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La scienza e la politica non conoscono la fisica terrestre né l’organizzazione scientifica del lavoro.

Astratto

Ironicamente, pubblico questo articolo sul mio sito web il 25 gennaio 2023, mentre in Italia è in corso un importante sciopero dei benzinai. Questa categoria di lavoratori, come molte altre, secondo la mia modesta opinione di progettista, installatore e inventore di impianti artificiali, non sarebbe nemmeno dovuta esistere, se la scienza e i politici mondiali avessero conosciuto l’organizzazione scientifica del lavoro globale. Infatti, chiunque studi l’organizzazione del lavoro a livello globale, non solo dal punto di vista delle multinazionali, non può ignorare lo studio dell’organizzazione naturale del lavoro sulla Terra. Questa, a differenza del lavoro dell’universo, si svolge a freddo, in modo fluido, dinamico ed elettromagnetico, senza combustibili né energia nucleare. Le combustioni naturali sul pianeta Terra sono accidentali o dovute a eruzioni vulcaniche che fanno parte del ciclo di raffreddamento naturale del pianeta. Questo avrebbe dovuto far capire alla scienza e agli inventori terrestri che avrebbero dovuto semplicemente studiare il modo migliore per accelerare e innescare i processi naturali di purificazione ed energia senza distorcerli. Ma ciò non è avvenuto a causa della divisione delle competenze scientifiche e della mancanza di coordinamento tra gli analisti che avrebbero dovuto essere al contempo politici, economisti, pianificatori o esperti dello stato dell’arte della tecnologia e dei sistemi terrestri artificiali. È evidente che queste figure professionali non esistono sul pianeta Terra. E se qualcuno, come me, per esperienza personale, comprende come dovrebbe funzionare il sistema energetico e di purificazione antropico della Terra, non può fare altro che comunicarlo al meglio delle sue capacità alla scienza, ai politici, agli imprenditori e agli inventori, che sono i principali responsabili di questo grande disastro globale. Ho scelto di depositare brevetti e scrivere articoli per renderli noti. Certamente, questo non basta a consolare coloro che hanno fatto cattivi investimenti, né a far pentire i legislatori che li hanno permessi. Avevo già lavorato per nove anni per depositare i principali brevetti nazionali e internazionali sul risparmio idrico e sulla depurazione dell’energia fossile, che hanno lasciato completamente indifferente la scienza ambientale mondiale, cambiando praticamente tutti i sistemi attuali (camini, fognature, depuratori) creando cicli completi tra acqua e aria che oggi non esistono in nessun’altra parte del mondo. Proprio per rendere questi sistemi ancora più economici, mi sono concentrato sui sistemi energetici per trovare il punto debole dell’attuale sistema energetico mondiale che potrebbe consentire il miglioramento dei cicli di produzione di energia pulita. Se ci fosse stato un minimo di obiettività da parte dei colpevoli, pensando con il senno di poi, l’unione tra fluidodinamica ed elettromagnetismo avrebbe potuto essere identificata subito dopo, o addirittura prima della costruzione della prima centrale idroelettrica (1802), analizzando meglio l’organizzazione scientifica del lavoro. A quel tempo, se esistevano le prime turbine e i primi generatori di corrente elettrica, esistevano anche pompe, compressori d’aria, autoclavi,combinare con questi componenti l’energia idroelettrica con il salto idraulico con la produzione di elettricità senza il salto idraulico che ho pubblicato oltre duecento anni dopo, a partire dal 2014. Lasciando, ancora una volta, l’intera scienza pubblica mondiale completamente indifferente, ovviamente anche i politici e gli imprenditori del mondo. Nei due settori in cui ho lavorato come inventore, negli ultimi duecento anni, non sono stati fatti passi avanti concreti dal punto di vista creativo, inventivo e organizzativo del lavoro fino ad oggi. Mentre altri settori hanno fatto grandi passi avanti, con invenzioni commerciali. Chiunque governi il mondo non può nascondersi dietro il consenso elettorale perché la gente sa poco o nulla di scienza e di organizzazione scientifica del lavoro. Allo stesso tempo, la politica non può nemmeno nascondersi dietro la scienza, che, divisa in settori specifici, non può analizzare scientificamente il lavoro globale per cambiare i cicli di lavoro ambientali ed energetici allo stesso tempo, al fine di trovare sinergie comuni tra i due sistemi. Non si può dire con leggerezza che utilizziamo energie rinnovabili. Queste soluzioni sono costose, poco potenti, discontinue e non universalmente applicabili, soprattutto nei sistemi mobili e nei trasporti terrestri e spaziali. Non possiamo affermare con leggerezza di utilizzare auto a batteria, mentre la scienza tace, pur sapendo che queste producono un inquinamento globale ancora maggiore se la fonte di energia primaria non cambia. Ma come potrebbero funzionare a batteria trattori agricoli, camion, navi e aerei? Per la scienza attuale, che non opera nell’interesse delle persone e dell’ambiente, le uniche soluzioni sono sempre di natura commerciale. Le persone devono pagarne il prezzo con elevati costi di trasformazione, come ad esempio la conversione dell’idrogeno in carburante e le nuove energie nucleari.Soprattutto nei sistemi mobili e nei trasporti terrestri e spaziali. Non possiamo affermare con leggerezza di utilizzare auto elettriche, mentre la scienza tace, pur sapendo che queste producono un inquinamento globale ancora maggiore se la fonte di energia primaria non cambia. Ma come potrebbero funzionare a batteria trattori agricoli, camion, navi e aerei? Per la scienza attuale, che non opera nell’interesse delle persone e dell’ambiente, le uniche soluzioni sono sempre di natura commerciale. Le persone devono pagarne il prezzo con elevati costi di trasformazione, come ad esempio la conversione dell’idrogeno in carburante e le nuove energie nucleari.Soprattutto nei sistemi mobili e nei trasporti terrestri e spaziali. Non possiamo affermare con leggerezza di utilizzare auto elettriche, mentre la scienza tace, pur sapendo che queste producono un inquinamento globale ancora maggiore se la fonte di energia primaria non cambia. Ma come potrebbero funzionare a batteria trattori agricoli, camion, navi e aerei? Per la scienza attuale, che non opera nell’interesse delle persone e dell’ambiente, le uniche soluzioni sono sempre di natura commerciale. Le persone devono pagarne il prezzo con elevati costi di trasformazione, come ad esempio la conversione dell’idrogeno in carburante e le nuove energie nucleari.

Non credo ci sia mai stato un inventore che abbia scritto più lettere aperte a politici, legislatori sui brevetti, alle Nazioni Unite, dalle quali non ho mai ricevuto una sola risposta. Credo anche di essere l’unico ad aver proposto oltre quaranta invenzioni senza vederne mai testata nemmeno una. Ma credo anche di aver dimostrato che persino le invenzioni non realizzate, se pubblicate, possono rappresentare un modello di sviluppo alternativo. Non è possibile che ci sia un silenzio generale da parte dei politici al governo, della scienza, degli inventori pubblici e delle multinazionali. Non è possibile che i due principali settori in cui sono intervenuto con le mie invenzioni siano rimasti praticamente addormentati per duecento anni. Credo che il silenzio non sia sufficiente. È necessario che qualcuno metta in discussione e critichi le mie invenzioni, anche se solo virtuali, per poterle respingere, promuovere o migliorare. Ho fatto lo stesso anche con altre invenzioni e con le mie precedenti, respingendone alcune, migliorandone altre e arrivando infine alla soluzione finale, che non è solo mia, ma anche di altri inventori e scienziati del passato. La soluzione energetica finale si chiama “idro-elettromagnetica compressa” e non è solo energetica, ma anche purificante. Significa che più energia produciamo negli impianti fissi artificiali del mondo, più proteggeremo l’ambiente terrestre. Per quanto riguarda gli impianti mobili, mi accontento solo del fatto che siano puliti, economici e che, se necessario, possano combinare la spinta di Newton e di Lorentz e persino catturare la polvere interstellare, qualora dovessimo andare nello spazio. È chiaro che tutte queste innovazioni sono solo in uno stato virtuale. Poiché questa energia è troppo perfetta per essere vera, invece di dare speranza per un futuro migliore per il pianeta e per tutta l’umanità, sembra che tutti i potenti sulla Terra siano scontenti. Non posso che scusarmi con questi signori e i loro consulenti scientifici, che a quanto pare non abbiamo alcun desiderio di verificare praticamente, almeno con prototipi dimostrativi, per averla inventata, confermando ancora una volta che ritengo immorale la proprietà industriale sulle invenzioni di pubblica utilità; per queste ragioni, le ho definite invenzioni intellettuali, poiché devono essere accessibili a tutti.

Probabilmente, nemmeno Elon Musk sarebbe in grado di realizzare tutte queste invenzioni da solo, se le condividesse. Ma so già che abbiamo idee diverse quando si tratta di ambiente ed energia. Perché non hanno gradito la mia soluzione per catturare la CO2 modificando i camini e introducendo serre sotterranee di calcare, grandi e piccole, che, tramite piogge artificiali, invierebbero acque alcaline ai mari e ai laghi che si stanno acidificando. Per rendere più economico questo processo sono stato costretto a inventare l’idroelettromagnetismo compresso. Tutto è connesso nella logica dell’organizzazione scientifica del lavoro che non può accettare compromessi con i desideri di politici e imprenditori che hanno fatto investimenti sbagliati in materia di energia. ( https://www.spawhe.eu/open-letter-to-mr-elon-musk-who-promised-100-million-dollars-to-those-who-manage-to-capture-co2-from-the-atmosphere/ ) La chiave d’accesso all’energia perfetta è stata finalmente trovata proprio nel tentativo di purificare seriamente l’energia fossile e neutralizzare la CO2, che la scienza dei politici e delle multinazionali voleva catturare e nascondere sottoterra con la CCS. Altre domande: Chi ci risarcirà per la distruzione della biodiversità che ha reso possibile il Covid-19? Quanti altri virus come questi arriveranno? Di chi è la colpa se non delle errate invenzioni terrestri di purificazione ed energia degli ultimi duecento anni? Perché le generazioni future e non il presente, che ancora ostacola i processi fluidodinamici interattivi tra acqua e aria a temperatura ambiente, che non costano nulla, devono rispondere di questi disastri? Se l’attuale classe dirigente riuscirà a nasconderle completamente, e ci sta già riuscendo, i nostri figli e nipoti saranno in grado di reinventarle? È molto improbabile che ci riescano, perché le divisioni tra competenze specifiche diventeranno sempre più estreme per ragioni commerciali, non certo scientifiche. Tuttavia, il tempo perduto non si recupera.

2. Il progresso dello stato dell’arte globale è ostacolato da governi e multinazionali

Lo strano titolo di questo articolo potrebbe sembrare una provocazione, dato che è evidente che la scienza conosce bene la fisica universale, quantistica e nucleare. Non è altrettanto evidente che la scienza abbia familiarità con la fisica terrestre e l’organizzazione scientifica del lavoro sulla Terra. Quanto alla politica, dopo la caduta del Muro di Berlino, si è persa la principale contrapposizione tra conservatori e non conservatori. Questi ultimi, non li definirei progressisti, poiché sono divisi in molte categorie che litigano tra loro su questioni di poco conto, e quindi difficilmente riescono a governare. Io, che non sono né scienziato né politico, ma che per motivi di lavoro ho dovuto conoscere la fisica terrestre e l’organizzazione scientifica del lavoro sia dal punto di vista industriale che ambientale, ritengo che entrambe le importanti categorie avrebbero bisogno di una maggiore conoscenza della fisica terrestre e dell’organizzazione scientifica del lavoro. In realtà, la fisica terrestre è molto diversa dalla fisica universale a causa della forte presenza della forza gravitazionale, ma la scienza non ne ha tenuto conto e non è intervenuta per correggere le invenzioni antropiche che hanno caratterizzato lo sviluppo e l’organizzazione scientifica del lavoro mondiale negli ultimi duecento anni.

Credo che la verifica della verità scientifica valga molto più della verità letteraria, artistica o politica, e che valga la pena accettare il rischio di essere considerato un inventore pazzo piuttosto che essere impotenti di fronte alle difficoltà finanziarie e legislative che impediscono la libera attività degli inventori non legati ai centri di potere mondiali. Non ho resistito alla tentazione di includere la seguente immagine in questo articolo, a pochi mesi dalla lettera aperta al nuovo presidente del Consiglio italiano, 10.10.2022 https://www.spawhe.eu/open-letter-to-the-new-italian-prime-minister-giorgia-meloni-on-the-subject-of-environment-and-energy/ .

Non c’è nulla di personale nella pubblicazione di questa cifra su Facebook e Twitter, perché credo che tutto possa servire a stimolare la verità scientifica, qualunque essa sia, su un tema di vitale importanza per la sopravvivenza del pianeta Terra e di tutta l’umanità. Questo governo, come tutti i governi precedenti negli ultimi quindici anni, non ha preso in considerazione le mie invenzioni di pubblica utilità in campo ambientale ed energetico. Persino il governo Berlusconi voleva costruire centrali nucleari francesi in Italia se non ci fosse stato il disastro nucleare di Fukushima dell’11 marzo 2011. Il disastro giapponese ha salvato l’Italia da un altro disastro economico e ambientale. In realtà, soprattutto, la guerra in Ucraina ha dimostrato che l’energia fossile e nucleare, oltre ad essere inquinante e antieconomica, ha permesso il sabotaggio di centrali elettriche e reti di trasporto energetico che avrebbero potuto essere obsolete già da tempo, se altri inventori, liberi dall’influenza dei centri di potere mondiali, avessero pubblicato le mie stesse soluzioni almeno un secolo o mezzo secolo prima. In effetti, con l’idroelettromagnetismo compresso, tutte le case e tutti i mezzi di trasporto e di lavoro potrebbero essere energeticamente autonomi, poiché la semplice aria è la fonte di energia e la semplice acqua è il vettore energetico.

La domanda che dobbiamo porci è: perché la scienza, in duecento anni di sviluppo industriale, non ha aggiornato a livello globale lo stato dell’arte, permettendo così di produrre il riscaldamento globale? Ho pubblicato 104 articoli sul mio sito web, in ordine cronologico, per dimostrare che l’energia idroelettromagnetica compressa non è stata un’invenzione geniale. Ma si tratta di un lungo ragionamento, durato molti anni, poiché inizialmente mi sono concentrato sulla depurazione dell’energia fossile utilizzando tecnologie all’avanguardia esistenti per creare cicli di purificazione dell’acqua e dell’aria più completi di quelli attuali. Anche se le mie invenzioni di purificazione non hanno ricevuto finanziamenti a livello mondiale e non sono state realizzate in nessuna parte del mondo, sono state il mio nuovo punto di partenza per produrre l’energia primaria fluidodinamica ed elettromagnetica che purifica e protegge allo stesso tempo l’ambiente terrestre. Ho impiegato diciassette anni come dipendente di un’azienda industriale privata e vent’anni in un’azienda ambientale privata per conoscere gli impianti artificiali.

È stata proprio questa conoscenza industriale e ambientale a spingermi a trasformarmi in un inventore in pensione, perché lo studio dell’organizzazione scientifica del lavoro si svolge proprio per ottimizzare i costi a livello globale, tenendo conto del progresso tecnologico in tutti i settori e del trasferimento di esperienze tra un settore e l’altro. Di conseguenza, l’organizzazione scientifica del lavoro rappresenta un’immensa fonte di ispirazione per le invenzioni del futuro, ma anche per il miglioramento di quelle del passato. Purtroppo, nella società odierna, nessuno analizza il lavoro a livello globale nell’interesse dell’intera comunità mondiale. Ognuno opera in compartimenti stagni, scienza compresa. Gli imprenditori utilizzano l’organizzazione del lavoro soprattutto per risparmiare sui costi di manodopera e materiali, mentre i governi non sembrano impegnarsi in studi approfonditi per migliorare la vita della comunità globale. Si limitano ad applicare tasse agli imprenditori, ai lavoratori, all’energia estratta dal sottosuolo, dai fondali marini, dalle centrali nucleari, dai pannelli solari e dalle turbine eoliche. Questo modo di governare è il principale artefice del riscaldamento globale e della distribuzione ineguale della ricchezza mondiale, poiché i governi, non supportati da una scienza imparziale che aggiorni lo stato dell’arte a livello globale, al di sopra degli interessi di parte, non sono in grado di imporre a coloro che producono materialmente la ricchezza mondiale le migliori soluzioni scientificamente provate nell’interesse generale. Se i politici avessero almeno una conoscenza minima dell’organizzazione scientifica del lavoro, prima di finanziare opere pubbliche, piani regolatori, sistemi fognari, depuratori, reti di distribuzione idrica ed energetica, sistemi idroelettrici e di irrigazione, viadotti, gallerie, autostrade, finanzierebbero almeno la sperimentazione delle soluzioni più innovative per gli impianti del futuro; probabilmente, non si continuerebbero a ripetere indefinitamente gli stessi errori commessi dalla scienza e dagli imprenditori. Governare senza sperimentazione in ambito di pubblica utilità, ambientale, energetico e strutturale non permette di correggere le fonti energetiche sbagliate e gli investimenti errati effettuati da imprenditori che inquinano l’ambiente con il consenso dei legislatori. L’ENI italiana, una delle poche aziende che mi ha risposto quando le ho inviato le mie soluzioni per la depurazione delle energie fossili, quando era ancora un’azienda pubblica, ha risposto di non essere interessata alle mie invenzioni perché i suoi impianti sono conformi alle normative. Questo tipo di risposta è ridicolo perché la ricerca pubblica dovrebbe innovare le normative, non limitarsi a rispettarle.

In questo contesto mondiale, cosa ha fatto la scienza? Soprattutto quella pubblica, che è il principale consulente delle Nazioni Unite e dei governi: non ha fatto nulla di concreto, proprio perché non ha sperimentato e applicato le regole dell’organizzazione scientifica del lavoro nelle strutture pubbliche. Il fatto che la scienza conosca la fisica nelle sue varie forme non è un’attenuante, ma un aggravamento delle sue responsabilità nei confronti della popolazione mondiale. Infatti, se i sistemi pubblici sono errati, come si possono correggere i sistemi prodotti dalle multinazionali in tutto il mondo?

In qualità di inventore di soluzioni di pubblica utilità e non commerciali, mi sono affidato soprattutto al sostegno della scienza pubblica, non avendo la possibilità di sperimentare i sistemi che proponevo con la mia modesta pensione. Il fatto che, dopo oltre quaranta invenzioni di pubblica utilità in campo ambientale ed energetico e sedici anni di intenso lavoro, non abbia trovato interlocutori tra gli enti scientifici pubblici, è ben più grave del fatto che non li abbia trovati nemmeno tra imprenditori e politici di tutto il mondo, tanto questi ultimi si nascondono dietro consulenti scientifici specifici. Senza mai affrontare problemi globali con soluzioni interattive e multidisciplinari che nessun governo e nessuna multinazionale hanno mai finanziato.

Se pensate che le vostre invenzioni siano state brevettate anche a livello internazionale e che il solo deposito del brevetto nei principali paesi industrializzati costi circa 3.500 euro per ogni invenzione, potete facilmente capire che c’è qualcosa che non va, anche dal punto di vista giuridico internazionale, nella tutela del diritto d’autore degli inventori che non riescono a trovare interlocutori. Fino a prova contraria, gli aspetti legali sono direttamente collegati a quelli politici. Infatti, i diritti d’autore degli inventori non vengono rinnovati se l’inventore non paga le tasse di mantenimento annuali in tutti i paesi in cui li ha depositati.

Non ho esteso a livello internazionale sei brevetti per ottenere maggiori profitti come inventore, ma solo per verificare se la scienza e la politica italiane fossero in linea con l’orientamento scientifico e politico mondiale. Ho avuto conferma che il mondo intero è un paese.

Ancora oggi, in tutto il mondo, non esiste alcuna distinzione tra un’invenzione di pubblica utilità e un’invenzione commerciale. Sappiamo tutti che nessuno revoca il copyright a uno scrittore di un romanzo fantasy, e nessuno si aspetta che paghi canoni di mantenimento annuali nazionali e internazionali se nessuno acquista il libro. Qualsiasi libro può essere compreso e pubblicato anche dopo la morte dell’autore. I diritti d’autore sono inalienabili, spettano agli eredi. Probabilmente, gli inventori impiegati da enti pubblici e privati ​​non ne sono a conoscenza, perché le spese per il deposito dei brevetti sono a carico dei datori di lavoro, che li esonerano dalle tasse dovute allo Stato. Un inventore privato, invece, non può esonerarsi da queste tasse se non percepisce alcun reddito dal lavoro perché nessuno acquista la sua invenzione. Ciononostante, i legislatori continuano a imporre il pagamento dei canoni di mantenimento. Essere un inventore in pensione è un costoso hobby per lo Stato italiano, non un modo per contribuire con la propria esperienza al miglioramento della società in cui viviamo. I legislatori si sono preoccupati di tutelare gli inventori impiegati da enti pubblici e privati ​​in caso di vendita di brevetti, stabilendo che il ricavato di tale vendita venga distribuito al 50% agli inventori e al 50% all’ente pubblico di appartenenza o all’azienda acquirente. Non si sono invece preoccupati di esentare dal pagamento delle tasse di deposito e di mantenimento le invenzioni relative alla purificazione e alla produzione di energia sostenibile, come se queste avessero lo stesso valore delle invenzioni di prodotti commerciali.

Non contesto queste enormi discriminazioni sociali ed economiche tra una categoria e l’altra di lavoratori intellettuali. Contesto la sostanza delle argomentazioni. Probabilmente, io che non mi sono mai occupato di invenzioni commerciali, ma solo di invenzioni di pubblica utilità ambientale ed energetica, avrei avuto maggiore concorrenza come inventore se le multinazionali si fossero interessate alla tutela ambientale e alla produzione di energia sostenibile, ma poiché non sono interessate a questo tipo di invenzioni, è successo qualcosa che non sarebbe dovuto succedere. Invece di produrre invenzioni di pubblica utilità ambientale ed energetica, gli inventori pubblici hanno preferito arrotondare i propri stipendi migliorando soluzioni commerciali in linea con la produzione di energia e depurazione delle multinazionali, per di più senza pagare le tasse di deposito e di mantenimento, come invece fanno gli enti pubblici competenti. Come si suol dire: sono le tentazioni che inducono al peccato. I politici e i legislatori, se avessero fatto bene il loro lavoro, non avrebbero permesso la vendita di brevetti pubblici alle multinazionali, perché chi controlla non può stare dalla stessa parte di chi deve essere controllato. Il primo ad essere contento di questa divisione di competenze tra scienza pubblica e privata sarei stato io, che non avrei sentito il bisogno di trasformarmi in un inventore in pensione per cercare di evidenziare, soprattutto, gli evidenti errori commessi dalla scienza pubblica in materia di ambiente ed energia. Probabilmente, avrei continuato a svolgere il mio lavoro di progettista e installatore di sistemi per molti altri anni senza dover sostenere spese inutili per brevetti indesiderati da enti pubblici e multinazionali.

 Purtroppo, i fatti mi hanno dato ragione. Se non avessi trovato il coraggio di ricominciare da zero per la terza volta nella mia vita lavorativa, dopo esperienze industriali e ambientali, probabilmente per molti altri secoli, su questo pianeta, nessuno scienziato, inventore pubblico o dipendente di aziende private avrebbe cercato e trovato le soluzioni interattive per l’energia e la purificazione. Queste avrebbero dovuto avere la precedenza assoluta negli esperimenti degli enti pubblici mondiali, per rimediare ai grandi errori della scienza pubblica e privata del passato, che aveva escluso tali soluzioni, proprio per non aver studiato a fondo l’organizzazione scientifica del lavoro terrestre in tutti gli impianti antropici, fissi e mobili, che traggono energia dalla circolazione dei fluidi, dalla biochimica e dall’elettromagnetismo naturale della terra.

 Anche il corpo umano può essere assimilato a una complessa pianta antropica mobile che trae energia dalla forza gravitazionale e, di conseguenza, dalla pressione atmosferica, dalla fotosintesi, dal ciclo del carbonio e dalla circolazione di aria, acqua e sangue, nonché da processi biochimici ed elettromagnetici. Pertanto, non possiamo vivere nello spazio se non portiamo con noi tutto questo. Credo non sia una coincidenza che l’idroelettromagnetismo compresso sia l’unica energia infinitamente rinnovabile necessaria sia per alimentare mezzi di trasporto, laboratori, officine e abitazioni spaziali, sia per creare motori lineari globali interattivi, gli unici in grado di catturare polveri interstellari per scopi alimentari e tecnologici e di sommare la spinta di Newton e Lorentz, sia per vincere la forza gravitazionale che ci allontana dalla Terra, sia per rallentare la velocità nella fase di rientro nell’atmosfera, evitando il surriscaldamento di mezzi di trasporto, laboratori, officine e abitazioni spaziali. Ma sembra che la scienza non abbia compreso tutto questo. Per questo mi chiedo se la scienza conosca davvero la fisica terrestre.

https://www.spawhe.eu/from-the-earth-beyond-the-moon-colonizing-space-with-compressed-hydroelectromagnetic-energy-unknown-to-terrestrial-science/,
https://www.spawhe.eu/interstellar-dust-capture-system-and-space-environmental-plants/,

Molte invenzioni antropiche del passato e del presente sono fondamentalmente errate, perché incomplete in termini di fluidodinamica, biochimica e circolazione elettromagnetica. Ma la società non se ne accorge perché continuano a funzionare e a creare comfort e benessere. La società odierna è convinta che non si possa avere tutto. La divisione delle competenze scientifiche, che ha impedito lo sviluppo di un’organizzazione scientifica del lavoro in tutti i settori, ha convinto l’intera popolazione mondiale che valga la pena accettare un po’ di inquinamento dell’acqua, dell’aria e del suolo per garantire a tutti una vita migliore. Ma se osserviamo attentamente la natura terrestre, possiamo renderci conto che essa sceglie sempre la soluzione migliore in termini di ambiente, energia, fisica, chimica organica e inorganica, biologia. Persino fenomeni su larga scala, come le correnti oceaniche, le sorgenti naturali che producono fitoplancton e zooplancton lungo tutte le zone costiere del mondo, sono fenomeni iterativi. Ma esistono anche fenomeni minori, come i pozzi artesiani e geotermici. Possiamo affermare che la natura terrestre, o il suo creatore, ha dimostrato di possedere una grandissima conoscenza scientifica del funzionamento globale, pur senza ricorrere alla tecnologia. Sappiamo però anche che non è vero che Dio abbia creato la Terra in sette giorni, inclusi uomo, donna e animali. Ci sono voluti quattro miliardi e mezzo di anni. L’Homo sapiens è comparso solo negli ultimi trecentomila anni, molto più rozzo e selvaggio dell’uomo odierno. Riflettiamo un attimo sulle invenzioni che utilizziamo quotidianamente. Partiamo dagli impianti domestici. Questi ci permettono di proteggerci dal freddo e dal caldo, di lavarci e di pulire i nostri vestiti, i pavimenti, ecc. Tuttavia, non ci consentono di essere energeticamente autonomi, di risparmiare acqua potabile. Non ci permettono di realizzare condizionatori d’aria efficienti dal punto di vista energetico, con scambiatori di calore acqua-aria, che sarebbero più efficaci ed economici. Lo stato dell’arte non è ancora sufficientemente avanzato per permetterci di scegliere la soluzione migliore, perché non siamo stati in grado di organizzare il lavoro globale in modo scientifico. Abbiamo frainteso la fonte primaria di energia della Terra, che non è termica, né nucleare, né solare, né eolica. Gli scambiatori di calore aria/aria, prodotti in miliardi di esemplari, aumentano il riscaldamento globale. Lo stesso fanno i camini, anch’essi prodotti in miliardi di esemplari; le fognature, composte da miliardi di chilometri, così come sono concepite, producono miliardi di metri cubi di gas, come acido solfidrico e acido solforico che corrodono le strutture e acidificano le acque reflue che raggiungono i depuratori in uno stato settico. E gli stessi depuratori sono sbagliati, sprecano risorse energetiche e diffondono nell’ambiente gas tossici e maleodoranti, perché la scienza, non conoscendo l’organizzazione scientifica del lavoro a livello globale, non chiude tutti i cicli chimici che apre. Se lo sapesse,Non avrebbe perso di vista i processi degenerativi dell’acqua e non avrebbe rilasciato gas tossici dai camini. Avrebbe creato cicli unici di acqua e aria, rallentando la velocità dei fumi all’uscita dei camini per filtrarli elettrostaticamente, mentre la CO2, più pesante dell’aria, avrebbe potuto essere richiamata nelle fognature tramite una doppia camera esterna all’impianto di combustione, per produrre carbonati nelle acque reflue, che con cicli appropriati e piogge artificiali su materiale calcareo e fosse di sedimentazione intercalate negli stessi percorsi fognari avrebbero impedito la formazione di acido solfidrico e acido solforico. Anche gli attuali depuratori avrebbero dovuto essere progettati diversamente per sfruttare tutti i cicli interattivi presenti in natura e parzialmente identificati dalla scienza, ma non inclusi nei cicli di depurazione per ragioni sconosciute. Pensiamo, ad esempio, al principio di Henry che dissolverebbe l’ossigeno nell’acqua gratuitamente, in proporzione alla pressione sulla superficie dell’acqua. Se riciclassimo l’acqua inquinata, in un modo o nell’altro, in un’autoclave che produce energia idroelettrica compressa attraverso l’accoppiamento di una pompa con una doppia alimentazione separata fino alla girante e alla turbina idraulica, avremmo anche una depurazione gratuita, oltre all’energia, consumando solo l’usura delle macchine. Ma questo non accade ancora sul pianeta Terra perché la scienza ha finto di non capire il funzionamento di una pompa di riciclo con doppia alimentazione separata fino alla girante. La scienza non ha mai detto che i miei impianti sono sbagliati. Ha semplicemente taciuto, come se i problemi ambientali fossero completamente separati da quelli energetici. Invece, sul pianeta Terra, a differenza dell’universo, tutto è connesso attraverso molecole sviluppatesi in 4,5 miliardi di anni alla temperatura dell’ambiente terrestre. Abbiamo commesso gravissimi errori nell’utilizzo dei combustibili per produrre energia e errori ancora più grandi nell’utilizzo dell’energia nucleare di vecchia generazione. Non si può negare che anche lo studio degli atomi possa portare immensi vantaggi. Non è forse sufficiente eccitare gli atomi senza dividerli per ottenere invenzioni importantissime come i raggi laser per il taglio dei metalli e altre applicazioni industriali e, soprattutto, nella chirurgia di precisione? Le applicazioni chirurgiche in oftalmologia, neurochirurgia, otorinolaringoiatria, ginecologia, ortopedia, dermatologia, chirurgia vascolare, chirurgia generale, chirurgia plastica, urologia, endoscopia e oncologia sono ben note e ormai insostituibili.che, con cicli appropriati e piogge artificiali su materiale calcareo e fosse di sedimentazione intervallate negli stessi percorsi fognari, avrebbero impedito la formazione di acido solfidrico e acido solforico. Anche gli attuali depuratori avrebbero dovuto essere progettati diversamente per sfruttare tutti i cicli interattivi presenti in natura e parzialmente identificati dalla scienza, ma non inclusi nei cicli di depurazione per ragioni sconosciute. Pensiamo, ad esempio, al principio di Henry che dissolverebbe l’ossigeno nell’acqua gratuitamente, in proporzione alla pressione sulla superficie dell’acqua. Se riciclassimo l’acqua inquinata, in un modo, in un’autoclave che produce energia idroelettrica compressa attraverso l’accoppiamento di una pompa con un’alimentazione elettrica doppia separata fino alla girante e alla turbina idraulica, avremmo anche depurazione gratuita, oltre all’energia, consumando solo l’usura delle macchine. Ma questo non accade ancora sul pianeta Terra perché la scienza ha finto di non capire il funzionamento di una pompa di riciclo con un’alimentazione elettrica doppia separata fino alla girante. La scienza non ha mai detto che i miei impianti sono sbagliati. Ha semplicemente taciuto, come se i problemi ambientali fossero completamente separati da quelli energetici. Sulla Terra, invece, a differenza dell’universo, tutto è connesso attraverso molecole sviluppatesi nel corso di 4,5 miliardi di anni alla temperatura dell’ambiente terrestre. Abbiamo commesso gravissimi errori nell’utilizzo dei combustibili per produrre energia e errori ancora più gravi nell’impiego dell’energia nucleare di vecchia generazione. Non si può negare che anche il solo studio degli atomi possa portare immensi vantaggi. Non è forse sufficiente eccitare gli atomi senza dividerli per ottenere invenzioni importantissime come i raggi laser per il taglio dei metalli e altre applicazioni industriali e, soprattutto, nella chirurgia di precisione? Le applicazioni chirurgiche in oftalmologia, neurochirurgia, otorinolaringoiatria, ginecologia, ortopedia, dermatologia, chirurgia vascolare, chirurgia generale, chirurgia plastica, urologia, endoscopia e oncologia sono ben note e ormai insostituibili.che, con cicli appropriati e piogge artificiali su materiale calcareo e fosse di sedimentazione intervallate negli stessi percorsi fognari, avrebbero impedito la formazione di acido solfidrico e acido solforico. Anche gli attuali depuratori avrebbero dovuto essere progettati diversamente per sfruttare tutti i cicli interattivi presenti in natura e parzialmente identificati dalla scienza, ma non inclusi nei cicli di depurazione per ragioni sconosciute. Pensiamo, ad esempio, al principio di Henry che dissolverebbe l’ossigeno nell’acqua gratuitamente, in proporzione alla pressione sulla superficie dell’acqua. Se riciclassimo l’acqua inquinata, in un modo, in un’autoclave che produce energia idroelettrica compressa attraverso l’accoppiamento di una pompa con un’alimentazione elettrica doppia separata fino alla girante e alla turbina idraulica, avremmo anche depurazione gratuita, oltre all’energia, consumando solo l’usura delle macchine. Ma questo non accade ancora sul pianeta Terra perché la scienza ha finto di non capire il funzionamento di una pompa di riciclo con un’alimentazione elettrica doppia separata fino alla girante. La scienza non ha mai detto che i miei impianti sono sbagliati. Ha semplicemente taciuto, come se i problemi ambientali fossero completamente separati da quelli energetici. Sulla Terra, invece, a differenza dell’universo, tutto è connesso attraverso molecole sviluppatesi nel corso di 4,5 miliardi di anni alla temperatura dell’ambiente terrestre. Abbiamo commesso gravissimi errori nell’utilizzo dei combustibili per produrre energia e errori ancora più gravi nell’impiego dell’energia nucleare di vecchia generazione. Non si può negare che anche il solo studio degli atomi possa portare immensi vantaggi. Non è forse sufficiente eccitare gli atomi senza dividerli per ottenere invenzioni importantissime come i raggi laser per il taglio dei metalli e altre applicazioni industriali e, soprattutto, nella chirurgia di precisione? Le applicazioni chirurgiche in oftalmologia, neurochirurgia, otorinolaringoiatria, ginecologia, ortopedia, dermatologia, chirurgia vascolare, chirurgia generale, chirurgia plastica, urologia, endoscopia e oncologia sono ben note e ormai insostituibili.La scienza non ha mai affermato che i miei impianti siano sbagliati. Ha semplicemente taciuto, come se i problemi ambientali fossero completamente separati da quelli energetici. Invece, sul pianeta Terra, a differenza dell’universo, tutto è connesso attraverso molecole sviluppatesi in 4,5 miliardi di anni alla temperatura dell’ambiente terrestre. Abbiamo commesso gravissimi errori nell’utilizzo dei combustibili per produrre energia e errori ancora più gravi nell’utilizzo dell’energia nucleare di vecchia generazione. Non si può negare che anche lo studio degli atomi possa portare immensi vantaggi. Non è forse sufficiente eccitare gli atomi senza dividerli per ottenere invenzioni importantissime come i raggi laser per il taglio dei metalli e altre applicazioni industriali e, soprattutto, nella chirurgia di precisione? Le applicazioni chirurgiche in oftalmologia, neurochirurgia, otorinolaringoiatria, ginecologia, ortopedia, dermatologia, chirurgia vascolare, chirurgia generale, chirurgia plastica, urologia, endoscopia e oncologia sono ben note e ormai insostituibili.La scienza non ha mai affermato che i miei impianti siano sbagliati. Ha semplicemente taciuto, come se i problemi ambientali fossero completamente separati da quelli energetici. Invece, sul pianeta Terra, a differenza dell’universo, tutto è connesso attraverso molecole sviluppatesi in 4,5 miliardi di anni alla temperatura dell’ambiente terrestre. Abbiamo commesso gravissimi errori nell’utilizzo dei combustibili per produrre energia e errori ancora più gravi nell’utilizzo dell’energia nucleare di vecchia generazione. Non si può negare che anche lo studio degli atomi possa portare immensi vantaggi. Non è forse sufficiente eccitare gli atomi senza dividerli per ottenere invenzioni importantissime come i raggi laser per il taglio dei metalli e altre applicazioni industriali e, soprattutto, nella chirurgia di precisione? Le applicazioni chirurgiche in oftalmologia, neurochirurgia, otorinolaringoiatria, ginecologia, ortopedia, dermatologia, chirurgia vascolare, chirurgia generale, chirurgia plastica, urologia, endoscopia e oncologia sono ben note e ormai insostituibili.

3. La nuova fusione nucleare

Il 13 dicembre 2022, il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha annunciato che, per la prima volta e dopo diversi decenni di tentativi, gli scienziati erano riusciti a ricavare dal processo più energia di quanta ne avessero immessa.

Estratto dal seguente articolo https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/fusione-nucleare-lannuncio-da-speranza-energia-illimitata-e-pulita-non-proprio/ “Raggiungere l’accensione per la fusione è un punto di svolta epocale, capace un giorno di porre fine alla tossica dipendenza del mondo dai combustibili fossili, ma bisogna sottolineare che non stiamo parlando di energia illimitata, né di energia completamente “pulita”. Ad oggi, l’energia generata dal reattore è sufficiente per far bollire l’acqua in 10 bollitori. Molto poco. Ma è un piccolo grande successo. Ora gli scienziati devono lavorare per poter produrre energia in quantità maggiori. L’obiettivo ideale, per una tecnologia commerciale, sarebbe quello di ottenere dalla fusione almeno 5-10 volte la quantità di energia necessaria per innescarla. Un obiettivo che potrebbe richiedere un altro decennio di ricerca. Quella sviluppata nel progetto National Ignition Facility crea energia dalla fusione nucleare mediante quella che è nota come “fusione termonucleare inerziale”, in cui Circa 200 laser vengono utilizzati per creare una serie di esplosioni rapide, che si verificano 50 volte al secondo. Per chiudere il cerchio, il Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL) è riuscito a catalizzare con successo una reazione di fusione nucleare che ha prodotto più energia di quanta ne abbiano consumata i laser nel processo, segnando la prima vittoria per la fusione nucleare dopo decenni di insuccessi. Per entrare nei dettagli, l’LLNL è stato in grado di produrre circa 2,5 megajoule di energia dai 2,1 megajoule di energia necessari per alimentare i laser. Il guadagno energetico è di circa il 19%.

L’annuncio di questo progresso scientifico è stato accompagnato da molto “rumore” e molta disinformazione. Innanzitutto, è sbagliato parlare di energia illimitata. L’energia nucleare prodotta dall’uomo, inclusa la fusione, non è rinnovabile e quindi non è illimitata. Quando due atomi si fondono, il processo è irreversibile. Pertanto, anche per produrre energia da una centrale a fusione, è comunque necessario un apporto di energia e di “materiale”. Tra gli ingredienti necessari per la fusione, come abbiamo visto, è necessario il trizio: si tratta di un isotopo radioattivo che viene prodotto attraverso la fissione del litio mediante bombardamento di neutroni. L’obiettivo sarebbe quello di produrre il trizio internamente alla centrale a fusione stessa, in modo che possa autoalimentarsi. Tuttavia, per fare ciò è necessario un modulo di fissione integrato nella centrale, che idealmente possa produrre almeno la stessa quantità di trizio che viene “bruciata” dalla fusione stessa. Purtroppo, però, una parte non trascurabile dei neutroni prodotti dalla fusione viene inevitabilmente persa. Per superare questo problema, sarebbe quindi necessario un moltiplicatore di neutroni, come ad esempio l’uranio. Il processo di fissione dell’uranio genera scorie nucleari, le stesse prodotte in una centrale nucleare a fissione. In futuro, quindi, l’obiettivo è rendere il reattore a fusione “autosufficiente”, in modo che una parte dei neutroni prodotti dalla fusione (molti vengono persi o assorbiti nel processo) possa a sua volta indurre la fissione del litio e produrre trizio. Potrebbe quindi autoalimentarsi, ma ad oggi, senza un modulo di fissione, la percentuale di neutroni “efficaci” non sarebbe sufficiente a produrre da solo tutta la quantità di trizio di cui ha bisogno. Inoltre, le pareti del reattore sono costantemente bombardate da neutroni ad alta energia che sfuggono al campo magnetico, essendo privi di carica. I neutroni quindi “attivano” i metalli dell’involucro, rendendoli radioattivi e, a lungo andare, anche fragili, rendendo necessaria la loro periodica sostituzione per garantire il corretto funzionamento del reattore. Questi metalli attivati ​​saranno conservati in modo appropriato per decenni o secoli, fino a quando la loro radioattività non sarà scesa a livelli accettabili. Pertanto, ad oggi, al di là del grande passo simbolico reso possibile dai ricercatori californiani, il cui risultato è una prova di fattibilità, l’energia nucleare da fusione su larga scala rimane per ora un “miraggio”. Lo stesso NIF non è stato progettato per produrre commercialmente energia da fusione nucleare, e alcuni scienziati dubitano che la fusione laser possa essere l’approccio definitivo. Ora gli scienziati dovranno dimostrare che il tipo di fusione studiato al NIF può essere un modo praticabile per produrre energia, e quindi aumentare l’efficienza (la differenza tra l’energia generata e quella necessaria) di almeno due ordini di grandezza. La notizia del raggiungimento di questo traguardo di ricerca accresce la fiducia del pubblico e degli investitori in questo progetto e apre la strada a un programma incentrato sulle applicazioni energetiche.Ora gli scienziati dovranno dimostrare che il tipo di fusione studiato al NIF può essere un metodo valido per produrre energia e, di conseguenza, aumentare l’efficienza (la differenza tra l’energia generata e quella necessaria) di almeno due ordini di grandezza. La notizia del raggiungimento di questo traguardo di ricerca accresce la fiducia del pubblico e degli investitori nel progetto e apre la strada a un programma incentrato sulle applicazioni energetiche. Tuttavia, la crisi energetica e climatica ci impone di adottare soluzioni più semplici, ma soprattutto immediate. Il tempo per ridurre le emissioni si sta esaurendo: abbiamo solo questo decennio per fare qualcosa di sufficientemente significativo da limitare il riscaldamento globale. Il tempo stringe, lo dimostrano tutti i rapporti scientifici, e le possibilità di arginare il processo di riscaldamento globale diminuiscono di anno in anno. Tuttavia, l’urgenza di trovare fonti di energia pulita, utilizzando al contempo ciò che già possediamo, non deve assolutamente fermare la ricerca e il progresso scientifico.

4. La solitudine di coloro che cercano veramente le verità scientifiche che gli enti pubblici mondiali fingono di cercare.

Su internet si trovano diversi articoli che trattano del nuovo tipo di fusione nucleare. Concordo soprattutto con l’ultima parte dell’articolo, ma sono anche molto scettico nei confronti dei rappresentanti scientifici e dei media, che continuano a fare generiche lamentele ambientali e a parlare di energie rinnovabili, pur sapendo benissimo che queste energie sono discontinue e non molto potenti. Non è possibile diffondere la speranza di un mondo migliore senza evidenziare i grandi errori commessi dalla scienza, dagli inventori, dai governi e dalle multinazionali. Almeno la scienza dovrebbe essere autonoma e imparziale, come la giustizia. Invece, il commercio di brevetti di inventori pubblici, consentito dai governi alle multinazionali, monopolizza l’intero sviluppo mondiale nelle mani di queste ultime. I governi non sono più imprenditori, come scritto sopra, si limitano ad imporre tasse a grandi e piccoli imprenditori, dipendenti pubblici e privati ​​e pensionati. Io appartengo a quest’ultima categoria, che è la meno potente di tutte. Ma prima di andare in pensione, amando il mio lavoro, ho cercato di capire le ragioni del malfunzionamento degli impianti antropici pubblici e privati. Ho proposto le soluzioni da pensionato, ma solo virtualmente, non avendo l’età, il capitale e l’aspettativa di vita necessari per dimostrarne concretamente la validità. Del resto, se mi fossi trasformato in un imprenditore, al massimo avrei potuto sviluppare una o due invenzioni, che comunque non mi avrebbero arricchito, non essendo invenzioni commerciali, ma di pubblica utilità. Ho ottenuto diciassette brevetti e altri ventitré sono stati respinti dagli esaminatori che non li hanno compresi. Sono il primo inventore al mondo ad aver dichiarato pubblicamente che possiamo estrarre energia dall’ambiente senza combustibili, energia nucleare, salto idraulico, energia solare ed eolica, elettrolisi.

Gli uffici brevettuali italiano ed europeo non mi hanno concesso i brevetti più importanti, che si sono verificati negli anni successivi a quelli ottenuti sulla depurazione dell’energia fossile. Sebbene questi brevetti non siano mai stati finanziati da governi e multinazionali, ho ipotizzato che funzionassero e, per migliorarne ulteriormente il funzionamento, dal punto di vista del consumo energetico, per pura coincidenza mi sono reso conto che, pur essendo le mie soluzioni valide per la depurazione non solo della CO2, avremmo potuto addirittura eliminare completamente l’energia fossile delle centrali termoelettriche e anche dei mezzi di trasporto terrestri, marittimi, aeronautici e spaziali.

Naturalmente, i governi e le aziende che non avevano finanziato le mie invenzioni precedenti non finanziarono nemmeno quelle successive. Così, alla fine della mia carriera di inventore, senza alcun finanziamento pubblico o privato, fui costretto a pubblicare sul mio sito web la filastrocca di SPAWHE, per riassumere, le mie principali invenzioni e la mappa del sito, dove sono riportate le descrizioni, i disegni e gli articoli che ne parlano.

L’energia fossile è un’energia sbagliata, in quanto estranea all’energia terrestre, che si basa sulla forza di gravità, sull’elettromagnetismo universale, sulla fotosintesi della clorofilla e sul ciclo del carbonio terrestre. Questa energia non necessita di alcuna trasformazione industriale, ma solo della corretta applicazione dei principi di fluidodinamica ed elettromagnetismo di Torricelli, Pascal, Venturi, Maxwell, Lorentz, Tesla e di alcuni inventori, come me, indipendenti da datori di lavoro, pubblici e privati. Ma quel che è peggio è che sul pianeta Terra abbiamo commesso un errore anche nella depurazione dei fumi prodotti dall’energia fossile in centrali termiche fisse, grandi e piccole. Gli impianti di depurazione avrebbero dovuto catturare la CO2 e gli ossidi di combustione (SOx, NOx, CO) dai camini modificati e, con cicli appropriati, creati nel sottosuolo attraverso la modifica delle fognature e dei depuratori esistenti, avrebbero dovuto produrre carbonati, mediante piogge artificiali su materiali calcarei, e nitrati, solfati, fosfati, nella stessa acqua che nelle fasi successive sarebbe stata depurata con ossidazione aerobica. Ovviamente, questi cicli necessari avrebbero comportato enormi costi energetici per far circolare maggiori quantità di acqua e aria negli impianti di depurazione. Purtroppo, la scienza mondiale, sia pubblica che privata, non si è resa conto che questi cicli sono stati creati dalla natura per miliardi di anni e, invece di indagare l’argomento, per accelerarli laddove vi siano maggiori concentrazioni di inquinamento, ha continuato a realizzare sistemi di depurazione ciclici, concentrandosi unicamente sul miglioramento della qualità dei combustibili e sulla filtrazione dell’aria di combustione. Se la scienza avesse approfondito i temi della depurazione, studiando l’organizzazione scientifica del lavoro, considerando i progressi dello stato dell’arte globale, non solo della termodinamica, ma soprattutto della fluidodinamica, come fece il sottoscritto circa duecento anni dopo la nascita degli impianti termici, fissi e mobili, sarebbe giunta alla mia stessa conclusione con altri inventori, probabilmente duecento anni prima, risparmiandoci completamente l’intero riscaldamento globale dovuto a caldaie a vapore, centrali termoelettriche e motori termici. La ricerca non avrebbe nemmeno sentito il bisogno di scindere l’atomo, perché nulla può essere economicamente più semplice ed efficiente dell’energia estratta dall’ambiente terrestre, che può anche essere compressa e utilizzata nei mezzi di trasporto sommando la spinta di Newton e quella di Lorentz, senza combustibili e sistemi di raffreddamento, ma con semplici regolazioni della velocità di circolazione dei fluidi, che corrisponderebbero anche alle potenze elettriche fornite e alle regolazioni delle temperature ambientali per la sopravvivenza e il comfort umano. Sfortunatamente, sembra che la scienza, le multinazionali, i governi attuali e tutti i loro dipendenti, che costituiscono la maggioranza della popolazione mondiale, non vogliano ammettere i propri errori. Preferiscono lasciare le cose come stanno, nella maggior parte dei casi,per non perdere il lavoro. Per volere delle multinazionali, gli inventori sono costretti a inventare nuove fonti di energia, a patto che vengano pagati. L’idrogeno trasformato in combustibile e la nuova energia da fusione nucleare sono tuttavia energie non legate alla forza di gravità, alla fotosintesi e al ciclo naturale del carbonio. Ci costringeranno sempre a fermarci alle stazioni di servizio e a pagare le multinazionali che estraggono, raffinano e trasportano l’energia. Alle multinazionali e ai governi miopi non importa che non possiamo andare nello spazio con le loro energie, perché si usurano, pesano troppo, non possono sommare la spinta di Newton e Lorentz e non possono allungare la vita umana, ossigenando il sangue degli anziani, come sarebbe possibile fare con il cuore artificiale del sottoscritto. Le aziende e i governi non fanno piani a lungo termine. Pensano solo ad accumulare ricchezza e potere finché il loro sistema regge. Non si tratta di comunismo, capitalismo, conservatori e progressisti, altrimenti, su 196 stati sovrani, qualcuno avrebbe investito qualche dollaro per modernizzare camini, fognature, depuratori e centrali idroelettriche, rimasti pressoché invariati per duecento anni.

Nemmeno la Città del  Vaticano, un piccolo stato autonomo, ha speso pochi euro per accertare la verità scientifica ( 15.06.2015 https://www.spawhe.eu/also-churches-and-associations-should-learn-to-design/ ). Non si tratta di potere, ma della speranza di un modello di sviluppo migliore per tutti, soprattutto per i più poveri, i più deboli e i più indifesi. Gesù disse: “Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono e non raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre”. Purtroppo, questo era più vero nell’era preindustriale che in quella attuale, poiché le stesse chiese hanno rinunciato a formare scienziati come Blaise Pascal e Giovanni Battista Venturi, che erano sacerdoti cattolici. Purtroppo, non basta individuare principi scientifici importanti. Il compito più difficile è quello di organizzare il lavoro, progettare le macchine, gli impianti e i cicli di lavoro completi, sia dal punto di vista tecnico che economico. Questo è il compito degli inventori, che non possono improvvisare soluzioni in modo imparziale senza una lunga esperienza lavorativa intersettoriale e ambientale. Questa è una contraddizione, perché è molto difficile per chi lavora nell’industria accumulare esperienza anche nel settore ambientale. Pertanto, i cicli di lavoro industriali vengono improvvisati da un punto di vista ambientale e i cicli ambientali vengono improvvisati da un punto di vista di efficienza industriale. 

Oggi, a causa di invenzioni improvvisate, non analizzate a livello globale, nemmeno gli uccelli del cielo e i pesci del mare riescono a sopravvivere a causa dell’inquinamento globale. La scienza e gli inventori sono riusciti ad arricchire gli uomini di potere a spese di tutti e dell’ambiente terrestre. Se le invenzioni sostenibili, semplici e lineari non vengono testate, è ovvio che diventeranno sempre più complesse e costose, e solo chi se le può permettere potrà utilizzarle. Un inventore indipendente dai centri di potere mondiali non può diventare un imprenditore sviluppando idee alternative in campo ambientale ed energetico per le multinazionali, perché sono gli stessi governi che permettono ai dipendenti pubblici di lavorare per le multinazionali attraverso la vendita di brevetti. Questo non significa che ci sia un trasferimento di esperienza, ma semplicemente che gli inventori pubblici lavorano come se fossero dipendenti di multinazionali. Finché esisterà questo commercio, il riscaldamento globale e la distruzione della biodiversità animale e vegetale non potranno essere eliminati.

In retrospettiva, il pianeta sarebbe stato molto meglio se l’idroelettromagnetismo compresso fosse nato prima delle caldaie a vapore, delle centrali termoelettriche, dei motori termici, delle centrali nucleari. Queste invenzioni di cui la classe dirigente è ancora orgogliosa sono esposte nei musei come trofei senza che nessuno si accorga che non sono mai state compatibili con l’ambiente terrestre. L’idroelettromagnetismo compresso è un’invenzione cross-disciplinare, ma è anche una scorciatoia per risolvere i problemi ambientali ed energetici. Nulla di veramente importante sarà in grado di cambiare nello sviluppo mondiale se la scienza non impara a copiare dai sistemi naturali della Terra. Invenzioni trasversali, soprattutto la fotosintesi e la biochimica, che sono fornite gratuitamente dalla natura. La scienza della Terra non saprebbe da dove cominciare se dovesse partire da zero per la quantità di elementi da mettere insieme. Invece, l’idroelettromagnetismo compresso è molto semplice ed elementare, utilizza solo due elementi: l’aria compressa come fonte di energia e l’aria come vettore energetico, tuttavia nessuno lo comprende per continuare a essere invenzioni incomplete che danneggiano tutti per arricchire pochissime persone. Queste persone, pur di conservare il loro potere politico economico rinunciano anche a sviluppare una invenzione come il cuore artificiale ossigenatore del sangue che potrebbe allungare la loro stessa vita, se si dimostra che funziona. Il principio di funzionamento è identico all’idroelettromagnetismo compresso. Cambiano soltanto le dimensioni. Tutto questo è sintetizzato nella filastrocca di SPAWHE. 

5. Ecco la filastrocca:

“La depurazione dell’energia fossile pubblicata su spawhe, per essere efficiente, dovrebbe basarsi soprattutto sulla chimica inorganica in grado di assorbire CO2, producendo carbonati nell’acqua, in modo da contrastare l’acidificazione degli oceani e il riscaldamento globale. Per accelerare i processi e ridurre i costi energetici che avrebbero comportato la circolazione di grandissime quantità d’acqua necessarie a neutralizzare le grandissime quantità di CO2 emesse dalle attuali centrali termoelettriche e motori termici, si è gradualmente passati, dal punto di vista tecnologico, a soluzioni di minore ingombro, sfruttando i principi di Pascal e Henry. Infatti, ho capito che sul pianeta Terra, tutte le attività che la natura produce attraverso la chimica organica e inorganica, la fotosintesi e il ciclo del carbonio possono essere accelerate senza bisogno di utilizzare energia termica, nucleare e le attuali fonti rinnovabili. È sufficiente aumentare le pressioni operative dei sistemi, modificare le pompe di circolazione e far funzionare le macchine in modo diverso. Infatti, i sistemi interattivi naturali espellono, con i tempi richiesti dalla natura, gli elementi estranei ai cicli naturali, dovuti a fenomeni inquinanti accidentali, compresi gli effetti termici diretti e indiretti dovuti all’attività vulcanica. esplosioni, fino agli incendi naturali che sono sempre esistiti sul pianeta. Le attuali attività industriali dell’uomo hanno moltiplicato esponenzialmente gli elementi estranei ai cicli naturali, quindi la natura non è più in grado di ripristinare gli equilibri interattivi. Ovviamente, questa è la mia verità e nell’intero sito web spiego come, a mio parere, avremmo dovuto creare impianti globali che purificassero sia i fumi che l’acqua allo stesso tempo prima che andassero a inquinare i suoli, i fiumi, i laghi e i mari. Non avendolo fatto in nessun paese del mondo, non è stato possibile far progredire lo stato dell’arte della purificazione per renderlo noto ad altri paesi. Pertanto, non si è verificato alcun progresso nello stato dell’arte della purificazione globale. Di conseguenza, non è stato nemmeno possibile notare che le pompe di circolazione dell’acqua, se le facciamo funzionare nella direzione della forza gravitazionale, mettendole in serie con le turbine, potremmo estrarre l’energia direttamente dall’ambiente. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile realizzare che le pompe di circolazione dell’acqua, se oltre a farle pompare nella direzione della forza gravitazionale, le modifichiamo su il lato di aspirazione e renderli un altro ingresso chiaramente separato da quello principale fino alla stessa girante, possiamo sempre usare la stessa acqua per creare energia perché usiamo un’alimentazione per riciclare l’acqua dalla vasca superiore e l’altra alimentazione per introdurre nella stessa girante l’acqua scaricata da una turbina alimentata dall’acqua di caduta dalla stessa vasca superiore. Non avendo fatto ciò, non era possibile pensare che sostituendo la vasca superiore con un’autoclave pressurizzata con aria compressa, essendo inteso che usiamo una turbina collegata all’uscita dell’autoclave,Possiamo recuperare l’acqua drenata dalla turbina e reintrodurla nell’autoclave, la cui acqua pressurizzata viene riciclata con la stessa girante della pompa tramite la seconda alimentazione. In questo modo, con la stessa acqua e la stessa aria compressa, avremmo prodotto un generatore di corrente che estrae energia dall’ambiente, con dimensioni piuttosto ridotte. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile ridurre ulteriormente le dimensioni di questo generatore di corrente aumentando la pressione di esercizio dell’autoclave per poterlo montare su auto, camion e trattori agricoli. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile pensare che le dimensioni complessive potessero essere ulteriormente ridotte utilizzando pompe sommergibili come turbine montate direttamente in tubi cilindrici che fungerebbero da autoclavi. Pertanto, questi gruppi potrebbero essere utilizzati per essere inseriti direttamente nei pozzi per sollevare l’acqua e allo stesso tempo ossigenare le falde acquifere che oggi sono inquinate da fertilizzanti agricoli, erbicidi, pesticidi e coliformi fecali. In realtà, sappiamo che parte dell’aria che pressurizza l’autoclave si dissolve nell’acqua secondo il principio di Henry, purificandola gratuitamente. Non avendo ancora fatto ciò, non era possibile pensare che le dimensioni complessive potessero essere ulteriormente ridotte. Addirittura miniaturizzando il sistema, invece di purificare l’acqua dei pozzi, si potrebbe purificare il sangue umano, posizionando due piccole autoclavi una accanto all’altra che sostituirebbero i ventricoli destro e sinistro, creando cuori artificiali energeticamente autonomi che alimenterebbero il circuito sistemico che ossigena il cervello e i polmoni per prolungare la vita dell’uomo. Non avendo ancora fatto ciò, non era possibile pensare che alle autoclavi cilindriche pressurizzate si potessero incorporare cilindri esterni contenenti acqua a pressione atmosferica, all’esterno dei quali delle guide scorrevoli di magneti permanenti montate su catene di trasmissione azionate da motori, che verrebbero elettrificate a velocità di rotazione variabile, producendo un flusso elettromagnetico di intensità variabile che a sua volta genererebbe correnti indotte in un solenoide esterno allo stesso serbatoio d’acqua. Pertanto, potremmo produrre in questo serbatoio una forza di spinta elettromagnetica lineare secondo la legge di Lorentz alla temperatura ambiente, senza carburante che potrebbe essere aggiunto alla spinta di reazione di Newton che sarebbe prodotta da eliche azionate da motori elettrici sempre comandati da generatori di corrente che producono l’energia idroelettrica primaria, alimentata da pompe sommergibili utilizzate come turbine poste all’interno dei serbatoi centrali. Non avendo fatto ciò, non è stato possibile sostituire gli attuali turboventole termiche degli aerei per viaggiare nell’atmosfera e nello spazio con energia estratta direttamente dall’ambiente, non è stato possibile creare auto volanti, né sottomarini che si muovono con lo stesso sistema senza carburante. Non è stato possibile far viaggiare le navi senza carburante,né tantomeno si poteva pensare di installare lo stesso sistema per creare barriere mobili in mare per difenderci dalle mareggiate. Non era nemmeno possibile immaginare che nei viaggi spaziali del futuro si potesse aggiungere ai motori lineari globali un tunnel esterno in acciaio collegato a una turboventola, dove si sarebbe creato un vuoto più elevato rispetto al vuoto spaziale circostante, e che questo tunnel sarebbe stato collegato, tramite una piccola pompa a vuoto, a un serbatoio di accumulo delle polveri catturate, che sarebbe stato svuotato periodicamente per far entrare l’aria atmosferica che avrebbe alimentato un filtro elettrostatico, il quale avrebbe recuperato le polveri che sarebbero state utilizzate insieme alle altre invenzioni interattive di purificazione e impianti energetici descritte sul sito web https://www.spawhe.eu per permettere agli esseri umani di sopravvivere nello spazio senza subire danni fisiologici dovuti all’assenza di pressione atmosferica, gravità, risorse alimentari e materie prime per costruire pezzi di ricambio per le macchine necessarie alla sopravvivenza nello spazio. Infatti, l’aria e l’acqua atmosferiche riempiranno i vagoni della carovana spaziale pieni di esseri umani e saranno riciclate all’infinito, opportunamente reintegrate con fotosintesi artificiale e ciclo del carbonio, mentre la gravità generale sarà rafforzata, diventando molto simile. per quello terrestre, polarizzando elettrostaticamente i percorsi dell’aria atmosferica condizionata e dell’acqua riciclata negli impianti idroelettromagnetici compressi, interattivi, energetici e di purificazione, ancora sconosciuti alla scienza terrestre. La scienza attuale ha dimenticato che l’energia fluidodinamica primaria è prodotta dalla portata per la pressione e la densità del fluido stesso. Pertanto, la soluzione migliore per produrre energia pulita a basso costo e in quantità infinite è: utilizzare aria compressa come fonte di energia (che non viene consumata) e acqua come vettore energetico (che con l’uso di nuove pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, può essere riciclata indefinitamente sfruttando la massima pressione dell’aria compressa e la massima densità dell’acqua allo stesso tempo. Nella semplice formula dell’energia fluidodinamica menzionata sopra, non è necessaria alcuna fonte di calore. Questo è il più grande errore della scienza mondiale e nessuno vuole correggerlo.”Risorse alimentari e materie prime per costruire pezzi di ricambio per le macchine necessarie alla sopravvivenza nello spazio. Infatti, l’aria e l’acqua atmosferiche riempiranno i vagoni spaziali pieni di esseri umani e saranno riciclate all’infinito, opportunamente reintegrate con fotosintesi artificiale e ciclo del carbonio, mentre la gravità generale sarà rafforzata, diventando molto simile a quella terrestre, polarizzando elettrostaticamente i percorsi dell’aria atmosferica condizionata e dell’acqua riciclata in impianti idroelettromagnetici compressi, interattivi, energetici e di purificazione, ancora sconosciuti alla scienza terrestre. La scienza attuale ha dimenticato che l’energia primaria della fluidodinamica è prodotta dalla portata per la pressione e la densità del fluido stesso. Pertanto, la soluzione migliore per produrre energia pulita a basso costo e in quantità infinite è: utilizzare aria compressa come fonte di energia (che non viene consumata) e acqua come vettore energetico (che con l’uso di nuove pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, può essere riciclata indefinitamente sfruttando contemporaneamente la massima pressione dell’aria compressa e la massima densità dell’acqua. Nella semplice formula dell’energia fluidodinamica menzionata sopra, non è necessaria alcuna fonte di calore. Questo è il più grande errore della scienza mondiale e nessuno vuole correggerlo.”Risorse alimentari e materie prime per costruire pezzi di ricambio per le macchine necessarie alla sopravvivenza nello spazio. Infatti, l’aria e l’acqua atmosferiche riempiranno i vagoni spaziali pieni di esseri umani e saranno riciclate all’infinito, opportunamente reintegrate con fotosintesi artificiale e ciclo del carbonio, mentre la gravità generale sarà rafforzata, diventando molto simile a quella terrestre, polarizzando elettrostaticamente i percorsi dell’aria atmosferica condizionata e dell’acqua riciclata in impianti idroelettromagnetici compressi, interattivi, energetici e di purificazione, ancora sconosciuti alla scienza terrestre. La scienza attuale ha dimenticato che l’energia primaria della fluidodinamica è prodotta dalla portata per la pressione e la densità del fluido stesso. Pertanto, la soluzione migliore per produrre energia pulita a basso costo e in quantità infinite è: utilizzare aria compressa come fonte di energia (che non viene consumata) e acqua come vettore energetico (che con l’uso di nuove pompe con doppia alimentazione separata fino alla girante, può essere riciclata indefinitamente sfruttando contemporaneamente la massima pressione dell’aria compressa e la massima densità dell’acqua. Nella semplice formula dell’energia fluidodinamica menzionata sopra, non è necessaria alcuna fonte di calore. Questo è il più grande errore della scienza mondiale e nessuno vuole correggerlo.”

Come descritto nella lunga filastrocca, le chiavi delle innovazioni energetiche proposte dal sottoscritto derivano dalle intuizioni maturate dal sottoscritto sugli attuali impianti di depurazione e dal fallito tentativo di modificarli, non avendo trovato interlocutori pubblici disposti ad ascoltare.

Ci sarebbe molto altro da dire su questi argomenti. La portata dei problemi irrisolti è immensa. Ad esempio, lo scarico di acque inquinate attraverso condotte sottomarine dovrebbe essere considerato un’operazione illegale, ma in alcuni casi le leggi lo consentono e gli inquinatori ne approfittano, scaricando quantità di acqua ben superiori a quelle autorizzate. Dobbiamo porci due domande:

1. Perché purificare tutta l’acqua costa troppo?

2. Perché possiamo scaricare acqua inquinata a centinaia di metri di profondità?

Per rispondere alla prima domanda sui costi elevati, dobbiamo purtroppo constatare che la scienza non è stata in grado di organizzare scientificamente il lavoro di purificazione come ha fatto l’industria manifatturiera, eseguendo le operazioni giuste nel posto giusto e al momento giusto.

Per rispondere alla seconda domanda riguardante lo scarico di acque inquinate anche a centinaia di metri di profondità, posso dire che, rispondendo a questa sola domanda, ho intuito alcune soluzioni che mi hanno gradualmente condotto all’invenzione della pompa con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante e ai relativi impianti.

In effetti, è ovvio che possiamo scaricare acqua inquinata anche a centinaia di metri di profondità perché le pressioni idrostatiche all’interno e all’esterno del tubo di scarico sono quasi uguali, ma l’acqua all’interno del tubo è anche dotata di energia cinetica, quindi la pressione esterna non può opporsi alla fuoriuscita dell’acqua dal tubo. Possiamo opporre una leggera resistenza alle molecole per attrito, che la scienza stessa ha regolamentato per secoli con la formula: V² / 2g.

Scrivo questo perché, proprio per ridurre i costi di depurazione e sollevamento delle acque coinvolte nella pulizia delle centrali termoelettriche a combustibili fossili, che oltre ad essere depurate dovevano anche essere alcalinizzate e consumare CO2 con pioggia artificiale sul materiale calcareo, sono stato costretto ad approfondire la questione dei costi, un aspetto che la scienza non aveva ancora esplorato, limitandosi a scaricare le acque inquinate attraverso condotte sottomarine. Questa intuizione mi ha portato a inserire le pompe in serie con le turbine, in modo che l’energia cinetica potesse essere prodotta anche in tubi immersi in acqua statica, creando un flusso artificiale e producendo contemporaneamente elettricità. Ampliando il ragionamento, ciò ha portato anche all’invenzione della pompa con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante. Perché questa invenzione? Perché il centro della girante di una pompa centrifuga è l’unico punto in cui si sviluppa una forza centripeta, proprio per facilitare l’ingresso dell’acqua con una pressione idrostatica inferiore. Di conseguenza, attraverso questo punto possiamo far entrare acqua in un serbatoio pressurizzato a una pressione statica più elevata, purché non la immettiamo direttamente, ma attraverso il circuito di ricircolo dell’acqua stesso, proprio perché la pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante, al centro della girante stessa si sviluppa una forza centripeta. Pertanto, all’interno del corpo pompa e con la girante in rotazione, l’acqua riciclata ad alta pressione si miscela con quella a bassa pressione e, per il principio di Pascal, escono dalla pompa con una pressione unica, ovvero quella dell’autoclave.

6. La gestione degli impianti fluidodinamici alla temperatura ambiente terrestre è molto più semplice ed economica rispetto a quella degli impianti termici e nucleari.

Esistono molti modi semplici ed economici per produrre, gestire e controllare l’energia dei fluidi alla temperatura ambiente terrestre. Possiamo aumentare la pressione dell’aria nelle autoclavi e far funzionare le pompe nella direzione della forza di gravità. Per risparmiare energia e risorse naturali, possiamo aggirare la pressione idrostatica delle autoclavi reintroducendo l’acqua utilizzata come vettore energetico nelle turbine, recuperandola e reintroducendola nel circuito di ricircolo dell’acqua attraverso l’autoclave. Per fare ciò, è necessario modificare le pompe centrifughe esistenti e dotarle di una seconda alimentazione che aziona la stessa girante rotante indipendentemente dall’alimentazione proveniente dal ricircolo dell’autoclave. In questo modo, la somma delle due portate in ingresso all’autoclave è uguale a quella in uscita. Non modificando il volume d’acqua nell’autoclave, il cuscino d’aria compressa non si espande e quindi non si consuma l’energia necessaria per ripristinare la pressione dell’aria compressa, né quella necessaria per vincere la pressione idrostatica e far entrare l’acqua nell’autoclave. Questo fenomeno è dovuto all’allargamento della sezione di passaggio nell’alloggiamento della girante della pompa e al principio di Pascal, che espande la pressione più elevata in tutta la sezione di passaggio della pompa. In questo modo, si consuma solo l’energia necessaria per il ricircolo di un circuito chiuso, che non dipende dalla pressione ma dalle piccole cadute di pressione dovute all’attrito del circuito.

Gli impianti artificiali aumentano i costi in modo iperbolico con l’aumento della temperatura, a causa del costo dei combustibili, ma anche a causa del costo di impianti di purificazione e regolazione della temperatura inefficienti, nonché a causa del peso e delle dimensioni degli impianti stessi. Questi impianti diventano più complessi e i costi aumentano ulteriormente con l’energia nucleare, danneggiando l’ambiente in misura ancora maggiore a causa di sistemi di purificazione ancora più inefficienti. In altre parole, la scienza terrestre, che ha dimostrato di non saper progettare impianti semplici, producendo inutilmente riscaldamento globale, non può pretendere di lasciare gli impianti artificiali così come sono e intraprendere avventure spaziali con l’idrogeno trasformato in combustibile (che rimane sempre un combustibile da consumare) e la nuova energia nucleare, che in ogni caso viene consumata.

Se le diverse branche delle scienze terrestri avessero saputo progettare correttamente i sistemi di depurazione terrestre e si fossero scambiate informazioni tra loro, quasi automaticamente, già da qualche centinaio d’anni, avrebbero prodotto energia idroelettromagnetica compressa. Il sottoscritto, che ha lavorato da solo su questo argomento, ha dedicato una vita intera prima a conoscere gli impianti industriali, poi quelli ambientali e solo in pensione ha potuto studiare le soluzioni, ma in solitudine, senza la possibilità di accedere agli esperimenti.

I media e gli informatori scientifici, che come la scienza non conoscono l’organizzazione scientifica del lavoro, hanno santificato gli scienziati e gli inventori sbagliati. Io santifico solo coloro che hanno fatto le invenzioni giuste, anche se ce ne sono molte nel campo della fluidodinamica, dell’elettromagnetismo, della medicina, dell’elettronica, persino della termodinamica e dell’energia nucleare, se hanno capito che l’energia della Terra deve essere sviluppata a freddo. Gli atomi al massimo devono essere eccitati, mai scissi. La temperatura e l’ambiente terrestre non lo permettono e, se non lo permettono, significa che non sono necessari. Invece, sarebbe necessaria energia idro-elettromagnetica compressa, che accelererebbe localmente la velocità dei processi naturali di energia e purificazione, che la scienza al servizio dei padroni finge di non comprendere.

7. L’importanza dell’organizzazione scientifica del lavoro

Quella che viene definita organizzazione scientifica del lavoro fu teorizzata per la prima volta da Frederick Taylor nel 1911. Stranamente, questo tipo di organizzazione ha poche regole scientifiche e molte regole pratiche, poiché nacque soprattutto per velocizzare i processi di produzione e assemblaggio nell’allora nascente industria manifatturiera, in particolare nel settore automobilistico. Taylor studiò nel dettaglio i cicli di lavorazione delle macchine per la lavorazione dei metalli, lo stampaggio, la fusione e persino i movimenti che gli operai dovevano compiere per ridurre i tempi di lavoro. Questo aspetto del lavoro, un tempo piuttosto alienante per le persone, oggi ha dato ottimi risultati, poiché gli stessi movimenti sono stati insegnati ai robot che hanno sostituito gli uomini nelle catene di montaggio, nelle cabine di verniciatura, nei processi di saldatura, aumentando sempre di più la velocità di lavoro e riducendo gli infortuni. Mi sono occupato di questo tipo di organizzazione dal 1970 al 1987. Mi resi conto che questo tipo di organizzazione sarebbe stato utile anche nel settore ambientale ed energetico per migliorare la depurazione e i cicli energetici. Fu questa intuizione a cambiare la mia vita lavorativa, da tecnico dell’industria automobilistica a tecnico di una piccola azienda privata operante nel settore ambientale. Ho lavorato nel settore ambientale dal 1988 al 2005 per conoscere a fondo le piante e solo dopo il pensionamento ho iniziato a dedicarmi all’invenzione. Non sapevo che, migliorando i cicli di depurazione, sarei arrivato a concepire un nuovo modo di produrre energia. Certamente il più economico, semplice e versatile tra le energie terrestri attualmente disponibili, anche se sono ancora l’unico ad affermarlo. Credo che questa incomprensione sia dovuta a molti fattori e interessi privati ​​da parte di chi detiene il potere politico ed economico, ma anche al fatto che la scienza non conosce l’organizzazione scientifica del lavoro, operando in compartimenti stagni, per singole specializzazioni.

Le mie prime invenzioni in campo ambientale riguardavano il risparmio idrico domestico.

28.11.2007  https://www.spawhe.eu/phosphor-removal-from-detergents-wastewater-and-greywater-recycling-system-for-flushing-toilets/ . Questa invenzione proponeva un sistema di risparmio idrico domestico separando l’acqua di cucina dalle acque reflue domestiche, che venivano filtrate e riutilizzate per la pulizia dei WC. Una dose di ossido di calcio veniva aggiunta agli scarichi dei WC per neutralizzare il fosforo alla fonte e prevenire la formazione di acido solfidrico nelle fognature.

In seguito mi sono occupato della modifica delle fognature, degli impianti di depurazione e della bonifica delle fonti energetiche fossili:

28.02.2013   https://www.spawhe.eu/closing-the-anthropogenic-carbon-cycle/  , 

04.07.2014  https://www.spawhe.eu/capture-cooling-purification-chimneys-ccpc-international-patent-n-patent-wo2014-076724-and-subsequent-invention-air-filtration-and-thermal-exchange-tower-aftet/  , 

04.07.2014  https://www.spawhe.eu/global-synergy-plants-for-depuration-biomass-production-and-thermoelectric-cogeneration/ , 

 04.07.2014  https://www.spawhe.eu/linear-synergistic-system-of-digestion-dehydration-and-composting-ldcc/ , 

Gli impianti che ho proposto sono l’esatto opposto di quelli realizzati dalla scienza mondiale, compresa quella italiana, con il sistema CCS (cattura e stoccaggio del carbonio). Io ho proposto di modificare congiuntamente i cicli di depurazione dell’acqua e dell’aria e di cambiare il modo di progettare camini, fognature e depuratori per utilizzare la CO2 a vantaggio dell’ambiente, producendo carbonati nelle acque reflue, che una volta raggiunte i mari avrebbero anche corretto l’acidificazione degli oceani. La scienza ufficiale mondiale, invece, voleva semplicemente catturare chimicamente la CO2 e seppellirla sottoterra a quasi mille metri di profondità in siti di stoccaggio ancora da identificare, creando ulteriori pericoli per la comunità mondiale in caso di terremoti, poiché la CO2 che può fuoriuscire in alte concentrazioni è letale per uomini e animali. Questo è già accaduto con l’eruzione limnica del 21 agosto 1986 presso il lago Nyos, nel Camerun nord-occidentale, che ha causato la morte di 1.746 persone e 3.500 capi di bestiame. L’eruzione ha innescato il rilascio improvviso di 100.000-300.000 tonnellate di anidride carbonica (CO₂). Secondo l’articolo https://www.affarinternazionali.it/archivio-affarinternazionali/2021/05/cattura-e-stoccaggio-del-carbonio-la-partita-globale-e-le-mosse-dellitalia/ Attualmente sono in funzione 21 impianti CCS in tutto il mondo, 3 in costruzione, 17 in fase avanzata di sviluppo e 24 in fase iniziale di sviluppo. Il numero di progetti in fase avanzata è quasi tre volte superiore rispetto al 2017. Il valore complessivo dei 65 progetti, in termini di investimenti richiesti, è di ben 27 miliardi di dollari. Se tutti i progetti pianificati venissero realizzati, la capacità globale di stoccaggio di CO₂ aumenterebbe da 40 a 130 milioni di tonnellate. A questi costi bisogna aggiungere i costi di trasporto della CO₂ verso i siti di stoccaggio non quantificati. La soluzione CCS dimostra che la scienza e i politici che la finanziano non conoscono l’organizzazione scientifica del lavoro e non tengono conto dell’esperienza di inventori come me, che cercano di semplificare i processi individuando soluzioni interattive naturali con l’aiuto di tecnologie già parzialmente sviluppate in altri settori. Alla scienza che propone e ai politici che la finanziano non importa che l’energia prodotta perderà circa il 10-12% di efficienza con l’uso di gas e petrolio e addirittura il 30% con l’uso del carbone. Pertanto, il costo dell’energia continuerà ad aumentare, mentre aumenteranno anche i pericoli dovuti agli effetti sismici, e le carenze del sistema di camini, fognature e depuratori rimarranno invariate in tutto il mondo.

Tuttavia, la mia esperienza nello sviluppo di cicli interattivi di acqua e aria per depurare l’energia da combustibili fossili non è stata vana, poiché, gradualmente, ho capito che il pianeta Terra avrebbe preferito che tutti i processi di produzione e purificazione dell’energia avvenissero alla temperatura ambiente terrestre, come avviene nella fotosintesi e nel ciclo del carbonio. Ho quindi cambiato il mio modo di pensare, sviluppando altre invenzioni che riguardano l’energia estratta direttamente dall’ambiente senza ricorrere a combustibili fossili o energia nucleare.

10.09.2015  https://www.spawhe.eu/centrali-idroelettriche-con-sollevamento-riciclo-e-distribuzione-dell’acqua/  ,

16.10.2015  https://www.spawhe.eu/global-synergy-plants-for-depuration-biomass-production-and-thermoelectric-cogeneration-gspdptc/  , 

10.06.2016  https://www.spawhe.eu/vertical-desalinators-demineralizers-by-ion-exchange-with-hydroelectric-energy-production/  , 

10.06.2016  https://www.spawhe.eu/floating-system-hydroelectric-desalter-extractor-of-calcium-and-carbon-from-marine-deep-water/ , 

 10.06.2016  https://www.spawhe.eu/floating-system-with-extruded-polyethylene-pipes-ribbed-reinforced-and-filled-with-polystyrene/  ,  

Come si evince dagli articoli del 2016, per raffreddare il pianeta in superficie, sarebbe importante anche il sollevamento artificiale, che, sollevando i carbonati solubilizzati nelle profondità oceaniche, aumenterebbe l’alcalinità delle acque superficiali perse dagli oceani, una perdita stimata al 30%, che rappresenta il principale effetto del riscaldamento globale, insieme allo scioglimento dei ghiacciai. Senza contare che il sollevamento dei carbonati consentirebbe una produzione molto elevata di pesce di qualità a basso costo e darebbe lavoro a milioni di persone che potrebbero vivere su isole artificiali al sicuro da tsunami e terremoti, riducendo le migrazioni verso i paesi più sviluppati. Queste soluzioni sono anche parte dell’organizzazione scientifica del lavoro, come la desalinizzazione sostenibile, che non può essere realizzata senza l’invenzione di una pompa con doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante per separare il flusso d’acqua dal flusso delle sfere contenenti le resine a scambio ionico.

30.06.2016  https://www.spawhe.eu/autoclave-system-for-water-pumping-hydroelectric-energy-producer/ , 

22.07.2016  https://www.spawhe.eu/relativity-and-technology-in-the-new-hydroelectric-energy/ , 

31.08.2016 https://www.spawhe.eu/pompe-e-turbine-con-doppia-alimentazione-separata-fino-alla-girante/ , 

 10.11.2016  https://www.spawhe.eu/pressurised-submerged-hydroelectric-plants-in-basins-with-lifting-and-oxygenation/ , 

 11.11.2016  https://www.spawhe.eu/pressurised-submerged-hydroelectric-plants-in-wells-with-lifting-and-oxigenation/ , 

15.12.2016  https://www.spawhe.eu/pressurized-domestic-hydraulic-system-producer-of-hydroelectric-energy/ , 

 14.01.2017  https://www.spawhe.eu/hydroelectric-power-auto-with-peripheral-torque-to-the-wheels/ , 

31.07.2017  https://www.spawhe.eu/aerospatial-pressurized-hydroelectric-transport-system-with-turbofan-and-compressed-air-injection/ , 

29.12.2017  https://www.spawhe.eu/compressed-air-is-much-more-powerful-practice-and-economic-of-hydrogen/ , 

31.05.2018  https://www.spawhe.eu/artificial-heart-oxygenator-of-blood-energyically-autonomous/ , 

Le serre in pietra calcarea sarebbero anche una soluzione di gran lunga migliore rispetto alla CCS. 11.03.2019  https://www.spawhe.eu/hydroelectric-greenhouses-for-the-purification-of-fumes-co2-and-water-with-natural-alkalinisation/ , 

La Figura 3 mostra lo schema di collegamento ai bacini idrici “A” da utilizzare per la produzione di energia idroelettrica tramite riciclo dell’acqua; “B” è una paratoia che collega il bacino con la serra idroelettrica calcarea “D”.

Questi impianti saranno i più diffusi al mondo, poiché, oltre a produrre energia a costi molto bassi, purificheranno l’acqua leggermente inquinata, in particolare l’acqua piovana, per contrastare l’acidificazione di oceani e laghi, alleggerendo i carichi organici. Proteggeranno inoltre l’ambiente da siccità e inondazioni producendo energia idroelettrica compressa. Si può notare che le autocisterne (26) riempite di fumi compressi presso gli impianti possono scaricare il loro contenuto nelle serre gemelle, che altrimenti dovrebbero essere soddisfatte solo con la CO2 catturata dall’ambiente, per produrre carbonati nell’acqua corrodendo i materiali calcarei. 

31.01.2020  https://www.spawhe.eu/aerospace-and-submarine-transport-system-with-interactive-primary-and-inductive-linear-motors/ , 

31.01.2020  https://www.spawhe.eu/flying-and-floating-cars-with-interactive-global-linear-motors-and-thrust-of-newton-and-lorentz/ ,  

 29.07.2021  https://www.spawhe.eu/interstellar-dust-capture-system-and-space-environmental-plants/ , 

 29.07.2021  https://www.spawhe.eu/from-the-earth-beyond-the-moon-colonizing-space-with-compressed-hydroelectromagnetic-energy-unknown-to-terrestrial-science/ ,

19.02.2022 https://www.spawhe.eu/from-black-holes-to-the-uncertainty-principle-to-the-scientific-organization-of-work-unknown-by-science-and-by-the-authorities-on-earth/ ,

Purtroppo, scienza, governi, imprenditori e multinazionali hanno continuato a utilizzare energie termiche e nucleari, anche se queste sono completamente estranee alla fotosintesi della clorofilla e al ciclo del carbonio che governava il pianeta prima dell’attuale era industriale, che dura meno di duecento anni. Questi duecento anni sono paragonabili a zero anni se confrontati con i quattro miliardi e mezzo di anni attribuiti all’età della Terra. Eppure, i cambiamenti climatici in atto sono così rapidi che coloro che hanno governato il mondo in questo breve periodo, dal punto di vista politico e scientifico, dovrebbero vergognarsi di non essere stati in grado di interpretare l’organizzazione scientifica del lavoro a livello globale. Infatti, se avessero studiato a fondo alcuni fenomeni naturali, si sarebbero resi conto che non è complicato estrarre energia dalla Terra dall’ambiente. Pensiamo ai pozzi artesiani, alle correnti d’aria ascendenti, alle correnti oceaniche orizzontali che si verificano senza l’uso di alcuna tecnologia.

Basti pensare al famoso esperimento di Pascal, che riuscì a far scoppiare una botte piena d’acqua semplicemente immettendo altra acqua dall’alto attraverso un piccolo tubo. Pascal dimostrò che la pressione idrostatica, anche se introdotta attraverso un piccolo tubo, si espande in tutte le direzioni. Se consideriamo che Pascal visse dal 1623 al 1662, dobbiamo porci la seguente domanda: è possibile che nessuno abbia mai pensato di estrarre l’energia nascosta nella botte a temperatura ambiente? Certamente, all’epoca di Pascal, le tecnologie necessarie per farlo non esistevano. Ma successivamente, soprattutto con le prime invenzioni del 1835 che permisero di motorizzare le pompe di circolazione dell’acqua e di collegare i generatori di corrente alle turbine idrauliche, le cose potrebbero essere cambiate rapidamente. La prima centrale idroelettrica americana fu costruita il 30 settembre 1882 ad Appleton, nel Wisconsin. È davvero strano che da allora nessun inventore abbia realizzato che si potrebbe produrre energia idroelettrica ovunque senza ricorrere al salto idraulico. Ho riportato di seguito questi disegni per dimostrare che potremmo produrre energia idroelettrica a pressione atmosferica, semplicemente invertendo le pompe e facendole funzionare in serie con le turbine, nella direzione della forza di gravità. Rispetto alle attuali centrali idroelettriche, avremmo il vantaggio di non essere costretti a costruire grandi bacini e dighe in montagna. Queste opere hanno costi economici enormi e causano più danni che benefici. Infatti, quando i bacini sono completamente pieni per la produzione di energia, in caso di piogge torrenziali creano un altissimo rischio di inondazioni. Cito alcuni disastri: nel 1963 la diga del Vajont in Italia straripa: 1759 morti. Nel 1975 la diga di Banqiao in Cina crolla: 85.000 morti per l’onda di piena, 145.000 per fame ed epidemie. Nel 2005 la diga di Shadikor, completata solo due anni prima, crolla in Pakistan: 80 morti e migliaia di senzatetto. In estate, la maggior parte delle volte le centrali idroelettriche sono chiuse per mancanza d’acqua.

Ancora oggi, nel 2023, non è stato fatto un solo passo avanti su questo fronte, mentre trilioni sono stati spesi in investimenti per l’estrazione del carbone, del petrolio e del gas, e per le relative industrie di raffinazione e trasporto. Lo stesso è accaduto per la costruzione di centrali nucleari di vecchia e nuova concezione, sebbene tutte queste centrali non abbiano mai avuto le caratteristiche interattive che miliardi di anni hanno permesso di raffinare grazie alla forza di gravità, all’aria atmosferica e all’acqua, al mare e alla terra incontaminati. Se chi scrive non avesse unito le esperienze di organizzazione del lavoro industriale e quelle ambientali, probabilmente sarebbero trascorsi altri centinaia o migliaia di anni prima che qualcuno si accorgesse di questa gravissima lacuna nella scienza terrestre mondiale. L’organizzazione del lavoro non è un processo scientifico, ma un metodo di lavoro, essenziale per progettisti e installatori di sistemi. Il vantaggio principale di chi si limita a installare sistemi molto diversi tra loro è quello di conoscere diverse tecnologie, mentre scienziati e ricercatori insistono su soluzioni specifiche per migliorare lo stato dell’arte del settore specifico. Molte volte i problemi potrebbero essere aggirati, sfruttando altri principi scientifici e altre tecnologie. Per chi installa diversi tipi di sistemi è più facile individuare nuove soluzioni rispetto a uno specialista di un singolo settore. La mano destra della scienza non sa cosa fa la sinistra, perché anche i datori di lavoro pubblici e privati ​​hanno separato le competenze tecniche e scientifiche per spartire il potere economico. Ognuno lavora in compartimenti stagni, con specializzazioni elevate, comprese le scuole di formazione universitaria. Queste specializzazioni hanno permesso di raggiungere alti livelli tecnologici, ma hanno impedito il pieno sfruttamento dei principi interattivi che la natura sfrutta regolarmente, ma a velocità naturali. Non è necessario cambiare i principi interattivi. È sufficiente conoscere la fisica terrestre. Non la fisica quantistica, né quella nucleare. In circuiti aperti alla pressione atmosferica, potremmo produrre energia idroelettrica all’infinito senza consumare acqua, senza costruire dighe e grandi bacini in montagna. Dobbiamo solo integrare la quantità d’acqua che produce elettricità attraverso una turbina idraulica e il suo generatore di corrente, con una quantità d’acqua pari a quella che attraversa la turbina. Estratto dal mio articolo “Relatività e tecnologia nella nuova idrologia” il seguente passaggio ( 22.07.2016  https://www.spawhe.eu/relativity-and-technology-in-the-new-hydroelectric-energy/  ):

La figura seguente mostra la produzione di energia idroelettrica sommersa che si può ottenere semplicemente invertendo una pompa sommersa in una tubazione in un bacino idrico, lago o mare, in modo che l’acqua fuoriesca nella direzione della forza di gravità, e montando al di sotto di essa una turbina dotata di generatore di corrente. La quantità di energia prodotta dal generatore di corrente è molto maggiore dell’energia assorbita dalla pompa, poiché quest’ultima deve solo vincere lo stato di inerzia dell’acqua, mentre la turbina produce tutta l’energia grazie alla pressione idrostatica presente sull’albero della pompa.

Questa soluzione energetica avrebbe dovuto far riflettere seriamente la scienza, che si è sempre astenuta dal commentare le mie soluzioni di purificazione ed energetiche. In effetti, nel calcolo della prevalenza di una pompa, la scienza stessa sottrae la pressione positiva sull’albero della pompa.

La prevalenza di una pompa è una grandezza fisica che esprime la capacità della pompa di sollevare un determinato volume di fluido, solitamente espresso in metri di colonna d’acqua, a un livello superiore rispetto al punto in cui è posizionata la pompa stessa. La formula che identifica la prevalenza manometrica è la seguente: Hm = h + (P1 – P2) / g + (v²1 – v²2) / 2g [m ]. Dove: Hm = prevalenza manometrica Pm = pressione di mandata sul manometro P1 = pressione di mandata nella sezione Pa = pressione di aspirazione sul manometro P2 = pressione di aspirazione nella sezione V1 = velocità nella sezione di ingresso della pompa V2 = velocità nella sezione di ingresso della pompa in uscita dal sistema di sollevamento.

Questo significa implicitamente che se utilizziamo una pompa sommersa in modo inverso rispetto al suo utilizzo tradizionale, anziché sollevare l’acqua, la spingiamo verso il basso e le pressioni P1 e P2 si sommano anziché sottrarsi, producendo una maggiore energia cinetica nella discesa, proporzionale alla pressione idrostatica all’ingresso della pompa, che a sua volta dipende dalla velocità di rotazione della pompa stessa. Questa energia cinetica all’uscita della pompa può essere trasferita a una turbina accoppiata a un generatore di corrente che produce elettricità, senza la necessità di costruire dighe e grandi bacini idrici. Inoltre, questa soluzione porterebbe ossigeno alle acque superficiali, purificando le acque del fondale marino e aumentando il fitoplancton e, di conseguenza, la produzione ittica (pozzo artificiale).

La figura seguente mostra un probabile sistema condominiale futuro. Il livello dell’acqua nel serbatoio, alla pressione atmosferica, viene mantenuto costante grazie al rabbocco automatico tramite una valvola a galleggiante. La circolazione dell’acqua, generata da una pompa sommersa che pompa nella direzione della forza di gravità, alimenta una pompa sommersa, azionata in senso inverso, che funge da turbina accoppiata a un generatore di corrente.

Questa soluzione, oltre a produrre energia a un costo inferiore rispetto ad altre fonti energetiche (termica, solare, eolica), garantirebbe anche un riciclo continuo dell’acqua potabile, che oggi si accumula nei serbatoi di raccolta che alimentano gli impianti di sterilizzazione, producendo fanghi e batteri.
Ma in altre applicazioni terrestri, se vogliamo davvero evitare un immenso spreco di energia e ridurre la necessità di grandi opere come dighe e bacini idrici in montagna, è necessario modificare l’intero sistema di sollevamento e gestione dell’acqua potabile e per l’irrigazione.
I progettisti delle multinazionali che realizzano le pompe e i professori che progettano gli impianti di sollevamento pubblici hanno trascurato alcune leggi della fisica e dell’idraulica, come il principio dei recipienti comunicanti e la legge di Pascal, che consentirebbero una maggiore resa energetica. Con i sistemi modificati e le pompe dotate di doppia alimentazione, questo errore banale viene corretto, sfruttando sia il principio dei recipienti comunicanti che la legge di Pascal negli impianti di sollevamento idraulico. In effetti, una delle bocche di alimentazione della pompa sfrutta il principio dei recipienti comunicanti per riciclare l’acqua senza aumentare la pressione del circuito di ricircolo, sia esso chiuso o aperto; la seconda bocchetta di alimentazione immette nel suddetto circuito di ricircolo una quantità d’acqua con una pressione idrostatica inferiore a quella dell’acqua riciclata. La pressione idrostatica in un circuito pieno d’acqua in un recipiente aperto, pur non influenzando la prevalenza necessaria alla circolazione della pompa, ne determina la pressione interna e può essere misurata in metri, essendo la distanza tra il livello superiore dell’acqua e l’asse della pompa di circolazione.
Pertanto, nel peggiore dei casi (con portate ridotte), i sistemi di sollevamento del futuro, dal punto di vista elettromeccanico, costeranno molto meno di quelli attuali. Ma il vantaggio maggiore che si otterrà con la nascita delle pompe a doppia alimentazione sarà quello del risparmio idrico (economia circolare in contrapposizione all’attuale economia lineare) e della produzione di energia a basso costo che si otterrà inserendo le turbine idrauliche nella fase di discesa dell’acqua. In realtà, non saranno più necessarie grandi opere idrauliche, grazie all’allagamento delle valli montane e alla costruzione di dighe, che molto spesso provocano disastri alluvionali, soprattutto in caso di improvvise e intense piogge, le quali, trovando i bacini naturali pieni d’acqua, riversano a valle con grande rapidità l’intero flusso idrico. Con l’introduzione di queste pompe e il loro abbinamento con le turbine idrauliche, sarà molto più conveniente e vantaggioso per l’ambiente accumulare l’acqua nelle valli piuttosto che in montagna.
Il seguente schema può essere utilizzato per sollevare e distribuire acqua potabile e per irrigazione, con bilanci energetici positivi, non negativi come quelli attuali. Infatti, gli impianti di sollevamento idraulico, dopo i mezzi di trasporto, rappresentano oggi la maggiore spesa energetica del pianeta. Di seguito è riportato un diagramma di un futuro sistema di sollevamento idrico, che produrrà anche energia. Si può notare che le vasche superiori sono collegate all’uscita della turbina tramite una tubazione di grande diametro per assimilare la portata d’acqua in ingresso a un’uscita sommersa, che presenta una perdita di carico pari a V² / 2g considerando la sezione di uscita della turbina. Questa uscita non deve superare la pressione idrostatica della vasca superiore, poiché è dotata di energia cinetica conferita dalla pompa con doppia alimentazione separata, che sfrutta sia la forza di gravità che la pressione idrostatica della vasca superiore nel tubo di discesa. Quando la pompa si arresta, si interrompe anche la produzione di energia. Ma il vantaggio energetico, economico e ambientale è evidente, perché la pompa, sfruttando la forza di gravità e la pressione idrostatica, assorbe meno energia di quella prodotta dalla turbina. Inoltre, l’energia viene fornita direttamente dall’ambiente, senza combustibili, energia nucleare, energia solare, energia eolica e senza dispersione di acqua come nelle attuali centrali idroelettriche.

Legenda dei disegni Fig 1: (acg) generatore di corrente alternata; (ai) girante assiale; (C) collettore; (caipds) pompa intubata assiale a capitello con doppia aspirazione; (csp) tubo del sistema di collegamento; (cst) tubo del sistema di contenimento; (cv) valvola di ritegno; (dgh) quota geodetica di mandata; (dthdc) deviazione verso i canali di drenaggio idraulico; (ecpc) cavo di produzione di corrente elettrica; (fcp) flangia per l’accoppiamento alla pompa; (fdsfs) separatore di flusso e alimentazione doppio flangiato; (fss) separatore di flusso in lamiera d’acciaio; (htva) turbina idraulica ad asse verticale; (iwft) acqua di ingresso per alimentare la turbina; (lf) anello di sollevamento; (lfcv) valvola di controllo del livello flottante; (mpl) sonda di livello minimo o massimo; (pat) pompa come turbina; (ptr) serbatoio testato in pressione; (od) scarico di troppo pieno; (pat) pompa come turbina; (pwa) pompa con autoclave; (sav) valvola di alimentazione aggiuntiva; (sacg) generatore di corrente alternata sommergibile; (sacm) motore di corrente alternata sommergibile; (sfff) flangia speciale con quattro alimentazioni; (sgh) altezza geodetica di aspirazione; (sov) valvola di intercettazione; (sovfa) valvola di intercettazione con regolazione del flusso; (sph) altezza piezometrica di aspirazione; (srip) anello di supporto per pompa di intubazione; (srt) tubo del serbatoio di alimentazione; (sss) lamiera d’acciaio sagomata; (sv) valvola di sicurezza; (tcp) tubo contenente la pompa; (tpups) UPS trifase; (wdn) rete di distribuzione dell’acqua; (wddr) serbatoio di distribuzione e disconnessione dell’acqua;

Il principale vantaggio della soluzione sopra descritta è quello di produrre energia idroelettrica nelle valli dove è possibile accumulare enormi quantità d’acqua senza alcun pericolo di allagamento. Come si può vedere dai disegni, ipotizzando che il bacino iniziale situato al livello più basso sia un lago o un fiume, è possibile produrre energia anche sollevando e trasportando l’acqua da un bacino all’altro su una distanza considerevole, prelevando solo l’acqua che fuoriesce dal livello massimo dei bacini. Quando il livello dell’acqua si abbassa, si aprono le valvole che alimentano le pompe con una doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante, la quale viene alimentata con ulteriore acqua proveniente dal bacino precedente, senza mai interrompere la produzione di elettricità.

8. Le invenzioni energetiche dannose stanno distruggendo l’economia reale del pianeta e l’agricoltura terrestre.

Il pianeta si sta riscaldando, i ghiacciai si stanno sciogliendo e il livello delle acque di oceani e mari aumenta. Allo stesso tempo, le acque di fiumi e laghi diminuiscono sempre di più. La situazione non può cambiare con l’attuale classe dirigente scientifica e politica mondiale che, di comune accordo, ostacola le innovazioni sostenibili a vantaggio di quelle commerciali. Il ciclo dell’acqua è molto semplice e lineare ed è direttamente collegato al ciclo del carbonio terrestre. Più le acque salate si acidificano, più evapora a livello globale. Le precipitazioni sono minime sulle terre emerse, poiché il 71% della superficie terrestre è occupato dagli oceani. Di conseguenza, le piogge alimentano gli stessi oceani, aumentando il livello delle acque, mentre le acque dolci diminuiscono sempre di più e non riescono a soddisfare le esigenze dell’agricoltura terrestre. Il livello delle acque di fiumi e laghi sta diminuendo in modo allarmante in tutto il pianeta. Purtroppo, tutto è connesso al sistema energetico mondiale scelto dalla scienza e dai potenti della Terra negli ultimi duecento anni, che hanno completamente trascurato il ciclo dell’acqua in tutte le invenzioni antropologiche mondiali, privilegiando le energie termiche che producono CO2 e vapore acqueo e quelle nucleari che producono radioattività e vapore acqueo. Non bisogna sottovalutare il pericolo del vapore acqueo che, pur non essendo una sostanza tossica, è comunque un gas serra, con una densità cinquanta volte superiore a quella dell’aria atmosferica. Questa maggiore densità produce ingenti danni quando si verificano fenomeni atmosferici turbolenti come cicloni, tornado e uragani, poiché la forza distruttiva di questi fenomeni è dovuta al prodotto della portata, della velocità e della densità dei fluidi coinvolti insieme all’aria atmosferica. Purtroppo, la scienza terrestre, non coordinata da alcun governo mondiale, ha prodotto solo invenzioni commerciali con scambiatori di calore aria/aria, che contribuiscono al riscaldamento del pianeta soprattutto nelle aree urbane, invece di utilizzare scambiatori di calore acqua/aria, che sarebbero stati molto più completi ed efficienti dal punto di vista energetico e ambientale, soprattutto se avessero scambiato calore con l’acqua contenuta nel sottosuolo.

Per fermare l’attuale riscaldamento globale, dobbiamo bandire immediatamente le invenzioni antropologiche che lo hanno prodotto, ma soprattutto dobbiamo cacciare dal tempio i mercanti, anche se molti si atteggiano a scienziati inventori e benefattori dell’umanità. Questi signori hanno avuto tutto il tempo necessario per cambiare le loro soluzioni e non le hanno mai corrette. Sia per ripulire seriamente l’energia da combustibili fossili, sia per produrre energia pulita senza combustibili e energia nucleare a costi molto inferiori a quelli attuali. Quindi senza CO2 e senza produzione di vapore.

Sappiamo che ci sono voluti meno di duecento anni per riscaldare il pianeta ai livelli attuali. Non sappiamo quanto tempo ci vorrà per rimediare. Ma le soluzioni esistono, anche se la scienza e l’intera classe dirigente mondiale fingono di non comprenderle.

Infatti, possiamo agire simultaneamente su due fronti:

1. Eliminazione dei materiali combustibili dagli impianti termici fissi e mobili mediante la realizzazione immediata di impianti idroelettromagnetici a compressione.

2. Realizzazione di una desalinizzazione sostenibile con resine a scambio ionico 10.06.2016  https://www.spawhe.eu/vertical-desalinators-demineralizers-by-ion-exchange-with-hydroelectric-energy-production/  e trasporto di acqua desalinizzata verso terreni desertificati mediante sistemi idro-elettromagnetici a pressione atmosferica, con sistemi energeticamente indipendenti, come mostrato nella figura sottostante.

Allo stato attuale delle cose, né gli impianti di desalinizzazione né i sistemi di sollevamento e trasporto dell’acqua sono sostenibili, poiché i sistemi attuali consumano enormi quantità di energia e hanno elevati costi di manutenzione.

Queste soluzioni hanno anticipato di qualche mese una soluzione ancora migliore, ovvero l’accoppiamento tra una pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante e un’autoclave, che permette di ridurre le dimensioni complessive e di installare centrali idroelettriche a compressione anche sui mezzi di trasporto, rivoluzionando il trasporto terrestre, marittimo, sottomarino, aeronautico e spaziale mondiale. Tuttavia, la scienza, i governi e le multinazionali, nel 2023, non se ne sono ancora accorti, nonostante le brevetti siano stati pubblicati e depositati nel 2015.

In queste applicazioni è necessario aprire il circuito all’uscita della turbina che produce energia idroelettrica e collegare la pompa con una doppia alimentazione elettrica separata fino alla girante, in modo che immetta automaticamente la stessa quantità di acqua utilizzata per produrre energia idroelettrica nel circuito di ricircolo pressurizzato dell’autoclave, spendendo solo la quantità di energia necessaria al ricircolo, non quella che sarebbe necessaria per vincere la pressione statica dell’autoclave. Ovviamente, in questo caso, il vantaggio energetico è immenso anche se la pompa di circolazione deve far circolare una portata d’acqua doppia rispetto a quella che attraversa la turbina. Infatti, se ipotizziamo che 0,1 m³ /sec attraversino la turbina con una pressione di 30 metri di colonna d’acqua con la formula Q*H/102, produciamo una potenza di 0,0294 kW/sec. Mentre per far circolare una portata di 0,2 m³ / sec, è sufficiente una prevalenza di 1,0 metro di colonna d’acqua. Utilizzando la stessa formula, assorbiamo 0,00196 kW/sec, che è 15 volte inferiore alla potenza prodotta. Quando si tratta di calcolare la potenza di un sistema che utilizza l’acqua come vettore energetico, è più semplice utilizzare la misurazione della pressione in metri di colonna d’acqua e la portata in m³ / sec. Dividendo il risultato per il coefficiente 102 otteniamo direttamente la potenza in kW/sec. Probabilmente ho esagerato nell’assegnare una pressione elettricamente prodotta alla pompa con doppia alimentazione separata fino alla girante perché, con la combinazione dell’autoclave, la direzione del flusso nella pompa con doppia alimentazione separata è determinata dall’apertura della valvola situata all’uscita della stessa autoclave. In realtà, l’acqua che deve entrare nella girante, dall’alimentazione non collegata a questo flusso, vi entra comunque a causa della pressione atmosferica, della prevalenza idrostatica positiva e della depressione prodotta al centro della girante per effetto della forza centripeta che si genera al centro di tutte le pompe centrifughe. I motori elettrici della pompa e della valvola di intercettazione servono a regolare il flusso. Senza questa regolazione non sarebbe possibile controllare la portata e quindi la potenza prodotta, elemento indispensabile nei mezzi di trasporto e nel lavoro.

Se consideriamo che ho ipotizzato una pressione del cuscino d’aria con una colonna d’acqua di 30 m pari a circa tre bar, che è una pressione molto bassa, possiamo anche ipotizzarla pari a 30 bar (300 m) e avremo una produzione di energia 10 volte superiore, pari a 0,294 kW/s, mentre l’energia spesa per la regolazione della velocità sarà sempre di 0,00196 kW/s, poiché la pompa funziona con pressioni di aspirazione e mandata bilanciate, come se lavorasse in un circuito chiuso, in base al principio di Pascal. Il rapporto 0,294 / 0,00196 diventa 150. Ciò significa che la turbina produce 150 volte la potenza assorbita dalla pompa.

Nel caso della nuova fusione nucleare, che ha prodotto solo il 19% in più di energia dopo centinaia di miliardi spesi in ricerca e sperimentazione, penso che la grande montagna abbia prodotto il solito topolino. Mentre un topolino, senza un solo euro di finanziamento, pubblico o privato, solo con un ragionamento basato sulla fisica terrestre, sullo stato dell’arte tecnologico attuale e sullo studio dell’organizzazione del lavoro, estraendo energia primaria dall’ambiente, senza alcun costo di trasformazione energetica, può moltiplicare per 150 volte (e anche di più) l’energia estratta dall’aria e dall’acqua, che non costa nulla e viene restituita all’ambiente, senza alterarne la composizione chimica, quindi senza produrre alcuna forma di inquinamento, anzi ossigenando l’acqua e purificandola sempre di più ad ogni passaggio attraverso l’autoclave in virtù della legge di Henry.

Se pensiamo che con l’energia idro-elettromagnetica produciamo solo energia primaria, mentre tutte le macchine necessarie: le pompe e le turbine in cui circola l’acqua, i ventilatori o le eliche per produrre la spinta di Newton, i solenoidi per produrre l’eventuale spinta di Lorentz, le valvole per regolare le portate di acqua e aria, i circuiti elettrici primari e indotti per la produzione di energia cinetica e quelli per la regolazione della temperatura, fanno parte di tecnologie già esistenti e collaudate sul pianeta Terra, dobbiamo chiederci perché, proprio l’energia primaria, che era la più semplice ed economica da individuare, nel 2023, ancora anno di guerra in Ucraina, non sia stata ancora testata, sebbene sia stata individuata in varie forme: sommersa, con riciclo dell’acqua in un recipiente aperto e infine compressa.

In tutti questi impianti, che sono ancora in uno stato virtuale, perché è successo che l’inventore fosse un pensionato che certamente non poteva trasformarsi in imprenditore senza soldi e con una limitata aspettativa di vita, la fonte di energia è la forza gravitazionale. Solo nella soluzione finale diventa aria atmosferica, che, guarda caso, è stata purificata dalla gravità in quattro miliardi e mezzo di anni comprimendola alla pressione di un bar nella nostra atmosfera per consentirci di ridurre le dimensioni complessive e aumentare significativamente la potenza energetica producibile. Le applicazioni che possiamo fare con questa soluzione sono infinite ma la scienza al servizio di padroni pubblici e privati ​​non ne ha creata nemmeno una, a cominciare dall’invenzione del cuore artificiale ossigenatore di sangue che potrebbe consentire di prolungare la vita umana oltre ogni aspettativa compensando, oltre alle carenze cardiache, anche quelle polmonari, neurologiche, renali, epatiche.

Con le tecnologie elettroniche e informatiche in rapida evoluzione, il cuore artificiale potrebbe essere facilmente collegato all’intelligenza artificiale. Saremo in grado di restituire la vista ai ciechi, la voce a chi non parla, il movimento agli organi danneggiati grazie all’energia elettromagnetica compressa prodotta nel nostro torace, non solo per i disabili attuali, ma anche per gli anziani. Con l’età siamo tutti destinati prima a diventare invalidi e poi a morire, ma tutti gli organi malati potrebbero essere esportati, compreso l’apparato digerente. Sarebbe sufficiente nutrire il cuore e il cervello con soluzioni fisiologiche appropriate. Probabilmente, se ciò accadesse, gli uomini del futuro diventerebbero ancora più malvagi e assetati di potere di quelli attuali. Ma non possiamo rinunciare al progresso a causa di una scienza che lavora solo per chi la paga di più e di politici che permettono questo commercio, che non solo ha portato al riscaldamento globale in pochissimi anni, ma anche alle bombe atomiche e all’occultamento di invenzioni semplici, lineari e al tempo stesso globali come quelle riassunte nella filastrocca SPAWHE che spaventano, soprattutto, coloro che attualmente detengono il potere economico globale. Non credo che queste persone siano ignoranti. Credo che queste invenzioni vengano testate da qualche parte nel mondo, ma non per tutti, come avrebbe voluto l’inventore. L’ipocrisia che governa il mondo intero va combattuta a tutti i livelli, sperimentando tutto senza nascondere nulla, a cominciare dall’eliminazione del commercio di brevetti tra enti di ricerca pubblici e multinazionali.

Nella mia ultima invenzione ( 29.07.2021  https://www.spawhe.eu/interstellar-dust-capture-system-and-space-environmental-plants/ ) ho proposto la possibilità di combinare la spinta di Newton e di Lorentz con la cattura della polvere interstellare, un’ipotesi mai avanzata nemmeno nei film di fantascienza. Non credo che la fantascienza sia necessaria per la colonizzazione dello spazio da parte dei discendenti dell’uomo, ma piuttosto una semplice organizzazione scientifica del lavoro globale. Finché la scienza sarà inquinata dagli interessi di scienziati, politici e imprenditori, continueremo a sprecare le risorse della Terra, senza mai scegliere le soluzioni migliori. Persino la navigazione spaziale continuerà a essere un miraggio

Dobbiamo quindi chiederci a cosa servono i combustibili e la divisione dell’atomo? Solo a sprecare risorse e inquinare l’ambiente? Inoltre, secondo il principio di Henry, ogni volta che l’acqua a bassa pressione viene introdotta nell’autoclave tramite la pompa con la doppia alimentazione elettrica separata, assorbe ossigeno che la purifica gratuitamente e quindi possiamo purificare gratuitamente anche l’acqua inquinata.

9. Aboliamo il Premio Nobel per la Fisica.

Ancora oggi, la scienza più premiata con il Nobel è quella nucleare, che ha causato più danni che benefici all’umanità, mentre la scienza termica, responsabile del riscaldamento globale, rimane la più diffusa. Le attuali energie rinnovabili, essendo discontinue e non molto potenti, continueranno a svolgere un ruolo marginale nella produzione energetica mondiale. L’unica energia che non è mai stata prodotta è l’energia idroelettrica con riciclo dell’acqua, perché nessuno scienziato ha pensato che fosse necessario collegare in serie una pompa a una turbina che svolgano due funzioni diverse: la pompa deve vincere l’inerzia pompando nella direzione della forza di gravità e la turbina deve produrre l’energia cinetica necessaria al generatore di corrente per produrre elettricità.

È vergognoso che questa energia, concepita attraverso lo studio globale dell’organizzazione scientifica del lavoro, sia l’unica a non essere mai stata finanziata, testata e implementata a livello mondiale, nonostante il sottoscritto abbia scritto lettere aperte a tutte le più alte autorità mondiali, in particolare alle Nazioni Unite e alla Corte Internazionale di Giustizia. Recentemente ho definito questa energia idroelettromagnetica compressa. Può essere prodotta ovunque, persino ai poli nord e sud, nei deserti, in impianti fissi e mobili, persino nello spazio. Non c’è bisogno di fare scorta di carburante e quindi non c’è bisogno di trasportare energia ad alta tensione in cavi sotterranei o su tralicci. Non c’è nemmeno bisogno di fermarsi alle stazioni di servizio. Essendo prodotta a freddo, questa energia ci permetterà di creare motori lineari globali interattivi che consentiranno di sommare la spinta di Newton e di Lorentz, cosa impossibile con le attuali energie termiche e nucleari, poiché la spinta elettromagnetica, sul pianeta Terra, può essere generata solo a freddo con bobine di fili isolate con vernici protettive che non possono essere esposte a temperature superiori a quelle terrestri normali. Eppure, stranamente, questa energia non nasce da una scienza ben pagata e premiata con il Nobel, ma nasce gradualmente, proprio organizzando scientificamente il lavoro sulla terraferma, a partire dalla modifica virtuale di camini, pozzi di Imhoff, fognature, depuratori, che, così come sono progettati attualmente, funzionano in modo inefficiente. Io, che mi sono proposto come inventore in pensione, non l’ho fatto per ambizioni personali o economiche. Ho semplicemente continuato a lavorare come progettista, senza essere pagato da nessuno, perché troppe cose, per molti anni, non mi convincevano dell’attuale funzionamento degli impianti artificiali, soprattutto quelli appaltati da enti pubblici. L’unica strada che potevo percorrere era quella di realizzare cicli completi di purificazione dell’acqua e dell’aria, senza mai interromperli, intervenendo nel posto giusto, come avevo imparato a fare nei diciassette anni trascorsi nell’industria automobilistica, dove tutti i componenti vengono costruiti separatamente su linee di produzione mobili e confluiscono tutti sul percorso principale, che è quello della carrozzeria, che dopo la verniciatura viene gradualmente completata dagli altri elementi, a partire dal motore, sospensioni, sedili, rivestimenti, secondo precisi cicli di lavoro. Non si può assemblare ciò che deve essere assemblato prima, e poi farlo dopo, senza raddoppiare o triplicare il costo del lavoro. Allo stesso modo, nei cicli di depurazione ambientale era ed è necessario stabilire un percorso principale da seguire, che è quello dell’acqua dal punto di partenza dell’inquinamento, e far passare i cicli di depurazione dell’aria lungo questo percorso, poiché acqua e aria sono sempre complementari fin dall’inizio dei cicli, non solo nei depuratori finali, come accade attualmente in tutto il mondo, sprecando immense risorse economiche, in primo luogo danneggiando le acque reflue lungo infinite rotte fognarie,Poi si cercava di ossigenare le acque reflue nei depuratori finali. Inoltre, si utilizzavano potenti soffiatori alimentati da elettricità prodotta da centrali termoelettriche che inquinano l’aria, la quale, una volta rilasciata nell’atmosfera, non può essere recuperata e depurata insieme all’acqua, come sarebbe stato logico fare. Per me, che amavo il mio lavoro di progettista e installatore di impianti, era solo una questione di etica professionale. Non potevo passare a miglior vita senza diventare un inventore, perché chi tace acconsente. Ho taciuto come tutti gli altri, per portare a casa lo stipendio, ma anche perché il mio lavoro si limitava a cercare di aggiudicarmi gli appalti con il minor costo per l’azienda, rispettando le specifiche del bando. Come dipendente non ero nella posizione, né autorizzato, a fare proposte alternative. L’attività di inventore implica ricerca e lunghe riflessioni. Non si può improvvisare e io non ho improvvisato. Ho aspettato la pensione. Sono tuttavia convinto che, se non avessi prima conosciuto l’organizzazione del lavoro industriale e poi i sistemi ambientali, quelli per il sollevamento e la distribuzione dell’acqua, non sarei stato in grado di proporre alcun miglioramento. Ciò che mi lascia perplesso è il silenzio che circonda le mie invenzioni, soprattutto da parte di progettisti, ricercatori pubblici, legislatori, politici, che non sono tenuti a rispettare le specifiche di gara e gli ordini dei committenti. Evidentemente non amavano abbastanza il loro lavoro e non amano nemmeno chi lo svolge gratuitamente per loro. Bisognerebbe chiedersi perché la scienza non abbia mai indagato la fonte di energia primaria che potrebbe produrre la forza iniziale generata spontaneamente dalla natura terrestre con costi inferiori e minori danni ambientali?Dai progettisti, ai ricercatori pubblici, ai legislatori, ai politici, che non sono tenuti a rispettare le specifiche di gara e gli ordini dei committenti. Evidentemente, non amano abbastanza il loro lavoro e non amano nemmeno coloro che lo svolgono gratuitamente per loro. Sarebbe lecito chiedersi perché la scienza non abbia mai indagato sulla fonte di energia primaria che potrebbe produrre la forza iniziale spontaneamente generata dalla natura terrestre con costi inferiori e minori danni ambientali?Dai progettisti, ai ricercatori pubblici, ai legislatori, ai politici, che non sono tenuti a rispettare le specifiche di gara e gli ordini dei committenti. Evidentemente, non amano abbastanza il loro lavoro e non amano nemmeno coloro che lo svolgono gratuitamente per loro. Sarebbe lecito chiedersi perché la scienza non abbia mai indagato sulla fonte di energia primaria che potrebbe produrre la forza iniziale spontaneamente generata dalla natura terrestre con costi inferiori e minori danni ambientali?

Per me, questa è la più grande truffa del mondo, perché chi finanzia la scienza non vuole indagare sulla principale fonte di energia primaria per eccellenza. Vi faccio un esempio: se si scoprisse che la fonte primaria non costa nulla ed è accessibile a tutti, quasi certamente l’intera economia mondiale crollerebbe. I costi del gas, del petrolio, del carbone, dell’uranio e delle industrie di trasformazione delle energie, vecchie e nuove, crollerebbero. Queste ultime, per non entrare nei cicli naturali dell’acqua e dell’aria e per non approfondire il libero utilizzo dei principi di Pascal, Torricelli, Venturi e Henry, insistono nel produrre energia a pagamento, come l’idrogeno trasformato in combustibile, o il nascente trizio, menzionato nell’articolo precedente. Ciò significa che le invenzioni realmente sostenibili in campo ambientale ed energetico vengono nascoste dagli stessi scienziati, che in fin dei conti non sono altro che dipendenti, incapaci di sottrarsi agli ordini ricevuti dai loro datori di lavoro pubblici e privati. In un certo senso, gli scienziati sono come soldati mandati al fronte a combattere guerre ingiuste e insensate, come quella in Ucraina. Ma ciò che è grave è il fatto che le attuali energie, sia fossili che nucleari, di vecchia e nuova generazione, siano in contrasto con la logica scientifica stabilita dal Creatore dell’universo. Se è vero che l’energia totale dell’universo è pari a zero, come affermano i principali scienziati astrofili, non si può negare che il creatore dell’universo abbia permesso esplosioni nucleari e temperature altissime, di centinaia di milioni di gradi, livelli di radiazione elevatissimi e fenomeni elettromagnetici intensissimi, a immense distanze da pianeti come la Terra, dove si è sviluppata la vita biologica. Soprattutto, l’atmosfera terrestre è un eccellente filtro di protezione contro i fenomeni radioattivi.

Non sappiamo se nell’intero universo esistano pianeti simili alla Terra o esseri viventi simili all’uomo. Basti pensare che la Terra ha circa 4,5 miliardi di anni e che i primi antenati dell’uomo (Homo sapiens) sono comparsi solo negli ultimi 300.000 anni, quando l’ambiente si è completamente purificato dai gas tossici prodotti dalle suddette esplosioni nucleari e la vita biologica e zoologica si è sviluppata grazie a circostanze astrofisiche favorevoli, ma anche a condizioni naturali terrestri con il graduale assestamento geologico delle terre emerse e la formazione di mari e oceani. L’energia primaria che ha favorito tutto ciò proveniva dalla forza gravitazionale, ma lo ha fatto molto lentamente, impiegando 4,5 miliardi di anni. Cosa ha fatto in particolare la natura terrestre con l’aiuto di condizioni astrofisiche favorevoli? Ha rimosso i gas tossici dell’era primordiale dal pianeta (metano, idrogeno, ammoniaca, anidride carbonica, anidride solforosa) e ha reso più ricchi i gas atmosferici utili alla vita biologica, a una pressione di un bar, in vari strati a seconda della loro densità. Partendo dal basso: omosfera, eterosfera, protosfera. Il pianeta Terra è inoltre caratterizzato dal fatto che la superficie acquatica copre il 71% del pianeta. Il 97% è costituito dagli oceani, il 2,1% si trova nelle calotte polari e nei ghiacciai, mentre solo lo 0,65% è concentrato in fiumi, laghi, falde acquifere, acque sotterranee e nell’atmosfera, a disposizione di tutti gli esseri viventi.

Senza essere grandi scienziati, non dovrebbe essere difficile comprendere che il creatore dell’universo, permettendo all’aria atmosferica, così come la conosciamo, di addensarsi, ci ha fornito la prima forma di aria compressa che agisce simultaneamente su acqua e suolo per favorire processi biologici vitali, ma anche processi energetici fluidodinamici alla temperatura dell’ambiente terrestre. Basti pensare alle correnti marine, ai venti, alla circolazione dell’acqua nei fiumi e nei laghi terrestri, ai pozzi artesiani: tutti fenomeni naturali che si verificano senza l’ausilio di alcuna tecnologia. Tutti questi fenomeni avrebbero dovuto farci capire che avremmo dovuto studiare meglio le tecnologie per aumentare, dove necessario, localmente, la velocità e la pressione dei flussi fluidodinamici, al fine di accelerare anche i processi energetici e di purificazione degli alimenti, senza bisogno di fonti di calore o di esplosioni nucleari, che non appartengono all’ambiente terrestre.

L’unica fonte di energia sostenibile disponibile sull’intero pianeta in tutte le stagioni è la semplicissima forza gravitazionale che, come già accennato, ha selezionato i gas e reso densa l’aria atmosferica. Quest’ultima, mantenuta alla temperatura terrestre, ben lontana dalle condizioni critiche di liquefazione, conserva la sua elasticità indefinitamente. Pertanto, l’aria atmosferica è il più potente ed economico accumulatore di energia sulla Terra. L’acqua incomprimibile degli oceani, dei fiumi e dei laghi, invece, rappresenta il vettore energetico più potente, essendo incomprimibile e con una densità circa 830 volte superiore a quella dei gas e del vapore utilizzati dalle centrali termoelettriche e nucleari per alimentare le turbine che producono energia elettrica.

Se ragioniamo in modo obiettivo, a prescindere dai gravissimi problemi ambientali causati dalle energie termica e nucleare, produrre energia tramite il calore è contrario a qualsiasi logica scientifica terrestre, poiché la forza motrice prodotta dipende dalla pressione e dalla densità del fluido che attraversa la turbina. Sarebbe stato logico preferire l’acqua come vettore energetico ben 830 volte rispetto ai fumi di combustione e al vapore. Soprattutto, l’acqua è gratuita, così come l’aria atmosferica. Con questi due elementi liberamente disponibili su tutto il pianeta, che rispondono perfettamente alla logica scientifica multidisciplinare e interattiva del creatore dell’universo, è possibile estrarre energia idro-elettromagnetica compressa, che può essere installata su sistemi fissi e mobili, di dimensioni e pesi relativamente ridotti, senza bisogno di trasportare combustibile e costruire grandi impianti di raffreddamento. Al contrario, l’energia termica e nucleare richiedono serbatoi di combustibile, costi elevati, grandi dimensioni, alti costi di purificazione e di raffreddamento degli impianti, nonché alti costi di trasporto dell’energia. Inoltre, l’energia idro-elettromagnetica compressa, sfruttando simultaneamente i principi di purificazione energetica e naturale, può consentire di aumentare localmente la velocità dei processi energetici e di purificazione, variando le pressioni statiche dei sistemi terrestri, marini, aeronautici e spaziali. L’acqua, utilizzata come vettore energetico, può essere riciclata e purificata all’infinito, e può persino purificare l’ambiente durante il processo energetico. Tutto dipende dai criteri utilizzati nella progettazione degli impianti e dall’organizzazione scientifica del lavoro che gli impianti artificiali devono svolgere.

Dovrebbe essere chiaro che politici ed economisti non saranno in grado di governare il pianeta Terra se la scienza continuerà a ignorare l’utilizzo dei principi interattivi, che sono gli unici in grado di risolvere simultaneamente e a livello globale i problemi ambientali ed energetici.

Cosa fanno i governi di fronte a inondazioni, emergenze climatiche, incendi di vaste proporzioni, terremoti e tsunami? Chiamano scienziati ed esperti di singoli settori, ma questi possono solo fornire buoni consigli, non risolvere realmente i problemi, perché lo stato dell’arte nella protezione ambientale non è mai riuscito a progredire a livello globale proprio perché i principi interattivi non sono mai entrati a far parte della progettazione degli impianti antropici mondiali. Nemmeno il più grande scienziato di tutti i tempi, Albert Einstein, se ne accorse, il quale, purtroppo, non ebbe il tempo di riflettere a sufficienza sulla differenza tra fisica terrestre e fisica universale, essendosi occupato solo di quest’ultima, chiaramente caratterizzata da fenomeni termodinamici e nucleari. Sebbene Albert Einstein visse dal 1879 al 1855, mentre la prima centrale idroelettrica fu costruita nel 1802, non si addentrò nell’argomento, poiché questo tipo di produzione di energia tramite salto idraulico è piuttosto banale dal punto di vista scientifico. Questa energia non meritava l’attenzione dei grandi scienziati e illustri colleghi del suo tempo, tra cui Lorentz, Edison, Tesla, Planck e Fermi. Nessuno l’ha fatto fino ad oggi per il semplice fatto che è stato più facile condurre ricerche scientifiche studiando l’organizzazione scientifica del lavoro, risparmiando energia e acqua rispetto agli ascensori idraulici. Ammettiamolo chiaramente, la semplicità dell’attuale energia idroelettrica prodotta con il salto idraulico ha ingannato la scienza mondiale, perché possiamo produrre elettricità anche senza il salto idraulico, risparmiando acqua.

Purtroppo, sembra che la scienza non accetti di essere presa in giro da un semplice pensionato, anche se chi scrive non aveva alcuna intenzione di ingannare nessuno. La scienza finge che i problemi ambientali ed energetici non rientrino nelle sue competenze e lascia che siano i politici a combattere contro l’aumento dei costi energetici e a emanare provvedimenti ridicoli, come quelli che incentivano le auto elettriche, dimostrando che il mondo è governato da ipocrisia politica e scientifica. Persino un bambino delle elementari capirebbe che la ricarica delle batterie di un’auto elettrica comporta un consumo di energia maggiore rispetto all’utilizzo diretto della fonte energetica. Pertanto, finché l’energia primaria rimarrà fossile o nucleare, le auto elettriche porteranno a una maggiore produzione di gas di scarico, CO2, vapore acqueo (anch’esso un gas serra) e inquinamento nucleare.

Avremmo potuto estrarre per lungo tempo l’energia pulita contenuta nel barile di Pascal direttamente a 220 o 380 volt in impianti fissi e mobili terrestri, marini e spaziali, persino ai poli e nei deserti, senza alcuna rete di distribuzione, né di combustibili né di energia elettrica. Basti immaginare che il barile sia fatto di acciaio e che nella parte inferiore ci sia acqua e in quella superiore aria compressa. Aprendo la valvola di scarico dell’acqua, questa fuoriuscirà per effetto della pressione dell’aria e attraverserà una turbina, il cui generatore di corrente fornirà la tensione desiderata in volt. L’acqua che esce dalla turbina entra in un serbatoio più piccolo dotato di una valvola di sfiato tarata alla pressione atmosferica. Da questo serbatoio, la stessa quantità d’acqua entra immediatamente in una speciale pompa centrifuga che nessun produttore di pompe ha voluto costruire, per non sconvolgere il mercato attuale. Questa pompa deve essere dotata di due alimentazioni completamente separate. Una di queste alimentazioni serve a recuperare l’acqua scaricata dalla turbina, l’altra è collegata direttamente alla parte liquida dell’autoclave stessa. Entrambe le alimentazioni, completamente separate, arrivano contemporaneamente alla stessa girante della pompa. Cosa succede all’interno della pompa con la doppia alimentazione separata fino alla girante? È molto semplice. Poiché il flusso è unidirezionale grazie alle valvole di non ritorno e poiché la girante è rotante (come è noto, al centro della girante centrifuga si sviluppa una forza centripeta proprio per facilitare l’ingresso dell’acqua), avremo due flussi d’acqua, uno ad alta pressione e uno a pressione atmosferica, che vanno nella stessa direzione. Poiché la sezione di passaggio di una pompa centrifuga si espande a causa della forma elicoidale delle pale rotanti, in brevissimo tempo avremo un solo flusso unidirezionale e una sola pressione, ovvero quella dell’autoclave, poiché la pressione maggiore si espande in tutto il corpo della pompa proprio per il principio di Pascal. Cosa significa questo in termini di energia? Abbiamo compiuto un piccolo miracolo perché con la potenza elettrica necessaria per una normale pompa centrifuga di ricircolo che funziona in un circuito chiuso, siamo stati in grado di immettere la stessa quantità di acqua che usciva dal circuito ad alta pressione e di produrre energia elettrica. Il volume di acqua e aria all’interno dell’autoclave non cambia perché entra esattamente la stessa quantità di acqua che esce, poiché la pompa di ricircolo funziona con pressioni bilanciate in aspirazione e mandata, come se lavorasse in un circuito chiuso. Quindi con una prevalenza molto piccola. Tuttavia, il guadagno di energia calcolato sulla base del rapporto tra l’energia spesa nella pompa e l’energia prodotta dalla turbina è molte decine di volte a favore dell’energia prodotta, poiché questa viene espulsa dalla pressione dell’aria compressa per il principio di impenetrabilità dei corpi. Questo stesso principio non permette che entri nell’autoclave una quantità di acqua maggiore della quantità che esce,Proprio perché la pompa di ricircolo funziona con una bassa prevalenza e non può produrre una pressione tale da superare la pressione del cuscino d’aria. Infatti, la prevalenza di una pompa è una grandezza fisica che esprime la capacità della pompa di sollevare un dato volume di fluido, solitamente espresso in metri di colonna d’acqua, a un livello superiore rispetto al punto in cui la pompa stessa è posizionata. Se le pressioni idrostatiche si bilanciano in aspirazione e mandata nella girante, è evidente che l’assorbimento di energia da parte della pompa è molto basso. Questo fenomeno è molto simile alle ragioni per cui possiamo scaricare l’acqua introdotta a bassa pressione nelle condotte sottomarine, nonostante all’uscita della condotta vi sia una pressione idrostatica di centinaia di metri. Infatti, la condotta sottomarina, immergendosi in acqua a una profondità di cento metri, assume una pressione statica pari a quella del mare all’uscita del tubo. Pertanto, una piccolissima energia cinetica, dovuta a pochi centimetri di colonna d’acqua, è sufficiente a consentire lo scarico dell’acqua a una profondità di cento metri. Nel caso di una pompa con doppia alimentazione separata, per introdurre acqua a bassa pressione in un’autoclave pressurizzata a 10 bar, è necessario utilizzare un’alimentazione della pompa per riciclare il 50% della portata della pompa e l’altra alimentazione per far entrare nella stessa girante della pompa il restante 50% della portata a pressione atmosferica. Infatti, la condotta sottomarina, immergendosi in acqua a una profondità di cento metri, assume una pressione statica pari a quella del mare all’uscita del tubo. Pertanto, una piccolissima energia cinetica, dovuta a pochi centimetri di colonna d’acqua, è sufficiente per consentire lo scarico dell’acqua a una profondità di cento metri. Nel caso di una pompa con doppia alimentazione separata, per introdurre acqua a bassa pressione in un’autoclave pressurizzata a 10 bar, è necessario utilizzare un’alimentazione della pompa per riciclare il 50% della portata della pompa e l’altra alimentazione per far entrare nella stessa girante della pompa il restante 50% della portata a pressione atmosferica. Pertanto, dall’uscita della pompa abbiamo una sola portata e una sola pressione, che è quella dell’autoclave. In ogni caso, poiché la pompa di circolazione ha una bassa prevalenza, non può entrare nell’autoclave più acqua di quanta ne esca. Pertanto, il vero motore della pompa è la pressione idrostatica esercitata dall’aria compressa, mantenuta costante nell’autoclave, che regola al minimo l’oscillazione del livello dell’acqua. Tuttavia, la regolazione dei giri della pompa e il grado di apertura delle valvole è essenziale per regolare la portata, la pressione e quindi l’energia cinetica da trasmettere alla turbina e al generatore di corrente ad essa collegato che produce l’energia elettrica direttamente alla tensione desiderata, senza bisogno di combustibili, energia, nucleare, pannelli, solare, ecc. Inoltre, conoscendo i principi di Henry e Dalton,Sappiamo che ogni volta che l’acqua di riciclo passa attraverso l’autoclave assorbe una quantità di gas di pressurizzazione proporzionale alla pressione dell’autoclave stessa. Abbiamo un’ampia scelta di come utilizzare quello che chiamiamo “idroelettromagnetismo compresso”. Con questo sistema possiamo scegliere se svolgere principalmente una funzione energetica, di purificazione o di motorizzazione per il trasporto terrestre, marittimo, aeronautico o spaziale. In questi ultimi casi, le valvole di sfiato dell’aria poste sui serbatoi di riciclo dell’acqua a pressione atmosferica devono convogliare l’aria nella cabina di pilotaggio dell’aeromobile pressurizzato a pressione atmosferica e comprimerla nuovamente per ripristinare il volume e la pressione dell’autoclave senza disperderla nel vuoto.

Non c’è paragone tra questo tipo di energia (idroelettromagnetica compressa) e l’energia nucleare di vecchia e nuova generazione, per costi, dimensioni degli impianti e qualità dell’energia. Inoltre, non comporta costi di estrazione e trasformazione dell’energia, né costi di trasporto. Poiché può essere installata anche sui mezzi di trasporto, non saranno necessari né distributori di carburante né prese per auto elettriche, ormai obsolete, dato che l’aria compressa è un accumulatore di energia naturale, ma deve essere utilizzata staticamente in un’unica direzione, altrimenti svolge solo la funzione di attuatore energetico come nei circuiti pneumatici.

Pensiamo a cosa sarebbe successo se questa energia fosse stata compresa e già implementata in tutto il mondo, fin dalla metà del XVIII secolo, con gli elementi di base già esistenti (pompe, turbine, motori, compressori, valvole, seppur costruiti con tecnologie meno avanzate). Come avrebbero fatto i russi a lasciare il popolo ucraino senza elettricità e riscaldamento in pieno inverno? Ovviamente, il problema è molto più ampio e riguarda lo sviluppo mondiale, chiaramente ostacolato dalla scienza stessa, dai media scientifici e dai legislatori. In realtà, i derivati ​​del petrolio e del gas potrebbero essere utilizzati per creare isole artificiali negli oceani e per generare pozzi artificiali in grado di nutrire la popolazione mondiale a basso costo. Ma la scienza, i governi e le multinazionali non sono ancora pronti nemmeno per questa invenzione.

28) 10.06.2016  https://www.spawhe.eu/floating-system-with-extruded-polyethylene-pipes-ribbed-reinforced-and-filled-with-polystyrene/  

 27) 10.06.2016  https://www.spawhe.eu/floating-system-hydroelectric-desalter-extractor-of-calcium-and-carbon-from-marine-deep-water/ 

Quanti politici sono in buona fede e quanti preferiscono rimanere nell’ignoranza scientifica pur essendo laureati in discipline scientifiche? È troppo comodo nascondersi dietro la scienza.

Per la scienza mondiale, invece, la parola d’ordine è silenzio per continuare a rimanere sotto l’ombrello protettivo di datori di lavoro pubblici e privati ​​e delle borse mondiali. Il danno causato dai governi, che hanno permesso la vendita di brevetti scientifici pubblici alle multinazionali, ha creato un danno irreparabile. Purtroppo, il problema non è solo l’energia, ma anche lo sviluppo alternativo e una diversa distribuzione della ricchezza mondiale. Ma prima di parlare di problemi sociali, è necessario chiarire appieno i problemi scientifici. Ciò è possibile solo applicando a livello globale l’organizzazione scientifica del lavoro e aggiornando tutti i collegamenti interattivi trascurati. A partire dai camini, dalle fognature, dai depuratori d’acqua e d’aria. Non solo il principio di Pascal è stato sottovalutato, ma anche quello di Henry, che ci permetterebbe di purificare l’acqua gratuitamente ad ogni passaggio attraverso un’autoclave. Infatti, se immettiamo acqua inquinata in sistemi fissi, questa viene progressivamente purificata assorbendo ossigeno ad ogni passaggio attraverso l’autoclave. Ciò significa che questo sistema può essere miniaturizzato e utilizzato a bassa pressione (120 mm Hg) anche per purificare il sangue umano, creando cuori artificiali umani energeticamente autonomi che compenserebbero non solo le carenze cardiache, ma anche quelle polmonari, neurologiche, renali ed epatiche. Di quanti anni potrebbe essere allungata la vita umana con un cuore artificiale ossigenatore del sangue energeticamente autonomo? Spetta alla scienza medica scegliere la soluzione migliore, assumendosi le proprie responsabilità, così come dovrebbero fare gli scienziati dell’energia e dell’ambiente. Sono loro che vengono consultati dai governi nelle varie emergenze energetiche, climatiche, sanitarie e incendiarie.

Credo di aver fatto l’unica scelta possibile. In mancanza di capitali e laboratori sperimentali, sono stato costretto a creare virtualmente un modello di sviluppo alternativo, basato sul fatto che l’organizzazione scientifica del lavoro industriale è nata senza rispettare i parametri ambientali, e soprattutto quello ambientale, che non è mai stato avviato. In realtà, i punti di partenza di questa organizzazione avrebbero dovuto essere la modifica di camini, fognature e depuratori, che furono le mie prime invenzioni. Non è strano che un inventore privato si sia occupato principalmente di sistemi pubblici? Il motivo è molto semplice: ho seguito la mia ispirazione, senza mai pensare al profitto personale.

Non è un caso che nessuna delle mie quaranta invenzioni regolarmente depositate sia mai stata finanziata e realizzata. Tuttavia, ragionando diversamente, ovvero applicando le regole dell’organizzazione scientifica del lavoro in modo imparziale all’ambiente, almeno virtualmente, esprimendomi con ragionamenti e disegni, partendo dalla depurazione dell’energia fossile, gradualmente, come riassunto nella già citata “filastrocca di SPAWHE.eu”, credo di aver dimostrato che sarebbe possibile andare nello spazio anche senza carburante ed energia nucleare. È sufficiente organizzare il lavoro simultaneamente sia dal punto di vista industriale che ambientale, scegliendo sempre la soluzione migliore. La soluzione migliore è sempre la più semplice ed economica, ma non ammette compromessi. È necessario aggiornare quotidianamente lo stato dell’arte in modo multidisciplinare e interattivo, a prescindere dai costi di demolizione degli impianti preesistenti, anche se questi rappresentano la stragrande maggioranza degli impianti artificiali esistenti, fissi e mobili.

Non è un caso che sia stato costretto a modificare i camini, le fognature, i depuratori, gli impianti di desalinizzazione, il modo di produrre cibo per l’uomo (pozzi artificiali), i mezzi di trasporto terrestri, marittimi e spaziali.

È fondamentale studiare attentamente il territorio in cui verranno costruiti gli impianti. È essenziale che i cicli di purificazione dell’acqua e dell’aria siano comuni e che le fonti energetiche da utilizzare provengano dagli stessi elementi. L’elasticità dell’aria comprimibile alla temperatura terrestre è la fonte di energia ideale e l’acqua incomprimibile alla temperatura terrestre è il vettore energetico ideale. Ovviamente, è necessario impiegare una piccola parte dell’energia prodotta per mantenere queste temperature, qualunque siano le temperature dell’ambiente esterno, terrestre, marino o spaziale. Questi piccoli costi sarebbero di gran lunga inferiori a quelli attuali per il raffreddamento della combustione termica, per non parlare della depurazione dei fumi e dei rifiuti radioattivi, che non riusciamo a gestire efficacemente negli impianti fissi. Figuriamoci se ci riuscissimo in quelli mobili. Cosa ha spinto le grandi menti di scienziati e inventori di tutti i tempi a scegliere il calore come fonte di energia primaria, quando la temperatura del fluido energetico non entra nemmeno nel calcolo dell’energia motrice, data dalla famosa formula: fluido * densità * pressione dello stesso fluido? Se l’acqua ha una densità circa 800 volte superiore a quella dei fumi di combustione e del vapore acqueo, non è forse ovvio che sia meglio utilizzare l’acqua come vettore energetico piuttosto che i fumi e il vapore? Non ho mai ricevuto risposte scientifiche o politiche a questa semplice e elementare domanda da economisti e imprenditori. I pochi problemi da risolvere erano, e sono tuttora, quelli di sfruttare staticamente la pressione dell’aria compressa in una direzione. Per quanto mi riguarda, queste soluzioni sono semplici e lineari, tuttavia l’intera classe dirigente mondiale, scientifica, imprenditoriale, politica ed economica, continua a tacere, pretendendo che un pensionato con i propri mezzi dimostri concretamente i loro errori.

Basti dire che i miliardi di camini inventati dagli uomini primitivi sono rimasti concettualmente gli stessi per millenni, senza che alcuno scienziato abbia pensato alla necessità di modificarli per facilitare la discesa di CO2 e residui di combustione nel sottosuolo, al fine di realizzare cicli globali di purificazione dell’aria e dell’acqua. Così come nessuno ha pensato che le fognature non debbano essere utilizzate solo per trasportare i liquami, ma anche per avviare un processo di depurazione globale, alternando il percorso con sedimentatori profondi, anaerobici nella parte inferiore e aerobici in quella superiore, con piccole serre calcaree e piogge artificiali per mantenere l’alcalinità dell’acqua e consumare CO2 e ossidi di combustione nelle stesse fognature. Allo stesso modo, i depuratori d’acqua finali avrebbero dovuto essere progettati diversamente, con bacini biologici sovrapposti ed essere coperti per continuare a consumare CO2 come fertilizzante carbonioso in serre per la produzione di ortaggi, accanto a serre calcaree. È ovvio che, avendo una scienza che non conosce l’organizzazione scientifica del lavoro industriale, non potremmo nemmeno avere una scienza che conosca l’organizzazione scientifica del lavoro ambientale e, di conseguenza, del lavoro globale. Di conseguenza, i cicli sviluppati nell’industria sono stati resi efficienti per la produttività, ma incompleti dal punto di vista ambientale. Mentre per quanto riguarda gli impianti di energia e depurazione artificiali, ancora oggi siamo all’anno zero di una corretta pianificazione globale, proprio perché non è avvenuto il necessario trasferimento di esperienze utili tra industria e ambiente. Avrebbero dovuto essere gli scienziati ambientali a mostrare agli inventori industriali le fonti energetiche da utilizzare e anche il modo migliore per utilizzarle. È successo il contrario. Gli scienziati pubblici, con il consenso dei governi, collaborano con le multinazionali per studiare soluzioni commerciali, alterando anche il mercato del lavoro degli inventori. Di fatto, le multinazionali preferiscono acquistare brevetti da dipendenti pubblici, comprandosi di fatto la complicità degli stessi governi. È chiaro che in questo contesto mondiale nessuno comprende le mie invenzioni semplici e lineari.

La scienza mondiale, se fosse stata obiettiva e interessata a trovare le migliori soluzioni industriali, ambientali ed energetiche, prima di dividere l’atomo, cercare la particella di Higgs e, dopo continui fallimenti e migliaia di miliardi spesi, passare all’energia nucleare di nuova generazione che in ogni caso non promette miracoli, richiedendo temperature di circa 100 milioni di gradi Celsius e quindi costi elevati, grandi dimensioni, pesi elevati, alta tecnologia per la produzione, il raffreddamento e il trasporto dell’energia, avrebbe dovuto studiare meglio la fisica terrestre. Questa è molto diversa da quella universale perché non necessita di calore che superi le normali temperature terrestri. Non c’è bisogno di combustione e fumi o persino vapore perché l’energia cinetica primaria, necessaria per le turbine che fanno girare i rotori dei generatori di corrente elettrica, è prodotta da aria compressa sfruttata staticamente, attraverso il vettore energetico che è semplice acqua. Pertanto l’aria sfruttata staticamente non viene consumata e l’acqua riciclata nello stesso sistema tramite la pompa con doppia alimentazione separata non viene consumata. Non ho inventato il moto perpetuo perché il moto perpetuo non produce energia e non usura le macchine che la producono. Nei miei impianti, pompe, turbine, valvole, motori elettrici che sviluppano una coppia o una spinta lineare in impianti fissi e mobili si usurano. Quindi, con le tecnologie attuali, se la scienza e le multinazionali sapessero davvero come progettare impianti artificiali, non avremmo nemmeno bisogno di trasportare l’elettricità. E ancor meno di autocisterne, gasdotti, oleodotti e degasatori.

Nell’ambiente terrestre, il confine tra pressione e depressione, tra solido, liquido e gassoso, è sempre fonte di scambio di energia, molecole e atomi tra uno stato e l’altro. Basti pensare al ciclo del carbonio e alla fotosintesi della clorofilla. Dal libro del Prof. Paolo Sequi, dall’emblematico titolo “Il racket ambientale”, cito: “Per ogni 35 milioni di atomi di carbonio derivanti dalla fotosintesi, sono necessari 30 milioni di atomi di ossigeno, 60 milioni di atomi di idrogeno e ben 1.552.904 atomi di diversi elementi apportati dall’acqua (1.000.000 di azoto, 250.000 di potassio, 125.000 di calcio, 80.000 di magnesio, 60.000 di fosforo, 30.000 di zolfo, 4.500 di ferro, 2.000 di boro, 1.000 di manganese, 300 di zinco, 100 di rame, 3 di cobalto, 1 di molibdeno). Ciò significa che la scienza naturale terrestre è infinitamente superiore alla scienza umana. I nostri migliori scienziati di fronte a questo tipo di scienza sembrano dilettanti allo sbando, persino Se in alcuni casi le invenzioni sono corrette, le peggiori sono senza dubbio quelle energetiche e ambientali. Le prime aprono cicli termici e nucleari inutili che non appartengono alla natura terrestre, così come il ciclo del carbonio, che muove immense quantità di acqua, aria e vapore, si svolge interamente alla temperatura dell’ambiente terrestre. Le seconde non sanno come chiudere i cicli che le prime aprono. Il riscaldamento globale era inevitabile. Lo studio della fluidodinamica e l’organizzazione scientifica del lavoro sono essenziali per sfruttare il principio di purificazione di Henry, per sfruttare i principi energetici di Pascal, Venturi, Torricelli, Newton. Pertanto, nell’ambiente terrestre i problemi energetici e di purificazione possono essere risolti progettando correttamente macchine e impianti antropici che sfruttino appieno questi principi. Queste macchine si chiamano pompe, turbine, motori elettrici. Ma si chiamano anche autoclavi, valvole di intercettazione e di sfiato. Ogni componente deve essere progettato e posizionato nei sistemi secondo una precisa organizzazione del lavoro, in modo che, oltre a produrre energia, non vengano rilasciate sostanze tossiche nell’ambiente. Ovviamente, chi sceglie combustibili o uranio per produrre energia sono costretti a complicare enormemente la progettazione degli impianti se non vogliono rilasciare sostanze tossiche nell’ambiente. Questo ragionamento non è stato fatto dagli scienziati e dagli inventori che ci hanno preceduto nei secoli passati e anche nel presente. La ragione di questa mancanza di ragionamento è dovuta al fatto che la scienza divisa in settori separati, in competizione tra loro, per ragioni commerciali, non è stata in grado di scegliere la soluzione migliore in senso globale. Hanno scelto la soluzione migliore nel settore specifico. Non sono stati in grado di realizzare che la somma dei migliori dettagli di purificazione ed energia, aggiornati allo stato dell’arte terrestre globale,porta automaticamente alla migliore energia terrestre, ovvero l’energia idro-elettromagnetica terrestre, perché questa energia è nata proprio per economizzare il processo di purificazione dei fumi e la neutralizzazione della CO2, con pioggia artificiale sul materiale calcareo, che utilizzerebbe la CO2 a vantaggio dell’ambiente producendo carbonati nell’acqua. La scienza, realizzando cicli incompleti in camini, fognature e depuratori, è stata costretta a proporre la CCS, che è un’altra soluzione incompleta, costosa e pericolosa.

I politici sono complici di queste scelte perché non hanno richiesto cicli completi e, consentendo la cessione dei brevetti di scienziati pubblici alle multinazionali, hanno permesso la creazione di conflitti di interesse insanabili, che non sarebbero mai emersi se un inventore come il sottoscritto, pur non essendo pagato da nessuno, non avesse continuato a indagare nella direzione dell’organizzazione scientifica del lavoro. Ma siamo ancora fermi al punto di partenza in questa direzione, perché le sperimentazioni cliniche sono ancora negate.

Probabilmente, se non vivessimo sul pianeta Terra ma nello spazio e sviluppassimo tutti i dettagli, si scoprirebbe che la migliore fonte di energia sarebbe quella nucleare. Ma noi, in quanto esseri umani, non possiamo sopravvivere al di fuori del nostro habitat naturale; pertanto, per andare nello spazio dobbiamo ricreare artificialmente l’ambiente terrestre attraverso mezzi di trasporto che partano dalla fotosintesi della clorofilla e dal ciclo del carbonio. Gli elementi indispensabili sono luce, acqua e aria. Fortunatamente, l’aria compressa è un potentissimo accumulatore di energia, mentre l’acqua è il vettore energetico ideale. Non è un caso che l’aria mantenuta alla temperatura dell’ambiente terrestre sia comprimibile anche a migliaia di bar, mentre l’acqua, mantenuta alla stessa temperatura liquida, sia incomprimibile, formando così il vettore energetico ideale. Non è un caso che l’elettromagnetismo terrestre possa essere prodotto solo alla temperatura dell’ambiente terrestre. Probabilmente non è un caso che il delicato elettromagnetismo terrestre interagisca perfettamente con il potente elettromagnetismo dell’universo.

Il modo più semplice ed economico per produrre energia terrestre, anche se la scienza non l’ha ancora compreso appieno, è aumentare la velocità delle molecole senza produrre calore. Infatti, se il nostro obiettivo è ridurre la forza di gravità necessaria per spostarsi da un luogo all’altro, dobbiamo essere in grado di sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz, poiché l’elettromagnetismo terrestre può essere prodotto solo attraverso variazioni di flussi elettromagnetici in campi elettrici generati in bobine di fili rivestite con vernici isolanti che non resistono alle alte temperature. D’altra parte, nemmeno l’acqua, vettore energetico necessario per svolgere la sua funzione, può bollire o congelare. Lo stesso si può dire dell’aria che, nell’energia idroelettrica compressa, è la principale fonte di energia, ma perde le sue caratteristiche di elasticità e competitività se raggiunge simultaneamente i punti critici di pressione e temperatura, dove il gas si liquefà o l’acqua si solidifica. Inoltre, il principio di impenetrabilità dei corpi può essere aggirato bilanciando le pressioni statiche nel corpo della girante di una pompa centrifuga, modificandola e creando una seconda alimentazione sul lato di aspirazione, nettamente separata dalla prima. Questa, nonostante la sua semplicità, è una delle invenzioni scientifiche più importanti di tutti i tempi. Ma è ancora ostacolata dal silenzio della scienza, degli imprenditori, dei legislatori e dei produttori di pompe. Tutte le categorie hanno interesse a difendere le proprie invenzioni e le quote di mercato che detengono. Soprattutto, lo scambio di brevetti pubblici con le multinazionali non ci ha permesso di entrare in tutti i dettagli dei cicli antropici per poter scegliere sempre oggettivamente la soluzione migliore, che avrebbe inevitabilmente portato alle migliori soluzioni di depurazione ed energetiche. È chiaro che in queste condizioni, anche i politici e i legislatori svolgono male il loro lavoro. In realtà, un inventore non ha diritto d’autore a meno che non diventi un imprenditore, paghi le tasse di mantenimento dei brevetti concessi, spenda soldi per presentare ricorsi legali contro l’ignoranza scientifica degli uffici brevetti per obiezioni ridicole come il mancato rispetto dei principi di conservazione dell’energia. Di fronte a queste difficoltà oggettive, il sottoscritto, che è diventato inventore solo in età pensionistica, con un’aspettativa di vita piuttosto limitata, non ha potuto combattere su tutti i fronti: scientifico, politico, legislativo, economico. Ha preferito lasciare da parte le battaglie legali, burocratiche ed economiche, e dedicarsi solo virtualmente allo sviluppo cronologico dei propri impianti antropici. Prima fissi e poi mobili, partendo dalla depurazione dell’energia fossile e da questa, soprattutto, per economizzare i processi e ridurre spazi e dimensioni, introducendo i principi interattivi della fluidodinamica di Henry, Pascal, Venturi, Torricelli, Bernoulli, ma anche quelli elettromagnetici di Maxwell, Tesla, Lorentz per poter estrarre energia direttamente dall’ambiente senza combustibili e senza energia nucleare.

In realtà, nell’ambiente terrestre, per produrre energia pulita non abbiamo bisogno di calore, ma solo di fluidodinamica ed elettromagnetismo, essendo la potenza in kW prodotta dalla portata del fluido, dalla pressione e dalla densità dello stesso. È assurdo usare il calore per produrre fumi e vapore e utilizzarli per generare energia tramite turbine, quando potremmo farlo a freddo, senza combustibili e senza energia nucleare, con una densità maggiore del vettore energetico, che può essere l’acqua naturale. Non ha senso aggiungere sistemi per purificare i fumi e catturare la CO2, che non verrebbe prodotta dalla sola circolazione dell’acqua. La fonte di energia fluidodinamica non sarebbe altro che aria compressa, prima per effetto della forza di gravità e poi con compressori in autoclavi. È assurdo non utilizzare questa fonte di energia che non costa nulla, così come è assurdo non sfruttare il fatto che l’acqua si purifica da sola ogni volta che passa attraverso l’autoclave. Ma è anche una contraddizione non utilizzare pompe centrifughe con erogazione nella direzione della forza gravitazionale poste in serie con le turbine per produrre l’energia fluidodinamica primaria e allo stesso tempo, l’energia elettrica ed elettromagnetica indotta in un unico processo dell’impianto che può consentire di sommare la spinta di Newton e di Lorentz senza passaggi intermedi e il trasporto di energia in condotti o piloni.

Questa grande semplificazione dei sistemi fluidodinamici alla temperatura dell’ambiente terrestre, anziché a quella termica e nucleare, ci permetterebbe di creare motori elettrici in grado di sviluppare una coppia motrice e motori lineari, più complessi, che generano una spinta lineare orientabile in qualsiasi direzione nello spazio, sommando la spinta di Newton e quella di Lorentz. Oggi queste due spinte non possono essere sommate perché l’elettromagnetismo terrestre può essere prodotto solo a freddo, con bobine di filo di rame protette da vernici isolanti. Sarebbe assurdo insistere sull’energia fossile e nucleare, costosa, inquinante, complessa, non energeticamente autonoma e che dovrebbe essere raffreddata alla temperatura ambiente.

Perché la scienza più premiata è ancora quella nucleare, mentre governi, imprenditori e media mondiali tacciono su questi argomenti e promuovono soluzioni ridicole, come le auto elettriche, che non sono né economiche né pulite, se non si cambia la fonte energetica primaria del mondo, e non possono essere applicate ai mezzi di trasporto terrestri più pesanti, per non parlare del trasporto aereo e spaziale, che devono necessariamente avere pesi e dimensioni ridotti, senza serbatoi di carburante e reattori nucleari? Cosa serve per capire che solo con l’energia estratta direttamente dall’ambiente saremo in grado di rivoluzionare lo sviluppo mondiale in breve tempo e di eliminare il riscaldamento globale?

Le scienze della Terra sono un piatto che si mangia freddo, pronto per essere consumato con le tecnologie attuali. Ma gli scienziati non l’hanno capito e, di conseguenza, nemmeno gli uomini di potere. Ecco perché si è verificato il riscaldamento globale. Inoltre, l’energia inquinante attuale costa molto di più dell’energia pulita potenzialmente disponibile. Gli attuali detentori di questa energia inquinante sono gli uomini più ricchi del mondo, mentre i poveri non hanno nulla da mangiare e sono privati ​​dei diritti più elementari. Persino gli inventori che non partecipano ai loro giochi di potere e si accontentano di pubblicare le proprie invenzioni con i pochi editori che non si aspettano di essere pagati, vengono privati ​​dei loro diritti. Non è strano che una pubblicazione scientifica debba pagare gli editori e che solo chi può permettersi di pagare le quote di partecipazione, le spese di viaggio e gli hotel possa partecipare ai congressi scientifici internazionali? Tutto è organizzato in modo che la scienza lavori solo al servizio di chi detiene il potere economico globale. Di fronte a invenzioni importantissime, realizzate senza alcun finanziamento, che riguardano tutti gli aspetti delle attività umane, ambientali, energetiche e sanitarie, gli uomini di potere, compresi gli scienziati, fingono di non capire, per non dover pagare per gli immensi danni causati all’ambiente terrestre e alle generazioni future.

Tuttavia, proprio perché ho toccato con mano l’ipocrisia dei governi e della scienza, credo che il pianeta Terra debba essere governato scientificamente, perché la scienza non può sbagliare se applicata globalmente in ogni dettaglio, scegliendo sempre la soluzione migliore, aggiornata all’ultimo minuto, prima virtuale e poi reale, da un punto di vista scientifico, tecnologico ed economico. Chiunque non applichi la scienza a livello globale è facilmente identificabile anche dalla giustizia, e può essere sanzionato o punito con il carcere, poiché le emissioni tossiche degli impianti artificiali devono essere sempre pari a zero, sia nella fase di depurazione che in quella di produzione di energia. Come ho scritto in un recente articolo ( 23.11.2022 https://www.spawhe.eu/cop-27-the-difference-between-virtual-and-real-development/),  non c’è differenza tra uno sviluppo virtuale e uno sviluppo reale, poiché il primo deve precedere il secondo, proprio per evitare di commettere gli errori commessi dalla scienza pubblica e privata del passato e del presente, errori che non sono mai stati corretti, pur avendo prodotto il riscaldamento globale e la disuguale distribuzione della ricchezza mondiale. Le mie quaranta invenzioni sono rimaste tutte in uno stato virtuale, senza mai passare allo stato successivo.

Se la scienza avesse avuto il coraggio di ammettere i propri errori, dal 2015 avrebbe dovuto riconoscere di aver costretto il mondo intero a soffrire per il riscaldamento globale, perché con il senno di poi e con un po’ di ragionamento gli schemi idroelettromagnetici che ho proposto avrebbero potuto essere realizzati fin dalla nascita della prima centrale idroelettrica al mondo (1802), anche con tecnologie meno raffinate di quelle attuali. Pochi anni dopo sarebbe nata l’energia idroelettromagnetica compressa. Pochi anni dopo le altre applicazioni energetiche, automobili, camion, trattori agricoli. Qualche anno dopo ancora si sarebbero potuti sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz per volare nell’atmosfera, i sottomarini e la navigazione spaziale senza carburante e senza energia nucleare. Questi sono i tempi che il sottoscritto ha impiegato per inventare soluzioni con finanziamenti pubblici e privati ​​praticamente nulli.

Probabilmente avrei potuto farlo anche prima se avessi trovato interlocutori scientifici, sia pubblici che privati, disposti a ragionare insieme. La fisica e l’elettromagnetismo non sono cambiati concettualmente dagli inizi del XIX secolo. Col senno di poi, avremmo potuto risparmiarci tutti i treni, le macchine a vapore, le macchine termiche e le centrali nucleari. Delle mie invenzioni virtuali, solo il cuore artificiale ossigenante avrebbe dovuto attendere l’era attuale, per essere collegato all’elettronica e all’intelligenza artificiale. Invece, nel 2023, dobbiamo ancora discutere di petrolio e gas costosi. Nel pieno dell’inverno, il popolo ucraino, oltre alle bombe, deve subire il sabotaggio delle reti di distribuzione dell’elettricità, che per oltre un secolo avrebbero potuto essere autonome per ogni casa, persino per ogni appartamento. Sono le stesse soluzioni che ho usato per andare nello spazio (virtualmente) e condizionare gli ambienti spaziali senza carburante ed energia nucleare, che la scienza e i governi del mondo continuano a boicottare, volendo a tutti i costi passare alla storia come la peggiore classe dirigente di tutti i tempi. Le generazioni precedenti, almeno, hanno la circostanza attenuante che il sito web https://www.spawhe.eu non era ancora stato pubblicato e reso accessibile a tutti. Voglio ricordare ancora una volta che SPAWHE è l’acronimo di Sinergic Plants, Artificial Welling, Hydroelectromagnetic Energy (Impianti Sinergici, Pozzi Artificiali, Energia Idroelettromagnetica), che rappresenta l’organizzazione scientifica di un lavoro applicato in modo imparziale e globale nell’interesse dell’uomo e del pianeta Terra. Non di invenzioni specifiche, né di particolari concezioni politiche, religiose o filosofiche. Non è un caso che il sottoscritto sia riuscito a concepire questo acronimo nel 2014, nove anni dopo il suo pensionamento, quando comprese che gli interessi dei vari rami della scienza, dei politici e delle multinazionali non avrebbero mai permesso di ripulire seriamente l’energia fossile. I fatti mi hanno dato ragione, anche se sono ancora solo. Ma come si dice: meglio soli che in cattiva compagnia.

Se è vero che la legge è uguale per tutti nel mondo, non si possono imporre tasse su opere intellettualmente utili all’umanità solo per l’ignoranza dei legislatori che le attribuiscono agli autori e non agli inventori. Dovrebbe essere il contrario, se si volesse fare una distinzione. Ovviamente, non mi riferisco alla proprietà industriale, che è un’altra cosa, alla quale il sottoscritto non ha mai aspirato, considerandola immorale, soprattutto per le invenzioni di pubblica utilità in ambito ambientale, energetico e sanitario. Non è un caso che mi sia occupato solo di questo tipo di invenzioni. Perché queste invenzioni devono attendere vent’anni dalla concessione del brevetto per essere accessibili a tutto il mondo? È evidente che i legislatori intendevano compensare i costi di ricerca e sviluppo delle invenzioni. Ma non tutte le invenzioni sono uguali. Le mie invenzioni arrivano con oltre duecento anni di ritardo rispetto alla prima centrale idroelettrica e non sono costate un solo euro di ricerca, bensì più di cinquant’anni di esperienza industriale e ambientale, perché si basano sull’organizzazione scientifica del lavoro, che si può apprendere solo se si ama il proprio lavoro e si rispetta l’operato di altri inventori sottovalutati dalla società odierna. In particolare, di coloro che si sono dedicati allo studio della fluidodinamica e dell’elettromagnetismo. La conoscenza dell’organizzazione scientifica del lavoro globale è essenziale per distinguere tra invenzioni utili, inutili e dannose per la vita del pianeta Terra e dell’umanità.

Non possiamo permetterci di aspettare altri anni perché la scienza ufficiale dia alla luce altri topi, quando siamo già in ritardo di duecento anni. Le tecnologie sviluppate sono già sufficienti per ripristinare l’ambiente terrestre. Bisogna cacciare immediatamente i mercanti dal tempio. Non importa se si chiamano scienziati o politici. L’importante è che tutto funzioni secondo le leggi della natura, non quelle delle multinazionali e degli scienziati che lavorano per loro direttamente o indirettamente, attraverso la vendita di brevetti da parte di ricercatori pubblici, che trascurano il loro vero lavoro, che dovrebbe essere molto simile a quello svolto dal sottoscritto. È scandaloso che la mia proposta di creare una società per azioni chiamata SPAWHE non abbia raccolto nemmeno un euro per essere costituita: 28.02.2020  https://www.spawhe.eu/a-global-stock-company-against-errors-omissions-and-opportunities-wasted-by-science-and-world-power-centers/ .  Ovviamente, sapevo già che non li avrebbe raccolti, ma tutto ciò dimostra che siamo governati da una scienza falsa e da una politica mondiale falsa, a prescindere dal colore politico. Chi governa il mondo al momento sono le multinazionali e qualsiasi pretesto è valido per ritardare la vera lotta contro il riscaldamento globale.

10. Conclusioni

Con invenzioni errate ma tecnologicamente avanzate abbiamo creato un apparente benessere che sta distruggendo l’ambiente terrestre. Se oggi avessimo governi mondiali veramente democratici, che amano le popolazioni che permettono loro di governare, non dovrebbero fare altro che salvare le tecnologie e applicare correttamente i principi di interazione energetica e di purificazione terrestre chiaramente indicati dalla forza gravitazionale e dalla natura stessa, che non ha mai utilizzato combustibili e energia nucleare per produrre l’elettromagnetismo terrestre e, di conseguenza, anche l’elettricità terrestre. Fino a prova contraria, è stato un grave errore scientifico, economico e ambientale produrre elettricità tramite caldaie a vapore e fumi di combustione, poiché l’efficienza di una caldaia o di un motore termico all’avanguardia non supera il 35% del potere calorifico inferiore del combustibile utilizzato. A questa bassa efficienza vanno aggiunti tutti i costi di estrazione del combustibile da miniere, pozzi terrestri e marini, i costi di trasporto e di raffinazione dell’energia, ma anche i costi di purificazione e raffreddamento del vapore e dei fumi. Pertanto, se consideriamo tutti questi costi, l’efficienza effettiva dell’energia termica rispetto al minore potere calorifico dei combustibili non raggiunge nemmeno il 10%. A ciò dobbiamo aggiungere che i processi di depurazione non sono mai stati eseguiti correttamente, altrimenti non avrebbero prodotto il riscaldamento globale in meno di duecento anni di sviluppo industriale, che rispetto ai 4,5 miliardi di abitanti della Terra rappresentano una frazione di secondo. Ma il fatto grave è che la forza motrice fluidodinamica non necessita di calore, ma solo di pressione (kg/m2) * densità del vettore energetico (kg/m3) * portata dello stesso vettore energetico (m3/s). Pertanto, se usiamo acqua che ha una densità di 1000 kg/m3 come vettore energetico rispetto al vapore che ha una densità di circa 60 kg/m3 o ai fumi di combustione di 1,2 kg/m3. Pertanto, si può facilmente comprendere il grande errore commesso dalla scienza mondiale, che ha preferito utilizzare vapore e fumi di combustione invece dell’acqua come vettore energetico solo perché non ha studiato il modo corretto di utilizzare la pressione idrostatica dell’acqua senza il salto idraulico (era sufficiente utilizzare una pompa in serie con la turbina con l’erogazione nella direzione della forza gravitazionale) e soprattutto, non ha studiato come utilizzare staticamente, in una direzione la pressione di un’autoclave per produrre infinitamente con la stessa quantità di acqua come elettricità in sistemi fissi e mobili. Pertanto, senza alcun bisogno di costosi accumulatori di energia che saranno anche difficili da smaltire, che certamente non saranno in grado di soddisfare il fabbisogno energetico mondiale: pensiamo ai grandi mezzi di trasporto e di lavoro, aerei, navi, sottomarini, astronavi. Se la scienza è diventata inaffidabile a causa dell’essere legata a datori di lavoro che hanno investito nelle fonti energetiche sbagliate,Dobbiamo salvare le tecnologie e applicare correttamente i principi di energia interattiva e purificazione del suolo chiaramente indicati dalla forza gravitazionale e dalla natura stessa, che non ha mai utilizzato combustibili ed energia nucleare per produrre elettromagnetismo terrestre e, di conseguenza, anche l’energia elettrica terrestre può essere prodotta ovunque, dinamicamente con fluidi freddi utilizzando solo acqua e aria e, ovviamente, la forza gravitazionale, fornite gratuitamente dalla natura in qualsiasi luogo terrestre. Gli esempi pubblicati in questo articolo e in molti articoli precedenti, ancora boicottati dalla scienza pubblica e privata e dai governi mondiali, dovrebbero farci riflettere invece di dire sciocchezze sulle energie rinnovabili, nuove energie nucleari che non saranno mai in grado di competere con l’energia idro-elettromagnetica naturale e compressa in tutte le applicazioni di energia e purificazione terrestre. Persino il cuore umano di persone malate e anziane potrebbe essere sostituito con un cuore artificiale energeticamente autonomo in grado di ossigenare il sangue, basato su questi principi. Dobbiamo piuttosto chiederci chi paga per i danni subiti da questi silenzi dell’intera classe dominante mondiale, non solo politica, ma anche scientifica? Certo, tutti possono sbagliarsi. Soprattutto il sottoscritto. Tutto ciò che chiedo è di essere smentito da esperimenti imparziali, nell’interesse dell’intera popolazione mondiale, presente e soprattutto futura. Il fatto che io raccolga solo silenzi da parte dell’intera classe dirigente mondiale è molto preoccupante, perché credo di conoscere bene il mio lavoro. Potrei sbagliarmi su alcuni dettagli, ma non sul ragionamento generale che indica chiaramente che la migliore fonte di energia terrestre è una sola: la fluidodinamica. Purtroppo, l’attuale energia idroelettrica non ha nulla in comune, dal punto di vista economico, tecnico e scientifico, con l’idroelettromagnetismo naturale e compresso, poiché non c’è bisogno di grandi bacini montani, costosi e soggetti a gravi inondazioni dovute alla rottura delle dighe. Il pianeta Terra ha bisogno di accumulare acqua dolce dove serve, quando serve, senza consumare energia, ma producendola contemporaneamente al suo utilizzo, ovvero dove si svolgono l’agricoltura, l’attività industriale e le abitazioni. Inoltre, con questa energia possiamo anche desalinizzare l’acqua di mare a costi molto bassi e inviarla nei deserti, nonché produrre pozzi artificiali per contrastare l’acidificazione dei mari e raddoppiare la produzione alimentare, come già accennato al punto otto di questo articolo.Gli esempi pubblicati in questo articolo e in molti articoli precedenti, tuttora boicottati dalla scienza pubblica e privata e dai governi mondiali, dovrebbero farci riflettere invece di dire sciocchezze sulle energie rinnovabili, sulle nuove energie nucleari che non saranno mai in grado di competere con l’energia idro-elettromagnetica naturale e compressa in tutte le applicazioni di energia e purificazione terrestri. Persino il cuore umano di persone malate e anziane potrebbe essere sostituito con un cuore artificiale energeticamente autonomo in grado di ossigenare il sangue, basato su questi principi. Dovremmo piuttosto chiederci chi paga per i danni subiti da questi silenzi dell’intera classe dominante mondiale, non solo politica, ma anche scientifica? Certo, tutti possono sbagliarsi. Soprattutto il sottoscritto. Tutto ciò che chiedo è di essere smentito da esperimenti imparziali nell’interesse dell’intera popolazione mondiale, presente e soprattutto futura. Il fatto che io raccolga solo silenzi da parte dell’intera classe dominante mondiale è molto preoccupante perché penso di conoscere bene il mio lavoro. Potrei sbagliarmi su alcuni dettagli, ma non sul ragionamento generale che indica chiaramente che la migliore fonte di energia terrestre è una sola: la fluidodinamica. Purtroppo, l’attuale energia idroelettrica non ha nulla in comune, dal punto di vista economico, tecnico e scientifico, con l’idroelettromagnetismo naturale e compresso, poiché non richiede grandi bacini montani, costosi e soggetti a gravi inondazioni dovute al cedimento delle dighe. Il pianeta Terra ha bisogno di accumulare acqua dolce dove serve, quando serve, senza consumare energia, ma producendola contemporaneamente al suo utilizzo, ovvero dove si svolgono attività agricole, industriali e residenziali. Inoltre, con questa energia potremmo anche desalinizzare l’acqua di mare a costi molto bassi e inviarla nei deserti, nonché produrre pozzi artificiali per contrastare l’acidificazione dei mari e raddoppiare la produzione alimentare, come già accennato al punto otto di questo articolo.Gli esempi pubblicati in questo articolo e in molti articoli precedenti, tuttora boicottati dalla scienza pubblica e privata e dai governi mondiali, dovrebbero farci riflettere invece di dire sciocchezze sulle energie rinnovabili, sulle nuove energie nucleari che non saranno mai in grado di competere con l’energia idro-elettromagnetica naturale e compressa in tutte le applicazioni di energia e purificazione terrestri. Persino il cuore umano di persone malate e anziane potrebbe essere sostituito con un cuore artificiale energeticamente autonomo in grado di ossigenare il sangue, basato su questi principi. Dovremmo piuttosto chiederci chi paga per i danni subiti da questi silenzi dell’intera classe dominante mondiale, non solo politica, ma anche scientifica? Certo, tutti possono sbagliarsi. Soprattutto il sottoscritto. Tutto ciò che chiedo è di essere smentito da esperimenti imparziali nell’interesse dell’intera popolazione mondiale, presente e soprattutto futura. Il fatto che io raccolga solo silenzi da parte dell’intera classe dominante mondiale è molto preoccupante perché penso di conoscere bene il mio lavoro. Potrei sbagliarmi su alcuni dettagli, ma non sul ragionamento generale che indica chiaramente che la migliore fonte di energia terrestre è una sola: la fluidodinamica. Purtroppo, l’attuale energia idroelettrica non ha nulla in comune, dal punto di vista economico, tecnico e scientifico, con l’idroelettromagnetismo naturale e compresso, poiché non richiede grandi bacini montani, costosi e soggetti a gravi inondazioni dovute al cedimento delle dighe. Il pianeta Terra ha bisogno di accumulare acqua dolce dove serve, quando serve, senza consumare energia, ma producendola contemporaneamente al suo utilizzo, ovvero dove si svolgono attività agricole, industriali e residenziali. Inoltre, con questa energia potremmo anche desalinizzare l’acqua di mare a costi molto bassi e inviarla nei deserti, nonché produrre pozzi artificiali per contrastare l’acidificazione dei mari e raddoppiare la produzione alimentare, come già accennato al punto otto di questo articolo.Non sulla base del ragionamento generale che indica chiaramente che la migliore fonte di energia terrestre è una sola, ed è la fluidodinamica. Purtroppo, l’attuale energia idroelettrica non ha nulla in comune, dal punto di vista economico, tecnico e scientifico, con l’idroelettromagnetismo naturale e compresso, poiché non c’è bisogno di grandi bacini montani, costosi e che possono provocare grandi inondazioni a causa della rottura delle dighe. Il pianeta Terra ha bisogno di accumulare acqua dolce dove serve, quando serve, senza consumare energia, ma producendola contemporaneamente all’utilizzo dell’acqua, ovvero dove si svolgono l’agricoltura, l’attività industriale e le abitazioni civili. Inoltre, con questa energia possiamo anche desalinizzare l’acqua di mare a costi molto bassi e inviarla ai deserti, nonché produrre pozzi artificiali per contrastare l’acidificazione dei mari e raddoppiare la produzione alimentare, come già accennato al punto otto di questo articolo.Non sulla base del ragionamento generale che indica chiaramente che la migliore fonte di energia terrestre è una sola, ed è la fluidodinamica. Purtroppo, l’attuale energia idroelettrica non ha nulla in comune, dal punto di vista economico, tecnico e scientifico, con l’idroelettromagnetismo naturale e compresso, poiché non c’è bisogno di grandi bacini montani, costosi e che possono provocare grandi inondazioni a causa della rottura delle dighe. Il pianeta Terra ha bisogno di accumulare acqua dolce dove serve, quando serve, senza consumare energia, ma producendola contemporaneamente all’utilizzo dell’acqua, ovvero dove si svolgono l’agricoltura, l’attività industriale e le abitazioni civili. Inoltre, con questa energia possiamo anche desalinizzare l’acqua di mare a costi molto bassi e inviarla ai deserti, nonché produrre pozzi artificiali per contrastare l’acidificazione dei mari e raddoppiare la produzione alimentare, come già accennato al punto otto di questo articolo.

Stavo quasi per finire questo articolo quando ho appreso che il Principe Harry del Regno Unito ha pubblicato il suo libro, destinato a diventare un successo mondiale. Ma ciò che mi ha colpito di più è il fatto che, secondo Entertainment Tonight, il Principe Harry abbia un contratto del valore di circa 40 milioni di dollari. L’editore ha anticipato la somma di 20 milioni di dollari per ottenere l’esclusiva sulla pubblicazione. Ovviamente, non leggerò questo libro perché non mi interessa. Ma non ho potuto fare a meno di pensare che con 40 milioni di dollari non si potrebbe certo salvare il mondo, ma almeno dimostrare, con prototipi dimostrativi, come sia necessario progettare impianti artificiali non commerciali, simili a quelli attuali, fissi e mobili. Come ho spiegato in questo e in altri articoli precedenti, i progetti devono basarsi sull’organizzazione scientifica del lavoro ed essere studiati a livello globale, aggiornando lo stato dell’arte in tutti i settori dell’attività umana. Queste mie soluzioni non solo non hanno trovato interlocutori pubblici e privati ​​nel mondo scientifico e nei governi. Ma nel sistema attuale, anche gli inventori privati, non appartenenti a enti pubblici o multinazionali, dovrebbero pagare i numerosi editori che chiedono di pubblicare e i numerosi organizzatori di congressi internazionali che chiedono di partecipare come relatori. Per questi editori e organizzatori è normale richiedere un compenso di partecipazione, così come di solito pagano i datori di lavoro (istituti di ricerca, università, multinazionali). Gli stessi che pagano le tasse per il deposito e il mantenimento dei brevetti. Io rispondo a questi inviti con queste parole:

Gentile redattore, può pubblicare tutti gli articoli elencati nella lista del mio sito web che le ho già inviato. Le mie invenzioni non sono mai state realizzate da governi o multinazionali, sono sempre nuove. Se le serve la versione originale, gliela invierò. Non posso continuare all’infinito a inventare cose che nessuno vuole realizzare. Molti di voi vorrebbero essere pagati per pubblicare i miei articoli, ma non posso farlo, pur stimando il vostro lavoro.

Egregio organizzatore del congresso, non parlo inglese, scrivo solo con l’aiuto di un traduttore. Non partecipo ai congressi perché vivo solo di pensione e non ho creditori. Ma vorrei dire che il nostro periodo storico è il peggiore nella storia della Terra perché la scienza e le multinazionali non sono mai state in grado di progettare impianti antropogenici completi. Oggi stiamo iniziando a subirne le conseguenze, ma tutti continuano a progettare sistemi di base errati. I miei impianti interattivi per l’ambiente e l’energia fingono tutti di non capirli, ma sono gli unici in grado di produrre cicli completi, perché aumentando le pressioni operative e sfruttando i principi di interazione tra acqua, aria e minerali, permetterebbero di ridurre le dimensioni degli impianti e i tempi dei processi di depurazione. Ma soprattutto, permetterebbero di estrarre energia dall’ambiente senza combustibili e senza energia nucleare. Questa è l’unica soluzione per ridurre i costi delle bollette energetiche e di depurazione e promuovere la pace nel mondo. La scienza ha fallito su tutti i fronti per non aver mai voluto pensare globalmente nell’interesse di tutta l’umanità. Ha preferito lavorare per chi la paga di più. Non è un caso che nessuna delle mie quaranta invenzioni interattive abbia mai ricevuto finanziamenti. Oggi queste invenzioni sembrano fantascienza, ma in realtà sono invenzioni molto semplici, collegate tra loro. Utilizzano tecnologie esistenti, leggermente modificate, come descritto nella filastrocca Httpa://www.spawhe.eu, per purificare automaticamente l’ambiente, estraendo energia gratuitamente da esso. Solo le macchine che attivano i processi interattivi si usurano (pompe normali e pompe con doppia alimentazione separata, pompe utilizzate come turbine, pompe a vuoto, generatori di corrente elettrica, compressori, ventilatori elettrici, motori che generano coppia e motori che generano spinta lineare elettromagnetica). Eppure, nessuno finanzia queste invenzioni. Dove si nasconde la vera scienza?

Durante la mia attività di inventore ho sempre alternato la scrittura di articoli alla ricerca di soluzioni, un po’ per far conoscere le mie invenzioni, un po’ perché la fase di scrittura è un periodo di riflessione che aiuta a trovare ispirazione per nuove invenzioni. Prima di pubblicare i miei articoli sul mio sito web, ne ho pubblicati alcuni sulla rivista online italiana lexambiente.it.

Questa volta, nel riassumere le mie avventure da inventore, mi sembra di aver scritto un romanzo giallo, o un thriller molto complesso, dove i colpevoli sono troppi e tutti al di là di ogni sospetto, solo la storia potrà giudicarli e condannarli. Le prove delle mie malefatte sono pubblicate sul mio sito web https://www.spawhe.eu .

Comunque siano andate le cose, sono contento della vita che ho vissuto e di ciò che ho inventato, ma sono anche stanco di scrivere sempre le stesse cose. La mia creatività si è esaurita e difficilmente scriverò altri articoli. Probabilmente per questo motivo, in questo articolo non ho usato mezzi termini e ho espresso chiaramente il mio pensiero sulla scienza e sui governi mondiali. Penso quasi la stessa cosa di tutti coloro che non guardano oltre la propria specializzazione, comprese Chiese, filosofi, professori e molte altre categorie, perché abbiamo creato il riscaldamento globale tutti insieme, accettando tacitamente piccoli vantaggi personali. Non credo nemmeno nei giovani che protestano di più. In alcuni casi, questi giovani sono stati accolti con gli onori riservati ai capi di Stato e di governo solo perché, essendo giovani, non hanno nulla di concreto da proporre. Io, che ho avanzato proposte, frutto di una vita di lavoro, non sono mai stato invitato né ricevuto da alcun rappresentante di un governo mondiale.

Non voglio sembrare presuntuoso citando di nuovo Albert Einstein, che ho già menzionato in questo articolo. Non lo cito come scienziato, ma come uomo libero da pregiudizi. Egli auspicava un governo mondiale e io la penso allo stesso modo. L’attuale guerra in Ucraina dimostra che ne abbiamo bisogno. Non è possibile che un Paese venga invaso da un altro Paese più grande per la sete di potere della classe dirigente di quest’ultimo. Quello che mi chiedo è: com’è possibile che ci siano miliardari anche in Russia e in Cina? Dov’è finito il comunismo che avrebbe dovuto impedire l’eccessivo arricchimento personale, riconoscendo al contempo il merito di coloro che contribuiscono maggiormente al benessere comune?

Secondo la rivista Forbes, i miliardari cinesi sono leggermente meno numerosi di quelli americani, mentre quelli russi li seguono a ruota ( https://forbes.it/2022/03/01/chi-sono-i-20-miliardari-piu-ricchi-della-russia/ ).

Con l’attuale capitalismo sfrenato, le invenzioni commerciali hanno preso il sopravvento in tutto il mondo, mentre quelle ambientali sono state trascurate perché persino gli enti di ricerca pubblici ritengono più conveniente vendere brevetti alle multinazionali piuttosto che dedicarsi al loro vero lavoro. Purtroppo, tutti i governi del mondo hanno accettato questo ricatto. Ne è la prova il fatto che nessun governo e nessun ente scientifico pubblico mondiale ha compreso le mie invenzioni, per quanto semplici e lineari. Evidentemente, agli scienziati impiegati dalle multinazionali viene ordinato di non comprenderle. Per questo credo che il pianeta debba essere governato su basi scientifiche, non politiche. Ma prima è necessario liberare la scienza da questi vili conflitti di interesse. La scienza è l’unica entità che non può commettere errori se l’organizzazione del lavoro viene applicata scientificamente sia a livello industriale che ambientale. Le divisioni politiche non portano da nessuna parte e le divisioni economiche non possono essere colmate con crediti ambientali concessi ai paesi poveri che hanno inquinato di meno perché hanno avuto il minor sviluppo. Questi crediti sono la vergogna della politica e soprattutto della scienza attuale che, non lavorando al servizio dell’umanità ma solo di chi la paga meglio, si è lasciata sfuggire l’unica energia che avrebbe potuto mettere ricchi e poveri sullo stesso piano, perché non solo non sarebbe costata nulla e non avrebbe prodotto nemmeno un grammo di inquinamento, ma avrebbe addirittura protetto l’ambiente ossigenando l’acqua utilizzata nella produzione energetica mondiale. Come ho dimostrato cambiando il modo in cui progettiamo camini, fognature e depuratori, possiamo inviare a laghi, fiumi e mari non solo acqua pulita, ma anche acqua alcalina per combattere non solo l’inquinamento ma anche l’acidificazione di laghi, fiumi e mari. Ma possiamo anche alcalinizzare e desalinizzare direttamente le acque marine con impianti energeticamente autonomi che estraggono carbonati dalle profondità marine. Inoltre, questi impianti potrebbero almeno triplicare il potenziale alimentare mondiale con pozzi artificiali, che estrarrebbero il cibo direttamente dagli oceani senza fertilizzanti e senza lavorare la terra. I principi di interazione fluidodinamica e idroelettromagnetica possono cambiare il modello di sviluppo mondiale in brevissimo tempo e persino prolungare la vita umana di molti anni, con il cuore artificiale ossigenatore del sangue che si basa sugli stessi principi energetici, non solo per i ricchi ma anche per i poveri, che saranno sempre meno, se gli impianti antropici saranno progettati con il sistema SPAWHE, che significa: Impianti Sinergici, Pozzi Artificiali, Energia Idroelettromagnetica.

In questo articolo, in cui riassumevo la mia sfortunata carriera da inventore, ho anche scritto che la maggior parte delle mie invenzioni avrebbero potuto essere realizzate quasi duecento anni fa, principalmente dalla scienza pubblica, perché non si tratta di invenzioni commerciali. Cosa hanno fatto in questi duecento anni gli scienziati pubblici che hanno trascurato le invenzioni semplici e lineari? E cosa hanno fatto i politici che non li ha stimolati a lavorare nell’interesse generale? Non nego che siano state fatte anche buone invenzioni e buone leggi, ma nessuno può negare che stiamo parlando di diversi milioni di scienziati, inventori, progettisti, distribuiti su almeno otto generazioni in tutto il mondo. Io, che ho vissuto trentasette anni occupandomi di organizzazione del lavoro, prima industriale e poi ambientale, e poi, da pensionato, per altri diciassette anni, senza essere invitato da nessuno, mi sono occupato principalmente del più grande problema del nostro tempo, che è senza dubbio il riscaldamento globale. Non pensavo che proponendomi come inventore in pensione sarei stato sgradito agli scienziati e agli inventori che hanno lavorato in questo settore. Non ho trovato interlocutori. Tutti vogliono lasciare le cose come stanno. Nessuno vuole addentrarsi nei numerosi dettagli errati dell’organizzazione scientifica del lavoro ambientale ed energetico, che potrebbe essere considerato un unico settore, secondo le argomentazioni elaborate dal sottoscritto, dato che potremmo estrarre tutta l’energia di cui l’umanità ha bisogno direttamente dall’ambiente terrestre, senza pozzi petroliferi, estrazione di gas e miniere di carbone. Purtroppo, i politici hanno emanato leggi per scoraggiare gli inventori non legati a centri di potere pubblici e multinazionali. Queste leggi sono ingiuste perché, di fatto, negano la proprietà intellettuale agli inventori non collegati a centri di potere pubblici e privati, i quali ovviamente non possono permettersi di pagare inutilmente le tasse di mantenimento sui brevetti concessi e non possono legalmente opporsi ai brevetti non concessi spendendo ulteriori somme in ricorsi legali. Il sottoscritto ha partecipato a questo gioco perverso, spendendo solo quanto poteva permettersi per depositare brevetti nazionali e alcuni internazionali, evitando di spendere inutilmente il denaro necessario per mantenerli validi e non opponendosi nemmeno ai brevetti non concessi.

In realtà, ancora oggi, tutti i governi del mondo credono che la principale fonte di energia mondiale sia termica e nucleare. Al massimo, si ritiene che solo una piccola parte dell’energia solare ed eolica sia sfruttabile. Questa convinzione errata è dovuta al silenzio della scienza, che si è rivelata una cattiva consigliera per gli stessi governi. Il sottoscritto, attraverso un’analisi approfondita dell’organizzazione scientifica del lavoro svolto in cinquant’anni, ha dimostrato che il riscaldamento globale è stato causato da invenzioni errate da parte della scienza e degli inventori degli ultimi duecento anni nel settore della depurazione e dell’energia. Lo stretto legame tra questi due settori non sarebbe mai stato scoperto se non avessi praticamente rivoluzionato il modo di progettare camini, fognature e depuratori, integrando i cicli di depurazione dell’acqua e dell’aria, che oggi sono completamente separati. L’acqua viene depurata in modo inadeguato e acidificata, mentre l’aria viene filtrata, nella migliore delle ipotesi. Le attuali soluzioni energetiche, fisse e mobili, grazie al miglioramento delle tecnologie, consentono di aumentare la resa e ridurre l’inquinamento. Ma non possono superare i loro limiti, perché gli inventori del passato e del presente non sono stati in grado di combinare i principi fisici interattivi, purificanti ed energetici che la natura terrestre attualmente sfrutta alla temperatura dell’ambiente terrestre. Questi principi sono di fluidodinamica, non termici e nemmeno nucleari. Sono facilmente identificabili nei principi fisici di Torricelli, Pascal, Venturi e Henry. Questi principi non possono produrre spontaneamente energia e purificazione se macchine e impianti non sono specificamente progettati. La scienza avrebbe dovuto comprenderlo e fare un’autocritica, perché ha speso miliardi per scindere l’atomo e costruire centrali termoelettriche in tutto il mondo. Ha speso miliardi per il trasporto delle materie prime e per il trasporto dell’elettricità prodotta e miliardi per la purificazione, quanti ne ha spesi per produrre un’energia antieconomica e inquinante che non è mai stata in grado di purificare completamente. Inoltre, gli attuali mezzi di trasporto terrestri, marittimi, aeronautici e spaziali non solo non possono essere energeticamente autonomi, ma non sono nemmeno in grado di purificare i fumi di combustione.

Sono convinto che se un giorno gli uomini andranno nello spazio come esploratori e colonizzatori, sarà grazie all’unica energia in grado di trasportare nello spazio un vero sistema terrestre. Questa energia si chiama “energia idroelettromagnetica compressa” ed è un’energia economica, pulita, potente e persino respirabile. Questa energia non necessita di serbatoi di carburante e può permettere di sommare la spinta di Newton e quella di Lorentz per vincere la forza di gravità. Questa energia permetterà agli uomini del futuro di sopravvivere molto più a lungo degli uomini di oggi, se porteranno con sé una grande scorta dei miei “cuori artificiali autonomi a ossigenazione del sangue”, che funzionano proprio con “energia idroelettromagnetica compressa”, come descritto nel seguente articolo: 29.07.2021  https://www.spawhe.eu/from-the-earth-beyond-the-moon-colonizing-space-with-compressed-hydroelectromagnetic-energy-unknown-to-terrestrial-science/ . Eppure, questa energia è ostacolata dalla scienza attuale e dagli attuali politici mondiali, nonostante ormai dovrebbe essere chiaro che il riscaldamento globale è stato legalmente prodotto dalla scienza, da inventori pubblici e privati, da imprenditori e da governi. Fino a prova contraria, sono solo un pensionato che ha svolto un lavoro di volontariato non richiesto, non retribuito e non gradito nelle categorie sopra menzionate. La storia deciderà chi ha ragione e chi ha torto, ma anche gli storici devono affrettarsi perché questi duecento anni di invenzioni sbagliate hanno distrutto miliardi di anni di era preindustriale perfettamente purificata dalla natura terrestre con lo stesso sistema, chiamato “energia idroelettromagnetica compressa alla pressione atmosferica”, prodotto dalla stessa forza gravitazionale, senza l’uso di alcuna tecnologia. Sfortunatamente, la scienza e i politici mondiali non sono stati in grado di copiare dalla natura e hanno usato la tecnologia solo per produrre invenzioni commerciali, inquinanti e distruttive per l’ambiente in cui viviamo. L’organizzazione scientifica del lavoro globale, che la scienza e i politici di tutto il mondo non hanno mai applicato, è una questione molto più seria di quanto si possa pensare.

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