spawhes

Container volanti per il salvataggio dei migranti e per lo spegnimento degli incendi senza l’utilizzo di carburante.

Astratto

Questo articolo, più lungo del solito, è certamente uno degli ultimi che scrivo, avendo esaurito la vena creativa di inventore. Trae ispirazione da una recente tragedia avvenuta nel mare italiano, ma riassume anche le invenzioni precedenti, chiaramente scomode per l’attuale classe dirigente mondiale, non solo politica, ma anche scientifica. Ciò che non potete leggere nelle pubblicazioni online, potete scaricarlo dal mio sito web (https://www.spawhe.eu/flying-containers-for-rescuing-migrants-and-extinguishing-fires-without-using-fuel/)

Il disegno che funge da copertina di questo articolo intende stimolare alcune riflessioni sullo stato attuale dell’arte, dell’economia e del benessere globale. Nell’articolo parlerò poco delle due invenzioni raffigurate nel disegno, mi limiterò a dire che, allo stato attuale delle cose, queste soluzioni non sono realizzabili per ragioni non scientifiche. Se mi sono permesso di proporle, è perché rappresenterebbero la naturale evoluzione di uno stato dell’arte alternativo a quello attuale, che gli attuali centri di potere politico ed economico mondiali non vogliono sperimentare per timore che funzioni e che l’intera classe dirigente mondiale perda credibilità, a prescindere dall’appartenenza alla NATO, ai paesi comunisti o ai paesi in via di sviluppo. Recentemente, il governo Meloni ha cambiato i vertici delle aziende statali italiane, affermando che la scelta dei dirigenti è stata fatta sulla base delle competenze e non delle affiliazioni politiche. Non ho dubbi sulle competenze delle persone scelte, ho dubbi sulle competenze dell’intero sistema economico, industriale e sociale globale. Non perché nessuna delle mie quaranta invenzioni sia mai stata realizzata, ma perché non ho mai trovato interlocutori, pubblici e privati, disposti a discutere le capacità globali e non specifiche delle centinaia di dettagli che ho sviluppato. In realtà, non è sufficiente che una pianta antropica, fissa o mobile, funzioni in modo specifico. Deve anche connettersi all’ambiente circostante, senza alterarne le caratteristiche chimiche preesistenti. Questo articolo avrebbe dovuto essere il mio quarantunesimo deposito di brevetto, ma non lo presento perché non credo più nelle attuali istituzioni pubbliche globali che regolano la proprietà intellettuale delle invenzioni, per il semplice fatto che la proprietà intellettuale delle invenzioni non esiste. Esiste la proprietà industriale e commerciale, perché il vero obiettivo degli uomini di potere mondiali non è diffondere la conoscenza scientifica a livello globale, ma proteggere gli investimenti di coloro che creano sviluppo e lavoro, a prescindere dagli effetti collaterali che le invenzioni commercializzate producono. Per queste ragioni, in tutto il mondo si è sviluppata un’intensa collaborazione tra governi e imprenditori e sono state trascurate piccole invenzioni commerciali come la pulizia dell’energia fossile, basata sull’unificazione dei cicli di purificazione dell’acqua e dell’aria inquinata, che produrrebbe carbonati nell’acqua consumando la CO2 con pioggia artificiale. Se i governi mondiali fossero stati più lungimiranti, avrebbero anche premiato la proprietà intellettuale delle invenzioni non commerciali senza richiedere tasse di deposito e di mantenimento del brevetto agli inventori che, come me, si sono occupati di tali invenzioni. Infatti, per economizzare i processi interattivi che proteggono l’ambiente, le invenzioni riportate nella filastrocca SPAWHE sono nate in ordine cronologico che gradualmente, non solo avrebbero sconfitto il riscaldamento globale,Avrebbero eliminato l’uso dell’energia termica e, di conseguenza, quella dei combustibili. Se la classe dirigente mondiale avesse un minimo di competenza globale, aggiornerebbe lo stato dell’arte scientifico e tecnologico quasi annualmente, come accade oggi nel campo dell’intelligenza artificiale; tuttavia, il settore più importante è quello dell’individuazione della migliore fonte primaria di energia terrestre, rimasto statico per oltre duecento anni senza che nessuno si rendesse conto che deve essere la fluidodinamica e l’elettromagnetismo alla temperatura dell’ambiente terrestre, per il semplice fatto che la termodinamica e ovviamente anche l’energia nucleare non possono essere collegate direttamente alla delicata elettromagnetismo terrestre. Non solo per problemi ambientali ed economici, ma anche per problemi pratici. Infatti, soprattutto negli impianti mobili, le attuali energie primarie non ci permettono di sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz. Se non riusciamo a sommare queste due spinte, in modo semplice, economico e senza alterare l’ambiente circostante, non saremo mai in grado di produrre la forza totale per vincere la forza di gravità. Oggi, in un’epoca in cui non esiste più una differenza sostanziale tra paesi comunisti e capitalisti, il pianeta Terra dovrebbe essere governato scientificamente, applicando sempre le soluzioni migliori, scientificamente provate, testate e aggiornate, secondo lo stato dell’arte più recente. Oggi abbiamo bisogno di veri statisti, che non emergano dalle attuali campagne elettorali, ma che dimostrino di saper agire in modo etico e disinteressato per raggiungere posizioni di potere. In altre parole, a governare dovrebbero essere chiamati coloro che si distinguono per i meriti acquisiti nel campo del lavoro e dell’attività sociale, non coloro che si propongono con la propaganda elettorale e oscuri giochi di potere, che moltiplicano le armi di guerra tra i vari paesi, non per ragioni ideologiche, ma per pura sete di potere. Oggi, molte invenzioni esistenti sul pianeta Terra (quasi la maggior parte) non soddisfano i requisiti ambientali per essere considerate accettabili, eppure ne sono stati prodotti miliardi di esemplari. Quel che è peggio è che l’economia mondiale si fermerebbe se si esaurissero le fonti energetiche primarie, antieconomiche e inquinanti. Energia primaria che non costa nulla, nessuno vuole produrla. Dove sono i veri scienziati, i veri politici e i veri economisti del mondo?Per il semplice fatto che la termodinamica, e ovviamente anche l’energia nucleare, non possono essere collegate direttamente al delicato elettromagnetismo terrestre. Non solo per problemi ambientali ed economici, ma anche per questioni pratiche. Infatti, soprattutto negli impianti mobili, le energie primarie attualmente disponibili non ci permettono di sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz. Se non riusciamo a sommare queste due spinte, in modo semplice, economico e senza alterare l’ambiente circostante, non saremo mai in grado di produrre la forza totale necessaria a vincere la forza di gravità. Oggi, quando non esiste più una differenza sostanziale tra paesi comunisti e capitalisti, il pianeta Terra dovrebbe essere governato scientificamente, applicando sempre le soluzioni migliori, scientificamente provate, testate e aggiornate secondo lo stato dell’arte più recente. Oggi abbiamo bisogno di veri statisti, che non provengano dalle attuali campagne elettorali, ma che abbiano dimostrato di saper agire, eticamente e disinteressatamente, nel raggiungere posizioni di potere. In altre parole, a governare dovrebbero essere chiamati coloro che si sono distinti per meriti acquisiti nel campo del lavoro e dell’attività sociale, non coloro che si propongono con la propaganda elettorale e oscuri giochi di potere, che moltiplicano le armi di guerra tra i vari paesi, non per ragioni ideologiche, ma per pura sete di potere. Oggi, molte invenzioni esistenti sul pianeta Terra (quasi la maggior parte) non soddisfano i requisiti ambientali per essere considerate accettabili, eppure ne sono stati prodotti miliardi di esemplari. Quel che è peggio è che l’economia mondiale si fermerebbe se si esaurissero le fonti energetiche primarie, antieconomiche e inquinanti. Energia primaria che non costa nulla, nessuno vuole produrla. Dove sono i veri scienziati, i veri politici e i veri economisti del mondo?Per il semplice fatto che la termodinamica, e ovviamente anche l’energia nucleare, non possono essere collegate direttamente al delicato elettromagnetismo terrestre. Non solo per problemi ambientali ed economici, ma anche per questioni pratiche. Infatti, soprattutto negli impianti mobili, le energie primarie attualmente disponibili non ci permettono di sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz. Se non riusciamo a sommare queste due spinte, in modo semplice, economico e senza alterare l’ambiente circostante, non saremo mai in grado di produrre la forza totale necessaria a vincere la forza di gravità. Oggi, quando non esiste più una differenza sostanziale tra paesi comunisti e capitalisti, il pianeta Terra dovrebbe essere governato scientificamente, applicando sempre le soluzioni migliori, scientificamente provate, testate e aggiornate secondo lo stato dell’arte più recente. Oggi abbiamo bisogno di veri statisti, che non provengano dalle attuali campagne elettorali, ma che abbiano dimostrato di saper agire, eticamente e disinteressatamente, nel raggiungere posizioni di potere. In altre parole, a governare dovrebbero essere chiamati coloro che si sono distinti per meriti acquisiti nel campo del lavoro e dell’attività sociale, non coloro che si propongono con la propaganda elettorale e oscuri giochi di potere, che moltiplicano le armi di guerra tra i vari paesi, non per ragioni ideologiche, ma per pura sete di potere. Oggi, molte invenzioni esistenti sul pianeta Terra (quasi la maggior parte) non soddisfano i requisiti ambientali per essere considerate accettabili, eppure ne sono stati prodotti miliardi di esemplari. Quel che è peggio è che l’economia mondiale si fermerebbe se si esaurissero le fonti energetiche primarie, antieconomiche e inquinanti. Energia primaria che non costa nulla, nessuno vuole produrla. Dove sono i veri scienziati, i veri politici e i veri economisti del mondo?che moltiplicano le armi da combattimento tra i vari paesi, non per ragioni ideologiche, ma per pura sete di potere. Oggi, molte invenzioni esistenti sul pianeta Terra (quasi la maggior parte) non soddisfano i requisiti ambientali per essere accettabili, eppure ne sono stati prodotti miliardi di esemplari. Quel che è peggio è che l’economia mondiale si fermerebbe se si interrompessero le fonti primarie di energia, antieconomiche e inquinanti. Energia primaria che non costa nulla, nessuno vuole produrla. Dove sono i veri scienziati, i veri politici e i veri economisti mondiali?che moltiplicano le armi da combattimento tra i vari paesi, non per ragioni ideologiche, ma per pura sete di potere. Oggi, molte invenzioni esistenti sul pianeta Terra (quasi la maggior parte) non soddisfano i requisiti ambientali per essere accettabili, eppure ne sono stati prodotti miliardi di esemplari. Quel che è peggio è che l’economia mondiale si fermerebbe se si interrompessero le fonti primarie di energia, antieconomiche e inquinanti. Energia primaria che non costa nulla, nessuno vuole produrla. Dove sono i veri scienziati, i veri politici e i veri economisti mondiali?

1. Introduzione

Come anticipato in precedenza, essendo stato un inventore controcorrente, non posso parlare di esperienze internazionali in cui non ho trovato interlocutori, ma solo dei miei scarsi contatti con il mondo scientifico e l’imprenditoria nazionale che si occupa di ambiente ed energia.

Episodio di Enea

Innanzitutto, vorrei citare l’unica lettera seria ricevuta da un ente di ricerca pubblico nel corso di molti anni di collaborazione. Si tratta della lettera ENEA/2009/370587/PRES del 2/07/2009, nella quale l’ex presidente dell’ENEA (Agenzia nazionale per l’energia e l’ambiente), il Prof. Luigi Paganetto, mi invitava a un incontro presso la sua sede di Bologna, scrivendomi testualmente: “Al fine di approfondire gli aspetti tecnici e le implicazioni economiche dei sistemi e delle tecnologie da Lei proposti, La prego di contattare il Dott. …………., Responsabile della Metodologia di Analisi e Prevenzione del Rischio Antropico, che potrà organizzare un incontro con esperti del settore”.

Purtroppo, per ragioni ignote al sottoscritto, i collaboratori del Presidente hanno rimandato l’incontro e mi hanno convocato nella seconda metà di settembre 2009, costringendomi a percorrere circa 1100 km in treno andata e ritorno, solo per comunicarmi che il prof. Paganetto era stato dimesso dalla carica di presidente dell’ENEA e che non potevano occuparsi dei miei brevetti, non avendo fondi sufficienti nemmeno per perseguire i propri. Pertanto, non c’è stata alcuna discussione tecnica sui miei brevetti. Tutto ciò avrebbe potuto essermi comunicato con una semplice email, senza nemmeno dover affrontare il disagio del viaggio e le relative spese. Questo è il livello di comportamento degli enti di ricerca italiani e probabilmente mondiali nei confronti degli inventori privati. Successivamente, l’ENEA, come tutti gli altri enti di ricerca italiani e mondiali, non ha risposto alla mia richiesta di presentazione delle mie pubblicazioni, nonostante avesse depositato brevetti ben più importanti di quelli prodotti fino al 2009.

Penso che, sebbene il professor Luigi Paganetto sia stata l’unica personalità di rilievo a rispondermi, sia stato anche l’unico a fare il suo dovere, tra le migliaia di leader mondiali nel campo dell’energia e dell’ambiente che avrebbero potuto rispondere e invitarmi a un confronto costruttivo.

Non so quali importanti invenzioni abbia realizzato l’italiana Enea in tutti questi anni, ma sono certo che se avesse proposto le invenzioni menzionate dal sottoscritto, non sarebbero passate inosservate come è successo a quest’ultimo. L’unione fa la forza e probabilmente avremmo potuto persino migliorarle, nell’interesse dell’Italia e del mondo intero. Invece, Enea ha preferito dedicarsi a progetti come la CCS, nel tentativo di portare l’energia nucleare francese in Italia, e produrre brevetti da vendere alle multinazionali. Anche Eni sarebbe probabilmente diversa da quella attuale, ma la vicenda di Eni è più lunga e la racconterò più avanti.

Episodio dell’ENI

Vorrei inoltre citare un articolo pubblicato in italiano sulla rivista meteoweb.it https://www.meteoweb.eu/2013/01/inquinamento-globale-botta-e-risposta-con-eni/179710/ , dove pubblico la seguente corrispondenza:

Invio questa email il 26/11/2012 a c. a. dell’ufficio tecnico Eni.

Egregi Signori, con la presente vi presento un progetto sostenibile, un’alternativa al sistema CCS e agli attuali sistemi di depurazione delle acque. So che, insieme a CNR, ENEA ed ENEL, avete investito risorse nel CCS, ma credo anche che, più di altri enti, siate interessati a una rivalutazione dell’energia termoelettrica e non a un suo declassamento, come avverrebbe con il CCS. Se non fosse stato per gli altri enti e se lo tsunami giapponese non ci avesse salvato, il nostro Paese avrebbe già compromesso altre importanti risorse economiche come l’energia nucleare, che, come l’energia solare ed eolica, non potrà mai sostituire l’energia termoelettrica, soprattutto se diventerà pulita. Ma quest’energia può persino diventare ecocompatibile con l’applicazione dei depositi brevettati che vi propongo. Ho avviato queste consultazioni con voi perché ritengo che siate meno inclini a compromettere l’energia nucleare e le nuove energie che, per quanto possibile, possono al massimo essere neutre dal punto di vista ambientale. Tuttavia, qualora non foste interessati, per amore del nostro Paese, consulterò anche gli altri enti statali, ammesso che abbiano persone di buon cuore, come la signora Badini, che si assicureranno che non tutto finisca nel cestino prima ancora che qualcuno lo legga. Come è certamente accaduto con le mie precedenti invenzioni che non riguardavano l’energia, ma la depurazione dell’ambiente. Nessuno degli enti italiani preposti alla tutela ambientale ha mai risposto alle mie proposte di pubblica utilità. In una democrazia si può anche pensare diversamente, ma non bisogna mai sottrarsi al confronto, soprattutto sul piano tecnico. Spero che condividiate la mia opinione e che la copiosa documentazione che vi invio sia quantomeno utile per un confronto tecnico. Poiché non ci sono altri a conoscenza di questi quattro recenti depositi di brevetto (19/11/2012), potrei interrompere le consultazioni con voi e consentirvi di estendere i brevetti a livello internazionale, anche ampliandoli con dettagli che non ho rivendicato. Questo non sarà più possibile quando riprenderò le consultazioni, comunicando i brevetti ad altri, soprattutto se sarò costretto a pubblicare il libro che ho preparato parallelamente e di cui allego capitoli importanti. Scrivere un libro o degli articoli mentre sviluppo un argomento fa parte del mio metodo di lavoro. Mi aiuta a pensare. In questo documento raccolgo la ricerca svolta, le riflessioni e le opinioni personali. Dal voluminoso dossier che ne emerge estraggo le idee originali da brevettare. Se ce ne sono. Gli articoli che potete trovare in rete digitando il mio umile nome, o su argomenti sconosciuti come le acque reflue, la depurazione coperta o globale, sono nati in questo modo. Generalmente li pubblico dopo che la classe dirigente, e in particolare il pubblico, non hanno ancora ricevuto i miei messaggi. In questa occasione la documentazione che ho preparato è molto più voluminosa, ma spero comunque di non doverla pubblicare. Se dovessi farlo questa volta, cercherò un editore.

Naturalmente, preferirei che l’Italia cogliesse questa grande opportunità di crescita. Spero che anche voi cogliate questa opportunità di crescere all’interno di ENI, credendo in questo progetto. Se non ci credete voi, qualcun altro ci crederà, ma non sarà la stessa cosa per noi e per il Paese. I silenzi ricevuti finora non mi hanno scoraggiato, perché sapevo di andare contro gli interessi delle aziende che operano in questo settore. I sistemi di depurazione globale che ho proposto sono stati concepiti nell’interesse dell’ambiente, non delle aziende. Le soluzioni che ho proposto non necessitano del 90% delle macchine e dei sistemi attualmente progettati e commercializzati. Ma nel caso di un’energia che protegge l’ambiente, oltre a far guadagnare l’ambiente, l’economia e l’occupazione, anche chi produce energia ne trae profitto, il che credo sia più importante di chi afferma di depurare l’ambiente e non è in grado di farlo con gli attuali palliativi. Nel libro, che per ora non pubblico, spiego anche perché questi ultimi non riescono a depurare l’ambiente, mentre l’energia protettiva sì. In questa soluzione si cela un impegno che, con tutto il rispetto, non avrebbe potuto essere concepito da chi produce energia o si occupa di depurazione ambientale, ma solo da chi, per passione, ha saputo coniugare esperienze diverse toccando altri settori, apparentemente distanti da quello ambientale ed energetico. Solo realizzando grandi sinergie ambientali e tecniche si potrà raggiungere questo obiettivo. Non prometto miracoli, però: dall’esempio della trasformazione di un impianto da 320 MWh, capirete quanti cambiamenti siano necessari per raggiungere tali traguardi. Spero che vogliate trasmettere questo messaggio ai vostri vertici, con un parere favorevole, e che mi contattiate per chiarire eventuali dubbi. Roma non è lontana. Possiamo anche incontrarci.

In attesa di una vostra pronta risposta, continuerò a lavorare al libro che non intendo pubblicare. È davvero strana la vita di un modesto inventore ambientalista.

Luigi Antonio Pezone

Ho ricevuto questa email da ENI il 18/01/2013.

Egregio signor Pezone,

Abbiamo ricevuto la documentazione relativa a una tecnologia per il recupero di energia dai fumi degli impianti termoelettrici, con conseguente riduzione delle emissioni di CO2.

Sebbene la sua idea appaia indubbiamente originale e contenga spunti tecnici interessanti, devo tuttavia informarla che il settore della riduzione delle emissioni da combustione non rappresenta attualmente un’area in cui Eni è attiva dal punto di vista dello sviluppo tecnologico. Inoltre, l’entità interna che potrebbe potenzialmente intraprendere iniziative in tal senso – la società Eni Power – interpellata in merito al possibile utilizzo della sua tecnologia, ha confermato che presso i nostri impianti industriali non è attualmente necessario modificare i sistemi già presenti, peraltro pienamente conformi alle normative vigenti.

In ogni caso, vi ringraziamo per l’attenzione che avete dedicato al nostro gruppo industriale e ci auguriamo che possiate individuare, anche da parte di altri soggetti, opportunità per lo sviluppo e il miglioramento della tecnologia che proponete.

Distinti saluti

Ho risposto a ENI con questa email il 20/01/2013

Egregio Dottore,

La ringrazio per aver risposto alla documentazione che le ho inviato per la sua valutazione, tuttavia, mi permetta di dissentire dalla fretta con cui la sua azienda ha liquidato la questione. Innanzitutto, vorrei chiarire che la mia proposta non riguarda solo il “recupero del calore dai fumi delle centrali termoelettriche con conseguente riduzione delle emissioni di CO2”. Il 95% del calore viene recuperato dalle acque di raffreddamento delle centrali termoelettriche, un aspetto che lei non ha nemmeno menzionato. Questo calore viene utilizzato per produrre biogas ad alto contenuto di metano, che può essere consumato all’interno della centrale stessa o immesso nella rete per essere distribuito nelle città.

Il supporto dei digestori lineari di grandi dimensioni contenuti nel DDCL consente il trasferimento di CO2 e acido solfidrico (che, essendo più pesanti, ristagnano sulla superficie delle acque reflue digerite) nelle sezioni calcaree dell’edificio della serra, migliorando la qualità del biogas. Nelle serre calcaree, le stesse acque che hanno contribuito a raffreddare le piante e a riscaldare i digestori assorbono CO2 e ioni calcio, diventando alcaline (ma possiamo anche arrivare ad addolcirle). Laghi e mari necessitano di queste acque alcaline poiché si stanno acidificando. Mentre le terre aride, soprattutto vicino al mare, necessitano di acqua dolce che le future centrali termoelettriche potrebbero fornire (ovviamente ampliato con le sezioni da me aggiunte).

Vorrei ricordarvi che gli attuali impianti termoelettrici, escludendo i pochissimi a ciclo combinato, non raggiungono un’efficienza del 40%, tutto il resto si disperde in calore, e anche il calore è una forma di inquinamento, ma soprattutto le perdite rappresentano un danno economico per l’azienda. Il teleriscaldamento non è economicamente vantaggioso e non è necessario tutto l’anno, quindi il calore viene attualmente sprecato. (Da un calcolo del sottoscritto, riportato anche nella documentazione inviata, il solo calore sprecato in Italia dagli impianti termoelettrici ha un valore economico di 15 miliardi di euro, quattro volte la cifra incassata dal precedente governo con la controversa IMU).

In un sistema globale di purificazione dell’aria e dell’acqua e di produzione di energia, tutto viene riciclato (compreso il calore) e l’efficienza generale viene migliorata. Gli impianti attuali, essendo separati, non possono aumentare le rese né chiudere il ciclo del carbonio in modo vantaggioso per l’ambiente. Spiegalo anche ai tuoi colleghi di Eni Power; se non puoi farlo tu, lascia che li contatti io, vedrò cosa posso fare per far loro capire che finora noi tecnici abbiamo commesso un errore separando l’energia dal resto dell’ambiente, in particolare da quella di origine termica.

Non dubito che gli impianti di Eni rispettino i requisiti di legge, ma metto in discussione i requisiti di legge stessi. Sappiamo benissimo che il legislatore non può prescrivere alle imprese industriali, pubbliche e private, limiti di emissione inferiori a quelli consentiti dallo stato dell’arte. Purtroppo, lo stato dell’arte è determinato dalle imprese industriali, come Eni ed Enel. Mi sorprende molto che sia lei, che si occupa di ricerca e innovazione tecnologica, a parlare di sistemi conformi alle disposizioni di legge. Queste leggi non sono ancora state definite perché lo stato dell’arte non ha ancora trovato una soluzione per chiudere il ciclo antropico del carbonio. Per questo motivo si tengono i vertici mondiali sull’ambiente. Questo ciclo non si interromperà mai se aziende come Eni si limiteranno ad applicare le leggi.

Inoltre, devo precisare che non è vero, come lei scrive, che “il settore della riduzione delle emissioni da fumi di combustione non rappresenta attualmente un’area in cui Eni è attiva dal punto di vista dello sviluppo tecnologico”. Potrei citare articoli reperibili in rete in cui si afferma che lei sta collaborando con Enea ed Enel sul sistema CCS, anche se, probabilmente, si limita alla parte relativa all’iniezione di CO2 nel sottosuolo. Non so fino a che punto sarebbe vantaggioso per Eni aumentare i costi energetici riducendo l’efficienza dei combustibili, cosa che il processo che sta sviluppando comporta (si parla di una perdita dell’11-12% per i combustibili leggeri, fino al 30% per il carbone) e la necessità di aumentare considerevolmente le portate dell’acqua di raffreddamento. Tutto ciò senza apportare altri benefici ambientali, come il trasferimento di carbonati nell’acqua, che avverrebbe con il sistema che propongo. Naturalmente, tralasciando tutti gli altri problemi che il CCS comporta, come il trasporto della CO2 e la discarica stessa.

Forse non sa che in Italia le centrali termoelettriche fanno circolare quantità d’acqua 20 volte superiori a quelle che circolano nei depuratori. Poiché i depuratori non proteggono l’ambiente dall’inquinamento globale, potremmo anche eliminarli gradualmente e sostituirli con il sistema globale di depurazione e produzione coperto che propongo. Dovendo depurare il digestato liquido dei digestori, questi impianti non farebbero grandi sforzi per depurare anche le acque urbane, ottenendo inoltre biomassa da trasformare in energia, invece di vederla dispersa senza trattamento con le prime piogge. Ma anche e soprattutto l’acqua piovana sarebbe ben accolta dal nuovo sistema, poiché è desiderosa di assorbire quei famosi carbonati che trasformerebbero la CO2 in una risorsa ambientale incomparabile. Non sto dicendo che non sappia fare il suo lavoro perché le centrali termoelettriche, nel sistema globale di depurazione che propongo, sono l’unica cosa che si potrebbe salvare, anche se dovrebbero essere ridimensionate e meglio distribuite sul territorio. Dico semplicemente che per superare lo stato dell’arte servono nuove sinergie con settori che non sono mai entrati nel mondo dell’energia e della depurazione, come i trasporti e l’automazione industriale, che potrebbero industrializzarsi e unire energia e tutela ambientale, senza disperdere nulla. Per pura coincidenza, prima di occuparmi di ambiente, mi sono occupato di impianti industriali. Non l’ho fatto per un solo giorno, ma in due periodi distinti di vent’anni. Solo da pensionato ho potuto mettere insieme i pezzi.

Probabilmente, questi aspetti non sono molto evidenziati nella documentazione che vi ho inviato, poiché anticipavo i capitoli di un libro che stavo completando e che non avrei voluto pubblicare per mantenere un minimo di segreto industriale nei confronti dei paesi stranieri, ma sono stato costretto a completare il libro e a pubblicare articoli che riassumono i concetti che vi ho espresso, nella speranza che almeno all’estero vengano compresi.

Non so con quale titolo mi abbiate scritto per informarmi che la vostra azienda non intende intraprendere questa ardua impresa. Se mi avete scritto personalmente, o se qualcuno vi ha ordinato di liquidarmi rapidamente come avete fatto, con cortesia, nella speranza di poter individuare, tra le altre cose, opportunità di sviluppo e sfruttamento della tecnologia proposta. Se Eni avesse questo coraggio, in Italia, tra attività dirette e indirette, creerebbe più posti di lavoro di FIAT e sarebbe la prima al mondo a chiudere il ciclo antropico del carbonio. Purtroppo non si può dare coraggio a chi non ce l’ha. (Ovviamente, quando ho scritto questa lettera non avevo ancora inventato i motori idroelettrici a compressione che possono sostituire quelli termici e quelli lineari globali che possono sostituire anche i motori aeronautici e spaziali).

Vi chiedo, secondo voi, quali aziende potrei contattare? Se chi depura l’acqua lo fa all’aperto emettendo CO2, dopo aver degradato le acque reflue nel sistema fognario con acido solfidrico? Le macchine che hanno commercializzato, che operano all’aperto, non servono a nulla per la depurazione complessiva dell’ambiente. Queste aziende tacciono per difendere la loro fetta di mercato sbagliata, ma anche se ammettono gli errori, sono troppo piccole per affrontare problemi di tale portata. Persino Eni è piccola di fronte a questi problemi, ma non ce ne sono altre in Italia. Eni copre già gran parte dei settori interessati, dalla produzione di combustibili all’energia. È entrata anche nella gestione delle acque. È certamente più facile gestire che progettare. Ma non è con la gestione che si possono far funzionare sistemi incapaci di tutelare l’ambiente. Con il sistema che propongo, ENI, che è una multinazionale, in un paese con scarsità di acqua dolce, dove utilizza acqua di mare per raffreddare l’impianto, potrebbe restituire quest’ultima addolcita, raffreddata e utilizzabile per l’agricoltura, grazie soprattutto alla CO2 che, soprattutto Enel ed Enea, vogliono seppellire. Questo si applicherebbe anche a regioni come Puglia, Sicilia, Basilicata, Calabria. L’elevata produzione di compost potrebbe essere utilizzata per rifertilizzare il terreno; le grandi quantità di acqua immagazzinate verticalmente, durante il processo di depurazione, costituirebbero un importante sistema di prevenzione contro le inondazioni e preziose riserve in caso di siccità. Le serre verticali stanno già diventando una realtà in alcune parti del mondo, Europa compresa, soprattutto per la produzione alimentare (allego il link a un articolo sull’argomento), ma il sottoscritto preferisce utilizzare edifici verticali per assorbire CO2, alcalinizzare l’acqua e produrre biomassa energetica. A voi che vi occupate di innovazione, chiedo: non trovate scandalose le ciminiere che svettano da centocinquanta anni come cannoni inquinanti puntati sull’atmosfera? E non riguardano solo le centrali termoelettriche, ma tutti gli impianti termici industriali, compresa l’Ilva di Taranto. Dove c’è una ciminiera c’è molto da recuperare per produrre biogas, depurando l’energia prodotta, indipendentemente dalla fonte originaria, che può essere anche legno e carbone. Scusate la franchezza, ma quando distribuisco il mio libro, nessuno che si occupi di ambiente ed energia farà una buona impressione, specialmente in Italia, dove i più responsabili hanno chiuso un occhio sulle segnalazioni. Potete trovare il mio su Google digitando il mio modesto nome. Non lo dico perché penso di avere ragione, ma per la perdita di responsabilità che questi silenzi mettono in luce, in un Paese che non cresce, che spreca risorse, non tutela l’ambiente e dove disoccupazione e debito pubblico sono in costante aumento.

Il libro uscirà tra circa una settimana, solo in versione digitale, ma sarà distribuito anche all’estero, al modico prezzo di cinque euro (sperando che non tutto il mondo sia un piccolo paese).

Spero che mi risponda, ma non importa se non lo fa. Grazie a Dio, non mi scoraggio così facilmente.

Spero non ti dispiaccia se trasformo questa lettera, che non contiene nulla di personale, in una lettera aperta a Eni, naturalmente senza il tuo nome.

Queste verità servono anche a diffondere la cultura ambientale tra la gente comune, senza la quale i politici e le multinazionali, di cui Eni fa parte (nonostante la partecipazione pubblica), le cose non cambieranno mai.

Distinti saluti

Luigi Antonio Pezone

I due episodi che ho menzionato sopra, documentati con prove scritte, dimostrano chiaramente che le mie invenzioni sono state snobbate dalla scienza pubblica e dalle aziende statali, ma non dimostrano che queste istituzioni italiane e mondiali dello stesso tipo non abbiano svolto bene il loro lavoro di progettazione ambientale ed energetica, poiché il riscaldamento globale è un fatto reale che nessuno ha risolto. Eppure, le mie invenzioni hanno ancora il potenziale per risolvere questi immensi problemi, finché queste stesse istituzioni non dimostreranno che non funzionano. Certamente non può essere il sottoscritto a dimostrare sperimentalmente la verità scientifica con un modesto reddito da pensionato italiano. Il crimine di omissione è il pane quotidiano di tutti gli enti pubblici del mondo. https://www.spawhe.eu/it/il-reato-di-omissione-e-il-pane-quotidiano-delle-scienze-burocrati-e-governi-mondiali/ .

Episodio dell’auto idroelettrica

Cito la prima parte del seguente articolo:

Un piccolo miracolo italiano del governo di Giuseppe Conte

Dopo essermi rifiutato per l’ennesima volta di ottemperare alle richieste burocratiche dell’ufficio brevetti italiano, invece di essere punito per il mancato rilascio del brevetto, come sempre accadeva, inaspettatamente, il brevetto mi è stato concesso. Ovviamente, questo brevetto è inutile perché non ho alcuna intenzione di diventare imprenditore a settantun anni, ma conoscendo la ristretta mentalità scientifica dell’ufficio brevetti italiano, credo che sia stato costretto a ingoiare il rospo dal nuovo governo del professor Giuseppe Conte. Purtroppo, lo stesso rospo dovrebbe ingoiare l’intera società italiana che ha partecipato attivamente alla produzione del riscaldamento globale e alla realizzazione di grandi opere pubbliche inutili e dannose per il mondo, che hanno favorito siccità, alluvioni e deforestazioni per aver interpretato erroneamente i principi dell’energia e degli impianti di depurazione globale. Oggi, a corto di idee, questa azienda è la luce di coda dello sviluppo europeo, che non brilla nemmeno per inventiva. La Comunità Europea, pur essendo in media più efficiente della classe dirigente italiana, non ha fatto nulla di concreto per cambiare l’attuale modello di sviluppo, che, oltre ai danni ambientali già menzionati, ha anche portato al COVID-19. Questo virus non è cinese, ma è la conseguenza dell’attuale modello di sviluppo mondiale. Il COVID-19 e virus simili che si celano all’orizzonte non sono un problema risolvibile con sistemi sanitari globali, vaccini e distanziamento sociale. Le invenzioni antropiche devono interagire positivamente con l’ambiente circostante, non negativamente come quelle attuali, distruggendo gli equilibri biologici e ambientali. L’auto idroelettrica con trazione periferica sulle ruote, per la quale mi è stato concesso, inaspettatamente, il brevetto italiano, è solo una delle oltre quaranta invenzioni proposte dal sottoscritto che non sono state testate e finanziate da alcun Paese al mondo. Sebbene circa quindici di queste abbiano ottenuto il certificato di brevetto, nessun Paese le ha finanziate, compresi i precedenti governi italiani. Questi certificati sono inutili se, soprattutto, i governi non dimostrano concretamente agli imprenditori di tutto il mondo come devono realizzare gli impianti artificiali, come collegarli tra loro in modo da non danneggiare l’ambiente e alterare l’equilibrio biologico naturale. Inoltre, come devono essere progettati i sistemi mobili e i mezzi di trasporto che, non potendo interagire chimicamente, biologicamente o nuclearemente con l’ambiente, non devono aprire cicli chimici, biologici o nucleari, ma solo fisici ed elettromagnetici. I governi non possono concedere brevetti di pubblica utilità agli inventori e lavarsene le mani, aspettando che questi, senza supporto economico e tecnico, sperimentino e industrializzino le loro invenzioni da soli. Devono vietare l’attuale commercio di brevetti pubblici a privati ​​e condividere il diritto d’autore con gli inventori nazionali a livello internazionale, in modo che la crescita sia globale e non locale. Servono nuove leggi internazionali sulla proprietà intellettuale e industriale.che deve includere anche e soprattutto la compatibilità ambientale delle invenzioni.

Se il governo di Giuseppe Conte ha compiuto questo piccolo miracolo, ovvero concedere il brevetto a un inventore che si è opposto alla burocrazia, cosa che nessuno si aspettava, specialmente chi scrive, deve farne molti di più, perché in cento anni di sviluppo industriale il mondo intero è andato nella direzione opposta a quella che avrebbe dovuto prendere. Molti famosi scienziati, vincitori del Premio Nobel, hanno causato più disastri che benefici all’umanità perché non hanno chiuso i cicli chimici, biologici e nucleari che hanno aperto nei loro impianti. La vera storia positiva delle scelte politiche e scientifiche dell’umanità deve ancora essere scritta. Ma deve essere scritta con urgenza. Non possiamo perdere altro tempo. Di seguito il certificato di brevetto appena ricevuto dall’Ufficio brevetti italiano.

Di seguito è riportato un estratto dell’articolo pubblicato dal titolo: “Lettera aperta all’ufficio brevetti e al governo italiano ai tempi del coronavirus” https://www.spawhe.eu/open-letter-to-the-patent-office-and-the-italian-government-in-the-time-of-the-coronavirus/,
Santa Maria Capua Vetere, 09/03/2020.
Oggetto: Quesito 102016000087373 (Autovettura idroelettrica con coppia motrice periferica alle ruote) – Procedura d’esame.
Con riferimento alla Sua lettera del 10/01/2020, La informo che rifiuto di riscrivere per la terza volta le rivendicazioni del mio deposito di brevetto, che considero intellettuale, non semplicemente industriale. La differenza tra queste due tipologie di brevetto, la prima delle quali non è riconosciuta dalle autorità brevettuali mondiali, può essere compresa solo leggendo il documento allegato di seguito, che invio anche per conoscenza al Presidente del Consiglio dei Ministri e ad alcuni ministri direttamente coinvolti. nella tutela dell’ambiente e nello sviluppo sostenibile e culturale. Personalmente, ritengo che la mancata distinzione tra proprietà intellettuale e proprietà industriale abbia ostacolato lo sviluppo sostenibile globale e che il nostro Paese, stagnante da trent’anni, ne abbia risentito più di altri. La proprietà industriale è stata monopolizzata da grandi multinazionali che, in linea con il loro modello di sviluppo, acquistano anche brevetti pubblici. Per un inventore che opera nel settore ambientale ed energetico, ottenere un brevetto non è sufficiente per trovare finanziatori. È essenziale, soprattutto, la collaborazione degli enti pubblici, che in primo luogo devono riconoscere i propri errori e adeguare i capitolati d’appalto pubblici affinché tali invenzioni possano essere realizzate e fungere da guida o imposizione anche per gli imprenditori privati ​​del settore civile e industriale. Ciò che è strano, però, è che a livello mondiale l’inventore che non trova finanziatori sia costretto a pagare le tasse di mantenimento del brevetto, sia a livello nazionale che internazionale. Inoltre, lo Stato italiano non consente la detrazione fiscale dei depositi cauzionali e di mantenimento dei brevetti per i pensionati come me, che non hanno redditi d’impresa. Per lo Stato italiano, i pensionati devono attendere passivamente la morte, anziché mettere a frutto l’esperienza accumulata durante la vita lavorativa. Soprattutto le attività inventive in campo ambientale ed energetico, di cui il sottoscritto si è occupato, necessitano di inventori con esperienze trasversali, oggi difficili da reperire nel mondo del lavoro del settore civile e industriale. Per questo motivo, in poco più di un secolo di sviluppo industriale, il mondo ha assistito al riscaldamento globale.
Oggi, la scienza mondiale è alla ricerca di un’energia miracolosa, ma, essendo tutte specializzate in singoli settori, cercano di vincere questa corsa senza ricorrere all’identificazione di principi interattivi naturali e all’organizzazione scientifica del lavoro globale. Invece, credo che chi scrive abbia vinto questa corsa, certamente la più importante al mondo, involontariamente. In realtà, non avevo alcuna ambizione di parteciparvi quando decisi di prendere parte a una corsa leggermente meno importante, quella della “bonifica sostenibile dei combustibili fossili”, che credo di aver comunque vinto, anche se i nobili partecipanti e i governi hanno finto di non accorgersi della mia partecipazione. Tuttavia, sul mio sito web chiunque può leggere e scaricare i progetti, i disegni e i depositi di brevetto che dimostrano che questo problema poteva essere risolto solo applicando scientificamente all’ambiente l’organizzazione del lavoro, così come è stata applicata al lavoro industriale. Chi scrive si è ritrovato, senza volerlo, a partecipare alla competizione ancora più importante dell’energia miracolosa. Di fatto, l’approfondimento dei principi interattivi di purificazione dell’aria inquinata dai fumi e dei vari principi fluidodinamici dell’acqua inquinata da altre sostanze, ha portato il sottoscritto all’individuazione dei processi economicamente più vantaggiosi a fini di purificazione e anche a quelli più economici per la produzione di energia. Infatti, dopo aver praticamente depurato l’energia fossile senza un centesimo di aiuto da parte delle istituzioni mondiali, con altri progetti, disegni e depositi di brevetti ha dimostrato che anche il problema dell’energia sostenibile poteva e può essere risolto solo applicando scientificamente l’organizzazione del lavoro anche all’ambiente. Ma di fronte al solito silenzio degli organi istituzionali scientifici e politici, non avendo più nulla da offrire, non può che proporre la seguente soluzione: una società per azioni aperta a tutti per finanziare almeno i prototipi dimostrativi di inventori non legati ai centri di potere mondiali, che si occupano di problemi di pubblica utilità, nei settori dell’energia e dell’ambiente sanitario. Non so quanti siano questi inventori solitari. Credo però che siano pochissimi perché le leggi attuali, non riconoscendo i diritti d’autore degli inventori, fanno sì che questi, non trovando finanziatori, non possano pagare le tasse di mantenimento del brevetto e perdano tutti i diritti sul lavoro svolto, anche se in seguito le loro invenzioni si rivelassero corrette.
Oggi, purtroppo, le soluzioni ai problemi più seri sono monopolizzate dai centri di potere che fingono soltanto di volerli risolvere, ma non ci riescono se non hanno il coraggio di cambiare il modello di sviluppo globale che essi stessi hanno creato, partendo dalla correzione, prima degli impianti pubblici e poi emanando direttive antinquinamento a cui le aziende private devono conformarsi. Non si tratta di ridurre le emissioni, ma di eliminarle completamente, senza compromessi su soluzioni ibride e energie rinnovabili inefficienti e ingombranti. Secondo l’organizzazione scientifica del lavoro globale, esiste una sola soluzione ottimale, che deve essere individuata caso per caso, sempre utilizzando a livello globale i progressi dello stato dell’arte di tutti i settori scientifici e tecnologici coinvolti. Tutte le altre soluzioni sono palliativi che non reggono il confronto con una soluzione sviluppata a livello globale, che abbia individuato simultaneamente la soluzione più economica ed efficiente. Non facile da individuare, ma possibile, se si combinano l’esperienza trasversale, le conoscenze scientifiche e tecnologiche e la pazienza di andare avanti, nonostante i silenzi accumulati. Per quanto mi riguarda, i silenzi rappresentano un tacito consenso tra coloro che non hanno il coraggio di opporsi alle direttive dei propri datori di lavoro e coloro che non dispongono di sufficienti argomenti scientifici per difendere le energie attuali in un confronto aperto.
Non dico di aver vinto la corsa all’energia miracolosa perché penso di essere un inventore migliore degli altri. Ho avuto più pazienza nel trovare la soluzione, impiegandoci molti anni. Se gli enti istituzionali volessero davvero risolvere i problemi ambientali ed energetici, potrebbero abbreviare i tempi riunendo tecnici e progettisti con esperienze diverse, incaricandoli di trovare soluzioni imparziali, sostenibili, a zero emissioni e non commerciali, come quelle prodotte dalle multinazionali. Questi gruppi di lavoro, prima o poi, avrebbero capito che lo studio dell’organizzazione scientifica del lavoro è come un pettine che non può andare avanti se non scioglie completamente i nodi che incontra dal punto di vista scientifico, tecnologico ed economico. Per chi scrive, mettendo insieme i trattamenti dell’acqua e dell’aria, sciogliendo tutti i nodi che si incontrano lungo i percorsi di purificazione ed energia, non è possibile giungere a soluzioni imparziali diverse da quelle da me individuate. In realtà, non sapevo quali soluzioni avrei scelto quando ho iniziato a inventare da pensionato, ma mi sono fidato del mio metodo di lavoro, anche se più lungo di quello degli altri, dovendo ripartire da zero da tutti i processi. In realtà, le soluzioni ambientali ed energetiche non possono essere sbagliate se tutte le informazioni scientifiche, tecnologiche ed economiche disponibili allo stato dell’arte vengono integrate in modo coerente e se i cicli di lavoro principali e collaterali della produzione energetica e ambientale vengono impostati correttamente. Questo metodo di lavoro, lo stesso insegnato da Frederick Taylor nel 1911, non è mai stato applicato al settore ambientale, ma ci avrebbe permesso di trovare la soluzione migliore, che è sempre una, se avessimo inserito nella ricerca le stesse informazioni di base, come oggi avviene inserendole in un computer. Infatti, se oggi visitiamo diverse fabbriche di automobili o di elettrodomestici, dove l’automazione è molto avanzata, sembra che stiamo visitando la stessa fabbrica per ogni tipo di prodotto realizzato in serie.
Il sottoscritto, che ha imparato ad assemblare correttamente i sistemi e a creare i relativi collegamenti nell’industria automobilistica, ha applicato lo stesso metodo di lavoro anche nel settore ambientale, collegando i cicli di depurazione dell’acqua e dell’aria. Modificando innanzitutto le fognature e i camini e sciogliendo tecnicamente i nodi del lungo processo di depurazione, utilizzando tecnologie esistenti, ha modificato ciò che ha ritenuto necessario in base alla sua esperienza e ricerca. Ogni nodo modificato rappresenta un brevetto intellettuale per identificare un modello di sviluppo alternativo che non può essere racchiuso in un singolo brevetto. Solo dopo aver sciolto i nodi depurativi, ho continuato a far avanzare il pettine per rimuovere anche i nodi energetici, utilizzando lo stesso metodo di lavoro. Credo che questo lavoro non sia stato svolto da nessun gruppo di ricerca al mondo nell’era industriale e preindustriale. Se lo avessero fatto, sarebbe stato impossibile creare il riscaldamento globale e i disastri alluvionali prodotti dall’attuale energia idroelettrica. Gli attuali gruppi di ricerca hanno sciolto i nodi all’interno delle singole specializzazioni scientifiche e tecnologiche. Non sono andati alle fasi successive, che riguardano il passaggio attraverso pettini sempre più stretti, dove solo l’energia migliore poteva passare. Ovvero, quella interattiva tra acqua, aria e forza gravitazionale. Ho scoperto che questa energia nessun centro di potere mondiale, pubblico e privato, la vuole, soprattutto i governi che hanno sbagliato il modello di sviluppo seguito e che si nascondono dietro una scienza che non ha il coraggio di ammettere di aver sbagliato nei principi fondamentali dell’energia, che non possono essere separati dai principi base di purificazione ed economia: “Massima resa energetica e di purificazione con minima spesa”. Questi avrebbero dovuto essere gli obiettivi della scienza pubblica mondiale, invece hanno prodotto: “Massima spesa con minima resa energetica e di purificazione”.
Luigi Antonio Pezone
Ho pubblicato l’articolo di cui sopra dopo aver ricevuto il certificato di brevetto che l’Ufficio brevetti italiano non mi avrebbe certamente mai concesso, conoscendo la precedente corrispondenza, riportata sopra, e il mio rifiuto di ottemperare alle richieste burocratiche che mi erano state poste. Mi aspettavo che il governo di sinistra del prof. Giuseppe Conte ordinasse all’ENEA o al CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) di collaborare con il sottoscritto per realizzare un prototipo di questa importante invenzione di interesse nazionale, che ovviamente non avrebbe riguardato solo le automobili, ma tutti i mezzi di trasporto terrestri, compresi i veicoli agricoli e da cantiere. Invece, nemmeno il governo di sinistra ha avuto questo coraggio. Ovviamente, nemmeno i successivi governi dell’economista Mario Draghi hanno avuto tanto coraggio https://www.spawhe.eu/open-letter-to-the-new-prime-minister-of-the-italian-government-mario-draghi-in-the-field-of-environment-energy-and-public-health/ e della signora Giorgia Meloni https://www.spawhe.eu/open-letter-to-the-new-italian-prime-minister-giorgia-meloni-on-the-subject-of-environment-and-energy sebbene le auto idroelettriche, con motori lineari globali, siano diventate almeno virtualmente volanti e galleggianti e come scritto in questo articolo aggiungendo la spinta di Newton a quella di Lorentz potremmo salvare i migranti dai naufragi, le foreste dagli incendi, andare nello spazio senza carburante. Ovviamente, tralasciando il fatto che con le invenzioni precedenti (sempre virtuali e non finanziate da nessuno) avremmo potuto ripulire l’energia fossile, prevenire inondazioni e siccità innalzando il livello delle acque e desalinizzandole senza combustibili e senza energia nucleare.

  1. Gli attuali problemi dei migranti in mare e dei grandi incendi boschivi.
    Le controversie riaccese a livello europeo sulle responsabilità dei singoli paesi europei nella gestione del problema dei migranti provenienti soprattutto dai paesi africani, dopo la morte di un centinaio di persone, tra cui molti bambini, il 26 febbraio 2023, mi hanno indotto a proporre una soluzione personale, non brevettata, avendo rinunciato a combattere con le istituzioni mondiali, che avevano dichiarato “moto perpetuo” la mia più importante invenzione. L’incidente è stato gravissimo dal punto di vista politico, poiché coloro che manovravano l’imbarcazione carica di migranti per sfuggire alle forze dell’ordine, con il mare agitato, hanno compiuto manovre rischiose che hanno portato lo scafo a spezzarsi sul fondale basso a cento metri dalla costa calabrese, in Italia. Al di là dell’inefficienza degli organi istituzionali, che avrebbero dovuto intervenire con mezzi navali idonei a salvare vite umane invece di spaventare i trafficanti, questo dovrebbe anche farci riflettere sullo stato generale del mondo intero, di fronte a questo tipo di emergenze. Un altro tipo di emergenza, altrettanto grave, è quella dell’incapacità di intervenire rapidamente ed efficacemente contro i grandi incendi boschivi che stanno devastando il pianeta. L’anno scorso si è registrato un record di incendi di grandi dimensioni. In totale, oltre 758.000 ettari di foresta sono andati in fumo nei paesi dell’Unione Europea: si tratta di 7.580 chilometri quadrati, un’area quasi pari a quella del Friuli Venezia Giulia. È più del doppio della superficie media bruciata negli ultimi quindici anni. Nell’estate del 2019-2020, oltre 8,2 milioni di ettari di terreno sono andati in fumo in Australia, interessando aree forestali e parchi nazionali come le Blue Mountains; gli incendi hanno devastato anche alcune delle più grandi città australiane, tra cui Melbourne e Sydney. L’area bruciata era pari a quella del Portogallo. La qualità dell’aria ha raggiunto livelli di tossicità elevatissimi, superando di undici volte il livello considerato pericoloso. Mi chiedo quindi come i politici e gli economisti di tutto il mondo, che governano il pianeta, pensino di risolvere i problemi scientifici se lasciano che la mano destra della scienza non sappia cosa sta facendo la sinistra? Come possono risolvere i problemi sociali globali se il 10% più ricco della popolazione mondiale detiene il 76% della ricchezza e il 52% del reddito, mentre il 50% più povero possiede solo il 2% della ricchezza e l’8% del reddito? I poveri, che non hanno beneficiato dello sviluppo tecnologico, soffrono più di tutte le difficoltà causate dai cambiamenti climatici, di cui i paesi sviluppati sono i principali responsabili a causa di invenzioni energetiche e di depurazione errate, prodotte fin dall’inizio del brevissimo periodo industriale di soli duecento anni, che stanno distruggendo gli equilibri ambientali stabilizzati nei precedenti quattro miliardi e mezzo di anni. Questo dovrebbe farci riflettere sugli errori commessi dall’intera classe dirigente mondiale e dall’intera scienza terrestre fin dall’inizio dell’era industriale.Ma dobbiamo anche condannare gli uomini di cultura in generale che non rappresentano i poveri, gli indifesi, coloro che non hanno potuto studiare. Nonostante i grandi filosofi, pensatori, associazioni politiche, sindacati, associazioni ambientaliste, sono trascorse almeno otto generazioni di esseri umani dell’era industriale, senza che nessuna di queste categorie abbia messo in discussione i problemi globali. Ogni singola categoria di persone ha lottato per i propri interessi. Questa è la ragione principale per cui non riusciamo a soccorrere efficacemente i migranti in mezzo al mare ed è la stessa ragione per cui non riusciamo a spegnere efficacemente i grandi incendi boschivi e urbani, perché non possiamo fermarci permanentemente nell’atmosfera per spegnere gli incendi con l’acqua. Ho sempre sostenuto che, se riuscissimo a sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz, il sistema più economico per viaggiare nello spazio, nell’atmosfera e nelle profondità marine sarebbe quello idroelettromagnetico compresso, perché questo sistema energetico, che ancora non esiste sul pianeta Terra, potrebbe produrre, con costi minimi, immense quantità di energia mobile, senza inquinare l’ambiente, ma estraendo l’energia dall’aria, che ne è la fonte, utilizzando l’acqua come vettore energetico. Nel frattempo, il governo italiano ha definitivamente approvato la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, il cui costo previsto non è inferiore a 8 miliardi di euro. Quanto può durare un ponte in una zona notoriamente sismica? Il crollo del ponte Morando a Genova, avvenuto il 14 agosto 2018, non ci ha insegnato nulla? Mi riferisco al ponte crollato, che aveva solo cinquantun anni e ha causato la morte di 43 persone.che si prevede costerà non meno di 8 miliardi di euro. Quanto può durare un ponte in una zona notoriamente sismica? Il crollo del ponte Morando a Genova, avvenuto il 14 agosto 2018, non ci ha insegnato nulla? Ricordo che il ponte crollato aveva solo cinquantun anni e ha causato la morte di 43 persone.che si prevede costerà non meno di 8 miliardi di euro. Quanto può durare un ponte in una zona notoriamente sismica? Il crollo del ponte Morando a Genova, avvenuto il 14 agosto 2018, non ci ha insegnato nulla? Ricordo che il ponte crollato aveva solo cinquantun anni e ha causato la morte di 43 persone.
    Di seguito la prima parte della mia lettera aperta al nuovo Primo Ministro italiano Giorgia Meloni, pubblicata il 10.10.2022 (https://www.spawhe.eu/open-letter-to-the-new-italian-prime-minister-giorgia-meloni-on-the-subject-of-environment-and-energy/):
    “Egregio Presidente Meloni, a Lei che si prepara a partecipare ai massimi livelli ai vertici del G8, del G20 e della COP (Conferenza delle Parti), vorrei sottolineare le modeste considerazioni del sottoscritto, che ha vissuto in prima persona i problemi industriali, ambientali ed energetici, come progettista, installatore e inventore di sistemi antropogenici negli ultimi cinquantatré anni. Purtroppo, le mie invenzioni interattive in campo ambientale ed energetico, che hanno occupato gli ultimi sedici anni della mia vita, non sono state comprese dalla scienza, dai politici e dagli imprenditori di tutto il mondo. Per quanto mi riguarda, il pianeta Terra non è ancora pronto per essere amministrato da politici ed economisti. Prima deve risolvere enormi problemi scientifici che non possono essere risolto con la scienza attuale che ha sempre operato in compartimenti stagni, con esperimenti e applicazioni monodisciplinari, trascurando completamente i principi multidisciplinari, interattivi, autopurificanti e autoenergetici che la natura terrestre applica da quattro, cinque miliardi di anni, trasformando l’ambiente primordiale della terra in quello attuale senza l’aiuto di alcuna tecnologia. Certamente, quattro, cinque miliardi di anni sono un tempo lunghissimo perché la natura impiega molto tempo a purificare l’ambiente. Ma l’era industriale terrestre, di soli 150 anni, è stata così rapida nel rovinare l’ambiente che politici ed economisti non riescono a gestirla. Né possono affidare la responsabilità del degrado ambientale ai veri responsabili, che non sono i singoli rami della scienza, ma coloro che impediscono, in un modo o nell’altro, che la scienza venga applicata a livello globale, senza alterare i processi fisici, chimici e biologici naturali. La scienza e la tecnologia dovrebbero solo aumentare localmente la velocità dei processi naturali, senza alterarli. Non è facile per i governi mondiali comprendere questo concetto, che continuano a consultare singoli esperti accademici dei vari rami della scienza di fronte a calamità alluvionali e cicloniche, Grandi incendi. La situazione è molto più complessa e riguarda l’intera organizzazione mondiale del lavoro, che non deve aprire cicli chimici che non possono chiudersi perfettamente e, se è necessario aprirli, è anche necessario creare le infrastrutture e gli impianti antropici capaci di chiudere questi cicli. Questo è un problema abbastanza semplice da risolvere negli impianti antropici fissi, tuttavia la scienza non l’ha risolto. Diventa molto complesso nei sistemi antropici mobili, che riguardano, soprattutto, i mezzi di trasporto, terrestri, marittimi, sottomarini, aerei e spaziali.
    Con questa premessa volevo sottolineare che, se i problemi scientifici del mondo non verranno risolti in modo corretto ed etico, il pianeta Terra diventerà sempre più ingovernabile. La guerra in Ucraina sta accentuando le rivalità tra i paesi della NATO e le grandi potenze comuniste, in particolare Russia e Cina. I muri di confine vengono innalzati, invece di essere abbattuti. Ma quali siano le reali differenze tra queste fazioni opposte, non riesco a capirlo. Se è vero quello che scrive la rivista Forbes, ovvero che i miliardari cinesi sono leggermente inferiori a quelli americani e che i miliardari cinesi e russi li seguono a ruota (https://forbes.it/2022/03/01/chi-sono-i-20- richest-billionaires-in-russia/), queste grandi potenze utilizzano le stesse armi di distruzione, le stesse fonti di energia. Cercano di superarsi a vicenda migliorando le tecnologie per non essere surclassate dal punto di vista offensivo e difensivo. Per confermare e aumentare la forza militare non conducono ricerche approfondite che potrebbero portare a un modello di sviluppo completamente alternativo a quello attuale, che potrebbe anche portare a sconfiggere i veri nemici comuni, ovvero il riscaldamento globale e la diffusione di malattie virali, ampiamente proliferate dalla perdita di biodiversità terrestre. Si potrebbe dire che i russi hanno approfittato della pandemia di coronavirus per invadere l’Ucraina a sorpresa, aggravando ulteriormente i problemi del mondo. (https://www.spawhe.eu/year-2022-the-war-in-ukraine-was-added-to-covid-19-to-the-inexistence-of-interactive-physical-defenses-suitable-for-the-environment-and-the-human-body/;
    Questa aggressione porta automaticamente a distogliere l’attenzione mondiale dai problemi climatici, dalla devastazione ambientale dovuta agli incendi e dal problema dei migranti in cerca di una nuova patria, impossibilitati a continuare a vivere nei loro paesi d’origine.
    È chiaro che in un contesto globale di questo tipo, parlare di ridurre gli armamenti e di energie alternative a quelle utilizzate dalle forze armate è un’utopia, ma io mi occupo di questi temi da molti anni, ben prima dell’arrivo del Covid-19 e della guerra in Ucraina, e continuo a sperare che il mio modesto lavoro a favore dell’umanità non venga disperso dalle attuali classi dirigenti, a prescindere dal colore politico, perché la scienza dovrebbe essere sempre imparziale, ancor più della giustizia. Tutti gli inventori che si occupano soprattutto di problemi sociali, se lavorano gratuitamente, hanno il diritto di essere valutati dagli organi pubblici mondiali. Questo diritto mi è stato negato senza alcuna opposizione scientifica, morale, politica o sindacale. Anche se in tutto il mondo ci sono ancora scontri di piazza per problemi ambientali, nessuno tra coloro che contestano e nessuno al governo si addentra nei dettagli dell’organizzazione scientifica del lavoro, che dovrebbe essere analizzato in modo multidisciplinare e globale per cambiare l’attuale situazione economica e ambientale mondiale. Nessuno lo capisce se non si approfondiscono i minimi dettagli delle soluzioni esistenti, come camini, fognature, depurazione dell’acqua e dell’aria. Questi ultimi non possono più essere separati, come lo sono sempre stati, fin dall’avvento dell’era industriale, soprattutto per colpa di progettisti e inventori pubblici che non conoscono i principi interattivi della fluidodinamica di Pascal, Henry, Dalton, Venturi, né tantomeno il modo migliore, come ho cercato invano di spiegare, di utilizzare pompe e turbine per innescare e mantenere nel tempo questi processi interattivi. Mi ci sono voluti molti anni per comprendere a fondo questi processi. Ma dopo averli compresi e descritti, mi sono reso conto che erano semplici e logici.
  2. Il paradosso della filastrocca di SPAWHE.
    Probabilmente, anche il grande paradosso della filastrocca di SPAWHE entrerà nella storia, poiché pulire l’energia fossile costa troppo. Meglio demolire tutto e ricominciare da capo, ed estrarre energia pulita, pronta all’uso, come potevamo fare fin dai primi anni del 1800, grazie ai principi scientifici individuati dagli scienziati del passato, menzionati sopra, e alle pompe, turbine e autoclavi leggermente modificate dal sottoscritto.
    Newton disse: “Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che non sappiamo è un oceano”. Tra le tante frasi celebri di Albert Einstein, vorrei citare la seguente: “Tutti sanno che qualcosa è impossibile da realizzare, finché non arriva qualcuno ingenuo che non lo sa e lo inventa”. Sono più d’accordo con Newton che con Einstein. Il problema non è trovare una soluzione o produrre una singola invenzione, ma definire la logica operativa del sistema generale per trovare sempre la soluzione migliore. Albert Einstein era eccellente nel comprendere il sistema universale. Non era altrettanto bravo a comprendere il funzionamento dell’ambiente terrestre, dove tutto funziona perfettamente alla temperatura terrestre. Il compito degli inventori terrestri era solo quello di aumentare localmente la velocità dei processi utilizzando pressioni operative più elevate, ma sempre nella direzione della forza di gravità, in modo da non sprecare energia.
    Coloro che hanno utilizzato l’energia termica o nucleare nell’ambiente terrestre, anche se hanno avuto successo, non significa che abbiano trovato le soluzioni giuste. Significa solo che sono stati i primi a realizzare queste invenzioni. Ma i fatti hanno dimostrato che hanno sottovalutato gli effetti collaterali che queste invenzioni hanno portato. La soluzione migliore non dovrebbe produrre effetti collaterali indesiderati. Oggi, con il progresso tecnologico, la resa degli impianti termici e nucleari è aumentata, ma i difetti originali non possono essere eliminati. Mi sembra che i governi e gli scienziati più premiati siano proprio quelli che non hanno speso una sola parola a favore o contro l’energia estratta direttamente dall’ambiente con le soluzioni proposte dal sottoscritto. Mentre i legislatori, invece di premiare le invenzioni intellettuali e interattive, premiano e proteggono quelle commerciali, nel complesso si sono comportati peggio dei farisei che salvarono Barabba invece di Gesù. Chi sono i Barabba dei giorni nostri? Se non le mafie economiche, scientifiche e politiche che hanno permesso il riscaldamento globale e la distribuzione ineguale della ricchezza mondiale? Personalmente, ritengo che gli scienziati, dotati di una maggiore capacità intellettuale, siano i principali responsabili di questi disastri, in quanto consulenti dietro i quali si nascondono i governi.
    È possibile che questi consulenti non comprendano che le cause dei disastri ambientali risiedono nel fatto che gli impianti artificiali sono tutti inadeguati per un motivo o per l’altro, poiché non sono costruiti alla temperatura dell’ambiente terrestre, non sono interattivi e non sono collegati tra loro. Certo, non sono il tipo di sciocco di cui parlava Albert Einstein, dato che mi ci è voluta una vita di lavoro nell’industria e nell’ambiente per capire che il modo migliore per produrre elettricità e allo stesso tempo depurare l’acqua inquinata è quello di combinare quattro elementi: aria, acqua, fluidodinamica e principi elettromagnetici regolamentati dalla scienza stessa. Mentre, per fare la stessa cosa anche in sistemi mobili di qualsiasi tipo (terrestri, marittimi, aeronautici, navali, sottomarini e spaziali) è necessario pressurizzare l’aria atmosferica e utilizzarla in una direzione, come spiegato in dettaglio in vari articoli e depositi di brevetti. Gli scienziati, soprattutto i premi Nobel, non si sono nemmeno resi conto che questa è l’unica soluzione che potrebbe anche consentirci di progettare cuori artificiali energeticamente autonomi, che ossigenando il sangue potrebbero prolungare la vita umana oltre ogni aspettativa, sopprimendo molte malattie infettive e l’invecchiamento.
    Sarebbe bastato ritardare lo sviluppo di un centinaio d’anni, che non sono nulla rispetto all’età della Terra, e iniziare direttamente con idee e progetti chiari, sviluppati in modo multidisciplinare e interattivo.
    Penso anche che stiamo sprecando immense risorse nell’attuale esplorazione spaziale basata sul lancio di veicoli spaziali con carburanti che creano solo spazzatura spaziale, la quale non farà altro che creare problemi alla vera esplorazione, che potrà iniziare solo quando saremo in grado di andare e tornare dallo spazio con le nostre sole forze, senza carburante e paracadute che riportano gli astronauti in mare. In sostanza, l’era spaziale avrebbe dovuto iniziare nei prossimi anni dopo aver corretto l’attuale modo di volare nell’atmosfera, senza carburanti ed energia nucleare, ma con la spinta di Newton e Lorentz combinata, estraendo energia direttamente dall’ambiente terrestre. Ma anche imparare a preservarla e integrarla nei futuri contenitori spaziali attraverso la fotosintesi e la cattura della polvere interstellare, come descritto nelle seguenti pubblicazioni:
    https://www.spawhe.eu/from-black-holes-to-the-uncertainty-principle-to-the-scientific-organization-of-work-unknown-by-science-and-by-the-authorities-on-earth/, https://www.spawhe.eu/from-the-earth-beyond-the-moon-colonizing-space-with-compressed-hydroelectromagnetic-energy-unknown-to-terrestrial- science/,
    https://www.spawhe.eu/interstellar-dust-capture-system-and-space-environmental-plants/.
    Alla luce di queste pubblicazioni, le invenzioni termiche come le caldaie a vapore, i motori termici e le centrali termoelettriche e nucleari stesse, per quanto complesse e tecnologicamente avanzate, possono essere considerate invenzioni prodotte da inesperti, in quanto antieconomiche e responsabili del riscaldamento globale e dei disastri nucleari. Solo cercando seriamente di depurare l’energia fossile, come nessuno aveva fatto prima, il sottoscritto si è reso conto che la depurazione dell’energia fossile comportava altri importanti costi energetici, per i quali ho dovuto approfondire la progettazione dei sistemi fluidodinamici. Analizzando scientificamente l’organizzazione del lavoro da un punto di vista tecnico ed economico, non ho avuto dubbi: i cicli fluidodinamici dell’acqua e dell’aria non devono mai essere separati, giungendo alla concezione del sistema idro-elettromagnetico compresso, che, come dimostrato nella seguente “FILASTRO DI SPAWHE”, sarà in grado di allungare la vita umana e persino di portarci nello spazio.
    “La depurazione dell’energia fossile pubblicata su spawhe, per essere efficiente, dovrebbe basarsi soprattutto sulla chimica inorganica in grado di assorbire CO2, producendo carbonati nell’acqua, in modo da contrastare l’acidificazione degli oceani e il riscaldamento globale. Per accelerare i processi e ridurre i costi energetici che avrebbero comportato la circolazione di grandissime quantità d’acqua necessarie a neutralizzare le grandissime quantità di CO2 emesse dalle attuali centrali termoelettriche e motori termici, si è gradualmente passati, dal punto di vista tecnologico, a soluzioni di minore ingombro, sfruttando i principi di Pascal e Henry. Infatti, ho capito che sul pianeta Terra, tutte le attività che la natura produce attraverso la chimica organica e inorganica, la fotosintesi e il ciclo del carbonio possono essere accelerate senza bisogno di utilizzare energia termica, nucleare e le attuali fonti rinnovabili. È sufficiente aumentare le pressioni operative dei sistemi, modificare le pompe di circolazione e far funzionare le macchine in modo diverso. Infatti, i sistemi interattivi naturali espellono, con i tempi richiesti dalla natura, gli elementi estranei ai cicli naturali, dovuti a fenomeni inquinanti accidentali, compresi gli effetti termici diretti e indiretti dovuti all’attività vulcanica. esplosioni, fino agli incendi naturali che sono sempre esistiti sul pianeta. Le attuali attività industriali dell’uomo hanno moltiplicato esponenzialmente gli elementi estranei ai cicli naturali, quindi la natura non è più in grado di ripristinare gli equilibri interattivi. Ovviamente, questa è la mia verità e nell’intero sito web spiego come, a mio parere, avremmo dovuto creare impianti globali che purificassero sia i fumi che l’acqua allo stesso tempo prima che andassero a inquinare i suoli, i fiumi, i laghi e i mari. Non avendolo fatto in nessun paese del mondo, non è stato possibile far progredire lo stato dell’arte della purificazione per renderlo noto ad altri paesi. Pertanto, non si è verificato alcun progresso nello stato dell’arte della purificazione globale. Di conseguenza, non è stato nemmeno possibile notare che le pompe di circolazione dell’acqua, se le facciamo funzionare nella direzione della forza gravitazionale, mettendole in serie con le turbine, potremmo estrarre l’energia direttamente dall’ambiente. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile realizzare che le pompe di circolazione dell’acqua, se oltre a farle pompare nella direzione della forza gravitazionale, le modifichiamo su il lato di aspirazione e renderli un altro ingresso chiaramente separato da quello principale fino alla stessa girante, possiamo sempre usare la stessa acqua per creare energia perché usiamo un’alimentazione per riciclare l’acqua dalla vasca superiore e l’altra alimentazione per introdurre nella stessa girante l’acqua scaricata da una turbina alimentata dall’acqua di caduta dalla stessa vasca superiore. Non avendo fatto ciò, non era possibile pensare che sostituendo la vasca superiore con un’autoclave pressurizzata con aria compressa, essendo inteso che usiamo una turbina collegata all’uscita dell’autoclave,Possiamo recuperare l’acqua drenata dalla turbina e reintrodurla nell’autoclave, la cui acqua pressurizzata viene riciclata con la stessa girante della pompa tramite la seconda alimentazione. In questo modo, con la stessa acqua e la stessa aria compressa, avremmo prodotto un generatore di corrente che estrae energia dall’ambiente, con dimensioni piuttosto ridotte. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile ridurre ulteriormente le dimensioni di questo generatore di corrente aumentando la pressione di esercizio dell’autoclave per poterlo montare su auto, camion e trattori agricoli. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile pensare che le dimensioni complessive potessero essere ulteriormente ridotte utilizzando pompe sommergibili come turbine montate direttamente in tubi cilindrici che fungerebbero da autoclavi. Pertanto, questi gruppi potrebbero essere utilizzati per essere inseriti direttamente nei pozzi per sollevare l’acqua e allo stesso tempo ossigenare le falde acquifere che oggi sono inquinate da fertilizzanti agricoli, erbicidi, pesticidi e coliformi fecali. In realtà, sappiamo che parte dell’aria che pressurizza l’autoclave si dissolve nell’acqua secondo il principio di Henry, purificandola gratuitamente. Non avendo ancora fatto ciò, non era possibile pensare che le dimensioni complessive potessero essere ulteriormente ridotte. Addirittura miniaturizzando il sistema, invece di purificare l’acqua dei pozzi, si potrebbe purificare il sangue umano, posizionando due piccole autoclavi una accanto all’altra che sostituirebbero i ventricoli destro e sinistro, creando cuori artificiali energeticamente autonomi che alimenterebbero il circuito sistemico che ossigena il cervello e i polmoni per prolungare la vita dell’uomo. Non avendo ancora fatto ciò, non era possibile pensare che alle autoclavi cilindriche pressurizzate si potessero incorporare cilindri esterni contenenti acqua a pressione atmosferica, all’esterno dei quali delle guide scorrevoli di magneti permanenti montate su catene di trasmissione azionate da motori, che verrebbero elettrificate a velocità di rotazione variabile, producendo un flusso elettromagnetico di intensità variabile che a sua volta genererebbe correnti indotte in un solenoide esterno allo stesso serbatoio d’acqua. Pertanto, potremmo produrre in questo serbatoio una forza di spinta elettromagnetica lineare secondo la legge di Lorentz alla temperatura ambiente, senza carburante che potrebbe essere aggiunto alla spinta di reazione di Newton che sarebbe prodotta da eliche azionate da motori elettrici sempre comandati da generatori di corrente che producono l’energia idroelettrica primaria, alimentata da pompe sommergibili utilizzate come turbine poste all’interno dei serbatoi centrali. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile sostituire gli attuali turbofan termici degli aerei per viaggiare nell’atmosfera e nello spazio con energia estratta direttamente dall’ambiente, non è stato possibile creare auto volanti, né sottomarini che si muovono con lo stesso sistema senza carburante. Non è stato possibile far viaggiare le navi senza carburante,né tantomeno si poteva pensare di installare lo stesso sistema per creare barriere mobili in mare per difenderci dalle mareggiate. Non era nemmeno possibile immaginare che nei viaggi spaziali del futuro si potesse aggiungere ai motori lineari globali un tunnel esterno in acciaio collegato a una turboventola, dove si sarebbe creato un vuoto più elevato rispetto al vuoto spaziale circostante, e che questo tunnel sarebbe stato collegato, tramite una piccola pompa a vuoto, a un serbatoio di accumulo delle polveri catturate, che sarebbe stato svuotato periodicamente per far entrare l’aria atmosferica che avrebbe alimentato un filtro elettrostatico, il quale avrebbe recuperato le polveri che sarebbero state utilizzate insieme alle altre invenzioni interattive di purificazione e impianti energetici descritte sul sito web https://www.spawhe.eu per permettere agli esseri umani di sopravvivere nello spazio senza subire danni fisiologici dovuti all’assenza di pressione atmosferica, gravità, risorse alimentari e materie prime per costruire pezzi di ricambio per le macchine necessarie alla sopravvivenza nello spazio. Infatti, l’aria e l’acqua atmosferiche riempiranno i vagoni della carovana spaziale pieni di esseri umani e saranno riciclate all’infinito, opportunamente reintegrate con fotosintesi artificiale e ciclo del carbonio, mentre la gravità generale sarà rafforzata, diventando molto simile. a quello terrestre, polarizzando elettrostaticamente i percorsi dell’aria condizionata atmosferica e dell’acqua riciclata negli impianti idroelettromagnetici compressi interattivi, energetici e di purificazione, ancora sconosciuti alla scienza terrestre.”
    La filastrocca di SPAWHE, tra le altre cose, mostra l’incoerenza del sistema internazionale dei brevetti che, anziché essere un motore dello sviluppo globale, si è trasformato in un freno. Infatti, invece di promuovere la libera circolazione delle idee industriali e ambientali, ha favorito il monopolio delle invenzioni in settori cruciali come la tutela ambientale e la produzione di energia. Di fatto, per la scienza e la ricerca pubblica è più conveniente vendere brevetti alle multinazionali con il consenso dei governi. I governi e gli inventori pubblici ne traggono vantaggio, e i contribuenti pagano le tasse sui depositi di brevetti. Le multinazionali, che assumono meno inventori e progettisti, vincono. L’intero sviluppo sostenibile del pianeta ne risente, perché invece di sviluppare invenzioni nell’interesse generale, si sviluppano invenzioni solo nell’interesse delle multinazionali. Solo in questo modo si può spiegare perché nessun ente pubblico globale abbia pensato di finanziare le invenzioni descritte nella filastrocca di SPAWHE, che seguono una logica di progettazione ambientale, energetica ed economica globale. Se non fosse vero, sarebbe stato impossibile per le invenzioni sottoscritte, a partire dalla modifica di camini e fognature, arrivare in pochi anni anche alla concezione del cuore artificiale che ossigena il sangue umano e dei motori lineari globali che, sommando la spinta di Newton e Lorentz, potrebbero portarci persino nello spazio senza combustibili e senza energia nucleare. Inoltre, partendo dai principi della fluidodinamica, che sono stati i meno utilizzati negli ultimi duecento anni di sviluppo mondiale. Si potrebbe dire che lo scarso sviluppo della fluidodinamica si contrappone con grande ritardo e senza il supporto della scienza pubblica e privata, al potente sviluppo della termodinamica che ha prodotto l’attuale ricchezza mondiale, ma anche il riscaldamento globale e la sua ineguale distribuzione. È chiaro che i sottoscritti non riescono a trovare interlocutori perché, in un modo o nell’altro, tutti hanno beneficiato dell’attuale sviluppo economico, compresa la classe dirigente dei paesi poveri. D’altra parte, si dice che non c’è povertà senza difetti. Il difetto dei poveri è proprio quello di fare affidamento sulla classe dirigente invece di inventare qualcosa di proprio. I ricchi non credono ai poveri, anche se vivono nello stesso paese. Purtroppo, per realizzare invenzioni sostenibili è prima di tutto necessario comprenderle, e la scuola mondiale non aiuta a mettere insieme ragionamenti pratici e interattivi, che sono gli unici in grado di cambiare il destino anche dei poveri, senza sussidi di disoccupazione e reddito di cittadinanza. Finché non verranno sviluppate in modo imparziale le migliori soluzioni multidisciplinari all’avanguardia e tecnologicamente aggiornate, non potrà esserci un benessere globale equo sul pianeta Terra. Gli attuali politici non saranno certamente in grado di diffondere questo tipo di cultura se pretendono dagli inventori la gratuità del deposito e del mantenimento dei brevetti.I fatti hanno dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che nessuno finanzia invenzioni che risultano scomode per i centri di potere economico mondiali e nessuno le sperimenta. Perché, dunque, si chiede agli inventori di pagare le tasse di mantenimento dei brevetti? Se il mondo non è pronto per la transizione dallo sviluppo termodinamico a quello fluidodinamico, perché penalizzare gli inventori chiedendo loro di pagare tasse per cose che imprenditori e governi mondiali non vogliono fare? Non si tratta di singole invenzioni, ma di un modello di sviluppo alternativo concreto.
  3. Cosa significa la parola ambientalista?
    Molte personalità di spicco in tutto il mondo si definiscono ambientaliste, ma cosa significa esserlo per gli uomini di potere? Oggi, essere ambientalista è identificato con l’aspetto meno importante, ovvero essere a favore delle energie rinnovabili, che non richiedono alcuno sforzo intellettuale per essere comprese. L’aspetto fondamentale, invece, è non riaprire i cicli termici, nucleari e chimici, non solo inutili e dannosi per l’ambiente, ma anche antieconomici e difficili da neutralizzare senza progettare gli impianti antropici industriali e ambientali in modo multidisciplinare e interattivo. I problemi scientifici e tecnologici non possono essere risolti semplicemente con le energie rinnovabili, che possono essere utilizzate solo in casi specifici e con scarsa efficienza. Questi problemi diventano irrisolvibili nel settore marittimo, sottomarino, aeronautico e dei trasporti spaziali e terrestri. Fortunatamente, la natura terrestre ci ha dato una mano creando l’aria atmosferica, pulita, elastica e comprimibile anche a migliaia di bar, e l’acqua, altrettanto pulita, incomprimibile e con una densità 830 volte superiore a quella dell’aria. In altre parole, l’aria atmosferica, soprattutto l’aria compressa, è la fonte di energia primaria ideale sotto tutti gli aspetti scientifici ed economici, e l’acqua è il vettore energetico ideale dagli stessi punti di vista.
    Cosa hanno combinato scienza, imprenditori, politici, economisti e ambientalisti in questi duecento anni di sfrenato sviluppo industriale? Come hanno fatto a non accorgersi di aver prodotto il riscaldamento globale scegliendo sempre le soluzioni peggiori? Una gioia comune e ingiustificata? Osiamo dirlo ai loro figli e nipoti. Purtroppo, non è facile essere creduti su questi argomenti se non si inizia dalle elementari e dai cartoni animati per educare le nuove generazioni. I principi di interazione terrestre, individuati attraverso la corretta depurazione dell’energia fossile descritta nella filastrocca SPAWHE, devono entrare nel DNA umano, prima che il pianeta si autodistrugga con le attuali invenzioni commerciali delle multinazionali approvate da governi e legislatori che non sanno governare e legiferare.
    Cosa hanno fatto scienziati, governi e legislatori per chiudere tutti i cicli organici e inorganici che si aprono negli impianti industriali e ambientali antropici del mondo? Quanto del loro potere politico ed economico hanno investito per far sì che ciò accadesse? Personalmente, ho speso i miei pochi risparmi depositando brevetti sulla depurazione delle energie fossili, senza trovare interlocutori pubblici e privati ​​tra i cosiddetti ambientalisti mondiali. Quando ho capito che la soluzione migliore sarebbe stata quella di evitare l’apertura di inutili cicli termici, non avendo più denaro da investire in brevetti industriali, ho iniziato a definire i miei brevetti come intellettuali, per non pagare inutili tasse di deposito e mantenimento. Ma anche la mia idea di non aprire cicli termici e nucleari non ha funzionato perché, allo stesso modo, non ho trovato interlocutori tra gli uomini di potere del mondo. Mi sono accontentato di risparmiare sul costo dei brevetti, anche se i brevetti intellettuali non hanno valore legale secondo il diritto internazionale. Quindi mi chiedo perché il diritto d’autore sia riconosciuto a chi scrive una fiaba, una canzone, uno spartito musicale e non agli inventori? Resta il fatto, tuttavia, che gli ambientalisti legati al potere mondiale hanno taciuto anche sulle soluzioni energetiche che, anziché aprire cicli termici e nucleari, aprono cicli fluidodinamici ed elettromagnetici. Considerando il gran numero di persone potenti che si dichiarano ambientalisti in tutto il mondo, non è strano che nemmeno queste soluzioni abbiano trovato interlocutori? Ho quindi proposto una società per azioni aperta a tutti contro gli errori, le omissioni e le opportunità sprecate dalla scienza e dai centri di potere mondiali (28.02.2020 https://www.spawhe.eu/a-global-stock-company-against-errors-omissions-and-opportunities-wasted-by-science-and-world-power-centers/). Naturalmente, senza successo. Di cosa hanno paura i ricchi ambientalisti del mondo? Di fare cattivi investimenti? O hanno già investito i loro soldi in soluzioni contrarie ai principi ambientalisti che affermano di professare? Le ambiguità della classe dirigente pubblica e privata mondiale non finiscono mai.
    Fin dagli albori dell’era industriale, si potevano intraprendere diverse strade per produrre energie ecocompatibili e meno ecocompatibili. Chi avrebbe dovuto studiare le soluzioni ecocompatibili se non la scienza pubblica mondiale? Cosa è successo in questi duecento anni di sviluppo industriale? È chiaro che i governi e la scienza pubblica non hanno svolto bene il loro compito. Se avessero almeno tentato seriamente di eliminare i combustibili fossili, come è successo a me, si sarebbero resi conto che l’energia può essere prodotta anche senza ricorrere al calore e al salto idraulico. Invece io, che non ero un progettista pubblico né un ricercatore, lavorando da solo, senza fondi né laboratori sperimentali, ho impiegato una vita intera per conoscere prima i sistemi antropici industriali e poi quelli ambientali. Se non avessi applicato l’organizzazione scientifica del lavoro industriale anche ai sistemi ambientali per accelerare i sistemi di purificazione dell’acqua e dell’aria, non avrei mai pensato di modificare camini, fognature, depuratori, desalinizzatori, per creare cicli globali e interattivi senza combustibili e senza energia nucleare, duecento anni dopo l’inizio dell’era industriale. Quanti altri anni dovranno passare prima che alcune delle mie invenzioni diventino realtà, anche se non riconosceranno il mio diritto d’autore? Sono convinto che la scienza pubblica avrebbe potuto raggiungere questo traguardo molto prima di me, se i governi non avessero permesso la cessione dei brevetti degli enti di ricerca pubblici alle multinazionali. Non si possono servire due padroni contemporaneamente. Per questo motivo ho lasciato il mondo del lavoro con una pensione minima. Sapevo che c’era molto lavoro da fare. Non sapevo che sarei rimasto solo fino alla fine, e lo sono ancora.
    Il Protocollo di Kyoto, pubblicato l’11 dicembre 1997 in occasione della Conferenza delle Parti “COP3”, prevedeva una riduzione di almeno il 5% delle emissioni nell’arco temporale compreso tra il 2008 e il 2012, rispetto ai livelli del 1990, per ciascun Paese. Tra i gas inquinanti considerati figuravano: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido di azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC) ed esafluoruro di zolfo (SF6). Al Protocollo hanno aderito 192 Paesi. Tra i grandi assenti si annoverano gli Stati Uniti, mentre il Canada è stato il primo Paese a ritirarsi. Il Protocollo si è rivelato molto ambiguo, non entrando nel dettaglio delle modifiche agli impianti a livello mondiale necessarie per raggiungere tale riduzione delle emissioni. Ha inoltre introdotto il sistema di scambio di quote di emissioni di carbonio tra i Paesi. In sostanza, un Paese che ha raggiunto una riduzione delle proprie emissioni di gas serra al di sopra del proprio obiettivo (espresso come livelli di emissioni consentiti suddivisi in Unità di Quantità Assegnate (AUA) per un determinato periodo di tempo) e che quindi dispone di riserve – emissioni consentite che sono state risparmiate o non utilizzate – può vendere (attraverso il sistema ET) questi “crediti” – capacità in eccesso – a un Paese che, al contrario, non è stato in grado di rispettare i propri impegni di riduzione delle emissioni di gas serra. Questo sistema, attraverso false certificazioni, ha permesso truffe miliardarie senza alcun reale vantaggio ambientale. Nel 1997 avevo diciassette anni di esperienza industriale e dieci anni di esperienza ambientale. Non ho notato alcun miglioramento ambientale fino al 2005, quando ho deciso di ritirarmi dal mondo del lavoro per diventare, da pensionato, l’inventore di nuove soluzioni ambientali. Non volevo continuare a servire un sistema che, nonostante i cambiamenti climatici, continuava a non offrire nulla di nuovo.
    Che cosa c’entra il Protocollo di Kyoto con il problema dei migranti? Apparentemente nulla, ma il cambiamento climatico ha ulteriormente peggiorato le possibilità di sviluppo dei paesi poveri di acqua, sviluppo e democrazia, mentre la scienza mondiale continua a sviluppare solo soluzioni commerciali basate su combustibili fossili, nucleare e rinnovabili, che non sfruttano i principi dei sistemi interattivi, i quali potrebbero migliorare il tenore di vita dei paesi più poveri, sia migliorando i sistemi di desalinizzazione dell’acqua, sia creando nuove opportunità di lavoro e di approvvigionamento alimentare attraverso la creazione di pozzi artificiali e isole artificiali, riducendo così il flusso migratorio verso i paesi più avanzati. Se la scienza non progredisce a livello globale e si fossilizza su energie obsolete, inquinanti, antieconomiche e inefficienti, non ci può essere un vero progresso e lavoro per tutti. Persino oggi, nel 2023, la scienza mondiale non è stata in grado di unire le forze di Newton e Lorentz, che potrebbero rivoluzionare i trasporti mondiali, non solo terrestri, ma anche marittimi, aeronautici e spaziali. Oltre al monitoraggio a distanza delle imbarcazioni naufragate, come è possibile fare con le immagini satellitari, sarebbe necessario intervenire rapidamente per salvare vite umane per via aerea, senza costi di carburante e senza le attuali navi obsolete della guardia costiera, della polizia e delle organizzazioni non governative (ONG). Queste ultime fanno il possibile per salvare vite con i pochi mezzi a loro disposizione, soprattutto osteggiate dai governi, ai quali invece dovrebbero essere grate, altrimenti le mani dei politici che governano sarebbero ancora più sporche di sangue umano.
    Oggi dobbiamo chiederci seriamente perché i potenti capitalisti e comunisti, sia pubblici che privati, della Terra, che dissentono su tutto, non vogliano mettere in discussione le fonti primarie di energia del mondo? In altre parole, le attuali fonti energetiche mondiali sono il fardello dello sviluppo globale e quelle che dovrebbero sostituirle, anche se riuscissero a ridurre l’inquinamento (come l’idrogeno trasformato in combustibile), saranno sempre antieconomiche, non energeticamente indipendenti e non saranno in grado di sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz. Infatti, le due spinte possono essere sommate solo a basse temperature, perché il calore dei fumi di combustione distruggerebbe i circuiti elettrici e le bobine dei fili di rame protetti da vernici isolanti, indispensabili per produrre la spinta di Lorentz. Queste bobine non possono certo entrare in contatto con le pareti metalliche dei turboventilatori termici per sommare le due spinte. Anche se un turboventola elettrico è meno potente di un turboventola termico, non si può ancora dire se possa competere in termini di potenza con un motore lineare globale, che è un impianto completo molto più complesso, per quanto compatto e di piccole dimensioni, che estrae l’energia per volare direttamente dall’ambiente. La descrizione di questi motori può essere letta in altri documenti, alcuni dei quali citati anche in questo articolo. Ma oltre a ciò, possiamo sommare separatamente la spinta di Lorentz alle superfici verticali come le pareti dei veicoli di trasporto e i serbatoi cilindrici.
    In questo paragrafo, voglio soprattutto spiegare i motivi per cui è possibile e necessario sommare la spinta di Newton a quella di Lorentz.
    Il primo motivo è che la fonte primaria di energia non dovrebbe costare nulla.
    Il secondo dipende dal primo: se l’energia non costa nulla non dobbiamo preoccuparci dei costi energetici ma solo del risultato, indipendentemente dal numero di motori lineari globali necessari per la portanza verticale, la stabilità di volo e la stabilità in atmosfera.
    Terzo punto: è necessario posizionare i motori lineari globali sufficientemente vicini ai turboventole elettrici che spingono l’aria verso il basso, in modo da creare il vuoto d’aria nella parte superiore dell’aeromobile, facilitando così il superamento della forza peso sia per parte della spinta di reazione di Newton che per la spinta elettromagnetica di Lorentz.
    Quarto punto: nella fase di volo orizzontale dell’aeromobile, orientare i motori lineari globali con la giusta inclinazione per mantenere le altitudini desiderate. Anche le pareti verticali del mezzo di trasporto, che incorporeranno induttori e armature elettromagnetiche, potranno contribuire a stabilizzare l’assetto di volo, regolando la velocità di circolazione dei magneti permanenti.
    La natura, non possedendo la tecnologia, non può accelerare la velocità dei processi energetici e di purificazione laddove si verificano fenomeni particolari che richiedono una maggiore quantità di energia, o una maggiore velocità di purificazione dell’ambiente coinvolto. La natura segue il suo corso alla velocità consentita dalla forza di gravità, dalla pressione atmosferica terrestre e dagli elementi biochimici presenti nell’area.
    Sul pianeta Terra, poiché esiste la forza di gravità, che addensa l’aria atmosferica gratuitamente a una pressione di un bar, fungendo da potente accumulatore di energia, è errato affermare che sia impossibile creare il moto perpetuo, come sostenuto dagli uffici brevettuali italiani e in contrasto con alcune delle mie più importanti invenzioni. Ho sempre sostenuto che il moto perpetuo sia inutile e poco conveniente, poiché basterebbe impiegare una piccola parte dell’energia che produciamo per vincere l’inerzia del vettore energetico, ovvero l’acqua, per produrre tutta l’energia idroelettromagnetica di cui abbiamo bisogno in impianti fissi a pressione atmosferica. Ma se vogliamo produrre energia mobile senza sprecare il vettore energetico (l’acqua) dobbiamo usare pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, cosa che l’intera classe dirigente mondiale sta boicottando per non rivoluzionare l’intera economia mondiale.
    Le invenzioni, anche se sviluppate solo virtualmente, senza finanziamenti pubblici e privati, non possono essere create dal nulla. Come descritto nella filastrocca di SPAWHE, se non avessi virtualmente assemblato i sistemi di purificazione dell’acqua e dell’aria in camini, fognature e depuratori (dove sono ancora separati), non avrei potuto inventare l’energia idroelettromagnetica compressa né i motori lineari interattivi globali in grado di sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz. Perché è importante sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz nell’ambiente atmosferico? Dovrebbe essere ovvio che, oltre a vincere la forza di gravità, dobbiamo anche fermarci permanentemente nell’atmosfera per spegnere incendi boschivi e urbani, ma anche per soccorrere i naufraghi, come i migranti, costretti, non solo dai trafficanti, a rischiare la vita e i pochi averi che possiedono a bordo di imbarcazioni fatiscenti. Non dobbiamo solo pretendere che coloro che speculano sul flusso irregolare di migranti vengano puniti severamente. Abbiamo anche il dovere morale di progettare e costruire sistemi antropici fissi e mobili sostenibili ed efficienti che proteggano l’ambiente e la vita umana. Posso dimostrare che né la scienza pubblica né alcun governo mondiale lo sta facendo, altrimenti alcune delle mie quaranta invenzioni interattive sarebbero state finanziate, testate e implementate. I governi e la scienza pubblica hanno privilegiato solo le invenzioni commerciali a scapito della reale economia delle risorse naturali. Non è un caso che le uniche energie non finanziate a livello mondiale siano anche quelle che costano meno a livello commerciale e industriale, poiché non richiedono trasformazione, trasporto, purificazione, raffreddamento e riscaldamento. Questo perché le fonti primarie sono disponibili a ogni latitudine e longitudine della Terra.
    Con le immagini satellitari è possibile identificare facilmente le imbarcazioni di migranti in difficoltà in mezzo al mare, ma non possono essere soccorse rapidamente a causa dell’inadeguatezza dei mezzi di soccorso e dei costi insostenibili che i paesi soccorritori devono sostenere.
    Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche e tecnologiche mondiali, ciò non è possibile per la ridicola ragione che la scienza e i governi mondiali non vogliono cambiare le principali fonti di energia del pianeta. Nessuna di quelle esistenti, nonostante i costi considerevolmente più elevati, permette di fermarsi permanentemente nell’atmosfera per effettuare operazioni di soccorso o spegnere incendi. Né possiamo trasportare grandi quantità di acqua per spegnere gli incendi e, quando vogliamo andare nello spazio, lasciando l’atmosfera, in assenza della spinta di reazione di Newton, non abbiamo una soluzione di riserva per raggiungere le orbite spaziali elettromagnetiche, semplicemente perché il mondo scientifico non vuole produrre mezzi di trasporto a energia fredda senza combustibili e senza energia nucleare.
  4. Note storiche e futuristiche sulla produzione di energia elettromagnetica e sulla forza di Lorentz.
    Albert Einstein affermava che tutto ciò che la scienza può inventare è già stato inventato dalla natura. Ho sempre condiviso questa affermazione e ho cercato di applicare la tecnologia ai cicli naturali della Terra, pur senza comprenderli appieno, ma confidando nella natura stessa. La mia logica di progettista e installatore di sistemi antropici industriali e ambientali mi ha portato a comprendere che è sufficiente ricercare e individuare i principi di interazione esistenti tra acqua e aria atmosferica (come quelli di Henry e Pascal) e il sistema per attivarli a velocità superiori a quelle naturali, al fine di purificare l’ambiente e produrre energia contemporaneamente. Credo di aver svolto bene il mio lavoro, anche se non sono riuscito a dimostrare nulla in pratica, vivendo solo della mia modesta pensione. Ciò che trovo strano è che molte persone, non solo scienziati, abbiano compreso le complesse teorie della relatività, della fisica quantistica e nucleare, le leggi della termodinamica e dell’elettromagnetismo universale. Ma nessuno vuole entrare nella logica quotidiana dell’organizzazione scientifica del lavoro, che dovrebbe obbligarti a scegliere sempre le soluzioni più semplici e naturali. Per me, è a questo che deve servire la tecnologia, non a cercare di copiare sistemi che non appartengono all’ambiente terrestre. È importante sapere come funziona l’universo, ma è ancora più importante capire come funziona l’ambiente terrestre. Infatti
    , non abbiamo bisogno di alte temperature per riscaldarci d’inverno e non viviamo grazie alle esplosioni nucleari che producono galassie, stelle, buchi neri, materia oscura ed elettromagnetismo universale. Viviamo grazie alla fotosintesi, al ciclo del carbonio, alla dinamica dei fluidi terrestri, che si producono alla temperatura dell’ambiente terrestre, sia nei mesi caldi che in quelli freddi. Negli ultimi duecento anni abbiamo vissuto anche grazie a invenzioni industriali, in gran parte errate, che hanno prodotto un eccesso di calore e rilasciato nell’ambiente molti gas nocivi, al punto da causare il riscaldamento globale e la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza mondiale. In realtà, le attuali fonti energetiche e le relative industrie – termiche, nucleari, terrestri, navali, aeronautiche, mezzi di trasporto spaziali – arricchiscono pochi e danneggiano l’intera popolazione mondiale. Non è scientificamente provato che senza le energie attuali non avremmo raggiunto l’attuale livello di sviluppo tecnologico. Anzi, si può dimostrare che il pianeta Terra è stato progettato dal creatore dell’universo o, misteriosamente, dalla natura stessa per permetterci di estrarre gratuitamente tutta l’energia di cui abbiamo bisogno, senza trasformazioni chimiche e industriali, inclusa quella necessaria per raggiungere lo spazio, senza disperdere nell’atmosfera terrestre i rifiuti tecnologici prodotti dai lanci spaziali alimentati da combustibili alternativi.
    Tra le invenzioni moderne dobbiamo innanzitutto salvare l’elettromagnetismo terrestre, che può essere prodotto solo a temperature terrestri. Fortunatamente, l’elettromagnetismo terrestre dialoga perfettamente con l’elettromagnetismo universale prodotto a milioni di gradi centigradi, mentre è un peccato che la scienza terrestre non abbia ancora compreso che solo se fosse stata accoppiata alla fluidodinamica terrestre avrebbe potuto estrarre l’energia dall’ambiente terrestre e aggiungere alla spinta di Newton (1642-1726) quella di Lorentz (1853-1928). Sfortunatamente, questo non fu compreso nemmeno da Albert Einstein (1879-1855) e dallo stesso Hendrix Lorentz, che erano amici e si frequentavano, come dimostra la foto riportata in questo articolo.

Alla foto qui sopra, idealmente, dovremmo aggiungere anche l’immagine di Isaac Newton, vissuto due secoli prima di Lorentz.

Newton calcolò con precisione l’accelerazione di gravità pari a 9,81 m/s² utilizzando la costante gravitazionale universale G, che è pari a 6,67 ⋅ 10¹¹ N⋅M²/kg². Probabilmente dovremmo aggiungere anche il ritratto di Evangelista Torricelli.

Mi sono sempre chiesto come facesse Evangelista Torricelli, vissuto tra il 1608 e il 1647, a conoscere la forza di gravità terrestre. Newton aveva solo cinque anni quando Torricelli morì. È probabile che prima di Newton fosse stato Galileo Galilei a quantificare con precisione il coefficiente gravitazionale terrestre, di cui Torricelli fu discepolo. Se così non fosse, sarebbe stato impossibile utilizzare lo stesso coefficiente di accelerazione come forza di gravità terrestre. Tuttavia, ciò che ci interessa è il fatto che entrambi i principi, quello di Newton e quello pubblicato da Torricelli, siano utili.

La legge di Torricelli afferma che la velocità di un fluido che esce da un foro è uguale alla radice quadrata del doppio prodotto dell’accelerazione di gravità per la distanza “h” tra la superficie libera del fluido e il centro del foro praticato: V = √2*h*g. Questa formula ci dice che nel foro di uscita la pressione si trasforma in energia cinetica e la legge matematica che collega la pressione statica h alla velocità dell’acqua ci fornisce la velocità. Se moltiplichiamo la velocità per la sezione del foro otteniamo la portata e se moltiplichiamo la portata per h otteniamo la quantità di energia elettrica che potremmo produrre direttamente all’uscita del foro collegando una turbina elettrica al suo generatore di corrente. Ovviamente, man mano che il livello dell’acqua si abbassa, la produzione di energia diminuisce fino ad annullarsi. Pertanto, fin dagli albori dell’era industriale, quando fu costruita la prima centrale idroelettrica con salto idraulico, i progettisti avrebbero dovuto studiare a fondo il ragionamento per costruire anche e soprattutto centrali idroelettriche senza salto idraulico, sfruttando solo l’energia di posizione dell’acqua all’interno dello stesso bacino. Certamente, l’energia idroelettrica prodotta sarebbe stata di gran lunga inferiore a quella ottenuta con un salto idraulico di diverse centinaia di metri. Ma studiando bene il sistema, avrebbero potuto produrre elettricità indefinitamente senza far uscire l’acqua dal bacino. In effetti, il principio di inerzia di Newton e il principio di Torricelli avrebbero dovuto essere interpretati congiuntamente per trovare soluzioni migliori dal punto di vista energetico, economico e ambientale. Perché se è vero che un corpo persevera nel suo stato di moto o di quiete finché una causa esterna non ne modifica le condizioni, e consideriamo il foro nel muro come la causa del passaggio dallo stato di quiete dell’acqua a uno stato di moto accelerato, dobbiamo anche studiare il modo in cui questo stato di moto, che utilizziamo soprattutto per produrre elettricità, non si concluda definitivamente con l’uscita dell’acqua dal bacino, sfruttando al meglio le tecnologie disponibili e cercando di migliorarle con nuove invenzioni. In questo caso specifico, è consigliabile impiegare una piccola parte di energia per innescare e mantenere il processo energetico innescato per mezzo di una pompa montata in direzione opposta a quella attuale, con l’acqua che esce nella direzione della forza di gravità. La quale deve solo superare le perdite di carico del circuito idraulico affinché il movimento possa continuare indefinitamente nella turbina con il suo generatore di corrente che monteremo immediatamente sotto la pompa producendo più energia di quanta ne consumi la pompa. Come mai la scienza mondiale non ha mai notato questa possibilità e mi ha lasciato solo a combattere per oltre duecento anni dalla nascita del primo impianto idroelettrico con gli uffici brevetti, i quali, non cogliendo un concetto così elementare, hanno dichiarato la mia soluzione moto perpetuo? In realtà,il motore elettrico che alimenta la pompa assorbe l’energia di un circuito chiuso perché l’acqua non esce dalla vasca, mentre il generatore di corrente elettrica accoppiato alla turbina produce la potenza elettrica di un circuito aperto che sfrutta l’intero carico idraulico , dove la velocità raggiunge il valore calcolato da Torricelli che, moltiplicato per la sezione di passaggio, produce la seguente quantità di energia attraverso il generatore di corrente (portata in m³3h * ht in m). Se la pompa è posizionata cinquanta metri sotto il livello dell’acqua e ha una portata di 50 m³h, produce una quantità di energia pari a 2500/10² = 24,5 kWh (10² è il fattore di conversione per ottenere il valore in kW). Mentre per innescare il processo che genera la produzione di energia cinetica, il motore della pompa deve superare solo le perdite di carico necessarie per vincere lo stato di inerzia, che possiamo stimare in soli cinque metri di colonna d’acqua, assorbendo una quantità di energia dieci volte inferiore alla produzione di corrente elettrica prodotta dal generatore di corrente accoppiato alla turbina, poiché il circuito è aperto e termina all’uscita dell’acqua dalla turbina con una semplice caduta di pressione pari a √2g. L’acqua che produce energia passando attraverso la turbina non deve salire in superficie. Cambia solo posizione come in un normale scarico sommerso. Poiché l’acqua è incomprimibile in un circuito aperto, mantiene sempre lo stesso livello per il principio dei vasi comunicanti. Questo concetto molto semplice, utilizzato anche per calcolare le perdite di carico nei circuiti idraulici, ha penalizzato l’intero sviluppo mondiale per oltre duecento anni, impedendoci di passare alle fasi successive che mi hanno portato a inventare pompe modificate mediante una doppia alimentazione separata fino alla girante, che ci permetteranno anche di creare circuiti pressurizzati con aria compressa, a condizione che la pressione dell’aria sia utilizzata in una direzione (come la forza di gravità) e che l’energia venga prodotta dalla quantità d’acqua che passa attraverso una turbina e viene scaricata in un serbatoio aperto o reimmessa nel serbatoio pressurizzato tramite la pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, con la stessa portata d’acqua. Infatti, questa pompa è stata inventata per assorbire una piccola quantità di energia sfruttando la pressione più elevata presente nel circuito aperto o chiuso. Se non avessi ragione, l’acqua, soprattutto piovana, non potrebbe nemmeno essere scaricata attraverso le condotte sottomarine. In realtà, ciò è possibile solo perché le pressioni idrostatiche tra l’acqua sul fondale marino e quella all’interno della condotta sono uguali. Pertanto, una piccola energia cinetica all’uscita della tubazione è sufficiente per scaricare l’acqua anche a centinaia di metri di profondità. Oggi, calcoli precisi delle cadute di pressione dei circuiti idraulici non sono più necessari perché, con la regolazione dei giri del motore, per mezzo di un inverter, possiamo aumentare la velocità dell’acqua nel tubo di alimentazione fino a innescare il processo con la quantità di elettricità prodotta che assorbe sempre meno energia dal motore della pompa. Nel caso dell’autoclave, si sfrutta il principio di impenetrabilità dei corpi e non può entrare più acqua di quanta ne sia rimasta, altrimenti dovremmo vincere la pressione idrostatica presente nell’autoclave, consumando una maggiore quantità di energia. Diciamocelo,Se gli uffici brevettuali italiano ed europeo hanno dichiarato l’energia idroelettrica sommersa “moto perpetuo”, come hanno potuto comprendere il funzionamento del sistema ben più complesso della combinazione della pompa con la doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante accoppiata all’autoclave? Perché la scienza mondiale, che ha compreso sistemi ben più complessi, come la divisione dell’atomo e la fisica quantistica, tace su questo argomento? Se è vero che la pompa centrifuga fu inventata dall’italiano Erone Alessandrino intorno al 1592, è possibile che il sottoscritto sia stato il primo nel 2014 ad affermare che le pompe, se utilizzate nella direzione della forza di gravità, diventano uno strumento formidabile per innescare l’estrazione di energia fluidodinamica dall’ambiente e che, leggermente modificata nel 2015 (con la doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante), può anche innescare processi di purificazione (per il principio di Henry) e al tempo stesso energia (per il principio di Pascal).

L’effetto Venturi, scoperto da Giovanni Battista Venturi (1746-1822), è anche chiamato paradosso idrodinamico, poiché si potrebbe pensare che la pressione aumenti in corrispondenza dei colli di bottiglia; invece, a causa della legge di flusso, derivata dal teorema di Bernoulli (1700-1782), basata sul principio di conservazione dell’energia, in corrispondenza dei colli di bottiglia è la velocità che aumenta e la pressione che diminuisce. Pertanto, se consideriamo l’ingresso dell’acqua in una pompa centrifuga come un collo di bottiglia e dividiamo l’ingresso dell’acqua in due parti, una alimentata ad alta pressione e l’altra a bassa pressione, la maggiore velocità dell’acqua non penalizza l’ingresso dell’acqua a pressione inferiore, purché i due flussi non si incontrino prima di entrare nella girante rotante. Inoltre, se osserviamo dalla figura sottostante come è realizzata la girante di una pompa centrifuga, possiamo notare due fenomeni:

1. Al centro della girante, la rotazione produce una forza centripeta che aumenta ulteriormente la velocità generata dalla fessura di ingresso.

2. Il profilo delle pale della girante si allarga a spirale, aumentando la sezione di passaggio dei due flussi d’acqua che entrano con pressioni diverse. Secondo il principio di Blaise Pascal (1623-1662), la pressione maggiore si espande in tutte le direzioni del contenitore del fluido, che in questo caso specifico è il corpo della pompa, ma poiché il flusso è aperto in direzione dell’uscita del corpo della pompa, in questa sezione avremo un’unica portata d’acqua e un’unica pressione, ovvero la pressione più elevata, che permette alla stessa quantità d’acqua di tornare dall’autoclave. Ovviamente, il motore elettrico della pompa fornisce solo l’energia sufficiente a superare le perdite di carico dovute all’attrito tra le molecole e le superfici di contatto metalliche. Tuttavia, il vantaggio energetico è sempre immenso, considerando che non abbiamo utilizzato combustibile a pagamento e non abbiamo prodotto alcun inquinamento.

Se consideriamo che tutti gli scienziati coinvolti in questi processi fluidodinamici, descritti sopra, vissero prima dell’inizio dell’era industriale e aggiungiamo anche Joseph Henry (1787-1878) che accertò che un gas che esercita pressione sulla superficie di un liquido entra in soluzione fino a raggiungere in quel liquido la stessa pressione che esercita su di esso. Questa legge fu confermata anche da John Dalton (1746-1848) il quale affermò che in una miscela di gas, la pressione totale è data dalla somma delle pressioni parziali di ciascun singolo gas. Oggi, con il senno di poi, potremmo dire che la scienza moderna aveva tutti gli elementi per produrre energia pulita a basso costo utilizzando l’aria atmosferica (come fonte di energia) e l’acqua (come vettore energetico), rispetto alle energie attuali, che non solo sono inquinanti e costose, ma devono anche essere trasportate e commercializzate. Pertanto, le energie attuali (che devono essere trasformate, commercializzate e trasportate), in caso di emergenza (terremoti, alluvioni, tempeste, guerre) sono le prime a venir meno, costringendo le popolazioni al freddo, al caldo, all’oscurità e senza la possibilità di spostarsi e salvarsi autonomamente, perché sono le aziende create dai governi (indipendentemente dal colore politico) e dalle multinazionali ad aver prodotto solo invenzioni commerciali che danneggiano l’ambiente e l’economia. Ma i poveri, come i migranti, non hanno accesso nemmeno ai beni di prima necessità per la sopravvivenza, perché l’energia estratta dall’ambiente non costerebbe nulla e non produrrebbe inquinamento.

Pertanto, la mia invenzione della pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante nel 2015, che nessun ente pubblico e nessuna multinazionale ha finanziato, è arrivata con un inaccettabile ritardo scientifico e le mie successive invenzioni, con lo sfruttamento unidirezionale delle autoclavi per impianti mobili di qualsiasi dimensione, che renderebbero obsolete tutte le altre energie mondiali da un punto di vista tecnico, scientifico, ambientale ed economico, sono ancor più inaccettabili per l’intera classe dirigente mondiale. Tutti possono sbagliarsi, incluso il sottoscritto, ma i principi scientifici che utilizzo non sono principi sconosciuti. Sono ben noti e molto semplici e lineari. Ho semplicemente ragionato cercando di mettere insieme le mie esperienze come progettista e installatore di impianti industriali e ambientali, giungendo alla conclusione che non dobbiamo mai opporci alla forza di gravità e dobbiamo aggirare le pressioni idrostatiche creando sistemi che siano sempre pieni d’acqua. Dobbiamo produrre elettricità senza uscire dal bacino idrico per non sprecare la risorsa idrica che è anche il vettore energetico. Nei miei sistemi aperti, dobbiamo utilizzare solo l’acqua che fuoriesce dal troppo pieno dei sistemi per usi agricoli, industriali e civili. Questa soluzione non penalizza gli utenti se tutti gli impianti sono collegati tra loro producendo più energia elettrica di quanta ne consumino attingendo dalle fonti idriche più vicine (laghi, fiumi, serbatoi, pozzi, impianti di desalinizzazione). Invece, nei sistemi mobili pressurizzati ad alta pressione, dobbiamo inserire un piccolo serbatoio di disconnessione della pressione (con sfiati), situato all’uscita della turbina, o della pompa utilizzata al contrario che funge da turbina. L’equilibrio pressostatico tra l’acqua ad alta pressione e l’acqua a bassa pressione viene ottenuto dinamicamente nel corpo pompa con una doppia alimentazione separata fino alla girante, riciclando circa il 50% della portata della pompa dal serbatoio autoclave, sfruttando il principio di Pascal.

L’acqua dolce è una risorsa preziosa, ma la stiamo utilizzando nel peggiore dei modi perché chi ha progettato i sistemi non ha applicato correttamente i principi scientifici che la collegano alla forza di gravità e all’atmosfera. Le attuali centrali idroelettriche causano più disastri che benefici perché, per sfruttare il salto idraulico unidirezionale, accumulano acqua nelle valli montane, provocando in molti casi inondazioni. Infatti, quando i bacini sono già pieni, non possono assorbire ulteriore acqua e fiumi e torrenti straripano. L’acqua dovrebbe essere prelevata da fiumi e laghi e accumulata nei bacini a valle per renderla sempre disponibile per l’agricoltura e altri usi, producendo energia idroelettrica durante tutto l’anno, e non solo quando i bacini montani sono pieni. Ma l’intera gestione dell’energia mondiale e anche le fonti energetiche utilizzate sono sbagliate. Il cambiamento climatico ne è la prova, con livelli di fiumi e laghi che si abbassano e si alzano, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello del mare e inquinamento atmosferico. Inoltre, si subiscono anche perdite economiche perché l’energia estratta dall’ambiente non ha alcun costo. Dove sono finite le competenze dei gestori pubblici e privati ​​e dei governi di tutto il mondo? Ma anche delle associazioni di categorie che soffrono queste difficoltà ambientali ed economiche, che protestano, ma senza mai chiedere la sperimentazione di soluzioni alternative da parte di inventori che non appartengono ai centri di potere.

Non ho dubbi che i sistemi che propongo ci permetteranno di purificare acqua e aria a basso costo, di desalinizzare e produrre energia indefinitamente senza combustibili e senza energia nucleare in impianti fissi e mobili e persino di ossigenare il sangue umano nel cuore artificiale, ma soprattutto di unire la spinta di Newton e Lorentz per andare nell’universo senza combustibili e senza energia nucleare. Ovviamente è necessario investire e perfezionare le tecnologie coinvolte, per questo motivo considero le mie invenzioni intellettuali e virtuali, come dovrebbe essere per tutte le invenzioni mondiali, prima di procedere alla loro implementazione su larga scala a livello industriale e in miliardi di esemplari, come è già accaduto con i motori termici, le caldaie a vapore, i condizionatori d’aria che scambiano aria con aria invece di scambiarla con acqua di falda, e così via. Con le invenzioni odierne, il riscaldamento globale era inevitabile.

6. Le immagini aiutano a comprendere gli errori scientifici meglio delle parole.

È stato sufficiente capovolgere le pompe e farle pompare nella direzione della forza gravitazionale che alimenta le turbine per produrre molta più energia dal generatore di corrente collegato alla turbina di quanta ne assorba la rotazione della pompa. D’altra parte, ciò è confermato anche dai comuni calcoli energetici del teorema di Bernoulli. Tuttavia, questa semplice soluzione che ho chiamato “energia idroelettrica sommersa”, pubblicata nel 2014, non mi risulta sia mai stata implementata in tutto il mondo.

In altre parole, nel 2023, con tutte le tecnologie sviluppate, non possiamo costruire impianti fissi completamente autonomi dal punto di vista energetico, per il semplice fatto che nessun scienziato o inventore ha pensato di produrre energia idroelettrica senza il salto idraulico, sfruttando l’energia dell’acqua superficiale che, alimentando una normale pompa centrifuga, vince lo stato di inerzia che alimenta una turbina, senza disperdere l’acqua. La figura sopra riportata può essere creata in qualsiasi lago, fiume tranquillo, pozzo marino o qualsiasi pozzo privato, senza bisogno di combustibile, poiché il motore della pompa deve fornire una piccola quantità di energia per innescare la cinetica di produzione di energia nella tubazione di alimentazione della pompa, mentre il generatore di corrente produce una quantità di energia molto maggiore che può essere calcolata con la seguente formula: Portata (l/s) * h (m).

Nell’immagine successiva possiamo vedere non solo come non sia possibile disperdere l’acqua, ma anche come sia possibile sollevarla e trasferirla a distanza producendo più energia di quanta ne consumiamo. Anche questa è una soluzione pubblicata nel 2015 e non so se sia mai stata implementata. Dobbiamo lavorare in una vasca sempre piena al livello massimo e utilizzare per il consumo solo l’acqua che fuoriesce quando trabocca, che viene automaticamente reintegrata da altre vasche collegate in serie alla fonte d’acqua principale, come mostrato nel disegno sottostante. Come si può vedere da questo disegno, le pompe non vengono utilizzate per sollevare l’acqua come si fa attualmente in tutto il mondo, ma solo per vincere lo stato di inerzia dell’acqua, in modo che contribuisca alla produzione di elettricità attraverso l’energia cinetica che viene prodotta nelle tubature che sfruttano la pressione idrostatica positiva sull’asse della pompa. Come si può vedere, le pompe utilizzate sono pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante perché devono alimentare due circuiti contemporaneamente; Una portata proviene dalla vasca di sinistra con pressione idrostatica inferiore e l’altra dalla vasca superiore con pressione idrostatica superiore. La rotazione della pompa con il flusso orientato nella direzione della forza di gravità e il principio di Pascal assicurano che la turbina sottostante sia alimentata dalla somma delle due portate e con la pressione maggiore proveniente dalla vasca superiore. Questa semplice soluzione, pubblicata nel 2015, ancora non implementata in nessuna parte del mondo, avrebbe dimostrato che l’energia prodotta dal generatore di corrente è molto maggiore dell’energia assorbita dal motore che aziona la pompa, poiché il generatore di corrente produce una quantità di energia proporzionale all’energia cinetica sviluppata sull’asse della turbina, che si trova al di sotto dell’asse della pompa, il cui motore deve vincere solo lo stato di inerzia dell’acqua in uscita dalla turbina, senza alcuna opposizione da parte della capacità idrostatica delle pale della vasca stessa, poiché, come si può vedere dal disegno, l’uscita della turbina è collegata alla vasca superiore tramite una tubazione di grande sezione. Pertanto, è sufficiente conservare all’uscita della turbina una quantità di energia cinetica sufficiente a permettere al flusso totale di acqua di rientrare nel bacino superiore producendo molta più energia elettrica di quella assorbita dalla pompa per vincere lo stato di inerzia dell’acqua e mantenere il sistema in funzione. Infatti, la condizione idraulica creata in questo impianto che è collegato allo stesso bacino superiore e quindi ha la stessa pressione statica totale, è tecnicamente detta “scarico sommerso”. Secondo le leggi della fisica, la pressione idrostatica non può opporsi alla circolazione dell’acqua all’interno dello stesso bacino. Può solo dissipare l’energia che disturba il naturale stato di quiete in calore per attrito tra le molecole secondo la formula “V 2/2 g”. Pertanto, il principio di inerzia che afferma che un corpo rimane nel suo stato finché una forza esterna non lo fa accelerare è sempre valido, ma dobbiamo anche considerare la posizione iniziale delle molecole coinvolte nell’accelerazione. Se queste molecole si muovono nella direzione della forza gravitazionale, producono molta più energia nel generatore di corrente collegato alla turbina rispetto all’energia elettrica assorbita dal motore della pompa. Se, d’altra parte, le molecole all’uscita della pompa si muovono nella direzione opposta alla forza gravitazionale, assorbono una grande quantità di energia. Eppure lo facciamo fin dall’inizio dell’era industriale. La spesa per sollevare l’acqua è seconda solo alla nostra spesa mondiale per i trasporti. Ma anche i trasporti globali, per quanto mi riguarda, possono estrarre energia dall’ambiente attraverso l’invenzione della pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, con la quale la classe dirigente pubblica e privata mondiale persiste nel non sperimentare. Questa classe dirigente, che si sostiene a vicenda in tutto il mondo a prescindere dai colori politici, non si rende conto che le dighe e i bacini idrici in montagna allo scopo di produrre elettricità banale con salti idraulici hanno ha prodotto più disastri che benefici. Probabilmente, se l’idroelettromagnetismo compresso, ancora sconosciuto alla scienza terrestre, fosse stato compreso in tempo, né la prima e la seconda guerra mondiale né le guerre coloniali sarebbero scoppiate per la conquista di fonti energetiche sbagliate, che hanno causato il riscaldamento globale. Probabilmente, non avremmo avuto l’esplosione della bomba atomica su Hiroshima, il disastro di Chernobyl e il disastro di Fukushima.

Legenda dei disegni Fig 1: (ac) compressore d’aria; (acg) generatore di corrente alternata; (ai) girante assiale; (C) collettore; (caipds) pompa assiale intubata a doppio aspiratore; (cfca) raccordo per riempimento rapido aria compressa; (csp) tubo del sistema di collegamento; (cst) tubo del sistema di contenimento; (cv) valvola di ritegno; (dgh) quota geodetica di mandata; (dthdc) deviazione verso i canali di drenaggio idraulico; (ecpc) cavo di produzione di corrente elettrica; (fcp) flangia per accoppiamento alla pompa; (fdsfs) separatore di flusso e alimentazione doppio flangiato; (fss) separatore di flusso in lamiera d’acciaio; (htva) turbina idraulica ad asse verticale; (iwft) ingresso acqua per alimentare la turbina; (lf) anello di sollevamento; (lfcv) valvola di controllo del livello flottante; (mpl) sonda del livello minimo o massimo; (pat) pompa come turbina; (ptr) serbatoio testato a pressione; (od) scarico di troppo pieno; (pwa) pompa con autoclave; (sav) valvola di alimentazione aggiuntiva; (sacg) generatore di corrente alternata sommergibile; (sacm) motore di corrente alternata sommergibile; (sfff) flangia speciale con quattro alimentazioni; (sgh) altezza geodetica di aspirazione; (sov) valvola di intercettazione; (sovfa) valvola di intercettazione con regolazione del flusso; (sph) altezza piezometrica di aspirazione; (srip) anello di supporto per pompa di intubazione; (srt) tubo del serbatoio di alimentazione; (sss) lamiera d’acciaio sagomata; (sv) valvola di sicurezza; (tcp) tubo contenente la pompa; (tpups) UPS trifase; (wdn) rete di distribuzione dell’acqua; (wddr) serbatoio di distribuzione e disconnessione dell’acqua; (wsdr) serbatoio di disconnessione dell’acqua.

Il disegno sottostante dimostra che la stessa soluzione potrebbe essere utilizzata anche per trasportare acqua desalinizzata dai mari all’entroterra senza incorrere in ingenti costi energetici, sia per la desalinizzazione che per il trasporto a lunga distanza, come nel caso della soluzione precedente. ( https://www.spawhe.eu/vertical-desalinators-demineralizers-by-ion-exchange-with-hydroelectric-energy-production/  ) 

Ancora nel 2023, la scienza, i politici e gli imprenditori fingono di non comprendere queste soluzioni elementari che avrebbero completamente impedito il riscaldamento globale, preservato le risorse presenti nel sottosuolo e, con lo stesso sistema, creato altre invenzioni, come il pozzo artificiale che, oltre a combattere il riscaldamento globale, potrebbe dare lavoro a milioni di persone e aumentare la produzione alimentare estratta dal mare. ( https://www.spawhe.eu/a-new-development-model-with-interactive-energy-and-rich-floating-camps-built-in-oceans-with-petroleum-derivates/ ) In realtà, il pozzo naturale si trova solo nel 5% della superficie marina. Ma esistono anche altre invenzioni molto importanti, di cui ho già scritto e continuerò a scrivere in questo e in altri articoli, finché la classe dominante mondiale, la politica economica e scientifica imprenditoriale, non si assumerà le proprie responsabilità di fronte al riscaldamento globale e alla disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza mondiale.

Stranamente, con l’invenzione delle prime forme di elettricità nate dagli esperimenti di Alessandro Volta (1725-1847), Carles Augustin Coulomb (1736-1806) e Luigi Galvani (1737-1798), che non nutrivano pregiudizi nei confronti della fonte energetica, l’intera classe dominante ha preferito produrre energia tramite il calore, dimostrando una scarsa conoscenza della fluidodinamica terrestre sia dal punto di vista economico e ambientale, sia da quello pratico e organizzativo. Non ha senso produrre elettricità tramite il calore se dobbiamo far ruotare il rotore di un generatore di corrente e trasmetterla allo statore, dato che sia il rotore che lo statore funzionano a temperatura ambiente e non possono surriscaldarsi. Non ha senso costruire grandi centrali termoelettriche e nucleari e poi trasportare l’energia a distanza tramite tralicci e condotti per cavi. Sembra che la classe dominante mondiale abbia agito di concerto per depredare le risorse destinate alle generazioni future.

Possiamo sfruttare l’energia di pressione dell’aria compressa in un serbatoio di riciclo chiuso, che può essere utilizzata anche per sostituire i motori termici, come mostrato negli schemi idraulici sottostanti, e creare impianti di produzione energetica locali ovunque sia necessario, anche sui mezzi di trasporto terrestri.

 Legenda del disegno 1/1: (ac) compressore d’aria; (acg) generatore di corrente alternata; (ai) girante assiale; (bd) scarico inferiore; (caipds) pompa intubata assiale capsidica con doppia aspirazione; (cfca) raccordo per riempimento rapido aria compressa; (cv) valvola di ritegno; (dph) altezza piezometrica di mandata; (ecpc) cavo di produzione di corrente elettrica; (fcp) flangia per accoppiamento alla pompa; (fdsfs) separatore di flusso e alimentazione doppio flangiato; (fss) separatore di flusso in lamiera d’acciaio; (htva) turbina idraulica ad asse verticale; (iwft) ingresso acqua per alimentare la turbina; (lf) anello di sollevamento; (lfcv) valvola di controllo flottante di livello; (lf) anello di sollevamento; (li) indicatore di livello; (mpl) sonda di livello minimo o massimo; (ow) uscita acqua; (pat) pompa come turbina; (ptr) serbatoio testato a pressione; (sacg) generatore di corrente alternata sommerso; (sov) valvola di intercettazione; (sovfa) valvola di intercettazione con regolazione del flusso; (sph) altezza piezometrica di aspirazione; (srip) anello di supporto per pompa per intubazione; (sss) lamiera d’acciaio sagomata; (sv) valvola di sicurezza; (tcp) tubo contenente la pompa; (tpups) UPS trifase; (vvv) valvola di ventilazione e sfiato; (wdn) rete di distribuzione dell’acqua; (wsdr) serbatoio di disconnessione dell’acqua.

Grazie alla fisica, alla matematica e all’astronomia, Newton aveva compreso appieno la forza gravitazionale. La legge di gravitazione universale afferma che due punti materiali si attraggono con una forza di intensità direttamente proporzionale al prodotto delle masse dei singoli corpi e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.

F = G * m1 * m2 / r² . Dove G è il coefficiente di accelerazione gravitazionale terrestre, che al livello del mare è 9,807. Questa forza agisce in una sola direzione, dal corpo con la massa minore a quello con la massa maggiore. La massa è una caratteristica fisica intrinseca della materia stessa. Un corpo con una massa di 1 kg ha la stessa massa sulla Terra, sulla Luna o nello spazio interstellare. La massa si misura in kg, mentre la forza e il peso si misurano in N (Newton) o kgf (chilogrammo forza). 1 Newton è la quantità di forza necessaria per accelerare un corpo di massa 1 kg di 1 m al secondo quadrato. F = m • a (1 N = 1 kg • 1 m/ s² )

Tornando all’argomento di questo articolo, se vogliamo produrre una spinta lineare che possa andare in qualsiasi direzione, dobbiamo costruire sistemi volanti mobili dotati di spinta di reazione di Newton, come quella attualmente prodotta negli elicotteri, e dobbiamo aggiungere dei motori lineari globali ( https://www.spawhe.eu/aerospace-and-submarine-transport-system-with-interactive-primary-and-inductive-linear-motors/ ) che lavorino in parallelo, in modo che la somma delle spinte di reazione fisiche di Newton e di quelle elettromagnetiche di Lorentz dei singoli motori sia in grado di vincere la forza gravitazionale di tutte le masse coinvolte. Per rendere gli impianti più leggeri ed economici, dobbiamo imparare a estrarre energia elettrica ed elettromagnetica dall’ambiente, principalmente per evitare di trasportare il peso dei combustibili. Altri elementi pesanti che possiamo eliminare sono quelli dovuti ai sistemi di raffreddamento dei motori termici, poiché non produrremo calore. Dobbiamo eliminare le trasmissioni meccaniche e termodinamiche, che sono centinaia di volte più pesanti e costose di quelle elettriche. Dobbiamo combinare senza soluzione di continuità sistemi elettrici e fluidodinamici, separati solo da pareti metalliche, rivestimenti e supporti elettricamente isolati. Laddove necessario, dovremo isolarli anche magneticamente, in modo che la spinta elettromagnetica di Lorentz agisca sempre nella stessa direzione di quella della reazione di Newton. Non sarà un problema regolare la velocità di navigazione, l’altitudine e la direzione di marcia controllando il numero di giri dei motori elettrici che fanno circolare l’acqua tramite un inverter, che rappresenta il vettore energetico primario dei motori elettrici delle eliche, dei turboventole e di quelli che mettono in moto i magneti permanenti. Ogni piccola regolazione di questi motori corrisponderà a una piccola variazione altimetrica o direzionale, senza essere vincolati al suolo, come avviene nei moderni treni a levitazione magnetica che non possono cambiare direzione per evitare il deragliamento e non possono essere energeticamente autonomi, non volendo estrarre energia direttamente dall’ambiente, come si potrebbe fare utilizzando generatori idroelettrici a compressione.

6. Le ambiguità della scienza

  Il silenzio mondiale su queste invenzioni sostenibili dovrebbe farci riflettere sugli errori commessi dall’intera scienza mondiale fin dall’inizio dell’era industriale, ma anche dai governi, a prescindere dal loro orientamento politico. Queste soluzioni dimostrano la vera democrazia della natura terrestre, non quella dei governi attuali, perché se l’acqua e l’aria atmosferica appartengono a tutti, anche le risorse del sottosuolo dovrebbero appartenere a tutti. I diritti di superficie dei proprietari terrieri dovrebbero essere meglio regolamentati in nome dei diritti delle generazioni future. 5. Le ambiguità della scienza

  Il silenzio mondiale su queste invenzioni sostenibili dovrebbe farci riflettere sugli errori commessi dall’intera scienza mondiale fin dall’inizio dell’era industriale, ma anche dai governi, a prescindere dal loro orientamento politico. Queste soluzioni dimostrano la vera democrazia della natura terrestre, non quella dei governi attuali, perché se l’acqua e l’aria atmosferica appartengono a tutti, anche le risorse del sottosuolo dovrebbero appartenere a tutti. I diritti di superficie dei proprietari terrieri dovrebbero essere meglio regolamentati in nome dei diritti delle generazioni future. ( https://www.spawhe.eu/interstellar-dust-capture-system-and-space-environmental-plants/ ) Da questo articolo estraggo il seguente paragrafo:

“Un sistema completo che produce elettricità a bordo di un mezzo di trasporto aereo non necessita di creare un’armatura fissa a terra come nei treni Maglev. Il motore lineare globale non rotante può essere costituito da magneti permanenti che circolano linearmente nelle fessure esterne del tubo che contiene il sistema fluidodinamico mediante l’assemblaggio degli stessi magneti su una catena di trasporto meccanica a rulli dotata di alette su cui i magneti sono avvitati, dopo l’inserimento di una guarnizione isolante, alimentata da uno o più motori elettrici e ingranaggi che li fanno circolare linearmente lungo tutta la lunghezza del sistema idraulico, che in questo modo diventa anche un induttore di energia elettromagnetica. Infatti, incorporando la catena che trasporta i magneti in un tubo magneticamente isolato nelle fessure di ritorno, possiamo creare un flusso magnetico unidirezionale continuo, che interagisce con un solenoide esterno al sistema fluidodinamico, producendo la spinta di Lorentz. Non abbiamo bisogno di realizzare due induttori opposti e la rotaia scorrevole al centro lungo tutto il percorso. Poiché non c’è bisogno di una rotaia scorrevole, questo sistema può Dovrebbe essere implementato anche nello spazio aereo. Mentre sul pianeta Terra, dovrebbe essere combinato con la spinta di Newton per viaggiare nell’atmosfera.

Di fronte a questa soluzione, persino i treni ad alta velocità diventano obsoleti per molte ragioni tecniche ed economiche. Dovrebbe essere evidente che il modo più economico per viaggiare sul pianeta Terra e nello spazio diventa quello aereo. Infatti, la spinta elettromagnetica si propaga anche nel vuoto, ma la sua intensità diminuisce con il quadrato della distanza tra i corpi che si attraggono o si respingono. Se supponiamo di dividere la circonferenza esterna del tubo di contenimento del turboventola e della sottostante centrale idroelettrica pressurizzata con 36 fessure di scorrimento esterne dei magneti (una ogni dieci gradi), avremo 18 file di magneti permanenti disposte verso il basso e 18 verso l’alto nel circuito induttore. Utilizzeremo solo file non isolate magneticamente. In questo modo produrremo due circuiti induttori sovrapposti ma separati, poiché internamente svolgono funzioni diverse: uno produce la spinta di Newton e l’altro l’energia idroelettrica compressa, che è l’energia primaria dell’intera centrale. Invece, gli indotti di questi due diversi sistemi sovrapposti saranno costituiti da semplici solenoidi per tutta la loro lunghezza e produrranno due spinte di Lorentz che vanno nella stessa direzione. Non è necessario che l’indotto sia fissato a terra come nei sistemi a levitazione magnetica, poiché il flusso è sempre nella stessa direzione verso l’infinito. La spinta totale dipenderà dalla quantità di componenti utilizzati, dalle loro dimensioni, dalla loro velocità e dalle dimensioni dei solenoidi indotti esternamente, rispondendo alle leggi di Newton, Faraday, Neumann, Lenz e Lorentz.

Questo sistema completo ma semplice costituisce il “motore lineare globale interattivo” e può essere riprodotto in molti elementi fissati attorno al perimetro del mezzo di trasporto. L’energia idroelettrica primaria compressa non è una novità, anche se non è mai stata realizzata. Infatti, il sottoscritto ha sviluppato questa soluzione in diverse versioni. La versione più adatta per la realizzazione di “motori lineari interattivi” è quella utilizzata nel brevetto intitolato “Impianti idroelettrici pressurizzati sommersi in pozzi con sollevamento e ossigenazione” depositato l’08/11/2016. La stessa soluzione è stata utilizzata anche nel brevetto intitolato “Cuore artificiale ossigenatore del sangue energeticamente autonomo” depositato il 29/05/2018. Senza queste precedenti invenzioni interattive non avrei potuto concepire i “motori lineari globali interattivi primari e indotti” che migliorano il mio precedente sistema di volo interattivo relativo al modo di navigare nello spazio e nell’atmosfera N. 102017000059993 del 01/06/2017.

Il sistema di trasporto terrestre e spaziale con motori lineari globali interattivi primari e indotti, il sottoscritto lo ha sviluppato solo virtualmente, come i già citati sistemi interattivi di purificazione ed energia, che nessuno ha finanziato. Non dovremmo sorprenderci di questo strano progresso dello stato dell’arte in settori così importanti per la sopravvivenza del pianeta e dell’umanità. Né dovremmo sorprenderci della mancanza di finanziamenti per gli inventori privati ​​e non dovremmo nemmeno sorprenderci del fatto che la scienza pubblica e la scienza privata delle multinazionali non indaghino sui sistemi interattivi. Questo accade perché gli inventori impiegati da enti pubblici e privati ​​non possono lavorare sulle proprie idee. Devono conformarsi alle direttive aziendali.

La libertà di pensare in modo imparziale può essere garantita solo agli inventori che non hanno padroni che debbano difendere i propri interessi e gli investimenti già effettuati. Poiché le soluzioni interattive non sono state implementate in alcun settore dello sviluppo globale, è comune che sia gli istituti di ricerca pubblici che le multinazionali fingano che queste soluzioni non esistano. Non se ne parla nei congressi e nemmeno alle conferenze internazionali COP organizzate dalle Nazioni Unite. L’OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale), un organismo delle Nazioni Unite, non tutela le invenzioni di pubblica utilità e la proprietà intellettuale degli inventori, pretendendo da loro le stesse tasse di deposito e mantenimento che impone agli industriali, anche se non riescono a trovare finanziatori. Questi burocrati non hanno compreso che gli inventori non devono diventare imprenditori, perché perderebbero la capacità di inventare nell’interesse generale, dovendo difendere gli investimenti effettuati, anche qualora si rendessero conto di aver commesso degli errori. Almeno una parte degli inventori deve essere libera di inventare nell’interesse generale attraverso invenzioni virtualmente connesse, sviluppate per individuare un modello di sviluppo alternativo. L’attuale legislazione sui brevetti penalizza gli inventori che cercano soluzioni complete non realizzabili con invenzioni isolate. Soprattutto, le invenzioni in ambito ambientale ed energetico devono essere interconnesse. Non è un caso che le attuali invenzioni prodotte in questi settori abbiano contribuito al riscaldamento globale. Nemmeno le attuali energie rinnovabili rappresentano una soluzione. Non essendo interattive, non possiedono i requisiti tecnici ed economici per sostituire validamente l’energia fossile.

Dobbiamo però porci la seguente domanda: come mai nessuno ha mai cercato queste soluzioni e, soprattutto, nessuno vuole parlarne? Cosa si aspetta la gente comune? Probabilmente pensa che l’evoluzione scientifica e tecnologica avvenga spontaneamente perché ogni inventore che inventa qualcosa di utile diventa un imprenditore e lo immette sul mercato. Le cose non possono essere concepite in modo così semplicistico. Le invenzioni di pubblica utilità in campo ambientale ed energetico non sono come le invenzioni commerciali. Devono coinvolgere tutti, soprattutto i governi veramente democratici. Dove sono questi governi? Io, diventato inventore da pensionato, non avrei mai pensato di diventare anche un imprenditore. A parte l’età avanzata, che non me l’avrebbe permesso, da dove avrei dovuto iniziare, con quali finanziamenti e con quali collaboratori? C’è un lavoro immenso da svolgere. Avere idee chiare è solo il punto di partenza. Oggi non abbiamo nemmeno un punto di partenza.

Certamente, se avessi pensato al profitto, non avrei iniziato con la modifica di camini, fognature e sistemi di risparmio idrico. Come imprenditore, a chi avrei potuto vendere queste invenzioni, che sono di competenza pubblica e che gli enti pubblici di tutto il mondo hanno chiaramente dimostrato di non essere interessati a modificare i camini, né quelli delle fognature, né a risparmiare acqua? Quando finalmente ho scoperto che tutto è già interconnesso in modo interattivo dalla natura della Terra e che dovevo semplicemente modificare le pompe di circolazione dell’acqua e il funzionamento delle autoclavi, ho trovato silenzio, non solo da parte dei governi ma anche da parte di imprenditori e multinazionali, che preferiscono il mercato attuale, avendo investito in pompe che funzionano in modo errato, turbine progettate per sfruttare solo salti idraulici, motori termici, centrali termoelettriche, centrali nucleari, turbine eoliche in attesa del vento e pannelli solari in attesa del sole per produrre energia che deve essere trasportata su piloni o condotti per essere utilizzata in fabbriche e case. Tutti fingevano di non capire l’energia che si può produrre in loco, persino ai poli nord e sud e nei deserti, e utilizzare nello stesso luogo in versione fissa e mobile, senza ingombri e senza produrre nemmeno un grammo di inquinamento. Come può un pensionato trasformarsi in imprenditore e combattere contro tutte queste persone?

Purtroppo, un ragionamento scientifico globale può essere condotto solo attraverso un’analisi imparziale del lavoro aggiornato allo stato dell’arte industriale e ambientale, e solo in questo modo è possibile individuare i punti deboli che impediscono lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente. Nulla si può risolvere sostenendo le attuali invenzioni commerciali, senza modificarle per chiudere i cicli indesiderati che esse innescano.

Perché i governi mondiali non vogliono cambiare i camini, le fognature e non vogliono realizzare il risparmio idrico proposto dal sottoscritto? Credo che non ne conosciamo nemmeno le ragioni. Così come non sanno nulla delle successive invenzioni che, dalla depurazione dei combustibili fossili, mi hanno portato nello spazio senza carburante e con l’energia nucleare. Ai governi piacciono le invenzioni delle multinazionali che risolvono i problemi occupazionali. Non importa se le loro invenzioni non siano perfette dal punto di vista tecnico, scientifico, economico e globale. È facile governare in questo modo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto considerando la diseguale distribuzione della ricchezza mondiale. Per quanto mi riguarda, il fatto che nessun ente pubblico e nessuna multinazionale globale abbia finanziato invenzioni interattive non è una sconfitta, ma la dimostrazione della gravità degli attuali conflitti di interesse che coinvolgono l’intera classe dirigente mondiale. Con il silenzio generale della classe dirigente mondiale e di gran parte dei media scientifici, non si possono compiere passi concreti verso i sistemi interattivi, che sono gli unici in grado di cambiare positivamente lo sviluppo globale. Soprattutto, il silenzio della scienza mondiale è estremamente grave.

Un’invenzione complessa come il “motore lineare globale interattivo” non può nascere dal nulla, poiché si tratta di un’invenzione trasversale a diverse leggi scientifiche e tecnologie. È molto grave che sia i ricercatori pubblici che le multinazionali dei settori della depurazione, dell’energia e dei trasporti non si siano accorti del graduale sviluppo di soluzioni alternative e all’avanguardia rispetto alle loro. Godono di ingenti finanziamenti, di grandi opportunità per testare le proprie invenzioni in laboratorio e di un fiorente commercio di brevetti tra ricercatori pubblici e multinazionali, con il consenso di tutti i legislatori mondiali. Eppure, insieme, non hanno prodotto una singola invenzione interattiva. Come hanno potuto i giganti globali creare da zero, contro i loro interessi economici intrecciati e in un secolo di errato sviluppo industriale, i “motori lineari globali interattivi primari e indotti” che mirano a realizzare contemporaneamente la spinta di Newton e quella di Lorentz? L’aspetto più arretrato di questo sistema è la fluidodinamica. È davvero strano, perché i concetti di fluidodinamica, già chiaramente definiti da Torricelli, Venturi, Pascal, Henry e Bernoulli prima dell’invenzione dell’elettricità, sono più facili da comprendere e anche più semplici da sperimentare rispetto all’elettromagnetismo, all’energia nucleare, alla produzione di nuovi e costosi combustibili chimici o all’idrogeno supercompresso. Eppure, dall’inizio dell’era industriale non è stato speso un solo dollaro o euro per razionalizzare le connessioni tra acqua e aria nei processi comuni, sia nella post-combustione, sia nella depurazione, sia nella produzione di energia idroelettrica sommersa e compressa con riciclo dell’acqua e sfruttamento della pressione statica dell’aria. Questi argomenti sembrano completamente sconosciuti alla scienza mondiale. Vengono trattati solo sul sito web https://www.spawhe.eu, senza interlocutori pubblici e privati. Eppure la conclusione a cui il sottoscritto è giunto ancor prima di questa importantissima invenzione intellettuale virtuale è chiarissima: se si cambia la fonte primaria di energia mondiale, cambia l’intero sviluppo mondiale e l’intera classe dirigente mondiale, compresa quella scientifica, deve scusarsi per aver creato uno sviluppo che danneggia il pianeta non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello economico.

Purtroppo la disinformazione scientifica è globale perché questo messaggio dovrebbe essere diffuso in tutte le scuole del mondo. Invece, nelle scuole si continua a insegnare materie scientifiche separate. Un ragionamento scientifico e tecnologico globale potrebbe essere realizzato solo da persone che, amando il proprio lavoro, si rendono conto che le cose non funzionano e non possono funzionare se le discipline scientifiche continuano a essere separate. Tutti hanno qualcosa da perdere scoprendo le vere cause del riscaldamento globale, e quindi si parla a vanvera di transizione ecologica ed energie rinnovabili, continuando a ignorare i veri problemi, che sono interdisciplinari e si basano su un’organizzazione scientifica del lavoro mondiale che non può permettersi rivalità scientifiche tra un tipo di energia e un altro. È necessario adottare imparzialmente la soluzione migliore dal punto di vista scientifico, ambientale ed economico. Questo non è possibile con gli attuali governi mondiali comunisti e capitalisti e con l’attuale cultura specialistica, scolastica, aziendale e sindacale, che trasmette messaggi falsi, senza mai entrare nei dettagli delle soluzioni, che devono essere sempre interattive per essere competitive. Come la fotosintesi, il ciclo naturale del carbonio, la biochimica alla temperatura terrestre. È importante sapere cosa succede nell’universo, ma prima dobbiamo imparare a produrre e gestire la vera energia terrestre, il che ci permetterà certamente anche di acquisire le conoscenze necessarie per invertire i processi e, partendo dalla fotosintesi, dal ciclo del carbonio, dalla biochimica e dall’elettromagnetismo terrestre, arrivare a esplorare lo spazio in ambienti specificamente progettati per la sopravvivenza umana. Oggi siamo ancora lontani dal concepire queste soluzioni. Stiamo anche sprecando risorse nella futile corsa allo spazio, utilizzando energie inadatte.

7. Ripropongo il riassunto e la parte iniziale della descrizione del seguente deposito di brevetto italiano-

Sistema di trasporto aerospaziale e sottomarino con motori lineari primari e indotti interattivi a livello globale. Domanda di brevetto italiana n. 102020000000031 del 03/01/2020. ( https://www.spawhe.eu/aerospace-and-submarine-transport-system-with-interactive-primary-and-inductive-linear-motors/ )

Venticinquesima lettera aperta alla Corte di Giustizia Internazionale e alle Nazioni Unite.

ASTRATTO     

Per purificare l’ambiente, è essenziale identificare i principi di interazione tra acqua e aria. Ciò serve anche a progettare un sistema di trasporto terrestre e spaziale razionale. Infatti, la gravità e la pressione atmosferica ostacolano il sollevamento e il movimento delle masse. Le forze di Newton e Lorentz sono state oggetto di studio per secoli, ma nel trasporto aereo si utilizza solo la prima a causa delle difficoltà incontrate dalla scienza nell’inventare un sistema salvaspazio in grado di produrre a bordo del mezzo di trasporto energia elettrica sufficiente ad alimentare entrambe le forze, le quali, insieme alle rispettive accelerazioni, annullerebbero il peso della massa, che è una forza vettoriale, secondo la relazione F = m * (a – aL – aN), dove “aN” e “aL” sono le rispettive accelerazioni di Newton e Lorentz in direzione opposta alla gravità. Questo problema è stato risolto con l’invenzione del “motore lineare interattivo globale primario e indotto”, che è un sistema completo, che sfrutta staticamente la pressione dell’aria, unidirezionalmente, fa circolare acqua pressurizzata attraverso una turbina con generatore di corrente e utilizza una pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, che ricicla l’acqua scaricata dalla turbina reinserendola nel circuito di riciclo interno di un’autoclave pressurizzata a forma di tubo, posta in serie o in parallelo a una turboventola elettrica, mentre la corrente elettrica primaria prodotta dal generatore alimenta il motore della turboventola e muove i magneti permanenti di due circuiti induttori paralleli o sovrapposti, concentrici all’autoclave e alla turboventola, correnti indotte vengono prodotte anche negli involucri esterni dell’autoclave e della turboventola generando due spinte di Lorentz che si sommano alla spinta di Newton della turboventola. Pertanto, il turboventola elettrico diventa un motore lineare interattivo indotto che produce simultaneamente la spinta di Newton e di Lorentz, mentre l’impianto primario, oltre ad alimentare i circuiti dell’induttore, produce nella propria armatura la spinta di Lorentz che si somma alle due spinte del turboventola. Considerando che lo spazio inizia, convenzionalmente, a soli 100 km dalla superficie terrestre, non costerà molto salire verticalmente nell’atmosfera con le forze di Newton e di Lorentz combinate. Costerà ancora meno spostarsi nel vuoto con la sola propulsione elettromagnetica e atterrare negli aeroporti di destinazione. Ovviamente, anche i sottomarini potranno utilizzare questi motori globali interattivi sostituendo il turboventola con eliche marine, rendendoli più economici e sicuri. Questi impianti saranno anche in grado di difenderci dalle inondazioni con le spinte di Lorentz e di Newton, mentre l’energia primaria ossigenerà l’acqua con la pressione statica dell’aria nell’autoclave secondo il principio di Henry.

Prima di iniziare la descrizione di questo deposito di brevetto, ritengo necessaria la seguente premessa: “La natura, ispessendo l’aria atmosferica, ci ha fornito lo strumento per rallentare la caduta dei corpi e per contrastarla e superarla se vogliamo vincere la forza gravitazionale, permettendoci di produrre l’energia idroelettrica primaria compressa che produce direttamente la coppia motrice all’uscita di una turbina collegata a un generatore di corrente che produce corrente elettromagnetica continua, che produce la spinta di Newton per mezzo di eliche e ventole e quella induttiva e indotta di Lorentz per mezzo di magneti permanenti e solenoidi. L’energia più difficile da scoprire è stata quella primaria con il riciclo dell’acqua, che permette anche il miglior guadagno di energia grazie al principio di Pascal che afferma che la pressione di un gas compresso (aria) si espande in tutte le direzioni e quindi se non può espandersi esercita una pressione statica sulla superficie del liquido (acqua), facendo riferimento al principio di Torricelli che afferma che la velocità “v” dell’acqua che esce da un foro sottoposto a pressione “h” è uguale alla radice quadrata di 2gh, dove g è l’accelerazione di gravità. Questa è la velocità dell’acqua che passa attraverso la turbina e muove l’albero del generatore di corrente. Tuttavia, l’invenzione che mancava per sfruttare la stessa quantità d’acqua indefinitamente e per consentire guadagni di energia e purificazione era “la pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante”. Infatti, questa pompa, avendo due alimentazioni nettamente separate che si incontrano solo nella girante rotante (non prima) permette di immettere l’acqua scaricata dalla turbina direttamente nel circuito di riciclo interno dell’autoclave senza dover vincere l’opposizione della pressione statica. Ma la stessa quantità d’acqua che entra a bassa pressione viene simultaneamente espulsa contemporaneamente dalla pressione “h” dell’autoclave che la fa rientrare nel foro che alimenta la turbina con la velocità di Torricelli, per il principio di Pascal o impenetrabilità dei corpi. Ciò consente un immenso guadagno di energia, che non richiede combustibili, materiali elettrolitici o radio attive. Dipende solo dalla pressione e dall’usura dei materiali che compongono la pompa, la turbina, i turbofan che producono la spinta di Newton e gli organi di trasmissione del moto meccanico alle ruote o alle eliche marine e a i magneti permanenti che producono le correnti indotte, che a loro volta producono le spinte di Lorentz. A questo dobbiamo aggiungere che ogni volta che l’acqua che produce energia passa attraverso l’autoclave assorbe una maggiore quantità di ossigeno secondo le leggi di Henry e Dalton, quindi questi sistemi possono essere utilizzati anche come purificatori di acqua inquinata. Non è un caso che il grado di inquinamento dell’acqua venga misurato in BOD, che rappresenta il fabbisogno di ossigeno disciolto. Non è ridicolo che oggi consumiamo tanta energia per ossigenare l’acqua?mentre l’ossigenazione dell’acqua potrebbe essere un effetto secondario della produzione di energia? Chi dovrebbe rispondere di questi errori a livello mondiale? Certamente non gli uffici brevetti che hanno dichiarato “moto perpetuo” e “modello di utilità” i sistemi energetici proposti dal sottoscritto, come la pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante. A mio parere, la scienza mondiale, pubblica e privata, deve rispondere. Per una questione di onestà intellettuale, altrimenti i legislatori continueranno a credere indefinitamente alla favola del “moto perpetuo” che non esiste, ma se esistesse, non potrebbe competere con l’energia interattiva, che non esiste solo per l’incapacità della scienza, pubblica e privata, che insieme non sono state in grado di estrarla dalla natura.

Come descritto nel riassunto, nel prossimo futuro il modo più semplice ed economico per produrre energia, purificarla e soprattutto muoversi sulla Terra, nello spazio e in ambiente sottomarino sarà tramite i “motori lineari primari e lineari interattivi indotti”. Questo è il nome che ho dato a questi sistemi completi di depurazione energetica e indiretta, autonomi dal punto di vista energetico, che non richiedono infrastrutture pubbliche come strade, ponti, viadotti, gallerie, ferrovie, metropolitane, reti di distribuzione energetica. Non credo sia una coincidenza che la spinta di Newton si opponga al flusso d’aria che entra nel turboventola e che vada nella stessa direzione della forza di Lorentz, se il flusso dei magneti permanenti che utilizziamo per produrre la corrente indotta va nella stessa direzione dell’aria che attraversa il turboventola. In effetti, anche la forza elettromagnetica di Lorentz si oppone al flusso magnetico che la genera. D’altra parte, queste leggi sono state ampiamente testate, anche se nessuno ha pensato di far scorrere i magneti permanenti all’esterno dei turboventole e creare un traferro e un solenoide esterno indotto. E fare la stessa cosa anche al di fuori del circuito primario di produzione di energia idroelettrica compressa e dei serbatoi di aria e acqua compressa che lo alimentano e che recuperano acqua e aria in un ciclo di riciclo infinito che non lascia nulla fuori dalle fonti di energia primaria. Più di cento anni dopo le importanti scoperte dell’elettromagnetismo, si può dire che, a parte i treni ad alta velocità Maglev che li utilizzano solo parzialmente, non esistono applicazioni pratiche dei motori lineari, che invece hanno un grande potenziale se utilizzati in combinazione con la produzione di energia idroelettrica mobile compressa primaria e con le superfici cilindriche di serbatoi elettrici e turboventole.

Secondo numerose e autorevoli pubblicazioni scientifiche, tra cui “Nature Geoscience”, il nucleo terrestre è composto da una parte interna viscosa, costituita quasi interamente da ferro, e da un nucleo esterno fluido, formato da ferro e nichel. I movimenti della materia nel nucleo esterno generano il campo magnetico terrestre. L’atmosfera terrestre, prodotta da questo campo, e l’interazione elettromagnetica con i satelliti e i pianeti circostanti ci proteggono dalle radiazioni solari e hanno permesso la creazione di condizioni climatiche rarissime nell’universo, che hanno reso possibile lo sviluppo della fotosintesi e di tutte le forme di vita terrestri. Non sappiamo se esistano altre civiltà simili all’uomo, ma certamente esistono pianeti simili alla Terra dove la vita umana potrebbe essere compatibile. Come raggiungerli? Nonostante i progressi scientifici e tecnologici compiuti nell’ultimo secolo, dopo la pubblicazione delle teorie della relatività di Albert Einstein e lo sviluppo dell’astronomia e della fisica quantistica, non abbiamo ancora compiuto il primo passo nella giusta direzione. Di fatto, lasciamo l’atmosfera terrestre con un sistema inquinante e rudimentale come i razzi alimentati con combustibili chimici, che ignorano le conoscenze necessarie per sviluppare un sistema di trasporto aerospaziale sostenibile, interattivo e universale, che garantisca anche il ritorno sulla Terra dei veicoli di trasporto. Non solo astronauti con veicoli improvvisati come astronavi, paracadute e gommoni in mezzo al mare.

Leggendo il seguente articolo disponibile sul web http://www.lescienze.it/news/2015/06/30/news/campi_magnetici_cosmo_modello_laser-2672381/ , ho estratto alcuni concetti che mi hanno portato a rivedere il mio precedente deposito di brevetto riguardante il modo di navigare nello spazio, N. 102017000059993 del 01/06/2017, basato unicamente sulla spinta di reazione di Newton ( https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/ ).Dal suddetto articolo e da altri simili, possiamo apprendere che nell’universo la materia forma una rete di ammassi di galassie densamente popolate e filamenti di collegamento separati da vasti spazi vuoti. Quando gli astronomi hanno iniziato a osservare i campi magnetici nello spazio, hanno notato qualcosa di strano: l’universo è magnetizzato. Gli scienziati si aspettavano di trovare questi campi magnetici nelle regioni attive, dove correnti di plasma come quelle all’interno delle stelle possono generarli. Ma a quanto pare anche le regioni cosmiche vuote, dove gli scienziati si aspettavano che ciò fosse improbabile, sono permeate di magnetismo. Per spiegare l’incredibile intensità dei campi magnetici nello spazio, gli scienziati hanno ipotizzato che i semi dei campi magnetici possano essere amplificati dalla turbolenza cosmica. Per chi scrive, l’identificazione delle cause che hanno prodotto e producono i campi magnetici è importante, ma è soprattutto importante concentrarsi sul modo di utilizzare le tecnologie per allontanarsi dai campi magnetici indesiderati e per sfruttare le correnti elettromagnetiche che ci rendono più confortevoli anche nella progettazione dei mezzi di trasporto del futuro. La “polarizzazione” (la direzione lungo la quale oscilla l’onda elettromagnetica) può essere sfruttata e fatta interagire con le onde elettromagnetiche che produrremo a bordo degli aeromobili, le quali agiranno nella stessa direzione. Questo non significa che dobbiamo necessariamente produrre energia nucleare a bordo degli aeromobili, come è stato interpretato dai principali scienziati del secolo scorso e di oggi, che hanno investito ingenti risorse economiche per creare tale energia e continuano a farlo (in particolare il progetto ITER da venti miliardi di euro, attualmente in fase di sperimentazione nel sud della Francia, che promette di estrarre energia dall’acqua di mare e dal litio). Finora, l’energia nucleare ha prodotto solo disastri e, anche se non li avesse prodotti, è impensabile che i grandi reattori necessari possano essere installati su veicoli di trasporto. Sebbene sia essenziale produrre energia elettromagnetica a bordo di veicoli di trasporto aereo e spaziale, ciò richiede una fonte di energia primaria pulita e inesauribile, come dovrebbe essere anche per i trasporti terrestri se non avessimo frainteso le fonti primarie di energia mondiale. La fonte di questa energia non può essere, per diverse ragioni, né termica (a causa dell’enorme calore che dovrebbe sviluppare), né nucleare (per le stesse ragioni e per le controindicazioni legate alle radiazioni), né solare, che non è molto potente e risulta discontinua. Inoltre, per avere un’autonomia molto lunga non possiamo utilizzare elementi provenienti da altre fonti (combustibili, elementi chimici, catalizzatori, metalli radioattivi).

La scienza mondiale sul pianeta Terra ha commesso l’errore di non studiare e sfruttare adeguatamente l’energia presente nell’ambiente, prodotta dalla gravità, che ha reso l’aria più densa permettendoci di sfruttare staticamente la pressione atmosferica. D’altra parte, la natura utilizza la semplice pressione atmosferica sull’acqua per generare correnti marine, pozzi artesiani, fiumi e cascate, insegnandoci che è conveniente utilizzare la forza dell’acqua sotto la pressione dell’aria, che può agire anche staticamente, sfruttando la propria elasticità. La scienza mondiale non ha perfezionato tecnologicamente questo sistema con invenzioni nuove e semplici. Il sottoscritto ha realizzato ciò inventando dapprima il “pozzo artificiale” (brevetto n. 102014902290390 del 09/03/2014) e poi l'”energia idroelettrica sommersa” (brevetto italiano n. 102014902298581 del 06/10/2014) e successivamente, “le pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante” (brevetto italiano n. 102015000048796 del 07/09/2015) che consentirebbero di sfruttare le pressioni dell’aria compressa nelle autoclavi per produrre energia elettromagnetica fissa e mobile. Un’invenzione è considerata tale quando possiede i requisiti di novità, inventiva e applicabilità industriale. Soprattutto, non deve essere facilmente comprensibile agli esperti. Ovviamente, se gli esperti non li comprendono o fingono di non comprenderli per non invalidare le invenzioni precedenti, non fanno eccezione nemmeno gli uffici brevetti, che si affrettano a dichiarare che sono contrari ai principi del risparmio energetico. L’attuale sistema di gestione e concessione dei brevetti, soprattutto di pubblica utilità, è obsoleto e contrario agli interessi dell’ambiente e della popolazione mondiale.

8. L’importanza sottovalutata della produzione di energia primaria della Terra

La domanda che mi pongo da anni e che ancora oggi, nel 2023, non trova risposta per mancanza di interlocutori, è la seguente: perché la scienza mondiale non ha mai interpretato l’attrazione gravitazionale naturale (che ha reso più densa l’aria atmosferica) come un fenomeno di fluidodinamica della seconda legge della dinamica di Newton? Ancora oggi la scienza interpreta questo fenomeno come termodinamico, mentre fin dai tempi di Newton poteva essere interpretato come fluidodinamico. Questo dobbiamo chiederlo alla scienza moderna che ha prodotto il riscaldamento globale e, naturalmente, ai politici che hanno governato negli ultimi duecento anni e che hanno le stesse responsabilità della scienza, poiché scelgono gli investimenti pubblici e privati ​​da fare sul pianeta Terra. Tutto ciò che so è che non ho mai trovato interlocutori pubblici e privati ​​e che sono stato costretto ad abbandonare il mondo del lavoro per sviluppare soluzioni puramente fluidodinamiche, prima di tutto per purificare, poi per produrre energia.

Raccolgo solo silenzi perché coloro che hanno commesso errori negli investimenti pubblici e privati, capitalisti e comunisti, non hanno il coraggio di ammettere di aver interpretato male i principi energetici e di purificazione della Terra. Essi devono essere principalmente FLUIDODINAMICI, poiché tutti i cicli fotosintetici e il ciclo del carbonio avvengono alla temperatura terrestre. I principi termodinamici devono essere applicati solo nell’intervallo delle temperature terrestri, con l’eccezione delle fusioni di metalli, ma con impianti progettati diversamente da quelli attuali. Come devono chiudere tutti i cicli che si aprono nelle piante stesse in modo naturale, attraverso il contatto diretto con acqua, aria e reagenti inorganici naturali (serre interrate in calcare). Ma sempre alla temperatura dell’ambiente terrestre. Purtroppo, la mano sinistra della scienza di tutti i tempi non ha mai saputo cosa fa la sinistra, e tutti i sistemi antropici industriali e ambientali, pubblici e privati, sono incompleti, a partire dai più semplici ed elementari, come camini e fognature. Non è possibile considerare i camini come semplici tubi rivolti verso l’atmosfera, perché questi tubi, prodotti in miliardi di esemplari, disperdono legalmente, con l’approvazione della scienza mondiale, nell’atmosfera tutti i gas di combustione che non possono più essere recuperati e depurati (SOx, NOx, CO, CO2, particolato fine). I camini che ho modificato sono tra le prime invenzioni per filtrare elettrostaticamente i gas e recuperarli rallentando la velocità del loro rilascio in atmosfera per catturarli e depurarli insieme all’acqua, ma non sono stati presi in considerazione a livello mondiale perché, come affermato in questo articolo della società Eni, gli impianti delle centrali termoelettriche sono conformi alle normative. Ma chi ha scritto queste normative? Tecnici, politici, scienziati, imprenditori, professori?

Non sapremo mai con certezza come si sia sviluppata la vita biologica e umana sul pianeta Terra. Sappiamo però con certezza che tutto è avvenuto alla temperatura e alla pressione atmosferica terrestri. Indagare sulle vere origini è impossibile. Dobbiamo guardare avanti e assicurarci che la razza umana non si estingua alle stesse temperature e pressioni atmosferiche. Finché gli uomini si combattevano con armi primordiali, c’era maggiore speranza di sopravvivenza. Ma con l’avvento dell’era industriale e dell’elettricità, le cose sono cambiate radicalmente, non perché l’elettricità sia sbagliata, ma perché le fonti di energia primarie sono sbagliate. Non c’è niente che possa costare meno ed essere più salutare dell’aria che respiriamo e dell’acqua che beviamo. Oggi potremmo essere gli artefici del nostro destino, a patto di imparare a progettare impianti antropici industriali e ambientali. Non possiamo farlo nel modo migliore perché dobbiamo accontentarci degli strumenti tecnologici disponibili sul mercato mondiale, che non sono stati progettati nel rispetto dei principi di interazione esistenti tra l’aria atmosferica, che è la fonte di energia primaria della Terra, e l’acqua, che è il vettore energetico in tutti i processi terrestri, chimici, fisici, biologici, di purificazione e di produzione di energia. In altre parole, l’uomo, e in particolare la scienza, non è stato in grado di copiare dalla natura.

Progettare impianti antropici industriali e ambientali completi avrebbe dovuto essere la prima regola da insegnare nelle scuole superiori di tutto il mondo, tuttavia la divisione delle attuali competenze scientifiche non lo permette e tutti gli attuali impianti artificiali industriali e ambientali, fissi e mobili, sono sbagliati. È ovvio che non ho trovato finanzieri e interlocutori pubblici e privati, capitalisti e comunisti. Tutti sono colpevoli, almeno del crimine di omissione. Ovviamente, anch’io potrei sbagliarmi, ma ho solo copiato, essendo un semplice ex progettista e installatore di sistemi antropici industriali e ambientali. ( https://www.spawhe.eu/the-omission-crime-is-the-daily-bread-of-sciences-bureaucrats-and-world-governments/ )Sembra che la scienza mondiale ignori che la quantità di energia prodotta sia data dalla portata, dalla densità del vettore energetico (acqua) e dalla pressione esercitata dalla fonte di energia (aria). Quest’ultima può essere sfruttata staticamente, senza consumarla, a parte la piccola quantità che si dissolve nell’acqua fino al punto di saturazione, purificandola completamente. L’acqua pulita e purificata può essere riciclata al 100% grazie alla mia invenzione di una pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, che nessuno ha voluto realizzare per non sconvolgere l’attuale mercato, non solo per l’energia mondiale, ma anche per la purificazione, perché, come accennato, in ogni ciclo di passaggio a una pressione maggiore, l’acqua e l’aria si purificano a vicenda. Non è un caso che il sottoscritto abbia utilizzato lo stesso sistema anche per progettare un ossigenatore di sangue a cuore umano energeticamente autonomo, che potrebbe prolungare la vita umana oltre ogni aspettativa  ( https://www.spawhe.eu/artificial-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/ ) .

Dal mio articolo La relatività e l’idrologia nella nuova idrologia ( https://www.spawhe.eu/relativity-and-technology-in-the-new-idroelettrica-energy/ ,  https://www.spawhe.eu/it/relativita-e-tecnologia-nella-nuova-energia-idroelettrica/ )  straggo quanto segue:

La formula E = mc² di Einstein, divenuto il più famoso al mondo, esprime in qualsiasi sistema di riferimento l’energia totale di una particella stazionaria rispetto a quel particolare sistema di riferimento. Se il corpo è in movimento, la formula diventa E = mg c² , dove “m” è la massa relativistica, “g” è il coefficiente di espansione e “c” è la velocità dell’elettrone. Questa formula è molto simile a quella di Newton, riguardante la trasformazione dell’energia potenziale in energia cinetica. Ma Einstein afferma che l’energia fornita non aumenta la velocità del corpo, bensì la sua massa: il corpo diventa sempre più “pesante”. Nel concetto di spazio-tempo, che unisce le nostre nozioni classiche di spazio e tempo tradizionalmente distinti in un unico costrutto unico e omogeneo, molti scienziati hanno dimostrato che quella che chiamiamo forza gravitazionale ha una forma curva che dipende dalla massa del sole e dei pianeti, ma Einstein ha dimostrato che le masse distorcono lo spazio-tempo nelle loro vicinanze e che altri corpi si muovono su traiettorie determinate dalla geometria dello spazio-tempo (ad esempio il vento). In altre parole, una concentrazione di materia curva lo spazio (e il tempo) come una membrana elastica. Nei buchi neri il tempo rallenta notevolmente; si può supporre che, al loro interno, il tempo atmosferico sia completamente fermo. Questo spiega la densificazione della materia e le ragioni per cui il materiale diventa più pesante. Questo concetto è ben illustrato dalla seguente figura pubblicata in un breve video disponibile online dalla rivista “La stampa tv scienza”.

Ad esempio, le equazioni di Einstein possono stabilire se e in quali condizioni è possibile che la concentrazione di materia nel cosmo formi un buco nero, e cosa accadrebbe nelle sue vicinanze.

Applicando questo concetto all’ambiente terrestre, esistono numerosi fenomeni che confermano come la materia si trasformi in energia quando si verifica un’alterazione dell’equilibrio inerziale per diverse ragioni, come ad esempio il passaggio di una cometa nelle vicinanze, le differenze di potenziale tra le nuvole e la Terra, le cui differenze di potenziale possono persino produrre immense scosse elettriche. Allo stesso modo, i venti sono masse d’aria che si muovono orizzontalmente sulla superficie terrestre, da zone di alta pressione a zone di bassa pressione. La direzione del vento è influenzata dalla rotazione terrestre. Con le turbine eoliche catturiamo una parte infinitesimale di questa energia fisica. Personalmente, potremmo catturare molta più energia se fossimo noi stessi a rompere l’equilibrio delle masse inerziali, laddove le condizioni sono più favorevoli, in particolare al confine tra l’atmosfera e qualsiasi specchio d’acqua, con il sistema da me chiamato “idroelettrico sommerso”.

In effetti, l’intuizione del sottoscritto, di creare energia richiamandola dal basso attraverso una pompa capovolta, è confermata sia dal punto di vista di Einstein che da quello di Newton: con la concentrazione di una massa d’acqua nel tubo verso il basso, abbiamo solo l’energia potenziale iniziale: E = U = m * g * h. Se la massa d’acqua si muove a causa di un flusso discendente prodotto all’interno del tubo dalla pompa, all’estremità inferiore, l’intera massa d’acqua contenuta nel tubo, secondo Einstein, il sottoscritto, il teorema di Bernoulli, il principio di Newton (rappresentato nella figura con la testa di Einstein) si muove verso il basso, trascinando altre particelle dalla superficie dell’acqua verso il basso, diventando sempre più pesante, non veloce, perché la velocità della materia, soprattutto nell’ambiente terrestre, ha un limite molto basso: tutta l’energia viene dissipata sotto forma di calore. Ma nel nostro caso questo non accade perché la velocità dell’acqua viene frenata dalle pale di una turbina e dal relativo alternatore, producendo energia idroelettrica infinita, con un consumo energetico molto basso, poiché l’acqua, negli impianti sempre pieni, non viene dispersa, come negli impianti idroelettrici tradizionali, e non necessita di essere sollevata al livello superiore. Infatti, poiché il livello di aspirazione e di mandata della pompa coincidono, il circuito termina all’uscita della turbina. Avendo la stessa densità in tutto il bacino, l’acqua si muove semplicemente su e giù e tutta l’acqua che entra nel tubo di discesa è acqua di superficie che si muove solo orizzontalmente fino all’ingresso del tubo, senza sforzi di sollevamento contro le forze gravitazionali.

Grazie all’energia estratta dall’ambiente, non è necessario sostenere i costi di trasporto dell’energia sotto forma di carburante o elettricità. Inoltre, con l’invenzione dei motori lineari globali, che combinano la spinta di Newton e quella di Lorentz, si può affermare che l’energia idro-elettromagnetica compressa, estratta dall’ambiente terrestre, permette di trasportare persone e oggetti sulla Terra e nello spazio.

Allo stato attuale della tecnologia, si può affermare che i motori lineari non esistono. Quelli attualmente utilizzati con questo nome sono semplici attuatori elettromeccanici che accoppiano un motore che produce una coppia che, collegata a un riduttore che utilizza un sistema a vite senza fine, permette di trasmettere la forza in linea retta attraverso un albero che si muove avanti e indietro. Ovviamente entro pochi metri.

Per realizzare un vero motore elettrico lineare, l’armatura e l’induttore dovrebbero essere paralleli e l’armatura dovrebbe scorrere sull’induttore, ma ciò non è possibile in uno spazio infinito come l’atmosfera e lo spazio, a meno che non si utilizzi il sistema ideato dal sottoscritto, chiamato motore lineare globale, che è un impianto completo, dinamico ed elettromagnetico, che produce energia primaria idroelettrica compressa e la sfrutta sia per alimentare i motori turbofan elettrici, sia i motori che muovono i magneti permanenti degli induttori in modo che producano una circolazione di corrente negli induttori esterni. Ovviamente, per produrre la spinta elettromagnetica in una sola direzione è necessario oscurare il cinquanta percento del percorso dei magneti permanenti, in modo che la spinta di Lorenz si muova sempre nella direzione desiderata muovendo insieme l’armatura, l’induttore e la massa ad essi collegata. Ovviamente, invertendo la rotazione dei motori che muovono i magneti, si inverte anche la direzione della forza e della massa collegate al motore lineare globale. Ma tutte queste operazioni possono essere eseguite solo a freddo, perché qualsiasi fonte di calore distruggerebbe l’isolamento necessario al funzionamento elettromagnetico dell’apparecchiatura.

Ovviamente, anche i treni ad alta velocità Maglev sono motori lineari, ma poiché l’induttore è strettamente collegato al binario che aziona il treno ancorato al suolo, non può cambiare la direzione di marcia, ma solo andare avanti e indietro. Né i vagoni possono sollevarsi da terra.

La nuova soluzione proposta dal sottoscritto ha rafforzato l’innovazione di Newton aggiungendo eliche con motori elettrici ai motori lineari globali posizionati sopra il container volante, per garantire maggiore stabilità nelle operazioni di soccorso dei migranti e di spegnimento degli incendi. Credo che non ci sia paragone con gli attuali aerei e elicotteri utilizzati per spegnere gli incendi, mentre nessuno ha mai pensato che i migranti potessero essere soccorsi anche per via aerea. Infatti, le eliche degli elicotteri consentono al velivolo di sollevarsi verticalmente e persino di fermarsi in volo, ma non possono trasportare carichi elevati, non sono molto stabili, consumano molta energia con il carburante e producono molto inquinamento. D’altra parte, un container volante, come mostrato nel disegno, oltre alle eliche alimentate da motori elettrici, può avere 9, 12, 15 o 18 motori lineari globali che lavorano in parallelo e possono sollevare qualsiasi carico, sostenerlo stabilmente per eseguire tutte le operazioni di soccorso e di arresto. Inoltre, per sostenere la grande massa costituita dall’acqua antincendio, possiamo creare doppie pareti che incorporino i contenitori volanti, i quali a loro volta incorporano in parallelo la circolazione dei magneti permanenti che costituiscono l’induttore e le bobine dei fili che costituiscono l’armatura. Se l’energia non costa nulla e non inquina, non c’è motivo di risparmiarla. Come mai la scienza mondiale non ha pensato a questa soluzione prima di rovinare l’ambiente e l’economia della Terra? Perché tace e non si assume le sue responsabilità?

9. Un tipo di principio di reazione generale contenuto nel sistema idroelettromagnetico compresso.

Se ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, questo principio non si riferisce necessariamente solo alle forze elementari. Ampliando il concetto, può benissimo riferirsi a sistemi molto più complessi. Infatti, è più semplice ed economico raggiungere lo spazio e l’universo seguendo il percorso inverso dell’energia terrestre, che è stata raffreddata dai vari strati dell’atmosfera e allo stesso tempo purificata dai gas presenti nell’era primordiale, principalmente metano, ammoniaca e idrogeno, fino a produrre l’atmosfera attuale, composta principalmente da azoto (78,9%), ossigeno (20,9%), argon (0,93%), CO2 (0,04%) e piccole percentuali di altri gas, la temperatura terrestre e la pressione atmosferica terrestre. L’energia termica e i gas prodotti dalle esplosioni nucleari appartengono all’universo. In altre parole, se vogliamo andare nell’universo in modo razionale, dobbiamo partire dalla fotosintesi della clorofilla e creare artificialmente la pressione atmosferica nei mezzi di trasporto terrestri, rifornire tutti gli elementi alimentari che gli esploratori consumeranno catturando polvere interstellare e, naturalmente, estrarre da questi elementi tutta l’energia necessaria per i viaggi di intere generazioni di esseri umani. L’ho già scritto in articoli precedenti, ma il primo passo è decollare e navigare nello spazio terrestre in modo razionale ed economico per salvare vite di naufraghi, persone allagate o disperse, per spegnere incendi. Con il modello di sviluppo che abbiamo creato, durante i disastri naturali e accidentali, le prime cose che mancano all’umanità sono proprio quelle più necessarie alla sopravvivenza. La distribuzione di elettricità si interrompe, le strade sono bloccate, le scorte di carburante si esauriscono. La soluzione più semplice, economica e razionale, ovvero estrarre energia dall’ambiente terrestre nel momento del bisogno con la sola fluidodinamica e l’elettromagnetismo compresso, nessuno vuole attuarla per continuare ad arricchire le mafie, gli imprenditori senza scrupoli, i politici corrotti e ignoranti. La scienza mondiale è colpevole di tutto ciò, soprattutto di chi si nasconde dietro la separazione delle competenze specifiche e il commercio di brevetti che, prima di essere industriali, dovrebbero essere intellettuali, dimostrando che i processi utilizzati chiudono tutti i cicli chimici, termici e nucleari, aprendoli o evitando di aprirli.

Credo che questa sia la vera ragione per cui, in pochi anni di sviluppo industriale, abbiamo prodotto il riscaldamento globale. Le invenzioni sostenibili non ammettono l’arricchimento illecito e la speculazione sulle materie prime. Il sistema deve funzionare a livello globale in modo automatico, sviluppando tutte le possibili connessioni tra l’acqua e l’aria a temperatura ambiente, con o senza pressurizzazione. I politici che governano, invece di esigere invenzioni sostenibili dalla scienza e dagli inventori, basate su un ragionamento multidisciplinare e interattivo, aggravano i problemi consentendo un commercio unidirezionale dagli inventori pubblici alle multinazionali. Hanno creato una sorta di mercato calcistico per la scienza e la tecnologia, dove la pubblicità commerciale conta più della reale utilità delle invenzioni. Come possono capire che le attuali energie rinnovabili non hanno il potenziale per sostituire quelle fossili e nucleari?

Non mi sorprende che i sistemi idroelettromagnetici compressi non esistano, perché non esistono nemmeno tutte le semplici fasi precedenti che ho descritto nella filastrocca SPAWHE, che partono proprio dalla modifica di camini, fognature e depuratori. Dietro la loro concezione c’è un lavoro di una vita, basato non solo su concetti scientifici ma anche pratici, che la scienza non può avere. Mentre gli imprenditori globali del settore energetico e tecnologico non riescono ad accettare che queste invenzioni, che non costano nulla in termini di ricerca e progettazione a nessun contribuente mondiale, possano rovinare i loro affari, credo che sia la scienza che i politici, e gli imprenditori, abbiano ancora tempo per porvi rimedio, invece di fingere di non capire.

10. La differenza tra aerodinamica, principio di reazione di Newton e forza di Lorentz

Oggi, il volo atmosferico si basa su principi aerodinamici e sul conseguente galleggiamento degli aeromobili nell’aria. Gli aerei devono essere dotati di una notevole energia cinetica, prodotta da una spinta quasi orizzontale di un newton, per poter rimanere sospesi nell’aria. Ovviamente, in fase di decollo la spinta deve essere molto più elevata, con conseguente maggiore consumo di energia e un maggior rischio di incidenti. Nelle fasi di discesa e atterraggio, invece, gli aerei devono ridurre l’energia cinetica e cercare di planare dolcemente sulle piste. È evidente che le perturbazioni atmosferiche sono molto pericolose e non possono essere facilmente gestite con l’energia fornita dai pochi turbofan a combustione che producono spinte di pochi newton, a causa degli ovvi problemi di costo del carburante, senza contare l’inquinamento ambientale che producono.

Tornando invece al sistema di volo nell’atmosfera con veicoli non aerodinamici, senza carburante ma con un numero sufficiente di motori lineari globali e generatori di corrente idroelettrica compressa in grado di produrre in ogni istante, simultaneamente, la spinta di Newton e di Lorentz in qualsiasi direzione, senza pensare all’aerodinamica, al costo dell’energia e all’inquinamento atmosferico, che non produciamo, non dobbiamo pensare di creare il vuoto e di spostare una grande bolla di vuoto nell’aria atmosferica che funga da mezzo di trasporto per merci e persone. Dobbiamo semplicemente creare, istante per istante, il vuoto sopra e intorno al velivolo con un numero sufficiente di eliche e motori lineari globali che producano simultaneamente la spinta di Newton e di Lorentz. Pertanto, la bolla di vuoto non si muove, è il velivolo stesso che la crea e la chiude immediatamente dopo il suo passaggio, grazie all’elasticità dell’aria, che produce anche la spinta di Newton nella direzione di marcia.

Ovviamente, questa soluzione non era realizzabile con gli attuali turboventilatori termici. Oltre ai problemi ambientali, all’enorme costo dei combustibili fossili e chimici, le alte temperature non avrebbero permesso di combinare la spinta newtoniana con la spinta lorentziana, che può essere prodotta solo con la circolazione di magneti permanenti e bobine di fili di rame protetti da vernici isolanti, mentre anche l’energia primaria prodotta con aria compressa e il vettore energetico costituito da acqua non possono permettersi di perdere le loro caratteristiche di elasticità, comprimibilità da parte dell’aria e incomprimibilità da parte della cascata. Entrambi devono essere mantenuti a una temperatura terrestre, semplicemente regolando la quantità di corrente circolante in base a termostati che misurano la temperatura.

Da un punto di vista tecnico e scientifico, non credo che esista qualcosa in grado di competere con l’elasticità dell’aria e l’incomprimibilità dell’acqua, a prescindere dall’economia e dall’inquinamento ambientale. Mi chiedo quindi perché dovremmo pagare scienziati, inventori, imprenditori, politici, professori e rappresentanti scientifici che, non ragionando in modo globale e imparziale, danneggiano l’umanità invece di contribuire a scegliere le soluzioni migliori nell’interesse generale, che non è difficile identificare con l’attuale progresso tecnologico, se si mettono da parte gli assurdi interessi di categoria? I più assurdi di tutti sono proprio i politici e gli economisti, che detengono il maggior potere decisionale. Questi, privi di competenze scientifiche e tecnologiche, ragionano sulla base delle leggi del mercato create da invenzioni sbagliate fin dall’avvento dell’era industriale, invece di finanziare la ricerca e la sperimentazione multidisciplinari e imparziali. Di fronte a gravi disastri ambientali, politici ed economisti si nascondono dietro gli esperti tecnici e scientifici. Ma come possono esperti tecnici e scientifici prevenire disastri ambientali se lavorano in compartimenti stagni fin dalle elementari, all’università e nel mondo del lavoro? Tutti i sistemi creati dall’uomo, anche i più semplici ed elementari, devono essere progettati con competenze multidisciplinari, non per complicarli ma per semplificarli: tutto deve essere fatto nel posto giusto, al momento giusto, con la tecnologia giusta, secondo una precisa organizzazione globale del lavoro che chiuda tutti i cicli che apre, o ne eviti l’apertura.

La scienza, più della giustizia, deve essere imparziale perché, se la giustizia commette errori, i colpevoli non sempre vengono individuati. Gli errori della scienza, invece, sono facili da individuare se si vuole davvero cercarli. È sufficiente verificare che tutti i cicli che si aprono siano chiusi, perché le piante antropiche, sia fisse che mobili, non devono emettere sostanze tossiche nell’ambiente. Oggi questo non accade perché chi governa il mondo ha riposto la propria fiducia in inventori e scienziati che non hanno svolto bene il loro lavoro. Questa situazione non può durare per sempre.

Tornando ai concetti energetici fondamentali, l’energia indotta che sfrutta i principi elettromagnetici è ancora completamente separata dalle principali energie primarie e da quelle secondarie rinnovabili come le turbine eoliche, i pannelli solari, i digestori che producono energia biologica, l’elettrolisi e l’energia idroelettrica con il salto idraulico. Infatti, tutte queste energie devono essere prodotte e trasportate a distanza per realizzare le applicazioni elettromagnetiche, inclusa la spinta di Lorentz. Mentre negli impianti mobili atmosferici e spaziali l’energia, come dimostrato dal sottoscritto, l’energia primaria e quella indotta devono essere prodotte insieme a bordo del mezzo di trasporto a temperatura ambiente, altrimenti le spinte di Newton e di Lorentz non possono essere sommate. In altre parole, la fonte di energia primaria deve essere respirabile per gli esseri umani e il vettore energetico deve essere bevibile per gli esseri umani.

Come possiamo fidarci delle competenze dei dirigenti pubblici e privati ​​e della scienza stessa, quando la mano destra non sa cosa fa la sinistra? Purtroppo le mani della scienza non sono solo due. Ce ne sono molte di più. Sebbene alcuni scienziati come Torricelli, Venturi, Pascal, Henry abbiano individuato alcuni principi interattivi molto utili per comprendere i principi della fluidodinamica, senza la cui conoscenza sarebbe stato molto difficile per me proporre soluzioni che la scienza attuale e gli standard internazionali degli uffici brevetti considerano “moto perpetuo”. Pertanto, non fattibili, semplicemente perché non le hanno trovate nelle loro ricerche sullo stato dell’arte, che normalmente effettuano per respingere soluzioni già inventate. Nel mio caso, gli inventori le hanno comunque respinte per la ragione opposta: se nessuno scienziato ha proposto queste soluzioni, per gli uffici brevetti, esse sono contrarie ai principi di conservazione dell’energia. Io, un semplice pensionato che ha speso più di quanto avrebbe potuto per depositare brevetti indesiderati dalla classe dominante mondiale, sostengo che l’attuale riscaldamento globale e la disuguale distribuzione della ricchezza mondiale, fino a prova contraria, abbiano generato le invenzioni già realizzate, non quelle mai finanziate da alcun governo o da alcuna multinazionale. In realtà, ho dovuto lasciare il mondo del lavoro per poterle concepire e proporre, dopo trentasette anni di esperienza nell’industria e nell’ambiente, per conoscere a fondo sia gli impianti industriali che quelli ambientali.

Sulla Terra, poiché esiste la forza gravitazionale, che addensa l’aria atmosferica a una pressione di un bar, e poiché l’aria compressa è un potente accumulatore di energia, può esistere anche un moto perpetuo che consuma l’energia estratta dall’aria compressa in modo naturale, come nei pozzi artesiani. Ma può esistere anche un moto perpetuo che sfrutta l’energia estratta dall’aria compressa a pressioni più elevate, se sfruttiamo staticamente la forza della pressione atmosferica senza consumarla. Ovvero, consumando solo la piccola parte di energia necessaria per reintegrare la quantità di aria che si dissolve nel vettore energetico (acqua), mantenendo sempre la massima purezza (principio di Henry). Questo dovrebbe farci riflettere sugli errori commessi dall’intera scienza mondiale fin dagli albori dell’era industriale e dai governi che hanno permesso l’inutile e costoso inquinamento globale. Ma dobbiamo condannare l’intera popolazione mondiale degli ultimi duecento anni che non ha mai protestato contro questo immenso scandalo che persiste ancora di fronte ai grandi filosofi, pensatori, sindacati e associazioni ambientaliste di tutti i tempi. Tornando però al problema attuale, che mi ha ispirato questo aggiornamento sullo stato virtuale del volo nell’atmosfera terrestre, non possiamo soccorrere efficacemente i migranti in mezzo al mare per lo stesso motivo per cui non possiamo spegnere efficacemente i grandi incendi boschivi e urbani, dato che non possiamo fermarci permanentemente nell’atmosfera per estinguere i focolai con l’acqua, né calare dall’alto ceste con paranchi elettrici per estrarre le persone direttamente dalle imbarcazioni da soccorrere senza mettere in pericolo nemmeno i soccorritori in caso di mare agitato.

Sarà sufficiente regolare il numero di giri al secondo dei motori delle pompe di circolazione dell’acqua, dei turboventole e dei motori che muovono i magneti permanenti con opportuni inverter per muovere il velivolo nello spazio, o fermarlo nello spazio per il tempo necessario a spegnere incendi o a soccorrere persone naufragate.

Oggi, tuttavia, i politici italiani, europei e mondiali discutono delle colpe di chi specula sulla disperazione dei poveri e degli indifesi, discutono persino delle colpe delle ONG che cercano di prevenire tali disastri con i pochi mezzi a disposizione. Non si interrogano su chi sia il vero responsabile, soprattutto i loro predecessori, incapaci di scegliere tra invenzioni sostenibili e insostenibili, optando sempre per quelle insostituibili. Mentre scrivo questo articolo, il governo italiano sta stanziando i fondi necessari per costruire il ponte sullo Stretto di Messina, un’altra opera costosa, deperibile e obsoleta, perché se estraiamo energia direttamente dall’ambiente con motori interattivi, a livello globale la soluzione più efficace ed economica sarà quella aerea, senza costi infrastrutturali deperibili, costi energetici e di depurazione. Non possiamo continuare a essere governati da una classe dirigente politico-scientifica mondiale che non ha mai ragionato in modo multidisciplinare. Persino l’intelligenza artificiale, che potrebbe rappresentare una speranza se finanziata dagli stessi esseri umani che hanno creato il riscaldamento globale, non potrà mai far luce su tali problemi. L’intelligenza artificiale può migliorare ciò che già esiste, non ciò che non è mai stato finanziato e testato, come le invenzioni virtuali della filastrocca di Spawhe.

Considerando lo stato attuale dell’arte scientifica e tecnologica mondiale nel campo dell’ambiente e dell’energia, dobbiamo chiederci quale settore non sia sufficientemente sviluppato per estrarre energia direttamente dall’ambiente a costi inferiori? Col senno di poi, credo che quel settore sia quello idroelettrico. La scienza mondiale ha considerato il salto idraulico come un limite invalicabile. Invece, chi scrive ha dimostrato con numerosi esempi in questo articolo e in molti articoli precedenti, che il salto idraulico è stato solo un punto di partenza, che purtroppo è rimasto statico per oltre duecento anni, consentendo il riscaldamento globale del pianeta e un’iniqua distribuzione della ricchezza mondiale. Ciò è dimostrato dal fatto che abbiamo raggiunto un punto morto, in cui non riusciamo a uscire dall’atmosfera terrestre senza ricorrere a razzi con carburanti sempre più potenti e costosi, che non solo non possono raggiungere grandi distanze, ma non consentono nemmeno agli astronauti di tornare sani e salvi sulla Terra. Tutto ciò è dovuto unicamente al fatto che la scienza non accetta che sia possibile produrre elettricità direttamente tramite generatori di corrente idroelettrica compressa autonomi che, senza combustibile e senza la produzione di calore indesiderato, possano produrre ulteriori spinte verticali di Lorenz che, sommate alla spinta di Newton, ci permetterebbero di uscire dall’atmosfera e poi continuare nello spazio vuoto impiegando anche la parte energetica degli stessi generatori di corrente che hanno prodotto la spinta di Newton, per rafforzare la spinta di Lorentz quando, quando, a causa della mancanza di aria atmosferica, la spinta di Newton diventa inefficiente. Infatti, oltre ai motori lineari globali che produrranno simultaneamente la spinta di Newton e di Lorenz, in una forma più compatta, progettata per l’esterno di velivoli aeronautici e spaziali, altri generatori di corrente idroelettrica compressa possono essere creati all’interno dei mezzi di trasporto, la cui energia prodotta può essere applicata a serbatoi di acqua e aria compressa ancorati al pavimento e alle stesse pareti di contenimento dei mezzi di trasporto volanti, ovviamente, predisponendo la circolazione di magneti permanenti su superfici opportunamente isolate e protette e creando all’esterno il circuito indotto. che produce la spinta di Lorentz, verso l’alto, in opposizione alla forza gravitazionale, ho spiegato molte volte il circuito idro-elettromagnetico compresso e lo ripeto ancora una volta: l’acqua contenuta in un’autoclave può essere riciclata indefinitamente per mezzo della pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante. Dobbiamo solo far uscire l’acqua pressurizzata dall’autoclave, farla passare attraverso una turbina con relativo generatore di corrente elettrica e scaricare l’acqua senza pressione in un serbatoio dotato di valvola di sfiato a pressione atmosferica che permette il recupero dell’aria che può essere ripressurizzata per mantenere sempre la stessa pressione nell’autoclave. Nel frattempo,L’acqua scaricata dalla turbina alimenta una delle due bocche di ingresso della pompa di ricircolo con una doppia alimentazione separata fino alla girante, mentre l’altra alimentazione della stessa pompa è collegata all’uscita dell’acqua ad alta pressione dell’autoclave. Ovviamente, i due flussi si incontrano nella stessa girante. Possono solo sommare le due portate ed uscire dall’uscita comune della pompa con un’unica pressione, che è quella maggiore (in base al principio di Pascal). Poiché la pompa ha una doppia alimentazione separata ed è dotata di una singola girante, non può produrre una pressione superiore a quella dell’autoclave, quindi non può entrare nell’autoclave più acqua di quanta ne sia uscita per produrre elettricità attraverso la turbina. Pertanto, questo ciclo può essere riprodotto indefinitamente riciclando sempre la stessa acqua e recuperando l’aria che esce dallo sfiato atmosferico che, con un compressore molto piccolo, mantiene sempre la stessa pressione dell’autoclave. Chiaramente con questa soluzione non produciamo alcuna forma di inquinamento, al contrario, ogni volta che l’acqua che produce elettricità passa attraverso l’autoclave, assorbe una maggiore quantità di ossigeno secondo il principio di Henry e Dalton, diventando quindi sempre più pura. Con questa energia primaria, estratta dall’ambiente, che addirittura purifica l’acqua, possiamo alimentare direttamente i turboventole elettrici che producono la spinta fluidodinamica di Newton e allo stesso tempo alimentare anche una considerevole quantità di motori elettrici che portano magneti permanenti su supporti isolati che producono le variazioni di flusso elettromagnetico in bobine di fili incorporate in speciali involucri metallici di contenimento, montati all’esterno dei turboventole elettrici, nella stessa autoclave, per produrre la quantità di energia elettrica indotta necessaria a produrre, oltre alla spinta fluidodinamica di Newton, anche quella elettromagnetica di Lorentz. Pertanto, mentre il flusso d’aria prodotto dalle eliche elettriche e dai turboventole si muove in direzione opposta a quella di marcia dei container volanti nell’atmosfera, le diverse spinte elettromagnetiche di Lorentz prodotte dagli stessi motori lineari globali, all’interno del container e nelle sue pareti, spingono tutte le masse del container volante coinvolto nella bolla di vuoto che si crea nello spazio atmosferico. Questi effetti fluidodinamici fisici ed elettromagnetici combinati saranno certamente più efficienti, razionali, economici e meno inquinanti dei combustibili, anche se questi si chiameranno idrogeno e nucleare di nuova generazione. Avremo autonomie di volo infinite e nessun costo di trasformazione energetica. Saremo in grado, come ora, di andare in qualsiasi direzione, verticale, orizzontale, angolare.Regolando semplicemente il numero di giri dei motori elettrici delle pompe con la doppia alimentazione separata fino alla girante, si produce l’energia primaria (idro-elettromagnetica compressa); regolando il numero di giri dei motori che fanno girare i turboventole elettrici, che producono la spinta di Newton, e quelli dei motori che fanno muovere i magneti permanenti, che regolano la produzione di energia indotta e quindi la spinta di Lorentz. Ma soprattutto saremo in grado di fermarci in aria per spegnere incendi o soccorrere naufraghi in mare. Gli incidenti aerei saranno molto improbabili perché ogni motore lineare globale e ogni generatore di corrente elettrica saranno energeticamente autonomi, dato che l’energia non viene consumata (solo una percentuale dell’aria si dissolve in acqua secondo il principio di Henry, che evapora nell’ambiente atmosferico all’uscita delle turbine idrauliche (ovviamente questa quantità d’aria viene automaticamente ripristinata con piccoli compressori). Come si può vedere dalle figure, in ogni velivolo ci saranno molti motori lineari globali che lavoreranno in parallelo. Se uno di essi si guasta, i piloti saranno sempre in grado di correggere l’assetto di volo, fino all’arrivo a destinazione, senza mai mettere a rischio vite umane. Naturalmente, se saremo in grado di fare ciò, non sarà più conveniente trasportare merci e persone via terra. Almeno le grandi distanze saranno percorse per via aerea senza costi strutturali come ponti, gallerie, ferrovie e autostrade.

Le invenzioni contenute nella filastrocca SPAWHE sono state boicottate sulla Terra perché rappresentano un modello di sviluppo alternativo a quello attuale, oltre a causare inquinamento, virus e l’attuale distribuzione della ricchezza mondiale. Nello spazio non possiamo permetterci inquinamento, virus o tecnologie obsolete quotate oggi nelle borse mondiali. Solo selezionando imparzialmente le scienze e le tecnologie realmente utili potremo colonizzare lo spazio, perché tutti i nodi devono essere sciolti senza ombra di dubbio. Solo l’energia idro-elettromagnetica terrestre, che si purifica da sola e non viene consumata, è compatibile con la colonizzazione spaziale. Con le energie attualmente utilizzate dagli enti spaziali stiamo solo sprecando risorse, perché l’energia spaziale deve essere respirabile per l’uomo. Purtroppo, il progresso tecnologico mondiale non può essere realizzato da inventori non finanziati da governi e multinazionali. Con l’attuale cultura scientifica che considera le energie interattive come “moto perpetuo e contrario e principi dell’energia”, non è stato possibile creare piccoli impianti di depurazione domestica interattivi che producano elettricità con il riciclo di acqua e aria, come descritto nell’articolo https://www.spawhe.eu/sustainable-environmental-design-is-a-social-duty-of-world-institutions-mini-domestic-water-purification-system-with-hydroelectric-energy-production/ .

Questi sistemi si interfaccerebbero perfettamente con motori lineari globali che utilizzerebbero la stessa fonte di energia che gli esseri umani possono respirare, poiché l’aria atmosferica che pressurizza il vettore energetico (acqua) deve uscire dagli sfiati posti nei serbatoi di recupero dell’acqua di scarico delle turbine. Questi scarichi d’aria non possono avvenire nell’ambiente esterno come sulla Terra. Devono necessariamente avvenire nell’ambiente condizionato dei container spaziali, non solo per ragioni economiche ma anche per la sopravvivenza, come descritto negli articoli: https://www.spawhe.eu/aerospace-and-submarine-transport-system-with-interactive-primary-and-inductive-linear-motors/ , https://www.spawhe.eu/interstellar-dust-capture-system-and-space-environmental-plants/ .

Non ha senso esporre gli astronauti attuali e quelli futuri che andranno nello spazio a malattie cardiache, polmonari e osteoporosi vivendo in ambienti non pressurizzati a pressione atmosferica, soprattutto perché l’acqua e l’aria sono anche gli elementi più potenti per produrre insieme la spinta esterna di Newton e Lorentz necessaria per uscire dall’atmosfera e per la navigazione spaziale con un riciclo energetico infinito.

Paradossalmente, la divisione tra l’atomo e l’energia nucleare, che è costata all’umanità immense spese di ricerca, esperimenti e numerosi disastri ambientali, a prescindere dalla bomba atomica, si è rivelata meno efficace dell’energia primaria interattiva tra acqua e aria, per la quale non è costato nulla in termini di ricerca e sperimentazione, essendo stata sviluppata praticamente senza alcun finanziamento, nel silenzio generale della comunità scientifica pubblica e privata e delle multinazionali.

Cosa serve per capire che sul pianeta Terra il concetto di moto perpetuo non ha senso? Grazie alla forza di gravità e alla differenza di pressione dei fluidi, si possono creare ovunque differenze tra la bassa energia assorbita dalle pompe di circolazione dell’acqua (con doppia alimentazione separata fino alla girante) che lavorano con pressioni bilanciate in aspirazione e mandata, e l’alta energia prodotta dalle turbine che alimentano i generatori di corrente, i quali sfruttano l’acqua in eccesso introdotta nel circuito di ricircolo attraverso l’alimentazione separata, espulsa dal troppo pieno della vasca superiore o dalla pressione di un’autoclave, per il principio di impenetrabilità dei corpi, per alimentare nuovamente le turbine in cicli infiniti.

Non aveva senso sviluppare sulla Terra tecnologie energetiche e di purificazione che escludessero i principi di interazione tra acqua e aria, e tentare di volare nell’atmosfera e nello spazio con energie inquinanti e antieconomiche. Non ha senso ignorare il cuore artificiale in grado di ossigenare il sangue umano, che potrebbe prolungare la vita umana di centinaia di anni. È impensabile iniziare la ricerca di nuovi pianeti senza portare con sé il meglio della scienza e della tecnologia terrestre, che purtroppo non è stata sviluppata sulla Terra a causa di oscuri e ignoranti giochi di potere economici a cui ha partecipato l’intera classe dominante mondiale, compresa quella scientifica.

Molti impianti antropici, per chi conosce la scienza e la tecnologia in modo multidisciplinare, sembrano progettati da dilettanti perché sono incompleti (fognature, camini, centrali elettriche e motori termici, depuratori d’acqua e d’aria), ma i danni alla salute umana si diluiscono nel corso degli anni e vengono attenuati dai progressi della medicina. Persino gli enti spaziali pubblici e privati ​​di tutto il mondo progettano sistemi spaziali antropici come dilettanti, senza considerare che la respirazione e la fisiologia umana sono state concepite dal sistema divino o naturale per bilanciare la pressione atmosferica terrestre nel corpo umano, non altre pressioni. Per questo motivo dobbiamo pressurizzare i mezzi di trasporto spaziale alla pressione atmosferica. Non è un caso che la pressione atmosferica sia composta da una miscela di gas che gli esseri umani respirano, ma che può anche essere compressa a migliaia di bar se mantenuta a una temperatura superiore a -140,6 gradi Celsius. Non credo sia una fortunata coincidenza. Credo che il Creatore dell’universo, chiunque egli sia, volesse mostrarci il modo corretto di produrre energie e purificazioni sia terrestri che spaziali. Credo inoltre che chiunque sia il Creatore dell’universo abbia perso la pazienza. Per questo motivo ha comunicato queste semplici verità scientifiche a un modesto pensionato. Non ai premi Nobel, che non avrebbero avuto la pazienza e probabilmente nemmeno l’esperienza pratica di un progettista e installatore di impianti industriali e ambientali per sviluppare tutti i dettagli interattivi che il sottoscritto ha elaborato per dimostrare queste conclusioni senza alcun finanziamento pubblico o privato.

Di seguito sono riportati i disegni dell’intero sistema con le relative legende.

Immaginiamo che il container e le auto volanti mostrati sopra, equipaggiati con un motore lineare globale (con spinta di Newton e di Lorentz), viaggino nello spazio attorno alla Terra. Poiché l’aria atmosferica si è rarefatta, perderemo gran parte della spinta di reazione di Newton e avremo a disposizione solo la spinta di Lorentz per vincere la forza di attrazione terrestre. Considerando gli ultimi aggiornamenti riportati in questo articolo, saremo in grado di potenziare questa forza non solo per trasportare maggiori quantità di acqua per spegnere gli incendi, ma anche per aumentare la forza elettromagnetica di Lorentz a scapito di quella di Newton, che è diventata meno efficiente. Saremo in grado di effettuare i calcoli e viaggiare in direzione opposta a quella di rotazione terrestre per ridurre i tempi di volo atmosferico e atterrare negli aeroporti di destinazione terrestri. Ma con la stessa tecnologia, saremo anche in grado di proseguire nello spazio infinito per raggiungere altri pianeti. Dopo aver capito come produrre energia primaria fredda, come far circolare i magneti permanenti in una sola direzione, come isolare il percorso inverso indesiderato degli stessi magneti e come regolarne la velocità, con la conseguente regolazione della forza di spinta, perché non possiamo pensare di trasformare l’intera o parziale superficie verticale esterna dei container volanti in un induttore su cui scorrono i magneti e, di fronte ad esso, una parete integrale e isolata elettromagneticamente, separata dall’intercapedine d’aria, contenente l’armatura avvolta, che si solleva insieme all’induttore e con tutte le masse contenute nel container stesso, solo grazie alla spinta di Lorentz? Questa soluzione sarebbe identica al sistema Maglev dei treni ad alta velocità, ma con la possibilità di andare in tutte le direzioni, senza avere l’armatura collegata al suolo. Sarà la disposizione dei motori lineari globali esterni a fornire le spinte nelle altre direzioni. Il lavoro più arduo consiste proprio nel neutralizzare la forza gravitazionale unidirezionale del pianeta più vicino con la spinta di Lorentz, che può scegliere se favorirla o contrastarla. Ovviamente, come già scritto, dobbiamo creare condizioni di vita terrestri all’interno dei container in viaggio con la stessa pressione atmosferica e utilizzare l’aria stessa (pressurizzata) come fonte di energia primaria che non viene consumata. La CO2 che produciamo con la nostra respirazione e con la respirazione di qualsiasi pianta vegetale potrebbe essere neutralizzata producendo carbonati nell’acqua e questa potrebbe essere dolcificata all’infinito, portando con noi gli ingredienti necessari e catturandone altri attraverso applicazioni specifiche montate su motori lineari globali ( https://www.spawhe.eu/interstellar-dust-capture-system-and-space-environmental-plants/ ).Perché la scienza mondiale si comporta come se la spinta di Lorentz nel trasporto aeronautico e spaziale non fosse realizzabile? Se l’energia idroelettromagnetica compressa non consumasse l’aria e l’acqua, che sono rispettivamente la fonte primaria e il vettore energetico, ma le riciclasse indefinitamente, persino la corsa allo spazio diventerebbe possibile e sostenibile.

Il 20 aprile 2023 SpaceX ha lanciato per la prima volta il suo razzo Starship, ma non è riuscito a raggiungere lo spazio a causa di un guasto in volo. Secondo i media, questo fallimento, in un solo giorno, è costato agli investitori, principalmente a Elon Musk, circa tredici miliardi di dollari. Ma anche se il lancio fosse riuscito perfettamente, il fallimento della soluzione energetica sarebbe stato solo rimandato, con un ulteriore spreco di miliardi di dollari, perché la soluzione energetica non è sostenibile e non può realmente portarci nello spazio infinito.

Ho aggiunto questa notizia perché nel mio articolo intitolato “Lettera aperta al signor Elon Musk che ha promesso 100 milioni di dollari a chi riuscirà a catturare la CO2 dall’atmosfera” ( https://www.spawhe.eu/open-letter-to-mr-elon-musk-who-promised-100-million-dollars-to-those-who-manage-to-capture-co2-from-the-atmosphere/ ) e negli articoli correlati credo di aver spiegato che non è necessario raggiungere la velocità di fuga di 11,2 km/sec per uscire dall’atmosfera terrestre se produrremo un’energia che non venga consumata nei mezzi di trasporto spaziale. Ma per produrre quel tipo di energia, ho dovuto prima imparare a purificare l’energia fossile producendo carbonati nell’acqua. Solo per rendere più economico questo processo, in una fase successiva, ho inventato l’energia idroelettromagnetica compressa, che può essere prodotta a freddo, senza combustibili e senza energia nucleare. Certamente, questa energia potrebbe non essere veloce come quella di un razzo, ma è molto più economica, garantisce il viaggio di ritorno sulla Terra molto meglio degli attuali aerei di linea e non produce nemmeno un grammo di inquinamento ambientale. Non so se qualcuno sia riuscito a soddisfare le aspettative di Elon Musk e a ricevere il premio di 100 milioni di dollari promesso. So solo che la mia soluzione, che non è mai stata finanziata da alcun governo o multinazionale, mi ha gradualmente portato ad andare nello spazio senza carburante e senza energia nucleare. Anche se questo non si è concretizzato, spero che le generazioni future, prima di fare investimenti sbagliati basati su singoli principi scientifici, imparino a pensare in modo globale. Dopo aver realizzato investimenti errati da parte di miliardari, con un accordo reciproco tra scienza pubblica e privata, è molto più difficile dire alla gente del mondo che hanno preso decisioni sbagliate e correggere gli errori. Sbagliare la fonte di energia primaria della Terra non è un errore rimediabile perché anche aumentando la resa energetica e migliorando i sistemi di purificazione, non saremo mai in grado di avere energia a costo zero e che più produciamo, più proteggeremo l’ambiente circostante in quanto la fonte di energia (aria atmosferica) e il vettore energetico (acqua) si purificano a vicenda secondo i principi di Henry e Dalton in base alle pressioni operative.

11. Conclusion

Il dilemma internazionale di individuare la migliore fonte di energia primaria al mondo avrebbe potuto essere risolto duecento anni fa, subito dopo l’invenzione dell’energia idroelettrica e dell’elettromagnetismo, semplicemente applicando scientificamente l’organizzazione del lavoro per risparmiare risorse idriche, fonti energetiche e costi di depurazione di acqua e aria. Invece, la divisione delle competenze scientifiche e le lobby del potere politico ed economico hanno prodotto il riscaldamento globale e la distribuzione ineguale della ricchezza mondiale, e la soluzione non si intravede ancora a causa della fuga dalle responsabilità scientifiche, istituzionali e legislative, a tutti i livelli e in tutti i paesi della Terra. Naturalmente, questa divisione delle competenze ha anche causato molte vittime innocenti a causa dell’inquinamento, come malattie polmonari, inondazioni, tempeste, siccità e altri danni. Queste persone potrebbero morire di vecchiaia. Ma anche la vecchiaia potrebbe essere ritardata perché l’ossigenatore cardiaco artificiale energeticamente autonomo, che utilizza il sangue umano, non è altro che un sistema a doppia autoclave con un generatore di corrente alimentato da mini-pompe con una doppia alimentazione separata fino alla girante. Una per il circuito sistemico e una per il circuito polmonare. Non ci sono alternative, il pianeta Terra vuole essere governato scientificamente applicando sempre le migliori soluzioni, imparzialmente aggiornate con le più recenti tecnologie di fluidodinamica ed elettromagnetismo. Se non aggiorniamo prima questo stato dell’arte, non saremo in grado di fermare l’attuale genocidio terrestre e non potremo compiere progressi concreti nemmeno nell’esplorazione spaziale. L’attuale vita umana è troppo breve per organizzare viaggi spaziali, avendo completamente frainteso i principi fondamentali di purificazione ed energia, che sono identici sia per il funzionamento interno del corpo umano, sia per gli ambienti all’interno dei container spaziali, sia per i motori lineari globali che aggiungono le spinte di Newton e Lorentz nei vari modi sopra descritti, ma certamente migliorabili con il reale avanzamento dello stato dell’arte.

Siamo gli artefici del nostro destino terreno. Ma la scienza non può continuare a inventare nuove energie incompatibili con la vita sulla Terra. Le attuali energie fossili e nucleari non avrebbero funzionato nemmeno virtualmente, perché non chiudono tutti i cicli che aprono. La scienza attuale ha imbrogliato imponendo limiti arbitrari alle emissioni in acqua, suolo e atmosfera. L’energia idroelettromagnetica compressa ha già dimostrato, in fase virtuale, di poter proteggere l’ambiente e anche il corpo umano. Infatti, con l’invenzione del cuore artificiale basato sugli stessi principi e i successivi aggiornamenti tecnologici e di intelligenza artificiale, la vita umana potrebbe essere allungata di diverse centinaia di anni senza modificare il DNA, ma solo l’aspetto fisico, poiché ci preoccuperemo soprattutto di nutrire il cervello. Gli altri organi più deperibili verrebbero gradualmente sostituiti con organi artificiali.

Ciò significa che la scienza applicata in modo imparziale, al di sopra degli interessi dei governi e delle multinazionali che ostacolano la creatività degli inventori non legati ai centri di potere economico, penalizza il progresso e la vita stessa sul pianeta, al solo scopo di evitare il crollo delle borse mondiali e non cambia nulla degli attuali giochi di potere, non più legati alla politica comunista, socialista, capitalista o religiosa, ma solo alla conservazione del potere economico di chi lo detiene. Coloro che ancora oggi svolgono il mio vecchio lavoro di progettista e installatore di piante antropiche non sono inventori, né lo ero io. Cercano di utilizzare al meglio le proprie capacità e le tecnologie messe a disposizione dallo stato delle infrastrutture industriali, ambientali e civili, dell’agricoltura, dei trasporti, del sollevamento e della distribuzione dell’acqua per l’irrigazione e la distribuzione per uso civile e industriale. Se non avessi amato il mio vecchio lavoro, non avrei sentito il bisogno di diventare un inventore in pensione. Non ho potuto farlo prima perché c’erano troppi dettagli da sviluppare e, come dipendente, ero già troppo impegnato a risolvere i problemi lavorativi quotidiani. Tuttavia, mi sono reso conto che gli strumenti messi a disposizione dalla scienza e dalla tecnologia erano sufficienti per progettare gli impianti artificiali secondo le specifiche di gara pubbliche e private esistenti. Non i sistemi più completi e razionali, come avrebbero potuto essere studiando meglio l’organizzazione scientifica del lavoro. Soprattutto, combinando i cicli di purificazione dell’acqua e dell’aria negli stessi impianti. Ci sono troppi dettagli non sviluppati da inventori pubblici e multinazionali. Io che li ho sviluppati e brevettati da pensionato, persino a livello internazionale, con un grande sacrificio economico personale, nella vana speranza di trovare interlocutori pubblici e privati ​​che non ho trovato. Ho dovuto arrendermi all’evidenza: la scienza pubblica e quella delle multinazionali sono perfettamente allineate e, di comune accordo, hanno trascurato proprio i settori in cui sono intervenuto con invenzioni più sociali che commerciali. Tuttavia, non avrei potuto proseguire con le fasi successive senza modificare i camini, le fognature e i depuratori come da me descritto nella prima parte della filastrocca di Spawhe.

Se esistesse una vera democrazia mondiale, al posto delle COP (Conferenze delle Parti) si dovrebbero tenere referendum scientifici sulle invenzioni da finanziare, a livello globale, valutandone gli effetti collaterali caso per caso, con calcoli di rischio e convenienza dal punto di vista economico e sociale. Oggi, sono pochissime le invenzioni al mondo prive di effetti collaterali negativi, a parte l’energia solare ed eolica, che sono instabili e inefficienti. Basti pensare che per produrre un kWh nelle migliori condizioni di irraggiamento solare, servono circa 10 metri quadrati di pannelli e per esercitare una pressione di un bar su una turbina eolica, serve un vento di circa 80 km/h. Mentre con l’idroelettromagnetismo compresso, sebbene sia ancora solo un’invenzione virtuale, potremmo produrre energia all’infinito con pressioni anche di centinaia di bar (da testare) e con il riciclo completo della fonte di energia primaria (aria) e del vettore energetico (acqua), il che non comporta alcun costo dal punto di vista industriale e commerciale.

Per chi conosce anche solo parzialmente i principi interattivi di Pascal, Henry e Dalton, dovrebbe essere facile comprendere che maggiore è l’energia che produciamo, sia in versione fissa che mobile, maggiore sarà la tutela dell’ambiente, poiché ogni volta che introduciamo acqua riciclata a bassa pressione nell’autoclave pressurizzata, tramite una pompa con alimentazione separata fino alla girante, la quantità di ossigeno aumenta fino al punto di saturazione massimo. Il sistema energetico funge quindi anche da purificatore. Dobbiamo quindi chiederci come possiamo fidarci dell’attuale classe dirigente mondiale, pubblica e privata, inclusa la NASA, che non ha mai pensato a questa soluzione, che, come ho spiegato, permetterebbe di aggiungere la spinta di Newton e Lorentz e di raggiungere lo spazio in modo sostenibile per l’economia terrestre?

Sono certo che, se ci fosse una divulgazione scientifica più imparziale, le mie invenzioni verrebbero approvate dalla stragrande maggioranza della popolazione mondiale, anche senza comprenderne appieno il funzionamento. Basterebbe la sola speranza di ottenere il consenso plebiscitario alla sperimentazione, perché a nessuno piace pagare l’attuale costo dell’energia mondiale, con tutte le spese di estrazione e trasporto delle materie prime, raffinazione e trasporto dell’energia raffinata fino alle centrali termoelettriche, pagamento dei distributori di carburante e trasporto dell’elettricità dalle centrali alle fabbriche e alle città. A nessuno piace pagare gli enormi costi di purificazione, che potrebbero essere integrati gratuitamente nella produzione di energia sostenibile. Senza contare che potremmo essere tutti energeticamente autonomi semplicemente estraendo energia dall’ambiente in impianti fissi e mobili. L’autonomia energetica salverebbe ogni anno milioni di persone dalle calamità naturali, perché quando queste si verificano, la prima cosa che manca è l’energia per salvarsi e difendersi dal freddo.

Come possiamo dichiarare competenti i manager pubblici e privati ​​globali che non si accorgono di questi enormi problemi ancora irrisolti, mentre si muovono nella direzione opposta rispetto alle soluzioni? Purtroppo, i referendum scientifici globali non esistono e nessuno li propone, perché manca la cultura di base per valorizzare i principi interattivi naturali che si verificano spontaneamente in natura, ma che negli impianti antropici progettati dall’uomo non possono avere luogo se i sistemi che innescano i processi interattivi funzionano a velocità diverse da quelle naturali, a causa delle diverse concentrazioni dei componenti, temperature e pressioni. Purtroppo, queste riflessioni, frutto di molti dettagli assimilati in una vita lavorativa ricca di esperienze diversificate, sono riuscito a metterle insieme solo in età pensionistica e giungono molto tardi. 

Con l’attuale divisione tra scienza e tecnologia, pubblico e privato, nessuno mi avrebbe pagato come dipendente per mettere insieme tutti i pezzi. L’unica alternativa era abbandonare il mondo del lavoro. Le mie invenzioni sono solo virtuali, sebbene regolarmente depositate. Sarebbe stato sciocco da parte mia rispettare alla lettera le norme sul deposito dei brevetti, dato che queste norme sono state create solo per proteggere le invenzioni industriali di coloro che hanno il potere economico per realizzarle. È chiaro che in queste condizioni hanno prevalso le invenzioni commerciali e militari. La forza economica e militare ha chiaramente la meglio sulle invenzioni di utilità sociale. Il permesso concesso dai governi ai ricercatori pubblici di vendere brevetti alle multinazionali ha peggiorato ulteriormente la situazione.

La progettazione degli impianti antropici pubblici e privati ​​nel mondo è semplicemente disastrosa, ma i politici affermano che le scelte tecniche, scientifiche e ambientali vengono prese da manager con anni di esperienza. Questo è il vero problema. Non esistono impianti antropici, industriali e ambientali progettati a livello globale. Le mie invenzioni non sono nate in un giorno, ma nel corso di circa sedici anni. Prima di diventare inventore, ho lavorato per trentasette anni nell’industria e nell’ambiente. Chi ha deciso, prima e dopo le mie invenzioni, di non modificare camini, fognature e depuratori per creare cicli completi? Chi ha deciso di non finanziare pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, essenziali per il riciclo dell’acqua dolce in cicli energetici aperti e chiusi infiniti? Soprattutto ora che il cambiamento climatico si sta intensificando, con l’alternarsi di inondazioni e siccità, dobbiamo eliminare i costi di sollevamento e distribuzione dell’acqua, ridurre quelli della desalinizzazione e garantire che fiumi e torrenti siano sempre pronti a ricevere l’acqua e a prevenire le inondazioni. Ho già pubblicato queste soluzioni da diversi anni. Dove sono le soluzioni della scienza e dei responsabili pubblici mondiali? Non solo non svolgono il lavoro per cui vengono pagati, ma si astengono anche dal commentare l’operato degli inventori privati, facendoli apparire come dei sognatori. Tutto ciò con il consenso di governi progressisti, conservatori, comunisti o teocratici.

Le sinergie scientifiche e tecnologiche servono a semplificare i sistemi artificiali, non a complicarli. Chi ancora oggi svolge il mio vecchio lavoro di progettista e installatore di sistemi artificiali non è un inventore. Cerca di utilizzare al meglio le conoscenze e le tecnologie a sua disposizione, attingendo allo stato dell’arte in settori quali industria, ambiente, infrastrutture civili, agricoltura, trasporti, sollevamento e distribuzione dell’acqua per l’irrigazione e la distribuzione per uso civile e industriale. Ma le tecnologie sviluppate non sono sufficienti a chiudere correttamente tutti i cicli che si aprono nei singoli impianti antropici, termici e chimici. Per questo motivo, gli impianti devono essere collegati tra loro, modificando camini, fognature e depuratori, in modo che i cicli non vengano interrotti e proseguano senza interruzioni da un impianto all’altro, prima di essere scaricati nelle acque, nell’atmosfera e nel suolo. Non avendo effettuato questi ragionamenti globali, gli strumenti messi a disposizione dalla scienza e dalla tecnologia sono sufficienti solo per progettare gli impianti secondo le specifiche dei bandi di gara pubblici e privati, non per realizzare impianti più completi che, come già detto, devono chiudere tutti i cicli che aprono. Purtroppo, i dettagli sfuggiti agli inventori pubblici e multinazionali sono troppi. Non possono essere inclusi nell’organizzazione scientifica del lavoro attuale senza modificare le dimensioni degli impianti e la loro disposizione sul territorio. In altre parole, non si possono concepire centrali termoelettriche con produzioni di migliaia di megawatt all’ora, ma di dimensioni ridotte e distribuite in modo diverso sul territorio, altrimenti i cicli non potrebbero mai essere completamente chiusi. La soluzione alternativa, emersa quando ho capito che la scienza pubblica e privata non aveva alcuna intenzione di cambiare il modo di progettare le centrali termoelettriche e nucleari, è stata quella di provare a produrre elettricità dal freddo, studiando meglio gli aspetti della fluidodinamica e dell’elettromagnetismo. Credo di esserci riuscito, ma il rovescio della medaglia è che ho raccolto solo silenzi, di gran lunga superiori ai silenzi raccolti sulla bonifica dei combustibili fossili. Nel frattempo, l’attuale governo e gli esperti multinazionali continueranno a sprecare risorse persino nella corsa allo spazio, perché il calore dei combustibili fossili e del nucleare non è nemmeno necessario per andare nello spazio. Cosa faremo nello spazio senza ricostruire, almeno in container spaziali, la fotosintesi, il ciclo del carbonio e la pressione atmosferica terrestre necessari alla nostra sopravvivenza? Non è un caso che l’aria atmosferica, anche nello spazio, possa essere la fonte primaria di energia e l’acqua il vettore energetico ideale. Non è un caso che coloro che non hanno voluto sperimentare questa soluzione sulla Terra stiano sprecando risorse e inquinando anche lo spazio intorno alla Terra con residui satellitari che dovranno essere rimossi quando finalmente capiremo quale soluzione e con quale energia saremo in grado di andare e tornare dallo spazio senza danni alla salute umana e senza incidenti di volo.principalmente a causa di fonti energetiche inadeguate.

Paradossalmente, oggi che lo stato dell’arte scientifico e tecnologico è cresciuto, il lavoro degli inventori dovrebbe essere più facile. Invece, per coloro che non sono legati ai centri di potere economico e politico, è diventato molto complicato a causa dei conflitti di interesse tra inventori pubblici, multinazionali, governi e legislatori. Solo in questo modo possiamo spiegare perché le semplici e lineari invenzioni sulla depurazione dell’energia fossile e successivamente quelle dell’idroelettricità senza salto idraulico e ancora più tardi, l’idroelettricità compressa e ancora dopo l’idroelettromagnetismo compresso che ha permesso di sommare la spinta di Newton, siano arrivate a rivoluzionare anche il trasporto aeronautico e spaziale. Solo in questo modo possiamo spiegare perché il diritto d’autore non sia riconosciuto solo agli inventori, ma anche a chi scrive una fiaba, una canzone o una partitura musicale. Solo agli inventori viene richiesto di pagare le tasse di mantenimento sui brevetti concessi, anche se non trovano finanziatori pubblici o privati ​​o addirittura acquirenti dei brevetti. Solo agli inventori viene chiesto di pagare per opporsi legalmente a brevetti non concessi, come se il semplice deposito della domanda di brevetto non costituisse un documento ufficiale dell’avvenuta invenzione intellettuale. Da che parte sta l’ONU, che gestisce l’OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale)? Questa famosa organizzazione mondiale non si è accorta che i settori in cui ho lavorato come inventore sono rimasti inerti per duecento anni, senza che nessuno inventasse nulla per unificare prima i cicli di purificazione dell’acqua e dell’aria e poi quelli energetici. Di fatto, non esistono ancora né cicli di purificazione unificati né cicli energetici interattivi. Per la classe dirigente mondiale, pubblica e privata, il riscaldamento globale è come se non esistesse. Continuano a mandare razzi miliardari nello spazio senza preoccuparsi di sommare la spinta di Newton e di Lorentz o persino di creare habitat umani in veicoli spaziali a pressione atmosferica con il riciclo di acqua e aria atmosferica. Non è strano che nelle mie soluzioni, l’acqua e l’aria atmosferica siano anche gli unici elementi indispensabili per realizzare processi energetici sostenibili che ci porteranno nello spazio senza combustibili e senza energia nucleare? Quando i miliardari di tutto il mondo che finanziano queste operazioni si renderanno conto che la vera scienza per andare nello spazio deve partire dalla fotosintesi della clorofilla creata artificialmente nei veicoli spaziali? Se hanno davvero un minimo di senso degli affari, usino meglio i loro soldi. Finanziamo solo l’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, il CUORE ARTIFICIALE, l’OSSIGENOTERAPIA PER IL SANGUE UMANO INDIPENDENTE DALL’ENERGIA e invenzioni sostenibili SENZA CARBURANTE E SENZA ENERGIA NUCLEARE.

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