A seguito del recente disastro avvenuto in Italia il 04.10.2024, dopo la commemorazione delle sette vittime dell’incidente alla centrale idroelettrica ENEL di Bargi e in attesa dell’analisi della scatola nera, parliamo, scientificamente, dell’attuale produzione di energia idroelettrica sul pianeta Terra. La scatola nera potrà aiutarci a comprendere la sequenza delle fasi dell’incidente, al momento del tutto ignote. Nel frattempo ho effettuato una ricerca sul web per reperire informazioni sull’impianto in questione, che riporto qui: https://www.ilpost.it/2024/04/12/centrale-idroelettrica-bargi/
Come viene realizzata la centrale idroelettrica di Bargi.
I suoi dieci piani si estendono per quasi 60 metri immersi nel lago Suviana. Tuttavia, l’acqua utilizzata per produrre energia proviene dal lago di Brasimone, situato a pochi chilometri di distanza, ad un’altitudine maggiore. Dopo aver generato l’energia, l’acqua viene reimmessa nel bacino superiore del lago di Brasimone.
La centrale idroelettrica è stata costruita nel 1975 da Enel e si trova nella parte sud-orientale del lago di Suviana, un bacino artificiale lungo e stretto. La centrale dista circa due chilometri dalla diga di Suviana, che forma il lago, e non è stata in alcun modo colpita dalle conseguenze dell’esplosione (che ha distrutto la centrale idroelettrica sommersa nel lago).
La centrale idroelettrica di Bargi è gestita da Enel Green Power ed è la più potente installata in Emilia-Romagna: al suo interno si trovano due gruppi di produzione energetica da 165 megawatt ciascuno, per una potenza installata totale di 330 megawatt. Fa parte del piano di riattivazione della rete nazionale in caso di blackout. In caso di emergenza nazionale, è in grado di erogare la sua massima potenza in 4 minuti.
Come tutte le centrali idroelettriche, anche quella di Bargi è composta da un bacino idrico, da condotte forzate – ovvero le parti in cui l’acqua viene sottoposta a una determinata pressione – e da generatori di energia. Il bacino è formato dall’acqua immagazzinata grazie a uno sbarramento, nella maggior parte dei casi una diga. L’acqua proveniente dal bacino viene convogliata attraverso un’apertura grazie ad alcune paratie, che possono essere aperte e chiuse a comando, e poi immessa nelle tubature. Un sistema di filtraggio impedisce il passaggio di tronchi o detriti. L’acqua raggiunge quindi le turbine e le fa ruotare. Le turbine sono collegate a un alternatore che converte l’energia meccanica in energia elettrica.
L’elettricità ottenuta deve poi essere trasformata per poter essere trasportata ovunque attraverso la rete nazionale. Prima di essere immessa in rete, la corrente elettrica deve passare attraverso un trasformatore. Il trasporto avviene infatti su linee elettriche ad alta tensione (oltre 30 mila volt) per ridurre le perdite, e un trasformatore è essenziale per elevare la tensione rispetto a quella in uscita dal generatore. Dopo aver attraversato la turbina, l’acqua finisce in un canale di scarico e viene restituita al lago: le centrali idroelettriche, infatti, non “consumano” acqua.
A differenza di molte centrali idroelettriche costruite in Italia, quella di Bargi è definita come “a ciclo giornaliero di produzione e pompaggio”. Ciò significa che è in grado di produrre energia e ricaricare il bacino pompando acqua in direzione opposta attraverso le turbine.
A Bargi, infatti, viene sfruttata l’acqua di due laghi artificiali collegati tra loro: il lago di Brasimone, situato più in alto rispetto alla centrale idroelettrica, e il lago di Suviana. L’acqua del lago di Brasimone attraversa una galleria lunga 4.757 metri, con un diametro di 5,4 metri, scavata nella montagna. La galleria termina a Stagno, dove l’acqua viene convogliata in due condotte forzate parallele di circa 4 metri di diametro, per una portata di 104,6 metri cubi al secondo, che raggiungono la centrale idroelettrica per azionare le turbine e produrre energia.
Quando la domanda di energia elettrica dalla rete è inferiore – magari durante il giorno a causa degli impianti fotovoltaici, o di notte quando alcune centrali elettriche la producono comunque, non potendo essere spente – le turbine vengono attivate in modalità pompaggio: spingono l’acqua nelle condotte fino al lago di Brasimone con una portata di circa 47 metri cubi al secondo. Il lago raggiunge il livello di riempimento ottimale in circa 6 ore (si tratta anche di un’attività importante per il recupero idrico, soprattutto in periodi di scarse precipitazioni e siccità). Per sfruttare la pressione del lago di Suviana, che spinge naturalmente l’acqua nella centrale favorendo la fase di pompaggio, la centrale è stata costruita “a pozzo”, ovvero 54 metri sotto il livello del lago. Le due turbine da 165 megawatt, realizzate dalle aziende Riva Calzoni e De Pretto Escher Wyss, si trovano all’ottavo piano. Ai piani inferiori sono presenti altri impianti. I dieci piani della centrale, ciascuno di circa mille metri quadrati, sono collegati da un pozzo verticale che raggiunge la parte più bassa dell’impianto. In superficie è presente una gru a ponte, una macchina per la movimentazione di carichi molto pesanti, in grado di sollevare fino a 250 tonnellate per operazioni di manutenzione.
L’esplosione è avvenuta all’ottavo piano e ha parzialmente distrutto la soletta, uno degli elementi architettonici tra il settimo e l’ottavo piano. Il nono e il decimo piano sono stati allagati e negli ultimi giorni l’acqua ha raggiunto anche l’ottavo piano, allagandolo completamente. Prima di scendere all’ottavo piano, i vigili del fuoco hanno dovuto capire da dove provenisse l’acqua: le tubature principali sono state chiuse e sono state installate delle pompe, ovvero pompe utilizzate per aspirare e spostare grandi quantità d’acqua, al fine di portare l’acqua accumulata in superficie.
Con le operazioni di soccorso appena concluse, è difficile ricostruire le cause dell’esplosione, che saranno esaminate dalla magistratura bolognese nell’ambito dell’inchiesta aperta per omicidio colposo. Secondo gli esperti consultati nei giorni scorsi, il punto più a rischio di esplosione o incendio è l’alternatore e non la turbina, che ha una funzione meccanica.
Subito dopo pranzo, nella centrale idroelettrica di Bargi, gestita da Enel Green Power, si è scatenato il caos. Una turbina sarebbe esplosa all’ottavo piano, a circa quaranta metri sotto il livello dell’acqua, provocando prima un incendio e poi la rottura di una tubazione del refrigerante, con conseguente allagamento del nono piano e crollo di un solaio. Le cause e le possibili responsabilità sono ancora da accertare, ma sembra che prima dell’esplosione si sia udito uno strano rumore che ha spinto alcuni operai ad allontanarsi. Nel frattempo, Enel Green Power, in una nota, spiega di “collaborare con tutte le autorità competenti”.
La centrale idroelettrica è generalmente composta dalla diga che crea il relativo bacino artificiale o lago; dalle condotte forzate che convogliano l’acqua verso la turbina; e dalla centrale idroelettrica con i gruppi di generazione di energia costituiti dal complesso turbina-alternatore. Quella di Bargi ha la particolarità di poter scambiare, a seconda delle necessità, enormi volumi d’acqua tra i due bacini: quando la domanda è elevata viene utilizzata per produrre elettricità, mentre quando la domanda è minima, come di notte, si riavvia il flusso d’acqua da Suviana a Brasimone.
Considerazioni personali del sottoscritto, ex progettista e installatore di sistemi di sollevamento e purificazione dell’acqua.
Dalle notizie riportate nei due articoli citati e dalle foto pubblicate su internet, ho cercato di formarmi un’opinione personale sull’accaduto. Nelle mie pubblicazioni ho sempre scritto di essere favorevole allo sfruttamento energetico dei salti idraulici naturali, ma contrario alla costruzione di dighe e bacini artificiali in montagna, perché l’acqua deve seguire il suo corso naturale. Queste opere costose hanno prodotto più danni che benefici per l’umanità, sia per il cedimento delle dighe, sia per l’aggravarsi delle inondazioni, dovuto al fatto che le forti piogge, trovando i bacini idrici montani già saturi, giungono con maggiore rapidità in pianura, impreparata ad accogliere le grandi precipitazioni, purtroppo aggravate dalle immense quantità di vapore prodotte dall’attuale produzione energetica globale.
Le mie soluzioni, proposte invano da un inventore in pensione, prevedono la gestione delle acque nelle pianure dove si concentrano principalmente attività agricole, industriali e urbane, senza salti idraulici e con un sollevamento graduale per spostare l’acqua da un’area all’altra. Le mie soluzioni producono energia idroelettromagnetica a pressione atmosferica o compressa e possono sostituire tutte le attuali energie terrestri con costi inferiori, estraendo energia direttamente dall’ambiente terrestre, sia per la realizzazione di sistemi fissi che mobili (di trasporto).
Vorrei in particolare ricollegarmi a un mio precedente articolo intitolato “Relatività e tecnologia nella nuova idrologia”, pubblicato il 22/07/2016 https://www.spawhe.eu/relativity-and-technology-in-the-new-hydroelectric-energy/ , https://www.spawhe.eu/it/relativita-e-tecnologia-nella-nuova-energia-idroelettrica/ , di cui riporto un breve riassunto e le figure principali.
1. SOMMARIO
Con questo articolo di ricerca, mi riferisco soprattutto ai padri della scienza che, nell’era preindustriale, si servivano esclusivamente della ragione per trovare connessioni tra le leggi dello spazio, della materia e della natura. Con l’industrializzazione, sono nate le specializzazioni e si è persa la visione globale della scienza. Come umile progettista, ma soprattutto installatore di sistemi, che ha avuto l’opportunità di esplorare tecnologie industriali, ambientali ed energetiche, non ho potuto fare a meno di notare gli enormi divari che esistono tra un sistema e l’altro, persino all’interno dello stesso sistema, sia nel settore della depurazione e dell’energia, sia nella gestione delle risorse idriche. La scienza del passato era universale, mentre quella moderna, che si sviluppa nei laboratori, si è frammentata. Tecnologie che prima non esistevano hanno intrapreso la stessa strada. Hanno fatto enormi progressi e le aziende moderne sono super specializzate in singoli settori, ma dal punto di vista ambientale, non esiste al mondo un impianto completo. Non dubito della buona fede dei professionisti, ma credo anche che un ragionamento ambientale completo non possa essere realizzato se non si integrano conoscenze tecnico-scientifiche trasversali e non si instaurano cicli di lavoro globali che siano al contempo depurativi, energetici e gestionali. Questa pubblicazione è una sintesi di alcuni brevetti ambientali, soprattutto legati alla gestione delle acque e alla produzione di energia idroelettrica, diversa da quella attuale, che si trovano ad affrontare un percorso di difficile comprensione, proprio perché nessuno degli operatori coinvolti, pubblici e privati, è abituato a pensare in termini globali, ma a concentrarsi sui dettagli di depurazione, energia e gestione. Purtroppo, questo è l’unico modo per raggiungere le sinergie necessarie a una gestione ambientale globale che non sprechi risorse. Chi ha creduto, per ragioni economiche, di trascurare la gestione globale dell’ambiente, concentrandosi unicamente sulla produzione di energia, più o meno pulita, da vendere sul mercato internazionale, rimarrà sorpreso e deluso, perché la gestione globale dell’ambiente permetterà di produrre energia pulita a costi decine di volte inferiori rispetto a quelli attuali. Dobbiamo solo aspettare e vedere fino a quando le autorità, la scienza di parte e l’economia faranno finta di non capire queste invenzioni, che sono alla portata di tutti, soprattutto dei più poveri e di chi cerca lavoro. Perché c’è lavoro per tutti, se si vuole correggere gli errori del presente e del passato.
INTRODUZIONE E METODO
Il celebre scienziato Albert Einstein, con le sue teorie sulla relatività, dimostrò che materia ed energia possono essere considerate un’unica entità, in quanto l’una può trasformarsi nell’altra secondo una precisa relazione matematica. Una conferma pratica di questa affermazione si trova nell’azione del vento, che può produrre elettricità tramite turbine eoliche, ma può anche rompere l’equilibrio inerziale tra troposfera e idrosfera, generando energia cinetica nelle correnti marine. Questo, a mio avviso, è l’aspetto energetico, sottovalutato a livello mondiale, poiché anche noi possiamo rompere artificialmente questo equilibrio, mediante l’immissione di una piccola corrente d’acqua e una pompa immersa nelle profondità marine, concentrando tutta l’energia cinetica prodotta sulle pale di una turbina idraulica. Non esiste alcuna legge di conservazione dell’energia che possa impedirlo e non si verifica alcun bilancio energetico, se non quello tra l’energia spesa e quella prodotta, poiché attingiamo energia da una fonte infinita. La differenza tra energia spesa e prodotta è immensa, a favore di quest’ultima, poiché non ci troviamo in un sistema isolato come il pendolo di Newton. Infatti, l’intero peso della colonna d’acqua intubata (m*g*h) acquisisce energia cinetica (1/2 mV²) frenata dalle pale della turbina, il cui alternatore collegato produce energia elettrica, in virtù del peso delle masse d’acqua convogliate sulla turbina per effetto della gravità e della pressione atmosferica, una volta che le masse d’acqua sottostanti sono state spostate per mezzo della pompa. Einstein afferma infatti che l’energia fornita non aumenta la velocità del corpo, ma la sua massa: il corpo diventa progressivamente “pesante”. Ciò è confermato anche dai calcoli pratici delle prevalenze delle pompe di sollevamento, dalle quali viene sottratta la prevalenza positiva sul lato di aspirazione, considerata a tutti gli effetti un’energia. Questa energia diventa ancora più importante se, invece di sollevare l’acqua, si vogliono utilizzare le pompe per produrre energia. In questo caso, è consigliabile che le pompe dirigano la portata nella direzione della forza di gravità e della pressione atmosferica. Utilizzando questo sistema la differenza tra l’energia spesa e l’energia prodotta diventa enorme anche perché l’acqua superficiale ha la stessa densità dell’acqua sottostante e quindi non ha bisogno di salire in superficie, se ci troviamo in un bacino stretto (l’acqua cambia semplicemente posizione). È enorme, come nell’energia idroelettrica costruita in ambiente terrestre, a pressione atmosferica, perché all’uscita della turbina la pressione idrostatica dell’acqua non può opporsi all’energia cinetica residua. Infatti, poiché l’acqua è incomprimibile, a qualunque profondità si trovi l’uscita, la resistenza idraulica all’uscita è sempre la stessa (v2/2g). Pertanto, l’energia spesa può essere moltiplicata per cento, duecento ecc. Dipende solo dalla colonna d’acqua che pesa sulla pompa e sulla turbina. Infatti,Il sistema è simile a un circuito idraulico aperto, sotto pressione, che termina all’uscita della turbina con uno sbocco sommerso in un recipiente aperto. Ovviamente, non è possibile fare un confronto con l’efficienza dell’energia prodotta da una centrale termoelettrica o da un motore termico, che non raggiunge nemmeno il quaranta percento del potere calorifico inferiore del combustibile. A questi bassi rendimenti bisogna aggiungere i costi di estrazione, trasporto, raffinazione e depurazione dei fumi prodotti.
Tuttavia, per sfruttare in modo più versatile l’energia di posizione delle acque superficiali e per utilizzare tale energia anche in impianti mobili, si è resa necessaria l’invenzione di pompe e turbine a doppia potenza sul lato di aspirazione, che rappresentano la più semplice invenzione del sottoscritto. Di fatto, con questa invenzione il cerchio si chiude completamente, dimostrando che, oltre agli impianti di depurazione di tutto il mondo, anche i sistemi di sollevamento dell’acqua sono inadeguati. Persino il celebre Mosè di Venezia, costato 5,5 miliardi di euro, avrebbe potuto essere concepito diversamente: più economico, più efficiente, diventando, grazie all’invenzione di queste pompe, anche un produttore di energia.
L’assenza di pompe e turbine di questo tipo, facili da realizzare con le tecnologie attuali, ha impedito il corretto e sostenibile sviluppo dei sistemi industriali, ambientali ed energetici. Infatti, se fossero nate all’inizio dell’era industriale, le soluzioni energetiche riassunte in questa pubblicazione avrebbero probabilmente reso superflua la costruzione di grandi impianti di riscaldamento; il trasporto di energia, che spreca risorse e inquina; le grandi pompe, le grandi turbine e i grandi motori, che con i nuovi sistemi di sollevamento abbinati all’energia idroelettrica non sarebbero necessari. La nuova energia idroelettrica, se non erro, può essere prodotta ovunque, con rese decine o centinaia di volte superiori rispetto ad altre energie, comprese quelle fossili. Anche gran parte dell’estrazione sotterranea di petrolio e gas, il trasporto e la raffinazione di questi combustibili, risulterebbero economicamente inutili. Di conseguenza, non ci sarebbe stato alcun incentivo per quell’attività che rappresenta oltre il 90% dell’inquinamento totale. Ovviamente, nemmeno l’energia solare ed eolica possono competere con la nuova energia idroelettrica, non solo perché non garantiscono la continuità di funzionamento e quindi richiedono sistemi di accumulo, ma anche perché non possono sfruttare l’energia di posizione o di pressione. Purtroppo, anche l’evidente necessità di queste pompe e turbine è stata accolta dal silenzio dei produttori. Non guardano al nuovo mercato che si aprirebbe, ma solo a quello che si chiuderebbe. Questa invenzione, pubblicata il 31/08/2016, è un brevetto internazionale. https://www.spawhe.eu/pumps-and-turbines-with-separated-double-supply-until-to-the-impeller/ , https://www.spawhe.eu/it/elettropompe-e-turbine-con-doppia-alimentazione-separata-fino-alla-girante/ . Non ho trovato il tempo di sviluppare progetti concreti, nemmeno su turbine con doppia alimentazione separata. Mi sono concentrato soprattutto sulle pompe che, con doppia alimentazione separata fino alla girante, utilizzate come turbine, consentono di sommare la portata e uniformare la pressione di ingresso di due fluidi che entrano nella stessa girante con pressioni diverse. Mentre le turbine utilizzate come pompe, ma modificate allo stesso modo, ridurrebbero la portata e la pressione di uscita. In sostanza, ridurrebbero le prestazioni comportandosi come dissipatori di energia. Sono utili anche in casi particolari.
Dobbiamo chiederci perché, soprattutto, la pompa con doppia alimentazione elettrica separata non sia stata inventata da chi lavorava nel settore della depurazione, visto che la miscelazione e il riciclo di acqua sporca e pulita in un ambiente pressurizzato con aria compressa producono l’ossigenazione di entrambe grazie alle leggi di Henry e Dalton? Perché non è stata inventata dai lavoratori della produzione di energia, visto che la miscelazione e il riciclo di acqua con diverse pressioni in ingresso in un ambiente pressurizzato con aria compressa producono uniformità di pressione in virtù della legge di Pascal?
Questa modifica non poteva derivare dai laboratori di collaudo delle pompe, né dalle gare d’appalto indette dagli enti pubblici, né dalle società di approvvigionamento multinazionali, bensì dalla progettazione globale dei sistemi, che nessuno vuole sviluppare, preferendo applicazioni monotematiche, che non possono superare i propri limiti tecnologici e scientifici. Il sottoscritto ha realizzato l’invenzione per ridurre i costi energetici del sollevamento dell’acqua che avrebbe dovuto essere prodotta mediante pioggia artificiale su materiale calcareo al fine di produrre carbonati nell’acqua consumando la CO2 che si stratificava sulle acque dei depuratori, degli impianti di sedimentazione, dei laghi e dei mari, essendo più pesante dell’aria.
Purtroppo, il silenzio pubblico e privato dimostra che nessuno sta lavorando in questa direzione. Almeno la pianificazione pubblica dovrebbe essere in grado di riunire tecnici con esperienze diverse, soprattutto industriali, che non si possono acquisire all’università. Oggi, i sistemi ambientali ed energetici sono combinati con i macchinari offerti dal mercato, e il mercato offre ciò che genera il maggior profitto per i produttori. Ma i costruttori di macchinari sono specialisti nella costruzione di macchinari, non nella progettazione complessiva degli impianti. Il cane continuerà a mordersi la coda all’infinito se i progettisti pubblici non impareranno ad aggiornare quotidianamente lo stato dell’arte globale con gruppi di lavoro che si riuniscono ogni giorno, come avviene in una grande azienda manifatturiera che produce un prodotto complesso e altamente tecnologico, come l’industria automobilistica. È un peccato che quest’industria, in centoventi anni, non abbia capito che anche la fonte di energia dei motori doveva cambiare. Questa potrebbe essere un’altra sfida del futuro: rendere il generatore idroelettrico mobile il più piccolo possibile, come proposto dal sottoscritto, aumentando la pressione di esercizio di un gas comprimibile sull’acqua incomprimibile, senza combustibili, con un’autonomia di percorso oggi inconcepibile, se non si utilizza la pericolosa energia nucleare. Ma l’energia nucleare difficilmente potrà essere installata sui mezzi di trasporto. Naturalmente, è essenziale anche la tecnologia elettronica sviluppata per controllare la velocità dei motori elettrici, aprire le valvole e regolare le pressioni. Ma anche questa invenzione non sarebbe possibile senza le pompe a doppia potenza sul lato di aspirazione, che non permetteranno la dispersione della pressione di esercizio o persino dell’acqua, che insieme produrranno energia. Ma i produttori di motori termici stanno sviluppando motori ibridi che ridurranno l’inquinamento, non lo elimineranno, mentre le auto elettriche comporteranno costi elevati per lo smaltimento degli accumulatori, poca potenza e autonomia limitata. Le mezze soluzioni potrebbero andare bene quando non si intravedono soluzioni complete, come la centrale idroelettrica mobile pressurizzata, inventata dal sottoscritto e non realizzata da nessun altro.
Esiste al mondo qualcuno, pubblico o privato, con maggiori mezzi economici di un pensionato che voglia andare controcorrente? Credo che il mondo, così vasto, si stia perdendo in un piccolo bicchiere d’acqua, perché bastano poche migliaia di dollari o euro per verificare i principi fondamentali di queste invenzioni. Se tutto funziona, e non ho dubbi, l’industrializzazione può essere realizzata rapidamente in un contesto di concorrenza leale tra tutte le aziende coinvolte, dando a Cesare quel che è di Cesare. Potrebbe anche essere un semplice ringraziamento. Come inventore, non credo nelle attuali norme sulla proprietà intellettuale, che non hanno mai tutelato gli inventori, ma solo gli industriali, coloro che possono permettersi di pagare per la tutela. L’attuale diritto industriale sembra concepito per proteggere solo le multinazionali e i prodotti commerciali.
I veri padri della scienza e del progresso furono coloro che studiarono soluzioni imparziali, andando persino controcorrente, come Aristotele, Archimede, Galileo, Pascal, Newton, Einstein. Chi scrive cita, indegnamente, questi grandi uomini che dimostrarono, ancor prima dello sviluppo industriale e senza il supporto delle tecnologie industriali e informatiche, che tutto nell’ambiente e nella natura è connesso da una logica precisa, che probabilmente non verrebbe mai scoperta nella società moderna, dove la ricerca è motivata unicamente dal profitto. Oggi, il genio di questi grandi uomini sarebbe stato assorbito da qualche multinazionale e non avrebbero mai compiuto quelle grandi scoperte motivate unicamente dall’amore per la scienza. A fini pratici, soprattutto ambientali, le scoperte di questi grandi uomini non vengono sfruttate appieno, poiché raramente sono state utilizzate in modo sinergico. Il profitto privato ha preso il sopravvento e le applicazioni scientifiche sono state frammentate, dando vita a lobby per diverse tipologie di energia e di depurazione, che lasciano enormi lacune tecniche e legislative. Nessuno si rende conto che in tutto il mondo non esiste un insieme di sistemi razionalmente connessi in grado di completare i cicli inorganici e inorganici lasciati in sospeso dalle varie attività umane. Ma chi scrive, che ha proposto senza successo sistemi di purificazione globale, in questo articolo vuole parlare soprattutto della nuova energia idroelettrica, che sta compiendo un percorso ancora più difficile, non avendo nemmeno ottenuto il supporto degli uffici brevetti. Aristotele, nella sua “Fisica” del IV secolo a.C., affermava che lo stato naturale dei corpi è l’immobilità, ovvero l’assenza di movimento, e che qualsiasi oggetto in movimento tende a rallentare fino a fermarsi, a meno che non venga spinto a continuare il suo movimento. La figura sottostante (tratta da Wikipedia) mostra il pendolo di Newton, composto da diverse piccole sfere (di solito cinque), che viene utilizzato per illustrare le leggi di conservazione della quantità di moto e dell’energia.
Questo semplice esperimento è un sistema isolato che dimostra come, con il passare del tempo, l’attrito dell’aria disperda progressivamente l’energia inizialmente impartita alle sfere. Di conseguenza, il periodo di oscillazione dei pendoli diminuisce progressivamente fino all’arresto del movimento delle sfere. Come diceva Aristotele, è necessario fornire energia per mantenerlo in movimento. Il problema dell’umanità, così come quello della purificazione, che come accennato in precedenza nessuno vuole affrontare seriamente, è anche quello dell’energia pulita, necessaria per alimentare le attività umane. Non vogliamo nemmeno affrontare seriamente questo problema, se nessuno vuole discutere i nuovi metodi di produzione di energia idroelettrica che il sottoscritto propone, non solo sulla base di conoscenze teoriche, ma anche di esperienza pratica di progettazione e costruzione. Ho riportato sopra il noto e semplice esperimento del pendolo, come premessa per una discussione ben più ampia, non sulla conservazione dell’energia, che è ovvia e certamente non sono io a metterla in discussione, ma sulla trasformazione dell’energia, che è qualcosa di ben più importante. In realtà, il moto perpetuo meccanico non può esistere, ma può esistere un moto perpetuo sinergico e multidisciplinare, tra principi scientifici e tecnologie applicate all’idraulica, alla meccanica e alla pneumatica, anche con un’efficienza molto elevata, come dimostro in questa pubblicazione.
La figura sottostante mostra come l’energia posizionale delle acque basse (senza carico idraulico) potrebbe essere utilizzata per produrre energia invece di sollevare le acque in superficie per mezzo di una pompa che aumenta la portata e la pressione dell’acqua, sfruttando la gravità della colonna d’acqua intubata e concentrando quindi l’energia sulle pale di una turbina, che produce energia elettrica. Infatti, l’energia statica rilasciata dalla perforazione del tubo di collegamento (mgh + ½ m v2 = costante) tra le due vasche è quella fornita dalla pompa e dalla forza gravitazionale, rilasciata dalla rottura dello stato di inerzia causata dalla stessa pompa, se non producono energia meccanica sollevando l’acqua, come rappresentato nella figura sopra, né energia elettrica per mezzo di una turbina, come mostrato nella figura sotto, possono solo produrre calore per attrito con l’aria atmosferica in cui l’acqua si disperderebbe, o con le molecole d’acqua, se l’acqua viene reintrodotta nella vasca senza la riduzione di velocità che la turbina produrrebbe. Infatti, contrariamente a quanto pensano coloro che credono il contrario, l’acqua può essere reintrodotta nel serbatoio anche in presenza di elevate pressioni idrostatiche, poiché la pressione idrostatica non si oppone all’energia cinetica, ma con la classica caduta di pressione all’uscita (V2/2g).
La figura sottostante mostra come l’energia posizionale delle acque basse (senza carico idraulico) potrebbe essere utilizzata per produrre energia invece di sollevare le acque in superficie per mezzo di una pompa che aumenta la portata e la pressione dell’acqua, sfruttando la gravità della colonna d’acqua intubata e concentrando quindi l’energia sulle pale di una turbina, che produce energia elettrica. Infatti, l’energia statica rilasciata dalla perforazione del tubo di collegamento (m*g*h + ½ m v2 = costante) tra le due vasche è quella fornita dalla pompa e dalla forza gravitazionale, rilasciata dalla rottura dello stato di inerzia causata dalla stessa pompa, se non producono energia meccanica sollevando l’acqua, come rappresentato nella figura sopra, né energia elettrica per mezzo di una turbina, come mostrato nella figura sotto, possono solo produrre calore per attrito con l’aria atmosferica in cui l’acqua si disperderebbe, o con le molecole d’acqua, se l’acqua viene reintrodotta nella vasca senza la riduzione di velocità che la turbina produrrebbe. Infatti, contrariamente a quanto pensano coloro che credono il contrario, l’acqua può essere reintrodotta nel serbatoio anche in presenza di elevate pressioni idrostatiche, poiché la pressione idrostatica non si oppone all’energia cinetica, ma con la classica caduta di pressione all’uscita (V2/2g).
La figura sottostante spiega i motivi per cui abbiamo incluso nel diagramma una pompa con doppia alimentazione sul lato di aspirazione (che non esiste allo stato attuale della tecnica). Infatti, si può notare che la vasca dell’acqua sul lato sinistro è stata abbassata, quindi due flussi d’acqua con pressioni diverse entrano nella pompa. I dettagli sulla costruzione interna delle pompe sono descritti nel capitolo che tratta della modifica delle pompe; in questa fase è sufficiente dire che con questa pompa, le acque all’interno della pompa possono essere miscelate ed uscire con la somma delle portate e della pressione fornita dall’energia posizionale delle acque superficiali della vasca superiore. Se le sezioni di passaggio sono adeguate a trasmettere l’intera pressione anche alle acque a pressione inferiore, poiché la forza di spinta è pari alla pressione unitaria per sezione, possiamo anche produrre energia sollevando le acque dalla vasca inferiore a quella superiore, per il semplice fatto che l’acqua non ha bisogno di essere sollevata per due motivi:
1. Perché il livello dell’acqua in aspirazione e in mandata è lo stesso;
2. Poiché la densità è uniforme in tutto il bacino, è sufficiente inserirlo in un punto qualsiasi del volume del bacino o in un’estensione di sezione altrettanto ampia, in quanto l’acqua assume le dimensioni del serbatoio che la contiene con il minimo dispendio di energie non attribuibili a forze esterne.
Questo sistema non solo è il migliore in assoluto per la produzione di energia, ma è anche il migliore per la gestione delle acque superficiali, non richiedendo accumuli d’acqua in montagna che provocano inondazioni né l’estrazione di acqua da falde acquifere che si stanno arricchendo di nitrati e metalli pesanti come l’arsenico. La circolazione continua dell’acqua garantisce un’ossidazione costante e, pertanto, producendo energia, possiamo distribuire acqua per bere, irrigare, depurare e persino conservare le falde acquifere in zone dove l’acqua alta rappresenta un pericolo per le persone e le colture. Tuttavia, questi concetti saranno trattati anche nel capitolo che tratta delle modifiche ai sistemi di sollevamento.
Il silenzio su questo argomento da parte dei professionisti, soprattutto scientifici, è molto grave, poiché negli impianti esistenti avviene già l’immissione di acqua a monte della turbina. È condizione imprescindibile che l’acqua eserciti la propria forza peso sui poli della turbina; pertanto, in un sistema pieno d’acqua, dove prevale lo stato di inerzia, è sufficiente l’inserimento di una semplice pompa a bassa prevalenza a monte della turbina. Non è vero che questo sistema possa trasformare in energia solo la prevalenza della pompa. L’intera colonna d’acqua agisce sulla pompa. Se così non fosse, l’altezza h non sarebbe stata inclusa nella formula di Torricelli, che riguarda proprio la distanza della superficie dell’acqua dal punto di prelievo dell’energia cinetica, e fino a prova contraria, in tutti i calcoli idraulici la prevalenza positiva della pompa deve essere sottratta dalla prevalenza del sistema calcolata per il sollevamento dell’acqua. Ma nel caso specifico non devono essere sollevati poiché il circuito idraulico termina all’uscita della turbina con uno scarico in un recipiente aperto, che è indipendente dalla profondità dello scarico, ma dipende solo dalla velocità di scarico (V2/2g), che viene rallentata proprio dalla turbina, come accade anche nelle centrali idroelettriche costruite a pressione atmosferica. La contropressione idraulica all’uscita della turbina è apparente, non reale, poiché l’acqua è incomprimibile. Le pressioni idrostatiche si bilanciano ma la pressione totale è maggiore sul lato della turbina e l’energia cinetica residua deve solo vincere l’attrito tra le molecole. Allo stesso modo che in uno scarico atmosferico deve vincere l’attrito con le molecole d’aria. In sostanza, l’idrologia attuale applica il principio di conservazione dell’energia in piccoli dettagli come le variazioni di sezione, affermando correttamente che una diminuzione di velocità corrisponde a un aumento di pressione e viceversa, ma questo principio si perde nei sistemi completi, utilizzando l’acqua come un peso da sfruttare per produrre energia e da sollevare per distribuire l’acqua e difendere il territorio. Sfortunatamente, la seconda parte dell’idrologia, che solleva l’acqua, è contraria alla conservazione dell’energia, perché l’acqua in versione liquida è impalpabile, indivisibile e incomprimibile e assume la forma del serbatoio che la contiene, quindi, nei serbatoi sempre pieni, l’acqua non assorbe energia per il sollevamento, poiché non ha bisogno di essere sollevata, ma allo stesso tempo, se intubata, separata dalle acque circostanti, può imporre il proprio peso, come nell’attuale energia idroelettrica, che viene ottenuta a pressione atmosferica. L’unica differenza è che è necessario inserire una pompa che alimenta la turbina, non per creare pressione ma solo per rompere l’equilibrio inerziale di cui parla Einstein. Ovviamente, lo schema idraulico del bacino sempre pieno può essere creato in molte versioni, sia per sollevare l’acqua che per produrre energia, una delle quali, anche nella versione mobile pressurizzata,che potrebbero sostituire i motori termici. Pertanto, questa errata interpretazione dei principi di conservazione dell’energia ha influenzato l’intero sviluppo industriale e ambientale del pianeta “Terra”. Sono le autorità ambientali globali che devono accertare questa verità, ponendo immediatamente fine allo spreco di energia per il pompaggio dell’acqua e alla produzione di energia inquinante e costosa.
C’è una grande differenza tra la soluzione sopra descritta, che solleva l’acqua a gradini da una vasca all’altra, e l’acqua viene utilizzata dalle vasche successive sfruttando la prevalenza sull’asse di una pompa con doppia alimentazione separata che alimenta la turbina, la quale produce una quantità di energia elettrica maggiore di quella assorbita dalla pompa anziché consumarla come negli attuali sistemi di sollevamento, come quello mostrato di seguito, che oltre ad assorbire enormi quantità di energia (basti leggere la tabella che mostra la potenza dei motori elettrici installati), devono anche impiegare molte risorse economiche per prevenire disturbi di vario tipo (colpo d’ariete) ogni volta che i motori che sollevano l’acqua contro la forza di gravità si arrestano, e il sollevamento a gradini proposto dal sottoscritto, unico al mondo nel suo genere.
Per quale ragione la scienza mondiale ha escluso l’acqua dalla produzione energetica globale, a parte il salto idraulico, una banalità scientifica basata sulla semplice energia di posizione? La scienza mondiale ha sottovalutato le proprietà elettromagnetiche e fluidodinamiche dell’acqua e dell’aria e ha sopravvalutato la tecnologia sviluppata dall’uomo.
Per chi scrive, la relatività generale rappresenta la conferma più autorevole della possibilità di produrre energia elettrica all’interno dello stesso volume d’acqua, anche se è più facile comprendere le altre leggi fisiche, citate inutilmente nei depositi di brevetto e in altre pubblicazioni. Chi scrive non ha trovato online alcuna pubblicazione che parli di esperimenti condotti sulla combinazione di pompe e turbine in linea nella stessa corrente d’acqua, al fine di vincere lo stato di inerzia e concentrare la massa in movimento sui pali di una turbina. Ciò è confermato anche da rapporti di ricerca ricevuti dall’Ufficio Europeo dei Brevetti. Pertanto, nessuno al mondo ha mai tentato di sfruttare l’energia di posizione relativa tra le acque superficiali e le acque sottostanti all’interno dello stesso bacino, artificiale o naturale, mare o oceano, mediante l’intubazione dell’acqua e l’accoppiamento in serie di pompe e turbine. Nessuno ha preso in considerazione questa energia a causa di un’errata interpretazione della legge di conservazione dell’energia meccanica. Questa legge afferma che, in un campo di forze conservativo, l’energia totale, cioè la somma dell’energia cinetica e dell’energia potenziale, si conserva nel moto di un corpo sotto l’azione delle forze del campo. È chiaro che questa legge si riferisce a un sistema isolato e non può essere invocata nel caso delle soluzioni che propongo. Questa legge non spiega l’origine delle forze del campo, che è il vero problema da risolvere, insieme al sistema per conservare queste forze nel tempo. Questa legge, al momento della sua concezione, non poteva prevedere che mettendo insieme tre elementi, all’epoca inesistenti, le cose potessero cambiare completamente: intubazione verticale dell’acqua superficiale, una pompa e una turbina in serie sul fondo del tubo, nello stesso bacino idrico, o nell’estensione verticale dello stesso senza interruzione. Con questo sistema semplice ed economico, possiamo risolvere uno dei più grandi misteri della natura e creare un flusso d’acqua infinito e unidirezionale che, durante la discesa, sfrutta simultaneamente la forza di gravità, la pressione atmosferica e il peso dell’acqua convogliata, mentre la risalita non è necessaria, poiché la densità dell’acqua in superficie è la stessa di quella sottostante. Pertanto, è possibile un moto perpetuo combinato idraulico e meccanico, che consuma solo una piccola parte dell’energia prodotta. La fonte primaria non è il petrolio, ma l’energia cosmica gratuita, che nessuno vuole utilizzare e con cui sperimentare, poiché questa soluzione è stata contestata con la famigerata accusa di non rispettare i principi di conservazione dell’energia.
È il classico caso del bue che chiama l’asino cornuto. Chi rispetta i principi del risparmio energetico? La classe dominante mondiale con il petrolio, il gas di scisto, l’energia nucleare, o io che ho visto trenta brevetti sulla protezione ambientale e sulle energie alternative sostenibili buttati via? Persino quando mi hanno concesso i brevetti, il risultato non è cambiato perché nessuno voleva investirci. Il motivo è molto semplice: se il sistema è complesso, nonostante il riconoscimento del brevetto, nessuno lo implementa poiché il legislatore non emana regolamenti internazionali vincolanti per tutti (ad esempio, per neutralizzare la CO2, o per non scaricare acqua acida nei corpi idrici: oggi le leggi consentono lo scarico di acqua depurata con pH 5,5 e CO2 e particelle fini nell’atmosfera perché lo stato dell’arte ufficiale non ha ancora risolto questi problemi, mentre il sottoscritto nel 2012 ha invano brevettato la neutralizzazione della CO2 nelle serre calcare che avrebbe anche prodotto acqua alcalina e ridotto parte delle particelle fini, se il sistema fosse utilizzato anche nei centri urbani, vedi capitolo 6. Pertanto, il sistema brevettato, ignorato dalle autorità e dagli imprenditori, supera lo stato dell’arte e non è competitivo. Potrebbe essere sradicato solo in una fase successiva, quando interviene il legislatore, ma il legislatore non interviene a meno che non veda almeno un sistema funzionante e i risultati delle analisi di laboratorio dell’acqua e dell’aria. In questi In queste condizioni, il cane si rincorre la coda senza fine, perché l’invenzione è stata presentata da un inventore privato che non ha la forza economica per portarla avanti. Quando si tratta di impianti di pubblica utilità, dovrebbero intervenire i ministeri dello sviluppo economico, dell’ambiente e le Nazioni Unite, ma per ragioni sconosciute non lo fanno. Riporto integralmente il capitolo 6 dell’articolo sopra citato.
6) LA MODIFICA DEI SISTEMI DI SOLLEVAMENTO DELL’ACQUA DA ASSORBENTI A PRODUTTORI DI ENERGIA
L’attuale gestione globale delle risorse idriche è contraria ai principi generali di conservazione delle risorse, dell’energia, della fisica e della meccanica. È facile comprendere lo spreco derivante dall’uso unidirezionale dell’acqua, che potrebbe essere riciclata. Oggi il riciclo è troppo costoso dal punto di vista energetico, poiché non sono stati costruiti impianti in grado di aggirare la forza di gravità universale. In realtà, è risaputo che, dal punto di vista energetico, è molto più economico sollevare un corpo lungo un piano inclinato, vincendo la resistenza d’attrito radente, piuttosto che sollevarlo direttamente. Ma per migliorare questo sistema, da millenni l’uomo ha inventato l’attrito volvente, la trasmissione a cinghia o a ingranaggi tra ruote di diverso diametro, e oggi, viaggiando lungo piani inclinati, consumiamo una frazione dell’energia che sarebbe necessaria per sollevare direttamente masse vincendo la forza di gravità universale. Nel settore idraulico, l’equivalente del piano inclinato è lo sfruttamento delle variazioni di sezione previste dalle formule di Bernoulli, dal principio di Pascal e da quello dei recipienti comunicanti. Ma questi principi da soli non sono stati sufficienti a ridurre significativamente i costi del sollevamento idraulico, poiché al settore idraulico è mancata l’invenzione di qualcosa di equivalente all’attrito volvente, che migliora le prestazioni generali delle macchine meccaniche di trasporto e sollevamento. Nel settore idraulico, l’invenzione che può essere considerata equivalente all’attrito volvente è la pompa a doppia alimentazione sul lato di aspirazione, che, combinata con il principio di Bernoulli e Pascal e il principio dei recipienti comunicanti, permette di sfruttare la forza gravitazionale unidirezionale, consentendo persino il sollevamento dell’acqua. Modificando gli attuali sistemi di sollevamento idraulico con l’introduzione di queste pompe, l’efficienza del sollevamento dell’acqua si avvicina molto a quella del sollevamento meccanico che utilizza il piano inclinato e l’attrito volvente, pur basandosi su principi completamente diversi. Infatti, il sollevamento meccanico utilizza percorsi molto più lunghi, mentre il sollevamento idraulico sposta una quantità d’acqua molto maggiore rispetto a quella da sollevare in circuiti sempre pieni, poiché è la stessa acqua con l’altezza geodetica maggiore che solleva l’acqua del bacino posto a un livello inferiore. Pertanto, se ricicliamo 1000 L/s a bassa velocità, possiamo sollevare circa 500, con rese molto simili a quelle consentite dal sollevamento meccanico su piano inclinato e cuscinetti volventi. Una volta inventate le pompe, continuando a pensare alla modifica dei sistemi idraulici, si comprende facilmente che questi ultimi supereranno di gran lunga i sistemi meccanici. Infatti, i sistemi meccanici, pur aumentando l’efficienza, continuano a consumare energia, mentre il sistema idraulico contiene materia che può essere trasformata in energia, sfruttando, come accennato in precedenza, l’energia di posizione dell’acqua nella parte superiore rispetto a quella inferiore, senza disperdere l’acqua. Inoltre, se un sistema idraulico viene accoppiato a un sistema pneumatico e meccanico, si può creare un unico sistema ancora più completo che contiene altra materia trasformabile in energia, come l’aria compressa. Infatti, anche l’aria compressa possiede un’energia di posizione rispetto all’aria non compressa. L’abilità del progettista di un sistema idraulico meccanico e pneumatico consiste nello sfruttare al meglio i principi e le tecnologie che non sprecano energia, trasferendola da un sistema all’altro.
Ovviamente, una piccola parte dell’energia prodotta viene consumata per il riciclo dell’acqua, compresa quella che passa attraverso una turbina e viene reimmessa nel circuito di riciclo tramite la bocchetta di aspirazione della pompa a doppio combustibile. Un altro piccolo consumo energetico è richiesto dal ripristino del cuscino d’aria compressa, che richiede la dissoluzione dei gas nell’acqua. Ma questi sono consumi minimi rispetto all’energia trasformata senza l’utilizzo di combustibili. Il sistema ad aria compressa è descritto in dettaglio nel capitolo 9.
Considerando che la tecnologia attuale consente la costruzione di pompe multistadio con prevalenze fino a 100 bar (1000 m), come scritto nel capitolo 5, possiamo utilizzare i corpi pompa delle pompe multistadio esistenti (per resistere alla pressione idrostatica) ma accoppiarli in modo diverso utilizzando solo il primo e l’ultimo stadio, risparmiando sia sulla potenza assorbita per il sollevamento, sia sulla costruzione delle pompe e dei motori.
Per aiutare a comprendere l’entità del risparmio energetico, di seguito è allegata una tabella che mostra la caduta di pressione dei tubi calcolata con la formula di Bazin-Fantoli: (1.000*4*V2/C2*D) dove (C= 87/(1 +2g/√D). Da questa tabella possiamo trovare le cadute di pressione di mille metri di tubi con diverse velocità di flusso e diversi coefficienti di rugosità (coefficiente gamma) più utilizzati nei calcoli idraulici solo due diametri per impostare il ragionamento Dn 100 e Dn 1000. Se analizziamo una velocità di flusso di circa 1,5 m/s per entrambe le dimensioni, possiamo notare che poiché la potenza assorbita da una pompa è uguale a Q*h, possiamo considerare le cadute di pressione mostrate nella tabella, come la prevalenza “h” necessaria a una pompa per sollevare la stessa quantità di acqua. Il rapporto energetico tra l’acqua riciclata (che non richiede sollevamento) e l’acqua sollevata a pressione atmosferica, nei due casi esaminati è il seguente:
nel caso del tubo Dn 100 (con una portata di 11,8 l/s) è pari a 48,3 / 1048,3 = 0,0460 = 4,6% della potenza necessaria per il sollevamento;
Nel caso del tubo Dn 1000 (con una portata di 1180 l/s) è pari a 2,079 / 1002,079 = 0,002074 = 0,02074% della potenza necessaria per il sollevamento.
La notevole differenza tra i due rapporti, a parità di velocità di flusso, è dovuta al maggiore contatto tra la portata e le pareti dei tubi che si verifica nei tubi di diametro inferiore. Ma anche in questi casi, meno vantaggiosi, a prescindere dai vantaggi tecnici (che consentiranno nuovi circuiti idraulici che porteranno alla produzione di energia in centrali idroelettriche fisse e mobili, sfruttando diversi regimi idraulici, come ampiamente descritto nei relativi brevetti), i vantaggi economici derivanti dalla scelta di queste tipologie di pompe e sistemi per il solo sollevamento sono immensi. Infatti, dalla tabella sottostante si evince che se si raddoppia la portata dell’acqua, per mantenere approssimativamente la stessa velocità nella tubazione, il diametro del tubo DN 100 deve essere aumentato a DN 150:
In questo caso, il tubo Dn 150 (con una portata di 24 l/s) avrà un rapporto tra acqua riciclata e acqua portata a pressione atmosferica pari a 21, 68 / 1021,68 = 0,02122 = al 2,12% della potenza necessaria per il sollevamento.
Pertanto, possiamo constatare che, aumentando il diametro delle tubazioni, a parità di velocità di flusso, le cadute di pressione e di conseguenza la potenza assorbita dalle pompe diminuiscono esponenzialmente. Il vantaggio diventa ancora più evidente con portate elevate e tubazioni di grande diametro, dove le cadute di pressione hanno un impatto ancora minore. Infatti, nel caso della tubazione DN1000, si impiega la stessa energia per sollevare 1.180 L/s di acqua a un’altezza di 2.079 m o per riciclarla in un chilometro di tubazione.
Questa semplice riflessione ha portato chi scrive a modificare i sistemi di sollevamento dell’acqua e le pompe, non per contrastare la legge di conservazione dell’energia, ma per supportarla. Infatti, è innanzitutto necessario progettare i sistemi tenendo conto della pressione atmosferica e della gravità, e solo successivamente si progettano le macchine che li azionano. Le prime ad essere modificate sono le pompe esistenti, che sono macchine idrauliche che, ricevendo energia meccanica da un motore elettrico o termico, la trasmettono al liquido che le attraversa per aumentarne la pressione. Questa pressione, nella maggior parte dei casi, viene utilizzata proprio per vincere la forza di gravità e la pressione atmosferica. La figura seguente mostra un classico sistema di sollevamento dell’acqua senza ricircolo.
Questo impianto, progettato dall’ente autonomo di Flumendosa, con pompe della Termomeccanica, motori della Ansaldo, costruito dalla Impregilo, con le opere elettromeccaniche subappaltate alla Ing. Caccavale e C di Napoli, dove il sottoscritto ha lavorato, come si evince anche dal mio curriculum vitae pubblicato su https://www.spawhe.eu. Questo sistema, alla luce delle riflessioni e delle successive esperienze del sottoscritto, dovrebbe essere riprogettato, secondo gli schemi idraulici e le pompe che propongo. Infatti, se è vero che ha la capacità di sollevare 18.000 m³/h di acqua a un’altezza di 200 m, ha anche la capacità di consumare circa 15.000 kWh, mentre con gli schemi idraulici proposti di seguito, effettuando il sollevamento in quattro fasi mediante la combinazione di pompe a doppio combustibile e turbine potremmo produrre circa 4000 kWh consumandone solo circa quaranta per il riciclo dell’acqua. Inoltre, il suddetto sistema prevedeva complessi calcoli delle perturbazioni di movimento variabili, effettuati dall’Università di Napoli, e per la neutralizzazione di questo fenomeno erano necessari otto serbatoi in acciaio pressurizzati con aria compressa con una capacità di 70 m³, con una pressione di prova di 30 bar. Il costo di questo sistema potrebbe essere evitato anche realizzando il sollevamento a gradini con ricircolo dell’acqua e pompe a doppia potenza sul lato di aspirazione, come descritto non solo nel presente documento ma anche nei capitoli 5 e 8 dell’articolo originale.
La mia non è una critica al progetto realizzato né alla tecnologia italiana, tanto che, in qualità di tecnico installatore, ho partecipato con orgoglio alla realizzazione di quest’opera. Ma, sapendo che nel mondo esistono migliaia di sollevamenti idrici di ogni tipo, ho pensato che fosse utile riflettere con calma su queste opere, da pensionato. Perché gli enti pubblici, le grandi imprese di costruzione e le università considerano lo stato dell’arte dei sistemi di sollevamento come qualcosa da acquisire e non cercano soluzioni alternative. Invece, la creatività unita all’esperienza di chi ha visto costruire molti impianti, anche svolgendo ruoli modesti, può portare allo sviluppo di soluzioni alternative, che non possono essere scartate senza un’adeguata discussione. Il problema è come convincere i grandi enti pubblici, le grandi aziende e le università che forse hanno sbagliato le soluzioni, senza intaccare il loro orgoglio professionale. Il problema non è locale, ma globale. Credo che la posta in gioco sia talmente alta che l’orgoglio personale debba essere messo da parte. Tutti possono sbagliare, soprattutto io, che non posso paragonarmi a nessuno e non posso permettermi di spendere migliaia di euro in esperimenti, ma vale la pena provare queste soluzioni. La reputazione di un pensionato vale ben poco. Coloro che detengono il potere e sottovalutano queste soluzioni corrono un rischio maggiore
Ciò che voglio sottolineare con questa pubblicazione è che nella centrale idroelettrica di Bargi non ho riscontrato alcun criterio di sostenibilità del progetto idroelettrico interattivo tra acqua e aria atmosferica e non ho nemmeno notato alcun dispositivo di protezione contro il colpo d’ariete, che è certamente la causa principale della distruzione della centrale idroelettrica. Al contrario, la protezione contro il colpo d’ariete è ben presente nel sistema di sollevamento dell’acqua progettato, dall’ente autonomo di Flumendosa, con pompe Termomeccanica, motori Ansaldo, costruito da Impregilo, con le opere elettromeccaniche appaltate alla ditta Ing. Caccavale e C di Napoli dove il sottoscritto ha lavorato. Infatti questo sistema, che solleva 5000 l/s a un’altezza di 200 m, che da inventore in pensione ho criticato per l’eccessivo consumo di energia, è quantomeno ben protetto contro il colpo d’ariete da otto serbatoi pressurizzati da 70 m³ con aria compressa a pressione nominale di 30 bar. È molto strano che una centrale idroelettrica che sfrutta un salto idraulico di 375 metri, con portate di 104,6 m³/s (376.560 l/sec) e che funziona in entrambe le direzioni di flusso, non abbia alcuna protezione contro il colpo d’ariete. Inoltre, nella stazione di sollevamento, con portate e pressioni di esercizio molto inferiori, abbiamo cinque pompe, che vengono messe in funzione una alla volta e arrestate una alla volta, proprio per non produrre diverse perturbazioni di movimento nella condotta di sollevamento. Tuttavia, come ho scritto sopra, ritengo errato anche l’impianto costruito in Sardegna, sebbene fosse ben protetto contro il colpo d’ariete, poiché, come dimostrato dal sottoscritto, costruendo impianti con energia idroelettromagnetica sommersa o compressa, possiamo produrre energia anche sollevando l’acqua, con sollevamento a gradini e alimentando le vasche successive con l’acqua che fuoriesce dallo sfioro. Pertanto non abbiamo bisogno del salto idraulico per produrre elettricità e, sollevando l’acqua in questo modo, non produciamo nemmeno il colpo d’ariete, poiché l’acqua rimane sempre all’interno del sistema che produce energia. Ciò che esce dagli impianti è solo l’elettricità e l’acqua che viene scaricata dai canali di scolo per usi agricoli, civili e industriali.
Della centrale idroelettrica di Bargi, che produceva 330 MWh a costi elevati, si può solo dire che è uno dei tanti impianti mal progettati che hanno alimentato il debito pubblico italiano. È una coincidenza che sia stata distrutta da un colpo d’ariete nel 2024, perché avrebbe potuto accadere molto prima. Provo solo compassione per i lavoratori deceduti e per le loro famiglie. Far girare le turbine in senso inverso per sollevare l’acqua può sembrare un’idea geniale, ma non lo è. O meglio, è una soluzione accettabile solo da un punto di vista elettromagnetico, poiché un alternatore può funzionare anche come motore elettrico. Dal punto di vista idraulico, le cose funzionano in modo molto diverso, poiché la turbina, progettata con un’efficienza molto elevata per sfruttare l’energia cinetica dell’acqua nella direzione naturale del flusso in uscita dalla turbina, riduce drasticamente la sua efficienza quando ruota in senso opposto per sollevare l’acqua. Personalmente, conosco la centrale di Bargi solo per ciò che ho letto sui giornali e per le foto pubblicate prima del disastro. Ma questo mi basta per capire che questo sistema è completamente sbagliato dal punto di vista idraulico, perché il sollevamento e la distribuzione dell’acqua sono stati il lavoro principale che ho svolto nella mia vita come tecnico installatore di impianti e soprattutto come inventore non richiesto da enti pubblici e multinazionali. Infatti, né enti pubblici né multinazionali hanno finanziato le mie quaranta invenzioni su questi temi. Nella centrale idroelettrica di Bargi, viene sfruttata l’acqua di due laghi artificiali collegati tra loro: il lago di Brasimone, situato più in alto rispetto alla centrale, e il lago di Suviana. L’acqua del lago di Brasimone attraversa una galleria lunga 4.757 metri, con un diametro di 5,4 metri, scavata nella montagna. La galleria termina a Stagno, dove l’acqua viene immessa in due condotte forzate parallele di circa 4 metri di diametro, per una portata di 104,6 metri cubi al secondo, che raggiungono la centrale per azionare le turbine e produrre energia. Quando la domanda di elettricità dalla rete è inferiore, i responsabili dell’impianto ne hanno approfittato per far funzionare le turbine in modalità pompaggio: spingendo l’acqua nelle condotte fino al lago di Brasimone con una portata di circa 47 m³/s, nettamente inferiore rispetto alla portata di discesa di 104,6 m³/s. Ciò dimostra la bassa efficienza delle turbine nella fase di sollevamento, ma anche l’elevato costo energetico del recupero dell’acqua. Soprattutto, però, sussiste il grave rischio di colpo d’ariete nelle due condotte forzate durante la fase di sollevamento, dovuto all’interruzione della corrente dei motori delle turbine che funzionano come pompe. La situazione è aggravata dalla mancanza di serbatoi di aria compressa per attutire il colpo d’ariete e dal fatto che la centrale è stata costruita sommersa. Pertanto, anche in caso di guasto di una sola delle due condotte di sollevamento, la centrale è costretta ad allagarsi completamente, distruggendo tutte le apparecchiature elettriche di gestione e controllo del sistema.
La buona intenzione di recuperare l’acqua a fini energetici ha causato danni immensi. Non mi sorprende la gravità di questi danni e di altri ancora più gravi, come il crollo di dighe e le inondazioni dovute allo straripamento di bacini artificiali in montagna. Per queste ragioni ho proposto la produzione di energia idroelettromagnetica sommersa e compressa, senza il salto idraulico che tutta la scienza terrestre ha finto di non comprendere e che, di conseguenza, nemmeno i politici al governo hanno compreso, compresi quelli italiani che hanno governato dal 2010 al 2024. Anni in cui ho proposto queste alternative.
L’acqua non deve essere sprecata, ma utilizzata in altre centrali idroelettriche più moderne di quelle attuali, che non richiedono il salto idraulico, non consumano combustibile e non producono colpi d’ariete. Queste centrali, che avrebbero dovuto produrre energia idroelettrica sommersa, erano state proposte nel 2014 senza trovare interlocutori pubblici e privati (tra cui Enel ed Enea). Solo per una fortunata coincidenza il colpo d’ariete alla centrale di Bargi non si è verificato fino al 4 ottobre 2024. Purtroppo, la fortuna non dura per sempre. Prima o poi questo incidente doveva accadere, più grave di altri incidenti dello stesso tipo, poiché la centrale idroelettrica era stata progettata con le turbine posizionate a una profondità di quaranta metri proprio per sfruttare il salto idraulico dell’acqua nella fase di sollevamento. Progettare un impianto di questo tipo senza la protezione di serbatoi pressurizzati con aria compressa è stata un’autentica follia tecnico-scientifica, di cui la scienza italiana non può vantarsi e di cui dovrebbe assumersi la responsabilità. Sebbene tutta la scienza terrestre avrebbe dovuto comprendere che sul pianeta Terra l’energia elettrica può essere estratta ovunque, persino ai poli e nei deserti, senza bisogno di costruire centrali idroelettriche, termiche o nucleari e senza la necessità di trasportare energia da un luogo all’altro sotto forma di combustibili (salvo rari casi) o elettricità, l’acqua non deve mai essere sollevata contro la forza di gravità, ma pompata nella direzione della forza di gravità per produrre energia tramite turbine o pompe utilizzate come turbine (azionate in senso inverso) rispetto all’uso attuale. Solo in questo modo è possibile produrre elettricità fredda che consentirebbe di sommare la spinta newtoniana e quella lorentziana e di creare sistemi aeronautici e spaziali sostenibili e non inquinanti. L’intero mondo scientifico deve dare una risposta a questo. Ma questo è un altro argomento che non riguarda la centrale elettrica di Bargi. Riguarda l’energia dell’intera Terra.
Luigi Antonio Pezone
SECONDA PARTE DELLA PUBBLICAZIONE
Come si può salvare ciò che resta della centrale idroelettrica collegata alla centrale elettrica di Bargi?
Criticare a posteriori il lavoro di altri designer dopo un disastro di queste proporzioni può sembrare facile, ma dobbiamo anche chiederci cosa si possa salvare delle grandi opere già realizzate?
Partiamo dalla tabella sinottica del sistema esistente, già pubblicata nelle pagine precedenti, e proviamo a modificarla con una critica costruttiva, considerando che questo sistema è entrato in funzione nel 1970. Molti aggiornamenti tecnici sono stati certamente apportati per la gestione elettrica del sistema, ma l’imponente opera idraulica non ha certamente subito modifiche. Di seguito è riportato lo schema idraulico dell’impianto attuale e la sua modifica per produrre energia idroelettrica tutto l’anno senza dispersione dell’acqua, evitando il rischio di produrre nuovamente il colpo d’ariete che probabilmente ha distrutto l’attuale centrale idroelettrica. Se questo non è stato la causa del disastro, tale pericolo rappresenta ancora una seria minaccia con l’attuale modalità di gestione.
Pianta.
Dal confronto delle due figure sopra riportate si può comprendere come la maggior parte delle opere civili e idrauliche già completate potrebbe essere risparmiata trasformando l’attuale centrale idroelettrica con salto idraulico in una centrale idroelettrica sommersa senza salto idraulico, con riciclo autonomo dell’acqua dal punto di vista energetico, in grado di funzionare 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, salvo interruzioni per manutenzione straordinaria.
L’incidente alla centrale elettrica di Bargi mi ha riportato indietro di dieci anni, al 2014, quando, dopo nove anni di attività come inventore e trentasette anni di lavoro come installatore di sistemi antropici industriali e ambientali, lottando contro le soluzioni commerciali delle multinazionali e le grandi opere di depurazione ed energetiche errate degli enti pubblici globali, anch’io giunsi alla concezione dell’energia idroelettrica sommersa senza salto idraulico. Queste grandi istituzioni, invece di depurare l’energia da combustibili fossili producendo carbonati nell’acqua (come proposto dal sottoscritto), hanno investito ingenti somme per seppellire la CO2 sottoterra (tra cui le italiane Enea ed Eni, che hanno ufficialmente respinto le mie soluzioni, come ho scritto in altri articoli pubblicati), investendo miliardi di dollari nel sistema CCS. Il sottoscritto, invece, cercando seriamente di depurare l’energia da combustibili fossili, si è reso conto che esistevano altri modi più economici e puliti per produrre energia. In effetti, mi sono reso conto che capovolgendo le pompe centrifughe e facendole funzionare nella direzione della forza di gravità, in combinazione con le turbine, invece di sollevare l’acqua, potremmo estrarre energia elettrica pulita direttamente dall’ambiente terrestre, senza estrazione, trasporto, trasformazione industriale e distribuzione dell’energia.
Come mai, dopo dieci anni, di questa soluzione non si è mai parlato in tutto il mondo? A questa domanda non può certamente rispondere chi scrive, il quale ha fatto tutto il possibile per comunicare con i centri di potere mondiali, compresa la creazione del sito web https://www.spawhe.eu, aperto a tutti e da cui chiunque può scaricare le pubblicazioni.
Come dimostra la centrale elettrica di Bargi, gli enti pubblici italiani e mondiali non hanno mai pensato di far funzionare le pompe nella direzione della forza di gravità, né di creare un tale accoppiamento. Non l’hanno ancora fatto dopo dieci anni, sebbene il sottoscritto abbia continuato a lavorare da solo su questo tema, senza fondi da investire e nell’indifferenza scientifica, politica e imprenditoriale mondiale, accoppiando sempre pompe e turbine (o pompe utilizzate come turbine), che svolgono funzioni fluidodinamiche ed energetiche diverse ma interattive, in sistemi fissi e mobili capaci di estrarre energia elettrica alla temperatura dell’ambiente terrestre dall’aria atmosferica e dall’acqua terrestre.
Dopo dieci anni, nel 2024, nessun ente pubblico globale ha ancora creduto nelle mie soluzioni, e oggi sento il dovere di proporre, senza che nessuno me l’abbia chiesto, la stessa soluzione applicata specificamente all’impianto di Bargi per recuperare ciò che si può salvare dagli immensi investimenti sbagliati compiuti dalla scienza italiana in nome del popolo italiano, che ha uno dei debiti pubblici più alti al mondo, nonostante le famiglie italiane siano tra le più grandi risparmiatrici al mondo. I progettisti e i gestori di questo impianto, continuando a mantenere separate le funzioni di pompe e turbine, non si sono resi conto che si poteva produrre energia anche senza il salto idraulico, mantenendo i bacini di Suviana e Simione sempre pieni d’acqua, scaricando solo l’acqua piovana in eccesso dai canali di sfioro, sfruttando l’energia di posizione delle acque superficiali del bacino superiore di Simione rispetto alle acque del bacino inferiore di Suviana 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno.
Come ho dimostrato in numerose pubblicazioni, inclusa questa, per sfruttare l’energia di posizione è necessario intubare l’acqua dalla superficie e vincere lo stato di inerzia con una pompa orientata verso il basso, dotata di un motore elettrico che assorbe poca energia, senza dover sollevare l’acqua. È facile comprendere che questo assorbimento di corrente diminuisce man mano che l’acqua acquisisce energia cinetica. Per essere trasformata in energia elettrica, questa energia cinetica deve essere rallentata nella girante della turbina sottostante, che, collegata all’albero dell’alternatore, produce la corrente elettrica come avviene con il salto idraulico. È ovvio che la corrente assorbita dal motore della pompa è molto inferiore alla corrente elettrica prodotta dall’alternatore, che si trova in posizione inferiore e sfrutta non solo la prevalenza idrostatica superiore, ma anche l’energia già fornita dal motore della pompa. Certamente, la produzione di energia è inferiore a quella ottenibile con il funzionamento di due turbine di pari dimensioni che lavorano in parallelo e sfruttano il salto idraulico. Nella mia soluzione, però, l’acqua, che è una risorsa preziosa, non viene sprecata e non sono necessarie grandi opere idrauliche, poiché l’elettricità può essere prodotta nello stesso bacino idrico. Ovviamente, centinaia di centrali idroelettriche sommerse potrebbero essere costruite nello stesso bacino, producendo energia giorno e notte tramite l’ossigenazione dell’acqua con maggiore efficienza, occupando meno spazio rispetto ai pannelli solari e risultando più efficienti e pratiche delle turbine eoliche. Ma la naturale evoluzione dell’energia idroelettrica sommersa è stata l’energia idroelettrica compressa, che potrebbe essere prodotta in qualsiasi dimensione senza bisogno di un bacino idrico, ma semplicemente con autoclavi e serbatoi aperti affiancati, che potrebbero anche essere montati su mezzi di trasporto. Ogni abitazione privata potrebbe produrre la propria energia idroelettrica compressa riciclando sempre la stessa acqua, senza collegarsi alla rete pubblica e senza installare pannelli solari che, come già detto, sono più ingombranti, costosi e hanno una produzione energetica discontinua. Con l’idroelettromagnetismo compresso e i motori a velocità variabile possiamo decidere in questo momento la quantità di energia pulita da estrarre dall’ambiente in ogni angolo della terra perché le materie prime indispensabili sono la forza gravitazionale, l’aria atmosferica e l’acqua che, oltre ad essere il vettore energetico ideale, possiede anche importantissime capacità elettromagnetiche che non vengono utilizzate nei sistemi antropici progettati dall’uomo, ma che la natura utilizza molto bene. L’attuale sviluppo tecnologico non ha notato nulla, ma indirettamente ha sviluppato buone tecnologie che con piccoli adattamenti, in particolare per quanto riguarda il modo di utilizzare pompe e autoclavi, potrebbero risolvere gli attuali problemi ambientali ed energetici in pochi anni. Sfortunatamente,Sembra che il Creatore dell’universo si prenda gioco degli uomini potenti della Terra e dei grandi scienziati, rivelando messaggi importanti e strategici a persone semplici come me, che non sono un premio Nobel, un grande politico, un economista, un professore. Non ho una laurea in una materia specifica. Sono solo uno sviluppatore di dettagli per impianti di depurazione industriale e ambientale e per la produzione di energia che, da pensionato, ha cercato di pensare, senza essere pressato dalle esigenze di soddisfare i datori di lavoro, a ricercare imparzialmente le migliori soluzioni dal punto di vista scientifico, tecnologico e organizzativo del lavoro. Senza aspettarmi alcun compenso o medaglia al valore.
Nel caso specifico della centrale elettrica di Bargi e di tutte le opere connesse, pur rispettando la corretta intuizione che una turbina possa essere utilizzata anche come pompa, come mostrato nello schema della centrale modificato dal sottoscritto, soprattutto, in un impianto di grandi dimensioni come quello di Bargi, non si può pensare di assorbire la grande quantità di energia necessaria dalla rete esterna, presumendo che durante le ore notturne vi sia un minore assorbimento di corrente da parte di altri utenti. Se i progettisti hanno fatto questa scelta, avranno evidentemente effettuato dei calcoli, conoscendo il potenziale delle altre centrali elettriche esistenti nella zona. Se tali potenziali sono diminuiti a causa di altri assorbimenti elettrici alimentati dalla stessa rete, o se qualche altra centrale è ferma per manutenzione, è chiaro che la centrale di Bargi rischia gravi interruzioni di fornitura elettrica e pericoli dovuti al colpo d’ariete, contro il quale la centrale non è protetta, ma è stata di fatto costruita sommersa nell’acqua.
Con il senno di poi, si possono fare molte considerazioni, ma dobbiamo chiederci perché, a livello globale, si sia verificato questo immenso divario nella produzione energetica mondiale? Proprio agli albori dell’era industriale, con la pubblicazione della teoria della relatività di Albert Einstein, tutti gli studiosi di scienza e tecnologia compresero l’importanza della gravità terrestre, soprattutto nelle applicazioni energetiche. L’aria atmosferica, infatti, è la prima forma di aria compressa, compressa a una pressione di un bar dalla forza gravitazionale, che agisce in un’unica direzione. L’aria atmosferica è un immenso e potente accumulatore di energia che non si esaurisce né perde la sua carica, a differenza degli accumulatori di energia elettrica.
Con il senno di poi, si possono fare molte considerazioni, ma dobbiamo chiederci perché, a livello globale, si sia verificato questo immenso divario nella produzione energetica mondiale? Proprio agli albori dell’era industriale, con la pubblicazione della teoria della relatività di Albert Einstein, tutti gli studiosi di scienza e tecnologia compresero l’importanza della gravità terrestre, soprattutto nelle applicazioni energetiche. L’aria atmosferica, infatti, è la prima forma di aria compressa, compressa a una pressione di un bar dalla forza gravitazionale, che agisce in un’unica direzione. L’aria atmosferica è un immenso e potente accumulatore di energia che non si esaurisce né perde la sua carica, a differenza degli accumulatori di energia elettrica.
Con la mia invenzione dell’energia idroelettrica compressa, è possibile aumentare ulteriormente l’energia cinetica dell’acqua che attraversa la turbina sottostante, incrementando i giri al minuto del motore che alimenta la turbina, la quale funziona come una pompa come se operasse con una prevalenza idrostatica molto superiore a quella consentita dal Lago di Brasimone, ma senza assorbire energia dalla rete di distribuzione elettrica locale. Infatti, come si può vedere nella figura della centrale idroelettrica modificata, le due turbine poste in serie sullo stesso condotto di discesa dell’acqua sono state collegate anche da un generatore di corrente in grado di fornire il punto di avviamento al motore elettrico che alimenta la turbina utilizzata in cima alle pompe, in modo da non dipendere da fonti di energia esterne alla centrale idroelettrica. Questo generatore di energia, illustrato nella figura sottostante, è quello che il sottoscritto ha progettato per alimentare i mezzi di trasporto con un sistema idroelettromagnetico compresso, completamente autonomo dal punto di vista energetico, che estrae energia dall’ambiente semplicemente aprendo una valvola che permette all’acqua pressurizzata di fuoriuscire dall’aria compressa che aziona una pompa utilizzata come turbina collegata a un generatore di energia che a sua volta alimenta i motori di circolazione dell’acqua del proprio impianto e di quello più grande della centrale idroelettrica di Bargi.
Purtroppo non possiamo combattere contemporaneamente contro la scienza che non ammette i propri errori, gli imprenditori che hanno interesse a perseverare nelle tecnologie in cui hanno investito e soprattutto contro i politici e gli economisti che, non avendo competenze scientifiche e tecnologiche, credono di più alla scienza pubblica e privata, che insieme hanno prodotto il riscaldamento globale, favorito anche dalla legislazione internazionale sui brevetti, persino affidata alle Nazioni Unite, che dovrebbe essere imparziale. L’OMPI (Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale) esige le stesse tasse dagli inventori privati che esige dalle multinazionali che producono solo invenzioni commerciali, invece di finanziare la sperimentazione di soluzioni di pubblica utilità sociale nell’interesse dell’intera popolazione mondiale. Purtroppo non possiamo combattere contemporaneamente contro la scienza che non ammette i propri errori, gli imprenditori che hanno interesse a perseverare nelle tecnologie in cui hanno investito e soprattutto contro i politici e gli economisti che, non avendo competenze scientifiche e tecnologiche, credono di più alla scienza pubblica e privata, che insieme hanno prodotto il riscaldamento globale, favorito anche dalla legislazione internazionale sui brevetti, persino affidata alle Nazioni Unite, che dovrebbe essere imparziale. L’OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale) esige le stesse tasse dagli inventori privati che esige dalle multinazionali che producono solo invenzioni commerciali, invece di finanziare la sperimentazione di soluzioni di pubblica utilità nell’interesse dell’intera popolazione mondiale. Credo che Tesla sia stato il più grande inventore dell’elettricità e dell’elettromagnetismo di tutti i tempi, seguito a ruota da Maxwell, Lorentz, Marconi, Ferraris, Pacinotti e molti altri. Purtroppo, persino Tesla, come Albert Einstein e gli attuali vincitori del Premio Nobel, ha sottovalutato la fluidodinamica terrestre, altrettanto importante e persino più facile da comprendere, se si fanno le giuste riflessioni. Non so se sul pianeta Terra, ancora oggi, governi e multinazionali abbiano speso pochi euro per testare le quaranta invenzioni del sottoscritto che, partendo dalla deforestazione dai combustibili fossili, solo ipotizzando che tutte le invenzioni funzionino perfettamente, avrebbero gradualmente, virtualmente, eliminato il riscaldamento globale, e sarebbero persino andati nello spazio e tornati senza carburante ed energia nucleare. So bene che c’è una differenza tra dire e fare. Per questo motivo ho pubblicato solo le mie soluzioni, senza rovinarmi la vita come è successo a Nikola Tesla, che mi prendo la libertà di nominare pur non credendo di appartenere alla categoria dei geni, ma a quella di un normale tecnico che amava il suo lavoro al punto da continuare a farlo anche da pensionato, affidandosi compiti che i suoi datori di lavoro non gli avrebbero mai affidato. Come si dice, non si guarda in bocca a un cavallo dotato.Spetta alla classe dominante mondiale decidere se accettare il dono o continuare a rifiutarlo, come ha sempre fatto. Nella centrale elettrica di Bargi ho assemblato due sistemi diversi che oggi non esistono allo stato dell’arte perché sia la scienza pubblica che quella privata non hanno voluto costruirli senza dare alcuna spiegazione all’inventore. Tuttavia, detto questo, l’intera classe dominante non ha mai finanziato né sperimentato l’intero progetto SPAWHE, almeno per quanto mi riguarda, finché non si dimostrerà il contrario, posso credere che tutto sia possibile. Ciò significa che possiamo mettere in serie più sistemi compressi per aumentare la pressione di esercizio mantenendo le caratteristiche di un sistema idraulico aperto, e possiamo mettere in parallelo più sistemi idraulici aperti per moltiplicare le portate. Se assimiliamo le pressioni alla tensione e le portate alle correnti elettriche, possiamo creare sistemi molto potenti estraendo energia direttamente dall’aria e dall’acqua alla temperatura ambiente terrestre, senza costi economici di produzione e commercializzazione.
L’acqua non deve mai ristagnare negli impianti industriali, urbani, domestici, agricoli, fognari e di depurazione perché, circolando, si purifica e produce energia. Quando dobbiamo consumare acqua, dagli impianti industriali e agricoli e dalle abitazioni, dobbiamo sempre prelevarla dal flusso di un circuito aperto che produce elettricità, il quale a sua volta preleva automaticamente la stessa quantità di acqua dall’impianto a cui è collegato a monte. Pertanto, il sistema energetico mondiale, salvo rare eccezioni, dovrebbe essere unico, basato sempre sulla circolazione dell’acqua alla temperatura dell’ambiente terrestre, la quale, anche quando esce dal circuito, continua a svolgere la sua funzione elettromagnetica attraverso lo scambio ionico naturale a fini di depurazione, rinnovamento biologico della materia organica e reazioni chimiche organiche e inorganiche.
Dio ha dato agli uomini il libero arbitrio, ma se si fosse comportato come un datore di lavoro imprenditore, avrebbe dovuto licenziare l’intera classe dirigente, politica, scientifica, economica, perché non sapeva scegliere le soluzioni migliori da adottare da un punto di vista globale per la salvaguardia del pianeta che ci è stato affidato, non regalato.
Se, col senno di poi, la classe dominante mondiale capitalista e comunista avesse fatto le giuste riflessioni, entrando nel dettaglio dei processi necessari per ripulire l’ambiente terrestre dall’inquinamento prodotto dall’attuale modo di produrre energia e anche dall’insufficienza degli attuali sistemi di depurazione, dovrebbe concordare con il sottoscritto che, dopo una vita dedicata alla progettazione e installazione di sistemi nell’industria automobilistica (che è l’industria più completa e diversificata in termini di tecnologia, automazione e organizzazione del lavoro) e di impianti industriali, urbani di depurazione, sollevamento e distribuzione dell’acqua (ovvero i sistemi attraverso i quali l’uomo utilizza e restituisce acqua e aria all’ambiente terrestre), ha deciso di dedicare la terza parte della sua vita a meditare e studiare le necessarie correzioni ai sistemi industriali e ambientali con invenzioni strategiche che sono sfuggite alla scienza pubblica e privata fin dall’inizio dello sviluppo industriale.
Ho sentito il dovere di intervenire nel disastro della centrale elettrica di Bargi proponendo una mia soluzione per salvare ciò che si poteva salvare dell’impianto esistente, sebbene le mie soluzioni siano completamente diverse dalla costruzione di grandi opere pubbliche per il trasporto e la produzione di energia. Credo infatti che sul pianeta Terra le grandi opere idrauliche, le grandi centrali termoelettriche e le grandi reti di distribuzione energetica siano controproducenti per l’ambiente e per l’economia globale, poiché grazie alla forza di gravità terrestre, l’energia è ovunque, soprattutto sotto forma di acqua e aria. Pertanto, i sistemi di energia e depurazione devono essere piccoli e interattivi, sia in versione fissa che mobile. Questa è la ragione principale per cui la classe dirigente mondiale, compresa quella scientifica, ha creato il riscaldamento globale e sta anche adottando soluzioni sbagliate per combatterlo.
Di fronte al rischio concreto che la centrale elettrica di Bargi venga riparata e rimessa in funzione con gli stessi difetti, senza modifiche e con ingenti investimenti pubblici, in qualità di semplice cittadino, progettista e inventore, propongo pubblicamente le mie riflessioni a coloro che dovranno indagare sulle cause del disastro e a coloro che saranno incaricati della ricostruzione.
La domanda che mi sono posto, partendo dal presupposto che la classe dirigente italiana faccia lo stesso, è la seguente: cosa si può fare per recuperare ciò che si può salvare dagli investimenti effettuati nella centrale idroelettrica di Bargi e nei grandi collegamenti idraulici tra i bacini artificiali di Suviana e Brasimone, connessi alla centrale stessa?
Questa soluzione esiste, ma non ha ancora raggiunto la fase sperimentale a causa dell’indifferenza della classe dirigente verso questi problemi. La si può trovare anche nella filastrocca di Spawhe, dove scrivo: sostituendo il serbatoio superiore di una bacinella con un’autoclave pressurizzata ad aria compressa, a condizione che si utilizzi una turbina collegata all’uscita dell’autoclave, si può recuperare l’acqua scaricata dalla turbina e reintrodurla nell’autoclave, la cui acqua pressurizzata viene riciclata con la stessa girante della pompa attraverso una seconda alimentazione. In questo modo, con la stessa acqua e la stessa aria compressa, avremmo prodotto un generatore di energia di dimensioni piuttosto ridotte che estrae energia dall’ambiente.
Questa soluzione, detta “idroelettrica a compressione”, è importante soprattutto nella fase iniziale del processo energetico di una centrale idroelettrica. Questa, infatti, deve fornire energia alla rete elettrica, non assorbirla da essa, per sollevare l’acqua che nella fase successiva produrrà energia idroelettrica, la quale a sua volta alimenterà la rete elettrica. È proprio l’aria compressa che deve far circolare l’acqua nella turbina nella fase iniziale di produzione di energia elettrica, per avviare autonomamente la produzione senza assorbirla da una rete elettrica esterna. Soprattutto in un impianto di grandi dimensioni come la centrale di Bargi, non ci si può affidare alla rete elettrica pubblica.
Questo impianto “idroelettrico compresso”, che nell’impianto modificato di cui ho parlato è separato dalla linea di flusso dell’acqua proveniente dal bacino di Brasimone, serve ad alimentare il motore elettrico della turbina utilizzata come pompa, che a sua volta alimenta la doppia turbina che continua ad essere collegata al vostro alternatore. Pertanto, si potrebbe dire che questa soluzione dimezzerebbe il potenziale energetico dell’impianto idroelettrico, passando da 354 GWh a 172 GWh. In realtà, la potenza dell’impianto potrebbe essere di circa 250 GWh. Ma risolverebbe molti problemi, principalmente il pericolo di colpo d’ariete. Inoltre, la potenza prodotta dal solo alternatore in funzione aumenterebbe poiché il motore elettrico della turbina utilizzata come pompa fornirebbe maggiore energia cinetica all’acqua, come se il salto idraulico non fosse di 375 metri ma di circa 500 metri. Solo effettuando calcoli più precisi potremo effettivamente conoscere il guadagno energetico.
L’aspetto fondamentale di questa soluzione è il fatto che nessuno vuole produrre l’energia generata dal sistema idroelettrico a compressione sul pianeta Terra, così come nessuno vuole capovolgere una pompa per farla funzionare contro la forza di gravità. In altre parole, a livello globale, sul pianeta Terra nessuna persona influente, con i relativi consulenti scientifici, vuole utilizzare l’aria compressa e la forza di gravità come fonte di energia e l’acqua come vettore di energia fisica ed elettromagnetica.
In questa critica costruttiva della centrale idroelettrica di Bargi, profondamente imperfetta, ho incluso lo sfruttamento unidirezionale dell’aria compressa nell’autoclave, che, attraverso il generatore di corrente che alimenta un motore di pompaggio, consente l’utilizzo di un salto idraulico superiore a quello consentito dal dislivello tra il lago di Suviana e quello di Brasimone, mantenendo costante la pressione dell’autoclave alimentata contemporaneamente dall’acqua scaricata dalla turbina che produce la corrente di avviamento della centrale idroelettrica principale, la quale continuerà a produrre energia con le due turbine principali montate in serie, anziché in parallelo, per funzionare 24 ore su 24 senza sprechi di acqua o energia. Questa modifica sarebbe sufficiente affinché l’alternatore collegato alla turbina produca una quantità di energia elettrica di gran lunga superiore a quella assorbita dal motore elettrico. Ma l’aspetto più importante che sfugge all’attuale classe dirigente mondiale è il fatto che l’energia idroelettrica compressa viene estratta per forza di gravità attraverso l’utilizzo di aria compressa e acqua naturale. Infatti, in un sistema aperto alla pressione atmosferica, completamente pieno d’acqua, l’acqua non circola. Il motore elettrico della pompa, che pompa nella direzione della forza di gravità, non serve a sollevare l’acqua, bensì a estrarre energia elettrica dall’ambiente senza utilizzare combustibili e reti elettriche ad alta tensione, a differenza delle centrali termoelettriche che utilizzano combustibili che producono CO2 o delle centrali nucleari che producono scorie radioattive e vapore, con evidenti svantaggi ambientali ed economici.
Per estrarre energia dall’ambiente è innanzitutto necessario vincere lo stato di inerzia che, in un sistema aperto alla pressione atmosferica, senza pompe e turbine, è stabile per il principio di conservazione dell’energia e per la presenza di recipienti comunicanti. Se non voglio usare il salto idraulico, che funziona in un’unica direzione sprecando acqua, e non voglio impiegare energia fossile o nucleare per riportare l’acqua al bacino superiore, devo inventare una soluzione migliore del salto idraulico, più economica e pulita dell’energia termica e nucleare. È a questo che servono gli inventori. Non servono solo a inventare soluzioni commerciali per arricchire i datori di lavoro. Ma, stranamente, la cosa più difficile è convincere il pubblico della scienza che viene insegnata nelle scuole di tutto il mondo, comprese le università. Dopo dieci anni dall’invenzione dell’energia idroelettrica sommersa e nove da quella compressa, e dopo numerose pubblicazioni del sottoscritto, su questi argomenti regna ancora un silenzio assoluto. Non è forse ovvio che, facendo ruotare una pompa intubata nella direzione della forza di gravità, si vince lo stato di inerzia dell’acqua e si produce energia cinetica? Non è forse ovvio che quest’energia cinetica fa girare anche la turbina sottostante, producendo elettricità attraverso l’alternatore ad essa collegato? Non è forse ovvio che la corrente prodotta dall’alternatore è molto maggiore della corrente assorbita dal motore? Infatti, nei calcoli idraulici per determinare la prevalenza di una pompa, la prevalenza idraulica positiva sull’asse della pompa viene sottratta dall’altezza geodetica del sistema. Invece, nel caso del calcolo dell’energia elettrica prodotta da una turbina, l’intero dislivello geodetico contribuisce alla produzione di energia elettrica. Questo è il motivo per cui, anche senza il salto idraulico, un alternatore collegato a una turbina produce sempre più energia di quanta ne assorba un motore elettrico collegato a una pompa, pur lavorando con gli stessi dislivelli geodetici. Inoltre, bisogna considerare che nei bacini sempre pieni d’acqua, l’acqua non assorbe energia per salire. In uno scarico sommerso, si muove solo per far passare l’acqua con maggiore energia cinetica, come accade nella vasca di depurazione inferiore di Suviana collegata alla condotta che sale in superficie fino al lago di Brasimone a pressione atmosferica. Esistono quindi ottime ragioni per costruire centrali idroelettriche senza il salto idraulico, soprattutto se si rinforza l’energia cinetica prodotta dalla pompa continuando ad alimentare il motore elettrico con l’energia prodotta dal generatore di corrente che sfrutta la pressione statica dell’aria compressa contenuta nell’autoclave che alimenta il generatore di energia mostrato nella figura sopra.
Il fatto che nella progettazione di questo impianto, entrato in funzione già nel 1970, i progettisti non abbiano considerato l’ingente costo economico derivante dal sollevamento dell’acqua dal bacino inferiore a quello superiore e che non abbiano previsto un’adeguata protezione contro il colpo d’ariete, può essere, di fatto, risolto trasformando la centrale idroelettrica con salto idraulico in una grande centrale idroelettrica sommersa, integrata con una centrale idroelettrica a compressione necessaria per l’avviamento iniziale e il consolidamento della pressione statica per l’intero processo, diventando, di fatto, un sistema combinato con carico idraulico pressurizzato in un recipiente aperto, non soggetto a disturbi di movimento variabili (colpo d’ariete) poiché l’intero sistema, fino al bacino di Brasimone, è sempre pieno d’acqua. L’energia cinetica che produce la corrente elettrica nell’alternatore si sviluppa solo nella sezione discendente della tubazione che alimenta il vaso di espansione, chiuso ma collegato all’atmosfera, immerso nel bacino di Suviana, dove si trova attualmente, ma ermeticamente coperto in modo tale che l’acqua possa risalire in superficie senza costi energetici grazie al principio dei recipienti comunicanti. L’acqua non viene sollevata contro la forza di gravità.
Questo sistema, modificato come descritto, rientra nella logica dell’energia fluida dinamica terrestre naturale, che è la stessa dei pozzi artesiani e dei vasi comunicanti che sfruttano la forza di gravità. Per chi scrive, la scienza deve servire a comprendere il funzionamento dei sistemi fluidodinamici ed elettromagnetici naturali della Terra, mentre la tecnologia deve servire a rafforzare i processi naturali per soddisfare la crescente domanda della popolazione mondiale. Le invenzioni dell’uomo non devono interferire con Dio, non per ragioni religiose, ma per ragioni scientifiche che ancora non comprendiamo appieno.
Isaac Newton diceva che ciò che conosciamo è una goccia, ciò che non conosciamo è un oceano. La presunzione della classe dominante degli ultimi centocinquant’anni ha spinto eccessivamente lo sviluppo scientifico e tecnologico, creando invenzioni incomplete che hanno capovolto ogni cosa, perché nessuno ha veramente compreso quali siano le reali fonti primarie di energia terrestre.
La scienza ha cercato queste fonti nel sottosuolo, nel calore, nel sole, nel vento, producendo energia fossile, nucleare, solare ed eolica. Purtroppo, come ho detto prima, nemmeno i grandi scienziati dell’inizio del XX secolo, tra cui Tesla ed Einstein, si sono resi conto che l’energia più economica e pulita è quella che la natura già ci fornisce e che è ovunque (almeno per me) e non costa nulla. Infatti, col senno di poi, oggi che sappiamo che l’energia elettrica terrestre naturale proviene dallo scambio ionico tra la superficie terrestre e la ionosfera, dovremmo evitare di produrre non solo CO2, ma anche vapore acqueo nell’atmosfera. Anche i tralicci ad alta tensione che trasportano l’elettricità dovrebbero essere eliminati. Tutto ciò che non esisteva nell’ambiente terrestre prima dello sviluppo industriale deve essere riprogettato e può essere realizzato con le soluzioni proposte dal sottoscritto, perché l’energia nel suo stato potenziale, grazie alla forza di gravità, è ovunque e quindi non abbiamo bisogno di trasportare l’energia sotto forma di gas, petrolio o persino elettricità. Se proprio vogliamo trasportare elettricità ad alta tensione dobbiamo usare cavi sotterranei. Perché tutto interferisce con il naturale scambio ionico tra la superficie terrestre e la ionosfera. L’attuale metodo che utilizziamo per produrre energia terrestre ha trasformato le piogge in tifoni e tempeste, e sta facendo scomparire la neve dai ghiacciai marini e dalle montagne. Le aree desertiche si stanno moltiplicando, soprattutto in Africa e in Asia, perché gli scienziati non hanno compreso che la natura ci ha offerto su un piatto d’argento la possibilità di estrarre energia pulita direttamente dall’ambiente terrestre, come ho descritto in recenti articoli:
111)19.12.2023 https://www.spawhe.eu/cop-28-science-has-not-understood-that-planet-earth-could-be-energetically-autonomous-without-fossil-fuels-and-nucleated-energy/ , https://www.spawhe.eu/cop-28-la-scienza-non-ha-compreso-che-il-pianeta-terra-potrebbe-essere-autonomo-energeticamente-senza-combustibili-fossili-ed-energia-nucleare/ ,
110) 26.11. 2023 https://www.spawhe.eu/cop-28-the-usual-conference-of-global-scientific-hypocrisy-like-the-twenty-seven-previous-cops/ , https://www.spawhe.eu/cop-28-il-solito-convegno-dellipocrisia-scientifica-mondiale-come-le-ventisette-cop-precedenti/
109) 03.11. 2023 https://www.spawhe.eu/from-the-theory-of-general-relativity-to-the-general-artificial-terrestrial-interactivity-unwanted-by-governments-and-multinationals/ , https://www.spawhe.eu/dalla-teoria-della-relativita-generale-alla-interattivita-generale-artificiale-terrestre-indesiderata-dai-governi-e-dalle-multinazionali/
108) 03. 09 2023 https://www.spawhe.eu/world-governments-that-reject-the-extraction-of-clean-energy-from-the-environment-reject-a-perennial-scientific-windfall-from-the-sky/, https://www.spawhe.eu/i-governi-mondiali-che-rifiutano-lestrazione-dellenergia-pulita-dallambiente-rifiutano-una-perenne-manna-scientifica- caduta-dal-cielo/
107) 21.06.2023 https://www.spawhe.eu/the-scientifically-disorganized-work-of-public-bodies-and-multinationals-of-planet-earth/ , https://www.spawhe.eu/il-lavoro-scientificamente-disorganizzato-degli-enti-pubblici-e-delle-multinazionali-del-pianeta-terra/
106) 24. 05. 2023 https://www.spawhe.eu/parliamo-delle-responsabilità-delle-alluvioni-e-di-altre-responsabilità-ancora-piu-gravi/ , https://www.spawhe.eu/lets-talk-about-the-responsibilities-of-floods-and-other-even-more-serious-responsibilities/
105) 12.05.2023 https://www.spawhe.eu/flying-containers-for-rescuing-migrants-and-extinguishing-fires-without-using-fuel/ , https://www.spawhe.eu/container-volanti-per-il-salvataggio-dei-migranti-e-per-spegnere-gli-incendi-senza-luso-di-combustibili/
104) 25.01.2023, https://www.spawhe.eu/science-and-politics-do-not-know-terrestrial-physics-and-the-scientific-organization-of-work/ , https://www.spawhe.eu/la-scienza-e-la-politica-non-conoscono-la-fisica-terrestre-e-l organizzazione-scientifica-del-lavoro/
Leggendo attentamente tutti gli articoli sopra riportati, dovrebbe emergere un modello di sviluppo completamente diverso da quello perseguito dalle attuali potenze mondiali, che continuano a produrre armi sempre più potenti e a competere commercialmente copiandosi e temendosi a vicenda, evitando un ragionamento imparziale quando si addentrano nei dettagli dei cicli fisici, chimici e biologici naturali e nell’organizzazione scientifica del lavoro industriale e ambientale. Avendo trascorso tutta la mia vita lavorativa installando sistemi progettati da altri, sia industriali che ambientali, da pensionato ho voluto provare la soddisfazione di progettarli virtualmente a modo mio. Non mi ha sorpreso il silenzio che ho raccolto. Sarebbe troppo presuntuoso attribuire grande onore a molti nemici. La verità è che non si sono nemmeno accorti delle soluzioni che propongo perché i potenti si temono e si copiano a vicenda e studiano solo strategie contro i loro avversari. Ciò non mi impedisce di insistere nel ripetere che la mia filastrocca di https://www.SPAWHE.eu li condanna tutti perché l’anergia è ovunque. Invece di costruire grandi centrali termoelettriche e nucleari, vaste distese di pannelli solari e turbine eoliche sparse ovunque, che richiedono il trasporto di energia ad alta tensione, la quale, come il vapore e la CO2, interferisce con il vero scambio di energia elettrica ed elettromagnetica con l’universo, noi progettisti e inventori del pianeta TERRA dovremmo semplicemente imparare a gestire le acque della Terra, che sono il vettore fisico ed elettromagnetico dell’energia terrestre alla temperatura terrestre. Nella seguente filastrocca SPAWHE, che ho già pubblicato in diversi articoli, si riassume la gravità dell’attuale situazione di una classe dirigente pubblica e privata che non affronta mai completamente i problemi ambientali e non si assume le responsabilità in modo collegiale. Di fronte a disastri ambientali in particolare, stanzia fondi per le riparazioni, senza mai cambiare radicalmente le soluzioni.
Ecco la filastrocca di Spawhe: https://www.spawhe.eu .
“La depurazione dell’energia fossile pubblicata su https://www.spawhe.eu, per essere efficiente, dovrebbe basarsi soprattutto sulla chimica inorganica in grado di assorbire CO2, producendo carbonati nell’acqua, in modo da contrastare l’acidificazione degli oceani e il riscaldamento globale. Per accelerare i processi e ridurre i costi energetici che avrebbero comportato la circolazione di grandissime quantità d’acqua necessarie a neutralizzare le grandissime quantità di CO2 emesse dalle attuali centrali termoelettriche e motori termici, si è gradualmente trasformata tecnologicamente in soluzioni di minore spazio sfruttando i principi di Pascal e Henry. Infatti, ho realizzato che sul pianeta Terra, tutte le attività che la natura produce attraverso la chimica organica e inorganica, la fotosintesi e il ciclo del carbonio possono essere aumentate in velocità senza bisogno di utilizzare energia termica, nucleare e attuali rinnovabili. È sufficiente solo aumentare le pressioni operative dei sistemi, modificare le pompe di circolazione e far funzionare le macchine in modo diverso. Infatti, i sistemi interattivi naturali espellono, con i tempi richiesti dalla natura, gli elementi estranei ai cicli naturali, dovuti a fenomeni inquinanti accidentali, tra cui l’inquinamento diretto e effetti termici indiretti dovuti a eruzioni vulcaniche, a incendi naturali che sono sempre esistiti sul pianeta. Le attuali attività industriali dell’uomo hanno moltiplicato esponenzialmente gli elementi estranei ai cicli naturali, quindi la natura non è più in grado di ripristinare gli equilibri interattivi. Ovviamente, questa è la mia verità e nell’intero sito web spiego come, a mio parere, avremmo dovuto creare impianti globali che purificassero sia i fumi che l’acqua allo stesso tempo prima che andassero a inquinare i suoli, i fiumi, i laghi e i mari. Non avendolo fatto in nessun paese del mondo, non è stato possibile far progredire lo stato dell’arte della purificazione per renderlo noto ad altri paesi. Pertanto, non si è verificato alcun progresso nello stato dell’arte della purificazione globale. Di conseguenza, non è stato nemmeno possibile notare che le pompe di circolazione dell’acqua, se le facciamo funzionare nella direzione della forza gravitazionale, mettendole in serie con le turbine, potremmo estrarre l’energia direttamente dall’ambiente. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile realizzare che le pompe di circolazione dell’acqua, se oltre a farle pompare nella direzione della forza gravitazionale forza gravitazionale, li modifichiamo sul lato di aspirazione e li rendiamo un altro ingresso chiaramente separato da quello principale fino alla stessa girante, possiamo sempre usare la stessa acqua per creare energia perché usiamo un’alimentazione per riciclare l’acqua dal bacino superiore e l’altra alimentazione per introdurre nella stessa girante l’acqua scaricata da una turbina alimentata dall’acqua che cade dallo stesso bacino superiore. Non avendo fatto ciò, non era possibile pensare che sostituendo il bacino superiore con un’autoclave pressurizzata con aria compressa,Partendo dal presupposto che utilizziamo una turbina collegata all’uscita dell’autoclave, possiamo recuperare l’acqua drenata dalla turbina e reintrodurla nell’autoclave, la cui acqua pressurizzata viene riciclata con la stessa girante della pompa tramite la seconda alimentazione. In questo modo, con la stessa acqua e la stessa aria compressa, avremmo prodotto un generatore di corrente che estrae energia dall’ambiente, con dimensioni piuttosto ridotte. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile ridurre ulteriormente le dimensioni di questo generatore di corrente aumentando la pressione di esercizio dell’autoclave per poterlo montare su auto, camion e trattori agricoli. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile pensare che le dimensioni complessive potessero essere ulteriormente ridotte utilizzando pompe sommergibili come turbine montate direttamente in tubi cilindrici che fungerebbero da autoclavi. Pertanto, questi gruppi potrebbero essere utilizzati per essere inseriti direttamente nei pozzi per sollevare l’acqua e allo stesso tempo ossigenare le falde acquifere che oggi sono inquinate da fertilizzanti agricoli, erbicidi, pesticidi e coliformi fecali. In realtà, sappiamo che parte dell’aria che pressurizza l’autoclave si dissolve nell’acqua secondo il principio di Henry, purificandola gratuitamente. Non avendo ancora fatto ciò, non era possibile pensare che le dimensioni complessive potessero essere ulteriormente ridotte. Addirittura miniaturizzando il sistema, invece di purificare l’acqua dei pozzi, si potrebbe purificare il sangue umano, posizionando due piccole autoclavi una accanto all’altra che sostituirebbero i ventricoli destro e sinistro, creando cuori artificiali energeticamente autonomi che alimenterebbero il circuito sistemico che ossigena il cervello e i polmoni per prolungare la vita dell’uomo. Non avendo ancora fatto ciò, non era possibile pensare che alle autoclavi cilindriche pressurizzate si potesse incorporare un cilindro esterno contenente acqua a pressione atmosferica, all’esterno del quale delle guide scorrevoli di magneti permanenti montate su catene di trasmissione azionate da motori potrebbero essere elettrificate a velocità di rotazione variabile, producendo un flusso elettromagnetico di intensità variabile che a sua volta genererebbe correnti indotte in un solenoide esterno allo stesso serbatoio d’acqua. Pertanto, in questo serbatoio potremmo produrre una forza di spinta elettromagnetica lineare secondo la legge di Lorentz alla temperatura ambiente, senza carburante che potrebbe essere aggiunto alla spinta di reazione di Newton che sarebbe prodotta da eliche azionate da motori elettrici sempre comandati da generatori di corrente che producono l’energia idroelettrica primaria, alimentata da pompe sommergibili utilizzate come turbine poste all’interno dei serbatoi centrali. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile sostituire gli attuali turboventole termici degli aerei per viaggiare nell’atmosfera e nello spazio con energia estratta direttamente dall’ambiente, non è stato possibile creare auto volanti, né sottomarini che si muovono con lo stesso sistema senza carburante.Non era possibile far viaggiare le navi senza carburante, né installare lo stesso sistema per creare barriere mobili in mare per difenderci dalle mareggiate. Non era nemmeno possibile pensare che nei viaggi spaziali del futuro si potesse aggiungere ai motori lineari globali un tunnel esterno in acciaio collegato a una turboventola, dove si sarebbe creato un vuoto superiore a quello dello spazio circostante, e collegare questo tunnel con una piccola pompa a vuoto a un serbatoio di addensamento delle polveri catturate, che sarebbe stato svuotato periodicamente per far entrare l’aria atmosferica che avrebbe alimentato un filtro elettrostatico che avrebbe recuperato le polveri che sarebbero state utilizzate insieme alle altre invenzioni interattive di purificazione e impianti energetici descritte sul sito web https://www.spawhe.eu per permettere agli esseri umani di sopravvivere nello spazio senza subire danni fisiologici dovuti all’assenza di pressione atmosferica, gravità, risorse alimentari e materie prime per costruire pezzi di ricambio per le macchine necessarie alla sopravvivenza nello spazio. In realtà, l’aria e l’acqua atmosferiche riempiranno i vagoni spaziali pieni di esseri umani e saranno riciclate all’infinito, opportunamente reintegrate con fotosintesi artificiale e ciclo del carbonio, mentre la gravità generale sarà rafforzata, diventando molto simile a quella terrestre, polarizzando elettrostaticamente i percorsi dell’aria atmosferica condizionata e dell’acqua riciclata negli impianti idroelettromagnetici compressi, interattivi, energetici e di purificazione, ancora sconosciuti alla scienza terrestre. La scienza attuale ha dimenticato che l’energia primaria della fluidodinamica è prodotta dalla portata per la pressione e la densità del fluido stesso. Pertanto, la soluzione migliore per produrre energia pulita a basso costo e in quantità infinite è: utilizzare aria compressa come fonte di energia (che non viene consumata) e acqua come vettore energetico (che con l’uso di nuove pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, può riciclarla indefinitamente sfruttando la massima pressione dell’aria compressa e la massima densità dell’acqua allo stesso tempo. Nella semplice formula dell’energia fluidodinamica menzionata sopra. Non è necessaria alcuna fonte di calore. Questo è il più grande errore nella scienza mondiale perché l’acqua non è solo il miglior vettore di energia fisica e idraulica, è anche il miglior vettore elettromagnetico, avendo la naturale capacità di ionizzarsi in ioni (H+) e (OH-). Questa capacità le è stata data direttamente dalla natura, cioè da DIO. Escludere l’acqua dalla produzione di energia significa escludere la vita fisica, chimica, biologica e neurologica, soprattutto produrre energia fredda. Tanto che tra le invenzioni del sottoscritto c’è anche il cuore artificiale che ossigena il sangue umano, che potrebbe prolungare la vita umana di diverse centinaia di anni. Ovviamente, insieme ad altre invenzioni parallele nel campo della medicina, della robotica, dell’intelligenza artificiale, che devono ancora essere sviluppate. Ma l’aria e l’acqua, che sono fondamentali,Sono doni gratuiti della Natura e il cuore artificiale, almeno come progetto, è offerto gratuitamente dal sottoscritto, che non ha trovato finanziatori. Credo che il cuore artificiale che ossigena il sangue non sia stato finanziato dall’attuale classe dirigente perché, se funziona, dimostra che gli uomini hanno commesso errori nelle invenzioni più importanti per la sopravvivenza della natura e del genere umano, solo per accumulare denaro.
Ho voluto scrivere questo articolo perché il disastro della centrale idroelettrica di Bargi mi ha permesso di elaborare nuove idee per l’idrologia del futuro, che è ancora agli albori del suo potenziale. Infatti, oltre a quelle già comunicate e ignorate dalla comunità scientifica mondiale, da questa pubblicazione emerge che i salti idraulici, naturali o artificiali, possono essere rinforzati a valle con un sistema idroelettrico a compressione e un serbatoio di espansione a bassa pressione per riportare l’acqua, senza costi energetici, al bacino superiore o ad altri bacini idrografici per usi agricoli e industriali, lasciando i corsi d’acqua liberi di far fronte a possibili disastri alluvionali. Questa opportunità si aggiunge alle altre soluzioni già comunicate, come quella dell’idroelettrico a compressione sommerso per i pozzi, che permetterebbe di ossigenare l’acqua senza costi energetici anche nelle falde acquifere, che come sappiamo sono inquinate da fertilizzanti chimici e rifiuti urbani e industriali non trattati. Non dimentichiamo che la soluzione studiata per i pozzi, poi non realizzata a causa della sua particolare forma allungata, ha anche permesso di sviluppare il meraviglioso progetto del cuore artificiale ossigenatore di sangue umano e i motori lineari globali che, con dimensioni ridotte, potrebbero sommare la spinta di Newton e di Lorentz, cosa che sulla Terra non è mai stata fatta in impianti mobili capaci di rimanere nell’atmosfera e nello spazio in tre dimensioni, sempre senza carburante né energia nucleare. Da che parte sta la scienza mondiale che non ha mai speso un euro per verificare queste invenzioni?