Industrial systems to combat global warming,increase food, renewable energy. (Synergic Plants-Artificial Welling-Hydroelectric Energy and Sustainable Desalination) SPAWHE(SD)
Industrial systems to combat   global warming,increase food, renewable energy.  (Synergic Plants-Artificial Welling-Hydroelectric Energy and  Sustainable Desalination) SPAWHE(SD) 
Seconda lettera aperta di denuncia alle corti di Giustizia Internazionali su energia, ambiente ed economia sostenibile.
LA RIVOLUZIONE MONDIALE DEI TRASPORTI INDESIDERATA DAI COSTRUTTORI, DALLA SCIENZA, DAI GOVERNI E DA ALTRI.
Chi asserisce che l’energia non si può creare dal nulla, non comprende che l’aria compressa non è “il nulla”. Al contrario degli accumulatori di energia a batteria, l’aria compressa, si può imprigionare in un volume ristretto e far lavorare come una molla compressa, che trasmette la propria forza all’acqua incomprimibile, la quale fa circolare a senso unico una parte della stessa, entrando e uscendo dallo stesso volume, per mezzo di una pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante, che consente tale operazione spendendo pochissima energia, perché l’acqua, essendo incomprimibile, nella girante in rotazione, somma le due portate con una sola pressione,
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Seconda lettera aperta di denuncia alle corti di Giustizia Internazionali su energia, ambiente ed economia sostenibile.

LA RIVOLUZIONE MONDIALE DEI TRASPORTI INDESIDERATA DAI COSTRUTTORI, DALLA SCIENZA, DAI GOVERNI E DA ALTRI.

RIASSUNTO

Chi asserisce che l’energia non si può creare dal nulla, non comprende che l’aria compressa non è “il nulla”. Al contrario degli accumulatori di energia a batteria, l’aria compressa, si può imprigionare in un volume ristretto e far lavorare come una molla compressa, che trasmette la propria forza all’acqua incomprimibile, la quale fa circolare a senso unico una parte della stessa, entrando e uscendo dallo stesso volume, per mezzo di una pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante, che consente tale operazione spendendo pochissima energia, perché l’acqua, essendo incomprimibile, nella girante in rotazione, somma le due portate con una sola pressione, che è quella dell'aria compressa. Tuttavia, può produrre energia elettrica attraverso una turbina idraulica, con la parte dell’acqua che esce dal serbatoio pressurizzato sotto la spinta dell’aria compressa imprigionata che non si consuma. Poiché l’energia prodotta dalla turbina (che dipende dalla pressione dell’aria compressa) è centinaia di volte superiore a quella consumata dalla pompa (che ricicla l’acqua all’interno del volume accumulato), questo sistema è completamente autonomo energeticamente e necessita soltanto di una piccola batteria di avviamento, che fa aprire la elettrovalvola che alimenta l'acqua nella turbina con la forza dell'aria compressa. Ma questo sistema è molto più economico e pulito dei motori termici e delle auto a batteria e non può essere confrontato nemmeno con le auto che stanno introducendo sul mercato che funzionano con l’aria compressa (motori pneumatici) che consumando l’aria compressa accumulata in serbatoi, devono essere ricaricate consumando energia elettrica, come le auto a batteria e quindi, costano di più e hanno poca autonomia. Ovviamente, i generatori di corrente idroelettrica con il riciclo dell’acqua pressurizzata con l’aria compressa possono essere montati su tutti i mezzi di trasporto e di lavoro mobili, compresi i velivoli aerospaziali.  Dove, per viaggiare nell’atmosfera dobbiamo spostare grandissimi volumi di aria, creando il vuoto intorno al velivolo e sfruttare il principio di reazione di Newton. Mentre per viaggiare nello spazio è sufficiente solo la quantità di aria compressa, accumulata in serbatoi nel velivolo che si immette a piccole dosi nei turboventilatori elettrici di spinta. Ovviamente, il sistema di volo proposto per l’atmosfera terrestre è molto più sicuro di quello attuale, ma richiede energie molto superiori. Si può realizzare soltanto con un’energia che non costa niente e non produce inquinamento, come l’idroelettrico compresso.      

INTRODUZIONE

Le due invenzioni, che riguardano il trasporto mobile pulito e sostenibile terrestre ed aereo, che si possono trovare  agli indirizzi web  http://www.spawhe.eu/hydroelectric-power-auto-with-torque-peripheral-to-the-wheels/, e http://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/, e si possono scaricare in lingua inglese e italiana, sono contenute nella denuncia fatta dal sottoscritto alle corti di Giustizia internazionali, riportata integralmente, all’indirizzo web http://www.spawhe.eu/lettera-aperta-di-denuncia-alle-corti-di-giustizia-internazionali/, dove il sottoscritto dichiara che la scienza pubblica e le autorità dell’ambiente non fanno interamente il proprio dovere per far avanzare lo stato dell’arte della protezione dell’ambiente e dell’economia sostenibile, soprattutto, ignorando le invenzioni degli inventori privati, che non hanno mezzi economici per realizzare da soli le loro invenzioni di pubblica utilità ambientali, sociali energetiche. Altri importanti esempi di queste invenzioni trascurate si possono scaricare dal sito web http://www.spawhe.eu. Inoltre, Il sottoscritto, in tale lettera, denuncia   che l’attuale sistema dei brevetti nazionali e internazionale è sbagliato, perché lega la proprietà intellettuale alla proprietà industriale, costringendo gli inventori a vendere i propri brevetti al maggior offerente, mentre sarebbe più dignitoso per l’inventore  e utile all’intera società mondiale, rendere le invenzioni di pubblica utilità accessibili a tutti, riconoscendo agli inventori  i diritti di autore, come agli scrittori, musicisti, che depositano presso gli enti autorizzati le loro opere.  Infatti, un’invenzione, come un libro o una musica, per ragioni varie, può anche essere non compresa immediatamente dagli enti competenti, soprattutto se esiste il sospetto di conflitti di interesse da parte degli stessi organi pubblici coinvolti nella gestione delle invenzioni di pubblica utilità. Oggi, come è giusto, i diritti di chi scrive un libro non decadono anche se il libro trova l’editore, mentre quelli degli inventori decadono subito, appena l’inventore non paga le tasse di deposito e di mantenimento, a livello nazionale e internazionale, indipendentemente dal fatto che l’inventore abbia i mezzi per realizzare e commercializzare la propria invenzione.  Inoltre, le leggi attuali non distinguono tra brevetti di prodotti commerciali e di pubblica utilità. I legislatori mondiali non fanno nulla per agevolare queste ultime, anzi le ostacolano, pretendendo il pagamento di tasse non dovute a chi non aspira alla proprietà industriale, consapevole dell’importanza dell’invenzione a livello sociale. Per i legislatori L’inventore deve semplicemente pagare tasse di deposito e mantenimento dei brevetti che, soprattutto a livello internazionale, se le possono permettere soltanto gli enti di ricerca pubblici (perché le pagano i contribuenti) e le grandi aziende. Cosa c’entrano gli inventori privati in questo gioco di potere economico, che non hanno alle spalle aziende pubbliche e private?  Sarebbe assurdo se uno scrittore subisse queste angherie dal legislatore dopo essere stato umiliato dagli editori che non hanno nemmeno risposto all’invio del manoscritto. Ma nel caso degli inventori privati, queste angherie sono la realtà quotidiana. Se nessuno le ha denunciate, fino ad ora, è dovuto al fatto che sono pochi gli inventori privati che sviluppano progetti di pubblica utilità, che sono quelli più osteggiati dai poteri economici costituiti. Infatti, solitamente, gli inventori privati si concentrano su piccole invenzioni commerciali, dove è più semplice trovare finanziatori privati. Ma il sottoscritto che in una vita di lavoro ha accumulato esperienze trasversali di impiantistica industriale, ambientale ed energetica, non può proporre piccole invenzioni commerciali. Può proporre soltanto le invenzioni, che a suo parere, non hanno realizzato i grandi enti pubblici e privati mondiali.

Il settore dei trasporti è particolarmente delicato perché è praticamente, nelle mani di grandissime e potentissime aziende private. Tutte queste aziende, sono concentrate su una sola fonte energetica, dall’estrazione del combustibile ai complessi prodotti tecnologici del trasporto terrestre, marino, aerospaziale, a causa dal fatto che l’energia deve essere prodotta necessariamente a bordo del veicolo di trasporto, o di lavoro mobile (agricoltura, movimento terra).

Ma come scritto sopra, per il sottoscritto, non è vero che per produrre energia a bordo di un mezzo mobile, si debbano usare per forza combustibili ed energia termica. Non è mai stato vero dall’avvento dell’era industriale ma nessuno se ne è accorto. Purtroppo, il sottoscritto ha potuto studiare questa soluzione solo da pensionato, perché se lo avesse fatto prima non avrebbe potuto sostenere la propria famiglia.  Le invenzioni sostenibili nel settore dell’ambiente e dell’energia, nessuno le vuole se mettono in risalto errori pubblici e privati. Per questa ragione queste invenzioni le può fare soltanto un inventore senza padrone, ma a tutti fa comodo che non possa realizzarle e nemmeno sostenere economicamente la titolarità della proprietà intellettuale per leggi assurde, probabilmente, create appositamente.    

Le responsabilità degli enti pubblici di ricerca mondiali sono enormi, perché nonostante l’avanzare del riscaldamento globale, non hanno studiato sufficientemente soluzioni alternative a quelle delle aziende private.   In questi settori gli enti pubblici mondiali e i legislatori, si sono limitati a imporre maggiori dispositivi di filtrazione dell’aria, di sicurezza e anti inquinamento. Mentre, avrebbero potuto indagare di più sulla pulizia dell’energia fossile negli impianti fissi per mezzo della circolazione di acqua e aria insieme, come ha fatto il sottoscritto nel sistema SPAWHE. Tale sistema è stato snobbato perché scienza pubblica si è concentrata sul sistema C.C.S. (carbon capture and storage), che è un sistema contro natura, costoso, pericoloso e poco pratico, che è fallito dopo molti miliardi di dollari in prototipi e ricerche per individuare i siti di stoccaggio ideali nel sotto suolo del CO2, che praticamente non esistono. Invece, se avessero seguito la soluzione di Spawhe, non solo avrebbero risolto il problema della pulizia sostenibile dell’energia fossile, che non riguarda solo l’energia, ma anche l’industria dell’acciaio, gli inceneritori e tutte le ciminiere del mondo. Si sarebbero accorti, che in tale sistema, il costo maggiore era rappresentato dal sollevamento dell’acqua necessaria per la pulizia dei fumi nelle serre calcaree. Gli enti di ricerca pubblici mondiali, che sono tanti e ricchi di mezzi economici e tecnici, se avessero fatto gli stessi ragionamenti del sottoscritto per pulire l’energia fossile (che non hanno fatto), probabilmente, anche loro, gradualmente, come è avvenuto per il sottoscritto, sarebbero arrivati a individuare un nuovo modo di produrre energia mobile per mezzo dell’impiego di acqua e aria compressa. Il sottoscritto, alla fine delle proprie ricerche, con il senno di poi, ha pensato che poteva arrivare prima a questa soluzione, senza passare attraverso le inutili esperienze sulla pulizia dell’energia fossile che, ugualmente, nessun ente pubblico mondiale ha realizzato (facendo decadere brevetti nazionali e internazionali). Comunque, le vie del Signore sono infinite, e in un modo inaspettato, il sottoscritto si è trovato tra le mani un’energia potente come quella termica, ma con minori costi, che non produce un grammo di CO2, di SOx, NOx, di ossidi di piombo e polveri sottili.  Infatti, la potenza di un sistema energetico termico non è dovuta direttamente al calore, ma dalla pressione che lo scoppio produce nella camera di combustione. I gas inquinanti compressi trasmettono ai cilindri o alle turbine a gas la loro energia, che la trasmettono in vari modi alle ruote o alle eliche dei mezzi di trasporto, mentre i gas stessi, esaurita la loro funzione, sono espulsi nell’atmosfera (inquinando e riscaldando l’intero pianeta).  Lo stesso effetto energetico sui mezzi mobili lo possiamo ottenere, più o meno, con gli stessi ingombri abbinando acqua e aria compressa, perché se è vero che abbiamo bisogno dei volumi di acqua e di aria, è anche vero che non abbiamo bisogno del serbatoio dei combustibili. Soprattutto, il sistema, a prescindere dall’inquinamento e dal costo dei combustibile, è anche più economico negli altri componenti e di più semplice gestione. Infatti, l’aria compressa, senza arrivare alle alte temperature  delle camere di combustioni, può anche arrivare a pressioni superiori a quelle dello scoppio, perché nella fase di scoppio la camera di combustione si espande e la pressione si abbassa; mentre nell’idroelettrico compresso, la pressione esercitata  sulla superficie dell’acqua, è una pressione statica costante, ma produce energia  cinetica, con l’acqua  espulsa dal troppo pieno del serbatoio pressurizzato, che attraversa una turbina che la scarica alla pressione atmosferica,  da dove è ripresa e reinserita nel circuito di riciclo interno al serbatoio pressurizzato, per mezzo di una pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante. Questa, è l’unica invenzione che, ha la possibilità di aggirare la forza di gravità negli impianti idraulici aperti e chiusi.    Infatti, tale tipo di pompa unisce insieme due circuiti, di cui uno risparmia energia nella fase di recupero dell’acqua e l’altro produce il massimo dell’energia, sfruttando entrambi la stessa pressione statica sull’acqua; la quale agisce contemporaneamente all’ingresso della turbina e all’ingresso di una delle alimentazioni dalla pompa. La quantità di energia prodotta è proporzionale alla pressione del cuscino di aria del serbatoio pressurizzato anche se esercita soltanto una pressione statica sull’acqua incomprimibile che circola al di sotto, senza consentirne l’espansione.  Questo circuito, utilizzabile anche sui mezzi di trasporto per il piccolo ingombro consentito, consuma soltanto l’usura dei materiali che costituiscono le parti rotanti delle turbine, pompe, motori e alternatori.  Questi ultimi, tramite trasformatori, quadri di comando e inverter alimentano i motori elettrici che alimentano le pompe stesse e le ruote delle macchine terrestri, i turboventilatori aerospaziali, le eliche marine.    Dovrebbe essere logico fare la seguente riflessione: Se l’energia costa soltanto l’usura delle macchine che la producono, senza shock termici e sbalzi di pressione, non ha molto senso risparmiarla, soprattutto, nei mezzi aerospaziali. I quali per risparmiare energia si affidano, soprattutto agli studi aerodinamici, che spesso comportano equilibri precari dovuti al galleggiamento nell’aria che può subire improvvise turbolenze dovute alle variazioni climatiche (tra l’altro, in gran parte influenzate dall’inquinamento prodotto dagli stessi mezzi di trasporto termici).  I nuovi mezzi di trasporto invece di sfruttare l’aero dinamica, sfrutterebbero lo spostamento dell’aria intorno al velivolo e la spinta verticale di numerosi turboventilatori elettrici per sostenere i carichi in qualsiasi condizione di carico, di condizione atmosferica e di velocità orizzontale. Con il trasporto aereo che diventa sicuro ed economico, per gli spostamenti extra urbani non avrà senso investire in strade, ferrovie, gallerie, metropolitane, reti elettriche, distributori di carburante, petroliere, metanodotti e gasdotti.  Non avrà senso disboscare le foreste per creare i collegamenti tra gli insediamenti urbani.   Il mezzo più pratico economico e sicuro diventerà quello per via aerea. Infatti, progettando i velivoli con più produttori di energia che lavorano in parallelo e più tunnel di spinta che possono soddisfare qualsiasi condizione di carico, anche il guasto di un elemento energetico o di qualche tunnel di spinta, non potrà far precipitare il velivolo. Al massimo potrà ridurre le prestazioni in velocità e carico sostenibile. 

Io non so come reagiranno i costruttori di aerei e la NASA di fronte a questa proposta ma so già come hanno reagito i costruttori di auto e le autorità dell’ambiente e dell’energia di fronte alla proposta dell’auto idroelettrica avvenuta da oltre dieci mesi: Nessuna reazione, come se il problema non li riguardasse. Come tutte le altre proposte ambientali del sottoscritto. La poca trasparenza delle aziende private entro certi limiti, si può pure comprendere, ma quella della scienza pubblica è incomprensibile, soprattutto se è generalizzata e trasversale a tutti gli stati sovrani. Oltre tutto, io mi rivolgo ai Giudici delle Corti di Giustizia Internazionali, a cui invio anche questo articolo dopo avere già inviato un’apposita lettera di denuncia, con la seguente domanda: Non è un reato internazionale far circolare i mezzi di trasporto terrestri, marini e aerospaziali, che danneggiano l’ambiente, quando esiste un’alternativa tecnica perfettamente pulita, inesauribile, che è anche più economica e sostenibile? Chi ha il dovere di accertare questa verità?

 Io penso che la scienza pubblica mondiale abbia confuso il proprio ruolo, che non è quello di partecipare attivamente allo sviluppo scientifico e tecnologico delle aziende private (sviluppando e vendendo al maggior offerente brevetti di dettagli) ma quello di coordinare lo sviluppo generale, sviluppando progetti e brevetti strategici, sopra le parti, riservandosi soltanto la proprietà intellettuale e mettendoli a disposizione di tutte le aziende mondiali, per creare un vero modello di sviluppo che rispetta l’ambiente e crea un modello di sviluppo sostenibile. Ma questo non sta avvenendo, le mani destre delle varie discipline scientifiche pubbliche non sanno quello che fanno le mani sinistre, come se fossero tante aziende separate, al pari delle aziende private.

Nessuno si pone la seguente domanda: Come possono i legislatori legiferare correttamente se nel mondo intero si lavora in queste condizioni? Questa domanda, purtroppo, non se la pongono nemmeno i legislatori, i quali non possono comprendere problemi tecnici, che dovrebbero comprendere prima gli scienziati e i tecnici pubblici che progettano gli impianti pubblici e fanno le gare di appalto pubbliche. Nessuno si chiede, se sono sbagliati gli impianti pubblici dal punto di vista ambientale ed economico, come possono esser corretti quelli privati? I quali al massimo si adeguano alle normative pubbliche per non aumentare il costo di produzione. Quindi, il modello di sviluppo sostenibile e le invenzioni strategiche ambientali ed energetiche non possono venire dalle multinazionali che devono competere con altre multinazionali con i costi di produzione, ma lo devono creare le invenzioni pubbliche. Il sottoscritto, che in una via di lavoro, ha installato impianti industriali e ambientali progettati da altri, soprattutto pubblici, trovandoli tutti incompleti e non logici dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro globale, ha creduto suo dovere dedicare il proprio periodo di pensione  alla progettazione degli impianti globali strategici, che dovrebbero essere di competenza pubblica, ma non lo possono essere perché gli enti pubblici mondiali non sanno da che parte incominciare per progettare un impianto globale. Nessuno può progettare impianti globali (che sono contemporaneamente energetici e depurativi), se non si acquista la mentalità di ragionare globalmente e trasversalmente alle discipline scientifiche e tecnologiche, accorpando in un solo sistema diversi principi fisici, chimici, idraulici.     

Ovviamente, se le proposte del sottoscritto le avesse fatte un ente di ricerca pubblico mondiale, sarebbero state subito sperimentate e se veritiere, subito diventate leggi nazionali e internazionali. Ma essendo state fatte da un inventore privato, non hanno trovato interlocutori pubblici. Ovviamente, queste soluzioni non possono trovare nemmeno interlocutori tra le aziende private, perché, questi, le innovazioni ambientali le subiscono e le realizzano solo per imposizioni legislative.

Sappiamo tutti che sui mezzi di trasporto terrestri i dispositivi antinquinamento e di sicurezza devono essere imposti per legge (marmitte catalitiche, abs, cinture di sicurezza, airbag, eccetera). E’ praticamente impensabile che le case automobilistiche e quella del trasporto aereo, sostituiscano spontaneamente i motori termici con quelli idroelettrici pressurizzati, se le autorità mondiali dell’ambiente non lo impongono. Infatti, tutti sanno che gli investimenti fatti sui motori termici, non possono risolvere i vizi originali delle emissioni di CO2, né quelli del costo dei combustibili, tuttavia, le aziende automobilistiche, si limitano a introdurre ridicole e costose auto a batteria nei centri urbani, con il consenso degli enti pubblici, che non sanno trovare soluzioni migliori e tacciono su le proposte dei piccoli inventori, senza potere. Basta pensare a quanto ha denuncia to il sottoscritto nel seguente documento: http://www.spawhe.eu/european-environmental-competition/

La soluzione delle batterie è un altro spreco di risorse poiché non può certamente essere estesa ai mezzi di trasporto più pesanti, ai mezzi agricoli e di movimento terra, agli aerei e alle navi. La scienza privata è pubblica concentrandosi su energie non interattive che non sfruttano condizioni fisiche vantaggiose come la compressibilità dell’aria e l’incomprimibilità dell’acqua hanno sbagliato tutto, perché devono partire da zero nei processi di trasformazione dell’energia nucleare o a base di idrogeno, che in ogni caso, comportano dei reattori di dimensioni non compatibili con i sistemi di trasporto e di lavoro mobili.  

Dall’avvento dell’era industriale i grandi enti pubblici di ricerca e le grandi aziende sul piano ambientale, hanno sempre prodotto piccoli topolini e continuano a farlo, tuttavia, continuano a ignorare le invenzioni dei piccoli inventori privati. Essere un piccolo e isolato inventore, non significa essere inesperto dei grandi problemi ambientali. Piuttosto, è vero il contrario, perché i ragionamenti che portano alle soluzioni globali devono seguire una logica comune che solo una persona molto esperta può mettere insieme. L’alternativa sarebbe un gruppo di lavoro di esperti con esperienze diverse. Ma gli esperti per ragionare in sincronia devono lavorare insieme tutti i giorni per molto tempo. Nemmeno le Nazioni Unite hanno mai messo insieme un gruppo di lavoro del genere e si vede dalla assenza di progetti concreti dei vertici COP che sono già arrivati al numero 22. U.N. non hanno nessun progetto che assomigli minimamente al sistema SPAWHE. 

Se le autorità ambientali fossero state più disponibili al dialogo, non avrebbero costretto il sottoscritto a creare un sito web che parla delle sue invenzioni indesiderate sulla protezione dell’ambiente, che fin dall’inizio, hanno sempre proposto l’interattività tra acqua, aria, sia per depurare che per produrre energia. Tutte queste invenzioni di pubblica utilità non sono state inutili, perché sono la base di partenza per la produzione di energie interattive che gradualmente, elimineranno gli attuali depuratori delle acque, che lontani dalle città sprecano soltanto risorse con cicli incompleti e tardivi. Ma, soprattutto, porteranno a trasformare tutti gli impianti di sollevamento delle acque, che oggi, dopo i trasporti, sono la seconda spesa energetica mondiale, da consumatori di energia a produttori di energia rinnovabile. Molti inutili articoli sono stati scritti su questo argomento, come i seguenti:  http://www.spawhe.eu/from-efficient-purification-to-sustainable-energy/, http://www.spawhe.eu/relativty-and-technology-in-the-new-hydroelectric-energy/, che hanno preceduto l’energia idroelettrica pressurizzata con aria compressa che per i piccoli ingombri che consente può essere utilizzata in tutti gli appartamenti del mondo, producendo energia sufficiente al riscaldamento al polo nord e il raffrescamento nei deserti), ma soprattutto su tutti  mezzi di trasporto attuali.

E’ evidente che la scienza pubblica mondiale, non rispondendo su queste importanti invenzioni che sono andate avanti nonostante l’assenza del minimo finanziamento, ha dimostrato di non aver compreso il proprio importante ruolo. Il quale non è quello di oscurare le invenzioni degli inventori privati per sostenere le invenzioni delle multinazionali, ma quello di razionale a livello mondiale i sistemi energetici e depurativi mondiali, fissi e mobili. Quello che non hanno fatto loro è stato costretto a farlo il sottoscritto, perché, man mano che andavo avanti nelle mie soluzioni, mi rendevo conto che gli enti pubblici di ricerca mondiali, non avrebbero mai risposto e mai avrebbero fatto gli stessi ragionamenti per arrivare alla protezione globale dell’ambiente. Loro non hanno il metodo giusto di lavoro, che si apprende soltanto dopo aver trascorso una vita di lavoro a sviluppare dettagli di impianti diversi e a metterli insieme affinché tutti i cicli coinvolti si chiudono perfettamente. Per ironia della sorte, questo metodo di lavoro io l’ho appreso proprio nell’industria automobilistica, che oggi non mi risponde. Infatti, nell’industria automobilistica non si potrebbero produrre migliaia di auto al giorno se i cicli di lavoro non fossero perfettamente organizzati e incrociati tra di loro. Questo non è altro che il Taylorismo industriale, che ha ispirato al sottoscritto il Taylorismo ambientale, basato sull’incrocio dei cicli della fisica e della chimica naturale con l’aiuto della tecnologia.

 Se gli enti di ricerca pubblici mondiali avessero ragionato come il sottoscritto e sviluppato tutti i dettagli per chiudere i cicli, probabilmente, si sarebbero resi conto di quanto siano sbagliate le attuali centrali termiche, gli inceneritori i depuratori dell’acque dell’aria, che sono tutti da riprogettare di nuovo, e da posizionare al posto giusto. Solo posizionando gli impianti termici al posto giusto e abbinati alle gestioni delle acque si può stabilire con precisione la massima quantità di energia producibile. Non è possibile produrne di più. Ma loro non hanno fatto questi semplici ragionamenti. Che hanno portato il sottoscritto a triplicare teoricamente la dimensione degli impianti termici per neutralizzare secondo natura il ciclo del carbonio. Quindi gli enti di ricerca pubblica mondiali non potevano fare nemmeno il ragionamento successivo, che è il seguente: Negli impianti mobili non è possibile usare cicli termici perché, oltre che oneroso, è soprattutto ingombrante chiuderli completamente. La soluzione era ed è una sola, fin dall’avvento dell’era industriale, solo che arriva con un secolo e mezzo di ritardo: l’energia idroelettrica compressa, che le aziende private non avrebbero mai cercato, perché si copiano a vicenda, attenendosi con qualche furbizia alle normative per restare competitive. Loro non potevano immaginare che l’energia idroelettrica compressa è centinaia di volte più economica dell’energia fossile che inquina.  Chi ha confuso il proprio ruolo nella protezione dell’ambiente non avendo mai fatto dei ragionamenti completi, contemporaneamente energetici, depurativi, economici, sociali, non poteva concepire l’energia idroelettrica compressa, essendo rimasto all’energia idroelettrica con il salto idraulico, che richiede dighe, grandi bacini idrici e la fortuna di numerose piogge e nevi per alimentarle.  L’attuale modo di produrre energia idroelettrica con il flusso dell’acqua a senso unico e gli accumuli dell’acqua in montagna è un gravissimo danno all’umanità e all’ambiente perché l’acqua si deve gestire nelle valli per prevenire le siccità estive che diventano sempre più frequenti. Oltre tutto, con l’aria compressa possiamo produrre lo stesso effetto dei salti idraulici senza costruire costose e pericolose dighe. Tutto questo è avvenuto perché la scienza pubblica mondiale si è sempre rifiutata di fare ragionamenti semplici ma completi.  

Di fronte a questi assurdi silenzi mondiali, al sottoscritto, non è restato altro che andare avanti fino in fondo, sperando di trovare almeno qualcuno con la facoltà di ragionare correttamente nel mondo dell’ambiente e dell’energia mondiale, o che, almeno la Giustizia Internazionale, voglia fare chiarezza, accertando nell’ordine: la validità delle invenzioni; riconoscere all’inventore la proprietà intellettuale delle stesse; metterle a disposizione di tutte le aziende mondiali in grado di realizzarle per recuperare il tempo perduto; concedere incentivi fiscali a chi investe nei nuovi  sistemi  energetici, depurativi, che proprio perché si basano su ragionamenti semplici e completi si possono applicare anche sui mezzi di trasporto di tutti i tipi senza  danneggiare l’ambiente e migliorando  la sicurezza dei passeggeri. 

Tuttavia, i legislatori mondiali, che hanno incentivato le attuali energie rinnovabili, con bassi rendimenti e discontinue nelle prestazioni, stanno dimostrando di non avere la stessa solerzia nell’accettare e legiferare queste invenzioni, certamente più incisive nei confronti della protezione dell’ambiente e vantaggiose per l’economia. Oltre tutto, le attuali rinnovabili, non possono essere montate sui mezzi di trasporto. Possibile che abbiamo delle autorità mondiali che non comprendono che l’energia idroelettrica compressa non è soltanto un sistema energetico, ma anche un potentissimo sistema depurativo e di prevenzione ambientale nelle installazioni fisse sul territorio?  Di quali consulenti scientifici si servono gli statisti mondiali? Infatti, con l’energia idroelettrica compressa è possibile eliminare senza costi le emissioni di CO2, le degenerazione dei liquami nelle fogne, la radioattività delle scorie nucleari, prevenire le alluvioni, l’inquinamento dei pozzi e dei bacini, il costo elevato delle dissalazioni. Perché senza costi? se è necessario rottamare tutti gli impianti energetici e depurativi attuali? Infatti, la rottamazione degli impianti attuali è il costo maggiore che dobbiamo sostenere, ma non pagando combustibili e di gran parte delle depurazioni e riducendo anche i costi dei futuri impianti che si semplificano al 100%, gli investimenti fatti rientreranno rapidamente e ci sarà una più equa ripartizione della ricchezza, perché le opere energetiche posizionate sul territorio saranno di piccole e medie dimensioni e quindi alla portata di piccole e medie imprese. Mentre l’industria dei trasporti avrà bisogno di meno infrastrutture, perché gran parte delle merci viaggerà per via aerea, ringraziando la densità dell’aria, la sua comprimibilità e la incomprimibilità dell’acqua e soprattutto il circuito idroelettrico pressurizzato che consente all’acqua scaricata dalle turbine che producono energia, di essere inserita di nuovo nel circuito pressurizzato senza costi energetici.  Questo circuito ci consente di sprecare energia che costa soltanto l’usura dei materiali per far sollevare i velivoli e il loro carico, creando una depressione dell’aria nella direzione di marcia e una maggior pressione dal lato opposto (terzo principio di Newton) per mezzo di centinaia di turbo ventilatori inseriti in tunnel di spinta verticali e orizzontali, strategicamente distribuiti sul contorno parallelepipedo del velivolo stesso e addirittura attraversandolo verticalmente per incrementare la spinta verticale. Questo spreco di energia che costerà molto poco, ci consentirà, come scritto sopra, di risparmiare gran parte delle attuali strade, ferrovie, gallerie. Gli stessi aeroporti saranno diversi perché i velivoli decolleranno e atterreranno verticalmente, come le astronavi che vediamo nei film di fantascienza, ma senza energia nucleare, bensì, semplicissima energia prodotta con acqua e aria compressa a totale riciclo.            

Purtroppo, sembra che le istituzioni mondiali abbiano più paura di dare ragione a un semplice pensionato, che di gioire di fronte alla prospettiva di salvare l’ambiente e l’economia mondiale con delle soluzioni logiche razionali che non hanno bisogno di formule segrete per essere in breve tempo sperimentate e realizzate. Le tecnologie esistenti sono più che sufficienti per iniziare a realizzare i primi prototipi.  Poi sarà necessario affinare le tecniche di costruzione e alleggerire i materiali, come è avvenuto sugli attuali mezzi di trasporto, che hanno sbagliato soltanto la fonte energetica.   L’unico difetto di queste invenzioni è quello di non essere state prodotte dai centri di potere mondiali. Ma questo potrebbe essere un vantaggio per tutti, perché tutti hanno bisogno di un bagno di umiltà. Soprattutto i servitori degli stati che si comportano da padroni, invece hanno commesso errori banali e grandissimi. La storia è piena di errori politici dei grandi uomini. Sarebbe ora di mettere in risalto anche quelli scientifici e dell’economia globale.

Le invenzioni riportate sul sito web http://www. SPAWHE.eu, rispetto alle attuali invenzioni energetiche e depurative, hanno la caratteristica della globalità, nel senso che possono essere applicate dappertutto, senza interferire con gli altri sistemi esistenti. Sono invenzioni di pubblica utilità basilari che arrivano con molto ritardo e devono essere messe a disposizione di tutte le aziende del mondo, piccole e grandi. Se vorranno, le Corti di Giustizia Internazionali, potranno trovare il modo per riconoscere al sottoscritto la proprietà intellettuale di queste invenzioni. Potranno anche indagare sulle ragioni per le quali c’è stato il silenzio mondiale su queste soluzioni che non sono maturate in un giorno ma in undici anni di lavoro di cui, gli ultimi sette anni sono stati pieni di pubblicazioni e invocazioni di aiuti pubblici e privati, che non sono mai arrivati per poter procedere almeno a qualche sperimentazione.  Quindi, se qualcuno avesse voglia di fare il professore dicendo che qualcosa potrebbe non funzionare, sarebbe ora che uscisse allo scoperto, invece di nascondersi dietro ai silenzi. Io non ho nessun dubbio su quello che scrivo, ma sono sempre un essere umano e posso anche aver commesso qualche errore. Come a tutti, mi sarebbe piaciuto agire nel silenzio, collaborando con tutti, sperimentare ogni cosa e far vedere direttamente i prototipi funzionanti, ma questo non mi è stato concesso in nessuna della numerose invenzioni. Purtroppo, a parere del sottoscritto, provvedimenti legislativi senza senso, come quello che consente il commercio dei brevetti pubblici, ha creato una linea di scambio privilegiata tra gli enti di ricerca pubblici e le aziende private, che non si può ritenere democratico. Per questa ragione, agli inventori privati, di fatto, è stata rubata la proprietà intellettuale. Gli inventori pubblici non ne risentono perché le tasse di deposito e mantenimento le pagano i contribuenti. Non ne risentono nemmeno le grandi aziende private che scaricano le tasse sui brevetti dagli oneri fiscali. Ma è assurdo e paradossale che un pensionato che produce brevetti di pubblica utilità debba essere isolato dalle istituzioni pubbliche, pagare tasse non dovute, che non può nemmeno scaricare dalle tasse, e non ricevere il riconoscimento reale della proprietà intellettuale (che ricevono scrittori e musicisti), se le sue invenzioni superassero, dopo alcuni anni, i muri dei silenzi pubblici e privati. Le ragioni per le quali il sottoscritto ha insistito a battersi ugualmente contro questo ingiusto sistema globalizzato, è il fatto che egli è certo di non proporre delle semplici invenzioni, ma un modello di sviluppo alternativo attraverso una serie di invenzioni tra loro collegate che non può restare incompreso per sempre, se è vero che l’uomo è un essere capace di ragionare anche individualmente.  L’intero sistema SPAWHE (Synergic plants, Atificial Welling, Hydroelectri energy), attende giustizia. Ossia, il sistema globale energetico depurativo, interattivo protettivo dell’ambiente e dell’economia sostenibile, che in assenza delle energie miracolose promesse e non fornite dalla scienza ufficiale, nonostante i miliardi spesi, esprime anche le potenzialità di farci viaggiare senza combustibili sul pianeta Terra e nello spazio senza un dollaro di spesa pubblica, ma soltanto ragionamenti fatti con il buon senso del padre di famiglia, dopo una modesta vita di lavoro nella grande industria e nelle piccole aziende, dove è importante  sia l’organizzazione del lavoro che non sprecare niente.  Queste cose fondamentali, che hanno trascurato tutti gli impianti pubblici mondiali, che sono frammentati e divisi dalle varie ramificazioni della scienza, senza portare a termine nessun ciclo completo. Sia energetico che depurativo.  

Mentre, concludevo questo articolo, per pura combinazione, ho ricevuto il rapporto di ricerca dell’ufficio brevetti europeo, riguardante l’auto idroelettrica: riconoscono al mio brevetto le caratteristiche di “Novità”e di “Applicabilità Industriale”, ma non le caratteristiche di “Inventività”. Sebbene, il sottoscritto, abbia già deciso di non partecipare più al gioco dei brevetti con centri di potere che non giocano lealmente, fino a quando, i Giudici Internazionali non interverranno, cambiando le regole. Avendo già sessantotto anni, difficilmente produrrò altre invenzioni, né tantomeno continuerò a pagare tasse non dovute, senza percepire redditi dovuti alle mie invenzioni. Né estenderò i miei brevetti a livello internazionale, perché la proprietà intellettuale (non industriale) è già internazionale di diritto, ma senza compenso solo per gli inventori.  Tuttavia, voglio precisare che “l’inventività” secondo l’articolo 33 (3) PCT delle norme internazionali, dice testualmente: “Ai fini dell'esame preliminare internazionale, un'invenzione rivendicata è considerata implicante di un'attività inventiva se, vista la tecnica nota, non è evidente per una persona esperta l'arte”. Infatti, per il sottoscritto, gli esaminatori non possono comprendere questa invenzione facendo riferimento alla tecnica nota, ma a quella non nota, che è stata sviluppata dal sottoscritto in altri depositi di brevetto, precedenti e paralleli.  Come fanno gli esaminatori dei brevetti, a considerarsi esperti dello stato dell’arte se gli impianti che producono energia con il riciclo dell’acqua pressurizzata con aria compressa non esistono, né in versione fissa né mobile? Infatti, senza le pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, concepite dal sottoscritto (con i setti divisori del flussi di acqua che arrivano fin dentro la girante), non esistono circuiti idraulici progettati correttamente dal punto di vista energetico, proprio perché agli inventori di tali impianti è mancata l’inventiva di ragionare diversamente rispetto alla consuetudine generale, usata dai professori e dai progettisti. Per il sottoscritto, i principi di Torricelli, Bernoulli, Pascal, Newton, Henry, Dalton, non vanno usati singolarmente, in impianti a senso unico, aperti o chiusi, ma usati proprio con l’inventiva, che si nega, incrociandoli tra loro e applicandoli alla tecnologia esistente e modificando le macchine per creare impianti sempre più efficienti.    Resta, comunque un mistero comprendere quali ragionamenti burocratici facciano gli esaminatori dei brevetti a non riconoscere l’inventiva a qualcosa che nasce solo virtualmente dopo 150 anni di dominio termico e che non trova finanziamenti proprio perché, come prescrive l’articolo 33 (3) PCT delle regole brevettuali internazionali, non è facilmente comprensibile dagli esperti dell’arte. Le vittime principali del sistema dei brevetti sono proprio gli inventori privati che si occupano di impianti di pubblica utilità, che tutti fanno finta di non comprendere, fino a quando gli inventori non rinunciano per assenza dei soldi necessari al pagamento di tasse che gli altri autori di opere intellettuali, non sono tenuti a pagare. Infatti, se proprio queste tasse si devono pagare, perché, per ragioni sconosciute, i legislatori mondiali, non vogliono separare la proprietà intellettuale da quella industriale, le tasse degli inventori dovrebbero essere congelate, senza che il brevetto decada, fino al momento che qualcuno non ne rileva la proprietà industriale, che è quella che crea il profitto e che deve essere tassata. 

C’è voluta la pazienza di Giobbe per studiare le varie applicazioni protettive dell’ambiente di SPAWHE, che possono coprire tutte le attività umane in tutte le latitudini e altitudini del mondo e a tutte le ore del giorno e della notte, attuabili mentre si produce energia. Questo è tutto il contrario della società attuale, dove è stato insegnato che l’inquinamento è il rovescio della medaglia del progresso scientifico e tecnologico. Questo tipo di insegnamento e i silenzi complici della scienza pubblica e dei legislatori, hanno sviluppato una società efficiente solo apparentemente, come un castello costruito sulla sabbia. Ma questo paragone non regge, perché la sabbia almeno non inquina, come l’energia fossile e non è radioattiva come quella nucleare. L’energia ideale è quella interattiva, che non ha cercato sia la scienza pubblica che quella privata. Questa è la migliore, non solo perché ossigena l’acqua, ma anche perché consente di aggirare la forza di gravità e di pressione nella fare di produzione energetica, conseguentemente, consente di vincere la gravità stessa per viaggiate nell’atmosfera e nello spazio con l’energia che costa solo l’usura dei materiali che la producono riciclando acqua e aria compressa senza consumarle. Dovrebbe essere ovvio che questo sistema può portarci ad abbinare la produzione di energia idroelettrica compressa alla creazione di satelliti artificiali nei quali potremmo coltivare i cicli naturali dell’ossigeno, azoto e carbonio, consentendo all’uomo di esplorare con calma l’universo senza distruggere la base di partenza: Pianeta Terra. Dove è la scienza vera? dove la vera giustizia e la vera economia globale? Al sottoscritto che non riceve risposte dalle istituzioni pubbliche e private da molti anni su questo tipo di domande, sembra di vivere in un grande cast di attori, dove tutti sono pagati, non per lavorare seriamente, ma per recitare la loro parte, pagati dai datori di lavoro pubblici e privati, senza che nessuno conosca il regista e l’intero copione di questa grandissima finzione.  Viene in mente il film  di Peter Weir con Jim Carrey del 1998, dal titolo  “Truman Show” , dove il protagonista  scopre che i primi trent'anni della sua vita nella comunità suburbana di Seahaven, sono una gigantesca  soap opera allestita in uno studio televisivo grande come un'intera regione, di cui è l'unica persona vera filmata da telecamere invisibili. Tutti gli altri sono attori, compresi quelli che ha sempre creduto i propri genitori. La realtà della classe dirigente mondiale, politica, scientifica, economica, legislativa, ha superato la fantasia di questo film, organizzando a livello mondiale le nostre vite, non per difenderci, dai nostri errori, in virtù delle loro maggiori capacità di selezionare le soluzioni migliori, ma per imporci sistemi inquinanti e inefficienti, raccontandoci mezze verità scientifiche, politiche economiche, che sono peggiori delle bugie. Tacendo sulle invenzioni sostenibili e non finanziandole per non smentire le invenzioni che hanno sempre portato avanti, che seguono una logica miope, che non vede il futuro e nemmeno gli errori del passato, perché dagli errori avrebbero dovuto imparare a correggere le progettazioni, come ha fatto il sottoscritto nel sistema SPAWHE. Come ho scritto, nella precedente lettera aperta alle Corti di Giustizia internazionale, il sottoscritto da pensionato, virtualmente, ha sostituito i Giudici Internazionali, eliminando tutti i sistemi energetici e depurativi attuali salvando soltanto le tecnologie e creando, a grandi linee un modello di sviluppo alternativo, che potrebbe funzionare, descritto su http://www.spawhe.eu. So bene che I Giudici Internazionali, nella realtà, non possono avere tale potere, ma so anche che quel poco che possono fare, lo devono fare finché sono in carica, non possono farlo da pensionati, come ha fatto il sottoscritto. Tuttavia, dal lavoro del sottoscritto, possono comprendere come si progettano gli impianti ambientali ed energetici, fissi e mobili, negli interessi di tutti. Io invito i giudici a indagare sulla funzionalità di questi impianti perché, nessuno scienziato mondiale, pubblico o privato ha mai voluto il confronto. Se qualcuno, per il rispetto dovuto alla loro importante funzioni, farà delle osservazioni, me lo facciano sapere, provvederò a fare qualche modifica, nei limiti delle mie modeste possibilità intellettive ed economiche, fino a quando, continuerò a essere solo in questa impresa.  Mentre concludo questo articolo lo inserisco nel sito web, leggo che i visitatori della Home Page sono 12.580. E’ chiaro che sono pochissimi in rapporto alla popolazione mondiale di oltre sette miliardi di persone. Ma è anche vero che solo una piccolissima percentuale di persone può entrare nei dettagli delle soluzioni energetiche e depurative, anche se tutti ne parlano e tutti sembrano avere delle buone soluzioni. Nella realtà, nessuno entra nel dettaglio delle soluzioni alternative mai realizzate, perché nessuno è autorizzato a farlo, se rappresenta un’azienda pubblica o privata che lavora in questi settori. Solo gli amministratori delegati possono intervenire sulle discussioni strategiche dell’economia, dell’ambiente e dell’energia mondiale.  Tutti gli altri fanno soltanto rumore e non si assumono le responsabilità di sostenere apertamente le soluzioni alternative, soprattutto, le associazioni ambientali, i sindacati, le associazioni no profit, le associazioni religiose e via di seguito. Cosa ci rimettono a battersi per pretendere le sperimentazioni alternative? Se non addirittura a finanziarle? Se non vogliono farsi scoprire, possono farlo anche in segreto senza comunicare al mondo che credono alle soluzioni di un pensionato e non a quelle della scienza ufficiale. Sul sito web http://www.spawhe.eu ci sono tutti gli elementi per verificare le invenzioni senza giocarsi ufficialmente la reputazione. Il Truman Show mondiale, non riguarda soltanto i potenti, ma anche gli oppositori.             

Cordiali saluti

Luigi Antonio Pezone.      

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