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Introduzione

 Per ironia della sorte, pubblico questo articolo nel mio sito web il 25.01.2023, mentre in Italia si svolge un grande sciopero dei distributori di benzina. Questa categoria di lavoratori, come tante altre, secondo, il mio isolato parere di progettista, installatore e inventore di impianti antropici, non avrebbe dovuto nemmeno esistere, se la scienza e i politici mondiali avessero conosciuto l’organizzazione scientifica del lavoro globale

Lo strano titolo di questo articolo, potrebbe sembrare una provocazione, in quanto è evidente che la scienza conosce bene la fisica, universale, quantistica, nucleare. Non è altrettanto evidente che la scienza conosca bene la fisica terrestre e l’organizzazione scientifica del lavoro terrestre. Per quanto riguarda la politica, dopo il crollo del muro di Berlino, ha perso il principale argomento di scontro tra conservatori e non conservatori. Questi ultimi, io non li chiamo progressisti, in quanto si dividono in molte categorie che litigano tra loro su piccole questioni, pertanto difficilmente riescono a governare. Io, che non sono uno scienziato e nemmeno un politico, che, per motivi di lavoro, ho dovuto conoscere sia dal punto di vista industriale che ambientale, la fisica terrestre e l’organizzazione scientifica del lavoro, penso che a entrambe le importanti categorie servirebbe una maggiore conoscenza della fisica terrestre e della organizzazione scientifica del lavoro. Infatti la fisica terrestre è molto diversa da quella universale a causa della forte presenza della forza gravitazionale, ma la scienza non ne ha tenuto conto e non è intervenuta per correggere le invenzioni antropiche che hanno caratterizzato lo sviluppo e l’organizzazione scientifica del lavoro mondiale degli ultimi duecento anni.    

E’ stata questa particolare conoscenza industriale e ambientale che mi ha indotto a trasformarmi in inventore da pensionato, perché lo studio dell’organizzazione scientifica del lavoro, si effettua proprio per economizzare il costo del lavoro globalmente, considerando l’avanzamento dello stato dell’arte in tutti i settori e anche il travaso di esperienze tra un settore e l’altro. Di conseguenza, l’organizzazione scientifica del lavoro è una immensa fonte di ispirazione per le invenzioni del futuro, ma anche per migliorare le invenzioni del passato. Purtroppo, nella società attuale, nessuno analizza il lavoro globalmente negli interessi della intera comunità terrestre. Tutti lavorano a compartimenti stagni, compresa la scienza. Gli imprenditori utilizzano l’organizzazione del lavoro soprattutto, per risparmiare sul costo della manodopera e dei materiali, mentre i governi non sembra che facciano grandi studi per migliorare la vita della comunità mondiale globalmente. Si limitano ad applicare le tasse agli imprenditori, ai lavoratori, all’energia che si estrae dal sottosuolo dai fondali marini, dalle centrali nucleari, pannelli solari, pale eoliche. Questo modo di governare è il principale artefice del riscaldamento globale e dell’iniqua distribuzione della ricchezza mondiale, in quanto i governi, non supportati da una scienza imparziale, che aggiorna lo stato dell’arte globalmente, al di sopra degli interessi di parte, non possono imporre a chi produce materialmente la ricchezza mondiale le soluzioni migliori scientificamente provate negli interessi generali. Se almeno i politici avessero una minima conoscenza dell’organizzazione scientifica del lavoro, prima di finanziare, opere pubbliche, piani regolatori, sistemi fognari, depuratori, reti di distribuzione idriche, energetiche, impianti idroelettrici e di irrigazione, viadotti, gallerie, superstrade, finanziassero almeno la sperimentazione delle soluzioni più innovative per gli impianti del futuro, probabilmente, non si continuerebbe a ripetere gli stesi errori commessi dalla scienza e dagli imprenditori all’infinito. Governando senza sperimentazioni di pubblica utilità, ambientali, energetiche, strutturali, non si possono correggere le fonti energetiche sbagliate, gli investimenti sbagliati fatti dagli imprenditori che inquinano l’ambiente con il consenso dei legislatori. L’ENI italiana, una delle poche aziende che mi ha risposto, quando le ho inviato le mie soluzioni sulla pulizia dell’energia fossile, quando era ancora una società a partecipazione pubblica, mi rispose che non era interessata alle mie invenzioni perché i loro impianti rispettano le normative. Questo tipo di risposta è ridicola perché la ricerca pubblica dovrebbe innovare le normative, non rispettarle soltanto.

In questo contesto mondiale che cosa ha fatto la scienza? Soprattutto quella pubblica, che è la principale consigliera delle Nazioni Unite e dei governi: non ha fatto nulla di concreto, proprio perché non ha sperimentato e applicato le regole dell’organizzazione scientifica del lavoro negli impianti pubblici. Il fatto che la scienza conosca la fisica nelle sue varie forme non è un’attenuante, ma un aggravante delle sue responsabilità nei confronti del popolo mondiale. Infatti, se gli impianti pubblici sono sbagliati, come possono essere corretti gli impianti prodotti dalle multinazionali in tutto il mondo?

 Come inventore di soluzioni di pubblica utilità, non commerciali, io contavo soprattutto sul sostegno della scienza pubblica non avendo nessuna possibilità di sperimentare gli impianti che proponevo con la mia modesta pensione. Il fatto che dopo oltre quaranta invenzioni, di pubblica utilità ambientali ed energetiche, e sedici anni di intenso lavoro, non abbia trovato interlocutori tra gli enti scientifici pubblici, è molto più grave che non li abbia trovati nemmeno tra gli imprenditori e i politici mondiali, in quanto questi si nascondono dietro i consulenti scientifici specifici. Senza mai affrontare i problemi globalmente con soluzioni interattive e multi disciplinari che nessun governo e nessuna multinazionale ha mai finanziato.

Se si pensa che sei invenzioni, io le ho brevettate anche a livello internazionale, e che solo il deposito di brevetto nei principali paesi industrializzati costa circa 3.500 euro per ogni invenzione, si può comprendere facilmente che c’è qualcosa che non quadra anche dal punto di vista giuridico internazionale sulla tutela dei diritti di autore degli inventori che non trovano interlocutori. Fino a prova contraria gli aspetti giuridici sono direttamente collegati agli aspetti politici.  Infatti, i diritti di autore degli inventori non sono rinnovati se l’inventore non paga le tasse di mantenimento annuali in tutti i paesi in cui li ha depositati.

Io non ho esteso sei brevetti a livello internazionali per realizzare maggiori profitti come inventore, ma solo per verificare se la scienza e la politica italiana erano in linea con l’intero orientamento scientifico e politico mondiale.  Ho avuto la conferma che tutto il mondo è paese. 

 Ancora oggi, nel mondo intero, non esiste nessuna distinzione tra una invenzione di pubblica utilità ambientale, e una invenzione commerciale. Sappiamo tutti che nessuno toglie i diritti di autore a uno scrittore che scrive un romanzo di fantasia, e nessuno pretende, che questi paghi le tasse di mantenimento annuali nazionali e internazionali se il libro nessuno lo compra.  Un libro qualsiasi può essere compreso e pubblicato anche dopo la morte dell’autore. I diritti di autore sono inalienabili, vanno agli eredi. Probabilmente, queste cose non le sanno gli inventori dipendenti dagli enti pubblici e privati perché le tasse dei depositi sui brevetti le pagano i datori di lavoro che le scaricano dalle tasse da pagare ai governi. Mentre un inventore privato non può scaricare tali tasse se non ha redditi di lavoro perché nessuno compra la sua invenzione.  Tuttavia, i legislatori impongono ugualmente il pagamento delle tasse di mantenimento. Fare l’inventore da pensionato, per lo stato Italiano è un costoso hobby, non un modo di contribuire con la propria esperienza a migliorare la società nella quale viviamo. I legislatori, si sono preoccupati di tutelare gli inventori dipendenti degli enti pubblici e privati nel caso della vendita dei brevetti, stabilendo che il ricavato di tale vendita venga ripartito per il 50% agli inventori e per il 50% all’ente pubblico di appartenenza, oppure alla società imprenditrice. Non si sono preoccupati di esonerare il pagamento delle tasse di deposito e di mantenimento alle invenzioni che si occupano di depurazioni e di produzione di energia sostenibile, come se queste avessero lo stesso valore delle invenzioni di prodotti commerciali.

Io non protesto per queste enormi discriminazioni sociali ed economiche tra una categoria e l’altra di lavoratori intellettuali. Protesto per la sostanza degli argomenti. Probabilmente, io che non mi sono mai occupato di invenzioni commerciali, ma soltanto di invenzioni di pubblica utilità ambientali ed energetiche, avrei avuto una maggiore concorrenza come inventore, se le multinazionali fossero state interessate alla protezione dell’ambiente e alla produzione di energia sostenibile, ma poiché queste non sono interessate a tale tipo di invenzioni, è accaduto quello che non doveva accadere. Gli inventori pubblici, invece di produrre invenzioni di pubblica utilità ambientali ed energetiche hanno preferito arrotondare lo stipendio migliorando le soluzioni commerciali in linea con la produzione energetica e depurativa delle multinazionali, per giunta senza pagare le tasse di deposito e di mantenimento, in quanto le pagano gli enti pubblici di appartenenza.  Come si dice: sono le tentazioni che inducono a commettere i peccati. I politici e i legislatori, se avessero fatto bene il loro lavoro, non avrebbero permesso la vendita dei brevetti pubblici alle multinazionali, perché i controllori non possono stare dalla stessa parte di coloro che devono essere controllati. Il primo ad essere contento di questa divisione di competenze tra scienza pubblica e privata sarebbe stato proprio il sottoscritto, che non avrebbe sentito il bisogno di trasformarsi in inventore da pensionato per cercare di mettere in evidenza, soprattutto, gli evidenti errori commessi dalla scienza pubblica, in materia di ambiente e di energia. Probabilmente, avrei continuato ancora per molti anni a fare il mio lavoro di progettista e installatore di impianti senza rimetterci inutili spese in brevetti non desiderati dagli enti pubblici e dalle multinazionali.

Purtroppo, i fatti mi hanno dato ragione. Se non avessi trovato il coraggio di ripartire da zero per la terza volta nella mia vita lavorativa, dopo le esperienze industriali e quelle ambientali, probabilmente, sul pianeta Terra, per molti secoli ancora, nessuno scienziato o inventore pubblico o dipendente di aziende private, avrebbe cercato e trovato le soluzioni interattive energetiche e depurative. Queste, avrebbero dovuto avere la precedenza assoluta nelle sperimentazioni da parte degli enti pubblici mondiali, per rimediare ai grandi errori della precedente scienza pubblica e privata, che ha escluso tali soluzioni, proprio a causa di non aver approfondito l’organizzazione scientifica del lavoro terrestre in tutti gli impianti antropici fissi e mobili che traggono energia dalla circolazione dei fluidi, dalla biochimica e dall’elettromagnetismo naturale terrestre.

Perfino il corpo umano può essere assimilabile a un complesso impianto antropico mobile che trae energia dalla forza gravitazionale e di conseguenza, dalla pressione atmosferica, dalla fotosintesi, dal ciclo del carbonio e dalla circolazione di aria, acqua, sangue e dai processi biochimici ed elettromagnetici. Pertanto, noi non possiamo vivere nello spazio se non ci portiamo appresso tutto questo. Io penso che non sia un caso, che l’idroelettromagnetismo compresso sia l’unica energia rinnovabile all’infinito che serve sia per respirare nei mezzi di trasporto, laboratori, officine, abitazioni spaziali, ma anche per realizzare motori lineari globali interattivi, che sono gli unici che possono  consentire la cattura delle polveri interstellari per scopi alimentari e tecnologici e sommare insieme la spinta di Newton e Lorentz, sia per vincere la forza gravitazionale per allontanarci dalla Terra, sia per rallentare la velocità nella fase di rientro nell’atmosfera, onde evitare il surriscaldamento dei mezzi di trasporto, laboratori, officine, abitazioni spaziali. Ma sembra che la scienza tutto questo non lo abbia compreso. Per questa ragione io mi chiedo se veramente la scienza conosce la fisica terrestre.

Molte invenzioni antropiche del passato e del presente sono sbagliate dalle fondamenta, perché incomplete sotto l’aspetto della circolazione fluido dinamica, biochimica ed elettromagnetica. Ma la società non se ne accorge a causa del fatto che comunque funzionano e creano comodità e benessere.  La società attuale è convinta che non si può avere tutto. La divisione delle competenze scientifiche che non ha consentito lo sviluppo dell’organizzazione scientifica del lavoro in tutti i settori, ha convinto l’intera popolazione mondiale che vale la pena di accettare un poco di inquinamento nelle acque, nell’aria e nei suoli per avere tutti una vita migliore. Ma se osserviamo attentamente la natura terrestre, ci possiamo accorgere che essa sceglie sempre la soluzione migliore in fatto di ambiente, di energia, di fisica, chimica organica e inorganica, biologia.  fenomeni di grandi dimensione, come le correnti oceaniche, il welling naturale che produce fitoplancton e zooplancton lungo tutte le zone costiere mondiali, sono fenomeni iterattivi.  Ma ci sono anche fenomeni minori, come i pozzi artesiani, geotermici. Possiamo dire che la natura terrestre o il suo creatore ha dimostrato di avere una grandissima conoscenza scientifica del lavoro globale pur non utilizzando nessuna tecnologia. Ma sappiamo anche che non è vero che Dio creò la Terra in sette giorni compreso l’uomo, la donna e gli animali. Sono stati necessari quattro miliardi e mezzo di anni. L’homo sapiens è apparso solo negli ultimi trecentomila anni, molto più brutto e selvaggio dell’uomo attuale. Facciamo alcune riflessioni sulle invenzioni che usiamo quotidianamente. Partiamo dagli impianti domestici. Questi ci consentono di difenderci dal freddo, dal caldo, ci consentono di lavarci e di lavare i nostri indumenti personali, pavimenti etc. Tuttavia non ci consentono di essere autonomi energeticamente, di risparmiare l’acqua potabile. Non ci consentono di produrre l’aria condizionata a basso costo energetici con scambiatori di calore acqua aria che sarebbe più efficaci e convenienti. Lo stato dell’arte non è avanzato sufficientemente per consentirci di scegliere la soluzione migliore perché non abbiamo saputo organizzare scientificamente il lavoro mondiale. Abbiamo sbagliato la fonte primaria dell’energia terrestre, che non è termica, né nucleare, né solare, né eolica.  Gli scambiatori aria/aria, prodotti i miliardi di esemplari, incrementano il riscaldamento globale. Le ciminiere, ugualmente prodotte in miliardi di esemplari, fanno altrettanto; Le fognature composte da miliardi di chilometri, per come sono concepite, producono miliardi di metri cubi di gas, come l’idrogeno solforato e l’acido solforico che corrodono le strutture e acidificano i liquami che arrivano ai depuratori allo stato settico. E i depuratori stessi sono sbagliati, sprecando risorse energetiche e diffondendo gas tossici e maleodoranti nell’ambiente, perché la scienza non conoscendo l’organizzazione scientifica del lavoro globalmente, non chiude tutti i cicli chimici che apre. Se la conoscesse, non perderebbe di vista i processi degenerativi delle acque e non disperderebbe gas tossici dalle ciminiere. Realizzerebbe cicli unici dell’acqua e dell’aria, rallentando la velocità dei fumi all’uscita delle ciminiere per filtrarli  elettrostaticamente, mentre il  CO2, più pesante dell’aria, potrebbe essere richiamato, nelle fognature per mezzo di una doppia camera esterna al camino centrale, per produrre carbonati nell’acqua delle fognature, che con cicli appropriati e piogge artificiali su materiale calcareo e fosse di sedimentazione intervallate negli stessi percorsi fognari avrebbero prevenuto la formazione di idrogeno solforato e acido solforico. Anche gli attuali depuratori avrebbero dovuto essere concepiti diversamente per sfruttare tutti i cicli interattivi presenti in natura e parzialmente individuati dalla scienza, ma non inseriti nei cicli depurativi per ragioni sconosciute. Pensiamo ad esempio al principio di Henry che dissolverebbe gratis l’ossigeno nell’acqua, proporzionalmente alla pressione sulla superficie dell’acqua. Se riciclassimo l’acqua inquinata, a senso unico, in una autoclave che produce energia idroelettrica compressa tramite l’accoppiamento di una pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante e turbina idraulica, avremo gratis anche la depurazione, oltre all’energia, consumando soltanto l’usura delle macchine. Ma questo non avviene ancora sul pianeta Terra perché la scienza ha fatto finta di non comprendere il funzionamento di una pompa di riciclo con la doppia alimentazione separata fino alla girante. La scienza non ha mai detto che i miei impianti sono sbagliati. Ha semplicemente taciuto, come se i problemi ambientali fossero completamente separati da quelli energetici. Invece, sul pianeta Terra, diversamente dall’universo, tutto è collegato attraverso le molecole sviluppate in 4,5 miliardi di anni alla temperatura dell’ambiente terrestre.  Abbiamo commesso gravissimi errori a usare i combustibili per produrre energia ed errori ancora più grandi a usare l’energia nucleare di vecchia generazione. Non si può negare che anche lo studio degli atomi può portare immensi vantaggi. Non è sufficiente eccitare soltanto gli atomi senza dividerli per avere immoralissime invenzioni come i raggi laser per il taglio dei metalli, altre applicazioni industriali e soprattutto, nella chirurgia di precisione? Sono ben note e ormai insostituibili le applicazioni chirurgiche in: oculistica, neurochirurgia, otorinolaringoiatria, ginecologia, ortopedia, dermatologia, vascolare, chirurgia generale, chirurgia plastica, urologia, endoscopia e oncologia.

La nuova fusione nucleare

Il 13 dicembre 2022 il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha dichiarato che per la prima volta, e dopo diversi decenni di tentativi, gli scienziati sono riusciti a ottenere più energia dal processo di quanta ne avessero immessa.

Estraggo dal seguente articolo https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/fusione-nucleare-lannuncio-da-speranza-energia-illimitata-e-pulita-non-proprio/ “Il raggiungimento della ignizione per la fusione è una svolta epocale, capace un domani di mettere fine alla dipendenza tossica del mondo dai combustibili fossili, ma è bene sottolineare che non parliamo di energia illimitata, né di energia completamente “pulita”. Ad oggi l’energia generata dal reattore è sufficiente per far bollire l’acqua in 10 bollitori. Pochissima. Ma si tratta di un piccolo grande successo. Ora gli scienziati devono lavorare per poter produrre energia in quantità maggiori. L’obbiettivo ideale, per una tecnologia commerciale, sarebbe quello di ottenere dalla fusione almeno 5-10 volte la quantità di energia necessaria per innescarla. Un obiettivo che potrebbe richiedere altri decenni di ricerca. Quella sviluppata nel progetto National Ignition Facility crea energia dalla fusione nucleare mediante quella che è nota come “fusione inerziale termonucleare“, in cui si sfruttano circa 200 laser per creare una serie di esplosioni veloci, che si verificano 50 volte al secondo. Per chiudere il cerchio, il Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL) è stato in grado di catalizzare con successo una reazione di fusione nucleare che ha creato più energia dei laser consumati nel processo, segnando la prima vittoria per la fusione nucleare dopo decenni di perdite. Se vuoi i dettagli nitidi, LLNL è stato in grado di produrre circa 2,5 megajoule di energia dai 2,1 megajoule di energia necessari per alimentare i laser. Il guadagno energetico è di circa il 19%

L’annuncio di questo progresso scientifico è stato accompagnato da molto “rumore” e molte informazioni errate. Innanzitutto è sbagliato parlare di energia illimitata. L’energia nucleare artificiale, compresa la fusione, non è rinnovabile, e quindi non è illimitata. Quando due atomi si sono fusi, il processo è irreversibile. Quindi, anche per produrre energia da una centrale a fusione serve comunque un input di energia e di “materiale”. Tra gli ingredienti necessari per la fusione, come abbiamo visto, serve il trizio: si tratta di un isotopo radioattivo che va prodotto attraverso la fissione del litio tramite bombardamento neutronico. L’obbiettivo sarebbe quello di produrre il trizio internamente alla stessa centrale a fusione, in modo che possa autoalimentarsi. Tuttavia, per fare ciò serve un modulo a fissione integrato nella centrale a fusione, che possa idealmente produrre almeno la stessa quantità di trizio che viene “bruciata” dalla fusione stessa. Purtroppo però una parte non trascurabile dei neutroni prodotti dalla fusione viene inevitabilmente persa. Per ovviare a questo problema servirebbe quindi un moltiplicatore di neutroni, come ad esempio l’uranio. E il processo di fissione dell’uranio genera scorie nucleari, le stesse prodotte in una centrale nucleare a fissione. In futuro si punta quindi a rendere “autosufficiente” il reattore a fusione, in modo che una parte dei neutroni prodotti dalla fusione (molti vengono persi o assorbiti nel processo) possano essi stessi indurre il litio alla fissione e produrre il trizio. Potrebbe quindi autoalimentarsi, ma ad oggi, senza un modulo a fissione, la percentuale di neutroni “efficaci” non sarebbe sufficiente per produrre da sola tutta la quantità di trizio di cui ha bisogno. Inoltre, le pareti del reattore subiscono un costante bombardamento con neutroni ad alta energia, i quali sfuggono dal campo magnetico, essendo privi di carica. I neutroni “attivano” quindi i metalli dell’involucro, rendendoli radioattivi e, alla lunga, anche fragili, rendendone la sostituzione periodica necessaria per garantire il corretto funzionamento del reattore. Questi metalli attivati andranno opportunamente stoccati per decenni o secoli, fino a quando la loro radioattività non sarà scesa a livelli accettabili. Ad oggi quindi, al di là del grande passo simbolico reso possibile dai ricercatori della California, il cui risultato è una prova della fattibilità, l’energia nucleare da fusione su larga scala per ora resta un “miraggio”. Il NIF stesso non è stato progettato per produrre a livello commerciale energia da fusione nucleare, e alcuni scienziati dubitano che la fusione con laser possa essere l’approccio definitivo. Ora gli scienziati dovranno dimostrare che il tipo di fusione studiato al NIF può essere una via praticabile di produrre energia, e quindi aumentare l’efficienza (la differenza tra energia generata e necessaria) di almeno due ordini di grandezza. La notizia del raggiungimento di questa pietra miliare della ricerca aumenta la fiducia dell’opinione pubblica e degli investitori in questo progetto e apre la porta a un programma incentrato sulle applicazioni energetiche. Tuttavia la crisi energetica e climatica ci obbligano a soluzioni più semplici, ma soprattutto immediate. La finestra di tempo per tagliare le nostre emissioni infatti continua a chiudersi: abbiamo solo questo decennio per fare qualcosa di abbastanza significativo per limitare il riscaldamento globale. Il tempo stringe, ogni report scientifico lo dimostra, e le possibilità che abbiamo di frenare il processo di riscaldamento globale si riducono anno dopo anno. L’urgenza di trovare fonti di energia pulita però, utilizzando quello che già abbiamo, allo stesso tempo, non deve certo fermare la ricerca e il progresso scientifico.

La scienza ha il dovere morale di far avanzare lo stato dell’arte globalmente. Come la giustizia, deve essere imparziale.  

Si possono trovare diversi articoli in rete che discutono del nuovo tipo di fusione nucleare. Io condivido, soprattutto, l’ultima parte dell’articolo, ma sono molto scettico anche nei confronti degli informatori scientifici e dei mezzi di informazione, che continuano a fare denunce ambientali generiche, e parlare di energie rinnovabili, ben sapendo che tali energie sono discontinue e poco potenti. Della vera alternativa sostenibile e multidisciplinare, nessuno parla per non rischiare il posto di lavoro. Non è possibile divulgare la speranza di un mondo migliore, senza mettere in evidenza i grandi errori commessi dalla scienza, dagli inventori, dai governi e dalle multinazionali. Almeno la scienza dovrebbe essere autonoma e imparziale, come la giustizia. Invece, il commercio dei brevetti degli inventori pubblici, consentito dai governi verso le multinazionali, monopolizza nelle mani delle multinazionali l’intero sviluppo mondiale. I governi non fanno più gli imprenditori, come scritto sopra, si limitano ad applicare le tasse sui grandi e piccoli imprenditori, sui dipendenti privati e pubblici e sui pensionati. Io appartengo all’ultima categoria, che è la meno potente di tutti. Ma prima di andare in pensione, amando il mio lavoro ho cercato comprendere le ragioni del cattivo funzionamento degli impianti antropici privati e pubblici. Le soluzioni le ho proposte da pensionato, ma solo virtualmente, non avendo l’età, i capitali, e le aspettative di vita per dimostrare praticamente la validità delle mie soluzioni. Oltre, tutto, se mi fossi trasformato in imprenditore, al massimo, avrei potuto sviluppare una o due invenzioni, che comunque non mi avrebbero dato la ricchezza, non essendo invenzioni commerciali, ma di pubblica utilità. Io ho ottenuto il riconoscimento di diciassette brevetti, mentre altri ventitré mi sono stati rifiutati da esaminatori dei brevetti che non erano in grado di comprenderli. In quanto sono il primo inventore al mondo che dichiara pubblicamente che noi possiamo estrarre energia dall’ambiente senza combustibili, energia nucleare, salto idraulico, energia solare eolica, elettrolisi.

Gli uffici brevetti italiano ed europeo non mi hanno concesso le invenzioni più importanti, che sono avvenute negli anni successivi ai brevetti ottenuti sulla pulizia dell’energia fossile. Sebbene tali brevetti non sono mai stati finanziati dai governi e dalle multinazionali, li ho ipotizzato funzionanti, e per migliorare ulteriormente il loro funzionamento, dal punto di vista del consumo energetico, per pura coincidenza, mi sono accorto che pur essendo ugualmente valide le mie soluzioni depurative che non riguardano solo il CO2, potremmo addirittura eliminare completamente l’energia fossile delle centrali termiche e anche dei mezzi di trasporto terrestri, marini, aeronauti e spaziali.   

Ovviamente, i governi e le multinazionali che non hanno finanziato le invenzioni precedenti, non hanno finanziato nemmeno quelle successive. Quindi, alla fine della mia carriera di inventore, con zero finanziamenti pubblici e privati, sono stato costretto a pubblicare sul mio sito web la filastrocca di SPAWHE, per riassumere, le mie principali invenzioni e la mappa del sito Web, dove sono riportate le descrizioni, i disegni e gli articoli che parlano delle stesse.

 Ecco la filastrocca:

“La pulizia dell’energia fossile pubblicata su spawhe, per essere efficiente dovrebbe essere basata, soprattutto sulla chimica inorganica che è in grado di assorbire il CO2 producendo carbonati nell’acqua, affinché questi contrastino l’acidificazione degli oceani e il riscaldamento globale.    Per velocizzare i processi e ridurre i costi energetici che avrebbero comportato le circolazioni di grandissime quantità di acque necessarie per neutralizzare le grandissime quantità di CO2 emesse dalle attuali centrali termiche è motori termici, gradualmente, si è trasformata tecnologicamente in soluzioni di minore ingombro sfruttando i principi di Pascal e di Henry. Infatti, mi sono accorto, che sul pianeta Terra, tutte le attività che produce la natura attraverso la chimica organica, inorganica, fotosintesi e il ciclo del carbonio si possono incrementare di velocità senza nessuna necessità di usare l’energia termica, nucleare, e le attuali rinnovabili. È sufficiente soltanto l’incremento delle pressioni di esercizio degli impianti, modificare le pompe di circolazione e far lavorare diversamente le macchine. Infatti, i sistemi interattivi naturali espellono, con i tempi richiesti dalla natura, gli elementi estranei ai cicli naturali, dovuti a fenomeni inquinanti accidentali, compresi gli effetti termici diretti e indiretti dovuti a esplosioni vulcaniche, agli incendi naturali che sono sempre esistiti sul pianeta.  Le attuali attività industriali degli uomini hanno moltiplicato esponenzialmente gli elementi estranei ai cicli naturali, pertanto la natura non riesce più a ripristinare gli equilibri interattivi. Ovviamente, questa è la mia verità e nell’intero sito web, spiego come, a mio parere, avremmo dovuto realizzare impianti globali che depurano contemporaneamente sia i fumi che l’acqua prima che vadano a inquinare i suoli, i fiumi i laghi e i mari. Non avendo fatto questo in nessun paese del mondo, non è stato possibile far avanzare lo stato dell’arte depurativo per farlo conoscere agli altri paesi. Pertanto, l’avanzamento dello stato dell’arte depurativo globale non è avvenuto.  Di conseguenza, non è stato nemmeno possibile accorgersi che le pompe di circolazione dell’acqua, se le facciamo lavorare nella direzione della forza gravitazionale, ponendole in serie alle turbine potevamo estrarre l’energia direttamente dall’ambiente. Non avendo fatto questo non è stato possibile accorgersi che le pompe di circolazione dell’acqua, se oltre a farle pompare nella direzione della forza gravitazionale le modifichiamo dal lato aspirante e gli facciamo un altro ingresso nettamente separato da quello principale fino ad arrivare nella stessa girante, possiamo usare sempre la stessa acqua per creare energia perché usiamo una alimentazione per riciclare  l’acqua del bacino superiore e l’altra alimentazione per introdurre nella  stessa girante l’acqua scaricata da una turbina alimentata per caduta dall’acqua dello stesso bacino superiore. Non avendo fatto questo, non è stato possibile pensare che sostituendo il bacino superiore con una autoclave pressurizzata con aria compressa, fermo restando che usiamo una turbina collegata all’uscita dell’autoclave, possiamo recuperare l’acqua scaricata della turbina e inserirla di nuovo nell’autoclave, la cui acqua pressurizzata è riciclata con la stessa girante della pompa per mezzo dalla seconda alimentazione. In questo modo con la stessa acqua e la stessa aria compressa avremmo prodotto un generatore di corrente che estrae energia dall’ambiente, con ingombri abbastanza ridotti. Non avendo fatto questo non è stato possibile ridurre ancora gli ingombri di questo generatore di corrente aumentando la pressione di esercizio dell’autoclave per poterlo montare sulle auto e sui camion, sui trattori agricoli. Non avendo fatto questo, non è stato possibile pensare che gli ingombri si possono ancora ridurre usando delle pompe sommerse come turbine montate direttamente in tubi cilindrici che fungerebbero da autoclavi. Pertanto questi gruppi potrebbero essere usati per essere inseriti direttamente nei pozzi per sollevare le acque e nello stesso tempo ossigenare le falde acquifere che oggi sono inquinate dai concimi agricoli, diserbanti e antiparassitari   e coliformi fecali. Infatti sappiamo bene che una parte dell’aria che pressurizza l’autoclave si dissolve nell’acqua per il principio di Henry, depurando gratis l’acqua.  Non avendo fatto questo, non è stato possibile pensare che gli ingombri possono essere ancora ridotti ulteriormente. Addirittura miniaturizzati e invece di depurare l’acqua dei pozzi potremmo depurare il sangue umano, affiancando due piccole autoclavi che sostituirebbero i ventricoli destri e sinistri realizzando cuori artificiali autonomi energeticamente che alimenterebbero il circuito sistemico che ossigena il cervello e quello polmonare per allungare la vita dell’uomo. Non avendo fatto questo, non è stato possibile pensare che le autoclavi cilindriche pressurizzate possono essere incorporate   un cilindri esterni contenti acqua alla pressione atmosferica, all’esterno dei quali si possono realizzare delle piste di scorrimento di magneti permanenti montati su catene di trasmissioni azionate da motori elettrici a giri variabili che produrrebbero un flusso elettromagnetico di intensità variabile il quale produrrebbe delle correnti indotte in un solenoide esterno allo stesso serbatoio dell’acqua. Pertanto, noi potremmo produrre in tale serbatoio una forza lineare di spinta elettromagnetica secondo la legge di Lorentz alla temperatura dell’ambiente, senza combustibili che si potrebbe sommare alla spinta di reazione di Newton che sarebbe prodotta da eliche azionate da motori elettrici comandati sempre dai generatori di corrente che producono l’energia primaria idroelettrica, alimentati dalle pompe sommerse usate come turbine poste all’interno dei serbatoi centrali. Non avendo fatto questo non è stato possibile sostituire gli attuali gli attuali turboventilatori termici degli aerei per viaggiare nell’atmosfera e nello spazio con energia estratta direttamente dall’ambiente, non è stato possibile   realizzare auto volanti, né sottomarini che si muovono con lo stesso sistema senza combustibili. Non è stato possibile far viaggiare le navi senza combustibili, né montare lo stesso sistema per realizzare barriere mobili nel mare per difenderci dalle acque alte.  Non è stato nemmeno possibile pensare che nei viaggi spaziali del futuro possiamo aggiungere ai motori lineari globali  un tunnel di acciaio esterno collegato al turbo ventilatore, dove si produrrà un vuoto spinto superiore al vuoto spaziale circostante e collegare tale tunnel con piccola pompa per vuoto a un serbatoio di addensamento delle polveri catturate, che saranno svuotate periodicamente facendovi entrare l’aria atmosferica che alimenterà un filtro elettrostatico che recupererà le polveri che saranno utilizzate insieme  alle altre invenzioni impiantistiche depurative ed energetiche interattive descritte sul sito web https://www.spawhe.eu per far sopravvivere gli esseri umani  anche nello spazio senza subire danni fisiologici dovuti all’assenza della pressione atmosferica, della gravità, delle risorse alimentari e delle materie prime per costruire pezzi di ricambio delle macchine necessarie alla sopravvivenza nello spazio. Infatti, l’aria atmosferica e l’acqua riempiranno i vagoni delle carovane spaziali pieni di esseri umani e saranno riciclate all’infinito, opportunamente reintegrate con la fotosintesi e il ciclo del carbonio artificiali, mentre la gravità generale, sarà rinforzata, diventando  molto simile a quella terrestre, polarizzando elettrostaticamente i percorsi dell’aria atmosferica condizionata e dell’acqua riciclata negli impianti interattivi, energetici e depurativi, idroelettromagnetici  compressi, ancora sconosciti alla scienza terrestre. La scienza attuale ha dimenticato che l’energia fluidodinamica primaria è prodotta dalla portata per la pressione e la densità del fluido stesso. Pertanto, la soluzione migliore per produrre energia pulita a basso costo e in quantità infinite è: utilizzare l’aria compressa come fonte energetica (che non viene consumata) e l’acqua come vettore energetico (che con l’utilizzo di nuove pompe a doppia alimentazione separata fino alla girante, può riciclarla all’infinito sfruttando contemporaneamente la massima pressione dell’aria compressa e la massima densità dell’acqua. Nella semplice formula dell’energia fluidodinamica sopra citata, non è necessaria alcuna fonte di calore. Questo è il più grande errore nella scienza mondiale e nessuno vuole correggerlo.”

Come descritto nella lunga filastrocca, le chiavi delle innovazioni energetiche proposte dal sottoscritto, nascono dagli approfondimenti effettuati dal sottoscritto sugli attuali impianti di depurazione e dal fallito tentativo di modificarli non avendo trovato interlocutori pubblici disponibili all’ascolto.

Ci sarebbero molte altre cose da dire su questi argomenti. La vastità dei problemi non risolti è immensa. Per esempio, scaricare acque inquinate attraverso le condotte sottomarine dovrebbe essere considerata una operazione illegale, ma le leggi in alcuni casi lo consentono e gli inquinatori ne approfittano, scaricando molto di più di quanto autorizzato. Dobbiamo porci due domande:

Infatti, è ovvio che noi possiamo scaricare le acque inquinate anche a centinaia di metri di profondità perché le pressioni idrostatiche interne ed esterne al tubo di discesa dell’acqua sono quasi uguali, ma l’acqua interna al tubo è anche dotata di energia cinetica, pertanto, la pressione esterna non può opporsi alla uscita dell’acqua dal tubo. Si possono opporre leggermente le molecole per attrito che la stessa scienza ha legiferato da secoli con la formula: V2/2g. 

Scrivo questo perché proprio per ridurre i costi di depurazione e sollevamento delle acque coinvolte nella pulizia dell’energia fossile, che oltre ad essere depurate dovevano anche essere alcalinizzare e consumare il CO2 con piogge artificiali sul materiale calcareo, sono stato costretto ad approfondire l’argomento dei costi che la scienza non ha approfondito, accontentandosi soltanto di scaricare le acque inquinate attraverso le condotte sottomarine. Questo approfondimento mi ha portato  a inserire in serie alle turbine le pompe affinché l’energia cinetica  potesse essere prodotta anche in tubi sommersi  in acque statiche per realizzare il welling artificiale e contemporaneamente produrre energia elettrica. Ma ampliando il ragionamento, ha portato anche alla invenzione della pompa con la doppia alimentazione separata fino girante. Perché ha portato a questa invenzione? Perché il centro di una girante di una pompa centrifuga è l’unico punto in cui si sviluppa una forza centripeta proprio per agevolare l’entrata dell’acqua con minore pressione idrostatica. Di conseguenza attraverso questo punto possiamo fare entrare acqua in un serbatoio pressurizzato a pressione statica superiore purché non la inseriamo direttamente, ma attraverso il circuito di ricircolo dell’acqua stessa, proprio per il fatto che la pompa con la doppia alimentazione separata fino girante, al centro della stessa girante ha il punto in cui si sviluppa una forza centripeta. Quindi all’interno del corpo della pompa e con la girante in rotazione l’acqua di riciclo ad alta pressione si mischia con quella in bassa pressione e per il principio di Pascal, escono dalla pompa con una sola pressione che è quella dell’autoclave.

Ci sono molti modi semplici ed economici per produrre, gestire e controllare l’energia fluidodinamica alla temperatura dell’ambiente terrestre. Le cose si complicano molto con l’incremento della temperatura e ancora di più con l’energia nucleare. La scienza terrestre che ha dimostrato di non sapere progettare gli impianti semplici, producendo inutilmente il riscaldamento globale, non può pretendere di lasciare gli impianti antropici come stanno e lanciarsi in avventure spaziali con l’idrogeno trasformato in combustibile (che resta sempre un combustibile che si consuma) e l’energia nucleare, che comunque si consuma. Se la scienza terrestre avesse saputo progettare correttamente le depurazioni terrestri, quasi automaticamente, già da qualche centinaio di anni, avrebbe prodotto l’energia idroelettromagnetica compressa. Mentre il sottoscritto che ha lavorato da solo su questo argomento ha impiegato una vita di lavoro prima per conoscere gli impianti industriali, poi quelli ambientali e poi, solo da pensionato, ha potuto studiare le soluzioni, ma in solitudine, senza possibilità di accedere a sperimentazioni. 

 I mezzi di informazione e gli informatori scientifici, che come la scienza non conoscono l’organizzazione scientifica del lavoro, hanno santificato gli scienziati e gli inventori sbagliati. Io santifico solo quelli che hanno fatto le invenzioni giuste che pure sono tanti nel campo della fluidodinamica, elettromagnetismo, medicina, elettronica, anche termodinamica e nucleari se hanno compreso che l’energia terrestre deve essere sviluppata a freddo. Gli atomi al massimo devono essere eccitati, mai divisi. La temperatura e l’ambiente terrestre non lo consentono e se non lo consentono, significa che non servono. Invece servirebbe l’energia idroelettromagnetica compressa che accelerebbe localmente la velocità dei processi energetici e depurativi naturali, che la scienza al sevizio dei padroni, finge di non comprendere.

L’importanza della organizzazione scientifica del lavoro

Quella che viene chiamata organizzazione scientifica del lavoro, fu teorizzata per la prima volta da Frederick Taylor nel 1911. Stranamente, questo tipo di organizzazione, ha poco di scientifico e molte  regole pratiche, in quanto, nacque soprattutto per velocizzare i processi delle lavorazioni e dei montaggi nella allora nascente industria manifatturiera, soprattutto automobilistica. Studiava nei minimi dettagli i cicli di lavorazione delle macchine di lavorazione dei metalli, lo stampaggio, le fusioni, e perfino i movimenti che dovevano compiere gli operai per abbreviare i tempi di lavoro. Questo aspetto del lavoro era abbastanza alienante per le persone, ma oggi ha dato grandissimi risultati, poiché gli stessi movimenti sono stati insegnati ai robot che hanno sostituito gli uomini sulle linee di montaggio, nelle cabine di verniciatura, nei processi di saldatura, incrementando sempre di più la velocità del lavoro e riducendo gli incidenti di lavoro. Mi sono occupato di tale tipo di organizzazione dal 1970 al 1987. Mi accorsi che tale tipo di organizzazione sarebbe servita anche nel settore ambientale ed energetico per migliorare i cicli depurativi ed energetici. Fu questa intuizione che cambiò la mia vita lavorativa di impiegato tecnico dell’industria automobilistica in impiegato tecnico di una piccola azienda privata che lavorava nel settore ambientale. Ho lavorato nel settore ambientale dal 1988 al 2005 per conoscere gli Impianti e solo da pensionato, ho iniziato a fare l’inventore. Non sapevo che per migliorare i cicli depurativi sarei arrivato a concepire un nuovo modo di produrre energia. Certamente, il più economico, semplice, versatile delle attuali energie terrestri, anche se sono ancora il solo ad affermarlo. Io ritengo che questa incomprensione sia dovuta a molti fattori e interessi privati da parte di chi detiene il potere politico ed economico, ma anche al fatto che la scienza non conosce l’organizzazione scientifica del lavoro, lavorando a compartimenti stagni, per singole specializzazioni.   

Le prime mie invenzioni ambientali hanno riguardato il risparmio idrico domestico

28.11.2007 https://www.spawhe.eu/it/sistema-di-neutralizzazione-detersivi-e-riciclo-acque-di-scarico-per-pulizia-wc/. Questa invenzione proponeva il risparmio idrico domestico separando le acque della cucina da quelle sanitarie, che filtrate, venivano usate una seconda volta per pulire i WC. Agli scarichi dei WC veniva aggiunto il dosaggio di ossido di calcio per neutralizzare all’origine il fosforo e prevenire la formazione di idrogeno solforato nelle fogne.   

Successivamente mi sono occupato della modifica delle fognature, dei depuratori e della pulizia della energia fossile:

28.02.2013 , https://www.spawhe.eu/it/la-chiusura-del-ciclo-di-carbonio-antropogenico/

04.07.2014  https://www.spawhe.eu/it/ciminiere-di-cattura-e-purificazione-fumi-ccpc-brevetto-internazionale-n-wo2014-076724-e-successiva-invenzione-integrativa-torre-di-filtrazione-aria-e-scambio-termico-aftet/

04.07.2014 https://www.spawhe.eu/it/impianto-sinergico-di-depurcogeproduzione-termoelettrica-coperta-globale-d-c-p-t-c-g/

 04.07.2014  con l’ https://www.spawhe.eu/it/impianto-sinergico-di-digestione-disidratazione-e-compostaggio-lineare-d-d-c-l/

Gli impianti che ho proposto sono l’esatto contrario di quelli realizzati dalla scienza mondiale, compresa quella Italiana, con il sistema C.C.S.  (carbon Capture and Storage), In quanto io proponevo di modificare i cicli depurativi dell’acqua e dell’aria insieme  e di cambiare il modo di progettare le ciminiere, le fognature,  i depuratori per utilizzare il CO2 in favore dell’ambiente producendo scarbonati nelle acque di scarico, che una volta arrivate nei mari avrebbero anche corretto l’acidificazione degli oceani, mentre la scienza ufficiale mondiale, voleva semplicemente catturare chimicamente il CO2 interrarlo nel sottosuolo a quasi mille metri di profondità in siti di stoccaggio da individuare, creando altri pericoli per la comunità mondiale in casi di terremoti, in quanto il CO2 che può uscire  in elevate concentrazioni uccide uomini e animali.    Questo è già successo con l’ eruzione limnica avvenuta il 21 agosto 1986 sul lago Nyos nel Camerun nord-occidentale che uccise 1.746 persone e 3.500 capi di bestiame. L’eruzione ha innescato l’improvviso rilascio da 100.000 a 300.000 tonnellate di anidride carbonica (CO₂). Secondo l’articolo  https://www.affarinternazionali.it/archivio-affarinternazionali/2021/05/cattura-e-stoccaggio-del-carbonio-la-partita-globale-e-le-mosse-dellitalia/ Attualmente al mondo ci sono 21 impianti CCS in funzione, 3 in costruzione, 17 in fase avanzata di sviluppo e 24 in fase iniziale di sviluppo. Il numero di progetti in fase avanzata è quasi tre volte superiore rispetto al 2017. Il valore aggregato dei 65 progetti, in termini di investimenti richiesti, è di ben 27 miliardi di dollari. Se tutti i progetti previsti venissero realizzati, la capacità globale di stoccaggio della CO2 aumenterebbe da 40 a 130 milioni di tonnellate. A questi costibisogna aggiungere i costi del trasporto del CO2 ai siti di stoccaggio, non quantificato.  La soluzione C.C.S. dimostra che la scienza e i politici che la finanziano non conoscono l’organizzazione scientifica del lavoro e non guardano alle esperienze degli inventori come il sottoscritto che cercano di semplificare i processi individuando soluzioni interattive naturali con l’aiuto della tecnologia già parzialmente sviluppata in altri settori. Alla scienza che propone e ai politici che la finanziano non interessa che l’energia prodotta perderà circa il 10-12 % di rendimento con l’uso del gas e petrolio e addirittura il 30% con l’uso del carbone. Pertanto, il caro energia continuerà ad aumentare, mentre aumenteranno anche i pericoli dovuti agli effetti sismici, mentre resteranno invariate le carenze impiantistiche delle ciminiere fognature e depuratori nel mondo intero.

Tuttavia, non è stata inutile la mia esperienza nello sviluppo dei cicli interattivi di acqua e aria al fine di pulire l’energia fossile, poiché, gradualmente, ho compreso che il pianeta Terra avrebbe gradito che tutti i processi energetici e depurativi avrebbero dovuto avvenire alla temperatura dell’ambiente terrestre, come avviene la fotosintesi e il ciclo del carbonio. Ho cambiato il mio modo di ragionare, sviluppando altre invenzioni che riguardano l’energia estratta direttamente dall’ambiente senza energia fossile e nucleare:

10.09.2015  https://www.spawhe.eu/it/impianti-idroelettrici-con-sollevamento-riciclo-e-distribuzione-acqua/,

16.10.2015  https://www.spawhe.eu/it/impianti-sinergici-globali-per-depurazione-produzione-di-biomasse-e-cogenerazione-termoelettrica-gspdptc/,

10.06.2016 https://www.spawhe.eu/it/desalinizzatori-demineralizzatori-verticali-a-scambio-ionico-con-produzione-di-energia-idroelettrica/,

10.06.2016 https://www.spawhe.eu/it/impianto-galleggiante-idroelettrico-dissalatore-estrattore-di-calcio-e-carbonio-dalle-acque-marine-profonde/,

10.06.2016  https://www.spawhe.eu/it/sistema-di-galleggiamento-con-tubi-in-polietilene-estrusi-nervati-rinforzati-e-riempiti-di-polistirolo/,

Come si vede dagli articoli del 2016, sopra riportati, per raffreddare il pianeta sarebbe importante anche il welling artificiale che sollevando i carbonati solubilizzati nelle profondità oceaniche aumenterebbero l’alcalinità dalle acque superficiali persa dagli oceani che è stimata pari al 30 % la quale e il maggiore effetto del riscaldamento globale, insieme allo scioglimento dei ghiacciai. Senza contare che il sollevamento dei carbonati produrrebbe una grandissima produzione di pesce di qualità a basso costo e darebbe lavoro a molti milioni di persone che potrebbero vivere nelle isole artificiali in sicurezza lontane da maremoti e terremoti, riducendo le migrazioni verso i paesi più sviluppati. Anche queste soluzioni fanno parte dell’organizzazione scientifica del lavoro, come la desalinizzazione sostenibile che non si può realizzare senza l’invenzione   della pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante per separare il flusso dell’acqua dal flusso delle sfere che contengono le resine di scambio ionico. 

30.06.2016, https://www.spawhe.eu/it/impianto-autoclave-per-sollevamento-idrico-produttore-di-energia-idroelettrica/,

22.07.2016 https://www.spawhe.eu/it/relativita-e-tecnologia-nella-nuova-energia-idroelettrica/,

31.08.2016 https://www.spawhe.eu/it/elettropompe-e-turbine-con-doppia-alimentazione-separata-fino-alla-girante/

10.11.2016  https://www.spawhe.eu/it/impianti-idroelettrici-pressurizzati-sommersi-in-bacini-con-sollevamento-e-ossigenazione/ 

11.11.2016  https://www.spawhe.eu/impianti-idroelettrici-pressurizzati-sommersi-in-pozzi-con-sollevamento-e-ossigenazione/,

15.12.2016 https://www.spawhe.eu/it/sistema-idraulico-domestico-pressurizzato-produttore-di-energia-idroelettrica/,

14.01.2017  https://www.spawhe.eu/it/auto-idroelettrica-con-coppia-motrice-periferica-alle-ruote/,

31.07.2017  https://www.spawhe.eu/it/sistema-di-trasporto-aerospaziale-idroelettrico-pressurizzato-con-turboventilatori-e-iniezione-di-aria-compressa/,

29.12.2017  https://www.spawhe.eu/it/laria-compressa-e-molto-piu-potente-pratica-ed-economica-dellidrogeno/,

31.05.2018  https://www.spawhe.eu/it/cuore-artificiale-ossigenatore-del-sangue-autonomo-energeticamente/,

Anche le serre calcaree sarebbero una soluzione molto migliore del CCS.

 11.03.2019  https://www.spawhe.eu/it/serre-idroelettriche-depuratrici-dei-fumi-co2-e-acqua-con-alcalinizzazione-naturale/

La Figura 3 mostra lo schema di collegamento ai bacini idrici “A” da utilizzare per la produzione di energia idroelettrica riciclando l’acqua; “B” è una paratoia che mette in collegamento il bacino con la serra calcarea idroelettrica “D”.

Questi impianti saranno quelli più diffusi al mondo, in quanto, oltre a produrre energia a bassissimo costo, depureranno l’acqua leggermente inquinata, soprattutto piovana, per combattere l’acidificazione oceanica e dei laghi, alleggerendo i carichi organici. Inoltre, proteggeranno l’ambiente dalle siccità e dalle acque alte mentre si produce energia idroelettrica compressa.  Si può notare che le autobotti (26) riempite di fumi compressi presso gli impianti possono scaricare il loro contenuto all’interno delle serre gemelle, che altrimenti si devono accontentare solo del CO2 catturato dall’ambiente, per produrre carbonati nelle acque corrodendo i materiali calcarei. 

31.01.2020  http://www.spawhe.eu/it/sistema-di-trasporto-aerospaziale-e-sottomarino-con-motori-lineari-globali-interattivi-primari-e-indotti/,

31.01.2020  https://www.spawhe.eu/it/autovetture-volanti-e-galleggianti-con-motori-lineari-globali-interattivi-spinte-di-newton-e-lorentz/,

 29.07.2021  https://www.spawhe.eu/sistema-di-cattura-polveri-interstellari-e-impianti-ambientali-spaziali/,

 29.07.2021  https://www.spawhe.eu/dalla-terra-oltre-la-luna-colonizzando-lo-spazio-con-lenergia-idroelettromagnetica-compressa-sconosciuta-dalla-scienza-terrestre/,

19.02.2022, https://www.spawhe.eu/dai-buchi-neri-al-principio-di-indeterminazione-alla-organizzazione-scientifica-del-lavoro-sconosciuta-dalla-scienza-e-dai-potenti-della-terra/.

Purtroppo, la scienza, i governi, gli imprenditori, le multinazionali hanno continuato a usare energie termiche e nucleari anche se queste sono completamente estranee alla fotosintesi clorofilliana e al ciclo del carbonio che hanno governato il pianeta prima della presente era industriale, che dura da meno di duecento anni. Questi duecento anni sono assimilabili a zero anni rispetto ai quattro miliardi e mezzo di anni attribuiti all’età della Terra.  Eppure, i cambiamenti climatici che stanno avvenendo sono talmente veloci che chi ha governato il mondo in questo breve periodo dal punto di vista politico e scientifico si dovrebbe vergognare di non aver saputo interpretare l’organizzazione scientifica del lavoro globalmente. Infatti, se avessero approfondito alcuni fenomeni naturali, si sarebbero accorti che non è complicato estrarre a freddo l’energia terrestre dall’ambiente.  Pensiamo ai pozzi artesiani, alle correnti ascensionali di aria, a quelle orizzontali oceaniche delle acque che avvengono senza l’uso di nessuna tecnologia.

 Basti pensare al famoso esperimento di Pascal che riuscì a sfasciare una botte piena di acqua solo immettendo altra acqua dall’alto attraverso un piccolo tubicino. Pascal dimostrò che la pressione idrostatica anche se immessa attraverso un piccolo tubicino, si espande in tutte le direzioni. Se pensiamo che Pascal è vissuto dal 1623 al 1662, dobbiamo porci la seguente domanda: è possibile che l’energia nascosta nella botte a temperatura ambiente nessuno l’abbia voluta estrarre? Certamente ai tempi di Pascal non esistevano le tecnologie necessarie per poterlo fare. Ma successivamente, soprattutto, quando nel 1835, sono iniziate le prime invenzioni che hanno consentito di motorizzare le pompe di circolazione dell’acqua e di accoppiare i generatori di corrente alle turbine idrauliche, le cose avrebbero potuto cambiare rapidamente. La prima centrale idroelettrica è stata realizzata in America il 30 settembre 1882 ad Appleton, nel Wisconsin. E’ molto strano che da allora nessun inventore si è accorto che potremmo produrre energia idrolettrica dappertutto senza il salto idraulico. Ho riportato sotto questi disegni per dimostrare che potremmo produrre energia idroelettrica alla pressione atmosferica, semplicemente capovolgendo le pompe e facendole lavorare nella direzione della forza gravitazionale in serie alle turbine. Rispetto agli attuali impianti idroelettrici, avremmo il vantaggio di non essere costretti a realizzare grandi bacini idrici e dighe in montagna. Queste opere hanno immensi costi economici e producono più danni che vantaggi. Poiché quando i bacini sono completamente pieni per produrre energia, in caso di piogge torrenziali creano un altissimo pericolo di alluvioni. Cito alcuni disastri: 1963 tracima la diga del Vajont in Italia: 1759 morti. 1975 crolla la diga di Banqiao in Cina: 85 mila morti per l’ondata di piena, 145 mila per fame ed epidemie. 2005 crolla la diga di Shadikor, ultimata da soli due anni, in Pakistan: 80 morti e migliaia di senza casa. Nei periodi estivi per la maggior parte del tempo le centrali idroelettriche sono ferme per mancanza di acqua.

Ancora oggi, che siamo nel 2023, su questo fronte non è stato fatto un solo passo avanti, mentre sono stati spesi migliaia di miliardi in investimenti per l’estrazione del carbone, gas petrolio, e la relativa industria di raffinazione e di trasporto. La stessa cosa è avvenuta per la costruzione di centrali nucleari di vecchia concezione e nuova concezione, sebbene tutti questi impianti non abbiano mai avuto le caratteristiche interattive che i miliardi di anni hanno consentito di affinare grazie alla forza gravitazionale, all’aria atmosferica e all’acqua pulita, marina e terrestre. Se il sottoscritto non avesse sommato insieme le esperienze dell’organizzazione del lavoro industriale e quelle ambientali, probabilmente, sarebbero passati altre centinaia o migliaia di anni prima che qualcuno si accorgesse di questa gravissima mancanza della scienza mondiale terrestre. L’organizzazione del lavoro non è un processo scientifico, ma un metodo di lavoro, indispensabile ai progettisti e agli installatori di impianti.  Il vantaggio principale di chi installa semplicemente gli impianti molto diversi tra loro è quello di conoscere diverse tecnologie, mentre gli scienziati e i ricercatori insistono su specifiche soluzioni per migliorare lo stato dell’arte dello specifico settore. Molte volte i problemi potrebbero essere aggirati, sfruttando altri principi scientifici e altre tecnologie. E’ più facile che si accorga di nuove soluzioni chi installa diverse tipologie di impianti che uno specialista di un singolo settore. La mano destra della scienza non sa quello che fa la mano sinistra, perché i datori di lavoro, pubblici e privati, per dividersi i poteri economici, hanno diviso anche le competenze tecniche e scientifiche. Tutti lavorano a compartimenti stagni, con alte specializzazioni, comprese le scuole di formazioni universitarie. Queste alte specializzazioni hanno consentito di raggiungere alti livelli tecnologici ma impedito di sfruttare pienamente i principi interattivi che la natura sfrutta regolarmente, ma alle velocità naturali. Non è necessario cambiare i principi interattivi. E’ sufficiente soltanto conoscere la fisica terrestre. Non quantistica, né   nucleare. Nei circuiti aperti alla pressione atmosferica, potremmo produrre energia idroelettrica all’infinito senza consumare l’acqua, senza realizzare dighe e grandi bacini in montagna. Dobbiamo soltanto integrare la quantità di acqua che produce l’energia elettrica attraverso una turbina idraulica e relativo generatore di corrente, con una quantità di acqua pari a quella che passa attraverso la turbina. Estraggo dal mio articolo “Relatività e tecnologia nella nuova idrologia” quanto segue (22.07.2016  https://www.spawhe.eu/it/relativita-e-tecnologia-nella-nuova-energia-idroelettrica/):

La figura seguente mostra la produzione di energia idroelettrica sommersa che è possibile ottenere semplicemente capovolgendo in un bacino idrico, lago, o mare, una pompa sommergibile in un tubo in modo che l’acqua esca nella direzione della forza gravitazionale e montando sotto di essa una turbina dotata di un generatore di corrente. La quantità di energia prodotta dal generatore di corrente è molto superiore all’energia assorbita dalla pompa, in quanto, questa deve soltanto vincere lo stato d’inerzia dell’acqua, mentre la turbina produce tutta l’energia dovuta al battente idrostatico presente sull’asse della pompa.

Questa soluzione energetica avrebbe dovuto seriamente far riflettere la scienza che si è sempre astenuta dal commentare le mie soluzioni depurative ed energetiche. Infatti, nel calcolo della prevalenza di una pompa, la stessa scienza, sottrae la pressione positiva sull’asse della pompa.

 La prevalenza di una pompa è una grandezza fisica che esprime la capacità della pompa di sollevare un determinato volume di fluido, espresso solitamente in metri di colonna d’acqua, ad un livello superiore dal punto in cui è posizionata la pompa stessa. La formula che individua la prevalenza manometrica è la seguente: Hm = h + (P1 – P2) / g + (v²1 – v²2) / 2g [m ]. Dove: Hm = prevalenza manometrica Pm = pressione di mandata sul manometro P1 = pressione di mandata nella sezione Pa = pressione di aspirazione sul manometro P2 = pressione di aspirazione nella sezione V1 = velocità nella sezione 1 di entrata nella pompa V2 = velocità nella sezione di uscita dell’impianto di sollevamento.

Questo significa implicitamente che se usiamo una pompa sommersa al contrario di come è stata sempre usata, invece di sollevare l’acqua, la spinge verso il basso e le pressioni P1 e P2 si sommano invece di sottrarsi, producendo una maggiore energia cinetica nel tubo di discesa proporzionale alla pressione idrostatica sulla bocca aspirante della pompa che dipende anche dalla velocità di rotazione della pompa. Questa energia cinetica all’uscita della pompa può essere trasferita a una turbina accoppiata a un generatore di corrente che produce la corrente elettrica, senza la necessità di realizzare dighe e grandi bacini per produrre energia elettrica.

Inoltre, questa soluzione porterebbe l’ossigeno delle acque superficiali depurando le acque dei fondali e incrementando il fitoplancton e quindi, la produzione di pesce (welling artificiale).

La figura successiva, mostra un probabile futuro impianto condominiale, che sfrutta la stessa soluzione. ll livello dell’acqua  alla pressione atmosferica della vasca è mantenuto costante dal rabbocco automatico dell’acqua mediante una valvola galleggiante. La circolazione dell’acqua prodotta dalla pompa sommersa che pompa nella direzione della forza gravitazionale alimenta una pompa sommersa, alimentata al contrario, che funge da turbina accoppiata a un generatore di corrente.

Questa soluzione, oltre a produrre energia con costi inferiori all’energia termica, solare, eolica, assicurerebbe anche un continuo riciclo dell’acqua potabile di consumo, che oggi invece, ristagna nei serbatoi di prima raccolta che alimentano le autoclavi, producendo fanghi e batteri. 

Ma nelle altre applicazioni terrestri, se desideriamo veramente evitare sprechi energetici immensi, e vogliamo ridurre grandi opere come dighe e invasi di acqua in montagna è necessario modificare l’intero sistema di sollevamento e gestione delle acque potabili e di irrigazione.

Ai progettisti delle multinazionali che progettano le pompe e ai professori che progettano gli impianti di sollevamento pubblici, sono sfuggiti alcune leggi della fisica e dell’idraulica, come il principio dei vasi comunicanti e quello di Pascal, che consentirebbero maggiori rendimenti energetici. Con gli impianti modificati e le pompe dotate di doppia alimentazione si pone rimedio a questo banale errore, sfruttando nei sollevamenti idraulici sia il principio dei vasi comunicanti, che la legge di Pascal.  Infatti, una bocca di alimentazione della pompa sfrutta il principio dei vasi comunicanti per riciclare l’acqua senza incrementare la pressione del circuito di riciclo chiuso o in vaso aperto, la seconda bocca di alimentazione inserisce nel suddetto circuito di riciclo una quantità di acqua con una pressione idrostatica minore di quella riciclata. La pressione idrostatica in un circuito pieno di acqua in vaso aperto, pur non influenzando la prevalenza necessaria alla circolazione della pompa ne determina la pressione interna e si può misurare in metri, essendo la distanza tra il livello superiore dell’acqua rispetto all’asse della pompa di circolazione.

Quindi, nella peggiore delle ipotesi (con piccole portate), gli impianti di sollevamento del futuro, dal punto di vista elettromeccanico, costeranno molto meno rispetto a quelli attuali. Ma il vantaggio maggiore che si avrà con la nascita delle pompe con doppia alimentazione è quello del risparmio idrico (economia circolare contrapposta all’attuale economia lineare) e della produzione energetica a basso costo che si potrà avere inserendo le turbine idrauliche nella fase di discesa delle acque. Infatti, non saranno più necessarie le grandi opere idrauliche, con allagamento di valli di montagna e costruzioni di dighe, che molto spesso producono disastri alluvionali, soprattutto in occasioni di grandi piogge improvvise, che trovando gli invasi naturali pieni di acqua riversano a valle con molta velocità l’intera portata di acqua. Con l’introduzione di queste pompe e l’abbinamento alle stesse delle turbine idrauliche sarà molto più conveniente e utile all’ambiente accumulare l’acqua nelle valli che in montagna. 

Il seguente schema può essere utilizzato per sollevare e distribuire le acque potabili e d’irrigazione, con bilanci energetici positivi, non negativi come quelli attuali. Infatti, i sollevamenti idraulici, dopo i mezzi di trasporto, oggi sono la più grossa spesa energetica del pianeta.  Si riporta di seguito uno schemi dei futuri impianti di sollevamento acque che saranno anche produttori di energia. Si può notare che i bacini superiori sono collegati all’uscita della turbina con una tubazione di grande diametro per assimilare lo scarico dell’acqua nello stesso a uno sbocco sommerso che ha una perdita di carico pari a V2/2g considerando la sezione di uscita della turbina. Questa uscita non deve vincere pressione idrostatica del bacino superiore in quanto è dotata di una energia cinetica conferitale dalla pompa con la doppia alimentazione separata che sfrutta sia la forza gravitazionale che il battente idrostatico del bacino superiore nel tubo di discesa. Quando si ferma la pompa, si ferma anche la produzione di energia. Ma il vantaggio energetico, economico, ambientale, è evidente, perché la pompa sfruttando la forza gravitazionale e il battente idrostatico assorbe meno energia di quella prodotta dalla turbina. Inoltre l’energia è fornita direttamente dall’ambiente, senza combustibili, energia nucleare, solare, eolica e senza disperdere l’acqua come negli impianti idroelettrici attuali.   

Legenda dei  disegni Fig 1 : (acg) alternating current generator = generatore di corrente alternata; (ai)  axial impeller = girante assiale; (C) collector = collettore;  (caipds) capsid axial intubated pump with dual suction = elettropompa assiale intubata capovolta con doppia alimentazione; (cfca) connection for fast fill compressed air = attacco per riempimento rapido aria compressa; (csp) connection systems pipe = tubo di collegamento impianti;   (cst) containment system tube = tubo di contenimento impianto; (cv) check valve = valvola di ritegno; (dgh) delivery geodetic height = altezza geodetica in mandata; (dthdc) deviation towards hydraulic drainage canals = deviazione verso canali di bonifica idraulica; (ecpc) electrical current produced cable = cavo con corrente elettrica prodotta; (fcp) flange for coupling to the pump = flangia per accoppiamento alla pompa; (fdsfs) flanged dual supply and flow separator = doppio alimentatore flangiato e separatore di flusso; (fss) flow separator in sheet steel = separatore di flusso in lamiera di acciaio; (htva) hydraulic turbine with vertical axis = turbina idraulica con asse verticale; (iwft) inlet water to feed turbine = ingresso acqua per alimentazione turbina; (lf) lift ring = anello di sollevamento; (lfcv) level floating control valve = valvola di regolazione livello a galleggiante; (mpl) probe of the minimum or maximum level = sonda di minimo o massimo livello;  (pat) pump as turbine = pompa utilizzata come turbina; (ptr) pressure tested reservoir = serbatoio collaudato a pressione; (od)  overflow discharge = scarico di troppo pieno; (pat) pump as turbine = pompa utilizzata come turbina; (pwa) pump with autoclave = pompa con autoclave;  (sav) supply additional valve = valvola di alimentazione supplementare; (sacg) submersible alternating current generator = generatore di corrente alternata sommergibile; (sacm) submersible alternating current motor = motore sommergibile a corrente alternata; (sfff) special flange with four feeds = flangia speciale con quattro alimentazioni;  (sgh) suction geodetic height = altezza geodetica in aspirazione; (sov) shut-off valve = valvola di intercettazione; (sovfa) shut-off valve with flow adjustment = valvola di intercettazione con regolazione flusso; (sph) suction piezometric height = altezza piezometrica in aspirazione; (srip) supporting ring for intubate pump = anello di supporto per sostegno turbina intubata; (srt) supply reservoir tube = tubo di alimentazione serbatoio; (sss) shaped sheet steel = lamiera di acciaio sagomata; (sv) safety valve = valvola di sicurezza; (tcp) tube containing the pump = tubo contenente la pompa; (tpups) three-phase UPS = gruppo di continuità trifase; (wdn) water distribution network = rete di distribuzione idrica; (wddr) water distribution and disconnection reservoir = serbatoio di distribuzione idrica e disconnessione.

Il vantaggio principale della soluzione sopra riportata è quello di produrre energia idroelettrica nelle valli dove possiamo accumulare immense quantità di acque senza nessun pericolo di alluvioni. Come si vede dai disegni. Supponendo che il bacino iniziale posto a livello più basso sia un lago o un fiume   possiamo produrre energia anche sollevando e trasportando le acque le acque da un bacino all’altro a notevole distanza se preleviamo dai bacini solo l’acqua che esce dal massimo livello. Quando si abbassano i livelli dell’acqua si aprono le valvole che alimentano le pompe con la doppia alimentazione separata fino alla girante che alimentano con acqua supplementare, proveniente dal bacino precedente senza mai interrompere la produzione di energia elettrica.

Queste soluzioni hanno anticipato di pochi mesi una soluzione ancora migliore che è senza altro l’accoppiamento tra una pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante e una autoclave, che consente di ridurre gli ingombri e di montare gli impianti idroelettrici compressi anche sui mezzi di trasporto, rivoluzionando i trasporti mondiali terrestri marini, sottomarini, aeronautici e spaziali. Tuttavia, la scienza, i governi, le multinazionali, nel 2023, ancora non si sono  accorte di niente, sebbene siano state pubblicate e depositate come brevetti nel 2015.

In queste applicazioni è necessario aprire il circuito all’uscita della turbina che produce energia idroelettrica e collegare la pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante in modo che inserisca automaticamente, la stessa quantità di acqua utilizzata per produrre l’energia idroelettrica nel circuito di riciclo pressurizzato dell’autoclave, spendendo soltanto la quantità di energia necessaria al riciclo, non quella che sarebbe necessaria per vincere la pressione statica dell’autoclave. Ovviamente, in tale caso, il vantaggio energetico è immenso anche se la pompa di circolazione deve far circolare una portata di acqua doppia rispetto a quella che passa attraverso la turbina. Infatti se supponiamo che attraverso la turbina passa 0,1 m3/sec con una pressione di 30 metri di colonna d’acqua con la formula Q*H/102 produciamo una potenza di 0,0294 Kw/sec. Mentre per far circolare la portata di 0,2 m3/ sec è sufficiente una prevalenza di 1,0 metro di colonna d’acqua. Usando la stessa formula assorbiamo 0,00196 Kw/sec, che sono 15 volte inferiori alla potenza prodotta. Quando si tratta di calcolare la Potenza di un sistema che usa l’acqua come vettore energetico, è più semplice usare la misura della pressione in metri di colonna di acqua e la portata in m3/ sec. Dividendo il risultato per il coefficiente 102 abbiamo direttamente la potenza in Kw/sec.  Probabilmente, ho esagerato ad assegnare una pressione prodotta elettricamente alla pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante perché con l’abbinamento dell’autoclave, la direzione del flusso nella pompa con la doppia alimentazione separata, la determina l’apertura della valvola posta all’uscita della stessa autoclave. Infatti, l’acqua che deve entrare nella girante, dalla alimentazione non collegata a tale flusso, vi entra ugualmente a causa della pressione atmosferica, del battente idrostatico positivo e della depressione prodotta al centro della girante per effetto della forza centripeta che si produce al centro di tutte le pompe centrifughe. I motori elettrici alla pompa e alla valvola di intercettazione servono per permettere la regolazione del flusso.  Senza tale regolazione non possiamo regolare la portata e quindi la potenza da produrre che è indispensabile nei mezzi di trasporto e di lavoro 

Se noi pensiamo che io ho supposto la pressione del cuscino di aria con 30 m di colonna d’acqua pari a circa tre bar, che è una pressione molto bassa, posso anche ipotizzarla pari a 30 bar (300 m) e avrò una produzione di energia 10 volte superiore, pari a 0,294 kw/s, mentre l’energia spesa per la regolazione della velocità sarà sempre 0,00196 Kw/sec, poiché la pompa lavora con le pressioni equilibrate in aspirazione e mandata, come lavorasse in un circuito chiuso, a causa del principio di Pascal.  Il rapporto   0.294 / 0,00196 diventa 150. Significa la turbina produce 150 volte la potenza assorbita dalla pompa.

Nel caso della nuova Fusione nucleare che ha prodotto solo il 19% in più dell’energia spesa dopo centinaia di miliardi spesi in ricerche e sperimentazioni, io penso che la grande montagna abbia prodotto il solito piccolo topolino. Mentre un piccolo topolino senza un solo euro di finanziamento, pubblico o privato,  solo con il ragionamento basato sulla fisica terrestre, l’attuale stato dell’arte tecnologico e lo studio dell’organizzazione del lavoro, estraendo l’energia primaria dall’ambiente, senza nessun costo di trasformazione dell’anergia, può moltiplicare di 150 volte (e anche oltre) l’energia estratta dall’aria e dall’acqua, che non costano niente, e sono restituite all’ambiente, senza variare la loro composizione chimica, quindi, senza produrre nessuna forma di inquinamento, addirittura ossigenando l’acqua e quindi depurandola sempre di più ogni volta che attraversa l’autoclave per effetto della legge di Henry.

Se noi pensiamo che  con l’energia  idroelettromagnetica produciamo  soltanto  l’energia primaria,  mentre  tutte  macchine necessarie: le pompe e le turbine nelle quali circola l’acqua, i ventilatori o le eliche per produrre l’eventuale spinta di Newton, i solenoidi per produrre l’eventuale spinta di Lorentz, le valvole di regolazione delle portate di acqua e aria, i circuiti elettrici primari e indotti per la produzione dell’energia di movimento e quelli di regolazione della temperatura, fanno parte di  tecnologie già esistenti e collaudate sul pianeta Terra, dobbiamo chiederci per quale ragione, proprio l‘energia primaria, che era la più semplice  e la più economica da individuare, nell’anno 2023 che è ancora l’anno della guerra in Ucraina, non è stata ancora sperimentata, sebbene sia stata individuata nelle varie forme: sommersa, con il riciclo dell’acqua in vaso aperto e infine compressa.

In tutti questi impianti, che sono ancora allo stato virtuale, perché il caso ha voluto che fosse un pensionato l’inventore, che non poteva certamente, trasformarsi in imprenditore senza soldi e con una aspettativa di vita limitata, la fonte energetica è la forza gravitazionale. Solo nella soluzione finale diventa l’aria atmosferica, la quale, guarda caso, è stata pulita dalla gravità in quattro miliardi e mezzo di anni comprimendola alla pressione di un bar nella nostra atmosfera per consentirci di ridurre gli ingombri e aumentare notevolmente la potenza energetica producibile. Le applicazioni che possiamo fare con questa soluzione sono infinite ma la scienza al servizio dei padroni pubblici e privati non ne ha realizzata nemmeno una, a partire dell’invenzione del cuore artificiale ossigenatore del sangue che potrebbe consentire di allungare la vita umana oltre ogni aspettativa sopperendo, oltre a carenze cardiache anche a quelle polmonari, neurologiche, renali, epatiche.

Con le tecnologie elettroniche e informatiche in continua evoluzione in breve tempo il cuore artificiale potrebbe essere facilmente collegabile all’intelligenza artificiale. Potremo restituire la vista ai ciechi, la voce a chi non parla, il movimento agli organi invalidi con l’energia elettromagnetica compressa prodotta nel nostro torace, non solo per gli attuali invalidi ma anche per persone molto anziane. Con l’età tutti siamo destinati a diventare prima invalidi e poi a morire, ma tutti gli organi malati si potrebbero esportare, compreso l’apparato digerente. Sarebbe sufficiente alimentare il cuore e il cervello con apposite soluzioni fisiologiche. Probabilmente, se questo avverrà gli uomini del futuro diventeranno ancora più cattivi e affamati di potere di quelli di adesso. Ma noi non possiamo rinunciare al progresso per colpa della scienza che lavora solo per chi la paga meglio e dei politici attuali che consentono questo commercio, che non ha portato in pochissimi anni solo al riscaldamento globale ma anche alle bombe atomiche e all’occultamento di invenzioni semplici, lineari e nello stesso tempo globali come quelle sintetizzati nella filastrocca di SPAWHE che fanno paura, soprattutto, a chi detiene attualmente il potere economico mondiale. Io non credo che queste persone siano degli ignoranti. Credo che queste invenzioni in qualche parte del mondo le stiano sperimentando ma non per tutti, come avrebbe desiderato l’inventore. L’ipocrisia che governa il mondo intero deve essere combattuta a tutti i livelli sperimentando tutto senza nascondere nulla iniziando dalla eliminazione del commercio dei brevetti degli enti di ricerca pubblici verso le multinazionali.

Nell’ultima invenzione (29.07.2021  https://www.spawhe.eu/sistema-di-cattura-polveri-interstellari-e-impianti-ambientali-spaziali/) ho prospettato la possibilità di poter sommare insieme la spinta di Newton e Lorentz e la cattura delle polveri interstellari, che non sono mai state prospettate nemmeno nei film di fantascienza. Io non credo che per colonizzare lo spazio da parte dei discendenti degli uomini serva la fantascienza ma la semplice organizzazione scientifica del lavoro globale. Fino a quando la scienza sarà inquinata dagli interessi di parte degli scienziati, dei politici e degli imprenditori, noi continueremo a sprecare risorse terrestri, non scegliendo mai le soluzioni migliori. Anche la navigazione spaziale continuerà ad essere un miraggio.

Quindi, dobbiamo chiederci a che servono i combustibili e la divisione dell’atomo? Solo a sprecare risorse e a inquinare l’ambiente? Oltre tutto, per il principio di Henry ogni volta che l’acqua in bassa pressione viene inserita attraverso la pompa con la doppia alimentazione separata dentro l’autoclave, assorbe l’ossigeno che la depura gratis e quindi possiamo depurare gratis anche l’acqua inquinata.      

Ancora oggi la scienza più premiata con i Nobel è quella nucleare che ha prodotto più danni che benefici all’umanità, mentre quella termica che ha prodotto il riscaldamento globale, è ancora la più diffusa. Le attuali energie rinnovabili, essendo, discontinue e poco potenti, continueranno ad avere solo un ruolo marginale nella produzione energetica mondiale. L’unica energia che non è mai stata prodotta e quella idroelettrica con il riciclo dell’acqua perché nessuno scienziato ha pensato che è necessario montare in serie una pompa una turbina che svolgono due funzioni diverse: la pompa deve vincere lo stato di inerzia pompando nella direzione della forza gravitazionale e la turbina deve produrre l’energia cinetica necessaria al generatore di corrente per produrre l’anergia elettrica.   

E’ vergognoso che questa energia concepita attraverso lo studio globale dell’organizzazione scientifica del lavoro, sia l’unica che non sia mai stata finanziata, sperimentata e realizzata a livello mondiale, nonostante il sottoscritto abbia scritto lettere aperte a tutte le massime autorità mondiali. Soprattutto alle Nazioni unite e la Corte di Giustizia Internazionale. Questa energia, recentemente l’ho chiamata idroelettromagnetica compressa. Si può produrre dappertutto, perfino ai poli nord e sud, nei deserti, in impianti fissi e mobili, perfino spaziali.  Non c’è bisogno di rifornirsi di carburanti e quindi, senza nessun bisogno di trasportare l’energia in alta tensione in cavi interrati o su tralicci. Non c’è bisogno nemmeno di fermarsi ai distributori di benzina. Essendo prodotta a freddo questa energia ci consentirà di realizzare motori lineari globali interattivi che consentono di sommare insieme la spinta di Newton e Lorentz che con le attuali energie termiche e nucleari non possono essere sommate a causa del fatto che la spinta elettromagnetica, sul pianeta Terra, si può realizzare soltanto a freddo con bobine di fili isolati con vernici protettive che non possono essere esposte a temperature superiori a quelle normali terrestri.  Tuttavia, stranamente, questa energia, non nasce dalla scienza ben pagata e premiata con Nobel, nasce gradualmente, proprio organizzando scientificamente il lavoro terrestre, partendo dalla modifica virtuale delle ciminiere, delle fosse Imhoff, delle fognature, dei depuratori, che così come sono progettati attualmente, funzionano in modo inefficiente. Io, che mi sono proposto come inventore da pensionato, non l’ho fatto per ambizioni personali o economiche. Ho semplicemente continuato a fare il lavoro di progettista, non pagato da nessuno, perché troppe cose, da moltissimi anni, non mi convincevano sull’attuale funzionamento degli impianti antropici, soprattutto appaltati dagli enti pubblici.  L’unica strada che potevo percorrere era stabilire cicli completi depurativi dell’acqua e dell’aria insieme senza mai interromperli, facendo gli interventi giusti al posto giusto, come avevo imparato a fare nei diciassette anni vissuti nell’industria automobilistica, dove tutti i componenti sono costruiti separatamente in linee di lavorazione in movimento e tutte convogliano sul percorso principale che è quello della scocca, che dopo la verniciatura, viene completata gradualmente dagli altri elementi, a partire dal motore, sospensioni, sedili, tappezzeria, secondo precisi cicli di lavoro. Non si può montare prima quello che deve essere montato, dopo senza raddoppiare o triplicare il costo del lavoro. Allo stesso modo nei cicli depurativi ambientali era ed è necessario stabilire un percorso principale da seguire che è quello dell’acqua dal punto di inizio dell’inquinamento e convogliare in tale percorso anche i cicli depurativi dell’aria, poiché acqua e aria sono complementari sempre dall’inizio dei cicli, non soltanto, nei depuratori finali, come avviene attualmente in tutto il mondo, sprecando immense risorse economiche, prima danneggiando i liquami lungo interminabili percorsi fognari, poi cercando di ossigenare le acque settiche nei depuratori finali. Per giunta, usando potenti soffianti alimentate con energia elettrica prodotta da centrali termiche che inquinano l’aria, che una volta raggiunta l’atmosfera, non si può recuperare e depurare insieme all’acqua, come sarebbe stato logico fare. Per me che ho amato il mio lavoro di progettista e installatore di impianti, è stata soltanto una questione di deontologia professionale. Non potevo andarmene all’altro mondo, senza trasformarmi in inventore perché chi tace acconsente. Io ho taciuto come tutti, per portare a casa uno stipendio, ma anche perché il mio compito era limitato solo a cercare di vincere le gare di appalto con il minor costo aziendale, rispettando i capitolati di appalto.   Come lavoratore dipendente non ero in condizione e nemmeno autorizzato a fare proposte alternative.  L’attività di inventore comporta attività di ricerca e lunghe riflessioni. Non si può improvvisare e non ho improvvisato. Ho aspettato la pensione. Tuttavia, sono convinto che se  non avessi conosciuto  prima l’organizzazione del  lavoro industriale e dopo gli impianti ambientali, quelli di sollevamento e distribuzione delle acque, non avrei potuto fare nessuna proposta migliorativa. Quello che mi lascia perplesso è il silenzio raccolto dalle mie invenzioni, soprattutto, da parte dei progettisti, i ricercatori pubblici, i legislatori, i politici, che non sono vincolati a obbedire ai capitolati di appalto e agli ordini dei datori di lavoro.  Evidentemente, costoro non amavano abbastanza il proprio lavoro e non amano nemmeno coloro che lo fanno gratis al loro posto. Sarebbe necessario chiedersi come mai la scienza non abbia mai indagato sulla fonte energetica primaria che potrebbe produrre con minori costi e minori danni ambientali la forza iniziale prodotta spontaneamente dalla natura terrestre? Questo per il sottoscritto, è il più grosso imbroglio mondiale perché chi finanzia la scienza non vuole che si indaghi proprio sulla fonte energetica primaria principale per eccellenza. Faccio un esempio: se viene fuori che la fonte primaria non costa niente ed è accessibile a tutti, quasi certamente, crolla l’intera economia mondiale.  Crollerebbero i costi del gas, petrolio, carbone, uranio, e delle industrie di trasformazione delle vecchie e nuove energie. Queste ultime, pur di non entrare nei cicli naturali dell’acqua e dell’aria e di non approfondire l’uso gratuito dei principi di Pascal, Torricelli, Venturi, Henry, insistono per produrre energie a pagamento, come l’idrogeno trasformato in combustibile, oppure dell’emergente Trizio, citato nell’articolo sopra riportato. Questo comporta che le invenzioni ambientali ed energetiche veramente sostenibili vengono occultate dagli stessi scienziati, che in fin dei conti, non sono altro che lavoratori dipendenti, che non possono sottrarsi agli ordini ricevuti dai loro datori di lavoro pubblici e privati. In un certo senso gli scienziati sono come i soldati che sono inviati al fronte a combattere guerre ingiuste e senza senso, come quella in Ucraina. Ma quello che è grave è il fatto che le attuali energie fossili e nucleari di vecchia e nuova generazione sono anche contrarie alla logica scientifica stabilita dal Creatore dell’universo. Se è vero che l’energia totale dell’universo è uguale a zero, come asserito, dai maggiori scienziati astrofici, non si può negare, che il creatore dell’universo abbia consentito le esplosioni nucleari e le altissime temperature di centinaia di milioni di gradi, gli altissimi gradi di radiazioni, altissimi fenomeni elettromagnetici, a immense distanze dai pianeti come la Terra, dove si è sviluppata la vita biologica. Oltre tutto, l’atmosfera terrestre è un ottimo filtro di protezione dai fenomeni radioattivi. 

Noi non sappiamo se esiste un pianeta simile alla Terra nell’intero universo ed esseri viventi simili all’uomo. Basti pensare che la Terra ha circa 4.5 miliardi di anni, e i primi antenati degli uomini (homo sapiens) sono apparsi soltanto negli ultimi 300.000 anni, quando l’ambiente è stato depurato completamente dai gas tossici prodotti dalle suddette esplosioni nucleari e sviluppato la vita biologica e zoologica per favorevoli circostanze astrofisiche, ma anche naturali terrestri con il graduale assestamento geologico, delle terre emerse, la formazione dei mari e degli oceani. L’energia primaria che ha favorito tutto questo è scaturita dalla forza gravitazionale, ma lo ha fatto molto lentamente, impiegando, appunto, 4,5 miliardi di anni. Che ha fatto in particolare la natura terrestre con il concorso delle favorevoli condizioni astrofisiche? Ha allontanato dal pianeta i gas tossici dell’era primordiale (metano, idrogeno, ammoniaca, anidride carbonica, anidride solforosa) e ha addensato alla pressione di un bar i gas atmosferici utili alla vita biologica in vari strati in base alla loro densità. Partendo dal basso: omosfera, eterosfera, protosfera. Il pianeta Terra è anche caratterizzato dal fatto che la superficie dell’acqua copre il 71% del pianeta. Il 97% è costituito dagli oceani, il 2,1% si trova nelle calotte polari e nei ghiacciai, mentre solo lo 0,65% è concentrato nei fiumi, nei laghi, nelle falde acquifere e sotterranee e nell’atmosfera, disponibile per tutti gli esseri viventi.

Senza essere grandi scienziati, non dovrebbe essere difficile comprendere che il creatore dell’universo, consentendo l’addensando l’aria atmosferica, così come la conosciamo, ci ha fornito la prima forma di aria compressa che agisce contemporaneamente sulle acque e sui suoli per favorire i processi vitali biologici ma anche i processi energetici fluidodinamici alla temperatura dell’ambiente terrestre. Basti pensare alle correnti marine, ai venti, alla circolazione delle acque nei fiumi e laghi terrestri, ai pozzi artesiani, che sono tutti fenomeni naturali, che avvengono senza l’impiego di nessuna tecnologia. Tutti questi fenomeni avrebbero dovuto farci comprendere che avremmo dovuto studiare meglio le tecnologie per incrementare, dove necessario, localmente, la velocità e la pressione dei flussi fluidodinamici per incrementare anche le velocità dei processi alimentari energetici e depurativi, senza nessun bisogno di fonti di calore e di esplosioni nucleari che non appartengono all’ambiente terrestre.

L’unica fonte energetica sostenibile disponibile su tutto il pianeta in tutte le stagioni è la semplicissima forza gravitazionale che come detto sopra, ha selezionato i gas e ha addensato l’aria atmosferica. La quale mantenuta alla temperatura terrestre, lontana dalle condizioni critiche di liquefazione, mantiene all’infinito la propria elasticità. Quindi, l’aria atmosferica è il più potente ed economico accumulatore di energia terrestre. Mentre l’acqua incomprimibile degli oceani, dei fiumi dei laghi è il più potente vettore energetico, essendo incomprimibile e con una densità circa 830 volte superiore ai gas e il vapore, usati dall’energia termica e nucleari per alimentare le turbine che producono l’energia elettrica.

Se ragioniamo obiettivamente, a prescindere dai gravissimi problemi ambientali prodotti dalle energie termiche e nucleari, è contro ogni logica scientifica terrestre, produrre energia per mezzo del calore, poiché la forza motrice prodotta dipende dalla pressione e dalla densità del fluido di passaggio attraverso la turbina. Avrebbe dovuto essere logico preferire 830 volte in più l’acqua come vettore energetico invece dei fumi di combustione e del vapore. Oltre tutto, l’acqua è gratis e anche l’aria atmosferica. Con questi due elementi disponibili gratis sull’intero pianeta, che rispondono perfettamente alla logica scientifica multidisciplinare e interattiva del creatore dell’universo, è possibile estrarre l’energia idroelettromagnetica compressa, installabile su impianti fissi e mobili, con ingombri e pesi abbastanza ridotti, non avendo bisogno di trasportare combustibili e di realizzare grandi impianti di raffreddamento. Mentre l’energia termica e nucleare richiede serbatoi di combustibili, alti costi, alti ingombri, alti oneri di depurazione e alti costi di raffreddamento degli impianti, alti costi per il trasporto dell’energia. Inoltre, l’energia idroelettromagnetica compressa, sfruttando contemporaneamente i principi energetici e depurativi naturali, può consentire di incrementare localmente la velocità dei processi energetici e depurativi, variando le pressioni statiche degli impianti terresti, marini, aeronautici, spaziali.  L’acqua, usata come vettore energetico, può essere riciclata e depurata all’infinito, addirittura, può depurare l’ambiente durante il processo energetico. Tutto dipende dai criteri utilizzati nella progettazione degli impianti e dalla organizzazione scientifica del lavoro che devono compiere gli impianti antropici.

Dovrebbe essere chiaro che i politici e gli economisti non possono essere in grado di governare il pianeta terra se la scienza continua a ignorare l’utilizzo dei principi interattivi che sono i soli che potrebbero risolvere i problemi ambientali ed energetici contemporaneamente e globalmente.

Cosa fanno i governi di fronte alle emergenze alluvionali, climatiche, ai grandi incendi, ai terremoti, tsunami? Chiamano gli scienziati e gli esperti dei singoli settori, ma questi possono soltanto dare dei buoni consigli, non risolvere veramente i problemi perché lo stato dell’arte nella protezione dell’ambiente non è mai potuto avanzare globalmente proprio perché i principi interattivi non sono mai entrati nella progettazione degli impianti antropici mondiali. Non se ne è accorto nemmeno il più grande scienziato di tutti i tempi Albert Einstein, il quale, purtroppo, non ha avuto il tempo di riflettere sufficientemente sulla differenza tra la fisica terrestre e quella universale, essendosi occupato solo di quella universale, che è chiaramente caratterizzata da fenomeni termodinamici e nucleari. Anche se Albert Einstein ha vissuto dal 1879 al 1855, mentre la prima centrale idroelettrica è stata realizzata nel 1802, non ha approfondito l’argomento in quanto tale tipo di produzione energetica con il salto idraulico dal punto di vista scientifico è abbastanza banale. Questa energia non  meritava l’attenzione del grande scienziato e degli illustri colleghi del suo tempo, tra i quali Lorentz, Edison, Tesla, Plank, Fermi. Nessuno lo ha fatto fino ai nostri giorni per il semplice fatto che gli approfondimenti scientifici era più semplice farli attrverso lo studio dell’organizzazione scientifica del lavoro, per risparmiare il consumo di energia per i sollevamenti idraulici e lo stesso consumo di acqua. Diciamolo chiaramente, la semplicità dell’attuale energia idroelettrica prodotta con il salto idraulico ha beffato l’intera scienza mondiale, perché noi possiamo produrre energia elettrica anche senza il salto idraulico, risparmiando l’acqua. 

Purtroppo, sembra che la scienza, non accetti di essere stata beffata da un semplice pensionato,  anche se il sottoscritto non voleva beffare nessuno. La scienza finge che i problemi ambientali ed energetici non siano di sua competenza e lascia soli i politici a lottare contro l’aumento dei costi energetici ed emettere ridicoli provvedimenti, come quelli che incentivano le auto elettriche, dimostrando che il mondo è governato dall’ipocrisia politica e scientifica. Anche un bambino delle scuole elementari, comprenderebbe che caricare le batterie di un auto elettrica comporta un maggior consumo di energia, rispetto all’uso diretto della fonte energetica. Pertanto, fino a quando l’energia primaria resta fossile o nucleare, le auto elettriche comportano una maggiore produzione di gas di combustione, CO2, vapore, che è anche un gas serra, e inquinamento nucleare.

L’energia pulita contenuta nella botte di Pascal la avremmo potuta estrarre da molto tempo  direttamente a 220 o 380 volt in impianti fissi e mobili terrestri marini e spaziali, anche ai poli e nei deserti, senza nessuna rete di distribuzione, dei combustibili e della stessa energia elettrica. È sufficiente immaginare che la botte sia di acciaio e che nella parte inferiore ci sia l’acqua e in quella superiore l’aria compressa. Quando apriremo la valvola di uscita dell’acqua, questa uscirà a causa della pressione dell’aria e passerà attraverso una turbina, il cui generatore di corrente fornirà la tensione in volt desiderata. L’acqua che esce dalla turbina entra in un serbatoio di dimensioni minori dotato di una valvola di sfogo aria tarata alla pressione atmosferica. Da questo serbatoio, immediatamente, la stessa quantità di acqua entra in una speciale pompa centrifuga che nessun costruttore di pompe ha voluto costruire, per non stravolgere il mercato attuale. Questa pompa deve essere dotata di due alimentazioni completamente separate.  Una di queste alimentazioni è usata per recuperare l’acqua scaricata dalla turbina, l’altra è collegata direttamente alla parte liquida della stessa autoclave. Entrambe le alimentazioni, completamente separate arrivano insieme nella stessa girante della pompa.  Che cosa succede nella pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante? È molto semplice. Essendo il flusso unidirezionale a causa di valvole di ritegno, ed essendo la girante in rotazione (com’è noto al centro di girante centrifuga si sviluppa una forza centripeta proprio per agevolare l’entrata dell’acqua) avremo due flussi di acqua, uno in alta pressione e uno alla pressione atmosferica che vanno nella stessa direzione. Poiché la sezione di passaggio di una pompa centrifuga si amplia a causa della forma elicoidale delle pale in rotazione, in brevissimo tempo avremo un solo flusso unidirezionale e una sola pressione che è quella dell’autoclave, in quanto la pressione maggiore si espande in tutto il corpo della pompa proprio per il principio di Pascal. Questo che significa a livello energetico? Abbiamo compiuto un piccolo miracolo perché con la potenza elettrica necessaria a una normale pompa centrifuga di riciclo che lavora in un circuito chiuso, siamo riusciti a introdurre la stessa quantità di acqua che è uscita in alta pressione dal circuito e ha prodotto l’energia elettrica. Il volume dell’acqua e dell’aria all’interno dell’autoclave non cambia perché entra esattamente la stessa quantità di acqua che esce, poiché la pompa di riciclo lavora con le pressioni equilibrate in aspirazione e mandata, come se lavorasse in un circuito chiuso. Quindi con una piccolissima prevalenza. Tuttavia, il guadagno energetico calcolato in base al rapporto tra l’energia spesa nella pompa e l’energia prodotta dalla turbina è molte decine di volte in favore dell’energia prodotta, in quanto questa viene espulsa dalla pressione dell’aria compressa per il principio dell’impenetrabilità dei corpi. Questo stesso principio, non consente che nell’autoclave possa entrare una quantità di acqua superiore a quanta ne sia uscita, proprio perché la pompa di riciclo lavora con una bassa prevalenza e non può produrre una pressione che vince la pressione del cuscino di aria.  Infatti, La prevalenza di una pompa è una grandezza fisica che esprime la capacità della pompa di sollevare un determinato volume di fluido, espresso solitamente in metri di colonna d’acqua, ad un livello superiore dal punto in cui è posizionata la pompa stessa. Se le pressioni idrostatiche sono equilibrate in aspirazione e mandata nella girante, è chiaro l’assorbimento di energia da parte della pompa è molto basso. Questo fenomeno è molto simile alle ragioni per le quali noi possiamo scaricare l’acqua introdotta con una bassa pressione nelle condotte sottomarine, nonostante all’uscita della condotta sia presente una pressione idrostatica di centinaia di metri. Infatti, la condotta sottomarina immergendosi nell’acqua alla profondità di cento metri assume una pressione statica uguale a quella del mare all’uscita del tubo. Pertanto è sufficiente una piccolissima energia cinetica, dovuta a pochi centimetri di colonna di acqua a consentire lo scarico dell’acqua a cento metri di profondità. Nel caso della pompa con la doppia alimentazione separata, per introdurre acqua in bassa pressione in una autoclave pressurizzata a 10 bar, dobbiamo utilizzare una alimentazione della pompa per riciclare il 50% della portata della pompa e l’altra alimentazione per far entrare nella stessa girante della pompa l’altro 50% della portata alla pressione atmosferica. L’equilibrio pressostatico avviene dinamicamente nella stessa girante a causa della rotazione della girante, in parte dovuta alla regolazione dei giri del motore della pompa, in parte dovuta alla regolazione del grado di apertura delle valvole di intercettazione. Ma soprattutto, sono importanti l’effetto centripeto prodotto al centro della girante che agevola l’ingresso dell’acqua in bassa pressione e il principio di Pascal che espande la massima pressione nel corpo della pompa nella fase successiva, quando aumenta la sezione di passaggio dell’acqua. Pertanto, dalla bocca di uscita della pompa abbiamo una sola portata e una sola pressione, che è quella dell’autoclave. In ogni caso, essendo la pompa di circolazione dotata di una bassa prevalenza, non può entrare nell’autoclave più acqua di quanta ne sia uscita. Quindi, il vero motore della pompa è la pressione idrostatica esercitata dall’aria compressa, mantenuta costante nell’autoclave, regolando al minimo l’oscillazione del livello dell’acqua. Tuttavia la regolazione dei giri della pompa e del grado di aperture delle valvole è indispensabile per regolare la portata, la pressione e quindi, l’energia cinetica da trasmettere alla turbina e al generatore di corrente ad essa collegato che produce l’energia elettrica direttamente alla tensione desiderata, senza bisogno di combustibili, energia, nucleare, pannelli, solari, etc. Inoltre, conoscendo i principi di Henry e Dalton, sappiamo che ogni volta che l’acqua di rinnovo attraversa l’autoclave assorbe una quantità dei gas di pressurizzazione, proporzionalmente alla pressione dell’autoclave, abbiamo una ampia possibilità di scelta sul modo di utilizzare che chiamiamo “idroelettromagnetismo compresso”. Con questo sistema possiamo scegliere se dobbiamo svolgere prevalentemente una funzione energetica, depurativa, oppure di motorizzazione di trasporti terrestri, marini, aeronautici o spaziali. In questi ultimi casi, le valvole di sfiato dell’aria poste sul serbatoi di riciclo dell’acqua alla pressione atmosferica, devono convogliare l’aria nell’abitacolo del velivolo pressurizzato alla pressione atmosferica, e comprimerla di nuovo per ripristinare il volume e la pressione dell’autoclave senza disperderla nel vuoto.

Non ci può essere nessun confronto tra questo tipo di energia (idroelettomagnetica compressa) e l’energia nucleare di vecchia e nuova generazione, per il costo, la dimensione degli impianti e la qualità dell’energia. Per giunta, senza nessun costo di estrazione e trasformazione dell’energia e nemmeno costi di trasporto. Essendo installabile anche sui mezzi di trasporto non saranno necessari nemmeno i distributori di carburanti e nemmeno le prese di corrente per le auto elettriche, già obsolete, in quanto l’aria compressa è un accumulatore di energia naturale, ma bisogna utilizzarla a senso unico staticamente, altrimenti svolge soltanto la funzione di un attuatore di energia come nei circuiti pneumatici. 

Pensiamo a cosa sarebbe successo se questa energia fosse stata compresa e già realizzata in tutto il mondo, fin dalla metà del diciottesimo secolo, esistendo già gli elementi basilari (pompe, turbine, motori, compressori, valvole, sia pure costruite con minore tecnologia).  Come avrebbero fatto i russi a lasciare senza energia elettrica e calore i popolo ucraino in pieno inverno? Ovviamente, il problema è molto più ampio e riguarda l’intero sviluppo mondiale, che è chiaramente ostacolato dalla stessa scienza, dagli organi di informazione scientifici, dai legislatori. infatti, i derivati del petrolio e del gas potrebbero essere usati per realizzare isole artificiali negli oceani e relizzare il welling artificiale per sfamare a bassi costi la popolazione mondiale. Ma la scienza i governi e le multinazionali non sono ancora pronte nemmeno per tale invenzione.

 28) 10.06.2016  https://www.spawhe.eu/it/sistema-di-galleggiamento-con-tubi-in-polietilene-estrusi-nervati-rinforzati-e-riempiti-di-polistirolo/

27) 10.06.2016  https://www.spawhe.eu/it/impianto-galleggiante-idroelettrico-dissalatore-estrattore-di-calcio-e-carbonio-dalle-acque-marine-profonde/

Quanti sono i politici in buona fede e quanti preferiscono rimanere nella ignoranza scientifica pur essendo laureati in discipline scientifiche? E’ troppo comodo nascondersi dietro la scienza.

Per la scienza mondiale, invece, la parola d’ordine è tacere per continuare a restare sotto l’ombrello protettivo dei datori di lavoro pubblici e privati e delle borse mondiali. Il danno prodotto dai governi consentendo la vendita dei brevetti della scienza pubblica alle multinazionali ha creato danni irreparabili.  Purtroppo, il problema non è soltanto energetico ma di sviluppo alternativo è di una diversa distribuzione della ricchezza mondiale. Ma prima di parlare dei problemi sociali è necessario chiarire fino in fondo i problemi scientifici. Si può fare soltanto applicando globalmente  l’organizzazione scientifica del lavoro e aggiornando tutti i collegamenti interattivi trascurati.  A partire dalle ciminiere, le fognature i depuratori dell’acqua e dell’aria. Non è stato sottovalutato soltanto il principio di Pascal ma anche quello di Henry che ci consentirebbe di depurare l’acqua gratis ad ogni passaggio attraverso autoclave. Infatti, se negli impianti fissi introduciamo acqua inquinata, questa si depura sempre di più assorbendo l’ossigeno ad ogni passaggio nell’autoclave. Questo significa che questo impianto può essere rimpiccolito ed utilizzato in bassa pressione (120 mm Hg) per depurare anche il sangue umano realizzando cuori artificiali umani autonomi energeticamente che sopperirebbero oltre alle carenze cardiache anche a quelle polmonari, neurologiche, renali, epatiche. Di quanti anni si potrebbe allungare la vita umana con un cuore artificiale ossigenatore del sangue autonomo energeticamente? Deve essere la scienza medica a scegliere la scelta migliore assumendosi le proprie responsabilità, come se le dovrebbero assumere gli scienziati dell’energia e dell’ambiente. Sono loro che sono interpellati dai governi nelle varie emergenze energetiche, climatiche, incendiarie sanitarie.    

Io penso di aver fatto l’unica scelta possibile. Non disponendo di capitali e di laboratori sperimentali, sono stato costretto a creare virtualmente un modello di sviluppo alternativo, basandomi sul fatto che l’organizzazione scientifica del lavoro industriale è stata realizzata senza rispettare i parametri ambientali, e soprattutto, quella ambientale che non è mai iniziata. Infatti, i punti di partenza di tale organizzazione avrebbero dovuto essere la modifica delle ciminiere, delle fognature e dei depuratori, che sono state le mie prime invenzioni. Non è strano che un inventore privato si sia occupato, soprattutto, di impianti pubblici? La ragione è molto semplice: Ho seguito la mia ispirazione, senza mai pensare al profitto personale.

Non è un caso che nessuna delle mie quaranta invenzioni, regolarmente, depositate, sia mai stata finanziata e realizzata. Tuttavia, ragionando diversamente, cioè, applicando all’ambiente, imparzialmente, le regole dell’organizzazione scientifica del lavoro, almeno, virtualmente, esprimendomi con ragionamenti e disegni, partendo dalla pulizia dell’energia fossile, gradualmente, come riassunto nella citata “filastrocca di SPAWHE.eu”, credo di aver dimostrato che sarebbe possibile anche andare nello spazio senza combustibili ed energia nucleare. È sufficiente organizzare contemporaneamente il lavoro sia dal punto di vista industriale che ambientale scegliendo sempre la soluzione migliore. La soluzione migliore è sempre la più semplice ed economica, ma non consente compromessi. E’ necessario aggiornare lo stato dell’arte quotidianamente in modo multidisciplinare e interattivo, senza badare ai costi delle demolizioni degli impianti precedenti, anche se rappresentano la maggioranza assoluta degli impianti antropici esistenti, fissi e mobili. 

Non è un caso che sia stato costretto a modificare le ciminiere, le fognature, i depuratori, i desalinizzatori, il modo di produrre l’alimentazione umana (welling artificiale), i mezzi di trasporto terrestri, marini e spaziali. 

E’ indispensabile studiare attentamente il territorio nel quale devono essere realizzati gli impianti. E’ indispensabile che i cicli di depurazione dell’acqua e dell’aria siano comuni e che le fonti energetiche da utilizzare provengano dagli stessi elementi. L’elasticità dell’aria comprimibile alla temperatura terrestre è la fonte energetica ideale e l’acqua incomprimibile alla temperatura terrestre è il vettore energetico ideale. Ovviamente, è necessario spendere una piccola parte dell’energia prodotta per mantenersi nell’ambito di tali temperature, qualsiasi siano le temperature dell’ambiente esterno, terrestre, marino o spaziale. Questi piccoli costi sarebbero molto ma molto inferiori a quelli che si affrontano adesso per raffreddare combustioni termiche, per non parlare delle depurazioni dei fumi e delle scorie radioattive, che non riusciamo a fare bene negli impianti fissi. Figuriamoci se ci riusciamo in quelli mobili. Che cosa abbia indotto le grandi menti degli scienziati e degli inventori di tutti i tempi a scegliere il calore come fonte di energia primaria, quando la temperatura del fluido energetico non entra nemmeno nel calcolo dell’energia motrice che è data dalla famosa formula: portata del fluido* densità* pressione dello stesso fluido. Se l’acqua ha una densità superiore circa 800 volte superiore ai fumi di combustione e al vapore acqueo, non è ovvio che e meglio usare l’acqua come vettore energetico che i fumi e il vapore? A questa domanda semplice ed elementare non ho mai ricevuto risposte scientifiche, politiche, dagli economisti e dagli imprenditori. I pochi problemi da risolvere erano e sono tuttora quelli di sfruttare staticamente e a senso unico la pressione dell’aria compressa. Queste soluzioni per il sottoscritto, sono semplici e lineari, tuttavia, l’intera classe dirigente mondiale, scientifica, imprenditoriale, politica ed economica, continua a tacere, pretendendo, che un pensionato con i propri mezzi dimostri praticamente i loro errori.

Basti pensare che i miliardi di ciminiere inventate dagli uomini primitivi sono restate concettualmente uguali nei millenni senza che nessuno scienziato abbia pensato che è necessario modificarle per favorire la discesa del CO2 e dei residui di combustione nel sottosuolo al fine di realizzare cicli depurativi globali dell’aria e dell’acqua insieme. Così come nessuno ha pensato che le fognature non devono servire solo al trasporto dei liquami di scarico ma anche a iniziare il trattamento depurativo globale intervallando il percorso con profondi sedimentatori, anaerobici nella parte inferiore e aerobici nella parte superiore con piccole serre calcaree e piogge artificiali per consentire di mantenere l’alcalinita’ dell’acqua e consumare il CO2 e gli ossidi di combustione nelle stesse fogne. Così come i depuratori finali delle acque avrebbero dovuto essere progettati diversamente con stagni biologici sovrapposti ed essere coperti per continuare a consumare il CO2 come concime carbonico in serre di produzione di piante vegetali affiancate a serre calcaree. È ovvio che avendo una scienza che non conosce l’organizzazione scientifica del lavoro industriale non abbiamo potuto avere nemmeno una scienza che conosce l’organizzazione scientifica del lavoro ambientale e di conseguenza, del lavoro globale. Di conseguenza, i cicli sviluppati nell’industria sono stati realizzati efficienti per la produttività, ma incompleti dal punto di vista ambientale. Mentre per quanto riguarda gli impianti antropici energetici e depurativi, ancora oggi siamo all’anno zero di una corretta progettazione globale, proprio perché non è avvenuto il necessario travaso di esperienze utili tra l’industria e l’ambiente. Avrebbero dovuto essere gli scienziati dell’ambiente a indicare agli inventori industriali le fonti energetiche da utilizzare e anche il modo migliore di utilizzarle.  E’ avvenuto il contrario. Gli scienziati pubblici, con il consenso dei governi, collaborano a studiare soluzioni commerciali con le multinazionali, alterando anche il mercato del lavoro degli inventori. Infatti le multinazionali preferiscono comprare i brevetti dai dipendenti governativi, comprando anche la complicità dei governi stessi. E’ chiaro che in questo contesto mondiale nessuno comprenda le mie invenzioni semplici e lineari.  

La scienza mondiale, se fosse stata obiettiva e interessata alla ricerca delle migliori soluzioni industriali, ambientali, energetiche, prima di  dividere l’atomo,  cercare la particella di Higgs e dopo i continui fallimenti e migliaia di miliardi spesi, passare al nucleare di nuova generazione che comunque non  promette miracoli, richiedendo temperature di circa 100 milioni di gradi centigradi e quindi alti costi, alti ingombri, alti pesi, alta tecnologia, per la produzione, il raffreddamento, il trasporlo dell’energia, avrebbe dovuto studiare meglio la Fisica terrestre.  Questa è molto diversa da quella universale perché non ha bisogno del calore che supera le normali temperature terrestri. Non c’è bisogno delle combustioni e dei fumi e nemmeno del vapore perché l’energia cinetica primaria, necessaria alle turbine che fanno girare i rotori dei generatori di corrente elettrica, la produce l’aria compressa sfruttata staticamente, tramite il vettore energetico che è la semplicissima acqua. Quindi L’aria sfruttata staticamente non si consuma e l’acqua riciclata nello stesso impianto tramite la pompa con la doppia alimentazione separata ugualmente non si consuma. Non ho inventato il modo perpetuo perchè il moto perpetuo non produce energia e non usura le macchine che lo producono. Nei miei impianti si usurano le pompe le turbine, le valvole, motori elettrici che  sviluppano una  coppia oppure una spinta lineare in impianti fissi e mobili.  Quindi, con le tecnologie attuali, se la scienza e le multinazionali sapessero veramente progettare gli impianti antropici, non avremmo bisogno nemmeno del trasporto dell’energia elettrica. Tantomeno delle petroliere, gasdotti, petrolodotti, degassificatori.

 Nell’ambiente terrestre, il confine tra pressione e depressione, tra solido, liquido e gas, è sempre fonte di scambio di energia, di molecole e atomi tra uno stato e l’altro. Basti pensare al ciclo del carbonio e alla fotosintesi clorofilliana.  Dal libro del prof. Paolo Sequi, dal titolo emblematico “ Il Raket Ambientale” cito: “ Per ogni 35 milioni di atomi di carbonio provenienti dalla fotosintesi occorrono 30 milioni di atomi di ossigeno, 60milioni di idrogeno e ben 1.552.904 atomi di elementi diversi apportati dalle acque (1000.000 di azoto, 250.000 di potassio, 125.000 di calcio, 80.000 di magnesio, 60.000 di fosforo, 30.000 di zolfo, 4.500 di ferro, 2.000 di boro, 1.000 di manganese, 300 di zinco, 100 di rame, 3 di cobalto, 1 di molibdeno). Questo significa che la scienza naturale terrestre è infinitamente superiore alla scienza umana. I nostri migliori scienziati di fronte a tale tipo di scienza sembrano dilettanti allo sbaraglio, anche se in alcuni casi le invenzioni sono corrette. Le peggiori, sono senz’altro le invenzioni energetiche e ambientali. Le prime aprono cicli inutili termici e nucleari che non appartengono alla natura terrestre, in quanto il ciclo del carbonio che smuove immense quantità di acqua aria e vapore si svolge interamente alla temperatura dell’ambiente terreste. Le seconde non sanno chiudere i cicli che aprono le prime. Il risaldamento globale era inevitabile.   

Lo studio della fluidodinamica e l’organizzazione scientifica del lavoro sono essenziali per sfruttare il principio depurativo di Henry, per sfruttare quelli energetici di Pascal, Venturi, Torricelli, Newton. Pertanto, nell’ambiente terrestre i problemi energetici e depurativi sono risolvibili progettando correttamente le macchine e gli impianti antropici che sfruttano completamente tali principi. Queste macchine si chiamano pompe, turbine, motori elettrici. Ma si chiamano anche autoclavi, valvole di intercettazione e di sfiato aria. Ogni componente deve essere progettato e posizionato negli impianti secondo una precisa organizzazione del lavoro, affinché, oltre a produrre energia, non vengano rilasciate sostanze tossiche nell’ambiente. Ovviamente, chi sceglie i combustibili oppure l’uranio per produrre energia, è costretto a complicare molto la progettazione degli impianti se non vuole rilasciare sostanze tossiche nell’ambiente. Questo ragionamento non è stato fatto dagli scienziati e inventori che ci hanno preceduti nei secoli scorsi e anche nel tempo attuale. La ragione di questo mancato ragionamento è dovuta al fatto che la scienza divisa in settori separati, in concorrenza tra loro, per ragioni commerciali, non hanno potuto scegliere la soluzione migliore nel senso globale. Hanno scelto la migliore soluzione dello specifico settore. Non hanno potuto accorgersi che la somma dei migliori dettagli depurativi ed energetici, aggiornati allo stato dell’arte globale terrestre porta automaticamente alla migliore energia terrestre che è l’energia idroelettromagnetica terrestre, perchè questa energia nasce proprio per economizzare il processo depurativo dei fumi e la neutralizzazione del CO2, con piogge artificiali sul materiale calcareo, che userebbe il CO2 in favore dell’ambiente producendo carbonati nell’acqua. La scienza, realizzando, cicli incompleti, nelle ciminiere, fognature, depuratori, è stata costretta a proporre il CCS che è un’altra soluzione incompleta, costosa e pericolosa.

I politici sono complici di queste scelte perché non hanno preteso cicli completi e consentendo il commercio dei brevetti degli scienziati pubblici verso le multinazionali hanno consentito insanabili conflitti di interessi, che non sarebbero mai venuti fuori, se il sottoscritto, pur non essendo stato pagato da nessuno, non avesse continuato a indagare nella direzione della organizzazione scientifica del lavoro. Ma siamo ancora l’anno zero in tale direzione perché, tuttora sono negate le sperimentazioni. 

 Probabilmente, se non vivessimo sul pianeta terra ma nello spazio e sviluppassimo tutti i dettagli verrebbe fuori che l’energia migliore sarebbe quella nucleare. Ma noi che siamo uomini non possiamo sopravvivere al di fuori del nostro habitat naturale, pertanto, per andare nello spazio dobbiamo creare nei mezzi di trasporto artificialmente l’ambiente terrestre partendo dalla fotosintesi clorofilliana e dal ciclo del carbonio. Gli elementi indispensabili sono la luce, l’acqua e l’aria. E’ una fortuna che l’aria compressa sia un potentissimo accumulatore di energia, mentre l’acqua sia il vettore energetico ideale. Non è un caso che l’aria mantenuta alla temperatura dell’ambiente terrestre sia comprimibile anche a migliaia di bar e l’acqua mantenuta alla stessa temperatura liquida sia incomprimibile per costituire l’ideale vettore energetico. Non è un caso che l’elettromagnetismo terrestre può esser prodotto solo alla temperatura dell’ambiente terrestre. Probabilmente, non è un caso che il delicato elettromagnetismo terrestre si interfaccia perfettamente con il potente elettromagnetismo dell’universo.

Il modo più semplice ed economico per produrre energia terrestre, anche se la scienza non lo ha ancore compreso, è quello di incrementare la velocità delle molecole senza produrre calore. Infatti, se il nostro scopo è quello di ridurre la forza peso dovuta alla gravità per spostarci da un posto all’altro, dobbiamo essere il grado di sommare insieme la spinta di Newton e Lorentz perché l’elettromagnetismo terrestre si può produrre solo attraverso variazioni di flussi elettromagnetici in campi elettrici realizzati in bobine di fili verniciati con vernici isolanti che non possono resistere alle alte temperature. D’altra parte nemmeno l’acqua ché è il vettore energetico per poter svolgere la sua funzione non può andare in ebollizione e nemmeno congelarsi. La stessa cosa si può dire dell’aria che nell’idroelettrico compresso è la fonte di energia primaria che perde le proprie caratteristiche di elasticità e competitività se contemporaneamente raggiunge i punti critici di pressione e temperatura, dove il gas si liquefa o l’acqua solidifica. Inoltre, il principio dell’impenetrabilità dei corpi può essere aggirato equilibrando le pressioni statiche nel corpo della girante di una pompa centrifuga, se la modifichiamo, realizzando una seconda alimentazione dal lato aspirante, nettamente separata dalla prima. Questa, nonostante la semplicità, è una delle più importanti invenzioni scientifiche di tutti i tempi. Ma è tuttora ostacolata dal silenzio dalla scienza, dagli imprenditori, dai legislatori, dai costruttori di pompe. Tutte le categorie hanno interesse difendere le proprie invenzioni e le quote di mercato che detengono. Soprattutto, il commercio dei brevetti pubblici verso le multinazionali, non ha consentito di entrare in tutti i dettagli dei cicli antropici per scegliere sempre, obiettivamente, la soluzione migliore che inevitabilmente avrebbe portato alle migliori soluzioni depurative ed energetiche. E’ chiaro che in queste condizioni anche i politici e i legislatori fanno male il loro lavoro. Infatti, un inventore non ha nessun diritto di autore se non si trasforma in imprenditore, paga le tasse di mantenimento sui brevetti concessi, spende soldi per fare ricorsi legali contro l’ignoranza scientifica degli uffici brevetti per obiezioni ridicole come quella di non rispettare i principi della conservazione dell’energia. Di fronte a queste difficoltà oggettive, il sottoscritto che si è trasformato in inventore solo da pensionato, con una aspettativa di vita abbastanza limitata, non poteva combattere su tutti i fronti: scientifici, politici, legislativi, economici.  Ha preferito lasciar perdere le battaglie legali, burocratiche, economiche, e sviluppare solo virtualmente i propri impianti antropici in ordine cronologico. Prima fissi e poi mobili, partendo prima dalla pulizia della energia fossile e da questa, soprattutto, per economizzare i processi, e ridurre gli spazi e le dimensioni, introducendo i principi interattivi fluidodinamici di Henry, Pascal, Venturi, Torricelli, Bernoulli, ma anche quelli elettromagnetici di Maxwell, Tesla, Lorentz per riuscire ad estrarre l’energia direttamente dall’ambiente senza combustibili ed energia nucleare.

Infatti, nell’ambiente terrestre per produrre energia pulita, non abbiamo bisogno del calore ma soltanto della fluidodinamica e dell’elettromagnetismo, essendo la Potenza in KW prodotta dalla portata dei fluido per la pressione per la densità dello stesso. È un controsenso usare il calore per produrre fumi e vapore e usarli per produrre energia per mezzo di turbine, mentre potremmo farlo a freddo senza combustibili ed energia nucleare, con una maggiore densità del vettore energetico che può essere l’acqua naturale. E’ un controsenso aggiungere impianti per depurare i fumi e catturare il CO2, che non sarebbero prodotti con la sola circolazione dell’acqua. La fonte energetica  fluidodinamica non sarebbe altro che l’aria compressa pressata prima dalla forza gravitazionale e successivamente con compressori in autoclavi. E’ un controsenso non usare tale fonte energetica che non costa niente, come è un controsenso non approfittare del fatto che l’acqua si autodepura  ogni volta che  passa attraverso l’autoclave. Ma è un controsenso anche non usare le pompe centrifughe con la mandata nella direzione della forza gravitazionale poste in serie alle turbine per produrre l’energia primaria fluidodinamica e contemporaneamente, quella indotta elettrica ed elettromagnetica in solo processo impiantistico che può consentire di sommare insieme la spinta di Newton e Lorentz senza passaggi intermedi e il trasporto dell’energia in cavidotti o tralicci.

Questa grande semplificazione degli impianti fluidodinamici alla temperatura dell’ambiente terrestre al posto di quelli termici e nucleari ci consentirebbe di realizzare motori elettrici che sviluppano una coppia motrice e motori lineari, più complessi, che sviluppano una spinta lineare che può andare in qualsiasi direzione nello spazio, sommando insieme la spinta di Newton e Lorentz. Oggi queste due spinte non si possono sommare perché l’elettromagnetismo terrestre si può produrre soltanto a freddo con bobine di fili di rame protetti con vernici isolanti. Sarebbe ridicolo insistere con l’energia fossile e nucleare che sono costose, inquinanti, ingombranti, non autonome energeticamente, e dovrebbero essere raffreddate alla temperatura dell’ambiente.   

Per quale ragione la scienza più premiata è ancora quella nucleare, mentre i governi, gli imprenditori, i mezzi di informazione mondiali tacciono su questi argomenti e tutti insieme pubblicizzano soluzioni ridicole, come le auto elettriche, che non sono economiche, né pulite, se non si cambia l’energia primaria mondiale, né potranno essere applicate ai mezzi di trasporto terrestri più pesanti, ma nemmeno a quelli aerei e spaziali, che   devono avere pesi e ingombri ridotti, senza serbatoi di combustibili e reattori nucleari. Cosa ci vuole a comprendere che solo con l’energia estratta direttamente dall’ambiente, noi potremo rivoluzionare in breve tempo, l’intero sviluppo mondiale ed eliminare anche il riscaldamento globale? 

La scienza terrestre è un piatto che si mangia freddo ed è già pronto per essere mangiato con le tecnologie attuali.   Ma gli scienziati non lo hanno compreso e di conseguenza, non lo hanno compreso nemmeno gli uomini di potere.  Per questo è stato prodotto il riscaldamento globale. Oltre tutto, l’attuale energia sporca costa molto di più della possibile energia pulita. Gli attuali padroni  di questa energia sporca sono gli uomini più ricchi del mondo, mentre i poveri non hanno nulla da mangiare e sono privi dei diritti più elementari. Sono privi di diritti anche gli inventori che non partecipano ai loro giochi di potere e si accontentano solo di pubblicare le invenzioni presso i pochi editori che non pretendono di essere pagati. Non è strano che una pubblicazione scientifica debba pagare gli editori e che ai convegni scientifici internazionali possono andare solo quelli che possono pagare le quote di partecipazione, le spese di viaggio e gli alberghi? E’ tutto organizzato affinché la scienza lavori solo al servizio di chi detiene il potere economico mondiale. Di fronte a invenzioni importantissime prodotte con zero finanziamenti, che riguardano tutti gli aspetti delle attività umane, ambientali, energetiche sanitarie, gli uomini di potere, compresa la scienza, fingono di non comprendere, per non pagare gli immensi danni prodotti all’ambiente terrestre e alle future generazioni. 

Tuttavia, proprio perché ho toccato con mano l’ipocrisia dei governi e della scienza, io ritengo che il pianeta terra debba essere governato scientificamente perché la scienza non può sbagliare se è applicata globalmente in tutti i dettagli scegliendo sempre la migliore soluzione aggiornata all’ultimo stato dell’arte, prima virtuale e poi reale dal punto di vista scientifico, tecnologico ed economico. Chi non applica la scienza globalmente è facilmente individuabile anche dalla giustizia, per essere sanzionato o essere punito con il carcere, in quanto, le emissioni tossiche degli impianti antropici devono essere sempre uguali zero sia quando si depura, sia quando si produce energia. Come ho scritto in un recente articolo (23.11.2022 https://www.spawhe.eu/cop-27-la-differenza-tra-uno-sviluppo-virtuale-e-reale/),  non c’è nessuna differenza tra uno sviluppo virtuale e uno sviluppo reale, in quanto il primo deve precedere il secondo, proprio per evitare di commettere gli errori commessi dalla scienza pubblica e privata del passato e del presente, che non sono mai stati corretti, nonostante abbiano prodotto il riscaldamento globale e l’iniqua distribuzione della ricchezza mondiale. Le mie quaranta invenzioni sono rimaste tutte allo stato virtuale, senza mai passare allo stato successivo.

Se la scienza avesse avuto il coraggio di ammettere i propri errori, fin dal 2015 avrebbe dovuto ammettere che ha costretto il mondo intero subire il riscaldamento globale perché con il senno di poi e con un poco di ragionamento gli schemi idroelettromagnetici che ho proposto, avrebbero potuto essere realizzati fin dalla nascita della prima centrale idroelettrica mondiale (1802) anche con tecnologie meno raffinate come quelle attuali. Qualche anno dopo poteva nascere l’energia idroelettromagnetica compressa. Qualche anno dopo le altre applicazioni energetiche, le auto terrestri, i camion, i trattori agricoli. Qualche anno dopo si poteva sommare insieme la spinta di Newton e Lorentz per volare nella atmosfera, la navigazione sottomarina e spaziale senza combustibili ed energia nucleare. Questi sono i tempi impiegati dal sottoscritto per inventare le soluzioni virtualmente con zero finanziamenti pubblici e privati.

Probabilmente avrei potuto fare anche prima se avessi trovato interlocutori scientifici pubblici e privati disponibili a ragionare insieme. La fisica e l’elettromagnetismo non sono cambiate concettualmente dai primi anni del 1800. Con il senno di poi, avremmo potuto risparmiarci tutti i treni e le macchine a vapore, i motori termici, le centrali nucleari. Delle mie invenzioni virtuali solo il cuore artificiale ossigenatore del sangue avrebbe dovuto aspettare l’epoca attuale dovendo essere collegato con l’elettronica e l’intelligenza artificiale. Invece nel 2023, dobbiamo ancora stare discutere di caro petrolio e gas. I popolo ucraino in pieno inverno, oltre alle bombe deve sottostare al sabotaggio delle reti di distribuzione dell’energia elettrica che già da oltre un secolo avrebbe potuto essere autonoma per ogni abitazione, addirittura per ogni appartamento. Sono le stesse soluzioni che ho utilizzato per andare nello spazio (virtualmente) e condizionare gli ambienti spaziali senza combustibili ed energia nucleare, che la scienza e i governi mondiali continuano a boicottare volendo a tutti i costi passare alla storia come la classe dirigente peggiore di tutti i tempi. Le altre generazioni, almeno, hanno l’attenuante che il sito web https://www.spawhe.eu non era ancora stato pubblicato ed accessibile a tutti. Voglio ricordare ancora una volta che SPAWHE è l’abbreviazione di Sinergic Plants, Artificial Welling, Hydroelectromagnetic Energy,  che rappresenta l’organizzazione scientifica del lavoro applicata imparzialmente e globalmente nell’interesse degli uomini e del pianeta terrestre. Non di specifiche invenzioni, né di specifiche concezioni politiche, religiose, filosofiche. Non è un caso che il sottoscritto abbia potuto concepire tale sigla nel 2014, nove anni dopo il proprio pensionamento, quando ha compreso che gli interessi di parte dei vari rami della scienza, dei politici e delle multinazionali, non avrebbero mai consentito di pulire seriamente l’energia fossile. I fatti mi hanno dato ragione anche se sono ancora solo. Ma come si dice: meglio solo che in cattiva compagnia.

Se è vero che la legge è uguale per tutti a livello mondiale, non si possono imporre tasse da pagare sulle opere intellettualmente utili all’umanità solo per l’ignoranza dei legislatori che le riconoscono agli scrittori e non agli inventori. Dovrebbe essere il contrario se proprio si dovesse fare una differenza. Ovviamente, non parlo della proprietà industriale che è un’altra cosa, alla quale il sottoscritto non ha mai aspirato, ritenendola immorale, soprattutto, per le invenzioni di pubblica utilità ambientali, energetiche, sanitarie. Non è un caso che io mi sia occupato solo di questi tipi di invenzioni. Per quali ragioni queste invenzioni devono aspettare venti anni dalla concessione del brevetto per essere accessibili a tutto il mondo? È evidente che i legislatori hanno inteso compensare le spese di ricerca e di realizzazione delle invenzioni. Ma non tutte le invenzioni sono uguali. Le mie arrivano con oltre duecento anni di ritardo dalla prima centrale idroelettrica e non sono costate nemmeno un euro di ricerca ma oltre cinquanta anni di esperienze industriali e ambientali perché si basano sulla organizzazione scientifica del lavoro, che si può apprendere soltanto se si ama il proprio lavoro e si rispetta il lavoro di altri inventori che sono stati sottovalutati dalla società attuale. In particolare quelli che si sono dedicati allo studio della fluidodinamica e dell’elettromagnetismo. La conoscenza della organizzazione scientifica del lavoro globale è indispensabile per scegliere tra le invenzioni utili, inutili, dannose alla vita del pianeta terrestre e degli uomini.

Non possiamo permetterci di aspettare altri anni in attesa che la scienza ufficiale partorisca altri topolini, quando già siamo in ritardo di duecento anni. Le tecnologie sviluppate sono già sufficienti a risanare l’ambiente terrestre. È necessario scacciare subito i mercanti dal tempio. Non ha importanza se si chiamano scienziati o politici. L’importante è che tutto funzioni secondo le leggi della natura non quella delle multinazionali e degli scienziati che lavorano per loro direttamente o indirettamente, attraverso la vendita di brevetti di ricercatori pubblici, che trascurano il loro vero lavoro, che dovrebbe essere molto simile a quello svolto dal sottoscritto. E’ scandaloso che la mia proposta di realizzare una società per azioni chiamata SPAWHE, non abbia raccolto nemmeno un euro per essere costituita: 28.02.2020  https://www.spawhe.eu/it/una-societa-per-azioni-globale-contro-gli-errori-omissioni-e-opportunita-sprecate-dalla-scienza-e-dai-centri-di-potere-mondiali/.   Ovviamente, io già sapevo che non li avrebbe raccolti, ma tutto serve a dimostrare che siamo governati da una falsa scienza e da una falsa politica mondiale, a prescindere dai colori politici. Chi governa il mondo attualmente sono le multinazionali e ogni scusa è buona per ritardare la reale lotta al riscaldamento globale. 

Conclusioni e riassunto       

Avevo quasi concluso questo articolo, quando ho appreso che il principe Harry del Regno Unito ha pubblicato il suo libro e che certamente sarà un successo mondiale. Ma quello che mi ha colpito di più è il fatto che Secondo Entertainment Tonight, il principe Harry ha un contratto del valore di circa 40 milioni di dollari. L’editore ha anticipato la somma di 20 milioni di dollari per avere in esclusiva la pubblicazione. Certamente, io non leggerò questo libro perché non mi interessa. Ma non ho potuto fare a meno di pensare che con 40 milioni di dollari,  certamente non si potrebbe salvare il mondo, ma almeno dimostrare con prototipi dimostrativi come è necessario progettare gli impianti antropici, non commerciali come quelli attuali, fissi e mobili terrestri. Come ho spiegato in questo e in altri articoli precedenti, le progettazioni devono essere basate sulla organizzazione scientifica del lavoro e studiate globalmente, aggiornando lo stato dell’arte in tutti i settori delle attività umane. Queste mie soluzioni non solo non hanno trovato interlocutori pubblici e privati nella scienza e nei governi. Ma nel sistema attuale, gli inventori privati, non appartenenti, agli enti pubblici e alle multinazionali,  dovrebbero anche pagare i molti editori che chiedono di pubblicare e i molti organizzatori di congressi interazionali che  chiedono di partecipare come relatore. Per questi editori e questi organizzatori è normale chiedere una quota di partecipazione, in quanto, normalmente pagano i datori di lavoro (enti di ricerca, università, multinazionali). Gli stessi che pagano le tasse sul deposito e il mantenimento dei brevetti.  A questi inviti io rispondo con le seguenti parole:

Caro editore tu puoi pubblicare tutti gli articoli che sono elencati nella lista del mio sito web. Le mie invenzioni non essedo mai state realizzate da nessun governo e da nessuna multinazionale sono sempre nuove. Se hai bisogno della versione originale io te la spedisco.  Non posso continuare all’infinito a inventare nuove invenzioni che nessuno vuole realizzare. Molti di voi vogliono anche essere pagati per pubblicare i miei articoli, ma io non posso pagarvi, pur rispettando il vostro lavoro.  

 Caro Organizzatore di congressi, Io non parlo inglese, lo scrivo soltanto con l’aiuto del traduttore. Non vado ai congressi perché vivo solo con la mia pensione e non ho finanziatori.    Ma ci tengo a dire che il nostro periodo storico è il peggiore della storia terrestre perché la scienza e le multinazionali non hanno mai saputo progettare impianti antropici completi. Oggi si incomincia a subirne le conseguenze, ma tutti continuano a progettare impianti sbagliati delle fondamenta. I miei impianti ambientali ed energetici interattivi tutti fanno finta di non comprenderli, ma sono gli unici che possono produrre cicli completi, perché incrementando le pressioni di esercizio e sfruttando i principi interattivi tra acqua e aria e minerali, consentirebbero di ridurre le dimensioni degli impianti e la riduzione dei tempi dei processi depurativi. Ma soprattutto consentirebbero di estrarre l’energia dall’ambiente senza combustibili ed energia nucleare. Questa è l’unica soluzione per ridurre il costo delle bollette energetiche e depurative e favorire la pace nel mondo. La scienza ha fallito su tutti i fronti per non aver mai voluto ragionare globalmente nell’interesse dell’intera umanità. Ha preferito lavorare per chi la paga meglio. Non è un caso che nessuna delle mie quaranta invenzioni interattive sia mai stata finanziata. Oggi queste invenzioni sembrano fantascienza, invece sono invenzioni molto semplici tra loro collegate. Esse usano le tecnologie esistenti leggermente modificate, come descritte nella filastrocca Httpa://www.spawhe.eum per depurare l’ambiente automaticamente, estraendo l’energia gratuitamente dall’ambiente. Si usurano soltanto le macchine che attivano i processi interattivi (pompe normali e con la doppia alimentazione separata, pompe usate come turbine, pompe per il vuoto, generatori di corrente elettrica, compressori, elettroventilatori, motori che generano una coppia motrice e motori che generano una spinta lineare elettromagnetica). Tuttavia, nessuno finanzia queste invenzioni. Dove si nasconde la vera scienza?

Durante la mia attività di inventore ho sempre alternato la scrittura di articoli all’attività di ricerca delle soluzioni, un poco per far conoscere le mie invenzioni, un poco perché la fase di scrittura è un periodo di riflessione che aiuta a trovare l’ispirazione per nuove invenzioni. Prima di pubblicare i miei articoli sul mio sito web, ne ho pubblicato alcuni sulla rivista italiana on line lexambiente.it.

Questa volta che ho scritto un riassunto delle mie vicende di inventore, mi sembra di aver scritto un romanzo giallo, o un thriller molto complesso, dove i colpevoli sono troppi e tutti insospettabili, solo la storia li potrà giudicare e condannare. Le prove dei misfatti sono pubblicate nel mio sito web https://www.spawhe.eu.

Comunque siano andate le cose, io sono contento della vita che ho vissuto e di quello che ho inventato, ma sono anche stanco di scrivere sempre le stesse cose. La mia creatività si è esaurita e difficilmente, scriverò altri articoli. Probabilmente, per questa ragione in questo articolo non ho usato mezze parole e ho detto chiaramente quello che penso della scienza e dei governi mondiali.  Penso quasi la stessa di tutti coloro che non guardano oltre le loro specializzazioni, comprese le Chiese, i filosofi, i professori e tante altre categorie, perché il riscaldamento globale lo abbiamo creato tutti insieme, accettando in silenzio piccoli vantaggi personali. Non credo nemmeno nei giovani che protestano più di tutti. Questi giovani in alcuni casi sono stati accolti con gli onori riservati ai capi di stato e di governo soltanto perché, essendo giovani non hanno nulla di concreto da proporre. Io che ho fatto le proposte, che mi sono costate una vita di lavoro, non sono mai stato invitato e ricevuto da nessun rappresentante di un governo mondiale.

Non voglio sembrare presuntuoso citando di nuovo Albert Einstein, che ho già citato in questo articolo. Non lo cito come scienziato, ma come uomo libero da pregiudizi. Lui auspicava un governo mondiale e io la penso allo stesso modo. L’attuale guerra in Ucraina dimostra che ne abbiamo bisogno. Non è possibile che un paese possa essere invaso da un altro paese di maggiori dimensioni   per la sete di potere di potere della classe dirigente del paese maggiore. Quello che io mi chiedo è: come è possibile che esistano miliardari anche in Russia e In Cina? Dove finito il comunismo che avrebbe dovuto impedire un eccessivo arricchimento personale, pur riconoscendo i meriti a coloro che contribuiscono di più al benessere comune?

Secondo la rivista Forbes, i miliardari cinesi sono poco meno dei miliardari americani (https://forbes.it/2021/06/04/chi-sono-i-10-miliardari-piu-ricchi-della-cina/) e quelli russi arrivano subito dopo ( https://forbes.it/2022/03/01/chi-sono-i-20-miliardari-piu-ricchi-della-russia/).

Con l’attuale capitalismo sfrenato, le invenzioni commerciali hanno preso il sopravvento in tutto il mondo, mentre quelle ambientali sono state trascurate perché anche gli enti di ricerca pubblici ritengono più conveniente vendere i brevetti alle multinazionali che dedicarsi al loro vero lavoro. Purtroppo tutti i governi mondiali hanno accettato questo ricatto. Lo prova il fatto che nessun governo e nessun ente scientifico pubblico mondiale, abbia compreso le mie invenzioni[L1] , sebbene siano semplici e lineari. Ovviamente, gli scienziati dipendenti delle multinazionali hanno l’ordine di non comprendere     Per questo ritengo che il pianeta dovrebbe essere governato su basi scientifiche, non politiche. Ma prima è necessario liberare la scienza da questi ignobili conflitti di interessi. La scienza è l’unica entità che non può sbagliare se si applica scientificamente l’organizzazione del lavoro sia a livello industriale che ambientale. Le divisioni politiche non portano da nessuna parte e le divisioni economiche non possono essere colmate con i crediti ambientali concessi ai paesi poveri che hanno inquinato di meno perché hanno avuto uno sviluppo inferiore. Questi crediti sono la vergogna della politica e soprattutto, della scienza attuale che non lavorando al servizio dell’umanità ma soltanto di chi la paga meglio, si è lasciata sfuggire l’unica energia che poteva mettere sullo stesso piano i ricchi e i poveri in quanto, non solo non sarebbe costata niente e non avrebbe prodotto nemmeno un grammo di inquinamento, addirittura avrebbe protetto l’ambiente ossigenando l’acqua coinvolta nella stessa produzione energetica mondiale. Come ho dimostrato cambiando il modo di progettare le ciminiere, le fognature, i depuratori, noi possiamo inviare ai laghi, fiumi e mari, non solo acqua pulita, ma anche alcalina per combattere oltre all’inquinamento anche l’acidificazione dei laghi, fiumi e mari. Ma possiamo anche alcalinizzare e dissalare direttamente le acque del mare con impianti autonomi energeticamente che sollevano i carbonati dalle acque profonde. Oltretutto questi impianti potrebbero almeno triplicare le potenzialità alimentari mondiali con il welling artificiale, che la estrarrebbe direttamente dagli oceani senza concime e senza lavorare la terra. I principi interattivi fluidodinamici e idroelettromagnetici possono cambiare il modello di sviluppo mondiale in brevissimo tempo e addirittura, allungare la vita umana di moltissimi anni, con il cuore artificiale ossigenatore del sangue che si basa sugli stessi principi energetici, non solo dei ricchi ma anche dei poveri, che saranno sempre di meno, se gli impianti antropici saranno progettati con il sistema SPAWHE, che significa: Synergic Plants, Artificial Welling, Hydroelectomegnetic Energy.

In questo articolo, nel quale, ho riassunto la mia fallimentare carriera di inventore, ho anche scritto che la maggior parte delle mie invenzioni potevano essere realizzate quasi duecento anni fa, soprattutto dalla scienza pubblica perché non sono invenzioni commerciali. Cosa hanno fatto in questi duecento anni gli scienziati pubblici che hanno trascurato invenzioni semplici e lineari? E cosa hanno fatto i politici che non li hanno stimolati a lavorare negli interessi generali?  Io non nego che sono state fatte anche buone invenzioni e buone leggi, ma nessuno può negare che parliamo di diversi milioni di scienziati, inventori, progettisti, sparsi in almeno otto generazioni in tutto il mondo. Io che ho vissuto trentasette anni a occuparmi di organizzazione del lavoro, prima industriale e poi ambientale, da pensionato, per altri diciassette anni, senza essere invitato da nessuno, mi sono occupato, principalmente, del più grande problema del nostro tempo, che è indubbiamente, il riscaldamento globale. Non pensavo che proponendomi da inventore da pensionato sarei stato sgradito agli scienziati e inventori che si sono occupati di tale settore. Non ho trovato interlocutori. Tutti vogliono lasciare le cose come stanno. Nessuno vuole entrare nei molti dettagli sbagliati della organizzazione scientifica del lavoro ambientale ed energetico, che potrebbe essere considerato un solo settore, stando ai dettagli sviluppati dal sottoscritto, in quanto, tutta l’energia che serve all’umanità la possiamo estrarre direttamente dall’ambiente terrestre, senza pozzi petroliferi, di estrazione del gas e miniere di carbone. Purtroppo i politici hanno fatto leggi per scoraggiare gli inventori non legati ai centri di poteri pubblici e alle multinazionali. Queste leggi sono ingiuste perché di fatto, negano la proprietà intellettuale agli inventori non legati ai centri di potere pubblici e privati, i quali ovviamente, non possono pagare inutilmente le tasse di mantenimento sui brevetti concessi e non possono opporsi legalmente contro i brevetti non concessi spendendo altri soldi per ricorsi legali. Il sottoscritto ha partecipato a questo gioco perverso, spendendo solo quanto poteva permettersi di pagare per depositare i brevetti nazionali e alcuni internazionali, senza spendere inutilmente i soldi necessari per mantenere in vita i brevetti e nemmeno opporsi ai brevetti non concessi.  Infatti, ancora oggi, tutti i governi mondiali pensano che l’energia primaria mondiale sia termica e nucleare. Al massimo, è possibile produrre una piccola parte di energia solare ed eolica. Questa errata convinzione è dovuta al silenzio della scienza, che è stata una cattiva consigliera dei governi stessi. Mentre il sottoscritto, attraverso gli approfondimenti della organizzazione scientifica del lavoro acquisita in cinquanta anni di lavoro, ha dimostrato che il riscaldamento globale è stato prodotto a causa delle invenzioni sbagliate dalla scienza e dagli inventori degli ultimi duecento anni del settore depurativo ed energetico. L’intimo legame tra questi due settori non sarebbe mai stato scoperto se io non avessi modificato virtualmente il modo di progettare le ciminiere, le fognature, i depuratori per chiudere insieme i cicli depurativi dell’acqua e dell’aria, che oggi sono completamente separati. L’acqua viene depurata male e acidificata mentre l’aria al massimo viene filtrata. Le attuali invenzioni energetiche, fisse e mobili, con il miglioramento delle tecnologie sono molto migliorate aumentando i rendimenti e riducendo l’inquinamento. Ma non possono superare il loro limite, dovuto al fatto che gli inventori del passato e del presente, non hanno saputo mettere insieme i principi fisici interattivi, depurativi ed energetici, che la natura terrestre sfrutta correntemente alla temperatura dell’ambiente terrestre. Questi principi sono fluidodinamici, non termici e nemmeno nucleari. Sono facilmente identificabili nei principi fisici di Torricelli, Pascal, Venturi, Henry. Questi principi non possono produrre spontaneamente l’energia e le depurazioni se non si progettano le macchine e gli impianti appositamente. La scienza avrebbe dovuto comprenderlo e fare autocritica, perché ha speso milioni di miliardi per dividere l’atomo e  per realizzare centrali termiche in tutto il mondo. Ha speso altrettanti miliardi per il trasporto delle materie prime e per il trasporto dell’energia elettrica prodotta e altrettanti miliardi per le depurazioni, in quanto hanno prodotto un’energia antieconomica e sporca che non hanno saputo mai saputo depurare completamente. Oltre tutto, gli attuali mezzi di trasporto terrestri, marini aeronautici e spaziali non solo non possono essere autonomi energeticamente, non possono nemmeno depurare i fumi di combustione.

Io sono convinto che se un giorno gli uomini andranno nello spazio da esploratori e colonizzatori, sarà grazie all’ unica energia che è in grado di portare nello spazio il sistema terrestre. Questa energia si chiama “idroelettromagnetica   compressa” ed è un’energia economica, pulita, potente, addirittura, respirabile dall’uomo. A questa energia non servono serbatoi di combustibili e può consentire di sommare insieme la spinta di Newton e Lorentz per vincere la forza gravitazionale. Questa energia consentirà agli uomini del futuro di sopravvivere molto più a lungo degli uomini attuali se si porteranno appresso una grande scorta dei miei “cuori artificiali ossigenatori del sangue autonomi energeticamente”, che funzionano appunto, con “l’energia idroelettromagnetica compressa” come descritto nel seguente articolo: 29.07.2021  https://www.spawhe.eu/dalla-terra-oltre-la-luna-colonizzando-lo-spazio-con-lenergia-idroelettromagnetica-compressa-sconosciuta-dalla-scienza-terrestre/.  Eppure, questa energia è ostacolata dalla attuale scienza e dagli attuali politici mondiali, nonostante, dovrebbe, essere ormai chiaro, che il riscaldamento globale è stato prodotto legalmente dalla scienza, dagli inventori, pubblici e privati, dagli imprenditori e dai governi.  Fino a prova contraria, io sono solo un pensionato, che ha fatto del volontariato non gradito, non richiesto e non pagato dalle suddette categorie. La storia deciderà chi ha torto o ragione, ma anche gli storici si devono affrettare perché questi duecento anni di invenzioni sbagliate hanno distrutto qualche miliardo di anni dell’era preindustriale perfettamente depurata dalla natura terrestre con lo stesso sistema, che si chiama “energia idroelettromagnetica compressa alla pressione atmosferica” che è prodotta dalla stessa forza gravitazionale senza l’impiego di nessuna tecnologia. Purtroppo, la scienza e i politici mondiali non hanno saputo copiare dalla natura e hanno usato la tecnologia per produrre soltanto invenzioni commerciali, inquinanti e distruttive dell’ambiente in cui viviamo. L’organizzazione scientifica del lavoro globale, che la scienza e i politici di tutto il mondo non hanno mai applicato, è una faccenda molto più seria di quando si possa pensare. 

 Luigi Antonio Pezone


 [L1]

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