Riassumere in un articolo le analogie tra le forze energetiche dell’universo e le delicatissime forze della fluidodinamica terrestre può sembrare un’impresa impossibile, poiché la grande scienza, compresa quella di Einstein, si è fermata agli effetti nucleari, termodinamici ed elettromagnetici. Non si è addentrato nei dettagli dell’organizzazione dei lavori sul territorio, come invece fu costretto a fare io stesso per svolgere al meglio il suo lavoro di progettista e installatore di impianti antropici. Purtroppo, sembra che ancora oggi nessuno voglia approfondire questi dettagli. Nemmeno coloro che protestano contro l’incredibile e irreversibile aumento delle bollette energetiche mondiali, mentre la pandemia di coronavirus non è ancora stata sconfitta. Tutti i nodi di un modello di sviluppo terrestre errato stanno giungendo al culmine, ma tutti distolgono lo sguardo per evitare di assumersi responsabilità personali e collettive. La scienza mondiale ha commesso molti errori, ma ha anche fatto scoperte e invenzioni importantissime. Credo che la colpa maggiore sia da attribuire alla mancanza di coordinamento da parte dei governi mondiali di ogni epoca, che non hanno mai organizzato il lavoro e la ricerca a livello globale per scopi pacifici, entrando in tutti i dettagli con rigore scientifico. Scienziati e inventori non coordinati da uomini di pace sono come schegge impazzite. Se i politici e i governi di tutto il mondo fossero stati uomini di pace e avessero svolto bene il loro lavoro, avrebbero sempre scelto la soluzione migliore, tenendo conto dello stato dell’arte della scienza, della tecnologia e dell’organizzazione scientifica del lavoro. Sarebbe stato impossibile causare il riscaldamento globale e distruggere gran parte della biodiversità terrestre, poiché le soluzioni corrette sarebbero emerse spontaneamente, non per opera di grandi geni, ma di persone comuni, come me, che lo ho dimostrato attraverso la filastrocca SPAWHE.eu, sconosciuta e indesiderata dalla scienza attuale e dalle attuali potenze della Terra. Non è un caso che la scienza della Terra attuale creda ancora che il moto perpetuo non sia possibile, mentre, secondo l’astrofisica, “l’Universo funziona a energia zero”. Non è la stessa cosa, perché l’energia si sviluppa e viene consumata all’interno dell’universo. Purtroppo, l’astrofisica non ha compreso, come me, attraverso lo studio globale dell’organizzazione scientifica del lavoro, che siamo privilegiati sul pianeta Terra. Abbiamo un eccesso di energia grazie alla forte forza gravitazionale locale, che non è conveniente per realizzare il moto perpetuo, poiché possiamo estrarre tutta l’energia di cui abbiamo bisogno dall’ambiente terrestre. Che non solo è pulito, ma addirittura purifica l’ambiente scambiando ossigeno tra l’acqua, l’aria e gli elementi organici e inorganici della terra. Possiamo anche riprodurre questa energia nello spazio, sia per ricostruire gli ambienti in cui vivranno gli umani, sia per creare i motori lineari globali che saranno in grado di sommare la spinta di Newton e Lorentz,ma sarà anche possibile catturare lo spazio polveroso che contiene tutte le sostanze minerali per integrare la nutrizione umana e la costruzione di pezzi di ricambio tecnologici necessari per l’uso quotidiano e per il trasporto spaziale. È tutta una questione di corretta progettazione degli impianti antropici, che deve includere lo sfruttamento interattivo di principi fisici, biochimici e biologici, che fino ad ora sono stati esclusi dalla scienza e dalla tecnologia terrestri per preservare l’attuale modello di sviluppo nato dalle energie belliche delle due guerre mondiali del secolo scorso. Leggendo il libro di Stephen Hawking “Da Bang Bang ai buchi neri” mi ha sorpreso che le parole più frequenti usate dal compianto grande scienziato fossero le seguenti: “principio di indeterminazione”. Questo principio esprime l’impossibilità di determinare teoricamente i valori delle variabili energetiche e ambientali che interagiscono nell’universo. Di conseguenza, gli osservatori scientifici non possono scegliere quale misura privilegiare e non possono conoscere il comportamento di altre variabili interagenti a livello globale. Pertanto, formulare ipotesi realistiche sulle origini dell’universo è molto complicato, se non impossibile. Ma per me, anche se fossimo in grado di conoscere con precisione le vere origini dell’universo, non è certo che questa conoscenza sarebbe utile per far progredire lo stato dell’arte dell’esplorazione spaziale. Se, come ha dimostrato Heisemberg, non è possibile determinare con precisione due variabili correlate della stessa particella, come velocità e quantità di moto, non è possibile prevedere gli effetti ambientali di migliaia o milioni di particelle che interagiscono simultaneamente nell’ambiente, per di più a temperature e pressioni molto diverse, come nel caso delle esplosioni nucleari e dei buchi neri. Nel capitolo 8, intitolato “L’origine e il destino dell’universo”, Hawking spiega che l’energia totale dell’universo è pari a zero, poiché l’energia positiva della materia è bilanciata dall’energia gravitazionale, che è negativa. Pertanto, l’universo non viola il principio di conservazione dell’energia. Facendo delle ricerche su internet ho scoperto che questa teoria è condivisa dai principali astrofisici del mondo. Pertanto, io, che da alcuni anni propongo invenzioni che estraggono energia sostenibile proprio dalla forza gravitazionale, mi chiedo: “Perché la scienza astrofisica ipotizza teorie spaziali a energia zero e tace su soluzioni terrestri concrete, anch’esse a energia zero, facilmente dimostrabili con le tecnologie esistenti, semplicemente progettando diversamente macchine e impianti, senza complicare le cose con reattori nucleari, ma anche con combustibili, che non sono gratuiti?”sono stati esclusi dalla scienza e dalla tecnologia terrestre per preservare l’attuale modello di sviluppo nato dalle energie belliche delle due guerre mondiali del secolo scorso. Leggendo il libro di Stephen Hawking “Da Bing Bang ai buchi neri”, mi ha sorpreso che le parole più frequenti usate dal compianto grande scienziato fossero il seguente “principio di indeterminazione”. Questo principio esprime l’impossibilità di determinare teoricamente i valori delle variabili energetiche e ambientali che interagiscono nell’universo. Di conseguenza, gli osservatori scientifici non possono scegliere quale misura privilegiare e non possono conoscere il comportamento di altre variabili interagenti a livello globale. Pertanto, formulare ipotesi realistiche sulle origini dell’universo è molto complicato, se non impossibile. Ma per me, anche se fossimo in grado di conoscere con precisione le vere origini dell’universo, non è certo che questa conoscenza sarebbe utile per far progredire lo stato dell’arte dell’esplorazione spaziale. Se, come dimostrato da Heisemberg, non è possibile determinare con precisione due variabili correlate della stessa particella, come velocità e quantità di moto, non è possibile prevedere gli effetti ambientali di migliaia o milioni di particelle che interagiscono simultaneamente nell’ambiente, per di più a temperature e pressioni molto diverse, come accade nelle esplosioni nucleari e nei buchi neri. Nel capitolo 8, intitolato “L’origine e il destino dell’universo”, Hawking spiega che l’energia totale dell’universo è pari a zero, poiché l’energia positiva della materia è bilanciata dall’energia gravitazionale, che è negativa. Pertanto, l’universo non viola il principio di conservazione dell’energia. Facendo delle ricerche su internet ho scoperto che questa teoria è condivisa dai principali astrofisici del mondo. Pertanto, io, che da alcuni anni propongo invenzioni che estraggono energia sostenibile proprio dalla forza gravitazionale, mi chiedo: “Perché la scienza astrofisica ipotizza teorie spaziali a energia zero e tace su soluzioni terrestri concrete, anch’esse a energia zero, facilmente dimostrabili con le tecnologie esistenti, semplicemente progettando diversamente macchine e impianti, senza complicare le cose con reattori nucleari, ma anche con combustibili, che non sono gratuiti?”sono stati esclusi dalla scienza e dalla tecnologia terrestre per preservare l’attuale modello di sviluppo nato dalle energie belliche delle due guerre mondiali del secolo scorso. Leggendo il libro di Stephen Hawking “Da Bing Bang ai buchi neri”, mi ha sorpreso che le parole più frequenti usate dal compianto grande scienziato fossero il seguente “principio di indeterminazione”. Questo principio esprime l’impossibilità di determinare teoricamente i valori delle variabili energetiche e ambientali che interagiscono nell’universo. Di conseguenza, gli osservatori scientifici non possono scegliere quale misura privilegiare e non possono conoscere il comportamento di altre variabili interagenti a livello globale. Pertanto, formulare ipotesi realistiche sulle origini dell’universo è molto complicato, se non impossibile. Ma per me, anche se fossimo in grado di conoscere con precisione le vere origini dell’universo, non è certo che questa conoscenza sarebbe utile per far progredire lo stato dell’arte dell’esplorazione spaziale. Se, come dimostrato da Heisemberg, non è possibile determinare con precisione due variabili correlate della stessa particella, come velocità e quantità di moto, non è possibile prevedere gli effetti ambientali di migliaia o milioni di particelle che interagiscono simultaneamente nell’ambiente, per di più a temperature e pressioni molto diverse, come accade nelle esplosioni nucleari e nei buchi neri. Nel capitolo 8, intitolato “L’origine e il destino dell’universo”, Hawking spiega che l’energia totale dell’universo è pari a zero, poiché l’energia positiva della materia è bilanciata dall’energia gravitazionale, che è negativa. Pertanto, l’universo non viola il principio di conservazione dell’energia. Facendo delle ricerche su internet ho scoperto che questa teoria è condivisa dai principali astrofisici del mondo. Pertanto, io, che da alcuni anni propongo invenzioni che estraggono energia sostenibile proprio dalla forza gravitazionale, mi chiedo: “Perché la scienza astrofisica ipotizza teorie spaziali a energia zero e tace su soluzioni terrestri concrete, anch’esse a energia zero, facilmente dimostrabili con le tecnologie esistenti, semplicemente progettando diversamente macchine e impianti, senza complicare le cose con reattori nucleari, ma anche con combustibili, che non sono gratuiti?”Formulare ipotesi realistiche sull’origine dell’universo è molto complicato, se non impossibile. Ma per me, anche se fossimo in grado di conoscere con precisione le vere origini dell’universo, non è certo che questa conoscenza sarebbe utile per far progredire lo stato dell’arte dell’esplorazione spaziale. Se, come ha dimostrato Heisemberg, non è possibile determinare con precisione due variabili correlate della stessa particella, come velocità e quantità di moto, non è possibile prevedere gli effetti ambientali di migliaia o milioni di particelle che interagiscono simultaneamente nell’ambiente, per di più a temperature e pressioni molto diverse, come nel caso di esplosioni nucleari e buchi neri. Nel capitolo 8, intitolato “L’origine e il destino dell’universo”, Hawking spiega che l’energia totale dell’universo è pari a zero, poiché l’energia positiva della materia è bilanciata dall’energia gravitazionale, che è negativa. Pertanto, l’universo non viola il principio di conservazione dell’energia. Facendo delle ricerche su internet ho scoperto che questa teoria è condivisa dai principali astrofisici del mondo. Pertanto, io, che da alcuni anni propongo invenzioni che estraggono energia sostenibile proprio dalla forza gravitazionale, mi chiedo: “Perché la scienza astrofisica ipotizza teorie spaziali a energia zero e tace su soluzioni terrestri concrete, anch’esse a energia zero, facilmente dimostrabili con le tecnologie esistenti, semplicemente progettando diversamente macchine e impianti, senza complicare le cose con reattori nucleari, ma anche con combustibili, che non sono gratuiti?”Formulare ipotesi realistiche sull’origine dell’universo è molto complicato, se non impossibile. Ma per me, anche se fossimo in grado di conoscere con precisione le vere origini dell’universo, non è certo che questa conoscenza sarebbe utile per far progredire lo stato dell’arte dell’esplorazione spaziale. Se, come ha dimostrato Heisemberg, non è possibile determinare con precisione due variabili correlate della stessa particella, come velocità e quantità di moto, non è possibile prevedere gli effetti ambientali di migliaia o milioni di particelle che interagiscono simultaneamente nell’ambiente, per di più a temperature e pressioni molto diverse, come nel caso di esplosioni nucleari e buchi neri. Nel capitolo 8, intitolato “L’origine e il destino dell’universo”, Hawking spiega che l’energia totale dell’universo è pari a zero, poiché l’energia positiva della materia è bilanciata dall’energia gravitazionale, che è negativa. Pertanto, l’universo non viola il principio di conservazione dell’energia. Facendo delle ricerche su internet ho scoperto che questa teoria è condivisa dai principali astrofisici del mondo. Pertanto, io, che da alcuni anni propongo invenzioni che estraggono energia sostenibile proprio dalla forza gravitazionale, mi chiedo: “Perché la scienza astrofisica ipotizza teorie spaziali a energia zero e tace su soluzioni terrestri concrete, anch’esse a energia zero, facilmente dimostrabili con le tecnologie esistenti, semplicemente progettando diversamente macchine e impianti, senza complicare le cose con reattori nucleari, ma anche con combustibili, che non sono gratuiti?”Facilmente dimostrabile con le tecnologie esistenti, semplicemente progettando macchine e impianti in modo diverso, senza complicare le cose con i reattori nucleari, ma anche con i combustibili, che non sono gratuiti?”Facilmente dimostrabile con le tecnologie esistenti, semplicemente progettando macchine e impianti in modo diverso, senza complicare le cose con i reattori nucleari, ma anche con i combustibili, che non sono gratuiti?”
1. Le forze deboli dell’Universo sono le forze forti che ci condurranno alla conquista dello spazio.
Ho concluso il riassunto precedente con una domanda e in questo articolo cerco di dare delle risposte dal mio umile punto di vista, come semplice cittadino, senza titoli accademici, pensionato e nonno di sei nipoti, preoccupato per il loro futuro.
Dopo aver studiato l’organizzazione scientifica del lavoro sulla Terra per proporre un modello di sviluppo sostenibile e imparziale, negli ultimi anni ho cercato di capire su quali principi scientifici gli studiosi di astronomia basino le loro teorie. Queste teorie non possono certamente essere concrete come quelle sperimentate sulla Terra. Tuttavia, credo che siano più corrette e oggettive dell’attuale sviluppo terrestre, poiché gli scienziati astrofisici non sono vincolati al profitto commerciale. Questo profitto nasconde invenzioni sostenibili, a scapito di quelle che distruggono l’ambiente, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza dell’umanità, sia per i cambiamenti climatici che per la comparsa di nuovi virus che attaccano l’uomo. Purtroppo, non mi sorprende che i premi Nobel per la scienza si limitino a lamentarsi genericamente del degrado ambientale. Credo che i premi Nobel non siano in grado di entrare nei dettagli delle soluzioni, come coloro che per 37 anni sono stati in prima linea nella progettazione e costruzione di impianti industriali e ambientali di origine antropica, purtroppo senza riuscire a migliorarli e senza essere creduti da nessuno. Per essere creduti bisogna essere famosi e di successo. Di fatto, gli impianti di origine antropica non possono essere migliorati senza andare contro gli interessi di datori di lavoro e governi che hanno investito in soluzioni sbagliate. Non si possono inventare soluzioni alternative ai sistemi appaltati da enti pubblici mondiali e ai sistemi energetici prodotti da grandissime multinazionali. Purtroppo, l’attuale modello di sviluppo, basato sull’elevata specializzazione di scienze e tecnologie, è errato fin dalle fondamenta, perché tutto è interconnesso nell’universo e sul pianeta Terra. Ho dovuto constatare che nelle attuali invenzioni terrestri non c’è traccia di tale interattività.
Non mi sorprendono nemmeno i silenzi del mondo a cui appartenevo prima di propormi come inventore. Il ragionamento teorico interattivo dell’astrofisica e della scienza quantistica si scontra a livello pratico ed economico con tutte le energie terrestri attuali, comprese le rinnovabili che non sfruttano il maggiore effetto gravitazionale della Terra (che ha reso l’aria più densa alla pressione di un bar). Questo semplice effetto, come ho sempre sostenuto, ci permetterebbe di estrarre energia dall’ambiente gratuitamente, mentre la tecnologia attuale ci consentirebbe di aumentare localmente la pressione dell’aria a piacimento (con i compressori). Potremmo sfruttare l’elasticità dell’aria come accumulatore statico di energia sulla superficie dell’acqua che non può essere compressa in piccoli volumi (autoclavi). L’utilizzo statico della pressione dell’aria non comporta costi energetici. Dovremmo solo ripristinare la percentuale di aria che si dissolverebbe nell’acqua, la quale non solo si purificherebbe assorbendo ossigeno, ma soprattutto potrebbe essere utilizzata come vettore energetico, restituendo più energia di quanta ne riceve, poiché l’energia dipende soprattutto dalla densità del fluido. che si muove e la densità dell’acqua è 830 volte superiore a quella dell’aria che si comporta in modo statico. Pertanto, dovrebbe essere logico che gli inventori terrestri che hanno utilizzato aria e vapore come vettori energetici per produrre forza ed energia sul pianeta Terra, abbiano commesso un errore nei principi fondamentali dell’economia, non dell’energia.
Non riconoscendo i diritti d’autore degli inventori che non possono permettersi di produrre autonomamente invenzioni interattive, l’attuale legislazione mondiale sui brevetti consente a tutti i centri di potere mondiali, pubblici e privati, di commettere il reato di omissione. Credo di aver battuto tutti i record mondiali come inventore indesiderato, con oltre quaranta invenzioni interattive non finanziate e non realizzate da nessuno, poiché il modello di sviluppo interattivo è completamente alternativo al modello di sviluppo attuale, pur utilizzando la maggior parte delle tecnologie esistenti, leggermente modificate, proprio per attivare localmente i principi interattivi della fluidodinamica che a loro volta attivano quelli elettromagnetici e viceversa, per creare cicli infiniti, energetici e purificanti che non trasformano la materia se non è necessario coinvolgere la fotosintesi per produrre sostanze vegetali, ossigeno e nutrimento umano. Non dovremmo sorprenderci che il bilancio universale sia pari a zero. Tuttavia, dobbiamo comprendere che l’energia non è distribuita equamente nell’universo. Pianeti come la Terra, dove si è sviluppata la vita biologica, godono di un eccesso di energia rispetto a tutti gli ambienti circostanti. Dobbiamo saper gestire questo eccesso di energia estraendo l’energia necessaria alla nostra sopravvivenza senza alterare il naturale equilibrio biologico che ha permesso la nascita della razza umana. Se l’Homo sapiens è comparso sulla Terra solo negli ultimi 300.000 anni e non nei precedenti quattro miliardi di anni di esistenza del pianeta, le ragioni sono principalmente ambientali, biologiche e biochimiche interattive. L’evoluzione delle specie animali da cui discendiamo ha richiesto tempi lunghissimi, poiché la sopravvivenza degli esseri viventi dipende dal lento raggiungimento di un equilibrio tra gli abitanti della Terra e l’ambiente circostante.
Ci sono voluti cento anni di sviluppo industriale sfrenato e invenzioni errate (che sono paragonabili a pochi minuti rispetto all’età della Terra, pari a miliardi di dollari) per alterare seriamente l’ambiente terrestre e mettere a rischio la stessa sopravvivenza umana. Personalmente, non sono un “no vax”, avendo fatto ricorso a tutti i vaccini raccomandati dalla scienza medica. Tuttavia, credo che la razza umana abbia una classe dominante mondiale che si fa beffe di essa e anche di se stessa, non essendo immortale. Stanno boicottando, di comune accordo, il modello alternativo di sviluppo interattivo, per preservare l’economia attuale il più a lungo possibile. Questi centri di potere vogliono sostituire le energie attuali con altre energie sbagliate, come l’energia nucleare di nuova generazione. Questa nuova energia, tanto pubblicizzata, è un’energia che, tuttavia, viene consumata, richiede costosi processi di trasformazione e deve essere trasportata agli utenti tramite reti di distribuzione come il gas di combustione. Tutto ciò è scientificamente ridicolo, quando potremmo produrre in ogni angolo della Terra, in impianti fissi e mobili, in ogni angolo della Terra, persino nel petto umano, un’energia che purifica il vettore energetico (acqua o sangue umano) senza alcun costo di trasformazione industriale. Basterebbe ben poco per cambiare completamente il modello di sviluppo mondiale con le tecnologie attuali. È necessario unicamente organizzare diversamente il lavoro in tutti i settori delle attività umane. Errare è umano, perseverare è diabolico. Se esiste un Dio, dobbiamo riconoscere che ha fatto le cose per bene. Se esiste il diavolo, dobbiamo cercarlo in coloro che commettono il crimine di omissione ai più alti livelli pubblici e privati del mondo. La trasparenza della scienza, della tecnologia e l’organizzazione scientifica del lavoro sono le migliori cure.
Da tutto quanto detto sopra, dovrebbe essere ovvio che delle quattro forze che governano l’universo (forza nucleare forte, forza nucleare debole, forza elettromagnetica e forza gravitazionale), per ragioni pratiche ed economiche, la razza umana necessita solo delle due forze più deboli: la forza gravitazionale e l’elettromagnetismo. L’utilizzo della forza nucleare debole e della forza nucleare forte è folle, non solo perché non sono facilmente producibili sulla Terra, a causa delle alte temperature che ciò comporterebbe, degli elevati costi e dei gravissimi effetti collaterali negativi. Ma dobbiamo limitare il più possibile qualsiasi fonte di energia termica. Anche utilizzando l’idrogeno come combustibile, che non produrrebbe CO2, non dobbiamo dimenticare l’enorme quantità di vapore acqueo (che è sempre un gas serra). Ma soprattutto, perché non abbiamo bisogno di questa energia. Solo la sistematica disinformazione scientifica diffusa a tutti i livelli ha prodotto le attuali energie inquinanti, inutili e costose. Gli esempi più concreti di quanto affermo li possiamo facilmente trovare nell’ambiente terrestre senza dover affrontare i costi, non solo, dei reattori nucleari. Ma anche motori termici, caldaie e vapore, dighe per costruire centrali idroelettriche, pannelli solari, turbine eoliche. Infatti, se praticassimo un foro nella parte liquida di un’autoclave, l’acqua potrebbe alimentare una turbina collegata a un generatore di energia. L’elettricità verrebbe prodotta gratuitamente con l’acqua espulsa, in virtù del principio di impenetrabilità dei corpi. Ma come il sottoscritto ha dimostrato senza spendere soldi in prototipi inutili, noi sulla Terra, utilizzando i principi noti della fluidodinamica, legiferati per secoli da Evangelista Torricelli (1608-1647) solo sulla base della velocità dell’acqua attraverso un foro, possiamo creare un’energia cinetica che dipende dalla pressione statica sull’acqua. Mentre Giovanni Battista Venturi (1746-1822) ha dimostrato che aumentando la velocità dell’acqua in un collo di bottiglia, possiamo creare una depressione nel foro praticato nel collo della bottiglia per far entrare un liquido o un gas dall’esterno a pressione atmosferica. Mentre il sottoscritto nel 2015 senza spendere soldi in prototipi ha affermato che se realizziamo in qualsiasi pompa centrifuga alimentata sotto una prevalenza idraulica positiva, una seconda alimentazione parallela e convergente che arriva nella stessa girante della pompa di riciclo dell’acqua dell’autoclave, possiamo far entrare di nuovo la stessa quantità di acqua che ha prodotto energia libera all’uscita dell’autoclave. Per fare ciò, non c’è bisogno della scienza ma dell’organizzazione scientifica del lavoro che serve anche a progettare macchine energetiche e di purificazione, oltre a macchine operative che svolgono altri tipi di lavoro. Nel nostro caso, è necessario che modifichiamo le attuali pompe centrifughe e le realizziamo con la doppia alimentazione separata direttamente nella girante, altrimenti il miracolo energetico non potrebbe accadere. In questo modo, possiamo recuperare l’acqua che ha prodotto energia ad alta pressione e inserirla nel circuito di riciclo dell’acqua contenuta nell’autoclave,consumando solo l’energia spesa per il riciclo, non l’energia che sarebbe necessaria per vincere la pressione interna dell’autoclave. Questo piccolo miracolo energetico diventerebbe anche ambientale se, invece di immettere l’acqua pulita scaricata dalla turbina, immettessimo la stessa quantità di acqua, ma da purificare. La purificazione avverrebbe inoltre gratuitamente. Quali sono i fenomeni che producono questi due apparenti miracoli? Innanzitutto, l’effetto centripeto che entra nella pompa dal lato di aspirazione. Infatti, la direzione del flusso determina l’apertura delle valvole e il senso di rotazione della girante. Se i due flussi in ingresso si incontrano solo nella girante, devono necessariamente andare nella stessa direzione sia per l’effetto centrifugo che la girante produce immediatamente dopo l’ingresso, sia per il principio di Pascal che fa sì che la pressione si espanda verso l’uscita dell’autoclave. Queste sono le basi per creare qualcosa nell’ambiente terrestre e spaziale che, in miniatura, assomiglia a un “buco nero”, che il sottoscritto ha chiamato “motori lineari globali interattivi”. In realtà, una versione spaziale più elaborata potrebbe anche catturare la polvere interstellare, che contiene gli stessi minerali presenti sulla Terra, senza dover scavare miniere e pozzi terrestri. Pertanto, se vogliamo conquistare lo spazio, dobbiamo prima imparare a progettare impianti terrestri, ricavando energia per la propulsione, la purificazione, la produzione di energia e la lavorazione dalla forza gravitazionale. Se l’energia totale dell’universo è pari a zero, nello spazio non possiamo permetterci di consumare energia come quella del pianeta su cui viviamo. Se non siamo stati in grado di progettare correttamente i sistemi terrestri, dove la forza gravitazionale è più forte, non possiamo farlo nei veicoli di trasporto spaziale, dove la gravità è molto più debole. Dobbiamo creare sistemi terrestri completi, pressurizzati a pressione atmosferica, energeticamente autonomi sia all’interno che all’esterno dei mezzi di trasporto, che utilizzino la stessa fonte primaria di energia terrestre, ma integrati da luce artificiale, dalla fotosintesi della clorofilla e dalla cattura dei minerali contenuti nelle polveri interstellari, come descritto nelle seguenti pubblicazioni.Devono necessariamente muoversi nella stessa direzione sia per l’effetto centrifugo prodotto dalla girante subito dopo l’ingresso, sia per il principio di Pascal che fa sì che la pressione si espanda verso l’uscita dell’autoclave. Queste sono le basi per creare qualcosa nell’ambiente terrestre e spaziale che, in miniatura, assomiglia a un “buco nero”, che il sottoscritto ha chiamato “motori lineari globali interattivi”. In effetti, la versione spaziale più elaborata potrebbe anche catturare la polvere interstellare che contiene gli stessi minerali presenti sulla Terra, senza scavare miniere e pozzi terrestri. Pertanto, se vogliamo conquistare lo spazio, dobbiamo prima imparare a progettare impianti terrestri, estraendo l’energia di propulsione, purificazione, alimentazione e lavorazione dalla forza gravitazionale. Se l’energia totale dell’universo è pari a zero, nello spazio non possiamo permetterci di avere un’energia che viene consumata sul pianeta in cui viviamo. Se non siamo stati in grado di progettare correttamente i sistemi terrestri, dove la forza gravitazionale è più forte, non possiamo farlo nei veicoli di trasporto spaziale, dove la gravità è molto più debole. Dobbiamo creare sistemi terrestri completi, pressurizzati a pressione atmosferica, energeticamente autonomi sia all’interno che all’esterno dei mezzi di trasporto che utilizzano la stessa fonte primaria di energia terrestre, ma integrati dalla luce artificiale, dalla fotosintesi della clorofilla e dalla cattura dei minerali contenuti nelle polveri interstellari, come descritto nelle seguenti pubblicazioni.Devono necessariamente muoversi nella stessa direzione sia per l’effetto centrifugo prodotto dalla girante subito dopo l’ingresso, sia per il principio di Pascal che fa sì che la pressione si espanda verso l’uscita dell’autoclave. Queste sono le basi per creare qualcosa nell’ambiente terrestre e spaziale che, in miniatura, assomiglia a un “buco nero”, che il sottoscritto ha chiamato “motori lineari globali interattivi”. In effetti, la versione spaziale più elaborata potrebbe anche catturare la polvere interstellare che contiene gli stessi minerali presenti sulla Terra, senza scavare miniere e pozzi terrestri. Pertanto, se vogliamo conquistare lo spazio, dobbiamo prima imparare a progettare impianti terrestri, estraendo l’energia di propulsione, purificazione, alimentazione e lavorazione dalla forza gravitazionale. Se l’energia totale dell’universo è pari a zero, nello spazio non possiamo permetterci di avere un’energia che viene consumata sul pianeta in cui viviamo. Se non siamo stati in grado di progettare correttamente i sistemi terrestri, dove la forza gravitazionale è più forte, non possiamo farlo nei veicoli di trasporto spaziale, dove la gravità è molto più debole. Dobbiamo creare sistemi terrestri completi, pressurizzati a pressione atmosferica, energeticamente autonomi sia all’interno che all’esterno dei mezzi di trasporto che utilizzano la stessa fonte primaria di energia terrestre, ma integrati dalla luce artificiale, dalla fotosintesi della clorofilla e dalla cattura dei minerali contenuti nelle polveri interstellari, come descritto nelle seguenti pubblicazioni.
In sostanza, per estrarre energia dall’ambiente a costi molto bassi, senza produrre inquinamento e virus indesiderati, basta collegare in serie una pompa centrifuga, una turbina e un generatore di corrente elettrica per creare simultaneamente una forza centripeta che attragga l’acqua nella girante della pompa, trasformandola in una forza centrifuga all’uscita della girante stessa. Questa forza spinge, per il principio di impenetrabilità dei corpi, la stessa quantità d’acqua che entra in un’autoclave, la quale alimenta una turbina collegata al generatore di corrente elettrica, che a sua volta alimenta il circuito di un solenoide esterno che produce una forza elettromagnetica che si propaga nello spazio nella direzione desiderata. Allo stesso tempo, la stessa corrente elettrica alimenta anche un turboventola elettrico, che produce la spinta di Newton. Tutto ciò può funzionare senza combustibili fossili e nucleari se si parte dal pianeta Terra, o da qualsiasi altro luogo in cui vi sia una forte forza gravitazionale che, addensando i gas atmosferici iniziali, ne permetta un’ulteriore compressione, costituendo così la fonte primaria di energia che spinge il vettore energetico (l’acqua) ad alimentare stabilmente una turbina collegata a un generatore di energia. Ovviamente, utilizzando gas atmosferici puri, invece di vapore e gas di combustione. Questo sistema permetterebbe di mantenere pulita l’acqua che, oltre ad essere vettore energetico, è anche la base alimentare insieme a ossigeno, azoto, carbonio, fosforo e tutti gli elementi della catena alimentare. In altre parole, per produrre energia e vita sulla Terra non abbiamo bisogno di combustibili, di scindere l’atomo o di acceleratori di particelle, ma solo dell’atmosfera, di acqua pulita e di luce. Poiché sono molte le variabili che intervengono simultaneamente nei processi ambientali ed energetici della Terra e dello spazio, non essendo possibile regolarle correttamente con le leggi della matematica, della fisica e della chimica, la logica del principio di indeterminazione, menzionato più volte da Hawking nel libro “Dal Big Bang ai buchi neri”, dovrebbe essere quella della sperimentazione imparziale dell’organizzazione scientifica del lavoro applicata simultaneamente allo sviluppo industriale, ambientale e dell’energia sostenibile, prima nell’ambiente terrestre e poi trasferendo le soluzioni migliori nello spazio con i necessari adattamenti per garantire la sopravvivenza umana. Non ha senso andare nello spazio e far ammalare gli uomini di malattie cardiovascolari e osteoporosi a causa delle diverse condizioni ambientali. Coloro che decidono di intraprendere un viaggio nello spazio devono essere consapevoli che non saranno loro ad arrivare a destinazione, ma i loro discendenti sì, a patto che tutto sia progettato alla perfezione, sia all’interno degli ambienti che ospiteranno gli uomini, sia all’esterno, dove verranno installati i propulsori energetici. Essi devono possedere caratteristiche ben precise:”Non devono consumare energia e durante il viaggio devono raccogliere minerali dalla polvere interstellare” che serviranno come fertilizzanti alimentari e anche per integrare pezzi di ricambio elettromeccanici. “In altre parole, devono essere piccoli buchi neri mobili. Pertanto, con l’attuale sviluppo ambientale, siamo molto lontani da viaggi spaziali realistici, soprattutto perché l’attuale modello di sviluppo terrestre ha completamente frainteso le fonti primarie di purificazione ed energia sostenibile, sviluppate dalla natura terrestre, alla temperatura terrestre e alla pressione terrestre, che non hanno nulla a che fare con le temperature e le pressioni spaziali. Se ragioniamo, la natura terrestre ha prima purificato l’ambiente terrestre dagli elementi nocivi presenti nei gas dell’atmosfera primordiale della Terra (carbonio, idrogeno, zolfo, metano, ammoniaca, ecc.). L’ossigeno ha iniziato a svilupparsi dopo diverse centinaia di milioni di anni di raffreddamento e solo quando la temperatura è diventata abbastanza bassa da condensare i gas è iniziata la produzione di vapore, che condensandosi ha prodotto acqua e in essa ha prodotto acqua. I primi microrganismi, batteri, clorofilla fotosintesi. Pertanto, l’energia e la vita sulla Terra sono di origine organica, nate dalla purificazione dei gas che sono stati assorbiti, così come dall’acqua anche dalla chimica organica dei minerali presenti sulla Terra. Pertanto, il La logica corretta è purificante ed energizzante allo stesso tempo. Questa logica è descritta nella filastrocca SPAWHE.eu pubblicata inhttps://www.spawhe.eu/about-me/ .
Non voglio vantarmi di averlo scoperto scientificamente, perché la scoperta è stata accidentale. Ma non credo sia una coincidenza che sul pianeta Terra nessuno abbia voluto applicare l’organizzazione scientifica del lavoro al lavoro ambientale, come è stato fatto per il lavoro industriale. Se la scienza, la potenza della Terra, la giustizia, di tutti i tempi, avesse dato la stessa importanza allo sviluppo industriale e alla tutela dell’ambiente, avrebbe creato contemporaneamente un’organizzazione scientifica del lavoro industriale e un parallelo per l’ambiente. Queste due organizzazioni avrebbero avuto molte invenzioni in comune che avrebbero certamente impedito la produzione di energie dannose e inquinanti. Di certo non avremmo causato il riscaldamento globale. Molto probabilmente, non avremmo nemmeno prodotto virus indesiderati. Non so se coloro che governavano in passato agissero in buona o in malafede. Ma visto che nessuna delle invenzioni di SPAWHE.eu è stata realizzata, nonostante il sottoscritto, dal 2014, le abbia pubblicate e rese accessibili a tutti i paesi del pianeta, non posso fare a meno di ricordare in questo articolo, che credo sia uno degli ultimi che scrivo, l’incongruenza e l’incoerenza dell’intera classe dirigente mondiale attuale, che include anche la scienza, sebbene la più illuminata sostenga che l’energia universale sia pari a zero. Se la scienza fosse stata coerente, avrebbe cercato in ogni modo di individuare i percorsi inversi a quelli universali per estrarre energia dalla forza gravitazionale, che è l’unica forza che percepiamo fisicamente sulla Terra. Tuttavia, il sottoscritto, quando ha iniziato l’attività di inventore nel 2006, non aveva idea che l’energia universale fosse pari a zero. Ho semplicemente cercato di applicare l’organizzazione scientifica del lavoro appresa in diciassette anni di esperienza industriale anche all’ambiente, che stranamente, pur essendo gestito principalmente da ricercatori pubblici, non segue alcuna regola di organizzazione scientifica del lavoro, disponendo i sistemi energetici in modo casuale sul territorio, depurando le acque a molti chilometri di distanza dal luogo dell’inquinamento; non depurando l’aria e i fumi, ma limitandomi a filtrarli. Mi ci sono voluti vent’anni di lavoro in una piccola azienda di installazione di sistemi ambientali per rendermi conto di queste lacune. Solo in pensione ho potuto iniziare la mia attività di inventore, purtroppo raccogliendo silenzi mondiali persino dalla scienza più illuminata, che, non avendo sperimentato i problemi terrestri, non è riuscita a comprendere che anche studiando in modo globale e imparziale l’organizzazione scientifica del lavoro, si sarebbe potuto giungere alla stessa conclusione: non abbiamo bisogno di scavare pozzi né di materiali radioattivi per produrre energia, non abbiamo nemmeno bisogno di trasportare energia da un luogo all’altro, perché sul pianeta Terra l’energia è ovunque.Dobbiamo solo invertire i percorsi fluidodinamici ed elettromagnetici con gli ingredienti che la forza gravitazionale ci ha messo a disposizione in ogni angolo della Terra. Per viaggiare nello spazio all’infinito, dobbiamo portare con noi gli stessi ingredienti, senza perderli. Ma come ho scritto sopra, il sottoscritto non sapeva cosa avrebbe trovato. Sapeva solo che avrebbe dovuto sviluppare tutti i dettagli anche senza finanziamenti, come in effetti è accaduto:
Ecco la filastrocca di SPAWHE.eu:
“La pulizia dell’energia fossile pubblicata in spawhe, basata soprattutto sulla chimica inorganica in grado di assorbire CO2, producendo carbonati nell’acqua. Per accelerare i processi e ridurre i costi energetici che avrebbero comportato la circolazione di grandissime quantità d’acqua necessarie per neutralizzare le grandissime quantità di CO2 emesse dalle attuali centrali termoelettriche e motori termici, si è gradualmente trasformata tecnologicamente in soluzioni di minore spazio sfruttando i principi di Pascal e Henry. In effetti, ho realizzato che sul pianeta Terra, tutte le attività che la natura produce attraverso la chimica organica e inorganica, la fotosintesi e il ciclo del carbonio possono essere aumentate in velocità senza bisogno di utilizzare energia termica, nucleare e attuali rinnovabili. È sufficiente solo aumentare le pressioni operative dei sistemi, modificare le pompe di circolazione e far funzionare le macchine in modo diverso. Infatti, i sistemi interattivi naturali espellono, con i tempi richiesti dalla natura, gli elementi estranei ai cicli naturali, dovuti a fenomeni inquinanti accidentali, compresi gli effetti termici diretti e indiretti dovuti a eruzioni vulcaniche, a incendi naturali che sono sempre esistiti sul pianeta. Le attuali attività industriali dell’uomo hanno moltiplicati esponenzialmente gli elementi estranei ai cicli naturali, quindi la natura non è più in grado di ripristinare gli equilibri interattivi. Ovviamente, questa è la mia verità e nell’intero sito web spiego come, a mio parere, avremmo dovuto creare impianti globali che purificassero sia i fumi che l’acqua allo stesso tempo prima che andassero a inquinare i suoli, i fiumi, i laghi e i mari. Non avendolo fatto in nessun paese del mondo, non è stato possibile far progredire lo stato dell’arte della purificazione per renderlo noto ad altri paesi. Pertanto, non si è verificato alcun progresso nello stato dell’arte della purificazione globale. Di conseguenza, non è stato nemmeno possibile notare che le pompe di circolazione dell’acqua, se le facciamo funzionare nella direzione della forza di gravità, mettendole in serie con le turbine, potremmo estrarre l’energia direttamente dall’ambiente. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile realizzare che le pompe di circolazione dell’acqua, se oltre a farle pompare nella direzione della forza di gravità, le modifichiamo sul lato di aspirazione e le rendiamo un altro ingresso chiaramente separato da quello principale fino alla stessa girante, possiamo sempre usare la stessa acqua per creare energia perché usiamo un’alimentazione per riciclare l’acqua dal bacino superiore e l’altra alimentazione per introdurre nella stessa girante l’acqua scaricata da una turbina alimentata dall’acqua in caduta dallo stesso bacino superiore. Non avendo fatto ciò, non era possibile pensare che sostituendo il bacino superiore con un’autoclave pressurizzata con aria compressa, essendo inteso che usiamo una turbina collegata all’uscita dell’autoclave, possiamo recuperare l’acqua drenata dalla turbina e reinserirla nell’autoclave,la cui acqua pressurizzata viene riciclata con la stessa girante della pompa tramite una seconda alimentazione. In questo modo, con la stessa acqua e la stessa aria compressa, avremmo potuto produrre un generatore di corrente che estrae energia dall’ambiente, con dimensioni piuttosto ridotte. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile ridurre ulteriormente le dimensioni di questo generatore di corrente aumentando la pressione di esercizio dell’autoclave per poterlo montare su auto, camion e trattori agricoli. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile pensare che le dimensioni complessive potessero essere ulteriormente ridotte utilizzando pompe sommergibili come turbine montate direttamente in tubi cilindrici che fungerebbero da autoclavi. Pertanto, questi gruppi potrebbero essere utilizzati per essere inseriti direttamente nei pozzi per sollevare l’acqua e allo stesso tempo ossigenare le falde acquifere che oggi sono inquinate da fertilizzanti agricoli, erbicidi, pesticidi e coliformi fecali. Infatti, sappiamo che parte dell’aria che pressurizza l’autoclave si dissolve nell’acqua secondo il principio di Henry, purificandola gratuitamente. Non avendo fatto ciò, non era possibile pensare che le dimensioni complessive potessero essere ulteriormente ridotte. Addirittura miniaturizzando e invece di purificare l’acqua dei pozzi si potrebbe purificare il sangue umano, posizionando due piccole autoclavi una accanto all’altra che sostituirebbero i ventricoli destro e sinistro, creando cuori artificiali energeticamente autonomi che alimenterebbero il circuito sistemico che ossigena il cervello e i polmoni per prolungare la vita dell’uomo. Non avendo fatto ciò, non era possibile pensare che autoclavi cilindriche pressurizzate potessero essere incorporate in cilindri esterni contenenti acqua a pressione atmosferica, all’esterno dei quali piste scorrevoli di magneti permanenti montate su catene di trasmissione azionate da motori potrebbero essere rese elettriche a velocità di rotazione variabile, producendo un flusso elettromagnetico di intensità variabile che genererebbe correnti indotte in un solenoide esterno allo stesso serbatoio d’acqua. Pertanto, si potrebbe produrre in questo serbatoio una forza di spinta elettromagnetica lineare secondo la legge di Lorentz alla temperatura ambiente, senza carburante che potrebbe essere aggiunto alla spinta di reazione di Newton che sarebbe prodotta da eliche azionate da motori elettrici sempre comandati da generatori. di corrente che produce l’energia idroelettrica primaria, alimentata da pompe sommergibili utilizzate come turbine collocate all’interno dei bacini centrali. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile sostituire gli attuali turboventole termici degli aerei per viaggiare nell’atmosfera e nello spazio con energia estratta direttamente dall’ambiente, non è stato possibile creare auto volanti, né sottomarini che si muovono con lo stesso sistema senza carburante. Non è stato possibile far viaggiare le navi senza carburante, né installare lo stesso sistema per realizzare barriere mobili in mare per difenderci dalle alte maree.Non era nemmeno possibile pensare che nei viaggi spaziali del futuro si potesse aggiungere ai motori lineari globali un tunnel esterno in acciaio collegato a una turboventola, dove si sarebbe creato un vuoto superiore a quello dello spazio circostante e si sarebbe collegato questo tunnel con una piccola pompa a vuoto a un serbatoio di accumulo delle polveri catturate, che sarebbe stato svuotato periodicamente per far entrare l’aria atmosferica che avrebbe alimentato un filtro elettrostatico che avrebbe recuperato le polveri che sarebbero state utilizzate insieme alle altre invenzioni interattive di purificazione e impianti energetici descritte sul sito web https://www.spawhe.eu per permettere agli esseri umani di sopravvivere nello spazio senza subire danni fisiologici dovuti all’assenza di pressione atmosferica, gravità, risorse alimentari e materie prime per costruire pezzi di ricambio per le macchine necessarie alla sopravvivenza nello spazio. Infatti, l’aria e l’acqua atmosferiche riempiranno i vagoni della carovana spaziale pieni di esseri umani e saranno riciclate all’infinito, opportunamente reintegrate con fotosintesi artificiale e ciclo del carbonio, mentre la gravità generale sarà rafforzata, diventando molto simile. a quello terrestre, polarizzando elettrostaticamente i percorsi dell’aria condizionata atmosferica e dell’acqua riciclata negli impianti idroelettromagnetici compressi, interattivi, energetici e di purificazione, ancora sconosciuti alla scienza terrestre.
Se la rima di SPAWHE è corretta, chiunque detenga attualmente la ricchezza mondiale sta derubando l’intera umanità, ma ha molti complici nella scienza, nella politica, nell’economia e nei media. Di conseguenza, nemmeno l’istruzione scolastica può essere aggiornata sui veri principi fondamentali dell’energia, poiché non viene insegnata “l’organizzazione scientifica del lavoro globale”, ma solo quella industriale e commerciale.
La scienza e la tecnologia attuali si sono bloccate in tutte le attività umane, accettando i limiti delle capacità umane. Ma in molti casi questi limiti sono stati accettati perché, utilizzando soluzioni monodisciplinari, non è possibile superarli. Demolire e smantellare gran parte degli impianti antropici, fissi e mobili, per implementare soluzioni multidisciplinari e interattive costerebbe troppo. Personalmente, ne varrebbe la pena, ma sono solo la voce di qualcuno che grida nel deserto. Per l’attuale classe dirigente è più conveniente tacere sulle alternative e pubblicizzare l’aumento delle prestazioni dei macchinari industriali. Purtroppo, un sistema monodisciplinare errato, anche se raggiunge il massimo rendimento, non è paragonabile a un sistema multidisciplinare e interattivo che svolge più funzioni contemporaneamente. Questa è la differenza tra chimica e biochimica, tra sintesi e fotosintesi, fisica ordinaria e fisica quantistica. Nella maggior parte dei casi, le soluzioni monodisciplinari, come i motori termici, diventano più complesse, costose e ingombranti quando si considerano gli aspetti collaterali ambientali. Lo stesso vale per le caldaie a vapore e l’energia nucleare. Esistono dei limiti che non possono essere superati proprio a causa delle dimensioni, dei pesi e dei costi implicati dai sistemi di raffreddamento e purificazione aggiuntivi. Anche le trasmissioni meccaniche comportano un peso maggiore e costi più elevati. Solo producendo energia primaria tramite il freddo si possono risolvere i problemi di peso e costo dei sistemi energetici terrestri. Ad esempio, i treni a levitazione magnetica, fiore all’occhiello della tecnologia moderna, non possono cambiare direzione e non possono sollevarsi da terra, poiché l’induttore è a bordo del treno e l’armatura è ancorata al suolo. Di conseguenza, non è possibile sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz. Pertanto, anche i treni a levitazione continuano a consumare energia commerciale, a pagamento, che viene consumata, anche se verrà chiamata idrogeno e non produrrà CO2. Continueremo a pagare di più rispetto all’energia attuale per l’energia termica prodotta con l’idrogeno. Tuttavia, questa energia produce vapore acqueo, un gas serra che, moltiplicato per miliardi di mezzi di trasporto e di lavoro, influirà comunque sul cambiamento climatico e non ci permetterà di raggiungere lo spazio per i viaggi intergenerazionali. Così come l’energia nucleare non può farlo con i suoi pesanti reattori che consumeranno comunque materiali radioattivi.
Come si può trovare una somiglianza tra il lavoro di Stephen Hawking e di diversi scienziati che sostengono le stesse teorie, che partono dal Big Bang, arrivano ai buchi neri e concludono che l’energia totale dell’universo è pari a zero, e il lavoro del sottoscritto, il quale, pur non conoscendo la loro teoria, ha impiegato sedici anni per sviluppare impianti antropici in modo diverso, partendo dalla depurazione dell’energia fossile e arrivando gradualmente, attraverso un virtuale progresso dello stato dell’arte, alla concezione di motori spaziali globali interattivi, che il sottoscritto ha definito in questo articolo come piccoli buchi neri mobili, energeticamente autonomi, che possono essere prodotti con le tecnologie attuali applicando correttamente l’organizzazione scientifica del lavoro terrestre? Credo che la somiglianza sia evidente, poiché al centro di tutti i fenomeni energetici ed elettromagnetici nello spazio ci sono fenomeni fisici che nell’universo accelerano e rallentano le particelle chiamate protoni, neutroni, elettroni. Questi elementi hanno origine da correnti di fluidi ferrosi che si muovono nei nuclei caldissimi di stelle e pianeti, che non possono essere riprodotte dall’uomo con alcuna tecnologia terrestre. Fortunatamente, su pianeti come la Terra, dove la vita si è sviluppata, non dobbiamo accelerare le particelle atomiche, ma la velocità delle molecole, senza alterarle. Sul pianeta Terra, i processi energetici chimici e biologici naturali avvengono grazie alla forza di gravità, alla pressione atmosferica e alla fotosintesi della clorofilla. Possiamo polarizzare elettrostaticamente i flussi elettromagnetici a livello locale, possiamo intensificare artificialmente la luce, aumentare la produzione di cibo con acqua, ossigeno e azoto tramite la fotosintesi. Di conseguenza, anche nello spazio potremmo produrre l’energia idroelettromagnetica compressa di SPAWHE.eu, che non viene consumata e non ha costi di trasformazione. Personalmente, non ho mai capito perché la scienza mondiale abbia speso trilioni di dollari per scindere l’atomo. Lo stesso Albert Einstein era contrario a questa pratica. È un peccato che Einstein non abbia indagato sullo sfruttamento dell’aria resa più densa dalla forza di gravità. Einstein non avrebbe potuto giungere a tali intuizioni senza conoscere a livello globale l’organizzazione scientifica del lavoro che mi è costata, fino ad ora, 53 anni di lavoro. Ma quando ho avuto dei dubbi, ho beneficiato anche del lavoro di Einstein, Newton e di molti altri scienziati che hanno affrontato specifici problemi scientifici; altrimenti le mie piante non si chiamerebbero Piante Sinergiche. Non ho inventato gli elementi per creare sinergie, me li ha forniti la scienza del passato. La scienza, la tecnologia e l’organizzazione scientifica del lavoro sul pianeta Terra servono solo ad aumentare localmente la velocità dei processi naturali. Non devono rompere l’equilibrio circostante che si è stabilizzato nel corso di miliardi di anni. Questo vale per il pianeta Terra sia nell’acqua, sia nel suolo che nell’atmosfera. Le soluzioni ambientali ed energetiche non possono essere improvvisate.Si tratta soprattutto di un lavoro di pazienza e sperimentazione multidisciplinare. I piccoli dettagli trascurati dall’economia attuale e non realizzati perché privi di valore commerciale per imprenditori e multinazionali fanno la differenza nello sviluppo globale del pianeta. Se la scienza attuale ha prodotto il riscaldamento globale e virus indesiderati, è a causa del fatto che gli esseri umani stanno distruggendo gli habitat naturali. Gli animali non ne sono capaci. Ma se vogliamo lasciare il pianeta e andare nell’universo, dobbiamo portare con noi l’intero sistema terrestre corretto, a livello globale, riprodotto in tutti gli ambienti in cui l’uomo dovrà vivere. Se non lo facciamo, non abbiamo alcuna possibilità di sopravvivenza nello spazio. Questo fa parte dell’organizzazione scientifica del lavoro umano, che è solo parzialmente quella pubblicata nel 1911 da Frederick Taylor, applicata unicamente all’industria manifatturiera. Al contrario, deve essere applicata a tutte le attività umane e continuamente aggiornata man mano che lo stato dell’arte progredisce a livello globale. Oggi, tuttavia, notiamo diverse velocità di sviluppo dei vari settori delle attività umane, che dipendono unicamente dagli aspetti commerciali e dalla scarsa cultura scientifica di politici e legislatori, i quali non sono in grado di regolare uno sviluppo equilibrato, poiché mancano consulenti capaci di ragionare in termini globali. Come abbiamo visto nel libro di Hawking, gli astrofisici si cimentano in ragionamenti globali ipotizzando teorie logiche universali, ma anche loro non possiedono le competenze, l’esperienza e la possibilità di sviluppare tutti i dettagli necessari per individuare la soluzione migliore in assoluto, all’avanguardia globale, che coinvolga simultaneamente aspetti scientifici, economici e tecnologici. Le loro sono solo teorie.Come abbiamo visto nel libro di Hawking, gli astrofisici effettuano ragionamenti globali ipotizzando teorie logiche universali, ma nemmeno loro possiedono le competenze, l’esperienza e la possibilità di sviluppare tutti i dettagli necessari per individuare la soluzione migliore in assoluto, all’avanguardia globale, che coinvolga simultaneamente aspetti scientifici, economici e tecnologici. Le loro sono solo teorie.Come abbiamo visto nel libro di Hawking, gli astrofisici effettuano ragionamenti globali ipotizzando teorie logiche universali, ma nemmeno loro possiedono le competenze, l’esperienza e la possibilità di sviluppare tutti i dettagli necessari per individuare la soluzione migliore in assoluto, all’avanguardia globale, che coinvolga simultaneamente aspetti scientifici, economici e tecnologici. Le loro sono solo teorie.
Si dice che la fortuna premi gli audaci. Io sono stato fortunato non perché le mie invenzioni mi abbiano fruttato denaro. Queste invenzioni comportano una perdita di diverse migliaia di euro solo per adempiere agli obblighi burocratici. Credo di essere stato fortunato perché, pur avendo vissuto una vita lavorativa normale, non accademica o di ricerca, ho avuto esperienze pratiche altrettanto formative, prima nell’industria automobilistica, dove ho appreso un esempio di organizzazione scientifica del lavoro. Probabilmente, se non avessi avuto questa esperienza giovanile, non avrei sentito il desiderio di conoscere l’organizzazione del lavoro anche in altri settori delle attività umane. Ho avuto il coraggio di lasciare la grande industria per conoscere altre realtà imprenditoriali, anche se queste aziende erano meno tutelate dalle leggi a tutela del lavoro. Quando ho ritenuto di avere una conoscenza sufficiente dell’organizzazione del lavoro a livello globale, ho avuto il coraggio di accontentarmi di una modesta pensione per poter sviluppare le mie soluzioni (riassunte nella filastrocca SPAWHE) e far capire alla gente, come a mio avviso, avrebbero dovuto essere progettate a livello globale le piante antropiche.
Anche se i miei impianti non sono mai stati realizzati in nessuna parte del mondo, nessuno può permettersi di affermare che non funzionerebbero. In realtà, colleziono solo silenzi. Ho avuto anche la fortuna di trovare, a un certo punto della mia carriera di inventore, la chiave per districare l’intricato groviglio dello sviluppo terrestre. Altrimenti, le mie soluzioni avrebbero funzionato altrettanto bene di quelle attuali, ma con costi e ingombri maggiori. Di certo, non sarei arrivato a proporre soluzioni valide persino nello spazio.
La chiave del problema risiede nelle pompe di circolazione dell’acqua. Le pompe sono il cuore di tutti i sistemi di fluidodinamica per la produzione di energia e la purificazione. Sono le uniche in grado di agire come acceleratori di molecole e, se utilizzate al contrario (come turbine), sono le uniche in grado di decelerarle. Pertanto, se le utilizzassimo con il flusso nella direzione della forza di gravità, potremmo produrre tutta l’energia elettromagnetica necessaria per generare simultaneamente la spinta di Newton e di Lorentz. Utilizzandole nella direzione della forza di gravità, l’energia assorbita per far girare le pompe sarebbe sempre inferiore all’energia prodotta dalle turbine (o dalle pompe utilizzate come turbine), che a loro volta fanno girare la corrente generata. Questo dimostra che il moto perpetuo non è conveniente, ma semplicemente inutile. È molto meglio consumare una piccola parte dell’energia prodotta per generarne una quantità molto maggiore. Pertanto, le pompe dovrebbero essere sempre utilizzate nella direzione della forza di gravità, accoppiate in serie con le turbine o utilizzate come turbine, per creare impianti energeticamente autonomi. La direzione della forza deve essere determinata attraverso la corrente elettromagnetica indotta che può andare in qualsiasi direzione, anche contro la forza gravitazionale con l’energia prodotta dal funzionamento di altre macchine che possono essere di qualsiasi tipo, comprese le pompe stesse se è davvero necessario sollevare le acque, restando inteso che il modo più semplice ed economico per sollevare l’acqua è quello di avere i sistemi sempre pieni e di utilizzare l’acqua espulsa dal troppo pieno in circuiti aperti, o quella espulsa per principio di impenetrabilità dei corpi in circuiti pressurizzati con autoclavi.
Purtroppo, né gli scienziati, né i costruttori di pompe, né i costruttori di turbine, né i produttori di energia elettrica, né i progettisti di impianti antropici fissi e mobili, né gli insegnanti che formano le future generazioni lo hanno capito. Descrivo queste soluzioni a partire dal 2014 per i circuiti aperti e dal 2015 per quelli pressurizzati. In realtà, il progresso virtuale dello stato dell’arte tra queste due soluzioni è stato rapidissimo, anche se tutti gli addetti ai lavori lo hanno ignorato. Il fatto che la maggior parte delle pompe del mondo debba essere utilizzata con doppie alimentazioni separate insieme alle autoclavi è sempre evidente, grazie a una migliore organizzazione del lavoro, al fine di risparmiare acqua e accelerare l’effetto depurante dell’acqua che entra nell’autoclave. Infatti, se sostituissimo l’acqua che scarica la turbina con acqua da depurare che immettiamo nell’autoclave, il principio di Henry si occuperebbe gratuitamente della depurazione dell’acqua inquinata. La scienza non ha mai fatto queste riflessioni elementari sul pianeta Terra, né lo hanno fatto gli imprenditori che hanno automatizzato i processi industriali per aumentare la velocità di produzione dei beni di consumo. Chiunque avesse dovuto automatizzare i processi ambientali per accelerare la depurazione, se avesse lavorato bene, sarebbe inevitabilmente giunto alle mie stesse conclusioni: l’energia sul pianeta Terra è completamente gratuita. Non abbiamo nemmeno bisogno di trasportarla perché disponiamo di tutti gli ingredienti e le tecnologie per produrla localmente in impianti fissi e mobili. Paghiamo il prezzo dell’inefficienza dell’intera classe dominante che si sostiene a vicenda con informazioni scientifiche parziali, senza mai entrare nei dettagli globali dei progetti. Ecco perché è importante studiare scientificamente l’organizzazione del lavoro, a livello globale, sia dal punto di vista industriale che ambientale, e anche da quello economico. Le mie intuizioni giovanili erano corrette, ma per approfondire tutti i dettagli ci è voluta una vita di lavoro non riconosciuto e sgradito da chi detiene il potere economico e politico.
2. Dall’Homo sapiens all’uomo moderno.
Credo che ci sia una valida ragione ambientale per cui gli esseri umani, a partire dall’Homo sapiens, si siano evoluti solo negli ultimi 300.000 anni, mentre la Terra ha 4,5 miliardi di anni e l’universo si stima abbia almeno 14 miliardi di anni. È evidente che nei periodi precedenti al clima terrestre, i processi biologici e l’evoluzione degli esseri viventi non erano ancora adatti allo sviluppo di creature perfette come l’uomo e la donna. Sappiamo molto poco dei nostri antenati. Solo negli ultimi tre millenni sono emersi filosofi che hanno agito anche come scienziati e sono state formulate teorie sempre più attendibili sulla composizione dell’universo. Aristotele (384-322 a.C.) pensava che la Terra fosse immobile e che il sole, la luna e le stelle si muovessero su orbite circolari. Tolomeo, Copernico, Keplero, Galileo, Newton ed Einstein hanno gradualmente corretto questa conoscenza, rendendola sempre più precisa e affidabile. Tuttavia, solo nell’ultimo secolo abbiamo sviluppato tecnologie energetiche che ci permettono di raggiungere l’atmosfera, arrivare sulla Luna e inviare sonde esplorative su Marte e sui pianeti più vicini. Il fatto che siano trascorsi 300.000 anni per arrivare allo stato attuale dell’umanità mi rende molto scettico sul fatto che lo stesso miracolo possa essersi verificato anche in qualche altra parte dell’universo. Ma sono scettico anche riguardo allo sviluppo scientifico che abbiamo avuto, che, nonostante gli errori commessi, è altrettanto miracoloso. Purtroppo, improvvisamente bloccato, negli ultimi anni, quando la scienza ha perso la libertà di pensare liberamente e autonomamente, dovendo essere soggetta ai finanziamenti di persone, probabilmente prive di veri principi morali, che non riescono a comprendere che la felicità non si ottiene con il possesso di beni materiali, ma vivendo in armonia con se stessi e con chi ci circonda. Sono certo che con uno sviluppo scientifico e tecnologico imparziale, gli uomini e le donne del futuro potrebbero vivere per molti secoli, invece della breve vita attuale, ma dovranno liberarsi dalle condizioni attuali che impediscono il progresso globale.
Ad esempio, ho anche utilizzato il sistema idroelettromagnetico compresso a bassa pressione per ossigenare il sangue umano al posto dell’acqua, sostituendo i ventricoli destro e sinistro di persone anziane o malate, evitando la morte cerebrale e producendo energia sufficiente ad alimentare un computer che potenzierebbe le capacità intellettuali, lavorative e motorie degli arti che potrebbero essere sostituiti con protesi artificiali. Se nutriamo il cervello, possiamo fare a meno di tutti gli organi che si ammalano o invecchiano. ( https://www.spawhe.eu/artificial-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/ Se questa invenzione, proposta nel 2018, fosse stata compresa, avrebbe potuto aiutare molte persone disabili, incluso Stephen Hawking, a vivere una vita migliore e più lunga. A lui dedico questo articolo che non avrei scritto se non avessi letto il suo libro. Ma la vita non si allungherebbe solo per i disabili, poiché il cervello umano è molto più lungo del corpo. Muore per mancanza di ossigeno quando il suo cuore si ferma. Quando la mia invenzione sarà compresa, le generazioni future vivranno gran parte della vita come anziani, se non in corpi artificiali. Penso che l’aspetto esteriore, al di là della vita attuale, non conti davvero. Se l’anima esiste, non è nel cuore, ma nel cervello che contiene ricordi, esperienze, affetti, cultura. La seconda fase della vita sarà molto più lunga della prima. Ci sarà una vera uguaglianza tra uomini e donne. Gli esseri umani saranno integrati con organi e intelligenza artificiale, fortunatamente governati dal cervello umano. Il sesso sarà solo un piacevole distacco memoria. Non ho idea se la scienza possa compiere anche il miracolo del piacere sessuale. Non possiamo guardare indietro. Siamo obbligati a guardare avanti e a fare le scelte giuste imparzialmente nell’interesse di tutti. Soprattutto dei bambini, dei poveri e dei disabili, che saranno molti quando la vecchiaia sarà la malattia più comune. Con il cuore artificiale che ossigena il sangue, tuttavia, la vecchiaia sarà una nuova opportunità. È improbabile che virus come il Covid-19 attacchino l’umanità anziana. Gli anziani di oggi, come me, difficilmente godranno di questa opportunità, poiché sono pochi gli inventori che seminano e molti distruggono, in modo che queste invenzioni rimangano nascoste. Oppure sperimentano in gran segreto, all’insaputa dello stesso inventore, in modo che non siano accessibili a tutti. Per queste ragioni è necessario che la scienza e le istituzioni siano trasparenti e che si debbano porre dei limiti all’arricchimento personale. Non per ragioni politiche, ma per ragioni morali.
Oggi, i crimini di omissione scientifica sono il pane quotidiano dei burocrati, dei politici che si nascondono dietro pareri scientifici parziali. La filastrocca di SPAWHE.eu dimostra che la ricerca deve essere trasparente e globale. Io, che l’ho fatta solo virtualmente, senza finanziamenti, sapevo solo da dove iniziare ma non dove sarei arrivato. Certamente sono andato molto più lontano di quanto avessi immaginato, anche se non ho ottenuto nulla. Ma questo non fa che confermare quanto ho appena scritto: sono pochi i seminatori e molti i vandali che distruggono i semi perché non germoglino, senza rendersi conto che distruggono anche la loro sopravvivenza e il loro amore per le persone. Dobbiamo abolire la proprietà industriale e lasciare solo la proprietà intellettuale, accessibile a tutti, affinché lo stato dell’arte dello sviluppo si realizzi a livello globale, senza lasciare indietro i settori meno commerciali, che in molti casi sono i più importanti per lo sviluppo di soluzioni sostenibili. Di fatto, la fluidodinamica è la Cenerentola dello sviluppo tecnologico, rispetto alla termodinamica, all’energia nucleare e all’informatica. I principi di Torricelli, Pascal, Henry, Dalton, Venturi, erano quasi caduti nell’oblio. Sono proprio questi principi, invece, che ci permetteranno di estrarre gratuitamente l’energia dalla forza gravitazionale, un’energia che non si consuma e si autopurifica. Senza questa energia, continueremmo solo a disperdere detriti spaziali intorno alla Terra, che dovremo prima raccogliere prima di poter iniziare veri e propri viaggi spaziali.
Lo sviluppo scientifico e tecnologico degli esseri intelligenti avrebbe dovuto servire innanzitutto a preservare la vita umana e poi a ricreare nello spazio ambienti adatti alla sopravvivenza. Invece, questi studi sono rimasti molto indietro, ma grazie al genio di scienziati come Newton (1642-1726) ed Einstein (1789-1955), abbiamo anticipato i tempi conoscendo in anticipo il fenomeno gravitazionale, fondamentale anche per scopi energetici. Questo fenomeno non poté essere studiato da Newton, che aveva scoperto la gravità molto prima della conoscenza dell’elettromagnetismo e dell’invenzione dell’elettricità, mentre Einstein, che aveva già compiuto il miracolo di intuire le teorie della relatività, purtroppo non colse il collegamento con i principi interattivi di Torricelli (1608-1647), Pascal (1623-1662), Venturi (1746-1822) e Henry (1775-1836), i quali in diversi modi contribuirono a estrarre energia dalla forza gravitazionale mediante la modifica e il funzionamento delle pompe centrifughe, inventate anche dall’italiano Erone Alessandrino intorno al 1592, quando le pompe erano azionate manualmente.
Altri importantissimi scienziati si sono dedicati allo sviluppo dell’elettromagnetismo terrestre: Maxwell, Faraday, Neumann, Lenz, Lorentz, Tesla, senza mai mettere in discussione l’energia primaria mondiale, da sempre considerata termica, nucleare, solare, idroelettrica, eolica. Nessuno di questi scienziati ha studiato l’organizzazione scientifica del lavoro da un punto di vista ambientale, come ha fatto il sottoscritto, il quale, come riassunto nella rima SPAWHE.eu, purificando insieme i fumi di combustione nell’acqua per chiudere il ciclo del carbonio senza emettere CO2, ha dovuto approfondire sia i principi di purificazione, sia quelli energetici, sia quelli economici, giungendo alla conclusione che l’aria compressa, sfruttata staticamente, è il più potente ed economico accumulatore di energia terrestre, con il potere di purificare l’acqua e ricavata dalla stessa aria. Mi dispiace che i grandi scienziati della fluidodinamica e dell’elettromagnetismo che ho citato nelle pubblicazioni precedenti non siano più in vita. Probabilmente si sarebbero resi conto che il mio lavoro valorizza anche il loro. Molti altri, che hanno contribuito, non li ho menzionati perché sono davvero numerosi. Pertanto, i settori su cui dobbiamo insistere sono, soprattutto, la fluidodinamica, l’elettromagnetismo terrestre, l’intelligenza artificiale, la robotica, la cibernetica e la medicina.
Non concordo con la maggior parte degli scienziati contemporanei che insistono sull’energia termica e nucleare, fonti rinnovabili discontinue che necessitano di sistemi di accumulo. Non concordo con la ricerca pubblica mondiale che vende i propri brevetti alle multinazionali per finanziarsi. Credo infatti che questa sia la causa principale per cui le invenzioni interattive non abbiano trovato interlocutori. Ma soprattutto, penso che il commercio di brevetti sia la causa principale per cui i ricercatori pubblici, che sono milioni sul pianeta Terra, non si siano impegnati a trovare un’energia che non consumi e non trasformi la materia. Probabilmente non l’hanno cercata perché sapevano che le multinazionali non avrebbero acquistato le loro invenzioni. Non credo sia possibile che loro, che sono molti e che dispongono di finanziamenti e laboratori di ricerca, non siano giunti alle mie stesse conclusioni. Se i governi mondiali non vogliono assumersi la responsabilità di agire anche come imprenditori, come nei paesi comunisti e socialisti, dovrebbero almeno assumersi la responsabilità di governare in modo trasparente, imponendo ai progettisti di impianti, sia pubblici che privati, di chiudere tutti i cicli negli impianti terrestri. Si aprono prima di scaricare liquidi nelle acque del pianeta e gas nell’atmosfera. Come se il sottoscritto lo avesse imposto, progettando impianti di pubblica utilità praticamente non finanziati da nessuno. Solo progettando completamente gli impianti è possibile affinare le tecnologie necessarie per chiudere i processi, o per evitare l’apertura di cicli superflui. Soprattutto termici e nucleari. La mia esperienza non si basa su leggi matematiche, ma sull’organizzazione scientifica e imparziale del lavoro sul territorio, essenziale per scartare le soluzioni sbagliate dal punto di vista energetico, ambientale ed economico. In realtà, la natura terrestre, ben prima dell’avvento della tecnologia, ha sempre individuato le migliori soluzioni di purificazione ed energetiche. Probabilmente, se le esperienze terrestri fossero state sviluppate con maggiore onestà intellettuale, senza interessi di potere che non hanno nulla a che vedere con la scienza applicata in modo imparziale, noi umani ci saremmo concentrati, soprattutto sullo sviluppo tecnologico che accelera localmente la velocità dei processi energetici e depurativi naturali, senza alterare l’ambiente a livello globale. Purtroppo, questo non può essere compreso da scienziati e inventori pagati per sviluppare tecnologie specifiche al fine di accrescere la potenza bellica di paesi che desiderano invadere altri paesi e di altri che mirano all’eccellenza economica a spese della vita umana e della natura. Oggi, solo la scienza medica si impegna per prolungare la vita umana, ma, non possedendo competenze globali nella progettazione di macchine e sistemi che accelerino i processi naturali positivi, non può da sola superare lo stato dell’arte in materia di energia e purificazione del corpo umano. Di fatto, l'”ossigenatore cardiaco artificiale a flusso sanguigno autonomo” è stato proposto dal sottoscritto, che nella sua vita si è occupato di impianti industriali e ambientali, non di medicina e cardiologia.Purtroppo, persino “il cuore artificiale che ossigena il sangue autonomo” è stato accolto dal silenzio per non turbare il mercato dei pacemaker, che sono invenzioni utili ma ben lontane dal potenziale purificante ed energetico della mia invenzione, che potrebbe prolungare la vita umana di secoli, anche se integrata con altri organi artificiali.
Lo sviluppo del mondo terrestre deve avvenire attraverso una sorta di principio di vasi comunicanti che colleghi tutte le discipline per identificare sempre le migliori energie primarie, poi quelle secondarie o indotte, e infine diffonderle. Sbagliando la fonte primaria di energia terrestre e non chiudendo i cicli aperti negli impianti antropogenici fissi e mobili, gli esseri umani si dirigono inevitabilmente verso l’autodistruzione, perché sul pianeta Terra la migliore energia primaria del mondo è la fluidodinamica, non quella termica, non nucleare, estratta indirettamente dalla forza gravitazionale che è la forza più debole dell’energia dell’universo, la quale, come è noto, nell’universo è preceduta dalla forza elettromagnetica, dalla forza nucleare debole e dalla forza nucleare forte.
Non è un caso che l’uomo sia apparso sulla Terra dopo quattro miliardi di anni, quando l’ambiente era già stato purificato dall’inquinamento prodotto dalle due potentissime forze nucleari universali. È molto strano che la scienza mondiale non abbia mai fatto queste riflessioni e non abbia mai cercato di estrarre energia dalla forza debole dell’universo, che è certamente la più compatibile con la vita umana. È molto strano che nessun comitato scientifico mondiale sia mai stato incaricato di esprimersi sul potenziale della filastrocca SPAWHE.EU, sviluppata da me, non sulla base delle leggi della matematica e della fisica, ma sulla base della conoscenza pratica degli errori riscontrati negli impianti industriali e ambientali, dopo aver depositato oltre quaranta brevetti che spiegano in dettaglio sistemi di purificazione energetica sostenibili e interattivi che, senza utilizzare combustibili ed energie nucleari, potrebbero prolungare la vita umana e anche consentirci di esplorare lo spazio con le due forze deboli dell’universo, prodotte e immagazzinate con tecnologia terrestre.
Personalmente, non ho mai studiato fisica quantistica, ma studiando l’organizzazione scientifica del lavoro a livello globale, ho ripreso i principi scientifici della fluidodinamica, elaborati dagli scienziati del passato e poi trascurati, andando oltre il principio di indeterminazione di Heisemberg, che non ha portato all’individuazione di soluzioni, ma ha semplicemente aperto la mente di scienziati come Hawking a indagare al di là dei fenomeni nucleari e termodinamici. Per questo motivo credo che il principio di indeterminazione debba essere affiancato al principio di retroazione interattiva, che la scienza non ha inventato, preferendo continuare a studiare in modo monodisciplinare le energie fossili, nucleari e rinnovabili come l’energia solare, eolica e idroelettrica con il salto idraulico. Queste energie, dal punto di vista scientifico, sono piuttosto banali proprio perché sfruttano ciò che la natura offre senza potenziare i principi energetici interattivi. Il principio di retroazione interattiva è insito nell’organizzazione scientifica del lavoro globale, che oltre a contemplare l’organizzazione del lavoro industriale, considera anche gli aspetti ambientali ed energetici, ampliando i cicli lavorativi industriali, agricoli e urbani. Ma soprattutto, unificando i processi fluidodinamici dell’acqua e dell’aria che devono essere restituiti all’ambiente dopo l’utilizzo per scopi agricoli e industriali urbani. Questa unificazione dei processi, che apparentemente avrebbe dovuto portare a un aumento dei costi e delle dimensioni degli impianti antropici a livello mondiale, porterebbe in realtà alla semplificazione degli impianti, alla riduzione delle dimensioni e dei costi energetici e di depurazione, per il semplice fatto che i processi energetici e di depurazione avvengono simultaneamente se progettati con le giuste competenze scientifiche.
Pertanto, coloro che hanno governato e governano il mondo hanno una visione scientifica superficiale e, per evitare errori, si rivolgono caso per caso agli specialisti dei singoli settori. Gli specialisti di un singolo settore sono in grado di risolvere problemi specifici, non complessi, che richiedono competenze trasversali. Il principio di indeterminazione quantistica non ha prodotto grandi risultati a livello pratico, perché gli specialisti hanno continuato a lavorare in compartimenti stagni. Questa è la ragione principale per cui lo stato dell’arte della purificazione e dell’energia mondiale non è così avanzato come avrebbe potuto essere utilizzando principi interattivi.
Il ragionamento quantistico è stato migliorato solo con l’avvento dei computer e dell’intelligenza artificiale, ma solo il software mondiale ne ha beneficiato, mentre nessuno ha modificato l’hardware. Pertanto, l’energia primaria della Terra è rimasta legata alle forze principali dell’universo, ovvero termica e nucleare. La tecnologia si è concentrata sull’aumento delle rese degli impianti e delle macchine già inventati (termici, nucleari, pannelli solari, turbine eoliche, motori termici, pompe, turbine, generatori di corrente), invece di modificare tutto per creare impianti che producessero fenomeni interattivi proporzionali alle pressioni operative dei fluidi, senza coinvolgere calore, energia nucleare ed energie rinnovabili a bassa resa. Tutto questo è stato sintetizzato dal sottoscritto nella filastrocca di SPAWHE.eu, taciuta dall’intera scienza e tecnologia mondiale. Ovviamente, di conseguenza, anche tenuto in silenzio da politici, economisti, filosofi, media. La cultura di base è comune a tutte le categorie. Nelle scuole di tutto il mondo, nessuno ha insegnato che sul pianeta Terra con le attuali tecnologie leggermente aggiornate, l’energia e la purificazione potrebbero essere estratte direttamente dall’ambiente. Purtroppo, non è possibile capire dove finisca l’ipocrisia di tutte le categorie coinvolte e dove inizino le altre motivazioni, che possono essere ignoranza, interessi privati o semplici timori di perdere il lavoro di fronte all’inevitabile cambiamento del modello di sviluppo del pianeta Terra, se la veridicità della rima SPAWHE.eu fosse seriamente verificata. Oggi ci troviamo in una situazione paradossale a livello mondiale: il mondo intero si lamenta del notevole aumento dei costi energetici dovuto all’incremento dei prezzi del gas e del petrolio e a tutti gli aumenti dei costi dei beni primari, come pane, grano e trasporti. La classe dirigente politico-scientifica e tecnologica mondiale continua a non voler modificare gli attuali sistemi energetici e di depurazione per renderli interattivi. Sperano addirittura in una nuova generazione di energia nucleare, difficile da realizzare e incompatibile con l’ambiente terrestre, che produrrebbe energia a costi ancora più elevati, pur di non utilizzare l’energia interattiva che la natura ha sempre messo a disposizione, gratuitamente, degli abitanti della Terra.
Se esistesse davvero una democrazia mondiale, prima di decretare un aumento generalizzato delle bollette energetiche globali e dei prodotti energetici commerciali, che soprattutto inquinano irreparabilmente l’ambiente, almeno alcuni governi avrebbero dovuto provare a estrarre energia direttamente dall’ambiente senza trasformare la materia. Cosa serve per capire che l’aria compressa è il serbatoio di energia più potente ed economico al mondo? Mi sembra impossibile che nemmeno i premi Nobel per la fisica capiscano che deve essere utilizzata in un modo, non come si fa ora con pistoni e cilindri. Questi non possono essere considerati accumulatori di energia, ma semplici attuatori. Il miglior vettore energetico al mondo è la semplicissima acqua incomprimibile, ma anche questa deve essere utilizzata in un modo e riciclata all’infinito. Cosa serve per capire che è necessario modificare le pompe centrifughe, realizzandole con una doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante; e collegarle in serie con turbine e autoclavi pressurizzate? Non solo per produrre energia, ma anche per purificarla. Non solo negli impianti industriali, urbani e agricoli, ma anche nel cuore modificato degli anziani del futuro. La pressione, non il calore, è la fonte di energia. La saturazione di ossigeno, aumentata dalla circolazione controllata di acqua e sangue umano, rappresenta la massima purezza di acqua e sangue. Non è complicato regolare la pressione producendo elettricità tramite turbine, grandi o piccole, sia nell’ambiente che nel corpo umano, perché la scienza moderna finge di non capirlo?
3. L’ipocrisia dell’informazione scientifica mondiale.
Gli organizzatori dei congressi mi invitano, ma dovrei andarci a mie spese, perché gli sponsor non pagano ospiti indesiderati. Gli editori mi chiedono di pubblicare articoli in esclusiva, mentre gli accademici legati ai centri di potere partecipano a congressi pagati dai datori di lavoro e le loro pubblicazioni favoriscono l’avanzamento di carriera. Io non partecipo ai congressi e pubblico i miei articoli e brevetti sul mio sito web, in modo che siano accessibili a tutti, nella speranza di vedere qualcosa di simile realizzato prima di morire.
Rispondo agli inviti con la seguente lettera:
“ Cari organizzatori del congresso, redattori e lettori, le mie pubblicazioni e invenzioni sono accessibili a tutti. Non essendo mai state sperimentate e realizzate dai centri di potere mondiali, sono sempre nuove. Solo diffondendo gratuitamente la verità scientifica si può sconfiggere l’ipocrisia dei governi e delle multinazionali che sta distruggendo il pianeta.
Presentazione della mappa del sito web Spawhe.eu
Soprattutto negli ultimi tempi, si parla molto di una grande cospirazione mondiale dei ricchi e dei potenti contro i poveri e gli indifesi. Ma io, che nella mia vita sono stato progettista e installatore di impianti antropogenici, prima industriali e poi ambientali, e che da pensionato ho elaborato i dettagli per proporre un modello di sviluppo alternativo, credo che la situazione sia molto più complessa: non esiste alcuna cospirazione mondiale, ma solo irrisolvibili conflitti di interesse, dovuti a divisioni politiche, scientifiche, economiche e professionali. Nel sistema attuale, le persone più capaci e intraprendenti creano benessere per tutti, non in modo altruistico, ma per accrescere il proprio arricchimento personale. Queste persone, che rappresentano circa il 10% della popolazione, detengono il 75% della ricchezza mondiale e, oltre ad arricchirsi sempre di più, investono in tutti i settori delle attività umane, compresi i media, condizionando, soprattutto, il modo di produrre il benessere globale. Il resto della popolazione, che rappresenta il 90%, dipende direttamente o indirettamente da chi detiene la ricchezza mondiale, oppure è povero e disoccupato. Coloro che hanno un lavoro dipendente o privato, per non soccombere completamente ai centri di potere economici, si sono associati in partiti politici, sindacati, imprese, artigiane, categorie professionali, per difendere le proprie categorie. Pertanto, difendono solo interessi specifici. C’è un solo modo per combattere questo sistema ed è quello di entrare in tutti i dettagli dei piani antropogenici dei governi e delle Nazioni Unite, imponendo a tutti gli imprenditori del mondo un continuo aggiornamento dello stato dell’arte, realizzando sempre imparzialmente la soluzione migliore per il benessere globale. Purtroppo, questo non accade perché nessun governo e nemmeno le Nazioni Unite hanno compreso l’importanza dei dettagli, dato che governi e Nazioni Unite sono essenzialmente composti da politici e burocrati che non conoscono il mondo del lavoro da un punto di vista organizzativo, scientifico, tecnico ed economico. Pertanto, governi e Nazioni Unite non riescono a rendersi conto che la maggior parte delle invenzioni umane sono sbagliate e non possono emanare direttive legislative per correggerle. Nel frattempo, il pianeta Terra si sta avviando verso l’autodistruzione, perché nemmeno coloro che detengono il 90% della ricchezza mondiale hanno sviluppato soluzioni a livello globale. Sebbene tra gli uomini più ricchi del mondo ci siano degli inventori, le loro competenze sono specifiche, non globali. Non correggono i loro errori di investimento se un’autorità legislativa mondiale non dimostra e non legifera su soluzioni migliori. Eppure, le tecnologie attuali, leggermente modificate, insieme all’intelligenza artificiale, che sta accelerando le capacità di apprendimento e comunicazione, potrebbero consentire rapidamente un salto quantico nello sviluppo terrestre, se la scienza ufficiale mondiale, soprattutto i premi Nobel, fingessero invece di cercare le soluzioni che non hanno trovato.Non le hanno trovate perché, con le loro competenze specifiche, non sono in grado di approfondire i dettagli del lavoro di altri settori. Purtroppo, i premi Nobel intascano il meritatissimo riconoscimento e tacciono sulle soluzioni globali, sperando che vengano trovate nel mondo accademico, perché non discutono quelle proposte da chi non appartiene al loro mondo. Nel frattempo, i governi non correggono i propri errori e quelli degli imprenditori mondiali. Non si tratta di errori banali, ma di dettagli importanti che influenzano tutte le attività umane, in particolare i legami tra le diverse discipline scientifiche e le tecnologie. La scienza non si è dimostrata all’altezza della situazione globale, ma, essendo il punto di riferimento di tutti i governi del mondo, ha permesso la proliferazione di invenzioni tecnologiche incomplete che hanno prodotto il riscaldamento globale e la diffusione di virus contro l’uomo. L’evoluzione bioidroelettromagnetica compressa del pianeta e del corpo umano e la colonizzazione dello spazio, che non potevano essere concepite dalla scienza tradizionale, ma che derivano dall’approfondimento dello studio dell’organizzazione scientifica del lavoro umano globale, sono ancora in attesa che i comitati scientifici pubblici mondiali, pagati dai contribuenti di tutto il mondo, me compreso, decidano di prenderle in considerazione, assumendosi la responsabilità di richiedere sperimentazioni o di entrare nei dettagli di ciò che non condividono. Anche se ci sono molti scienziati pubblici, non temo il confronto. Non mi aspetto alcuno scontro con gli scienziati impiegati da aziende private che devono obbedire ai datori di lavoro, come il sottoscritto ha obbedito per tutta la sua vita lavorativa, rimandando lo studio di soluzioni alternative che non potevano essere improvvisate, essendo connesse tra loro in modo interattivo. Non nego che la scienza tradizionale abbia stabilito le basi per tutta la conoscenza umana. Affermo che la scienza odierna, ancora divisa in compartimenti stagni, sta rallentando il vero progresso scientifico e l’evoluzione dell’uomo, che con il cuore artificiale che ossigena il sangue potrebbe ridurre il consumo di cibo degli anziani, che con gli organi artificiali potrebbe allungare la vita umana di centinaia di anni, senza sottrarre risorse alimentari alla Terra. Infatti, l’energia necessaria agli anziani del futuro verrebbe estratta completamente dalla forza gravitazionale. Ma anche i giovani non sottrarranno molte risorse al pianeta eliminando i combustibili attuali. Inoltre, la principale fonte di cibo del pianeta sarà il pozzo artificiale che serviva anche e soprattutto a raffreddare il pianeta prima che le acque sommergessero tutte le città e le attuali zone costiere del mondo. Pertanto, contrariamente a quanto affermano gli attuali esperti scientifici mondiali, pagati da coloro che hanno prodotto il riscaldamento globale e i virus, non dobbiamo temere la crescita della popolazione mondiale, né il riscaldamento globale. Dobbiamo prevenire questi fenomeni progettando globalmente i sistemi antropici terrestri in modo interattivo,e difendere la vita umana con lo stesso criterio, poiché il corpo umano segue le stesse leggi naturali. Soprattutto, dobbiamo temere la manipolazione della scienza per fini privati e porre dei limiti all’arricchimento personale. Coloro che sono esclusi dagli attuali centri di potere scientifico ed economico mondiale, ovvero il novanta percento della popolazione mondiale, dovrebbero semplicemente, democraticamente, realizzare prototipi dimostrativi delle principali invenzioni alternative, che fino ad ora non sono costate un centesimo di alcuna valuta mondiale ai governi e agli imprenditori mondiali che hanno prodotto l’attuale modello di sviluppo. Pertanto, anche senza guerre e rivoluzioni potremmo cambiare il modello di sviluppo mondiale, semplicemente dimostrando concretamente che le principali invenzioni mondiali sono sbagliate dalle fondamenta, sia dal punto di vista ambientale che economico. Purtroppo, il 90 percento della popolazione mondiale che non appartiene ai centri di potere aspetta la manna dal cielo e non fa nemmeno il minimo necessario per modificare, almeno a livello dimostrativo, che un modello di sviluppo alternativo è possibile. Preferiscono proteste di piazza guidate da ragazze piene di buona volontà ma senza alcuna esperienza di lavoro, ricerca e progettazione. Questo è il modo migliore per continuare a perdere tempo, invece di addentrarsi nei dettagli errati di tutti gli impianti antropici fissi e mobili del mondo. Ho sprecato il mio tempo offrendo gratuitamente al mondo progetti interattivi che la scienza mondiale non ha mai prodotto. I concetti interattivi sono alla base del risparmio energetico ed economico globale, tuttavia non vengono utilizzati dalla scienza e dalla tecnologia mondiali attuali, a dimostrazione che le invenzioni a favore dei poveri devono essere finanziate dai poveri stessi, altrimenti nessuno le finanzia. Non è un caso che l’attuale ricchezza mondiale si basi sul consumo e sulla trasformazione delle risorse terrestri. I ricchi sono coloro che si appropriano delle materie prime e le consumano, trasformandole in parte in beni di consumo e in parte in rifiuti di produzione e inquinamento. Nei sistemi interattivi, l’approvvigionamento delle risorse energetiche mondiali verrebbe meno, pertanto la ricchezza dovrebbe essere prodotta solo attraverso una trasformazione e un riciclo continui, senza rifiuti di produzione e senza produrre inquinamento. Il sistema interattivo è quello utilizzato dalla natura terrestre. L’unica differenza consiste nell’aumento locale delle pressioni operative e nell’invenzione di macchine e sistemi semplici che innescano i processi, già chiaramente illustrati dal sottoscritto. Sarà la storia a giudicare se funzioneranno o meno. Non ho dubbi sul loro funzionamento. Ma la storia giudicherà soprattutto coloro che continuano a preferire le parole ai progetti concreti. Il mio è solo il sito web di un pensionato che non può pagare nessuno perché nessuno lo ha mai pagato per il suo lavoro e nessuno ha mai realizzato le sue invenzioni. Non credo nei cacciatori di teste e negli abbonamenti premium per far conoscere il mio lavoro.In questo modello di sviluppo non c’è posto per chi crede nell’onestà intellettuale, ma solo per chi è disposto a cercare le verità desiderate dai centri di potere mondiali. Chiunque può scegliere qualsiasi articolo dal mio sito web perché non sono un accademico, né un freelance. Non ottengo titoli e riconoscimenti con le pubblicazioni. Non ottengo nemmeno diritti d’autore perché le leggi internazionali non riconoscono i diritti d’autore agli inventori che non trovano finanziatori e non pagano le tasse di mantenimento per i brevetti di pubblica utilità regolarmente depositati. Tuttavia, è toccato al sottoscritto dichiarare al mondo scientifico ed economico che le energie della Terra che non sono interattive e non sono autodepurative non sono economiche, non sono sostenibili. L’intera classe dominante mondiale sta diffondendo disinformazione per non ammettere che l’energia pulita è ovunque e a costi molto bassi. Con il mio cuore autonomo ossigenante possiamo difenderci efficacemente dai virus e dalla vecchiaia. Con i miei motori lineari globali capaci di catturare e utilizzare la polvere interstellare e sistemi di purificazione e riciclo totali di elementi organici e minerali per scopi scientifici e alimentari, potremmo già iniziare a pensare alla colonizzazione dell’universo, mentre l’attuale classe dominante mondiale, politica, scientifica ed economica, è ancora legata all’economia petrolifera e alle borse mondiali. L’attuale modello di sviluppo sta distruggendo il pianeta con incendi che non riesce a spegnere perché ha un modo sbagliato di volare nell’atmosfera e nello spazio. Tuttavia, non sperimenta innovazioni sostenibili che non consentano una maggiore equità nella distribuzione della ricchezza mondiale. La verità non può essere nascosta per sempre perché nello spazio possiamo andare solo con le soluzioni migliori. Non quelle di coloro che attualmente gestiscono le agenzie aeronautiche e spaziali. Le generazioni future, prima o poi, lo capiranno e non ringrazieranno la nostra generazione.Potremmo già iniziare a pensare alla colonizzazione dell’universo, mentre l’attuale classe dominante mondiale, politica, scientifica ed economica, è ancora legata all’economia petrolifera e alle borse mondiali. L’attuale modello di sviluppo sta distruggendo il pianeta con incendi che non riesce a spegnere perché ha un modo sbagliato di volare nell’atmosfera e nello spazio. Tuttavia, non sperimenta innovazioni sostenibili che consentano una maggiore equità nella distribuzione della ricchezza mondiale. La verità non può rimanere nascosta per sempre perché nello spazio possiamo andare solo con le soluzioni migliori. Non quelle di coloro che attualmente gestiscono le agenzie aeronautiche e spaziali. Le generazioni future, prima o poi, lo capiranno e non ringrazieranno la nostra generazione.Potremmo già iniziare a pensare alla colonizzazione dell’universo, mentre l’attuale classe dominante mondiale, politica, scientifica ed economica, è ancora legata all’economia petrolifera e alle borse mondiali. L’attuale modello di sviluppo sta distruggendo il pianeta con incendi che non riesce a spegnere perché ha un modo sbagliato di volare nell’atmosfera e nello spazio. Tuttavia, non sperimenta innovazioni sostenibili che consentano una maggiore equità nella distribuzione della ricchezza mondiale. La verità non può rimanere nascosta per sempre perché nello spazio possiamo andare solo con le soluzioni migliori. Non quelle di coloro che attualmente gestiscono le agenzie aeronautiche e spaziali. Le generazioni future, prima o poi, lo capiranno e non ringrazieranno la nostra generazione.
Pertanto, per me non è importante come venga prodotta l’energia nucleare, come vengano accelerate le particelle: l’importante è aver individuato i principi scientifici di sopravvivenza dell’uomo terrestre e il modo di riprodurli, sia come fonte di energia per i mezzi di trasporto spaziale, sia come fonte di cibo e acqua, sia come fonte di materiali essenziali per la costruzione di pezzi di ricambio attraverso la cattura di polveri interstellari.
Purtroppo, la scienza mondiale, gli inventori e gli imprenditori non hanno compreso che l’effetto purificante ed energetico della terra può verificarsi simultaneamente solo se la pressione atmosferica viene sfruttata staticamente e l’acqua, vettore energetico, viene fatta circolare. Un flusso unidirezionale. Infatti, gli attuali sistemi che sfruttano la pressione dell’aria e del gas sono semplici attuatori di energia, non produttori. Ovviamente, con semplici attuatori non è possibile estrarre energia e acqua dai sistemi. È prima necessario pressurizzarli in autoclavi, poi lasciarli uscire in un’unica direzione per il principio di impenetrabilità dei corpi. Solo con questa circolazione unidirezionale possiamo creare una fonte di energia infinita con bassi costi di usura. Solo in questo modo possiamo sfruttare un grande salto di pressione unidirezionale che alimenta una pompa multistadio utilizzata come turbina che produce energia elettrica primaria con la sua generazione di corrente, mentre l’acqua recuperata viene reimmessa nel sistema. Il sottoscritto ha spiegato con numerosi esempi come ciò sia possibile, raccogliendo purtroppo solo silenzi da tutta la scienza mondiale, che nel frattempo si premia a vicenda con il Premio Nobel per semplici intuizioni energetiche sulle particelle nucleari che, pur importanti a livello culturale, non possono essere utilizzate nell’energia terrestre, la quale deve innanzitutto garantire la sopravvivenza degli equilibri terrestri, ben diversi da quelli spaziali. Ho trovato molto utile leggere il libro di Stephen Hawking che, oltre ad essere un grande scienziato, fu anche un grande uomo, che convisse con una gravissima malattia per gran parte della sua vita, senza autocommiserarsi, come probabilmente avrebbero fatto molti uomini, rinunciando alla dignità del lavoro. Credo tuttavia che, per essere coerenti con l’ambiente in cui viviamo, l’energia primaria della Terra debba essere prodotta dinamicamente con fluidi freddi, studiando imparzialmente l’organizzazione del lavoro terrestre, senza protoni e neutroni e senza acceleratori di particelle. In sostanza, per conquistare lo spazio dobbiamo riprodurre il nostro ambiente naturale nel trasporto spaziale, non quello della NASA e di altre entità spaziali condizionate da una ricerca energetica errata, basata sulla termodinamica e influenzata dal nucleare, energie sviluppate per superare le guerre mondiali. La nostra energia deve essere interattiva e deve essere in grado di effettuare milioni o miliardi di cicli energetici senza essere consumata. Ciò è possibile perché l’acqua e l’aria possono fuoriuscire parzialmente dalle prese d’aria atmosferiche, essere recuperate e reinserite nei circuiti.
L’energia idroelettromagnetica compressa derivante dallo studio dell’organizzazione mondiale del lavoro sulla Terra ha un solo difetto: “NON ESISTE”. Chi controlla la scienza e l’economia mondiali, che hanno ampiamente utilizzato l’organizzazione scientifica del lavoro in ambito industriale, non vuole applicare le stesse regole anche agli aspetti ambientali per non ridurre i profitti economici derivanti dalla vendita e dalla trasformazione delle energie attuali e per non essere costretto a demolire l’immensa quantità di impianti antropici inadeguati in tutto il mondo.
Personalmente, ritengo che gran parte della comunità scientifica, non conoscendo direttamente il lavoro quotidiano nelle fabbriche e nei cantieri, ma solo i principi matematici, non si renda conto degli immensi costi economici che gli acceleratori di particelle tanto desiderati dai fisici di tutto il mondo comportano, mentre una semplice e pratica organizzazione del lavoro, applicata in modo imparziale, porterebbe a uno sviluppo sostenibile accessibile anche ai paesi più poveri.
4. La divisione delle competenze e le normative internazionali in materia di proprietà industriale e intellettuale sembrano essere state concepite specificamente per impedire invenzioni complete e interattive.
Esisterebbe un modo infallibile per evitare errori negli investimenti globali in ambito ambientale ed energetico: creare piccoli impianti pilota prima di estenderne la diffusione a livello mondiale. D’altro canto, sia i governi che le multinazionali commettono errori nella progettazione e negli investimenti, non finanziando le innovazioni che potrebbero migliorare gli impianti antropici a livello globale. Il mio lavoro, iniziato a vent’anni, è sempre stato quello di cercare di ottimizzare le prestazioni degli impianti antropici, sia dal punto di vista industriale che ambientale. Se non mi fossi costantemente aggiornato sulle discipline scientifiche e sulle nuove tecnologie, non sarei stato in grado di svolgere bene questo lavoro. Purtroppo, non posso dire di averlo fatto al meglio perché, soprattutto nei confronti dei datori di lavoro, dovevo rispettare le direttive delle grandi industrie e i capitolati d’appalto per le opere pubbliche. In particolare, lavorando per una piccola azienda in subappalto, se avessi proposto delle modifiche, avrei rischiato di danneggiare il mio committente. Ho rimandato il mio contributo alla scienza e alla tecnologia alla pensione, quando avrei potuto, con maggiore obiettività e serenità, dedicarmi alle mie riflessioni, ricerche e intuizioni. Grazie a Internet, scrivo e pubblico le mie soluzioni anche in inglese, ma non ho imparato a parlarlo. Avrei solo sprecato tempo imparando l’inglese, senza sapere quanti anni avrei vissuto da pensionato. Soprattutto, mi interessava completare il mio lavoro per le generazioni future. Nella società odierna, è molto difficile per chiunque trovare la motivazione per portare a termine il percorso inventivo intrapreso. Io stesso, molte volte, di fronte ai silenzi accumulati, ho pensato di smettere, ma all’improvviso, non so dove, mi è venuta una nuova idea e non ho potuto fare a meno di svilupparla. Avendo compreso che le mie soluzioni sono universalmente sgradite a tutti coloro che hanno commesso errori nell’attuale modello di sviluppo, ho preferito rinunciare alla ricerca di interlocutori e abbreviare le conclusioni, pur rischiando di commettere qualche errore, che in ogni caso ritengo improbabile, poiché ho sempre cercato e trovato riscontri scientifici per le mie intuizioni.
Non ho risposto all’ultima lettera dell’Ufficio Brevetti italiano del 19/10/2021 relativa alla domanda 1020210000199007, intitolata “Sistema di cattura di polveri interstellari e sistemi ambientali spaziali”, nella quale mi veniva chiesto di modificare la descrizione, di inviare nuove rivendicazioni e di integrare i diritti di deposito allo Stato italiano con € 45 qualora superassi il numero di 10 rivendicazioni. Questi burocrati ministeriali, avendo capito che non prendo in considerazione le loro accuse di violazione dei principi energetici, non sanno più quali scuse trovare per respingere le mie invenzioni, quindi mi scrivono chiedendomi di riscrivere tutto. Non faccio nulla di quanto mi è stato richiesto, poiché considero il mio lavoro concluso. Sarà la posterità a giudicare. Gli uffici brevetti dovrebbero detenere solo le invenzioni depositate. Non hanno le conoscenze e l’esperienza per valutarle a causa della formazione ricevuta nelle scuole di formazione e della divisione delle competenze scientifiche stesse. Le mie invenzioni, che ho depositato in oltre quaranta domande di brevetto, sono state sviluppate in sedici anni di lavoro non retribuito, senza l’aiuto di alcun pubblico o privato, e nemmeno di editori, poiché per renderle note le ho rese accessibili a tutti, senza rivendicare diritti d’autore. Se si devono riconoscere dei diritti, questi devono appartenere all’inventore, non allo scrittore. Ma non ho pagato le tasse di mantenimento per i brevetti che mi sono stati concessi perché sarebbe stato uno spreco di denaro, dato che nella società odierna nessuno lo avrebbe finanziato (come è stato dimostrato). Ovviamente, non ho speso soldi per presentare ricorsi legali contro i brevetti che non mi sono stati concessi con accuse come “moto perpetuo” e “violazione dei principi della termodinamica”, poiché il moto perpetuo è inutile e non ho bisogno della termodinamica per produrre energia, ma solo della fluidodinamica e dell’elettromagnetismo. Tuttavia, anche senza spendere soldi in tasse di manutenzione e ricorsi legali, solo per rispettare la burocrazia dei depositi nazionali e internazionali (i più importanti) ho dovuto sostenere una spesa di circa 20.000 euro, una cifra che un cittadino come me non può permettersi, considerando che quando ho iniziato a inventare avevo ancora una famiglia di cinque persone a carico. Per fortuna, siamo sopravvissuti anche alle incongruenze della burocrazia mondiale. Le mie invenzioni, sviluppate nell’arco di sedici anni, avrebbero potuto avere un solo titolo: “Nuovo modello mondiale di sviluppo energetico interattivo, autopurificazione terrestre e spaziale”.Ovviamente, posso attribuire questo titolo solo alla fine del lavoro svolto, cosa che non potevo fare prima, dato che conoscevo solo i punti di partenza, non quelli di arrivo. Certamente non sapevo che sarei stato costretto a compiere l’intero viaggio da solo, senza interlocutori pubblici e privati. Fino alla fine del mio lavoro, non avrei immaginato che con l’energia estratta dalla forza gravitazionale, che avrei utilizzato come fonte primaria di energia terrestre, sarei stato in grado, almeno virtualmente, di colonizzare persino lo spazio infinito. Anzi, di catturare, lungo le rotte interstellari, la polvere interstellare che contiene i principali minerali terrestri senza la fatica e i pericoli che le attuali miniere terrestri comportano. Non idrogeno trasformato in combustibile, non energia nucleare di nuova generazione e nemmeno quella che Bill Gates vorrebbe catturare nell’atmosfera con gli aquiloni. https://www.spawhe.eu/open-letter-to-mr-bill-gates-on-energy-miracle/ . Ha già compiuto i primi miracoli senza spendere un dollaro in ricerca scientifica, zero dollari in trasformazioni industriali delle fonti energetiche e zero dollari in consumo di energia.
Non vale la pena rispondere all’Ufficio Brevetti italiano, se in tutto il mondo nessun governo e nessuna multinazionale ha mai preso in considerazione invenzioni basate sui principi della fluidodinamica interattiva, nonostante le lettere aperte ai governi italiano ed europeo, alle Nazioni Unite e alla Corte Internazionale di Giustizia, che non condanna il “reato di omissione di atti di pubblica utilità”. Fino a prova contraria, tutte le mie invenzioni sono di pubblica utilità ambientale ed energetica. I politici e i giudici che non sono in grado di comprenderle avrebbero dovuto sentire il dovere di consultare la scienza a livello globale, almeno per sapere se qualcuno fosse in grado di comprendere il significato di SPAWHE (Impianti Sinergici, Pozzi Artificiali, Energia Idroelettromagnetica). È troppo comodo per politici, economisti e giudici governare senza sintetizzare le competenze specifiche degli specialisti nei vari settori a livello mondiale. È evidente che ogni categoria tira l’acqua al mulino. Se io, in qualità di progettista e installatore di impianti industriali, non mi fossi sentito incompleto di fronte alla progettazione e all’installazione di sistemi di depurazione, sollevamento e distribuzione dell’acqua, purificazione dell’aria e sistemi energetici, non avrei cambiato lavoro per ampliare le mie esperienze e competenze di progettazione a livello globale.
Come possono i politici e gli economisti che governano il mondo fare le scelte giuste dal punto di vista tecnico, scientifico ed economico, se non esiste nessuno sulla Terra che progetti gli impianti a livello globale? Come possono i giudici nazionali e internazionali condannare i crimini di omissione di pubblica utilità, se nessun ente di ricerca terrestre, pubblico o privato, ha mai cercato le chiavi che innescano i processi interattivi fluidodinamici naturali a velocità e pressioni diverse da quelle atmosferiche? Col senno di poi, dopo i depositi di brevetto e le pubblicazioni del sottoscritto, avrebbe dovuto essere chiaro che è necessario cambiare il modo in cui funzionano pompe, turbine e autoclavi. Se i lavoratori pubblici e privati non lo capiscono per non ammettere i propri errori e, al tempo stesso, i propri investimenti del secolo scorso, qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di finanziare gli esperimenti nell’interesse di tutti, soprattutto delle generazioni future.
Politici, economisti e giudici non dovrebbero prendere decisioni solo perché non possiedono competenze globali, ma dovrebbero quantomeno comprendere che l’attuale società mondiale non funziona perché non è progettata in modo multidisciplinare. Nemmeno i ministeri, le facoltà universitarie e le multinazionali possiedono la multidisciplinarietà, poiché sono tutti specialisti in singole discipline. È ovvio che tutti fingono di non comprendere i sistemi proposti dai sottoscritti, poiché si tratta degli stessi sistemi che avrebbero progettato se, invece di pensare con la propria testa, avessero ragionato con esperti di altri settori. Ma nessuno dovrebbe ammettere i propri errori e demolire gli impianti sbagliati. Il compito di politici, economisti e giudici internazionali non è quello di accontentarsi dello stato dell’arte prodotto dall’attuale sistema di specialisti separati, ma di metterli insieme in modo che la progettazione sia globale. Se politici, economisti e giudici non sono in grado di pensare globalmente, anche se non sono in grado di pianificare globalmente, arrecano più danno che beneficio alla società mondiale. Per questo motivo affermo che il crimine di omissione è il pane quotidiano dei governi e degli enti pubblici di tutto il mondo e aspetto che qualcuno dimostri che le mie invenzioni, non finanziate da alcun ente pubblico o privato mondiale, siano sbagliate. Anche partendo dai miei possibili errori, si potrebbero fare progressi nella progettazione globale di impianti antropogenici che riguardano tutte le attività umane, comprese quelle che dovrebbero anche portarci a una progettazione spaziale sostenibile. Sono consapevole di essere sconosciuto, sia nella città in cui vivo, sia nel mio paese, per non parlare del fatto che i potenti della Terra considerino le mie soluzioni, ma penso anche che questa sia stata la forza che mi ha spinto ad andare fino in fondo. Se una qualsiasi delle mie invenzioni fosse stata realizzata, probabilmente mi sarei sentito soddisfatto e appagato dal successo ottenuto. Invece, non vedendo nessuna delle mie invenzioni concretizzarsi, sono stato stimolato a far progredire lo stato dell’arte virtualmente per mettere in discussione le competenze dell’intera classe dominante mondiale, politica, scientifica, economica, capitalista, comunista, socialista, populista. A prescindere dalle diverse ideologie, di comune accordo governi e multinazionali hanno preferito continuare a produrre invenzioni specifiche, scollegate tra loro, che, non essendo interattive, non possono chiudere tutti i cicli chimici che si aprono. I tecnici e gli scienziati di tutto il mondo dovrebbero parlare la stessa lingua, al di là delle ideologie.
Se non si individuano i difetti originari dei sistemi energetici o di depurazione, anche se questi migliorano le prestazioni delle macchine, i difetti originali non possono essere superati. Se un sistema produce inquinamento, l’unico modo per non inquinare è cambiare il sistema. La natura terrestre, non spaziale, ci ha insegnato che con il tempo tutto può essere purificato e rigenerato, ma allo stesso tempo ci ha dato la possibilità di aumentare localmente l’ossigenazione incrementando le pressioni senza trasformare completamente la materia.
Dobbiamo essere noi a scegliere le soluzioni migliori, ma dobbiamo farlo prima di investire milioni di dollari, euro o qualsiasi altra valuta. Non possiamo illuderci di poter sostituire il petrolio o il gas con le cosiddette energie rinnovabili, che sono complesse e discontinue. Basti pensare che per produrre un kWh servono almeno 10 metri quadrati di spazio nelle migliori condizioni di esposizione e che per produrre energia eolica, per generare una pressione di un bar sulle pale rotanti, è necessario un vento di circa 80 km/h. Queste energie rinnovabili implicano l’utilizzo di costosi e pesanti accumulatori di energia. È evidente che le energie rinnovabili non possono sostituire l’energia termica, con i suoi vari tipi di combustibili, e l’energia nucleare, che, pur avendo rese migliorate, non è riuscita a eliminare i difetti originari.
Ho letto sulla rivista “Ambiente e Veleno” che il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi è contro l’energia nucleare e non ha nulla di meglio da proporre che l’energia solare. (https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/12/21/il-nobel-per-la-fisica-parisi-scettico-su-nucleare-in-italia-meglio-investire-nel-fotovoltaico-e-su -energy-saving / 6434141 /) . Mentre il prof. Angelo Tartaglia, ingegnere nucleare e professore emerito di Fisica presso il Dipartimento di Scienze Applicate e Tecnologie del Politecnico di Torino, spiega: “Al momento non c’è soluzione al problema delle scorie, i costi sono altissimi, la sicurezza è un’illusione”. “Non è chiaro se Roberto Cingolani (Ministro della transizione ecologica italiana) sia uno scienziato o un paladino di un modello economico. Questi nuovi mini-reattori andrebbero realizzati, ma non esistono. Non esiste la quarta generazione di energia nucleare. Ci troviamo di fronte a un’emergenza climatica che ci impone di dimezzare le emissioni di CO2 entro dieci anni. Non so come l’energia nucleare possa essere uno strumento utile se ci vogliono decenni per sviluppare le nuove tipologie”.
Ovviamente, concordo con il professor Tartaglia. Ma ciò che mi chiedo è il seguente: è possibile che questi illustri scienziati si scontrino tra loro su diversi fronti scientifici monotematici e non osservino le soluzioni già sviluppate dalla natura senza l’uso di tecnologie, e nemmeno le più semplici, frutto della cura dei dettagli dovuta all’organizzazione scientifica del lavoro, che porterebbe automaticamente a scartare soluzioni meno produttive e vantaggiose dal punto di vista economico se applicate non solo negli impianti di produzione, ma anche in altre attività umane?
La scienza mondiale non si è mai preoccupata di organizzare il lavoro ambientale globale. Gli scienziati si sono immersi nei problemi scientifici senza un ordine preciso, spinti dalla sete di conoscenza dei misteri dell’universo e del pianeta in cui viviamo. Le invenzioni più importanti prodotte sul pianeta Terra non sono nate dalla necessità di proteggere la vita umana e l’ambiente in cui viviamo, bensì dalla necessità di ridurre la fatica umana, di proteggerci dal freddo e dal caldo eccessivo. Il salto qualitativo nelle prestazioni degli impianti e delle macchine progettate dall’uomo può avvenire solo se l’organizzazione scientifica del lavoro viene applicata anche agli aspetti ambientali, chiudendo tutti i cicli che si aprono negli impianti. Ciò non è possibile se i sistemi non diventano interattivi, e non possono diventare interattivi se non vengono modificati, soprattutto le pompe, che sono il cuore di tutti i sistemi fluidodinamici, proprio come il cuore è la pompa del corpo umano.
Non è un caso che “l’organizzazione scientifica del lavoro”, pubblicata nel 1911 da Frederick Taylor, abbia soprattutto stimolato la velocità di produzione dei beni di consumo, a prescindere dalle fonti energetiche utilizzate e dagli effetti collaterali sull’ambiente. Le due guerre mondiali che ne sono seguite hanno portato alla corsa agli armamenti e a invenzioni mai considerate a livello globale. La potenza del fuoco, la termodinamica e l’energia nucleare hanno dominato il secolo scorso come fonti energetiche primarie. Non è un caso che i trasporti mondiali si siano sviluppati attraverso caldaie a vapore e motori termici, mentre l’elettricità è stata prodotta in grandi centrali termoelettriche e nucleari per essere trasportata a distanza ad alta tensione e poi distribuita localmente a bassa tensione. Questo modello di sviluppo sta distruggendo l’ambiente e le risorse del pianeta senza che la scienza mondiale si opponga seriamente, essendo composta da scienziati impiegati da centri di potere pubblici e privati che traggono ricchezza dal modello di sviluppo che hanno creato. Le facoltà scientifiche mondiali lavorano in compartimenti stagni monotematici. Non comunicano tra loro, ma con potenziali clienti multinazionali, ugualmente specializzati in singoli settori scientifici e tecnologici. Poiché i governi hanno smesso di essere imprenditori, il commercio di brevetti è diventato unilaterale: dagli enti pubblici a quelli privati. Tutti parlano dei grandi problemi ambientali, ma nessuno li prende sul serio perché dobbiamo mettere in discussione l’attuale modello di sviluppo dalla A alla Z.
Gli inventori che non appartengono ai centri di potere economico arrivano economicamente dissanguati alla fase finale del lavoro a causa del silenzio dell’intera scienza mondiale, degli imprenditori, dei politici, dei legislatori e dei media. La divisione delle competenze delle singole professioni è complice degli attuali disastri globali. Infatti, la modifica delle pompe proposta nel 2015 non è stata improvvisata. È iniziata nel 2006, unificando virtualmente i cicli di depurazione dell’acqua e dell’aria per sfruttare al meglio i principi della fluidodinamica interattiva di Henry, Pascal, Venturi e Torricelli. Sarebbe bastato applicare le equazioni di Bernuolli per calcolare l’energia prodotta all’uscita della turbina e quella assorbita sull’asse della pompa di ricircolo per comprendere la differenza tra energia spesa e prodotta. Le applicazioni di questo sistema, che la scienza ha ignorato e nessuno ha compreso, sono infinite e applicabili in tutti i settori dell’attività umana.
Quando mi sono reso conto che nessuno mi avrebbe ascoltato (mentre in realtà lo hanno fatto), dal 2014 ho creato un sito web chiamato SPAWHE.eu, che sta per “Impianti Sinergici, Pozzi Artificiali, Energia Idroelettromagnetica”, che rappresenta un modello di sviluppo sostenibile per la purificazione e l’energia del mondo, alternativo a quello attuale, inquinante, antieconomico e che spreca le risorse naturali del pianeta. Se un sistema ha la caratteristica dell’universalità, può essere realizzato di qualsiasi dimensione, rispettando i principi funzionali e quelli di conservazione dell’energia. Infatti, con lo stesso sistema ho anche proposto il cuore artificiale e i motori spaziali lineari. Purtroppo, ho raccolto solo silenzi dalla scienza attuale, dai governi e dagli imprenditori di tutto il mondo, senza che nessuno si sia assunto la responsabilità di spiegarne i motivi, a parte l’ufficio brevetti europeo e quello italiano, che hanno dimostrato la loro ignoranza scientifica parlando di moto perpetuo. Per poi contraddirsi con la concessione del brevetto per l’auto idroelettrica, che funzionerebbe con lo stesso sistema. Ovviamente, non ho realizzato l’auto idroelettrica senza finanziatori. Ma ciò che più mi preoccupa è il silenzio della scienza che deve formare i progettisti, gli scienziati, gli inventori, gli economisti, i politici del futuro. Non posso consultare gli scienziati del passato che mi hanno ispirato a studiare i principi della fluidodinamica: Henry, Pascal, Torricelli, Newton, Venturi, né quelli dell’elettromagnetismo terrestre: Maxwell, Faraday, Neumann, Lenz, Lorentz, Tesla, che certamente sarebbero lieti di sapere che l’energia idroelettromagnetica compressa interagirebbe perfettamente con i solenoidi costituiti da sottilissimi fili di rame, protetti da vernici isolanti, che ci hanno permesso di produrre l’elettromagnetismo terrestre. Chi si occupa di economia dovrebbe capire che per mantenere basse le temperature dei fili di rame non è conveniente produrre energia termica che implichi sistemi di raffreddamento, non è nemmeno conveniente utilizzare combustibili che richiedono sistemi di depurazione dei fumi, ma non è nemmeno conveniente acquistare combustibili se è possibile estrarre energia dall’aria che si è addensata per effetto della forza di gravità e dall’acqua che la stessa gravità mantiene liquida alla pressione atmosferica e alla temperatura terrestre. Cosa studiano gli economisti di tutto il mondo nelle università, quando lavorano a fianco dei politici nei governi? Solo il monetarismo e come mantenere l’attuale equilibrio di potere economico?
Applicando l’organizzazione scientifica del lavoro a livello globale, sarebbe stato logico che la soluzione migliore dal punto di vista ambientale, per risparmiare risorse naturali e produrre energia terrestre, fosse la fluidodinamica, che, non riscaldando i sottili fili di rame utilizzati per generare le correnti indotte, risulta più affidabile, economica, compatta e anche più potente. La forza è data dalla portata, dalla densità e dalla pressione del prodotto. Il calore presente sul pianeta Terra non è necessario per produrre elettromagnetismo. Abbiamo già la gravità libera, l’aria atmosferica con una pressione iniziale di un bar e l’acqua con una densità 830 volte superiore a quella dell’aria.
È stata una follia, sia per la scienza che per gli imprenditori terrestri, utilizzare il calore per produrre energia; ancor più folle è stato tentare di produrre esplosioni nucleari controllate per scindere l’atomo, pur disponendo di una forte forza gravitazionale. Solo analizzando nel dettaglio i cicli di lavoro delle macchine terrestri che producono la forza primaria da cui si ottengono elettricità ed elettromagnetismo è stato possibile giungere alla chiave per districare l’intricato groviglio energetico e ambientale della Terra. Purtroppo, la classe dominante mondiale non accetta questa realtà. Non vuole rinunciare al calore dei combustibili, all’energia nucleare e alle attuali energie rinnovabili discontinue e a basso rendimento. Queste non potranno mai sostituire l’energia termica e nucleare. Nel frattempo, continua a ignorare la vera alternativa di energia primaria terrestre, ovvero l’energia idroelettromagnetica compressa.
Cosa serve per capire che questa energia, che può essere prodotta alla temperatura terrestre con ingredienti naturali come aria e acqua, che non cambiano la loro formula chimica, permetterebbe di produrre elettromagnetismo terrestre a costo zero, molto più delicato di quello prodotto dalle esplosioni nucleari dell’universo, ma perfettamente collegabile ad esso? Queste semplici considerazioni sarebbero dovute bastare a chiarire che la scienza non conosce l’organizzazione scientifica del lavoro, che gli imprenditori conoscono solo quella che aumenta la velocità di produzione dei beni di consumo, e che politici ed economisti fanno leggi su misura per chi detiene la ricchezza mondiale, in modo che possa conservarla a lungo, a scapito del vero progresso. I paesi comunisti e capitalisti la pensano allo stesso modo in materia di energia e competono tra loro a chi vende più gas, petrolio, energia nucleare e rinnovabili che non valgono nulla.
Le attuali borse mondiali creano ricchezza non con il lavoro reale, ma con le speculazioni monetarie. I ricchi possono comprare e vendere ciò che vogliono e persino i piccoli investitori li seguono, anche se raccolgono solo le briciole della ricchezza mondiale. È ovvio che una società per azioni chiamata SPAWHE non nascerà mai. https://www.spawhe.eu/a-global-stock-company-against-errors-omissions-and-opportunities-wasted-by-science-and-world-power-centers/ ,
Le attuali leggi sui brevetti industriali non sono adeguate a promuovere uno sviluppo globale ed equilibrato dell’ambiente e dell’energia mondiale. Chi deposita un brevetto piuttosto complesso in Italia, se supera le 10 rivendicazioni, deve pagare 45 euro per ogni rivendicazione aggiuntiva. Se avessi avuto la possibilità di sviluppare un mio modello di sviluppo alternativo, consistente in quaranta depositi di brevetti con dieci rivendicazioni ciascuno, avrei dovuto spendere 18.000 euro (400 * 45). Considerando che sul pianeta Terra ci sono 196 stati sovrani e che per ottenere il diritto d’autore avrei dovuto pagare gli stessi diritti in tutti i paesi del pianeta, o almeno nei più importanti paesi del G20, avrei dovuto pagare, più o meno, gli stessi costi moltiplicati per 20 = 360.000 euro. Inoltre, avrei dovuto pagare tasse di mantenimento annuali negli stessi paesi per vent’anni. Arrotondando per difetto i costi da sborsare alla burocrazia mondiale, si arriverebbe a 7.200.000 euro, escluse le imposte sugli utili aziendali.
Queste leggi sono concepite per proteggere invenzioni commerciali prodotte in serie enormi in tutto il mondo e con pochissime rivendicazioni. Nessuno capisce che centinaia di migliaia di invenzioni industriali commerciali, scollegate tra loro e con dieci rivendicazioni, non possono avere lo stesso valore di un’unica invenzione complessa e completa, composta da quaranta invenzioni e quattrocento rivendicazioni collegate tra loro come in un unico impianto, che ha affrontato contemporaneamente tutti gli aspetti ambientali, energetici ed economici.
Sulla Terra sono necessari grandi progetti globali non commerciali, e questi progetti dovrebbero essere interconnessi. Tali progetti avrebbero dovuto essere studiati da scienziati e inventori pubblici. Invece, i ricercatori pubblici collaborano con le multinazionali per produrre piccole invenzioni commerciali. Questo accade anche perché non sono coordinati da statisti ed economisti illuminati. Ma dove dovrebbero essere formati statisti ed economisti illuminati? Finché non si comprenderà che l’organizzazione scientifica del lavoro deve essere sviluppata a livello globale, non ci sarà possibilità di formare una classe dirigente competente, capace di coordinare scienza, tecnologia ed economia, strettamente legate anche alla tutela dell’ambiente, alla sua salvaguardia e all’esplorazione spaziale, come riassunto nella filastrocca di Spawhw.eu. Nel 2022 siamo ancora a zero in materia di tutela ambientale e produzione di energia sostenibile. Tutti parlano di energie rinnovabili senza rendersi conto che, senza un’organizzazione del lavoro a livello globale, anche le energie rinnovabili sono destinate al fallimento. Il mio ragionamento è semplice: la natura terrestre (non quella universale) non possiede le due forti energie nucleari, ma solo la forza gravitazionale e l’invisibile elettromagnetismo generale, e non dispone nemmeno delle tecnologie inventate dall’uomo, che per svilupparsi ha utilizzato sistemi semplici ma interattivi, molto lenti, ma infallibili. Questo spiega perché la razza umana, che è la più intelligente, si sia sviluppata solo negli ultimi 300.000 anni e non nei precedenti quattro miliardi di anni. È evidente che nelle epoche precedenti non esistevano tutti i microrganismi necessari per avviare l’umanizzazione. Oggi l’uomo domina il pianeta Terra, ma non ha imparato la lezione che avrebbe dovuto apprendere dalle sue origini: la sua esistenza è dovuta a processi interattivi delicati, complessi e lunghissimi. Ha semplificato le cose, creando specializzazioni tra le varie discipline e professioni. Il corpo umano stesso è stato suddiviso in piccole parti, ma per fortuna esistono medici di base che ci indirizzano a specialisti, ortopedici, endocrinologi, cardiologi, neurologi, caso per caso. Sebbene esistano specialisti per curare il pianeta Terra, non ci sono sostituti per i medici di base. Chi governa dovrebbe sostituire i medici di base del pianeta. Ma coloro che hanno governato il pianeta in passato lo hanno fatto con la forza, sottomettendo altri popoli, e con la democrazia lo fanno con compromessi e negoziati, che variano a seconda di chi vince le elezioni, o con colpi di stato. Non c’è nulla di scientificamente organizzato nel governo del pianeta Terra, perché chi governa non ha una cultura di base per prendersi cura dell’ambiente e dell’economia mondiale. Nemmeno la scienza possiede questa cultura perché è divisa in settori,È dimostrato che non è in grado di proporre impianti antropici sostenibili utilizzabili su tutto il pianeta, e lo stesso vale per gli inventori che producono invenzioni pratiche di grande successo, ma non sempre compatibili con l’ambiente e lo sviluppo sostenibile del territorio. Basti pensare ai leggendari motori termici di Ferrari, Mercedes, McLaren, Lamborghini e Bugatti, posseduti da moltissimi appassionati in tutto il mondo, che in diverse versioni, ma con gli stessi carburanti, moltiplicati per miliardi di unità in tutto il mondo, sono i principali responsabili dell’inquinamento, del riscaldamento globale e di un’economia sbagliata, avendo impedito la ricerca di motori altrettanto potenti ma puliti, persino in grado di purificare l’ambiente, che non utilizzerebbero carburanti ma aria e acqua, che non costano nulla e non consumano, e che potrebbero sommare la spinta di Newton e Lorentz, permettendo persino di raggiungere lo spazio. È chiaro che i motori termici non saranno mai in grado di fare queste cose, anche se continueranno a esibirsi nelle corse automobilistiche con le leggendarie Ferrari, Mercedes, McLaren, Lamborghini e Bugatti.
Il pianeta Terra, prima di essere governato da politici, economisti e giudici, avrebbe dovuto dare maggiore importanza all’organizzazione scientifica del lavoro, sviluppata nel dettaglio in tutte le attività umane, alla ricerca delle chiavi nascoste che innescano i principi interattivi. Trovare queste chiavi, che la natura utilizza a pressione atmosferica per produrre clorofilla, fotosintesi, biochimica e ciclo del carbonio a pressioni superiori a quella atmosferica, è il vero segreto dell’energia sostenibile della Terra. Queste chiavi non potrebbero essere trovate senza addentrarsi nei dettagli dell’organizzazione scientifica del lavoro terrestre, un aspetto che la scienza e gli inventori non hanno mai approfondito perché possiedono una conoscenza specifica, non globale, del lavoro.
L’insegnamento della natura terrestre, che ha agito correttamente al momento giusto, purificando l’ambiente e creando la vita biologica e animale, pur senza ricorrere alla tecnologia, non è stato preso in considerazione da scienziati e inventori, ma politici ed economisti non hanno organizzato il lavoro a livello globale per facilitarne la ricerca. Di fatto, l’organizzazione scientifica del lavoro umano è stata applicata solo all’industria manifatturiera. Al contrario, dovrebbe essere applicata a tutte le attività umane e costantemente aggiornata in base ai progressi tecnologici a livello globale. Oggi, tuttavia, notiamo diverse velocità di sviluppo nei vari settori dell’attività umana, che dipendono unicamente dagli aspetti commerciali e dalla scarsa cultura scientifica di politici e legislatori, incapaci di regolamentare uno sviluppo equilibrato. Queste incongruenze che ho riscontrato nel corso della mia vita lavorativa, come ho scritto più volte senza successo in altri articoli e anche oggi, mi hanno spinto a diventare inventore in pensione, alla ricerca di queste chiavi. Ne ho trovate molte, tutte ignorate dalla classe dominante mondiale, ma le più importanti e universali sono le modifiche alle macchine fluidodinamiche, in particolare alle pompe già inventate da altri inventori del passato, per farle funzionare nella direzione della forza di gravità, in serie con altre. Pompe montate capovolte in modo che possano funzionare come turbine e produrre tutta l’energia primaria terrestre necessaria per produrre elettricità attraverso il generatore di corrente accoppiato alla pompa utilizzata come turbina, senza l’aggiunta di alcun combustibile o materiale radioattivo.
Dal 2015 ho dimostrato che l’energia prodotta dalle pompe utilizzate come turbine può essere centinaia di volte superiore all’energia assorbita dalle pompe di riciclo dell’acqua modificate (con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante) presenti nello stesso circuito.
Come si evince dagli archivi dell’ufficio brevetti italiano, ho ottenuto la concessione di diciassette brevetti industriali, ma nessuno di questi è mai stato finanziato e implementato dalla classe dirigente pubblica e privata mondiale, perché avrebbero comportato la modifica degli attuali impianti di depurazione dei fumi, dell’aria, dell’acqua e delle acque reflue al fine di realizzare cicli di depurazione globali. Di fatto, tutti gli impianti di depurazione, non sfruttando i principi di interazione tra acqua e aria, hanno acidificato l’acqua e aumentato la produzione di CO2, vapore, ossidi e polveri nell’atmosfera. Non ci è voluto molto per capire che il riscaldamento globale era inevitabile con gli attuali impianti energetici e di depurazione mondiali. Ma, tacendo sulle soluzioni proposte dal sottoscritto, nonostante la concessione dei brevetti, ho dovuto comprendere che i miei brevetti non erano graditi nemmeno alla scienza. Non ho rinunciato a depositare brevetti, ma ho ridotto i costi di deposito. I miei depositi di brevetti dal 2015 sono diventati puramente intellettuali. L’ufficio brevetti italiano deve solo conservare i documenti depositati dal sottoscritto affinché le generazioni future, se più preparate di quelle attuali, possano comprendere ciò che la società odierna non è stata in grado di comprendere.
I brevetti intellettuali vanno ben oltre lo stato dell’arte attuale, influenzando contemporaneamente molteplici settori. Se moltiplichiamo quaranta invenzioni interconnesse non realizzate, ognuna delle quali rivendica dieci brevetti, e consideriamo l’ultima invenzione di questa serie che, come scritto sopra, porta al volo spaziale con la cattura di polvere interstellare al di fuori dei mezzi di trasporto e la progettazione interna di ambienti che garantiscono la sopravvivenza umana producendo energia, acqua, aria, pressione atmosferica ed elettromagnetismo elettrostatico simile alla forza gravitazionale, possiamo affermare che i brevetti di quest’ultima invenzione non sono 10, bensì 400, poiché le precedenti non sono mai state realizzate. Di fatto, le invenzioni intellettuali diventano industriali solo quando qualcuno le produce industrialmente. Ma secondo le attuali leggi sui brevetti, se le mie ipotesi sono corrette, anche i brevetti che non mi sono stati concessi con oneri banali come il “moto perpetuo” non possono godere della proprietà industriale da parte di terzi dopo che il sottoscritto li ha depositati e pubblicati.
I legislatori mondiali in materia di brevetti si sono preoccupati anche di regolamentare le controversie tra datori di lavoro e imprenditori dei centri di potere pubblici e privati mondiali, stabilendo le percentuali spettanti a imprenditori e inventori in caso di vendita di brevetti. Tuttavia, non si sono minimamente preoccupati di legiferare a favore degli inventori che non appartengono a tali centri di potere. Gli inventori indipendenti sono trattati come virus indesiderati da scienziati e inventori dipendenti da enti pubblici e multinazionali. Eppure, sono proprio loro gli unici che potrebbero restituire dignità al proprio lavoro. Nella situazione attuale, un inventore indipendente che desidera contribuire alle grandi problematiche ambientali ed energetiche globali, dopo aver lavorato una vita intera in questi settori senza potersi esprimere liberamente, deve pagare le tasse e, al contempo, cercare finanziamenti nel breve lasso di tempo concesso dalla legge, ovvero dodici mesi, tra il deposito nazionale e quello internazionale. Non trovando finanziatori, si trova di fronte a una scelta: o si ferma al brevetto nazionale e paga le relative tasse di mantenimento, oppure rischia l’avventura dei depositi internazionali, depositando e pagando le tasse di deposito internazionali (circa 3.500 euro) che gli consentono di avere altri venti mesi per cercare finanziatori all’estero. Se, ugualmente, non trova finanziatori e smette di pagare le tasse di mantenimento a livello nazionale e internazionale, perde tutto il lavoro svolto e il denaro versato invano, senza alcun diritto sulle proprie invenzioni, anche se queste si rivelassero in seguito corrette. Questo sistema legislativo danneggia non solo gli inventori privati, ma l’intero sviluppo mondiale, perché i burocrati degli uffici brevetti non sono in grado di valutare scientificamente invenzioni multidisciplinari che non sono mai state realizzate. Se anche fossero già state realizzate, non sarebbero brevettabili. Chi dovrebbe rispondere a questo grande dilemma se nessuno si preoccupa di fornire una risposta scientifica? Questa domanda può sembrare una provocazione, ma non lo è, perché sono troppi gli errori scientifici e tecnici che non vengono corretti sia dagli enti pubblici che dalle multinazionali. Pensate al concetto di efficienza dei macchinari e degli impianti artificiali: entrambi non possono avere un’efficienza superiore al cento per cento dell’energia assorbita. Questo concetto sarebbe certamente valido se vivessimo nel vuoto assoluto, dove non ci sono fonti di energia naturali, né pressioni, né pressione idrostatica da sfruttare. Pertanto, dovremmo acquistare energia al di fuori del vuoto in cui vivremmo, e sebbene nel vuoto non ci sarebbero attrito e perdite di calore, dovremmo pagare l’energia a coloro che la fornirebbero per svolgere tutte le attività quotidiane e i movimenti necessari. È possibile che nessuno abbia notato che sul pianeta Terra, oltre agli svantaggi energetici prodotti dalla forza peso, dall’attrito, dalla dispersione di calore, dall’usura dei materiali,Abbiamo anche una fonte di energia infinita, ovvero la forza gravitazionale, che ha reso l’aria più densa fino alla pressione atmosferica. Questi due elementi insieme costituiscono una fonte di energia infinita. Inoltre, abbiamo l’acqua, incomprimibile, che ha una densità circa 830 volte superiore a quella dell’aria. Pertanto, disponiamo di una fonte di energia infinita e di un vettore energetico con una densità molto più elevata di quella dell’aria atmosferica, in grado di produrre forza ed energia in funzione della portata, ovvero della velocità di spostamento. Non è un caso che l’energia dinamica del fluido sia data dal prodotto Portata x Pressione x Densità del fluido. Questo spiega perché la scienza terrestre, invece di sfruttare la pressione dell’aria e la densità dell’acqua in circolazione, abbia preferito utilizzare il calore prodotto dal carbone e da vari combustibili per produrre vapore o gas di combustione, che hanno un costo maggiore, inquinano l’ambiente e producono 830 volte meno energia a parità di portata e pressione. Lo stesso si può dire anche per l’energia nucleare, sia di vecchia che di nuova concezione, se utilizza materiali più o meno radioattivi per produrre calore e da questo, tramite vapore, per produrre energia. Il calore non è necessario e il vapore è anche un gas serra. Ovviamente, lo stesso si può dire per l’idrogeno trasformato in combustibile.
Le principali critiche mosse al sottoscritto dagli uffici brevettuali italiano ed europeo riguardavano la violazione dei principi di conservazione dell’energia, la creazione di energia dal nulla e la realizzazione del moto perpetuo. Tali critiche avrebbero avuto senso solo se la scienza mondiale avesse creato un modello perfetto, senza riscaldamento globale, senza l’impossibilità di combinare la spinta di Newton e di Lorentz nei mezzi di trasporto mondiali; la capacità di ossigenare il sangue umano con un piccolo cuore artificiale autonomo impiantato energeticamente nel torace umano al posto del cuore naturale o in bypass, con un piccolo dispositivo portatile. Tutte queste invenzioni proposte dal sottoscritto non sono state realizzate non perché violassero i principi di conservazione dell’energia, ma perché nessuno prima del sottoscritto aveva compreso che l’energia primaria della Terra è diversa da quella universale. È più semplice ed economica di tutte le altre energie sviluppate sulla Terra, potendo essere estratta direttamente dalla forza gravitazionale utilizzando alcune invenzioni esistenti, leggermente modificate (pompe, turbine, autoclavi) in modo da sfruttare al meglio i principi di fluidodinamica interattiva di Henry, Pascal, Venturi, Torricelli, Bernoulli e connettersi ai principi elettromagnetici di Maxwell, Tesla, Lorentz, senza bisogno di utilizzare combustibili o altre fonti energetiche, che in ogni caso risultano più costose perché, non potendo sfruttare direttamente i principi interattivi, non possono essere contemporaneamente energetiche e purificanti, né sfruttare allo stesso tempo pressioni, solubilità e densità. L’elasticità dell’aria, l’incomprimibilità dell’acqua, il principio di impenetrabilità dei corpi. Tutte queste importantissime caratteristiche non sono state adeguatamente sfruttate dalla scienza mondiale, che ha sempre operato in compartimenti stagni e, di conseguenza, non sono nemmeno entrate a far parte del sapere scientifico globale. Da queste ignoranze globali è nato il riscaldamento globale, l’attuale distribuzione della ricchezza mondiale ed è ormai evidente che la classe dominante mondiale finge di non comprendere il modello di sviluppo alternativo SPAWHE (Impianti Sinergici, Pozzi Artificiali, Elettromagnetismo Idroelettrico) per non cambiare nulla e continuare a investire in soluzioni commerciali. Le quali, anche se si chiameranno idrogeno e energia nucleare di nuova generazione, non elimineranno i costi delle trasformazioni industriali da sostenere e non saranno mai in grado di essere energia e purificazione allo stesso tempo. Queste nuove generazioni di energie commerciali contano di sopravvivere grazie al silenzio mondiale della scienza che vuole nascondere i propri errori anche alle generazioni future. Per questo motivo, i principi dell’energia interattiva non entrano nemmeno nelle scuole. L’unico modo per dimostrare gli errori commessi dalla classe dominante mondiale è stato ed è quello utilizzato dal sottoscritto:Partendo dallo sviluppo dei dettagli degli impianti di depurazione antropici con criteri interattivi tra acqua e aria, si mira a far progredire virtualmente lo stato dell’arte attraverso lo studio dell’organizzazione del lavoro. Infatti, lo studio dell’organizzazione scientifica del lavoro serve a individuare la soluzione migliore sotto tutti gli aspetti scientifici, tecnici ed economici. Una volta individuate le soluzioni ottimali da un punto di vista teorico, è necessario identificare le possibili applicazioni interattive in altri settori delle attività umane. Ciò non è ancora avvenuto, nonostante la pandemia di Covid-19 abbia dimostrato che gli errori scientifici e progettuali si pagano non solo a livello ambientale, ma anche riducendo l’aspettativa di vita dell’umanità.