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La possibile e scientifica neutralizzazione del riscaldamento globale attraverso il ciclo energetico e di depurazione dell’acqua.

Pubblico questo articolo molto ottimista sette anni dopo la pubblicazione del mio articolo intitolato “La bufala della lotta contro il riscaldamento globale”, che riporto integralmente, essendo uno degli articoli più brevi che abbia mai scritto: link https://www.spawhe.eu/it/the-hoax-of-the-fight-against-global-warming/ pubblicato il 13.02.2017.

Il riscaldamento globale è una bufala? Secondo il presidente americano Trump e i suoi consiglieri, la risposta è sì. Per la maggioranza scientifica mondiale, il riscaldamento è reale. Per chi scrive, tuttavia, per quanto possa sembrare impossibile, data l’enorme quantità di figure scientifiche, politiche, tecniche ed economiche coinvolte, la vera bufala è la lotta contro il riscaldamento globale, condotta dagli organismi istituzionali mondiali, prima e dopo il Protocollo di Kyoto. In realtà, esistono precise responsabilità scientifiche, tecniche, economiche e legislative per le scelte che hanno portato al riscaldamento globale, poiché tutti i sistemi di depurazione e di produzione energetica sono stati errati fin dall’avvento dell’era industriale. Il riscaldamento globale è diventato reale, perché nessuno ha applicato l’organizzazione del lavoro industriale all’ambiente e alla produzione di energia per pulire l’energia fossile attraverso uno studio razionale della DISPOSIZIONE del territorio, che avrebbe portato alla purificazione congiunta di acqua e aria in impianti più piccoli ma più completi disposti diversamente sul territorio che avrebbero prodotto un’energia interattiva e rispettosa dell’ambiente, di tipo biologico, accanto a quella fossile, proprio per chiudere i cicli inorganici che producono CO2, SOx e NOx, quelli fisici, che producono polveri sottili, e quelli biologici e di chimica organica, in impianti comuni, definiti dai sottoscritti impianti sinergici globali (https://www.spawhe.eu/energy-right-at-the-right-time/, https://www.spawhe.eu/european-environmental-competition/, https://www.spawhe.eu/the-role-of-biological-energy/I silenzi accumulati, a livello globale, dal progettista di queste soluzioni sulla depurazione dell’energia fossile, che avrebbe prodotto, persino acqua alcalina, consumando la CO2 in serre calcaree con pioggia artificiale, hanno portato il progettista stesso ad approfondire il tema dell’energia interattiva anche in un’altra direzione, che si è rivelata ancora più efficiente, che enti pubblici e privati ​​in tutto il mondo non hanno mai indagato dall’avvento dell’era industriale. Infatti, al mondo è mancato l’uovo di Colombo in termini di energia, che ci permetterebbe di produrre energia pulita ventiquattro ore su ventiquattro e trecentosessantacinque giorni all’anno, con qualsiasi clima e temperatura (anche ai poli nord e sud), nei nostri appartamenti, nei pozzi, nei fiumi e nei laghi e sui mezzi di trasporto, senza carburante e senza pannelli solari. Il sistema si chiama energia idroelettrica pressurizzata con riciclo dell’acqua. Si basa principalmente sulla “comprimibilità” dell’aria e sulla “non comprimibilità dell’acqua”. Nella versione con una minore quantità di acqua che può essere utilizzata per produrre energia in un appartamento o su un’auto per sostituire il motore termico. Occorrente: un serbatoio d’acqua pressurizzato con aria compressa, una valvola motorizzata all’uscita dell’acqua che alimenta una turbina, un serbatoio a pressione atmosferica che raccoglie l’acqua scaricata dalla turbina, una pompa elettrica di nuova concezione con doppia alimentazione separata fino alla girante, completa di tubazioni di alimentazione e valvole di non ritorno, con la mandata collegata all’ingresso dell’acqua nel serbatoio pressurizzato e le due aspirazioni collegate rispettivamente alle uscite dell’acqua del serbatoio aperto e di quello pressurizzato. Pertanto, l’alimentazione collegata al serbatoio aperto permette all’acqua scaricata dalla turbina di rientrare nella pompa di ricircolo con la doppia alimentazione separata, mentre l’alimentazione collegata al serbatoio pressurizzato ricicla l’acqua al suo interno, bilanciando la pressione idrostatica in aspirazione e mandata della pompa e consentendo quindi l’ingresso di acqua esterna nella girante della pompa e nel circuito di ricircolo pressurizzato. Ma, poiché il serbatoio pressurizzato è già pieno d’acqua e aria compressa ai livelli massimi, allo stesso tempo, la stessa quantità di acqua che entra dall’esterno viene espulsa dal cuscino d’aria compressa attraverso un’altra uscita, producendo nuova energia nella turbina. Solo l’energia viene consumata per far circolare l’acqua con un assorbimento di energia molto basso all’interno del volume d’acqua accumulato senza dover vincere la pressione dell’aria compressa sull’acqua perché né il volume dell’acqua né la pressione dell’aria compressa. Tuttavia, l’acqua espulsa dal cuscino d’aria produce energia nella turbina in una quantità proporzionale alla portata e alla pressione dell’aria compressa. Supponendo di avere un piccolo sistema domestico pressurizzato a 4,0 bar con una portata di 7,5 L/s,Utilizzando una pompa di ricircolo monostadio a doppio combustibile DN65 e una pompa multistadio utilizzata come turbina della stessa portata, si ottiene una produzione di energia nell’alternatore accoppiato alla turbina da 1,76 kW, prodotta dalla forza del cuscino d’aria, senza espansione, che rilascia l’acqua a una pressione di 4 bar. Il consumo energetico del sistema, pari a 0,183 kW, è dovuto unicamente al funzionamento della pompa elettrica di ricircolo dell’acqua. Pertanto, il rapporto tra energia spesa e consumata è pari a 9,61 (1,76 / 0,183). Questi sistemi non sono mai stati realizzati in nessuna parte del mondo, perché: 1) non esistono pompe con doppia alimentazione elettrica separata (sono state brevettate solo dal sottoscritto); 2) gli attuali sistemi ad autoclave non funzionano con l’acqua che circola in un senso senza espandere il cuscino d’aria, ma funzionano espandendo e comprimendo il cuscino d’aria con l’acqua che entra ed esce dal serbatoio; 3) non sono mai state realizzate centrali idroelettriche con ricircolo istantaneo dell’acqua, con pompe e turbine nello stesso impianto. Se utilizziamo lo stesso sistema (DN 65 e 7,5 L/s) per sostituire il motore a combustione di un’auto, ma con una pressione di 40 bar, avremo una produzione di energia dieci volte superiore (17,6 kW) con un consumo di energia pressoché identico (0,366 kW), pertanto il rapporto tra l’energia spesa e quella consumata risulterà pari a 48,08 (17,6 / 0,366). Considerando che l’efficienza media del motore termico montato sull’auto è pari a circa il 35% del potere calorifico inferiore del combustibile, possiamo ottenere un rapporto di convenienza tra un motore idroelettrico a compressione e un motore termico pari a 137,39 (48,08 / 0,35). Questo rapporto di convenienza non tiene conto del costo dei combustibili, della maggiore complessità dei sistemi di riscaldamento, dei costi per la filtrazione dei fumi, ecc.Pertanto, il rapporto tra l’energia spesa e quella consumata risulta pari a 48,08 (17,6 / 0,366). Se consideriamo che l’efficienza media del motore termico montato sull’auto è pari a circa il 35% del potere calorifico inferiore del combustibile, possiamo ottenere il rapporto di convenienza tra un motore idroelettrico a compressione e un motore termico, che è pari a 137,39 (48,08 / 0,35). Questo rapporto di convenienza esclude il costo dei combustibili, la maggiore complessità dei sistemi di riscaldamento, i costi per la filtrazione dei fumi, ecc.Pertanto, il rapporto tra l’energia spesa e quella consumata risulta pari a 48,08 (17,6 / 0,366). Se consideriamo che l’efficienza media del motore termico montato sull’auto è pari a circa il 35% del potere calorifico inferiore del combustibile, possiamo ottenere il rapporto di convenienza tra un motore idroelettrico a compressione e un motore termico, che è pari a 137,39 (48,08 / 0,35). Questo rapporto di convenienza esclude il costo dei combustibili, la maggiore complessità dei sistemi di riscaldamento, i costi per la filtrazione dei fumi, ecc. Tuttavia, l’acqua espulsa dal cuscino d’aria produce energia nella turbina in una quantità proporzionale alla portata e alla pressione dell’aria compressa. Ipotizzando un piccolo impianto domestico pressurizzato a 4,0 bar con una portata di 7,5 l/s, una pompa di ricircolo monostadio a doppio combustibile DN65 e una pompa multistadio utilizzata come turbina della stessa portata, avremo una produzione di energia nell’alternatore accoppiato alla turbina da 1,76 kW, prodotta dalla forza del cuscino d’aria, senza espansione, che rilascia l’acqua a una pressione di 4 bar. Il consumo energetico del sistema, pari a 0,183 kW, è dovuto unicamente al funzionamento della pompa elettrica di ricircolo dell’acqua. Pertanto, il rapporto tra energia spesa e consumata è pari a 9,61 (1,76 / 0,183). Questi sistemi non sono mai stati costruiti in nessuna parte del mondo, perché: 1) non esistono pompe con doppia alimentazione separata (sono state appena brevettate dal sottoscritto); 2) Gli attuali sistemi di autoclave non funzionano con l’acqua che circola in una sola direzione senza espandere il cuscino d’aria, ma funzionano espandendo e comprimendo il cuscino d’aria con l’acqua che entra ed esce dal serbatoio; 3) Le centrali idroelettriche non sono mai state costruite con riciclo istantaneo dell’acqua, con pompe e turbine nello stesso impianto. Se utilizziamo lo stesso sistema (DN 65 e 7,5 L/s) per sostituire il motore a combustione di un’auto ma con una pressione di 40 bar, avremo una produzione di energia dieci volte superiore (17,6 kW) con un consumo di energia quasi identico (0,366 kW), quindi il rapporto tra l’energia spesa e quella consumata diventa pari a 48,08 (17,6 / 0,366). Se consideriamo che l’efficienza media del motore termico montato sull’auto è circa il 35% del potere calorifico inferiore del combustibile, possiamo ottenere il rapporto di convenienza tra un motore idroelettrico a compressione e un motore termico, che è pari a 137,39 (48,08 / 0,35). Questo indice di convenienza esclude il costo dei combustibili, la maggiore complessità degli impianti di riscaldamento, i costi per la filtrazione dei fumi, ecc.

Pertanto, il rapporto costi-efficacia effettivo tra energia fossile ed energia idroelettrica pressurizzata può addirittura raddoppiare. Ma l’uovo di piccione energetico è anche un uovo di piccione purificante, perché l’acqua che passa attraverso i serbatoi pressurizzati con aria compressa assorbe l’ossigeno contenuto nell’aria in proporzione alla pressione di esercizio, secondo le ben note leggi di Dalton e di Henry. Quindi, quando l’acqua viene scaricata dalla turbina in un bacino o pozzo contenente acqua inquinata a pressione atmosferica, l’ossigeno trasportato dall’acqua pressurizzata ossida anche l’acqua del bacino o del pozzo inquinato. Inoltre, questo metodo di produzione di energia, quasi nullo, può creare piogge artificiali su materiali calcarei in serre chiuse per rimuovere la CO2 dall’ambiente. La situazione è paradossale anche dal punto di vista legislativo, perché il legislatore ha accorpato sia la proprietà intellettuale che quella industriale ai brevetti. Pertanto, l’inventore privato che ha ideato queste soluzioni, che non può permettersi i diritti di proprietà industriale, non viene nemmeno riconosciuto come titolare di diritti di proprietà intellettuale se non è in grado di vendere i brevetti al miglior offerente. Ma gli enti pubblici non acquistano brevetti da privati, al contrario li vendono anche alle multinazionali, le quali a loro volta non li acquistano perché gli enti pubblici dovrebbero prima modificare i regolamenti. Nel frattempo, l’inventore deve pagare le tasse di deposito come se fosse un industriale, non un inventore. Tutto ciò accade mentre gli enti pubblici globali, rimanendo in silenzio, commettono il gravissimo reato di omissione di un atto ufficiale previsto dagli articoli 1, 2, 15, 48, 54, 58 del “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti”, firmato da quasi tutti i centonovantasei Stati sovrani, alle Nazioni Unite stesse nel 2001, proprio per prevenire e punire gravi crimini ambientali con effetti internazionali.

Quali sono i progetti fallimentari che gli enti pubblici globali e le multinazionali non vogliono cambiare con la complicità dei legislatori? E, a volte, persino con la complicità di finte opposizioni governative? Che, non sapendo pianificare, non sono nemmeno in grado di lottare per soluzioni realmente alternative. Devono accontentarsi del male minore offerto dallo stato dell’arte, che è sempre nelle mani di coloro che, in un modo o nell’altro, non solo hanno riscaldato il pianeta, ma hanno anche danneggiato l’economia di tutti i paesi, costringendoli a pagare per combustibili inefficienti e tecnologie inutili. Per chi scrive, il regime brevettuale deve continuare a esistere per garantire l’originalità globale delle invenzioni, ma le invenzioni di pubblica utilità devono essere rese accessibili a tutte le imprese pubbliche e private. Ovviamente, gli inventori privati ​​che si occupano di tali problemi non devono pagare le tasse degli industriali, ma quelle pagate da musicisti e scrittori, ricevendo solo il diritto d’autore dovuto alla proprietà intellettuale. Oggi, tuttavia, accade che gli inventori siano costretti a pagare le tasse degli industriali, mentre gli enti pubblici e le multinazionali ignorano le invenzioni, e i legislatori, le Nazioni Unite e l’opposizione non intervengono. Pertanto, il riscaldamento globale, che è un colossale problema reale, i gestori pubblici e privati ​​mondiali dell’ambiente e dell’energia vogliono combattere con una colossale bufala creata da scienziati, tecnici e legislatori, che non hanno saputo o voluto pianificare e legiferare a livello globale, come si potrebbe e si può ancora fare, senza formule segrete, secondo https://www.spawhe.eu, che è solo il sito web di un pensionato squattrinato, che ha anche dovuto indebitarsi per pagare tasse non dovute, per dimostrare, attraverso brevetti, archiviati su siti come https://worldwide.espacenet.com/?locale=en_EP, che nessuno ha mai cercato queste soluzioni logiche, energetiche e di tutela ambientale in centocinquanta anni di sviluppo industriale. È folle pretendere il pagamento delle tasse di deposito e mantenimento dei brevetti da inventori privati, che al massimo lottano solo per ottenere il riconoscimento della proprietà intellettuale dei brevetti. Se i legislatori si fossero comportati allo stesso modo nei confronti di scrittori e musicisti, la cultura non esisterebbe nemmeno, perché scrittori e musicisti dovrebbero pagare le tasse prima di trovare editori o case discografiche. In realtà, oggi la cultura, fortunatamente, esiste, mentre la tutela dell’ambiente e l’energia sostenibile non esistono in nessun luogo del mondo. Questo è dovuto al fatto che la cultura, limitandosi alla sola diffusione delle parole, non sposta molta ricchezza, mentre le energie alternative, le idee industriali e di purificazione porterebbero inevitabilmente a una distribuzione più equa della ricchezza globale. Questo dovrebbe essere compreso dall’opposizione mondiale. Ma come possono comprenderlo se i cervelli migliori, le multinazionali, li prelevano direttamente dalle università prima che imparino a pensare con la propria testa, mentre coloro che vincono i concorsi pubblici,Nonostante siano valide, queste idee non saranno mai messe nelle condizioni di combattere contro il sistema che le alimenta e le sostiene? Ecco perché le organizzazioni internazionali e nazionali temono soprattutto le idee semplici e innovative che, sorprendentemente, possono provenire solo da piccoli inventori privati. Se non fosse così, gli inventori privati ​​non sarebbero soggetti alle vessazioni legislative internazionali. Se non fosse così, qualcuno al mondo si renderebbe conto che le attuali energie rinnovabili hanno già decenni e che i brevetti sui principi su cui si basano sono in gran parte scaduti. In assenza di idee veramente innovative, la competizione si limita al miglioramento tecnologico, per avvicinarsi il più possibile al costo dell’energia fossile. Ma questo miglioramento avviene grazie agli incentivi pubblici. Se queste energie si basassero su principi di efficienza energetica, già sulla carta avrebbero dimostrato un’efficienza che, secondo le numerose applicazioni pubblicate dal sottoscritto, nell’energia idroelettrica compressa, è invece decine o centinaia di volte superiore a quella dei combustibili fossili. Dov’è la scienza? Soprattutto quella pubblica, finanziata dai cittadini del mondo, che non risponde? Lasciare la patata bollente nelle mani di politici, economisti e legislatori che non sanno come comportarsi?

Dopo la pubblicazione del mio ultimo articolo dal titolo “Parliamo scientificamente della tragedia della centrale idroelettrica di Bargi” (https://www.spawhe.eu/it/let’s talk scientifically about the tragedy of the Bargi hydroelectric power plant/) ho trovato online il seguente articolo dal titolo “L’idroelettrico senza acqua ottiene il primo via libera” estratto dalla rivista “rinnovabili.it” (https://www.rinnovabili.it/energia/idroelettrico/idroelettrico-senza-acqua-via-libera/amp/). Dato che non è un articolo lungo, mi prendo la libertà di pubblicarlo integralmente:

Di cosa si tratta? Di un sistema di accumulo di energia basato sul pompaggio e sui gradienti, simile ai sistemi idroelettrici a ciclo chiuso, ma che utilizza un fluido ad alta densità al posto dell’acqua.

Grazie a un accordo con la società mineraria Sibelco, RheEnergise si sta preparando a costruire il primo impianto dimostrativo idroelettrico HD da 500 kW. Il sito prescelto? Una miniera di caolino a Cornwood, nel Devon (Inghilterra), dove l’impianto supporterà le attività minerarie di Sibelco nei momenti di maggiore domanda di energia, contribuendo così agli sforzi di decarbonizzazione degli impianti dell’azienda.

Come funziona l’impianto idroelettrico senza acqua HD Hydro?

Analogamente ai tradizionali impianti idroelettrici, la centrale RheEnergise utilizza due serbatoi a diverse altezze, uno a monte e uno a valle, sfruttando i picchi di consumo elettrico della rete per spostare l’acqua dal serbatoio inferiore a quello superiore. Successivamente, in caso di aumento della domanda di energia elettrica, l’acqua viene rilasciata e inviata alle idroturbine situate a valle. A differenza dell’idroelettrico classico, che richiede grandi dislivelli, HD Hydro si adatta anche a piccoli dislivelli, funzionando perfettamente anche in presenza di colline anziché di montagne.

Il segreto? HD Fluid R-19, un fluido “high-tech” brevettato, 2,5 volte più denso dell’acqua. Questo significa anche, spiega la startup, “che i progetti possono essere 2,5 volte più piccoli a parità di potenza”, offrendo “enormi opportunità di risparmio”. RheEnergy afferma infatti che il costo è inferiore a quello delle batterie agli ioni di litio di grandi dimensioni, e ovviamente non presenta problemi di perdita di efficienza o degrado delle prestazioni.

Lo stabilimento nel Devon

Il progetto idroelettrico senza acqua di Cornwood ha ricevuto il supporto del programma di dimostrazione per l’accumulo di energia a lungo termine del governo britannico, nonché quello del Consiglio della contea di Devon, che ha dato il via libera all’iniziativa. I lavori di costruzione inizieranno a breve e la messa in funzione è prevista per settembre 2024. Una volta a pieno regime, l’impianto fornirà una potenza di picco di 500 kW, supportando le attività minerarie di Sibelco.

“Il dimostratore rappresenta un progetto pionieristico per il settore dello stoccaggio a lungo termine e ci metterà in una posizione di forza per realizzare progetti su scala commerciale in questo paese e all’estero”, ha commentato Stephen Crosher, CEO di RheEnergise. “La nostra tecnologia suscita interesse a livello globale, persino in Australia e Cile. Vorremmo avere il nostro primo progetto da 10 MW su scala di rete operativo entro due anni.”

Le mie osservazioni su questo progetto.

Con tutto il dovuto rispetto per gli inventori del fluido HD R-19, anche queste nuove centrali idroelettriche senza acqua sono una mezza bufala, così come l’intera lotta contro il riscaldamento globale, già pubblicata dal sottoscritto e riportata sopra, che vede la complicità di governi e multinazionali globali, a prescindere dal colore politico. Il vero problema energetico è ben più serio e non si risolve con un semplice liquido più pesante dell’acqua. Si tratta di una questione scientifica, tecnologica e organizzativa di natura industriale e ambientale, che deve essere affrontata a livello internazionale poiché riguarda l’immediato futuro sviluppo globale, che a sua volta coinvolge tutte le attività umane, senza eccezioni.

La soluzione, che utilizza un liquido diverso dall’acqua naturale, non può essere condivisa nella progettazione di centrali idroelettriche pubbliche, poiché, da quanto descritto in precedenza, l’impianto che sta per essere messo in funzione a Cornwood, nella contea del Devon, con il supporto del governo britannico, non è diverso dalla centrale idroelettrica di Bargi, entrata in funzione nel lontano 1975 e distrutta a causa di un probabile colpo d’ariete nell’aprile 2024 durante la fase di sollevamento del fluido energetico (acqua) al bacino superiore per recuperare l’energia potenziale del fluido stesso. Aumentando la densità del fluido energetico di 2,5 volte, aumenta anche il dispendio energetico per il sollevamento del liquido e il rischio di distruggere la centrale a causa di un’interruzione accidentale della corrente elettrica e del conseguente colpo d’ariete.

 Per evitare di sperimentare le soluzioni proposte dal sottoscritto nel 2014 e nel 2015, relative all’energia idroelettrica sommersa e compressa, la scienza terrestre preferisce affidarsi ai picchi di corrente della rete per spostare l’acqua dal bacino inferiore a quello superiore. Questi picchi di corrente non sono affidabili perché, nel caso delle centrali idroelettriche, si tratta sempre di impianti che richiedono centinaia di megawatt di potenza. Basti pensare che la centrale idroelettrica di Bargi, in Italia, aveva una potenza installata totale di 330 megawatt. Assorbire questa potenza da una rete elettrica esterna equivale ad affidarsi alla fortuna. Se la tensione di rete cala, i cavi elettrici si surriscaldano e possono addirittura fondersi, bloccando immediatamente il sollevamento di centinaia di metri cubi d’acqua al secondo (nella centrale di Bargi, in Italia, la portata era di 106,4 m³/sec).

Normalmente, le centrali idroelettriche che sfruttano il dislivello idraulico unidirezionale non necessitano di protezione contro il colpo d’ariete. Se, tuttavia, intendono recuperare l’acqua o il fluido energetico, devono essere progettate diversamente, con una propria fonte di energia. Il colpo d’ariete derivante dal ritorno dell’acqua può distruggere l’intera centrale, come accaduto a Bargi, in Italia. Anche con un sistema energetico autonomo è necessario prevedere un numero sufficiente di serbatoi pressurizzati con aria compressa per prevenire i danni da colpo d’ariete, a maggior ragione se non si utilizza acqua ma un liquido 2,5 volte più denso dell’acqua, come il fluido HD R-19. In ogni caso, non è conveniente produrre energia in centrali idroelettriche con un liquido estraneo al ciclo naturale dell’acqua, che certamente comporta costi di produzione industriale e può sempre fuoriuscire dal circuito causando danni ambientali, a seconda della composizione chimica del liquido brevettato. Ma ci sono anche altre ragioni scientifiche, perché l’acqua terrestre non è un liquido qualsiasi che può essere facilmente prodotto in un ambiente diverso dalla Terra: è un liquido interattivo dal punto di vista fisico, chimico ed elettromagnetico. Con i sistemi proposti dai sottoscritti avremmo potuto avere una distribuzione capillare dell’acqua a livello industriale, urbano e agricolo, che ci avrebbe permesso di estrarre energia dall’ambiente in loco senza reti di distribuzione elettrica, reti del gas, pannelli solari o turbine eoliche. Ogni mezzo di trasporto e di lavoro avrebbe potuto disporre di un proprio generatore idroelettromagnetico a compressione che, in questo caso, avrebbe potuto far circolare il fluido HD R-19 al posto dell’acqua, senza creare alcun problema ambientale e con costi energetici pari a zero.

Pertanto, la mia critica non è rivolta all’invenzione del fluido HD R-19, ma all’uso che se ne vuole fare. Che potrebbe essere limitato ai futuri mezzi di trasporto e al lavoro in cicli chiusi a freddo che non potrebbero produrre inquinamento. Inoltre, questo liquido avrebbe comunque un costo superiore all’acqua, che con la soluzione proposta dal sottoscritto nella centrale elettrica di Bargi, con l’accoppiamento della centrale idroelettrica sommersa, viene compressa, possiamo produrre una prevalenza idraulica molto elevata senza bisogno di utilizzare alcun liquido pesante, perché l’energia è prodotta da aria compressa utilizzata staticamente, grazie all’invenzione della pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, che la scienza mondiale, composta da un milione di dipendenti, ha finto di non capire, insieme ai propri datori di lavoro.

Come ho dimostrato nelle numerose pubblicazioni reperibili online e in particolare sul mio sito web https://www.spawhe.eu, dopo la pubblicazione dell’articolo fasullo sulla lotta al riscaldamento globale, ho continuato a fare ricerche su questo argomento e ho capito che l’acqua naturale non è solo un vettore di energia, ma anche un vettore elettromagnetico grazie alla sua naturale capacità di auto-incapsularsi in ioni H+ e OH-, che non devono essere sprecati. Infatti, per progettare razionalmente gli impianti umani, soprattutto quelli energetici, noi terrestri dobbiamo eliminare le attuali reti di distribuzione di energia elettrica ad alta tensione su tralicci in tutto il pianeta, che insieme al vapore e alla CO2 prodotti dalle centrali termiche e nucleari interferiscono con il naturale scambio ionico tra la ionosfera e la superficie terrestre, che rappresenta la vera fonte di energia elettrica ed elettromagnetica sul pianeta Terra.

È davvero strano che la scienza pubblica, in particolare la meteorologia, che conosce questo argomento meglio di me, taccia su questo tema e non abbia prodotto invenzioni per lo sfruttamento scientifico razionale delle proprietà dell’acqua. Soprattutto, tace sulle invenzioni del sottoscritto, che, come Don Chisciotte, è stato lasciato solo, senza i mezzi per combattere le accuse di perpetuo movimento degli uffici brevetti e per pagare le tasse di deposito e mantenimento di soluzioni di pubblica utilità che dovrebbero essere esenti da qualsiasi onere. Anzi, queste invenzioni sono state addirittura ignorate e ostacolate nei paesi della NATO e comunisti, che competono per accaparrarsi ogni fonte di energia sotterranea, scartando a priori ciò che la natura offre gratuitamente: acqua, aria e forza di gravità.  

Le caratteristiche di comprimibilità dell’aria atmosferica, già compressa a una pressione di un bar dalla forza di gravità, hanno permesso al sottoscritto di inventare sia l’energia idroelettrica sommersa che l’energia idroelettrica compressa, perfettamente integrabili nell’ambiente terrestre con impianti di produzione energetica e purificazione dell’acqua strettamente legati anche alla ionizzazione naturale dell’acqua.

Gli articoli che seguono dimostrano che sono stato lasciato solo a innovare questo settore, senza alcun finanziamento pubblico o privato.

10.09.2015 https://www.spawhe.eu/centrali-idroelettriche-con-sollevamento-riciclo-e-distribuzione-dell’acqua/ ,

09.12.2015 https://www.spawhe.eu/the-future-of-energy-is-hydroelectric-but-not-the-present-hydro-power/ ,

30.06.2016 https://www.spawhe.eu/autoclave-system-for-water-pumping-hydroelectric-energy-producer/,

Pertanto, trascurare le numerose proprietà interattive dell’acqua per sfruttare unicamente la maggiore densità di un liquido brevettato non ha senso dal punto di vista scientifico e ambientale. Tuttavia, nel titolo di questo articolo ho parlato di una mezza bufala, poiché la soluzione del liquido 2,5 volte più denso dell’acqua potrebbe essere utilizzata solo nel sistema idroelettrico compresso, dove il liquido non esce dal circuito. In particolare, in tutti i tipi di trasporto globale terrestre, marittimo, sottomarino, aeronautico e spaziale, già brevettato dal sottoscritto con brevetti regolarmente depositati, ma solo a livello intellettuale, non avendo mai avuto abbastanza soldi per opporsi con ricorsi legali alle accuse di perpetuo movimento degli uffici brevetti, né soldi per condurre esperimenti, né soldi per pagare le tasse di mantenimento per i brevetti concessi. Ho sempre sostenuto che l’attuale sistema di regolamentazione della proprietà intellettuale, anche se gestito dalle Nazioni Unite tramite l’OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale), sia iniquo nei confronti degli inventori non legati agli attuali centri di potere economici pubblici e privati. Infatti, la proprietà intellettuale ha un valore giuridico ed economico riconosciuto anche per scrittori, musicisti, pittori e scultori, mentre inventori come me, che si occupano di soluzioni per la depurazione delle acque, l’energia e la sanità, sono costretti a conformarsi a norme ambigue e penalizzanti dal punto di vista economico.

Posso solo dire che se avessi voluto sostenere tutte le spese necessarie per i ricorsi legali e i costi di mantenimento dei miei quaranta brevetti registrati, avrei dovuto vendere la casa in cui vivo e vivere come un senzatetto, senza poter mantenere la mia famiglia. Non ho accettato questi ricatti e sono andato avanti comunque, virtualmente, con le mie soluzioni, fiducioso che il tempo e la storia mi avrebbero dato ragione.

Ho intitolato “idroelettrico senza acqua” mezza bufala perché se è vero che non è utile nelle centrali idroelettriche pubbliche che non necessitano del fluido HD R-19, dato che, come ho dimostrato nel precedente articolo, dedicato alle modifiche da apportare per il recupero della centrale idroelettrica di Bargi in Italia, per rafforzare la pressione di esercizio e quindi il salto idraulico di una centrale idroelettrica è sufficiente progettare l’impianto in modo diverso, trasformandolo in un impianto sempre pieno d’acqua, che sfrutta il sistema idroelettrico sommerso (anch’esso brevettato dal sottoscritto) mettendo in parallelo un sistema idroelettromagnetico compresso, che producendo autonomamente energia elettrica, garantisce la sicurezza energetica, previene i cali di tensione e può persino aumentare la pressione idrostatica che produce il salto idraulico incrementando la velocità di rotazione della pompa che alimenta la turbina nella direzione della forza di gravità. Se il fluido HD R-19 soddisfa effettivamente i requisiti proposti, il suo utilizzo potrebbe essere estremamente positivo. Questo liquido, oltre a poter essere utilizzato nel mio sistema idroelettromagnetico compresso per impianti mobili, può essere impiegato anche nelle centrali idroelettriche che utilizzano il sistema sommerso (un’altra invenzione del sottoscritto, di cui la scienza ufficiale finge di non essere a conoscenza). Infatti, con il sistema idroelettromagnetico compresso, aumenterebbe la portata e la pressione dall’esterno, alimentando il motore della pompa che fornisce l’energia cinetica all’acqua. In questo modo, senza rischio di inquinamento idrico.

Ovviamente, poiché il sottoscritto ha virtualmente utilizzato l’energia idroelettromagnetica compressa non solo nelle centrali idroelettriche, ma anche in impianti di dimensioni più ridotte, in particolare quelli mobili dei veicoli da lavoro e di tutti i tipi di trasporto globale, ciò significa che possiamo produrre energia in tutto il mondo per 365 giorni all’anno senza consumare combustibili, energia nucleare, accumulatori di energia al litio, pannelli solari, turbine eoliche, che oggi richiedono il trasporto di energia da un luogo all’altro, il che rappresenta un costo e anche un’interferenza con il naturale scambio ionico tra la superficie terrestre e la ionosfera.   

Nei più recenti articoli del sottoscritto, è stato ampiamente discusso l’aspetto idroelettromagnetico dell’acqua e della pressione idrostatica, che, se sfruttato staticamente in autoclavi mediante la pompa di ricircolo con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante, ha il potenziale di sostituire vantaggiosamente qualsiasi tipo di energia terrestre, fissa e mobile, sia dal punto di vista dei rendimenti che da quello economico.

114) 20.04.2024 https://www.spawhe.eu/lets-talk-scientifically-about-the-italian-disaster-of-the-bargi-hydroelectric-power-plant/,

113) 15. 02. 2024 https://www.spawhe.eu/it/lets-talk-about-the-scientific-reasons-for-the-protests-of-european-farmers-that-science-and-governments-hide/,

112) 07.01.2024 https://www.spawhe.eu/open-letter-to-sir-leonard-valentinovich-blavatnik-for-information-to-mr-bill-gates-and-mr-elon-musk-regarding-environment-and-energy/

111) 19.12.2023 https://www.spawhe.eu/cop-28-science-has-not-understood-that-planet-earth-could-be-energetically-autonomous-without-fossil-fuels-and-nucleated-energy/,

110) 26.11.2023 https://www.spawhe.eu/cop-28-the-usual-conference-of-global-scientific-hypocrisy-like-the-twenty-seven-previous-cops/,

109) 03.11.2023 https://www.spawhe.eu/from-the-theory-of-general-relativity-to-the-general-artificial-terrestrial-interactivity-unwanted-by-governments-and-multinationals/,

108) 03. 09 2023 https://www.spawhe.eu/world-governments-that-reject-the-extraction-of-clean-energy-from-the-environment-reject-a-perennial-scientific-windfall-from-the-sky/,

107) 21.06.2023 https://www.spawhe.eu/the-scientifically-disorganized-work-of-public-bodies-and-multinationals-of-planet-earth/,

106) 24. 05. 2023 https://www.spawhe.eu/parliamo-delle-responsabilità-delle-alluvioni-e-di-altre-responsabilità-ancora-piu-gravi/,

105) 12.05.2023 https://www.spawhe.eu/flying-containers-for-rescuing-migrants-and-extinguishing-fires-without-using-fuel/,

104) 25.01.2023 https://www.spawhe.eu/science-and-politics-do-not-know-terrestrial-physics-and-the-scientific-organization-of-work/ ,

Se, come chiedo da dieci anni, si fosse sperimentata l’energia idroelettromagnetica sommersa e compressa, probabilmente ci saremmo resi conto che non abbiamo bisogno di altre fonti energetiche, se non in casi particolari come grandi impianti per la produzione di acciaio, ghisa, inceneritori di rifiuti (sempre abbinati a impianti di depurazione con cicli idroelettrici che producono pioggia artificiale in serre di calcare per neutralizzare tutte le emissioni tossiche e la CO2). Non è conveniente progettare e installare grandi distese di pannelli solari e turbine eoliche che richiedono il trasporto di elettricità fino al luogo di utilizzo, il che costa di più e, come già detto, interferisce con lo scambio ionico del pianeta con la ionosfera, mentre facendo circolare acqua naturale ovunque possiamo soddisfare simultaneamente le esigenze energetiche, idriche, di depurazione, industriali, urbane e agricole, senza bisogno di trasportare elettricità da un luogo all’altro. Peraltro, pagando un prezzo elevato sia per i sistemi fissi che per quelli mobili. Le inondazioni che si verificano in tutto il mondo, alternate a periodi di siccità, hanno spinto i governanti più lungimiranti a creare bacini idrici per proteggere almeno i centri abitati. Ma questa non è una soluzione, poiché l’acqua che inonda le campagne sottrae terreni all’agricoltura per lunghissimo tempo. L’acqua non deve mai fermarsi, perché circolando con sistemi idroelettrici sommersi e compressi non consuma energia, ma la produce purificandola contemporaneamente in sistemi fissi e mobili. Circolando in serre di calcare con pioggia artificiale, produce carbonati che contrastano l’acidificazione di oceani e laghi. Circolando nelle fognature, combatte l’acido solfidrico, l’acido fosforico e il fosforo provenienti dai detersivi, nonché i coliformi fecali; circolando nelle falde acquifere, neutralizza l’apporto di fertilizzanti chimici. Tutto ciò può essere fatto producendo energia anziché consumandola. Persino i trattori agricoli potrebbero lavorare la terra con motori idroelettrici compressi che estraggono energia dall’ambiente, come tutti i mezzi di trasporto del mondo. Nei laboratori di tutto il mondo, miliardi di miliardi di dollari vengono spesi per testare le invenzioni più improbabili al fine di produrre invenzioni commerciali, e nessun centro di ricerca pubblico ha voluto testare il mio mini impianto a compressione con pompa a doppio combustibile con doppio combustibile separato fino alla girante, che ho usato per ossigenare il sangue, il cervello, i polmoni umani e prolungare la vita umana. Se lo hanno fatto, non mi hanno informato per dirmi che mi sbagliavo. D’altra parte, generatori di energia, auto idroelettromagnetiche a compressione, motori lineari per veicoli di trasporto aereo che avrebbero una maggiore probabilità di sommare insieme la spinta di Newton e di Lorentz, non sono nemmeno stati testati. 

Torniamo però ad esaminare la modifica proposta dal sottoscritto per la centrale elettrica di Bargi. 

Come si può vedere da questa figura, l’acqua circola continuamente nell’intero sistema, dove una pompa è montata in serie nel tubo di discesa che pompa nella direzione della forza gravitazionale e al di sotto si trova la turbina collegata al generatore di corrente alternata. In parallelo al suddetto sistema c’è il generatore di corrente alternata creato con il sistema idroelettrico compresso, che produce autonomamente l’energia idroelettrica a corrente alternata che alimenta il motore della pompa che a sua volta alimenta la turbina. Questo sistema è completamente indipendente dalla rete elettrica esterna e produce elettricità in modo unidirezionale 24 ore su 24 durante tutto l’anno. Come si può vedere dalla figura, l’acqua all’uscita della turbina viene scaricata nel serbatoio inferiore chiuso collegato tramite un altro tubo al bacino superiore. Pertanto l’intero sistema è sempre pieno d’acqua e non consuma energia per il sollevamento poiché ha solo una caduta di pressione dovuta all’attrito dell’acqua che esce dalla turbina e viene scaricata nel serbatoio inferiore chiuso collegato tramite il tubo di sollevamento alla pelvi superiore. La caduta di pressione all’uscita della turbina può essere calcolata con

formula V2/2g. Nelle due figure sottostanti mostro cosa si dovrebbe fare vicino a laghi e fiumi invece di bacini di laminazione per mantenerli sempre al minimo riciclando, purificando e utilizzando l’acqua durante tutto l’anno in agricoltura, industria e impianti civili per la produzione di energia, invece di prelevarla da altre fonti energetiche che hanno costi più elevati, inquinano e non purificano, o sono semplicemente discontinue e devono trasportare elettricità per far funzionare i sistemi che sono invece energeticamente autonomi o fornitori di energia per i sistemi adiacenti

La fonte di energia del generatore di corrente idroelettromagnetica è l’aria compressa, che non viene consumata in quanto sfruttata staticamente. Viene consumata solo la percentuale di aria che si dissolvenell’acqua, contribuendo alla sua purificazione. Quest’aria viene rilasciata nell’ambiente attraverso le valvole di sfiato (3.3) del serbatoio (3). In qualsiasi motore spaziale lineare, le valvole di sfiato dell’aria convogliano i gas di scarico nella cabina di pilotaggio a pressione atmosferica, in modo da non disperdere l’aria.

La figura sottostante mostra come l’energia prodotta nelle singole abitazioni potrebbe essere collegata a pozzi geotermici che scambiano calore con il sottosuolo, invece di utilizzare le attuali invenzioni commerciali che contribuiscono ulteriormente al riscaldamento del pianeta con scambiatori aria/aria che non fanno altro che trasferire calore dagli impianti interni all’aria atmosferica. Mostra inoltre altri dettagli relativi alla purificazione e alla produzione di energia, sia fissa che mobile, mai realizzati, reperibili solo sul sito web https://www.spawhe.eu, poiché né enti pubblici né multinazionali li hanno finanziati, per ovvi interessi comuni nel continuare a produrre invenzioni commerciali incomplete che non risolvono i problemi globali e non garantiscono lavoro a tutti, senza rendersi conto che il pianeta si sta avviando verso la propria autodistruzione, dato che ogni invenzione commerciale incompleta viene prodotta in miliardi di esemplari. Fin dai tempi di Archimede, la scienza è sempre stata al servizio dei potenti della Terra, altrimenti scienziati e inventori sarebbero morti di fame. Chi scrive lo sa bene, essendo sfuggito a questo ricatto dopo essersi guadagnato una modesta pensione di lavoro per poter proporre, almeno virtualmente, soluzioni radicalmente alternative a quelle attuali. Non mi sono mai stupito dei silenzi che raccolgo. Mi interessa solo che, prima o poi, la verità venga a galla. La mia vita sarebbe stata inutile se non avessi proposto queste invenzioni. Non basta essere un buon padre, un buon nonno. Se uno si rende conto di avere una vocazione, non necessariamente religiosa, non può tirarsi indietro solo perché non trova interlocutori.

Immaginiamo che i container e le auto volanti mostrati sopra, equipaggiati con motori lineari globali (con spinta di Newton e di Lorentz), viaggino nello spazio attorno alla Terra. Poiché l’aria atmosferica si è rarefatta, perderemo gran parte della spinta di reazione di Newton e avremo a disposizione solo la spinta di Lorentz per vincere la forza di attrazione terrestre. Considerando gli ultimi aggiornamenti riportati in questo articolo, saremo in grado di potenziare questa forza non solo per trasportare maggiori quantità d’acqua per spegnere gli incendi, ma anche per aumentare la forza elettromagnetica di Lorentz a scapito di quella di Newton, che è diventata meno efficiente. Saremo in grado di effettuare i calcoli e viaggiare in direzione opposta a quella di rotazione terrestre per ridurre i tempi di volo atmosferico e atterrare sugli aeroporti di destinazione terrestri. Ma con la stessa tecnologia, saremo anche in grado di proseguire nello spazio infinito per raggiungere altri pianeti. Dopo aver ideato il modo di produrre energia primaria a freddo, come far circolare i magneti permanenti in un’unica direzione, come isolare il flusso inverso indesiderato dei magneti stessi e come regolarne la velocità, con la conseguente regolazione della forza di spinta, perché non pensare di trasformare l’intera o parte della superficie verticale esterna dei contenitori volanti in un induttore su cui scorrono i magneti e, di fronte ad esso, una parete integrale ed elettromagneticamente isolata, separata da un’intercapedine d’aria, contenente l’induttore avvolto, che si solleva insieme all’induttore e a tutte le masse contenute nel contenitore stesso, sfruttando unicamente la spinta di Lorentz? Questa soluzione sarebbe identica al sistema Maglev dei treni ad alta velocità, ma con la possibilità di muoversi in tutte le direzioni, senza avere l’armatura collegata al suolo. Sarà la disposizione dei motori lineari globali esterni a fornire le spinte nelle altre direzioni. Il lavoro più difficile è proprio quello di neutralizzare la forza gravitazionale per portarci nello spazio. Con le attuali spinte generate dai motori termici, abbiamo un’efficienza termica molto bassa rispetto al potere calorifico del combustibile (circa il 30%) nelle camere di combustione, che al massimo raggiungono le pressioni di scoppio del combustibile stesso, mentre i vapori che producono la spinta di reazione hanno una densità molto inferiore a quella dell’aria atmosferica, che è 830 volte meno densa dell’acqua terrestre. Pertanto, per creare una forza di spinta continua nelle camere di combustione dei singoli cilindri dei motori termici è necessario produrre migliaia di micro-scariche al minuto, con un enorme spreco di combustibile, un enorme inquinamento e un’enorme quantità di calore da smaltire. Non ho mai capito perché l’energia termica abbia avuto tanto successo sul pianeta Terra, anche perché l’energia idroelettrica è molto più antica.Basti dire che Evaristo Torricelli calcolò con precisione la velocità di uscita dell’acqua da un foro in un serbatoio aperto con una prevalenza idraulica H pari alla radice quadrata di 2GH, dove G è la forza gravitazionale pari a 9,81 m/s², prima ancora che Newton, a cui si attribuisce la scoperta della forza di gravità, nascesse. Ci sono quindi ambiguità scientifiche difficili da spiegare. Inoltre, quando si scoprì che l’elettromagnetismo terrestre funziona molto meglio (riducendo le correnti parassite) se realizzato tramite bobine di sottili fili di rame isolati con vernici resistenti alle alte temperature, qualche inventore accademico o multinazionale avrebbe dovuto pensare che, volendo sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz, fosse necessario produrre energia elettrica per combinare le due spinte e utilizzarle nei mezzi di trasporto, soprattutto aeronautici e, successivamente, spaziali.

Poiché le spinte fisiche vengono prima prodotte fluidodinamicamente e poi trasformate in elettricità, è chiaro che la densità del fluido vettore è molto importante. Pertanto, è più logico utilizzare acqua incomprimibile piuttosto che i fumi di combustione per produrre la forza fluidodinamica da trasformare in elettricità, sia per ragioni economiche che ambientali. Persino il fluido HD R-19, con una densità 2,5 volte superiore a quella dell’acqua, inventato dall’azienda inglese che ho menzionato nella prima parte di questo articolo, che vorrebbe utilizzarlo nel sistema idroelettrico con il tradizionale salto idraulico con un sistema scientificamente e tecnicamente errato che potrebbe causare disastri ambientali, come accaduto nella centrale idroelettrica italiana di Bargi. Invece, nel sistema idroelettrico compresso, che può essere utilizzato con una piccola quantità di liquido, in impianti fissi e mobili, questo non fuoriesce dal circuito. L’aria atmosferica in eccesso disciolta nel liquido fuoriesce solo dagli sfiati situati sopra il serbatoio di recupero del liquido in base al principio di Henry e Dalton. L’energia elettrica prodotta dall’alternatore collegato alla turbina può alimentare direttamente un mezzo di trasporto, oppure essere utilizzata per alimentare il motore elettrico di una pompa che aziona una centrale idroelettrica sommersa, la quale sfrutta con maggiore forza la pressione che alimenta la turbina idraulica, il cui alternatore produce una maggiore quantità di energia elettrica come se sfruttasse un salto idraulico molto più elevato, ma con l’energia estratta dalla pressione statica di un’autoclave che lavora in una direzione per mezzo della pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, che permette di immettere l’acqua che ha prodotto energia elettrica a bassa pressione nel circuito di ricircolo ad alta pressione dell’autoclave. Ovviamente, ogni volta che l’acqua a bassa pressione viene immessa nel circuito di ricircolo dell’autoclave si arricchisce di ossigeno. Pertanto, il sistema diventa anche un sistema di purificazione dell’acqua che viene utilizzata senza costi energetici, ma producendo energia. Oggi che conosciamo l’alto valore di scambio ionico dell’acqua pulita, quanto costano gli impianti di depurazione, quanto costa l’energia prodotta dalle centrali termoelettriche, anche se utilizziamo nuovi combustibili più puliti, e quanto costa trasportare energia di qualsiasi tipo e quanto essa possa interferire negativamente, insieme al vapore acqueo e alla CO2, con il naturale scambio ionico tra la superficie terrestre e la ionosfera, dobbiamo chiederci da che parte stiano i legislatori e la scienza mondiale. Poiché i legislatori hanno il dovere di perseguire gli interessi dell’intera popolazione mondiale e hanno il potere di ordinare alla scienza pubblica di verificare sperimentalmente le invenzioni degli inventori di chiara utilità pubblica, non ho mai compreso il silenzio dell’intera scienza mondiale sull’energia idroelettrica sommersa e compressa proposta dal sottoscritto, silenzio che dura ormai da dieci anni.Se ci fosse stata anche solo una possibilità su mille che queste soluzioni funzionassero, visti gli immensi vantaggi che ne deriverebbero per l’intera comunità mondiale, la scienza mondiale, e in particolare la scienza pubblica, avrebbe avuto il dovere di sperimentarle. Non ho dubbi sulla funzionalità delle mie soluzioni. Come ho scritto, sono disponibile a collaborare con chiunque, ma non a trasformarmi in un imprenditore in pensione. Considero le mie invenzioni intellettuali, a beneficio dell’umanità e, come tali, hanno il diritto di essere sperimentate con fondi pubblici. Ci sono troppe invenzioni sbagliate sul pianeta Terra che nessuno corregge perché sia ​​gli investimenti pubblici che quelli privati ​​si sono rivelati errati. Prima di effettuare grandi investimenti su scala globale, è necessario condurre degli esperimenti. L’attuale complicità tra enti pubblici e multinazionali, favorita dallo scambio unidirezionale di brevetti dagli enti pubblici alle multinazionali, ha impedito l’emergere di soluzioni semplici e lineari come quelle proposte dal sottoscritto dopo una vita dedicata all’industria e all’ambiente. Ho già pagato tasse di deposito di brevetti che non avrei dovuto pagare. Non so se altri autori di opere intellettuali paghino le tasse sulle proprie opere se non trovano interlocutori. Inoltre, le mie invenzioni sono di utilità sociale e possono creare lavoro e benessere in tutti i paesi del mondo. Cosa ne dicono i vincitori del Premio Nobel, che a quanto pare non se ne sono accorti? In quale realtà vivono i vincitori del Premio Nobel per la fisica quantistica e l’intelligenza artificiale che non hanno fatto nulla di concreto per combattere il riscaldamento globale e la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza mondiale? Persino le divisioni di competenza tra i vari rami della scienza non aiutano a indagare le soluzioni globali e interattive che io, senza una laurea in alcuna disciplina scientifica, da semplice pensionato, ho studiato dopo aver conosciuto gli impianti industriali dell’industria automobilistica, quelli dei sistemi ambientali e la relativa organizzazione del lavoro. Ho pubblicato le mie soluzioni senza nascondere nulla. Purtroppo, senza trovare interlocutori pubblici e privati. Ricevo solo inviti a conferenze a cui devo partecipare a mie spese e inviti a inviare i miei articoli agli editori. La maggior parte degli editori vorrebbe anche essere pagata per la pubblicazione degli articoli.Ci sono troppe invenzioni sbagliate sul pianeta Terra che nessuno corregge perché sia ​​gli investimenti pubblici che quelli privati ​​si sono rivelati errati. Prima di effettuare ingenti investimenti su scala globale, è necessario condurre degli esperimenti. L’attuale complicità tra enti pubblici e multinazionali, favorita dallo scambio unidirezionale di brevetti tra enti pubblici e multinazionali, ha impedito l’emergere di soluzioni semplici e lineari come quelle proposte dal sottoscritto dopo una vita dedicata all’industria e all’ambiente. Ho già pagato tasse di deposito brevetti che non avrei dovuto pagare. Non so se altri autori di opere intellettuali paghino tasse sulle proprie opere se non trovano interlocutori. Inoltre, le mie invenzioni sono di utilità sociale e possono creare lavoro e benessere in tutti i paesi del mondo. Cosa ne pensano i vincitori del Premio Nobel, che sembrano non essersi accorti di nulla? In quale realtà vivono i vincitori del Premio Nobel per la fisica quantistica e l’intelligenza artificiale, che non hanno fatto nulla di concreto per combattere il riscaldamento globale e la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza mondiale? Nemmeno le divisioni di competenza tra i vari rami della scienza aiutano a indagare le soluzioni globali e interattive che io, pur non avendo conseguito una laurea in alcuna disciplina scientifica, da semplice pensionato, ho studiato dopo aver conosciuto gli impianti industriali dell’industria automobilistica, quelli dei sistemi ambientali e la relativa organizzazione del lavoro. Ho pubblicato le mie soluzioni senza nascondere nulla. Purtroppo, senza trovare interlocutori pubblici e privati. Ricevo solo inviti a convegni a cui devo partecipare a mie spese e inviti a inviare i miei articoli agli editori. La maggior parte degli editori, inoltre, vorrebbe essere pagata per la pubblicazione degli articoli.Ci sono troppe invenzioni sbagliate sul pianeta Terra che nessuno corregge perché sia ​​gli investimenti pubblici che quelli privati ​​si sono rivelati errati. Prima di effettuare ingenti investimenti su scala globale, è necessario condurre degli esperimenti. L’attuale complicità tra enti pubblici e multinazionali, favorita dallo scambio unidirezionale di brevetti tra enti pubblici e multinazionali, ha impedito l’emergere di soluzioni semplici e lineari come quelle proposte dal sottoscritto dopo una vita dedicata all’industria e all’ambiente. Ho già pagato tasse di deposito brevetti che non avrei dovuto pagare. Non so se altri autori di opere intellettuali paghino tasse sulle proprie opere se non trovano interlocutori. Inoltre, le mie invenzioni sono di utilità sociale e possono creare lavoro e benessere in tutti i paesi del mondo. Cosa ne pensano i vincitori del Premio Nobel, che sembrano non essersi accorti di nulla? In quale realtà vivono i vincitori del Premio Nobel per la fisica quantistica e l’intelligenza artificiale, che non hanno fatto nulla di concreto per combattere il riscaldamento globale e la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza mondiale? Nemmeno le divisioni di competenza tra i vari rami della scienza aiutano a indagare le soluzioni globali e interattive che io, pur non avendo conseguito una laurea in alcuna disciplina scientifica, da semplice pensionato, ho studiato dopo aver conosciuto gli impianti industriali dell’industria automobilistica, quelli dei sistemi ambientali e la relativa organizzazione del lavoro. Ho pubblicato le mie soluzioni senza nascondere nulla. Purtroppo, senza trovare interlocutori pubblici e privati. Ricevo solo inviti a convegni a cui devo partecipare a mie spese e inviti a inviare i miei articoli agli editori. La maggior parte degli editori, inoltre, vorrebbe essere pagata per la pubblicazione degli articoli.Da semplice pensionato, ho condotto delle ricerche dopo aver conosciuto gli impianti industriali del settore automobilistico, quelli dei sistemi ambientali e la relativa organizzazione del lavoro. Ho pubblicato le mie soluzioni senza nascondere nulla. Purtroppo, senza trovare interlocutori pubblici e privati, ricevo solo inviti a convegni a cui devo partecipare a mie spese e inviti a inviare i miei articoli agli editori. La maggior parte degli editori, inoltre, richiede un compenso per la pubblicazione degli articoli.Da semplice pensionato, ho condotto delle ricerche dopo aver conosciuto gli impianti industriali del settore automobilistico, quelli dei sistemi ambientali e la relativa organizzazione del lavoro. Ho pubblicato le mie soluzioni senza nascondere nulla. Purtroppo, senza trovare interlocutori pubblici e privati, ricevo solo inviti a convegni a cui devo partecipare a mie spese e inviti a inviare i miei articoli agli editori. La maggior parte degli editori, inoltre, richiede un compenso per la pubblicazione degli articoli.

Le cifre seguenti sono tratte dal mio articolo intitolato: COP 28 La scienza non ha compreso che il pianeta Terra potrebbe essere energeticamente autonomo

https://www.spawhe.eu/cop-28-science-has-not-understood-that-planet-earth-could-be-energetically-autonomous-without-fossil-fuels-and-nucleated-energy/,

Fenomeni elettrici dell’atmosfera   
Campo elettrico dell’atmosfera in condizioni medie La Terra possiede una carica elettrica negativa, come ipotizzato già a metà del Settecento e verificato da Peltier nel 1836, e il suo potenziale elettrico aumenta allontanandosi dal suolo. I valori medi di questo potenziale e del suo gradiente (variazione per unità di altezza) o campo elettrico, in assenza di perturbazioni, sono riassunti nella seguente tabella: Altezza (km) 0 0,5 1,5 3 6 9 12 Campo (V/m) 120 50 30 20 10 5 2,5 Potenziale (kV) 0 45 85 123 168 190 201 assumendo, come di consueto, che il potenziale del suolo sia pari a 0. Durante la stessa giornata, sulla superficie dell’oceano, i campi elettrici medi variano secondo un andamento che segue l’ora universale di Greenwich, con un massimo (circa 150 V/m) intorno alle 19:00 e un minimo (107 V/m) intorno alle 16:00 (vedi la figura sottostante).     Nelle aree continentali, i fattori locali determinano andamenti più complessi. Si verificano anche fluttuazioni diurne del campo in tempo locale, con massimi e minimi diversi da zona a zona. Durante l’anno si osserva anche una variazione (più marcata sui continenti che sugli oceani), con valori massimi al perielio (ottobre – marzo) e minimi all’afelio (aprile – settembre). I valori del campo, a livello globale, dipendono strettamente dalla conduttività dell’aria (diminuiscono quando questa aumenta, come accade con l’aumentare dell’altitudine) e sono profondamente alterati (in particolare a livello del suolo) da fenomeni meteorologici quali turbolenza, nebbia, passaggio di nuvole, precipitazioni, aerosol presenti nell’aria, polvere, fino a invertirsi durante i temporali, come vedremo in seguito. Nell’alta atmosfera, oltre la tropopausa, a causa dell’enorme aumento della densità degli ioni (in particolare nella ionosfera) dovuto all’irradiazione dei raggi ultravioletti (ionizzazione) e al contempo della loro mobilità, che aumenta al diminuire della densità dell’aria, la conduttività aumenta di diversi ordini di grandezza e il gradiente si riduce significativamente, mentre il potenziale rispetto alla Terra è in media di circa 280 kV, variando tra 150 e 600 kV.
 
Campo elettrico in presenza di un cumulonembo (Frenkel) Verifiche puntuali condotte nel secolo scorso hanno accertato quanto segue: nelle nubi temporalesche (generalmente cumuli) la parte superiore è elettrificata positivamente, la parte inferiore, nel complesso, negativamente, mentre il terreno sottostante, a causa dell’induzione elettrostatica, assume una carica positiva, presentando quindi un gradiente di potenziale invertito rispetto alla situazione normale. I suoi valori all’interno e immediatamente al di sotto della nube temporalesca e anche sul terreno possono raggiungere valori molto elevati (10.000 V/m e oltre). Gli effetti più evidenti di questa elettrificazione sono le scariche elettriche tra e all’interno delle nubi stesse e le scariche verso il suolo, i fulmini. L’elettrificazione dei temporali, con la formazione di quantità significative di cariche elettriche positive e negative, è un fenomeno che si verifica attraverso un meccanismo complesso che, per certi aspetti, non è ancora del tutto chiarito. Molteplici cause certamente contribuiscono a questo processo: il cosiddetto effetto Lenard, secondo il quale una goccia d’acqua, rompendosi a seguito di forti moti convettivi, presenta cariche positive nei frammenti più grandi e cariche negative in quelli più piccoli; la cattura selettiva di ioni da parte delle goccioline d’acqua e dei cristalli di ghiaccio; gli effetti termoelettrici; il cambiamento di stato. In definitiva, sono i forti moti ascendenti e discendenti e le precipitazioni che consentono la separazione delle cariche e la polarizzazione su larga scala della nube.   Le correnti ascendenti o discendenti che trasportano ioni costituiscono una corrente di convezione elettrica. Ma nella nube temporalesca si possono evidenziare altre correnti: una corrente di conduzione che si manifesta soprattutto nella sua sommità ed è diretta verso l’alta atmosfera, una corrente proveniente dalle punte e dalle asperità del terreno (solitamente diretta verso l’alto), una corrente di spostamento proporzionale alla derivata rispetto al tempo dello spostamento elettrico D, oltre naturalmente ai fulmini e alle scariche elettriche. Il problema della carica negativa del suolo Come accennato in precedenza, a livello globale la Terra presenta una carica negativa (circa 500.000 coulomb). Tenendo conto della conduttività dell’intera atmosfera dovuta all’ionizzazione causata da vari fenomeni: radioattività naturale vicino al suolo, raggi cosmici ed elementi fotoelettrici che agiscono in tutta la sua massa, raggi ultravioletti attivi nella sua parte più alta, conduttività che corrisponde a una resistenza planetaria globale di circa 200 Ω e la differenza di potenziale esistente tra essa e il suolo (in media presenta un potenziale negativo di circa 300 kV rispetto alla ionosfera), si genera una corrente verticale “di bel tempo” la cui densità ha un valore medio stimato di circa 10⁻¹² A/m², diretta verso il basso. Per questo motivo, la carica negativa della Terra non potrebbe essere mantenuta se non per un brevissimo periodo (il tempo di neutralizzazione è stimato in meno di un’ora). Il terreno deve quindi essere costantemente alimentato da cariche elettriche negative, e ciò avviene soprattutto tramite i fulmini, come dimostrato da Wilson nel 1920. A supporto di questa ipotesi vi è anche il fatto, altrimenti inspiegabile, che l’andamento diurno del campo elettrico medio sopra gli oceani, che, come abbiamo visto, segue l’ora media di Greenwich universale, è molto simile all’andamento stimato dell’attività temporalesca globale. In ogni istante, in tutto il mondo, possiamo contare da 1500 a 2000 temporali e tra 50 e 100 fulmini colpiscono il suolo ogni secondo, con una carica negativa equivalente a una corrente media di circa 1000 A. Questa corrente diretta dal suolo alle nuvole stesse, a cui si deve aggiungere quella dovuta agli effluvi provenienti dalle cime e alla rugosità del terreno, dovrebbe bilanciare la corrente di “bel tempo” diretta dall’atmosfera al suolo. Semplificando, il meccanismo ultimo del trasferimento di carica negativa dall’atmosfera alla terra è il seguente: per induzione elettrostatica nell’area sottostante la cella temporalesca si accumula una carica positiva che viene sottratta dalle altre aree del terreno, causando un aumento, allo stesso modo, della carica negativa. Fulmini ed effluvi neutralizzano parte di questa carica positiva. Il bilancio finale al suolo è evidentemente un surplus di carica negativa. D’altra parte, lo stesso surplus di carica, ma positivo, si verifica nella nuvola. Esso ritornerà sulla terra con la corrente di conduzione ascendente che si instaura alla sua sommità e quella di “bel tempo” tra la ionosfera e il suolo.   Il generatore troposferico (modello statico globale) I fenomeni sopra descritti possono essere rappresentati approssimativamente mediante un circuito elettrico molto semplice in cui la corrente, positiva verso l’alto, indotta dal generatore troposferico rappresentato dai temporali con i loro fulmini (e gli effluvi provenienti dalle cime e dalle asperità del terreno) si chiude attraverso la stratosfera (resistenza di circa 25 kΩ, elevata, poiché l’area media interessata dai temporali in un dato momento è una piccola frazione della superficie terrestre), la ionosfera a resistenza zero, l’atmosfera in condizioni di cielo sereno (resistenza globale di circa 250 kΩ), il suolo (resistenza anch’essa posta = 0), la colonna d’aria dal suolo alla base delle nubi cumuliformi (pochi kΩ) e la resistenza interna della nube (piccola rispetto ai valori di resistenza totale). Il generatore stesso può essere considerato un generatore di tensione (circa 30 mV) o di corrente (circa 1 kA). L’energia del generatore è essenzialmente fornita dalla forza di gravità che agisce sulle goccioline ionizzate che cadono nella nuvola e dalla forza ascensionale del vento che permette la separazione delle cariche (in definitiva, la forza motrice di tutto è l’energia solare).          
Modello atmosferico dinamico
secondo H. Volland Il generatore atmosferico (modello dinamico globale) Recentemente il modello statico del circuito atmosferico globale è stato sostituito da modelli più sofisticati (dinamici) la cui caratteristica principale consiste nel tenere conto di tutti i fenomeni interattivi tra le varie parti dell’atmosfera, in particolare: le iterazioni fluidodinamiche del plasma ionosferico con l’atmosfera neutra, il trasporto di quantità di moto dalla bassa atmosfera alla ionosfera e da questa alla magnetosfera, gli apporti di energia, così come dall’attività temporalesca, dall’attività magnetosferica e dal vento solare (modellato con altrettanti generatori elettrici), l’interazione con il suolo. In questi modelli, che presentiamo insieme a quello di H. Volland, la conduttività del suolo e dell’alta atmosfera è considerata finita e anisotropa. Inoltre, il generatore operante nella magnetosfera (30 kV) e quello dovuto al “vento solare” (25 kV) producono un potenziale variabile nel tempo, dal quale si innesta una corrente anch’essa variabile, i cui campi elettromagnetici a bassa e bassissima frequenza possono penetrare molto in profondità nella Terra (fino al suo nucleo interno), dando origine a correnti indotte rilevabili attraverso variazioni del geomagnetismo profondo. Parte terza Nella seconda parte abbiamo visto come la Terra e la sua atmosfera costituiscano un gigantesco condensatore elettrico, dove la superficie terrestre assume una carica negativa, l’atmosfera quella negativa. La tensione alle estremità delle piastre di questo “condensatore” raggiunge valori di 200, 300 kV (tra la parte inferiore della ionosfera e il suolo), mentre la carica e la capacità globali si attestano in media intorno a 5.105 coulomb e 2 farad, rispettivamente. L’atmosfera non è perfettamente isolante e pertanto tra essa e la Terra si instaura una corrente elettrica media, detta corrente di cielo sereno, di circa 1000-1500 ampere; questa corrente in brevissimo tempo (molto meno di un’ora) scaricherebbe il “condensatore” terrestre se il terreno non fosse continuamente alimentato da cariche negative generate dalle tempeste che si verificano incessantemente nel mondo, attraverso essenzialmente due meccanismi: le scariche elettriche provenienti dalle asperità del terreno verso le nuvole e i fulmini. In questa terza parte analizzeremo la morfologia e la dinamica dei lampi e dei fulmini.   Il livello ceraunico Come abbiamo detto, il grande generatore elettrico terrestre è costituito dai temporali. Il loro numero medio annuo in una data località ne definisce il livello “ceraunico”. Si concorda sul fatto che si sia verificato un temporale in una determinata località se si è udito almeno un tuono. In Italia il livello ceraunico varia tra 10 e 40, mentre i giorni con temporali vanno da meno di 5 a più di 30 (vedi Fig. 1 elaborata da M. Bossolasco). Il record mondiale è di 322 giorni. di Bogo (Giava – Indonesia) nel 1916. La nuvola temporalesca Nella stragrande maggioranza dei casi, la nube che produce attività elettrica è una nube cumuliforme elettrificata. La distribuzione tipica delle cariche elettriche in questa nuvola è mostrata nella figura 2. Si possono individuare tre aree:      • quello inferiore, composto da goccioline d’acqua o fiocchi di neve, è elettrificato negativamente ad eccezione di un nucleo centrale elettrificato positivamente.      • quella centrale, composta da cristalli di ghiaccio e/o gocce di acqua superfusa, elettrificata negativamente (costituisce la carica negativa principale) e quella superiore, interamente composta da cristalli di ghiaccio, elettrificata positivamente. Un sottile strato negativo avvolge la parte superiore del cumulo, forse per effetto dell’ionizzazione dovuta ai raggi cosmici.
Per induzione elettrostatica, come abbiamo già visto, il terreno sottostante inverte la sua polarità e il campo elettrico che in un cielo sereno è solitamente negativo (circa 100 V/m, rivolto verso il basso) raggiunge diverse migliaia di V/m (rivolto verso l’alto).
A partire da 5000 V/m, le asperità del terreno, per effetto della punta, generano effluvi di ioni positivi che, accumulandosi in uno strato di poche centinaia di metri di spessore, limitano in qualche modo l’aumento del campo che comunque raggiunge i 15-20 kV/m (rispetto ai 50 kV/m e oltre al di sopra di superfici lisce). Una parte degli ioni prodotti, aspirati dalle correnti ascendenti, determina l’elettrificazione positiva parziale della base della nube. I lampi Il fulmine è la manifestazione luminosa del riscaldamento dell’aria (fino a 30.000 °C) nel condotto attraversato dalla corrente di una scarica elettrica, una corrente che, a differenza di quella del fulmine, non si disperde al suolo, ma rimane confinata all’interno della nube o si propaga da nube a nube. Si possono distinguere tre tipi di fulmini: Il lampo “intranuvoloso” che rimane all’interno della nuvola e la cui traccia non è distinguibile dal terreno appare solo come una luminosità diffusa più o meno intensa (foto 1, tratta come le altre da “L’électricité atmosférique et la foudre”. Presse Universitaire de France, Parigi 1997)Il lampo diffuso è costituito da una successione di scariche “intra-nuvolose” che si propagano lentamente sulla sommità di una linea di nubi cumuliformi. Visto da grande distanza, questo lampo è comunemente chiamato “lampo di calore”.Il fulmine “internuvola”, la cui traccia è sempre visibile da terra e può raggiungere una lunghezza di 100 km. Le scariche elettriche si verificano tra le diverse zone di elettrificazione opposta della cella temporalesca. Il modo in cui si manifestano segue l’evoluzione della cella o delle diverse celle che compongono il temporale: inizialmente, dopo una fase di elettrificazione durante la quale non vi è attività elettrica e si forma la distribuzione indicata nelle figure precedenti, si verificano scariche intracloud tra la carica negativa principale e la carica positiva superiore, spesso seguite dai primi fulmini verso il suolo. Quando nuove celle temporalesche si uniscono a quella iniziale, i lampi intracloud seguono traiettorie più lunghe e complesse (anche di 100 km in orizzontale) e le scariche al suolo diventano più potenti. Lunghi lampi che si sviluppano orizzontalmente si osservano anche quando il temporale si attenua, forse a causa dell’abbassamento della carica positiva superiore verso quella negativa principale che persiste alla base della cella più attiva. Questi lampi terminano con fulmini rettilinei che trasportano cariche positive verso il suolo. Il temporale a volte termina con una o due potenti scariche al suolo che seguono l’ultima attività elettrica visibile di 10-15 minuti.
In rarissimi casi, nella parte superiore delle nubi temporalesche, sono state osservate scariche elettriche dirette verso la stratosfera, dall’aspetto simile a quello di un fulmine.
Talvolta, scariche di luminosità diffusa, sempre originatesi alla sommità delle nubi cumuliformi, attraversano la stessa stratosfera per poi dissolversi gradualmente. In altri casi (estremamente rari) simili luminosità rossastre penetrano nella ionosfera fino a 80 km di altezza.
Da ricordare, inoltre, le scariche diffuse blu, verdi o rosse che possono coprire l’intero cielo senza produrre alcun rumore. Sono forse dovute a vaste elettrificazioni orizzontali causate da particelle di sabbia trasportate in quota da avvezioni calde. Si verificano, infatti, soprattutto durante i temporali caratterizzati dalle cosiddette piogge “di fango” che conosciamo bene anche in Liguria.
I fulmini non sono legati solo alle nubi cumuliformi; sono stati segnalati anche durante tempeste di neve o di sabbia, così come durante alcune eruzioni vulcaniche. Numerose testimonianze riportano tuttora la comparsa di bagliori diffusi, di origine ancora indeterminata, durante i terremoti (soprattutto in Cina e Giappone). Il fulmine Se la scarica elettrica raggiunge il suolo, si verifica un fulmine. I fulmini rappresentano una percentuale significativa dei fenomeni elettrici di un temporale (dal 14 al 40% spostandosi dall’equatore al 60° parallelo). In Italia, il numero medio annuo di fulmini che colpiscono il suolo varia da 1,5 a 4 per km². In Svizzera, tra gennaio 1981 e agosto 1983, si sono registrati valori medi di 4,6 fulmini/km² sull’altopiano, con punte di 14 sul versante meridionale delle Alpi e un massimo di 130 a Junhfraujoch (a oltre 3000 m sul livello del mare). Tipi di fulmini Il fulmine trasporta una carica negativa verso il suolo (fulmine negativo) ma anche, sebbene più raramente, una carica positiva (fulmine positivo) ed è preceduto da scariche preliminari di ionizzazione dell’aria (precursori o leader) che si allontanano dalla nuvola e si dirigono verso il suolo (fulmine discendente) o viceversa (fulmine ascendente). Pertanto, possono essere classificati in quattro categorie: Fulmine negativo discendente Costituiscono circa il 90% dei fulmini in terreni pianeggianti o leggermente montuosi. Hanno origine nella zona negativa principale della nube cumuliforme. Sono precedute da una serie di pre-scariche di polarità negativa che si susseguono a intervalli regolari (circa ogni 50 microsecondi), allungandosi, a volte ramificandosi considerevolmente, soprattutto in atmosfera secca, e avvicinandosi al suolo. Queste pre-scariche (precursori o leader), non visibili singolarmente a occhio nudo, possono essere fotografate su pellicola ad alta velocità (fotocamera Boys). Quando il tubo di pre-scarica ionizzata si avvicina al suolo e alle asperità, si sviluppano effluvi con la formazione di uno o più contro-precursori che si muovono dal suolo verso il precursore. Al contatto dei due tubi ionizzati (a volte si verifica il contatto con più contro-precursori ascendenti e più fulmini, vedi figura) si genera la scintilla dirompente (arco di ritorno positivo dal suolo alla nube) che costituisce la parte più brillante del fulmine. Il contatto avviene tra 20 e 50 millisecondi dopo l’inizio delle pre-scariche. A questo punto la tensione tra il terreno e la nube cumuliforme può raggiungere centinaia di milioni di volt, 200 kA (in media 30 kA, massimo osservato quasi un milione di ampere) con una derivata (incremento per unità di tempo) che può raggiungere i 200 kA al microsecondo e una durata di diverse decine di microsecondi. Dopo una pausa piuttosto breve, nello stesso canale ionizzato, con un diametro di circa 2, 3 centimetri, si formano di solito altri archi di ritorno (da sei a venti), di potenza decrescente, innescati da pre-scariche che non sono più intermittenti ma uniche che si propagano in pochi millisecondi. Una corrente continua di bassa intensità (da 40 a 130 A) segue frequentemente (50%) la serie di scariche, con durate molto lunghe, che possono superare i 500 millisecondi. Può trasferire a terra una carica di alcune decine di coulomb, paragonabile a quella di un vero fulmine. Fulmine negativo ascendente Sono innescate da pre-scariche positive che, partendo dalle asperità del terreno, con il meccanismo descritto sopra, raggiungono la parte negativa della nube. Propagandosi verso l’alto, le pre-scariche si ramificano considerevolmente. La scarica di ritorno positiva dal terreno alla nube, spesso molto brillante e ramificata verso l’alto, termina con l’estinzione dei rami tranne quello principale, che è poi soggetto a una lunga corrente discendente continua. Si tratta dei fulmini che colpiscono terreni accidentati e montuosi, cime e picchi, e di quelli che colpiscono edifici molto alti e slanciati come torri, tralicci elettrici, antenne radio, grattacieli. Fulmine positivo discendente Sono piuttosto rari e si verificano principalmente durante i temporali invernali o di inizio primavera. Sono particolarmente potenti e possono causare notevoli effetti distruttivi. Spesso hanno origine nella parte positiva superiore del cumulonembo, ma a volte anche nel nucleo positivo inferiore e si sviluppano persino in assenza di precipitazioni liquide. La progressione del precursore discendente avviene in modo continuo, non a scatti come per i fulmini negativi. L’arco di ritorno, negativo, è normalmente singolo ed è seguito da una corrente continua intensa e di lunga durata (spesso superiore a 10 kA per una durata superiore a 10 millisecondi). I valori complessivi di corrente e carica sono solitamente 10 volte superiori a quelli corrispondenti ai fulmini negativi. fulmini positivi verso l’alto Sono rari quanto i corrispondenti fulmini discendenti. Si originano in luoghi impervi dove l’effetto elettrostatico sulla punta si verifica facilmente. Sono innescati da un precursore negativo che si propaga dal terreno alla parte carica positivamente della nuvola. L’arco di ritorno, dal terreno alla nuvola, è negativo. Il canale ionizzato attraversato dal fulmine si estingue quasi sempre all’istante dopo l’ultimo arco di ritorno. In circa il 4% dei casi, l’estinzione che inizia al termine della corrente continua di lunga durata è progressiva e lineare. In rare occasioni il canale ionizzato si estingue, frammentandosi in frammenti o brillanti granelli ovoidali. I temporali più violenti possono produrre diversi fulmini al minuto (valori estremi riportati: 20 al minuto negli Stati Uniti; normalmente da 2 a 5 in Europa). Mentre l’attività elettrica nel suo complesso può essere quasi continua (scariche multiple al secondo), in particolare nei temporali a supercella o in quelli caratterizzati da un calo di temperatura in alta quota. La durata complessiva dell’attività elettrica può variare da pochi minuti a diverse ore, ad esempio durante i temporali multicellulari stazionari. Sebbene i temporali tropicali presentino un’intensa attività elettrica complessiva, sono caratterizzati da fulmini deboli principalmente a causa della maggiore altitudine a cui si trovano le cariche negative. Comparsa di scariche elettriche I canali ionizzati appaiono spesso come una successione di segmenti separati, collegati da curve più o meno marcate. La lunghezza di questi segmenti varia da 5 a 100 m. In ogni caso, più intensa è la scarica, più rettilineo e meno sinuoso appare il canale. La lunghezza complessiva di questi canali può raggiungere i 100 km nel caso di fulmini intracloud. I canali di fulmine, invece, hanno una lunghezza più limitata, che va da 2 a 20 km; quest’ultima caratteristica può riferirsi ai fulmini (solitamente positivi) generati nelle parti superiori delle nubi cumuliformi (fulmini normalmente positivi). Per quanto riguarda il colore delle scariche, il rosa e il viola sembrano appropriati per quelle associate a temporali secchi e vicini, i colori caldi (arancione e rosso) per temporali secchi e distanti, i colori bianco chiaro per temporali con piogge intense, il grigio-blu per temporali distanti accompagnati da forti piogge Durata dei lampi e delle scariche Dipende dalla struttura della nube cumuliforme e dall’intensità del temporale. Di norma dura meno di un secondo. Un’eccezione è rappresentata dai fulmini intracloud nei temporali con forte estensione orizzontale, la cui durata può superare i tre secondi. attuale anche Il tuono Il tuono è dovuto all’espansione esplosiva del canale ionizzato attraversato dalla corrente elettrica della scarica (al suo interno la temperatura può raggiungere i 30.000 °C). Il tono e l’intensità del suono dipendono non solo dalla natura della scarica (un suono sordo e persistente è dovuto a scariche inter- o intra-nuvolose, uno secco a un fulmine caduto nelle vicinanze), ma anche, tra l’altro, dalla morfologia del terreno, dall’orientamento del canale ionizzato rispetto alla linea che lo collega al punto di ascolto e dalla presenza o assenza di pioggia e dalla sua intensità.  

CONCLUSIONI

L’autoionizzazione dell’acqua, presente sulla Terra e soprattutto nell’atmosfera, era un concetto sconosciuto al sottoscritto quando inventai il cuore artificiale e tutte le altre quaranta invenzioni energetiche e di purificazione, che funzionano ugualmente, poiché sfruttano i principi fisici di comprimibilità ed elasticità dell’aria, l’incomprimibilità dell’acqua, l’impenetrabilità dei corpi e i principi di Torricelli, Pascal, Venturi, Henry, Dalton, nonché quelli elettromagnetici di Maxwell, Lorentz, Ferraris, Tesla, che non interferiscono con l’autoionizzazione, anzi la migliorano grazie alla purificazione prodotta dall’ossigenazione dovuta ai principi di Henry e Dalton. Tuttavia, sono stato lieto di trovare altre prove scientifiche da parte di scienziati che si sono occupati di fenomeni chimici, biologici e meteorologici, che ci fanno comprendere come l’energia proveniente dall’universo nei miliardi di anni precedenti la nostra era si sia effettivamente interfacciata con l’energia terrestre, contribuendo al raffreddamento, alla purificazione, allo sviluppo della fotosintesi della clorofilla e al ciclo del carbonio senza alcun contributo tecnologico umano. Purtroppo, nonostante la comprensione di questi fenomeni, mi dispiace constatare che mancano le invenzioni del sottoscritto, che siano meno costose e complesse delle attuali invenzioni termiche, nucleari, solari ed eoliche, ma più pratiche e soprattutto interattive, capaci di sfruttare simultaneamente principi fisici, chimici, biologici, fluidodinamici e termici, senza realizzare l’intera catena di estrazione della fonte energetica, il suo trasporto, la trasformazione industriale, il nuovo trasporto verso le centrali termoelettriche e il trasporto dell’elettricità su tralicci aerei o cavi sotterranei. Ogni passaggio nella catena di approvvigionamento creata dall’uomo produce una diminuzione della resa, genera inquinamento e aumenta i costi energetici. Questa lunga catena di approvvigionamento è la causa degli elevati costi energetici, dell’inquinamento globale e della disuguale distribuzione della ricchezza mondiale. Purtroppo, questa catena è stata prodotta da un accordo tra i vari rami della scienza, i vari rami dell’imprenditoria e i vari rami della politica. A queste categorie va aggiunta anche quella degli economisti che hanno legittimato il tutto creando le borse mondiali. Al contrario, il coordinamento avrebbe dovuto avvenire fin dall’inizio, attraverso la collaborazione tra competenze fisiche, chimiche, biologiche, fluidodinamiche, elettromagnetiche, meccaniche, strutturali, geologiche e climatiche. Oggi sarebbe possibile riprogettare l’intero sviluppo mondiale lavorando insieme e ammettendo gli errori delle singole specializzazioni, ma gli interessi dei governi, delle multinazionali e delle categorie privilegiate ci impediscono di correggere gli errori. 

  Meno di duecento anni di invenzioni scoordinate sono bastati a distruggere irreparabilmente ecosistemi formatisi nel corso di miliardi di anni, come le barriere coralline, l’acidificazione degli oceani, lo scioglimento dei ghiacciai sulle montagne e ai poli. D’altra parte, abbiamo creato molti miliardari, molti uomini di potere e una classe dirigente che non vuole attuare le riforme necessarie per riequilibrare la ricchezza mondiale. Tutti sono coinvolti e tutti sono colpevoli del crimine di omissione. Questa è la vera ragione per cui nessuna delle mie quaranta invenzioni ha avuto successo.

La figura sottostante, estratta da https://climatereanalyzer.org/clim/sst_daily/, mostra l’incredibile aumento della temperatura delle acque oceaniche negli ultimi quarantadue anni, che rappresenta una frazione di secondo rispetto a quattro miliardi e mezzo di anni

Sono sempre stato impegnato a risolvere i problemi comuni degli impianti terrestri. Solo di recente, ormai rassegnato a essere frainteso, ho iniziato a leggere qualcosa di astronomia e climatologia. Le ho trovate molto interessanti. Ho capito che comprendere i sistemi energetici universali, grazie alle pubblicazioni di scienziati e ricercatori del passato e del presente, è utile anche per studiare soluzioni terrestri sostenibili. Non per copiarle, ma nella maggior parte dei casi per evitarle, dato che pianeti come la Terra sono una rarissima eccezione nell’universo. Sono piccole oasi in un caos universale. In particolare, ho trovato interessante il modo in cui lo scambio di energia tra il sistema solare e quello terrestre interagisce nella ionosfera. Approfondire questo argomento mi è stato molto utile per capire come la purificazione e la produzione di energia terrestre debbano effettivamente funzionare per non interferire con quelle dell’universo. Non ho riscontrato errori nelle soluzioni che avevo già sviluppato per la depurazione dell’energia da combustibili fossili, nate dall’esperienza diretta in campo industriale e ambientale. Le mie soluzioni si integrano perfettamente con lo scambio ionico tra la ionosfera e la superficie terrestre, come se lo avessi studiato appositamente. Mentre le energie termica, nucleare, solare ed eolica, che avevo già escluso dalle mie soluzioni, non essendo interattive dal punto di vista fluidodinamico, chimico o biologico, continuano ad essere incompatibili con l’ambiente terrestre, essendo anche incompatibili con lo scambio ionico tra la ionosfera e la superficie terrestre, di cui non ero a conoscenza, non avendo svolto alcuno studio accademico. 

Non ho mai nascosto che, di fronte all’indifferenza del mondo scientifico, imprenditoriale, politico, giuridico e sindacale nei confronti delle mie invenzioni, avrei voluto interrompere la mia attività di inventore, ma puntualmente, quasi per magia, il mio subconscio mi ha suggerito una nuova soluzione da sviluppare.

 Mi piaceva quasi chiamare le mie soluzioni di purificazione ed energia “La filastrocca di Spawhe”, pubblicandole in ordine cronologico, come le filastrocche che recitano i bambini. In particolare, cito quella degli elefanti che si dondolano su una ragnatela e invitano altri elefanti a fare lo stesso. Ho sempre dondolato da solo sulla mia ragnatela perché altri inventori, pubblici e privati, accademici e non, non si sono mai arrampicati per dondolarsi sulla mia ragnatela, e ovviamente nemmeno i loro padroni. Se ripenso a quel periodo, credo che non possa essere tutto merito mio. Qualcuno, non umano, mi ha sicuramente aiutato. Come ho sempre scritto da un punto di vista scientifico, sono un autodidatta che si sarebbe perso nell’immensità della scienza se non avesse seguito percorsi guidati da esperienze lavorative apparentemente insensate. È rarissimo incontrare un tecnico di una grande industria automobilistica che la abbandona per un lavoro precario in una piccola azienda di venti persone, solo per approfondire le sue conoscenze sul funzionamento di fognature, depuratori, impianti di sollevamento e distribuzione dell’acqua. In realtà, la piccola azienda ha cessato l’attività nel 2005. L’anno in cui ho deciso di non cercare un altro lavoro, ma di seguire la mia vocazione di inventore di nuove soluzioni, soprattutto nel campo della depurazione. La definisco vocazione perché, anche se le mie invenzioni non sono mai state realizzate e ho perso denaro svolgendo questa attività, sono certo che funzioneranno correttamente.

Riporto di seguito gli ultimi articoli pubblicati, in cui ho utilizzato pubblicazioni di altri autori che hanno fatto interessanti scoperte scientifiche e denunciato problemi ambientali, purtroppo senza proporre soluzioni alternative a quelle già note di energia termica, nucleare, solare ed eolica, che non sono servite a evitare il riscaldamento globale. La transizione ecologica che vuole proporre la nuova scienza mondiale attraverso la nuova energia nucleare e la trasformazione dell’idrogeno o dell’ammoniaca in combustibili peggiorerà ulteriormente il clima mondiale a causa dell’immensa quantità di vapore e gas che la natura, nel corso di miliardi di anni, ha eliminato e che verrà rilasciata nell’ambiente terrestre, con conseguenti perdite economiche, poiché nulla può essere più economico dell’acqua e dell’aria terrestri. Il vapore nell’atmosfera, a causa dell’autoionizzazione dell’acqua, moltiplicherà esponenzialmente la quantità di fulmini, che è la vera fonte di energia elettrica proveniente dall’universo. Questa energia in eccesso è inutile in quanto produce solo disastri. Ciò che serve agli impianti antropici terrestri, fissi e mobili, non può essere catturato con dispositivi elettrici diretti, ma attraverso gli effetti indiretti della fluidodinamica prodotti dalla forza gravitazionale. In particolare, fornisce azoto e ossigeno alla pressione atmosferica e all’acqua incomprimibile, la quale, oltre ad essere un elemento essenziale per la nutrizione, è anche un potente vettore di energia e fornisce ioni elettromagnetici utilizzati per nutrire biologicamente piante, animali ed esseri umani. Gli ioni contenuti nell’acqua sono particolarmente importanti per il cervello umano, che è composto per circa il 73% di acqua, rendendolo un organo altamente idratato. L’acqua è importante per il cervello perché contribuisce alla trasmissione dei segnali nervosi, regola la temperatura corporea e fornisce nutrienti essenziali alle cellule cerebrali.

Inoltre, sempre indirettamente dalla forza gravitazionale, l’acqua e l’aria insieme, con l’aiuto della semplice tecnologia ideata dal sottoscritto, possono fornire energia idroelettromagnetica sommersa e compressa, senza il salto idraulico. Quest’ultimo ha causato più disastri che benefici per l’umanità. Per sfruttare il salto idraulico, sono state costruite dighe che hanno ostacolato il flusso naturale dell’acqua. Basti pensare alle dighe crollate, alle inondazioni provocate, all’acqua dispersa verso il mare dopo aver prodotto elettricità una sola volta con un singolo salto idraulico. Invece, con le soluzioni del sottoscritto, boicottate da tutta la scienza mondiale, sarebbe possibile produrre energia sommersa e compressa durante tutto l’anno senza salto idraulico, combustibili, energia nucleare, pannelli solari, turbine eoliche, in ogni angolo della Terra, scaricando in mare solo l’acqua in eccesso non necessaria per usi civili, agricoli e industriali.      

È chiaro che la scienza, pur avendo compreso piuttosto bene il funzionamento dell’universo, ha compreso molto poco il funzionamento del pianeta su cui viviamo, dove tutto è interattivo e tale è diventato gradualmente nel corso di miliardi di anni. La complessità del sistema terrestre è talmente avanzata che può essere replicata e integrata solo con piccole innovazioni, facendo attenzione a non stravolgere il funzionamento generale, soprattutto per quanto riguarda la vita biologica e animale. Cito ancora una volta un breve paragrafo tratto dal libro “The Environmental Raket” del prof. Paolo Sequi: “ogni 35 milioni di atomi di carbonio provenienti dalla fotosintesi richiedono 30 milioni di atomi di ossigeno, 60 milioni di idrogeno e 1.552.904 atomi di elementi diversi portati dall’acqua (1.000.000 di azoto, 250.000 di potassio, 125.000 di calcio, 80.000 di magnesio, 60.000 di fosforo, 30.000 di zolfo, 4.500 di ferro, 2.000 di boro, 1.000 di manganese, 300 di zinco, 100 di rame, 3 di cobalto, 1 di molibdeno”. Ancora una volta, la differenza tra la scienza degli uomini e quella di Dio. Sembra che tutti questi atomi stiano aspettando di essere chiamati dal committente per produrre un fiore, un filo d’erba, un piccolo microrganismo, con un’organizzazione scientifica del lavoro molto precisa, miliardi di volte maggiore di quella della l’industria terrestre più automatizzata al mondo.

Ciò che accade nell’atmosfera è molto più semplice e comprensibile di ciò che accade nei microrganismi terrestri. Eppure l’uomo ha commesso un errore copiando il sistema energetico della Terra. Per la maggior parte, non uso parole mie, ma quelle di altri scienziati e ricercatori, che hanno spiegato molto bene i sistemi energetici e anche i problemi creati dal riscaldamento globale. Sfortunatamente, non sono stati in grado di entrare nei dettagli delle soluzioni e non hanno nemmeno immaginato di poter estrarre energia a freddo dall’ambiente terrestre. Nemmeno chi scrive, dopo una vita dedicata all’industria e all’ambiente, avrebbe potuto immaginarlo.

Da pensionato, dopo aver utilizzato l’energia disponibile per alimentare pompe, motori e ventilatori per scopi di purificazione, mi è bastato ipotizzare di utilizzare una pompa in senso inverso, che invece di sollevare l’acqua la spinge verso il basso nella direzione della forza di gravità, e di installarla subito dopo una turbina collegata a un generatore di corrente per realizzare che l’energia elettrica può essere estratta dall’ambiente senza il salto idraulico, poiché l’energia prodotta dal generatore di corrente è molto maggiore dell’energia assorbita dalla pompa. Infatti, la pompa sottoposta a una pressione idrostatica positiva deve solo vincere lo stato di inerzia per creare la portata, mentre il generatore di corrente, collegato a una pompa della stessa portata, produce una quantità di energia maggiore, poiché sfrutta la pressione idrostatica sull’asse della turbina, o della pompa utilizzata come turbina. P = Q*H. Infatti, l’acqua all’uscita di una pompa che lavora nella direzione della forza di gravità acquisisce spontaneamente energia cinetica V = √2gh, alla quale si oppone solo la resistenza d’attrito tra le molecole d’acqua, che dipende dalla velocità di uscita e non dalla prevalenza idrostatica, come in una normale uscita sommersa (V²/2g).

Ovviamente, usciamo dalla turbina o dalla pompa utilizzata come turbina a una velocità molto bassa, poiché abbiamo utilizzato tutta l’energia cinetica per produrre energia elettrica nel generatore di corrente.

Tuttavia, come dimostrato in questo articolo e nel precedente, è possibile combinare il sistema idroelettrico sommerso con il sollevamento a gradini che produce l’energia necessaria per spostare le acque di fiumi, laghi e bacini idrici ovunque siano necessarie.

Una volta giunti sul luogo in cui l’acqua è necessaria per usi industriali, agricoli e urbani, si progetta innanzitutto il sistema che gestisce l’acqua dal punto di vista energetico e della depurazione, con la stessa quantità di acqua riciclata all’infinito, integrata con l’acqua consumata dai sistemi che la alimentano a monte (fiumi, laghi, bacini di laminazione). Questo è il modo corretto di produrre energia elettrica terrestre. Pertanto, non sono necessarie reti di distribuzione dell’elettricità o nemmeno reti di distribuzione del metano, poiché temperature inferiori a cento gradi centigradi sono sufficienti per le normali esigenze. Per le grandi acciaierie e gli inceneritori, si possono utilizzare trasporti speciali di combustibile. 

Non è necessario interferire con il naturale scambio ionico tra la ionosfera e la superficie terrestre con le attuali produzioni termiche, nucleari, solari ed eoliche, che sono più costose e meno utili dell’acqua, la quale, distribuita ovunque, risolverebbe tutti gli attuali problemi energetici, ambientali, sanitari ed economici. Nessuno escluso.

Ciò che sconcerta chi scrive è il silenzio globale su questi banali errori dell’intera scienza mondiale, che in altri settori, con tecnologie più avanzate, aspira ad andare nello spazio. Ma rinuncia sempre a sfruttare i principi interattivi tra acqua, aria e forza gravitazionale. Di fatto, anche la corsa allo spazio è un grande fallimento perché sul pianeta Terra abbiamo completamente frainteso i principi energetici. Se vogliamo andare nello spazio, dobbiamo anche saper tornare sulla Terra e di certo non possiamo farlo con paracadute, gommoni galleggianti e squadre di soccorso navale che vanno a pescare astronauti in mezzo agli oceani. L’aria e l’acqua della Terra sono le migliori fonti di energia, appositamente preparate dalla natura terrestre in oltre 4,5 miliardi di anni. L’aria atmosferica è respirabile, flessibile e comprimibile anche a migliaia di bar se mantenuta alla temperatura terrestre. Pertanto è il miglior accumulatore di energia al mondo, ma deve essere sfruttata in una direzione, altrimenti si comporta come un semplice attuatore energetico (come nei cilindri pneumatici). L’acqua è il miglior vettore di energia poiché è incomprimibile e 830 volte più densa dell’aria, quindi a parità di portata e pressione esercita una forza 830 volte maggiore dell’aria. In presenza di un campo elettrico, l’acqua è autoionizzabile e può quindi trasportare anche energia elettromagnetica (come accade in natura nelle colture agricole e nei corpi di uomini e animali). 

I sistemi di purificazione e di produzione di energia non potranno mai progredire tecnologicamente se nessun governo e nessuna multinazionale investirà pochi euro nella sperimentazione di prototipi che un pensionato settantacinquenne, senza soldi, attrezzature e nemmeno una piccola officina a disposizione, non sarebbe in grado di testare. Questo articolo si aggiungerà ai 114 articoli già pubblicati che descrivono le quaranta invenzioni non testate per ragioni sconosciute alla scienza, ai governi e alle multinazionali .

 114) 20.04.2024 https://www.spawhe.eu/lets-talk-scientifically-about-the-italian-disaster-of-the-bargi-hydroelectric-power-plant/ , https://www.spawhe.eu/it/parliamo-scientificamente-della-tragedia-della-centrale-idroelettrica-di-bargi/

113) 15. 02. 2024 https://www.spawhe.eu/it/lets-talk-about-the-scientific-reasons-for-the-protests-of-european-farmers-that-science-and-governments-hide/ , https://www.spawhe.eu/it/parliamo-delle-ragioni-scientifiche-delle-proteste-degli-agricoltori-europei-che-la-scienza-ei-governi-nascondono/

112) 07. 01 2024 https://www.spawhe.eu/it/lettera-aperta-a-sir-leonard-valentinovich-blavatnik-per-conoscenza-a-mr-bill-gates-e-mr-elon-musk-in-materia-di-ambiente-ed-energia/ , https://www.spawhe.eu/open-letter-to-sir-leonard-valentinovich-blavatnik-for-information-to-mr-bill-gates-and-mr-elon-musk-regarding-environment-and-energy/

111)19.12.2023 https://www.spawhe.eu/cop-28-science-has-not-understood-that-planet-earth-could-be-energetically-autonomous-without-fossil-fuels-and-nucleated-energy/ , https://www.spawhe.eu/cop-28-la-scienza-non-ha-compreso-che-il-pianeta-terra-potrebbe-essere-autonomo-energeticamente-senza-combustibili-fossili-ed-energia-nucleare/ ,

110) 26.11. 2023 https://www.spawhe.eu/cop-28-the-usual-conference-of-global-scientific-hypocrisy-like-the-twenty-seven-previous-cops/ , https://www.spawhe.eu/cop-28-il-solito-convegno-dellipocrisia-scientifica-mondiale-come-le-ventisette-cop-precedenti/

109) 03.11. 2023 https://www.spawhe.eu/from-the-theory-of-general-relativity-to-the-general-artificial-terrestrial-interactivity-unwanted-by-governments-and-multinationals/ , https://www.spawhe.eu/dalla-teoria-della-relativita-generale-alla-interattivita-generale-artificiale-terrestre-indesiderata-dai-governi-e-dalle-multinazionali/ .

Oggi il crimine di omissione è il pane quotidiano degli enti pubblici globali, che si nascondono dietro le competenze specifiche dei propri dipendenti per non affrontare i problemi globali, come invece dovrebbe accadere se venissero rispettati gli articoli 1, 2, 15, 48, 54 e 58 del “Progetto di codificazione sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti”, firmato da quasi tutti i novantasei Stati sovrani, presso le Nazioni Unite nel 2001. Questo documento non riguarda solo le responsabilità dei governi, ma anche le responsabilità individuali dei singoli funzionari.

L’intera filastrocca “Spawhe”, scritta dal sottoscritto a seguito dello sviluppo virtuale delle sue invenzioni senza alcun finanziamento governativo o multinazionale, dimostra che le invenzioni termiche e nucleari non sono ben accette sul pianeta Terra. Eppure, l’intero sviluppo della Terra si è basato su tali energie. Persino i più importanti premi Nobel hanno contribuito allo sviluppo di queste tipologie di energie.

L’unica invenzione importante che si discosta dalle invenzioni termiche e nucleari è quella dell’elettromagnetismo terrestre, per cui inventori come Davemport, Tesla, Ferraris e Pacinotti, per ragioni pratiche di costruzione, furono costretti a utilizzare sottili fili di rame protetti da vernici isolanti per ridurre le correnti parassite e aumentare l’efficienza dei motori elettrici e dei generatori di energia. Questa esigenza pratica ha spinto il sottoscritto a cercare di estrarre energia dall’ambiente senza utilizzare combustibili nucleari, perché solo in questo modo si possono creare sistemi piccoli e compatti in grado di combinare la spinta di Newton e di Lorentz per vincere la forza di gravità. Soprattutto, questa esigenza mi ha portato alla concezione dell’energia idroelettromagnetica compressa, che ovviamente si è rivelata la scelta migliore anche per altre caratteristiche tecniche ed economiche. Perché il mondo scientifico non se n’è accorto? Non bisogna dimenticare che la prima centrale idroelettrica fu costruita nel 1882 nel Wisconsin (Stati Uniti), vicino alle Cascate del Niagara. Perché il mondo scientifico tace ancora su questo argomento? In realtà, a prescindere dall’inquinamento termico e nucleare, anche le energie rinnovabili, solare ed eolica, sono più costose, complesse e meno pratiche dell’energia che può essere prodotta in versione fissa e mobile, semplicemente estraendola dall’ambiente circostante, senza bisogno di trasformazioni industriali. Persino ai poli e nei deserti, perché l’aria atmosferica è ovunque e l’acqua non esce dal circuito energetico, se non per pochi secondi, per scaricare la pressione residua all’uscita della turbina alla pressione atmosferica, prima di essere reintrodotta nel circuito di riciclo di un’autoclave pressurizzata, per mezzo di una pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, che è la vera invenzione che la scienza dei padroni, pubblici e privati, continua a fingere di non capire e non si fa avanti con un euro per smentirmi. L’intera classe dirigente mondiale non ha alcun interesse a dimostrare i miei possibili errori perché ciò aprirebbe un vaso di Pandora che dimostrerebbe che abbiamo commesso un errore nell’intero sviluppo mondiale. Non è conveniente né per i paesi della NATO, né per i russi, i cinesi e i paesi in via di sviluppo, ripartire da zero e smantellare prima le armi di distruzione basate sull’energia termica e nucleare. Senza tali armi diventerebbero troppo vulnerabili. Per i potenti della Terra non importa che la maggioranza della popolazione mondiale desideri vivere in pace, avere cibo a sufficienza, un lavoro onesto e la tranquillità familiare, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione o dalle opinioni politiche. La scienza deve essere più imparziale della giustizia. Perché la giustizia può sbagliare, mentre la scienza ha la possibilità di sperimentare e verificare le invenzioni. Se nega la sperimentazione, la democrazia non esiste.Nessuna delle mie quaranta invenzioni è stata testata perché non appartengo ad alcun centro di potere politico, scientifico o economico e non lavoro per nessun padrone.

La semplicissima dinamica dei fluidi freddi prodotta attraverso l’energia idroelettrica sommersa e compressa, applicata ai principi di Torricelli, Venturi, Pascal e Henry, è perfettamente compatibile con l’elettromagnetismo prodotto, altrettanto a freddo, da Maxwell e Lorentz, i quali utilizzarono magneti permanenti e correnti indotte in semplici fili di rame sottili verniciati con vernici isolanti, in grado di creare motori elettrici di qualsiasi dimensione per produrre coppie motrici e spinte lineari, da utilizzare in applicazioni terrestri, aeronautiche e spaziali. Non importa che l’elettromagnetismo universale abbia un’origine nucleare. Chiunque abbia creato l’universo, non avendo a disposizione le tecnologie dell’epoca, non poté fare altro che utilizzare le energie di cui disponeva, ma dimostrò grandi capacità scientifiche nel separare i pianeti a grandi distanze e nel dotarli di una propria energia, seppur stratificata, sotterranea e protetta dai raggi cosmici da diversi strati atmosferici (troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera, esosfera). Infine, si è creata un’ampia fascia nell’atmosfera, da 50 a 1000 km, chiamata ionosfera, in cui la densità di elettroni e ioni liberi raggiunge valori fisicamente rilevanti, tali da influenzare l’indice di rifrazione delle onde elettromagnetiche. La presenza di elettroni e ioni liberi nell’alta atmosfera terrestre è dovuta principalmente al fatto che i gas che la compongono sono continuamente soggetti all’azione ionizzante delle radiazioni solari UV e X. Oltre all’azione ionizzante del Sole, che fornisce il contributo maggiore, bisogna considerare anche i raggi cosmici che, seppur in minima parte, sono anch’essi causa della presenza di elettroni e ioni liberi nell’atmosfera; inoltre, variazioni più o meno significative nella distribuzione della ionizzazione sono prodotte da qualsiasi tipo di fenomeno di trasporto e propagazione delle onde che caratterizza l’atmosfera stessa. Ed è proprio per la sua estrema sensibilità ai fenomeni atmosferici di vario tipo che la ionosfera può essere utilizzata come un indicatore sensibile delle variazioni atmosferiche. Al di sopra dei 100 km l’atmosfera terrestre cessa di essere una miscela omogenea di gas. Per questo motivo, in tutto il mondo si è convenzionalmente stabilito che lo spazio inizia a 100 km.

  dalla Terra. Oltre una certa profondità, questo flusso di radiazioni ionizzanti viene completamente assorbito e al di sotto di essa la produzione di ioni cessa. Di conseguenza, si prevede che esista una zona in cui si registra un picco di densità ionica e uno strato in cui la ionosfera raggiunge la sua massima densità. Come mostra il grafico sottostante, questo picco si trova nello strato F2 dell’atmosfera, a circa 300 km di altitudine.

Questo grafico, sviluppato dal geofisico britannico Sydney Chapman (1888-1970), mette in relazione la densità degli ioni (sull’asse delle ascisse) e l’altitudine (sull’asse delle ordinate). Vengono inoltre indicate le aree dell’atmosfera in cui vengono assorbite le diverse lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico. Fonte: Università di Cambridge

Il grafico che mette in relazione la densità ionica (sull’asse delle ascisse) e l’altitudine (sull’asse delle ordinate). In particolare, vengono riportate le specie chimiche degli ioni presenti nella ionosfera a partire da 90 metri sul livello del mare fino a oltre mille metri. Fonte: Researchgate

La ionosfera è di fondamentale importanza. Infatti, svolge un ruolo cruciale nei fenomeni elettrici atmosferici, essendo la “rete esterna” del condensatore terrestre. Assorbe gran parte delle radiazioni ionizzanti provenienti dallo spazio.

Questi fenomeni sono ben noti agli scienziati geofisici, astronomici e meteorologici, ma poco conosciuti a chi si occupa di impianti di produzione industriale come me (1970-1986) e di impianti di depurazione ambientale, sollevamento e distribuzione dell’acqua (1987-2006). Con la mia attività di inventore, iniziata dopo il pensionamento nel 2006, ho semplicemente voluto mettere a frutto le esperienze industriali che consentono di accelerare i processi grazie a una migliore organizzazione del lavoro e a tecnologie più avanzate rispetto a quelle ancora in uso negli impianti di depurazione e di produzione energetica, che sono normalmente progettati e gestiti da enti pubblici in tutto il mondo.

Non avendo le conoscenze di scienziati geofisici, astronomici e meteorologici, nelle mie quaranta invenzioni proposte fino al 2020, ho sfruttato solo principi fisici, fluidodinamici ed elettrostatici per creare virtualmente sistemi di purificazione ed energia in grado di estrarre energia pulita direttamente dall’ambiente senza utilizzare energia fossile, nucleare, solare ed eolica in sistemi fissi e mobili. In particolare, mi sono ispirato ai sistemi di verniciatura elettrostatica dell’industria automobilistica che utilizzano il flusso d’aria per scomporre i fumi di vernice con veli d’acqua sul pavimento sottostante e l’estrazione del flusso misto di acqua e aria mediante l’effetto Venturi. Ho inoltre utilizzato i filtri elettrostatici impiegati nell’industria per purificare i fumi di saldatura alle estremità dei camini, creando speciali estensioni di sezioni per rallentare la velocità dell’aria inquinata, in modo che i filtri elettrostatici potessero catturare polveri e ossidi, mentre la CO2, che ha una molecola non polare più pesante dell’aria, poteva essere aspirata verso il basso da una speciale camera anulare esterna ai camini e da speciali ventilatori elettrici per essere neutralizzata nelle fognature con una semplice pioggia artificiale su materiale calcareo per produrre carbonati nell’acqua e chiudere correttamente il ciclo del carbonio all’origine di tutti i processi termici civili e industriali, inviando acqua alcalina verso il mare che durante il percorso fognario avrebbe anche evitato l’acidificazione dei fanghi da parte di acido solfidrico e acido solforico e avrebbe permesso un risparmio energetico nei successivi depuratori che, ancora oggi, per depurare le acque reflue devono ripartire da zero con potenti soffiatori d’aria e costosi diffusori porosi per ossidare l’acqua degenerata dai lunghi percorsi fognari. Al termine dei processi attuali, nonostante l’elevato consumo energetico e i costosi diffusori, l’acqua purificata risulta ancora acida e acidifica laghi e mari, contribuendo così al riscaldamento globale. I miei camini e i miei sistemi fognari coperti, che avrebbero utilizzato la CO2 a beneficio dell’ambiente, non sono mai stati finanziati né realizzati, anche a causa del silenzio della comunità scientifica mondiale, che collabora attivamente con le multinazionali attraverso il commercio di brevetti. I miei cinque brevetti internazionali su questi argomenti, che mi sono costati quasi l’intera indennità di fine rapporto per trentasette anni di lavoro nell’industria e nell’ambiente (18.000 euro), non hanno trovato interlocutori pubblici o privati. Secondo le attuali leggi internazionali sui brevetti, dovrei inoltre pagare tasse di mantenimento annuali in tutti i paesi del mondo, poiché le leggi internazionali non riconoscono il valore intellettuale delle invenzioni, ma solo il valore industriale di chi le crea. Di fatto, poiché le mie invenzioni non erano commercialmente valide, nessuno le ha prodotte e il riscaldamento globale è continuato.

7) 04.07.2014  https://www.spawhe.eu/capture-cooling-purification-chimneys-ccpc-international-patent-n-patent-wo2014-076724-and-subsequent-invention-air-filtration-and-thermal-exchange-tower-aftet/  ,  https://www.spawhe.eu/it/ciminiere-di-cattura-e-purificazione-fumi-ccpc-brevetto-internazionale-n-wo2014-076724-e-successiva-invenzione-integrativa-torre-di-filtrazione-aria-e-scambio-termico-aftet/

6) 04.07.2014  https://www.spawhe.eu/vertical-synergic-buildings-vsb-for-co2-and-water-depuration-plus-biomass-production/ , https://www.spawhe.eu/it/fabbricato-sinergico-verticale-fsv-vsb-per-depurazione-acqua-e-co2-piu-produzione-di-biomasse/ 

5) 04.07.2014  https://www.spawhe.eu/linear-synergistic-system-of-digestion-dehydration-and-composting-ldcc/ ,  https://www.spawhe.eu/it/ impianto-sinergico-di-digestione-disidratazione-e-compostaggio-lineare-ddcl/

4) 04.07.2014  https://www.spawhe.eu/global-synergy-plants-for-depuration-biomass-production-and-thermoelectric-cogeneration/ ,  https://www.spawhe.eu/it/ impianti-sinergici-di-depurcogeproduzione-termoelettrica-coperta-globale-dcptcg/

3) 28.02. 2013   https://www.spawhe.eu/closing-the-anthropogenic-carbon-cycle/  ,  https://www.spawhe.eu/it/la-chiusura-del-ciclo-di-carbonio-antropogenico/

2) 28.11.2007  https://www.spawhe.eu/phosphor-removal-from-detergents-wastewater-and-greywater-recycling-system-for-flushing-toilets/  ,  https://www.spawhe.eu/phosphor-removal-from-detergents-wastewater-and-greywater-recycling-system-for-flushing-toilets/

1) 15.11.2007  https://www.spawhe.eu/english-curriculum-vitae/  ,  https://www.spawhe.eu/it/curriculum-vitae-italiano/

Le caratteristiche fisiche dell’aria atmosferica compressa e purificata dalla gravità e quelle dell’acqua incomprimibile, ma anche le caratteristiche ioniche degli stessi elementi, presenti in ogni latitudine e longitudine del pianeta Terra, pronte per essere utilizzate gratuitamente da chiunque sappia usare la propria testa, l’esperienza e le competenze acquisite studiando simultaneamente gli aspetti scientifici, economici e organizzativi del lavoro sul pianeta Terra, sono state accantonate da tutti i paesi industrializzati per produrre solo invenzioni commerciali. La pubblicità ingannevole è l’anima del commercio mondiale. Tutta la pubblicità è fuorviante. La scienza non ha bisogno di essere pubblicizzata, ma solo applicata nell’interesse generale. Da questo punto di vista, i governi socialisti e comunisti sarebbero stati auspicabili, ma producono anche miliardari avidi quanto quelli dei paesi NATO.

Da quanto pubblicato in questo articolo, sono certo che se la classe dirigente mondiale decidesse finalmente di sperimentare l’estrazione di energia dall’ambiente attraverso l’acqua e l’aria atmosferica senza ricorrere ad altre forme di energia inventate dall’uomo, investendo soprattutto nelle infrastrutture necessarie per una migliore distribuzione delle risorse idriche mondiali, riusciremmo rapidamente a fermare l’attuale riscaldamento globale. Ma potremmo fare anche di più. Dopo aver ripulito l’atmosfera dall’immensa quantità di vapore, CO2 e tralicci ad alta tensione. Non prima, perché nella situazione attuale potremmo avere effetti indesiderati. Con i futuri mezzi di trasporto che produrrebbero energia terrestre a freddo, sommando la spinta di Newton e quella di Lorentz, potremmo entrare direttamente nella zona F2 della ionosfera con vagoni pieni di acqua terrestre per provocare piogge artificiali dove vogliamo, senza produrre vapore, CO2 e tralicci ad alta tensione che hanno interferito con l’attuale modello di sviluppo basato sullo scambio ionico naturale tra la Terra e la ionosfera che avevamo prima del 1850, quando le cattive invenzioni si mescolarono a quelle buone. Il 2024 potrebbe essere l’anno in cui la scienza finalmente comprenderà che deve basare lo sviluppo sul ciclo di purificazione ed energia dell’acqua terrestre, che è il più semplice, logico ed economico, già predisposto dal creatore dell’universo, senza le complicazioni commerciali delle multinazionali. Non è un caso che persino l’invenzione del sottoscritto del cuore artificiale ossigenante il sangue umano energeticamente indipendente, che potrebbe prolungare la vita umana di centinaia di anni, si basi sullo stesso ciclo, altrettanto frainteso dalla scienza legata alle attuali potenze mondiali.

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