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ULTIMO APPELLO PER SPAWHE (prima del decadimento dei brevetti internazionali)

Egregi signori e signore, se avete del tempo disponibile, il sottoscritto vi prega di visitare il sito web http://www.spawhe.eu, per sapere come, secondo la sua esperienza e le sue speranze, potremmo cambiare tutto creando un mondo industriale che protegge, non distrugge l’ambiente. La strada che ha seguito per dimostrare questo è stata costosa e difficile: ottenere dei brevetti internazionali per le sue idee. Infatti, ottenere questi ambiti riconoscimenti negli anni 2014 – 2015, in settori che vedono impegnate le più importanti multinazionali e i ricercatori pubblici mondiali, significa che, ancora oggi, nel mondo intero, nessuno lavora con obiettivi globali e non sono mai stati realizzati impianti depurativi globali. Infatti il riconoscimento di un brevetto richiede la contemporanea presenza della novità inventiva e applicabilità industriale che viene riconosciuta una sola volta a un oggetto o a un sistema industriale. L’inventore di SPAWHE per dimostrare che è possibile proteggere globalmente l’ambiente, è andato in pensione con il minimo della pensione per avere le forze fisiche necessarie a portare avanti il lavoro. Solo con l’obiettivo raggiunto ha chiesto che qualcuno riconoscesse il suo lavoro, non per diventare ricco, ma per essere trattato come un semplice lavoratore dell’ambiente. Non vuole essere pagato come una stella del cinema, né come un calciatore e nemmeno come un grande dirigente delle organizzazioni mondiali e delle multinazionali. Vorrebbe anche restituire i soldi a chi glieli ha prestati per depositare i brevetti.

Purtroppo, a quanto sembra, non sono interessati a riconoscere questo lavoro, né le autorità, né i grandi imprenditori. I brevetti ottenuti sono destinati a decadere per mancanza dei fondi necessari al pagamento delle tasse di mantenimento. Infatti, non basta pagare una sola volta i depositi di brevetto. Le leggi sulla proprietà intellettuale non tutelano gli inventori, ma soltanto chi ha il potere economico per sfruttare le invenzioni. Se tutelassero veramente la proprietà intellettuale, i brevetti dovrebbero essere congelati fino a quando non siano sfruttati. Chiunque li sfrutti dovrebbe pagare i diritti d’autore. Succede con i libri, perché non dovrebbe succedere con le invenzioni? L’inventore dovrebbe essere tutelato, soprattutto se non può oggettivamente realizzare con mezzi propri le sue invenzioni e a maggior ragione, se si tratta di brevetti di pubblica utilità, poco commerciali. Purtroppo il ragionamento logico non serve contro i poteri forti che stabiliscono le regole che solo apparentemente sono democratiche. Ma qualcuno, come il sottoscritto, pur pagando prezzi molto alti deve dimostrare che le cose potrebbero cambiare negli interessi di tutti. Chiunque abbia una media cultura tecnica e scientifica, può comprendere che le attuali depurazioni locali non chiudendo tutti i cicli antropici, producono soltanto una depurazione apparente, come apparentemente democratiche sono le leggi sulla proprietà intellettuale. Oggi, con i sistemi attuali, il grosso dell’inquinamento diventa un problema globale che può essere atmosferico o oceanico, dove è impossibile intervenire per la dispersione dei componenti inquinanti. Ma anche in questi casi SPAWHE ha qualche soluzione, come l’idroelettrico sommerso che potrebbe ossigenare i fondali inquinati e il welling artificiale, che potrebbe portare in superficie carbonati e nutrienti per creare cibo e restituire l’alcalinità perduta. Ma questo brevetto può servire anche a estrarre dai fondali oceanici (in zone particolari) melme alla globigerina che potranno essere essiccate al sole in stagni galleggianti (come avviene nelle saline), che consentiranno la produzione di ossido di calcio con minori emissioni di CO2, minori costi e senza deturpare le montagne. Serve a poco continuare ad approfondire i problemi da parte della scienza se non si procede a sperimentare le soluzioni con le tecnologie esistenti e le sinergie tra le stesse. Queste costano poco e rendono molto di più della ricerca pura. Serve a poco l’istituzione del reato penale per chi inquina, se l’intera protezione ambientale legalizzata è un colabrodo. I danni provocate da impianti industriali, energetici, agricoli, urbani, scollegati da qualsiasi logica di protezione globale sono immensi. Avendo in comune i venti, l’atmosfera e gli oceani, una volta stabilito un sistema di protezione ambientale universale a nessun paese deve essere concesso di non applicarlo. Se non per sperimentare soluzioni ancora migliori, integrative dello stesso sistema. I soldi spesi per riparare i danni che avremmo potuto evitare sono quelli spesi nel modo peggiore, in quanto sono sottratti alla crescita, al benessere e alla tutela delle risorse. Quindi, SPAWHE potrebbe essere il più potente strumento di protezione ambientale è anche il più potente strumento di crescita economica mondiale. SPAWHE non si può confrontare sul piano reale con gli impianti esistenti perché ancora non esiste, ma ha già vinto il primo confronto, perché non è costato niente ai contribuenti. Ma se è vero che il confronto fisico non si può fare è anche vero che SPAWHE, essendo, un sistema multifunzione, può sostituire gli attuali sistemi separati, industriali, fognari, depurativi, energetici, chiudendo i cicli delle trasformazioni antropiche che riguardano l’acqua, l’aria, e le materie organiche prima di restituirle di nuovo all’ambiente. Gli attuali sistemi, separati, non potranno mai fare il lavoro di SPAWHE, anche se si provasse a collegarli. Infatti, gli impianti per essere collegabili devono essere progettati con criteri logici, come la dimensione giusta e posizione giusta sul territorio, dovendo interagire almeno con le acque superficiali necessarie a chiudere i cicli del carbonio, fosforo azoto, zolfo ecc, che lasciano aperti gli attuali impianti, per produrre biomasse e carbonati. Oggi è impossibile chiudere in modo sostenibile il ciclo del carbonio di una centrale di migliaia di MW/h, costruita senza conoscenze dei problemi ambientali globali, che non possono essere risolti con una semplice filtrazione dei fumi, nemmeno se questa fosse fatta bene, trascurando il recupero del calore e del CO2, e almeno l’alcalinizzazione delle acque di raffreddamento delle turbine e dei condensatori, che potrebbe essere fatta trasformando lo stesso CO2 in favore dell’ambiente. Questo comporterebbe automaticamente la realizzazione di centrali termiche di un centinaio di MW/h. Tuttavia, nel mondo si continua a costruire centrali sempre più grandi, senza tener conto di niente. La politica mondiale ambientale attuale continua a proporre cure peggiori dei mali, come la cattura e lo stoccaggio del CO2 nel sottosuolo e l’estrazione del gas mediante il fraking, il mercato delle quote di credito del CO2. Oltre al gruppo dei brevetti sinergici del sottoscritto che recuperano il calore e il CO2 degli impianti fossili per produrre energia biologica, concimi naturali e acque alcaline, sta passando nel silenzio anche l’energia idroelettrica sommersa, che non comporta perforazioni della crosta terrestre e inquinamento da parte dei fumi, l’allagamento delle valli di montagna che richiede grandi dighe e produce grandi rischi di frane e alluvioni. L’energia sommersa si basa su principi idraulici semplicissimi e l’abbinamento di pompe e turbine, si può realizzare dappertutto, addirittura ossigenando i fondali inquinati e con alcune modifiche, persino in un condominio. Pur costando poco i prototipi, il sottoscritto è costretto a parlarne senza averli potuti sperimentare, come i brevetti precedenti, e mancano i soldi per diventare brevetti internazionali. I dettagli teorici per produrre questa fantastica e semplice energia si trovano nel sito http://spawe.eu.

SPAWHE non è contro le tecnologie sviluppate ma è un sistema che le contiene e le collega affinché gli scarti di una tecnologia siano una risorsa per un’altra tecnologia. Ogni tecnologia può continuare a sviluppare i propri brevetti aumentando i rendimenti, ma questo non lo comprendono nemmeno coloro che sviluppano bio tecnologie e nemmeno coloro che producono sistemi industriali e attrezzature agricole, che potrebbero trovare un immenso sviluppo nella verticalizzazione e automazione degli stagni biologici, delle serre di produzione e di quelle calcaree.

SPAWHE non è contro i progettisti pubblici, che purtroppo, producono capitolati di appalto incompleti che non consentono le sinergie tra lo stato dell’arte dell’impiantistica, industriale, urbana, ambientale, agricola, energetica. Non è nemmeno contro i progettisti privati che sono pagati per progettare quello che il mercato richiede.

I progettisti pubblici e privati dove avrebbero dovuto imparare a progettare impianti GLOBALI, se non esiste al mondo nessun testo che insegni come si mettano insieme gli impianti razionalmente sul territorio per risparmiare risorse? Infatti, gli attuali sistemi fognari ostacolano il lavoro dei depuratori. I depuratori a fanghi attivi, che sono i più diffusi al mondo, emettono CO2 nell’atmosfera come fossero piccole centrali termiche e producono acque acide, invece di combatterle. Essi non sono adatti a entrare in un sistema globale, non essendo in grado di depurare  l’aria insieme all’acqua. Mentre gli impianti si contrastano sul territorio i rappresentati ambientali delle nazioni si contrastano nei vertici mondiali sulle scelte da fare, ma non entrando nei dettagli degli attuali sistemi che non funzionano e nel dettaglio delle soluzioni che potrebbero risolvere i problemi, su quali basi potrebbero trovare degli accordi comuni?

La depurazione globale urbana deve essere completamente riprogettata inserendo le fogne depurative dell’acqua e dell’aria, le ciminiere che catturano i fumi o lo smog urbano, le torri di scambio termico e i pozzi geotermici che si collegano agli impianti interni alle abitazioni per evitare dispersioni energetiche e inquinanti. Se si producesse nella stessa città energia completamente pulita, con l’idroelettrico sommerso riciclato e il solare (se competitivo), le ciminiere depurative (CCPC), le torri (AFTET) e le fogne depurative potrebbero dedicarsi soltanto alla depurazione dello smog prodotto dal traffico urbano. Ma queste soluzioni i cittadini delle grandi metropoli mondiali non le conoscono e non possono battersi per averle.

SPAWHE non è contro le autorità ambientali. Se i progettisti, a causa del frazionamento delle competenze, non potevano affrontare i problemi globalmente, a maggior ragione, non potevano farlo nemmeno le autorità. Tuttavia, le autorità e i progettisti pubblici, tacendo su SPAWHE, non aiutano a far comprendere le loro effettive volontà nei confronti dell’ambiente.

In assenza di risposte, l’inventore di SPAWHE, che come detto sopra, non ha nemmeno un effettivo riconoscimento della proprietà intellettuale, può soltanto continuare a cercare interlocutori dovunque possano essere nascosti, nel poco tempo che resta, prima che i brevetti decadano Chi vuole aiutare le autorità dell’ambiente del proprio paese, anche senza il loro consenso, a progettare i sistemi di protezione ambientale globali non deve far altro che addossarsi l’onere diventare il legale rappresentante di SPAWHE SPA nel proprio paese e di pagare la tassa di deposito con la prima rata di mantenimento annuale, previo accordi con il sottoscritto. SPAWHE non andrà nei paesi in cui nessuno si assumerà questo piccolo onere di poche centinaia di euro (per brevetto). Questo versamento di denaro non sarà una donazione al sottoscritto ma un investimento. Infatti, solo in questo modo potrà nascere nel mondo la SPAWHE SPA e chi farà questo investimento, diventerà socio e azionista, come lo sarà il sottoscritto che ha già versato otto anni di lavoro e i soldi per i depositi iniziali. Se tra gli investitori ci sarà un grande imprenditore come Bill Gates, che ha dimostrato di avere anche una notevole sensibilità ambientale, egli sarà il benvenuto. Purtroppo, oggi serve a poco finanziare singoli progetti quando nel mondo manca la struttura portante per la protezione dell’ambiente e la produzione di energia sostenibile. Oggi le singole invenzioni ambientali si disperdono come gocce nel deserto proprio per l’assenza di un disegno globale come SPAWHE. Non abbiamo soltanto problemi ambientali ma anche sociali, come la fame e la disoccupazione che si aggraveranno con l’imminente crescita della popolazione mondiale. Di fronte a questi grandi problemi servono a poco i concetti filosofici, religiosi, politici, persino la ricerca scientifica. Occorrono soluzioni realizzabili immediatamente e con le tecnologie esistenti.

Per creare lavoro SPAWHE propone d’inserire i cicli ambientali nei cicli di produzione dei beni di consumo e di tutte le attività umane. Questo, comportando la chiusura dei cicli di lavoro principali (che oggi si chiudono) insieme a cicli collaterali (che non si chiudono e inquinano l’ambiente), comporta la modifica delle attuali infrastrutture e la creazione di molte opere che mancano. E’ necessaria una seconda rivoluzione industriale per combattere gli errori di omissione compiuti dalla prima.

Per produrre alimentazione, propone due soluzioni:

1) le serre foto sintetiche verticalizzate e meccanizzate, che utilizzerebbero terreno e compost biologico prodotto dal sistema SPAWHE, lavorate in automatico con carrelli attrezzati motorizzati come nell’industria manifatturiera, che affiancherebbero gli stagni biologici sovrapposti. Queste serre utilizzerebbero il CO2 recuperato dagli impianti termici come concime carbonico e acqua riciclata che non inquina le falde.

2) la colonizzazione degli oceani per mezzo del WELLING ARTIFICIALE, che è una specie di “MANNA” che non cade dal cielo ma è prodotta da opere d’ingegneria galleggianti, che apriranno un’immensità di cantieri navali (non produrranno navi ma piattaforme galleggianti rimorchiabili) e produrranno cibo senza arare la terra, seminare, irrorare pesticidi e produrre OGM.

 Dal 1° maggio al 31 ottobre 2015 si svolgerà a Milano EXPO 2015, un evento straordinario che coinvolgerà più di 140 paesi partecipanti e oltre 20 milioni di visitatori attesi da tutto il mondo. Il tema ufficiale sarà “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Ma, sebbene EXPO sia italiano e  SPAWHE un insieme di brevetti italiani, che trattano lo stesso argomento, SPAWHE sarà assente. Non importa se in questi brevetti si esprimono esperienze industriali e ambientali acquisite in una vita di lavoro. All’EXPO si parlerà soltanto delle tecnologie produttive delle singole aziende, mentre queste tecnologie, come i sistemi depurativi ed energetici dovrebbero essere affrontati con i sistemi globali della protezione dell’ambiente espressi da SPAWHE. Dal 1° maggio al 31 ottobre 2015 mentre si svolge EXPO la desertificazione delle terre avanza parallelamente all’acidificazione degli oceani e allo scioglimento dei ghiacciai. Nel frattempo il 19 maggio SPAWHE morirà perché l’inventore non ha i soldi per sostenere i brevetti. Per non farli morire basterebbe un milionesimo dei soldi sprecati nell’EXPO, dove certamente non si parlerà di protezione globale dell’ambiente. Se se ne parlerà, si farà in termini generici, senza entrare nel dettaglio delle soluzioni. Significa che dopo l’EXPO non ci sarà più nessuna traccia della protezione ambientale globale. I dettagli del sistema protettivo globale li espone soltanto SPAWHE, assente in Expo.

E’ molto difficile che comprendano queste soluzioni globali coloro che si occupano di soluzioni locali, che cambiano soltanto la forma dell’inquinamento disperdendone una parte nell’atmosfera e acidificando le acque trattate. Inoltre, oggi, la maggior parte dell’inquinamento non è catturato e nemmeno trattato, come ad esempio i fumi delle ciminiere, lo smog del traffico urbano, le acque di scolo agricolo e gli scarichi abusivi. Nel 2015 siamo ancora all’anno zero della protezione dell’ambiente, I ricercatori pubblici, che approfondiscono la conoscenza dei problemi, non osano proporre soluzioni, non essendo progettisti; le aziende specializzate in singoli settori tecnologici, si concentrano soprattutto sull’energie rinnovabili incentivate dai governi, ma che non interagiscono con i processi chimici e biologici che stanno acidificando e desertificando il pianeta. Persino l’energia biologica è un’altra opera incompiuta che si limita soltanto ad emettere CO2 biologico al posto di quello fossile. I progettisti privati sono impegnati a produrre un vastissimo mercato di macchine per il trasporto, il riscaldamento, il condizionamento, per la produzione energetica, ma non esistono le opere, meno commerciali, che dovrebbero progettare i progettisti pubblici, per recuperare i fumi, lo smog, il calore che le macchine emettono nell’ambiente. I progettisti pubblici si limitano a preparare capitolati di appalto incompleti, basandosi su uno stato dell’arte obsoleto degli impianti locali, rifiutandosi di apprendere lo stato dell’arte degli impianti globali che invece, si basano sulle sinergie tra tutte le tecnologie sviluppate nel mondo, soprattutto, quelle che non sono mai entrate nel mondo delle depurazioni e che farebbero da differenza moltiplicando per centinaia di volte la produttività della protezione ambientale, come ad esempio gli stagni biologici sovrapposti e le serre calcaree. Tutte barriere tra un settore e l’altro, che non sono state rimosse,  hanno consentito al mondo di produrre l’inquinamento industrialmente, insieme ai beni di consumo e mentre la protezione dell’ambiente è rimasta allo stato artigianale. Oggi è necessario organizzare il territorio come un’industria di produzione con tutti i collegamenti necessari: aerei, pneumatici, idraulici, meccanici. Come si può pensare di affidare la protezione dell’ambiente a poche professionalità che sebbene supportate dalle università locali, possono soltanto copiare lo stato dell’arte attuale, che come si è detto, è obsoleto e artigianale, molto lontano dai sistemi industriali. Per prima cosa è necessario stabilire dei criteri di progettazione ambientali GLOBALI applicabili industrialmente in tutti i settori, poi creare i collegamenti tra le varie attività e infine, arrivare all’unità centrale dove si terminano i processi iniziati nelle sezioni periferiche, senza soluzione di continuità, producendo, in ogni caso, sempre gli stessi elementi: aria depurata nelle sezioni periferiche e centrali; acque depurate e alcalinizzate nelle sezioni periferiche e centrali. Mentre nell’unità centrale si produrranno anche concimi naturali stabilizzati e compostati; energia biologica, abbinata a quella fossile. Deve essere creato un solo sistema energetico e depurativo. Le energie rinnovabili, soprattutto l’energia sommersa (che è anche depurativa) devono produrre la restante parte di energia. Solo quando è stato perfezionato l’intero sistema, si potrà utilizzare il sistema attuale delle gare di appalto affidate a società che non sviluppano tecnologie ambientali, ma eseguono semplicemente i lavori. Cosa fanno le centinaia di enti pubblici nel mondo che si occupano di ambiente e di energia? Che non hanno il tempo di rispondere a chi propone SPAWHE? 

Gli appalti delle opere pubbliche dovrebbero essere approvati da apposite commissioni soltanto quando sussiste il requisito della “TOTALITA’ PROTETTIVA”, che oggi non esiste in nessuna parte del mondo.

Un progetto privato deve avere gli stessi requisiti, oppure deve essere collegato a un progetto pubblico che abbia il requisito di “TOTALITA’ PROTETTIVA”, ovvero, la capacità di chiudere tutti i cicli antropici coinvolti. Per esempio, un quartiere urbano deve avere i requisiti di smaltire l’inquinamento delle ciminiere, del traffico urbano e delle acque di scarico. La stessa cosa deve avvenire per una zona industriale. Una città portuale o lacustre deve adottare sistemi energetici e depurativi che portano ossigeno nei fondali inquinati dai natanti e dagli scarichi abusivi. Sembrano tutte cose impossibili da fare. Invece sono possibili con le tecnologie attuali. Basta saper progettare gl’impianti. Le soluzioni sono su http://spawhe.eu e possono avere varie combinazioni e proporzioni, da dimensionare, caso per caso.

Purtroppo è più facile che comprenda il sistema SPAWHE chi ha creato e chi comprende l’utilità di internet, che gli addetti ai lavori dei settori energetici e depurativi, abituati a lavorare in compartimenti stagni. 

A un grande imprenditore, come Bill Gates, che ha concretizzato più di tutti le grandi opportunità di un sistema globale come INTERNET, SPAWHE non chiede di fare beneficenza ma di diventare il vero azionista di maggioranza, per creare l’internet dell’ambiente che eviti le attuali dispersioni di veleni nutrienti e di energie. Infatti, SPAWHE è come Internet, non può funzionare senza una rete di collegamenti strutturali, tra le attività umane, che consenta di riportare i minerali alla terra, i carbonati ai mari e zero emissioni nell’atmosfera. Ma se Bill Gates non è disponibile a interpretare se stesso anche per l’internet dell’ambiente, oppure non sarà informato di questa grande opportunità, che potrebbe consacrarlo ancora di più, positivamente, alla storia dell’umanità, anche altri imprenditori potrebbero entrare nella storia, con investimenti etici. Qualche imprenditore è interessato ai brevetti dell’energia idroelettrica sommersa, che ha caratteristiche più commerciali, Prima di vendere i gioielli di famiglia il sottoscritto spera di salvare la vera protezione dell’ambiente, che sono le sinergie tra le tecnologie esistenti. Probabilmente, è necessario dare un valore commerciale anche alle ambientali altrimenti lo stato dell’arte non avanza. Ma questo non lo può fare SPAWHE, lo devono fare i governi. Servono pochissimi soldi per internazionalizzare anche i quattro brevetti più recenti, ma per l’inventore sono tanti, se continua a essere sostenuto solo da persone che non hanno soldi, SPAWHE, muore in fasce. Non avranno vinto coloro che non rispondono. Avremmo perso tutti.

Probabilmente non è giusto brevettare i progetti di pubblica utilità, come le medicine ma le regole non le facciamo noi. Comunque, una cosa è certa, senza stimoli personali non può esserci progresso. Senza SPAWHE, la gente continuerebbe a pensare che l’inquinamento sia l’altra faccia della medaglia dello sviluppo industriale. Questo fanno pensare gli attuali sistemi depurativi applicati senza sinergie. Invece non è vero. La vita del sottoscritto trascorsa tra impianti industriali e ambientali sarebbe stata inutile se non fosse riuscito almeno a smentire questa ignobile bugia che fa comodo soltanto a chi vuole arricchirsi a spese dell’ambiente e della salute della gente, con la complicità di coloro che credono che la progettazione ambientale sia soltanto il dimensionamento degli impianti secondo regole prestabilite dai libri di testo e dalle normative non aggiornate.

Coloro che hanno creato Internet hanno lavorato da soli e senza mezzi economici, come il sottoscritto, Ma quando il mondo ha compreso l’importanza del sistema ha investito grandissimi capitali. L’applicazione del sistema SPAWHE richiede capitali molto superiori a quelli investiti in internet, perché non c’è nulla che possa viaggiare nell’etere gratuitamente, a parte l’inquinamento. Tutto quello che serve per chiudere correttamente i cicli del carbonio, fosforo, azoto, zolfo, si deve convogliate per mezzo di tubazioni idrauliche, pneumatiche, trasporti meccanici. Questo non deve essere visto come un limite. E’ invece un grande vantaggio, che consentirà di creare molti milioni di posti di lavoro nel mondo che altrimenti non si potrebbero creare. Se ci sarà lavoro per tutti anche il terrorismo troverà meno sostenitori. Il fanatismo nasce soprattutto dal desiderio di rivalsa di chi non avendo niente da perdere, non da nessun valore alla propria vita e a quella degli altri.

Tutti i paesi hanno diritto all’autonomia politica e religiosa ma non hanno diritto all’autonomia ambientale, avendo, tutti i paesi, in comune i venti, l’atmosfera, gli oceani. Pertanto dovrebbe esserci una competizione tra i paesi a studiare soluzioni ambientali complete che non possono essere le attuali fogne, depuratori, grandi centrali termiche, digestori, che lavorano mal collegati, o scollegati, e senza nessuna logica di protezione globale dell’ambiente. Invece, tra i paesi sovrani c’è una competizione tra chi nasconde meglio gli errori commessi nella gestione dell’ambiente. Persino gli scienziati vicini alle Nazioni Unite vogliono interrare il CO2 nel sottosuolo per salvare le grandi centrali termoelettriche, da sempre incompatibili con l’ambiente, non solo per l’inquinamento che producono, ma anche per il calore che disperdono, per i concimi naturali e per le acque alcaline che non aiutano a produrre, come potrebbero fare se fossero di minori dimensioni, posizionati al posto giusto, e collegati con altri impianti che agirebbero sinergicamente per non sprecare niente, non solo per rispettare principi economici, ma perché ogni spreco non controllato, o controllato male, non è altro che l’attuale inquinamento globale.

Abbiamo soltanto un mese di tempo per far nascere legalmente SPAWHE SPA, che potrebbe essere una società d’ingegneria, con capitale pubblico e privato che aiuta a progettare impianti completi industriali, agricoli, urbani, ambientali, energetici, con il requisito della TOTALITA’ PROTETTIVA. Ma la burocrazia pubblica dovrebbe restare fuori dalla gestione di SPAWHE perché la creatività degli inventori e dei progettisti non si deve imprigionare. Ma sembra che non ci sarà bisogno d’imprigionarla perché vincerà il silenzio e l’indifferenza. SPAWHE non nascerà.

Cresce abbastanza il numero dei visitatori del sito web http://www.spawhe, ma chi sono? Sono amici o nemici dell’ambiente? Se fossero tutti amici, avrebbero invitato gli altri amici a visitare il sito e il numero dei visitatori crescerebbe ancora più velocemente e SPAWHE avrebbe già trovato gli investitori (non benefattori) interessati a lasciare un mondo migliore ai figli e ai nipoti.

Luigi Antonio Pezone

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