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Lettera aperta all’ufficio brevetti e al governo italiano ai tempi del coronavirus.

Gentile Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale.
Ufficio Italiano Brevetti e Marchi
Via Molise, 19 – 00187 Roma
dglcuibm.dg@pec.mise.gov.it
Per informazioni: Al Presidente del Consiglio
dei Ministri Prof. Giuseppe Conte.
presidente@pec.governo.it
Ministro dello Sviluppo Economico
Ing. Stefano Patuanelli.
urp@pec.mise.gov.it
Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare.
Generale. Sergio Costa.
segreteria.ministro@pec.minambiente.it
Ministri della Pubblica Istruzione
Prof. Lucia Azzolina e Prof. Gaetano Manfredi.
uffgabinetto@postacert.istruzione.it
Lettera aperta all’Ufficio Brevetti e al Governo Italiano in tempo di coronavirus.
Premessa
In qualità di inventore di brevetti di pubblica utilità, che ho sempre dichiarato accessibili a tutti i governi e imprenditori italiani e mondiali, nel rispetto delle leggi internazionali sulla proprietà intellettuale, ritengo mio diritto rispondere con una lettera aperta all’Ufficio brevetti italiano, poiché la proprietà intellettuale, riconosciuta a tutti gli autori di opere intellettuali, non è riconosciuta dal diritto d’autore, proprio dagli inventori che utilizzano il loro intelletto e le loro conoscenze scientifiche e tecnologiche per risolvere i grandi problemi del nostro tempo, ovvero il cambiamento climatico, la fame nel mondo, l’energia sostenibile e la tutela della salute umana. Di fatto, poiché la proprietà intellettuale non esiste, gli inventori di soluzioni di pubblica utilità sono costretti a depositarle come brevetti industriali, assoggettandosi al pagamento di tasse di deposito e di mantenimento, che dovrebbero essere esentate per coloro che cercano di contribuire alla soluzione di tali problemi. Purtroppo, la cosa strana è che i governi e la scienza pubblica mondiale, anziché ringraziare per l’aiuto offerto dagli inventori privati, hanno chiaramente dimostrato di non gradire tale aiuto, opponendosi con il loro silenzio e la mancata considerazione delle invenzioni proposte. Poiché il problema è di portata mondiale, cerco di spiegare a me stesso, all’ufficio brevetti, al governo italiano e ai lettori le ragioni del generale silenzio sulle invenzioni sostenibili prodotte da inventori privati. Credo che gli enti pubblici ritengano che le invenzioni private siano in competizione con quelle pubbliche nella vendita di brevetti alle multinazionali. In realtà, le multinazionali non acquistano brevetti che tutelano l’ambiente, ma solo quelli che accrescono i loro interessi commerciali. Di conseguenza, gli inventori pubblici hanno ridotto il loro impegno nella ricerca e nello sviluppo di invenzioni a tutela ambientale, concentrandosi soprattutto su invenzioni a supporto dell’industria. Poiché gli inventori pubblici sono agevolati anche dalla possibilità di realizzare prototipi dimostrativi del funzionamento delle invenzioni nei laboratori di centri di ricerca e università e dalle tasse di deposito e mantenimento dei brevetti industriali a carico dei contribuenti, si è creata una situazione paradossale. Tutti i centri di potere, che dispongono di laboratori sperimentali e non pagano le tasse di deposito e mantenimento dei brevetti, favoriscono le multinazionali vincitrici che creano posti di lavoro pur continuando a inquinare l’ambiente. Il sottoscritto, invece, ha continuato a produrre invenzioni sostenibili a tutela dell’ambiente. Sfortunatamente, non avendo a disposizione laboratori sperimentali e non avendo i soldi per pagare le ingenti tasse sui brevetti internazionali, ha depositato brevetti intellettuali, basati sui principi scientifici già sperimentati dagli scienziati dell’era preindustriale (Newton, Pascal, Torricelli, Venturi, Herry, Bernoulli, Maxwell, Faraday, Neumann, Lenz, Lorentz, Einstein). Questi principi non sono mai stati correttamente combinati dalla scienza pubblica e privata,Per far sì che interagissero positivamente tra loro, è stato necessario creare nuove invenzioni semplici e modificare i sistemi esistenti, attraverso lo studio dell’organizzazione scientifica del lavoro globale, che tenga conto anche delle moderne tecnologie di regolazione della tensione e della frequenza delle correnti elettriche primarie e indotte.
Queste invenzioni non potevano essere prodotte tutte insieme, ma la prima ha generato le successive, migliorando teoricamente prima i sistemi di purificazione e poi quelli energetici, facendo una piccola deviazione dal percorso nel settore della medicina generale per inventare il “cuore artificiale ossigenatore di sangue umano, energeticamente autonomo e tornando ai sistemi industriali per cambiare i trasporti mondiali, compresi i trasporti spaziali, in nome della sostenibilità. Per quanto mi riguarda, ciò che funziona nei singoli processi già sperimentati da scienziati del passato funziona anche se si mettono insieme più processi simultaneamente. Pertanto queste invenzioni non avrebbero nemmeno bisogno di esperimenti dimostrativi, ma solo dell’industrializzazione dei processi, che richiedono enormi investimenti, soprattutto per demolire gli attuali impianti e infrastrutture mondiali, che, non essendo interattivi, non hanno sfruttato correttamente e con rese massime i principi di purificazione ed energia, compresi i mezzi di trasporto di ogni tipo. Per queste ragioni abbiamo creato il riscaldamento globale e uno sviluppo insostenibile, che non può far fronte alle emergenze che il sistema stesso crea con cattive progettazioni strutturali e ambientali, quelle dovute a eventi naturali e quelle come il coronavirus, che bloccano le capacità di interi paesi. Le borse mondiali crollano facilmente perché i principali paesi del mondo sono Indebitati a causa di invenzioni errate che colpiscono tutti i settori dell’economia mondiale, che mostrano le loro carenze, soprattutto quando si verificano le grandi emergenze da affrontare.
Questa lunga lettera aperta di risposta all’Ufficio brevetti italiano, che invio anche al governo italiano per informazione, e che pubblico anche in inglese sul mio sito web https://www.spawhe.eu, coincide purtroppo con l’emergenza mondiale del Coronavirus, e penso che nessuno avrà il tempo di leggerla. Non pretendo che venga letta immediatamente, ma che venga custodita e letta con più calma, insieme alle numerose lettere aperte indirizzate agli organismi istituzionali mondiali, soprattutto alle Nazioni Unite e ai Giudici Internazionali, dai quali non ho mai ricevuto risposta. Sento il dovere di rispondere all’Ufficio brevetti italiano entro il 10/03/2020, come richiesto dal regolamento, sebbene creda che sia tra i primi uffici ad essere riformati a livello mondiale, se vogliamo davvero creare uno sviluppo globale sostenibile.
Santa Maria Capua Vetere, 09/03/2020.
Oggetto: Domanda 102016000087373 (Autovettura idroelettrica con coppia motrice periferica alle ruote) – Procedura d’esame.
Con riferimento alla Sua lettera del 10/01/2020, La informo che rifiuto di riscrivere per la terza volta le rivendicazioni della mia domanda di brevetto, che considero di natura intellettuale e non semplicemente industriale. La differenza tra queste due tipologie di brevetto, la prima delle quali non è riconosciuta dalle autorità brevettuali mondiali, può essere compresa solo leggendo il documento allegato, che invio anche a titolo informativo al Presidente del Consiglio dei Ministri e ad alcuni ministri direttamente coinvolti nella tutela dell’ambiente e nello sviluppo sostenibile e culturale. Personalmente, ritengo che la mancata distinzione tra proprietà intellettuale e proprietà industriale abbia ostacolato lo sviluppo sostenibile globale e che il nostro Paese, che non ha registrato una crescita economica negli ultimi trent’anni, ne abbia risentito più di altri. La proprietà industriale è stata monopolizzata da grandi multinazionali che, in linea con il loro modello di sviluppo, acquistano anche brevetti pubblici. Per un inventore che opera nel settore ambientale ed energetico, ottenere un brevetto non è sufficiente per trovare finanziatori. È essenziale, soprattutto, la collaborazione degli enti pubblici, che in primo luogo devono riconoscere i propri errori e adeguare i capitolati d’appalto pubblici affinché queste invenzioni possano essere realizzate e fungere da guida o imposizione anche per gli imprenditori privati ​​del settore civile e industriale. Ma ciò che è strano è che a livello mondiale l’inventore che non trova finanziatori debba anche essere costretto a pagare le tasse di mantenimento del brevetto a livello nazionale e internazionale. Inoltre, lo Stato italiano non consente la detrazione fiscale dei depositi di brevetto e di mantenimento per i pensionati come me, che non hanno redditi d’impresa. Per lo Stato italiano, i pensionati devono aspettare in silenzio la morte, invece di mettere a frutto l’esperienza accumulata in una vita lavorativa. Soprattutto le attività inventive in campo ambientale ed energetico di cui il sottoscritto si è occupato, necessitano di inventori con esperienze trasversali che oggi sono molto difficili da acquisire nel mondo del lavoro del settore civile e industriale. Per questo motivo il mondo, in poco più di un secolo di sviluppo industriale, ha prodotto il riscaldamento globale.
Oggi, la scienza mondiale è alla ricerca di un’energia miracolosa, ma, essendo tutte specializzate in singoli settori, cercano di vincere questa corsa senza ricorrere all’identificazione di principi interattivi naturali e all’organizzazione scientifica del lavoro globale. Invece, credo che chi scrive abbia vinto questa corsa, certamente la più importante al mondo, involontariamente. In realtà, non avevo alcuna ambizione di parteciparvi quando decisi di prendere parte a una corsa leggermente meno importante, quella della “bonifica sostenibile dei combustibili fossili”, che credo di aver comunque vinto, anche se i nobili partecipanti e i governi hanno finto di non accorgersi della mia partecipazione. Tuttavia, sul mio sito web chiunque può leggere e scaricare i progetti, i disegni e i depositi di brevetto che dimostrano che questo problema poteva essere risolto solo applicando scientificamente all’ambiente l’organizzazione del lavoro, così come è stata applicata al lavoro industriale. Chi scrive si è ritrovato, senza volerlo, a partecipare alla competizione ancora più importante dell’energia miracolosa. Di fatto, l’approfondimento dei principi interattivi di purificazione dell’aria inquinata dai fumi e dei vari principi fluidodinamici dell’acqua inquinata da altre sostanze, ha portato il sottoscritto all’individuazione dei processi economicamente più vantaggiosi a fini di purificazione e anche a quelli più economici per la produzione di energia. Infatti, dopo aver praticamente depurato l’energia fossile senza un centesimo di aiuto da parte delle istituzioni mondiali, con altri progetti, disegni e depositi di brevetti ha dimostrato che anche il problema dell’energia sostenibile poteva e può essere risolto solo applicando scientificamente l’organizzazione del lavoro anche all’ambiente. Ma di fronte al solito silenzio degli organi istituzionali scientifici e politici, non avendo più nulla da offrire, non può che proporre la seguente soluzione: una società per azioni aperta a tutti per finanziare almeno i prototipi dimostrativi di inventori non legati ai centri di potere mondiali, che si occupano di problemi di pubblica utilità, nei settori dell’energia e dell’ambiente sanitario. Non so quanti siano questi inventori solitari. Credo però che siano pochissimi perché le leggi attuali, non riconoscendo i diritti d’autore degli inventori, fanno sì che questi, non trovando finanziatori, non possano pagare le tasse di mantenimento del brevetto e perdano tutti i diritti sul lavoro svolto, anche se in seguito le loro invenzioni si rivelassero corrette.
Oggi, purtroppo, le soluzioni ai problemi più seri sono monopolizzate dai centri di potere che fingono soltanto di volerli risolvere, ma non ci riescono se non hanno il coraggio di cambiare il modello di sviluppo globale che essi stessi hanno creato, partendo dalla correzione, prima degli impianti pubblici e poi emanando direttive antinquinamento a cui le aziende private devono conformarsi. Non si tratta di ridurre le emissioni, ma di eliminarle completamente, senza compromessi su soluzioni ibride e energie rinnovabili inefficienti e ingombranti. Secondo l’organizzazione scientifica del lavoro globale, esiste una sola soluzione ottimale, che deve essere individuata caso per caso, sempre utilizzando a livello globale i progressi dello stato dell’arte di tutti i settori scientifici e tecnologici coinvolti. Tutte le altre soluzioni sono palliativi che non reggono il confronto con una soluzione sviluppata a livello globale, che abbia individuato simultaneamente la soluzione più economica ed efficiente. Non facile da individuare, ma possibile, se si combinano l’esperienza trasversale, le conoscenze scientifiche e tecnologiche e la pazienza di andare avanti, nonostante i silenzi accumulati. Per quanto mi riguarda, i silenzi rappresentano un tacito consenso tra coloro che non hanno il coraggio di opporsi alle direttive dei propri datori di lavoro e coloro che non dispongono di sufficienti argomenti scientifici per difendere le energie attuali in un confronto aperto.
Non dico di aver vinto la corsa all’energia miracolosa perché penso di essere un inventore migliore degli altri. Ho avuto più pazienza nel trovare la soluzione, impiegandoci molti anni. Se gli enti istituzionali volessero davvero risolvere i problemi ambientali ed energetici, potrebbero abbreviare i tempi riunendo tecnici e progettisti con esperienze diverse, incaricandoli di trovare soluzioni imparziali, sostenibili, a zero emissioni e non commerciali, come quelle prodotte dalle multinazionali. Questi gruppi di lavoro, prima o poi, avrebbero capito che lo studio dell’organizzazione scientifica del lavoro è come un pettine che non può andare avanti se non scioglie completamente i nodi che incontra dal punto di vista scientifico, tecnologico ed economico. Per chi scrive, mettendo insieme i trattamenti dell’acqua e dell’aria, sciogliendo tutti i nodi che si incontrano lungo i percorsi di purificazione ed energia, non è possibile giungere a soluzioni imparziali diverse da quelle da me individuate. In realtà, non sapevo quali soluzioni avrei scelto quando ho iniziato a inventare da pensionato, ma mi sono fidato del mio metodo di lavoro, anche se più lungo di quello degli altri, dovendo ripartire da zero da tutti i processi. In realtà, le soluzioni ambientali ed energetiche non possono essere sbagliate se tutte le informazioni scientifiche, tecnologiche ed economiche disponibili allo stato dell’arte vengono integrate in modo coerente e se i cicli di lavoro principali e collaterali della produzione energetica e ambientale vengono impostati correttamente. Questo metodo di lavoro, lo stesso insegnato da Frederick Taylor nel 1911, non è mai stato applicato al settore ambientale, ma ci avrebbe permesso di trovare la soluzione migliore, che è sempre una, se avessimo inserito nella ricerca le stesse informazioni di base, come oggi avviene inserendole in un computer. Infatti, se oggi visitiamo diverse fabbriche di automobili o di elettrodomestici, dove l’automazione è molto avanzata, sembra che stiamo visitando la stessa fabbrica per ogni tipo di prodotto realizzato in serie.
Il sottoscritto, che ha imparato ad assemblare correttamente i sistemi e a creare i relativi collegamenti nell’industria automobilistica, ha applicato lo stesso metodo di lavoro anche nel settore ambientale, collegando i cicli di depurazione dell’acqua e dell’aria. Modificando innanzitutto le fognature e i camini e sciogliendo tecnicamente i nodi del lungo processo di depurazione, utilizzando tecnologie esistenti, ha modificato ciò che ha ritenuto necessario in base alla sua esperienza e ricerca. Ogni nodo modificato rappresenta un brevetto intellettuale per identificare un modello di sviluppo alternativo che non può essere racchiuso in un singolo brevetto. Solo dopo aver sciolto i nodi depurativi, ho continuato a far avanzare il pettine per rimuovere anche i nodi energetici, utilizzando lo stesso metodo di lavoro. Credo che questo lavoro non sia stato svolto da nessun gruppo di ricerca al mondo nell’era industriale e preindustriale. Se lo avessero fatto, sarebbe stato impossibile creare il riscaldamento globale e i disastri alluvionali prodotti dall’attuale energia idroelettrica. Gli attuali gruppi di ricerca hanno sciolto i nodi all’interno delle singole specializzazioni scientifiche e tecnologiche. Non sono andati alle fasi successive, che riguardano il passaggio attraverso pettini sempre più stretti, dove solo l’energia migliore poteva passare. Ovvero, l’interazione tra acqua, aria e forza gravitazionale. Ho scoperto che questa energia non interessa a nessun centro di potere mondiale, pubblico o privato, soprattutto ai governi che hanno sbagliato il modello di sviluppo seguito, che si nascondono dietro una scienza che non ha il coraggio di ammettere di aver commesso un errore nei principi fondamentali dell’energia, che non possono essere separati dai principi base di purificazione ed economia: “Massima resa energetica e di purificazione con la minima spesa”. Questi avrebbero dovuto essere gli obiettivi della scienza pubblica mondiale, invece hanno prodotto: “Massima spesa con minima resa energetica e di purificazione”.
Certamente è possibile che il sottoscritto non abbia sciolto completamente qualche nodo. Ciò può essere verificato solo sperimentalmente, ripassando il pettine dopo aver apportato le opportune modifiche. Queste modifiche possono riguardare alcuni dettagli, non l’impostazione del progetto generale, che si basa sull’interazione fisica tra il fluido dinamico e l’elettromagnetismo che evita processi termici che richiedono combustibili antieconomici e comportano effetti collaterali chimici, altrettanto antieconomici, per causare la purificazione da effettuare. Poiché la depurazione implica l’accettazione di limiti di emissione e la CO2 non può essere eliminata negli impianti mobili, è evidente che occorre definire un nuovo modello di sviluppo basato su energie interattive.
L’attuale modello di sviluppo ha prodotto miliardi di esemplari di sistemi di riscaldamento fissi e mobili che emettono miliardi di tonnellate di CO2 ogni ora. Di conseguenza, ha causato riscaldamento globale, siccità e inondazioni. Le autorità legislative, che non riconoscono i brevetti intellettuali, richiedono agli inventori che desiderano risolvere il problema di pagare le tasse di mantenimento dei brevetti correttivi, cosa che nessun governo al mondo ha mai mostrato di voler fare, in contrasto con qualsiasi principio logico scientifico ed economico. L’attuale modello di sviluppo non è stato in grado di ideare nemmeno un sistema tecnico e scientifico per spegnere i grandi incendi, accentuati dallo stesso riscaldamento globale, che oltre a distruggere la vegetazione sana del pianeta, producono altri miliardi di CO2, SOx e NOx. Il sottoscritto, nelle oltre quaranta domande di brevetto depositate, dopo aver proposto invano sistemi interattivi per depurare l’energia da combustibili fossili, ha individuato il principio scientifico e il mezzo per produrre energia interattiva protettiva per l’ambiente. Il principio scientifico è l’impenetrabilità dei corpi. La fonte di energia è l’aria compressa per gravità o artificialmente, il vettore energetico è l’acqua e i mezzi per produrre questa energia sono le pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, le pompe utilizzate come turbine e la modifica dei circuiti fluidodinamici. Queste modifiche consentiranno di trasformare tutti gli attuali impianti idraulici da assorbitori di energia in produttori di energia. Di conseguenza, permetteranno anche la trasformazione delle centrali termiche e nucleari, che inquinano i sistemi idraulici di produzione energetica.
Ma questi sistemi sono stati definiti dall’ufficio brevetti italiano come “a moto perpetuo”, arrogandosi, in alcuni casi, il diritto di non farli esaminare dagli uffici brevetti europei. Che non sono poi così diversi da quelli italiani, in termini di conoscenze di ingegneria impiantistica industriale e ambientale. Tuttavia, il sottoscritto, che ha proposto soluzioni interattive per la depurazione dell’energia fossile, ha ottenuto quindici brevetti nazionali, sei dei quali ha convertito in brevetti internazionali per cercare istituzioni pubbliche o private più competenti all’estero. Sfortunatamente, trenta mesi dal deposito dei brevetti originali non sono stati sufficienti per trovare istituzioni mondiali in grado di comprendere la depurazione interattiva. Nel frattempo, dopo aver pagato circa 3500 euro per ogni deposito di brevetto internazionale, avrei dovuto mantenere i brevetti in vita, pagando le tasse di mantenimento in ogni paese e nominando un rappresentante legale per proteggere le mie invenzioni che non volevo proteggere ma diffondere, essendo di pubblica utilità in tutto il mondo. Purtroppo, la burocrazia mondiale ritiene che tutte le invenzioni siano di natura commerciale e che gli inventori possano produrle e distribuirle in tutto il mondo come fossero dolciumi, senza che i governi predispongano le infrastrutture necessarie. Soprattutto, credono che dietro ogni invenzione ci siano una grande azienda e una banca finanziatrice. Invece, esiste una giungla di interessi scientifici, politici ed economici ramificati, che ci impediscono di realizzare invenzioni razionali, poiché la scienza pubblica mondiale non produce le invenzioni di base che dovrebbero supportare e connettere le invenzioni private. In questo contesto internazionale, con una scienza pubblica mondiale incapace di svolgere il suo compito principale, il sottoscritto, dopo aver constatato la mancata concessione di finanziamenti per la purificazione interattiva, si è visto negare i brevetti sull’energia interattiva, che permetterebbero addirittura di eliminare completamente i combustibili fossili e semplificherebbero gli attuali sistemi di purificazione mondiali. Inoltre, questi sistemi, il sottoscritto li ha anche studiati per montarli sui mezzi di trasporto, di cui il primo prototipo avrebbe dovuto essere la domanda n. 102016000087373 del 28/08/2016 relativa all’auto idroelettrica, ancora in esame da un punto di vista formale, non tecnico e scientifico. Il loro problema non è capire come funziona l’auto, cosa che chiaramente non hanno capito, ma come sono scritte le rivendicazioni industriali, che sono inutili, se ancora oggi tutte le istituzioni mondiali, comprese quelle italiane, non capiscono come dovrebbe funzionare quest’auto che non ha bisogno di carburante o di grandi serbatoi di accumulo di energia. Mentre gli esaminatori di brevetti studiano il brevetto da tre anni e mezzo, decidendo di chiedermi di riscrivere per la terza volta un brevetto inutile che sarebbe valido solo in Italia, dove non c’è uno sperimentatore pubblico e nessuna azienda privata interessata a realizzare il prototipo,È chiaro che il vero problema di questa invenzione non sono le rivendicazioni, ma il paese in cui è nata, incapace di cogliere questa opportunità di crescita. Nel frattempo, lo stato dell’arte intellettuale del sistema di trasporto mondiale da me sviluppato è ulteriormente migliorato, fino al punto da poter essere installato su mezzi di trasporto aerei e sottomarini, sommando la spinta di Newton e di Lorentz. Pertanto, questo aggiornamento intellettuale consentirebbe di bilanciare l’accelerazione gravitazionale (forza peso) con le accelerazioni opposte di Newton e di Lorentz. Di conseguenza, il velivolo potrebbe fermarsi su un focolaio di incendio per il tempo necessario a spegnerlo, eliminando così in futuro la perdita di foreste e savane e gli incendi di ogni tipo con le relative emissioni nell’atmosfera di miliardi di CO2, SOx e NOx. Ovviamente, con questa soluzione, i viaggi spaziali potrebbero iniziare seriamente, poiché i motori lineari globali interattivi basati su energia idroelettrica compressa ed elettromagnetismo diretto e indotto avrebbero dimensioni ridotte e autonomia infinita, non necessitando di reattori nucleari, combustibili e camere di combustione che inquinano l’atmosfera. Cosa serve per comprendere che l’energia interattiva tra acqua, aria, forza gravitazionale ed elettromagnetismo è la chiave per uno sviluppo globale sostenibile, poiché non implica trasformazioni termiche o chimiche? Tutto ritorna al suo stato iniziale dopo aver prodotto energia, tranne il vettore energetico, che sia l’acqua o il sangue umano, che si arricchisce di una maggiore quantità di ossigeno ogni volta che passa attraverso l’autoclave per la legge di Henry. Questo è un fatto positivo perché è noto che una maggiore quantità di ossigeno indica una minore quantità di sostanze tossiche nell’acqua e nel sangue umano.La forza gravitazionale e l’elettromagnetismo sono la chiave per uno sviluppo globale sostenibile perché non implicano cambiamenti termici e chimici? Tutto ritorna al suo stato iniziale dopo aver prodotto energia, tranne il vettore energetico, che è l’acqua o il sangue umano, che si arricchisce di una maggiore quantità di ossigeno ogni volta che passa attraverso l’autoclave per la legge di Henry. Questo è un fatto positivo perché è noto che una maggiore quantità di ossigeno indica una minore quantità di sostanze tossiche nell’acqua e nel sangue umano.La forza gravitazionale e l’elettromagnetismo sono la chiave per uno sviluppo globale sostenibile perché non implicano cambiamenti termici e chimici? Tutto ritorna al suo stato iniziale dopo aver prodotto energia, tranne il vettore energetico, che è l’acqua o il sangue umano, che si arricchisce di una maggiore quantità di ossigeno ogni volta che passa attraverso l’autoclave per la legge di Henry. Questo è un fatto positivo perché è noto che una maggiore quantità di ossigeno indica una minore quantità di sostanze tossiche nell’acqua e nel sangue umano.
Anche l’attuale situazione che stiamo vivendo a livello mondiale a causa dell’epidemia di “coronavirus” avrebbe causato meno vittime nel mondo e in Italia, con la creazione del “cuore artificiale ossigenatore del sangue energeticamente autonomo”, basato sugli stessi principi fisici. Persino questa invenzione è stata dichiarata con un superficiale “moto perpetuo” dall’ufficio brevetti italiano. Invece, il sottoscritto, grazie a questo deposito di brevetto, viene invitato a conferenze in tutto il mondo. Non parteciperò a queste conferenze, semplicemente spiegando che si tratta di un brevetto intellettuale non finanziato da nessuno, come tutte le invenzioni interattive sull’energia. Di fatto, le persone che sono morte a causa dell’epidemia in corso sono principalmente anziani già debilitati a livello polmonare, cardiaco e renale. Il “cuore artificiale ossigenatore, energeticamente autonomo”, in assenza di vaccino, avrebbe purificato e ossigenato il sangue integrando le funzioni di polmoni, reni ed epatiche, ed evitato anche la morte cerebrale, poiché l’ossigenazione del cervello non verrebbe mai a mancare, dato che il cuore artificiale non può subire solo attacchi cardiaci. È inoltre dotato di due piccoli generatori di corrente autonomi, uno per il circuito sistemico e uno per il circuito polmonare, che difficilmente possono guastarsi contemporaneamente, né possono scaricare le batterie di alimentazione, che non esistono, poiché l’energia è prodotta dalla pressione statica delle piccole autoclavi di cui sarebbe dotato il cuore artificiale. Ovviamente, la pressione all’interno dell’autoclave scende a valori di 120-180 mm di mercurio all’uscita delle mini turbine e dei mini generatori di corrente collegati. Questo sistema proteggerebbe solo le persone che lo avrebbero ricevuto. Ma nel deposito del brevetto è stata descritta anche la possibilità di collegarli dall’esterno, tramite la predisposizione di connessioni di bypass rapide ai cuori naturali per le persone a rischio, al fine di accelerare le operazioni di primo soccorso, che sarebbero certamente più efficaci degli attuali defibrillatori, i quali, se intervengono in tempo, riescono a riattivare un cuore che si arresta solo nel 2% dei casi.
La sistematica sottovalutazione delle invenzioni di inventori privati, non legati a centri di potere pubblici e privati, è una piaga mondiale che dimostra anche l’ottusità dei legislatori internazionali che hanno redatto le normative sul deposito dei brevetti industriali. Tali normative, costringendo gli inventori a una corsa contro il tempo per ottenere finanziamenti entro i tempi previsti tra il deposito nazionale e quello internazionale, impediscono a coloro che non dispongono di mezzi economici di svolgere il proprio lavoro, ovvero approfondire sempre più soluzioni e applicazioni per lo sviluppo sostenibile. È evidente che non possono farlo con serenità durante questa corsa, né tantomeno in seguito, qualora decidano di intraprendere un’attività imprenditoriale. Di fatto, lo sviluppo di una singola idea con scarse risorse tecniche ed economiche comporta un notevole dispendio di risorse economiche per gli inventori e molti anni di lavoro. Gran parte del tempo a disposizione degli inventori privati ​​viene sprecato nella ricerca di finanziatori non solo per realizzare l’invenzione, ma anche per mantenere valido il brevetto. Di conseguenza, gli inventori privati ​​possono dedicarsi solo a piccole invenzioni commerciali. Grandi impianti di depurazione e produzione di energia ambientale, così come la produzione industriale su larga scala di mezzi di trasporto, sono monopolizzati da enti pubblici e multinazionali, senza che nessuno metta in discussione le scelte scientifiche e tecnologiche. Questi centri di potere, anche quando si rendono conto di aver commesso un errore, non modificano i sistemi, ma li migliorano, riducendo le emissioni tossiche e ottenendo grande risonanza mediatica. In realtà, questi miglioramenti rappresentano un piccolo successo, se confrontati con soluzioni interattive che risolverebbero il problema a livello globale. La scienza pubblica tace dopo aver commesso un errore di grande portata.
Nessuno crede agli inventori privati, considerati sognatori che si oppongono ai principi fondamentali dell’energia, che molti professori credono di conoscere a fondo. In realtà, non li conoscono perché non hanno approfondito le loro ricerche sui principi interattivi, che dimostrano come i docenti debbano essere i primi a tornare a scuola. Potrebbero approfittare dell’epidemia di coronavirus, che ha chiuso le scuole per un certo periodo di tempo, per leggere le soluzioni e le applicazioni energetiche e di purificazione sui trasporti mondiali, che i sottoscritti hanno elaborato, senza fondi pubblici e privati, ma combinando coerentemente i vecchi principi di Pascal, Torricelli, Newton, Bernoulli, Venturi, Henry, con quelli più moderni sull’elettromagnetismo di Maxwell, Einstein, Faraday, Neumann, Lenz, Lorentz.
Negli ultimi cento anni nessuno ha condotto ricerche alternative di questo tipo. Dalle pubblicazioni elencate su https://www.spawhe.eu, è chiaro che non c’era bisogno di spendere centinaia di miliardi per progettare reattori nucleari, per scindere l’atomo e produrre energia nucleare con i suoi numerosi effetti negativi e pericolosi per l’ambiente e l’umanità. Così come non c’era bisogno di pozzi petroliferi e di carbone, centrali termoelettriche, motori termici e persino grandi centrali idroelettriche. Mentre le attuali fonti rinnovabili sono semplicemente impianti impraticabili con bassi rendimenti, economicamente svantaggiosi. Per chi scrive, è molto più semplice ed economico suddividere le fonti di energia delle normali pompe centrifughe e modificare gli attuali sistemi fluidodinamici per produrre tutta l’energia necessaria, istante per istante, senza accumulatori di energia in nessun angolo del pianeta, nello spazio o sottomarino, senza bisogno di reti di distribuzione energetica.
Il sottoscritto, che ha dedicato metà della sua vita lavorativa alla progettazione di impianti di produzione per l’industria automobilistica e l’altra metà all’installazione di sistemi pubblici di depurazione e sollevamento dell’acqua, soprattutto realizzando questi ultimi, si è reso conto che l’intera scienza mondiale può essere messa in discussione, non tanto per aver frainteso i principi fondamentali, quanto per non aver individuato quelli interattivi, che cambierebbero radicalmente e positivamente lo sviluppo globale, moltiplicando i profitti ed evitando l’inquinamento.
Consapevole che le parole non bastano, si è dovuto rimboccare le maniche, elaborando soluzioni nel dettaglio e applicando l’organizzazione del lavoro al settore ambientale, individuando prima il modo migliore per depurare e poi il modo migliore per produrre energia, utilizzando in modo diverso le tecnologie e i principi scientifici esistenti. Le soluzioni che ha proposto non potevano provenire da ricercatori che studiano problemi specifici in laboratorio, né da multinazionali che non si curano dei problemi ambientali ma della produttività degli impianti. Queste si limitano a rispettare le normative ambientali vigenti. Ma queste normative non bastano, perché la scienza pubblica mondiale non ha mai indagato i principi interattivi.
Pertanto, le maggiori responsabilità dell’attuale riscaldamento globale sono da attribuire a scienziati e inventori pubblici che, invece di concentrarsi sullo studio di soluzioni energetiche sostenibili e depurative, hanno collaborato con multinazionali per migliorare le prestazioni di motori termici, caldaie, condizionatori d’aria, nella ricerca chimica e farmaceutica al fine di vendere brevetti, creando conflitti di interesse che hanno impedito la ricerca di energie sostenibili e interattive, individuabili fin dai primi anni del secolo scorso, quando, contemporaneamente, Albert Einstein pubblicava le due teorie della relatività e Frederick Taylor, “L’organizzazione scientifica del lavoro”. Quest’ultima veniva applicata solo al lavoro industriale, non agli impianti di depurazione e produzione di energia. L’applicazione scientifica di tale lavoro al settore ambientale è iniziata un secolo dopo, quando, nel 2006, il sottoscritto si è ritirato e ha intrapreso l’attività di inventore, integrando cicli di depurazione dell’acqua e dell’aria e modificando di conseguenza camini, sistemi fognari e depuratori. Gradualmente, le modifiche teoriche hanno portato all’energia idroelettrica compressa, estratta direttamente dalla forza di gravità. In effetti, questo ha prodotto la prima forma di aria compressa addensando l’aria compressa sulla superficie dell’acqua, il che già da solo ha permesso al sottoscritto di depositare i primi brevetti intellettuali con questo tipo di energia chiamata energia idroelettrica sommersa, semplicemente assemblando una pompa sommersa intubata e posizionando sotto di essa una turbina che avrebbe prodotto energia indefinitamente semplicemente con la pompa che assorbiva una piccolissima parte dell’elettricità prodotta dal generatore di corrente, semplicemente sfruttando l’energia di posizione dell’acqua superficiale rispetto a quella del fondale marino, le cui acque venivano purificate ricevendo l’ossigeno delle acque superficiali.
Tuttavia, per l’ufficio brevetti italiano queste energie erano “moto perpetuo” perché producevano energia dal nulla. Le domande di brevetto 102014902290390 (CE2014A000011), 102014902298581 (CE2014A000012), 102014902306199 (CE2014A000013), dell’anno 2014, sono state respinte con questa famigerata accusa. La stessa cosa è successa al brevetto del 2015 n. 102015000048792 (UB2015A003412) che riguarda un generatore di energia idroelettrica compressa. La stessa cosa è successa a quelli del 2016 102016000057968 (UA2016A004148), 102016000111939 (UA2016A008002) che sono rispettivamente centrali idroelettriche pressurizzate sommerse in pozzi e bacini con sollevamento e ossigenazione, di cui la prima è concepita diversamente per poter entrare nei fori di accesso cilindrici ai pozzi.
Per una strana circostanza, il documento 102015000048796 (UB2015A003404) del 07/09/2015 era stato conservato, e l’ho trasformato nel brevetto internazionale WO 2017/042847, pubblicato il 16/03/2017, riguardante una delle invenzioni più importanti nella storia dell’umanità, ovvero quella della “pompa con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante”, senza la quale non sarebbe mai stato possibile recuperare l’acqua scaricata dalle turbine e reinserirla nel circuito di ricircolo della vasca superiore o di un’autoclave pressurizzata con aria compressa, consumando l’energia di una normale pompa di ricircolo, che non deve superare le pressioni idrostatiche dovute alla vasca superiore o alla pressione dell’autoclave, poiché la girante lavora con pressioni bilanciate in aspirazione e mandata. Questo importantissimo brevetto internazionale è dovuto scadere per evitare i costi di mantenimento di un brevetto internazionale senza finanziatori pubblici e privati ​​che preferiscono continuare a utilizzare l’energia fossile e i palliativi delle attuali energie rinnovabili e batterie. Questo episodio ha dimostrato la scarsa preparazione scientifica di politici, legislatori e imprenditori mondiali. Di conseguenza, il sottoscritto ha rinunciato a investire denaro in altri depositi internazionali e ha iniziato a scrivere e pubblicare articoli e depositi di brevetto con il sottotitolo di “lettere aperte alla Corte internazionale di giustizia e alle Nazioni Unite”, per rivendicare comunque la proprietà intellettuale delle sue invenzioni interattive quando saranno comprese e rese pubbliche, quando il mondo sarà governato da una classe dirigente più preparata.
Ma la cosa più grave dal punto di vista nazionale è stata il fatto che l’Ufficio brevetti italiano, nonostante il riconoscimento internazionale del brevetto della “pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante”, mi ha proposto a livello italiano di accettare la concessione del “modello di utilità”, non comprendendo ancora l’importanza di questa invenzione. Io, in quanto inventore, ho respinto questa proposta ridicola con il massimo disprezzo, ma anche come cittadino italiano mi sono sentito ancor più tradito dalla burocrazia italiana, pur non avendo pagato le tasse di mantenimento del brevetto industriale, essendo già stato tradito dagli imprenditori e dagli enti istituzionali responsabili della crescita italiana. Di fatto, il brevetto resterebbe valido solo a livello nazionale.
Per un’altra strana circostanza, l’Ufficio brevetti italiano non ha respinto completamente la domanda di brevetto n. 102016000087373 relativa a “un’auto idroelettrica con coppia motrice periferica sulle ruote”. Mi chiede di riscrivere le rivendicazioni per la terza volta, senza rendersi conto che questa invenzione utilizza una pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, che hanno definito un “modello di utilità”. Come può un semplice modello di utilità essere il componente principale della rivoluzione nei trasporti terrestri e spaziali, cosa che le normali pompe non saranno mai in grado di fare? Come ho rifiutato di accettare il modello di utilità, mi rifiuto anche di modificare le rivendicazioni, così come mi rifiuto di pagare le tasse di mantenimento dei brevetti che mi sono stati concessi, finché le autorità scientifiche, politiche e legali non si assumeranno le responsabilità che le competono per l’accertamento delle verità scientifiche nell’interesse comune. Gli uffici brevetti non hanno le competenze tecniche e scientifiche per valutare i brevetti intellettuali, che peraltro mettono in discussione i principi fondamentali dell’energia. Per questo motivo, invio questa lettera di risposta a titolo informativo anche ai ministri della pubblica istruzione italiani. È anche colpa del sistema scolastico, se persone con una laurea in materie scientifiche non capiscono che l’aria compressa è un potentissimo accumulatore di energia che deve essere utilizzato in modo statico per svolgere questa funzione. Se viene compressa e lasciata espandere, si comporta come un semplice attuatore energetico che assorbe energia e ne restituisce un po’ meno a causa delle perdite per attrito e della percentuale che si dissolve nell’acqua.
Per quanto riguarda le rivendicazioni, ciò che mi interessa non è la proprietà industriale, ma solo la proprietà intellettuale già rivendicata nel titolo: “Autovettura idroelettrica con coppia motrice periferica sulle ruote”. Poiché non esiste al mondo un’auto che funzioni senza carburante con un motore idroelettrico e non esistono auto che applichino la coppia motrice alla periferia delle ruote, l’ufficio brevetti può anche annullare tutte le altre rivendicazioni, ma non può rifiutare di concedere il brevetto italiano. Queste due rivendicazioni dimostrano già che sussistono i requisiti per la concessione del brevetto, ovvero: originalità, inventiva e applicabilità industriale. Il sottoscritto non è interessato alle rivendicazioni industriali perché non ha intenzione di costruire automobili, ma solo di contribuire al progresso dello stato dell’arte mondiale in questo settore. Se lo Stato italiano e gli imprenditori italiani vogliono cogliere questa opportunità di crescita, è una loro scelta. Il sottoscritto non pagherà le tasse di mantenimento del brevetto, anche se mi venisse concesso in attesa della decisione. Ha già pagato troppe tasse che non avrebbe dovuto pagare sui brevetti di pubblica utilità se i legislatori e i politici di tutto il mondo avessero fatto bene il loro lavoro. Ma se non li avessi pagati, né io personalmente né chiunque legga gli articoli che scrivo avrebbe potuto comprendere l’inefficienza gestionale degli uffici più importanti che dovrebbero favorire lo sviluppo mondiale. Rinunciando alla proprietà industriale, non rinuncio nemmeno alla proprietà intellettuale, che è inalienabile e nessun burocrate mondiale può annullarla, con o senza diritto d’autore. Il problema dei diritti d’autore negati agli inventori riguarderà la giustizia internazionale quando la verità scientifica sarà accertata. La vita umana è troppo breve per combattere la burocrazia mondiale e aspettare che la giustizia faccia il suo corso. Per questo motivo, è necessario anche prolungare la vita umana, realizzando subito il “cuore artificiale del sangue che ossigena il sangue”, che è un’altra invenzione considerata “moto perpetuo” dall’ufficio brevetti italiano e un’altra occasione persa per la crescita degli imprenditori e dei governi italiani e mondiali. Allego la lettera ricevuta dall’ufficio brevetti italiano:

Il sottoscritto, ha preferito non spendere soldi in ricorsi legali, che comunque non avrebbero assicurato investitori pubblici e privati ​​I sedici brevetti nazionali ei sei internazionali che mi sono stati concessi sulle depurazioni interattive, sono glia sufficienti a dimostrare che gli inventori privati, sono considerati come dei corpi indesiderati sia dalle multinazionali, sia dagli enti pubblici. Ha continuato a sviluppare a livello intellettuale l’intero sistema energetico e depurativo mondiale che prevede i collegamenti che consentono di chiudere i cicli, pubblicando le soluzioni in lettere aperte, che non hanno mai ricevuto risposte dagli organi istituzionali Italiani ed Europei. Queste soluzioni chiamate depurazioni interattive, hanno consentito l’individuazione delle energie interattive, che il sottoscritto, sempre per mezzo di lettere aperte, ha inviato ai Giudici Internazionali e alle Nazioni Unite, che tramite La WIPO regolamentano il sistema dei brevetti a livello internazionale.

Purtroppo, lavorando da solo ho impiegato una vita intera per mettere insieme le competenze necessarie a progettare impianti completi. Ma sono arrivati ​​anche prima degli scienziati pubblici che ancora oggi continuano a lavorare a compartimenti stagni perché il loro scopo non è quello di proteggere globalmente l’ambiente, ma di arrotondare lo stipendio vendendo i brevetti alle multinazionali. Infatti, le multinazionali non comprano brevetti che vanno contro i loro interessi.

Vorrei citare l’unica lettera seria ricevuta da un ente di ricerca pubblico nel corso di molti anni di collaborazione. Si tratta della lettera ENEA/2009/370587/PRES del 2/07/2009, nella quale l’ex presidente dell’ENEA (Agenzia nazionale per l’energia e l’ambiente), il Prof. Luigi Paganetto, mi invitava a un incontro presso la sua sede di Bologna, scrivendo testualmente: “Al fine di approfondire gli aspetti tecnici e le implicazioni economiche dei sistemi e delle tecnologie da Lei proposti, La prego di contattare il Dott. …………., Responsabile della Metodologia di Analisi e Prevenzione del Rischio Antropico, che potrà organizzare un incontro con esperti del settore”. Allego la lettera ricevuta dall’ENEA:

Purtroppo, per ragioni ignote al sottoscritto, i collaboratori del Presidente hanno rimandato l’incontro e mi hanno convocato nella seconda metà di settembre 2009, costringendomi a percorrere circa 1100 km in treno andata e ritorno, solo per comunicarmi che il prof. Paganetto si era dimesso dalla carica di presidente dell’ENEA e che non potevano occuparsi dei miei brevetti, non avendo fondi sufficienti nemmeno per perseguire i propri. Non c’è stata quindi alcuna discussione tecnica sui miei brevetti. Tutto ciò avrebbe potuto essermi comunicato con una semplice email, senza nemmeno dover sostenere le spese di viaggio. Questo è il livello di comportamento degli enti di ricerca italiani e probabilmente mondiali nei confronti degli inventori privati. Successivamente, l’ENEA, come tutti gli altri enti di ricerca italiani e mondiali, non ha risposto alla mia richiesta di presentazione delle pubblicazioni, nonostante avesse depositato brevetti ben più importanti di quelli prodotti fino al 2009.

Ho consultato il database dei brevetti dell’ENEA, che conta diverse centinaia di titoli. Sono molto interessanti e altamente specializzati. Riguardano dettagli di supporto per l’industria chimica, biologica, nucleare, i processi di combustione della biomassa, i combustibili, l’energia solare e specifici processi di purificazione. L’ENEA si comporta come le università di tutto il mondo, che producono brevetti specialistici e li vendono al miglior offerente, senza studiare l’organizzazione globale del lavoro per trovare il modo migliore di crescere tutelando, non devastando, l’ambiente, lavorando in modo casuale e continuando a perseguire interessi scientifici di parte. La mano destra della scienza non sa cosa fa la sinistra e non vuole saperlo, pur vivendo nello stesso ente pubblico e nella stessa università. Per questi motivi, gli enti scientifici pubblici, come l’ENEA e le università di tutto il mondo, non hanno individuato le purificazioni e le energie interattive e fingono di non comprenderle. Hanno lasciato soli gli uffici brevetti e i politici, che in realtà non le capiscono. Come possono dunque i governi impostare un modello di crescita coerente? Come semplice progettista e installatore di sistemi, mi sono sempre posto questa domanda. Il mio datore di lavoro conosceva i miei dubbi e, quando mi affidò un incarico, mi raccomandò di non inventare nuove soluzioni perché non era compito nostro. Il nostro obiettivo era portare a termine il lavoro e fatturare. Ma come possono coloro che amano il proprio lavoro non rendersi conto che potrebbe essere migliorato semplicemente emanando normative internazionali che obblighino i produttori di energia a costruire centrali termoelettriche delle dimensioni adeguate e nel luogo giusto, in modo da chiudere i cicli di combustione in maniera utile per l’ambiente?

Ancora oggi, nel mondo si costruiscono centrali termoelettriche a carbone da 6000 MW/h senza alcuna possibilità di neutralizzare le emissioni. Sarebbe sufficiente costruire impianti più piccoli in luoghi dove c’è acqua a sufficienza per chiudere positivamente i cicli. Un funzionario dell’Eni mi ha risposto che apprezzavano le soluzioni che avevo proposto, ma non erano tenuti ad attuarle perché già rispettavano le normative. Gli ho scritto che all’epoca erano ancora un’azienda a partecipazione pubblica, che proprio in virtù del fatto di essere un ente pubblico, non era tenuta a rispettare le normative, ma a promuoverle a favore dell’ambiente. Se gli enti pubblici non lo fanno, certamente non possono farlo i privati. L’articolo che ho scritto su questo argomento, dal titolo “Inquinamento globale: botta e risposta con ENI”, è stato pubblicato da Redazione MeteoWeb il 21 gennaio 2013 ed è tuttora

Purtroppo, se entriamo nei dettagli della depurazione dell’acqua e dell’aria, che sono sempre di competenza pubblica, la situazione è persino peggiore, perché acqua e aria dovrebbero essere depurate insieme negli stessi centri urbani, separando i fanghi dall’acqua alla fonte. Da quasi cento anni si dibatte inutilmente tra fognature singole e doppie, e ho dimostrato che entrambe sono sbagliate, con progetti e brevetti che mi hanno fatto fare apparizioni a livello nazionale e internazionale, senza che nessuno intervenisse per realizzare almeno un prototipo di depurazione globale, al quale si potrebbero collegare anche il trasporto delle polveri sottili del traffico e lo scambio termico degli impianti di riscaldamento e condizionamento, eliminando i milioni di condizionatori che nei centri urbani contribuiscono in modo significativo al riscaldamento dell’ambiente. Non stiamo parlando di reti di distribuzione idrica che consumano immense quantità di energia e disperdono il quarantacinque percento delle portate, a causa delle alte pressioni degli impianti. Anche in questo settore, che conosco molto bene, ho proposto modifiche sostanziali che ridurrebbero le pressioni e trasformerebbero gli impianti da assorbitori in produttori di energia. Certo, avrei preferito non scrivere queste cose prima di averle vissute in prima persona, ma sono giunto alla conclusione che i centri di potere non permetteranno mai la realizzazione di questi esperimenti, essendo la maggioranza assoluta unita da interessi economici ben più importanti di quelli scientifici. 

La scienza ambientale ed energetica mondiale è come una banderuola che va dove tira il vento. Quella italiana è stata tra i principali protagonisti del progetto CCS per seppellire la CO2 nel sottosuolo, con costi economici immensi, solo per realizzare prototipi che hanno evidenziato i pericoli che la popolazione mondiale avrebbe corso. Ma peggio ancora, l’energia nucleare francese veniva importata in Italia. Dobbiamo ringraziare il disastro di Fukushima se non hanno avuto successo. Tuttavia, in Italia nessuno si batte per una produzione interamente italiana di energie purificanti e interattive che potrebbero salvare il mondo e dare il via a una corsa allo spazio sostenibile. Preferiscono battersi per il riconoscimento del Parmigiano Reggiano e della pizza napoletana.

Credo che la politica italiana e mondiale, invece di inseguire gli elettori creduloni che costituiscono la maggioranza mondiale, per conservare il potere, debba gestire meglio l’immenso potere scientifico di cui dispone, premiando scienziati e inventori senza sporcarsi le mani e la coscienza con la vendita di brevetti industriali, ma rivalutando i brevetti intellettuali, attraverso accordi internazionali che non penalizzino alcun Paese. Perché se è vero che non è conveniente usare il petrolio come combustibile, è altrettanto vero che i derivati ​​del petrolio saranno utili per creare isole artificiali nelle pianure oceaniche che nutriranno la popolazione mondiale in modo più semplice ed economico rispetto all’agricoltura e alla pesca attuali, semplicemente estraendo dalle profondità il calcio e il carbonio solubilizzati nel corso di miliardi di anni oltre i 4.000 metri di profondità mediante pozzi artificiali. Questa soluzione, portando maggiore alcalinità in superficie, contrasterà anche l’attuale scioglimento dei ghiacciai e il temuto innalzamento del livello del mare. Ciò significa che lo Stato italiano, patria di queste invenzioni sostenibili, sta combattendo l’ostruzionismo invece di essere il primo a non crederci. Le possibili alternative per un nuovo modello di sviluppo, per quanto mi riguarda, potrebbero essere le seguenti:

1. I governi tornano a essere imprenditori, o almeno enti pubblici che sperimentano brevetti di pubblica utilità, prodotti dai propri cittadini, riguardanti il ​​miglioramento sostenibile dello sviluppo economico, ambientale, energetico e sanitario, condividendo con loro il diritto d’autore internazionale. Questo sta già accadendo in Italia. Ma solo per inventori pubblici e per brevetti industriali da vendere a multinazionali, tramite negoziazioni private, che sostengono il modello di sviluppo che ha prodotto l’attuale degrado ambientale con conflitti di interesse.

2. Se non desiderano assumersi responsabilità imprenditoriali, si possono creare multinazionali alternative che sviluppino prototipi dimostrativi di brevetti di pubblica utilità, accessibili a tutte le aziende del mondo senza la complessa procedura di tutela industriale, condividendo con gli inventori i diritti d’autore internazionali. Queste multinazionali saranno certamente più utili delle attuali agenzie di rating, che si occupano solo di un’economia priva di fondamento.

3. Se i brevetti intellettuali, soprattutto quelli interattivi, si dimostrano funzionali, economicamente convenienti, rispettosi dell’ambiente e in grado di preservare le risorse naturali, chiunque li abbia dimostrati, deve avere valore legislativo a livello mondiale, stabilendo tempi ragionevoli per l’adeguamento degli impianti a livello globale, sia depurativi che energetici di ogni tipo, fissi e mobili. La carbonizzazione non può essere rimandata al 2050, come stabilito all’ultima COP 25, mentre i 196 Stati sovrani, compreso quello italiano, hanno dimostrato di non conoscere né i sistemi di depurazione, né le energie interattive, né le modifiche necessarie a camini, fognature, pozzi artificiali e cuori artificiali.

4. È vietata la vendita di brevetti da parte di enti pubblici a società private in grado di produrre autonomamente i propri brevetti industriali. Queste ultime dispongono di tutti i mezzi tecnici ed economici necessari per sviluppare le proprie invenzioni in modo indipendente. Tuttavia, i loro motori devono adattare i sistemi di propulsione ai propri sistemi di riscaldamento a zero emissioni, come dimostrato da enti pubblici o organismi di certificazione autorizzati a livello mondiale.

Credo che gli inventori e i ricercatori pubblici di tutto il mondo non perderanno nulla con una simile riforma, perché, anche oggi, se vendono un brevetto, devono condividerlo con le organizzazioni a cui appartengono. D’altra parte, non si sporcheranno le mani con conflitti di interesse. Penso anche che diventeranno più creativi se seguiranno il loro istinto invece delle direttive dei datori di lavoro. Dobbiamo chiederci: perché i politici di professione che hanno governato l’Italia e il mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale non hanno creato enti pubblici di progettazione efficienti e multidisciplinari per guidare lo sviluppo nazionale e mondiale? Lo chiedo soprattutto al professor Giuseppe Conte, che è arrivato a guidare il governo italiano per puro caso, non essendo un politico legato ai centri di potere del passato. Perché la scienza pubblica italiana continua a operare in compartimenti stagni, come il resto del mondo, quando uno sviluppo sostenibile potrebbe avvenire prendendo le scorciatoie delle connessioni interdisciplinari, come ha dimostrato chi scrive? Perché la scienza mondiale tace sulle invenzioni interattive?

Le invenzioni interattive possono essere comprese solo se si possono individuare anche i collegamenti con le invenzioni precedenti. Per mostrare questi collegamenti, il sottoscritto ha dovuto pubblicare tutto su un piccolo sito web personale. Dopo molti anni di lavoro solitario e oltre quaranta brevetti scaduti, oggi qualcuno pubblica i miei articoli e qualcuno mi invita a conferenze, ma credo che tra l’immensa massa di editori, quelli che pubblicano i miei articoli siano davvero pochi. Gli editori vorrebbero sempre pubblicare articoli scientifici originali e inediti. Non consento la pubblicazione esclusiva dei miei articoli perché devono essere tutti riuniti sul mio sito web per far comprendere alle persone la logica dei sistemi interattivi di energia e purificazione, che oggi nessuno comprende perché i centri di potere economico non vogliono che venga compresa, costringendo a cambiare l’intero modello di sviluppo.

Coloro che vogliono pubblicare solo articoli inediti non si curano del fatto che i governi e gli imprenditori di tutto il mondo stiano invecchiando invenzioni sostenibili senza rendersene conto. Agli organizzatori di congressi internazionali, sponsorizzati dai centri di potere mondiali, i relatori devono pagare per illustrare le loro ricerche e le loro invenzioni. Solo le multinazionali e gli enti pubblici pagati dai contribuenti possono riunirsi ai congressi. È ovvio che tra loro si stringono accordi e che lo sviluppo sostenibile ne trarrà beneficio. Il sottoscritto, pur essendo stato invitato, rinuncia a partecipare, a meno che il congresso non si tenga a Napoli o a Roma e gli organizzatori rinuncino al compenso versato dai centri di potere. Finora ha partecipato solo a un congresso a Roma che ha accettato le sue condizioni.

In questo contesto globale di sviluppo economico, il sottoscritto è stato in grado di sviluppare solo brevetti intellettuali teorici, sottraendo il minimo indispensabile dalla modesta pensione. Non riesco a placare la morbilità di conoscere i dettagli da proteggere con la proprietà industriale, perché non voglio alcuna proprietà industriale se le mie invenzioni non vengono apprezzate dagli italiani e dal mondo, ma lotterò per quella intellettuale, con il relativo diritto d’autore, se sarò ancora in vita quando verranno comprese. Il diritto d’autore è inalienabile per chiunque scriva una canzone o dipinga un quadro, perché dovrebbe essere diverso per un inventore che dedica gran parte della sua vita allo sviluppo sostenibile?

Il modo corretto di formulare le richieste è il minore dei problemi che pongo, poiché non ho mai pensato di essere un imprenditore da pensionato, ma solo un inventore e credo di essere riuscito a individuare non singole invenzioni, ma un modello di sviluppo sostenibile alternativo, senza dover ringraziare alcuna istituzione pubblica italiana o mondiale. Spero che l’attuale Presidente del Consiglio mi neghi il finanziamento, non per interessi personali, ma perché gli italiani, per crescere, hanno bisogno soprattutto della creatività degli inventori, non dell’astuzia di politici, imprenditori e burocrati. Questi ultimi hanno trasformato gli inventori in dipendenti, condizionati da scelte aziendali e politiche, pagati anche per tacere sulle invenzioni sostenibili che i pochi inventori ancora producono liberamente e quelli, come me, che hanno aspettato la pensione per realizzare invenzioni sostenibili.

A pagina 51, riga 8, di questo documento, ho dedicato uno spazio anche a questo deposito di brevetto, dichiarando che se il governo italiano vuole preservare queste opportunità di crescita, dovrebbe sorvolare sugli aspetti burocratici e impegnarsi affinché le invenzioni italiane interattive si diffondano anche all’estero, pagando le tasse di mantenimento dei brevetti internazionali al posto degli inventori. Sarebbe il passo politico più importante di sempre in Italia: la proposta per un modello di sviluppo sostenibile per l’economia, più economico ed efficiente su tutti i fronti, senza cambiare le tecnologie esistenti ma solo i sistemi fissi e mobili che inquinano l’ambiente. D’altra parte, non pagano forse le tasse di brevetto degli inventori pubblici, ai quali versano anche uno stipendio mensile per produrre invenzioni a supporto delle industrie meccaniche, farmaceutiche e chimiche? Se un inventore pubblico avesse inventato il cuore artificiale, credo che l’ufficio brevetti ci avrebbe pensato mille volte prima di dichiararlo “moto perpetuo” e se lo avesse fatto. Non sarebbe una disputa ridicola tra una parte dello Stato e un’altra parte dello Stato? Purtroppo, per i burocrati, i legislatori in materia di brevetti, gli editori, gli organizzatori di congressi e gli inventori privati ​​che non hanno alle spalle governi e multinazionali che pagano le tasse di deposito, le pubblicazioni, le quote di partecipazione e i viaggi internazionali, gli inventori privati ​​non hanno una patria o uno sponsor.

A quale nazione appartengono gli inventori privati ​​italiani, che non desiderano altro che i funzionari governativi svolgano bene il loro lavoro, accertando nell’interesse comune se le invenzioni proposte possano essere utili alla crescita del Paese o meno? Probabilmente ci sono anche altri inventori, come me, che non hanno alcuna possibilità di sviluppare le proprie invenzioni e che avrebbero bisogno di aiuto. Chi ha idee da sviluppare è una risorsa per l’intero Paese, non vuole sussidi di disoccupazione o rendite di cittadinanza. Perché i governi che concedono questi aiuti sociali ai più svantaggiati, che si guadagnano il consenso elettorale, non vanno a consultare i database dei depositi brevettuali nazionali e internazionali, per vedere se ci sono inventori che hanno bisogno di aiuto per creare posti di lavoro? Alla scadenza del deposito brevettuale nazionale di cinque anni, o di quello internazionale di tre anni, perdono tutto se non hanno trovato finanziatori o aziende che acquistino brevetti, e difficilmente li trovano se le invenzioni sono così innovative da mettere in discussione l’attuale modello di sviluppo e gli investimenti già effettuati nei settori strategici dell’economia mondiale.

Perché i governi più illuminati non pensano a creare posti di lavoro, a selezionare le invenzioni più innovative e a dare fiducia agli inventori? Non ai consulenti governativi che, pur avendo a disposizione fondi pubblici e laboratori di ricerca, non sono stati in grado di proporre le stesse invenzioni. Se i brevetti degli inventori privati ​​scadono, non è colpa degli inventori, ma dei governi che non li hanno sostenuti. A livello nazionale, spetta ai governi gestire la proprietà industriale. Gli inventori non possono iniziare a pagare le tasse di mantenimento dei brevetti se, dopo cinque anni, i governi e gli imprenditori del loro paese non hanno investito in invenzioni innovative di pubblica utilità, nonostante le pubblicazioni online e le lettere aperte indirizzate alle autorità. Per chi scrive, a livello intellettuale, non dovrebbe esserci alcuna distinzione tra brevetti concessi e non concessi, se si dimostra che l’invenzione supera lo stato dell’arte e che gli esaminatori e i loro consulenti non l’hanno compresa. È solo questione di tempo. Se un’invenzione è valida, ne genera a decine di altre. L’inventore non deve fare altro che ipotizzare che l’invenzione rifiutata e non finanziata funzioni e continuare a depositare brevetti basati sullo stesso principio di energia o purificazione. Prima o poi, la verità scientifica e tecnica dovrà necessariamente venire a galla. I politici e i legislatori che non sono scienziati e tecnici dovrebbero legiferare separando la proprietà intellettuale dalla proprietà industriale. Se non lo faranno, riconoscendo i diritti degli inventori (che non costano nulla ai governi se l’invenzione non li finanzia), diventeranno una specie in via d’estinzione e non ci saranno più inventori innovativi, capaci di indagare trasversalmente per scoprire i collegamenti interattivi, che rappresentano le vere invenzioni del futuro. Coloro che hanno collaborato per produrre gli attuali danni ambientali, sanitari ed economici non vogliono che i collegamenti interattivi vengano scoperti.

Le mezze verità rivelate dagli specialisti pubblici e privati ​​che hanno indotto i governi mondiali del secolo scorso ad accettare limiti di emissione nell’acqua e nell’atmosfera, perché secondo la logica della scienza attuale, non interattiva, non è possibile avere impianti e macchinari con un’efficienza del 100%. Per quanto mi riguarda, si tratta di sciocchezze da scuola, trasferite poi all’industria e all’ambiente, perché i sistemi non sono semplici macchine, bensì macchine complesse. Possono produrre energia senza aprire cicli termici e chimici. Possono consumare una piccola parte dell’energia che producono e persino migliorare il grado di purezza dell’ambiente riciclando l’acqua inquinata, che altrimenti verrebbe scaricata in autoclave, utilizzando il principio di Henry, senza pagare per la depurazione o per l’energia, che verrebbe estratta direttamente dall’ambiente. Ovviamente, cambiando il modo di progettare macchine e sistemi. Si tratta solo di saper progettare i sistemi, utilizzando al meglio le tecnologie esistenti e i principi scientifici. Questo non l’ho detto nel 2006, quando ho iniziato a proporre le prime invenzioni leggermente interattive. Ma gradualmente il livello di interattività delle invenzioni è aumentato, anche se nessun governo e nessuna multinazionale le ha finanziate e nel 2020, posso dirlo con certezza, anche se saranno necessari ingenti investimenti per cambiare il modello di sviluppo. Ma la maggior parte degli investimenti sarà dovuta principalmente alla demolizione di grandi reti obsolete di distribuzione termica, idraulica, nucleare, elettrica, del gas e del petrolio, ma anche di infrastrutture, come strade e gallerie ferroviarie che hanno alterato la natura e richiedono immense risorse per essere ripristinate e mantenute in funzione. Il mezzo di trasporto più economico e sicuro sarà quello aereo, con energia interattiva fluidodinamica ed elettromagnetica.

A chi parla di crescita e sviluppo senza conoscere il progetto che sta alla base di ogni produzione di ricchezza, posso dire che anche il progetto ha i suoi difetti, se produce insieme alla ricchezza anche l’inquinamento che comporta costi economici e nessuna garanzia di una completa depurazione. Ho cercato di correggere gli errori di progettazione dei sistemi prevalentemente pubblici, ma mi sono ritrovato solo con sedici brevetti nazionali, un brevetto europeo e cinque brevetti internazionali. A questi avrei dovuto aggiungere ventisette brevetti depositati e non concessi, dove si trovano le invenzioni più importanti. Avrei anche dovuto spendere soldi per intentare cause legali contro le istituzioni responsabili dello sviluppo economico del mio paese, come se non avessi una famiglia da mantenere, che nel 2006, quando ho iniziato a inventare, era ancora composta da cinque persone che vivevano solo della mia pensione. I sacrifici economici per essere un inventore sono stati enormi, ma ho continuato lo stesso, nonostante le offerte di lavoro non mancassero. Se non avessi inventato soluzioni ambientali alternative, per le quali mi preparavo da anni, mi sarei accusato del crimine di omissione, reato che rimprovero a tutti i governi e soprattutto agli scienziati, sia a livello pubblico che mondiale. Nei prossimi anni si saprà se sono un visionario o una persona concreta; per il momento credo di aver fatto il mio dovere e spero che anche i governi del mondo facciano la loro parte, perché a mio avviso la stanno facendo molto male se non si rendono conto di aver creato una ricchezza illusoria, neutralizzata dai costi prodotti da alluvioni, incendi, malattie polmonari e dal continuo crollo di opere strutturali superflue.

Ciò che rimprovero alla scienza mondiale è di non aver indagato sui sistemi interattivi. A mio avviso, questo ha portato alla creazione di una cultura scolastica, a mio avviso errata, ma così radicata da essere quasi impossibile da credere. Persino in famiglia, le mie figlie e i miei laureati in discipline scientifiche non mi credono perché si rifiutano di applicare il ragionamento scientifico interattivo. In realtà, non biasimo gli esaminatori di brevetti per non credermi. Nella loro logica, è ovvio che non trovando applicazioni di fluidodinamica simili a quelle proposte dal sottoscritto nel database dei brevetti internazionali, siano giunti alla facile conclusione che si tratti di una violazione dei principi di energia. Rimprovero al sistema brevettuale mondiale di voler giudicare troppo frettolosamente invenzioni intellettuali che non sono facili da comprendere senza l’esperienza pratica di chi conosce fisicamente i componenti interni delle macchine da modificare. In realtà, i processi interattivi in ​​natura avvengono spontaneamente, ma richiedono milioni di anni. Negli impianti artificiali, l’uomo deve provocarli modificando le macchine e i sistemi che devono svolgere molteplici funzioni contemporaneamente. La comprensione di un brevetto intellettuale richiede più tempo, soprattutto se l’inventore non ha i mezzi per dimostrarlo e la scienza finge di non comprenderlo. Per questo motivo, è necessario seguire due procedure distinte per i brevetti industriali e quelli intellettuali, che non risultano rintracciabili nei database mondiali, poiché inizialmente vengono bloccati dalla burocrazia locale.

Tuttavia, nel database dei brevetti mondiali è presente anche il brevetto WO2017/042847, pubblicato il 16/03/2017, che riguarda una pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, dove il sottoscritto illustra anche come i sistemi debbano essere progettati per poter superare le pressioni idrostatiche dei sistemi idraulici. Perché l’Ufficio brevetti italiano non ha ritenuto questo brevetto così importante per il futuro sviluppo sostenibile del mondo? Prima di diventare un brevetto internazionale, questo brevetto è passato attraverso il loro ufficio con il numero 102015000048796 depositato il 09/09/2015, tuttavia, è loro parere che si opponevano alla mancanza di inventiva in questa invenzione, il sottoscritto ha ottenuto il riconoscimento internazionale. Pertanto, l’ufficio italiano, proponendo recentemente di accettare il modello di utilità a livello italiano per questa importantissima e fondamentale invenzione mondiale, si è ritenuto più preparato e preparato degli esaminatori internazionali.

Il fatto che il sottoscritto non abbia trovato finanziatori internazionali dimostra soltanto che i centri di potere mondiali sono ben collegati e non portano avanti invenzioni che mettano in luce i loro enormi errori. In realtà, non sono solo le pompe ad essere sbagliate in tutto il mondo. È sbagliato tutto lo sviluppo mondiale. Le pompe saranno modificate come propone il sottoscritto solo quando la scienza e gli imprenditori mondiali ammetteranno il loro errore di non aver approfondito l’uso sinergico dei principi fluidodinamici interattivi purificanti ed energetici di Henry, Pascal, Torricelli, Venturi, Bernoulli, che avrebbero permesso di collegare direttamente l’energia fluidodinamica a quella elettromagnetica, senza passaggi termici e chimici intermedi, riciclando l’acqua proprio per mezzo della pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante. Se questo nel mondo intero nell’anno 2020, non è ancora avvenuto è dovuto unicamente al fatto che questa invenzione è troppo importante per l’economia mondiale. If this has not happened in the whole world in the year 2020, it is onlyly due to the fact that this invention is too important for the world economy. Se venisse realizzato in tutte le versioni e in tutti gli impianti da me depositati e respinti dall’Ufficio brevetti italiano (spero in modo indipendente e senza il consenso dei ministri dello sviluppo economico che si sono succeduti negli ultimi anni), si verificherebbero crolli nelle principali borse mondiali, analoghi a quelli che il coronavirus sta producendo in questo inizio 2020, poiché significherebbe che siamo mal governati anche dal punto di vista scientifico e politico, dato che la scienza pubblica ha il dovere di sperimentare le invenzioni interattive proposte da inventori privati ​​e i politici hanno il dovere di ordinare tali sperimentazioni, mentre la giustizia ha il dovere di perseguire interessi illeciti a livello nazionale e internazionale, in nome della morale pubblica e della democrazia mondiale. Io, come semplice cittadino, ho sempre creduto nell’esistenza della democrazia e nella separazione dei ruoli politico, scientifico e giuridico. Ma come inventore di soluzioni ambientali ed energetiche sostenibili, ho l’impressione di rivolgermi a un unico potere centrale che ha deciso di non rispondere.

L’Ufficio brevetti italiano, dichiarando le invenzioni interattive come “moto perpetuo” (tra cui il cuore ossigenante del sangue energeticamente autonomo, che sarebbe stato utilissimo per salvare vite umane anche in casi simili al coronavirus), ha commesso un abuso di potere ai danni di un inventore privato, cosa che non avrebbe fatto ai danni di un inventore pubblico. Sapendo bene che l’inventore privato non si sarebbe opposto per non dover sostenere le spese di un ricorso legale. In realtà, avrei dovuto presentare 27 ricorsi. Ma vincere un ricorso legale per un brevetto che gli altri centri di potere, tuttavia, non avrebbero finanziato sarebbe stato inutile. La mia storia di inventore è molto simile a quella di Don Chisciotte che combatté contro i mulini a vento, ma non mi pento di aver combattuto e non credo di aver perso la mia battaglia.

Per non dover ricorrere in giudizio, sostenendo che solo l’avvio dell’attività costa all’inventore 600 euro, il sottoscritto è stato costretto a depositare due volte, con nomi diversi, quella che considero un’altra delle più importanti invenzioni dell’umanità di tutti i tempi. Si tratta di un pozzo artificiale, ma non avendo ottenuto alcun brevetto nazionale, non ho potuto nemmeno proporlo a livello internazionale, come invece ho fatto con la pompa a doppia alimentazione separata fino alla girante.

 Questi depositi di brevetti sono molto importanti, poiché le sorgenti naturali si trovano solo sul 5% della superficie oceanica e la produzione ittica naturale sta diminuendo in modo allarmante. Ma le sorgenti artificiali sono importanti anche per combattere il riscaldamento globale. Questo è un altro crimine di omissione della scienza pubblica mondiale perché, in ogni caso, ho pubblicato queste invenzioni, e un altro abuso di potere da parte dell’ufficio brevetti italiano, che evidentemente pensa di risparmiare allo Stato italiano i costi di esame di brevetti ritenuti superflui e contrari ai principi energetici noti.

Questi sono i brevetti relativi ai pozzi artificiali:

102014902290390 (CE2014A000011) del 03/09/2014 ACQUA MARINA E SISTEMI IDRICI SOSPESI SU PIATTAFORME GALLEGGIANTI PER IL DISASTRO E LA RISALITA DELL’ACQUA.

102016000058018 (UA2016A004152) del 16/11/2016 DESALINIZZATORE GALLEGGIANTE IDROELETTRICO PER L’ESTRAZIONE DI CALCIO E CARBONIO DALLE ACQUE PROFONDE

D’altra parte, mi è stato concesso il brevetto per il sistema galleggiante di questi sistemi, che sarò costretto ad abbandonare a causa dell’assenza di interlocutori, in un paese, probabilmente, su un pianeta, dove nessuno sa come progettare sistemi antropici con una visione multidisciplinare per creare uno sviluppo globale.

102016000058416 (UA2016A004177) del 08/06/2016 SISTEMA GALLEGGIANTE CON TUBI IN POLIETILENE ESTRUSO, RINFORZATI, RINFORZATI E RIEMPITI DI POLISTIRENE. Questo sistema di galleggiamento inaffondabile, inventato per sostenere dall’alto i tubi che scendono nelle profondità oceaniche e le isole artificiali che ospiterebbero pescatori e villaggi turistici, può avere molte applicazioni anche per costruire rapidamente strade galleggianti, in aree allagate. I tubi nervati costerebbero poco più dei tubi in polietilene attualmente in uso. Potrebbero anche avere altri usi, avendo una maggiore resistenza alla pressione interna e allo schiacciamento. Lascerò inoltre scadere questo brevetto a livello industriale se il governo italiano e gli imprenditori italiani decideranno di non utilizzarlo per creare posti di lavoro e benessere e preferiranno pagare sussidi di disoccupazione. Tuttavia, penso che nessuno possa negarmi la proprietà intellettuale che oggi non vale nulla, a mio parere, perché la classe dirigente mondiale non sa come progettare gli impianti a livello globale. Qualora questa classe di regolamentazione dovesse cambiare, anche la presente invenzione potrebbe essere soggetta a una nuova valutazione.

Mantenere un brevetto nazionale non costa molto, anche se i costi aumentano di anno in anno. Ma se avessi voluto mantenere validi i sedici brevetti che mi sono stati concessi, se avessi voluto presentare ricorsi legali contro di essi, oltre alle spese di deposito nazionali e internazionali, la mia pensione non sarebbe bastata. Pertanto, in un paese assopito come l’Italia, e probabilmente in tutto il pianeta dove esiste una classe dirigente incapace di distinguere tra invenzioni sostenibili e insostenibili, essere un inventore non protetto da centri di potere pubblici e privati ​​è una follia. Perché sono proprio questi centri di potere che hanno legalmente prodotto il riscaldamento globale, senza alcuna opposizione scientifica e legale.

Chiunque abbia accumulato esperienze lavorative trasversali nell’industria e nell’ambiente e decida di diventare inventore in pensione, dovrebbe essere considerato una risorsa, perché non lavora con immaginazione. Ma non essendo ascoltato da tutta la società, a partire dai burocrati degli uffici brevetti anche per le invenzioni più basilari, e non essendo finanziato da alcun ente pubblico o privato, è costretto a far progredire virtualmente lo stato dell’arte, che è diventato sempre più incomprensibile. Tanto che non propongo una o due invenzioni, più o meno importanti. Propongo un modello di sviluppo alternativo. Il modello di sviluppo che propongo è l’opposto di quello attuale. Sostituisce la termodinamica con la fluidodinamica, negando clamorosamente i principi fondamentali della conservazione dell’energia. Poiché l’energia può essere prodotta sfruttando staticamente la pressione dell’aria compressa, senza trasformare il vettore energetico (acqua), semplicemente prendendola in prestito dalla natura e restituendola con la stessa composizione chimica, senza inquinarla, ma con una maggiore quantità di ossigeno che poi rilascia nuovamente nell’atmosfera, all’uscita delle turbine. Il “moto perpetuo” di cui è stato accusato il sottoscritto non è conveniente, poiché la natura ci ha messo nella condizione di moltiplicare l’energia idroelettrica primaria compressa, riciclando il 100% dei componenti e trasformandola in energia elettromagnetica senza passaggi termici e sostanze chimiche indesiderate. La scienza mondiale tace perché non ha il coraggio di ammettere di aver permesso il riscaldamento globale, costringendo i contribuenti di tutto il mondo a pagare inutili grandi opere pubbliche ed energie inquinanti che potrebbero essere estratte gratuitamente e senza alcuna controindicazione dalla natura.

Non ci sono alternative: o impariamo a progettare piante antropiche in modo interattivo, oppure non ci sarà spazio né cibo per sfamare l’intera popolazione mondiale. Nel romanzo di Dan Brown pubblicato nel 2013, intitolato “HELL”, uno scienziato pazzo aveva trovato una soluzione folle, diffondendo un virus capace di modificare il DNA della popolazione mondiale e di renderne sterile un terzo. Come spesso accade, la realtà, a distanza di qualche anno, ha superato l’immaginazione di un famoso scrittore, perché il Coronavirus è molto più intelligente del nuovo virus, in quanto colpisce principalmente persone anziane e inabili, che percepiscono pensioni elevate e comportano alti costi sociali a causa delle numerose patologie da curare. Il sottoscritto, che rientra nella categoria privilegiata di questo virus, avendo 71 anni, è tuttavia un inventore controcorrente, che ha tentato invano di migliorare la nutrizione umana con il “benessere artificiale” e di prolungare la vita degli anziani con un “cuore artificiale”, un ossigenatore del sangue autonomo che li renderebbe più resistenti dei giovani a questo virus, per il quale non è ancora stato identificato un vaccino. Invece, come scritto sopra, l’ufficio brevetti italiano ha pensato di rendere la speranza di un cibo mondiale sostenibile e la prevenzione dello scioglimento dei ghiacciai attraverso pozzi artificiali e di prevenire la sopravvivenza degli anziani da attacchi di questo tipo di virus e varie malattie cardiache e polmonari. Senza dimenticare che in un futuro non troppo lontano, con il progresso della robotica e della cibernetica, i cervelli degli anziani potranno essere trasferiti in corpi artificiali alimentati con un cuore ossigenatore di sangue, che non avranno bisogno di cibo e aria ma di piccole bombolette di aria compressa e soluzioni alimentari liquide dosate nello stesso sangue che consentiranno mesi di autonomia, persino nello spazio, e saranno costruiti dagli stessi anziani robotizzati. Penso che le ultime invenzioni intellettuali del sottoscritto siano le più recenti in assoluto, altrimenti dovrei trasformarmi in uno scrittore di romanzi fantasy e non voglio farlo, perché credo davvero che la corsa allo spazio possa iniziare solo se produciamo le spinte per volare nello spazio e nell’atmosfera combinando la spinta di Newton e quella di Lorentz negli stessi motori a propulsione lineare che, per essere energeticamente autonomi, devono funzionare come il cuore artificiale ossigenatore del sangue, accoppiando l’energia primaria idroelettrica compressa all’elettromagnetismo dei motori elettrici con coppie motrici e spinte lineari prodotte dalle correnti indotte all’esterno dei sistemi fluidodinamici, dei turboventole elettrici e dei serbatoi che contengono le riserve di energia, che non saranno altro che acqua e aria. Non abbiamo bisogno di carburante ed energia nucleare per conquistare lo spazio.

L’unica differenza tra gli scrittori che lavorano nel fantasy e gli inventori che lavorano su basi scientifiche e tecnologiche è che la società odierna riconosce il diritto d’autore intellettuale, mentre gli inventori non vengono riconosciuti, come se si trattasse di un’opera di fantasy, una ricerca e un lavoro di progettazione interattiva tra principi e tecnologie già esistenti e già testati con successo individualmente, ma mai scientificamente combinati perché la mano sveglia di scienziati e ricercatori monotematici non sa cosa fa la sinistra. Allo stesso modo è organizzata la società mondiale, dove solo gli economisti formulano ragionamenti globali, ma basandosi su informazioni errate provenienti dai ministeri mondiali competenti, poiché la scienza e la tecnologia non vengono mai applicate a livello globale.

Allego di seguito il documento, reperibile anche sulla pagina web https://www.spawhe.eu/a-global-stock-company-against-errors-omissions-and-opportunities-wasted-by-science-and-world-power-centers/, che costituisce parte integrante del mio rifiuto di modificare le rivendicazioni del deposito di brevetto in questione, di cui continuerò a rivendicare solo la proprietà intellettuale, unitamente a tutte le invenzioni relative all’energia depurativa e interattiva depositate, indipendentemente dalla concessione dei brevetti. Per il sottoscritto, gli uffici brevetti devono solo registrare e custodire i brevetti di proprietà intellettuale, essendo gli organi istituzionali preposti. Non sono nemmeno tenuti a commentarli, perché non è chiaro come la scienza abbia preferito la termodinamica alla fluidodinamica a livello mondiale. Né è chiaro che il diritto d’autore non sia riconosciuto a livello mondiale per gli inventori. Pensare in modo errato è un peccato, ma credo che ciò sia dovuto al fatto che gli inventori debbano essere ricattati dai datori di lavoro e ricompensati solo se inventano cose utili al loro profitto, non all’intera comunità, come nel caso dei brevetti da me depositati, riassunti nel documento qui di seguito. Come potete vedere, siamo giunti alla ventisettesima lettera aperta alla Corte Internazionale di Giustizia e alle Nazioni Unite. Ovviamente, senza risposte di alcun tipo, soprattutto scientifiche, né italiane, né europee, né mondiali. Con tutto il rispetto che posso nutrire per l’ufficio tecnico che supporta l’Ufficio Brevetti italiano, i problemi sollevati dal sottoscritto richiedono risposte di livello ben più elevato, che potrebbero essere ottenute solo se la scienza lavorasse in sinergia per il bene comune, come ha fatto il sottoscritto, senza un solo centesimo di contributo economico da parte di alcun governo mondiale o azienda privata.

UNA SOCIETÀ AZIONARIA GLOBALE CONTRO GLI ERRORI, LE OMISSIONI E LE OPPORTUNITÀ SPRECATE DALLA SCIENZA E DAI CENTRI DI POTERE MONDIALI.

Ventisettesima lettera aperta alla Corte Internazionale di Giustizia e alle Nazioni Unite.

RIEPILOGO

La scienza mondiale sa che la Natura e il suo Creatore, senza l’ausilio di alcuna tecnologia, hanno trasformato l’atmosfera primordiale della Terra, satura di gas tossici come metano, idrogeno, ammoniaca, anidride carbonica, ossidi di zolfo, carbonio e azoto, in un’atmosfera perfettamente pulita. La scienza sa che pochissimi anni di sviluppo industriale sono stati sufficienti a produrre l’attuale stato di degrado, eppure si limita a lanciare allarmi. Non entra nel vivo delle soluzioni industriali che non rispettano le proporzioni chimiche dei componenti e la chiusura dei cicli nel contesto degli impianti artificiali. Se la scienza pubblica mondiale, invece di lanciare allarmi, avesse realizzato prototipi in scala di come progettare sistemi a livello globale, persino i produttori avrebbero capito che i grandi impianti di combustione, le grandi acciaierie, dovrebbero essere affiancati da sistemi ancora più grandi contenenti reagenti completamente naturali per neutralizzare i gas e le polveri nocive, utilizzando i principi interattivi impiegati dalla natura, sia per purificare, sia per risparmiare energia, sia per produrre energia. La prima fonte interattiva è l’aria atmosferica, addensata dalla gravità a una pressione di 1 bar, che può essere addensata artificialmente a pressioni migliaia di volte superiori avendo punti di pressione critica e temperature molto distanti tra loro (37,69 bar, – 140, 6 oC). Ma ispessendo solo di poche barre e facendo circolare l’acqua inquinata in un senso unico in un’autoclave che scaricherebbe l’acqua attraverso una pompa usata come turbina, potremmo purificarla producendo energia invece di consumarla usando i principi di Henry e Dalton, a condizione che la scienza avesse incluso che l’acqua per circolare in un senso unico attraverso un’autoclave deve entrarvi usando la seconda alimentazione di una pompa modificata, mentre l’alimentazione principale della pompa ricicla l’acqua pressurizzata dall’autoclave. Questa semplice modifica delle pompe centrifughe e del modo di alimentare le autoclavi è la chiave per il futuro sviluppo della purificazione e dell’energia in tutto il mondo, a condizione che la modifica sia fatta bene e che i due flussi d’acqua separati non si incontrino prima di entrare nella girante. Dove sono finiti i gas nocivi che circondavano il pianeta nell’era primordiale? Quelli più leggeri sono sfuggiti alla forza gravitazionale. La maggior parte di questi gas è stata assorbita dagli oceani e solubilizzata dalle altissime pressioni idrostatiche, è stata trasferita al nucleo terrestre con processi che durano miliardi di anni. Se gli scienziati e gli inventori avessero fatto bene il loro lavoro, avrebbero dovuto chiudere tutti i cicli degli impianti senza emettere gas serra nell’atmosfera, sapendo che la natura impiega miliardi di anni per neutralizzarli. In alternativa, avrebbero dovuto evitare di aprire cicli chimici o nucleari, utilizzando solo processi fisici ed elettromagnetici. Se la scienza mondiale avesse cercato di chiudere completamente i cicli antropici, invece di accettare i limiti di emissione che ha accettato e reso accettabili dai politici mondiali, avrebbe modificato le attuali ciminiere e trasformato le fognature in depuratori globali di acqua e fumi. Se la scienza pubblica mondiale avesse realizzato queste invenzioni logiche contro il riscaldamento globale, probabilmente non avrebbe costretto il sottoscritto a diventare un inventore ambientale, a mettere almeno per iscritto le modifiche da apportare ai sistemi di depurazione. Di fatto, le nuove invenzioni, non realizzate in aggiunta alle ciminiere di cattura e depurazione dei fumi, si chiamano decantatori di acque reflue, fosse di depurazione, serre calcaree, bacini biologici sovrapposti, edifici verticali sinergici. Da queste invenzioni, che nessuno ha finanziato a livello internazionale, che funzionavano solo nella mente del sottoscritto, sono nate energie interattive, poiché avrebbero fatto circolare insieme acqua e aria inquinata purificandosi a vicenda e trasformando la CO2 in carbonati. Se la scienza pubblica mondiale avesse inventato queste invenzioni, si sarebbe resa conto che la spesa maggiore che questi impianti comportavano era quella di sollevare e far circolare l’acqua. Probabilmente, per risparmiare sui processi di purificazione e alcalinizzazione, la scienza pubblica mondiale avrebbe inventato la pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, invece di nasconderla. Probabilmente, avrebbe anche inventato tutte le invenzioni successive che mi hanno portato a identificare i motori lineari globali interattivi,che ci porterà nello spazio. Probabilmente, se ciò fosse accaduto, l’intera classe dirigente mondiale, almeno quella buona, sarebbe felice e soddisfatta. Purtroppo, la storia sta prendendo una piega diversa. Continueranno gli insabbiamenti?

INTRODUZIONE

Prima di addentrarci nella descrizione tecnica, ritengo necessario ripercorrere la storia della difficile nascita dell’energia interattiva, che non trova padri illustri tra gli attuali rappresentanti della scienza, della politica e dell’imprenditoria mondiale, bensì in quelli dell’era preindustriale, poiché l’inizio dell’era industriale fu caratterizzato da due guerre mondiali, che condizionarono le scelte politico-scientifiche e industriali, facendo progredire lo stato dell’arte in modo squilibrato. Prima a causa della frettolosa corsa agli armamenti e poi a causa della frettolosa ricostruzione. Mentre lo sviluppo razionale richiede un ragionamento globale, che oggi nessuno comprende, essendo tutti specializzati in ragionamenti specifici e parziali. Albert Einstein, dopo aver compreso gli errori della guerra e la cattiva interpretazione della teoria della relatività, che con la divisione dell’atomo portò alla corsa alla bomba atomica, auspicava un governo mondiale. In realtà, la Seconda Guerra Mondiale si concluse con l’esplosione della bomba atomica americana, ma avrebbe potuto concludersi anche con l’esplosione di una bomba atomica tedesca e la storia del mondo avrebbe preso una piega diversa, persino peggiore di quella attuale.

Purtroppo non siamo giunti a un governo mondiale uguale per tutti e l’istituzione delle Nazioni Unite non ha dato i risultati sperati perché, a mio avviso, in questo organismo democratico fondamentale, soprattutto, avrebbero dovuto andare i migliori inventori e scienziati pacifisti per guidare la ricostruzione verso uno sviluppo scientificamente sostenibile. Oggi, invece, i primi a non comprendere le energie interattive e le purificazioni sono i burocrati delle Nazioni Unite.

Uno degli ultimi articoli da me pubblicati su https://www.spawhe.eu con il sottotitolo di ventitreesima lettera aperta ai giudici internazionali e alle Nazioni Unite, reca il seguente titolo: “PROGETTI AMBIENTALI E RISPOSTE DI UN FALSO SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU”.

In questo articolo descrivo una situazione alquanto paradossale. Infatti, invece del Segretario Generale delle Nazioni Unite, che non ha mai risposto, mi ha risposto uno sconosciuto che si spacciava per tale, offrendomi un finanziamento generico. Pur sapendo che si trattava di una truffa, gli ho scritto le stesse cose che avrei scritto al vero Segretario Generale, per evidenziare, nell’articolo che ho poi scritto, la situazione paradossale che può capitare a un inventore di soluzioni ambientali di pubblica utilità, svincolato dai centri di potere mondiali.

In realtà, ho pubblicato l’intera corrispondenza intercorsa con questo signore, concludendo l’articolo con la spiegazione di aver risposto al falso perché “Il vero segretario delle Nazioni Unite non mi avrebbe mai risposto. C’è ancora tempo per farlo”. In realtà, ciò non è ancora avvenuto e continuo a rivolgermi al segretario delle Nazioni Unite, ponendogli la seguente domanda: cosa ha guadagnato il mondo affidando la giustizia internazionale e la legislazione sui brevetti alle Nazioni Unite?

Oggi, i sistemi industriale, energetico, ambientale e sanitario ragionano allo stesso modo. Riporto dall’articolo di Anita Botwin https://www.conoscenzealconfine.it/la-nostra-cattiva-salute-e-molto-salutare-per-l-industria-farmaceutica/ la seguente frase riguardante il sistema sanitario: “L’attuale modello di ricerca non investe nella conoscenza di malattie non redditizie e impone prezzi esorbitanti sui nuovi farmaci, giocando con la vita dei pazienti e mettendo a repentaglio la sostenibilità dei sistemi sanitari”. La stessa cosa è successa nei sistemi industriale, ambientale ed energetico. Dall’avvento dell’era industriale, nessuno ha indagato soluzioni non redditizie per gli imprenditori, che devono vendere prodotti petroliferi e tecnologie talmente complesse da spaventare chi vuole tutelare l’ambiente, soprattutto sindacati e ambientalisti. Questi ultimi, non avendo il supporto della scienza pubblica e non sapendo progettare autonomamente i sistemi, considerano una vittoria l’utilizzo del metano al posto del carbone nelle centrali termoelettriche, o del gasolio nei mezzi di trasporto. Per ridurre l’inquinamento urbano, si incoraggiano le persone ad acquistare auto elettriche che costano molto di più e aumentano l’inquinamento globale, per il semplice fatto che la fonte di energia primaria e sempre fossile, e la necessità di trasportare una maggiore quantità di energia e alimentare le batterie, comporta un’efficienza inferiore del 15-20% nell’energia ricevuta e un corrispondente aumento della produzione di energia termica. Inoltre, senza implementare la purificazione interattiva, che sindacati e ambientalisti non comprendono. Sebbene non sia difficile da capire, non viene insegnata nelle università di tutto il mondo. È ovvio che le energie interattive siano ancora più difficili da comprendere per gli oppositori senza l’aiuto della scienza pubblica, che non li aiuta a comprenderle. Di fatto, i ricercatori pubblici vendono brevetti non interattivi alle multinazionali, che continuano a inquinare. Se a tutto ciò aggiungiamo che coloro che hanno inventato la purificazione e le energie interattive, oltre a pagare le tasse di deposito e mantenimento del brevetto, devono anche pagare i ricorsi legali contro i rappresentanti istituzionali che dovrebbero concedere i brevetti, è ovvio che i legislatori emanano leggi che scoraggiano gli inventori a ricercare soluzioni sostenibili. Inoltre, l’istituzione delle Nazioni Unite responsabile della regolamentazione dei brevetti non riconosce il diritto d’autore come separato dalla proprietà industriale. Ciò significa che solo chi detiene il potere economico può produrre invenzioni. Significa anche che il mondo non può cambiare perché chi detiene il potere economico è lo stesso che ha causato il riscaldamento globale. Il governo mondiale auspicato da Albert Einstein, con l’attuale organizzazione delle Nazioni Unite, sta andando nella direzione opposta.

Ricordo ancora una volta al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, gli articoli 1, 2, 15, 48, 54 e 58 del “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti”, firmato da quasi tutti i centonovantasei Stati sovrani, presso le stesse Nazioni Unite nell’anno 2001.

Personalmente, solo alla fine del 2016 sono venuto a conoscenza di questo documento e da quel momento tutte le mie pubblicazioni hanno il sottotitolo “lettera aperta alla Corte di Giustizia Internazionale e alle Nazioni Unite”. Siamo giunti alla ventisettesima lettera, con proposte utili per la tutela dell’ambiente e la produzione di energia sostenibile in tutti i settori delle attività umane. Anche se il sottoscritto ha commesso degli errori. Essendo chiaramente soluzioni alternative a tutte quelle che non hanno prodotto grandi risultati in termini di tutela ambientale ed efficienza energetica, vi sono ampi margini per rimediare anche ad alcuni sbagli. Sul cammino dell’energia interattiva, siamo ancora all’anno zero. Il sottoscritto ha appena iniziato la fase di disgelo che probabilmente non sarebbe iniziata nemmeno in centinaia di anni, considerando la fredda accoglienza degli attuali centri di potere.

Il “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti illeciti a livello internazionale” comprende non solo le responsabilità dei governi, ma anche le responsabilità individuali dei singoli funzionari. Ovviamente, comprese quelle dei funzionari delle Nazioni Unite stesse. Si tratta soprattutto di reati di omissione:

Articolo 1

Responsabilità di uno Stato per i suoi atti internazionalmente illeciti: ogni atto internazionalmente illecito di uno Stato comporta la sua responsabilità internazionale.

Articolo 2

Elementi di un atto internazionalmente illecito di uno Stato: Si configura un atto internazionalmente illecito di uno Stato quando la condotta consiste in un’azione o un’omissione :

a) può essere attribuita allo Stato allo stesso modo del diritto internazionale;

b) costituisce una violazione di un obbligo internazionale dello Stato.

Articolo 15

violazione che si configura come atto complesso:

Paragrafo 1. La violazione di un obbligo internazionale da parte di uno Stato mediante una serie di azioni od omissioni, definite nel loro insieme come illecite, si perfeziona quando si produce l’azione od omissione che, unitamente ad altre azioni od omissioni, è sufficiente a costituire l’atto illecito.

Paragrafo 2. In tal caso, la violazione si estende per tutto il periodo che inizia con la prima delle azioni o omissioni della serie e dura finché tali azioni o omissioni si ripetono e continuano a non essere conformi all’obbligo internazionale.

Articolo 48

Invocazione della responsabilità da parte di uno Stato diverso dallo Stato leso:

 Paragrafo 1. Qualsiasi Stato diverso dallo Stato leso ha il diritto di invocare la responsabilità di un altro Stato conformemente al paragrafo 2 se:

a) L’obbligo violato sussiste nei confronti di un gruppo di Stati, incluso quello Stato, ed è stabilito per la tutela di un interesse collettivo del gruppo;

b) L’obbligo violato sorge nei confronti della comunità internazionale nel suo complesso.

 Paragrafo 2. Qualsiasi Stato avente diritto ad invocare la responsabilità ai sensi del paragrafo 1 può chiedere allo Stato responsabile:

a) la cessazione dell’atto internazionalmente illecito e le assicurazioni e garanzie di non ripetizione conformemente all’articolo 30;

b) l’adempimento dell’obbligo di riparazione ai sensi degli articoli precedenti, nell’interesse dello Stato che ha offeso o violato l’obbligo dei beneficiari.

Articolo 54

Misure adottate da Stati diversi dallo Stato leso:

Il presente capitolo non pregiudica il diritto di alcuno Stato, autorizzato ai sensi dell’articolo 48, paragrafo 1, a invocare la responsabilità di un altro Stato, ad adottare misure lecite nei confronti di tale Stato per garantire la cessazione della violazione e la riparazione nell’interesse dello Stato leso o dei beneficiari dell’obbligazione violata.

Articolo 58

responsabilità individuale:

Le presenti disposizioni non pregiudicano alcuna questione relativa alla responsabilità individuale, ai sensi del diritto internazionale, di qualsiasi persona che agisca per conto di uno Stato.

Dopo la pubblicazione degli articoli principali del “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti”, che richiamano le responsabilità collettive degli Stati e dei singoli individui, di coloro che agiscono per loro conto, il sottoscritto desidera sottolineare la funzione sociale che i progettisti di sistemi ambientali ed energetici, in particolare quelli pubblici, svolgono.

Il sottoscritto, pur non essendo mai stato un progettista pubblico, ha lavorato in impianti pubblici e ha sentito questa grave responsabilità, e avendo intuito, più di altri progettisti, che attraverso energie interattive sarebbe stato possibile migliorare la qualità della vita di tutti, non ha potuto sottrarsi alla sfida di studiare le soluzioni. Se non l’avessi fatto io, ci credevo, certamente non l’avrebbero fatto coloro che non ci credevano e coloro che sono pagati proprio per non crederci. Moralmente, per me sarebbe stata un'”omissione” non diversa da quella che rimprovero agli enti pubblici di progettazione, che tacciono su queste soluzioni.

Come ho già scritto, apprezzerei che queste invenzioni fossero riconosciute come semplice proprietà intellettuale con diritti d’autore molto limitati, basati su documenti depositati presso gli uffici brevetti, a prescindere dalla concessione dei brevetti e dal pagamento delle tasse di mantenimento, che a mio avviso, nel caso di brevetti di pubblica utilità, gli inventori non dovrebbero essere tenuti a pagare se non rivendicano la proprietà industriale. Ma se le Nazioni Unite non intendono procedere a breve con il riconoscimento di questi diritti, indipendenti dalla proprietà industriale, spero che nasca una società per azioni, alternativa a quelle attuali, che si occupi della purificazione e dell’interazione delle energie.

Ritengo che la presenza della Corte Internazionale di Giustizia alle Nazioni Unite non debba essere casuale, ma credo anche che la giustizia in materia di ambiente ed energia avrebbe potuto fare ben poco di fronte a una scienza pubblica che, accettando i limiti di emissioni tossiche da essa stessa stabiliti, si è dichiarata impotente di fronte all’inquinamento e al riscaldamento globale. Se la scienza non giustifica scientificamente il suo silenzio sulle energie interattive, a mio avviso, la giustizia internazionale ha il dovere di ordinare processi di depurazione e di sfruttamento delle energie interattive nell’interesse dell’intera popolazione mondiale. Tuttavia, la Corte Internazionale di Giustizia ha ricevuto ventisette lettere aperte sulla depurazione e sulle energie interattive ed è rimasta in silenzio, nonostante l’esistenza del già citato “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti” del 2001.

Di fronte a tutti questi inspiegabili silenzi, se non cesseranno immediatamente, non resterà che sperare che l’ipotetica SPAWHE SPA riesca a raccogliere fondi sufficienti per realizzare tutti gli esperimenti e per rivendicare legalmente anche la proprietà industriale dei brevetti scaduti e di quelli non concessi, che oggi sono chiaramente indesiderati dalla scienza, dai politici e dagli imprenditori mondiali e, si spera, non dalla Giustizia.

Credo che questi silenzi rappresentino un pericolo per la democrazia mondiale, per il numero di personaggi silenziosi coinvolti. Un tempo la maggioranza silenziosa era tirannica. Oggi è quella che governa, detiene il potere economico, scientifico e politico, distribuisce i posti di lavoro e si dedica anche a false opere di beneficenza. Non si tratta di una vera maggioranza silenziosa. È una maggioranza che diffonde disinformazione a tutti i livelli, parlando anche di alta tecnologia, a patto che non emergano soluzioni sostenibili in grado di modificare l’attuale distribuzione della ricchezza mondiale.

Non so se nascerà la SPAWHE SPA, ma sono certo che se la civiltà terrestre conquisterà lo spazio, non lo farà con gli attuali razzi a propellente chimico o idrogeno liquido, nemmeno con l’energia nucleare, ma con i motori lineari globali interattivi accoppiati all’elettromagnetismo moderno e con uomini ultracentenari che sfrutteranno l’ossigenatore artificiale del sangue, che utilizzerà la stessa energia primaria, in combinazione con la robotica e la cibernetica. Solo applicando la scienza e la tecnologia in modo imparziale si possono compiere veri progressi, non nascondendo gli errori, come fa la classe dominante mondiale per conservare il potere economico. Tutti questi giochi di potere ritardano il progresso scientifico ed economico globale. I primi a comprendere queste cose dovrebbero essere le Nazioni Unite, che gestiscono i brevetti internazionali. I brevetti intellettuali, pubblicati alla luce del sole, immediatamente dopo il deposito, in qualsiasi paese del mondo, sarebbero un grande contributo allo sviluppo democratico ed economico. Questi non dovrebbero essere giudicati dagli esaminatori di brevetti, ma solo conservati. Chiunque potrebbe discuterne, svilupparli e migliorarli, prima di effettuare investimenti sbagliati, soprattutto quelli pubblici. Solo se l’inventore propone cose nuove e corrette, avrà diritto al diritto d’autore, in proporzione all’accuratezza delle sue intuizioni teoriche. Il riconoscimento di questi diritti potrebbe avvenire anche dopo decenni, quando le invenzioni saranno effettivamente comprese sia dalla comunità scientifica che dagli imprenditori e dagli utilizzatori. In questo modo, il brevetto intellettuale sarebbe molto più difficile da ottenere rispetto a quello industriale, ma offrirebbe maggiori garanzie legali agli inventori indipendenti che lavorano senza la protezione del potere economico e che non sarebbero tenuti a pagare tasse se i brevetti non generassero profitto.

Oggi la maggior parte delle invenzioni nasce nel segreto industriale e viene immessa sul mercato senza essere integrata con i principi ambientali fondamentali e con la salvaguardia delle risorse naturali. Ma quel che è peggio è che la cultura specialistica dei pianificatori pubblici non ha permesso la progettazione di impianti di depurazione globali e quindi mancano le infrastrutture necessarie affinché i cicli più elementari che gli utenti inavvertitamente innescano quando usano un fornello possono chiudere la cucina, accendere il camino, usare la lavatrice in casa. O quando vanno al lavoro in auto, con un trattore agricolo, prendono un treno o un aereo, o fertilizzano i terreni agricoli con fosfati e nitrati. Chi scrive, che si è occupato di tutte queste problematiche dopo una vita lavorativa trascorsa installando sistemi industriali e ambientali, avrebbe voluto depositare tutti i brevetti intellettuali, ma la legislazione mondiale, gestita dalle Nazioni Unite, prevede solo il deposito di brevetti industriali, considerando acquisito il modello di sviluppo mondiale da seguire. Il modello di sviluppo da seguire, invece, è errato perché potrebbe essere progettato correttamente solo se prima si sviluppassero i brevetti intellettuali e solo successivamente si progettassero le opere strutturali e di depurazione, che dovrebbero essere interattive per creare cicli completi. Un approccio molto diverso dagli attuali impianti di depurazione.

DESCRIZIONE

1. È PROBABILMENTE INIZIATA UNA NUOVA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE, ANCHE SE GLI ATTUALI CENTRI DI POTERE MONDIALI NON VOGLIONO ACCETTARLA.

Stavo scrivendo la parte principale di questo articolo alla fine del 2018, quando pensavo di aver concluso la mia attività di inventore con un bilancio decisamente negativo: nessuna delle mie oltre quaranta invenzioni è mai stata realizzata. Sono stato costretto a sospendere la stesura dell’articolo perché mi sono reso conto di non aver ancora depositato il brevetto per la proprietà intellettuale descritto in https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/ . Avevo trascurato di studiare come combinare la spinta di Lorentz con quella di Newton, poiché la mia esperienza lavorativa si era concentrata principalmente su applicazioni meccaniche e fluidodinamiche. Le mie conoscenze di ingegneria elettrica erano insufficienti. Questa è stata l’occasione per colmare queste mie lacune. Per questo motivo, mi ci è voluto più di un anno per pubblicare i due brevetti relativi a questo argomento. Non c’è però motivo di cambiare il titolo dell’articolo che stavo scrivendo, perché, a mio avviso, la spinta di Lorentz non può essere aggiunta a quella di Newton se il mondo non crea un modello di sviluppo interattivo basato sull’energia primaria prodotta fluidodinamicamente, cosa impossibile senza l’invenzione delle pompe con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante. Solo questo sistema può estrarre energia direttamente dalla natura e collegarla direttamente all’elettromagnetismo senza inutili trasformazioni termiche e chimiche, creando un ciclo infinito e potente che può essere interrotto solo dall’usura dei materiali. Ma realizzando più sistemi in parallelo a bordo dei mezzi di trasporto, questi sistemi difficilmente possono arrestarsi contemporaneamente e mettere in pericolo la vita umana.

La scienza che ha insegnato che E = mc² , dove “m” è la massa e “c” la costante della velocità della luce nel vuoto, non ha insegnato una formula altrettanto importante relativa alla forza peso, che è una grandezza vettoriale, che non si esprime casualmente in Newton (kg/m/s² ) . Questa forza, nei corpi dotati di energia interna, come l’aria, lo spazio e i mezzi di trasporto sottomarini che si muovono in uno spazio tridimensionale, può essere espressa con la seguente formula F = m * (a – aL – aN). In questa semplicissima formula, “a” è la costante gravitazionale terrestre, “aL” è l’accelerazione prodotta dalla forza di Lorentz e “aN” è l’accelerazione prodotta dalla forza di Newton. Questa formula, Lorentz o Einstein stessi, che si conoscevano, avrebbero potuto scriverla come un aggiornamento del principio di Newton. Egli afferma che possiamo annullare il peso di una massa sulla Terra se la dotiamo di un’energia interna che produca sia la spinta di Newton che quella di Lorentz, la cui somma è uguale o maggiore della forza gravitazionale, oppure solo una di queste energie ma molto potente. Infatti, annullando l’accelerazione gravitazionale nella forza peso espressa in Newton (Kg * m / s 2 ), rimane solo la massa in kg, che nel vuoto non oppone resistenza al movimento. Nell’ambiente terrestre, un corpo dotato di energia interna maggiore dell’accelerazione gravitazionale si opporrebbe solo all’attrito con l’aria o l’acqua che lo circonda secondo V 2 / 2 (a-aL-aN). Queste formule non sono ancora state scritte perché un motore o un sistema mobile che produce una forza elettromagnetica indotta capace di produrre un’accelerazione pari o superiore a 9,8 m / s 2Non è stata inventata sulla Terra. Infatti, l’energia elettromagnetica, essendo un’energia indotta, necessita di una fonte di energia primaria che, per essere compatta, deve essere estratta direttamente dalla natura senza trasformazioni termiche, chimiche o nucleari, che richiedono il trasporto di fonti energetiche. Inoltre, il sistema per muovere il corpo deve prima bilanciare le forze fisiche esterne. Possiamo farlo sulla Terra, facendo entrare e uscire dal corpo in movimento la quantità d’aria necessaria per generare la spinta di Newton, ma anche producendo nel corpo stesso energia elettromagnetica sufficiente a generare la spinta di Lorentz, nonché ad alimentare i motori che a loro volta alimentano le ventole che producono la spinta di Newton. Pertanto, per viaggiare nell’atmosfera e nello spazio è sufficiente portare una riserva di acqua e aria che si ricicli indefinitamente fino all’usura dei materiali, consentendo di produrre le spinte di Newton o di Lorenz o entrambe per mezzo dell’energia primaria dell’idroelettricità compressa e dell’elettromagnetismo diretto e indotto, come illustrato nel nuovo deposito di brevetto n. 1020200000000031 del 03-01-2020 e nel successivo del 24.01.2020 N 102020000001369 dai rispettivi titoli “sistema di trasporto aerospaziale e sottomarino con motori lineari globali interattivi primari e indotti” e “auto volanti e galleggianti con motori lineari globali interattivi e spinte di Newton e Lorentz”.

Purtroppo, siamo ben lontani dal cambiare questo modello di sviluppo, come confermato dalla COP 25, svoltasi in Spagna nella prima settimana di dicembre 2019. Questo vertice mondiale sull’ambiente e lo sviluppo ha rimandato la decarbonizzazione del pianeta al 2050, ovvero quando la popolazione mondiale supererà i nove miliardi, perché non esistono soluzioni immediate, ma nessun Paese spende un centesimo per verificare le energie interattive che solo un pensionato come me non può permettersi di sperimentare da solo, avendo già speso oltre 20.000 euro in depositi di brevetti nazionali e internazionali che nessuno ha finanziato, non perché siano contrari ai principi dell’energia, ma agli interessi dei centri di potere che hanno riscaldato il pianeta.

Questo vertice mondiale, come la COP 24, è stato caratterizzato dalla presenza di Greta Thumberg, che rimprovera i politici per non dare ascolto alla buona scienza. Personalmente, credo che la scienza sia colpevole quanto i politici e in questo articolo, come in altri precedenti, spiego le ragioni. La scienza non ha potuto parlare del mio ultimo deposito di brevetti, che ho depositato successivamente. Ma la rimprovero per non aver mai nemmeno accennato ai quaranta precedenti depositi di brevetti che hanno portato alla concezione dell’energia idroelettrica compressa, che ha già prodotto invenzioni di grande rilevanza, sia in termini di purificazione ed energia, sia di tutela della salute umana, come il cuore artificiale.

Questo vertice mondiale, come la COP 24, è stato caratterizzato dalla presenza di Greta Thumberg, che rimprovera i politici per non aver dato ascolto alla buona scienza. Personalmente, credo che la scienza sia colpevole quanto i politici e in questo articolo, come in altri precedenti, spiego le ragioni. La scienza è colpevole soprattutto non solo di aver commesso un errore negli impianti mondiali di depurazione ed energia, ma anche del gravissimo crimine di omissione, per nascondere i propri errori e forse anche interessi economici. La scienza non ha potuto parlare dei miei ultimi due brevetti depositati, riguardanti il ​​metodo per sommare la spinta di Lorentz a quella di Newton nei mezzi di trasporto terrestri e spaziali, che ho depositato successivamente. Ma la rimprovero per non aver mai nemmeno accennato ai quaranta brevetti precedenti che hanno portato alla concezione dell’energia idroelettrica compressa, che ha già praticamente prodotto importanti invenzioni sia depurative che energetiche, e a tutela della salute umana, come il cuore artificiale.

Se i lettori consultano l’elenco degli articoli pubblicati su https://www.spawhe.eu, partendo dalla vecchia Home Page e risalendo fino alla nuova, possono constatare che il sottoscritto ha pubblicato in precedenza invenzioni che chiudevano i cicli lasciati aperti dagli impianti pubblici e privati ​​di tutto il mondo e poi, non trovando interlocutori, ha continuato a studiare le soluzioni, fino a pubblicare invenzioni che utilizzano solo fisica ed elettromagnetismo per produrre energia e purificazione. Pertanto, non è casuale la concezione di motori lineari globali interattivi, che producono energia primaria a bordo dei mezzi di trasporto riciclando l’acqua unidirezionale in autoclavi pressurizzate da un cuscino d’aria inespandibile, utilizzando turbine idrauliche e generatori di corrente. Questa tecnologia alimenta, oltre ai motori elettrici dei turboventole e delle ruote motrici, anche motori a velocità variabile che muovono magneti permanenti che inducono correnti indotte in solenoidi costruiti all’esterno dello stesso impianto di produzione di energia primaria, turboventole elettriche e serbatoi di stoccaggio comuni di acqua e aria. Tutti questi elementi vengono trasformati in motori lineari che sommano la spinta di Lorentz a quella di Newton, consentendo ai mezzi di trasporto di muoversi in uno spazio tridimensionale senza strade o ferrovie, che oggi richiedono ingenti investimenti strutturali e costi di manutenzione elevati.

È ovvio che dobbiamo produrre molta più energia di quella attuale per vincere la forza di gravità, ma questo è più economico, sicuro ed efficiente perché la fonte di energia primaria è l’aria compressa e il vettore energetico è l’acqua, che non costa nulla ed è riciclata al 100%. Con dimensioni ridotte e alte pressioni, possiamo anche viaggiare nello spazio e nelle profondità oceaniche, senza pagare per combustibili inutili e dannosi che vengono consumati. Il silenzio della scienza mondiale sull’energia interattiva è molto più preoccupante di quello dei politici. La scienza non può nascondersi dietro le singole specializzazioni scientifiche. È colpevole a livello globale perché le invenzioni servono proprio a mettere insieme correttamente i vari rami della scienza e della tecnologia e ad aggiornarli continuamente, prima da un punto di vista intellettuale e poi da uno industriale. I politici sono colpevoli di negare la proprietà intellettuale agli inventori e di riconoscere solo la proprietà industriale che ha prodotto il riscaldamento globale. Sia i politici che gli scienziati dovrebbero sapere che ciò che funziona a livello intellettuale funziona anche a livello industriale. È ovvio che, non riconoscendo e non verificando con prototipi intellettuali le invenzioni che consentirebbero l’eliminazione dell’inquinamento e uno sviluppo scientifico e tecnologico sostenibile, si vuole continuare a produrre invenzioni industriali che, da un punto di vista intellettuale e scientifico, non avrebbero nemmeno dovuto essere sviluppate, poiché non chiudono i cicli che aprono. Questo è contrario a qualsiasi principio scientifico e morale corretto. La scienza e la politica mondiali si sono accordate sui limiti delle emissioni nocive nell’atmosfera, nelle acque e nei suoli per consentire la commercializzazione di invenzioni che contrastano con le leggi della natura, le quali hanno anche insegnato come ridurre le emissioni chimicamente e biologicamente dannose, ovviamente rispettando le proporzioni tra i componenti inquinanti e i componenti reagenti, in base ai tempi di contatto e alle pressioni operative. La scienza mondiale non ha inventato e creato i sistemi per ridurre le emissioni di CO2, SOx, NOx e polveri sottili, permettendo ai legislatori di emanare leggi molto permissive a favore di coloro che hanno goduto e godono della proprietà industriale. La comunità scientifica mondiale ha taciuto sulle invenzioni industriali del sottoscritto, il quale ha anche pagato le tasse di deposito internazionali senza trovare finanziatori nei trenta mesi concessi dai legislatori per la ricerca di finanziamenti, lasciando scadere brevetti di utilità mondiale. Le lettere aperte di protesta alla Commissione europea https://www.spawhe.eu/open-letter-to-the-european-commission/ sono state inutili.

Per promuovere cattive invenzioni ambientali, sia pubbliche che private, la scienza mondiale non si è accorta che la Natura ha messo a disposizione della scienza anche gli strumenti per vincere la forza di gravità con invenzioni sostenibili che la scienza non ha conosciuto o voluto progettare. Come avrebbe potuto progettarle, se avesse accettato i limiti di emissione, senza studiare e costruire impianti di purificazione interattivi? Per il sottoscritto, che ha compiuto l’intero viaggio nell’indifferenza della scienza, della politica e dei media mondiali, è praticamente impossibile iniziare la vera conquista dello spazio senza utilizzare l’energia interattiva maturata lentamente nei suoi quaranta depositi di brevetto, combinandola con l’elettromagnetismo che permette di realizzare le spinte di Newton e Lorentz su sistemi mobili, senza il supporto di combustibili e senza connessione con energie esterne.

Questo enorme progresso dello stato dell’arte virtuale (durato 14 anni) è completamente sfuggito agli organizzatori e ai partecipanti di questi vertici mondiali, dove si recitano copioni già scritti perché il mondo non può cambiare troppo velocemente a causa delle invenzioni sbagliate che tutti i paesi hanno condiviso. Le invenzioni dovrebbero servire soprattutto a generarne di nuove, come accade nel campo dell’informatica e dell’elettronica, dove siamo costretti ad aggiornare computer e telefoni cellulari almeno ogni due anni. Invece nei settori tradizionali, soprattutto quello delle infrastrutture, dell’energia, della depurazione e delle grandi opere pubbliche, le cose non cambiano rapidamente e le invenzioni più importanti, per mutuo accordo, vengono tenute a tacere ai vertici del mondo. Non vengono nemmeno finanziate e vengono soffocate sul nascere. L’attuale commercio mondiale di brevetti, che coinvolge anche enti di ricerca pubblici, ha distolto l’attenzione dalle invenzioni sostenibili, che i sottoscritti hanno cercato di realizzare senza finanziamenti e nel più completo isolamento dai centri di potere mondiali.

Queste invenzioni non realizzate riguardano i principi generali di energia e purificazione, che la scienza pubblica e privata ha considerato consolidati e sui quali i governi mondiali hanno posto le basi della loro economia, che non può essere corretta senza cambiare i sistemi globali di purificazione ed energia, fissi e mobili, comprese le attuali energie rinnovabili. Nessuno ha spiegato queste cose a Greta Thumberg, che viene usata come una nuova Giovanna D’arco per fare guerra alle fazioni avversarie, senza le proposte scientifiche alternative, che sono necessarie per la ricostruzione razionale del modello di sviluppo mondiale (https://www.spawhe.eu/(cop24-the-answers-you-miss-a-greta-Thunberg-vest-yellow-countries-poor-and-sustainable-inventions/ ) .

Il sottoscritto ha identificato una simulazione delle condizioni energetiche ideali nell’ambiente acquatico, dove la pressione idrostatica esiste sul corpo immerso e la pressione atmosferica al di sopra di esso, ma partendo dall’alto, intubando l’acqua superficiale degli oceani, possiamo ottenere il “pozzo artificiale”.

 Infatti, se mettiamo in serie una pompa a inversione di polarità e subito dopo una turbina, facendo girare la pompa, l’energia cinetica dovuta all’energia potenziale m * g * h, che non si sarebbe sviluppata spontaneamente, si genera nel tubo di discesa. Questa energia non solo produce energia elettromagnetica in un generatore di corrente, ma proprio per l’equilibrio tra le pressioni interne ed esterne di una restrizione di Venturi, fa sì che carbonati e calcio solubilizzati dalla pressione statica esterna entrino nel tubo di circolazione dell’acqua. Mentre l’energia primaria viene prodotta all’interno del tubo di discesa dalla differenza di posizione dell’acqua superficiale rispetto alla posizione della pompa di circolazione e della turbina. L’elaborazione di questa energia interattiva fissa e purificante (ignorata dalla scienza mondiale), che potrebbe contrastare l’acidificazione degli oceani e nutrire miliardi di persone, mi ha permesso di identificare le pompe con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante (altrettanto ignorata dalla scienza), che permetterebbero di sfruttare lo stesso tipo di energia anche in sistemi mobili nell’ambiente atmosferico terrestre. Infatti, creando centrali idroelettriche a compressione, che non disperdono acqua e aria compressa, è possibile produrre una quantità di energia primaria e indotta che, a seconda delle necessità, genera la spinta di Newton o di Lorentz, o di entrambe, per viaggiare nello spazio tridimensionale della Terra e nel vuoto.

Da quanto scritto sopra, in un futuro prossimo non ci sarà più bisogno di pagare e trasportare tonnellate di combustibili inquinanti e inutili. Con l’elettromagnetismo primario e indotto, prodotto a freddo, con poca acqua e aria compressa, riciclabile al 100%, potremo produrre tutta l’energia di cui abbiamo bisogno, purificando l’acqua che, secondo il principio di Henry, riceve una maggiore percentuale di ossigeno disciolto in ogni passaggio nell’autoclave pressurizzata. Non ci sarà bisogno di dividere l’atomo, di deforestare il pianeta per costruire strade, ponti, viadotti, gallerie, ferrovie, che crollano a causa dell’invecchiamento poiché le opere dell’uomo necessitano di manutenzione. È molto difficile mantenere opere strutturali statiche che invecchiano soprattutto a causa della corrosione dell’acciaio di rinforzo prodotta dall’infiltrazione di acqua acidificata dai gas contenuti nell’atmosfera (CO2, NOx, SOx) che la stessa politica energetica dei governi mondiali e delle multinazionali ha prodotto, non solo sbagliando le fonti energetiche, ma anche impianti di depurazione dell’acqua e dell’aria e il sollevamento delle acque mondiali, che attualmente rappresenta un’enorme spesa globale, che potrebbe essere completamente eliminata. Oggi la spesa maggiore è la demolizione delle opere strutturali sbagliate e la ricostruzione di tutti gli impianti con criteri interattivi, che richiedono meno infrastrutture ma la quasi completa modifica dei macchinari che producono le più importanti multinazionali a livello mondiale.

Quanto denaro è stato speso nel mondo per prevenire e contrastare le varie perturbazioni del movimento comunemente chiamate colpi d’ariete? È difficile fare un calcolo preciso, ma certamente i danni subiti a livello globale sono stati ingenti, così come il costo dei sistemi che li prevengono parzialmente tramite ammortizzatori idraulici, in particolare serbatoi di aria compressa con dischi di strozzamento e valvole di sicurezza. Come ho scritto in diversi articoli, in particolare https://www.spawhe.eu/relativity-and-technology-in-the-new-hydroelectric-energy/, sarebbe stato sufficiente mantenere i sistemi di distribuzione dell’acqua sempre pieni e alimentarli dal basso con pompe a doppia alimentazione separata fino alla girante, con o senza autoclavi pressurizzate. Questi sistemi non solo avrebbero evitato i colpi d’ariete, mantenendo l’acqua sempre in circolazione al massimo livello idraulico e consumando solo l’acqua che entra attraverso le seconde alimentazioni delle pompe, ma avrebbero anche prodotto molta più energia di quella consumata facendo circolare l’acqua in eccesso su richiesta della rete in apposite turbine idrauliche prima di reintrodurla nel sistema. Nel frattempo, l’acqua che scorreva in una sola direzione nelle autoclavi pressurizzate si sarebbe anche autopurificata, assorbendo ossigeno secondo il principio di Henry. Tuttavia, la comunità scientifica mondiale continua a progettare sistemi di sollevamento e distribuzione dell’acqua, come se nessuno avesse proposto queste innovazioni. Invece, i brevetti del sottoscritto sono lasciati scadere nel silenzio dell’opposizione ambientalista mondiale https://www.spawhe.eu/the-energetic-miracles-of-pumps-with-separated-double-supply-until-to-the-impeller/ .

La figura sottostante mostra lo schema di collegamento ai bacini idrici “A” destinati alla produzione di energia idroelettrica tramite riciclo dell’acqua, che si purifica e consuma la CO2 presente nell’aria e nei fumi, producendo acqua alcalina; “B” è una paratoia che collega il bacino alla serra idroelettrica in calcare “D”.

Questi impianti, che attualmente non esistono, dovrebbero essere diffusi in tutto il mondo, poiché, oltre a produrre energia a costi molto bassi, purificherebbero l’acqua, in particolare quella piovana, contrastando l’acidificazione di oceani e laghi e alleggerendo il carico organico dei depuratori. Potrebbero essere affiancati da impianti che producono fumi, come acciaierie, cementifici e impianti di produzione di calce. Altri fumi potrebbero essere catturati da camini modificati, raccolti in fosse urbane, compressi e trasportati tramite autocisterne a questi impianti. La purificazione dell’acqua avverrebbe tramite la solubilizzazione dell’ossigeno contenuto nell’aria compressa delle autoclavi, secondo il principio di Henry, senza alcun consumo di energia, a differenza di quanto accade con i sistemi attuali che utilizzano diffusori d’aria azionati da speciali soffiatori elettrici. L’acqua verrebbe sollevata dalla pressione statica dell’aria compressa fino al serbatoio di troppo pieno posto sul tetto dell’edificio, da cui scorrerebbe attraverso scivoli contenenti materiale calcareo, che produrrebbe carbonati nell’acqua. L’elettricità verrebbe prodotta da un generatore di corrente collegato a una pompa multistadio utilizzata come turbina, che sfrutterebbe la pressione residua del cuscino d’aria delle autoclavi come fonte di energia. Ovviamente, questo sistema non produrrebbe energia solo con l’acqua introdotta attraverso la seconda pompa di alimentazione con doppia alimentazione che ricicla l’acqua internamente all’autoclave con l’alimentazione principale. La descrizione completa di questi impianti è disponibile all’indirizzo https://www.spawhe.eu/hydroelectric-greenhouses-for-the-purification-of-fumes-co2-and-water-with-natural-alkalinisation/

2. LA SCIENZA MONDIALE HA DIMENTICATO DI COLLEGARE LE PIANTE ANTROPICHE TRA DI ESSE.

Come si suol dire: “Chi vuole troppo non ottiene nulla”. Se i governi inquinatori avessero almeno modificato i camini e costruito gli impianti di depurazione, come proposto dal sottoscritto su https://www.spawhe.eu, gran parte dell’inquinamento che ha causato il riscaldamento globale sarebbe stato neutralizzato alla fonte, perché anche l’inquinamento prodotto dai trasporti, che si concentra soprattutto nelle città, pur non potendo essere catturato dai camini modificati, sarebbe stato intercettato dal sistema di depurazione, dato che CO2, SOx e ossidi di piombo sono più pesanti dell’aria. È possibile trovare la descrizione di questi sistemi ai seguenti indirizzi: https://www.spawhe.eu/the-role-of-biological-energy/ , https://www.spawhe.eu/synergic-plants-files/ .

Ma i governi di tutto il mondo hanno respinto i brevetti europei e internazionali del sottoscritto sulla purificazione globale, fingendo che tali soluzioni non siano mai state proposte, mentre le Nazioni Unite continuano a organizzare vertici internazionali come la COP, fingendo di cercare soluzioni che in realtà non vogliono trovare. La scienza pubblica mondiale è tutta concentrata a presentare reclami ambientali, ma non produce soluzioni. Le soluzioni vengono prodotte in altri settori di ricerca (come quello farmaceutico) vendendo brevetti alle multinazionali, poiché i governi hanno smesso di essere imprenditori. Sfortunatamente per questi falsi governanti e falsi scienziati pubblici, che non si accorgono di nulla, compresi i premi Nobel, le soluzioni depurative interattive, hanno anche prodotto energia idroelettrica compressa che è l’energia primaria da cui nascono i motori lineari interattivi globali, primari e indotti.  

Purtroppo, questa economia ha prodotto il riscaldamento globale proprio a causa di principi generali non errati, ma non applicati in modo sinergico, come fece la natura per combattere i gas inquinanti provenienti dall’atmosfera primordiale. Il sottoscritto, a differenza degli scienziati che dispensano buoni consigli, ha ripensato l’intero percorso di purificazione ed energia applicando tecnologie esistenti e proponendo invenzioni strategiche. Questo lungo percorso ha comportato il deposito di oltre quaranta invenzioni non realizzate dalla classe dominante e tenute nascoste dalla blasonata scienza mondiale. Con le ultime invenzioni, unisco gli slanci di Newton e Lorenz per rivoluzionare anche i trasporti terrestri e spaziali. La logica con cui queste invenzioni possono essere comprese si può solo leggendo le migliaia di pagine presenti sul sito web https://www.spawhe.eu, partendo dalla vecchia “home page” del 2014 e arrivando alla “nuova home page”, scritta dopo la concezione dell’energia primaria idroelettrica compressa che ha prodotto le invenzioni più recenti.

Personalmente, non ritengo opportuno continuare a depositare brevetti presso gli enti istituzionali, poiché questi non traspongono tali invenzioni a causa della mancanza di una formazione di base che nessuna scuola al mondo è in grado di fornire. Non perché le cose che il sottoscritto afferma siano complicate. Dopo la teoria della relatività e le pubblicazioni della fisica quantistica, non dovremmo sorprenderci di nulla dal punto di vista scientifico. Le invenzioni del sottoscritto sono soprattutto scomode per coloro che hanno prodotto il riscaldamento globale, perché insegnano come gli impianti siano progettati a livello globale, seguendo simultaneamente i cicli di lavoro principali e collaterali, senza mai perderli di vista, fino alla loro completa chiusura. È ovvio che non tutti i cicli possono essere chiusi nelle fabbriche, nelle case, nei campi agricoli, ma è altrettanto ovvio che l’inquinamento non può essere trasferito nell’atmosfera attraverso camini e depurazioni incomplete che acidificano le acque. Per questi motivi, è necessario creare cicli globali tra acqua e aria a partire dalla modifica di camini e fognature, inserendo serre in pietra calcarea dove si registra una maggiore produzione di CO2.

Nelle scuole si dovrebbe insegnare che la circolazione dinamica dei liquidi con il riciclo degli stessi mediante pompe centrifughe a doppio flusso separato fino alla girante e lo sfruttamento della pressione statica dell’aria unidirezionale consentono di estrarre energia primaria dall’interazione tra l’aria atmosferica e l’acqua. Questa energia può alimentare motori elettrici che, tramite turboventole o eliche, producono la spinta di Newton nell’aria o nell’acqua, ma allo stesso tempo può anche alimentare altri piccoli motori elettrici che, muovendo magneti permanenti, inducono correnti in speciali solenoidi che circondano sia gli impianti che producono energia primaria, sia quelli che generano la spinta di Newton, sia semplici corpi cilindrici come serbatoi d’acqua e d’aria utilizzati negli impianti di energia e depurazione. Questi solenoidi, non essendo dotati di rotore, produrranno una spinta elettromagnetica lineare, come stabilito dal fisico Henrik Antoon Lorentz. Pertanto, integrando impianti idroelettrici a compressione nei mezzi di trasporto del futuro, nello spazio e nei sottomarini, e fornendo elettromagnetismo in modo diverso e complementare ai sistemi già in uso, possiamo ridurre o eliminare la forza peso dei sistemi di trasporto mediante un’accelerazione interna ed esterna che si oppone alla gravità, secondo P = m * (a – aL – aN). Questa formula è importante perché ci permette di comprendere che una semplice propulsione non è sufficiente a vincere la gravità. È necessario sviluppare energia interna, che allo stato attuale non era possibile produrre in modo sostenibile senza l’interazione tra l’aria atmosferica e l’acqua. Senza intraprendere l’intero e corretto percorso di purificazione ed energia, non è stato possibile identificare questa energia che coinvolge altri principi di interazione fluidodinamica ed elettromagnetica. È vergognoso che io stesso abbia dovuto percorrere questo cammino solo con il ragionamento, senza alcun finanziamento pubblico o privato, ipotizzando il funzionamento di invenzioni indesiderate della scienza e della classe dominante globale che ha riscaldato il pianeta con invenzioni inquinanti, antieconomiche e più complesse di quelle che propongo.

La scienza dei secoli passati ha svolto un ottimo lavoro nel preparare il terreno alla comprensione dei sistemi interattivi. Ma quella che ha preso il sopravvento dall’avvento dell’era industriale ha prodotto solo disastri e invenzioni commerciali. Soprattutto, la scienza pubblica dovrebbe insegnare la differenza tra energia primaria sostenibile, che non innesca cicli termici, chimici, nucleari ed elettrolitici non necessari, e le energie attuali, che purtroppo innescano questi cicli a costi elevati e spesso non li chiudono. La differenza tra sviluppo apparente e sviluppo reale risiede interamente nella scelta della fonte di energia primaria. Poiché non abbiamo mai prodotto energia primaria fluidodinamica sostenibile sul pianeta Terra e abbiamo utilizzato le energie che conosciamo, non abbiamo creato uno sviluppo reale, ma solo apparente. Ancora oggi la classe dirigente mondiale finge di non comprendere l’immenso danno che ha causato. Non solo siamo costretti a pagare i danni dovuti ai cambiamenti climatici, ma gran parte delle infrastrutture pubbliche, le grandi opere energetiche e di depurazione sono diventate obsolete insieme alle grandi multinazionali, ai settori dell’energia, dei trasporti e della produzione siderurgica. L’intero modello di sviluppo mondiale deve essere rivisto. Sul sito web https://www.spawhe.eu, attraverso numerosi articoli correlati, viene pubblicato una sorta di manuale di istruzioni sull’organizzazione del lavoro globale o sulla sopravvivenza degli uomini del futuro. Questo manuale può essere consultato partendo dalla vecchia homepage, in fondo all’elenco di progetti e brevetti non finanziati dalla classe dominante mondiale, che ha preferito le energie e i sistemi di purificazione attuali. La vecchia homepage, scritta nel 2014, parla principalmente della purificazione dell’energia interattiva dei combustibili fossili tra acqua, aria e materiali calcarei con la produzione di energia biologica. Ma leggendo gli articoli che portano alla nuova homepage, si nota che l’energia dei combustibili fossili viene gradualmente sostituita dai principi dell’energia interattiva tra acqua e aria, inizialmente utilizzati solo per promuovere i processi di purificazione. La fonte di energia primaria diventa prima l’idroelettrica sommersa e poi l’idroelettrica compressa, fino alla concezione dei “motori lineari globali interattivi primari e indotti” che ci porteranno nello spazio senza alcun tipo di carburante con uomini che vivranno molto più a lungo di quanto non facciano attualmente, solo grazie all’energia interattiva, che permetterà di ossigenare il sangue che alimenta il cervello umano, quando il corpo sarà troppo vecchio e debilitato per svolgere le funzioni necessarie per un vero sviluppo, non per quello distruttivo che l’attuale classe dominante mondiale sta portando avanti.

Se il sottoscritto ha commesso degli errori nello sviluppo dei principi interattivi, senza alcuna fonte di finanziamento, spetta a lui contestarmi, dimostrando che le mie soluzioni non funzionano. Sono certo che funzionino perché ho semplicemente svolto il mio lavoro di progettista e installatore di sistemi, selezionando le migliori soluzioni individuate da importanti scienziati del passato. La differenza tra ricercatori e inventori sta tutta nella capacità di ragionamento globale. Scienziati e ricercatori possono individuare nuovi principi energetici in settori specifici, nuovi materiali, ma chi deve mettere insieme tutti gli elementi sono i progettisti e gli inventori. Questi devono essere aperti a tutte le soluzioni, senza interessi di parte. Ciò non sarà mai possibile con l’attuale modello di sviluppo, creato da aziende specializzate in singoli settori in competizione tra loro, prive di una visione globale dei problemi e che quindi producono sistemi incompleti, senza che nessuno li corregga in fase di progettazione. La scienza pubblica mondiale dovrebbe svolgere la funzione di controllo e correzione. Ma i ricercatori pubblici, essendo anch’essi specializzati in singoli settori, partecipano al disastro vendendo i loro brevetti parziali alle multinazionali, fissando arbitrariamente limiti di emissioni tossiche, senza aver studiato soluzioni interattive che avrebbero potuto eliminarle completamente. Legislatori e burocrati di tutto il mondo ratificano scelte che i giudici non possono condannare per l’assenza di uno stato dell’arte più avanzato. Ognuno cerca di superare questi limiti con le proprie tecnologie, nessuno cerca di superarli ricorrendo alle sinergie tra principi scientifici sanciti da secoli.

A cosa servono le Nazioni Unite e i giudici internazionali se non ricevono reclami e soluzioni alternative proposte alla luce del sole tramite lettere aperte a loro indirizzate? Questa è la ventisettesima lettera aperta alla Corte Internazionale di Giustizia e alle Nazioni Unite. Tuttavia, all’ultimo mega summit mondiale COP 25, i centri di potere mondiali non hanno speso una sola parola sulle energie interattive. La semplice combinazione delle due precedenti lettere aperte del sottoscritto, che hanno preceduto il summit, sottolinea l’indifferenza delle Nazioni Unite nei confronti delle energie interattive e dei relativi finanziamenti. Esse hanno i seguenti titoli:

Italiano: https://www.spawhe.eu/against-the-inefficiency-of-the-united-nations-and-governments-even-the-obed-of-widow-may-be-useful-to-protect-the-environment/; https://www.spawhe.eu/environmental-projects-and-replies-of-a-false-general-secretary-of-the-un/, https://www.spawhe.eu/progetti-ambientali-e-risposte-di-un-falso-segretario-generale-dell-onu/ .

Per quanto tempo può durare un sistema che non produce abbastanza ricchezza per riparare i danni causati da inondazioni, incendi, deforestazione e opere infrastrutturali inutili che necessitano di manutenzione? Lo sviluppo sostenibile non ha bisogno di queste invenzioni o di accumulatori di energia, ma solo dell’energia interattiva prodotta istante per istante, dove è necessaria.

Leggendo i numerosi articoli da me scritti prima di concepire i “motori lineari globali interattivi primari e indotti”, ci si potrebbe rendere conto che il “moto perpetuo” non è affatto vantaggioso. Se è vero che non consuma energia, è altrettanto vero che non serve nemmeno a produrla. È molto più conveniente consumare una piccola parte di energia per far circolare liquidi che hanno una densità 830 volte superiore a quella dei gas atmosferici. Questa circolazione permette la normale usura dei materiali, produce una grande quantità di energia elettrica nel generatore di corrente, sfruttando la differenza tra la pressione statica dei gas e la pressione idrostatica, la conseguente circolazione del liquido incomprimibile nelle turbine (che producono energia) e nelle pompe che consumano una piccola parte di energia per reintrodurre il liquido scaricato dalla turbina nel circuito di ricircolo pressurizzato, operando con pressioni bilanciate in aspirazione e mandata. La fonte di energia di questo sistema è il principio di impenetrabilità dei corpi, che solo nel caso di fluidi incomprimibili permette il miracolo di espellere simultaneamente, ad alta pressione, la quantità di liquido (acqua) che viene immessa a bassa pressione tramite una pompa supplementare che alimenta la girante. Con questo semplice sistema è possibile risolvere il problema dell’energia primaria di tutti gli impianti terrestri e spaziali, fissi e mobili, senza l’utilizzo di combustibili, materiali radioattivi o elettrolitici, pannelli solari o turbine eoliche.

Credo che l’attuale classe dirigente mondiale, a livello politico, scientifico ed economico, sia la peggiore di tutti i tempi, perché le generazioni precedenti, pur essendo colpevoli di aver fatto scelte sbagliate in materia di energia e depurazione, non possono essere considerate come coloro che hanno rifiutato le energie interattive, come dimostrato dagli studi pubblicati su https://www.spawhe.eu e da numerose lettere aperte indirizzate ai leader mondiali, tra cui 26 indirizzate a giudici internazionali e alle Nazioni Unite. Questo articolo sarà la ventisettesima lettera aperta e viene pubblicato dopo due articoli che hanno suscitato ancora più silenzio di quelli già raccolti dal sottoscritto in merito alla depurazione e alle energie interattive. Il sottoscritto afferma infatti che la lavorazione dell’energia idroelettrica compressa permetterà di sommare la spinta di Lorentz a quella di Newton per trasportare veicoli aerei sottomarini e automobili, rendendo così il mezzo di trasporto più economico del futuro l’aereo, non solo perché non consumerà carburante, ma anche perché non necessiterà di infrastrutture come strade, ponti, gallerie e ferrovie. Ma sarà anche più sicuro, dato che è difficile che si verifichino collisioni nello spazio aereo, considerando tutto lo spazio a disposizione e la tecnologia che ci fornirà adeguati dispositivi di allarme anticollisione. Non dimentichiamo che gli scambi ferroviari sui treni ad alta velocità diventeranno sempre meno affidabili con l’aumentare della velocità. Tutto questo a prescindere dalle emissioni zero di CO2.

Inoltre, credo che, soprattutto, gli esperimenti sull’energia spaziale debbano essere condotti in ambiente reale, perché il vuoto prodotto in laboratorio non ha nulla a che vedere con il vuoto spaziale, ricco di forze gravitazionali e di una fitta rete di connessioni elettromagnetiche tra stelle, pianeti e satelliti, che potremmo sfruttare nei futuri trasporti spaziali. Se continuiamo a commettere lo stesso errore nello spazio e sulla Terra, non utilizzando le energie interattive che interagiscono positivamente con l’ambiente, senza costi e senza esaurirsi nel tempo, verremo respinti dallo Spazio come anticorpi indesiderati, proprio come sta accadendo sulla Terra. Chi ha incaricato i burocrati degli uffici brevetti di condannare le energie interattive come “moto perpetuo”? Non possiamo continuare a istruire le generazioni future su queste banalità scientifiche.

Amavo il mio lavoro di progettista e installatore di impianti, diviso a metà tra industria e ambiente, ma sono andato in pensione non appena ho potuto perché questo lavoro non può essere svolto bene con la mentalità ristretta dell’attuale classe dirigente mondiale che, soprattutto, appalta impianti già progettati, senza mai essere messi in discussione dalle aziende partecipanti alle gare d’appalto. Il sottoscritto, invece, basandosi sulla propria esperienza, ha constatato che gli impianti industriali sono incompleti dal punto di vista ambientale e quelli ambientali sono incompleti sia dal punto di vista ambientale che industriale, poiché non hanno individuato i principi di interazione e non applicano l’organizzazione scientifica del lavoro. Il sottoscritto è giunto a questa amara conclusione solo grazie alla conoscenza simultanea dei sistemi industriali e ambientali, acquisita dopo una vita di lavoro dedicata all’installazione di sistemi progettati da altri, ma anche alla progettazione dei sistemi di connessione necessari per aumentare la produttività industriale, ma anche quella energetica e ambientale. Così come è importante lo studio della disposizione degli impianti industriali, altrettanto importante è lo studio della disposizione del territorio in cui si inseriscono gli impianti ambientali ed energetici. Così come la razionalizzazione dei cicli di lavoro industriali è importante, altrettanto importante è la razionalizzazione dei cicli di depurazione dell’acqua e dell’aria coinvolti in attività esterne all’attività industriale, nelle zone rurali, nelle reti fognarie, nei centri urbani, nelle centrali termoelettriche e negli impianti di depurazione. Oggi, in tutto il mondo, l’organizzazione del lavoro viene correttamente applicata nell’industria, ma solo per aumentare la produzione. Non viene applicata negli impianti ambientali, poiché gli enti pubblici mondiali non hanno individuato il modo di produrre energie interattive e fingono di non comprenderle per non ammettere il loro enorme errore.

3. A VOLTE LA NATURA VUOLE ESSERE INGANNA PER OFFRIRE ENERGIA E PURIFICAZIONE GRATUITAMENTE.

È come una madre che finge di non vedere la piccola astuzia dei figli, se li trova intelligenti. È il caso dell’invenzione della pompa con doppia alimentazione separata alla girante, che aggira la forza di gravità nei sistemi fluidodinamici. Ma è anche il caso del cuore artificiale ossigenatore del sangue, che sostituisce il sangue all’acqua. È anche il caso della nuova invenzione dei motori lineari globali, che, oscurando il flusso di ritorno dei magneti permanenti, darebbe l’impressione di viaggiare su una rotaia magnetica infinita, che a differenza della singola rotaia del sistema Maglev, permette di andare in tutte le direzioni, inoltre, sommando le forze di Newton, Lorentz, Pascal, Maxwell, Torricelli, Henry, Venturi, in un sistema unico e interattivo, il che dimostra ancora di più che il moto perpetuo non esiste. Ma se esistesse non sarebbe conveniente realizzarlo, poiché è meglio spendere una piccola quantità di energia per produrne molta, sfruttando correttamente i principi interattivi energetici, purificanti ed elettromagnetici, legiferati da tempo, ma mai messi insieme correttamente. Con i sistemi interattivi avremmo non solo un vantaggio ambientale ma anche economico, poiché la natura ha selezionato da sé i gas compatibili con lo sviluppo della vita e la produzione di energia sul pianeta Terra, eliminando tutti gli altri e ispessendo nell’atmosfera solo azoto e ossigeno con piccole percentuali di CO2 e altri gas minori non tossici. L’aria atmosferica non solo è respirabile, ma è anche il più potente accumulatore di energia. Infatti, può essere compressa a pressioni di migliaia di bar senza subire alterazioni finché le temperature non scendono a -140,6 gradi centigradi, un valore irraggiungibile sulla Terra con i sistemi naturali. Credo sia superfluo dire che Madre Natura non ha perdonato l’inganno sconsiderato che ha causato il riscaldamento globale e che lo sta punendo severamente, soprattutto perché non è bilanciato dall’astuzia intelligente che i prepotenti al governo non permettono di attuare.

Se vogliamo davvero onorare il lavoro dei grandi scienziati citati, che hanno legiferato in materia prima dell’attuale sviluppo industriale, dobbiamo creare sistemi progettati a livello globale che, basandosi su questi principi, consumino il minimo di energia e producano il massimo rendimento, ottimizzando la progettazione di macchine e sistemi, soprattutto fluidodinamica, poiché quelli elettromagnetici e meccanici sono già più che adeguati al modello di sviluppo sostenibile. In effetti, la forza gravitazionale vuole essere aggirata dalla creatività umana non solo nell’acqua, dove i vantaggi sono più evidenti, ma anche nell’atmosfera e nello spazio. L’ostacolo maggiore che dobbiamo superare non risiede nella fisica o nella chimica, nella meccanica o nella termodinamica, ma nella ristrettezza mentale di quegli scienziati e inventori miopi che hanno creato cicli incompleti che stanno distruggendo il pianeta. Oggi questi scienziati e inventori, anche se pentiti, non parlano perché i loro datori di lavoro, pubblici e privati, non possono permettersi il crollo contemporaneo di tutte le borse mondiali.

Credo che i governi di tutto il mondo, invece di affidare lo sviluppo globale interamente alle multinazionali, come stanno facendo, abbiano il dovere morale di promuovere il progresso tecnologico mondiale, prima attraverso i brevetti intellettuali e poi attraverso quelli industriali. Ovviamente, i brevetti intellettuali non dovrebbero prevedere il pagamento di tasse di deposito e di mantenimento. Se il progresso tecnologico non progredisce a livello intellettuale, non può progredire a livello industriale. Questo è ciò che i burocrati degli uffici brevetti non riescono a comprendere, perché non sono né scienziati, né inventori, né economisti.

Purtroppo, oggigiorno, a causa della divisione delle competenze tecniche scientifiche, economiche e politiche, si verificano troppi errori inspiegabili da parte della scienza, dei governi e delle multinazionali, e troppi interessi occulti da nascondere. Le invenzioni errate sono la causa principale dell’enorme debito pubblico mondiale e del riscaldamento globale. Sono anche la causa principale del generale silenzio sulle energie interattive. Sarebbe opportuno menzionare questi aspetti anche nei documenti relativi ai brevetti industriali, dove, prima di parlare di un’invenzione, è necessario fare il punto sullo stato dell’arte del settore in questione. Di fatto, l’attuale classe dirigente mondiale, non consentendo agli inventori di depositare brevetti, ha creato conflitti di interesse che ostacolano un reale sviluppo sostenibile e una corsa sostenibile alla conquista dello spazio.

Il sistema di trasporto terrestre e spaziale con motori lineari globali interattivi primari e indotti, sviluppato dal sottoscritto, è stato solo virtualmente concepito, così come i sistemi interattivi di purificazione ed energia che nessuno ha finanziato. Non dovremmo sorprenderci di questo fatto, perché gli inventori che dipendono da enti pubblici e privati ​​non possono lavorare liberamente alle proprie idee. Devono seguire le direttive aziendali. La libertà di pensare in modo imparziale è essenziale per creare uno sviluppo sostenibile. Per questo motivo, il sottoscritto ha rinunciato alle offerte di lavoro e ha intrapreso l’attività di inventore in pensione. Ma prima di dedicarsi all’invenzione, ha cercato di conoscere sia i sistemi industriali che quelli ambientali durante gli anni di lavoro. Senza esperienze lavorative trasversali, non si possono concepire invenzioni di portata globale. Il fatto che nessuno abbia finanziato queste invenzioni a livello mondiale non è una sconfitta, ma la dimostrazione della gravità degli attuali conflitti di interesse che coinvolgono l’intera classe dirigente mondiale, compresa quella scientifica.

Quei politici populisti che, alla ricerca del consenso elettorale, spingono le popolazioni regionali a chiedere autonomia di pianificazione e gestione sono ridicoli. Se la scienza mondiale ha frainteso i principi fondamentali dell’energia, della purificazione e dell’economia, producendo invenzioni errate che hanno generato il riscaldamento globale e inutili debiti pubblici, con quale preparazione tecnica e scientifica potrebbero gli autonomisti creare il benessere che promettono? L’ignoranza regna sovrana sul pianeta Terra e chiunque la pensi diversamente viene emarginato dalla società come un corpo indesiderato dai centri di potere mondiali che distribuiscono la ricchezza apparente, mentre quella reale nessuno è in grado di produrla a causa dell’assenza di mezzi economici e di leggi razionali create nell’interesse generale.

Se io e altri inventori che proponiamo soluzioni alternative non finanziate da nessuno abbiamo commesso degli errori, questi possono essere corretti solo attraverso la sperimentazione. Ma finché regnerà il silenzio generale e l’accettazione dello stato attuale dell’arte da parte della classe dirigente mondiale e della maggior parte dei media, non si potranno compiere progressi concreti nella direzione dei sistemi interattivi, che sono gli unici in grado di cambiare positivamente lo sviluppo mondiale, oggi basato unicamente su soluzioni ambientali ed energetiche commerciali e palliative. D’altra parte, il silenzio, soprattutto della scienza mondiale, è molto strano, poiché i concetti di fluidodinamica rappresentano la base più elementare dei motori lineari globali interattivi primari e indotti. Questi concetti sono più facili da comprendere rispetto a quelli elettromagnetici, che si trovano a un livello di sviluppo più avanzato. La cosa è davvero strana perché i concetti di fluidodinamica, così come chiaramente definiti da Torricelli, Venturi, Pascal, Henry e Bernoulli prima dell’invenzione dell’elettricità, sono anche più semplici da sperimentare rispetto all’elettromagnetismo, all’energia nucleare e alla produzione di costosi nuovi combustibili supercompressi o chimici.

Quali sono le ragioni che mi hanno spinto a sviluppare la produzione di energia idroelettrica compressa anche in forma cilindrica verticale? Le ragioni sono molto semplici. Sono dovute al fatto che la maggior parte dei pozzi del mondo è inquinata da nitrati e sostanze tossiche. Con la produzione di energia idroelettrica compressa, possiamo purificare le falde acquifere producendo energia anziché consumandola. Perché la scienza pubblica mondiale e le multinazionali tacciono, di comune accordo, lasciando scadere brevetti di utilità sociale con il tacito consenso dei legislatori? I legislatori, proprio perché non sono tecnici, dovrebbero almeno credere nella speranza e incoraggiare la sperimentazione interattiva, invece si atteggiano a tecnici memorizzando ciò che non comprendono. Parlano di energie rinnovabili come l’energia solare ed eolica, che sono ingombranti, discontinue e non molto potenti. Queste non valgono nulla di fronte alla potente energia interattiva che utilizza solo acqua e aria, che può essere prodotta istantaneamente in ogni angolo della Terra a tutte le ore del giorno e della notte, purificando l’acqua con aria compressa. Inoltre, l’aria compressa è un potentissimo accumulatore di energia. L’attuale commercio di batterie che sta invadendo il mondo intero non è giustificato.

È stato un caso fortunato che il sistema progettato per pozzi di piccole dimensioni potesse essere utilizzato anche per creare il cuore artificiale che ossigena il sangue e montato in serie con i turboventole elettrici alimentati dallo stesso generatore di corrente primaria, producendo insieme alla spinta di Newton anche la spinta di Lorentz. Personalmente, non credo nella fortuna, ma credo che la fortuna aiuti gli audaci. Se non avessi osato sfidare la scienza e le potenze mondiali proponendo energie interattive, di queste non si sarebbe parlato per centinaia di anni. Chi detiene il potere economico e politico ricompensa la scienza solo se indaga nelle direzioni che desidera. Senza intaccare gli investimenti già effettuati e le alleanze tra le multinazionali che hanno creato colossali potenze economiche basate su sistemi energetici errati, che coinvolgono anche la ricerca pubblica. Di fatto, da quando i governi comunisti hanno smesso di essere imprenditori, gli unici acquirenti dei brevetti dei ricercatori pubblici sono le aziende private. Che, come sappiamo, sono specializzate in singole scienze e tecnologie. Di conseguenza, nessuno realizza progetti sviluppati a livello globale, che dovrebbero essere il compito principale della ricerca pubblica mondiale. Infatti, se osserviamo come sono organizzate le università nel mondo, ci rendiamo conto che una singola università è divisa in molte facoltà scientifiche che non dialogano tra loro, ma lo fanno attraverso conferenze e pubblicazioni organizzate da aziende private a pagamento, in modo che si creino alleanze e strategie universali che facciano crescere i singoli settori della fisica, della chimica, della biologia, i sottosistemi tecnologici che riguardano i trasporti terrestri, marittimi e aeronautici, il riciclo di vari tipi di materiali, i vari tipi di energia biologica, termica e nucleare, i vari tipi di agricoltura. Tutti questi settori, separati tra loro da strategie commerciali, che non realizzano mai cicli globali, confermano l’impossibilità di creare sistemi con rendimenti superiori al 100%, poiché non vanno oltre i limiti imposti dalle fonti energetiche commerciali esistenti. Ma il sottoscritto, che nella sua vita lavorativa ha svolto soprattutto l’attività di installatore di impianti industriali e poi ambientali ed energetici, seguendo i cicli di lavoro industriali, ambientali ed energetici, come ha già scritto in numerose pubblicazioni, si è reso conto che i cicli industriali, ambientali ed energetici si arrestano senza completarsi, nei camini, nelle fognature e che i depuratori non possono fare miracoli, soprattutto se collocati a diversi chilometri dalla fonte dell’inquinamento. Soprattutto, nella migliore delle ipotesi depurano l’acqua, mentre l’aria non può più essere depurata una volta raggiunta l’atmosfera dopo una semplice filtrazione (nella maggior parte delle applicazioni non viene nemmeno filtrata). Ciò significa che c’è una grave carenza nell’organizzazione scientifica del lavoro mondiale, che non viene menzionata nei convegni internazionali, né nelle pubblicazioni a pagamento,né nei vertici mondiali a tutti i livelli, specialmente in quelli organizzati dalle Nazioni Unite chiamati “COP”, Conferenza tra le parti.

 Il pianeta Terra ha impiegato 4,5 miliardi di anni per ritrovare l’equilibrio ambientale che aveva prima dell’era industriale, iniziata all’inizio del XX secolo, mentre l’attuale equilibrio universale, secondo le stime, risale a circa 14 miliardi di anni fa. Dall’osservazione del moto delle galassie è stato possibile determinare che solo il 10% della massa dell’Universo è visibile, ovvero costituita da materia ordinaria composta da atomi. Il restante 90% è chiamato materia oscura perché invisibile ai telescopi terrestri. Per osservare una piccola parte di questa materia, la NASA ha ideato l’esperimento CIBER (Cosmic Infrared Background Experiment): un insieme di telescopi e altri strumenti viene lanciato su un razzo fino a 300 chilometri di altitudine (poco meno della Stazione Spaziale Internazionale) per poi ricadere a terra. Nei sette minuti trascorsi fuori dall’atmosfera, una telecamera raccoglie la luce del cielo, osservando in un colpo solo un’area grande quanto 20 lune piene, e trasmette i dati agli strumenti per l’analisi. Quest’ultimo studio ha dimostrato che, sottraendo tutta la luce dalle galassie, l’oscurità del vuoto interstellare non rimane che una debole luce di fondo, che può essere spiegata solo immaginando che miliardi e miliardi di stelle siano sparse tra le galassie. Forse, secondo i primi calcoli (ancora da confermare), tante quante quelle presenti nelle galassie stesse: metà di tutte le stelle dell’universo, ovvero quella metà della materia che manca dai conti (http://espresso.repubblica.it/visions/science/2014/12/24/news/star-wandering-in-the-blank-cosmic-1.193252).

Ricollegandomi al riassunto dell’articolo precedente, ritengo che l’esplorazione telescopica condotta dalla NASA con l’esperimento CIBER e altri simili possa fornire solo informazioni parziali. Finché la NASA continuerà a utilizzare i razzi come mezzo di trasporto e non come un sistema interattivo, in grado di produrre l’energia necessaria all’interno delle navicelle spaziali per raggiungere lo spazio e tornare indietro viaggiando in modo indipendente, non sapremo mai come è realmente fatto l’universo. In effetti, è impossibile che l’universo si sviluppi orizzontalmente come il sistema solare.

 Per me, un buco nero non è altro che un immenso vortice astronomico, soprattutto elettromagnetico, simile a quelli che si verificano nell’atmosfera e nelle acque. Per evitarli nelle navigazioni spaziali sarà necessario, soprattutto, generare sui mezzi di trasporto un magnetismo opposto a quello che prevale nel buco nero, in modo da essere respinti anziché attratti dalle immense forze che connettono gli universi paralleli e sovrapposti, le quali sconvolgono tutti i calcoli delle leggi di Keplero, valide in un campo astronomico limitato a sistemi stellari singoli.

Dall’articolo https://scienze.fanpage.it/scoperto-mostruoso-buco-nero-con-una-massa-pari-a-40-miliardi-di-volte-quella-del-sole/, apprendiamo che a circa 700 milioni di anni luce dalla Terra è stato scoperto un mostruoso buco nero supermassiccio, caratterizzato da una massa pari a 40 miliardi di volte quella del Sole. Si tratta del più grande mai misurato tramite osservazioni dirette, o analizzando il movimento delle stelle che gli orbitano attorno. Il primato dei buchi neri “ultramassicci” al momento appartiene al quasar TON 618, situato nella costellazione dei Cani Venati, la cui massa – misurata solo indirettamente – è stimata a 66 miliardi di volte quella del Sole. Di fronte a queste immense dimensioni, dovrebbe essere evidente che un buco nero coinvolge più di un sistema galattico allo stesso tempo, quindi è impossibile quantificare le forze che rilasciano energia, ma solo studiarne gli effetti utili e dannosi sullo sviluppo e sulla sopravvivenza umana. Non ci siamo riusciti sulla Terra, dove era molto facile identificare principi interattivi positivi e negativi, scegliendo energie non interattive; saremo mai in grado di identificarli nello spazio, dove le cose sono miliardi di volte più complesse?

Anche gli scienziati della NASA dovrebbero ammettere i propri errori, ma come tutti i centri di potere, gli errori li nascondono con precisione, impedendo ai comuni mortali di sfruttare sistemi semplici e sostenibili, che probabilmente sono gli unici in grado di garantirci persino la sopravvivenza nello spazio. Come sulla Terra, anche nello spazio i cicli che non siamo in grado di chiudere completamente non devono essere aperti in applicazioni reali. I cicli energetici individuati anche dalla NASA devono rimanere sperimentali finché non diventino innocui o positivamente interattivi, come l’energia idroelettrica compressa. Ma nemmeno la NASA ha sperimentato in questo campo, pur sapendo che l’aria può essere compressa a pressioni di migliaia di bar e che i liquidi incomprimibili possono sfruttare questa pressione in modo statico, studiando come aggirare la pressione modificando le pompe centrifughe, come ha fatto la NASA, nel silenzio generale della scienza, spaziale compresa. Gli attuali silenzi sull’energia interattiva non fanno altro che produrre danni ambientali e incoraggiare invenzioni e investimenti sbagliati.

Molti si chiedono perché dopo il 1969 non siamo più tornati sulla Luna. La NASA ha annunciato che tornerà entro il 2024. Personalmente, credo che tornare sulla Luna con razzi chimici sia uno spreco di risorse. Potremmo arrivarci solo dopo aver individuato l’energia spaziale interattiva. Ma questa non può essere individuata se prima non si sperimenta l’energia interattiva terrestre, ovvero l’energia idroelettrica compressa che non richiede carburante e che, se utilizzata nello spazio, permetterebbe il ritorno sulla Terra con gli stessi mezzi di trasporto, non con le piccole navicelle spaziali che trasportano solo astronauti.

Personalmente, ritengo che abbiamo sprecato risorse solo con razzi chimici e cercando di scindere l’atomo in reattori nucleari terrestri, perché questi reattori non possono riprodurre né le temperature di fusione, né la materia che ha contribuito a creare l’universo, né i quattordici miliardi di anni necessari per la suddivisione delle particelle secondo le esigenze dello spazio. Per costruire impianti e mezzi di trasporto terrestri e spaziali dobbiamo identificare e implementare sistemi interattivi, ma sia sulla Terra che nello spazio stiamo utilizzando sistemi incompatibili e antieconomici. Ad esempio, sfruttando l’induzione elettromagnetica a bordo degli aerei, possiamo alleggerirli riducendo il peso dei carburanti e, di conseguenza, i costi economici. Inoltre, possiamo sfruttare energie esterne naturali o artificiali dovute alle onde elettromagnetiche. Possiamo produrre parte di queste energie negli aeroporti, in ogni sito di decollo. Infatti, in base all’ultimo brevetto depositato dal sottoscritto, possiamo produrre una spinta elettromagnetica regolabile verso l’alto che alleggerisce il peso delle masse elettromagnetiche che si muoveranno sulle rotte in partenza dagli aeroporti. Essendo piccoli aerei privati ​​più leggeri, non avranno bisogno di spinte aggiuntive né di rotte predefinite. Ma è possibile incorporare parte del carico da trasportare in serbatoi rivestiti esternamente da un induttore e da un circuito indotto che, producendo la spinta verso l’alto di Lorentz, neutralizza il peso del serbatoio e del suo contenuto. Ho proposto questa soluzione soprattutto per la progettazione di veicoli antincendio, che per essere efficienti devono rimanere costantemente per il tempo necessario sotto una pioggia uniforme, precisa e non violenta. Ma questa soluzione, certamente più stabile degli elicotteri attuali, può salvare molte vite umane anche in caso di naufragi, soccorso in montagna e alluvioni.

Con queste innovazioni, il trasporto più economico e sicuro del futuro sarà quello aereo, senza carburante, ruote soggette a usura, strade e gallerie, che utilizzerà la spinta elettromagnetica combinata con la spinta di Newton. Tuttavia, si possono studiare anche soluzioni ibride, dotate di ruote che possono viaggiare anche su strada. Infatti, con la trasmissione elettrica, la posizione in cui il generatore di corrente che alimenta i motori elettrici che azionano le ruote, le eliche, le giranti delle pompe, o i motori che fanno circolare i magneti permanenti che producono la corrente indotta che a sua volta produce la spinta elettromagnetica di Lorentz. Molte invenzioni sono state fatte sull’elettromagnetismo, ma le più importanti devono ancora realizzarsi perché necessitano di un’energia primaria mobile piccola, potente, inesauribile e non inquinante, che non è moto perpetuo, ma semplicemente interazione tra molti principi fisici e macchine esistenti che devono solo essere modificate. Questo sistema completo l’ho chiamato io stesso “motore lineare globale interattivo”. Non si tratta di una singola coppia di componenti, bensì dell’intero processo energetico estratto dalla natura e dalla spinta di Newton e Lorentz, che può essere applicato insieme, in serie o in parallelo, consumando solo l’usura dei materiali che compongono i sistemi. L’energia primaria e indotta viene prodotta con acqua e aria riciclate all’infinito senza uscire dall’impianto. Pertanto, è possibile produrre spinte lineari in qualsiasi condizione terrestre e anche nel vuoto spaziale.

Possiamo affermare che con questo sistema riduciamo l’inquinamento atmosferico del 100%, ma aumentiamo anche la sicurezza dei trasporti terrestri e aerei, ponendo le basi concrete per un sistema di volo universale, spazio compreso, economicamente sostenibile. I miliardari che hanno già prenotato un volo spaziale con la compagnia SpaceX, con propulsione termica a idrogeno, potrebbero aspettare e valutare questo sistema di volo, certamente più economico e sicuro.

Ho scritto e pubblicato su http://www.apawhe.eu il 10/01/2018 un articolo intitolato “L’ARIA COMPRESSA È MOLTO PIÙ POTENTE, PRATICA ED ECONOMICA DELL’IDROGENO”, con due sottotitoli: “Ottava lettera aperta alle Corti di Giustizia Internazionale” e “Terza lettera aperta al Consiglio d’Europa”. Cosa ci guadagnano le istituzioni mondiali dal tacere su queste questioni?

Riassumo la differenza tra idrogeno e aria compressa nel mio articolo:

Cosa si intende per idrogeno nel settore dei trasporti? L’idrogeno è un vettore di energia chimica, utilizzato per produrre energia meccanica attraverso la camera di combustione di un comune motore termico, oppure reagisce con l’ossigeno per produrre istantaneamente l’elettricità necessaria ad azionare un motore elettrico. Pertanto, esistono due tipi di motori a idrogeno:

HICEV: acronimo di Hydrogen Internal Combustion Engine Vehicle, ovvero veicolo con motore a combustione interna alimentato a idrogeno.

FCEV: acronimo di Fuel Cell Electric Vehicle, dove l’idrogeno viene utilizzato per la produzione immediata di elettricità che alimenta il motore elettrico. Questo sistema, che ha iniziato a essere installato di recente sui treni ad alta velocità, rappresenta un significativo passo avanti rispetto all’attuale rete elettrica alimentata da combustibili fossili.

Tuttavia, in entrambi i casi l’idrogeno (che non si trova in natura ma deve essere prodotto, con costi elevati, estraendolo da combustibili fossili o tramite elettrolisi dell’acqua) per essere utilizzato nei mezzi di trasporto deve essere compresso a causa della scarsa densità energetica volumetrica e distribuito da impianti appositamente progettati e dislocati sul territorio. Deve essere trasferito ad alta pressione (700 bar) ai mezzi di trasporto e viene consumato per produrre energia nei già citati sistemi HICEV e FCEV.

Invece, l’aria compressa non costa nulla e non viene consumata, perché nell’energia idroelettrica compressa viene utilizzata solo la pressione statica dell’aria compressa, che agisce come una molla (https://www.spawhe.eu/hydroelectric-power-auto-with-torque-peripheral-to-the-wheels/, https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/): l’energia viene prodotta da acqua o olio idraulico che hanno una densità media ottocento volte superiore all’aria e 10.000 volte superiore all’idrogeno, che circola utilizzando i principi di Pascal e Torricelli, che alimentano una pompa utilizzata come turbina idraulica collegata a un alternatore. Il liquido scaricato dalla turbina viene reimmesso nel circuito di ricircolo pressurizzato con aria compressa per mezzo della pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, che è la vera invenzione energetica più potente di tutti i tempi, sebbene sia anche la più semplice: basta modificare una pompa a girante chiusa esistente (per altre applicazioni meno potenti, vanno bene anche le giranti aperte). Di conseguenza, non abbiamo bisogno di una costosa rete di distribuzione nazionale e globale dell’idrogeno, poiché disponiamo di un’autonomia operativa pressoché infinita, consumando solo l’aria che si dissolve nel liquido secondo il principio di Henry. Inoltre, l’aria compressa può essere utilizzata a qualsiasi pressione anche per altri usi di purificazione ed energetici. La classe dominante mondiale ha perso la ragione dall’avvento dell’era industriale, volendo addebitare l’energia a tutti i costi, quando invece non costa nulla agli utenti. Per questo motivo, non rivendico la proprietà industriale sull’energia idroelettrica compressa, ma mi aspetto che il mondo riconosca il diritto d’autore che spetta a tutti gli autori di opere intellettuali, qualora e quando nel mondo scienza e giustizia collaboreranno nell’interesse di tutti. Soprattutto, il sistema concepito, con l’utilizzo di pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, può trovare numerose applicazioni, alcune già individuate e brevettate da me, senza rivendicare la proprietà industriale, nella speranza di modificare la legislazione vigente. Con l’implementazione di questa soluzione, le pressioni di esercizio dell’acqua in uscita dai circuiti potranno aumentare, raggiungendo potenze sempre maggiori e riducendo le dimensioni dei motori stessi, a costi molto contenuti. Spero che Elon Musk, se è davvero un filantropo, voglia entrare nella storia dell’umanità per le sue invenzioni a beneficio dell’umanità, e non per allungare la lunga schiera di scienziati e imprenditori che hanno frainteso i principi fondamentali dell’energia mondiale, causando più danni che benefici, anche nel settore aerospaziale.

A questo proposito, lo invito a leggere i miei ultimi due brevetti depositati, che sostituiscono sia i sistemi di volo aerospaziale che le auto elettriche a batteria, poiché l’energia può essere prodotta istantaneamente, quando necessario. Anzi, potrebbe essere conveniente volare persino nei centri urbani, evitando inquinamento e traffico, con auto volanti che non interferiranno con le linee di trasmissione elettrica, perché anche queste diventeranno obsolete, dato che ciascuna auto produrrà l’energia necessaria per ogni singolo appartamento. Non saranno più necessari né il trasporto di altre forme di energia né la distribuzione del gas.

In realtà, acqua e aria sono ovunque e ci sono molti principi scientifici, sanciti per legge ma non sfruttati, che dimostrano che non abbiamo bisogno di altre fonti di energia. L’interattività non è stata facile da scoprire perché non solo i principi energetici, ma anche quelli di purificazione erano errati sul pianeta Terra. Infatti, i motori lineari globali interattivi primari e indotti che ci porteranno nello spazio sono stati scoperti da me dopo aver corretto i processi di depurazione, identificando il modo interattivo di purificare producendo energia invece di consumarla.

Ecco il riepilogo delle ultime due domande di brevetto menzionate:

4. SISTEMA DI TRASPORTO AEROSPAZIALE E SOTTOMARINO CON MOTORI LINEARI PRIMARI E INDUTTIVI INTERATTIVI.

Per purificare l’ambiente è essenziale identificare i principi di interazione tra acqua e aria. Ciò serve anche a progettare un sistema di trasporto terrestre e spaziale razionale. Infatti, la gravità e la pressione atmosferica ostacolano il sollevamento e il movimento delle masse. Le forze di Newton e Lorentz sono state oggetto di studio per secoli, ma nel trasporto aereo si utilizza solo la prima a causa delle difficoltà incontrate dalla scienza nell’inventare un sistema salvaspazio in grado di produrre a bordo del mezzo di trasporto energia elettrica sufficiente ad alimentare entrambe le forze, le quali, insieme alle rispettive accelerazioni, annullerebbero il peso della massa, che è una forza vettoriale, secondo la relazione F = m * (a – aL – aN), dove “aN” e “aL” sono le rispettive accelerazioni di Newton e Lorentz in direzione opposta alla gravità. Questo problema è stato risolto con l’invenzione del “motore lineare interattivo globale primario e indotto”, che è un sistema completo, che sfrutta staticamente la pressione dell’aria, unidirezionalmente, fa circolare acqua pressurizzata attraverso una turbina con generatore di corrente e utilizza una pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, che ricicla l’acqua scaricata dalla turbina reinserendola nel circuito di riciclo interno di un’autoclave pressurizzata a forma di tubo, posta in serie o in parallelo a una turboventola elettrica, mentre la corrente elettrica primaria prodotta dal generatore alimenta il motore della turboventola e muove i magneti permanenti di due circuiti induttori paralleli o sovrapposti, concentrici all’autoclave e alla turboventola, correnti indotte vengono prodotte anche negli involucri esterni dell’autoclave e della turboventola generando due spinte di Lorentz che si sommano alla spinta di Newton della turboventola. Pertanto, il turboventola elettrico diventa un motore lineare interattivo indotto che produce simultaneamente la spinta di Newton e di Lorentz, mentre l’impianto primario, oltre ad alimentare i circuiti dell’induttore, produce nella propria armatura la spinta di Lorentz che si somma alle due spinte del turboventola. Considerando che lo spazio inizia, convenzionalmente, a soli 100 km dalla superficie terrestre, non costerà molto salire verticalmente nell’atmosfera con le forze di Newton e di Lorentz combinate. Costerà ancora meno spostarsi nel vuoto con la sola propulsione elettromagnetica e atterrare negli aeroporti di destinazione. Ovviamente, anche i sottomarini potranno utilizzare questi motori globali interattivi sostituendo il turboventola con eliche marine, rendendoli più economici e sicuri. Questi impianti saranno anche in grado di difenderci dalle inondazioni con le spinte di Lorentz e di Newton, mentre l’energia primaria ossigenerà l’acqua con la pressione statica dell’aria nell’autoclave secondo il principio di Henry.

AUTO VOLANTI E GALLEGGIANTI CON MOTORI LINEARI GLOBALI INTERATTIVI E SPINTA DI NEWTON E LORENTZ.

Il brevetto italiano n. 102020000000031 del 03/01/2020, intitolato “Sistema di trasporto aerospaziale e sottomarino con motori lineari globali interattivi primari e indotti”, sebbene si tratti solo di un brevetto intellettuale, ci permette di toccare con mano un importantissimo progresso dello stato dell’arte nei sistemi di trasporto a livello mondiale, in quanto i motori idroelettrici, anch’essi brevettati intellettuali, si sono trasformati in motori lineari, cambiando forma e anche sostanza. Infatti, la forma di questi motori è diventata cilindrica allungata mediante l’incorporazione del serbatoio ad alta pressione in quello a bassa pressione, mentre le pareti esterne di quest’ultimo sono diventate piste di scorrimento per i magneti permanenti, utilizzati per sviluppare le correnti indotte. Pertanto, è stato aggiunto anche un solenoide esterno al serbatoio a bassa pressione, in modo che questo solenoide possa anche produrre la spinta di Lorentz. Il suddetto brevetto riguardava grandi mezzi di trasporto aerospaziali, mentre in questo il sottoscritto si occupa di piccoli mezzi di trasporto. Osservando le figure 5, 6 e 7 di un’auto del futuro, che rappresentano le sezioni longitudinale e trasversale, possiamo notare che sotto il pianale dell’abitacolo è installato in serie un motore lineare globale interattivo e un turboventola elettrico, equipaggiato esternamente con guide di scorrimento e solenoide. Pertanto, questo gruppo produrrà simultaneamente la spinta di Newton e di Lorentz. Inoltre, sarà imperniato al centro e potrà inclinarsi di circa 20 gradi. La trazione integrale dell’auto, dotata di coppia motrice applicata alla periferia dei cerchi, consentirà il trasporto su terra, ma sarà utilizzata soprattutto per sollevare i veicoli da terra, i quali, ovviamente, grazie alle spinte di Newton e di Lorentz, saranno in grado di decollare dalle normali strade urbane e volare nell’atmosfera senza utilizzare carburante. La spinta complessiva che permetterà alle auto di muoversi nell’atmosfera terrestre e nello spazio sarà dovuta al risultato della spinta orizzontale e inclinata di Newton e di Lorentz prodotta dal gruppo propulsore posizionato sotto il pianale e della spinta verticale di Lorentz, prodotta dal gruppo posizionato all’interno dell’abitacolo. Le dimensioni planimetriche delle auto del futuro saranno le stesse di quelle attuali, ma la forma assomiglierà agli attuali minibus, sviluppandosi in altezza. Per salirci dovremo salire dei gradini. Queste auto, cambiando le ruote, saranno anche in grado di lavorare la terra, essendo molto più potenti degli attuali trattori agricoli, grazie all’energia interattiva tra acqua, aria ed elettromagnetismo, che non costa nulla. Ovviamente, se usiamo le auto come trattori agricoli, dovremo disattivare la spinta di Newton che solleverebbe troppa polvere. Queste auto disattiveranno la spinta di Newton e rafforzeranno quella di Lorentz, anche quando utilizzate dai vigili del fuoco per arrestarsi definitivamente sugli incendi.Trasporteremo serbatoi pieni d’acqua, ma saremo dotati esternamente di magneti permanenti e di un solenoide che produrrà la spinta verticale di Lorentz, per annullare il peso, bilanciando la forza peso pari a “mx a” con la forza opposta pari a “mx aL”. Le auto del futuro potranno essere utilizzate anche per godersi il mare e la pesca, fuggendo rapidamente dalle acque agitate. Ovviamente, per i lavori a terra, come lo spegnimento degli incendi, sarà necessario un accessorio. Infatti, potranno gonfiare in volo due cuscini d’aria sui quali si poseranno sull’acqua di mari e laghi. Questi cuscini d’aria serviranno a far scivolare l’auto sull’acqua e a farla decollare grazie alla spinta di Newton e Lorentz. In volo, i cuscini si sgonfieranno e si arrotoleranno automaticamente in due appositi contenitori posizionati lateralmente al motore lineare globale posto sotto il pianale dell’abitacolo. Le auto attuali sono uno spreco di carburante e di tecnologie che non ci porteranno mai a queste soluzioni interattive perché, avendo una fonte di energia primaria inadeguata, non possono superare lo stato dell’arte attuale. Solo dimostrando l’inefficienza tecnica ed economica degli attuali sistemi energetici mondiali, batterie comprese, si potranno smantellare le multinazionali che governano e inquinano il mondo. Ma è necessario che anche le opposizioni comincino a comprendere i sistemi interattivi, cosa che finora non hanno fatto perché chi governa e chi si oppone hanno frequentato le stesse scuole di formazione scientifica. Le loro divergenze si estendono solo a questioni politiche e sociali, mentre il problema è soprattutto scientifico.Non li hanno compresi perché chi governa e chi si oppone frequentano le stesse scuole di formazione scientifica. Divergono solo su questioni politiche e sociali, mentre il problema è soprattutto scientifico.Non li hanno compresi perché chi governa e chi si oppone frequentano le stesse scuole di formazione scientifica. Divergono solo su questioni politiche e sociali, mentre il problema è soprattutto scientifico.

Sebbene, teoricamente, per sfuggire alla forte attrazione di un pianeta o di un buco nero sarebbe sufficiente contrastarla polarizzando il flusso elettromagnetico dei “motori lineari globali interattivi primari e indotti”, invertendo il senso di rotazione dei motori che fanno muovere i magneti permanenti all’interno di questi motori, non dobbiamo sottovalutare tutte le forze che agiscono nel campo spaziale, perché finora non ci siamo mai spinti in quello spazio con energie razionali. I razzi a propulsione chimica hanno solo sprecato risorse perché non hanno permesso di studiare a fondo le forze presenti nel campo, cosa che invece è possibile fare andando nello spazio con mezzi capaci di produrre contemporaneamente la reazione e la spinta elettromagnetica e di dirigerle nella direzione desiderata.

Senza i motori lineari globali interattivi primari e indotti e il cuore artificiale interattivo che ossigena il cervello umano, riducendo il fabbisogno alimentare degli esploratori e prolungando la loro vita al massimo consentito dalla sopravvivenza del cervello umano, non degli organi deboli del corpo, più soggetti allo sviluppo di tumori, non possiamo nemmeno pensare di iniziare la corsa allo spazio (https://www.spawhe.eu-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/)

Sapendo che la spinta elettromagnetica si propaga nello spazio e nel vuoto, ma diminuisce di intensità con la distanza, per creare un sistema razionale che la sfrutti efficacemente, dobbiamo garantire che la distanza tra gli aeromobili che si alzano in atmosfera non diminuisca eccessivamente e stabilire autentici corridoi elettromagnetici che partano dagli aeroporti e, con voli programmati, salgano verso l’alto, mantenendo le distanze tra di essi in modo che si influenzino reciprocamente con spinte elettromagnetiche polarizzate. Solo quando saremo certi che i mezzi di trasporto avranno la giusta quantità di motori lineari globali interattivi primari e indotti per affrontare da soli i pericoli dello spazio e dell’atmosfera, saranno in grado di operare autonomamente.

Non solo per ragioni ambientali ed economiche, ma anche di fronte a grandi catastrofi naturali, non possiamo continuare a essere schiavi di fonti energetiche inquinanti e a pagamento. Dobbiamo essere pronti ad agire rapidamente. Se necessario, anche a cambiare il pianeta per dare inizio a una nuova vita. Questo possiamo farlo solo se organizziamo l’esplorazione spaziale come facevano gli esploratori terrestri, organizzando carovane in cui i singoli carri si sostenevano a vicenda per difendersi da pericoli imprevisti. Lunghe carovane di mezzi di trasporto che si aiutano e si spingono l’un l’altro, come accadeva nelle traversate del deserto e nei film sulla conquista del West, o con le navi che esploravano i mari nel Medioevo alla ricerca di nuove terre. Pensiamo a Nina, Pinta e Santa Maria di Cristoforo Colombo.

L’esplorazione dello spazio richiede l’organizzazione di vere e proprie flotte di mezzi di trasporto super-equipaggiati, dotati di energia inesauribile (idroelettrica compressa), propulsione newtoniana, propulsione elettromagnetica e una riserva di emergenza di acqua e aria compressa, nonché di pezzi di ricambio, officine e laboratori super-attrezzati. Le attuali missioni spaziali con razzi chimici sono solo uno spreco di risorse. Meglio continuare a esplorare con i telescopi e attendere che i progressi tecnologici consentano di creare mezzi di trasporto sostenibili, in grado di spingersi sempre più lontano, lasciando avamposti fissi autonomi dal punto di vista energetico e alimentare.

Cosa serve per far capire a scienza, tecnologia, politica ed economia che le pompe centrifughe monostadio devono essere utilizzate con una doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante e che le pompe multistadio devono essere utilizzate come turbine in combinazione con le autoclavi, facendo circolare l’acqua senza espandere il cuscino d’aria? Creando i sistemi in questo modo, l’energia assorbita dalla pompa è centinaia di volte inferiore all’energia prodotta dal generatore di corrente accoppiato alla turbina e l’acqua scaricata dalla turbina viene riciclata reintroducendola nell’autoclave attraverso la seconda alimentazione della pompa. Questa è la vera fonte di energia primaria terrestre del mondo. Se la scienza non riesce a comprenderlo, è come se la politica, la filosofia e le religioni non lo capissero, dove ognuno può credere a ciò che vuole secondo la propria cultura (non scientifica) e la propria coscienza. La scienza non è fatta solo di formule chimiche fisiche e matematiche, ma anche di proprietà associative e transitive facilmente dimostrabili con finanziamenti limitati. Se le attuali pompe centrifughe funzionano per sollevare l’acqua assorbendo una grande quantità di elettricità perché le pressioni idrostatiche nella girante rotante sono presenti solo sul lato di mandata, per le proprietà associative e transitive le pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, avendo pressioni bilanciate in aspirazione e mandata, assorbono pochissima energia e possono immettere acqua riciclata nel circuito di riciclo con una pressione maggiore, grazie alla depressione che si crea al centro della girante rotante e al bilanciamento della pressione creato sull’altra alimentazione della girante che ricicla l’acqua all’interno dell’autoclave. Pertanto, cambiando l’alimentazione delle pompe, spenderemo qualche centesimo dell’energia che spendiamo ora utilizzando le stesse pompe. Chi non lo capisce non può occuparsi di scienza e tecnologia. Eppure in tutto il mondo, per oltre un secolo, abbiamo costruito tutti gli impianti del mondo nel modo sbagliato perché le pompe sono il cuore di tutti gli impianti del mondo. I burocrati dei brevetti non possono obbligare gli inventori che non hanno soldi a spendere soldi in ricorsi legali contro l’accusa di “moto perpetuo” e dimostrare cose banali che la scienza mondiale dovrebbe vergognarsi di non aver indagato. Questa è la vera causa del riscaldamento globale. La scienza e la politica mondiale non possono più nascondersi dietro la divisione delle competenze. Gli impianti antropici devono essere sempre progettati globalmente, come i “motori lineari globali interattivi”, soprattutto se sono mobili e non possono essere collegati ad altri impianti terrestri per completare la chiusura dei cicli, soprattutto quelli chimici, che oggi sono lasciati aperti.

Grazie all’energia interattiva tra acqua e aria, che può essere prodotta a costi molto bassi, e all’elettromagnetismo, che già conosciamo a fondo, non è conveniente basare i sistemi di volo sull’aerodinamica, bensì sulla spinta di Newton e Lorentz. Affidandosi a combustibili infiammabili, a propulsori a gas e a pochi turboventole, la scienza mondiale non solo ha prodotto inquinamento e numerosi incidenti aerei, ma soprattutto non ha creato le basi sostenibili per l’avvio della corsa allo spazio. Infatti, se consideriamo che i pianeti più vicini si trovano a molti anni luce di distanza, nessun combustibile terrestre è adatto a tale impresa. Mentre l’acqua e l’aria che vengono riciclate e non consumate possono essere prodotte artificialmente, con la fotosintesi che sarà alla base anche dei mezzi di trasporto del futuro e dei satelliti artificiali. Non è un caso che, grazie all’energia interattiva tra acqua e aria, sia stato inventato anche il “cuore artificiale ossigenatore del sangue in modo autonomo ed energetico” (brevetto italiano n. 102018000005791 del 29/05/2018), che, insieme alla cibernetica e alla robotica, permetterà di estendere la vita umana oltre ogni aspettativa. Più che le invenzioni prodotte dalla NASA, sono queste le invenzioni che ci permetteranno di coprire le enormi distanze tra i punti di riferimento della ragnatela elettromagnetica, ovvero i poli magnetici dei pianeti e delle stelle.

È evidente che anche le grandi multinazionali hanno commesso errori nei loro investimenti. Sembra che la scienza mondiale, sia pubblica che privata, abbia agito deliberatamente per scegliere le soluzioni peggiori, persino di fronte a grandi disastri naturali come terremoti, alluvioni e tsunami, quando per sfuggire a questi fenomeni che bloccano le vie di fuga terrestri, la soluzione migliore sarebbe l’aereo. Invece, oggi gli uomini non possono fuggire perché sono costretti a fare la fila alle stazioni di servizio. Che, in caso di emergenza, esauriscono immediatamente le già scarse riserve di carburante. Con le auto elettriche la situazione è persino peggiore. Dove si troveranno le stazioni di ricarica dopo i primi cento chilometri?

Coloro che hanno creato questo disastroso modello di sviluppo vengono premiati con il Nobel per la scienza, la pace e l’economia. Questi signori non spendono una parola a favore o contro i sistemi interattivi che il sottoscritto propone dal 2006, mentre ne sviluppa i dettagli e deposita brevetti che non hanno alcun valore legale, e dovrebbe anche spendere soldi per intentare cause legali, contro l’accusa di “moto perpetuo” espressa dai burocrati degli uffici brevetti. Coloro che hanno creato questo disastroso modello di sviluppo dovrebbero essere incarcerati, mentre i criminali di guerra vengono premiati con il Nobel per la scienza, la pace e l’economia. Questi signori non spendono una parola a favore o contro i sistemi interattivi che il sottoscritto propone dal 2006, mentre ne sviluppa i dettagli e deposita brevetti che non hanno alcun valore legale, e dovrebbe anche spendere soldi per intentare cause legali, contro l’accusa di “moto perpetuo” espressa dai burocrati degli uffici brevetti.

Oggi le multinazionali che inquinano pur utilizzando tecnologie eccellenti fanno sentire il loro potere acquistando i brevetti degli inventori pubblici, dato che i governi hanno quasi completamente smesso di essere imprenditori. Oggi, le multinazionali dovrebbero trasformare le loro fabbriche e i loro prodotti per trasformare se stesse e utilizzare i principi dell’energia interattiva, soprattutto nel settore dei trasporti di ogni tipo e nelle macchine che lavorano la terra. Ovviamente, anche le grandi centrali termiche, nucleari, idroelettriche e i grandi impianti di depurazione non sarebbero risparmiati. Nessuno ha il coraggio di parlare. I sottoscritti dovrebbero pagare gli editori e gli organizzatori dei congressi affinché diffondano i sistemi interattivi, come fanno le multinazionali e gli istituti di ricerca pubblici (con i soldi dei contribuenti). Il mondo è organizzato in questo modo. I governi e le Nazioni Unite svolgono solo funzioni di ordinaria amministrazione e rappresentanza. In sostanza, nascondono la testa sotto la sabbia.

Come ho scritto in diverse occasioni, laddove la scienza non arriva, arriva l’organizzazione scientifica del lavoro globale, che è l’elaborazione del taylorismo che ha portato alla concezione dell’automazione industriale, della robotica e dell’informatica. Questa organizzazione, estesa anche ai settori ambientale ed energetico, condurrebbe fin dagli albori dell’era industriale alla concezione delle energie interattive, poiché i principi generali furono individuati molto prima dell’elettricità, il che ci permette di metterli insieme. Ciò che la scienza non ha compreso è come progettare sistemi in grado di produrre più energia di quanta ne consumino. Infatti, i sistemi non sono semplici macchine che, per i principi di conservazione dell’energia, non possono avere un’efficienza pari al 100%. Gli impianti possono sfruttare le condizioni favorevoli create appositamente dai progettisti che costringono le macchine a lavorare come devono, studiando proprio l’organizzazione del lavoro a livello globale, in modo che le risorse non vengano disperse e non si produca inquinamento.

Purtroppo, ancora oggi, sia gli scienziati che gli industriali si rifiutano di accettare le sinergie che hanno portato chi scrive alla concezione delle energie interattive, nate unicamente perché nessuno al mondo voleva finanziare la purificazione interattiva proposta per neutralizzare la CO2. In realtà, a mio avviso, la neutralizzazione sostenibile della CO2 può essere realizzata solo creando cicli globali che trattino acqua e aria insieme, eliminando le ciminiere e sostituendole con serre di calcare e piccoli processi biologici nei sistemi fognari e processi più complessi negli impianti di depurazione finali, dove acqua e aria continuerebbero a purificarsi insieme attraverso processi naturali, come avviene in natura fin dall’era primordiale. Con i sistemi attuali, progettati senza funzioni interattive, la creazione di cicli globali comporta un consumo energetico significativo, soprattutto per recuperare l’acqua e sollevarla contro la forza di gravità. Superare la forza di gravità è essenziale per recuperare l’acqua e ossigenarla con l’aria in bacini biologici sovrapposti e serre di calcare, al fine di neutralizzare sia l’inquinamento organico che la CO2. Ma questi impianti non sono mai stati costruiti dai centri di potere mondiali, che si sono nascosti dietro burocrati e legislatori dei brevetti, definendoli “moto perpetuo”, offendendo così la scienza mondiale, che non ha reagito per poter intascare lo stipendio. Ci sono voluti quattordici anni di lavoro solitario, a partire dalla modifica dei sistemi di depurazione che nessuno aveva mai modificato, per renderli interattivi. Oggi dobbiamo rendere interattivi anche i trasporti terrestri e spaziali, se vogliamo uscire dall’inquinamento globale e restituire dignità alla scienza, che non deve essere condizionata da datori di lavoro e legislatori che negano i diritti di proprietà intellettuale a chi non ha i mezzi per dimostrare la validità delle proprie invenzioni, per favorire quelle industriali, commerciali e inquinanti.

Oggi possiamo affermare che l’unica invenzione interattiva mai realizzata al mondo è stata la bomba atomica, che minaccia di distruggere il pianeta, mentre la scienza mondiale finge di non comprendere le energie interattive positive. Oggi ci troviamo di fronte a costi energetici elevati e a sistemi incompleti e sproporzionati nelle diverse dimensioni, incapaci di chiudere i cicli che si aprono, sia nei sistemi fissi che in quelli mobili. Non potremo sfuggire a questi problemi se i leader mondiali non si assumeranno la responsabilità di ammettere i propri errori e di orientarsi verso soluzioni ben più radicali rispetto alle attuali energie rinnovabili e alle auto elettriche. Il paradosso è che queste soluzioni radicali sono molto più economiche delle attuali energie rinnovabili non interattive, delle batterie e dell’idrogeno trasformato in carburante, con cui multinazionali e governi vorrebbero risolvere anche i problemi dei trasporti terrestri e spaziali.

Per progettare sistemi antropici su scala globale, è necessario osservare attentamente la natura, che rispetta le proporzioni dei componenti in processi molto complessi come la fotosintesi. Le piante antropiche, invece, non le rispettano. Per rispettare le proporzioni dei componenti, non si possono aprire cicli che non si possono chiudere completamente per mancanza di spazio o di alcuni componenti essenziali. Infatti, chi scrive, progettando la purificazione interattiva e constatando che i progettisti degli attuali sistemi energetici basati sui combustibili fossili non hanno previsto né gli spazi né la disponibilità dei componenti necessari per chiudere correttamente i cicli, è giunto gradualmente a concepire energie interattive che evitano cicli aperti non chiudibili e che sono anche purificanti grazie alle sinergie tra i principi enunciati da Henry, Pascal, Venturi, Torricelli, Newton, Maxwell, Faraday, Lenz e Lorentz. Purtroppo, questi principi non si combinano automaticamente. Ciò favorisce il lavoro di scienziati e inventori, che non possono e non devono diventare imprenditori e non dovrebbero nemmeno essere condizionati dai loro datori di lavoro pubblici e privati. Questi, dopo aver effettuato investimenti sbagliati, fingono di non comprendere le innovazioni interattive, che rappresentano l’unica alternativa per riparare i danni economici e ambientali.

In realtà, i sistemi interattivi, che la scienza pubblica, gli industriali e i governi hanno ignorato per non ammettere i propri errori, sono stati sviluppati solo virtualmente, senza finanziamenti, e hanno sempre avuto progressi virtuali all’avanguardia. Le invenzioni relative alle energie idroelettriche sommerse e compresse sono persino più interattive delle prime invenzioni del sottoscritto, ovvero i depuratori coperti e le fognature depurative. Queste invenzioni hanno anche portato alla creazione di pozzi artificiali che consentirebbero di estrarre i carbonati dalle profondità oceaniche con il sistema Venturi per contrastare l’acidificazione degli oceani e aumentarne l’abbondanza producendo plancton che potrebbe quadruplicare la produzione alimentare mondiale, e alla desalinizzazione galleggiante che potrebbe consentire di popolare le pianure oceaniche impiegando i migranti nelle attività di pesca e turismo balneare che ne deriverebbero. Mentre nel campo dell’energia e dei trasporti mondiali si è giunti a energie interattive che eliminano combustibili e accumulatori di energia, poiché l’aria compressa è il più potente accumulatore di energia al mondo e, se utilizzata correttamente (staticamente), consuma solo la percentuale che si dissolve in acqua aumentandone la purezza (principio di Henry), mentre può produrre energia per il principio di impenetrabilità dei corpi, se accoppiata all’uso di pompe con doppia alimentazione separata che consentono la confluenza nella girante comune di un circuito chiuso pressurizzato e di un circuito aperto a bassa pressione che recupera l’acqua scaricata dalle turbine idrauliche che sfruttano l’acqua espulsa, precisamente, per il principio di impenetrabilità dei corpi, per produrre energia elettromagnetica. L’energia elettromagnetica prodotta in questo modo è il primo passo per produrre energia fissa e mobile sostenibile perché non trasforma la materia. La prende soltanto in prestito, sfruttando l’elasticità dell’aria che, intrappolata in un piccolo volume, è costretta ad alimentare la turbina anche secondo il principio di Pascal, essendo l’unica uscita aperta dell’acqua che alimenta la turbina. Sappiamo che la pressione si espande in tutte le direzioni, ma se è aperta una sola direzione, l’espansione avviene solo in quella direzione e, se la quantità d’acqua che fuoriesce cade contemporaneamente attraverso la seconda alimentazione della pompa di ricircolo, il volume d’aria compressa rimane sempre lo stesso. Non importa se ci avvaliamo del principio di Pascal, dell’impenetrabilità dei corpi, o di quello di Torricelli, che afferma la stessa cosa, sostenendo che la velocità di un fluido che esce da un foro (di sezione molto piccola rispetto alla dimensione del contenitore) è uguale alla radice quadrata del doppio prodotto dell’accelerazione di gravità e della distanza “h” tra la superficie libera del fluido e il centro del foro praticato. In sostanza, la velocità è uguale a quella che il fluido avrebbe durante una caduta libera dall’altezza “h”, che non è altro che la pressione idrostatica.

Lo stesso ragionamento si applica anche al liquido che fuoriesce da un’autoclave pressurizzata con aria compressa. È davvero strano che la scienza mondiale, nella storia dell’umanità, non abbia mai cercato di sfruttare l’energia idroelettrica e di recuperare l’acqua subito dopo, reintroducendola nel serbatoio pressurizzato tramite una pompa modificata che ricicla l’acqua all’interno del serbatoio e, allo stesso tempo, convoglia nella sua girante anche l’acqua scaricata dalla turbina. È altrettanto strano che la scienza mondiale, dopo che il sottoscritto ha inventato tale pompa e tale sistema, e ha inventato tutte le applicazioni fisse e mobili che utilizzano questa energia, continui a tacere (compresi i premi Nobel), continuando a sprecare risorse energetiche e a pubblicizzare sistemi che implicano l’utilizzo di energie esauribili e che devono essere prodotte appositamente, contro ogni logica economica, tecnica e scientifica. Ma prima o poi tutti i nodi giungono a una vetta.

5. NON È DIFFICILE FAR COINCIDERE LA SPINTA DI REAZIONE DI NEWTON E DI LORENTZ NEI VEICOLI DI TRASPORTO TERRESTRI E SPAZIALI.

Concettualmente, non c’è molta differenza tra la spinta di reazione di Newton e quella di Lorentz. Infatti, la prima è prodotta dall’aria atmosferica che si oppone al movimento e spinge gli aerei dalla parte opposta al flusso d’aria dei turbofan. La seconda, invece, è dovuta alle correnti indotte che si oppongono al flusso dei magneti permanenti. Di conseguenza, queste spinte possono andare nella stessa direzione se viene prodotta energia interattiva che non si disperde a bordo del mezzo di trasporto.

Nel frattempo, il miliardario Bill Gates, dopo aver promesso un’energia miracolosa (https://www.spawhe.eu/open-letter-to-mr-bill-gates-on-energy-miracle/), dichiara di voler oscurare il sole, disperdendo milioni di tonnellate di polvere bianca (a base di carbonato di calcio) nella stratosfera terrestre per bloccare e riflettere parte dei raggi solari, con l’obiettivo di abbassare la temperatura del pianeta e mitigare gli effetti del riscaldamento globale catalizzato dai cambiamenti climatici (https://scienze.fanpage.it/bill-gates-wants-to-darken-the-sole-to-stop-heating–globale-here-as/). Chi sono i consulenti scientifici di Bill Gates? Chi non sa che il carbonato di calcio nell’atmosfera potrebbe creare altri problemi come malattie polmonari e che la produzione di carbonato di calcio con i sistemi attuali comporta l’emissione di circa due kg di CO2 per ogni kg di carbonato di calcio prodotto? Il sistema artificiale Welling, che estrarrebbe i carbonati dalle profondità oceaniche contrastando l’acidificazione, creando cibo e raffreddando al contempo il pianeta, sarebbe molto più utile ( https://www.spawhe.eu/artificial-welling-files/ ).

Credo che si possano paragonare i misteri dell’universo a quelli della “fotosintesi della clorofilla” terrestre. Ciò che non riusciamo a comprendere con le nostre conoscenze chimiche e biologiche, dobbiamo semplicemente utilizzarlo progettando impianti e macchinari in modo che i processi avvengano spontaneamente senza alterare l’ambiente naturale. Se avessimo voluto comprendere appieno questi misteri con le nostre conoscenze di fisica, chimica e biologia, prima di nutrirci dei prodotti della terra e del mare, saremmo morti tutti di fame. Invece ci siamo nutriti dei frutti e degli ortaggi selvatici prodotti dalla terra e poi, gradualmente, abbiamo imparato a coltivare con tecniche sempre più moderne, fino all’attuale industria alimentare. Tuttavia, ancora oggi almeno il 95% del merito della produzione alimentare terrestre è dovuto alla fotosintesi naturale. Dove abbiamo completamente fallito nello sviluppo è stato nei sistemi energetici e di depurazione, poiché la scienza terrestre non è stata in grado di selezionare dalla natura ciò che è utile da ciò che è dannoso. Per questo motivo ha prodotto il riscaldamento globale attraverso l’inquinamento atmosferico e l’eutrofizzazione e l’acidificazione attraverso l’inquinamento idrico. Ma a causa delle leggi di Henry e Dalton, la maggiore percentuale di CO2 aumenta anche l’acidificazione dell’acqua. In sostanza, il riscaldamento globale è il risultato dell’incapacità dei governi e delle Nazioni Unite di organizzare scientificamente le attività antropiche.

Tutte le mie invenzioni nascono dall’esperienza del progettista, ma anche dallo studio dell’organizzazione scientifica del lavoro, perché l’energia, i trasporti e gli impianti di lavoro possono essere prodotti in molti modi. Ma se ci sono vincoli da rispettare, come le emissioni zero, il costo di acquisto delle materie prime energetiche, quelli della trasformazione industriale del prodotto energetico e quelli della distribuzione ai punti di utilizzo fissi e di rifornimento, escluderebbero automaticamente tutte le energie esistenti, e bisogna considerare che l’unica energia sostenibile sul pianeta Terra è quella che non è mai stata prodotta. Purtroppo, in tutto il mondo siamo governati da burocrati che non ragionano scientificamente, mentre la scienza pubblica e privata e i governi si nascondono. La domanda di brevetto per l’auto idroelettrica a compressione, depositata il 26/08/2016, è ancora in fase di esame presso l’Ufficio brevetti italiano, il quale sostiene che dovrò riscrivere le rivendicazioni per la terza volta per ottenere il brevetto, che sarebbe valido solo in Italia. Se non soddisfo la loro richiesta burocratica, si rifiutano di concedermi il brevetto. Ma cosa posso fare con un certificato di brevetto se non ho trovato finanziatori pubblici e privati, che preferiscono le auto tradizionali a benzina o a batteria, che devono essere sempre ricaricate con energia fossile? Questi burocrati non capiscono che concedendomi il brevetto mi costringono a pagare le tasse di mantenimento che non voglio pagare, perché sono un inventore, non un imprenditore. La società mondiale deve riconoscere i diritti degli inventori, come quelli di tutti gli autori di opere intellettuali, quando la società mondiale riconosce l’utilità dell’invenzione. Se il mondo non riconosce l’utilità delle invenzioni, è ridicolo aspettarsi che paghino le tasse di mantenimento del brevetto. Le rivendicazioni sono concepite per proteggere la proprietà industriale delle invenzioni in modo che nessuno possa copiarle. La proprietà intellettuale è un’altra cosa. Il mondo scientifico, politico e imprenditoriale deve prima comprendere e accettare le invenzioni e poi riconoscere i diritti degli autori. Le invenzioni basate su principi interattivi che la scienza e gli imprenditori non hanno mai realizzato sono invenzioni scomode per gli attuali centri di potere che hanno inquinato e riscaldato il pianeta. Gli inventori non possono essere ricattati applicando le norme sulla proprietà industriale, perché non avranno mai i mezzi economici per realizzare le invenzioni scomode per coloro che hanno redatto le norme vigenti.

Ho deciso di non modificare le rivendicazioni del deposito di brevetto dell’auto idroelettrica terrestre per un semplice capriccio burocratico dell’Ufficio brevetti italiano e di continuare a lottare per la proprietà intellettuale di tutte le mie invenzioni non ancora realizzate, inclusa questa. Se il governo italiano e gli imprenditori italiani hanno scartato questa opportunità di crescita, lasceranno scadere anche questo brevetto e, come già stanno facendo, si adatteranno all’uso di auto elettriche, che, come ho già spiegato in questo articolo e in altri, aumenteranno ulteriormente la percentuale di CO2 mondiale, senza cambiare la fonte primaria di energia. Se il governo italiano, che non produce crescita da trent’anni, vuole mantenere questa piccola possibilità di crescita, pagherà le tasse di mantenimento del brevetto e chiuderà un occhio sulle rivendicazioni relative ai dettagli costruttivi dell’auto, che sui brevetti di proprietà intellettuale non hanno alcuna rilevanza, invierò questo documento in risposta alle osservazioni dell’Ufficio brevetti italiano e lo invierò anche al Presidente del Consiglio italiano, che sembra essere una persona preparata. Probabilmente perché non è un politico di professione. Colgo l’occasione per invitare il professor Giuseppe Conte a rendere lo Stato italiano il maggiore azionista di Spawhe SPA, proposta che ho già avanzato nella presentazione del mio ultimo deposito di brevetto, se davvero desidera uno sviluppo più sostenibile, come ha ripetutamente affermato. Con questa mossa a sorpresa, dimostrerebbe di essere diverso da tutti i presidenti italiani del Consiglio che lo hanno preceduto, ascoltando anche coloro che non sono mai stati ascoltati dai centri di potere italiani. Potrebbe anche dare una lezione agli altri governanti del mondo.

Mentre scrivevo questo articolo, ho ricevuto una richiesta dall’ufficio brevetti di fornire la documentazione attestante il pagamento delle tasse di mantenimento dei brevetti italiani che mi sono stati concessi. In caso contrario, verrà avviata la procedura di revoca. Infatti, la tassa di deposito iniziale, in Italia, copre fino al quinto anno. Si tratta di quindici brevetti ambientali di pubblica utilità:

Brevetto n. 6 dell’anno 2006 (n. 1 trasformato in brevetto europeo);

N. 1 dell’anno 2007;

Numero 2 dell’anno 2008;

Numero 1 dell’anno 2009;

Numero 1 dell’anno 2011;

Numero 4 dell’anno 2012 (Tutti i brevetti internazionali elaborati).

Non ho pagato le quote di mantenimento per questi brevetti, che riguardano principalmente sistemi di depurazione interattivi. Avrei potuto pagarle solo se fossero stati compresi e finanziati, soprattutto da enti pubblici, prima italiani, poi europei e infine mondiali. Nonostante la concessione di brevetti italiani, europei e internazionali, nessun ente pubblico mondiale ha finanziato questi brevetti. Al contrario, gli impianti di depurazione di tipo industriale e commerciale non possono essere realizzati come desiderato dai costruttori e dagli installatori di impianti, poiché sono collegati agli impianti esistenti. Pertanto, se gli enti pubblici mondiali non hanno compreso, o hanno finto di non comprendere, che per combattere il riscaldamento globale, continuando a utilizzare energie fossili, dovrebbero collaborare inserendo la modifica delle ciminiere e delle fognature nei bandi di gara, inserendo pozzi di depurazione verticali collegati a mini serre di calcare nei percorsi fognari; se non hanno compreso che i fanghi devono essere separati dall’acqua alla fonte e che questi devono seguire percorsi diversi perché subiscono cicli di depurazione completamente opposti che devono iniziare immediatamente e non devono essere interrotti fino alla depurazione finale. Se non hanno capito che l’acqua deve essere purificata con cicli aerobici insieme ai fumi dei camini e ai gas di scarico delle auto, mentre i fanghi avrebbero dovuto essere trasportati con percorsi anaerobici ai digestori per essere digeriti, compostati ed essiccati. Se non hanno capito che per ottenere un risparmio idrico domestico, gli impianti all’interno degli appartamenti devono essere modificati separando l’acqua della cucina dai circuiti sanitari perché quest’ultima, sottoposta a un piccolo trattamento in mini-sistemi domestici, può essere utilizzata due volte per pulire il WC e per alimentare la lavatrice e che questa deve avere uno scarico modificato per scaricare l’acqua del primo lavaggio insieme all’acqua della cucina e l’acqua di risciacquo insieme all’acqua sanitaria, da recuperare e reinserire nel circuito domestico utilizzato solo per alimentare la pulizia dei WC e la lavatrice stessa Tutto ciò non è stato attuato dai governi italiani che hanno preceduto quello del professor Giuseppe Conte. Non è stato attuato neanche dai governi europei e mondiali, nonostante io abbia scritto articoli sotto forma di lettere aperte indirizzate prima agli enti pubblici italiani, poi al Parlamento europeo, poi alle Nazioni Unite. Pertanto, non sono stato io a far decadere la validità dei brevetti, ma gli enti pubblici mondiali, che avrebbero dovuto includere le modifiche da me proposte nei capitolati d’appalto per consentire il risparmio idrico, il risparmio energetico e prevenire la formazione di acido solfidrico nelle fognature. Io, in qualità di inventore, mi sono adeguato alle leggi vigenti, pagando le tasse di deposito nazionali e internazionali, nella speranza di essere compreso. Ho messo a disposizione la mia esperienza come progettista e installatore di impianti, avendo compreso che gli attuali sistemi antropici sono completamente sbagliati, soprattutto per l’inesperienza dei progettisti pubblici mondiali e per l’indifferenza delle aziende che partecipano agli appalti, interessate solo a lavorare e fatturare, perché se sputano nel piatto in cui mangiano, hanno tutto da perdere e niente da guadagnare. I governi, italiani, europei e di tutto il mondo, sono ancora in tempo per modificare le specifiche degli appalti pubblici, senza i quali questi sistemi non possono essere costruiti e creare posti di lavoro utili in tutto il mondo. Non sussidi di disoccupazione che umiliano chi li riceve.

Non ho mai pagato tasse di mantenimento per i brevetti e non ne ho mai venduto uno perché i brevetti ambientali non sono molto commerciali, ma continuo a rivendicare la proprietà intellettuale delle mie invenzioni, comprese quelle che non hanno ottenuto la concessione del brevetto industriale. Tutte queste invenzioni, finché non saranno realizzate, saranno sempre attuali e di gran lunga migliori degli attuali sistemi di purificazione e di produzione di energia. La proprietà intellettuale, a differenza della proprietà industriale, ha automaticamente valore internazionale anche se non è mai stata realizzata. Ma non ha senso senza il diritto d’autore, che, come ho scritto, è riconosciuto anche a chi scrive una semplice canzone. Pensiamo a “Volare” di Domenico Modugno, che è una delle canzoni più conosciute al mondo. La cattiva pubblicità per le invenzioni italiane è dovuta soprattutto al fatto che i governi italiani non le realizzano nel proprio paese, anche se ne avrebbero più bisogno di altri per crescere e creare posti di lavoro.

Tuttavia, gli impianti di purificazione interattiva depositati dal 2006 al 2012 sono serviti al sottoscritto per creare le basi per l’identificazione delle energie interattive, che ho depositato negli anni successivi. Gli uffici brevetti, che hanno concesso brevetti per la purificazione interattiva, nel caso delle energie interattive si sono rivelati un ostacolo insormontabile, a causa dell’errata interpretazione dei principi di conservazione dell’energia e del concetto di “moto perpetuo” che i professori non si decidono di insegnare correttamente nelle università di tutto il mondo. Pertanto, la percentuale di brevetti concessi è crollata drasticamente, raggiungendo praticamente lo zero. Ciò conferma che la situazione mondiale dal punto di vista ambientale è molto più grave di quanto si possa pensare perché, nonostante le mie lamentele, nessuno dei centri di potere mondiali spende un dollaro o un euro per verificare le verità scientifiche relative alle energie interattive.

Per questo motivo ho proposto una società per azioni mondiale che si chiami SPAWHE SPA, alla quale possano partecipare tutti, compresi governi e multinazionali, ricchi e poveri. Non tanto per contare il capitale raccolto, ma soprattutto per contare coloro che ancora ragionano con la propria testa, da un punto di vista scientifico e tecnico. Anche una piccola quota insignificante, acquistata in forma anonima, permetterà di capire quanti tecnici, scienziati, persone comuni siano in grado di comprendere le energie interattive. Anche se queste persone non possono andare a dire ai propri datori di lavoro di credere nelle energie interattive, è necessario contarle, perché sono le sole che possono capire che nel mondo dell’ambiente e dell’energia tutto è connesso da una ragnatela invisibile, che non è solo elettromagnetica, ma anche fisica, chimica, biologica; altrimenti non avrei potuto proporre di aggiungere la spinta di Lorenz a quella di Newton sui mezzi di trasporto terrestri e spaziali, partendo dalla modifica dei camini e dei sistemi fognari. Quando ho deciso di diventare un inventore ambientale, non avrei mai immaginato una cosa del genere. Probabilmente, coloro che hanno creato l’universo volevano che questa probabile verità fosse rivelata da un pensionato e non da un nobile scienziato. Ora tutto è da verificare. Da una parte ci saranno gli attuali centri di potere, che già sappiamo hanno rimandato la decarbonizzazione del pianeta al 2050, dall’altra, se nascerà, ci sarà SPAWHE SPA. Spero solo che il mio lavoro sia finito e che io possa finalmente godermi la tanto attesa pensione, coltivando ortaggi biologici per i miei sei nipoti nel mio orto.

Nel frattempo, proviamo a pensare nel dettaglio a come potrebbero funzionare il trasporto aereo e spaziale, ipotizzando il funzionamento di quelle energie interattive che nessuno ha finanziato e che gli uffici brevetti hanno definito “moto perpetuo”. Mettiamole insieme e organizziamo scientificamente il lavoro a livello globale, perché se un’invenzione deve funzionare a livello globale, anche il lavoro scientifico deve essere organizzato a livello globale, non dalle singole specializzazioni di scienziati, produttori di pompe, turbine, motori, automobili, aerei, elicotteri, razzi e così via. Tutte queste categorie di specialisti cercano di migliorare le prestazioni dei loro prodotti per battere la concorrenza esistente nello stato dell’arte del loro settore commerciale. Nessuno ha messo in discussione lo stato dell’arte dei singoli settori. Per chi scrive, è stato sufficiente cambiare il modo in cui funzionano le pompe e utilizzarle anche come turbine negli stessi impianti per cambiare globalmente l’energia mondiale. L’attuale classe dirigente politico-scientifico-economica, erede di quella che nel secolo scorso ha generato guerre e distruzioni per conquistare pozzi petroliferi e dividere l’atomo, si oppone a questo cambiamento che avrebbe potuto verificarsi già all’inizio del secolo scorso, se qualche scienziato o economista pubblico avesse studiato l’organizzazione scientifica del lavoro ambientale, contemporaneamente a Frederick Taylor, che studiò l’organizzazione scientifica del lavoro industriale nel 1911. Si noti che le due teorie della relatività, pubblicate nel 1905 e nel 1916, avevano chiarito molti aspetti del funzionamento dell’universo, dell’atmosfera terrestre e dell’attrazione lunare. Tuttavia, nessuno si è occupato dell’organizzazione scientifica del lavoro ambientale, mentre quello industriale procedeva indisturbato, fino a quando il sottoscritto, esperto di lavoro industriale nel settore automobilistico, nel 1987 decise di andare a lavorare in una piccola azienda che installa impianti di depurazione e sollevamento dell’acqua, in particolare per uso pubblico e ambientale. Ha subito notato l’assenza organizzativa del lavoro ambientale, come lo è tuttora, sebbene dal 2006, dopo essersi ritirato volontariamente, abbia iniziato a organizzare il lavoro ambientale in modo diverso e ci stia ancora provando inutilmente, perché tutti fingono di non capire, soprattutto politici, legislatori e giudici, che non sono tecnici, si rivolgono a esperti ambientali pubblici per chiarire le loro idee. Questi esperti, non avendo mai applicato l’organizzazione scientifica del lavoro ambientale, non hanno selezionato le soluzioni migliori e non le hanno messe insieme per realizzare cicli completi, quindi hanno continuato a consigliare male politici, economisti e giudici. L’organizzazione scientifica del lavoro, a differenza di quella semplicemente scientifica, non si realizza pubblicando le formule matematiche dei principi fisici, chimici e biologici, ma mettendo insieme i processi e identificando i principi interattivi e le sinergie necessarie, in modo che il lavoro umano possa semplificarsi e costare meno anche da un punto di vista economico. Ovviamente, come nell’industria,Le macchine di produzione devono essere progettate in modo specifico, così come i sistemi di trasporto e i robot che sostituiscono gli esseri umani nei lavori ripetitivi e pesanti; lo stesso doveva accadere nell’ambiente per ottenere cicli completi di energia e depurazione. Pertanto, nessuno dovrebbe sorprendersi quando il sottoscritto ha modificato le fognature, i camini, i depuratori e le pompe. Dopo cento anni in cui Taylor ha insegnato agli industriali come si organizza il lavoro nell’industria, qualcuno doveva pur farlo anche nel settore ambientale ed energetico. Perché non il sottoscritto, che ha svolto lo stesso lavoro nell’industria automobilistica e ha compreso che l’inquinamento globale è dovuto proprio alla cattiva organizzazione del lavoro ambientale, che, come dimostrato da studi scientifici, avrebbe inevitabilmente portato alla modifica delle macchine e dei sistemi utilizzati nell’ambiente? Cosa c’è di strano in queste argomentazioni che la classe dominante mondiale non comprende? Non solo l’opinione pubblica che ha sbagliato i processi di depurazione ed energia, ma anche i dirigenti industriali fingono di non capire. Questi ultimi vengono considerati assolti da ogni colpa semplicemente perché hanno rispettato le normative ambientali.

 Cosa serve per capire che, se esistono conflitti di interesse anche tra enti pubblici di ricerca e multinazionali, principalmente a causa della vendita unilaterale di brevetti pubblici a privati, la ricerca di soluzioni imparziali diventa impossibile?

Senza lo studio dell’organizzazione scientifica del lavoro globale, non è possibile individuare gli errori di progettazione. La progettazione delle infrastrutture pubbliche deve andare oltre le singole componenti e basarsi su un ragionamento globale, trasversale e interattivo. Oggi, progettisti e ricercatori, sia pubblici che privati, imprenditori e legislatori sono coinvolti nell’attuale modello di sviluppo che ha impedito la ricerca e lo sviluppo di soluzioni interattive.

La scienza tace perché ha commesso un errore nell’individuare i principi sostenibili dell’energia terrestre mondiale, mentre tutte le altre categorie, non sapendo come entrare nei dettagli delle soluzioni, credono che le batterie possano sostituire i motori termici e che i pannelli solari, l’energia eolica e l’attuale energia idroelettrica possano sostituire l’energia fossile e nucleare. È invece necessario riprogettare l’intero sviluppo mondiale seguendo l’intero percorso da me tracciato sul sito web https://www.spawhe.eu, partendo dalla vecchia “home page” e risalendo verso l’alto leggendo gli articoli e i depositi di brevetti non realizzati. In quest’ordine, sono stati individuati per primi i sistemi di purificazione interattivi tra acqua e aria, che eliminano le attuali ciminiere, per poi continuare a salire verso la nuova “home page”, fino ad arrivare alla produzione di energia interattiva, che elimina praticamente tutte le altre energie che non possono competere in termini di efficienza. Ovviamente, questo diverso modo di progettare i sistemi energetici e di purificazione influisce anche sulla progettazione dei sistemi antincendio. Gli attuali velivoli basati sull’aerodinamica non sono adatti a spegnere gli incendi che stanno devastando il pianeta. Gli aerei antincendio devono avere grandi capacità di stoccaggio dell’acqua e devono essere in grado di intervenire direttamente sugli incendi. Ciò è possibile solo con la produzione di energia interattiva (idroelettrica compressa) a bordo dell’aeromobile che, combinata con l’elettromagnetismo, produrrebbe la doppia spinta di Newton e Lorentz.

Avendo sviluppato mezzi di trasporto terrestri inadeguati, abbiamo perso anche i mezzi di trasporto aerei e, di conseguenza, anche quelli spaziali. Di fatto, produciamo un’enorme quantità di spazzatura satellitare perché, tecnologicamente, non siamo in grado di realizzare mezzi che possano viaggiare autonomamente dalla Terra allo spazio. La navigazione spaziale avviene passivamente nelle orbite dei pianeti e dei satelliti, con il rientro sulla Terra tramite piccole navicelle e mezzi di fortuna, come i paracadute.

Personalmente, anche nello spazio stiamo partendo con il piede sbagliato e con le energie sbagliate. Dobbiamo imparare a costruire impianti energetici adatti all’ambiente in cui ci troviamo, sfruttando le forze naturali disponibili. In altre parole, sulla Terra dobbiamo individuare il modo migliore per produrre energia interattiva con l’ambiente e utilizzarla nel trasporto aereo per aumentare la spinta di reazione e uscire dall’atmosfera. Nello spazio dobbiamo preservare il sistema terrestre, ma anche concentrarci sulle tecnologie elettromagnetiche utilizzate per produrre i generatori di corrente, in modo che queste tecnologie possano interagire con le onde elettromagnetiche e gravitazionali. In altre parole, con l’elettromagnetismo prodotto all’interno dei mezzi di trasporto, che ho già proposto per tutti i mezzi di trasporto, comprese le astronavi, dobbiamo anche produrre elettromagnetismo esterno che interagisca con le polarità magnetiche delle masse dei pianeti. Tutte queste masse, producendo onde gravitazionali ed elettromagnetiche, potrebbero probabilmente già interagire con le forze sviluppate dal turboventola elettrico non termico proposto dal sottoscritto nel seguente file https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/. Infatti, questi turboventole elettrici, che nel vuoto non produrrebbero la spinta di Newton senza l’iniezione di aria o gas compresso (come da me proposto), possono produrre una spinta elettromagnetica incorporando i turboventole in solenoidi e muovendoli sulla superficie esterna con energia idroelettrica primaria compressa, magneti permanenti, generando così una corrente indotta che esercita una spinta elettromagnetica nella direzione desiderata. Anche il sistema fluidodinamico idroelettrico dinamico può essere incorporato in un solenoide per produrre una spinta elettromagnetica.

È ovvio che lo stato dell’arte dei trasporti mondiali non potrà fare grandi passi avanti se i centri di potere mondiali, pubblici e privati, continueranno a tacere sui propri errori, nonostante il riscaldamento globale, così come la modifica dei sistemi di purificazione non può progredire e la produzione di energia elettrica in generale. Per questo motivo, il sistema di trasporto interattivo, di cui il sottoscritto è a conoscenza, si sta sviluppando virtualmente, come i sistemi di purificazione ed energetici che nessuno ha finanziato. Se ho commesso degli errori, questi possono essere corretti solo attraverso la sperimentazione. Ma finché persisterà il silenzio generale della classe dirigente mondiale e della maggior parte dei media, non si potranno compiere progressi concreti nella direzione dei sistemi interattivi, che sono gli unici in grado di cambiare positivamente lo sviluppo mondiale, che oggi si basa unicamente su soluzioni ambientali ed energetiche commerciali e palliative. I concetti di fluidodinamica rappresentano la parte più arretrata dei motori lineari globali interattivi primari e indotti. Questo è molto strano, perché la fluidodinamica è più facile da comprendere rispetto all’elettromagnetismo, che si trova a un livello di sviluppo molto più avanzato. Questo è davvero strano perché i concetti di fluidodinamica sono stati chiaramente definiti da Torricelli, Venturi, Pascal, Henry e Bernoulli molto prima dell’elettromagnetismo e sono anche più semplici da sperimentare.

Gli esperimenti non nascono dal nulla. Nascono dalle idee degli inventori. Purtroppo, non tutte le invenzioni sono gradite ai centri di potere mondiali, che hanno commesso errori nell’attuale modello di sviluppo anche dal punto di vista scientifico. Il sottoscritto, che ha iniziato a fare l’inventore solo in pensione, pensava che mettendo a disposizione l’esperienza pratica maturata in trentasette anni di lavoro, avrebbe reso un favore alle istituzioni. Invece, questa iniziativa, evidentemente, non è stata apprezzata, soprattutto perché le mie soluzioni, essendo interattive, sottolineano come gli attuali impianti globali di depurazione ed energia, pubblici e privati, siano in un modo o nell’altro incompleti e producano più danni che benefici economici, che dovrebbero invece essere il punto di forza di chi inquina l’ambiente. Infatti, il carbone costa meno del gas e del diesel, ma inquina di più. I paesi poveri, non potendo permettersi il costo di combustibili più costosi, accettano un inquinamento maggiore. Perché questi paesi poveri non vengono informati che è possibile produrre energia fissa e mobile, utilizzando solo acqua e aria, a un costo di gran lunga inferiore a quello del carbone?

Il sottoscritto ha inventato l’energia interattiva, approfondendo le soluzioni proposte e non realizzate dai centri di potere mondiali per la depurazione interattiva dell’energia fossile attraverso la modifica dei camini e la realizzazione di cicli globali in serre calcaree e bacini sovrapposti biologici, che sono depositi di brevetti internazionali che i potenti della terra hanno decaduto per non demolire gli impianti attuali che hanno risaldato il pianeta non chiudendo tutti i cicli organici e inorganici che aprono per ragioni economiche. L’energia interattiva è molto più economica dell’energia fossile, dell’energia nucleare, dell’energia solare ed eolica, perché non apre alcun ciclo termico, chimico o biologico, ma solo processi fisici a partire dalle condizioni favorevoli offerte dalla natura, che sono la densità dei liquidi, superiore a quella dei gas, e il principio di impenetrabilità dei corpi. Il corretto utilizzo di questi principi consente di risparmiare al massimo i costi energetici ed evitare qualsiasi forma di inquinamento evitando tutti i cicli che hanno prodotto il riscaldamento globale e i disastri nucleari.

Ho cercato di collaborare con le istituzioni, prima italiane e poi internazionali, pubblicando inizialmente i processi interattivi di depurazione dell’energia fossile, applicabili a tutti gli impianti energetici fissi del mondo, ma, visto il rifiuto di qualsiasi forma di collaborazione anche di fronte al deposito di importanti brevetti internazionali, ho dovuto continuare le ricerche per conto mio, senza alcuna speranza di finanziamento. Non potevo fermarmi perché, proseguendo con il mio lavoro, i collegamenti interattivi tra depurazione ed energia idroelettrica compressa diventavano sempre più logici, così come quelli con l’elettromagnetismo diretto e le correnti indotte.

6. LA SCIENZA È SEMPRE STATA UNO STRUMENTO DI POTERE NELLE MANI DEI POTENTI.

La storia dell’umanità è progredita in modo disordinato e a piccoli passi perché la scienza è sempre stata uno strumento di potere nelle mani dei potenti. La priorità delle invenzioni si è concentrata soprattutto sul fuoco, per difendersi dal freddo, ma anche e soprattutto come strumento di attacco e difesa contro altri popoli. Gli uomini più brillanti, come Archimede, si sono dedicati soprattutto allo studio delle armi. Basti pensare a tutte le armi inventate dopo il 1250 circa, quando gli alchimisti scoprirono le giuste proporzioni con cui mescolare salnitro purificato, carbone polverizzato e zolfo per ottenere la polvere da sparo. La forza del calore fu predominante anche per realizzare i mezzi di locomozione. Si pensi alla caldaia a vapore di James Watt (1763), poi al motore a combustione di Nikolaus August Otto del 1876. Fino alla produzione delle prime automobili in serie da parte della Ford tramite catena di montaggio nel 1913, che diede inizio all’era dello sviluppo industriale e dell’organizzazione scientifica del lavoro di Frederick Taylor. Nel frattempo, Albert Einstein pubblicò la teoria della relatività ristretta nel 1905 e la teoria della relatività generale nel 1916. Quest’ultima perfezionò anche la conoscenza della gravità terrestre già pubblicata da Newton (1642-1627). Non bisogna dimenticare che nello stesso periodo si combatteva la Prima Guerra Mondiale (2014-2018), che vide contrapporsi due blocchi di potere: Germania, Austria-Ungheria, Impero Ottomano e Bulgaria contro le potenze alleate di Francia, Gran Bretagna, Impero Russo e Italia. Albert Einstein si tenne a distanza dalla ricerca sulla scissione dell’atomo, alla quale non voleva partecipare proprio a causa dei pericoli nucleari che essa comportava, ma con l’avanzare della Seconda Guerra Mondiale, la corsa agli armamenti nucleari non poté essere arrestata. Alcuni scienziati europei che si erano rifugiati negli Stati Uniti d’America (Enrico Fermi, Leo Szilard, Edward Teller ed Eugene Wigner) erano preoccupati per il possibile scoppio di guerre. Nel 1939, gli scienziati Fermi e Szilard, basandosi sui loro studi teorici, persuasero Albert Einstein a scrivere una lettera al presidente Roosevelt per informarlo dell’ipotetica possibilità di costruire una bomba atomica utilizzando il principio della fissione nucleare e del fatto che il governo tedesco avesse probabilmente già avviato ricerche in materia. La politica espansionistica nazista terrorizzava il mondo intero. Chi avesse prodotto la bomba più potente avrebbe dominato il mondo. Pertanto, il governo statunitense si interessò alla ricerca. La prima bomba al plutonio (nome in codice “The Gadget”) fu fatta detonare nel “Trinity test” il 16 luglio 1945 nel poligono di Alamogordo, nel Nuovo Messico. La prima bomba all’uranio (“Little Boy”) fu sganciata sul centro di Hiroshima il 6 agosto 1945. La seconda bomba al plutonio, chiamata “Fat Man”, fu sganciata su Nagasaki il 9 agosto 1945. Questi furono gli unici casi di utilizzo bellico di armi nucleari, sotto forma di bombardamenti strategici.L’Unione Sovietica si riprese piuttosto rapidamente e sperimentò la prima bomba a fissione il 29 settembre 1949, ponendo così fine al monopolio degli Stati Uniti d’America. Gran Bretagna, Francia e Repubblica Popolare Cinese sperimentarono un ordigno a fissione rispettivamente nel 1952, 1960 e 1964. Le testate nucleari, basate sia sul principio della fissione nucleare che sulla fusione termonucleare, possono essere installate, così come su bombe aeree, missili, proiettili di artiglieria, mine o siluri (https://proxidanblog.wordpress.com/2015/03/12/chi-ha-inventato-la-bomba-atomica/). Le bombe atomiche esplose e la minaccia del loro utilizzo da parte di chi le possiede hanno cambiato il corso della storia. La prima centrale nucleare a reattore fu costruita nel 1955 nello Stato dell’Idaho (USA). Il reattore civile si chiamava Borax III.https://www.ecoage.it/storia-del-nucleare.htm ).

La storia è già piena di disastri causati dall’energia nucleare, ma anche altre fonti energetiche hanno provocato catastrofi di proporzioni enormi. Ancora oggi, i vari settori scientifici non sono coordinati dai governi, né tantomeno dalle Nazioni Unite, per creare impianti completamente compatibili con l’ambiente a livello globale. L’assegnazione dei premi Nobel negli ultimi anni tende spesso a riservare il Premio Nobel per la Pace a politici e istituzioni che si distinguono nella lotta contro il cambiamento climatico. Tuttavia, questi premi sono molto ambigui e dimostrano come la scelta dei premiati sia influenzata dai centri di potere. Non vengono premiate nemmeno le invenzioni concrete contro il riscaldamento globale (come le serre artificiali in calcare che neutralizzerebbero la CO2 attraverso un processo di chimica inorganica naturale; i pozzi artificiali che riportano in superficie il calcio solubilizzato nelle profondità marine, contrastando l’abbassamento del pH e lo scioglimento dei ghiacciai; l’energia idroelettrica sommersa e compressa, che produrrebbe energia senza emissioni di CO2, ma purificando l’acqua). Vengono premiate solo le buone intenzioni generiche delle caste scientifiche e politiche, che non raggiungeranno gli obiettivi promessi, anzi, andranno nella direzione opposta, ignorando le invenzioni sostenibili menzionate in precedenza.

Personalmente, ritengo che i regimi comunisti abbiano fallito perché i burocrati si sono impossessati degli inventori e dei lavoratori che creano benessere e ricchezza a livello globale. Il capitalismo sta fallendo per la stessa ragione. La creatività è stata imprigionata da interessi privati ​​e occulti che impongono regole assurde solo agli inventori, mentre altre opere intellettuali sono libere di esprimersi. Nessuno mette in discussione la paternità di un’opera d’arte e il diritto d’autore, mentre gli inventori sono costretti a pagare tasse di deposito e di mantenimento per ogni dettaglio che sviluppano, senza che nessuno comprenda i principi interattivi che sono trasversali alle diverse specializzazioni. Per i burocrati degli uffici brevettuali di tutto il mondo, qualcosa che non è facilmente comprensibile ai professionisti può essere definita invenzione. Ma per me è proprio il concetto di “addetti ai lavori” che deve essere messo in discussione, ovvero i principi interattivi che sono trasversali alle attuali specializzazioni del mondo del lavoro. È ovvio che, dopo aver realizzato uno sviluppo industriale ottuso e non interattivo, basato su specializzazioni individuali, le invenzioni interattive non possono essere comprese e gli inventori non possono pagare cauzioni e tasse di mantenimento per cose che nessuno capisce o, semplicemente, nessuno vuole capire. Difendere interessi basati su invenzioni precedenti che, non essendo interattive, continuano a causare danni e a consentire guadagni illeciti a chi le ha inventate, prodotte e commercializzate. In molti casi gli inventori sono dipendenti pubblici, mentre i produttori sono privati. La trama è molto complessa. Lo stato dell’arte non può progredire liberamente nell’interesse generale. Non esistono statisti in grado di comprenderne tutti i dettagli, ma anche se esistessero, non potrebbero fare molto. La politica è fatta di compromessi e la divisione delle competenze scientifiche è conveniente soprattutto per i politici che scelgono i consulenti scientifici con cui si sentono a proprio agio. Non esiste uno statista al mondo che abbia il coraggio di chiedere che la scienza venga applicata a livello globale, come chiaramente indicato sul sito web sottoscritto https://www.spawhe.eu.

 Sono rimasto molto perplesso dal Premio Nobel per la Pace del 2007 assegnato all’ex vicepresidente degli Stati Uniti “Al Gore” e agli scienziati dell’IPCC. Questi ultimi si battevano per seppellire la CO2 nel sottosuolo senza neutralizzarla. Solo i prototipi di questa assurda soluzione, che comporterebbe altri immensi rischi ambientali, avrebbero comportato una spesa di almeno cinquanta miliardi di dollari. Anche il premio conferito all’ex presidente degli Stati Uniti “Obama” nel 2009 è stato ambiguo, perché gli Stati Uniti, nel frattempo, erano impegnati nella guerra in Afghanistan e nell’estrazione e commercializzazione di gas e petrolio di scisto. Ancora oggi, queste figure politiche e scientifiche non hanno speso una parola sulla depurazione sostenibile della CO2 tramite serre di calcare, sul ripascimento artificiale che combatterebbe l’acidificazione degli oceani direttamente negli oceani, e nemmeno sulla sperimentazione dell’energia idroelettrica sommersa e compressa interattiva, che, come già detto, non necessiterebbe di combustibili, non inquinerebbe, ma purificherebbe e potrebbe essere prodotta ovunque sulla Terra e a qualsiasi ora del giorno e della notte. In effetti, in tutto il mondo esiste una vasta rete di silenziatori scientifici, media pubblici e privati ​​che non parlano e non vogliono parlare di queste invenzioni, soprattutto perché non sono autorizzati a farlo dai loro datori di lavoro. Persino i ventiquattro vertici mondiali COP, che hanno coinvolto 196 stati sovrani e un’enorme quantità di scienziati, non hanno speso una parola sulle energie di purificazione e interattive.

Sembra che persino gli organizzatori del Premio Nobel e i candidati a riceverlo non siano interessati agli aspetti pratici della gravità terrestre, che dimostrano, attraverso un ragionamento scientifico logico e l’organizzazione di un lavoro a livello globale, che potremmo disporre di energie a bassissimo costo che interagirebbero positivamente con l’ambiente, proteggendolo.

Per questi personaggi non ha importanza che le generazioni passate abbiano sbagliato la fonte primaria di energia mondiale e, di conseguenza, l’intero sviluppo globale. Questa loro indifferenza denota un legame fortissimo con i centri di potere che hanno riscaldato il pianeta legalmente, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, ma bloccando di comune accordo gli esperimenti interattivi che avrebbero dimostrato i loro errori.

La scienza non può essere soggetta a legami che condizionino la ricerca, come ad esempio la vendita di brevetti alle multinazionali. Tali legami hanno già causato troppi danni all’ambiente e all’umanità. Se sussistono dubbi scientifici su problemi importati da terzi, questi devono essere dissipati nell’interesse di tutti prima di procedere a nuovi investimenti e all’indebitamento pubblico. Agli autori di soluzioni di pubblica utilità dovrebbe essere concesso il diritto d’autore, non la proprietà industriale, a meno che l’invenzione non sia stata interamente realizzata da un’industria privata.

I premi Nobel per la fisica, la chimica e l’economia mondiale devono scendere dal piedistallo e assumersi le proprie responsabilità, perché se non approfondiscono completamente il loro ragionamento chiudendo tutti i cicli che si aprono, o identificando le sinergie, non dovrebbero essere definite le migliori soluzioni fisiche, chimiche e meccaniche, anche da un punto di vista economico. Non ha senso premiare invenzioni utili nel sistema attuale, come gli accumulatori di energia, che saranno molto meno utili in futuro rispetto alle energie interattive, che possono essere prodotte all’istante in qualsiasi condizione climatica. La multidisciplinarietà delle soluzioni deve essere la regola generale, soprattutto nei sistemi energetici e sanitari. È inoltre necessario premiare le invenzioni complete, non in nome della fisica, della chimica o della medicina, ma in nome della scienza applicata a livello globale. Dopo aver applicato la scienza a livello globale, si sceglie la soluzione migliore, ovvero quella che richiede il minor numero di passaggi. Infatti, se avessimo condotto un’indagine accurata sul lavoro scientifico, avremmo identificato la soluzione che richiede il minor numero di passaggi per trasformare la materia in energia. Con le tecnologie attualmente conosciute, la soluzione migliore sarà sempre l’energia idroelettrica compressa abbinata all’elettromagnetismo, che evita inutili passaggi termici, chimici e soprattutto commerciali. Questa soluzione, l’attuale classe dominante mondiale, cerca di nasconderla in ogni modo perché non è stata inventata da alcun centro di potere in grado di far sentire la propria influenza economica. È stata inventata da un semplice pensionato, solo con la forza del ragionamento globale che gli scienziati superspecializzati non possono raggiungere se non umilmente, rinunciando a tutti i costi alla pretesa di avere ragione per difendere gli interessi che rappresentano. Non è un caso che il sottoscritto abbia trovato questa soluzione, che non rappresenta alcuna istituzione scientifica né alcuna multinazionale. Certo, dicendo questo, potrei sembrare più presuntuoso degli scienziati che non vogliono scendere dal piedistallo. Vorrei chiedere a coloro che la pensano così se hanno avuto il coraggio e la pazienza di lavorare per quattordici anni per mettere insieme i pezzi sparsi tra diverse tecnologie e principi scientifici, senza mezzi economici, senza essere pagati da nessuno e con una legislazione sui brevetti punitiva nei confronti degli inventori privati. Solo grazie alla scappatoia del deposito dei brevetti intellettuali ho potuto evitare di spendere i miei risparmi (circa 20.000 euro) nel vano tentativo di interlocutori internazionali, almeno per quanto riguarda i brevetti più importanti. Ma se non li avessi spesi, non sarei stato in grado di dimostrare che il mondo intero è un paese. Ovvero, i giochi di potere sono universali. I problemi ambientali possono essere risolti solo se i poveri inventano le energie dei poveri, che sono sicuro funzionerebbero meglio di quelle dei ricchi. Ci vuole molta pazienza e attesa perché i poveri capiscano. Per questo motivo,I brevetti intellettuali devono essere equiparati ai libri d’autore rifiutati dagli editori e non alla proprietà industriale, implicata fino al collo nel riscaldamento globale. 

Spesso il Premio Nobel viene assegnato a scienziati che hanno sviluppato la stessa invenzione con procedure diverse. Questi scienziati nascondono le proprie scoperte, non sperimentano e, di conseguenza, le applicazioni globali non vengono premiate. L’individuazione di sinergie, invece, moltiplicherebbe i risultati e ridurrebbe l’inquinamento. Se queste invenzioni venissero premiate, per una questione di coerenza, la maggior parte degli impianti artificiali del mondo dovrebbe essere demolita e tutti i sistemi di trasporto globali dovrebbero essere completamente rivisti.

“L’ossigenatore cardiaco artificiale a sangue energeticamente autonomo” (https://www.spawhe.eu/artificial-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/) è un’invenzione multidisciplinare. A parte il fatto che la scienza mondiale ha permesso a semplici burocrati dell’ufficio brevetti italiano di dichiararlo “moto perpetuo”, in generale c’è stata indifferenza scientifica. Quindi non è un brevetto concesso. Ho pagato 50 euro per depositare il brevetto. Avrei dovuto pagare circa 600 euro per oppormi all’ufficio brevetti nel mio paese e iniziare una causa che avrei sicuramente vinto, ma perdendo più soldi. Non so quanti. Dopodiché, avrei dovuto spendere altri 3.500 euro per depositare il brevetto a livello internazionale, e poi avrei dovuto pagare la cauzione per il brevetto in tutti i paesi del mondo, nominando anche un rappresentante legale in ogni singolo paese per proteggere la mia invenzione.

Nessuno mi ha dato la possibilità di spiegare che non voglio proteggere la mia invenzione, poiché, essendo di pubblica utilità, tutti dovrebbero avere la possibilità di usufruirne. Ma dato che questa invenzione è dotata di novità, inventiva e applicabilità industriale, quando verrà realizzata dovrei vedermi riconosciuti i diritti d’autore, come avviene per tutti gli autori di opere intellettuali, anche se scrivono una semplice canzone. Perché gli inventori privati ​​dovrebbero essere trattati in questo modo dalla burocrazia mondiale, che non ha nulla a che fare con la scienza, la tecnologia e la giustizia?

Se fossi stato un ricercatore pubblico o un dipendente di una multinazionale, sarei stato protetto e avrei percepito uno stipendio mentre sviluppavo l’invenzione in segreto industriale, fino alla commercializzazione del “cuore artificiale ossigenatore del sangue a energia autonoma”. Questa grande invenzione, considerando il silenzio mondiale della scienza sull’energia interattiva, non si sarebbe realizzata nemmeno in centinaia di anni, come tutte le invenzioni interattive da me proposte. Infatti, nessun luminare della scienza mondiale ha indagato in questa direzione. Invece, oggi, tutte le aziende del settore elettromedicale potrebbero realizzarla, con il cuore artificiale in competizione tra loro e chi lo produrrà meglio si aggiudicherà una quota di mercato maggiore. La stessa cosa potrebbe accadere per migliorare tutti i sistemi di purificazione del mondo, tutti i sistemi energetici e tutti i mezzi di trasporto, compreso lo spazio.

Oggi, con la proprietà industriale concessa a un’unica azienda che detiene anche la proprietà intellettuale, per l’intera durata del brevetto, nessun’altra azienda può partecipare al miglioramento della qualità costruttiva dell’invenzione. Pensiamo a come le attuali automobili a benzina, diesel, gas, i treni, gli aerei, i frigoriferi, gli elettrodomestici, la radio, la televisione, i computer, il telefono si differenziano dalle prime produzioni. Pur rimanendo l’unica invenzione intellettuale, in quanto è quella che ha identificato il principio di funzionamento rimasto nascosto per secoli.

Cosa serve per far capire a chi governa il mondo che la proprietà intellettuale deve essere indipendente dalla proprietà industriale, almeno per quanto riguarda i brevetti di pubblica utilità? Perché è uno strumento potente per una crescita globale imparziale, a prescindere dal fatto che sia o meno l’unico strumento per proteggere gli inventori indipendenti, che, con le attuali normative sul deposito dei brevetti e sul commercio di brevetti tra inventori pubblici che vendono e multinazionali che acquistano, non vengono presi in considerazione da nessuno. Di fatto, chi acquista un brevetto da un inventore pubblico acquista indirettamente anche la compiacenza dei legislatori del governo che lo vende. Se questi brevetti riguardano problemi ambientali, energetici, sanitari e dei trasporti, settori in cui operano le più grandi multinazionali del mondo, i conflitti di interesse diventano insormontabili. Se i brevetti pubblici venduti sono difettosi, nessuno può più correggerli, a meno che non intervenga la giustizia internazionale. Cosa serve per coinvolgere la giustizia internazionale? Ovviamente, le lettere aperte di un inventore che vede calpestate tutte le sue invenzioni di pubblica utilità, con o senza brevetto, non bastano. Il sottoscritto, pur avendo depositato oltre quaranta brevetti, ottenuto sedici brevetti nazionali e sei internazionali, pagando di tasca propria tutte le tasse di deposito, non ha mai visto realizzata nessuna delle sue invenzioni interattive. Mentre gli inventori pubblici percepiscono uno stipendio e continuano a vendere brevetti per invenzioni non interattive. Le loro invenzioni migliorano la resa e la tecnologia, ma non risolvono i problemi fondamentali, che riguardano i principi fisici di base dell’energia e della purificazione. Infatti, ogni soluzione energetica dovrebbe essere confrontata con le altre in termini di analisi dei costi di tutti i processi di trasformazione della materia coinvolta, sia per produrre energia, sia per riportare l’ambiente circostante alle condizioni in cui si trovava prima che l’energia fosse prodotta.

Questi calcoli dovrebbero essere effettuati da scienziati pubblici, affinché i governi possano scegliere la politica energetica del proprio paese e quella mondiale. Tali calcoli servono anche a identificare gli errori commessi e a correggere i cicli di energia e depurazione coinvolti in nome dell’ambiente e dell’economia. Purtroppo, gli scienziati di tutto il mondo non hanno effettuato alcun calcolo per scegliere tra depurazione attuale e depurazione interattiva, né tantomeno tra energie attuali e depurazioni interattive. Oggi, non è in gioco solo il riconoscimento della proprietà intellettuale degli inventori, separata da quella industriale, ma soprattutto la necessità di denunciare gli evidenti crimini di “omissione scientifica di pubblica utilità” commessi da scienziati e inventori pubblici che consigliano i politici di tutto il mondo. È chiaro che le energie attuali vanno contro l’economia mondiale. Basti pensare che l’energia primaria che aziona un generatore di corrente tramite una turbina è dovuta al prodotto della pressione per la densità del fluido per la portata. Non è economicamente conveniente far circolare un gas nelle turbine, bensì un liquido che ha una densità maggiore ed è incomprimibile. Non è nemmeno conveniente comprimere ed espandere i gas nelle camere di combustione, ma sfruttare la massima pressione atmosferica possibile in modo statico e far circolare il liquido incomprimibile e unidirezionale in un’autoclave. Non è conveniente disperdere il liquido che produce energia, ma recuperarlo e rimetterlo nell’autoclave, non solo perché sarebbe un inutile spreco per il pianeta, ma anche perché ogni volta che l’acqua passa nell’autoclave assorbe una maggiore quantità di ossigeno per effetto delle leggi di Henry e Dalton: la solubilità di un gas è direttamente proporzionale alla pressione che il gas esercita sulla soluzione. Pertanto, l’acqua si purifica producendo energia, come avverrebbe con il sangue umano in un cuore artificiale. Di conseguenza, non sono mai state effettuate analisi economiche sulle energie attuali perché è comprensibile a tutti che sia meglio avere effetti collaterali che consentano di risparmiare sui costi di purificazione, piuttosto che aggiungere anche i costi degli impianti di purificazione, con le relative dimensioni e pesi, soprattutto per quanto riguarda i mezzi di trasporto. Allo stato dell’arte sopra descritto, per i motori lineari interattivi globali, nessuna soluzione può garantire un’autonomia energetica pressoché infinita, che non dipenda da combustibili, materiali elettrolitici o nucleari consumati per produrre energia. L’energia idroelettrica compressa consuma solo i materiali che compongono le macchine. Acqua e aria vengono riciclate al 100%.   

I due problemi da risolvere nei motori lineari globali interattivi erano:

1. Come reintrodurre nell’autoclave l’acqua che produce energia;

2. Come si può produrre la spinta di Lorenz senza un’armatura o un induttore fissato al terreno ( come nei treni a levitazione magnetica).

  Personalmente, ritengo che il primo problema possa essere risolto bilanciando le pressioni di aspirazione e mandata nella girante della pompa di riciclo, che deve essere realizzata con due alimentazioni separate fino all’interno della girante stessa. Il secondo problema può essere risolto facendo circolare i magneti unidirezionali lungo la superficie esterna del sistema che produce energia primaria, ovvero le turboventole elettriche o i serbatoi che contengono il materiale da sollevare (oscurando magneticamente i percorsi di ritorno), in modo che la spinta di Lorentz che si oppone al flusso magnetico che la genera produca anche un’accelerazione opposta, come avviene più visibilmente con la spinta di Newton che si oppone al flusso d’aria. È ovvio che questo sistema, non implicando trasformazioni termiche, chimiche o biologiche e consentendo il recupero del liquido, anche senza analizzare i costi di tutti i processi di trasformazione della materia coinvolta, sia per produrre energia che per riportare l’ambiente circostante alle sue condizioni originarie, non è paragonabile a nessun’altra fonte di energia al mondo, fissa o mobile.

I giudici internazionali sono interessati a conoscere la verità scientifica? O il “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti”, elaborato nel 2001, è servito a istituzionalizzare l’OMISSIONE DI PROVE SCIENTIFICHE RELATIVE A SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ? È ovvio che se il sottoscritto avesse avuto alle spalle una potente multinazionale, gli esperimenti sarebbero già stati condotti nel più assoluto segreto, invece di scrivere parole inutili. Ma potrebbe anche darsi che la multinazionale avrebbe bloccato la pubblicazione dell’invenzione se questa avesse influito negativamente su tutti gli investimenti effettuati in precedenza. Se le cose sono andate così, ci deve essere una ragione. Ho preferito la trasparenza del mio lavoro, pubblicando le mie invenzioni intellettuali il giorno dopo il deposito del brevetto per evitare fraintendimenti, soprattutto per cercare interlocutori istituzionali, ben consapevole che le mie invenzioni difficilmente sarebbero state accettate da aziende private, saldamente ancorate all’andamento del mercato locale e mondiale. Se, al termine della mia attività di inventore, sono giunto a richiedere la sottoscrizione di fondi azionari di una società pubblica aperta a tutti, di cui non rivendico né cariche né azioni, ma solo i diritti d’autore, se le mie invenzioni funzioneranno, ciò sarà dovuto al fatto che le autorità mondiali in materia di energia, ambiente e sviluppo economico, probabilmente anche quelle della Giustizia, non si comportano in modo altrettanto trasparente.

Purtroppo, oggigiorno il singolo individuo non viene preso in considerazione, nemmeno quando produce invenzioni utili per la società. Deve dimostrarle senza mezzi economici, anche se sono semplici da comprendere. Gli ostacoli sono creati soprattutto dagli enti pubblici mondiali, che dovrebbero promuovere il benessere globale attraverso leggi ambientali e capitolati d’appalto pubblici legati a piani urbanistici e industriali e, di conseguenza, a sistemi di depurazione e distribuzione energetica. Credo che la scienza pubblica mondiale debba guidare i sistemi energetici che le multinazionali devono utilizzare in base ai sistemi di depurazione predisposti sul territorio. Purtroppo, i sistemi di depurazione realizzati a livello mondiale si rivelano inefficaci nel contrastare l’inquinamento derivante dai combustibili fossili, sebbene questi siano la fonte energetica predominante dall’avvento dell’era industriale. Le valide tecnologie sviluppate per ridurre le emissioni dei produttori di caldaie e motori termici avrebbero potuto risolvere i problemi del riscaldamento globale solo se gli impianti di depurazione fossero stati progettati a livello globale, prevedendo la depurazione di acqua e aria, come indicato nei brevetti da me depositati fino al 2012, che le autorità mondiali hanno lasciato scadere, nonostante me li avessero concessi. Ritengo che la scienza pubblica mondiale debba guidare i sistemi energetici che le multinazionali dovranno utilizzare, in base ai sistemi di depurazione predisposti sul territorio. Purtroppo, i sistemi di depurazione realizzati a livello mondiale nella zona si sono rivelati inefficaci nel contrastare l’inquinamento derivante dai combustibili fossili, sebbene questi siano la fonte energetica predominante sin dall’avvento dell’era industriale. Le valide tecnologie sviluppate per ridurre le emissioni dei produttori di caldaie e motori termici avrebbero potuto risolvere i problemi del riscaldamento globale solo se gli impianti di depurazione fossero stati progettati a livello globale, prevedendo la purificazione dell’acqua e dell’aria, come indicato nei brevetti da me depositati fino al 2012, che le autorità mondiali hanno lasciato scadere, nonostante me li avessero concessi.

Se le Nazioni Unite non vogliono riunire tutte queste invenzioni di connessione scientifica e tecnologica, solo una multinazionale sufficientemente potente, che abbia la forza legale per rivendicare i brevetti che il sottoscritto ha lasciato scadere per mancanza di mezzi economici e di capitali per assumere, può farlo, assumere i migliori tecnici specializzati nei settori interessati, acquistare i migliori componenti elettromeccanici, per realizzare immediatamente i prototipi delle ultime invenzioni appena depositate, prima che i diritti di proprietà industriale vadano persi. In altre parole, è necessario realizzare immediatamente i prototipi dei motori lineari globali interattivi e dopo aver affrontato la questione dei sistemi energetici e di purificazione che sono caduti legalmente non per colpa dell’inventore, ma per colpa del sistema che ha imposto regole assurde che un inventore privato che si occupa di soluzioni di pubblica utilità non può sostenere economicamente, senza la collaborazione di sperimentatori e finanziatori pubblici. Le numerose lettere indirizzate agli organi istituzionali mondiali serviranno soprattutto a dimostrare il diritto di SPAWHE SPA ad ereditare i diritti negati ai sottoscritti dagli organi legislativi pubblici, diritti che non vengono negati agli altri autori di opere intellettuali che non trattano problemi di pubblica utilità e non pagano tasse di deposito presso gli uffici brevetti. In un modo o nell’altro è necessario dimostrare che non possiamo aspettare fino al 2050 per decarbonizzare il pianeta per due motivi: 1. gli effetti negativi del cambiamento climatico stanno accelerando.

2. L’energia idroelettrica compressa è molto più economica di qualsiasi fonte di energia fossile, rispetta l’ambiente e può migliorare lo sviluppo mondiale, compresi i trasporti terrestri e spaziali, poiché può essere collegata direttamente all’elettromagnetismo, senza passaggi intermedi termici, chimici, elettrolitici, nucleari e senza consumo di combustibili, materiali elettrolitici o radioattivi e senza effetti collaterali negativi, ma purifica l’acqua e l’aria coinvolte nel processo energetico.

Se lo sviluppo di questa energia dovrà essere affidato a un’azienda privata, che oggi non esiste, la colpa è principalmente dei burocrati, dei legislatori delle Nazioni Unite, dei governi mondiali e della stessa scienza pubblica mondiale, che si è immischiata in un business che riguarda il commercio di brevetti industriali, condizionando ormai tutti i settori dell’economia mondiale e impedendo la sperimentazione delle soluzioni sostenibili più semplici e logiche.

Riporto quanto già scritto su https://www.spawhe.eu/flying-and-floating-cars-with-interactive-global-linear-motors-and-thrust-of-newton-and-lorentz/

Oggi, quasi tutti gli inventori sono dipendenti di aziende pubbliche e private. Poiché i governi di tutto il mondo hanno smesso di creare imprenditori, anche gli inventori pubblici lavorano per vendere brevetti alle multinazionali, quindi nessuno sviluppa progetti globali e interattivi di interesse generale. Data la situazione dello sviluppo mondiale in tali condizioni, tutti i centri di potere, pubblici e privati, fingono di non comprendere le invenzioni interattive, mentre si verificano situazioni paradossali come il caso delle auto idroelettriche che, a tre anni e tre mesi dal deposito del brevetto, l’ufficio brevetti italiano sta ancora esaminando, ma solo da un punto di vista formale. Queste auto, tuttavia, anche se non sono mai state realizzate, da un punto di vista intellettuale, hanno rappresentato il primo passo nella rivoluzione aerospaziale e dei trasporti mondiale attraverso le “auto volanti e galleggianti con motori globali interattivi e spinta di Newton e Lorentz”, di cui parlo in questo nuovo deposito di brevetto. Ciò dimostra la necessità di contestare l’intero sistema dei brevetti internazionali, per il semplice fatto che almeno una parte degli inventori mondiali deve essere indipendente dai centri di potere che hanno già preso decisioni in materia di sviluppo e impediscono l’emergere di soluzioni alternative. Solo esaminando le reali situazioni paradossali che il sistema attuale produce possiamo comprendere che questo sistema non ha mai funzionato. Ecco alcuni esempi:

1) I fatti hanno dimostrato che le autorità mondiali e le multinazionali non hanno gradito l’invenzione denominata “auto idroelettrica con coppia motrice periferica alle ruote”, nonostante non esista al mondo un’auto che funzioni con un motore idroelettrico e con la coppia motrice applicata alla periferia delle ruote. Solo questi due fatti dimostrano che l’invenzione possiede i requisiti di originalità inventiva e applicabilità industriale, a prescindere da come siano formulate le rivendicazioni. Le rivendicazioni rappresentano un requisito formale che potrebbe ledere i diritti di proprietà industriale dell’inventore, non la proprietà intellettuale, poiché le auto idroelettriche non esistono, mentre la proprietà intellettuale e i diritti d’autore non esistono se l’inventore non trova finanziatori e non paga le tasse di mantenimento del brevetto.

2) Ricevere il titolo di un brevetto industriale dopo quattro anni dalla data di deposito e continuare a non trovare finanziatori pubblici e privati, per un inventore rappresenta più un danno che un beneficio, dovendo anche iniziare a pagare le tasse di mantenimento del brevetto pur non avendo i mezzi per avviare un’attività imprenditoriale. Il sottoscritto ha ottenuto quindici brevetti nazionali su argomenti di pubblica utilità, cinque dei quali convertiti in brevetti internazionali e uno europeo, pagando inutilmente le tasse di deposito e, in alcuni casi, anche le tasse di mantenimento senza trovare interlocutori. Non si può dire che siano le leggi del mercato a governare. Perché il mercato è distorto dalle stesse leggi internazionali che, non vietando la produzione di energie inquinanti e non imponendo per legge ai produttori di mezzi di trasporto di chiudere i cicli che aprono il mondo organico e inorganico, hanno permesso alle multinazionali dei trasporti di ignorare l’invenzione del sottoscritto. Continueranno a ignorare la mia invenzione e io, da semplice pensionato, dovrei pagare inutilmente le tasse di mantenimento per preservare i miei diritti. Tutto ciò è assurdo e vergognoso da parte di enti giuridici internazionali. Soprattutto perché si tratta di invenzioni di pubblica utilità.

3) Se i brevetti concessi non sono finanziati, è ovvio che non vale la pena spendere soldi per presentare ricorsi legali contro brevetti non concessi con accuse ridicole come l’opposizione ai principi dell’energia, poiché anche vincere il ricorso non significherebbe trovare finanziatori. Il commercio di brevetti tra enti pubblici e privati, consentito dai legislatori di tutto il mondo, ha creato una rete di interessi tra ricercatori pubblici, che vendono, e aziende private, che acquistano, impedendoci anche di parlare delle soluzioni alternative proposte da chi è escluso. Gli inventori pubblici che vendono brevetti alle multinazionali non hanno prodotto alcuna invenzione interattiva, che avrebbe portato all’abbandono delle soluzioni delle multinazionali. Queste sono state sviluppate praticamente senza alcun finanziamento e pubblicate sul sito web https://www.spawhe.eu. Persino nelle conferenze internazionali organizzate dalle Nazioni Unite, la COP, che dovrebbe porre rimedio alle carenze scientifiche e normative dei singoli paesi, non si è mai parlato di energie interattive e purificazione. Come possono gli inventori privati ​​sopportare il peso della loro ricerca e mantenere i diritti sui loro brevetti?

4) Gli inventori privati ​​possono difendersi solo lottando per il riconoscimento del diritto d’autore e della proprietà intellettuale delle loro invenzioni, diritti riconosciuti a tutti gli autori di opere intellettuali, ma non a coloro che non riescono a trovare finanziatori, ovvero coloro che non sono legati ai centri di potere che si occupano di problemi ambientali ed energetici. Gli inventori pubblici si salvano vendendo brevetti parziali e commerciali che colpiscono le multinazionali. Le multinazionali non acquisteranno mai invenzioni che dimostrino la loro inefficacia dal punto di vista ambientale ed economico. I governi continuano a finanziare la ricerca per indagare sulla gravità dei problemi, ma non sperimentano le soluzioni interattive proposte dai pochi inventori indipendenti per non inimicarsi le multinazionali che acquistano i loro brevetti e minacciare licenziamenti in caso di perdita di quote di mercato.

Pensando di aver concluso la mia attività di inventore, ho ritenuto che fosse giunto il momento di lottare per la logica con cui queste invenzioni sono state proposte. La vita deve continuare e possibilmente diventare molto più lunga di quella attuale, anche grazie alla robotica, alla cibernetica, ma soprattutto al cuore artificiale ossigenatore del sangue, che è un mini motore globale interattivo, considerato “moto perpetuo” dall’Ufficio brevetti italiano, https://www.spawhe.eu/cuore-artificiale-ossigenatore-del-sangue-autonomo-energeticamente/https://www.spawhe.eu/artificial-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/ senza che i ministri del lavoro, dello sviluppo economico, dell’ambiente e i governi degli ultimi quindici anni non abbiano mai difeso o sperimentato una delle invenzioni del sottoscritto, che fino a prova contraria, sono invenzioni italiane. Questo spiega perché questo paese che ha dato i natali ai migliori inventori del mondo è oggi il fanale posteriore europeo in termini di crescita.

Un’invenzione non finanziata, non realizzata da imprenditori e non promossa dai governi mondiali è come un libro scritto ma non pubblicato. Pertanto, un libro non letto è sempre nuovo e, quando gli editori decidono di pubblicarlo, non possono negare i diritti d’autore. Questo concetto è un’illusione che solo i legislatori in materia di brevetti non riescono a comprendere. Per chi lavorano questi legislatori? A chi obbediscono?

7. SPAWHE HA MOSTRATO COME SVILUPPARE PROGETTI ENERGETICI DETOX E INTERATTIVI, COMPRESO UN CUORE UMANO ARTIFICIALE, PER ESTRARRE ENERGIA DALL’AMBIENTE.

Credo che i governi dovrebbero essere grati per la nascita dei sistemi interattivi di SPAWHE, perché, avendo creato un intreccio troppo forte tra interessi economici e multinazionali, hanno perso la capacità di governare e pianificare lo sviluppo globale sostenibile. Questi interessi non avrebbero portato a queste soluzioni nemmeno in migliaia di anni, poiché nessun inventore altamente qualificato e ben retribuito, in un settore specifico, pubblico o privato, si sarebbe mai dedicato alla ricerca di energie interattive. Questo sarebbe stato il modo migliore per distruggere il pianeta, ognuno facendo il proprio dovere di cittadino, scienziato o inventore, anche se le multinazionali migliorassero le prestazioni delle automobili e consumassero meno carburante.

Invece, SPAWHE ha sostituito la scienza pubblica mondiale che lavorava per vendere i suoi brevetti alle multinazionali, avendo virtualmente modificato i camini, reso le fognature depurative, creato le serre di calcare, gli stagni biologici sovrapposti, i pozzi artificiali, l’energia idroelettrica sommersa, le pompe con doppia alimentazione sparata fino alla girante, l’energia idroelettrica con riciclo dell’acqua in un recipiente aperto, la desalinizzazione a scambio ionico che produce energia invece di consumarla, i generatori di corrente idroelettrica, l’auto idroelettrica, l’energia idroelettrica sommersa in bacini e pozzi che purifica le acque, il cuore energetico umano autonomo che purifica energeticamente il sangue secondo il principio di Henry, infine, l’auto idroelettrica e i veicoli di trasporto terrestre aerospaziale che non consumerebbero carburante, i motori globali interattivi che realizzerebbero insieme la spinta di Newton e Lorentz per navigare nell’atmosfera, nello spazio e sotto il mare. Tutte queste invenzioni non sono state realizzate perché contrarie ai principi di conservazione dell’energia, ma perché rivelano l’incapacità della scienza pubblica e privata di elaborare un ragionamento scientifico e tecnologico interattivo e globale, l’unico in grado di consentire un reale progresso. È per questo che non si riesce a combattere il riscaldamento globale e, allo stesso tempo, nessuno ha ancora messo a punto un sistema razionale e pulito in grado di produrre la spinta di Newton e Lorentz a bordo dei mezzi di trasporto. Tale spinta deve basarsi su una fonte primaria di energia pulita, potente e sostenibile, derivante direttamente dagli effetti terrestri della forza gravitazionale, come dimostrato dal sottoscritto.   

Confermo di essere contrario all’attuale sistema dei brevetti industriali, ma probabilmente questo sistema può essere sconfitto solo da se stesso. Ha infatti permesso lo sviluppo di un sistema globale inquinante, inefficiente, antieconomico e corrotto, senza che nessuno si opponesse a mettere in discussione gli errori commessi dalla scienza onnipotente e dagli economisti che governano il mondo, facendoci pagare a caro prezzo anche il veleno che ci iniettano lentamente, mentre la purificazione potrebbe avvenire gratuitamente come effetto collaterale delle energie interattive.

All’inizio del 2020 ho depositato queste due importanti domande di brevetto sulla proprietà intellettuale nel settore del trasporto aerospaziale terrestre e marittimo. Le autorità mondiali hanno poco tempo per decidere se continuare a proteggere la proprietà industriale o dimostrare maggiore democrazia e lungimiranza concedendo la proprietà intellettuale e il diritto d’autore internazionale agli inventori di soluzioni per il bene pubblico in ambito ambientale, sanitario ed energetico, indipendentemente dalla proprietà industriale, e garantendo l’accesso alla realizzazione delle invenzioni a tutte le aziende pubbliche e ai privati ​​interessati. Ovviamente, regolamentando diversamente le tasse e pretendendo dagli inventori il pagamento delle imposte sui diritti effettivamente acquisiti, e non delle tasse di mantenimento dei brevetti che non hanno mai trovato finanziatori, perché i governi permettono la costruzione e la vendita di sistemi fissi e mobili che non chiudono i cicli che si aprono.

Parliamo anche della natura arcaica dell’attuale istituzione dell’assegnazione del Premio Nobel per la scienza, che non premia la multidisciplinarietà. Se, per ipotesi, il “cuore ossigenatore artificiale del sangue energeticamente autonomo” avesse ricevuto il Premio Nobel, a quale ramo della scienza sarebbe dovuto essere attribuito? Come l’acqua si ossigena producendo energia, così accadrebbe anche ossigenando il sangue. Avremmo meno rischio di morte cerebrale poiché la circolazione dei ventricoli destro e sinistro sarebbe energeticamente indipendente. Inoltre, prolungheremmo la vita umana di molti anni. Anche su questa invenzione il mondo scientifico tace, sebbene chi scrive sia invitato come relatore a conferenze internazionali. Non partecipo a queste conferenze, soprattutto perché dovrei viaggiare per il mondo a mie spese per presentare le cose che ho pubblicato, in modo che tutti possano leggerle, commentarle e, eventualmente, finanziarle e realizzarle. Non so se qualcuno al mondo stia realizzando le mie invenzioni. Penso che sia un loro diritto realizzarli, così come dovrebbe essere un mio diritto avere il copyright, se lavorano e ne traggono beneficio, a prescindere dal fatto che il brevetto mi sia stato rifiutato perché è stato frainteso e perché i legislatori non distinguono la proprietà intellettuale da quella industriale.

Ecco alcuni inviti recenti che mi sono stati indirizzati per partecipare a conferenze internazionali. In definitiva, l’invenzione più richiesta è il cuore artificiale.

Nell’ultimo periodo in cui ho scritto questo articolo, è scoppiata l’epidemia di coronavirus che ha coinvolto diversi paesi, tra cui l’Italia. Tutti hanno smesso di parlare e scrivere di altri argomenti. Solo io continuo a parlare di energia interattiva. Cos’è il coronavirus se non un’energia interattiva negativa che si trasmette da un individuo all’altro? Cos’è un virus? Dall’enciclopedia medica: è una particella infettiva di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche (20 ÷ 400 nm), incapace di un metabolismo autonomo e quindi caratterizzata da una vita parassitaria endocellulare obbligatoria. I virus non possono essere definiti organismi perché non hanno una struttura cellulare e per riprodursi utilizzano le cellule in cui penetrano, infettandole.

L’epidemia del 2020 sta mietendo vittime soprattutto tra gli anziani che già soffrivano di patologie polmonari. Personalmente, credo che la maggior parte di queste persone si sarebbe salvata anche senza il vaccino (ancora non disponibile al momento in cui scrivo), se fossero state dotate di un cuore artificiale, un ossigenatore del sangue, in grado non solo di compensare le insufficienze respiratorie, ma che nei casi più gravi avrebbe evitato la morte cerebrale, consentendo la ripresa delle funzioni respiratorie. Esiste infatti una pericolosa correlazione tra infezioni respiratorie ed eventi cardiovascolari: secondo alcune autorevoli pubblicazioni, fino a un terzo degli infarti si verifica in seguito a un’infezione respiratoria acuta. Inoltre, nelle prime due settimane successive all’infezione da virus che colpiscono le vie respiratorie, il rischio di eventi coronarici aumenta di 2-3 volte e, sebbene tenda a diminuire nelle settimane successive, rimane significativamente più elevato fino a tre mesi dopo l’episodio infettivo.

Ciò è dovuto al fatto che il cuore umano è un muscolo che si affatica maggiormente quando è costretto ad accelerare i suoi battiti per aumentare il flusso sanguigno, che non riesce ad abbassare la temperatura corporea e a trasportare ossigeno al sistema linfatico e ai polmoni.

Riportiamo quanto già scritto nella descrizione del funzionamento del cuore artificiale:

Il sistema ha due cose molto importanti in comune con il cuore naturale:

1. Non necessita di essere controllato dal sistema centrale, essendo energeticamente autonomo.

2. è diviso in due impianti separati come gli attuali atri e ventricoli destro e sinistro, quindi l’impianto destro può essere collegato alle vene provenienti dal circuito sistemico A, con l’uscita B collegata all’alimentazione polmonare; mentre l’impianto sinistro può essere collegato alle vene provenienti dai polmoni C, con l’uscita collegata all’alimentazione del circuito sistemico D.

Inoltre, possiede più caratteristiche rispetto al cuore naturale:

Il trasporto dell’ossigeno al sangue indipendentemente dal sistema metabolico e dai polmoni aiuta a combattere altre malattie, migliora la resistenza alla fatica e avremo bisogno di meno energia per sopravvivere.

La FIG. 1 mostra lo schema generale di un cuore artificiale; la rappresentazione è simbolica. Le due autoclavi, rappresentate perfettamente affiancate, possono anche essere disposte una dietro l’altra e con diverse altezze. I motori elettrici (6.1 – 6.2) e i generatori di corrente continua (2.1 – 2.2) possono essere disposti orizzontalmente mediante riduttori con ingranaggi conici, per ridurre l’altezza. È importante notare i dettagli (D1) del collegamento con attacco rapido e spina esterna per l’alimentazione di primo soccorso, che dovrebbe essere predisposto per tutti gli adulti che svolgono lavori pericolosi e per le persone anziane o in attesa del trapianto definitivo.

 La leggenda comune narra che:

(A) ingresso del sangue da un circuito sistemico, (A1) connessione con raccordo rapido e tappo esterno per l’alimentazione di primo soccorso; (B) uscita del sangue ai polmoni, (B1) raccordo rapido e tappo esterno per l’alimentazione di primo soccorso; (C) ingresso del sangue ossigenato dai polmoni, (C1) attacco con raccordo rapido e tappo esterno per l’alimentazione di primo soccorso; (D) uscita del sangue ossigenato al circuito sistemico, (D1) attacco con raccordo rapido e tappo esterno per l’alimentazione di primo soccorso. (1.1 – 1.2) serbatoi pressurizzati in materiale biocompatibile; (2.1 – 2.2) pompa utilizzata come turbina; (3.1 – 3.2) generatore di corrente continua; (4.1 – 4.2) filtro contro impurità, coaguli di sangue e bolle d’aria; (5) pompa elettrica con doppia alimentazione separata fino alla girante; (5.1) albero di trasmissione; (5.2) partizioni di divisione fino alla girante; (5.2) partizione di divisione nel corpo della pompa fino alla girante; (5.3) girante della pompa; (5.4) diffusore della pompa; (5.5 – 5.6) doppia curva con partizioni di separazione e tubo di passaggio dell’albero di trasmissione; (6.1 – 6.2) motore 12 VDC a velocità variabile; (7.1 – 7.2) valvola di ritegno a clapet; (8) elettrocompressore 12 V CC; (9) valvola di intercettazione e valvola di ritegno; (10.1 – 10.2) regolatore di livello con sonde capacitive; (11) stabilizzatore di tensione elettrica 12 V CC; (12) unità di controllo elettronica per alimentazione e controllo del sistema; (13.1 – 13.2) sonda di trasmissione della pressione 4 – 20 mA.

Osserviamo il percorso del sangue nella figura 1:

1. Dal circuito sistemico, la vena cava superiore e la vena cava inferiore trasportano sangue povero di ossigeno a una delle mini pompe (5) alimentate tramite un doppio condotto separato fino alla girante, inserita nella mini autoclave pressurizzata (1.1) (che sostituisce l’atrio e il ventricolo destro del cuore). Il secondo condotto della mini pompa (5), riciclando internamente il sangue presente nell’autoclave verso il serbatoio pressurizzato (1.1), permette di bilanciare la pressione nella girante e di effettuare una prima ossigenazione del sangue secondo la legge di Henry, alleggerendo il lavoro di polmoni, fegato e reni. La valvola di non ritorno (7.1) garantisce il flusso unidirezionale.

2. Dalla mini autoclave destra (1.1) fuoriesce il sangue attraverso una mini pompa utilizzata come turbina (2.1) e un filtro contro le impurità di coaguli di sangue e bolle d’aria (4.1) che riduce la pressione, mentre una piccola dinamo (3.1) collegata all’albero della turbina produce elettricità a corrente continua. L’uscita della mini autoclave destra alimenta i polmoni dove avviene l’ossigenazione del sangue;

3. Il sangue ossigenato proveniente dai capillari polmonari giunge nella parte inferiore dei polmoni, dove le vene polmonari alimentano un’altra minipompa (5) con una doppia alimentazione separata fino alla girante, inserita nella mini autoclave pressurizzata (1.2) (che sostituisce l’atrio e il ventricolo sinistro del cuore). La seconda alimentazione della minipompa (5), riciclando internamente il sangue presente nell’autoclave all’interno del serbatoio pressurizzato (1.2), permette di bilanciare la pressione nella girante e di effettuare un’ulteriore ossigenazione del sangue secondo la legge di Henry, alleggerendo il lavoro dei polmoni. La valvola di non ritorno (7.2) garantisce il flusso unidirezionale.

4. Dalla mini autoclave sinistra (1.2) il sangue esce passando attraverso una mini pompa utilizzata come turbina (2.2) e un filtro contro le impurità, i coaguli di sangue e le bolle d’aria (4.2) che riduce la pressione, mentre una piccola dinamo (3.1) collegata all’albero della turbina produce elettricità a corrente continua. L’uscita della mini autoclave sinistra alimenta l’arteria chiamata aorta, e da lì riprende il suo percorso all’interno della circolazione sistemica.

Non dobbiamo preoccuparci della maggiore pressione contenuta nelle autoclavi rispetto alla pressione interna dell’organismo umano, perché questa maggiore pressione esiste solo nell’autoclave; la pressione sanguigna misurata all’uscita delle turbine (2.1 – 2.2), dopo essere stata sfruttata e ridotta, rientrerà nei valori normali del corpo umano. Infatti, la resistenza idraulica della turbina e quella meccanica del generatore di corrente, ben proporzionate durante i test dei prototipi, possono fornire una regolazione precisa della pressione, ma la regolazione maggiore sarà effettuata tramite il numero di giri del motore (6.1 – 6.2) della pompa di alimentazione con doppia alimentazione separata fino alla girante.

Il sangue umano è un liquido di colore variabile dal rosso rubino al rosso violaceo, a seconda della quantità di ossigeno legata all’emoglobina; ha una viscosità circa 4 volte superiore a quella dell’acqua e un peso specifico di 1,041-1,062 g/cm³. Ai fini dei calcoli energetici, sono importanti sia l’elevata viscosità, che riduce le perdite di carico, sia la densità, che aumenta la potenza assorbita dalle pompe e prodotta nelle turbine.

Assumendo di utilizzare il sangue con una densità media tra i due impianti 1,055 e che la pompa utilizzata come turbina e quella di circolazione sanguigna abbiano la stessa efficienza (0,60), che la portata della pompa è 10 L / min (0,166 L / s) con perdite di carico 0,2 m, la pompa di circolazione assorbe 0,57 Watt (0,166 * 0,2 * 1055/102 * 06), mentre la turbina sfrutta la portata di 5 L / min (0,083 L / s) e la pressione dell’autoclave di 10 m produce una potenza di 5,17 watt (0,6 * 0,083 * 10 * 1055/102).Considerando che abbiamo due mini impianti idroelettrici pressurizzati che lavorano in parallelo, abbiamo una potenza assorbita di 1,14 W e una potenza energetica prodotta di 10,34 Watt.

Pertanto, senza fonti di energia esterne al corpo umano possiamo gestire un piccolo circuito elettronico digitale (12), dotato di uno stabilizzatore di tensione (12 V CC), che alimenta il mini compressore (8) per mantenere costanti la pressione e i livelli di sangue nelle autoclavi utilizzando i regolatori di livello (10.1 – 10.2) e regolare il numero di giri dei motori (6.1 – 6.2) delle pompe che regolano la portata del sangue. Se abbiamo bisogno di una maggiore potenza in uscita, dobbiamo solo aumentare la pressione di lavoro delle mini autoclavi e la capacità delle pompe con i motori (6.1 – 6.2), controllando la pressione di uscita con i trasmettitori di pressione (13.1 – 13.2) disposti vicino agli accoppiamenti B1-D1, che dipendono dalle curve di funzionamento delle pompe utilizzate come turbine (2.1 – 2.2), che come si vede in Fig. 1 sono mostrate in tre stadi dovendo abbassare la pressione da circa 750 Hg alla normale pressione di circolazione (80 – 140 Hg). Tuttavia, le regolazioni non devono essere effettuate dal paziente, ma dall’unità di controllo vocale (12).

Come accennato in precedenza, la pressione delle mini autoclavi è limitata all’interno delle autoclavi per produrre l’energia pressoria necessaria alla circolazione del sangue (secondo il principio di Torricelli e la dissoluzione dell’ossigeno nel sangue secondo i principi di Henry e Dalton). Tuttavia, la pressione in uscita può essere stabilita con precisione solo verificando le caratteristiche operative delle pompe utilizzate come turbine. Se aumentiamo le pressioni con il compressore (8), aumentiamo anche le pressioni rilevate dai trasmettitori di pressione (13.1-13.2); se aumentiamo il flusso di sangue con i motori (6.1-6.2), parte della pressione viene assorbita dalle perdite di carico delle pompe utilizzate come turbine e la pressione si riduce. Ma potremmo avere un eccesso di portata sproporzionata rispetto all’attività umana che si verifica. Poiché le portate del sangue non possono essere misurate istante per istante nel corpo umano, è necessario realizzare le curve operative ottimali in laboratorio in modo che vengano memorizzate nell’unità di controllo elettronica (12). Ad ogni livello di pressione misurato dai trasmettitori di pressione (13.1 – 13.2) corrisponde un numero ideale di giri dei motori (6.1 – 6.2) e automaticamente un livello di pressione ottimale fornito dal compressore (8), a seconda delle prestazioni di prova della pompa utilizzata come turbine (2.1 – 2.2). Questi non possono essere regolati, a meno che non si aggiunga un freno meccanico o elettromagnetico regolabile al generatore di corrente ad essi collegato. Se si utilizza un freno meccanico, si dissipa energia, ma se si utilizza un freno elettromagnetico più pesante con una maggiore quantità di magneti, si produce più energia. Questa è una scelta che dobbiamo fare in base all’energia necessaria per gestire il cuore artificiale con la massima efficienza.

Grazie alla soluzione proposta dal sottoscritto, è possibile realizzare un cuore artificiale, un ossigenatore energeticamente autonomo, da impiantare nella gabbia toracica per sostituire i cuori malati. Questo cuore potrebbe raddoppiare o triplicare la durata della vita umana in pochi anni, garantendo un’adeguata manutenzione con l’ausilio di medici e tecnici meccanici ed elettronici, senza alterare geneticamente l’uomo.

L’ultimo invito che pubblico l’ho ricevuto quando avevo già scritto questo articolo e rimanda a una pagina del mio sito web: https://www.spawhe.eu/open-letter-to-mr-bill-gates-on-energy-miracle/, quindi l’ho inserito al posto di un altro invito precedente, per non allungare troppo questo articolo che è già diventato fin troppo lungo. Purtroppo, ma necessariamente, poiché riassume contemporaneamente le mie conclusioni sull’indesiderata attività inventiva dei centri di potere mondiali e i crimini di omissione degli stessi centri di potere

A questo invito ho risposto come segue:

Care Sarah Williams e Divya Karne, credo che la corsa all’energia miracolosa mi abbia vinto, anche se tutti fingono di niente. Sarò onorato di partecipare al vostro congresso, ma dovete sapere che non pago quote di partecipazione e non parlo bene l’inglese. Allego una breve presentazione e un lungo articolo, in cui riassumo la mia attività di inventore, conclusasi di recente, contro un sistema che non ha mai funzionato e non funzionerà mai se non eliminerete il commercio di brevetti pubblici con le multinazionali e non separerete la proprietà industriale da quella intellettuale, che oggi, di fatto, non viene riconosciuta dagli inventori, i quali non sono legati ai centri di potere politico ed economico.

Pertanto, mentre pubblico questo articolo, non so ancora se parteciperò a questo congresso.

8. LA PROPRIETÀ INTELLETTUALE, ALLA QUALE I LEGISLATORI NON RICONOSCONO I DIRITTI D’AUTORE, È DI LIVELLO SUPERIORE A QUELLA INDUSTRIALE.

Intendo semplicemente dire che la proprietà intellettuale si colloca a un livello superiore rispetto a quella industriale. Non è incompatibile con essa, ma può essere separata e generare proprietà industriali diverse. L’inventore intellettuale del telefono è Antonio Meucci, quello della radio è Guglielmo Marconi, quello della televisione è John Logie Baird. Non importa se abbiano realizzato o meno i prototipi dimostrativi. L’importante è che abbiano compreso i principi di funzionamento, poiché i componenti interni del telefono, della radio e della televisione possono subire molte trasformazioni con il progresso tecnologico, ma senza l’invenzione intellettuale non sarebbero mai stati costruiti e non avrebbero trovato alcuna utilità.

In realtà, i produttori del cuore artificiale possono brevettare i dettagli costruttivi dei componenti che lo costituiscono, che possono essere realizzati con materiali e forme diverse. Il brevetto intellettuale in materia ambientale, energetica o di depurazione non sviluppa tutti i dettagli del circuito elettrico e della regolazione elettronica, né la forma. I camini che catturano i fumi possono essere realizzati con materiali diversi, così come le serre in pietra calcarea, le pompe, le turbine e i generatori di energia. Il brevetto intellettuale indica un nuovo modo per depurare, disidratare i fanghi, desalinizzare le acque, combattere l’acidificazione, produrre energia dal mare, produrre energia fissa e mobile senza combustibile, motorizzare i trasporti terrestri, marittimi e sottomarini, difendersi dalle inondazioni. Gli addetti ai lavori non li capiscono, o fingono di non capirli perché hanno investito in altre soluzioni meno efficienti con il consenso della scienza pubblica, dei governi e dei legislatori. Con la tecnologia attuale è abbastanza semplice ed economico realizzare prototipi di nuovi telefoni, radio e televisori. Anche il cuore artificiale sarebbe abbastanza semplice da realizzare. Non è altrettanto facile cambiare grandi impianti energetici, impianti di depurazione e grandi infrastrutture di trasporto mondiali. Per questo motivo, tutti i professionisti tacciono sulle energie interattive e sulla purificazione. Servono grandi statisti, che si assumano le responsabilità dei governi passati e presenti. Probabilmente, la civiltà sulla Terra non ha ancora dato i natali né agli statisti né ai consulenti scientifici capaci di assumersi tali responsabilità.

Pertanto, continuerò a scrivere e a chiedere alle Nazioni Unite, ai giudici internazionali, ai governi di sperimentare con queste invenzioni e di riconoscere la vera proprietà intellettuale, non simbolica, perché i brevetti intellettuali non sono facili da identificare. Tanto che, se fossero stati identificati prima, non solo non avremmo avuto il riscaldamento globale, ma anche l’ambiente sarebbe stato più purificato rispetto all’era preindustriale, quando l’acqua si ossigena producendo energia. Questo non sarebbe stato possibile nell’era preindustriale. Quindi, i brevetti intellettuali ambientali ed energetici avrebbero guidato i governi a imboccare la strada giusta dello sviluppo mondiale. Questi brevetti intellettuali non necessitano di prototipi per essere compresi da chi conosce i principi fisici ed elettromagnetici. Se i governi e le Nazioni Unite vogliono davvero sconfiggere il riscaldamento globale, almeno i leader più preparati devono distinguersi da quelli più ignoranti, per non rimanere nell’abisso prodotto dalla scienza non interattiva che ancora domina il mondo senza assumersi alcuna responsabilità per i danni causati. L’inventore che ha spiegato il funzionamento non deve realizzare i prototipi dimostrativi dell’energia interattiva, ma i governanti che credono in questo sistema devono convincere anche gli scettici. Finora, non si è ancora visto un governo al mondo che abbia preso questa iniziativa, mentre si continua a pubblicizzare energie rinnovabili su cui si è già investito, e si continua a investire, energie che hanno rendimenti bassi, sono ingombranti e non interattive, come il solare, l’eolico o il movimento delle onde marine. Chi produce queste energie persiste nel non comprendere che l’energia primaria che la natura ci offre è semplice, potente e salvaspazio. È sufficiente sfruttare staticamente la pressione dell’aria compressa e far circolare l’acqua in un’autoclave. Il principio dell’impenetrabilità dei corpi per produrre energia, non la divisione dell’atomo, o l’idrogeno separato dall’ossigeno dell’acqua o il carbonio del metano, si occupa di questo, evitando di aumentare inutilmente i costi energetici.

Credo che gli avvistamenti di navigazione spaziale aliena nell’atmosfera terrestre siano veri, uno dei quali è raccontato dall’attore Kurt Russell (https://popcorntv.it/people/kurt-russell-e-gli-alieni-non-un-film-but-a-real-sighting/40616?refresh_ce), in cui un gruppo di velivoli era permanentemente fissato nell’atmosfera e poi si muoveva simultaneamente. Quando ho letto di recente di questo avvistamento, ho pensato che gli alieni avessero usato la mia soluzione dei motori lineari globali che hanno infinite possibilità di regolare le spinte di Newton e Lorentz per bilanciare la forza peso dovuta alla forza gravitazionale, regolando il numero di giri delle pompe con doppia alimentazione, quelle dei turboventole elettrici e quelle che muovono i magneti permanenti che producono le correnti indotte nei solenoidi esterni agli stessi motori lineari, turboventole e serbatoi di acqua e aria.

Mentre la realtà terrena è che le energie e le tecnologie di purificazione attuali, se non sono frutto dell’ignoranza scientifica globale, rappresentano la più grande truffa orchestrata dai potenti ai danni dei più deboli e poveri, che non possono permettersi di pagare i migliori scienziati e inventori per difendersi scientificamente, l’ambiente viene difeso dalle associazioni ambientaliste e dalle persone che protestano. Bisognerebbe invece tutelarlo con progetti alternativi, da confrontare nei minimi dettagli energetici, di purificazione ed economici.

Come accade nel campo della giustizia, dove i ricchi sono difesi da enormi studi legali e i poveri devono accontentarsi dell’avvocato d’ufficio, che li difende solo apparentemente, essendo solo e non sufficientemente pagato per assumere investigatori privati ​​che cerchino la vera verità. Come accade anche nello sport, dove vince chi ha la forza economica per comprare i migliori giocatori. Ciò significa che non siamo governati da governi, ma da multinazionali, che sponsorizzano ogni manifestazione di interesse collettivo, come i convegni scientifici, comprese quelle delle associazioni ambientaliste, in nome delle attuali energie rinnovabili che non valgono nulla, se paragonate a quelle interattive, che nessuno vuole sperimentare. Stranamente ignorato persino dall’opposizione, che spera di governare con lo stesso sistema e con gli stessi progettisti e scienziati che lavorano per le stesse multinazionali, anche se stipendiati da enti pubblici.

Se tutte le piante create dall’uomo fossero state precedute da brevetti intellettuali trasversali ai singoli principi scientifici e alle singole tecnologie, avremmo avuto un modello di sviluppo molto più efficiente di quello attuale e meno inquinamento. Ciò che dovrebbe essere importante per i governi è riscuotere le tasse sulla produzione industriale e che qualcuno paghi anche ciò che spetta ai legislatori in materia di brevetti. Questi non possono essere finanziati con le tasse sui depositi di brevetti internazionali da parte degli inventori se le invenzioni non vengono realizzate, né dai governi né dagli imprenditori mondiali. I brevetti intellettuali vanno oltre lo stato dell’arte attuale, influenzando trasversalmente molteplici settori contemporaneamente. Non possono essere valutati dagli uffici brevetti da un punto di vista scientifico e tecnologico, perché coinvolgono l’intero modello di sviluppo mondiale. Gli uffici brevetti dovrebbero limitarsi a registrarli e a tenerli in attesa che la scienza, i governi, le Nazioni Unite e la giustizia internazionale si assumano le proprie responsabilità a livello globale. Le invenzioni intellettuali diventano operative solo quando qualcuno le realizza industrialmente e ne ricava un profitto economico. Dai profitti economici degli imprenditori che depositeranno i brevetti intellettuali, i governi e gli organi legislativi in ​​materia di brevetti potranno esigere le tasse che gli inventori dovranno a loro volta pagare, se lo riterranno necessario. Gli inventori di brevetti intellettuali, invece, dovranno pagare le tasse solo se riceveranno un compenso per il loro lavoro, come tutti gli autori di opere intellettuali non legati ad alcun centro di potere economico. Di fatto, gli inventori che sono legati ai centri di potere economico non sviluppano brevetti intellettuali, bensì brevetti industriali, e non sono costretti a pubblicare le proprie invenzioni alla ricerca di finanziatori. Le sviluppano in segreto nei loro laboratori o officine di produzione insieme ai loro datori di lavoro, per poi lanciarle sul mercato mondiale. Gli organi legislativi mondiali in materia di brevetti si sono anche preoccupati di regolamentare le controversie tra datori di lavoro e imprenditori, stabilendo le percentuali spettanti a imprenditori e inventori in caso di vendita dei brevetti. Tuttavia, non si sono preoccupati di legiferare a favore degli inventori che non appartengono a questi centri di potere. Gli inventori privati ​​sono trattati come se fossero imprenditori autonomi. Pertanto, devono pagare le tasse e, allo stesso tempo, cercare finanziamenti entro il breve periodo di tempo concesso dalla legge, ovvero dodici mesi, tra il deposito nazionale e quello internazionale. Se non riescono a trovare finanziatori, si trovano di fronte a una scelta: o si accontentano del brevetto nazionale e pagano le relative tasse di mantenimento, oppure si avventurano nel deposito internazionale, versando la quota e pagando le tasse di deposito internazionali (circa 3.500 euro), che consentono loro di avere altri venti mesi per cercare finanziamenti all’estero.Se non riescono ancora a trovare finanziatori e smettono di pagare le quote di mantenimento a livello nazionale e internazionale, perderanno tutto il lavoro svolto e il denaro pagato inutilmente, senza avere alcun diritto sulle loro invenzioni.

Questo sistema kafkiano non ha fatto altro che scoraggiare la ricerca creativa, che solo gli inventori liberi dai condizionamenti dei datori di lavoro possono svolgere. Di fatto, l’attuale sistema aziendale, che premia le specializzazioni elevate, non ha permesso lo sviluppo di un ragionamento scientifico e tecnico globale, che avrebbe potuto generare invenzioni interattive. In realtà, ciò che i legislatori in materia di brevetti, la scienza stessa, i politici e gli imprenditori non comprendono è che le invenzioni non possono essere prodotte esclusivamente da specialisti di singoli settori. Soprattutto quelle pubbliche devono essere connesse tra loro attraverso l’organizzazione di un lavoro scientifico ambientale.

Per progettare correttamente impianti interattivi di energia e depurazione, è necessario entrare nel dettaglio dei cicli di lavoro delle macchine e degli impianti, conoscere le tecnologie e l’organizzazione generale del lavoro. In altre parole, se volessimo applicare alla Terra lo stesso ragionamento di Einstein sul funzionamento dell’universo, dovremmo fare un ragionamento specifico e uno generale allo stesso tempo, come fece Albert Einstein che, dieci anni dopo, identificò la relatività ristretta (1905) e quella generale (1915), perché ogni ragionamento ristretto, in definitiva, deve riflettersi anche nella teoria generale. Lo stesso deve accadere anche nella progettazione di impianti antropici. Solo apparentemente siamo liberi di utilizzare i sistemi di energia e depurazione che vogliamo. In realtà, se vogliamo chiudere tutti i cicli che apriamo, non abbiamo scelta. Dobbiamo utilizzare la soluzione giusta al posto giusto al momento giusto. La soluzione giusta è sempre quella che impiega il minimo di energia per ottenere la massima efficienza, sia energetica che di depurazione. La natura terrestre, senza l’uso della tecnologia, ha individuato energie interattive che si stanno purificando nel corso di quattro miliardi e mezzo di anni. Dovevamo solo usare la tecnologia per accelerare i processi naturali. Ma non sapevamo come farlo.

Oggi nessuno sembra sapere da dove provenga la ricchezza mondiale. I primi a non saperlo sono gli economisti, che sono i principali consiglieri dei governi. Gli economisti, come tutti gli altri, non riescono a immaginare che la scienza mondiale abbia frainteso i principi fondamentali dell’energia. Dovrebbero quantificare il danno economico globale che gli impianti progettati hanno prodotto per tutta l’umanità senza studiare attentamente le sinergie che ci avrebbero permesso di eliminare le emissioni e riciclare l’acqua all’infinito spendendo solo una piccola parte dell’energia prodotta. Credono forse anche loro che questa energia sia moto perpetuo? Ovviamente, gli economisti mondiali non sanno nemmeno di cosa sto parlando, così come tutta la scienza, la politica, la filosofia, le religioni, i sindacati e le associazioni ambientaliste del mondo. L’industria della disinformazione globale si aspetta che un pensionato che ha appena i soldi per vivere e sfamare la sua famiglia, persino i mostri che lavorano ai prototipi di depurazione, energie interattive e alle immense applicazioni mondiali, tra cui il cuore artificiale che potrebbe allungare la vita umana senza alterare il DNA e i motori lineari globali che potrebbero mandare in rovina l’intero settore dei trasporti terrestri, aerei e marittimi. Oggi tutte queste associazioni, in un modo o nell’altro, raccolgono fondi e finanziamenti in nome della tutela ambientale o per sostenere i disoccupati. A nessuno importa di dimostrare cose ovvie che i centri di potere ignorano deliberatamente per lasciare le cose come stanno. Le associazioni, come i centri di potere, non vogliono risolvere i problemi, ma anche accaparrarsi una fetta di quel potere che sta sprofondando tutti nel buco nero della disinformazione terrestre, in proporzione al numero di persone iscritte alle loro associazioni. Perché oggi non pensiamo più individualmente. Ragioniamo in modo associativo, altrimenti nessuno ci ascolta. Gli inventori autonomi che elaborano ragionamenti globali nell’interesse generale sono sempre più soli.

Nessun premio Nobel per l’economia e la fisica quantistica, oggi ricchissimo di riconoscimenti, ha mai tentato di analizzare i costi di produzione delle energie esistenti con metodi interattivi. Anche loro sono all’oscuro di questo tipo di energia, che finora non è costata un centesimo al mondo. Non è forse questo un punto a favore dell’economia? Almeno spendono qualcosa per dimostrare le leggi del moto perpetuo che impedirebbero di applicare correttamente i principi interattivi che il sottoscritto ha selezionato e messo insieme dopo una vita di lavoro nell’industria e nei cantieri edili. Non in laboratorio.

Da Wikipedia, ricordiamo i principali incidenti nucleari a partire dal 5° livello della classificazione INES che hanno comportato il rilascio di radioattività all’esterno della centrale: 1957, Windscale (Gran Bretagna), 5° livello INES; 1969, Lucens (Svizzera), 4° livello INES; 1973, Windscale (Gran Bretagna), 4° livello INES; 1979, Three Mile Island (USA), 5° livello INES; 1980, Saint-Laurent-Nouan (Francia), 4° livello INES; 1986, Chernobyl (Ucraina), 7° livello INES, 65 morti accertati più altri 4000 presunti; 1999, Tokaimura (Giappone), 4° livello INES; 2006, Fleurus (Belgio), 4° livello INES; 2011, Fukushima (Giappone), 7° livello INES. L’ultimo disastro nucleare si è verificato l’8 agosto 2019 su una chiatta di fronte al poligono missilistico di Nionoska, sul Mar Bianco, dove un missile da crociera è esploso, uccidendo 7 persone e ferendone 15, causando un picco di radioattività misurato fino alla città di Severdvinsk, a 25 chilometri in linea d’aria. Quanto materiale radioattivo conteneva? Di che tipo? La tecnologia utilizzata per mantenere la fase di crociera del missile era un reattore nucleare o una sorgente isotopica, un generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG)? Le autorità russe mantengono il silenzio.

Per chi scrive, non vale la pena produrre energia nucleare, soprattutto con la fusione calda, non solo per i rischi ambientali che ne derivano, ma anche per i costi e l’ingombro necessario. Non possiamo immaginare un reattore nucleare installato su veicoli terrestri e spaziali, mentre con l’energia idroelettrica compressa aumenteremmo le pressioni statiche, rendendo i motori per l’energia primaria sempre più piccoli. Come già accennato, il vapore prodotto ha una densità circa 830 volte inferiore a quella dell’acqua che potrebbe circolare a freddo in una turbina, senza costi di produzione e senza effetti collaterali ambientali. Non vi è alcun vantaggio nemmeno con la fusione fredda, dovendo tuttavia utilizzare elettrodi catalitici. Mentre la pressione dell’aria e dell’acqua consuma solo il materiale che si usura per produrre l’energia elettrica finale, che anche le altre forme di energia devono consumare per produrre l’elettromagnetismo necessario.

Ricordiamo i disastri idroelettrici che sono costati miliardi e innumerevoli vite umane: Gleno, Italia, 22 ottobre 1923 (500 morti); Molare, Italia, 13 agosto 1935 (111 morti); Vajont, Italia, 9 ottobre 1963 (1909 morti); Banqiao, Cina, 1975 (171.000 morti); diga di Fundão, Brasile, 23 novembre 2015 (17 morti, ma enormi disastri ambientali); Minas Gerais, Brasile, 25 gennaio 2019 (19 morti, ma enormi disastri ambientali). Per chi scrive, non ha senso produrre energia idroelettrica con grandi opere idrauliche e civili, quando, interpretando correttamente i principi fisici e gravitazionali, potremmo produrla negli stessi bacini, portando inoltre l’ossigeno delle acque superficiali nel fondale marino.

Ricordiamo i seguenti disastri dovuti alla produzione di energia fossile: Courrières, Francia, 10 marzo 1906 (1909 morti nella miniera); Monongah (Stati Uniti), 6 dicembre 1907 (900 morti nella miniera); Miniera di carbone di Benxihu, Cina, 26 aprile 1942 (1549 morti nella miniera); Londra, Gran Bretagna, 5-9 dicembre 1952. Durante il Grande Smog di Londra, causato dall’eccessivo consumo di carbone per il riscaldamento, morirono 12.000 persone; Marcinelle, Belgio, 9 agosto 1956 (262 morti nella miniera); San Juanito, Messico, 1984 (500 morti a causa dell’esplosione di serbatoi di gas). Viareggio Italia 2009 (32 morti in un disastro ferroviario che trasportava gas combustibile; Middletown USA 2010 (5 morti per esplosione di gas); Cubatão Brasile 1984 (600 morti per esplosione di gasdotto); Asha Ufa Siberia 1989 (585 morti per esplosione di gas); Livorno Italia 1991 (140 morti per esplosione di gas su navi), Voltri Italia 1991 (5 morti per esplosione su nave), Durunka Egitto, 1994 (600 morti per esplosione), Seoul (Corea del Sud) 1994 (500 morti per esplosione), Warri (Nigeria), 1998 (500 morti per esplosione). Per il sottoscritto, non ha senso produrre energia tramite combustione per produrre vapore o un gas di combustione che, non solo ha un costo di produzione, dovuto all’acquisto di combustibili, ma ha anche effetti collaterali ambientali e basse rese, avendo il vapore o il gas una densità circa 830 volte inferiore a quella dell’acqua che potrebbe circolare fredda in una turbina, senza costi di produzione e senza effetti collaterali ambientali. Dovremmo aggiungere anche i grandi disastri aerei, stradali, navali e sottomarini, l’inutile deforestazione. Non si smetterebbe mai di fare i conti con le vite umane ed economiche distrutte in questi disastri.

La società sostenibile del futuro non può essere progettata da scienziati e legislatori al servizio dei centri di potere che hanno permesso tutti i disastri sopra menzionati e che non hanno il coraggio di discutere apertamente il modello di sviluppo sostenibile concepito nei minimi dettagli depurativi, energetici e produttivi: cibo (con pozzi artificiali), allungamento della vita umana (con il cuore artificiale, ossigenatore del sangue), cambiamento nei trasporti terrestri e spaziali, non solo attraverso l’aggiornamento della scienza e della tecnologia, ma soprattutto attraverso l’organizzazione scientifica del lavoro globale, che non è mai entrata nei ministeri del lavoro e dello sviluppo economico mondiale.

Se possiamo estrarre energia dall’ambiente senza combustibili e materiali radioattivi, ad esempio tramite elettrolisi, sfruttando l’energia idroelettrica, e da questa, attraverso l’induzione elettromagnetica, estrarre la forza di Lorentz e altra energia elettrica che si aggiunge a quella primaria prodotta dalla compressione idroelettrica per alimentare i motori elettrici che azionano le eliche, perché continuiamo a produrre energia con combustibili fossili e chimici che hanno un rendimento medio di 0,35 rispetto all’energia consumata?

Già oggi, le pompe di calore elettriche, per produrre calore e freddo, hanno coefficienti “COP” (coefficiente di prestazione di esercizio) che possono raggiungere valori fino a 5. Ciò significa che per ogni kW consumato si può ottenere una resa termica cinque volte superiore. Mentre nel caso della produzione di energia idroelettrica compressa questo coefficiente supera le centinaia di unità, perché sfrutta staticamente la pressione dell’aria compressa senza farla espandere, in modo da non consumare energia inutilmente, c’è qualcosa che non va nei principi di conservazione dell’energia insegnati nelle università di tutto il mondo. Chi li ha scritti ha chiaramente ignorato l’organizzazione scientifica del lavoro che individua sempre la soluzione migliore per risparmiare e produrre energia in tutte le attività umane. È così che sono nate le energie interattive, che sono anche purificanti. Purtroppo, non sono ancora entrate nelle università, nei centri di ricerca pubblici e privati. Chi deve aprire le porte di questi centri di potere mondiali che ritardano il progresso per interessi evidenti che mortificano la vera scienza? Quella che si applica a livello globale.

Tutto lo sviluppo mondiale è stato condizionato dalla scelta della fonte primaria di energia. Se l’energia non fosse costata nulla e potesse essere prodotta a bordo dei mezzi di trasporto senza emettere alcun tipo di sostanza tossica nell’ambiente, non avremmo avuto bisogno di risparmiare energia per volare nell’atmosfera e nello spazio. Sarebbe stato sufficiente aggirare la forza di gravità e la pressione atmosferica con l’energia primaria prodotta a bordo dell’aeromobile (energia idroelettrica compressa) trasformata in energia elettromagnetica per alimentare turboventole elettriche in quantità sufficiente a creare il vuoto attorno all’aeromobile e le spinte di reazione aerostatica ed elettromagnetica ( https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/ , https://www.spawhe.eu/flying-and-floating-cars-with-interactive-global-linear-motors-and-thrust-of-newton-and-lorentz/ ).

L’aerodinamica che Leonardo da Vinci (1452-1519) iniziò a studiare e che fino ad oggi ha dominato la ricerca aeronautica terrestre per fluttuare come uccelli nell’atmosfera, non avrebbe avuto senso di fronte all’energia che non costerebbe nulla, a parte l’usura dei materiali, grazie alla forza gravitazionale e all’elettromagnetismo universale. Per navigare nell’atmosfera non c’è bisogno di scindere l’atomo o persino di combustibili fossili e chimici, è sufficiente aggirare la forza gravitazionale e la pressione atmosferica con una potente ed economica energia pulita prodotta a bordo dei veicoli. Il mezzo di trasporto più economico e sicuro, sulle lunghe distanze, sarà l’aria, quindi ferrovie, gallerie, viadotti, lunghissime strade e oleodotti che attraversano i continenti e che hanno distrutto la natura sono anch’essi inutili e antieconomici.

Anche se l’energia solare non ha causato incidenti, non vale la pena produrla a causa della bassa resa e perché non produce effetti collaterali depurativi. Basti pensare che occorrono circa 10 metri quadrati di pannelli per produrre un kWh nelle migliori condizioni di irraggiamento solare. Lo stesso si può dire dell’energia eolica, con i suoi mostri ingombranti e inefficienti, altrettanto non depurativi. Basti pensare che per esercitare la pressione di una barra sulle pale di un’elica, considerando la densità dell’aria, sarebbe necessaria una velocità del vento di circa 80 km/h. Non conviene catturare l’energia delle onde del mare, con sistemi altrettanto ingombranti per trasportarla a distanza, quando possiamo produrre energia ad alte prestazioni con dimensioni ridotte al momento del bisogno, in impianti fissi e mobili.

La teoria della relatività ha aperto la strada alla fisica quantistica, che si sta rivelando una grande risorsa nelle applicazioni tecnologiche e informatiche che hanno monopolizzato i premi Nobel per la fisica. Oggi la fisica tradizionale non viene più premiata, le speranze quantistiche vengono premiate, ma senza correggere gli errori e gli incidenti menzionati sopra, idroelettrico, termico, nucleare, infrastrutturale.

Partiamo dal 1997, anno in cui il Premio Nobel fu diviso tra tre scienziati “per lo sviluppo di metodi per raffreddare e intrappolare atomi con luce laser” (raffreddamento laser). Nel 1998, tra tre scienziati “per la scoperta di una nuova forma di fluido quantistico attraverso eccitazioni a carica frazionaria”. Nel 1999, tra due scienziati “per aver spiegato la struttura quantistica dell’interazione elettrodebole in fisica”, nel 2000, tra quattro scienziati “per lo sviluppo di eterostrutture a semiconduttore utilizzate nell’elettronica ad alta velocità e nell’optoelettronica”, “per il lavoro fondamentale nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”, per il suo ruolo nell’invenzione del circuito integrato “e per il lavoro fondamentale nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”. Nel 2001, a tre scienziati “per la realizzazione della condensazione di Bose-Einstein in gas diluiti di atomi alcalini e per i primi studi fondamentali sulle proprietà dei condensati”. 2002, a due scienziati “per i contributi pionieristici all’astrofisica, e in particolare per l’identificazione dei neutrini cosmici” e a uno scienziato “per i contributi pionieristici all’astrofisica, che hanno portato alla scoperta delle sorgenti cosmiche di raggi X”. 2003, a tre scienziati “per i contributi pionieristici alla teoria dei superconduttori e dei superfluidi”, 2004, a tre scienziati “per la scoperta della libertà asintotica e della teoria dell’interazione forte”. 2005, a tre scienziati “per il suo contributo alla teoria quantistica della coerenza ottica” e “per il loro contributo allo sviluppo della spettroscopia di precisione basata sul laser, in particolare per la tecnica del setaccio delle frequenze ottiche”. 2006, a due scienziati “per la scoperta delle anisotropie del corpo nero presenti nella radiazione cosmica di fondo”. 2007, a due scienziati “per la scoperta della magnetoresistenza gigante”. 2008, a tre scienziati “per la scoperta del meccanismo di rottura spontanea di simmetria nella fisica subatomica” e “per la scoperta dell’origine della simmetria rotta che prevede l’esistenza di almeno tre famiglie di quark in natura”. 2009, a tre scienziati “per il progresso della trasmissione in fibre ottiche per la comunicazione” e “per l’invenzione di un circuito a semiconduttore per la raccolta di immagini – il CCD”. 2010, a due scienziati “per gli esperimenti pionieristici riguardanti il ​​materiale bidimensionale del grafene”. 2011, a tre scienziati “per la scoperta dell’accelerazione dell’universo attraverso lo studio di supernove distanti”. 2012, a due scienziati “per gli esperimenti pionieristici che consentono di misurare la manipolazione di singoli sistemi quantistici”. 2013,a due scienziati “per la scoperta teorica di un meccanismo che contribuisce alla nostra comprensione dell’origine della massa delle particelle subatomiche, e che è stato recentemente confermato attraverso la scoperta della particella fondamentale prevista, dagli esperimenti ATLAS e CMS al Large Hadron Collider del CERN”. 2014, a tre scienziati “per l’invenzione dell’efficiente LED blu, che ha reso possibile la produzione di sorgenti luminose bianche brillanti a risparmio energetico”. 2015, a due scienziati “per la scoperta delle oscillazioni dei neutrini che dimostrano che il neutrino ha massa”. 2016, a tre scienziati “per le scoperte teoriche delle transizioni di fase topologiche e delle fasi topologiche della materia”. 2017, a tre scienziati “per i contributi decisivi al rivelatore LIGO e all’osservazione delle onde gravitazionali”, 2018, a tre scienziati “per invenzioni rivoluzionarie nel campo della fisica laser”.

Negli stessi anni, i premi Nobel per l’economia sono stati i seguenti:

1997, a due economisti “per aver individuato un nuovo metodo per determinare il valore degli strumenti derivati”. 1998, a un economista “per il suo contributo all’economia del benessere”. 1999, a un economista “per la sua analisi della politica monetaria e fiscale basata su diversi regimi di cambio e per la sua analisi delle aree monetarie ottimali”. 2000, a due economisti “per lo sviluppo di teorie e metodi per l’analisi di campioni selettivi e scelte distinte”. 2001, a tre economisti “per la loro analisi dei mercati con informazione asimmetrica”. 2002, a due scienziati “per aver integrato i risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, in particolare per quanto riguarda il giudizio umano e la teoria delle decisioni in condizioni di incertezza” e “per aver stabilito gli esperimenti di laboratorio come strumento di analisi economica empirica, in particolare nello studio di meccanismi di mercato alternativi”. 2003, a due economisti “per i metodi di analisi delle serie economiche storiche con volatilità variabile nel tempo (ARCH)” e “per i metodi di analisi delle serie economiche storiche con tendenze stazionarie (cointegrazione)”. 2004, a due economisti “per i loro contributi alla macroeconomia dinamica: la coerenza della politica economica nel tempo e le forze trainanti alla base dei cicli economici”. 2005, a due economisti “per aver accresciuto la nostra comprensione del conflitto e della cooperazione attraverso l’analisi della teoria dei giochi”. 2006, a un economista “per la sua analisi delle relazioni intertemporali (tra effetti a breve e lungo termine) della politica macroeconomica”. 2007, a tre economisti “per aver gettato le basi della teoria dei meccanismi di allocazione del mercato”. 2008, a un economista “per l’analisi delle tendenze commerciali e il posizionamento delle attività economiche”. 2009, a due economisti “per l’analisi della governance economica, in particolare del bene collettivo” e “per l’analisi della governance economica, in particolare dei limiti delle imprese”. 2010, a tre economisti “Per la loro analisi dei mercati alla ricerca di attriti”. 2011, a due economisti “Per la loro ricerca empirica su cause ed effetti in macroeconomia”. 2012, a due economisti “Per la teoria delle allocazioni stabili e i loro studi sulla configurazione dei mercati”. 2013, a tre economisti “Per la loro analisi empirica dei prezzi degli asset”. 2014, a un economista “per la sua analisi del potere di mercato e della regolamentazione”. 2015, a un economista “per le sue analisi su consumo, povertà e benessere”. 2016, a due economisti “per il loro contributo alla teoria dei contratti”. “. 2017, a tre scienziati “per i contributi decisivi al rivelatore LIGO e all’osservazione delle onde gravitazionali”, 2018,a tre scienziati “per invenzioni rivoluzionarie nel campo della fisica laser”. 2019, a tre scienziati per le loro scoperte nel campo dell’astronomia.

Tutti questi premi Nobel hanno valore nell’economia attuale, ma perdono valore se si accerta che abbiamo frainteso i principi fondamentali della purificazione e delle energie mondiali fisse e mobili. Per queste ragioni nessuno vuole accertare queste verità.

Cito solo il Premio Nobel per la Chimica 2019, assegnato agli inventori delle batterie al litio, che sono certamente molto utili. Ma molto meno di quanto si possa pensare. La scienza si rifiuta di comprendere e sperimentare l’energia idroelettrica compressa e interattiva che può essere prodotta istantaneamente in ogni angolo della Terra. Le batterie al litio, come tutte le batterie inventate dall’uomo, hanno dei costi e non possono avere una resa superiore al 100% dell’energia che le ha generate. Se consideriamo che l’efficienza media di una centrale termoelettrica è di circa il 35% del potere calorifico inferiore del combustibile e che il trasporto dell’energia ai punti di utilizzo comporta una perdita di circa il 15%, una batteria al litio non può avere un’efficienza superiore allo 0,3% rispetto alla fonte fossile originale (0,35 * 0,85), mentre un generatore di corrente idroelettrica compressa moltiplica l’energia consumata dalla pompa di circolazione con il doppio alimentatore separato necessario per la pressione presente nell’autoclave. Poiché la pompa funziona con pressioni bilanciate in aspirazione e mandata, mentre l’energia viene prodotta gratuitamente, il principio di impenetrabilità dei corpi, che espelle con la pressione dell’aria compressa, che non può espandersi, la stessa quantità di acqua introdotta in eccesso nell’autoclave. La scienza attuale, con il consenso dei legislatori, non sfrutta gli effetti purificanti della legge di Henry e trascura l’assenza di costi per l’approvvigionamento dei componenti energetici (aria e acqua). Dobbiamo solo chiederci come abbia fatto il pianeta a resistere finora a queste gravi sviste della scienza e dei centri di potere mondiali? Ma se non li fermiamo, con progetti interattivi, prima o poi saranno in grado di distruggerlo e con esso i nostri figli e nipoti, rispettando le leggi che secondo gli attuali scienziati e legislatori proteggono l’ambiente, mentre non riducono nemmeno le emissioni di CO2. Anzi, le aumentano, ma al di fuori dei centri urbani.

Un premio Nobel scientifico non ha senso se la scienza non ha applicazione globale. Può essere considerato una sorta di premio aziendale, ma assegnato a un’azienda in fallimento perché incapace di progettare a livello globale. Se non parliamo di un’azienda, ma dell’intera comunità mondiale, dobbiamo parlare di modelli di sviluppo. Come il comunismo e il fascismo hanno fallito, anche il capitalismo sta fallendo proprio per l’assenza di opposizioni scientifiche capaci di organizzare scientificamente il lavoro mondiale, ormai completamente nelle mani delle multinazionali, che non hanno una visione globale, ma si specializzano in singoli settori e acquistano brevetti sviluppati, non a livello globale, da ricercatori pubblici, i cui stipendi sono pagati con i soldi dei contribuenti.

9. IL DELUDENTE LAVORO DELLE NAZIONI UNITE, NATE DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE, VOLTE UNIRE I POPOLI ATTRAVERSO UNO SVILUPPO SOSTENIBILE ED EQUILIBRATO, NON QUELLO ATTUALE.

Che senso aveva la costituzione delle Nazioni Unite dopo la Seconda Guerra Mondiale, se i centri di potere mondiali non sviluppano progetti globali e sono tutti al servizio delle multinazionali? Queste, come già detto, si specializzano in singoli settori e producono solo invenzioni commerciali. Le quali, pur rispettando i limiti di emissioni tossiche imposti dalle normative ambientali pubbliche, non sono altrettanto compatibili con l’ambiente, perché nemmeno gli enti pubblici sviluppano progetti di portata globale, proprio per vendere i loro brevetti alle multinazionali. In realtà, progettare sistemi globali significa chiudere tutti i cicli che si aprono senza tollerare alcuna emissione tossica. Laddove non è possibile chiudere i cicli termici e chimici, come nei sistemi di trasporto, non è vero che l’unica soluzione possibile sia il litio o gli accumulatori di energia senza litio. La soluzione migliaia di volte migliore è l’energia idroelettrica compressa, che le multinazionali e i centri di ricerca pubblici hanno finto di non comprendere. Pertanto, i pochi inventori che cercano di sviluppare progetti globali, che ovviamente non interessano alle multinazionali e di conseguenza nemmeno agli enti di ricerca pubblici e a coloro che assegnano i premi Nobel, vengono esclusi dal contesto politico, scientifico ed economico mondiale. Dobbiamo chiederci perché, ancora oggi, la proprietà intellettuale delle invenzioni non sia un diritto come le altre opere intellettuali. Un dipinto d’autore o l’energia idroelettrica compressa sono forse più importanti del fatto che non inquinerebbero e non avrebbero il costo di combustibili e batterie? O del pozzo artificiale che potrebbe nutrire miliardi di persone e combattere l’acidificazione degli oceani, di cui i centri di potere e la scienza mondiale non si pronunciano per oscure ragioni, senza fornire alcuna spiegazione? Di queste cose si dovrebbe parlare. Le batterie al litio sono un piccolo dettaglio utile in un sistema globale che nessuno vuole sviluppare per nascondere di aver frainteso i principi fondamentali dell’energia mondiale.

Credo che persino le istituzioni svedesi e norvegesi che assegnano i premi Nobel abbiano toccato il fondo dell’obiettività, perché premiano piccoli dettagli di fisica ed economia in linea con le scelte compiute in passato e nel presente dai centri di potere mondiali, scelte che hanno prodotto come effetto collaterale il riscaldamento globale e la disuguale distribuzione della ricchezza mondiale. Se la fisica e l’economia mondiali, con la loro ricerca scientifica e analisi economica, non si sono rese conto che abbiamo frainteso i principi fondamentali dell’energia e dell’economia, significa che persino l’istituzione del Premio Nobel ha perso credibilità.

In effetti, il Premio Nobel per l’economia non dovrebbe nemmeno esistere. Questo premio avrebbe dovuto essere istituito solo dopo aver individuato le corrette soluzioni scientifiche in grado di generare ricchezza senza effetti collaterali negativi. Nella situazione attuale, con la scienza mondiale che ha fallito nel trovare la fonte primaria di energia globale, come può l’economia stabilire regole commerciali eque e regole di stabilità monetaria, senza creare ulteriori vincoli burocratici che ritardano la demolizione di impianti inadeguati dal punto di vista scientifico ed economico? Nessuna economia può basarsi su errori scientifici. Ma sul pianeta Terra, accettare gli errori della scienza e delle multinazionali è diventata la regola generale, perché gli scienziati, in quanto dipendenti, devono obbedire agli ordini che ricevono. Come i militari. Nessuno può andare oltre i compiti assegnati. Il sottoscritto è riuscito a farlo, ma solo da pensionato, non pagato da nessuno, persino restituendo il denaro per depositare i brevetti che, con leggi giuste, non avrebbe dovuto pagare, avendo trattato solo soluzioni di pubblica utilità. Ha anche dovuto spendere soldi per opporsi legalmente alle accuse di “moto perpetuo” da parte degli uffici brevetti, che certamente non possono rappresentare la scienza a livello globale. Il concetto di moto perpetuo riguarda anche l’economia, la politica e la giustizia mondiale. Infatti, politici e giudici non possono governare e condannare i colpevoli senza un supporto scientifico imparziale, che è stato elevato allo stato di arte mondiale. Ma questo aggiornamento dello stato dell’arte globale non può avvenire proprio perché i centri di potere economici, pubblici e privati ​​impediscono l’emergere di invenzioni globali interattive, definite “moto perpetuo” da burocrati ministeriali ignoranti. Mentre la scienza, priva di coscienza morale, tace e partecipa al commercio di brevetti non interattivi, che impediscono il progresso dello stato dell’arte a livello globale.

In assenza di scienza, inventori e imprenditori che abbiano condotto studi sull’applicazione scientifica del lavoro globale, oggi tutte le invenzioni mondiali sono parziali e inquinanti (non chiudendo tutti i cicli che si aprono). Se un imprenditore volesse acquistare i brevetti di purificazione interattiva del sottoscritto, oggi dovrebbe aspettare decine di anni, dovendo attendere che gli enti pubblici mondiali modifichino i capitolati d’appalto per fognature, depuratori, opere civili, sistemi di distribuzione idrica, centrali idroelettriche e sollevamento dell’acqua.

Per fare un esempio, oggi, durante i periodi estivi, nelle città europee le temperature raggiungono i quaranta gradi. Se vogliamo goderci almeno un po’ di frescura serale uscendo sul balcone, dobbiamo fare i conti con le unità esterne dei condizionatori personali e con i vicini che espellono l’aria calda interna degli appartamenti e la trasferiscono all’esterno consumando energia fossile prodotta da centrali termoelettriche, le quali, producendo CO2, contribuiscono ulteriormente al riscaldamento globale. In altre parole, siamo costretti a rimanere chiusi in casa, senza poter respirare l’aria esterna e consumando energia insostenibile per alimentare il sistema creato grazie ai premi Nobel del passato e del presente. Le torri di scambio termico adiacenti agli edifici, che purificherebbero l’aria e scambierebbero calore con il sottosuolo, non sono state prese in considerazione (https://www.spawhe.eu/synergic-plants-files/), nonostante in seguito siano diventate anch’esse produttrici di energia (https://www.spawhe.eu/pressurized-domestic-hydraulic-energy-system/).

 Nel sistema dei trasporti siamo ancora all’anno zero, poiché l’unica energia che non è mai stata utilizzata è proprio l’energia idroelettrica compressa, che invece potrebbe migliorare le prestazioni dei sistemi elettromagnetici, evitando passaggi termici e chimici superflui.

Soprattutto, la scienza pubblica non può essere separata dall’applicazione pratica dei principi scientifici e dagli effetti collaterali che questi producono sull’ambiente e sulla salute umana. La pianificazione globale è possibile solo se si mettono da parte le rivalità scientifiche e industriali (eliminando la proprietà industriale dai progetti di pubblica utilità) e se la proprietà intellettuale viene riconosciuta agli inventori, con diritti d’autore a lungo termine, come avviene per le altre opere dell’ingegno. Perché, con le attuali classi dominanti, è molto più difficile ottenere brevetti intellettuali che brevetti commerciali.

Purtroppo, non avendo studiato le sinergie tra il secolo scorso e quello presente per progettare gli impianti a livello globale, non è stato possibile evitare i processi termici, chimici e nucleari, inutili a fini energetici ma dannosi per l’ambiente e l’economia mondiale. Oggi, l’intero sviluppo mondiale presenta insormontabili difetti di origine che possono essere superati solo producendo ovunque soluzioni energetiche interattive e purificanti. Le attuali energie rinnovabili e le auto elettriche sono solo palliativi che sprecano altre risorse.

La mia soluzione, che produrrebbe energia idroelettrica interattiva compressa negli appartamenti, in pozzi di scambio termico a bassa entalpia e in serre biologiche a base di calcare e acque reflue, consumando la CO2 dell’ambiente, è stata respinta dagli uffici brevetti con l’accusa di moto perpetuo al mittente (https://www.spawhe.eu/hydroelectric-greenhouses-for-the-purification-of-fumes-co2-and-water-with-natural-alkalinisation/ https://www.spawhe.eu/serre-idroelettriche – natural fumes-co2-and-water-with-alkalisation-depurative /, https://www.spawhe.eu/pressurized-domestic-hydraulic-energy-system/), mentre i centri di potere continuano a distribuire premi Nobel per dettagli di fisica quantistica e monetarismo globale, ma ignorano tutte le applicazioni energetiche interattive dello sviluppo sostenibile globale, che sono cresciute solo virtualmente, ammesso che le purificazioni interattive che nessun governo mondiale ha finanziato siano funzionanti.

L’elenco di scoperte scientifiche premiate con il Nobel in fisica, riportato in questo articolo, dimostra come la ricerca pubblica e privata stia accentuando la differenza tra software e hardware globale. Con l’avvento di Internet e lo sviluppo dell’informatica e dell’elettronica di controllo con inverter, convertitori di frequenza e tensione, si è già creato uno squilibrio a favore del software, mentre la fisica tradizionale si è fermata ai disastri idroelettrici e nucleari. Ora che persino la fisica quantistica si sta concentrando sul perfezionamento delle tecnologie laser e sull’informatica del futuro, la differenza con i settori tradizionali si accentuerà ulteriormente. In altre parole, avremo impianti errati nei principi energetici e depurativi fondamentali, ma gestiti correttamente, per contenere i limiti delle emissioni tossiche e degli assorbimenti energetici. In altre parole, con i nuovi premi Nobel, i danni causati dalle invenzioni precedenti vengono limitati, ma non si intraprende la strada dell’energia interattiva che avrebbe eliminato il problema dell’inquinamento alla fonte.

10. I MOTIVI PER CUI LA RELATIVITÀ GENERALE NON HA PRODOTTO L’INTERATTIVITÀ GENERALE.

Se gli enti pubblici di ricerca mondiali avessero funzionato correttamente, non avrei avuto la possibilità di proporre invenzioni interattive, perché queste rientrano nella logica dell’organizzazione scientifica del lavoro globale, a cui nessuno può sottrarsi se si trova ad affrontare problemi che riguardano contemporaneamente l’ambiente, l’economia e l’efficienza. Io, che ho partecipato alla realizzazione di impianti per tutta la vita con mansioni limitate in aziende private, mi sono reso conto che tutti gli impianti creati dall’uomo sono incompleti e ho cercato di completarli da pensionato, approfondendo le mie conoscenze scientifiche, dove già sapevo che c’erano problemi irrisolti. Perché i dirigenti pubblici mondiali non hanno fatto lo stesso? Le aziende private cercano semplicemente di battere la concorrenza in termini di efficienza e qualità della produzione dei sistemi esistenti. Non possono mettere in discussione i loro investimenti, che derivano dalle generazioni imprenditoriali precedenti. Anche il settore del trasporto aereo rientra in questa logica. Gli enti pubblici di ricerca avrebbero dovuto occuparsi dei problemi in modo imparziale. Avrebbero potuto farlo solo se non si fossero sporcati le mani e la coscienza con la vendita di brevetti legittimi ma illegittimi e altri interessi occulti che nessuno indaga. Oggi la situazione è talmente grave che nessuno ha il coraggio di scagliare la prima pietra contro il sistema creato da tutti i paesi e le organizzazioni mondiali più potenti. “Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra”, disse Gesù a coloro che volevano lapidare una donna che aveva peccato di adulterio. In realtà, nessuno può scagliare la prima pietra. Il sottoscritto ha potuto farlo solo in qualità di pensionato, per non rischiare il lavoro, ma non ha ritenuto la situazione così grave da ricordare la storia di Sodoma e Gomorra. In particolare, la negoziazione di Abramo, che cercava una ragione per salvare le città che Dio voleva distruggere. Dio promise che anche se ci fossero stati solo dieci giusti, non avrebbe fatto del male a nessun altro. Personalmente, se fossi stato nei panni di Abramo, non avrei trovato dieci persone giuste in tutto il mondo, disposte ad approfondire i dettagli depurativi ed energetici che giustificano l’esclusione dei sistemi interattivi dalle purificazioni e dalle energie mondiali. Ho trovato solo lacune di responsabilità da parte di tutti gli organi scientifici e legislativi del mondo.

Sebbene il progetto ITER, del valore di venti miliardi di euro e in fase di sperimentazione nel sud della Francia, prometta di estrarre energia dall’acqua di mare e dal litio, il reattore sperimentale su cui si sta lavorando è di proporzioni gigantesche. Sarà composto da un milione di componenti assemblati in tutto il mondo, dal Giappone alla Russia, dall’India agli Stati Uniti, dalla Cina all’Italia. Il suo cuore pulsante, chiamato Tokamak, avrà un diametro e un’altezza di 30 metri e peserà 23.000 tonnellate, l’equivalente di 3,5 Torri Eiffel. Alcuni dei magneti superconduttori dovranno essere assemblati in loco perché il loro diametro, che raggiunge i 24 metri, ne rende impossibile il trasporto. Nel sito, dove attualmente lavorano 2.700 persone, sono in costruzione 39 edifici, alcuni lunghi centinaia di metri, il più alto dei quali raggiunge i 60 metri. – Vedi l’articolo: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Dentro-ITER-il-megareattore-nucleare-sperimentale-che-copiera-il-Sole-c9e385bb-08e7-4d1e-9b1b-0afb85806a29.html .

La scienza mondiale, dopo aver realizzato grandi dighe e grandi bacini per la produzione di energia idroelettrica, ora vuole costruire grandi centrali nucleari pulite, dove all’interno del Tokamak, si crea un vuoto pressoché assoluto e il plasma viene riscaldato fino a 150 milioni di gradi Celsius, dieci volte la temperatura del nucleo del Sole. A pochi metri di distanza, i magneti superconduttori che lo controlleranno dovranno invece operare a -269 °C.

La scienza mondiale sta dimostrando, ancora una volta, di non saper fare ragionamenti semplici e completi, ma anche di coinvolgere le più importanti multinazionali energetiche in questi progetti, che promettono di creare molti posti di lavoro. Per i sottoscritti, il sistema globale di produzione energetica, a causa dei conflitti di interesse che contiene, non potrà mai produrre energia sostenibile e non sarà in grado di creare più lavoro delle energie interattive, che, essendo producibili ovunque e di piccole dimensioni, potrebbero essere installate anche sui veicoli di trasporto. Mentre per la produzione di energia in posizioni fisse, più energia produciamo, soprattutto sommersa e compressa, nelle acque di fiumi, laghi, porti e città lagunari, più ossigeno porteremmo nelle acque grazie all’applicazione pratica del principio di Henry, che non è mai stato applicato industrialmente come proposto dai sottoscritti.

In realtà, le autoclavi attualmente non funzionano con il flusso idraulico unidirezionale, poiché non esistono pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante che consentirebbero alle autoclavi di funzionare in questo modo e di assorbire ossigeno nell’acqua che le attraversa per alimentare la turbina idraulica che produce energia, poiché l’acqua viene espulsa dall’autoclave per il principio di impenetrabilità dei corpi. Quindi senza costi energetici dovuti a combustibili, catalizzatori o elettrodi consumati dall’elettrolisi. Consumiamo solo una piccola parte dell’energia prodotta dalla turbina per azionare la pompa che introduce l’acqua nel circuito di ricircolo pressurizzato dell’autoclave, che opera a bassa pressione perché è un circuito chiuso, aperto solo sul lato di aspirazione della girante con doppia alimentazione separata, che introduce la stessa quantità di acqua scaricata dalla turbina che produce energia. Ciò significa che se l’acqua della turbina viene scaricata dal sistema, il circuito è aperto e sfrutta la gravità per rinnovare continuamente l’acqua. In realtà le pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, nonostante la semplicità concettuale, sono probabilmente l’invenzione energetica più importante di tutti i tempi perché permettono di sfruttare, come già accennato, il principio di impenetrabilità, mai utilizzato sul pianeta Terra a fini energetici e di purificazione. La fisica mondiale su questo argomento sta giocando la sua reputazione con i propri silenzi, dopo aver già prodotto tutti i disastri sopra menzionati, che certamente non potrà recuperare con il nuovo indirizzo quantistico, che riguarda più il settore informatico ed elettronico che la fisica pura tradizionalmente legata alla gravità e ai principi legiferati per secoli da Pascal, Torricelli, Venturi, Bernoulli, Henry. Tutti questi principi sono stati sottovalutati perché i sistemi interattivi che il sottoscritto propone inutilmente da alcuni anni non sono stati progettati.

Tradizionalmente, il Premio Nobel viene assegnato solo a coloro che dimostrano sperimentalmente la validità di una teoria. Gli esperimenti di fisica quantistica sono ancora in una fase iniziale e molti scienziati lavorano sullo stesso argomento, come è accaduto nel secolo scorso nel campo della fisica nucleare, senza produrre nulla di utile per l’umanità. Le teorie quantistiche sono molteplici e ciò che è stato dimostrato rappresenta solo un piccolo passo verso altre teorie da dimostrare in condizioni di laboratorio non facili da ricreare, poiché le particelle quantistiche, quando aggregate, rispondono in modo diverso alle leggi della fisica. La mia non è una critica, perché credo che il percorso intrapreso dalla fisica quantistica moderna sia più utile, pacifico e costruttivo di quello del secolo scorso, ma, come già accennato, la scienza deve essere premiata a livello globale per le applicazioni multidisciplinari comprovate, riconoscendo agli inventori non solo il premio Nobel, ma anche il diritto d’autore, se si tratta di dipendenti pubblici o privati ​​non legati ad alcun capitale privato. Finché le forti potenze economiche e politiche controlleranno la scienza e il sistema brevettuale mondiale, le invenzioni sostenibili rimarranno sempre nascoste e prive di finanziamenti. Non è un caso che nessuna delle invenzioni dei sottoscritti sia mai stata finanziata, proprio perché propongono un modello di sviluppo alternativo che utilizza le stesse tecnologie, ma progetta gli impianti in modo diverso. In modo veramente sostenibile.

Ciò che mi permetto di rimproverare ai centri di potere mondiali, all’intera comunità scientifica e persino al comitato che sceglie chi premiare, è il silenzio sulle energie interattive che il sottoscritto ha sviluppato senza i minimi finanziamenti sia nei sistemi di depurazione che in quelli energetici, pubblicati sul sito web http: www.spawhe.eu. Non a caso ho citato l’elenco dei premi Nobel per la fisica degli ultimi vent’anni. Quasi tutti i vincitori sono dipendenti pubblici. Se sono pochi i vincitori che si sono occupati direttamente o indirettamente del riscaldamento globale, pur essendo questo il problema più grande del nostro tempo, c’è qualcosa che non va nella missione svolta dagli istituti di ricerca pubblici di tutto il mondo. La situazione non riguarda solo i vincitori del Premio Nobel, ma l’intera scienza pubblica mondiale, che svolge ricerche più strettamente orientate a competenze specifiche, finalizzate alla progettazione di infrastrutture pubbliche per l’energia e la depurazione. 

Per questo motivo, il sottoscritto ha voluto colmare questo vuoto, proponendo invenzioni pratiche nel campo della purificazione e dell’energia, derivate dall’esperienza e non dalla teoria. Inizialmente, ha cercato di collaborare con enti di ricerca pubblici italiani. Ma, respinto, è stato costretto a fare tutto da solo, depositando oltre quaranta brevetti interconnessi che dimostrano come l’ambiente potrebbe essere protetto a livello globale, sia attraverso la depurazione razionale dell’energia fossile, sia attraverso la realizzazione di centrali idroelettriche con riciclo dell’acqua, che avrebbe anche un effetto depurativo. Involontariamente, il sottoscritto ha dimostrato che il problema dell’indifferenza degli enti pubblici nei confronti degli inventori privati ​​non è solo italiano, ma mondiale. Ciò è probabilmente dovuto al commercio di brevetti pubblici con aziende private. Esiste infatti uno stretto legame tra enti pubblici e multinazionali che escludono qualsiasi tipo di collaborazione con gli inventori privati. Questi ultimi, non essendo finanziati né da enti pubblici né da multinazionali, sono costretti a concentrarsi su piccole invenzioni commerciali. Ma il sottoscritto, che è stato coinvolto nell’organizzazione di lavori industriali e grandi impianti pubblici di depurazione e sollevamento dell’acqua, ha preferito puntare il dito contro la piaga globale del riscaldamento globale, ipotizzando che gli impianti che nessuno ha finanziato e facendo progredire lo stato l’arte della depurazione e delle energie interattive anche senza finanziamenti, siano gli enti pubblici di ricerca e le multinazionali a dover dimostrare che la depurazione interattiva e le energie interattive non funzionano. Come i legislatori e i giudici internazionali, dovrebbero spiegare perché permettono che i brevetti di pubblica utilità vengano scambiati e non concedono agli inventori la proprietà intellettuale che non ha nulla a che fare con la proprietà industriale. È possibile che i legislatori e i giudici non capiscano che i forti legami tra multinazionali ed enti pubblici di ricerca hanno impedito l’identificazione delle energie interattive che gli enti pubblici di ricerca avrebbero dovuto identificare? È possibile che i legislatori e i giudici non capiscano che il forte legame tra multinazionali ed enti pubblici di ricerca ha impedito l’identificazione delle energie interattive che gli enti pubblici di ricerca avrebbero dovuto identificare? È possibile che legislatori e giudici non comprendano che sarebbe una fortuna per l’intero pianeta se venissero riconosciuti come uguali? È possibile che non capiscano di essere ancora ostacolati dai silenzi pubblici e privati ​​e dai media che appartengono al potere economico? È possibile che non capiscano che non si tratta di una singola invenzione, ma di un intero modello di sviluppo sostenibile alternativo?

Le energie interattive, a differenza di quelle quantistiche, non si basano su teorie, ma su principi fisici noti da secoli, che se la scienza fosse stata in grado di combinare correttamente, avremmo avuto ben pochi dei disastri menzionati in precedenza: nucleari, idroelettrici, termici, aeronautici, spaziali, marittimi, sottomarini, stradali. Persino la vita umana si sarebbe allungata di molti anni grazie al cuore artificiale, un ossigenatore del sangue, che si basa sugli stessi principi interattivi.

Credo che i nostri cervelli abbiano tutto il necessario per sopravvivere nel nostro corpo artificiale, che richiederà meno di un centesimo del cibo e dell’ossigeno che consumiamo noi. Credo che saremo pronti ad affrontare lo spazio quando avremo molti anziani esperti trasformati in robot, ma con sentimenti umani, che, per amore della conoscenza, dell’avventura e per proteggere le generazioni future, inizieranno la sfida spaziale correndo meno rischi dei giovani di essere contaminati dalle radiazioni cosmiche. Se non fossimo all’anno zero in questa direzione di ricerca, soprattutto a causa dell’assenza di energia interattiva primaria che nessuno vuole produrre, mi offrirei volentieri come cavia per provare anch’io l’avventura spaziale. Avendo già più di settant’anni, è improbabile che io partecipi. Tuttavia, non si sa mai, perché l’elettronica, la cibernetica e la robotica stanno facendo grandi passi avanti; ciò che frena lo sviluppo è proprio l’individuazione della fonte di energia interattiva primaria, da produrre a bordo dei veicoli aerospaziali e ai margini del corpo semi-umano. Questa difficoltà, causata più da interessi privati ​​che da problemi tecnici e scientifici, con l’energia idroelettrica compressa può essere facilmente superata. Sarebbe sufficiente recuperare un po’ del tempo perduto per inseguire la divisione dell’atomo, che certamente non porterà mai alla creazione di un reattore nucleare in grado di alimentare un cuore artificiale che ossigeni il sangue, né tantomeno di produrre la minima energia necessaria al movimento degli arti artificiali. Queste soluzioni, che possono essere ingrandite o miniaturizzate a seconda della potenza elettrica da produrre, sono quasi tangibili osservando i progetti da me pubblicati nelle varie versioni. Chi ha ordinato il silenzio scientifico sulla produzione industriale di queste soluzioni?

Oggi, le invenzioni sono finanziate da riviste scientifiche e organizzatori di congressi, mentre per depositare un brevetto è necessario pagare tasse di deposito e di mantenimento in tutti i paesi del mondo. È evidente che, con le attuali leggi sulla proprietà industriale e l’attuale sistema di diffusione scientifica, solo le multinazionali e i grandi enti pubblici possono permettersi di produrre invenzioni importanti per il futuro dell’umanità. Purtroppo per loro, chi scrive ha compreso che le multinazionali e gli enti pubblici di ricerca hanno frainteso i principi fondamentali dell’energia mondiale fin dall’avvento dell’era industriale e che lo stato dell’arte, fino a prova contraria, può progredire, anche solo virtualmente, senza pagare tutte le tasse esigenti richieste dai centri di potere mondiali. Ci vuole molto coraggio per lavorare per anni senza essere pagati da nessuno, depositando brevetti di utilità sociale pubblica presso istituzioni, pagando solo le tasse di deposito nazionali, non quelle di mantenimento e solo alcune di quelle internazionali, per dimostrare che è inutile pagare queste tasse se le invenzioni sono in contrasto con il sistema generale. Se un giorno avremo politici, legislatori e giudici che svolgeranno bene il loro lavoro, capiranno che i brevetti di pubblica utilità devono essere diffusi, non monopolizzati. Questo non impedirà ai produttori di realizzare invenzioni industriali nell’ambito dell’attuale regime di protezione dei dettagli costruttivi. Oggi, ciò che manca allo sviluppo sostenibile sono gli inventori che sappiano mettere insieme i principi base dell’energia e della purificazione, perché nessuno sa come progettare sistemi su scala globale. Nessuno viene formato nelle scuole e nessuno viene pagato per svolgere questo tipo di lavoro indesiderato dai centri di potere economici pubblici e privati. Tutti gli impianti artificiali del mondo, per un motivo o per l’altro, sono incompleti, e quelli che non danneggiano l’ambiente, non essendo interattivi, hanno rese troppo basse per incidere positivamente sul riscaldamento globale e sulla conservazione delle risorse naturali.

Per definizione, un’idea tecnica o scientifica è brevettabile se non è facilmente comprensibile ai professionisti. Quello che mi chiedo è fino a che punto possiamo credere alla mancanza di comprensione degli addetti ai lavori che continuano a tacere su tutte le invenzioni di purificazione e interazione energetica da me proposte, comprese le più semplici, come le modifiche ai camini? Queste sono di scarsa utilità se gli impianti di purificazione non vengono modificati, perché i cicli di purificazione ed energia del mondo sono alterati. Tutto è connesso.

I burocrati dei brevetti definiscono le mie soluzioni “moto perpetuo”, e i dirigenti industriali, gli imprenditori e gli scienziati di tutto il mondo continuano a costruire sistemi incompleti e a tacere sulle energie interattive. Per quanto mi riguarda, non ho dubbi: “o gli esperti sono tutti incompetenti, o non possono esprimere liberamente la propria opinione”. Considero mio errore il ritardo con cui ho sviluppato le soluzioni che permettono di estrarre energia libera dall’ambiente grazie all’evidente interazione tra acqua incomprimibile, aria comprimibile e forza gravitazionale. Non è possibile che i premi Nobel di tutto il mondo non se ne siano accorti, nonostante i principi della fluidodinamica di Pascal, Torricelli, Newton, Bernoulli e Venturi confermino la correttezza delle mie soluzioni sulla produzione di energia primaria idroelettrica compressa, che rappresenta l’anello di congiunzione con i principi elettromagnetici sviluppati successivamente. L’assenza di questo anello ha lasciato spazio ai combustibili fossili, al nucleare e alle attuali energie rinnovabili. Queste ultime, tuttavia, non sono in grado di sviluppare le grandi potenze energetiche necessarie per realizzare la spinta di Newton e Lorentz. Mentre le prime, anche se consentite, presentano effetti collaterali ambientali inaccettabili e costi energetici insostenibili, la scienza mondiale attuale non solo non ha proposto alcuna soluzione per produrre la spinta di Lorentz a bordo e sommarla a quella di Newton, ma tace anche sui motori lineari globali interattivi. 

Tutti i sistemi ambientali alla cui realizzazione il sottoscritto ha contribuito nella sua attività professionale sono di progettazione pubblica. Le imprese appaltatrici e subappaltatrici si sono limitate a sviluppare i progetti esecutivi delle opere civili ed elettromeccaniche. È stato un caso fortuito che il sottoscritto abbia notato l’incompletezza dei cicli energetici e di depurazione, forte anche della sua esperienza nell’organizzazione del lavoro industriale, acquisita progettando sistemi per l’industria automobilistica. In effetti, l’analisi del lavoro è probabilmente più importante della scienza per produrre invenzioni sostenibili. Non è il sottoscritto ad aver stabilito le regole di calcolo energetico che dimostrano la convenienza della produzione di energia idroelettrica compressa rispetto a qualsiasi fonte di energia elettrica terrestre, fissa o mobile. Si tratta di regole scritte da oltre un secolo, ma mai applicate.

 L’energia prodotta da una turbina è data dal prodotto della portata per la pressione per la densità del fluido che la attraversa. Allo stesso modo, l’energia assorbita da una pompa che solleva l’acqua è data dallo stesso prodotto. Gli operai, per secoli, hanno compreso che utilizzando le pompe non per sollevare l’acqua, ma per spingerla nella direzione della forza di gravità, il motore della pompa avrebbe risparmiato l’energia dovuta alla forza di gravità e quella dovuta alla prevalenza idraulica sull’asse della pompa. Da questa semplice riflessione, si è dedotto che pompe e turbine devono lavorare insieme nello stesso sistema per creare qualcosa di molto più vantaggioso del moto perpetuo. Infatti, collegando una pompa e una turbina in serie nello stesso bacino, si crea un circuito idraulico aperto che si rinnova indefinitamente riciclando la stessa acqua e producendo più energia di quanta ne venga consumata. Questo circuito termina all’uscita della turbina, che produce elettricità tramite un generatore di corrente, senza dover sollevare l’acqua, poiché quest’ultima, essendo incomprimibile, assume automaticamente la forma del recipiente che la contiene, a volume costante. Abbiamo solo la piccola resistenza d’attrito tra le molecole di un’uscita sommersa che dipende dalla velocità di uscita e dalla forza di gravità (V 2/ 2g). Questa condizione favorevole non può essere replicata in nessun’altra condizione sul pianeta Terra, ma lo stesso principio può essere sfruttato cambiando il modo di progettare pompe e sistemi, come ha fatto il sottoscritto. In altre parole, gli inventori e gli scienziati del passato avrebbero dovuto concentrarsi soprattutto sul trovare un modo per far circolare acqua o un liquido equivalente, alla massima pressione possibile in una turbina, recuperare il liquido e reintrodurlo nel circuito di riciclo a basso costo per mezzo di una pompa con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante; espellere il liquido dallo stesso sistema, sfruttando il principio di impenetrabilità dei corpi attraverso la turbina in un ciclo energetico infinito, dove l’energia spesa dal motore che fa funzionare la pompa è decine o centinaia di volte inferiore all’energia prodotta dalla corrente generata accoppiata alla turbina. Questo sistema sfrutta staticamente la pressione di un’autoclave come la natura sfrutta staticamente la pressione atmosferica e la forza gravitazionale per creare le correnti marine ma anche per sollevare l’acqua dai pozzi artesiani, il che può essere assimilato al principio di Torricelli in termini energetici. Pertanto, anche il progetto ITER, come la CCS, le centrali idroelettriche, gli attuali depuratori, che non sfruttano i principi interattivi di Torricelli, Pascal Henry, Venturi che agiscono gratuitamente, sono impianti inutili, costosi, ingombranti e poco pratici. Un altro importante scandaloso intervento ambientale è quello del Mose di Venezia, costato sei miliardi di euro, che non è mai entrato in funzione. Doveva proteggere la città dalle piene. Ho già scritto che con costi inferiori sarebbe stato possibile realizzare paratoie automatiche per i singoli canali e produrre energia interattiva durante tutto l’anno, che avrebbe anche ossigenato l’acqua e innalzato il livello dell’acqua oltre le paratoie in caso di necessità.

Un altro importante e scandaloso progetto ambientale è quello del Mose di Venezia, costato sei miliardi di euro e mai entrato in funzione. L’opera avrebbe dovuto proteggere la città dalle piene. Ho già scritto che con costi inferiori sarebbe stato possibile realizzare paratoie automatiche per i singoli canali e produrre energia interattiva durante tutto l’anno, che avrebbe anche ossigenato l’acqua e, in caso di necessità, ne avrebbe innalzato il livello oltre le paratoie.

Ma durante lo sviluppo dell’ultimo deposito di brevetto virtuale intellettuale, mi sono reso conto che esiste anche un altro sistema per proteggersi dalle inondazioni, ed è proprio questo che ho descritto in questo brevetto per regolare la profondità di navigazione dei sottomarini tramite la spinta di Lorentz. Ecco il paragrafo in cui descrivo questo argomento: 

“Ciò che accadrà nello spazio con l’uso di “motori lineari globali interattivi primari e indotti” sarà molto simile al movimento dei sottomarini in acqua che per muoversi orizzontalmente nelle profondità marine devono superare solo l’attrito con le molecole d’acqua che circondano tutta la superficie esterna. Questo attrito dipende dalla velocità secondo la formula V2 / 2g, con piccole variazioni nei coefficienti rispetto al movimento nell’aria atmosferica. Ma la scienza anche nei sottomarini ha sbagliato l’uso della fonte di energia primaria utilizzando l’energia nucleare e soprattutto termica, costringendo i sottomarini a navigare con accumulatori di energia e serbatoi di carburante molto grandi e molto pesanti, e a tornare in superficie per aspirare l’aria di combustione e quella per respirare. In realtà, anche nel caso dei sottomarini, la scienza non ha capito che l’aria compressa è l’accumulatore di energia più potente ed economico al mondo e permette di produrre energia istantaneo per istante se utilizzata staticamente, senza consumarla. I sottomarini del futuro possono essere costruiti in modo molto più semplice degli aerei da trasporto aereo. Basta dividere i motori lineari globali interattivi in ​​due parti separate ed eseguire la spinta orizzontale con Le eliche esterne saranno collegate ai motori elettrici all’interno del compartimento passeggeri, circondato da magneti permanenti e dal solenoide di spinta elettromagnetica, mentre la spinta verticale sarà ottenuta solo tramite un sistema esterno ai serbatoi autoclavati (magneti verticali permanenti scorrevoli e solenoide). Non sarà necessario svuotare e riempire le camere sigillate con acqua per regolare la profondità di navigazione perché il peso sarà bilanciato dalla forza di Lorentz secondo la formula già menzionata P = m * (a – aL), dove aL è l’accelerazione prodotta artificialmente con la forza di Lorentz. I sottomarini del futuro saranno molto più veloci, economici e sicuri di quelli attuali e saranno in grado di scendere a maggiori profondità rispetto a quelli attuali.

In sostanza, per creare una barriera contro le alte acque di Venezia e dei Paesi Bassi, è sufficiente realizzare una barriera mobile in altezza al cui interno venga prodotta energia primaria ed elettromagnetica indotta, la quale, grazie alla spinta di Lorentz e variando il peso della barriera, ne provoca la protrusione dell’altezza desiderata. Non è necessario ancorare al fondale la struttura di spinta meccanica, né tantomeno tutti i componenti elettromeccanici collegati. I canali di collegamento al mare dovrebbero avere la parte inferiore chiusa al fondo, mentre la parte superiore, contenente l’impianto idroelettrico compresso e la produzione di energia indotta dalla spinta di Lorentz, sarebbe mobile, guidata da guide verticali.

Questi cancelli avrebbero le seguenti tre funzioni:

1. Produrre energia idroelettrica compressa a basso costo per la città senza bisogno di fonti energetiche a pagamento.

2. L’ossidazione dell’acqua avviene gratuitamente perché l’acqua che produce l’energia è l’acqua stessa del canale, che si arricchisce di ossigeno ogni volta che entra nell’autoclave pressurizzata contenuta nella paratoia.

3. Difendere la città dalle acque alte consentendo il passaggio delle imbarcazioni attraverso il sistema di doppie paratoie che funzionano in sincronia in caso di alta marea per collegare la città con il mare.

Con l’invenzione di pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante e la modifica del sistema di alimentazione delle autoclavi, è possibile sfruttare il principio di impenetrabilità dei corpi per espellere l’acqua senza costi energetici e utilizzare l’energia di espulsione per produrre elettricità e reintrodurre l’acqua nel circuito di ricircolo senza dover superare la pressione idrostatica, bilanciando le pressioni di aspirazione e mandata nella girante della pompa.

Credo che se la scienza mondiale continuerà a non comprendere l’energia idroelettrica compressa, che il sottoscritto ha prodotto virtualmente persino nelle astronavi, difficilmente riusciremo a conquistare lo spazio, perché la fisica quantistica fatica a essere realizzata su scala reale nei laboratori di ricerca. Il progetto ITER è un’opera costosa e complessa già all’inizio, oltre che sperimentale. Mentre i principi di Pascal e Henry sono semplici e sono stati studiati per secoli.

Se continuiamo a lanciare razzi nello spazio con combustibili chimici che si consumano e non sono in grado di tornare autonomamente sulla Terra, non troveremo mai l’energia spaziale interattiva che certamente esiste ed è di natura elettromagnetica. Come organizzare concretamente la ricerca di questa energia è descritto negli articoli https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/ , https://www.spawhe.eu/flying-and-floating-cars-with-interactive-global-linear-motors-and-thrust-of-newton-and-lorentz/ .

Credo che prima di distribuire a cascata premi Nobel a fisici quantistici ed economisti, dovremmo anche provare a realizzare dei sistemi completi sul pianeta Terra, perché io, che per trentacinque anni ho progettato e installato sistemi e per quattordici ho inventato sistemi interattivi, non ho ancora visto un singolo impianto completo, soprattutto a causa dei conflitti di interesse degli enti pubblici mondiali e degli stessi enti di ricerca che, pur facendosi concorrenza, collaborano solo con potenziali acquirenti di brevetti, invece di studiare soluzioni comuni, che dovrebbe essere il primo compito di chi è pagato con denaro pubblico. Non ho mai avuto il privilegio di lavorare per il governo italiano e quando ho proposto le mie soluzioni sono state respinte. Lo stesso è accaduto a livello europeo, e anche le Nazioni Unite e i giudici internazionali non rispondono alle mie lettere aperte.

Certamente, sono molto deluso dal comportamento delle istituzioni, ma non rimpiango di aver dedicato il mio tempo e le mie scarse risorse economiche alla risoluzione di questi problemi. Nei quattordici anni che ho trascorso a studiare queste soluzioni, le mie figlie si sono sposate. Ho sei nipoti. Mi batto soprattutto per loro e per gli altri nonni che non hanno avuto la fortuna di occuparsi della progettazione e dell’installazione di impianti industriali e ambientali per comprendere le inefficienze globali. Credo che solo pubblicando apertamente soluzioni alternative a quelle offerte dalle autorità scientifiche e dalle multinazionali si possa comprendere l’enorme numero di personaggi coinvolti nel nascondere tali soluzioni, semplicemente per obbedire ai propri datori di lavoro pubblici e privati. È vergognoso che enti pubblici come le Nazioni Unite, che gestiscono la proprietà intellettuale mondiale, permettano ai propri funzionari di scrivere banalità sul “moto perpetuo”.

Sono certo che le ragioni per cui la relatività generale non ha prodotto un’interattività generalizzata risiedano nei conflitti di competenze che sono sempre esistiti fin dalla nascita del mondo. Ancora oggi, nessun leader mondiale si assume la responsabilità di ordinare lo studio di soluzioni scientifiche, economiche e ambientali multidisciplinari al passo con i tempi a livello globale, per timore di scoprire il vaso di Pandora e di dover ammettere che tutte le grandi opere mondiali sono state errate e hanno prodotto danni immensi e debiti pubblici. Inoltre, queste opere sono soggette a invecchiamento e richiedono ingenti costi di manutenzione. Le energie interattive sarebbero meno invasive, costerebbero meno, sarebbero anche purificanti e gli aggiornamenti dello stato dell’arte sarebbero automatici, senza grandi opere e infrastrutture. Ma se non si ammettono gli errori, non può iniziare una ricostruzione sostenibile. Ancora oggi i governi non governano per paura di perdere le prossime elezioni. Continuano per non sconvolgere i mercati e ogni settore avanza secondo le logiche del momento, al proprio ritmo, indipendentemente dai settori adiacenti. Credo che questo non sia il modo di governare un pianeta con risorse limitate ed esposto a rischi ambientali, sismici e persino astrofisici. Questi ultimi, anche se remoti, ci troverebbero completamente impreparati senza i sistemi interattivi, che potrebbero offrirci qualche speranza di sopravvivenza.

Negli ultimi anni, i legislatori di tutto il mondo hanno promosso l’impiego di batterie sui mezzi di trasporto urbani, ma questa soluzione è solo un palliativo, perché, se è vero che riduce l’inquinamento urbano, è altrettanto vero che aumenta l’inquinamento globale, a causa della diminuzione della resa complessiva del trasporto di energia primaria verso i punti di distribuzione elettrica e anche a causa della minore resa energetica che l’utilizzo delle batterie comporta.

In ogni caso, tutti i grandi mezzi di trasporto su strada, via mare, via aerea, i veicoli da lavoro terrestri, i veicoli agricoli, dai grandi trattori ai motocoltivatori, fino ai decespugliatori, restano esclusi dall’alimentazione a batteria. Tra motori termici grandi e piccolissimi, in pratica, abbiamo qualche miliardo di mezzi che per diverse ragioni, allo stato attuale delle cose, non possono utilizzare un’energia primaria diversa da quella fossile e non possono nemmeno usare le batterie perché sarebbe assurdo interrompere il lavoro nei campi e nei cantieri per andare a ricaricare le batterie, il che causerebbe molte ore di fermo, a meno che i costi e i pesi non si moltiplichino, anche per il trasporto di batterie di ricambio.

L’attuale classe dirigente mondiale, pur organizzando l’economia circolare, che dovrebbe riciclare plastica, oli esausti e metalli, non è stata in grado di cambiare la fonte primaria di energia e finge di non comprendere le energie interattive, continuando a consumare carbone e petrolio e a produrre motori termici di piccole e grandi dimensioni. Nel frattempo, le energie rinnovabili, dipendenti dalle condizioni meteorologiche, hanno rese basse e sono discontinue. Dalla relatività generale sarebbe stato logico passare all’interattività terrestre generale, poiché molte leggi della fisica coincidono perfettamente. Purtroppo, la scienza indaga solo nella direzione in cui riceve finanziamenti. Nessun paese al mondo ha finanziato lo studio dei legami tra gravità e interazione positiva con l’ambiente, che ha permesso di intravedere alcune leggi fisiche identificate da tempo da scienziati come Pascal, Torricelli, Henry, Dalton, Bernoulli e Venturi, che hanno legiferato sui principi fisici dell’acqua, dell’aria e di gas molto importanti, e che meriterebbero ulteriori studi per sfruttare le condizioni favorevoli offerte dalla gravità a fini energetici e di purificazione.

I governi di tutto il mondo non hanno mai finanziato la ricerca interattiva. Purtroppo, lo stesso Einstein non si accorse delle affinità scientifiche tra i principi della fluidodinamica e la relatività. Questi principi furono utilizzati isolatamente, senza sfruttare i principi interattivi. L’energia interattiva trasferita dalla forza gravitazionale all’acqua iniettata dall’alto nei bacini idrici, che chi scrive ha definito energia sommersa, è stata etichettata come “moto perpetuo” dai burocrati degli uffici brevetti, mentre la scienza mondiale è rimasta immune da questo paragone, non ammettendo i propri errori, che hanno portato alla costruzione di immense opere pubbliche per la produzione di energia idroelettrica unidirezionale, senza recupero idrico, causando siccità e inondazioni. La scienza mondiale tace ancora oggi su questo argomento.

Non stiamo parlando del gravissimo errore commesso nel trascurare l’effetto purificante della legge di Henry. In realtà, potremmo avere la purificazione come effetto secondario della produzione di energia, o la produzione di energia come effetto secondario della purificazione, in virtù del principio di Henry. Ma non abbiamo mai sfruttato questo dono della natura. La legge di Henry afferma che a temperatura costante, la solubilità di un gas è direttamente proporzionale alla pressione che il gas esercita sulla soluzione. Una volta raggiunto l’equilibrio, il liquido si definisce saturo di quel gas a quella pressione. Questo stato di equilibrio persiste finché la pressione esterna del gas rimane invariata; altrimenti, se aumenta, altro gas entrerà nella soluzione; se diminuisce, il liquido si troverà in una situazione di sovrasaturazione e il gas verrà rilasciato all’esterno fino a quando le pressioni non saranno nuovamente in equilibrio. Questo principio non è mai stato utilizzato nei depuratori attuali perché, per poterlo sfruttare a livello industriale, è necessario far circolare l’acqua inquinata da depurare nelle autoclavi in ​​un’unica direzione ed espellerla senza subire perdite, in virtù del principio di impenetrabilità dei corpi.

È stato necessario inventare le pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante e il sistema di circolazione pubblicato in molte versioni da me, per produrre elettricità fissa e mobile, che costringe l’acqua a passare attraverso una turbina che produce energia scaricando l’acqua a pressione atmosferica, e utilizzare le pompe modificate per reintrodurre la stessa quantità di acqua che ha prodotto energia nel circuito di riciclo all’interno dell’autoclave, in modo da non variare i volumi e le pressioni all’interno dell’autoclave stessa che continua ad alimentare indefinitamente anche il circuito esterno, semplicemente sfruttando il principio di impenetrabilità dei corpi. Questo principio può essere sfruttato ovunque, nei deserti, ai poli, nello spazio, utilizzando sempre la stessa quantità di liquido incomprimibile, pompe con doppia alimentazione separata e la pressione statica dell’aria compressa. Dai calcoli effettuati in tutte le domande di brevetto depositate, risulta che l’energia prodotta nella turbina è sempre decine o centinaia di volte superiore all’energia consumata dalla pompa di circolazione dell’acqua, poiché quest’ultima, come tutte le pompe di circolazione, funziona con pressioni bilanciate nella girante di aspirazione e mandata e non deve sollevare l’acqua, ma solo superare le cadute di pressione del circuito. Un’altra piccola quantità di energia consumata da questo circuito è quella del compressore, necessario per fornire la quantità d’aria disciolta nell’acqua che passa attraverso l’alta pressione dell’autoclave. Questa stessa quantità d’aria viene restituita all’ambiente quando l’acqua viene scaricata a pressione atmosferica all’uscita della turbina. Tuttavia, nel vuoto, l’aria può essere recuperata tramite valvole di scarico convogliate e un apposito serbatoio di recupero aria e vapore.

In ogni caso, questa energia viene prodotta senza trasformare chimicamente il materiale e riciclando al cento per cento sia l’acqua che l’aria, perché la natura ha concepito l’acqua incomprimibile e l’aria comprimibile come una sorgente, con punti critici di trasformazione da gas a liquido molto distanti tra loro (-140,6 gradi centigradi e 3769,290 kPa), il che sul pianeta Terra ci permetterebbe di produrre energia gratuita all’aperto a tutte le latitudini e longitudini, mantenendo allo stato liquido solo l’acqua con resistenze elettriche. Ma noi le abbiamo prodotte a pagamento con combustibili che hanno anche inquinato l’ambiente. Nello spazio, al massimo potremo avvicinarci allo zero assoluto (-273,15 °C), ma fino a prova contraria, l’elettricità che produrremo con motori lineari globali ci permetterà di mantenere l’acqua e l’aria riciclate al 100% alle temperature desiderate.

Eppure, sul pianeta Terra, nessun produttore mondiale di pompe ha modificato le proprie pompe e nessun produttore di impianti di depurazione ed energetici ha cambiato i sistemi come da me indicato. Tutti aspettano che il mercato richieda questi cambiamenti, perché le modifiche richiedono nuovi investimenti. Nel frattempo, i consulenti scientifici dei governi mondiali e delle Nazioni Unite tacciono, mentre l’inventore deve pagare tasse di deposito e mantenimento per brevetti che non gli appartengono e deve anche combattere legalmente contro gli uffici brevetti, contro accuse assurde come il moto perpetuo, o contro la burocrazia nella redazione delle rivendicazioni, che riguarda l’aspetto formale e non la sostanza delle invenzioni. Persino la pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, che è l’invenzione fondamentale per realizzare la nuova rivoluzione industriale mondiale e spaziale, è stata definita dall’ufficio brevetti italiano come “modello di utilità”, non come invenzione. Come possiamo credere in questa scienza che ci stupisce proponendo sempre cose nuove, ma che è sempre stata in fuga dai problemi ambientali ed energetici globali per non inimicarsi sponsor, finanziatori e datori di lavoro?

Oggi dobbiamo chiederci chi siano i personaggi che hanno arrecato i danni maggiori al pianeta e all’umanità. Gli scienziati che hanno applicato un approccio scientifico unidirezionale, senza individuare principi interattivi; gli economisti che hanno stabilito regole economiche globali basate su presupposti antieconomici, sia dal punto di vista del consumo di risorse che della produzione di energia e depurazione; o i politici che non hanno richiesto un ragionamento scientifico e progetti globali prima di deliberare sugli investimenti statali?

Cosa serve per far capire alla scienza, all’imprenditoria, alla politica e all’economia che abbiamo inquinato inutilmente l’ambiente, intrapreso guerre inutili per ottenere energia di cui non abbiamo bisogno e combattuto inutili lotte di classe per protestare contro l’inquinamento e l’alto costo dell’energia? Tutto ciò potrebbe e può ancora essere risolto cambiando il modo in cui l’acqua circola nei sistemi, assecondando, anziché contrastando, la forza di gravità e la pressione di un cuscino d’aria. Chi dovrebbe spiegare queste nozioni elementari ai giovani, se non gli insegnanti delle scuole elementari? Invece non vengono insegnate nemmeno nelle più importanti università del mondo.

Il mondo deve essere governato prima scientificamente e poi da politici ed economisti. Coloro che governano e coloro che vi si sono opposti per molte generazioni non capiscono che le pompe sono il cuore di tutti i sistemi del mondo e devono essere utilizzate con una doppia alimentazione separata fino alla girante, facendo circolare l’acqua in una direzione, senza espandere il cuscino d’aria. Creando i sistemi in questo modo, l’energia assorbita dalla pompa è sempre la stessa perché funziona con pressioni bilanciate in aspirazione e mandata, mentre l’energia prodotta dal generatore di corrente accoppiato alla turbina è direttamente proporzionale alla pressione statica del cuscino d’aria che, non potendo espandersi, non consuma energia. L’acqua scaricata dalla turbina viene riciclata e reimmessa nell’autoclave attraverso la seconda alimentazione della pompa. Per produrre energia primaria pulita non c’è niente di più semplice ed economico di questo sistema, che non è costato alla comunità mondiale un dollaro in ricerca e sperimentazione, ma solo il ragionamento di un inventore, ancora non creduto dalla scienza che ha inquinato e riscaldato inutilmente il pianeta. Non è necessario dividere l’atomo per produrre energia a basso costo. Quante centinaia o migliaia di miliardi ci è costata la divisione dell’atomo che non produrrà mai energia pulita, non potrà mai essere montato su mezzi di trasporto, né alimentare il cuore artificiale umano, né produrre ossigenazione o, come effetto secondario, acqua e sangue?

Per continuare a vendere petrolio, sprecare risorse nella ricerca nucleare, produrre batterie ed energie rinnovabili non interattive, la classe dominante mondiale ha rifiutato brevetti nazionali e internazionali interattivi, nascondendosi dietro silenzi incomprensibili. Oggi, anche se qualcuno mi prestasse i soldi per dimostrare questa invenzione, non avrei più diritto alla proprietà dei miei brevetti, né a livello industriale né intellettuale. Come si può combattere contemporaneamente una classe dominante mondiale, politica, scientifica ed economica, e un’opposizione che si manifesta in tutte le piazze del mondo, senza comprendere che il nucleo del problema del malessere sociale e ambientale risiede nell’incapacità di progettare sistemi antropogenici a livello globale a causa di specializzazioni fallimentari desiderate e tenute separate, soprattutto dalla scienza pubblica mondiale, al fine di ottenere maggiori finanziamenti e al contempo vendere brevetti specialistici a multinazionali anch’esse specializzate in singoli settori.

 I centri di potere mondiali, pubblici e privati, che selezionano le menti più brillanti nelle università di tutto il mondo, impediscono loro di imparare a pensare in un’ottica globale. In sostanza, politici, legislatori e giuristi sono manipolati da questi centri di potere. Di fatto, senza il parere autorevole della scienza, non possono legiferare né tantomeno condannare i crimini ambientali. Ma non riescono nemmeno a comprendere che per progettare sistemi completi è necessario individuare le sinergie scientifiche compatibili e interattive che i centri di potere hanno impedito alla scienza e alla tecnologia di identificare. È difficile stabilire dove finisce l’ipocrisia e dove inizia l’ignoranza scientifica dei centri di potere che governano il mondo, ma una cosa è certa: sia i centri di ricerca che le multinazionali operano in compartimenti stagni. Nemmeno tra cento anni si sarebbero accorti che camini, fognature, depuratori, pompe, turbine, autoclavi devono essere modificati e che la spinta di Newton deve essere combinata con quella di Lorentz se vogliamo cambiare radicalmente i trasporti terrestri e spaziali, non solo per non inquinare l’ambiente, ma anche per non alterarlo con opere insostenibili soggette a invecchiamento e crolli dovuti a eventi geologici naturali, e altrettanto naturali agli incendi, che, tuttavia, potrebbero essere controllati se avessimo già combinato nei mezzi di trasporto aereo la spinta di Newton e di Lorentz che permetterebbe di fermarsi per il tempo necessario a estinguere completamente l’incendio, con una pioggia artificiale prodotta da autentici serbatoi d’acqua volanti. Gli attuali canadesi sono ridicoli di fronte ai grandi incendi a cui stiamo assistendo, ma sono ridicole anche le inondazioni prodotte dai bacini artificiali creati nelle valli montane. Paradossalmente, tutti questi grandi problemi sono legati ai metodi errati che utilizziamo per produrre energia, metodi che finora ci hanno anche impedito di vincere la gravità e di lasciare l’atmosfera terrestre con un sistema razionale e interattivo, che risolverebbe anche il problema degli incendi. La gravità non è una prigione, sono la scienza pubblica mondiale e le multinazionali che non sono state in grado di progettare impianti di produzione e depurazione dell’energia.

Cosa serve per capire che l’energia idroelettrica compressa viene prodotta quasi direttamente dalla forza di gravità e non consuma né acqua né aria, ma consuma solo le macchine che la utilizzano per produrre la spinta di Newton e Lorentz, senza inutili dispersioni di calore e cicli di espansione e compressione, che oggi assorbono molta più energia di quanta ne producano? Inoltre, si utilizza combustibile a pagamento. Infatti, l’efficienza media di un ciclo termico è di circa lo 0,35% rispetto al potere calorifico inferiore del combustibile, ma la scienza mondiale, compresi economisti di fama, non si è accorta di questo cattivo affare.

Oggi si organizzano conferenze internazionali a pagamento, a cui possono partecipare solo coloro che detengono il potere economico e che dicono mezze verità. In queste conferenze si parla di risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento, nascondendo il fatto che i sistemi progettati in modo interattivo sarebbero completamente autonomi dal punto di vista energetico, costerebbero meno e non inquinerebbero l’ambiente, anzi lo proteggerebbero disciogliendo parte dell’ossigeno nell’acqua. Questa non è democrazia, ma l’anarchia autorizzata dalla divisione delle competenze, voluta appositamente dagli organismi istituzionali mondiali per non assumersi la responsabilità di riparare i danni prodotti dai progetti incompleti della scienza e delle multinazionali. Sappiamo tutti che i dipendenti pubblici e privati ​​sono tenuti a rispettare le regole aziendali. Pertanto, nessun inventore o scienziato impiegato da un’azienda pubblica o privata può denunciare la politica ambientale della propria azienda, che è conforme alle normative internazionali. Questa è una beffa internazionale a cui possono credere solo politici ed economisti, ma non chi, come me, ha vissuto esperienze trasversali nel settore e non è vincolato ad alcuna fedeltà aziendale, perché solo da pensionato ha potuto indagare e sviluppare soluzioni alternative. Non era facile ricomporre un puzzle energetico e ambientale con tutti i pezzi sparsi e senza un progetto generale, come se la scienza pubblica mondiale non esistesse. Gli unici riferimenti che guidavano lo studio di soluzioni interattive erano i processi naturali, che la scienza non aveva integrato con le invenzioni sostenibili. Si limitava a collaborare con le multinazionali in una posizione subordinata.

Alle conferenze internazionali, un inventore privato come me non può nemmeno accedere, dovendo pagare centinaia di euro anche solo come semplice spettatore, per non parlare dei costi di viaggio aereo e pernottamento in hotel che invece, soprattutto, i ricercatori pubblici possono permettersi a spese dei contribuenti. Questi ultimi partecipano alle conferenze, soprattutto per cercare di vendere brevetti alle multinazionali, che non hanno alcun interesse a ricercare lo sviluppo sostenibile. Si limitano a rispettare le normative pubbliche. Pertanto, ancora oggi, nel 2020, nessun centro energetico mondiale, pubblico o privato, ha condotto studi sistematici volti a individuare soluzioni impiantistiche trasversali e interattive, che siano al contempo energetiche e depurative. Il sottoscritto lo ha fatto sul sito web https://www.spawhe.eu, ma per i centri energetici mondiali questo piccolo sito web non esiste.

L’ipocrisia istituzionale mondiale non ha limiti e coinvolge l’intera classe dirigente e imprenditoriale. Chiunque non accetti le regole non scritte, ovunque esse siano, viene escluso dal mondo del lavoro, sia come dipendente che come imprenditore. Per questo motivo, ho presentato le mie proposte solo in qualità di pensionato. Non ho potuto nemmeno realizzare i prototipi dimostrativi, data l’infinità delle applicazioni e la scarsità di denaro e tempo a disposizione. Sono stato costretto a depositare brevetti teorici, che ho definito “intellettuali”.

 I legislatori di tutto il mondo esigono dagli inventori privati ​​le stesse tasse che pagano gli enti pubblici di ricerca e le multinazionali. Non riconoscono il diritto d’autore agli inventori che non possono permetterselo. Non si accorgono nemmeno del danno che arrecano all’intera società, negando questi diritti e permettendo l’occultamento di invenzioni di interesse pubblico. È ovvio che in tali condizioni nessun inventore è incentivato a studiare soluzioni alternative a quelle prodotte dai centri di potere. Chi scrive ha individuato la ragione di questa situazione nella consapevolezza che oltre il 99% della popolazione mondiale non sa come sono progettati gli impianti energetici e di depurazione del mondo. Purtroppo, ricercatori e progettisti specializzati in singoli settori, che producono invenzioni specifiche, utili a livello locale ma non applicabili universalmente, non ne sono a conoscenza. Come ho spiegato in numerose pubblicazioni, dove manca la scienza, arriva lo studio scientifico dell’organizzazione del lavoro industriale e ambientale. Purtroppo, senza l’esperienza e la conoscenza di macchinari e impianti industriali e ambientali e senza solide basi scientifiche, non è possibile produrre invenzioni di portata globale. Credo che solo la passione per il mio lavoro mi abbia permesso di mettere insieme tutti questi elementi. Non potevo sottrarmi al dovere di inventore da pensionato perché è evidente che gli attuali sistemi energetici e di depurazione del mondo sono progettati senza passione per il proprio lavoro, o senza le necessarie conoscenze globali. Lo studio scientifico dell’organizzazione del lavoro è essenziale per evitare sprechi di risorse e accorciare i cicli di lavoro di uomini e macchine. Ho imparato a farlo nell’industria automobilistica in diciassette anni di lavoro e, nei vent’anni successivi, ho conosciuto anche gli impianti ambientali, di depurazione ed energetici. Nella terza fase lavorativa della mia vita, che ho svolto da pensionato, senza obbedire a ordini superiori, applicando l’organizzazione del lavoro industriale all’ambiente, ho pubblicato i saggi sulla depurazione e le energie interattive nelle varie versioni che si possono comprendere leggendo tutti gli articoli pubblicati dalla vecchia “home page” fino alla “nuova home page”. Non potevo sottrarmi al dovere di inventore da pensionato perché è evidente che gli attuali sistemi energetici e di depurazione del mondo sono progettati senza passione per il proprio lavoro, o senza le necessarie conoscenze globali. Lo studio scientifico dell’organizzazione del lavoro è essenziale per evitare sprechi di risorse, accorciare i cicli di lavoro di uomini e macchine. Ho imparato a farlo nell’industria automobilistica in diciassette anni di lavoro e avendo conosciuto anche gli impianti ambientali, di depurazione ed energetici nei successivi vent’anni. Nella terza fase lavorativa della mia vita che ho svolto da pensionato, senza obbedire a ordini dall’alto,Applicando l’organizzazione del lavoro industriale all’ambiente, ho pubblicato le depurazioni e le energie interattive nelle varie versioni, comprensibili leggendo tutti gli articoli pubblicati dalla vecchia “home page” fino alla “nuova home page”. Ovviamente, queste pubblicazioni rivelano che anche l’organizzazione del lavoro industriale era errata nell’individuare i principi fondamentali dell’energia primaria, perché non studiava l’organizzazione scientifica del lavoro ambientale, che non era stata pubblicata da alcun editore o autore a livello mondiale, nascendo spontaneamente insieme alle invenzioni pubblicate su SPAWHE.eu.

Scientificamente, chiunque avrebbe potuto confutarmi su questi punti. Ma finora ho raccolto solo silenzi. Pertanto, se i governi e le Nazioni Unite vogliono capitalizzare su queste esperienze, devono modificare le leggi e i regolamenti vigenti in materia di proprietà industriale ed evitare conflitti di interesse tra inventori e ricercatori pubblici e multinazionali. In primo luogo, separando la proprietà intellettuale dalla proprietà industriale, ma anche separando i brevetti di pubblica utilità, di purificazione energetica, sanitari, dalle invenzioni prodotte esclusivamente per scopi commerciali. Chi propone questi brevetti di pubblica utilità non può essere tassato come una multinazionale, per mantenere in vita brevetti che non trovano finanziatori proprio a causa del monopolio creato dallo scambio tra ricerca pubblica e privata, che, anche se comprendessero gli errori commessi, non troverebbero mai il coraggio di demolire gli impianti che hanno progettato insieme. Chi pensava che questi enormi errori dello sviluppo mondiale potessero rimanere nascosti per sempre grazie alla selezione dei migliori ricercatori da parte dei centri di potere, alla lealtà delle multinazionali e ai profitti extra derivanti dalla vendita di brevetti, si sbagliava, perché le invenzioni segnalate su SPAWHE.EU, finanziate da nessun centro di potere mondiale, dimostrano che alcune menti brillanti riescono sempre a sfuggire all’inganno. In questo caso, non si tratta di una singola invenzione celata, ma di un intero modello di sviluppo, in cui non possono mancare i principali scienziati, economisti politici e imprenditori. Se non lo sono ancora, lo saranno presto, spero anche dopo la pubblicazione di questo lungo articolo. La scienza mondiale e le istituzioni pubbliche stanno perdendo credibilità, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni, perché, come ho scritto in diverse occasioni, il riscaldamento globale è stato prodotto legalmente dalle istituzioni stesse. Anche se avessi commesso un errore con le ultime invenzioni nel campo dell’energia interattiva, di certo non avrei sbagliato con la purificazione interattiva, che, pur con costi più elevati, avrebbe neutralizzato fumi, CO2 e acqua insieme meglio delle auto elettriche, che certamente non purificano l’acqua e aumentano indirettamente la produzione di CO2.

I politici mondiali non possono continuare a nascondersi dietro falsi scienziati che continuano a non trovare soluzioni. Non possono continuare a fare appello alla popolazione solo in caso di emergenze che loro stessi creano, non consentendo la progettazione complessiva degli impianti, ma affidandoli ai soliti specialisti che copiano i precedenti variandone solo le dimensioni. Ho partecipato personalmente per trentasette anni alla costruzione di impianti industriali e ambientali, soprattutto questi ultimi, che producono più danni che benefici. Perché non sono progettati a livello globale. Inondazioni, siccità e riscaldamento globale possono essere prevenuti con sistemi progettati a livello globale. Non avrei voluto suscitare false speranze nella popolazione mondiale, ma sono costretto a dirlo perché credo fermamente che l’accoppiamento dei principi della fluidodinamica con l’elettromagnetismo ci permetterà di cambiare completamente anche i trasporti mondiali, consentendoci di sfuggire rapidamente a terremoti e tsunami, senza dover fare la fila ai distributori di carburanti inutili e dannosi, che ovviamente, in caso di emergenza, si esauriscono immediatamente. Ma dove ci possono portare con pochi litri di carburante? Una volta esauriti, questi combustibili ci faranno soffrire il freddo e la fame. Senza le energie interattive siamo in qualche modo sopravvissuti, ma non possiamo continuare a trascurarle, perché anche gli aiuti umanitari vengono effettuati con mezzi antieconomici e pericolosi che mettono a repentaglio la vita dei soccorritori. Se potessimo volare almeno nell’atmosfera con le energie interattive prodotte dall’acqua, dall’aria e dall’elettromagnetismo combinando le spinte di Newton e Lorentz, avremmo risolto non solo i problemi ambientali, ma anche quelli dell’economia mondiale. Non vorrei essere frainteso, toccando un argomento molto delicato, ma mi pongo una domanda: nelle recenti missioni dell’Aeronautica Militare Italiana per il trasporto degli italiani che si trovavano in Cina con l’epidemia di “coronavirus”, dove abbiamo preso i soldi per pagare tre viaggi aerei con personale medico e carburante? Ovviamente, aumentando il già elevato debito pubblico. Certo, non potevamo abbandonarli, ma non dobbiamo essere uniti solo dal cuore nelle emergenze. Dobbiamo essere lungimiranti e creare la ricchezza che ci permetta di affrontare le catastrofi utilizzando razionalmente la scienza e la tecnologia. Pensiamo all’impotenza dimostrata dalla scienza mondiale di fronte agli incendi che hanno quasi distrutto l’Australia di recente, perché non siamo stati in grado di progettare velivoli capaci di arrestarsi in caso di incendio. Per questo problema, il sottoscritto ha proposto due soluzioni, non una: con la singola spinta di Newton e con la doppia spinta di Newton e Lorentz. Ovviamente, senza carburante. Credo che con una spesa inferiore a quella giustamente sostenuta dal governo italiano per aiutare gli italiani in Cina, il governo italiano potrebbe anche verificare se in futuro i voli aerei possano costare meno, a vantaggio sia dell’ambiente che dell’economia italiana.Il governatore non può fare entrambe le cose? Conosciamo tutti le soluzioni adottate su questo tema dal settore pubblico, privato e dall’industria aeronautica italiana e mondiale. Se avessero rispettato i requisiti necessari in termini di ambiente, economia e sicurezza del volo, non avrei avanzato queste proposte.Italiano: https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system /, https://www.spawhe.eu/flying-and-floating-cars-with-interactive-global-linear-motors-and-thrust-of-newton-and-lorentz/ . https://www.spawhe.eu/sistema-di-trasporto-aerospaziale-e-sottomarino-con-motori-lineari-globali-interattivi-primari-e-ind/.

Probabilmente, i centri di potere mondiali, nella loro onnipotenza, rideranno di queste soluzioni, anziché piangere sui propri errori.

Per queste ragioni, propongo di creare società per azioni come SPAWHE. SPA, che sperimentino e implementino le invenzioni di inventori non finanziati dagli attuali centri di potere. Non possiamo aspettare che questi si pentano, a prescindere da eventuali modifiche legislative. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Le energie interattive hanno anche un altro pregio che nessuno ha notato: essendo producibili ovunque, istante per istante, non necessitano di grandi centrali elettriche e di vaste reti di distribuzione, quindi la ricchezza può essere prodotta ovunque senza grandi infrastrutture. Le Nazioni Unite e i governi non sanno forse che le infrastrutture hanno costi enormi di costruzione, gestione e manutenzione e che, quando crollano, provocano disastri peggiori dei terremoti? Siamo ospiti su questo pianeta e come tali dobbiamo comportarci. La natura ci ha chiaramente mostrato come produrre energie interattive che siano anche purificanti. Molto probabilmente, potrebbero anche allungare la vita umana con un cuore artificiale e aggiungere la spinta di Newton a quella di Lorentz per esplorare l’universo più da vicino. Perché non usiamo la scienza a livello globale e democratico per convincere gli elettori di tutto il mondo che chi governa il mondo non deve rappresentare alcun centro di potere, né economico né scientifico. Dobbiamo essere governati attraverso progetti di sviluppo alternativi, dimostrati con prototipi e impianti dimostrativi alla luce del sole, sui quali piccoli e grandi azionisti possano investire democraticamente, compresi i governi di tutto il mondo. Dove sono i piani di sviluppo degli attuali politici mondiali, di centro, di sinistra e di destra? Chi ha causato il riscaldamento globale non può continuare a governare. È meglio affrontare un periodo di stagnazione economica, aspettando almeno che le prossime generazioni presentino progetti sostenibili. Ma prima che alcune autorità mondiali si assumano la responsabilità di dare seguito ai progetti che ho proposto su https://www.spawhe.eu. Questi progetti non sono né di destra, né di sinistra, né di centro. Appartengono a coloro che hanno il coraggio di sperimentarli nell’interesse comune.

Distinti saluti

Luigi Antonio Pezone

RIFERIMENTI

1. https://www.spawhe.eu/development-and-the-environment-penalized-by-science-and-international-laws/

2. https://www.spawhe.eu/the-world-public-debt-fraud/,

 3. https://www.spawhe.eu/artificial-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/

4. https://www.spawhe.eu/compressed-air-is-much-more-powerful-and-economic-of-hydrogen/.

5. https://www.spawhe.eu/after-the-failure-of-cop23/,

6. https://www.spawhe.eu/cop23-the-unthinkable-has-already-been-thought-with-interactive-energy/.

7. https://www.spawhe.eu/cop-23-the-mysteries-of-the-interactive-energy-and-depurations/,

8. https://www.spawhe.eu/the-force-of-rational-scientific-global-reasoning/,

9. https://www.spawhe.eu/if-science-was-globally-applied/,

10. https://www.spawhe.eu/learn-to-extract-better-energy-from-the-environment/,

11. https://www.spawhe.eu/a-new-development-model-with-interactive-energy/,

12. https://www.spawhe.eu/open-letter-of-denunciation-to-courts-of-international-justice/,

13. https://www.spawhe.eu/second-open-letter-of-denunciation-to-courts-of-international-justice/,

14. https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/.

15. https://www.spawhe.eu/fighting-global-warming-extending-the-borders-of-perpetual-motion/,

16. https://www.spawhe.eu/the-potentialities-of-pressurized-hydroelectric-energy/

17. https://www.spawhe.eu/difendere-l’ambiente-e-il-territorio-producendo-energia/,

18. https://www.spawhe.eu/cop22-failed-international-crime-of-states-not-punished/,

19. https://www.spawhe.eu/the-pressurized-submerged-hydroelectric/,

20. https://www.spawhe.eu/hydroelectric-power-auto-with-torque-peripheral-to-the-wheels/,

21. https://www.spawhe.eu/sustainable-desalination/,

22. https://www.spawhe.eu/the-energetic-miracles-of-pumps-with-separated-double-supply-until-to-the-impeller/,

23. https://www.spawhe.eu/the-sustainable-future-of-environment-energy-food-and-labour/,

24. https://www.spawhe.eu/the-sustainable-future-of-environment-energy-food-and-labour/,

25. https://www.spawhe.eu/where-is-the-science-and-where-hope/,

26. https://www.spawhe.eu/open-letter-to-mr-bill-gates-on-energy-miracle/,

27. https://www.spawhe.eu/causes-of-failure-cop-21/,

28. https://www.spawhe.eu/from-efficient-purification-to-sustainable-energy/,

29. https://www.spawhe.eu/the-reasons-of-lack-protection/,

30. https://www.spawhe.eu/the-role-of-biological-energy/,.

31. https://www.spawhe.eu/energy-right-at-the-right-time/.

32. https://www.spawhe.eu/european-environmental-competition/,

33. https://www.spawhe.eu/about-us-curriculum-vitae/.

34. https://www.spawhe.eu/closing-the-anthropogenic-carbon-cycle/

35. https://www.spawhe.eu/expo-2015-and-spawhe/,

36. https://www.spawhe.eu/initial-presentation-of-spawhe/.

37. https://www.spawhe.eu/who-govern-the-world-the-sovereign-states-or-the-world-bag/,

38. https://www.spawhe.eu/ QUALCUNO AL MONDO DOVREBBE VIETARE LE INVENZIONI INCOMPLETE DELLA SCIENZA,

39. https://www.spawhe.eu/cop24-the-replies-that-miss-to-greta-thunberg-yellow-gilets-poor-countries-and-sustainable-inven/ ,

40. https://www.spawhe.eu/the-omission-crime-is-the-daily-bread-of-sciences-bureaucrats-and-world-governments/

41. https://www.spawhe.eu/the-lost-civilizations-einstein-s-thought-and-survival-energy/

42. https://www.spawhe.eu/7th-international-conference-on-earth-science-recycling-space-technology-rome-italy-22-23-may-2019-novit%C3%A0/

43. https://www.spawhe.eu/the-global-warming-has-been-produced-legally/

44. https://www.spawhe.eu/environmental-projects-and-replies-of-a-false-general-secretary-of-the-un/

45. https://www.spawhe.eu/against-the-inefficiency-of-the-united-nations-and-governments-even-the-obed-of-widow-may-be-useful-to-protect-the-environment/

46. ​​https://www.spawhe.eu/aerospace-and-submarine-transport-system-with-global-interactive-primary-and-inductive-linear-motors/ ,

47. https://www.spawhe.eu/flying-and-floating-cars-with-interactive-global-linear-motors-and-thrust-of-newton-and-lorentz/,

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