. Per tale ragione nel mondo intero abbiamo impianti ambientali ed energetici disposti a caso sui territori che svolgono tutti cicli incompleti e producono più danni che benefici. Gli attuali impianti idroelettrici favoriscono le alluvioni e le siccità; gli impianti termici favoriscono l’inquinamento atmosferico, malattie polmonari e il riscaldamento globale; quelli nucleari favoriscono incidenti radioattivi; i depuratori delle acque producono acque acide perché non possono alcalinizzarle con gli attuali cicli depurativi. La scienza dell’ambiente non comprende, per esempio, che un condizionatore di aria può funzionare scambiando il calore con l’aria esterna oppure con un pozzo geotermico a bassa entalpia. Nel primo caso svolge un ciclo parziale che riscalda il pianeta e diffonde le polveri nell’ambiente, nel secondo caso è inserito in un ciclo globale. Devono essere le autorità pubbliche a imporre il modo di costruire i condizionatori anche se, apparentemente, il condizionatore costa di meno se scambia aria con aria. Nella realtà il ciclo globale è sempre più economico perché elimina le unità esterne dei condizionatori e lo stesso pozzo geotermico, se realizzato diversamente dagli attuali pozzi geotermici, può produrre anche l’energia elettrica, non solo per il condizionamento, ma anche per altre funzioni energetiche e depurative urbane, come l’ossidazione e l’alcalinizzazione delle acque in mini serre calcaree. Basti pensare che se decarbonizziamo la produzione di energia mondiale e realizziamo impianti di depurazione ossigenando e sollevando l’acqua senza costi dei combustibili, possiamo addirittura sottrarre CO2 dall’ambiente realizzando piogge artificiali su materiali calcarei producendo carbonati che vanno verso il mare, riportando lentamente gli oceani e l’atmosfera ai valori alcalini esistenti prima dell’era industriale, riformando anche i ghiacciai.

Nei sistemi ambientali tutto è collegato in modo logico ed elementare, era sufficiente trovare il bandolo della matassa, che ha trovato il sottoscritto, non per fortuna, ma perché lo ha cercato con maggiore insistenza, rispetto agli enti di ricerca pubblici mondiali, che avevano il compito di cercarlo. Se non si modificano le pompe e gli impianti autoclave, il modo di costruire le turbine, non si può comprendere che l’energia termica è centinaia di volte più complicata costosa inefficiente rispetto all’energia idroelettrica compressa, pertanto, non può partire una nuova rivoluzione industriale. Questa rivoluzione riguarda tutti i settori delle attività umane perché non si tratta di sostituire un’energia con un’altra di maggiore rendimento ma di passare a un’energia che interagisce direttamente e positivamente con l’ambiente in termini fisici chimici e biologici. Questa energia consentirà la sopravvivenza dell’uomo anche i condizioni estreme, come ho scritto nell’articolo http://www.spawhe.eu/le-civilta-perdute-il-pensiero-di-einstein-e-l-energia-di-sopravvivenza/.  Attualmente, al sottoscritto, che è l’inventore di questa soluzione i legislatori mondiali non riconosceranno  nemmeno i diritti di autore, se il tempo dimostrerà che ha ragione. Infatti, dovrei combattere contro gli uffici brevetti che mi accusano di violare i principi della conservazione dell’energia, aggiungendo spese legali a tasse insostenibili che non dovrebbero essere pagate sui brevetti di pubblica utilità, di cui l’inventore non rivendica la proprietà industriale, ma solo quella intellettuale. Le leggi internazionali dovrebbero diffondere queste soluzioni all’intera comunità mondiale eliminando gli attuali monopoli sulle fonti energetiche che, oltre tutto, non servono e danneggiano l’ambiente. Ma anche la giustizia internazionale tace su questo argomento.

Io penso che anche l’Europa come istituzione abbia fallito il proprio ruolo, soprattutto sul piano ambientale ed energetico, non avendo saputo riconoscere i progetti ambientali di pubblica utilità, come il seguente dal titolo: SISTEMA DI NEUTRALIZZAZIONE DETERSIVI E RICICLO ACQUE DI SCARICO PER PULIZIA WC, CE2006A000014 del 22/05/2006 trasformato in brevetto europeo n. EP1860072 A2 del 30.03.2007. Questo brevetto non ha trovato interlocutori pubblici in Italia e Europa. Ma questo è stato il brevetto con il quale io ho iniziato la mia attività di inventore ambientale. Il risparmio idrico non è una innovazione sociale ma un dovere sociale. L’Europa non ha avuto il coraggio di finanziare questo brevetto che rappresentava la prima forma depurazione globale. Infatti, fin dal 2006, si sarebbe potuto evitare di usare l’acqua potabile per lo sciacquone del wc, recuperandola all’interno dell’appartamento stesso senza cisterne interrate e senza modifiche strutturali ai fabbricati. Ma la soluzione che proponevo con quel brevetto era troppo impegnativa socialmente per gli utenti. Infatti, proponevo di aggiungere in ogni appartamento un mini dosatore di calce per prevenire la formazione di idrogeno solforato nelle fogne dosando in modo capillare ad ogni scarico circa 70 mg/l di calce. L’aggiunta della calce al sistema fognario fu consigliata circa 50 anni fa dall’autorevole “Water Pollution Research Laboratory” di Stevenage (U K) (Esther-Ribaldone-Bianucci ed. Hoepli).  La calce nelle fogne non è mai stata aggiunta perché si poteva fare solo coinvolgendo tutti gli utenti.  Oggi, dopo undici anni da quella proposta, avendo inventato l’energia  idroelettrica compressa, che è di piccolo ingombro e non  costa nulla, a parte l’usura delle macchine, noi possiamo arrivare alla completa decarbonizzazione dell’energia in impianti fissi e mobili (trasporti compresi). Mentre il problema dell’idrogeno solforato nelle fogne si può risolvere semplicemente rendendo le fogne depurative e dotate di mini serre calcaree che senza costi energetici, rendono le acque alcaline, sottraendo CO2 agli strati bassi dell’atmosfera mentre ossidano le acque per mezzo della pressurizzazione in autoclave (legge di Henry) e piccole piogge artificiali che scorrendo sui materiali calcarei appositamente accumulati vicino alle fosse di depurazione, producono a freddo carbonati nell’acqua di scarico depurata negli stessi centri urbani.  Quindi, l’idrogeno solforato si può prevenire all’origine, insieme a tutte le degenerazione dei   fanghi   che avvengono attualmente, ma si azzerano anche l’inquinamento da fumi e polveri sottili. L’Europa, come chiede la collaborazione dei cittadini con la raccolta differenziata, se avesse compresa la progettazione ambientale del sottoscritto, avrebbe potuto chiedere la collaborazione dei cittadini per risparmiare l’acqua e prevenire l’idrogeno solforato nelle fogne, ma non lo ha fatto. Io ho presentato quel progetto sociale anche nel 2015 e lo ripresento nel concorso 2018, semplificandolo e trasformandolo in produttore di energia idroelettrica, con evidenti vantaggi degli utenti sia sul risparmio idrico, sia azzerando completamente le bollette energetiche.  

 Nel 2015 ho scritto due lettere aperte alla Commissione Europea (inviata per mail anche a molti membri del parlamento) nelle quali ho denunciato che gli enti pubblici europei non prendono in considerazione le esperienze e le proposte ambientali degli inventori privati, continuando a proporre gare di appalto mono tematiche che non affrontano i problemi globalmente. Infatti la gara pubblica pubblicata con il concorso https://ec.europa.eu/research/horizonprize/index.cfm?prize=clean- affrontava parzialmente problemi che il sottoscritto aveva studiato in modo più completo ma senza essere stato preso in considerazione. Nella pagina http://www.spawhe.eu/european-environmental-competition/, il sottoscritto ha pubblicato queste due lettere aperte, nell’indifferenza generale di tutti gli addetti ai lavori che continuano a lavorare a compartimenti stagni. Ovviamente, la Commissione Europea non mi ha risposto, come non mi hanno ancora risposto i giudici internazionali e le Nazioni Unite ai quali ho indirizzato le successive dodici lettere aperte. E’ scandaloso che le Nazioni Unite gestiscono la proprietà intellettuale dei brevetti attraverso la WIPO (World International Property  Organization)  proteggendo soltanto gli industriali che possono pagare  e non gli inventori di soluzioni di pubblica utilità, le cui invenzioni non devono essere protette ma diffuse e messe a disposizione di tutti, per correggere gli errori commessi dalla scienza di parte che non ha sviluppato i progetti globalmente per servire coloro che gli danno uno stipendio.

Quello che è strano è il fatto che gli scienziati pubblici abbiano commesso gli stessi errori degli scienziati che lavorano per le multinazionali. La colpa è anche dei legislatori e dei giudici nazionali e internazionali che non cercano la verità fino in fondo. Loro legiferano attenendosi allo stato dell’arte della scienza e della tecnologia, senza indagare sulle scienza e la tecnologia occultata dai centri di potere mondiali. Eppure, grazie anche al lavoro effettuato dal sottoscritto, l’indagine da fare è più semplice di quando si possa pensare.

I legislatori e i giudici devono comprendere quello che, per motivi sconosciuti, la scienza non comprende. Oggi, non siamo più nel medio evo, oggi con le scienze e le tecnologie sviluppate, i progettisti pubblici e privati hanno adisposizione molte scienze e molte tecnologie che collaborando tra loro possono superare l’attuale stato dell’arte in tuti i settori. In particolare, l’elettronica di controllo della velocità dei motori e lo sfruttamento del flusso del liquido non comprimibile sotto la pressione statica ed elastica dell’aria compressa, che non consuma energia. Io penso che la scienza mondiale stia esagerando con il proprio silenzio sull’invenzione della pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante che il sottoscritto ha spiegato in molti modi e penso anche che le lobby mondiali della fisica dovrebbero restituire molti premi Nobel per i costi che hanno costretto a sostenere  all’umanità intera per sviluppare i sistemi di propulsione termici, nucleari e a batteria nei trasporti terrestri, ma anche nei sottomarini, dove bilanciare i carichi dovuti al peso del gasolio e aspirare l’aria di combustione e le evacuazioni dei fumi ha richiesto complicatissime opere di alta ingegneria.  Non parliamo dei voli spaziali, dove l’incapacità di progettare un’energia sostenibile da produrre sul mezzo di trasposto ha costretto a disseminare lo spazio intorno alla terra di una immensa quantità di spazzatura tecnologica. Tutto è successo per aver trascurato l’approfondimento dello sfruttamento statico della pressione   dell’aria compressa e dei principi di Pascal, Torricelli ed Henry, che richiedevano una invenzione comune, che è quella della suddetta pompa, che non funziona diversamente dalle attuali pompe. La situazione è paradossale, al di sopra della fantasia di un moderno scrittore dell’ipocrisia della scienza e della burocratica mondiale, come fu Franz Kafka agli esordi del mondo moderno: Le pompe non devono nemmeno essere modificate, ma soltanto alimentate diversamente.

Oggi è necessaria una autocritica mondiale che nemmeno Franz Kafka poteva immaginare. Questo deve succedere non solo per motivi ambientali, ma anche economici, perché l’energia idroelettrica compressa è centinaia di volte più potente di quella termica e anche più semplice da realizzare e gestire, ma non ha raccolto nemmeno un centesimo di dollaro o euro dalle autorità mondiali politiche, scientifiche e dalle multinazionali.   

Io penso che i responsabili mondiali dello sviluppo, non possono continuare a nascondere una verità scientifica globale sviluppata nei dettagli pratici della fisica e della tecnologie esistenti: gli impianti che coinvolgono l’ambiente devono essere progettati di nuovo chiudendo tutti i cicli che aprono. Se i progettisti specializzati in un singolo settore scientifico o tecnologico non trovano la soluzione, i legislatori e i giudici non devono accettare limiti di emissioni teoricamente sopportabili dalla vita umana, devono pretendere il cambiamento della soluzione. Le soluzioni alternative esistono ma sono scomode per coloro che non le hanno cercate e non le hanno sviluppate. Purtroppo sono coinvolti tutti gli organismi pubblici e privati mondiali, nessuno escluso. Non è detto che i cicli li debba chiudere una singola macchina o un singolo impianto, è necessario progettare e legiferare globalmente, pertanto, le macchine e gli impianti devono essere tra loro collegati razionalmente nelle fabbriche, sul territorio e nei centri urbani affinché quello che  si scarica nella atmosfera e nelle acque sia neutralizzato alla fine del percorso depurativo più o meno lungo. Il compito dei ricercatori e dei progettisti pubblici mondiali è quello di progettare le infrastrutture e gli impianti pubblici affinché il risultato finale sia emissioni zero nell’atmosfera e PH delle acque depurate adeguate al corpo idrico ricevente. Il compito dei legislatori è quello di controllare che tutto avvenga regolarmente e di legiferare affinché anche gli utenti e le multinazionali facciano la loro parte. Oggi, invece abbiamo enti di ricerca pubblici che vendono brevetti incompleti alle multinazionali con la compiacenza dei legislatori, senza che non ci sia nessuno che dica come si devono progettare gli impianti globalmente, nemmeno presso le Nazioni Unite, dove gli scienziati dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), premiati con il Nobel nel 2007, sono i principali artefici del sistema C.C.S. (Carbon Capture Storage) che invece di  neutralizzare o eliminare le emissioni antropiche di CO2 le catturano con alti costi mediante il lavaggio chimico dei combustibili, le pressurizzano a circa 800 bar  e le nascondono nel sotto nelle cavità da individuare nel sottosuolo.     

La consapevolezza che nessun ente pubblico mondiale e nessuna multinazionale avrebbe mai sviluppato i progetti globali per la pulizia corretta dell’energia fossile, dopo aver sbagliato la progettazione degli impianti termici nella posizione, nella dimensione e nei cicli depurativi mi ha indotto  a pubblicare il mio sistema di pulizia dell’energia fossile descritti nel file http://www.spawhe.eu/closing-the-anthropogenic-carbon-cycle/,  in Italiano  nel 2012, dopo aver depositato i brevetti. Non avendo trovato interlocutori pubblici mondiali disponibili a progettare diversamente gli impianti per pulire l’energia fossile, con questo sistema ho partecipato al concorso innovazione sociale 2015, ovviamente senza essere compreso  nemmeno dagli esaminatori,  che hanno esaminato ben 1400 domande di partecipazione provenienti da oltre 40 Paesi, i vincitori sono stati un progetto francese di car-sharing per disabili in carrozzina; un progetto irlandese per agevolare il turismo degli anziani;  un progetto bosniaco per rendere l’apicoltura accessibile a disabili e anziani. Non so chi abbia vinto i concorsi sociali del 2016 – 2017, non avendo partecipato. E’ evidente che questo tipo di concorso è soltanto fumo negli occhi per dimostrare che si ascoltano anche le idee del popolo. Con pochissimi fondi a disposizione e con progetti improvvisati non risolvono i problemi sociali e occupazionali. Per il sottoscritto, l’innovazione non si improvvisa. Beve essere scientificamente organizzata come quella industriale, che conosco molto bene avendo vissuto prima le esperienze industriali e poi quelle dell’ambiente e dell’energia. Se come inventore, mi sono concentrato solo sugli aspetti ambientali ed energetici è soltanto perché sono carenti di quello che io ho chiamato Taylorismo ambientale. Per ottenere innovazione e occupazione è necessario progettare tutto ripartendo dai principi basilari della conservazione dell’energia che sono stati interpretati parzialmente dalla scienza, lasciando fuori la parte più importante: l’accoppiamento sistematico e corretto tra l’acqua che non si comprime e l’aria che si comprime, che consente l’eliminazione di tutti i tipi di combustibili, e una nuova rivoluzione industriale con moltissimi posti di lavoro e nessun tipo di inquinamento. Ma se gli enti pubblici mondiali, le multinazionali, l’organizzati dalle Nazioni Unite, si chiudano nel silenzio e non rispondono che cosa può fare un inventore senza soldi?

Innanzi tutto almeno qualche autorità mondiale dovrebbe chiedersi che cosa abbia spinto un pensionato a depositare trentotto depositi di brevetti pur non vedendone realizzato mai nessuno. La ragione è molto semplice: ho voluto dimostrare che per proteggere l’ambiente gli impianti ambientali ed energetici devono essere prima progettati diversamente e poi tra loro collegati. Se gli impianti ambientali non sono progettati diversamente dal modo attuale, non possono essere tra loro collegati correttamente, Gli attuali sistemi fognari mondiali sono la prova evidente del fallimento della politica ambientale mondiale perché miscelano fanghi e acqua senza separarli all’origine attraverso fosse verticali depurative aerobiche, che senza emettere cattivi odori separerebbero i fanghi in una linea separata e farebbero viaggiare  nelle fogne soltanto le acque  di scarico e piovane ossigenate  e alcalinizzate in mini serre calcaree, che depurano anche l’aria urbana.

Le autorità mondiali dell’ambiente non comprendono che l’ambiente deve essere gestito capillarmente, mettendo negli stessi impianti sia la depurazione dell’acqua che dell’aria. Solo sviluppando molti progetti separati e collegandoli successivamente si poteva far comprendere che sono sbagliate sia le grandi centrali termiche sia i grandi depuratori che svolgono cicli incompleti. Pur avendo dimostrato questo e successivamente che l’energia può essere prodotta direttamente dall’acqua e dall’aria, soprattutto compressa, l’inventore di questi sistemi dovrebbe continuare a depositare brevetti senza che nessuno lo prenda in considerazione. Dovrebbe continuare a pagare inutili tasse di deposito. Oltre tutto, per il sottoscritto i brevetti di pubblica utilità non dovrebbero pagare nessuna tassa di deposito a livello internazionale, soprattutto se sono messi a disposizione di tutti, rinunciando alla proprietà industriale. Non sono sufficienti tale quantità di brevetti occultati a dimostrare che gli inventori pubblici pretendono l’esclusività in materia di ambiente ed energia e che le multinazionali non sono interessate all’avanzamento dello stato dell’arte, se non imposto dai legislatori, dovendo ammortizzare gli investimenti fatti nella direzione sbagliata? Intanto il mondo intero continua a realizzare grandi centrali termiche, perfino a carbone, e a produrre milioni di veicoli con motori termici e grandi depuratori di acqua lontani dai centri urbani che non possono collabora all’abbattimento delle polvere e dei fumi urbani. Gli enti di ricerca pubblici mondiali e le multinazionali hanno sbagliato il modello di sviluppo e anche monopolizzato i modi di produrre energia. Anche le energie rinnovabili che stanno producendo essendo poco efficienti, giustificano l’attuale uso dell’energia fossile e nucleare, sebbene inquinanti e pericolose.   Papa Francesco afferma quasi tutti i giorni che “l’indifferenza è un virus che contagia i nostri tempi”, ma io vedo che nemmeno la chiesa e le associazioni no profit, sostengono le soluzioni alternative di chi non è legato a nessun centro di potere. Loro sostengono centri di potere alternativi che propongono le attuali rinnovabili e auto a batteria che sono palliativi. Non hanno fiducia nelle soluzioni che nascono solo dall’esperienza e dal ragionamento di un isolato inventore che tra l’altro non costa molto verificarle. Se veramente volessero combattere l’indifferenza, anche la chiesa e le associazioni potrebbero finanziare degli esperimenti. Al punto in cui siamo non è possibile individuare da quale parte stanno i buoni. 

Un inventore privato senza soldi e finanziamenti può soltanto scrivere articoli e lettere aperte e partecipare a concorsi come l’innovazione sociale europea che, considerando il numero dei partecipanti, non è altro che una lotteria per chiunque lo vinca. Se si volesse veramente creare uno sviluppo sociale dovrebbero essere privilegiate le soluzioni più semplici economiche e sostenibili. I brevetti di pubblica utilità dovrebbero essere accessibili a tutte le aziende mondiali senza la proprietà industriale, ma riconoscendo i diritti di autore agli inventori, come avviene con le altre opere di intelletto.  Oggi la proprietà industriale rallenta soltanto il progresso con il monopolio. Bisogna proteggere gli inventori perché gli industriali che fanno i maggiori investimenti nell’automazione industriale sbaragliano la concorrenza di coloro che non possono fare gli stessi investimenti. Questo è successo soprattutto nel settore dei trasporti dove le piccole case automobilistiche sono state assorbite dalle grandi, ma purtroppo hanno sbagliato i motori termici e cercano di ritardare le innovazioni con la complicità dei legislatori. La stessa cosa e successa in tutti i settori industriali, ambientali ed energetici mondiali. Basti pensare ai grandi impianti idroelettrici, alle centrali termiche, nucleari, alle depurazioni, dissalazioni, all’energia elettrica e solare, ai trasporti aerei, navali e spaziali. Tutti questi settori hanno sviluppato ottime tecnologie, ma utilizzando parzialmente la scienza non sono in grado di chiudere tutti i cicli che aprono e hanno un basso rendimento generale. Producono inquinamento, oppure non sono competitivi sul piano economico perché attingono da fonti energetiche discontinue come il sole, il vento, che richiedono accumulatori di energia. Gli impianti idroelettrici tradizionali, che sfruttano le acque piovane, lo scioglimento dei ghiacciai, richiedono grandi investimenti in dighe, bacini, deviazioni dei corsi di acqua, che creano più danni che benefici ai fini ambientali alterando la distribuzione idrogeologica naturale. Tutti questi settori sviluppati con visioni parziali fin dall’inizio zione dell’era industriale si sono sviluppati autonomamente in competizione tra loro, non sfruttando la scienza globalmente, ma la scienza di parte del paese o del privato proprietario della presunta fonte energetica: petrolio, metano, sole, vento, dislivelli geodetici, geotermia, agricoltura produttrice di biocarburanti e via di seguito. Alla luce dei risultati ottenuti a livello ambientale e dei costi energetici, per il sottoscritto, si è rivelato sbagliato fin dalle origini  dell’era industriale, perché era sufficiente, creare la tecnologia essenziale per vincere lo stato d’inerzia del sistema sinergico naturale che mette insieme acqua, aria, forza gravitazionale, magnetismo  per produrre tutta l’energia che serve, senza inquinare negli impianti fissi mondiali semplicemente mettendo insieme pompe e turbine in serie che agiscono nel senso della forza gravitazionale. Non contro di essa. Ovviamente, negli impianti energetici di minori dimensioni e in quelli mobili, per sfruttare gli stessi principi e renderli di minore ingombro era necessario aumentare la pressione dell’aria e studiare circuiti idraulici diversi. Purtroppo, centocinquanta anni di sviluppo industriale e molte generazioni di tecnici e scienziati non sono stati sufficienti a individuare la strada delle sinergie. Oggi, chi ha fatto queste riflessioni solitarie, si ritrova per la seconda volta, dopo la competizione del 2015 a partecipare alla lotteria, con una ventina di proposte che i responsabili mondiali della scienza, della politica e dell’economia, continuano a fingere di non comprendere. Cosa ci vuole a comprendere che le sinergie messe insieme dal sottoscritto sono le uniche che agiscono contemporaneamente sul risparmio energetico e l’incremento depurativo, senza alterare nessuna proprietà chimica o biologica?  Come si fa a non comprendere che se manca uno solo degli elementi sinergici (acqua, aria, pressione, elettromagnetismo, accoppiamento tra pompe e turbine) ricadiamo negli attuali sistemi semplicemente energetici o semplicemente depurativi, dove gli utenti mondiali sono semplici consumatori e devono pagare i servizi e l’energia ai fornitori? E’ vergognoso, soprattutto, il silenzio della scienza mondiale, che comprende ragionamenti complessi sulla teoria della relatività, la fisica teorica, nucleare e quantistica e non comprende le funzioni della semplicissima pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante che consente il collegamento tra un circuito idraulico aperto e chiuso pressurizzato, che permette lo sfruttamento simultaneo dei principi di Pascal, Torricelli, Henry ai finii contemporanei energetici e depurativi. 

Contrariamente agli impianti termici dove il rendimento è determinato dalla quota di energia sviluppata rispetto al potere calorifero inferiore del combustibile (mediamente il 35%), negli impianti idroelettrici pressurizzati, dobbiamo parlare soltanto di moltiplicazione dell’energia in base alla portata e al salto idraulico, come negli impianti idroelettrici tradizionali ma senza investimenti in dighe, bacini e deviazioni di corsi d’acqua e con un salto idraulico molto superiore, dovuto alla pressione dell’aria compressa che non ha limiti e che può entrare  anche nel cofano di un auto di piccola cilindrata.  Non ci può essere nessun paragone  tra costi, prestazioni e dimensioni  tra le energie attuali e  l’idroelettrico pressurizzato.

 Il deposito internazionale PCT/IT2016/000202, non ha trovato interlocutori mondiali perché tutti perseguono interessi di parte. Il riscaldamento globale serve a ottenere maggiori finanziamenti agli enti di ricerca mondiali, ma nessuno deve entrare nel merito delle soluzioni, perché il commercio dei brevetti deve continuare escludendo gli inventori privati, che non hanno padroni e non possono pagare il costo del mantenimento della proprietà industriale del brevetto che deve essere abolita riconoscendo i diritti delle opere di intelletto. Perché i legislatori impongono agli inventori la scelta tra il tutto e il niente. Quale logica seguono? Dove è la giustizia internazionale che tollera queste discriminazioni? Se io avessi ragionato razionalmente sulle ipocrisie esistenti nelle organizzazioni mondiali che dovrebbero proteggere l’ambiente e creare energie de economie sostenibili, non avrei dovuto fare niente, invece proprio queste ipocrisie mi hanno stimolato a studiare soluzioni ambientali alternative, anche se l’ipocrisia continuerà senza il riconoscimento dei diritti di autore guadagnati con il sudore della fronte in quasi cinquanta anni di lavoro.     Come avrei potuto godermi la pensione o continuare a lavorare per un padrone che vuole soltanto fatturare se mi sentivo chiamato a fare il mio dovere di tecnico estraneo agli interessi di parte e a dire la verità non accessibile alla popolazione mondiale e nemmeno a tanti tecnici addetti ai lavori che non hanno avuto esperienze trasversali?  Il sottoscritto ha dimostrato che con le tecnologie esistenti possiamo applicare diversamente i principi di Pascal Torricelli e di Henry, che racchiudono il segreto dell’energia interattiva, nei piccoli e nei grandi impianti fissi e mobili mondiali, liberandoci dalla schiavitù dell’inquinamento e dell’energia a pagamento, ma anche  creando maggiori possibilità di sopravvivenza delle popolazioni mondiali di fronte alle grandi calamità  naturali: http://www.spawhe.eu/le-civilta-perdute-il-pensiero-di-einstein-e-l-energia-di-sopravvivenza/,

Io penso che tutti i mezzi siano buoni per mettere in discussione la competenza delle autorità scientifiche e legislative mondiali, non per condannarle ma per stimolarle a fare meglio. Loro non hanno nessun diritto di sbagliare rappresentando il popolo mondiale.  Anche la partecipazione al concorso europeo sociale 2018 può servire con vecchi progetti mai realizzati e nuovi progetti ancora più avanzati. Il popolo deve chiedersi le ragioni per le quali non sono presi in considerazione. Contrariamente a quanto si possa pensare, lo stato dell’arte può avanzare anche virtualmente, senza soldi e senza finanziamenti. E sufficiente immaginare funzionanti le invenzioni che gli enti pubblici e le multinazionali non hanno preso in considerazione per vedere come migliorerebbero alcuni aspetti della vita umana come la qualità dell’aria, dell’acqua e l’economia globale. Certamente sarebbe stato utile ed economico progettare globalmente gli impianti, farli crescere prima con una avanzamento dello stato dell’arte virtuale, verificare la rispondenza dell’avanzamento virtuale a quello reale prima di produrre grandi centrali termiche, nucleari e depuratori con cicli incompleti, che non avrebbero mai dovuto essere realizzate.  Come i mezzi di trasporto con cicli termici che non possono esser chiusi nel piccolo spazio di un cofano motore. Invece, l’idroelettrico compresso non aprendo cicli termici può entrare anche in tale piccolo spazio. A questo serve lo sviluppo globale delle soluzioni sia pure virtuale. Se una soluzione funzione virtualmente ci sono buone possibilità che funzioni anche realmente, mentre una centrale termica, nucleare i depuratori e i motori termici che nemmeno teoricamente chiudono i cicli che aprono, avrebbero dovuto essere cambiati prima di essere realizzati. Sono cento anni che li miglioriamo senza mai raggiungere livelli ottimali che gli impianti idroelettrici compressi hanno raggiunto teoricamente senza un solo euro o dollaro di finanziamento.  

Cordiali saluti

 Luigi Antonio Pezone

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