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Una società per azioni globale contro gli errori, le omissioni e le opportunità sprecate dalla scienza e dai centri di potere mondiali.

Una società per azioni globale contro gli errori, le omissioni e le opportunità sprecate dalla scienza e dai centri di potere mondiali.
Ventisettesima lettera aperta alla Corte Internazionale di Giustizia e alle Nazioni Unite.
SOMMARIO
La scienza mondiale sa che la Natura e il suo Creatore, senza l’ausilio di alcuna tecnologia, hanno trasformato l’atmosfera primordiale della Terra, satura di gas tossici come metano, idrogeno, ammoniaca, anidride carbonica, ossidi di zolfo, carbonio e azoto, in un’atmosfera perfettamente pulita. La scienza sa che pochissimi anni di sviluppo industriale sono stati sufficienti a produrre l’attuale stato di degrado, eppure si limita a lanciare allarmi. Non entra nel vivo delle soluzioni industriali che non rispettano le proporzioni chimiche dei componenti e la chiusura dei cicli nel contesto degli impianti artificiali. Se la scienza pubblica mondiale, invece di lanciare allarmi, avesse realizzato prototipi in scala di come progettare sistemi a livello globale, persino i produttori avrebbero capito che i grandi impianti di combustione, le grandi acciaierie, dovrebbero essere affiancati da sistemi ancora più grandi contenenti reagenti completamente naturali per neutralizzare i gas e le polveri nocive, utilizzando i principi interattivi impiegati dalla natura, sia per purificare, sia per risparmiare energia, sia per produrre energia. La prima fonte interattiva è l’aria atmosferica, addensata dalla gravità a una pressione di 1 bar, che può essere artificialmente addensata a pressioni migliaia di volte superiori, con punti di pressione critica e temperature molto distanti tra loro (37,69 bar, -140,6 °C). Ma addensata solo di pochi bar e facendo circolare l’acqua inquinata in un’autoclave che la scaricherebbe attraverso una pompa utilizzata come turbina, potremmo purificarla producendo energia invece di consumarla, utilizzando i principi di Henry e Dalton, a condizione che la scienza avesse incluso il fatto che l’acqua per circolare in un senso attraverso l’autoclave deve entrarvi tramite una seconda alimentazione di una pompa modificata, mentre l’alimentazione principale della pompa ricicla l’acqua pressurizzata dall’autoclave. Questa semplice modifica delle pompe centrifughe e del modo in cui alimentano le autoclavi è la chiave per il futuro sviluppo della purificazione e dell’energia a livello mondiale, a condizione che la modifica sia eseguita correttamente e che i due flussi d’acqua separati non si incontrino prima di entrare nella girante. Dove sono finiti i gas nocivi che circondavano il pianeta nell’era primordiale? I più leggeri sono sfuggiti alla forza gravitazionale. La maggior parte di questi gas è stata assorbita dagli oceani e solubilizzata dalle altissime pressioni idrostatiche, è stata trasferita al nucleo terrestre con processi che durano miliardi di anni. Gli scienziati e gli inventori, se avessero fatto bene il loro lavoro, avrebbero dovuto chiudere tutti i cicli negli impianti senza emettere emissioni nell’atmosfera, sapendo che la natura ha impiegato miliardi di anni per neutralizzarle. In alternativa, avrebbero dovuto evitare di aprire cicli chimici o nucleari, utilizzando solo processi fisici ed elettromagnetici. Se la scienza mondiale avesse cercato di chiudere completamente i cicli antropici, invece di accettare i limiti di emissione, che ha accettato e reso accettabili dai politici mondiali,La scienza avrebbe modificato gli attuali camini e trasformato le fognature in depuratori globali di acqua e fumi. Se la scienza pubblica mondiale avesse realizzato queste invenzioni logiche contro il riscaldamento globale, probabilmente non avrebbe costretto il sottoscritto a diventare un inventore ambientale, per mettere almeno su carta le modifiche da apportare ai sistemi di depurazione. Infatti, le nuove invenzioni, non realizzate in aggiunta ai camini di cattura e depurazione dei fumi, si chiamano decantatori di acque reflue, fosse di depurazione, serre calcaree, bacini biologici sovrapposti, edifici verticali sinergici. Da queste invenzioni, che nessuno ha finanziato a livello internazionale, che funzionavano solo nella mente del sottoscritto, sono nate energie interattive, in quanto avrebbero fatto circolare insieme acqua e aria inquinata, purificandosi a vicenda e trasformando la CO2 in carbonati. Se la scienza pubblica mondiale avesse inventato queste cose, si sarebbe resa conto che la spesa maggiore che questi impianti comportavano era quella del sollevamento e della circolazione dell’acqua. Probabilmente, per evitare i processi di purificazione e alcalinizzazione, la scienza pubblica mondiale avrebbe inventato la pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, invece di nasconderla. Probabilmente avrebbe anche inventato tutte le successive invenzioni che mi hanno portato a identificare i motori lineari globali interattivi, che ci porteranno nello spazio. Probabilmente, se ciò fosse accaduto, l’intera classe dirigente mondiale, almeno quella buona, sarebbe felice e soddisfatta. Purtroppo, la storia sta prendendo una piega diversa. Continueranno gli occultamenti?Almeno la versione buona sarebbe felice e contenta. Purtroppo, la storia sta prendendo una piega diversa. Continueranno gli insabbiamenti?Almeno la versione buona sarebbe felice e contenta. Purtroppo, la storia sta prendendo una piega diversa. Continueranno gli insabbiamenti?
INTRODUZIONE
Prima di addentrarci nella descrizione tecnica, ritengo necessario proseguire con il racconto storico della difficile nascita dell’energia interattiva, che non ha padri fondatori tra gli attuali rappresentanti della scienza, della politica e dell’imprenditoria mondiale, ma solo tra quelli dell’era preindustriale, poiché l’inizio dell’era industriale fu caratterizzato da due guerre mondiali, che condizionarono le scelte politico-scientifiche e industriali, facendo progredire lo stato dell’arte in modo squilibrato. Prima a causa della frettolosa corsa agli armamenti e poi a causa della frettolosa ricostruzione. Mentre lo sviluppo razionale richiede un ragionamento globale, che oggi nessuno comprende, essendo tutti specializzati in ragionamenti specifici e parziali. Albert Einstein, dopo aver compreso gli errori della guerra e la cattiva interpretazione della teoria della relatività, che attraverso la divisione dell’atomo portò alla corsa alla concezione della bomba atomica, auspicava un governo mondiale. In realtà, la Seconda Guerra Mondiale si concluse con l’esplosione della bomba atomica americana, ma avrebbe potuto concludersi anche con l’esplosione di una bomba atomica tedesca e la storia del mondo avrebbe preso un’altra strada, persino peggiore di quella attuale.
Purtroppo non siamo giunti a un governo mondiale uguale per tutti e l’istituzione delle Nazioni Unite non ha dato i risultati sperati perché, a mio avviso, in questo organismo democratico fondamentale, soprattutto, avrebbero dovuto andare i migliori inventori e scienziati pacifisti per guidare la ricostruzione verso uno sviluppo scientificamente sostenibile. Oggi, tuttavia, i primi a non comprendere le energie interattive e le purificazioni sono i burocrati delle Nazioni Unite.
Uno dei miei ultimi articoli, pubblicato su https://www.spawhe.eu con il sottotitolo di “Ventitreesima lettera aperta ai giudici internazionali e alle Nazioni Unite”, ha il seguente titolo: “PROGETTI AMBIENTALI E RISPOSTE DI UN FALSO SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU”.
In questo articolo descrivo una situazione piuttosto paradossale. Infatti, invece del segretario generale dell’ONU, che non ha mai risposto, ha risposto uno sconosciuto, fingendosi segretario generale dell’ONU, offrendomi finanziamenti generici. Sebbene avessi capito che si trattava di un falso, gli scrissi le stesse cose che avrei scritto al vero segretario generale delle Nazioni Unite, per evidenziare, nell’articolo che scrissi in seguito, la situazione paradossale che può capitare a un inventore di soluzioni ambientali di pubblica utilità, svincolato dai centri di potere mondiali.
In realtà, ho pubblicato l’intera corrispondenza intercorsa con questo signore, concludendo l’articolo con la spiegazione di aver risposto al falso perché “Il vero segretario delle Nazioni Unite non mi avrebbe mai risposto. C’è ancora tempo per farlo”. In realtà, ciò non è ancora avvenuto e continuo a rivolgermi al segretario delle Nazioni Unite, ponendogli la seguente domanda: cosa ha guadagnato il mondo affidando la giustizia internazionale e la legislazione sui brevetti alle Nazioni Unite?
Oggi, i sistemi industriale, energetico, ambientale e sanitario ragionano allo stesso modo. Riporto dall’articolo di Anita Botwin https://www.conoscenzealconfine.it/la-nostra-cattiva-salute-e-molto-salutare-per-l-industria-farmaceutica/ la seguente frase riguardante il sistema sanitario: “L’attuale modello di ricerca non investe nella conoscenza di malattie non redditizie e impone prezzi esorbitanti sui nuovi farmaci, giocando con la vita dei pazienti e mettendo a repentaglio la sostenibilità dei sistemi sanitari”. La stessa cosa è successa nei sistemi industriale, ambientale ed energetico. Dall’avvento dell’era industriale, nessuno ha indagato soluzioni non redditizie per gli imprenditori, che devono vendere prodotti petroliferi e tecnologie talmente complesse da spaventare chi vuole tutelare l’ambiente, soprattutto sindacati e ambientalisti. Questi ultimi, non avendo il supporto della scienza pubblica e non sapendo progettare autonomamente i sistemi, considerano una vittoria l’utilizzo del metano al posto del carbone nelle centrali termoelettriche, o del gasolio nei mezzi di trasporto. Per ridurre l’inquinamento urbano, si incoraggiano le persone ad acquistare auto elettriche che costano molto di più e aumentano l’inquinamento globale, per il semplice fatto che la fonte di energia primaria e sempre fossile, e la necessità di trasportare una maggiore quantità di energia e alimentare le batterie, comporta un’efficienza inferiore del 15-20% nell’energia ricevuta e un corrispondente aumento della produzione di energia termica. Inoltre, senza implementare la purificazione interattiva, che sindacati e ambientalisti non comprendono. Sebbene non sia difficile da capire, non viene insegnata nelle università di tutto il mondo. È ovvio che le energie interattive siano ancora più difficili da comprendere per gli oppositori senza l’aiuto della scienza pubblica, che non li aiuta a comprenderle. Di fatto, i ricercatori pubblici vendono brevetti non interattivi alle multinazionali, che continuano a inquinare. Se a tutto ciò aggiungiamo che coloro che hanno inventato la purificazione e le energie interattive, oltre a pagare le tasse di deposito e mantenimento del brevetto, devono anche pagare i ricorsi legali contro i rappresentanti istituzionali che dovrebbero concedere i brevetti, è ovvio che i legislatori emanano leggi che scoraggiano gli inventori a ricercare soluzioni sostenibili. Inoltre, l’istituzione delle Nazioni Unite responsabile della regolamentazione dei brevetti non riconosce il diritto d’autore come separato dalla proprietà industriale. Ciò significa che solo chi detiene il potere economico può produrre invenzioni. Significa anche che il mondo non può cambiare perché chi detiene il potere economico è lo stesso che ha causato il riscaldamento globale. Il governo mondiale auspicato da Albert Einstein, con l’attuale organizzazione delle Nazioni Unite, sta andando nella direzione opposta.
Ricordo ancora una volta al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, gli articoli 1, 2, 15, 48, 54 e 58 del “Progetto di Codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti”, firmato da quasi tutti i centonovantasei Stati sovrani, presso le Nazioni Unite nel 2001.
Personalmente, sono venuto a conoscenza di questo documento solo alla fine del 2016 e da quel momento tutte le mie pubblicazioni hanno il sottotitolo “Lettera aperta alla Corte di Giustizia Internazionale e alle Nazioni Unite”. Siamo qui alla ventisettesima lettera, con proposte utili per la tutela dell’ambiente e la produzione di energia sostenibile in tutti i settori delle attività umane. Anche se i sottoscritti hanno commesso degli errori. Essendo chiaramente soluzioni alternative a tutte quelle che non hanno prodotto grandi risultati in termini di tutela ambientale ed efficienza energetica, vi sono ampi margini per rimediare anche ad alcuni errori. Sulla strada dell’energia interattiva, siamo ancora all’anno zero. Il sottoscritto ha appena iniziato la fase di disgelo che probabilmente non sarebbe iniziata nemmeno in centinaia di anni, considerando la fredda accoglienza degli attuali centri di potere.
Il “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti” comprende non solo le responsabilità dei governi, ma anche le responsabilità individuali dei singoli funzionari. Ovviamente comprese quelle degli stessi funzionari delle Nazioni Unite. Si tratta soprattutto di reati di omissione:
Articolo 1
Responsabilità di uno Stato per i suoi atti internazionalmente illeciti: Ogni atto internazionalmente illecito di uno Stato comporta la sua responsabilità internazionale.
Articolo 2
Elementi di un atto internazionalmente illecito di uno Stato: Si ha un atto internazionalmente illecito di uno Stato quando una condotta consistente in un’azione o un’omissione:
a) può essere attribuita allo Stato nello stesso modo del diritto internazionale;
b) costituisce una violazione di un obbligo internazionale dello Stato.
Articolo 15
Violazione che si configura come un atto complesso:
Paragrafo 1. La violazione di un obbligo internazionale da parte di uno Stato mediante una serie di azioni od omissioni, definite nel loro insieme come illegali, si perfeziona quando si compie l’azione od omissione che, insieme ad altre azioni od omissioni, è sufficiente a costituire l’atto illecito.
Paragrafo 2. In tal caso, la violazione si estende per tutto il periodo che inizia con la prima delle azioni od omissioni della serie e dura finché tali azioni od omissioni si ripetono e continuano a non essere conformi all’obbligo internazionale.
Articolo 48
Invocazione della responsabilità da parte di uno Stato diverso dallo Stato leso:
Paragrafo 1. Qualsiasi Stato diverso dallo Stato leso ha il diritto di invocare la responsabilità di un altro Stato conformemente al paragrafo 2 se:
a) l’obbligazione violata sussiste nei confronti di un gruppo di Stati, incluso tale Stato, ed è stabilita per la tutela di un interesse collettivo del gruppo;
b) l’obbligazione violata sorge nei confronti della comunità internazionale nel suo complesso.
Paragrafo 2. Qualsiasi Stato avente diritto a invocare la responsabilità ai sensi del paragrafo 1 può chiedere allo Stato responsabile:
a) la cessazione dell’atto internazionalmente illecito e le assicurazioni e garanzie di non ripetizione conformemente all’articolo 30;
b) l’adempimento dell’obbligo di riparazione conformemente agli articoli precedenti, nell’interesse dello Stato leso o violato e dei beneficiari dell’obbligazione.
Articolo 54
Misure adottate da Stati diversi dallo Stato leso:
Il presente capitolo non pregiudica il diritto di qualsiasi Stato, autorizzato ai sensi dell’articolo 48, paragrafo 1, a invocare la responsabilità di un altro Stato, ad adottare misure lecite nei confronti di tale Stato per garantire la cessazione della violazione e la riparazione nell’interesse dello Stato leso o dei beneficiari dell’obbligazione violata.
Articolo 58
Responsabilità individuale:
I presenti articoli non pregiudicano alcuna questione relativa alla responsabilità individuale, ai sensi del diritto internazionale, di qualsiasi persona che agisca per conto di uno Stato.

Dopo la pubblicazione degli articoli principali del “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti”, che richiamano le responsabilità collettive degli Stati e degli individui, di coloro che agiscono per loro conto, il sottoscritto desidera sottolineare la funzione sociale dei progettisti di sistemi ambientali ed energetici, in particolare quelli pubblici.
Il sottoscritto, pur non essendo mai stato un progettista pubblico, ha lavorato in impianti pubblici e ha sentito questa grave responsabilità, e avendo intuito, più di altri progettisti, che attraverso le energie interattive sarebbe stato possibile migliorare la qualità della vita di tutti, non ha potuto sottrarsi alla sfida di studiare le soluzioni. Se non l’avessi fatto io, ci credevo, certamente non l’avrebbero fatto coloro che non ci credevano e coloro che vengono pagati appositamente per non crederci. Moralmente, per me sarebbe stata un’“omissione” non diversa da quella che rimprovero agli enti pubblici di progettazione, che tacciono su queste soluzioni.
Come ho già scritto, apprezzerei che queste invenzioni fossero riconosciute come semplice proprietà intellettuale con diritti d’autore molto limitati, basati su documenti depositati presso gli uffici brevetti, a prescindere dalla concessione dei brevetti e dal pagamento delle tasse di mantenimento, che a mio avviso, nel caso di brevetti di pubblica utilità, gli inventori non dovrebbero essere tenuti a pagare se non rivendicano la proprietà industriale. Ma se le Nazioni Unite non intendono procedere a breve con il riconoscimento di questi diritti, indipendenti dalla proprietà industriale, spero che nasca una società per azioni, alternativa a quelle attuali, che si occupi di purificazione e energie interattive.
Credo che la presenza della Corte Internazionale di Giustizia presso le Nazioni Unite non sia casuale, ma credo anche che la giustizia in materia di ambiente ed energia avrebbe potuto fare ben poco di fronte a una scienza pubblica che, accettando i limiti di emissioni tossiche da essa stessa stabiliti, si è dichiarata impotente contro l’inquinamento e il riscaldamento globale. Se la scienza non giustifica scientificamente il proprio silenzio sulle energie interattive, a mio parere, la giustizia internazionale ha il dovere di ordinare sperimentazioni sulle tecnologie di purificazione e sulle energie interattive nell’interesse dell’intera popolazione mondiale. Tuttavia, la Corte Internazionale di Giustizia ha ricevuto anche ventisette lettere aperte sulla purificazione e sulle energie interattive ed è rimasta in silenzio, nonostante l’esistenza del già citato “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti” del 2001.
Di fronte a tutti questi inspiegabili silenzi, se non cesseranno immediatamente, non resta che sperare che l’ipotetica SPAWHE SPA riesca a raccogliere fondi sufficienti per portare a termine tutti gli esperimenti e per rivendicare legalmente anche la proprietà industriale dei brevetti scaduti e di quelli non concessi, che oggi sono chiaramente indesiderati dalla scienza, dai politici e dagli imprenditori mondiali e, si spera, non dalla Giustizia.
Credo che questi silenzi rappresentino un pericolo per la democrazia mondiale, per il numero di personaggi silenziosi coinvolti. Un tempo la maggioranza silenziosa era tirannica. Oggi è quella che governa, detiene il potere economico, scientifico e politico, distribuisce i posti di lavoro e fa anche finte opere di beneficenza. Non è una vera maggioranza silenziosa. È la maggioranza che diffonde disinformazione a tutti i livelli, parlando anche di alta tecnologia, a condizione che non emergano soluzioni sostenibili in grado di modificare l’attuale distribuzione della ricchezza mondiale.
Non so se nascerà la SPAWHE SPA, ma sono certo che se la civiltà terrestre conquisterà lo spazio, non lo farà con gli attuali razzi a propellente chimico o idrogeno liquido, nemmeno con l’energia nucleare, ma con i motori lineari globali interattivi accoppiati all’elettromagnetismo moderno e con uomini ultracentenari che sfrutteranno l’ossigenatore artificiale del sangue, che utilizzerà la stessa energia primaria, in combinazione con la robotica e la cibernetica. Solo applicando la scienza e la tecnologia in modo imparziale si possono compiere veri progressi, non nascondendo gli errori, come fa la classe dominante mondiale per conservare il potere economico. Tutti questi giochi di potere ritardano il progresso scientifico ed economico globale. I primi a comprendere queste cose dovrebbero essere le Nazioni Unite, che gestiscono i brevetti internazionali. I brevetti intellettuali, pubblicati alla luce del sole, immediatamente dopo il deposito, in qualsiasi paese del mondo, sarebbero un grande contributo allo sviluppo democratico ed economico. Questi non dovrebbero essere giudicati dagli esaminatori di brevetti, ma solo conservati. Chiunque potrebbe discuterne, svilupparli e migliorarli, prima di effettuare investimenti sbagliati, soprattutto quelli pubblici. Solo se l’inventore propone cose nuove e corrette, avrà diritto al diritto d’autore, in proporzione all’accuratezza delle sue intuizioni teoriche. Il riconoscimento di questi diritti potrebbe avvenire anche dopo decenni, quando le invenzioni saranno effettivamente comprese sia dalla comunità scientifica che dagli imprenditori e dagli utilizzatori. In questo modo, il brevetto intellettuale sarebbe molto più difficile da ottenere rispetto a quello industriale, ma offrirebbe maggiori garanzie legali agli inventori indipendenti che lavorano senza la protezione del potere economico e che non sarebbero tenuti a pagare tasse se i brevetti non generassero profitto.
Oggi la maggior parte delle invenzioni nasce nel segreto industriale e viene immessa sul mercato senza essere integrata con i principi ambientali fondamentali e con la salvaguardia delle risorse naturali. Ma quel che è peggio è che la cultura specialistica dei pianificatori pubblici non ha permesso la progettazione di impianti di depurazione globali e quindi mancano le infrastrutture necessarie affinché i cicli più elementari che gli utenti inavvertitamente innescano quando usano un fornello possono chiudere la cucina, accendere il camino, usare la lavatrice in casa. O quando vanno al lavoro in auto, con un trattore agricolo, prendono un treno o un aereo, o fertilizzano i terreni agricoli con fosfati e nitrati. Chi scrive, che si è occupato di tutte queste problematiche dopo una vita lavorativa trascorsa installando sistemi industriali e ambientali, avrebbe voluto depositare tutti i brevetti intellettuali, ma la legislazione mondiale, gestita dalle Nazioni Unite, prevede solo il deposito di brevetti industriali, considerando acquisito il modello di sviluppo mondiale da seguire. Invece, il modello di sviluppo da seguire è sbagliato perché potrebbe essere progettato correttamente solo se prima venissero sviluppati i brevetti intellettuali e poi venissero progettate le opere strutturali e di depurazione che avrebbero dovuto essere interattive per creare cicli completi. Molto diverso dagli attuali impianti di depurazione.
DESCRIZIONE
1. È PROBABILMENTE INIZIATA UNA NUOVA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE ANCHE SE GLI ATTUALI CENTRI DI POTERE MONDIALI NON VOGLIONO ACCETTARLA.
Stavo scrivendo la parte principale di questo articolo alla fine del 2018, quando pensavo di aver concluso la mia attività di inventore con un bilancio decisamente negativo: nessuna delle mie oltre quaranta invenzioni è mai stata realizzata. Sono stato costretto a sospendere la stesura dell’articolo perché mi sono reso conto di non aver ancora depositato il brevetto per la proprietà intellettuale descritto in https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/. Avevo trascurato di studiare come combinare la spinta di Lorentz con quella di Newton, poiché la mia esperienza lavorativa si era concentrata principalmente su applicazioni meccaniche e fluidodinamiche. Le mie conoscenze di ingegneria elettrica erano insufficienti. Questa è stata l’occasione per colmare queste mie lacune. Per questo motivo, mi ci è voluto più di un anno per pubblicare i due brevetti relativi a questo argomento. Non c’è però motivo di cambiare il titolo dell’articolo che stavo scrivendo, perché, a mio avviso, la spinta di Lorentz non può essere aggiunta a quella di Newton se il mondo non crea un modello di sviluppo interattivo basato sull’energia primaria prodotta fluidodinamicamente, cosa impossibile senza l’invenzione delle pompe con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante. Solo questo sistema può estrarre energia direttamente dalla natura e collegarla direttamente all’elettromagnetismo senza inutili trasformazioni termiche e chimiche, creando un ciclo infinito e potente che può essere interrotto solo dall’usura dei materiali. Ma realizzando più sistemi in parallelo a bordo dei mezzi di trasporto, questi sistemi difficilmente possono arrestarsi contemporaneamente e mettere in pericolo la vita umana.
La scienza che ha insegnato che E = mc², dove “m” è la massa e “c” la costante della velocità della luce nel vuoto, non ha insegnato una formula altrettanto importante relativa alla forza peso, che è una grandezza vettoriale, che non si esprime casualmente in Newton (kg/m/s²). Questa forza, nei corpi dotati di energia interna, come l’aria, lo spazio e i mezzi di trasporto sottomarini che si muovono in uno spazio tridimensionale, può essere espressa con la seguente formula: F = m * (a – aL – aN). In questa semplicissima formula, “a” è la costante gravitazionale terrestre, “aL” è l’accelerazione prodotta dalla forza di Lorentz e “aN” è l’accelerazione prodotta dalla forza di Newton. Questa formula, Lorentz o Einstein stessi, che si conoscevano, avrebbero potuto scriverla come un aggiornamento del principio di Newton. Egli afferma che possiamo annullare il peso di una massa sulla Terra se la dotiamo di un’energia interna in grado di produrre sia la spinta di Newton che quella di Lorentz, la cui somma è uguale o maggiore della forza gravitazionale, oppure solo una di queste energie, ma molto potente. Infatti, annullando l’accelerazione gravitazionale nella forza peso espressa in Newton (Kg * m/s²), rimane solo la massa in kg, che nel vuoto non oppone resistenza al movimento. Nell’ambiente terrestre, un corpo dotato di energia interna maggiore dell’accelerazione gravitazionale si opporrebbe solo all’attrito con l’aria o l’acqua circostanti secondo la formula V²/2 (a-aL-aN). Queste formule non sono ancora state scritte perché sulla Terra non è stato ancora inventato un motore o un sistema mobile in grado di produrre una forza elettromagnetica indotta capace di generare un’accelerazione pari o superiore a 9,8 m/s². Infatti, l’energia elettromagnetica, essendo un’energia indotta, necessita di una fonte di energia primaria che, per essere compatta, deve essere estratta direttamente dalla natura senza trasformazioni termiche, chimiche o nucleari, che richiedono il trasporto di fonti energetiche. Inoltre, il sistema per muovere il corpo deve innanzitutto bilanciare le forze fisiche esterne. Sulla Terra, possiamo farlo facendo entrare e uscire dal corpo in movimento la quantità d’aria necessaria per generare la spinta di Newton, ma anche producendo nel corpo stesso energia elettromagnetica sufficiente a generare la spinta di Lorentz, nonché ad alimentare i motori che a loro volta alimentano le ventole che producono la spinta di Newton. Pertanto, per viaggiare nell’atmosfera e nello spazio è sufficiente portare una riserva di acqua e aria che si ricicli indefinitamente fino all’usura dei materiali, consentendo di produrre le spinte di Newton o di Lorenz o di entrambi per mezzo dell’energia primaria dell’idroelettricità compressa e dell’elettromagnetismo diretto e indotto illustrato nel nuovo deposito di brevetto n. 1020200000000031 del 03-01-2020 e nel successivo del 24.01.Brevetto n. 102020000001369 del 2020, rispettivamente dai titoli “sistema di trasporto aerospaziale e sottomarino con motori lineari globali interattivi primari e indotti” e “automobili volanti e galleggianti con motori lineari globali interattivi e spinte di Newton e Lorentz”.
Purtroppo, siamo ben lontani dal cambiare questo modello di sviluppo, come confermato dalla COP 25, svoltasi in Spagna nella prima settimana di dicembre 2019. Questo vertice mondiale sull’ambiente e lo sviluppo ha rimandato la decarbonizzazione del pianeta al 2050, ovvero quando la popolazione mondiale supererà i nove miliardi, perché non esistono soluzioni immediate, ma nessun Paese spende un centesimo per verificare le energie interattive che solo un pensionato come me non può permettersi di sperimentare da solo, avendo già speso oltre 20.000 euro in depositi di brevetti nazionali e internazionali che nessuno ha finanziato, non perché siano contrari ai principi energetici, ma agli interessi dei centri di potere che hanno riscaldato il pianeta.
Questo vertice mondiale, come la COP 24, è stato caratterizzato dalla presenza di Greta Thumberg, che rimprovera i politici per non ascoltare la buona scienza. Personalmente, credo che la scienza sia colpevole quanto i politici e in questo articolo, come in altri precedenti, spiego i motivi. Non ho potuto parlare del mio ultimo deposito di brevetti intellettuali che ho depositato in seguito. Ma la rimprovero di non aver mai nemmeno accennato ai quaranta precedenti depositi di brevetto che hanno portato alla concezione dell’energia idroelettrica compressa, che ha già praticamente prodotto importanti invenzioni sia purificanti che energetiche, e protettive per la salute umana, come il cuore artificiale.
Questo vertice mondiale, come la COP 24, è stato caratterizzato dalla presenza di Greta Thumberg, che rimprovera i politici per non ascoltare la buona scienza. Personalmente, credo che la scienza sia colpevole quanto i politici e in questo articolo, come in altri precedenti, spiego le ragioni. Soprattutto, la scienza è colpevole non solo di aver commesso un errore negli impianti mondiali di purificazione ed energia, ma anche del gravissimo crimine di omissione, per nascondere i propri errori e forse anche interessi economici. La scienza non ha potuto parlare dei miei ultimi due depositi di brevetto che riguardano il modo di aggiungere la spinta di Lorentz a quella di Newton nei mezzi di trasporto terrestri e spaziali, che ho depositato in seguito. Ma la rimprovero di non aver mai nemmeno accennato alle quaranta domande di brevetto precedenti che hanno portato alla concezione dell’energia idroelettrica compressa, che ha già praticamente prodotto importanti invenzioni sia purificanti che energetiche, e protettive per la salute umana, come il cuore artificiale.
Se i lettori consultano l’elenco degli articoli pubblicati su https://www.spawhe.eu, partendo dalla vecchia Home Page e risalendo fino alla nuova, possono constatare che il sottoscritto ha pubblicato in precedenza invenzioni che chiudevano i cicli lasciati aperti dagli impianti pubblici e privati ​​di tutto il mondo e poi, non trovando interlocutori, ha continuato a studiare le soluzioni, fino a pubblicare invenzioni che utilizzano solo fisica ed elettromagnetismo per produrre energia e purificazione. Pertanto, non è casuale la concezione di motori lineari globali interattivi, che producono energia primaria a bordo dei mezzi di trasporto riciclando l’acqua unidirezionale in autoclavi pressurizzate da un cuscino d’aria inespandibile, utilizzando turbine idrauliche e generatori di corrente. Questa tecnologia alimenta, oltre ai motori elettrici dei turboventole e delle ruote motrici, anche motori a velocità variabile che muovono magneti permanenti che inducono correnti indotte in solenoidi costruiti all’esterno dello stesso impianto di produzione di energia primaria, turboventole elettriche e serbatoi di stoccaggio comuni di acqua e aria. Tutti questi elementi vengono trasformati in motori lineari che sommano la spinta di Lorentz a quella di Newton, consentendo ai mezzi di trasporto di muoversi in uno spazio tridimensionale senza strade o ferrovie, che oggi richiedono ingenti investimenti strutturali e costi di manutenzione elevati.
È ovvio che dobbiamo produrre molta più energia di quella attuale per vincere la forza di gravità, ma questo è più economico, sicuro ed efficiente perché la fonte di energia primaria è l’aria compressa e il vettore energetico è l’acqua, che non costa nulla ed è riciclata al 100%. Con dimensioni ridotte e alte pressioni, possiamo anche viaggiare nello spazio e nelle profondità oceaniche, senza pagare per combustibili inutili e dannosi che vengono consumati. Il silenzio della scienza mondiale sull’energia interattiva è molto più preoccupante di quello dei politici. La scienza non può nascondersi dietro le singole specializzazioni scientifiche. È colpevole a livello globale perché le invenzioni servono proprio a mettere insieme correttamente i vari rami della scienza e della tecnologia e ad aggiornarli continuamente, prima da un punto di vista intellettuale e poi da uno industriale. I politici sono colpevoli di negare la proprietà intellettuale agli inventori e di riconoscere solo la proprietà industriale che ha prodotto il riscaldamento globale. Sia i politici che gli scienziati dovrebbero sapere che ciò che funziona a livello intellettuale funziona anche a livello industriale. È ovvio che, non riconoscendo e non verificando con prototipi intellettuali le invenzioni che consentirebbero l’eliminazione dell’inquinamento e uno sviluppo scientifico e tecnologico sostenibile, si vuole continuare a produrre invenzioni industriali che, da un punto di vista intellettuale e scientifico, non avrebbero nemmeno dovuto essere sviluppate, poiché non chiudono i cicli che aprono. Questo è contrario a qualsiasi principio scientifico e morale corretto. La scienza e la politica mondiali si sono accordate sui limiti delle emissioni nocive nell’atmosfera, nelle acque e nei suoli per consentire la commercializzazione di invenzioni che contrastano con le leggi della natura, le quali hanno anche insegnato come ridurre le emissioni chimicamente e biologicamente dannose, ovviamente rispettando le proporzioni tra i componenti inquinanti e i componenti reagenti, in base ai tempi di contatto e alle pressioni operative. La scienza mondiale non ha inventato e creato i sistemi per ridurre le emissioni di CO2, SOx, NOx e polveri sottili, permettendo ai legislatori di emanare leggi molto permissive a favore di coloro che hanno goduto e godono della proprietà industriale. La comunità scientifica mondiale ha taciuto sulle invenzioni industriali del sottoscritto, il quale ha anche pagato le tasse di deposito internazionali senza trovare finanziatori nei trenta mesi concessi dai legislatori per la ricerca di finanziamenti, lasciando scadere brevetti di utilità mondiale. Le lettere aperte di protesta alla Commissione europea https://www.spawhe.eu/open-letter-to-the-european-commission/ sono state inutili.
Per promuovere cattive invenzioni ambientali, sia pubbliche che private, la scienza mondiale non si è accorta che la Natura ha messo a disposizione della scienza anche gli strumenti per vincere la forza di gravità con invenzioni sostenibili che la scienza non ha conosciuto o voluto progettare. Come avrebbe potuto progettarle, se avesse accettato i limiti di emissione, senza studiare e costruire impianti di purificazione interattivi? Per il sottoscritto, che ha compiuto l’intero viaggio nell’indifferenza della scienza, della politica e dei media mondiali, è praticamente impossibile iniziare la vera conquista dello spazio senza utilizzare l’energia interattiva maturata lentamente nei suoi quaranta depositi di brevetto, combinandola con l’elettromagnetismo che permette di realizzare le spinte di Newton e Lorentz su sistemi mobili, senza il supporto di combustibili e senza connessione con energie esterne.
Questo grande progresso dello stato dell’arte virtuale (che dura da 14 anni) è completamente sfuggito agli organizzatori e ai partecipanti di questi vertici mondiali, dove vengono recitati copioni già scritti perché il mondo non può cambiare troppo in fretta a causa delle invenzioni sbagliate che tutti i paesi hanno condiviso. Le invenzioni dovrebbero servire soprattutto a generarne di nuove, come accade nel campo dell’informatica e dell’elettronica, dove siamo costretti ad aggiornare computer e telefoni cellulari almeno ogni due anni. Invece, nei settori tradizionali, soprattutto quello delle infrastrutture, dell’energia, della depurazione e delle grandi opere pubbliche, le cose non cambiano rapidamente e le invenzioni più importanti, per mutuo accordo, vengono tenute nascoste ai vertici del mondo. Non vengono nemmeno finanziate e vengono soffocate sul nascere. L’attuale commercio mondiale di brevetti, che coinvolge anche enti di ricerca pubblici, ha distolto l’attenzione dalle invenzioni sostenibili, che i sottoscritti hanno cercato di realizzare senza finanziamenti e nel più completo isolamento dai centri di potere mondiali.
Queste invenzioni non realizzate riguardano i principi generali dell’energia e della depurazione, che la scienza pubblica e privata considera consolidati e sui quali i governi mondiali hanno posto le basi della propria economia, che non può essere corretta senza cambiare i sistemi globali di depurazione ed energia, fissi e mobili, comprese le attuali energie rinnovabili. Nessuno ha spiegato queste cose a Greta Thumberg, che viene usata come una novella Giovanna D’arco per fare guerra alle fazioni avversarie, senza le proposte scientifiche alternative, che sono necessarie per la ricostruzione razionale del modello di sviluppo mondiale (http: // www.spawhe.eu/ (cop24-the-answers-you-miss-a-greta-Thunberg-vest-yellow-countries-poor-and-sustainable-inventions /).
Il sottoscritto ha identificato una simulazione delle condizioni energetiche ideali nell’ambiente acquatico, dove la pressione idrostatica esiste sul corpo immerso e la pressione atmosferica al di sopra di esso, ma partendo dall’alto, intubando l’acqua superficiale degli oceani, possiamo ottenere il “pozzo artificiale”.

 Infatti, se mettiamo in serie una pompa a inversione di polarità e subito dopo una turbina, facendo girare la pompa, l’energia cinetica dovuta all’energia potenziale m * g * h, che non si sarebbe sviluppata spontaneamente, si genera nel tubo di discesa. Questa energia non solo produce energia elettromagnetica in un generatore di corrente, ma proprio per l’equilibrio tra le pressioni interne ed esterne di una restrizione di Venturi, fa sì che carbonati e calcio solubilizzati dalla pressione statica esterna entrino nel tubo di circolazione dell’acqua. Mentre l’energia primaria viene prodotta all’interno del tubo di discesa dalla differenza di posizione dell’acqua superficiale rispetto alla posizione della pompa di circolazione e della turbina. L’elaborazione di questa energia interattiva fissa e purificante (ignorata dalla scienza mondiale), che potrebbe contrastare l’acidificazione degli oceani e nutrire miliardi di persone, mi ha permesso di identificare le pompe con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante (altrettanto ignorata dalla scienza), che permetterebbero di sfruttare lo stesso tipo di energia anche in sistemi mobili nell’ambiente atmosferico terrestre. Infatti, creando centrali idroelettriche a compressione, che non disperdono acqua e aria compressa, è possibile produrre una quantità di energia primaria e indotta che, a seconda delle necessità, genera la spinta di Newton o di Lorentz, o di entrambe, per viaggiare nello spazio tridimensionale della Terra e nel vuoto.

Da quanto scritto sopra, in un futuro prossimo non ci sarà più bisogno di pagare e trasportare tonnellate di combustibili inquinanti e inutili. Con l’elettromagnetismo primario e indotto, prodotto a freddo, con poca acqua e aria compressa, riciclabile al 100%, potremo produrre tutta l’energia di cui abbiamo bisogno, purificando l’acqua che, secondo il principio di Henry, riceve una maggiore percentuale di ossigeno disciolto in ogni passaggio nell’autoclave pressurizzata. Non ci sarà bisogno di dividere l’atomo, di deforestare il pianeta per costruire strade, ponti, viadotti, gallerie, ferrovie, che crollano a causa dell’invecchiamento poiché le opere dell’uomo necessitano di manutenzione. È molto difficile mantenere opere strutturali statiche che invecchiano soprattutto a causa della corrosione dell’acciaio di rinforzo prodotta dall’infiltrazione di acqua acidificata dai gas contenuti nell’atmosfera (CO2, NOx, SOx) che la stessa politica energetica dei governi mondiali e delle multinazionali ha prodotto, non solo sbagliando le fonti energetiche, ma anche impianti di depurazione dell’acqua e dell’aria e il sollevamento delle acque mondiali, che attualmente rappresenta un’enorme spesa globale, che potrebbe essere completamente eliminata. Oggi la spesa maggiore è la demolizione delle opere strutturali sbagliate e la ricostruzione di tutti gli impianti con criteri interattivi, che richiedono meno infrastrutture ma la quasi completa modifica dei macchinari che producono le più importanti multinazionali a livello mondiale.

Quanto denaro è stato speso nel mondo per prevenire e contrastare le varie perturbazioni del movimento comunemente chiamate colpi d’ariete? È difficile fare un calcolo preciso, ma certamente i danni subiti a livello globale sono stati ingenti, così come il costo dei sistemi che li prevengono parzialmente tramite ammortizzatori idraulici, in particolare serbatoi di aria compressa con dischi di strozzamento e valvole di sicurezza. Come ho scritto in diversi articoli, in particolare https://www.spawhe.eu/relativity-and-technology-in-the-new-hydroelectric-energy/, sarebbe stato sufficiente mantenere i sistemi di distribuzione dell’acqua sempre pieni e alimentarli dal basso con pompe a doppia alimentazione separata fino alla girante, con o senza autoclavi pressurizzate. Questi sistemi non solo avrebbero evitato i colpi d’ariete, mantenendo l’acqua sempre in circolazione al massimo livello idraulico e consumando solo l’acqua che entra attraverso le seconde alimentazioni delle pompe, ma avrebbero anche prodotto molta più energia di quella consumata facendo circolare l’acqua in eccesso su richiesta della rete in apposite turbine idrauliche prima di reintrodurla nel sistema. Nel frattempo, l’acqua che scorreva in una sola direzione nelle autoclavi pressurizzate si sarebbe anche autopurificata, assorbendo ossigeno secondo il principio di Henry. Tuttavia, la comunità scientifica mondiale continua a progettare sistemi di sollevamento e distribuzione dell’acqua, come se nessuno avesse proposto queste innovazioni. Invece, i brevetti del sottoscritto sono lasciati scadere nel silenzio dell’opposizione ambientalista mondiale https://www.spawhe.eu/the-energetic-miracles-of-pumps-with-separated-double-supply-until-to-the-impeller/ .

La figura sottostante mostra lo schema di collegamento ai bacini idrici “A” destinati alla produzione di energia idroelettrica tramite riciclo dell’acqua, che si purifica e consuma la CO2 presente nell’aria e nei fumi, producendo acqua alcalina; “B” è una paratoia che collega il bacino alla serra idroelettrica in calcare “D”.

Questi impianti, che attualmente non esistono, dovrebbero essere diffusi in tutto il mondo, poiché, oltre a produrre energia a costi molto bassi, purificherebbero l’acqua, in particolare quella piovana, contrastando l’acidificazione di oceani e laghi e alleggerendo il carico organico dei depuratori. Potrebbero essere affiancati da impianti che producono fumi, come acciaierie, cementifici e impianti di produzione di calce. Altri fumi potrebbero essere catturati da camini modificati, raccolti in fosse urbane, compressi e trasportati tramite autocisterne a questi impianti. La purificazione dell’acqua avverrebbe tramite la solubilizzazione dell’ossigeno contenuto nell’aria compressa delle autoclavi, secondo il principio di Henry, senza alcun consumo di energia, a differenza di quanto accade con i sistemi attuali che utilizzano diffusori d’aria azionati da speciali soffiatori elettrici. L’acqua verrebbe sollevata dalla pressione statica dell’aria compressa fino al serbatoio di troppo pieno posto sul tetto dell’edificio, da cui scorrerebbe attraverso scivoli contenenti materiale calcareo, che produrrebbe carbonati nell’acqua. L’elettricità verrebbe prodotta da un generatore di corrente collegato a una pompa multistadio utilizzata come turbina, che sfrutterebbe la pressione residua del cuscino d’aria delle autoclavi come fonte di energia. Ovviamente, questo sistema non produrrebbe energia solo con l’acqua introdotta attraverso la seconda pompa di alimentazione con doppia alimentazione che ricicla l’acqua internamente all’autoclave con l’alimentazione principale. La descrizione completa di questi impianti è disponibile all’indirizzo https://www.spawhe.eu/hydroelectric-greenhouses-for-the-purification-of-fumes-co2-and-water-with-natural-alkalinisation/

2. LA SCIENZA MONDIALE HA DIMENTICATO DI COLLEGARE LE PIANTE ANTROPICHE TRA DI LORO

Come si suol dire: “Chi vuole troppo non ottiene nulla”. Se i governi inquinatori avessero almeno modificato i camini e costruito gli impianti di depurazione, come proposto dal sottoscritto su https://www.spawhe.eu, gran parte dell’inquinamento che ha causato il riscaldamento globale sarebbe stato neutralizzato alla fonte, perché anche l’inquinamento prodotto dai trasporti, che si concentra soprattutto nelle città, pur non potendo essere catturato dai camini modificati, sarebbe stato intercettato dal sistema di depurazione, dato che CO2, SOx e ossidi di piombo sono più pesanti dell’aria. È possibile trovare la descrizione di questi sistemi ai seguenti indirizzi: https://www.spawhe.eu/the-role-of-biological-energy/ , https://www.spawhe.eu/synergic-plants-files/ .

Ma i governi di tutto il mondo hanno respinto i brevetti europei e internazionali del sottoscritto sulla purificazione globale, fingendo che tali soluzioni non siano mai state proposte, mentre le Nazioni Unite continuano a organizzare vertici internazionali come la COP, fingendo di cercare soluzioni che in realtà non vogliono trovare. La scienza pubblica mondiale è tutta concentrata a presentare reclami ambientali, ma non produce soluzioni. Le soluzioni vengono prodotte in altri settori di ricerca (come quello farmaceutico) vendendo brevetti alle multinazionali, poiché i governi hanno smesso di essere imprenditori. Sfortunatamente per questi falsi governanti e falsi scienziati pubblici, che non si accorgono di nulla, compresi i premi Nobel, le soluzioni depurative interattive, hanno anche prodotto energia idroelettrica compressa che è l’energia primaria da cui nascono i motori lineari interattivi globali, primari e indotti.  

Purtroppo, questa economia ha prodotto il riscaldamento globale proprio a causa di principi generali non errati, ma non applicati in modo sinergico, come fece la natura per combattere i gas inquinanti provenienti dall’atmosfera primordiale. Il sottoscritto, a differenza degli scienziati che dispensano buoni consigli, ha ripensato l’intero percorso di purificazione ed energia applicando tecnologie esistenti e proponendo invenzioni strategiche. Questo lungo percorso ha comportato il deposito di oltre quaranta invenzioni non realizzate dalla classe dominante e tenute nascoste dalla blasonata scienza mondiale. Con le ultime invenzioni, unisco gli slanci di Newton e Lorenz per rivoluzionare anche i trasporti terrestri e spaziali. La logica con cui queste invenzioni possono essere comprese si può solo leggendo le migliaia di pagine presenti sul sito web https://www.spawhe.eu, partendo dalla vecchia “home page” del 2014 e arrivando alla “nuova home page”, scritta dopo la concezione dell’energia primaria idroelettrica compressa che ha prodotto le invenzioni più recenti.

Personalmente, non ritengo opportuno continuare a depositare brevetti presso gli enti istituzionali, poiché questi non traspongono tali invenzioni a causa della mancanza di una formazione di base che nessuna scuola al mondo è in grado di fornire. Non perché le cose che il sottoscritto afferma siano complicate. Dopo la teoria della relatività e le pubblicazioni della fisica quantistica, non dovremmo sorprenderci di nulla dal punto di vista scientifico. Le invenzioni del sottoscritto sono soprattutto scomode per coloro che hanno prodotto il riscaldamento globale, perché insegnano come gli impianti siano progettati a livello globale, seguendo simultaneamente i cicli di lavoro principali e collaterali, senza mai perderli di vista, fino alla loro completa chiusura. È ovvio che non tutti i cicli possono essere chiusi nelle fabbriche, nelle case, nei campi agricoli, ma è altrettanto ovvio che l’inquinamento non può essere trasferito nell’atmosfera attraverso camini e depurazioni incomplete che acidificano le acque. Per questi motivi, è necessario creare cicli globali tra acqua e aria a partire dalla modifica di camini e fognature, inserendo serre in pietra calcarea dove si registra una maggiore produzione di CO2.

Nelle scuole si dovrebbe insegnare che la circolazione dinamica dei liquidi con il riciclo degli stessi mediante pompe centrifughe a doppio flusso separato fino alla girante e lo sfruttamento della pressione statica dell’aria unidirezionale consentono di estrarre energia primaria dall’interazione tra l’aria atmosferica e l’acqua. Questa energia può alimentare motori elettrici che, tramite turboventole o eliche, producono la spinta di Newton nell’aria o nell’acqua, ma allo stesso tempo può anche alimentare altri piccoli motori elettrici che, muovendo magneti permanenti, inducono correnti in speciali solenoidi che circondano sia gli impianti che producono energia primaria, sia quelli che generano la spinta di Newton, sia semplici corpi cilindrici come serbatoi d’acqua e d’aria utilizzati negli impianti di energia e depurazione. Questi solenoidi, non essendo dotati di rotore, produrranno una spinta elettromagnetica lineare, come stabilito dal fisico Henrik Antoon Lorentz. Pertanto, integrando impianti idroelettrici a compressione nei mezzi di trasporto del futuro, nello spazio e nei sottomarini, e fornendo elettromagnetismo in modo diverso e complementare ai sistemi già in uso, possiamo ridurre o eliminare la forza peso dei sistemi di trasporto mediante un’accelerazione interna ed esterna che si oppone alla gravità, secondo P = m * (a – aL – aN). Questa formula è importante perché ci permette di comprendere che una semplice propulsione non è sufficiente a vincere la gravità. È necessario sviluppare energia interna, che allo stato attuale non era possibile produrre in modo sostenibile senza l’interazione tra l’aria atmosferica e l’acqua. Senza intraprendere l’intero e corretto percorso di purificazione ed energia, non è stato possibile identificare questa energia che coinvolge altri principi di interazione fluidodinamica ed elettromagnetica. È vergognoso che io stesso abbia dovuto percorrere questo cammino solo con il ragionamento, senza alcun finanziamento pubblico o privato, ipotizzando il funzionamento di invenzioni indesiderate della scienza e della classe dominante globale che ha riscaldato il pianeta con invenzioni inquinanti, antieconomiche e più complesse di quelle che propongo.

La scienza dei secoli passati ha svolto un ottimo lavoro nel preparare il terreno alla comprensione dei sistemi interattivi. Ma quella che ha preso il sopravvento dall’avvento dell’era industriale ha prodotto solo disastri e invenzioni commerciali. Soprattutto, la scienza pubblica dovrebbe insegnare la differenza tra energia primaria sostenibile, che non innesca cicli termici, chimici, nucleari ed elettrolitici non necessari, e le energie attuali, che purtroppo innescano questi cicli a costi elevati e spesso non li chiudono. La differenza tra sviluppo apparente e sviluppo reale risiede interamente nella scelta della fonte di energia primaria. Poiché non abbiamo mai prodotto energia primaria fluidodinamica sostenibile sul pianeta Terra e abbiamo utilizzato le energie che conosciamo, non abbiamo creato uno sviluppo reale, ma solo apparente. Ancora oggi la classe dirigente mondiale finge di non comprendere l’immenso danno che ha causato. Non solo siamo costretti a pagare i danni dovuti ai cambiamenti climatici, ma gran parte delle infrastrutture pubbliche, le grandi opere energetiche e di depurazione sono diventate obsolete insieme alle grandi multinazionali, ai settori dell’energia, dei trasporti e della produzione siderurgica. L’intero modello di sviluppo mondiale deve essere rivisto. Sul sito web https://www.spawhe.eu, attraverso numerosi articoli correlati, viene pubblicato una sorta di manuale di istruzioni sull’organizzazione del lavoro globale o sulla sopravvivenza degli uomini del futuro. Questo manuale può essere consultato partendo dalla vecchia homepage, in fondo all’elenco di progetti e brevetti non finanziati dalla classe dominante mondiale, che ha preferito le energie e i sistemi di purificazione attuali. La vecchia homepage, scritta nel 2014, parla principalmente della purificazione dell’energia interattiva dei combustibili fossili tra acqua, aria e materiali calcarei con la produzione di energia biologica. Ma leggendo gli articoli che portano alla nuova homepage, si nota che l’energia dei combustibili fossili viene gradualmente sostituita dai principi dell’energia interattiva tra acqua e aria, inizialmente utilizzati solo per promuovere i processi di purificazione. La fonte di energia primaria diventa prima l’idroelettrica sommersa e poi l’idroelettrica compressa, fino alla concezione dei “motori lineari globali interattivi primari e indotti” che ci porteranno nello spazio senza alcun tipo di carburante con uomini che vivranno molto più a lungo di quanto non facciano attualmente, solo grazie all’energia interattiva, che permetterà di ossigenare il sangue che alimenta il cervello umano, quando il corpo sarà troppo vecchio e debilitato per svolgere le funzioni necessarie per un vero sviluppo, non per quello distruttivo che l’attuale classe dominante mondiale sta portando avanti.

Se il sottoscritto ha commesso degli errori nello sviluppo dei principi interattivi, senza alcuna fonte di finanziamento, spetta a lui contestarmi, dimostrando che le mie soluzioni non funzionano. Sono certo che funzionino perché ho semplicemente svolto il mio lavoro di progettista e installatore di sistemi, selezionando le migliori soluzioni individuate da importanti scienziati del passato. La differenza tra ricercatori e inventori sta tutta nella capacità di ragionamento globale. Scienziati e ricercatori possono individuare nuovi principi energetici in settori specifici, nuovi materiali, ma chi deve mettere insieme tutti gli elementi sono i progettisti e gli inventori. Questi devono essere aperti a tutte le soluzioni, senza interessi di parte. Ciò non sarà mai possibile con l’attuale modello di sviluppo, creato da aziende specializzate in singoli settori in competizione tra loro, prive di una visione globale dei problemi e che quindi producono sistemi incompleti, senza che nessuno li corregga in fase di progettazione. La scienza pubblica mondiale dovrebbe svolgere la funzione di controllo e correzione. Ma i ricercatori pubblici, essendo anch’essi specializzati in singoli settori, partecipano al disastro vendendo i loro brevetti parziali alle multinazionali, fissando arbitrariamente limiti di emissioni tossiche, senza aver studiato soluzioni interattive che avrebbero potuto eliminarle completamente. Legislatori e burocrati di tutto il mondo ratificano scelte che i giudici non possono condannare per l’assenza di uno stato dell’arte più avanzato. Ognuno cerca di superare questi limiti con le proprie tecnologie, nessuno cerca di superarli ricorrendo alle sinergie tra principi scientifici sanciti da secoli.

A cosa servono le Nazioni Unite e i giudici internazionali se non ricevono reclami e soluzioni alternative proposte alla luce del sole tramite lettere aperte a loro indirizzate? Questa è la ventisettesima lettera aperta alla Corte Internazionale di Giustizia e alle Nazioni Unite. Tuttavia, all’ultimo mega summit mondiale COP 25, i centri di potere mondiali non hanno speso una sola parola sulle energie interattive. La semplice combinazione delle due precedenti lettere aperte del sottoscritto, che hanno preceduto il summit, sottolinea l’indifferenza delle Nazioni Unite nei confronti delle energie interattive e dei relativi finanziamenti. Esse hanno i seguenti titoli:

Italiano: https://www.spawhe.eu/against-the-inefficiency-of-the-united-nations-and-governments-even-the-obed-of-widow-may-be-useful-to-protect-the-environment/; https://www.spawhe.eu/environmental-projects-and-replies-of-a-false-general-secretary-of-the-un/, https://www.spawhe.eu/progetti-ambientali-e-risposte-di-un-falso-segretario-generale-dell-onu/ .

Per quanto tempo può durare un sistema che non produce abbastanza ricchezza per riparare i danni causati da inondazioni, incendi, deforestazione e opere infrastrutturali inutili che necessitano di manutenzione? Lo sviluppo sostenibile non ha bisogno di queste invenzioni o di accumulatori di energia, ma solo dell’energia interattiva prodotta istante per istante, dove è necessaria.

Leggendo i numerosi articoli da me scritti prima di concepire i “motori lineari globali interattivi primari e indotti”, ci si potrebbe rendere conto che il “moto perpetuo” non è affatto vantaggioso. Se è vero che non consuma energia, è altrettanto vero che non serve nemmeno a produrla. È molto più conveniente consumare una piccola parte di energia per far circolare liquidi che hanno una densità 830 volte superiore a quella dei gas atmosferici. Questa circolazione permette la normale usura dei materiali, produce una grande quantità di energia elettrica nel generatore di corrente, sfruttando la differenza tra la pressione statica dei gas e la pressione idrostatica, la conseguente circolazione del liquido incomprimibile nelle turbine (che producono energia) e nelle pompe che consumano una piccola parte di energia per reintrodurre il liquido scaricato dalla turbina nel circuito di ricircolo pressurizzato, operando con pressioni bilanciate in aspirazione e mandata. La fonte di energia di questo sistema è il principio di impenetrabilità dei corpi, che solo nel caso di fluidi incomprimibili permette il miracolo di espellere simultaneamente, ad alta pressione, la quantità di liquido (acqua) che viene immessa a bassa pressione tramite una pompa supplementare che alimenta la girante. Con questo semplice sistema è possibile risolvere il problema dell’energia primaria di tutti gli impianti terrestri e spaziali, fissi e mobili, senza l’utilizzo di combustibili, materiali radioattivi o elettrolitici, pannelli solari o turbine eoliche.

Credo che l’attuale classe dirigente mondiale, a livello politico, scientifico ed economico, sia la peggiore di tutti i tempi, perché le generazioni precedenti, pur essendo colpevoli di aver fatto scelte sbagliate in materia di energia e depurazione, non possono essere considerate come coloro che hanno rifiutato le energie interattive, come dimostrato dagli studi pubblicati su https://www.spawhe.eu e da numerose lettere aperte indirizzate ai leader mondiali, tra cui 26 indirizzate a giudici internazionali e alle Nazioni Unite. Questo articolo sarà la ventisettesima lettera aperta e viene pubblicato dopo due articoli che hanno suscitato ancora più silenzio di quelli già raccolti dal sottoscritto in merito alla depurazione e alle energie interattive. Il sottoscritto afferma infatti che la lavorazione dell’energia idroelettrica compressa permetterà di sommare la spinta di Lorentz a quella di Newton per trasportare veicoli aerei sottomarini e automobili, rendendo così il mezzo di trasporto più economico del futuro l’aereo, non solo perché non consumerà carburante, ma anche perché non necessiterà di infrastrutture come strade, ponti, gallerie e ferrovie. Ma sarà anche più sicuro, dato che è difficile che si verifichino collisioni nello spazio aereo, considerando tutto lo spazio a disposizione e la tecnologia che ci fornirà adeguati dispositivi di allarme anticollisione. Non dimentichiamo che gli scambi ferroviari sui treni ad alta velocità diventeranno sempre meno affidabili con l’aumentare della velocità. Tutto questo a prescindere dalle emissioni zero di CO2.

Inoltre, credo che, soprattutto, gli esperimenti sull’energia spaziale debbano essere condotti in ambiente reale, perché il vuoto prodotto in laboratorio non ha nulla a che vedere con il vuoto spaziale, ricco di forze gravitazionali e di una fitta rete di connessioni elettromagnetiche tra stelle, pianeti e satelliti, che potremmo sfruttare nei futuri trasporti spaziali. Se continuiamo a commettere lo stesso errore nello spazio e sulla Terra, non utilizzando le energie interattive che interagiscono positivamente con l’ambiente, senza costi e senza esaurirsi nel tempo, verremo respinti dallo Spazio come anticorpi indesiderati, proprio come sta accadendo sulla Terra. Chi ha incaricato i burocrati degli uffici brevetti di condannare le energie interattive come “moto perpetuo”? Non possiamo continuare a istruire le generazioni future su queste banalità scientifiche.

Amavo il mio lavoro di progettista e installatore di impianti, diviso a metà tra industria e ambiente, ma sono andato in pensione non appena ho potuto perché questo lavoro non può essere svolto bene con la mentalità ristretta dell’attuale classe dirigente mondiale che, soprattutto, appalta impianti già progettati, senza mai essere messi in discussione dalle aziende partecipanti alle gare d’appalto. Il sottoscritto, invece, basandosi sulla propria esperienza, ha constatato che gli impianti industriali sono incompleti dal punto di vista ambientale e quelli ambientali sono incompleti sia dal punto di vista ambientale che industriale, poiché non hanno individuato i principi di interazione e non applicano l’organizzazione scientifica del lavoro. Il sottoscritto è giunto a questa amara conclusione solo grazie alla conoscenza simultanea dei sistemi industriali e ambientali, acquisita dopo una vita di lavoro dedicata all’installazione di sistemi progettati da altri, ma anche alla progettazione dei sistemi di connessione necessari per aumentare la produttività industriale, ma anche quella energetica e ambientale. Così come è importante lo studio della disposizione degli impianti industriali, altrettanto importante è lo studio della disposizione del territorio in cui si inseriscono gli impianti ambientali ed energetici. Così come la razionalizzazione dei cicli di lavoro industriali è importante, altrettanto importante è la razionalizzazione dei cicli di depurazione dell’acqua e dell’aria coinvolti in attività esterne all’attività industriale, nelle zone rurali, nelle reti fognarie, nei centri urbani, nelle centrali termoelettriche e negli impianti di depurazione. Oggi, in tutto il mondo, l’organizzazione del lavoro viene correttamente applicata nell’industria, ma solo per aumentare la produzione. Non viene applicata negli impianti ambientali, poiché gli enti pubblici mondiali non hanno individuato il modo di produrre energie interattive e fingono di non comprenderle per non ammettere il loro enorme errore.

3. A VOLTE LA NATURA VUOLE ESSERE INGANNA PER OFFRIRE ENERGIA E PURIFICAZIONE GRATUITAMENTE.

È come una madre che finge di non vedere la piccola astuzia dei figli, se li trova intelligenti. È il caso dell’invenzione della pompa con doppia alimentazione separata alla girante, che aggira la forza di gravità nei sistemi fluidodinamici. Ma è anche il caso del cuore artificiale ossigenatore del sangue, che sostituisce il sangue all’acqua. È anche il caso della nuova invenzione dei motori lineari globali, che, oscurando il flusso di ritorno dei magneti permanenti, darebbe l’impressione di viaggiare su una rotaia magnetica infinita, che a differenza della singola rotaia del sistema Maglev, permette di andare in tutte le direzioni, inoltre, sommando le forze di Newton, Lorentz, Pascal, Maxwell, Torricelli, Henry, Venturi, in un sistema unico e interattivo, il che dimostra ancora di più che il moto perpetuo non esiste. Ma se esistesse non sarebbe conveniente realizzarlo, poiché è meglio spendere una piccola quantità di energia per produrne molta, sfruttando correttamente i principi interattivi energetici, purificanti ed elettromagnetici, legiferati da tempo, ma mai messi insieme correttamente. Con i sistemi interattivi avremmo non solo un vantaggio ambientale ma anche economico, poiché la natura ha selezionato da sé i gas compatibili con lo sviluppo della vita e la produzione di energia sul pianeta Terra, eliminando tutti gli altri e ispessendo nell’atmosfera solo azoto e ossigeno con piccole percentuali di CO2 e altri gas minori non tossici. L’aria atmosferica non solo è respirabile, ma è anche il più potente accumulatore di energia. Infatti, può essere compressa a pressioni di migliaia di bar senza subire alterazioni finché le temperature non scendono a -140,6 gradi centigradi, un valore irraggiungibile sulla Terra con i sistemi naturali. Credo sia superfluo dire che Madre Natura non ha perdonato l’inganno sconsiderato che ha causato il riscaldamento globale e che lo sta punendo severamente, soprattutto perché non è bilanciato dall’astuzia intelligente che i prepotenti al governo non permettono di attuare.

Se vogliamo davvero onorare il lavoro dei grandi scienziati citati, che hanno legiferato in materia prima dell’attuale sviluppo industriale, dobbiamo creare sistemi progettati a livello globale che, basandosi su questi principi, consumino il minimo di energia e producano il massimo rendimento, ottimizzando la progettazione di macchine e sistemi, soprattutto fluidodinamica, poiché quelli elettromagnetici e meccanici sono già più che adeguati al modello di sviluppo sostenibile. In effetti, la forza gravitazionale vuole essere aggirata dalla creatività umana non solo nell’acqua, dove i vantaggi sono più evidenti, ma anche nell’atmosfera e nello spazio. L’ostacolo maggiore che dobbiamo superare non risiede nella fisica o nella chimica, nella meccanica o nella termodinamica, ma nella ristrettezza mentale di quegli scienziati e inventori miopi che hanno creato cicli incompleti che stanno distruggendo il pianeta. Oggi questi scienziati e inventori, anche se pentiti, non parlano perché i loro datori di lavoro, pubblici e privati, non possono permettersi il crollo contemporaneo di tutte le borse mondiali.

Credo che i governi di tutto il mondo, invece di affidare lo sviluppo globale interamente alle multinazionali, come stanno facendo, abbiano il dovere morale di promuovere il progresso tecnologico mondiale, prima attraverso i brevetti intellettuali e poi attraverso quelli industriali. Ovviamente, i brevetti intellettuali non dovrebbero prevedere il pagamento di tasse di deposito e di mantenimento. Se il progresso tecnologico non progredisce a livello intellettuale, non può progredire a livello industriale. Questo è ciò che i burocrati degli uffici brevetti non riescono a comprendere, perché non sono né scienziati, né inventori, né economisti.

Purtroppo, oggigiorno, a causa della divisione delle competenze tecniche scientifiche, economiche e politiche, si verificano troppi errori inspiegabili da parte della scienza, dei governi e delle multinazionali, e troppi interessi occulti da nascondere. Le invenzioni errate sono la causa principale dell’enorme debito pubblico mondiale e del riscaldamento globale. Sono anche la causa principale del generale silenzio sulle energie interattive. Sarebbe opportuno menzionare questi aspetti anche nei documenti relativi ai brevetti industriali, dove, prima di parlare di un’invenzione, è necessario fare il punto sullo stato dell’arte del settore in questione. Di fatto, l’attuale classe dirigente mondiale, non consentendo agli inventori di depositare brevetti, ha creato conflitti di interesse che ostacolano un reale sviluppo sostenibile e una corsa sostenibile alla conquista dello spazio.

Il sistema di trasporto terrestre e spaziale con motori lineari globali interattivi primari e indotti, sviluppato dal sottoscritto, è stato solo virtualmente concepito, così come i sistemi interattivi di purificazione ed energia che nessuno ha finanziato. Non dovremmo sorprenderci di questo fatto, perché gli inventori che dipendono da enti pubblici e privati ​​non possono lavorare liberamente alle proprie idee. Devono seguire le direttive aziendali. La libertà di pensare in modo imparziale è essenziale per creare uno sviluppo sostenibile. Per questo motivo, il sottoscritto ha rinunciato alle offerte di lavoro e ha intrapreso l’attività di inventore in pensione. Ma prima di dedicarsi all’invenzione, ha cercato di conoscere sia i sistemi industriali che quelli ambientali durante gli anni di lavoro. Senza esperienze lavorative trasversali, non si possono concepire invenzioni di portata globale. Il fatto che nessuno abbia finanziato queste invenzioni a livello mondiale non è una sconfitta, ma la dimostrazione della gravità degli attuali conflitti di interesse che coinvolgono l’intera classe dirigente mondiale, compresa quella scientifica.

Quei politici populisti che, alla ricerca del consenso elettorale, spingono le popolazioni regionali a chiedere autonomia di pianificazione e gestione sono ridicoli. Se la scienza mondiale ha frainteso i principi fondamentali dell’energia, della purificazione e dell’economia, producendo invenzioni errate che hanno generato il riscaldamento globale e inutili debiti pubblici, con quale preparazione tecnica e scientifica potrebbero gli autonomisti creare il benessere che promettono? L’ignoranza regna sovrana sul pianeta Terra e chiunque la pensi diversamente viene emarginato dalla società come un corpo indesiderato dai centri di potere mondiali che distribuiscono la ricchezza apparente, mentre quella reale nessuno è in grado di produrla a causa dell’assenza di mezzi economici e di leggi razionali create nell’interesse generale.

Se io e altri inventori che proponiamo soluzioni alternative non finanziate da nessuno abbiamo commesso degli errori, questi possono essere corretti solo attraverso la sperimentazione. Ma finché regnerà il silenzio generale e l’accettazione dello stato attuale dell’arte da parte della classe dirigente mondiale e della maggior parte dei media, non si potranno compiere progressi concreti nella direzione dei sistemi interattivi, che sono gli unici in grado di cambiare positivamente lo sviluppo mondiale, oggi basato unicamente su soluzioni ambientali ed energetiche commerciali e palliative. D’altra parte, il silenzio, soprattutto della scienza mondiale, è molto strano, poiché i concetti di fluidodinamica rappresentano la base più elementare dei motori lineari globali interattivi primari e indotti. Questi concetti sono più facili da comprendere rispetto a quelli elettromagnetici, che si trovano a un livello di sviluppo più avanzato. La cosa è davvero strana perché i concetti di fluidodinamica, così come chiaramente definiti da Torricelli, Venturi, Pascal, Henry e Bernoulli prima dell’invenzione dell’elettricità, sono anche più semplici da sperimentare rispetto all’elettromagnetismo, all’energia nucleare e alla produzione di costosi nuovi combustibili supercompressi o chimici.

Quali sono le ragioni che mi hanno spinto a sviluppare la produzione di energia idroelettrica compressa anche in forma cilindrica verticale? Le ragioni sono molto semplici. Sono dovute al fatto che la maggior parte dei pozzi del mondo è inquinata da nitrati e sostanze tossiche. Con la produzione di energia idroelettrica compressa, possiamo purificare le falde acquifere producendo energia anziché consumandola. Perché la scienza pubblica mondiale e le multinazionali tacciono, di comune accordo, lasciando scadere brevetti di utilità sociale con il tacito consenso dei legislatori? I legislatori, proprio perché non sono tecnici, dovrebbero almeno credere nella speranza e incoraggiare la sperimentazione interattiva, invece si atteggiano a tecnici memorizzando ciò che non comprendono. Parlano di energie rinnovabili come l’energia solare ed eolica, che sono ingombranti, discontinue e non molto potenti. Queste non valgono nulla di fronte alla potente energia interattiva che utilizza solo acqua e aria, che può essere prodotta istantaneamente in ogni angolo della Terra a tutte le ore del giorno e della notte, purificando l’acqua con aria compressa. Inoltre, l’aria compressa è un potentissimo accumulatore di energia. L’attuale commercio di batterie che sta invadendo il mondo intero non è giustificato.

È stato un caso fortunato che il sistema progettato per pozzi di piccole dimensioni potesse essere utilizzato anche per creare il cuore artificiale che ossigena il sangue e montato in serie con i turboventole elettrici alimentati dallo stesso generatore di corrente primaria, producendo insieme alla spinta di Newton anche la spinta di Lorentz. Personalmente, non credo nella fortuna, ma credo che la fortuna aiuti gli audaci. Se non avessi osato sfidare la scienza e le potenze mondiali proponendo energie interattive, di queste non si sarebbe parlato per centinaia di anni. Chi detiene il potere economico e politico ricompensa la scienza solo se indaga nelle direzioni che desidera. Senza intaccare gli investimenti già effettuati e le alleanze tra le multinazionali che hanno creato colossali potenze economiche basate su sistemi energetici errati, che coinvolgono anche la ricerca pubblica. Di fatto, da quando i governi comunisti hanno smesso di essere imprenditori, gli unici acquirenti dei brevetti dei ricercatori pubblici sono le aziende private. Che, come sappiamo, sono specializzate in singole scienze e tecnologie. Di conseguenza, nessuno realizza progetti sviluppati a livello globale, che dovrebbero essere il compito principale della ricerca pubblica mondiale. Infatti, se osserviamo come sono organizzate le università nel mondo, ci rendiamo conto che una singola università è divisa in molte facoltà scientifiche che non dialogano tra loro, ma lo fanno attraverso conferenze e pubblicazioni organizzate da aziende private a pagamento, in modo che si creino alleanze e strategie universali che facciano crescere i singoli settori della fisica, della chimica, della biologia, i sottosistemi tecnologici che riguardano i trasporti terrestri, marittimi e aeronautici, il riciclo di vari tipi di materiali, i vari tipi di energia biologica, termica e nucleare, i vari tipi di agricoltura. Tutti questi settori, separati tra loro da strategie commerciali, che non realizzano mai cicli globali, confermano l’impossibilità di creare sistemi con rendimenti superiori al 100%, poiché non vanno oltre i limiti imposti dalle fonti energetiche commerciali esistenti. Ma il sottoscritto, che nella sua vita lavorativa ha svolto soprattutto l’attività di installatore di impianti industriali e poi ambientali ed energetici, seguendo i cicli di lavoro industriali, ambientali ed energetici, come ha già scritto in numerose pubblicazioni, si è reso conto che i cicli industriali, ambientali ed energetici si arrestano senza completarsi, nei camini, nelle fognature e che i depuratori non possono fare miracoli, soprattutto se collocati a diversi chilometri dalla fonte dell’inquinamento. Soprattutto, nella migliore delle ipotesi depurano l’acqua, mentre l’aria non può più essere depurata una volta raggiunta l’atmosfera dopo una semplice filtrazione (nella maggior parte delle applicazioni non viene nemmeno filtrata). Ciò significa che c’è una grave carenza nell’organizzazione scientifica del lavoro mondiale, che non viene menzionata nei convegni internazionali, né nelle pubblicazioni a pagamento,né nei vertici mondiali a tutti i livelli, specialmente in quelli organizzati dalle Nazioni Unite chiamati “COP”, Conferenza tra le parti.

 Il pianeta Terra ha impiegato 4,5 miliardi di anni per ritrovare l’equilibrio ambientale che aveva prima dell’era industriale, iniziata all’inizio del XX secolo, mentre l’attuale equilibrio universale, secondo le stime, risale a circa 14 miliardi di anni fa. Dall’osservazione del moto delle galassie è stato possibile determinare che solo il 10% della massa dell’Universo è visibile, ovvero costituita da materia ordinaria composta da atomi. Il restante 90% è chiamato materia oscura perché invisibile ai telescopi terrestri. Per osservare una piccola parte di questa materia, la NASA ha ideato l’esperimento CIBER (Cosmic Infrared Background Experiment): un insieme di telescopi e altri strumenti viene lanciato su un razzo fino a 300 chilometri di altitudine (poco meno della Stazione Spaziale Internazionale) per poi ricadere a terra. Nei sette minuti trascorsi fuori dall’atmosfera, una telecamera raccoglie la luce del cielo, osservando in un colpo solo un’area grande quanto 20 lune piene, e trasmette i dati agli strumenti per l’analisi. Quest’ultimo studio ha dimostrato che, sottraendo tutta la luce dalle galassie, l’oscurità del vuoto interstellare non rimane che una debole luce di fondo, che può essere spiegata solo immaginando che miliardi e miliardi di stelle siano sparse tra le galassie. Forse, secondo i primi calcoli (ancora da confermare), tante quante quelle presenti nelle galassie stesse: metà di tutte le stelle dell’universo, ovvero quella metà della materia che manca dai conti (http://espresso.repubblica.it/visions/science/2014/12/24/news/star-wandering-in-the-blank-cosmic-1.193252).

Ricollegandomi al riassunto dell’articolo precedente, ritengo che l’esplorazione telescopica condotta dalla NASA con l’esperimento CIBER e altri simili possa fornire solo informazioni parziali. Finché la NASA continuerà a utilizzare i razzi come mezzo di trasporto e non come un sistema interattivo, in grado di produrre l’energia necessaria all’interno delle navicelle spaziali per raggiungere lo spazio e tornare indietro viaggiando in modo indipendente, non sapremo mai come è realmente fatto l’universo. In effetti, è impossibile che l’universo si sviluppi orizzontalmente come il sistema solare.

 Per me, un buco nero non è altro che un immenso vortice astronomico, soprattutto elettromagnetico, simile a quelli che si verificano nell’atmosfera e nelle acque. Per evitarli nelle navigazioni spaziali sarà necessario, soprattutto, generare sui mezzi di trasporto un magnetismo opposto a quello che prevale nel buco nero, in modo da essere respinti anziché attratti dalle immense forze che connettono gli universi paralleli e sovrapposti, le quali sconvolgono tutti i calcoli delle leggi di Keplero, valide in un campo astronomico limitato a sistemi stellari singoli.

Dall’articolo https://scienze.fanpage.it/scoperto-mostruoso-buco-nero-con-una-massa-pari-a-40-miliardi-di-volte-quella-del-sole/, apprendiamo che a circa 700 milioni di anni luce dalla Terra è stato scoperto un mostruoso buco nero supermassiccio, caratterizzato da una massa pari a 40 miliardi di volte quella del Sole. Si tratta del più grande mai misurato tramite osservazioni dirette, o analizzando il movimento delle stelle che gli orbitano attorno. Il primato dei buchi neri “ultramassicci” al momento appartiene al quasar TON 618, situato nella costellazione dei Cani Venati, la cui massa – misurata solo indirettamente – è stimata a 66 miliardi di volte quella del Sole. Di fronte a queste immense dimensioni, dovrebbe essere evidente che un buco nero coinvolge più di un sistema galattico allo stesso tempo, quindi è impossibile quantificare le forze che rilasciano energia, ma solo studiarne gli effetti utili e dannosi sullo sviluppo e sulla sopravvivenza umana. Non ci siamo riusciti sulla Terra, dove era molto facile identificare principi interattivi positivi e negativi, scegliendo energie non interattive; saremo mai in grado di identificarli nello spazio, dove le cose sono miliardi di volte più complesse?

Anche gli scienziati della NASA dovrebbero ammettere i propri errori, ma come tutti i centri di potere, gli errori li nascondono con precisione, impedendo ai comuni mortali di sfruttare sistemi semplici e sostenibili, che probabilmente sono gli unici in grado di garantirci persino la sopravvivenza nello spazio. Come sulla Terra, anche nello spazio i cicli che non siamo in grado di chiudere completamente non devono essere aperti in applicazioni reali. I cicli energetici individuati anche dalla NASA devono rimanere sperimentali finché non diventino innocui o positivamente interattivi, come l’energia idroelettrica compressa. Ma nemmeno la NASA ha sperimentato in questo campo, pur sapendo che l’aria può essere compressa a pressioni di migliaia di bar e che i liquidi incomprimibili possono sfruttare questa pressione in modo statico, studiando come aggirare la pressione modificando le pompe centrifughe, come ha fatto la NASA, nel silenzio generale della scienza, spaziale compresa. Gli attuali silenzi sull’energia interattiva non fanno altro che produrre danni ambientali e incoraggiare invenzioni e investimenti sbagliati.

Molti si chiedono perché dopo il 1969 non siamo più tornati sulla Luna. La NASA ha annunciato che tornerà entro il 2024. Personalmente, credo che tornare sulla Luna con razzi chimici sia uno spreco di risorse. Potremmo arrivarci solo dopo aver individuato l’energia spaziale interattiva. Ma questa non può essere individuata se prima non si sperimenta l’energia interattiva terrestre, ovvero l’energia idroelettrica compressa che non richiede carburante e che, se utilizzata nello spazio, permetterebbe il ritorno sulla Terra con gli stessi mezzi di trasporto, non con le piccole navicelle spaziali che trasportano solo astronauti.

Personalmente, ritengo che abbiamo sprecato risorse solo con razzi chimici e cercando di scindere l’atomo in reattori nucleari terrestri, perché questi reattori non possono riprodurre né le temperature di fusione, né la materia che ha contribuito a creare l’universo, né i quattordici miliardi di anni necessari per la suddivisione delle particelle secondo le esigenze dello spazio. Per costruire impianti e mezzi di trasporto terrestri e spaziali dobbiamo identificare e implementare sistemi interattivi, ma sia sulla Terra che nello spazio stiamo utilizzando sistemi incompatibili e antieconomici. Ad esempio, sfruttando l’induzione elettromagnetica a bordo degli aerei, possiamo alleggerirli riducendo il peso dei carburanti e, di conseguenza, i costi economici. Inoltre, possiamo sfruttare energie esterne naturali o artificiali dovute alle onde elettromagnetiche. Possiamo produrre parte di queste energie negli aeroporti, in ogni sito di decollo. Infatti, in base all’ultimo brevetto depositato dal sottoscritto, possiamo produrre una spinta elettromagnetica regolabile verso l’alto che alleggerisce il peso delle masse elettromagnetiche che si muoveranno sulle rotte in partenza dagli aeroporti. Essendo piccoli aerei privati ​​più leggeri, non avranno bisogno di spinte aggiuntive né di rotte predefinite. Ma è possibile incorporare parte del carico da trasportare in serbatoi rivestiti esternamente da un induttore e da un circuito indotto che, producendo la spinta verso l’alto di Lorentz, neutralizza il peso del serbatoio e del suo contenuto. Ho proposto questa soluzione soprattutto per la progettazione di veicoli antincendio, che per essere efficienti devono rimanere costantemente per il tempo necessario sotto una pioggia uniforme, precisa e non violenta. Ma questa soluzione, certamente più stabile degli elicotteri attuali, può salvare molte vite umane anche in caso di naufragi, soccorso in montagna e alluvioni.

Con queste innovazioni, il trasporto più economico e sicuro del futuro sarà quello aereo, senza carburante, ruote soggette a usura, strade e gallerie, che utilizzerà la spinta elettromagnetica combinata con la spinta di Newton. Tuttavia, si possono studiare anche soluzioni ibride, dotate di ruote che possono viaggiare anche su strada. Infatti, con la trasmissione elettrica, la posizione in cui il generatore di corrente che alimenta i motori elettrici che azionano le ruote, le eliche, le giranti delle pompe, o i motori che fanno circolare i magneti permanenti che producono la corrente indotta che a sua volta produce la spinta elettromagnetica di Lorentz. Molte invenzioni sono state fatte sull’elettromagnetismo, ma le più importanti devono ancora realizzarsi perché necessitano di un’energia primaria mobile piccola, potente, inesauribile e non inquinante, che non è moto perpetuo, ma semplicemente interazione tra molti principi fisici e macchine esistenti che devono solo essere modificate. Questo sistema completo l’ho chiamato io stesso “motore lineare globale interattivo”. Non si tratta di una singola coppia di componenti, bensì dell’intero processo energetico estratto dalla natura e dalla spinta di Newton e Lorentz, che può essere applicato insieme, in serie o in parallelo, consumando solo l’usura dei materiali che compongono i sistemi. L’energia primaria e indotta viene prodotta con acqua e aria riciclate all’infinito senza uscire dall’impianto. Pertanto, è possibile produrre spinte lineari in qualsiasi condizione terrestre e anche nel vuoto spaziale.

È ovvio che lo stato dell’arte dei trasporti mondiali non potrà fare grandi passi avanti se i centri di potere mondiali, pubblici e privati, continueranno a tacere sui propri errori, nonostante il riscaldamento globale, così come la modifica dei sistemi di purificazione non può progredire e la produzione di energia elettrica in generale. Per questo motivo, il sistema di trasporto interattivo, di cui il sottoscritto è a conoscenza, si sta sviluppando virtualmente, come i sistemi di purificazione ed energetici che nessuno ha finanziato. Se ho commesso degli errori, questi possono essere corretti solo attraverso la sperimentazione. Ma finché persisterà il silenzio generale della classe dirigente mondiale e della maggior parte dei media, non si potranno compiere progressi concreti nella direzione dei sistemi interattivi, che sono gli unici in grado di cambiare positivamente lo sviluppo mondiale, che oggi si basa unicamente su soluzioni ambientali ed energetiche commerciali e palliative. I concetti di fluidodinamica rappresentano la parte più arretrata dei motori lineari globali interattivi primari e indotti. Questo è molto strano, perché la fluidodinamica è più facile da comprendere rispetto all’elettromagnetismo, che si trova a un livello di sviluppo molto più avanzato. Questo è davvero strano perché i concetti di fluidodinamica sono stati chiaramente definiti da Torricelli, Venturi, Pascal, Henry e Bernoulli molto prima dell’elettromagnetismo e sono anche più semplici da sperimentare.

Gli esperimenti non nascono dal nulla. Nascono dalle idee degli inventori. Purtroppo, non tutte le invenzioni sono gradite ai centri di potere mondiali, che hanno commesso errori nell’attuale modello di sviluppo anche dal punto di vista scientifico. Il sottoscritto, che ha iniziato a fare l’inventore solo in pensione, pensava che mettendo a disposizione l’esperienza pratica maturata in trentasette anni di lavoro, avrebbe reso un favore alle istituzioni. Invece, questa iniziativa, evidentemente, non è stata apprezzata, soprattutto perché le mie soluzioni, essendo interattive, sottolineano come gli attuali impianti globali di depurazione ed energia, pubblici e privati, siano in un modo o nell’altro incompleti e producano più danni che benefici economici, che dovrebbero invece essere il punto di forza di chi inquina l’ambiente. Infatti, il carbone costa meno del gas e del diesel, ma inquina di più. I paesi poveri, non potendo permettersi il costo di combustibili più costosi, accettano un inquinamento maggiore. Perché questi paesi poveri non vengono informati che è possibile produrre energia fissa e mobile, utilizzando solo acqua e aria, a un costo di gran lunga inferiore a quello del carbone?

Il sottoscritto ha inventato l’energia interattiva, approfondendo le soluzioni proposte e non realizzate dai centri di potere mondiali per la depurazione interattiva dell’energia fossile attraverso la modifica dei camini e la realizzazione di cicli globali in serre calcaree e bacini sovrapposti biologici, che sono depositi di brevetti internazionali che i potenti della terra hanno decaduto per non demolire gli impianti attuali che hanno risaldato il pianeta non chiudendo tutti i cicli organici e inorganici che aprono per ragioni economiche. L’energia interattiva è molto più economica dell’energia fossile, dell’energia nucleare, dell’energia solare ed eolica, perché non apre alcun ciclo termico, chimico o biologico, ma solo processi fisici a partire dalle condizioni favorevoli offerte dalla natura, che sono la densità dei liquidi, superiore a quella dei gas, e il principio di impenetrabilità dei corpi. Il corretto utilizzo di questi principi consente di risparmiare al massimo i costi energetici ed evitare qualsiasi forma di inquinamento evitando tutti i cicli che hanno prodotto il riscaldamento globale e i disastri nucleari.

Ho cercato di collaborare con le istituzioni, prima italiane e poi internazionali, pubblicando inizialmente i processi interattivi di depurazione dell’energia fossile, applicabili a tutti gli impianti energetici fissi del mondo, ma, visto il rifiuto di qualsiasi forma di collaborazione anche di fronte al deposito di importanti brevetti internazionali, ho dovuto continuare le ricerche per conto mio, senza alcuna speranza di finanziamento. Non potevo fermarmi perché, proseguendo con il mio lavoro, i collegamenti interattivi tra depurazione ed energia idroelettrica compressa diventavano sempre più logici, così come quelli con l’elettromagnetismo diretto e le correnti indotte.

6. LA SCIENZA È SEMPRE STATA UNO STRUMENTO DI POTERE NELLE MANI DEI POTENTI.

La storia dell’umanità è progredita in modo disordinato e a piccoli passi perché la scienza è sempre stata uno strumento di potere nelle mani dei potenti. La priorità delle invenzioni si è concentrata soprattutto sul fuoco, per difendersi dal freddo, ma anche e soprattutto come strumento di attacco e difesa contro altri popoli. Gli uomini più brillanti, come Archimede, si sono dedicati soprattutto allo studio delle armi. Basti pensare a tutte le armi inventate dopo il 1250 circa, quando gli alchimisti scoprirono le giuste proporzioni con cui mescolare salnitro purificato, carbone polverizzato e zolfo per ottenere la polvere da sparo. La forza del calore fu predominante anche per realizzare i mezzi di locomozione. Si pensi alla caldaia a vapore di James Watt (1763), poi al motore a combustione di Nikolaus August Otto del 1876. Fino alla produzione delle prime automobili in serie da parte della Ford tramite catena di montaggio nel 1913, che diede inizio all’era dello sviluppo industriale e dell’organizzazione scientifica del lavoro di Frederick Taylor. Nel frattempo, Albert Einstein pubblicò la teoria della relatività ristretta nel 1905 e la teoria della relatività generale nel 1916. Quest’ultima perfezionò anche la conoscenza della gravità terrestre già pubblicata da Newton (1642-1627). Non bisogna dimenticare che nello stesso periodo si combatteva la Prima Guerra Mondiale (2014-2018), che vide contrapporsi due blocchi di potere: Germania, Austria-Ungheria, Impero Ottomano e Bulgaria contro le potenze alleate di Francia, Gran Bretagna, Impero Russo e Italia. Albert Einstein si tenne a distanza dalla ricerca sulla scissione dell’atomo, alla quale non voleva partecipare proprio a causa dei pericoli nucleari che essa comportava, ma con l’avanzare della Seconda Guerra Mondiale, la corsa agli armamenti nucleari non poté essere arrestata. Alcuni scienziati europei che si erano rifugiati negli Stati Uniti d’America (Enrico Fermi, Leo Szilard, Edward Teller ed Eugene Wigner) erano preoccupati per il possibile scoppio di guerre. Nel 1939, gli scienziati Fermi e Szilard, basandosi sui loro studi teorici, persuasero Albert Einstein a scrivere una lettera al presidente Roosevelt per informarlo dell’ipotetica possibilità di costruire una bomba atomica utilizzando il principio della fissione nucleare e del fatto che il governo tedesco avesse probabilmente già avviato ricerche in materia. La politica espansionistica nazista terrorizzava il mondo intero. Chi avesse prodotto la bomba più potente avrebbe dominato il mondo. Pertanto, il governo statunitense si interessò alla ricerca. La prima bomba al plutonio (nome in codice “The Gadget”) fu fatta detonare nel “Trinity test” il 16 luglio 1945 nel poligono di Alamogordo, nel Nuovo Messico. La prima bomba all’uranio (“Little Boy”) fu sganciata sul centro di Hiroshima il 6 agosto 1945. La seconda bomba al plutonio, chiamata “Fat Man”, fu sganciata su Nagasaki il 9 agosto 1945. Questi furono gli unici casi di utilizzo bellico di armi nucleari, sotto forma di bombardamenti strategici.L’Unione Sovietica si riprese piuttosto rapidamente e sperimentò la prima bomba a fissione il 29 settembre 1949, ponendo così fine al monopolio degli Stati Uniti d’America. Gran Bretagna, Francia e Repubblica Popolare Cinese sperimentarono un ordigno a fissione rispettivamente nel 1952, 1960 e 1964. Le testate nucleari, basate sia sul principio della fissione nucleare che sulla fusione termonucleare, possono essere installate, così come su bombe aeree, missili, proiettili di artiglieria, mine o siluri (https://proxidanblog.wordpress.com/2015/03/12/chi-ha-inventato-la-bomba-atomica/). Le bombe atomiche esplose e la minaccia del loro utilizzo da parte di chi le possiede hanno cambiato il corso della storia. La prima centrale nucleare a reattore fu costruita nel 1955 nello Stato dell’Idaho (USA). Il reattore civile si chiamava Borax III.https://www.ecoage.it/storia-del-nucleare.htm ).

La storia è già piena di disastri causati dall’energia nucleare, ma anche altre fonti energetiche hanno provocato catastrofi di proporzioni enormi. Ancora oggi, i vari settori scientifici non sono coordinati dai governi, né tantomeno dalle Nazioni Unite, per creare impianti completamente compatibili con l’ambiente a livello globale. L’assegnazione dei premi Nobel negli ultimi anni tende spesso a riservare il Premio Nobel per la Pace a politici e istituzioni che si distinguono nella lotta contro il cambiamento climatico. Tuttavia, questi premi sono molto ambigui e dimostrano come la scelta dei premiati sia influenzata dai centri di potere. Non vengono premiate nemmeno le invenzioni concrete contro il riscaldamento globale (come le serre artificiali in calcare che neutralizzerebbero la CO2 attraverso un processo di chimica inorganica naturale; i pozzi artificiali che riportano in superficie il calcio solubilizzato nelle profondità marine, contrastando l’abbassamento del pH e lo scioglimento dei ghiacciai; l’energia idroelettrica sommersa e compressa, che produrrebbe energia senza emissioni di CO2, ma purificando l’acqua). Vengono premiate solo le buone intenzioni generiche delle caste scientifiche e politiche, che non raggiungeranno gli obiettivi promessi, anzi, andranno nella direzione opposta, ignorando le invenzioni sostenibili menzionate in precedenza.

Personalmente, ritengo che i regimi comunisti abbiano fallito perché i burocrati si sono impossessati degli inventori e dei lavoratori che creano benessere e ricchezza a livello globale. Il capitalismo sta fallendo per la stessa ragione. La creatività è stata imprigionata da interessi privati ​​e occulti che impongono regole assurde solo agli inventori, mentre altre opere intellettuali sono libere di esprimersi. Nessuno mette in discussione la paternità di un’opera d’arte e il diritto d’autore, mentre gli inventori sono costretti a pagare tasse di deposito e di mantenimento per ogni dettaglio che sviluppano, senza che nessuno comprenda i principi interattivi che sono trasversali alle diverse specializzazioni. Per i burocrati degli uffici brevettuali di tutto il mondo, qualcosa che non è facilmente comprensibile ai professionisti può essere definita invenzione. Ma per me è proprio il concetto di “addetti ai lavori” che deve essere messo in discussione, ovvero i principi interattivi che sono trasversali alle attuali specializzazioni del mondo del lavoro. È ovvio che, dopo aver realizzato uno sviluppo industriale ottuso e non interattivo, basato su specializzazioni individuali, le invenzioni interattive non possono essere comprese e gli inventori non possono pagare cauzioni e tasse di mantenimento per cose che nessuno capisce o, semplicemente, nessuno vuole capire. Difendere interessi basati su invenzioni precedenti che, non essendo interattive, continuano a causare danni e a consentire guadagni illeciti a chi le ha inventate, prodotte e commercializzate. In molti casi gli inventori sono dipendenti pubblici, mentre i produttori sono privati. La trama è molto complessa. Lo stato dell’arte non può progredire liberamente nell’interesse generale. Non esistono statisti in grado di comprenderne tutti i dettagli, ma anche se esistessero, non potrebbero fare molto. La politica è fatta di compromessi e la divisione delle competenze scientifiche è conveniente soprattutto per i politici che scelgono i consulenti scientifici con cui si sentono a proprio agio. Non esiste uno statista al mondo che abbia il coraggio di chiedere che la scienza venga applicata a livello globale, come chiaramente indicato sul sito web sottoscritto https://www.spawhe.eu.

 Sono rimasto molto perplesso dal Premio Nobel per la Pace del 2007 assegnato all’ex vicepresidente degli Stati Uniti “Al Gore” e agli scienziati dell’IPCC. Questi ultimi si battevano per seppellire la CO2 nel sottosuolo senza neutralizzarla. Solo i prototipi di questa assurda soluzione, che comporterebbe altri immensi rischi ambientali, avrebbero comportato una spesa di almeno cinquanta miliardi di dollari. Anche il premio conferito all’ex presidente degli Stati Uniti “Obama” nel 2009 è stato ambiguo, perché gli Stati Uniti, nel frattempo, erano impegnati nella guerra in Afghanistan e nell’estrazione e commercializzazione di gas e petrolio di scisto. Ancora oggi, queste figure politiche e scientifiche non hanno speso una parola sulla depurazione sostenibile della CO2 tramite serre di calcare, sul ripascimento artificiale che combatterebbe l’acidificazione degli oceani direttamente negli oceani, e nemmeno sulla sperimentazione dell’energia idroelettrica sommersa e compressa interattiva, che, come già detto, non necessiterebbe di combustibili, non inquinerebbe, ma purificherebbe e potrebbe essere prodotta ovunque sulla Terra e a qualsiasi ora del giorno e della notte. In effetti, in tutto il mondo esiste una vasta rete di silenziatori scientifici, media pubblici e privati ​​che non parlano e non vogliono parlare di queste invenzioni, soprattutto perché non sono autorizzati a farlo dai loro datori di lavoro. Persino i ventiquattro vertici mondiali COP, che hanno coinvolto 196 stati sovrani e un’enorme quantità di scienziati, non hanno speso una parola sulle energie di purificazione e interattive.

Sembra che persino gli organizzatori del Premio Nobel e i candidati a riceverlo non siano interessati agli aspetti pratici della gravità terrestre, che dimostrano, attraverso un ragionamento scientifico logico e l’organizzazione di un lavoro a livello globale, che potremmo disporre di energie a bassissimo costo che interagirebbero positivamente con l’ambiente, proteggendolo.

Per questi personaggi non ha importanza che le generazioni passate abbiano sbagliato la fonte primaria di energia mondiale e, di conseguenza, l’intero sviluppo globale. Questa loro indifferenza denota un legame fortissimo con i centri di potere che hanno riscaldato il pianeta legalmente, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, ma bloccando di comune accordo gli esperimenti interattivi che avrebbero dimostrato i loro errori.

La scienza non può essere soggetta a legami che condizionino la ricerca, come ad esempio la vendita di brevetti alle multinazionali. Tali legami hanno già causato troppi danni all’ambiente e all’umanità. Se sussistono dubbi scientifici su problemi importati da terzi, questi devono essere dissipati nell’interesse di tutti prima di procedere a nuovi investimenti e all’indebitamento pubblico. Agli autori di soluzioni di pubblica utilità dovrebbe essere concesso il diritto d’autore, non la proprietà industriale, a meno che l’invenzione non sia stata interamente realizzata da un’industria privata.

I premi Nobel per la fisica, la chimica e l’economia mondiale devono scendere dal piedistallo e assumersi le proprie responsabilità, perché se non approfondiscono completamente il loro ragionamento chiudendo tutti i cicli che si aprono, o identificando le sinergie, non dovrebbero essere definite le migliori soluzioni fisiche, chimiche e meccaniche, anche da un punto di vista economico. Non ha senso premiare invenzioni utili nel sistema attuale, come gli accumulatori di energia, che saranno molto meno utili in futuro rispetto alle energie interattive, che possono essere prodotte all’istante in qualsiasi condizione climatica. La multidisciplinarietà delle soluzioni deve essere la regola generale, soprattutto nei sistemi energetici e sanitari. È inoltre necessario premiare le invenzioni complete, non in nome della fisica, della chimica o della medicina, ma in nome della scienza applicata a livello globale. Dopo aver applicato la scienza a livello globale, si sceglie la soluzione migliore, ovvero quella che richiede il minor numero di passaggi. Infatti, se avessimo condotto un’indagine accurata sul lavoro scientifico, avremmo identificato la soluzione che richiede il minor numero di passaggi per trasformare la materia in energia. Con le tecnologie attualmente conosciute, la soluzione migliore sarà sempre l’energia idroelettrica compressa abbinata all’elettromagnetismo, che evita inutili passaggi termici, chimici e soprattutto commerciali. Questa soluzione, l’attuale classe dominante mondiale, cerca di nasconderla in ogni modo perché non è stata inventata da alcun centro di potere in grado di far sentire la propria influenza economica. È stata inventata da un semplice pensionato, solo con la forza del ragionamento globale che gli scienziati superspecializzati non possono raggiungere se non umilmente, rinunciando a tutti i costi alla pretesa di avere ragione per difendere gli interessi che rappresentano. Non è un caso che il sottoscritto abbia trovato questa soluzione, che non rappresenta alcuna istituzione scientifica né alcuna multinazionale. Certo, dicendo questo, potrei sembrare più presuntuoso degli scienziati che non vogliono scendere dal piedistallo. Vorrei chiedere a coloro che la pensano così se hanno avuto il coraggio e la pazienza di lavorare per quattordici anni per mettere insieme i pezzi sparsi tra diverse tecnologie e principi scientifici, senza mezzi economici, senza essere pagati da nessuno e con una legislazione sui brevetti punitiva nei confronti degli inventori privati. Solo grazie alla scappatoia del deposito dei brevetti intellettuali ho potuto evitare di spendere i miei risparmi (circa 20.000 euro) nel vano tentativo di interlocutori internazionali, almeno per quanto riguarda i brevetti più importanti. Ma se non li avessi spesi, non sarei stato in grado di dimostrare che il mondo intero è un paese. Ovvero, i giochi di potere sono universali. I problemi ambientali possono essere risolti solo se i poveri inventano le energie dei poveri, che sono sicuro funzionerebbero meglio di quelle dei ricchi. Ci vuole molta pazienza e attesa perché i poveri capiscano. Per questo motivo,I brevetti intellettuali devono essere equiparati ai libri d’autore rifiutati dagli editori e non alla proprietà industriale, implicata fino al collo nel riscaldamento globale. 

Spesso il Premio Nobel viene assegnato a scienziati che hanno sviluppato la stessa invenzione con procedure diverse. Questi scienziati nascondono le proprie scoperte, non sperimentano e, di conseguenza, le applicazioni globali non vengono premiate. L’individuazione di sinergie, invece, moltiplicherebbe i risultati e ridurrebbe l’inquinamento. Se queste invenzioni venissero premiate, per una questione di coerenza, la maggior parte degli impianti artificiali del mondo dovrebbe essere demolita e tutti i sistemi di trasporto globali dovrebbero essere completamente rivisti.

“L’ossigenatore cardiaco artificiale a sangue energeticamente autonomo” (https://www.spawhe.eu/artificial-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/) è un’invenzione multidisciplinare. A parte il fatto che la scienza mondiale ha permesso a semplici burocrati dell’ufficio brevetti italiano di dichiararlo “moto perpetuo”, in generale c’è stata indifferenza scientifica. Quindi non è un brevetto concesso. Ho pagato 50 euro per depositare il brevetto. Avrei dovuto pagare circa 600 euro per oppormi all’ufficio brevetti nel mio paese e iniziare una causa che avrei sicuramente vinto, ma perdendo più soldi. Non so quanti. Dopodiché, avrei dovuto spendere altri 3.500 euro per depositare il brevetto a livello internazionale, e poi avrei dovuto pagare la cauzione per il brevetto in tutti i paesi del mondo, nominando anche un rappresentante legale in ogni singolo paese per proteggere la mia invenzione.

Nessuno mi ha dato la possibilità di spiegare che non voglio proteggere la mia invenzione, poiché, essendo di pubblica utilità, tutti dovrebbero avere la possibilità di usufruirne. Ma dato che questa invenzione è dotata di novità, inventiva e applicabilità industriale, quando verrà realizzata dovrei vedermi riconosciuti i diritti d’autore, come avviene per tutti gli autori di opere intellettuali, anche se scrivono una semplice canzone. Perché gli inventori privati ​​dovrebbero essere trattati in questo modo dalla burocrazia mondiale, che non ha nulla a che fare con la scienza, la tecnologia e la giustizia?

Se fossi stato un ricercatore pubblico o un dipendente di una multinazionale, sarei stato protetto e avrei percepito uno stipendio mentre sviluppavo l’invenzione in segreto industriale, fino alla commercializzazione del “cuore artificiale ossigenatore del sangue a energia autonoma”. Questa grande invenzione, considerando il silenzio mondiale della scienza sull’energia interattiva, non si sarebbe realizzata nemmeno in centinaia di anni, come tutte le invenzioni interattive da me proposte. Infatti, nessun luminare della scienza mondiale ha indagato in questa direzione. Invece, oggi, tutte le aziende del settore elettromedicale potrebbero realizzarla, con il cuore artificiale in competizione tra loro e chi lo produrrà meglio si aggiudicherà una quota di mercato maggiore. La stessa cosa potrebbe accadere per migliorare tutti i sistemi di purificazione del mondo, tutti i sistemi energetici e tutti i mezzi di trasporto, compreso lo spazio.

Oggi, con la proprietà industriale concessa a un’unica azienda che detiene anche la proprietà intellettuale, per l’intera durata del brevetto, nessun’altra azienda può partecipare al miglioramento della qualità costruttiva dell’invenzione. Pensiamo a come le attuali automobili a benzina, diesel, gas, i treni, gli aerei, i frigoriferi, gli elettrodomestici, la radio, la televisione, i computer, il telefono si differenziano dalle prime produzioni. Pur rimanendo l’unica invenzione intellettuale, in quanto è quella che ha identificato il principio di funzionamento rimasto nascosto per secoli.

Cosa serve per far capire a chi governa il mondo che la proprietà intellettuale deve essere indipendente dalla proprietà industriale, almeno per quanto riguarda i brevetti di pubblica utilità? Perché è uno strumento potente per una crescita globale imparziale, a prescindere dal fatto che sia o meno l’unico strumento per proteggere gli inventori indipendenti, che, con le attuali normative sul deposito dei brevetti e sul commercio di brevetti tra inventori pubblici che vendono e multinazionali che acquistano, non vengono presi in considerazione da nessuno. Di fatto, chi acquista un brevetto da un inventore pubblico acquista indirettamente anche la compiacenza dei legislatori del governo che lo vende. Se questi brevetti riguardano problemi ambientali, energetici, sanitari e dei trasporti, settori in cui operano le più grandi multinazionali del mondo, i conflitti di interesse diventano insormontabili. Se i brevetti pubblici venduti sono difettosi, nessuno può più correggerli, a meno che non intervenga la giustizia internazionale. Cosa serve per coinvolgere la giustizia internazionale? Ovviamente, le lettere aperte di un inventore che vede calpestate tutte le sue invenzioni di pubblica utilità, con o senza brevetto, non bastano. Il sottoscritto, pur avendo depositato oltre quaranta brevetti, ottenuto sedici brevetti nazionali e sei internazionali, pagando di tasca propria tutte le tasse di deposito, non ha mai visto realizzata nessuna delle sue invenzioni interattive. Mentre gli inventori pubblici percepiscono uno stipendio e continuano a vendere brevetti per invenzioni non interattive. Le loro invenzioni migliorano la resa e la tecnologia, ma non risolvono i problemi fondamentali, che riguardano i principi fisici di base dell’energia e della purificazione. Infatti, ogni soluzione energetica dovrebbe essere confrontata con le altre in termini di analisi dei costi di tutti i processi di trasformazione della materia coinvolta, sia per produrre energia, sia per riportare l’ambiente circostante alle condizioni in cui si trovava prima che l’energia fosse prodotta.

Questi calcoli dovrebbero essere effettuati da scienziati pubblici, affinché i governi possano scegliere la politica energetica del proprio paese e quella mondiale. Tali calcoli servono anche a identificare gli errori commessi e a correggere i cicli di energia e depurazione coinvolti in nome dell’ambiente e dell’economia. Purtroppo, gli scienziati di tutto il mondo non hanno effettuato alcun calcolo per scegliere tra depurazione attuale e depurazione interattiva, né tantomeno tra energie attuali e depurazioni interattive. Oggi, non è in gioco solo il riconoscimento della proprietà intellettuale degli inventori, separata da quella industriale, ma soprattutto la necessità di denunciare gli evidenti crimini di “omissione scientifica di pubblica utilità” commessi da scienziati e inventori pubblici che consigliano i politici di tutto il mondo. È chiaro che le energie attuali vanno contro l’economia mondiale. Basti pensare che l’energia primaria che aziona un generatore di corrente tramite una turbina è dovuta al prodotto della pressione per la densità del fluido per la portata. Non è economicamente conveniente far circolare un gas nelle turbine, bensì un liquido che ha una densità maggiore ed è incomprimibile. Non è nemmeno conveniente comprimere ed espandere i gas nelle camere di combustione, ma sfruttare la massima pressione atmosferica possibile in modo statico e far circolare il liquido incomprimibile e unidirezionale in un’autoclave. Non è conveniente disperdere il liquido che produce energia, ma recuperarlo e rimetterlo nell’autoclave, non solo perché sarebbe un inutile spreco per il pianeta, ma anche perché ogni volta che l’acqua passa nell’autoclave assorbe una maggiore quantità di ossigeno per effetto delle leggi di Henry e Dalton: la solubilità di un gas è direttamente proporzionale alla pressione che il gas esercita sulla soluzione. Pertanto, l’acqua si purifica producendo energia, come avverrebbe con il sangue umano in un cuore artificiale. Di conseguenza, non sono mai state effettuate analisi economiche sulle energie attuali perché è comprensibile a tutti che sia meglio avere effetti collaterali che consentano di risparmiare sui costi di purificazione, piuttosto che aggiungere anche i costi degli impianti di purificazione, con le relative dimensioni e pesi, soprattutto per quanto riguarda i mezzi di trasporto. Allo stato dell’arte sopra descritto, per i motori lineari interattivi globali, nessuna soluzione può garantire un’autonomia energetica pressoché infinita, che non dipenda da combustibili, materiali elettrolitici o nucleari consumati per produrre energia. L’energia idroelettrica compressa consuma solo i materiali che compongono le macchine. Acqua e aria vengono riciclate al 100%.   

I due problemi da risolvere nei motori lineari globali interattivi erano:

1. Come reintrodurre nell’autoclave l’acqua che produce energia;

2. Come si può produrre la spinta di Lorenz senza un’armatura o un induttore fissato al terreno ( come nei treni a levitazione magnetica).

  Personalmente, ritengo che il primo problema possa essere risolto bilanciando le pressioni di aspirazione e mandata nella girante della pompa di riciclo, che deve essere realizzata con due alimentazioni separate fino all’interno della girante stessa. Il secondo problema può essere risolto facendo circolare i magneti unidirezionali lungo la superficie esterna del sistema che produce energia primaria, ovvero le turboventole elettriche o i serbatoi che contengono il materiale da sollevare (oscurando magneticamente i percorsi di ritorno), in modo che la spinta di Lorentz che si oppone al flusso magnetico che la genera produca anche un’accelerazione opposta, come avviene più visibilmente con la spinta di Newton che si oppone al flusso d’aria. È ovvio che questo sistema, non implicando trasformazioni termiche, chimiche o biologiche e consentendo il recupero del liquido, anche senza analizzare i costi di tutti i processi di trasformazione della materia coinvolta, sia per produrre energia che per riportare l’ambiente circostante alle sue condizioni originarie, non è paragonabile a nessun’altra fonte di energia al mondo, fissa o mobile.

I giudici internazionali sono interessati a conoscere la verità scientifica? O il “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti”, elaborato nel 2001, è servito a istituzionalizzare l’OMISSIONE DI PROVE SCIENTIFICHE RELATIVE A SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ? È ovvio che se il sottoscritto avesse avuto alle spalle una potente multinazionale, gli esperimenti sarebbero già stati condotti nel più assoluto segreto, invece di scrivere parole inutili. Ma potrebbe anche darsi che la multinazionale avrebbe bloccato la pubblicazione dell’invenzione se questa avesse influito negativamente su tutti gli investimenti effettuati in precedenza. Se le cose sono andate così, ci deve essere una ragione. Ho preferito la trasparenza del mio lavoro, pubblicando le mie invenzioni intellettuali il giorno dopo il deposito del brevetto per evitare fraintendimenti, soprattutto per cercare interlocutori istituzionali, ben consapevole che le mie invenzioni difficilmente sarebbero state accettate da aziende private, saldamente ancorate all’andamento del mercato locale e mondiale. Se, al termine della mia attività di inventore, sono giunto a richiedere la sottoscrizione di fondi azionari di una società pubblica aperta a tutti, di cui non rivendico né cariche né azioni, ma solo i diritti d’autore, se le mie invenzioni funzioneranno, ciò sarà dovuto al fatto che le autorità mondiali in materia di energia, ambiente e sviluppo economico, probabilmente anche quelle della Giustizia, non si comportano in modo altrettanto trasparente.

Purtroppo, oggigiorno il singolo individuo non viene preso in considerazione, nemmeno quando produce invenzioni utili per la società. Deve dimostrarle senza mezzi economici, anche se sono semplici da comprendere. Gli ostacoli sono creati soprattutto dagli enti pubblici mondiali, che dovrebbero promuovere il benessere globale attraverso leggi ambientali e capitolati d’appalto pubblici legati a piani urbanistici e industriali e, di conseguenza, a sistemi di depurazione e distribuzione energetica. Credo che la scienza pubblica mondiale debba guidare i sistemi energetici che le multinazionali devono utilizzare in base ai sistemi di depurazione predisposti sul territorio. Purtroppo, i sistemi di depurazione realizzati a livello mondiale si rivelano inefficaci nel contrastare l’inquinamento derivante dai combustibili fossili, sebbene questi siano la fonte energetica predominante dall’avvento dell’era industriale. Le valide tecnologie sviluppate per ridurre le emissioni dei produttori di caldaie e motori termici avrebbero potuto risolvere i problemi del riscaldamento globale solo se gli impianti di depurazione fossero stati progettati a livello globale, prevedendo la depurazione di acqua e aria, come indicato nei brevetti da me depositati fino al 2012, che le autorità mondiali hanno lasciato scadere, nonostante me li avessero concessi. Ritengo che la scienza pubblica mondiale debba guidare i sistemi energetici che le multinazionali dovranno utilizzare, in base ai sistemi di depurazione predisposti sul territorio. Purtroppo, i sistemi di depurazione realizzati a livello mondiale nella zona si sono rivelati inefficaci nel contrastare l’inquinamento derivante dai combustibili fossili, sebbene questi siano la fonte energetica predominante sin dall’avvento dell’era industriale. Le valide tecnologie sviluppate per ridurre le emissioni dei produttori di caldaie e motori termici avrebbero potuto risolvere i problemi del riscaldamento globale solo se gli impianti di depurazione fossero stati progettati a livello globale, prevedendo la purificazione dell’acqua e dell’aria, come indicato nei brevetti da me depositati fino al 2012, che le autorità mondiali hanno lasciato scadere, nonostante me li avessero concessi.

Se le Nazioni Unite non vogliono riunire tutte queste invenzioni di connessione scientifica e tecnologica, solo una multinazionale sufficientemente potente, che abbia la forza legale per rivendicare i brevetti che il sottoscritto ha lasciato scadere per mancanza di mezzi economici e di capitali per assumere, può farlo, assumere i migliori tecnici specializzati nei settori interessati, acquistare i migliori componenti elettromeccanici, per realizzare immediatamente i prototipi delle ultime invenzioni appena depositate, prima che i diritti di proprietà industriale vadano persi. In altre parole, è necessario realizzare immediatamente i prototipi dei motori lineari globali interattivi e dopo aver affrontato la questione dei sistemi energetici e di purificazione che sono caduti legalmente non per colpa dell’inventore, ma per colpa del sistema che ha imposto regole assurde che un inventore privato che si occupa di soluzioni di pubblica utilità non può sostenere economicamente, senza la collaborazione di sperimentatori e finanziatori pubblici. Le numerose lettere indirizzate agli organi istituzionali mondiali serviranno soprattutto a dimostrare il diritto di SPAWHE SPA ad ereditare i diritti negati ai sottoscritti dagli organi legislativi pubblici, diritti che non vengono negati agli altri autori di opere intellettuali che non trattano problemi di pubblica utilità e non pagano tasse di deposito presso gli uffici brevetti. In un modo o nell’altro è necessario dimostrare che non possiamo aspettare fino al 2050 per decarbonizzare il pianeta per due motivi: 1. gli effetti negativi del cambiamento climatico stanno accelerando.

2. L’energia idroelettrica compressa è molto più economica di qualsiasi fonte di energia fossile, rispetta l’ambiente e può migliorare lo sviluppo mondiale, compresi i trasporti terrestri e spaziali, poiché può essere collegata direttamente all’elettromagnetismo, senza passaggi intermedi termici, chimici, elettrolitici, nucleari e senza consumo di combustibili, materiali elettrolitici o radioattivi e senza effetti collaterali negativi, ma purifica l’acqua e l’aria coinvolte nel processo energetico.

Se lo sviluppo di questa energia dovrà essere affidato a un’azienda privata, che oggi non esiste, la colpa è principalmente dei burocrati, dei legislatori delle Nazioni Unite, dei governi mondiali e della stessa scienza pubblica mondiale, che si è immischiata in un business che riguarda il commercio di brevetti industriali, condizionando ormai tutti i settori dell’economia mondiale e impedendo la sperimentazione delle soluzioni sostenibili più semplici e logiche.

Riporto quanto già scritto su https://www.spawhe.eu/flying-and-floating-cars-with-interactive-global-linear-motors-and-thrust-of-newton-and-lorentz/

Oggi, quasi tutti gli inventori sono dipendenti di aziende pubbliche e private. Poiché i governi di tutto il mondo hanno smesso di creare imprenditori, anche gli inventori pubblici lavorano per vendere brevetti alle multinazionali, quindi nessuno sviluppa progetti globali e interattivi di interesse generale. Data la situazione dello sviluppo mondiale in tali condizioni, tutti i centri di potere, pubblici e privati, fingono di non comprendere le invenzioni interattive, mentre si verificano situazioni paradossali come il caso delle auto idroelettriche che, a tre anni e tre mesi dal deposito del brevetto, l’ufficio brevetti italiano sta ancora esaminando, ma solo da un punto di vista formale. Queste auto, tuttavia, anche se non sono mai state realizzate, da un punto di vista intellettuale, hanno rappresentato il primo passo nella rivoluzione aerospaziale e dei trasporti mondiale attraverso le “auto volanti e galleggianti con motori globali interattivi e spinta di Newton e Lorentz”, di cui parlo in questo nuovo deposito di brevetto. Ciò dimostra la necessità di contestare l’intero sistema dei brevetti internazionali, per il semplice fatto che almeno una parte degli inventori mondiali deve essere indipendente dai centri di potere che hanno già preso decisioni in materia di sviluppo e impediscono l’emergere di soluzioni alternative. Solo esaminando le reali situazioni paradossali che il sistema attuale produce possiamo comprendere che questo sistema non ha mai funzionato. Ecco alcuni esempi:

1) I fatti hanno dimostrato che le autorità mondiali e le multinazionali non hanno gradito l’invenzione denominata “auto idroelettrica con coppia motrice periferica alle ruote”, nonostante non esista al mondo un’auto che funzioni con un motore idroelettrico e con la coppia motrice applicata alla periferia delle ruote. Solo questi due fatti dimostrano che l’invenzione possiede i requisiti di originalità inventiva e applicabilità industriale, a prescindere da come siano formulate le rivendicazioni. Le rivendicazioni rappresentano un requisito formale che potrebbe ledere i diritti di proprietà industriale dell’inventore, non la proprietà intellettuale, poiché le auto idroelettriche non esistono, mentre la proprietà intellettuale e i diritti d’autore non esistono se l’inventore non trova finanziatori e non paga le tasse di mantenimento del brevetto.

2) Ricevere il titolo di un brevetto industriale dopo quattro anni dalla data di deposito e continuare a non trovare finanziatori pubblici e privati, per un inventore rappresenta più un danno che un beneficio, dovendo anche iniziare a pagare le tasse di mantenimento del brevetto pur non avendo i mezzi per avviare un’attività imprenditoriale. Il sottoscritto ha ottenuto quindici brevetti nazionali su argomenti di pubblica utilità, cinque dei quali convertiti in brevetti internazionali e uno europeo, pagando inutilmente le tasse di deposito e, in alcuni casi, anche le tasse di mantenimento senza trovare interlocutori. Non si può dire che siano le leggi del mercato a governare. Perché il mercato è distorto dalle stesse leggi internazionali che, non vietando la produzione di energie inquinanti e non imponendo per legge ai produttori di mezzi di trasporto di chiudere i cicli che aprono il mondo organico e inorganico, hanno permesso alle multinazionali dei trasporti di ignorare l’invenzione del sottoscritto. Continueranno a ignorare la mia invenzione e io, da semplice pensionato, dovrei pagare inutilmente le tasse di mantenimento per preservare i miei diritti. Tutto ciò è assurdo e vergognoso da parte di enti giuridici internazionali. Soprattutto perché si tratta di invenzioni di pubblica utilità.

3) Se i brevetti concessi non sono finanziati, è ovvio che non vale la pena spendere soldi per presentare ricorsi legali contro brevetti non concessi con accuse ridicole come l’opposizione ai principi dell’energia, poiché anche vincere il ricorso non significherebbe trovare finanziatori. Il commercio di brevetti tra enti pubblici e privati, consentito dai legislatori di tutto il mondo, ha creato una rete di interessi tra ricercatori pubblici, che vendono, e aziende private, che acquistano, impedendoci anche di parlare delle soluzioni alternative proposte da chi è escluso. Gli inventori pubblici che vendono brevetti alle multinazionali non hanno prodotto alcuna invenzione interattiva, che avrebbe portato all’abbandono delle soluzioni delle multinazionali. Queste sono state sviluppate praticamente senza alcun finanziamento e pubblicate sul sito web https://www.spawhe.eu. Persino nelle conferenze internazionali organizzate dalle Nazioni Unite, la COP, che dovrebbe porre rimedio alle carenze scientifiche e normative dei singoli paesi, non si è mai parlato di energie interattive e purificazione. Come possono gli inventori privati ​​sopportare il peso della loro ricerca e mantenere i diritti sui loro brevetti?

4) Gli inventori privati ​​possono difendersi solo lottando per il riconoscimento del diritto d’autore e della proprietà intellettuale delle loro invenzioni, diritti riconosciuti a tutti gli autori di opere intellettuali, ma non a coloro che non riescono a trovare finanziatori, ovvero coloro che non sono legati ai centri di potere che si occupano di problemi ambientali ed energetici. Gli inventori pubblici si salvano vendendo brevetti parziali e commerciali che colpiscono le multinazionali. Le multinazionali non acquisteranno mai invenzioni che dimostrino la loro inefficacia dal punto di vista ambientale ed economico. I governi continuano a finanziare la ricerca per indagare sulla gravità dei problemi, ma non sperimentano le soluzioni interattive proposte dai pochi inventori indipendenti per non inimicarsi le multinazionali che acquistano i loro brevetti e minacciare licenziamenti in caso di perdita di quote di mercato.

Pensando di aver concluso la mia attività di inventore, ho ritenuto che fosse giunto il momento di lottare per la logica con cui queste invenzioni sono state proposte. La vita deve continuare e possibilmente diventare molto più lunga di quella attuale, anche grazie alla robotica, alla cibernetica, ma soprattutto al cuore artificiale ossigenatore del sangue, che è un mini motore globale interattivo, considerato “moto perpetuo” dall’Ufficio brevetti italiano, https://www.spawhe.eu/cuore-artificiale-ossigenatore-del-sangue-autonomo-energeticamente/https://www.spawhe.eu/artificial-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/ senza che i ministri del lavoro, dello sviluppo economico, dell’ambiente e i governi degli ultimi quindici anni non abbiano mai difeso o sperimentato una delle invenzioni del sottoscritto, che fino a prova contraria, sono invenzioni italiane. Questo spiega perché questo paese che ha dato i natali ai migliori inventori del mondo è oggi il fanale posteriore europeo in termini di crescita.

Un’invenzione non finanziata, non realizzata da imprenditori e non promossa dai governi mondiali è come un libro scritto ma non pubblicato. Pertanto, un libro non letto è sempre nuovo e, quando gli editori decidono di pubblicarlo, non possono negare i diritti d’autore. Questo concetto è un’illusione che solo i legislatori in materia di brevetti non riescono a comprendere. Per chi lavorano questi legislatori? A chi obbediscono?

7. SPAWHE HA MOSTRATO COME SVILUPPARE PROGETTI ENERGETICI DETOX E INTERATTIVI, COMPRESO UN CUORE UMANO ARTIFICIALE, PER ESTRARRE ENERGIA DALL’AMBIENTE.

Credo che i governi dovrebbero essere grati per la nascita dei sistemi interattivi di SPAWHE, perché, avendo creato un intreccio troppo forte tra interessi economici e multinazionali, hanno perso la capacità di governare e pianificare lo sviluppo globale sostenibile. Questi interessi non avrebbero portato a queste soluzioni nemmeno in migliaia di anni, poiché nessun inventore altamente qualificato e ben retribuito, in un settore specifico, pubblico o privato, si sarebbe mai dedicato alla ricerca di energie interattive. Questo sarebbe stato il modo migliore per distruggere il pianeta, ognuno facendo il proprio dovere di cittadino, scienziato o inventore, anche se le multinazionali migliorassero le prestazioni delle automobili e consumassero meno carburante.

Invece, SPAWHE ha sostituito la scienza pubblica mondiale che lavorava per vendere i suoi brevetti alle multinazionali, avendo virtualmente modificato i camini, reso le fognature depurative, creato le serre di calcare, gli stagni biologici sovrapposti, i pozzi artificiali, l’energia idroelettrica sommersa, le pompe con doppia alimentazione sparata fino alla girante, l’energia idroelettrica con riciclo dell’acqua in un recipiente aperto, la desalinizzazione a scambio ionico che produce energia invece di consumarla, i generatori di corrente idroelettrica, l’auto idroelettrica, l’energia idroelettrica sommersa in bacini e pozzi che purifica le acque, il cuore energetico umano autonomo che purifica energeticamente il sangue secondo il principio di Henry, infine, l’auto idroelettrica e i veicoli di trasporto terrestre aerospaziale che non consumerebbero carburante, i motori globali interattivi che realizzerebbero insieme la spinta di Newton e Lorentz per navigare nell’atmosfera, nello spazio e sotto il mare. Tutte queste invenzioni non sono state realizzate perché contrarie ai principi di conservazione dell’energia, ma perché rivelano l’incapacità della scienza pubblica e privata di elaborare un ragionamento scientifico e tecnologico interattivo e globale, l’unico in grado di consentire un reale progresso. È per questo che non si riesce a combattere il riscaldamento globale e, allo stesso tempo, nessuno ha ancora messo a punto un sistema razionale e pulito in grado di produrre la spinta di Newton e Lorentz a bordo dei mezzi di trasporto. Tale spinta deve basarsi su una fonte primaria di energia pulita, potente e sostenibile, derivante direttamente dagli effetti terrestri della forza gravitazionale, come dimostrato dal sottoscritto.   

Confermo di essere contrario all’attuale sistema dei brevetti industriali, ma probabilmente questo sistema può essere sconfitto solo da se stesso. Ha infatti permesso lo sviluppo di un sistema globale inquinante, inefficiente, antieconomico e corrotto, senza che nessuno si opponesse a mettere in discussione gli errori commessi dalla scienza onnipotente e dagli economisti che governano il mondo, facendoci pagare a caro prezzo anche il veleno che ci iniettano lentamente, mentre la purificazione potrebbe avvenire gratuitamente come effetto collaterale delle energie interattive.

All’inizio del 2020 ho depositato queste due importanti domande di brevetto sulla proprietà intellettuale nel settore del trasporto aerospaziale terrestre e marittimo. Le autorità mondiali hanno poco tempo per decidere se continuare a proteggere la proprietà industriale o dimostrare maggiore democrazia e lungimiranza concedendo la proprietà intellettuale e il diritto d’autore internazionale agli inventori di soluzioni per il bene pubblico in ambito ambientale, sanitario ed energetico, indipendentemente dalla proprietà industriale, e garantendo l’accesso alla realizzazione delle invenzioni a tutte le aziende pubbliche e ai privati ​​interessati. Ovviamente, regolamentando diversamente le tasse e pretendendo dagli inventori il pagamento delle imposte sui diritti effettivamente acquisiti, e non delle tasse di mantenimento dei brevetti che non hanno mai trovato finanziatori, perché i governi permettono la costruzione e la vendita di sistemi fissi e mobili che non chiudono i cicli che si aprono.

Parliamo anche della natura arcaica dell’attuale istituzione dell’assegnazione del Premio Nobel per la scienza, che non premia la multidisciplinarietà. Se, per ipotesi, il “cuore ossigenatore artificiale del sangue energeticamente autonomo” avesse ricevuto il Premio Nobel, a quale ramo della scienza sarebbe dovuto essere attribuito? Come l’acqua si ossigena producendo energia, così accadrebbe anche ossigenando il sangue. Avremmo meno rischio di morte cerebrale poiché la circolazione dei ventricoli destro e sinistro sarebbe energeticamente indipendente. Inoltre, prolungheremmo la vita umana di molti anni. Anche su questa invenzione il mondo scientifico tace, sebbene chi scrive sia invitato come relatore a conferenze internazionali. Non partecipo a queste conferenze, soprattutto perché dovrei viaggiare per il mondo a mie spese per presentare le cose che ho pubblicato, in modo che tutti possano leggerle, commentarle e, eventualmente, finanziarle e realizzarle. Non so se qualcuno al mondo stia realizzando le mie invenzioni. Penso che sia un loro diritto realizzarli, così come dovrebbe essere un mio diritto avere il copyright, se lavorano e ne traggono beneficio, a prescindere dal fatto che il brevetto mi sia stato rifiutato perché è stato frainteso e perché i legislatori non distinguono la proprietà intellettuale da quella industriale.

Ecco alcuni inviti recenti che mi sono stati indirizzati per partecipare a conferenze internazionali. In definitiva, l’invenzione più richiesta è il cuore artificiale.

Nell’ultimo periodo in cui ho scritto questo articolo, è scoppiata l’epidemia di coronavirus che ha coinvolto diversi paesi, tra cui l’Italia. Tutti hanno smesso di parlare e scrivere di altri argomenti. Solo io continuo a parlare di energia interattiva. Cos’è il coronavirus se non un’energia interattiva negativa che si trasmette da un individuo all’altro? Cos’è un virus? Dall’enciclopedia medica: è una particella infettiva di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche (20 ÷ 400 nm), incapace di un metabolismo autonomo e quindi caratterizzata da una vita parassitaria endocellulare obbligatoria. I virus non possono essere definiti organismi perché non hanno una struttura cellulare e per riprodursi utilizzano le cellule in cui penetrano, infettandole.

L’epidemia del 2020 sta mietendo vittime soprattutto tra gli anziani che già soffrivano di patologie polmonari. Personalmente, credo che la maggior parte di queste persone si sarebbe salvata anche senza il vaccino (ancora non disponibile al momento in cui scrivo), se fossero state dotate di un cuore artificiale, un ossigenatore del sangue, in grado non solo di compensare le insufficienze respiratorie, ma che nei casi più gravi avrebbe evitato la morte cerebrale, consentendo la ripresa delle funzioni respiratorie. Esiste infatti una pericolosa correlazione tra infezioni respiratorie ed eventi cardiovascolari: secondo alcune autorevoli pubblicazioni, fino a un terzo degli infarti si verifica in seguito a un’infezione respiratoria acuta. Inoltre, nelle prime due settimane successive all’infezione da virus che colpiscono le vie respiratorie, il rischio di eventi coronarici aumenta di 2-3 volte e, sebbene tenda a diminuire nelle settimane successive, rimane significativamente più elevato fino a tre mesi dopo l’episodio infettivo.

Ciò è dovuto al fatto che il cuore umano è un muscolo che si affatica maggiormente quando è costretto ad accelerare i suoi battiti per aumentare il flusso sanguigno, che non riesce ad abbassare la temperatura corporea e a trasportare ossigeno al sistema linfatico e ai polmoni.

Riportiamo quanto già scritto nella descrizione del funzionamento del cuore artificiale:

Il sistema ha due cose molto importanti in comune con il cuore naturale:

1. Non necessita di essere controllato dal sistema centrale, essendo energeticamente autonomo.

2. è diviso in due impianti separati come gli attuali atri e ventricoli destro e sinistro, quindi l’impianto destro può essere collegato alle vene provenienti dal circuito sistemico A, con l’uscita B collegata all’alimentazione polmonare; mentre l’impianto sinistro può essere collegato alle vene provenienti dai polmoni C, con l’uscita collegata all’alimentazione del circuito sistemico D.

Inoltre, possiede più caratteristiche rispetto al cuore naturale:

Il trasporto dell’ossigeno al sangue indipendentemente dal sistema metabolico e dai polmoni aiuta a combattere altre malattie, migliora la resistenza alla fatica e avremo bisogno di meno energia per sopravvivere.


La FIG. 1 mostra lo schema generale di un cuore artificiale; la rappresentazione è simbolica. Le due autoclavi, rappresentate perfettamente affiancate, possono anche essere disposte una dietro l’altra e con diverse altezze. I motori elettrici (6.1 – 6.2) e i generatori di corrente continua (2.1 – 2.2) possono essere disposti orizzontalmente mediante riduttori con ingranaggi conici, per ridurre l’altezza. È importante notare i dettagli (D1) del collegamento con attacco rapido e spina esterna per l’alimentazione di primo soccorso, che dovrebbe essere predisposto per tutti gli adulti che svolgono lavori pericolosi e per le persone anziane o in attesa del trapianto definitivo.

 La leggenda comune narra che:

(A) ingresso del sangue da un circuito sistemico, (A1) connessione con raccordo rapido e tappo esterno per l’alimentazione di primo soccorso; (B) uscita del sangue ai polmoni, (B1) raccordo rapido e tappo esterno per l’alimentazione di primo soccorso; (C) ingresso del sangue ossigenato dai polmoni, (C1) attacco con raccordo rapido e tappo esterno per l’alimentazione di primo soccorso; (D) uscita del sangue ossigenato al circuito sistemico, (D1) attacco con raccordo rapido e tappo esterno per l’alimentazione di primo soccorso. (1.1 – 1.2) serbatoi pressurizzati in materiale biocompatibile; (2.1 – 2.2) pompa utilizzata come turbina; (3.1 – 3.2) generatore di corrente continua; (4.1 – 4.2) filtro contro impurità, coaguli di sangue e bolle d’aria; (5) pompa elettrica con doppia alimentazione separata fino alla girante; (5.1) albero di trasmissione; (5.2) partizioni di divisione fino alla girante; (5.2) partizione di divisione nel corpo della pompa fino alla girante; (5.3) girante della pompa; (5.4) diffusore della pompa; (5.5 – 5.6) doppia curva con partizioni di separazione e tubo di passaggio dell’albero di trasmissione; (6.1 – 6.2) motore 12 VDC a velocità variabile; (7.1 – 7.2) valvola di ritegno a clapet; (8) elettrocompressore 12 V CC; (9) valvola di intercettazione e valvola di ritegno; (10.1 – 10.2) regolatore di livello con sonde capacitive; (11) stabilizzatore di tensione elettrica 12 V CC; (12) unità di controllo elettronica per alimentazione e controllo del sistema; (13.1 – 13.2) sonda di trasmissione della pressione 4 – 20 mA.

Osserviamo il percorso del sangue nella figura 1:

1. Dal circuito sistemico, la vena cava superiore e la vena cava inferiore trasportano sangue povero di ossigeno a una delle mini pompe (5) alimentate tramite un doppio condotto separato fino alla girante, inserita nella mini autoclave pressurizzata (1.1) (che sostituisce l’atrio e il ventricolo destro del cuore). Il secondo condotto della mini pompa (5), riciclando internamente il sangue presente nell’autoclave verso il serbatoio pressurizzato (1.1), permette di bilanciare la pressione nella girante e di effettuare una prima ossigenazione del sangue secondo la legge di Henry, alleggerendo il lavoro di polmoni, fegato e reni. La valvola di non ritorno (7.1) garantisce il flusso unidirezionale.

2. Dalla mini autoclave destra (1.1) fuoriesce il sangue attraverso una mini pompa utilizzata come turbina (2.1) e un filtro contro le impurità di coaguli di sangue e bolle d’aria (4.1) che riduce la pressione, mentre una piccola dinamo (3.1) collegata all’albero della turbina produce elettricità a corrente continua. L’uscita della mini autoclave destra alimenta i polmoni dove avviene l’ossigenazione del sangue;

3. Il sangue ossigenato proveniente dai capillari polmonari giunge nella parte inferiore dei polmoni, dove le vene polmonari alimentano un’altra minipompa (5) con una doppia alimentazione separata fino alla girante, inserita nella mini autoclave pressurizzata (1.2) (che sostituisce l’atrio e il ventricolo sinistro del cuore). La seconda alimentazione della minipompa (5), riciclando internamente il sangue presente nell’autoclave all’interno del serbatoio pressurizzato (1.2), permette di bilanciare la pressione nella girante e di effettuare un’ulteriore ossigenazione del sangue secondo la legge di Henry, alleggerendo il lavoro dei polmoni. La valvola di non ritorno (7.2) garantisce il flusso unidirezionale.

4. Dalla mini autoclave sinistra (1.2) il sangue esce passando attraverso una mini pompa utilizzata come turbina (2.2) e un filtro contro le impurità, i coaguli di sangue e le bolle d’aria (4.2) che riduce la pressione, mentre una piccola dinamo (3.1) collegata all’albero della turbina produce elettricità a corrente continua. L’uscita della mini autoclave sinistra alimenta l’arteria chiamata aorta, e da lì riprende il suo percorso all’interno della circolazione sistemica.

Non dobbiamo preoccuparci della maggiore pressione contenuta nelle autoclavi rispetto alla pressione interna dell’organismo umano, perché questa maggiore pressione esiste solo nell’autoclave; la pressione sanguigna misurata all’uscita delle turbine (2.1 – 2.2), dopo essere stata sfruttata e ridotta, rientrerà nei valori normali del corpo umano. Infatti, la resistenza idraulica della turbina e quella meccanica del generatore di corrente, ben proporzionate durante i test dei prototipi, possono fornire una regolazione precisa della pressione, ma la regolazione maggiore sarà effettuata tramite il numero di giri del motore (6.1 – 6.2) della pompa di alimentazione con doppia alimentazione separata fino alla girante.

Il sangue umano è un liquido di colore variabile dal rosso rubino al rosso violaceo, a seconda della quantità di ossigeno legata all’emoglobina; ha una viscosità circa 4 volte superiore a quella dell’acqua e un peso specifico di 1,041-1,062 g/cm³. Ai fini dei calcoli energetici, sono importanti sia l’elevata viscosità, che riduce le perdite di carico, sia la densità, che aumenta la potenza assorbita dalle pompe e prodotta nelle turbine.

Assumendo di utilizzare il sangue con una densità media tra i due impianti 1,055 e che la pompa utilizzata come turbina e quella di circolazione sanguigna abbiano la stessa efficienza (0,60), che la portata della pompa è 10 L / min (0,166 L / s) con perdite di carico 0,2 m, la pompa di circolazione assorbe 0,57 Watt (0,166 * 0,2 * 1055/102 * 06), mentre la turbina sfrutta la portata di 5 L / min (0,083 L / s) e la pressione dell’autoclave di 10 m produce una potenza di 5,17 watt (0,6 * 0,083 * 10 * 1055/102).Considerando che abbiamo due mini impianti idroelettrici pressurizzati che lavorano in parallelo, abbiamo una potenza assorbita di 1,14 W e una potenza energetica prodotta di 10,34 Watt.

Pertanto, senza fonti di energia esterne al corpo umano possiamo gestire un piccolo circuito elettronico digitale (12), dotato di uno stabilizzatore di tensione (12 V CC), che alimenta il mini compressore (8) per mantenere costanti la pressione e i livelli di sangue nelle autoclavi utilizzando i regolatori di livello (10.1 – 10.2) e regolare il numero di giri dei motori (6.1 – 6.2) delle pompe che regolano la portata del sangue. Se abbiamo bisogno di una maggiore potenza in uscita, dobbiamo solo aumentare la pressione di lavoro delle mini autoclavi e la capacità delle pompe con i motori (6.1 – 6.2), controllando la pressione di uscita con i trasmettitori di pressione (13.1 – 13.2) disposti vicino agli accoppiamenti B1-D1, che dipendono dalle curve di funzionamento delle pompe utilizzate come turbine (2.1 – 2.2), che come si vede in Fig. 1 sono mostrate in tre stadi dovendo abbassare la pressione da circa 750 Hg alla normale pressione di circolazione (80 – 140 Hg). Tuttavia, le regolazioni non devono essere effettuate dal paziente, ma dall’unità di controllo vocale (12).

Come accennato in precedenza, la pressione delle mini autoclavi è limitata all’interno delle autoclavi per produrre l’energia pressoria necessaria alla circolazione del sangue (secondo il principio di Torricelli e la dissoluzione dell’ossigeno nel sangue secondo i principi di Henry e Dalton). Tuttavia, la pressione in uscita può essere stabilita con precisione solo verificando le caratteristiche operative delle pompe utilizzate come turbine. Se aumentiamo le pressioni con il compressore (8), aumentiamo anche le pressioni rilevate dai trasmettitori di pressione (13.1-13.2); se aumentiamo il flusso di sangue con i motori (6.1-6.2), parte della pressione viene assorbita dalle perdite di carico delle pompe utilizzate come turbine e la pressione si riduce. Ma potremmo avere un eccesso di portata sproporzionata rispetto all’attività umana che si verifica. Poiché le portate del sangue non possono essere misurate istante per istante nel corpo umano, è necessario realizzare le curve operative ottimali in laboratorio in modo che vengano memorizzate nell’unità di controllo elettronica (12). Ad ogni livello di pressione misurato dai trasmettitori di pressione (13.1 – 13.2) corrisponde un numero ideale di giri dei motori (6.1 – 6.2) e automaticamente un livello di pressione ottimale fornito dal compressore (8), a seconda delle prestazioni di prova della pompa utilizzata come turbine (2.1 – 2.2). Questi non possono essere regolati, a meno che non si aggiunga un freno meccanico o elettromagnetico regolabile al generatore di corrente ad essi collegato. Se si utilizza un freno meccanico, si dissipa energia, ma se si utilizza un freno elettromagnetico più pesante con una maggiore quantità di magneti, si produce più energia. Questa è una scelta che dobbiamo fare in base all’energia necessaria per gestire il cuore artificiale con la massima efficienza.

Grazie alla soluzione proposta dal sottoscritto, è possibile realizzare un cuore artificiale, un ossigenatore energeticamente autonomo, da impiantare nella gabbia toracica per sostituire i cuori malati. Questo cuore potrebbe raddoppiare o triplicare la durata della vita umana in pochi anni, garantendo un’adeguata manutenzione con l’ausilio di medici e tecnici meccanici ed elettronici, senza alterare geneticamente l’uomo.

L’ultimo invito che pubblico l’ho ricevuto quando avevo già scritto questo articolo e rimanda a una pagina del mio sito web: https://www.spawhe.eu/open-letter-to-mr-bill-gates-on-energy-miracle/, quindi l’ho inserito al posto di un altro invito precedente, per non allungare troppo questo articolo che è già diventato fin troppo lungo. Purtroppo, ma necessariamente, poiché riassume contemporaneamente le mie conclusioni sull’indesiderata attività inventiva dei centri di potere mondiali e i crimini di omissione degli stessi centri di potere.

A questo invito ho risposto come segue:

Care Sarah Williams e Divya Karne, credo che la corsa all’energia miracolosa mi abbia vinto, anche se tutti fingono di niente. Sarò onorato di partecipare al vostro congresso, ma dovete sapere che non pago quote di partecipazione e non parlo bene l’inglese. Allego una breve presentazione e un lungo articolo, in cui riassumo la mia attività di inventore, conclusasi di recente, contro un sistema che non ha mai funzionato e non funzionerà mai se non eliminerete il commercio di brevetti pubblici con le multinazionali e non separerete la proprietà industriale da quella intellettuale, che oggi, di fatto, non viene riconosciuta dagli inventori, i quali non sono legati ai centri di potere politico ed economico.

Pertanto, mentre pubblico questo articolo, non so ancora se parteciperò a questo congresso.

8. LA PROPRIETÀ INTELLETTUALE, ALLA QUALE I LEGISLATORI NON RICONOSCONO I DIRITTI D’AUTORE, È DI LIVELLO SUPERIORE A QUELLA INDUSTRIALE.

Intendo semplicemente dire che la proprietà intellettuale si colloca a un livello superiore rispetto a quella industriale. Non è incompatibile con essa, ma può essere separata e generare proprietà industriali diverse. L’inventore intellettuale del telefono è Antonio Meucci, quello della radio è Guglielmo Marconi, quello della televisione è John Logie Baird. Non importa se abbiano realizzato o meno i prototipi dimostrativi. L’importante è che abbiano compreso i principi di funzionamento, poiché i componenti interni del telefono, della radio e della televisione possono subire molte trasformazioni con il progresso tecnologico, ma senza l’invenzione intellettuale non sarebbero mai stati costruiti e non avrebbero trovato alcuna utilità.

In realtà, i produttori del cuore artificiale possono brevettare i dettagli costruttivi dei componenti che lo costituiscono, che possono essere realizzati con materiali e forme diverse. Il brevetto intellettuale in materia ambientale, energetica o di depurazione non sviluppa tutti i dettagli del circuito elettrico e della regolazione elettronica, né la forma. I camini che catturano i fumi possono essere realizzati con materiali diversi, così come le serre in pietra calcarea, le pompe, le turbine e i generatori di energia. Il brevetto intellettuale indica un nuovo modo per depurare, disidratare i fanghi, desalinizzare le acque, combattere l’acidificazione, produrre energia dal mare, produrre energia fissa e mobile senza combustibile, motorizzare i trasporti terrestri, marittimi e sottomarini, difendersi dalle inondazioni. Gli addetti ai lavori non li capiscono, o fingono di non capirli perché hanno investito in altre soluzioni meno efficienti con il consenso della scienza pubblica, dei governi e dei legislatori. Con la tecnologia attuale è abbastanza semplice ed economico realizzare prototipi di nuovi telefoni, radio e televisori. Anche il cuore artificiale sarebbe abbastanza semplice da realizzare. Non è altrettanto facile cambiare grandi impianti energetici, impianti di depurazione e grandi infrastrutture di trasporto mondiali. Per questo motivo, tutti i professionisti tacciono sulle energie interattive e sulla purificazione. Servono grandi statisti, che si assumano le responsabilità dei governi passati e presenti. Probabilmente, la civiltà sulla Terra non ha ancora dato i natali né agli statisti né ai consulenti scientifici capaci di assumersi tali responsabilità.

Pertanto, continuerò a scrivere e a chiedere alle Nazioni Unite, ai giudici internazionali e ai governi di sperimentare queste invenzioni e di riconoscere la vera proprietà intellettuale, non simbolica, perché i brevetti intellettuali non sono facili da identificare. Tanto che, se fossero stati identificati prima, non solo non avremmo avuto il riscaldamento globale, ma l’ambiente sarebbe stato persino più purificato rispetto all’era preindustriale, quando l’acqua si ossigenava producendo energia. Questo non sarebbe stato possibile nell’era preindustriale. Pertanto, i brevetti intellettuali in materia ambientale ed energetica guiderebbero i governi a intraprendere la giusta strada per lo sviluppo mondiale. Questi brevetti intellettuali non necessitano di prototipi per essere compresi da chi conosce i principi fisici ed elettromagnetici. Se i governi e le Nazioni Unite vogliono davvero sconfiggere il riscaldamento globale, almeno i leader più preparati devono distinguersi da quelli più ignoranti, per non rimanere nell’abisso creato dalla scienza non interattiva che ancora domina il mondo senza assumersi alcuna responsabilità per i danni causati. L’inventore che ha spiegato il funzionamento non deve realizzare i prototipi dimostrativi dell’energia interattiva, ma i governanti che credono in questo sistema devono convincere anche gli scettici. Finora, non si è ancora visto un governo al mondo che abbia preso questa iniziativa, mentre si continua a pubblicizzare energie rinnovabili su cui si è già investito, e si continua a investire, energie che hanno rendimenti bassi, sono ingombranti e non interattive, come il solare, l’eolico o il movimento delle onde marine. Chi produce queste energie persiste nel non comprendere che l’energia primaria che la natura ci offre è semplice, potente e salvaspazio. È sufficiente sfruttare staticamente la pressione dell’aria compressa e far circolare l’acqua in un’autoclave. Il principio dell’impenetrabilità dei corpi per produrre energia, non la divisione dell’atomo, o l’idrogeno separato dall’ossigeno dell’acqua o il carbonio del metano, si occupa di questo, evitando di aumentare inutilmente i costi energetici.

Credo che gli avvistamenti di navigazione spaziale aliena nell’atmosfera terrestre siano veri, uno dei quali è raccontato dall’attore Kurt Russell (https://popcorntv.it/people/kurt-russell-e-gli-alieni-non-un-film-but-a-real-sighting/40616?refresh_ce), in cui un gruppo di velivoli era permanentemente fissato nell’atmosfera e poi si muoveva simultaneamente. Quando ho letto di recente di questo avvistamento, ho pensato che gli alieni avessero usato la mia soluzione dei motori lineari globali che hanno infinite possibilità di regolare le spinte di Newton e Lorentz per bilanciare la forza peso dovuta alla forza gravitazionale, regolando il numero di giri delle pompe con doppia alimentazione, quelle dei turboventole elettrici e quelle che muovono i magneti permanenti che producono le correnti indotte nei solenoidi esterni agli stessi motori lineari, turboventole e serbatoi di acqua e aria.

Mentre la realtà terrena è che le energie e le tecnologie di purificazione attuali, se non sono frutto dell’ignoranza scientifica globale, rappresentano la più grande truffa orchestrata dai potenti ai danni dei più deboli e poveri, che non possono permettersi di pagare i migliori scienziati e inventori per difendersi scientificamente, l’ambiente viene difeso dalle associazioni ambientaliste e dalle persone che protestano. Bisognerebbe invece tutelarlo con progetti alternativi, da confrontare nei minimi dettagli energetici, di purificazione ed economici.

Come accade nel campo della giustizia, dove i ricchi sono difesi da enormi studi legali e i poveri devono accontentarsi dell’avvocato d’ufficio, che li difende solo apparentemente, essendo solo e non sufficientemente pagato per assumere investigatori privati ​​che cerchino la vera verità. Come accade anche nello sport, dove vince chi ha la forza economica per comprare i migliori giocatori. Ciò significa che non siamo governati da governi, ma da multinazionali, che sponsorizzano ogni manifestazione di interesse collettivo, come i convegni scientifici, comprese quelle delle associazioni ambientaliste, in nome delle attuali energie rinnovabili che non valgono nulla, se paragonate a quelle interattive, che nessuno vuole sperimentare. Stranamente ignorato persino dall’opposizione, che spera di governare con lo stesso sistema e con gli stessi progettisti e scienziati che lavorano per le stesse multinazionali, anche se stipendiati da enti pubblici.

Se tutte le piante create dall’uomo fossero state precedute da brevetti intellettuali trasversali ai singoli principi scientifici e alle singole tecnologie, avremmo avuto un modello di sviluppo molto più efficiente di quello attuale e meno inquinamento. Ciò che dovrebbe essere importante per i governi è riscuotere le tasse sulla produzione industriale e che qualcuno paghi anche ciò che spetta ai legislatori in materia di brevetti. Questi non possono essere finanziati con le tasse sui depositi di brevetti internazionali da parte degli inventori se le invenzioni non vengono realizzate, né dai governi né dagli imprenditori mondiali. I brevetti intellettuali vanno oltre lo stato dell’arte attuale, influenzando trasversalmente molteplici settori contemporaneamente. Non possono essere valutati dagli uffici brevetti da un punto di vista scientifico e tecnologico, perché coinvolgono l’intero modello di sviluppo mondiale. Gli uffici brevetti dovrebbero limitarsi a registrarli e a tenerli in attesa che la scienza, i governi, le Nazioni Unite e la giustizia internazionale si assumano le proprie responsabilità a livello globale. Le invenzioni intellettuali diventano operative solo quando qualcuno le realizza industrialmente e ne ricava un profitto economico. Dai profitti economici degli imprenditori che depositeranno i brevetti intellettuali, i governi e gli organi legislativi in ​​materia di brevetti potranno esigere le tasse che gli inventori dovranno a loro volta pagare, se lo riterranno necessario. Gli inventori di brevetti intellettuali, invece, dovranno pagare le tasse solo se riceveranno un compenso per il loro lavoro, come tutti gli autori di opere intellettuali non legati ad alcun centro di potere economico. Di fatto, gli inventori che sono legati ai centri di potere economico non sviluppano brevetti intellettuali, bensì brevetti industriali, e non sono costretti a pubblicare le proprie invenzioni alla ricerca di finanziatori. Le sviluppano in segreto nei loro laboratori o officine di produzione insieme ai loro datori di lavoro, per poi lanciarle sul mercato mondiale. Gli organi legislativi mondiali in materia di brevetti si sono anche preoccupati di regolamentare le controversie tra datori di lavoro e imprenditori, stabilendo le percentuali spettanti a imprenditori e inventori in caso di vendita dei brevetti. Tuttavia, non si sono preoccupati di legiferare a favore degli inventori che non appartengono a questi centri di potere. Gli inventori privati ​​sono trattati come se fossero imprenditori autonomi. Pertanto, devono pagare le tasse e, allo stesso tempo, cercare finanziamenti entro il breve periodo di tempo concesso dalla legge, ovvero dodici mesi, tra il deposito nazionale e quello internazionale. Se non riescono a trovare finanziatori, si trovano di fronte a una scelta: o si accontentano del brevetto nazionale e pagano le relative tasse di mantenimento, oppure si avventurano nel deposito internazionale, versando la quota e pagando le tasse di deposito internazionali (circa 3.500 euro), che consentono loro di avere altri venti mesi per cercare finanziamenti all’estero.Se non riescono ancora a trovare finanziatori e smettono di pagare le quote di mantenimento a livello nazionale e internazionale, perderanno tutto il lavoro svolto e il denaro pagato inutilmente, senza avere alcun diritto sulle loro invenzioni.

Questo sistema kafkiano non ha fatto altro che scoraggiare la ricerca creativa, che solo gli inventori liberi dai condizionamenti dei datori di lavoro possono svolgere. Di fatto, l’attuale sistema aziendale, che premia le specializzazioni elevate, non ha permesso lo sviluppo di un ragionamento scientifico e tecnico globale, che avrebbe potuto generare invenzioni interattive. In realtà, ciò che i legislatori in materia di brevetti, la scienza stessa, i politici e gli imprenditori non comprendono è che le invenzioni non possono essere prodotte esclusivamente da specialisti di singoli settori. Soprattutto quelle pubbliche devono essere connesse tra loro attraverso l’organizzazione di un lavoro scientifico ambientale.

Per progettare correttamente impianti interattivi di energia e depurazione, è necessario entrare nel dettaglio dei cicli di lavoro delle macchine e degli impianti, conoscere le tecnologie e l’organizzazione generale del lavoro. In altre parole, se volessimo applicare alla Terra lo stesso ragionamento di Einstein sul funzionamento dell’universo, dovremmo fare un ragionamento specifico e uno generale allo stesso tempo, come fece Albert Einstein che, dieci anni dopo, identificò la relatività ristretta (1905) e quella generale (1915), perché ogni ragionamento ristretto, in definitiva, deve riflettersi anche nella teoria generale. Lo stesso deve accadere anche nella progettazione di impianti antropici. Solo apparentemente siamo liberi di utilizzare i sistemi di energia e depurazione che vogliamo. In realtà, se vogliamo chiudere tutti i cicli che apriamo, non abbiamo scelta. Dobbiamo utilizzare la soluzione giusta al posto giusto al momento giusto. La soluzione giusta è sempre quella che impiega il minimo di energia per ottenere la massima efficienza, sia energetica che di depurazione. La natura terrestre, senza l’uso della tecnologia, ha individuato energie interattive che si stanno purificando nel corso di quattro miliardi e mezzo di anni. Dovevamo solo usare la tecnologia per accelerare i processi naturali. Ma non sapevamo come farlo.

Oggi nessuno sembra sapere da dove provenga la ricchezza mondiale. I primi a non saperlo sono gli economisti, che sono i principali consiglieri dei governi. Gli economisti, come tutti gli altri, non riescono a immaginare che la scienza mondiale abbia frainteso i principi fondamentali dell’energia. Dovrebbero quantificare il danno economico globale che gli impianti progettati hanno prodotto per tutta l’umanità senza studiare attentamente le sinergie che ci avrebbero permesso di eliminare le emissioni e riciclare l’acqua all’infinito spendendo solo una piccola parte dell’energia prodotta. Credono forse anche loro che questa energia sia moto perpetuo? Ovviamente, gli economisti mondiali non sanno nemmeno di cosa sto parlando, così come tutta la scienza, la politica, la filosofia, le religioni, i sindacati e le associazioni ambientaliste del mondo. L’industria della disinformazione globale si aspetta che un pensionato che ha appena i soldi per vivere e sfamare la sua famiglia, persino i mostri che lavorano ai prototipi di depurazione, energie interattive e alle immense applicazioni mondiali, tra cui il cuore artificiale che potrebbe allungare la vita umana senza alterare il DNA e i motori lineari globali che potrebbero mandare in rovina l’intero settore dei trasporti terrestri, aerei e marittimi. Oggi tutte queste associazioni, in un modo o nell’altro, raccolgono fondi e finanziamenti in nome della tutela ambientale o per sostenere i disoccupati. A nessuno importa di dimostrare cose ovvie che i centri di potere ignorano deliberatamente per lasciare le cose come stanno. Le associazioni, come i centri di potere, non vogliono risolvere i problemi, ma anche accaparrarsi una fetta di quel potere che sta sprofondando tutti nel buco nero della disinformazione terrestre, in proporzione al numero di persone iscritte alle loro associazioni. Perché oggi non pensiamo più individualmente. Ragioniamo in modo associativo, altrimenti nessuno ci ascolta. Gli inventori autonomi che elaborano ragionamenti globali nell’interesse generale sono sempre più soli.

Nessun premio Nobel per l’economia e la fisica quantistica, oggi ricchissimo di riconoscimenti, ha mai tentato di analizzare i costi di produzione delle energie esistenti con metodi interattivi. Anche loro sono all’oscuro di questo tipo di energia, che finora non è costata un centesimo al mondo. Non è forse questo un punto a favore dell’economia? Almeno spendono qualcosa per dimostrare le leggi del moto perpetuo che impedirebbero di applicare correttamente i principi interattivi che il sottoscritto ha selezionato e messo insieme dopo una vita di lavoro nell’industria e nei cantieri edili. Non in laboratorio.

Da Wikipedia, ricordiamo i principali incidenti nucleari a partire dal 5° livello della classificazione INES che hanno comportato il rilascio di radioattività all’esterno della centrale: 1957, Windscale (Gran Bretagna), 5° livello INES; 1969, Lucens (Svizzera), 4° livello INES; 1973, Windscale (Gran Bretagna), 4° livello INES; 1979, Three Mile Island (USA), 5° livello INES; 1980, Saint-Laurent-Nouan (Francia), 4° livello INES; 1986, Chernobyl (Ucraina), 7° livello INES, 65 morti accertati più altri 4000 presunti; 1999, Tokaimura (Giappone), 4° livello INES; 2006, Fleurus (Belgio), 4° livello INES; 2011, Fukushima (Giappone), 7° livello INES. L’ultimo disastro nucleare si è verificato l’8 agosto 2019 su una chiatta di fronte al poligono missilistico di Nionoska, sul Mar Bianco, dove un missile da crociera è esploso, uccidendo 7 persone e ferendone 15, causando un picco di radioattività misurato fino alla città di Severdvinsk, a 25 chilometri in linea d’aria. Quanto materiale radioattivo conteneva? Di che tipo? La tecnologia utilizzata per mantenere la fase di crociera del missile era un reattore nucleare o una sorgente isotopica, un generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG)? Le autorità russe mantengono il silenzio.

Per chi scrive, non vale la pena produrre energia nucleare, soprattutto con la fusione calda, non solo per i rischi ambientali che ne derivano, ma anche per i costi e l’ingombro necessario. Non possiamo immaginare un reattore nucleare installato su veicoli terrestri e spaziali, mentre con l’energia idroelettrica compressa aumenteremmo le pressioni statiche, rendendo i motori per l’energia primaria sempre più piccoli. Come già accennato, il vapore prodotto ha una densità circa 830 volte inferiore a quella dell’acqua che potrebbe circolare a freddo in una turbina, senza costi di produzione e senza effetti collaterali ambientali. Non vi è alcun vantaggio nemmeno con la fusione fredda, dovendo tuttavia utilizzare elettrodi catalitici. Mentre la pressione dell’aria e dell’acqua consuma solo il materiale che si usura per produrre l’energia elettrica finale, che anche le altre forme di energia devono consumare per produrre l’elettromagnetismo necessario.

Ricordiamo i disastri idroelettrici che sono costati miliardi e innumerevoli vite umane: Gleno, Italia, 22 ottobre 1923 (500 morti); Molare, Italia, 13 agosto 1935 (111 morti); Vajont, Italia, 9 ottobre 1963 (1909 morti); Banqiao, Cina, 1975 (171.000 morti); diga di Fundão, Brasile, 23 novembre 2015 (17 morti, ma enormi disastri ambientali); Minas Gerais, Brasile, 25 gennaio 2019 (19 morti, ma enormi disastri ambientali). Per chi scrive, non ha senso produrre energia idroelettrica con grandi opere idrauliche e civili, quando, interpretando correttamente i principi fisici e gravitazionali, potremmo produrla negli stessi bacini, portando inoltre l’ossigeno delle acque superficiali nel fondale marino.

Ricordiamo i seguenti disastri dovuti alla produzione di energia fossile: Courrières, Francia, 10 marzo 1906 (1909 morti nella miniera); Monongah (Stati Uniti), 6 dicembre 1907 (900 morti nella miniera); Miniera di carbone di Benxihu, Cina, 26 aprile 1942 (1549 morti nella miniera); Londra, Gran Bretagna, 5-9 dicembre 1952. Durante il Grande Smog di Londra, causato dall’eccessivo consumo di carbone per il riscaldamento, morirono 12.000 persone; Marcinelle, Belgio, 9 agosto 1956 (262 morti nella miniera); San Juanito, Messico, 1984 (500 morti a causa dell’esplosione di serbatoi di gas). Viareggio Italia 2009 (32 morti in un disastro ferroviario che trasportava gas combustibile; Middletown USA 2010 (5 morti per esplosione di gas); Cubatão Brasile 1984 (600 morti per esplosione di gasdotto); Asha Ufa Siberia 1989 (585 morti per esplosione di gas); Livorno Italia 1991 (140 morti per esplosione di gas su navi), Voltri Italia 1991 (5 morti per esplosione su nave), Durunka Egitto, 1994 (600 morti per esplosione), Seoul (Corea del Sud) 1994 (500 morti per esplosione), Warri (Nigeria), 1998 (500 morti per esplosione). Per il sottoscritto, non ha senso produrre energia tramite combustione per produrre vapore o un gas di combustione che, non solo ha un costo di produzione, dovuto all’acquisto di combustibili, ma ha anche effetti collaterali ambientali e basse rese, avendo il vapore o il gas una densità circa 830 volte inferiore a quella dell’acqua che potrebbe circolare fredda in una turbina, senza costi di produzione e senza effetti collaterali ambientali. Dovremmo aggiungere anche i grandi disastri aerei, stradali, navali e sottomarini, l’inutile deforestazione. Non si smetterebbe mai di fare i conti con le vite umane ed economiche distrutte in questi disastri.

La società sostenibile del futuro non può essere progettata da scienziati e legislatori al servizio dei centri di potere che hanno permesso tutti i disastri sopra menzionati e che non hanno il coraggio di discutere apertamente il modello di sviluppo sostenibile concepito nei minimi dettagli depurativi, energetici e produttivi: cibo (con pozzi artificiali), allungamento della vita umana (con il cuore artificiale, ossigenatore del sangue), cambiamento nei trasporti terrestri e spaziali, non solo attraverso l’aggiornamento della scienza e della tecnologia, ma soprattutto attraverso l’organizzazione scientifica del lavoro globale, che non è mai entrata nei ministeri del lavoro e dello sviluppo economico mondiale.

Se possiamo estrarre energia dall’ambiente senza combustibili e materiali radioattivi, ad esempio tramite elettrolisi, sfruttando l’energia idroelettrica, e da questa, attraverso l’induzione elettromagnetica, estrarre la forza di Lorentz e altra energia elettrica che si aggiunge a quella primaria prodotta dalla compressione idroelettrica per alimentare i motori elettrici che azionano le eliche, perché continuiamo a produrre energia con combustibili fossili e chimici che hanno un rendimento medio di 0,35 rispetto all’energia consumata?

Già oggi, le pompe di calore elettriche, per produrre calore e freddo, hanno coefficienti “COP” (coefficiente di prestazione di esercizio) che possono raggiungere valori fino a 5. Ciò significa che per ogni kW consumato si può ottenere una resa termica cinque volte superiore. Mentre nel caso della produzione di energia idroelettrica compressa questo coefficiente supera le centinaia di unità, perché sfrutta staticamente la pressione dell’aria compressa senza farla espandere, in modo da non consumare energia inutilmente, c’è qualcosa che non va nei principi di conservazione dell’energia insegnati nelle università di tutto il mondo. Chi li ha scritti ha chiaramente ignorato l’organizzazione scientifica del lavoro che individua sempre la soluzione migliore per risparmiare e produrre energia in tutte le attività umane. È così che sono nate le energie interattive, che sono anche purificanti. Purtroppo, non sono ancora entrate nelle università, nei centri di ricerca pubblici e privati. Chi deve aprire le porte di questi centri di potere mondiali che ritardano il progresso per interessi evidenti che mortificano la vera scienza? Quella che si applica a livello globale.

Tutto lo sviluppo mondiale è stato condizionato dalla scelta della fonte primaria di energia. Se l’energia non fosse costata nulla e potesse essere prodotta a bordo dei mezzi di trasporto senza emettere alcun tipo di sostanza tossica nell’ambiente, non avremmo avuto bisogno di risparmiare energia per volare nell’atmosfera e nello spazio. Sarebbe stato sufficiente aggirare la forza di gravità e la pressione atmosferica con l’energia primaria prodotta a bordo dell’aeromobile (energia idroelettrica compressa) trasformata in energia elettromagnetica per alimentare turboventole elettriche in quantità sufficiente a creare il vuoto attorno all’aeromobile e le spinte di reazione aerostatica ed elettromagnetica ( https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/ , https://www.spawhe.eu/flying-and-floating-cars-with-interactive-global-linear-motors-and-thrust-of-newton-and-lorentz/ ).

L’aerodinamica che Leonardo da Vinci (1452-1519) iniziò a studiare e che fino ad oggi ha dominato la ricerca aeronautica terrestre per fluttuare come uccelli nell’atmosfera, non avrebbe avuto senso di fronte all’energia che non costerebbe nulla, a parte l’usura dei materiali, grazie alla forza gravitazionale e all’elettromagnetismo universale. Per navigare nell’atmosfera non c’è bisogno di scindere l’atomo o persino di combustibili fossili e chimici, è sufficiente aggirare la forza gravitazionale e la pressione atmosferica con una potente ed economica energia pulita prodotta a bordo dei veicoli. Il mezzo di trasporto più economico e sicuro, sulle lunghe distanze, sarà l’aria, quindi ferrovie, gallerie, viadotti, lunghissime strade e oleodotti che attraversano i continenti e che hanno distrutto la natura sono anch’essi inutili e antieconomici.

Anche se l’energia solare non ha causato incidenti, non vale la pena produrla a causa della bassa resa e perché non produce effetti collaterali depurativi. Basti pensare che occorrono circa 10 metri quadrati di pannelli per produrre un kWh nelle migliori condizioni di irraggiamento solare. Lo stesso si può dire dell’energia eolica, con i suoi mostri ingombranti e inefficienti, altrettanto non depurativi. Basti pensare che per esercitare la pressione di una barra sulle pale di un’elica, considerando la densità dell’aria, sarebbe necessaria una velocità del vento di circa 80 km/h. Non conviene catturare l’energia delle onde del mare, con sistemi altrettanto ingombranti per trasportarla a distanza, quando possiamo produrre energia ad alte prestazioni con dimensioni ridotte al momento del bisogno, in impianti fissi e mobili.

La teoria della relatività ha aperto la strada alla fisica quantistica, che si sta rivelando una grande risorsa nelle applicazioni tecnologiche e informatiche che hanno monopolizzato i premi Nobel per la fisica. Oggi la fisica tradizionale non viene più premiata, le speranze quantistiche vengono premiate, ma senza correggere gli errori e gli incidenti menzionati sopra, idroelettrico, termico, nucleare, infrastrutturale.

Partiamo dal 1997, anno in cui il Premio Nobel fu diviso tra tre scienziati “per lo sviluppo di metodi per raffreddare e intrappolare atomi con luce laser” (raffreddamento laser). Nel 1998, tra tre scienziati “per la scoperta di una nuova forma di fluido quantistico attraverso eccitazioni a carica frazionaria”. Nel 1999, tra due scienziati “per aver spiegato la struttura quantistica dell’interazione elettrodebole in fisica”, nel 2000, tra quattro scienziati “per lo sviluppo di eterostrutture a semiconduttore utilizzate nell’elettronica ad alta velocità e nell’optoelettronica”, “per il lavoro fondamentale nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”, per il suo ruolo nell’invenzione del circuito integrato “e per il lavoro fondamentale nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”. Nel 2001, a tre scienziati “per la realizzazione della condensazione di Bose-Einstein in gas diluiti di atomi alcalini e per i primi studi fondamentali sulle proprietà dei condensati”. 2002, a due scienziati “per i contributi pionieristici all’astrofisica, e in particolare per l’identificazione dei neutrini cosmici” e a uno scienziato “per i contributi pionieristici all’astrofisica, che hanno portato alla scoperta delle sorgenti cosmiche di raggi X”. 2003, a tre scienziati “per i contributi pionieristici alla teoria dei superconduttori e dei superfluidi”, 2004, a tre scienziati “per la scoperta della libertà asintotica e della teoria dell’interazione forte”. 2005, a tre scienziati “per il suo contributo alla teoria quantistica della coerenza ottica” e “per il loro contributo allo sviluppo della spettroscopia di precisione basata sul laser, in particolare per la tecnica del setaccio delle frequenze ottiche”. 2006, a due scienziati “per la scoperta delle anisotropie del corpo nero presenti nella radiazione cosmica di fondo”. 2007, a due scienziati “per la scoperta della magnetoresistenza gigante”. 2008, a tre scienziati “per la scoperta del meccanismo di rottura spontanea di simmetria nella fisica subatomica” e “per la scoperta dell’origine della simmetria rotta che prevede l’esistenza di almeno tre famiglie di quark in natura”. 2009, a tre scienziati “per il progresso della trasmissione in fibre ottiche per la comunicazione” e “per l’invenzione di un circuito a semiconduttore per la raccolta di immagini – il CCD”. 2010, a due scienziati “per gli esperimenti pionieristici riguardanti il ​​materiale bidimensionale del grafene”. 2011, a tre scienziati “per la scoperta dell’accelerazione dell’universo attraverso lo studio di supernove distanti”. 2012, a due scienziati “per gli esperimenti pionieristici che consentono di misurare la manipolazione di singoli sistemi quantistici”. 2013,a due scienziati “per la scoperta teorica di un meccanismo che contribuisce alla nostra comprensione dell’origine della massa delle particelle subatomiche, e che è stato recentemente confermato attraverso la scoperta della particella fondamentale prevista, dagli esperimenti ATLAS e CMS al Large Hadron Collider del CERN”. 2014, a tre scienziati “per l’invenzione dell’efficiente LED blu, che ha reso possibile la produzione di sorgenti luminose bianche brillanti a risparmio energetico”. 2015, a due scienziati “per la scoperta delle oscillazioni dei neutrini che dimostrano che il neutrino ha massa”. 2016, a tre scienziati “per le scoperte teoriche delle transizioni di fase topologiche e delle fasi topologiche della materia”. 2017, a tre scienziati “per i contributi decisivi al rivelatore LIGO e all’osservazione delle onde gravitazionali”, 2018, a tre scienziati “per invenzioni rivoluzionarie nel campo della fisica laser”.

Negli stessi anni, i premi Nobel per l’economia sono stati i seguenti:

1997, a due economisti “per aver individuato un nuovo metodo per determinare il valore degli strumenti derivati”. 1998, a un economista “per il suo contributo all’economia del benessere”. 1999, a un economista “per la sua analisi della politica monetaria e fiscale basata su diversi regimi di cambio e per la sua analisi delle aree monetarie ottimali”. 2000, a due economisti “per lo sviluppo di teorie e metodi per l’analisi di campioni selettivi e scelte distinte”. 2001, a tre economisti “per la loro analisi dei mercati con informazione asimmetrica”. 2002, a due scienziati “per aver integrato i risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, in particolare per quanto riguarda il giudizio umano e la teoria delle decisioni in condizioni di incertezza” e “per aver stabilito gli esperimenti di laboratorio come strumento di analisi economica empirica, in particolare nello studio di meccanismi di mercato alternativi”. 2003, a due economisti “per i metodi di analisi delle serie economiche storiche con volatilità variabile nel tempo (ARCH)” e “per i metodi di analisi delle serie economiche storiche con tendenze stazionarie (cointegrazione)”. 2004, a due economisti “per i loro contributi alla macroeconomia dinamica: la coerenza della politica economica nel tempo e le forze trainanti alla base dei cicli economici”. 2005, a due economisti “per aver accresciuto la nostra comprensione del conflitto e della cooperazione attraverso l’analisi della teoria dei giochi”. 2006, a un economista “per la sua analisi delle relazioni intertemporali (tra effetti a breve e lungo termine) della politica macroeconomica”. 2007, a tre economisti “per aver gettato le basi della teoria dei meccanismi di allocazione del mercato”. 2008, a un economista “per l’analisi delle tendenze commerciali e il posizionamento delle attività economiche”. 2009, a due economisti “per l’analisi della governance economica, in particolare del bene collettivo” e “per l’analisi della governance economica, in particolare dei limiti delle imprese”. 2010, a tre economisti “Per la loro analisi dei mercati alla ricerca di attriti”. 2011, a due economisti “Per la loro ricerca empirica su cause ed effetti in macroeconomia”. 2012, a due economisti “Per la teoria delle allocazioni stabili e i loro studi sulla configurazione dei mercati”. 2013, a tre economisti “Per la loro analisi empirica dei prezzi degli asset”. 2014, a un economista “per la sua analisi del potere di mercato e della regolamentazione”. 2015, a un economista “per le sue analisi su consumo, povertà e benessere”. 2016, a due economisti “per il loro contributo alla teoria dei contratti”. “. 2017, a tre scienziati “per i contributi decisivi al rivelatore LIGO e all’osservazione delle onde gravitazionali”, 2018,a tre scienziati “per invenzioni rivoluzionarie nel campo della fisica laser”. 2019, a tre scienziati per le loro scoperte nel campo dell’astronomia.

Tutti questi premi Nobel hanno valore nell’economia attuale, ma perdono valore se si accerta che abbiamo frainteso i principi fondamentali della purificazione e delle energie mondiali fisse e mobili. Per queste ragioni nessuno vuole accertare queste verità.

Cito solo il Premio Nobel per la Chimica 2019, assegnato agli inventori delle batterie al litio, che sono certamente molto utili. Ma molto meno di quanto si possa pensare. La scienza si rifiuta di comprendere e sperimentare l’energia idroelettrica compressa e interattiva che può essere prodotta istantaneamente in ogni angolo della Terra. Le batterie al litio, come tutte le batterie inventate dall’uomo, hanno dei costi e non possono avere una resa superiore al 100% dell’energia che le ha generate. Se consideriamo che l’efficienza media di una centrale termoelettrica è di circa il 35% del potere calorifico inferiore del combustibile e che il trasporto dell’energia ai punti di utilizzo comporta una perdita di circa il 15%, una batteria al litio non può avere un’efficienza superiore allo 0,3% rispetto alla fonte fossile originale (0,35 * 0,85), mentre un generatore di corrente idroelettrica compressa moltiplica l’energia consumata dalla pompa di circolazione con il doppio alimentatore separato necessario per la pressione presente nell’autoclave. Poiché la pompa funziona con pressioni bilanciate in aspirazione e mandata, mentre l’energia viene prodotta gratuitamente, il principio di impenetrabilità dei corpi, che espelle con la pressione dell’aria compressa, che non può espandersi, la stessa quantità di acqua introdotta in eccesso nell’autoclave. La scienza attuale, con il consenso dei legislatori, non sfrutta gli effetti purificanti della legge di Henry e trascura l’assenza di costi per l’approvvigionamento dei componenti energetici (aria e acqua). Dobbiamo solo chiederci come abbia fatto il pianeta a resistere finora a queste gravi sviste della scienza e dei centri di potere mondiali? Ma se non li fermiamo, con progetti interattivi, prima o poi saranno in grado di distruggerlo e con esso i nostri figli e nipoti, rispettando le leggi che secondo gli attuali scienziati e legislatori proteggono l’ambiente, mentre non riducono nemmeno le emissioni di CO2. Anzi, le aumentano, ma al di fuori dei centri urbani.

Un premio Nobel scientifico non ha senso se la scienza non ha applicazione globale. Può essere considerato una sorta di premio aziendale, ma assegnato a un’azienda in fallimento perché incapace di progettare a livello globale. Se non parliamo di un’azienda, ma dell’intera comunità mondiale, dobbiamo parlare di modelli di sviluppo. Come il comunismo e il fascismo hanno fallito, anche il capitalismo sta fallendo proprio per l’assenza di opposizioni scientifiche capaci di organizzare scientificamente il lavoro mondiale, ormai completamente nelle mani delle multinazionali, che non hanno una visione globale, ma si specializzano in singoli settori e acquistano brevetti sviluppati, non a livello globale, da ricercatori pubblici, i cui stipendi sono pagati con i soldi dei contribuenti.

9. IL DELUDENTE LAVORO DELLE NAZIONI UNITE, NATE DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE, VOLTE UNIRE I POPOLI ATTRAVERSO UNO SVILUPPO SOSTENIBILE ED EQUILIBRATO, NON QUELLO ATTUALE.

Che senso aveva la costituzione delle Nazioni Unite dopo la Seconda Guerra Mondiale, se i centri di potere mondiali non sviluppano progetti globali e sono tutti al servizio delle multinazionali? Queste, come già detto, si specializzano in singoli settori e producono solo invenzioni commerciali. Le quali, pur rispettando i limiti di emissioni tossiche imposti dalle normative ambientali pubbliche, non sono altrettanto compatibili con l’ambiente, perché nemmeno gli enti pubblici sviluppano progetti di portata globale, proprio per vendere i loro brevetti alle multinazionali. In realtà, progettare sistemi globali significa chiudere tutti i cicli che si aprono senza tollerare alcuna emissione tossica. Laddove non è possibile chiudere i cicli termici e chimici, come nei sistemi di trasporto, non è vero che l’unica soluzione possibile sia il litio o gli accumulatori di energia senza litio. La soluzione migliaia di volte migliore è l’energia idroelettrica compressa, che le multinazionali e i centri di ricerca pubblici hanno finto di non comprendere. Pertanto, i pochi inventori che cercano di sviluppare progetti globali, che ovviamente non interessano alle multinazionali e di conseguenza nemmeno agli enti di ricerca pubblici e a coloro che assegnano i premi Nobel, vengono esclusi dal contesto politico, scientifico ed economico mondiale. Dobbiamo chiederci perché, ancora oggi, la proprietà intellettuale delle invenzioni non sia un diritto come le altre opere intellettuali. Un dipinto d’autore o l’energia idroelettrica compressa sono forse più importanti del fatto che non inquinerebbero e non avrebbero il costo di combustibili e batterie? O del pozzo artificiale che potrebbe nutrire miliardi di persone e combattere l’acidificazione degli oceani, di cui i centri di potere e la scienza mondiale non si pronunciano per oscure ragioni, senza fornire alcuna spiegazione? Di queste cose si dovrebbe parlare. Le batterie al litio sono un piccolo dettaglio utile in un sistema globale che nessuno vuole sviluppare per nascondere di aver frainteso i principi fondamentali dell’energia mondiale.

Credo che persino le istituzioni svedesi e norvegesi che assegnano i premi Nobel abbiano toccato il fondo dell’obiettività, perché premiano piccoli dettagli di fisica ed economia in linea con le scelte compiute in passato e nel presente dai centri di potere mondiali, scelte che hanno prodotto come effetto collaterale il riscaldamento globale e la disuguale distribuzione della ricchezza mondiale. Se la fisica e l’economia mondiali, con la loro ricerca scientifica e analisi economica, non si sono rese conto che abbiamo frainteso i principi fondamentali dell’energia e dell’economia, significa che persino l’istituzione del Premio Nobel ha perso credibilità.

In effetti, il Premio Nobel per l’economia non dovrebbe nemmeno esistere. Questo premio avrebbe dovuto essere istituito solo dopo aver individuato le corrette soluzioni scientifiche in grado di generare ricchezza senza effetti collaterali negativi. Nella situazione attuale, con la scienza mondiale che ha fallito nel trovare la fonte primaria di energia globale, come può l’economia stabilire regole commerciali eque e regole di stabilità monetaria, senza creare ulteriori vincoli burocratici che ritardano la demolizione di impianti inadeguati dal punto di vista scientifico ed economico? Nessuna economia può basarsi su errori scientifici. Ma sul pianeta Terra, accettare gli errori della scienza e delle multinazionali è diventata la regola generale, perché gli scienziati, in quanto dipendenti, devono obbedire agli ordini che ricevono. Come i militari. Nessuno può andare oltre i compiti assegnati. Il sottoscritto è riuscito a farlo, ma solo da pensionato, non pagato da nessuno, persino restituendo il denaro per depositare i brevetti che, con leggi giuste, non avrebbe dovuto pagare, avendo trattato solo soluzioni di pubblica utilità. Ha anche dovuto spendere soldi per opporsi legalmente alle accuse di “moto perpetuo” da parte degli uffici brevetti, che certamente non possono rappresentare la scienza a livello globale. Il concetto di moto perpetuo riguarda anche l’economia, la politica e la giustizia mondiale. Infatti, politici e giudici non possono governare e condannare i colpevoli senza un supporto scientifico imparziale, che è stato elevato allo stato di arte mondiale. Ma questo aggiornamento dello stato dell’arte globale non può avvenire proprio perché i centri di potere economici, pubblici e privati ​​impediscono l’emergere di invenzioni globali interattive, definite “moto perpetuo” da burocrati ministeriali ignoranti. Mentre la scienza, priva di coscienza morale, tace e partecipa al commercio di brevetti non interattivi, che impediscono il progresso dello stato dell’arte a livello globale.

In assenza di scienza, inventori e imprenditori che abbiano condotto studi sull’applicazione scientifica del lavoro globale, oggi tutte le invenzioni mondiali sono parziali e inquinanti (non chiudendo tutti i cicli che si aprono). Se un imprenditore volesse acquistare i brevetti di purificazione interattiva del sottoscritto, oggi dovrebbe aspettare decine di anni, dovendo attendere che gli enti pubblici mondiali modifichino i capitolati d’appalto per fognature, depuratori, opere civili, sistemi di distribuzione idrica, centrali idroelettriche e sollevamento dell’acqua.

Per fare un esempio, oggi, durante i periodi estivi, nelle città europee le temperature raggiungono i quaranta gradi. Se vogliamo goderci almeno un po’ di frescura serale uscendo sul balcone, dobbiamo fare i conti con le unità esterne dei condizionatori personali e con i vicini che espellono l’aria calda interna degli appartamenti e la trasferiscono all’esterno consumando energia fossile prodotta da centrali termoelettriche, le quali, producendo CO2, contribuiscono ulteriormente al riscaldamento globale. In altre parole, siamo costretti a rimanere chiusi in casa, senza poter respirare l’aria esterna e consumando energia insostenibile per alimentare il sistema creato grazie ai premi Nobel del passato e del presente. Le torri di scambio termico adiacenti agli edifici, che purificherebbero l’aria e scambierebbero calore con il sottosuolo, non sono state prese in considerazione (https://www.spawhe.eu/synergic-plants-files/), nonostante in seguito siano diventate anch’esse produttrici di energia (https://www.spawhe.eu/pressurized-domestic-hydraulic-energy-system/).

 Nel sistema dei trasporti siamo ancora all’anno zero, poiché l’unica energia che non è mai stata utilizzata è proprio l’energia idroelettrica compressa, che invece potrebbe migliorare le prestazioni dei sistemi elettromagnetici, evitando passaggi termici e chimici superflui.

Soprattutto, la scienza pubblica non può essere separata dall’applicazione pratica dei principi scientifici e dagli effetti collaterali che questi producono sull’ambiente e sulla salute umana. La pianificazione globale è possibile solo se si mettono da parte le rivalità scientifiche e industriali (eliminando la proprietà industriale dai progetti di pubblica utilità) e se la proprietà intellettuale viene riconosciuta agli inventori, con diritti d’autore a lungo termine, come avviene per le altre opere dell’ingegno. Perché, con le attuali classi dominanti, è molto più difficile ottenere brevetti intellettuali che brevetti commerciali.

Purtroppo, non avendo studiato le sinergie tra il secolo scorso e quello presente per progettare gli impianti a livello globale, non è stato possibile evitare i processi termici, chimici e nucleari, inutili a fini energetici ma dannosi per l’ambiente e l’economia mondiale. Oggi, l’intero sviluppo mondiale presenta insormontabili difetti di origine che possono essere superati solo producendo ovunque soluzioni energetiche interattive e purificanti. Le attuali energie rinnovabili e le auto elettriche sono solo palliativi che sprecano altre risorse.

La mia soluzione, che produrrebbe energia idroelettrica interattiva compressa negli appartamenti, in pozzi di scambio termico a bassa entalpia e in serre biologiche a base di calcare e acque reflue, consumando la CO2 dell’ambiente, è stata respinta dagli uffici brevetti con l’accusa di moto perpetuo al mittente (https://www.spawhe.eu/hydroelectric-greenhouses-for-the-purification-of-fumes-co2-and-water-with-natural-alkalinisation/ https://www.spawhe.eu/serre-idroelettriche – natural fumes-co2-and-water-with-alkalisation-depurative /, https://www.spawhe.eu/pressurized-domestic-hydraulic-energy-system/), mentre i centri di potere continuano a distribuire premi Nobel per dettagli di fisica quantistica e monetarismo globale, ma ignorano tutte le applicazioni energetiche interattive dello sviluppo sostenibile globale, che sono cresciute solo virtualmente, ammesso che le purificazioni interattive che nessun governo mondiale ha finanziato siano funzionanti.

L’elenco di scoperte scientifiche premiate con il Nobel in fisica, riportato in questo articolo, dimostra come la ricerca pubblica e privata stia accentuando la differenza tra software e hardware globale. Con l’avvento di Internet e lo sviluppo dell’informatica e dell’elettronica di controllo con inverter, convertitori di frequenza e tensione, si è già creato uno squilibrio a favore del software, mentre la fisica tradizionale si è fermata ai disastri idroelettrici e nucleari. Ora che persino la fisica quantistica si sta concentrando sul perfezionamento delle tecnologie laser e sull’informatica del futuro, la differenza con i settori tradizionali si accentuerà ulteriormente. In altre parole, avremo impianti errati nei principi energetici e depurativi fondamentali, ma gestiti correttamente, per contenere i limiti delle emissioni tossiche e degli assorbimenti energetici. In altre parole, con i nuovi premi Nobel, i danni causati dalle invenzioni precedenti vengono limitati, ma non si intraprende la strada dell’energia interattiva che avrebbe eliminato il problema dell’inquinamento alla fonte.

10. I MOTIVI PER CUI LA RELATIVITÀ GENERALE NON HA PRODOTTO L’INTERATTIVITÀ GENERALE.

Se gli enti pubblici di ricerca mondiali avessero funzionato correttamente, non avrei avuto la possibilità di proporre invenzioni interattive, perché queste rientrano nella logica dell’organizzazione scientifica del lavoro globale, a cui nessuno può sottrarsi se si trova ad affrontare problemi che riguardano contemporaneamente l’ambiente, l’economia e l’efficienza. Io, che ho partecipato alla realizzazione di impianti per tutta la vita con mansioni limitate in aziende private, mi sono reso conto che tutti gli impianti creati dall’uomo sono incompleti e ho cercato di completarli da pensionato, approfondendo le mie conoscenze scientifiche, dove già sapevo che c’erano problemi irrisolti. Perché i dirigenti pubblici mondiali non hanno fatto lo stesso? Le aziende private cercano semplicemente di battere la concorrenza in termini di efficienza e qualità della produzione dei sistemi esistenti. Non possono mettere in discussione i loro investimenti, che derivano dalle generazioni imprenditoriali precedenti. Anche il settore del trasporto aereo rientra in questa logica. Gli enti pubblici di ricerca avrebbero dovuto occuparsi dei problemi in modo imparziale. Avrebbero potuto farlo solo se non si fossero sporcati le mani e la coscienza con la vendita di brevetti legittimi ma illegittimi e altri interessi occulti che nessuno indaga. Oggi la situazione è talmente grave che nessuno ha il coraggio di scagliare la prima pietra contro il sistema creato da tutti i paesi e le organizzazioni mondiali più potenti. “Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra”, disse Gesù a coloro che volevano lapidare una donna che aveva peccato di adulterio. In realtà, nessuno può scagliare la prima pietra. Il sottoscritto ha potuto farlo solo in qualità di pensionato, per non rischiare il lavoro, ma non ha ritenuto la situazione così grave da ricordare la storia di Sodoma e Gomorra. In particolare, la negoziazione di Abramo, che cercava una ragione per salvare le città che Dio voleva distruggere. Dio promise che anche se ci fossero stati solo dieci giusti, non avrebbe fatto del male a nessun altro. Personalmente, se fossi stato nei panni di Abramo, non avrei trovato dieci persone giuste in tutto il mondo, disposte ad approfondire i dettagli depurativi ed energetici che giustificano l’esclusione dei sistemi interattivi dalle purificazioni e dalle energie mondiali. Ho trovato solo lacune di responsabilità da parte di tutti gli organi scientifici e legislativi del mondo.

Sebbene il progetto ITER, del valore di venti miliardi di euro e in fase di sperimentazione nel sud della Francia, prometta di estrarre energia dall’acqua di mare e dal litio, il reattore sperimentale su cui si sta lavorando è di proporzioni gigantesche. Sarà composto da un milione di componenti assemblati in tutto il mondo, dal Giappone alla Russia, dall’India agli Stati Uniti, dalla Cina all’Italia. Il suo cuore pulsante, chiamato Tokamak, avrà un diametro e un’altezza di 30 metri e peserà 23.000 tonnellate, l’equivalente di 3,5 Torri Eiffel. Alcuni dei magneti superconduttori dovranno essere assemblati in loco perché il loro diametro, che raggiunge i 24 metri, ne rende impossibile il trasporto. Nel sito, dove attualmente lavorano 2.700 persone, sono in costruzione 39 edifici, alcuni lunghi centinaia di metri, il più alto dei quali raggiunge i 60 metri. – Vedi l’articolo: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Dentro-ITER-il-megareattore-nucleare-sperimentale-che-copiera-il-Sole-c9e385bb-08e7-4d1e-9b1b-0afb85806a29.html .

La scienza mondiale, dopo aver realizzato grandi dighe e grandi bacini per la produzione di energia idroelettrica, ora vuole costruire grandi centrali nucleari pulite, dove all’interno del Tokamak, si crea un vuoto pressoché assoluto e il plasma viene riscaldato fino a 150 milioni di gradi Celsius, dieci volte la temperatura del nucleo del Sole. A pochi metri di distanza, i magneti superconduttori che lo controlleranno dovranno invece operare a -269 °C.

La scienza mondiale sta dimostrando, ancora una volta, di non saper fare ragionamenti semplici e completi, ma anche di coinvolgere le più importanti multinazionali energetiche in questi progetti, che promettono di creare molti posti di lavoro. Per i sottoscritti, il sistema globale di produzione energetica, a causa dei conflitti di interesse che contiene, non potrà mai produrre energia sostenibile e non sarà in grado di creare più lavoro delle energie interattive, che, essendo producibili ovunque e di piccole dimensioni, potrebbero essere installate anche sui veicoli di trasporto. Mentre per la produzione di energia in posizioni fisse, più energia produciamo, soprattutto sommersa e compressa, nelle acque di fiumi, laghi, porti e città lagunari, più ossigeno porteremmo nelle acque grazie all’applicazione pratica del principio di Henry, che non è mai stato applicato industrialmente come proposto dai sottoscritti.

In realtà, le autoclavi attualmente non funzionano con il flusso idraulico unidirezionale, poiché non esistono pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante che consentirebbero alle autoclavi di funzionare in questo modo e di assorbire ossigeno nell’acqua che le attraversa per alimentare la turbina idraulica che produce energia, poiché l’acqua viene espulsa dall’autoclave per il principio di impenetrabilità dei corpi. Quindi senza costi energetici dovuti a combustibili, catalizzatori o elettrodi consumati dall’elettrolisi. Consumiamo solo una piccola parte dell’energia prodotta dalla turbina per azionare la pompa che introduce l’acqua nel circuito di ricircolo pressurizzato dell’autoclave, che opera a bassa pressione perché è un circuito chiuso, aperto solo sul lato di aspirazione della girante con doppia alimentazione separata, che introduce la stessa quantità di acqua scaricata dalla turbina che produce energia. Ciò significa che se l’acqua della turbina viene scaricata dal sistema, il circuito è aperto e sfrutta la gravità per rinnovare continuamente l’acqua. In realtà le pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, nonostante la semplicità concettuale, sono probabilmente l’invenzione energetica più importante di tutti i tempi perché permettono di sfruttare, come già accennato, il principio di impenetrabilità, mai utilizzato sul pianeta Terra a fini energetici e di purificazione. La fisica mondiale su questo argomento sta giocando la sua reputazione con i propri silenzi, dopo aver già prodotto tutti i disastri sopra menzionati, che certamente non potrà recuperare con il nuovo indirizzo quantistico, che riguarda più il settore informatico ed elettronico che la fisica pura tradizionalmente legata alla gravità e ai principi legiferati per secoli da Pascal, Torricelli, Venturi, Bernoulli, Henry. Tutti questi principi sono stati sottovalutati perché i sistemi interattivi che il sottoscritto propone inutilmente da alcuni anni non sono stati progettati.

Tradizionalmente, il Premio Nobel viene assegnato solo a coloro che dimostrano sperimentalmente la validità di una teoria. Gli esperimenti di fisica quantistica sono ancora in una fase iniziale e molti scienziati lavorano sullo stesso argomento, come è accaduto nel secolo scorso nel campo della fisica nucleare, senza produrre nulla di utile per l’umanità. Le teorie quantistiche sono molteplici e ciò che è stato dimostrato rappresenta solo un piccolo passo verso altre teorie da dimostrare in condizioni di laboratorio non facili da ricreare, poiché le particelle quantistiche, quando aggregate, rispondono in modo diverso alle leggi della fisica. La mia non è una critica, perché credo che il percorso intrapreso dalla fisica quantistica moderna sia più utile, pacifico e costruttivo di quello del secolo scorso, ma, come già accennato, la scienza deve essere premiata a livello globale per le applicazioni multidisciplinari comprovate, riconoscendo agli inventori non solo il premio Nobel, ma anche il diritto d’autore, se si tratta di dipendenti pubblici o privati ​​non legati ad alcun capitale privato. Finché le forti potenze economiche e politiche controlleranno la scienza e il sistema brevettuale mondiale, le invenzioni sostenibili rimarranno sempre nascoste e prive di finanziamenti. Non è un caso che nessuna delle invenzioni dei sottoscritti sia mai stata finanziata, proprio perché propongono un modello di sviluppo alternativo che utilizza le stesse tecnologie, ma progetta gli impianti in modo diverso. In modo veramente sostenibile.

Ciò che mi permetto di rimproverare ai centri di potere mondiali, all’intera comunità scientifica e persino al comitato che sceglie chi premiare, è il silenzio sulle energie interattive che il sottoscritto ha sviluppato senza i minimi finanziamenti sia nei sistemi di depurazione che in quelli energetici, pubblicati sul sito web http: www.spawhe.eu. Non a caso ho citato l’elenco dei premi Nobel per la fisica degli ultimi vent’anni. Quasi tutti i vincitori sono dipendenti pubblici. Se sono pochi i vincitori che si sono occupati direttamente o indirettamente del riscaldamento globale, pur essendo questo il problema più grande del nostro tempo, c’è qualcosa che non va nella missione svolta dagli istituti di ricerca pubblici di tutto il mondo. La situazione non riguarda solo i vincitori del Premio Nobel, ma l’intera scienza pubblica mondiale, che svolge ricerche più strettamente orientate a competenze specifiche, finalizzate alla progettazione di infrastrutture pubbliche per l’energia e la depurazione. 

Per questo motivo, il sottoscritto ha voluto colmare questo vuoto, proponendo invenzioni pratiche nel campo della purificazione e dell’energia, derivate dall’esperienza e non dalla teoria. Inizialmente, ha cercato di collaborare con enti di ricerca pubblici italiani. Ma, respinto, è stato costretto a fare tutto da solo, depositando oltre quaranta brevetti interconnessi che dimostrano come l’ambiente potrebbe essere protetto a livello globale, sia attraverso la depurazione razionale dell’energia fossile, sia attraverso la realizzazione di centrali idroelettriche con riciclo dell’acqua, che avrebbe anche un effetto depurativo. Involontariamente, il sottoscritto ha dimostrato che il problema dell’indifferenza degli enti pubblici nei confronti degli inventori privati ​​non è solo italiano, ma mondiale. Ciò è probabilmente dovuto al commercio di brevetti pubblici con aziende private. Esiste infatti uno stretto legame tra enti pubblici e multinazionali che escludono qualsiasi tipo di collaborazione con gli inventori privati. Questi ultimi, non essendo finanziati né da enti pubblici né da multinazionali, sono costretti a concentrarsi su piccole invenzioni commerciali. Ma il sottoscritto, che è stato coinvolto nell’organizzazione di lavori industriali e grandi impianti pubblici di depurazione e sollevamento dell’acqua, ha preferito puntare il dito contro la piaga globale del riscaldamento globale, ipotizzando che gli impianti che nessuno ha finanziato e facendo progredire lo stato l’arte della depurazione e delle energie interattive anche senza finanziamenti, siano gli enti pubblici di ricerca e le multinazionali a dover dimostrare che la depurazione interattiva e le energie interattive non funzionano. Come i legislatori e i giudici internazionali, dovrebbero spiegare perché permettono che i brevetti di pubblica utilità vengano scambiati e non concedono agli inventori la proprietà intellettuale che non ha nulla a che fare con la proprietà industriale. È possibile che i legislatori e i giudici non capiscano che i forti legami tra multinazionali ed enti pubblici di ricerca hanno impedito l’identificazione delle energie interattive che gli enti pubblici di ricerca avrebbero dovuto identificare? È possibile che i legislatori e i giudici non capiscano che il forte legame tra multinazionali ed enti pubblici di ricerca ha impedito l’identificazione delle energie interattive che gli enti pubblici di ricerca avrebbero dovuto identificare? È possibile che legislatori e giudici non comprendano che sarebbe una fortuna per l’intero pianeta se venissero riconosciuti come uguali? È possibile che non capiscano di essere ancora ostacolati dai silenzi pubblici e privati ​​e dai media che appartengono al potere economico? È possibile che non capiscano che non si tratta di una singola invenzione, ma di un intero modello di sviluppo sostenibile alternativo?

Le energie interattive, a differenza di quelle quantistiche, non si basano su teorie, ma su principi fisici noti da secoli, che se la scienza fosse stata in grado di combinare correttamente, avremmo avuto ben pochi dei disastri menzionati in precedenza: nucleari, idroelettrici, termici, aeronautici, spaziali, marittimi, sottomarini, stradali. Persino la vita umana si sarebbe allungata di molti anni grazie al cuore artificiale, un ossigenatore del sangue, che si basa sugli stessi principi interattivi.

Credo che i nostri cervelli abbiano tutto il necessario per sopravvivere nel nostro corpo artificiale, che richiederà meno di un centesimo del cibo e dell’ossigeno che consumiamo noi. Credo che saremo pronti ad affrontare lo spazio quando avremo molti anziani esperti trasformati in robot, ma con sentimenti umani, che, per amore della conoscenza, dell’avventura e per proteggere le generazioni future, inizieranno la sfida spaziale correndo meno rischi dei giovani di essere contaminati dalle radiazioni cosmiche. Se non fossimo all’anno zero in questa direzione di ricerca, soprattutto a causa dell’assenza di energia interattiva primaria che nessuno vuole produrre, mi offrirei volentieri come cavia per provare anch’io l’avventura spaziale. Avendo già più di settant’anni, è improbabile che io partecipi. Tuttavia, non si sa mai, perché l’elettronica, la cibernetica e la robotica stanno facendo grandi passi avanti; ciò che frena lo sviluppo è proprio l’individuazione della fonte di energia interattiva primaria, da produrre a bordo dei veicoli aerospaziali e ai margini del corpo semi-umano. Questa difficoltà, causata più da interessi privati ​​che da problemi tecnici e scientifici, con l’energia idroelettrica compressa può essere facilmente superata. Sarebbe sufficiente recuperare un po’ del tempo perduto per inseguire la divisione dell’atomo, che certamente non porterà mai alla creazione di un reattore nucleare in grado di alimentare un cuore artificiale che ossigeni il sangue, né tantomeno di produrre la minima energia necessaria al movimento degli arti artificiali. Queste soluzioni, che possono essere ingrandite o miniaturizzate a seconda della potenza elettrica da produrre, sono quasi tangibili osservando i progetti da me pubblicati nelle varie versioni. Chi ha ordinato il silenzio scientifico sulla produzione industriale di queste soluzioni?

Oggi, le invenzioni sono finanziate da riviste scientifiche e organizzatori di congressi, mentre per depositare un brevetto è necessario pagare tasse di deposito e di mantenimento in tutti i paesi del mondo. È evidente che, con le attuali leggi sulla proprietà industriale e l’attuale sistema di diffusione scientifica, solo le multinazionali e i grandi enti pubblici possono permettersi di produrre invenzioni importanti per il futuro dell’umanità. Purtroppo per loro, chi scrive ha compreso che le multinazionali e gli enti pubblici di ricerca hanno frainteso i principi fondamentali dell’energia mondiale fin dall’avvento dell’era industriale e che lo stato dell’arte, fino a prova contraria, può progredire, anche solo virtualmente, senza pagare tutte le tasse esigenti richieste dai centri di potere mondiali. Ci vuole molto coraggio per lavorare per anni senza essere pagati da nessuno, depositando brevetti di utilità sociale pubblica presso istituzioni, pagando solo le tasse di deposito nazionali, non quelle di mantenimento e solo alcune di quelle internazionali, per dimostrare che è inutile pagare queste tasse se le invenzioni sono in contrasto con il sistema generale. Se un giorno avremo politici, legislatori e giudici che svolgeranno bene il loro lavoro, capiranno che i brevetti di pubblica utilità devono essere diffusi, non monopolizzati. Questo non impedirà ai produttori di realizzare invenzioni industriali nell’ambito dell’attuale regime di protezione dei dettagli costruttivi. Oggi, ciò che manca allo sviluppo sostenibile sono gli inventori che sappiano mettere insieme i principi base dell’energia e della purificazione, perché nessuno sa come progettare sistemi su scala globale. Nessuno viene formato nelle scuole e nessuno viene pagato per svolgere questo tipo di lavoro indesiderato dai centri di potere economici pubblici e privati. Tutti gli impianti artificiali del mondo, per un motivo o per l’altro, sono incompleti, e quelli che non danneggiano l’ambiente, non essendo interattivi, hanno rese troppo basse per incidere positivamente sul riscaldamento globale e sulla conservazione delle risorse naturali.

Per definizione, un’idea tecnica o scientifica è brevettabile se non è facilmente comprensibile ai professionisti. Quello che mi chiedo è fino a che punto possiamo credere alla mancanza di comprensione degli addetti ai lavori che continuano a tacere su tutte le invenzioni di purificazione e interazione energetica da me proposte, comprese le più semplici, come le modifiche ai camini? Queste sono di scarsa utilità se gli impianti di purificazione non vengono modificati, perché i cicli di purificazione ed energia del mondo sono alterati. Tutto è connesso.

I burocrati dei brevetti definiscono le mie soluzioni “moto perpetuo”, e i dirigenti industriali, gli imprenditori e gli scienziati di tutto il mondo continuano a costruire sistemi incompleti e a tacere sulle energie interattive. Per quanto mi riguarda, non ho dubbi: “o gli esperti sono tutti incompetenti, o non possono esprimere liberamente la propria opinione”. Considero mio errore il ritardo con cui ho sviluppato le soluzioni che permettono di estrarre energia libera dall’ambiente grazie all’evidente interazione tra acqua incomprimibile, aria comprimibile e forza gravitazionale. Non è possibile che i premi Nobel di tutto il mondo non se ne siano accorti, nonostante i principi della fluidodinamica di Pascal, Torricelli, Newton, Bernoulli e Venturi confermino la correttezza delle mie soluzioni sulla produzione di energia primaria idroelettrica compressa, che rappresenta l’anello di congiunzione con i principi elettromagnetici sviluppati successivamente. L’assenza di questo anello ha lasciato spazio ai combustibili fossili, al nucleare e alle attuali energie rinnovabili. Queste ultime, tuttavia, non sono in grado di sviluppare le grandi potenze energetiche necessarie per realizzare la spinta di Newton e Lorentz. Mentre le prime, anche se consentite, presentano effetti collaterali ambientali inaccettabili e costi energetici insostenibili, la scienza mondiale attuale non solo non ha proposto alcuna soluzione per produrre la spinta di Lorentz a bordo e sommarla a quella di Newton, ma tace anche sui motori lineari globali interattivi. 

Tutti i sistemi ambientali alla cui realizzazione il sottoscritto ha contribuito nella sua attività professionale sono di progettazione pubblica. Le imprese appaltatrici e subappaltatrici si sono limitate a sviluppare i progetti esecutivi delle opere civili ed elettromeccaniche. È stato un caso fortuito che il sottoscritto abbia notato l’incompletezza dei cicli energetici e di depurazione, forte anche della sua esperienza nell’organizzazione del lavoro industriale, acquisita progettando sistemi per l’industria automobilistica. In effetti, l’analisi del lavoro è probabilmente più importante della scienza per produrre invenzioni sostenibili. Non è il sottoscritto ad aver stabilito le regole di calcolo energetico che dimostrano la convenienza della produzione di energia idroelettrica compressa rispetto a qualsiasi fonte di energia elettrica terrestre, fissa o mobile. Si tratta di regole scritte da oltre un secolo, ma mai applicate.

 L’energia prodotta da una turbina è data dal prodotto della portata per la pressione per la densità del fluido che la attraversa. Allo stesso modo, l’energia assorbita da una pompa che solleva l’acqua è data dallo stesso prodotto. Gli operai, per secoli, hanno compreso che utilizzando le pompe non per sollevare l’acqua, ma per spingerla nella direzione della forza di gravità, il motore della pompa avrebbe risparmiato l’energia dovuta alla forza di gravità e quella dovuta alla prevalenza idraulica sull’asse della pompa. Da questa semplice riflessione, si è dedotto che pompe e turbine devono lavorare insieme nello stesso sistema per creare qualcosa di molto più vantaggioso del moto perpetuo. Infatti, collegando una pompa e una turbina in serie nello stesso bacino, si crea un circuito idraulico aperto che si rinnova indefinitamente riciclando la stessa acqua e producendo più energia di quanta ne venga consumata. Questo circuito termina all’uscita della turbina, che produce elettricità tramite un generatore di corrente, senza dover sollevare l’acqua, poiché quest’ultima, essendo incomprimibile, assume automaticamente la forma del recipiente che la contiene, a volume costante. Abbiamo solo la piccola resistenza d’attrito tra le molecole di un’uscita sommersa che dipende dalla velocità di uscita e dalla forza di gravità (V 2/ 2g). Questa condizione favorevole non può essere replicata in nessun’altra condizione sul pianeta Terra, ma lo stesso principio può essere sfruttato cambiando il modo di progettare pompe e sistemi, come ha fatto il sottoscritto. In altre parole, gli inventori e gli scienziati del passato avrebbero dovuto concentrarsi soprattutto sul trovare un modo per far circolare acqua o un liquido equivalente, alla massima pressione possibile in una turbina, recuperare il liquido e reintrodurlo nel circuito di riciclo a basso costo per mezzo di una pompa con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante; espellere il liquido dallo stesso sistema, sfruttando il principio di impenetrabilità dei corpi attraverso la turbina in un ciclo energetico infinito, dove l’energia spesa dal motore che fa funzionare la pompa è decine o centinaia di volte inferiore all’energia prodotta dalla corrente generata accoppiata alla turbina. Questo sistema sfrutta staticamente la pressione di un’autoclave come la natura sfrutta staticamente la pressione atmosferica e la forza gravitazionale per creare le correnti marine ma anche per sollevare l’acqua dai pozzi artesiani, il che può essere assimilato al principio di Torricelli in termini energetici. Pertanto, anche il progetto ITER, come la CCS, le centrali idroelettriche, gli attuali depuratori, che non sfruttano i principi interattivi di Torricelli, Pascal Henry, Venturi che agiscono gratuitamente, sono impianti inutili, costosi, ingombranti e poco pratici. Un altro importante scandaloso intervento ambientale è quello del Mose di Venezia, costato sei miliardi di euro, che non è mai entrato in funzione. Doveva proteggere la città dalle piene. Ho già scritto che con costi inferiori sarebbe stato possibile realizzare paratoie automatiche per i singoli canali e produrre energia interattiva durante tutto l’anno, che avrebbe anche ossigenato l’acqua e innalzato il livello dell’acqua oltre le paratoie in caso di necessità.

Un altro importante e scandaloso progetto ambientale è quello del Mose di Venezia, costato sei miliardi di euro e mai entrato in funzione. L’opera avrebbe dovuto proteggere la città dalle piene. Ho già scritto che con costi inferiori sarebbe stato possibile realizzare paratoie automatiche per i singoli canali e produrre energia interattiva durante tutto l’anno, che avrebbe anche ossigenato l’acqua e, in caso di necessità, ne avrebbe innalzato il livello oltre le paratoie.

Ma durante lo sviluppo dell’ultimo deposito di brevetto virtuale intellettuale, mi sono reso conto che esiste anche un altro sistema per proteggersi dalle inondazioni, ed è proprio questo che ho descritto in questo brevetto per regolare la profondità di navigazione dei sottomarini tramite la spinta di Lorentz. Ecco il paragrafo in cui descrivo questo argomento: 

“Ciò che accadrà nello spazio con l’uso di “motori lineari globali interattivi primari e indotti” sarà molto simile al movimento dei sottomarini in acqua che per muoversi orizzontalmente nelle profondità marine devono superare solo l’attrito con le molecole d’acqua che circondano tutta la superficie esterna. Questo attrito dipende dalla velocità secondo la formula V2 / 2g, con piccole variazioni nei coefficienti rispetto al movimento nell’aria atmosferica. Ma la scienza anche nei sottomarini ha sbagliato l’uso della fonte di energia primaria utilizzando l’energia nucleare e soprattutto termica, costringendo i sottomarini a navigare con accumulatori di energia e serbatoi di carburante molto grandi e molto pesanti, e a tornare in superficie per aspirare l’aria di combustione e quella per respirare. In realtà, anche nel caso dei sottomarini, la scienza non ha capito che l’aria compressa è l’accumulatore di energia più potente ed economico al mondo e permette di produrre energia istantaneo per istante se utilizzata staticamente, senza consumarla. I sottomarini del futuro possono essere costruiti in modo molto più semplice degli aerei da trasporto aereo. Basta dividere i motori lineari globali interattivi in ​​due parti separate ed eseguire la spinta orizzontale con Le eliche esterne saranno collegate ai motori elettrici all’interno del compartimento passeggeri, circondato da magneti permanenti e dal solenoide di spinta elettromagnetica, mentre la spinta verticale sarà ottenuta solo tramite un sistema esterno ai serbatoi autoclavati (magneti verticali permanenti scorrevoli e solenoide). Non sarà necessario svuotare e riempire le camere sigillate con acqua per regolare la profondità di navigazione perché il peso sarà bilanciato dalla forza di Lorentz secondo la formula già menzionata P = m * (a – aL), dove aL è l’accelerazione prodotta artificialmente con la forza di Lorentz. I sottomarini del futuro saranno molto più veloci, economici e sicuri di quelli attuali e saranno in grado di scendere a maggiori profondità rispetto a quelli attuali.

In sostanza, per creare una barriera contro le alte acque di Venezia e dei Paesi Bassi, è sufficiente realizzare una barriera mobile in altezza al cui interno venga prodotta energia primaria ed elettromagnetica indotta, la quale, grazie alla spinta di Lorentz e variando il peso della barriera, ne provoca la protrusione dell’altezza desiderata. Non è necessario ancorare al fondale la struttura di spinta meccanica, né tantomeno tutti i componenti elettromeccanici collegati. I canali di collegamento al mare dovrebbero avere la parte inferiore chiusa al fondo, mentre la parte superiore, contenente l’impianto idroelettrico compresso e la produzione di energia indotta dalla spinta di Lorentz, sarebbe mobile, guidata da guide verticali.

Questi cancelli avrebbero le seguenti tre funzioni:

1. Produrre energia idroelettrica compressa a basso costo per la città senza bisogno di fonti energetiche a pagamento.

2. L’ossidazione dell’acqua avviene gratuitamente perché l’acqua che produce l’energia è l’acqua stessa del canale, che si arricchisce di ossigeno ogni volta che entra nell’autoclave pressurizzata contenuta nella paratoia.

3. Difendere la città dalle acque alte consentendo il passaggio delle imbarcazioni attraverso il sistema di doppie paratoie che funzionano in sincronia in caso di alta marea per collegare la città con il mare.

Credo che prima di distribuire a cascata premi Nobel a fisici quantistici ed economisti, dovremmo anche provare a realizzare dei sistemi completi sul pianeta Terra, perché io, che per trentacinque anni ho progettato e installato sistemi e per quattordici ho inventato sistemi interattivi, non ho ancora visto un singolo impianto completo, soprattutto a causa dei conflitti di interesse degli enti pubblici mondiali e degli stessi enti di ricerca che, pur facendosi concorrenza, collaborano solo con potenziali acquirenti di brevetti, invece di studiare soluzioni comuni, che dovrebbe essere il primo compito di chi è pagato con denaro pubblico. Non ho mai avuto il privilegio di lavorare per il governo italiano e quando ho proposto le mie soluzioni sono state respinte. Lo stesso è accaduto a livello europeo, e anche le Nazioni Unite e i giudici internazionali non rispondono alle mie lettere aperte.

Certamente, sono molto deluso dal comportamento delle istituzioni, ma non rimpiango di aver dedicato il mio tempo e le mie scarse risorse economiche alla risoluzione di questi problemi. Nei quattordici anni che ho trascorso a studiare queste soluzioni, le mie figlie si sono sposate. Ho sei nipoti. Mi batto soprattutto per loro e per gli altri nonni che non hanno avuto la fortuna di occuparsi della progettazione e dell’installazione di impianti industriali e ambientali per comprendere le inefficienze globali. Credo che solo pubblicando apertamente soluzioni alternative a quelle offerte dalle autorità scientifiche e dalle multinazionali si possa comprendere l’enorme numero di personaggi coinvolti nel nascondere tali soluzioni, semplicemente per obbedire ai propri datori di lavoro pubblici e privati. È vergognoso che enti pubblici come le Nazioni Unite, che gestiscono la proprietà intellettuale mondiale, permettano ai propri funzionari di scrivere banalità sul “moto perpetuo”.

Sono certo che le ragioni per cui la relatività generale non ha prodotto un’interattività generalizzata risiedano nei conflitti di competenze che sono sempre esistiti fin dalla nascita del mondo. Ancora oggi, nessun leader mondiale si assume la responsabilità di ordinare lo studio di soluzioni scientifiche, economiche e ambientali multidisciplinari al passo con i tempi a livello globale, per timore di scoprire il vaso di Pandora e di dover ammettere che tutte le grandi opere mondiali sono state errate e hanno prodotto danni immensi e debiti pubblici. Inoltre, queste opere sono soggette a invecchiamento e richiedono ingenti costi di manutenzione. Le energie interattive sarebbero meno invasive, costerebbero meno, sarebbero anche purificanti e gli aggiornamenti dello stato dell’arte sarebbero automatici, senza grandi opere e infrastrutture. Ma se non si ammettono gli errori, non può iniziare una ricostruzione sostenibile. Ancora oggi i governi non governano per paura di perdere le prossime elezioni. Continuano per non sconvolgere i mercati e ogni settore avanza secondo le logiche del momento, al proprio ritmo, indipendentemente dai settori adiacenti. Credo che questo non sia il modo di governare un pianeta con risorse limitate ed esposto a rischi ambientali, sismici e persino astrofisici. Questi ultimi, anche se remoti, ci troverebbero completamente impreparati senza i sistemi interattivi, che potrebbero offrirci qualche speranza di sopravvivenza.

Negli ultimi anni, i legislatori di tutto il mondo hanno promosso l’impiego di batterie sui mezzi di trasporto urbani, ma questa soluzione è solo un palliativo, perché, se è vero che riduce l’inquinamento urbano, è altrettanto vero che aumenta l’inquinamento globale, a causa della diminuzione della resa complessiva del trasporto di energia primaria verso i punti di distribuzione elettrica e anche a causa della minore resa energetica che l’utilizzo delle batterie comporta.

In ogni caso, tutti i grandi mezzi di trasporto su strada, via mare, via aerea, i veicoli da lavoro terrestri, i veicoli agricoli, dai grandi trattori ai motocoltivatori, fino ai decespugliatori, restano esclusi dall’alimentazione a batteria. Tra motori termici grandi e piccolissimi, in pratica, abbiamo qualche miliardo di mezzi che per diverse ragioni, allo stato attuale delle cose, non possono utilizzare un’energia primaria diversa da quella fossile e non possono nemmeno usare le batterie perché sarebbe assurdo interrompere il lavoro nei campi e nei cantieri per andare a ricaricare le batterie, il che causerebbe molte ore di fermo, a meno che i costi e i pesi non si moltiplichino, anche per il trasporto di batterie di ricambio.

L’attuale classe dirigente mondiale, pur organizzando l’economia circolare, che dovrebbe riciclare plastica, oli esausti e metalli, non è stata in grado di cambiare la fonte primaria di energia e finge di non comprendere le energie interattive, continuando a consumare carbone e petrolio e a produrre motori termici di piccole e grandi dimensioni. Nel frattempo, le energie rinnovabili, dipendenti dalle condizioni meteorologiche, hanno rese basse e sono discontinue. Dalla relatività generale sarebbe stato logico passare all’interattività terrestre generale, poiché molte leggi della fisica coincidono perfettamente. Purtroppo, la scienza indaga solo nella direzione in cui riceve finanziamenti. Nessun paese al mondo ha finanziato lo studio dei legami tra gravità e interazione positiva con l’ambiente, che ha permesso di intravedere alcune leggi fisiche identificate da tempo da scienziati come Pascal, Torricelli, Henry, Dalton, Bernoulli e Venturi, che hanno legiferato sui principi fisici dell’acqua, dell’aria e di gas molto importanti, e che meriterebbero ulteriori studi per sfruttare le condizioni favorevoli offerte dalla gravità a fini energetici e di purificazione.

I governi di tutto il mondo non hanno mai finanziato la ricerca interattiva. Purtroppo, lo stesso Einstein non si accorse delle affinità scientifiche tra i principi della fluidodinamica e la relatività. Questi principi furono utilizzati isolatamente, senza sfruttare i principi interattivi. L’energia interattiva trasferita dalla forza gravitazionale all’acqua iniettata dall’alto nei bacini idrici, che chi scrive ha definito energia sommersa, è stata etichettata come “moto perpetuo” dai burocrati degli uffici brevetti, mentre la scienza mondiale è rimasta immune da questo paragone, non ammettendo i propri errori, che hanno portato alla costruzione di immense opere pubbliche per la produzione di energia idroelettrica unidirezionale, senza recupero idrico, causando siccità e inondazioni. La scienza mondiale tace ancora oggi su questo argomento.

Non stiamo parlando del gravissimo errore commesso nel trascurare l’effetto purificante della legge di Henry. In realtà, potremmo avere la purificazione come effetto secondario della produzione di energia, o la produzione di energia come effetto secondario della purificazione, in virtù del principio di Henry. Ma non abbiamo mai sfruttato questo dono della natura. La legge di Henry afferma che a temperatura costante, la solubilità di un gas è direttamente proporzionale alla pressione che il gas esercita sulla soluzione. Una volta raggiunto l’equilibrio, il liquido si definisce saturo di quel gas a quella pressione. Questo stato di equilibrio persiste finché la pressione esterna del gas rimane invariata; altrimenti, se aumenta, altro gas entrerà nella soluzione; se diminuisce, il liquido si troverà in una situazione di sovrasaturazione e il gas verrà rilasciato all’esterno fino a quando le pressioni non saranno nuovamente in equilibrio. Questo principio non è mai stato utilizzato nei depuratori attuali perché, per poterlo sfruttare a livello industriale, è necessario far circolare l’acqua inquinata da depurare nelle autoclavi in ​​un’unica direzione ed espellerla senza subire perdite, in virtù del principio di impenetrabilità dei corpi.

È stato necessario inventare le pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante e il sistema di circolazione pubblicato in molte versioni da me, per produrre elettricità fissa e mobile, che costringe l’acqua a passare attraverso una turbina che produce energia scaricando l’acqua a pressione atmosferica, e utilizzare le pompe modificate per reintrodurre la stessa quantità di acqua che ha prodotto energia nel circuito di riciclo all’interno dell’autoclave, in modo da non variare i volumi e le pressioni all’interno dell’autoclave stessa che continua ad alimentare indefinitamente anche il circuito esterno, semplicemente sfruttando il principio di impenetrabilità dei corpi. Questo principio può essere sfruttato ovunque, nei deserti, ai poli, nello spazio, utilizzando sempre la stessa quantità di liquido incomprimibile, pompe con doppia alimentazione separata e la pressione statica dell’aria compressa. Dai calcoli effettuati in tutte le domande di brevetto depositate, risulta che l’energia prodotta nella turbina è sempre decine o centinaia di volte superiore all’energia consumata dalla pompa di circolazione dell’acqua, poiché quest’ultima, come tutte le pompe di circolazione, funziona con pressioni bilanciate nella girante di aspirazione e mandata e non deve sollevare l’acqua, ma solo superare le cadute di pressione del circuito. Un’altra piccola quantità di energia consumata da questo circuito è quella del compressore, necessario per fornire la quantità d’aria disciolta nell’acqua che passa attraverso l’alta pressione dell’autoclave. Questa stessa quantità d’aria viene restituita all’ambiente quando l’acqua viene scaricata a pressione atmosferica all’uscita della turbina. Tuttavia, nel vuoto, l’aria può essere recuperata tramite valvole di scarico convogliate e un apposito serbatoio di recupero aria e vapore.

In ogni caso, questa energia viene prodotta senza trasformare chimicamente il materiale e riciclando al cento per cento sia l’acqua che l’aria, perché la natura ha concepito l’acqua incomprimibile e l’aria comprimibile come una sorgente, con punti critici di trasformazione da gas a liquido molto distanti tra loro (-140,6 gradi centigradi e 3769,290 kPa), il che sul pianeta Terra ci permetterebbe di produrre energia gratuita all’aperto a tutte le latitudini e longitudini, mantenendo allo stato liquido solo l’acqua con resistenze elettriche. Ma noi le abbiamo prodotte a pagamento con combustibili che hanno anche inquinato l’ambiente. Nello spazio, al massimo potremo avvicinarci allo zero assoluto (-273,15 °C), ma fino a prova contraria, l’elettricità che produrremo con motori lineari globali ci permetterà di mantenere l’acqua e l’aria riciclate al 100% alle temperature desiderate.

Eppure, sul pianeta Terra, nessun produttore mondiale di pompe ha modificato le proprie pompe e nessun produttore di impianti di depurazione ed energetici ha cambiato i sistemi come da me indicato. Tutti aspettano che il mercato richieda questi cambiamenti, perché le modifiche richiedono nuovi investimenti. Nel frattempo, i consulenti scientifici dei governi mondiali e delle Nazioni Unite tacciono, mentre l’inventore deve pagare tasse di deposito e mantenimento per brevetti che non gli appartengono e deve anche combattere legalmente contro gli uffici brevetti, contro accuse assurde come il moto perpetuo, o contro la burocrazia nella redazione delle rivendicazioni, che riguarda l’aspetto formale e non la sostanza delle invenzioni. Persino la pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, che è l’invenzione fondamentale per realizzare la nuova rivoluzione industriale mondiale e spaziale, è stata definita dall’ufficio brevetti italiano come “modello di utilità”, non come invenzione. Come possiamo credere in questa scienza che ci stupisce proponendo sempre cose nuove, ma che è sempre stata in fuga dai problemi ambientali ed energetici globali per non inimicarsi sponsor, finanziatori e datori di lavoro?

Oggi dobbiamo chiederci chi siano i personaggi che hanno arrecato i danni maggiori al pianeta e all’umanità. Gli scienziati che hanno applicato un approccio scientifico unidirezionale, senza individuare principi interattivi; gli economisti che hanno stabilito regole economiche globali basate su presupposti antieconomici, sia dal punto di vista del consumo di risorse che della produzione di energia e depurazione; o i politici che non hanno richiesto un ragionamento scientifico e progetti globali prima di deliberare sugli investimenti statali?

Cosa serve per far capire alla scienza, all’imprenditoria, alla politica e all’economia che abbiamo inquinato inutilmente l’ambiente, intrapreso guerre inutili per ottenere energia di cui non abbiamo bisogno e combattuto inutili lotte di classe per protestare contro l’inquinamento e l’alto costo dell’energia? Tutto ciò potrebbe e può ancora essere risolto cambiando il modo in cui l’acqua circola nei sistemi, assecondando, anziché contrastando, la forza di gravità e la pressione di un cuscino d’aria. Chi dovrebbe spiegare queste nozioni elementari ai giovani, se non gli insegnanti delle scuole elementari? Invece non vengono insegnate nemmeno nelle più importanti università del mondo.

Il mondo deve essere governato prima scientificamente e poi da politici ed economisti. Coloro che governano e coloro che vi si sono opposti per molte generazioni non capiscono che le pompe sono il cuore di tutti i sistemi del mondo e devono essere utilizzate con una doppia alimentazione separata fino alla girante, facendo circolare l’acqua in una direzione, senza espandere il cuscino d’aria. Creando i sistemi in questo modo, l’energia assorbita dalla pompa è sempre la stessa perché funziona con pressioni bilanciate in aspirazione e mandata, mentre l’energia prodotta dal generatore di corrente accoppiato alla turbina è direttamente proporzionale alla pressione statica del cuscino d’aria che, non potendo espandersi, non consuma energia. L’acqua scaricata dalla turbina viene riciclata e reimmessa nell’autoclave attraverso la seconda alimentazione della pompa. Per produrre energia primaria pulita non c’è niente di più semplice ed economico di questo sistema, che non è costato alla comunità mondiale un dollaro in ricerca e sperimentazione, ma solo il ragionamento di un inventore, ancora non creduto dalla scienza che ha inquinato e riscaldato inutilmente il pianeta. Non è necessario dividere l’atomo per produrre energia a basso costo. Quante centinaia o migliaia di miliardi ci è costata la divisione dell’atomo che non produrrà mai energia pulita, non potrà mai essere montato su mezzi di trasporto, né alimentare il cuore artificiale umano, né produrre ossigenazione o, come effetto secondario, acqua e sangue?

Per continuare a vendere petrolio, sprecare risorse nella ricerca nucleare, produrre batterie ed energie rinnovabili non interattive, la classe dominante mondiale ha rifiutato brevetti nazionali e internazionali interattivi, nascondendosi dietro silenzi incomprensibili. Oggi, anche se qualcuno mi prestasse i soldi per dimostrare questa invenzione, non avrei più diritto alla proprietà dei miei brevetti, né a livello industriale né intellettuale. Come si può combattere contemporaneamente una classe dominante mondiale, politica, scientifica ed economica, e un’opposizione che si manifesta in tutte le piazze del mondo, senza comprendere che il nucleo del problema del malessere sociale e ambientale risiede nell’incapacità di progettare sistemi antropogenici a livello globale a causa di specializzazioni fallimentari desiderate e tenute separate, soprattutto dalla scienza pubblica mondiale, al fine di ottenere maggiori finanziamenti e al contempo vendere brevetti specialistici a multinazionali anch’esse specializzate in singoli settori.

 I centri di potere mondiali, pubblici e privati, che selezionano le menti più brillanti nelle università di tutto il mondo, impediscono loro di imparare a pensare in un’ottica globale. In sostanza, politici, legislatori e giuristi sono manipolati da questi centri di potere. Di fatto, senza il parere autorevole della scienza, non possono legiferare né tantomeno condannare i crimini ambientali. Ma non riescono nemmeno a comprendere che per progettare sistemi completi è necessario individuare le sinergie scientifiche compatibili e interattive che i centri di potere hanno impedito alla scienza e alla tecnologia di identificare. È difficile stabilire dove finisce l’ipocrisia e dove inizia l’ignoranza scientifica dei centri di potere che governano il mondo, ma una cosa è certa: sia i centri di ricerca che le multinazionali operano in compartimenti stagni. Nemmeno tra cento anni si sarebbero accorti che camini, fognature, depuratori, pompe, turbine, autoclavi devono essere modificati e che la spinta di Newton deve essere combinata con quella di Lorentz se vogliamo cambiare radicalmente i trasporti terrestri e spaziali, non solo per non inquinare l’ambiente, ma anche per non alterarlo con opere insostenibili soggette a invecchiamento e crolli dovuti a eventi geologici naturali, e altrettanto naturali agli incendi, che, tuttavia, potrebbero essere controllati se avessimo già combinato nei mezzi di trasporto aereo la spinta di Newton e di Lorentz che permetterebbe di fermarsi per il tempo necessario a estinguere completamente l’incendio, con una pioggia artificiale prodotta da autentici serbatoi d’acqua volanti. Gli attuali canadesi sono ridicoli di fronte ai grandi incendi a cui stiamo assistendo, ma sono ridicole anche le inondazioni prodotte dai bacini artificiali creati nelle valli montane. Paradossalmente, tutti questi grandi problemi sono legati ai metodi errati che utilizziamo per produrre energia, metodi che finora ci hanno anche impedito di vincere la gravità e di lasciare l’atmosfera terrestre con un sistema razionale e interattivo, che risolverebbe anche il problema degli incendi. La gravità non è una prigione, sono la scienza pubblica mondiale e le multinazionali che non sono state in grado di progettare impianti di produzione e depurazione dell’energia.

Cosa serve per capire che l’energia idroelettrica compressa viene prodotta quasi direttamente dalla forza di gravità e non consuma né acqua né aria, ma consuma solo le macchine che la utilizzano per produrre la spinta di Newton e Lorentz, senza inutili dispersioni di calore e cicli di espansione e compressione, che oggi assorbono molta più energia di quanta ne producano? Inoltre, si utilizza combustibile a pagamento. Infatti, l’efficienza media di un ciclo termico è di circa lo 0,35% rispetto al potere calorifico inferiore del combustibile, ma la scienza mondiale, compresi economisti di fama, non si è accorta di questo cattivo affare.

Oggi si organizzano conferenze internazionali a pagamento, a cui possono partecipare solo coloro che detengono il potere economico e che dicono mezze verità. In queste conferenze si parla di risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento, nascondendo il fatto che i sistemi progettati in modo interattivo sarebbero completamente autonomi dal punto di vista energetico, costerebbero meno e non inquinerebbero l’ambiente, anzi lo proteggerebbero disciogliendo parte dell’ossigeno nell’acqua. Questa non è democrazia, ma l’anarchia autorizzata dalla divisione delle competenze, voluta appositamente dagli organismi istituzionali mondiali per non assumersi la responsabilità di riparare i danni prodotti dai progetti incompleti della scienza e delle multinazionali. Sappiamo tutti che i dipendenti pubblici e privati ​​sono tenuti a rispettare le regole aziendali. Pertanto, nessun inventore o scienziato impiegato da un’azienda pubblica o privata può denunciare la politica ambientale della propria azienda, che è conforme alle normative internazionali. Questa è una beffa internazionale a cui possono credere solo politici ed economisti, ma non chi, come me, ha vissuto esperienze trasversali nel settore e non è vincolato ad alcuna fedeltà aziendale, perché solo da pensionato ha potuto indagare e sviluppare soluzioni alternative. Non era facile ricomporre un puzzle energetico e ambientale con tutti i pezzi sparsi e senza un progetto generale, come se la scienza pubblica mondiale non esistesse. Gli unici riferimenti che guidavano lo studio di soluzioni interattive erano i processi naturali, che la scienza non aveva integrato con le invenzioni sostenibili. Si limitava a collaborare con le multinazionali in una posizione subordinata.

Alle conferenze internazionali, un inventore privato come me non può nemmeno accedere, dovendo pagare centinaia di euro anche solo come semplice spettatore, per non parlare dei costi di viaggio aereo e pernottamento in hotel che invece, soprattutto, i ricercatori pubblici possono permettersi a spese dei contribuenti. Questi ultimi partecipano alle conferenze, soprattutto per cercare di vendere brevetti alle multinazionali, che non hanno alcun interesse a ricercare lo sviluppo sostenibile. Si limitano a rispettare le normative pubbliche. Pertanto, ancora oggi, nel 2020, nessun centro energetico mondiale, pubblico o privato, ha condotto studi sistematici volti a individuare soluzioni impiantistiche trasversali e interattive, che siano al contempo energetiche e depurative. Il sottoscritto lo ha fatto sul sito web https://www.spawhe.eu, ma per i centri energetici mondiali questo piccolo sito web non esiste.

L’ipocrisia istituzionale mondiale non ha limiti e coinvolge l’intera classe dirigente e imprenditoriale. Chiunque non accetti le regole non scritte, ovunque esse siano, viene escluso dal mondo del lavoro, sia come dipendente che come imprenditore. Per questo motivo, ho presentato le mie proposte solo in qualità di pensionato. Non ho potuto nemmeno realizzare i prototipi dimostrativi, data l’infinità delle applicazioni e la scarsità di denaro e tempo a disposizione. Sono stato costretto a depositare brevetti teorici, che ho definito “intellettuali”.

 I legislatori di tutto il mondo esigono dagli inventori privati ​​le stesse tasse che pagano gli enti pubblici di ricerca e le multinazionali. Non riconoscono il diritto d’autore agli inventori che non possono permetterselo. Non si accorgono nemmeno del danno che arrecano all’intera società, negando questi diritti e permettendo l’occultamento di invenzioni di interesse pubblico. È ovvio che in tali condizioni nessun inventore è incentivato a studiare soluzioni alternative a quelle prodotte dai centri di potere. Chi scrive ha individuato la ragione di questa situazione nella consapevolezza che oltre il 99% della popolazione mondiale non sa come sono progettati gli impianti energetici e di depurazione del mondo. Purtroppo, ricercatori e progettisti specializzati in singoli settori, che producono invenzioni specifiche, utili a livello locale ma non applicabili universalmente, non ne sono a conoscenza. Come ho spiegato in numerose pubblicazioni, dove manca la scienza, arriva lo studio scientifico dell’organizzazione del lavoro industriale e ambientale. Purtroppo, senza l’esperienza e la conoscenza di macchinari e impianti industriali e ambientali e senza solide basi scientifiche, non è possibile produrre invenzioni di portata globale. Credo che solo la passione per il mio lavoro mi abbia permesso di mettere insieme tutti questi elementi. Non potevo sottrarmi al dovere di inventore da pensionato perché è evidente che gli attuali sistemi energetici e di depurazione del mondo sono progettati senza passione per il proprio lavoro, o senza le necessarie conoscenze globali. Lo studio scientifico dell’organizzazione del lavoro è essenziale per evitare sprechi di risorse e accorciare i cicli di lavoro di uomini e macchine. Ho imparato a farlo nell’industria automobilistica in diciassette anni di lavoro e, nei vent’anni successivi, ho conosciuto anche gli impianti ambientali, di depurazione ed energetici. Nella terza fase lavorativa della mia vita, che ho svolto da pensionato, senza obbedire a ordini superiori, applicando l’organizzazione del lavoro industriale all’ambiente, ho pubblicato i saggi sulla depurazione e le energie interattive nelle varie versioni che si possono comprendere leggendo tutti gli articoli pubblicati dalla vecchia “home page” fino alla “nuova home page”. Non potevo sottrarmi al dovere di inventore da pensionato perché è evidente che gli attuali sistemi energetici e di depurazione del mondo sono progettati senza passione per il proprio lavoro, o senza le necessarie conoscenze globali. Lo studio scientifico dell’organizzazione del lavoro è essenziale per evitare sprechi di risorse, accorciare i cicli di lavoro di uomini e macchine. Ho imparato a farlo nell’industria automobilistica in diciassette anni di lavoro e avendo conosciuto anche gli impianti ambientali, di depurazione ed energetici nei successivi vent’anni. Nella terza fase lavorativa della mia vita che ho svolto da pensionato, senza obbedire a ordini dall’alto,Applicando l’organizzazione del lavoro industriale all’ambiente, ho pubblicato le depurazioni e le energie interattive nelle varie versioni, comprensibili leggendo tutti gli articoli pubblicati dalla vecchia “home page” fino alla “nuova home page”. Ovviamente, queste pubblicazioni rivelano che anche l’organizzazione del lavoro industriale era errata nell’individuare i principi fondamentali dell’energia primaria, perché non studiava l’organizzazione scientifica del lavoro ambientale, che non era stata pubblicata da alcun editore o autore a livello mondiale, nascendo spontaneamente insieme alle invenzioni pubblicate su SPAWHE.eu.

Scientificamente, chiunque avrebbe potuto confutarmi su questi punti. Ma finora ho raccolto solo silenzi. Pertanto, se i governi e le Nazioni Unite vogliono capitalizzare su queste esperienze, devono modificare le leggi e i regolamenti vigenti in materia di proprietà industriale ed evitare conflitti di interesse tra inventori e ricercatori pubblici e multinazionali. In primo luogo, separando la proprietà intellettuale dalla proprietà industriale, ma anche separando i brevetti di pubblica utilità, di purificazione energetica, sanitari, dalle invenzioni prodotte esclusivamente per scopi commerciali. Chi propone questi brevetti di pubblica utilità non può essere tassato come una multinazionale, per mantenere in vita brevetti che non trovano finanziatori proprio a causa del monopolio creato dallo scambio tra ricerca pubblica e privata, che, anche se comprendessero gli errori commessi, non troverebbero mai il coraggio di demolire gli impianti che hanno progettato insieme. Chi pensava che questi enormi errori dello sviluppo mondiale potessero rimanere nascosti per sempre grazie alla selezione dei migliori ricercatori da parte dei centri di potere, alla lealtà delle multinazionali e ai profitti extra derivanti dalla vendita di brevetti, si sbagliava, perché le invenzioni segnalate su SPAWHE.EU, finanziate da nessun centro di potere mondiale, dimostrano che alcune menti brillanti riescono sempre a sfuggire all’inganno. In questo caso, non si tratta di una singola invenzione celata, ma di un intero modello di sviluppo, in cui non possono mancare i principali scienziati, economisti politici e imprenditori. Se non lo sono ancora, lo saranno presto, spero anche dopo la pubblicazione di questo lungo articolo. La scienza mondiale e le istituzioni pubbliche stanno perdendo credibilità, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni, perché, come ho scritto in diverse occasioni, il riscaldamento globale è stato prodotto legalmente dalle istituzioni stesse. Anche se avessi commesso un errore con le ultime invenzioni nel campo dell’energia interattiva, di certo non avrei sbagliato con la purificazione interattiva, che, pur con costi più elevati, avrebbe neutralizzato fumi, CO2 e acqua insieme meglio delle auto elettriche, che certamente non purificano l’acqua e aumentano indirettamente la produzione di CO2.

I politici mondiali non possono continuare a nascondersi dietro falsi scienziati, che continuano a non trovare soluzioni. Non possono continuare a fare appello alla popolazione solo in caso di emergenze che loro stessi creano, non consentendo la progettazione complessiva degli impianti, ma affidandoli ai soliti specialisti che copiano i precedenti variandone solo le dimensioni. Ho partecipato personalmente per trentasette anni alla costruzione di impianti industriali e ambientali, soprattutto questi ultimi, che producono più danni che benefici. Perché non sono progettati a livello globale. Inondazioni, siccità e riscaldamento globale possono essere prevenuti con sistemi progettati a livello globale. Non avrei voluto suscitare false speranze nella popolazione mondiale, ma sono costretto a dirlo perché credo fermamente che l’accoppiamento dei principi della fluidodinamica con l’elettromagnetismo ci permetterà di cambiare completamente anche i trasporti mondiali, consentendoci di sfuggire rapidamente a terremoti e tsunami, senza dover fare la fila ai distributori di carburanti inutili e dannosi, che ovviamente, in caso di emergenza, si esauriscono immediatamente. Ma dove ci possono portare con pochi litri di carburante? Una volta esauriti, questi combustibili ci faranno soffrire il freddo e la fame. Senza le energie interattive siamo in qualche modo sopravvissuti, ma non possiamo continuare a trascurarle, perché anche gli aiuti umanitari vengono effettuati con mezzi antieconomici e pericolosi che mettono a repentaglio la vita dei soccorritori. Se potessimo volare almeno nell’atmosfera con le energie interattive prodotte dall’acqua, dall’aria e dall’elettromagnetismo combinando le spinte di Newton e Lorentz, avremmo risolto non solo i problemi ambientali, ma anche quelli dell’economia mondiale. Non vorrei essere frainteso, toccando un argomento molto delicato, ma mi pongo una domanda: nelle recenti missioni dell’Aeronautica Militare Italiana per il trasporto degli italiani che si trovavano in Cina con l’epidemia di “coronavirus”, dove abbiamo preso i soldi per pagare tre viaggi aerei con personale medico e carburante? Ovviamente, aumentando il già elevato debito pubblico. Certo, non potevamo abbandonarli, ma non dobbiamo essere uniti solo dal cuore nelle emergenze. Dobbiamo essere lungimiranti e creare la ricchezza che ci permetta di affrontare le catastrofi utilizzando razionalmente la scienza e la tecnologia. Pensiamo all’impotenza dimostrata dalla scienza mondiale di fronte agli incendi che hanno quasi distrutto l’Australia di recente, perché non siamo stati in grado di progettare velivoli capaci di arrestarsi in caso di incendio. Per questo problema, il sottoscritto ha proposto due soluzioni, non una: con la singola spinta di Newton e con la doppia spinta di Newton e Lorentz. Ovviamente, senza carburante. Credo che con una spesa inferiore a quella giustamente sostenuta dal governo italiano per aiutare gli italiani in Cina, il governo italiano potrebbe anche verificare se in futuro i voli aerei possano costare meno, a vantaggio sia dell’ambiente che dell’economia italiana.Il governatore non può fare entrambe le cose? Conosciamo tutti le soluzioni adottate su questo tema dal settore pubblico, privato e dall’industria aeronautica italiana e mondiale. Se avessero rispettato i requisiti necessari in termini di ambiente, economia e sicurezza del volo, non avrei avanzato queste proposte.Italiano: https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system /, https://www.spawhe.eu/flying-and-floating-cars-with-interactive-global-linear-motors-and-thrust-of-newton-and-lorentz/ . https://www.spawhe.eu/sistema-di-trasporto-aerospaziale-e-sottomarino-con-motori-lineari-globali-interattivi-primari-e-ind/.

Probabilmente, i centri di potere mondiali, nella loro onnipotenza, rideranno di queste soluzioni, anziché piangere sui propri errori.

Per queste ragioni, propongo di creare società per azioni come SPAWHE. SPA, che sperimentino e implementino le invenzioni di inventori non finanziati dagli attuali centri di potere. Non possiamo aspettare che questi si pentano, a prescindere da eventuali modifiche legislative. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Le energie interattive hanno anche un altro pregio che nessuno ha notato: essendo producibili ovunque, istante per istante, non necessitano di grandi centrali elettriche e di vaste reti di distribuzione, quindi la ricchezza può essere prodotta ovunque senza grandi infrastrutture. Le Nazioni Unite e i governi non sanno forse che le infrastrutture hanno costi enormi di costruzione, gestione e manutenzione e che, quando crollano, provocano disastri peggiori dei terremoti? Siamo ospiti su questo pianeta e come tali dobbiamo comportarci. La natura ci ha chiaramente mostrato come produrre energie interattive che siano anche purificanti. Molto probabilmente, potrebbero anche allungare la vita umana con un cuore artificiale e aggiungere la spinta di Newton a quella di Lorentz per esplorare l’universo più da vicino. Perché non usiamo la scienza a livello globale e democratico per convincere gli elettori di tutto il mondo che chi governa il mondo non deve rappresentare alcun centro di potere, né economico né scientifico. Dobbiamo essere governati attraverso progetti di sviluppo alternativi, dimostrati con prototipi e impianti dimostrativi alla luce del sole, sui quali piccoli e grandi azionisti possano investire democraticamente, compresi i governi di tutto il mondo. Dove sono i piani di sviluppo degli attuali politici mondiali, di centro, di sinistra e di destra? Chi ha causato il riscaldamento globale non può continuare a governare. È meglio affrontare un periodo di stagnazione economica, aspettando almeno che le prossime generazioni presentino progetti sostenibili. Ma prima che alcune autorità mondiali si assumano la responsabilità di dare seguito ai progetti che ho proposto su https://www.spawhe.eu. Questi progetti non sono né di destra, né di sinistra, né di centro. Appartengono a coloro che hanno il coraggio di sperimentarli nell’interesse comune.

Distinti saluti

Luigi Antonio Pezone

RIFERIMENTI

1. https://www.spawhe.eu/development-and-the-environment-penalized-by-science-and-international-laws/

2. https://www.spawhe.eu/the-world-public-debt-fraud/,

 3. https://www.spawhe.eu/artificial-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/

4. https://www.spawhe.eu/compressed-air-is-much-more-powerful-and-economic-of-hydrogen/.

5. https://www.spawhe.eu/after-the-failure-of-cop23/,

6. https://www.spawhe.eu/cop23-the-unthinkable-has-already-been-thought-with-interactive-energy/.

7. https://www.spawhe.eu/cop-23-the-mysteries-of-the-interactive-energy-and-depurations/,

8. https://www.spawhe.eu/the-force-of-rational-scientific-global-reasoning/,

9. https://www.spawhe.eu/if-science-was-globally-applied/,

10. https://www.spawhe.eu/learn-to-extract-better-energy-from-the-environment/,

11. https://www.spawhe.eu/a-new-development-model-with-interactive-energy/,

12. https://www.spawhe.eu/open-letter-of-denunciation-to-courts-of-international-justice/,

13. https://www.spawhe.eu/second-open-letter-of-denunciation-to-courts-of-international-justice/,

14. https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system/.

15. https://www.spawhe.eu/fighting-global-warming-extending-the-borders-of-perpetual-motion/,

16. https://www.spawhe.eu/the-potentialities-of-pressurized-hydroelectric-energy/

17. https://www.spawhe.eu/difendere-l’ambiente-e-il-territorio-producendo-energia/,

18. https://www.spawhe.eu/cop22-failed-international-crime-of-states-not-punished/,

19. https://www.spawhe.eu/the-pressurized-submerged-hydroelectric/,

20. https://www.spawhe.eu/hydroelectric-power-auto-with-torque-peripheral-to-the-wheels/,

21. https://www.spawhe.eu/sustainable-desalination/,

22. https://www.spawhe.eu/the-energetic-miracles-of-pumps-with-separated-double-supply-until-to-the-impeller/,

23. https://www.spawhe.eu/the-sustainable-future-of-environment-energy-food-and-labour/,

24. https://www.spawhe.eu/the-sustainable-future-of-environment-energy-food-and-labour/,

25. https://www.spawhe.eu/where-is-the-science-and-where-hope/,

26. https://www.spawhe.eu/open-letter-to-mr-bill-gates-on-energy-miracle/,

27. https://www.spawhe.eu/causes-of-failure-cop-21/,

28. https://www.spawhe.eu/from-efficient-purification-to-sustainable-energy/,

29. https://www.spawhe.eu/the-reasons-of-lack-protection/,

30. https://www.spawhe.eu/the-role-of-biological-energy/,.

31. https://www.spawhe.eu/energy-right-at-the-right-time/.

32. https://www.spawhe.eu/european-environmental-competition/,

33. https://www.spawhe.eu/about-us-curriculum-vitae/.

34. https://www.spawhe.eu/closing-the-anthropogenic-carbon-cycle/

35. https://www.spawhe.eu/expo-2015-and-spawhe/,

36. https://www.spawhe.eu/initial-presentation-of-spawhe/.

37. https://www.spawhe.eu/who-govern-the-world-the-sovereign-states-or-the-world-bag/,

38. https://www.spawhe.eu/ QUALCUNO AL MONDO DOVREBBE VIETARE LE INVENZIONI INCOMPLETE DELLA SCIENZA,

39. https://www.spawhe.eu/cop24-the-replies-that-miss-to-greta-thunberg-yellow-gilets-poor-countries-and-sustainable-inven/ ,

40. https://www.spawhe.eu/the-omission-crime-is-the-daily-bread-of-sciences-bureaucrats-and-world-governments/

41. https://www.spawhe.eu/the-lost-civilizations-einstein-s-thought-and-survival-energy/

42. https://www.spawhe.eu/7th-international-conference-on-earth-science-recycling-space-technology-rome-italy-22-23-may-2019-novit%C3%A0/

43. https://www.spawhe.eu/the-global-warming-has-been-produced-legally/

44. https://www.spawhe.eu/environmental-projects-and-replies-of-a-false-general-secretary-of-the-un/

45. https://www.spawhe.eu/against-the-inefficiency-of-the-united-nations-and-governments-even-the-obed-of-widow-may-be-useful-to-protect-the-environment/

46. ​​https://www.spawhe.eu/aerospace-and-submarine-transport-system-with-global-interactive-primary-and-inductive-linear-motors/ ,

47. https://www.spawhe.eu/flying-and-floating-cars-with-interactive-global-linear-motors-and- thrust-of-newton-and-lorentz/,

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